Goldust, l’idea non era di Dustin: svelato il vero creatore

Goldust

Dietro uno dei personaggi più iconici della WWE non c’era Dustin Rhodes. A rivelarlo è stato lo stesso wrestler, che ha raccontato come la mente dietro Goldust fosse in realtà Vince McMahon.


La telefonata che ha cambiato tutto

Durante un’intervista nel podcast di C.T. Fletcher, Rhodes ha spiegato come il personaggio di Goldust sia nato in uno dei momenti più difficili della sua carriera, dopo il licenziamento dalla WCW e mesi trascorsi a casa senza prospettive.

La svolta arrivò con una telefonata inaspettata da parte di Vince McMahon, che gli propose un’idea completamente fuori dagli schemi:

“Quello era Vince. Vince ha pensato a tutto. Ok. Mi ha chiamato perché ero stato licenziato dalla WCW ed ero rimasto a casa per circa otto mesi, poi mi ha chiamato e ha detto: ‘Hey, sono Vince McMahon.’ E io ero tipo: ‘Oh s**.’ Ok. Mi ha presentato questa idea di Goldust, un personaggio androgino.”

Un’idea inizialmente incomprensibile

Rhodes ha ammesso di non aver nemmeno capito cosa significasse davvero quel concetto durante la chiamata, ma ha comunque accettato la proposta. Solo dopo aver riattaccato si è reso conto della particolarità del ruolo.

“Ora penso tra me e me: non so che c*** significhi. Così ho continuato a parlare con lui e alla fine ho detto sì. E appena ho riattaccato sono andato a cercare sul dizionario e ho pensato: ‘Oh s***, in cosa mi sono appena cacciato?’ È stata una reazione reale, amico.”

Un personaggio destinato a fare la storia

Quella scelta si è poi trasformata in uno dei personaggi più audaci e discussi degli anni ’90. Goldust ha infranto barriere e ridefinito i limiti dei character nella WWE, diventando una figura unica in un’epoca ricca di personalità sopra le righe.

Riguardando oggi quella decisione, è chiaro come il vero motore creativo dietro Goldust sia stato Vince McMahon, capace di immaginare un personaggio rivoluzionario e convincere Dustin Rhodes a correre un rischio che avrebbe segnato per sempre la sua carriera.

Scritto da Niccolò Trevisani
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