Ecco perchè la WWE chiamo il suo show “Raw”

Raw logo

WWE Raw è diventato uno dei brand più riconoscibili della televisione, ma secondo il veterano produttore di wrestling David Sahadi il nome dello show di punta non è nato da una strategia di marketing aggressiva o da un atteggiamento ribelle. Tutto è iniziato da un problema di budget.


Durante una recente apparizione nel podcast 83 Weeks con Eric Bischoff e Conrad Thompson, Sahadi ha ripercorso i primi giorni dello show nei primi anni ’90 e ha rivelato che il nome “Raw” nacque in realtà dal tentativo della WWE di produrre televisione con risorse limitate. All’epoca la compagnia non generava ancora i ricavi che avrebbe poi visto arrivare durante il boom della Attitude Era.

Uno show “grezzo” per necessità

Sahadi ha spiegato che la presentazione essenziale dello show al Manhattan Center rifletteva la situazione finanziaria della compagnia. La WWE non disponeva dei set elaborati, delle strutture di illuminazione o dei giochi pirotecnici che oggi i fan associano al brand. Ha quindi descritto il contesto e come nacque il nome.

“Sai perché chiamiamo quello show Raw? Oggi è uno show televisivo così patinato e spettacolare con tutti i pannelli LED, i fuochi pirotecnici e tutto quello che puoi immaginare. All’epoca però non stavamo guadagnando nel 1992 andando verso il 1993. Quindi si chiamava RAW perché lo facevamo a basso costo. Non c’era un grande set. Non c’erano luci. Non c’era la pirotecnica. Quindi era raw, essenziale.”

Trasformare un limite in un marchio

Sahadi ha aggiunto che, una volta scelto il nome, la compagnia cercò di reinterpretare la parola in modo che sembrasse una scelta creativa e non una necessità economica.

“Ma abbiamo trasformato quella cosa in qualcosa come emozione pura, qualcosa di raw. Il mio lavoro era mettere un buon eufemismo sulla parola raw. Ma in realtà era perché stavamo perdendo soldi.”

Ripensando a quelle prime trasmissioni, Sahadi ha spiegato che la presentazione rendeva evidente come la WWE stesse lavorando con risorse limitate rispetto a ciò che i fan vedono oggi.

“Quindi raw era un eufemismo per dire economico. Se torni indietro a guardare quegli show girati al Manhattan Center e anche dopo, non ci sono effetti di luce, non c’è pirotecnica, non c’è nulla. C’è una piccola entrata da cui escono che sembra piuttosto scadente. Era raw perché era economico.”

Da produzione minimale a fenomeno globale

Oltre trent’anni dopo, Raw si è trasformato in una potenza televisiva globale con valori di produzione enormi, tour internazionali e importanti accordi sui diritti mediatici.

Il racconto di Sahadi offre però uno sguardo raro su come uno dei marchi più importanti della WWE sia nato da una realtà molto più modesta.


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Scritto da Niccolò Trevisani
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