Caso Vince McMahon-Janel Grant, la storia completa

Janel Grant Vince McMahon
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Il caso Janel Grant ha contribuito all’uscita definitiva di Vince McMahon dalla WWE. Dopo oltre due anni di battaglia legale, però, non è arrivato alcun verdetto pubblico.


La causa presentata da Janel Grant nel gennaio 2024 ha rappresentato uno dei momenti più delicati nella storia della WWE e soprattutto nella carriera di Vince McMahon. Grant accusò l’ex presidente della compagnia di traffico sessuale, violenza sessuale e abusi, coinvolgendo nella propria ricostruzione anche l’ex dirigente John Laurinaitis e, successivamente, Brock Lesnar. McMahon ha sempre negato le accuse, mentre WWE ha contestato le responsabilità attribuite alla società. Lesnar, invece, non è mai stato citato come imputato nella causa.

La vicenda ha attraversato accordi di riservatezza, un’indagine interna della WWE, verifiche federali, una questione separata con la SEC, una denuncia federale successivamente ampliata e una lunga battaglia sull’arbitrato. Il procedimento pubblico si è infine concluso nel luglio 2026, quando Grant, McMahon e WWE hanno raggiunto un nuovo accordo per portare privatamente la controversia in arbitrato. Non è quindi arrivata una sentenza capace di stabilire pubblicamente quale delle ricostruzioni contrapposte fosse corretta.

Janel Grant e Vince McMahon: tutto sarebbe iniziato nel 2019

Secondo quanto sostenuto da Janel Grant nella propria causa, il rapporto con Vince McMahon iniziò nel marzo 2019, quando entrambi vivevano nello stesso complesso residenziale. Grant aveva perso entrambi i genitori, attraversava difficoltà economiche e cercava un lavoro. Un responsabile dell’edificio l’avrebbe quindi presentata a McMahon nella speranza che potesse aiutarla professionalmente.

Grant sostiene che i primi colloqui sul suo futuro si trasformarono progressivamente in una relazione sessuale e che McMahon avrebbe utilizzato il proprio potere, insieme alla prospettiva di un lavoro, per esercitare controllo su di lei. Nel giugno 2019, Grant entrò effettivamente in WWE, lavorando inizialmente nel dipartimento legale.

Nella causa, Grant ha accusato McMahon di averla sottoposta a condotte sessuali degradanti e di aver condiviso fotografie e video espliciti senza il suo consenso. La sua denuncia descrive la relazione come coercitiva, mentre gli avvocati di McMahon hanno sostenuto una versione completamente differente, affermando che il rapporto fosse consensuale.

Grant ha inoltre sostenuto che McMahon la indirizzò dal Dr. Carlon Colker e presso la clinica Peak Wellness a partire dal 2019. Questa vicenda ha successivamente generato un contenzioso separato relativo alle cartelle cliniche e ai trattamenti ricevuti. Colker ha respinto le accuse di condotte improprie.

Le accuse contro John Laurinaitis

Nel 2021, Grant passò dal dipartimento legale a Talent Relations, area allora collegata a John Laurinaitis. Proprio Laurinaitis sarebbe diventato uno dei principali protagonisti della successiva causa.

Grant ha accusato McMahon e Laurinaitis di averla aggredita sessualmente all’interno della sede WWE. In successive integrazioni della causa ha formulato ulteriori accuse contro l’ex dirigente, sostenendo inoltre che McMahon le avrebbe ordinato di recarsi nella camera d’albergo di Laurinaitis per un incontro sessuale.

Laurinaitis ha contestato le accuse. La sua posizione ha però subito un cambiamento importante nel maggio 2025, quando ha raggiunto un accordo confidenziale con Grant ed è stato rimosso definitivamente dalla causa. Come parte dell’accordo, Laurinaitis ha accettato di collaborare e di fornire elementi nella controversia rimasta aperta contro McMahon e WWE.

“John Laurinaitis ha accettato di collaborare e fornire prove nella causa di Janel Grant contro Vince McMahon e WWE.”

L’accordo non rappresentava una decisione giudiziaria sulla fondatezza delle accuse. I termini economici sono rimasti riservati e Laurinaitis è stato escluso dal procedimento con pregiudizio, impedendo a Grant di ripresentare le stesse rivendicazioni nei suoi confronti.

Come Brock Lesnar è entrato nella vicenda

Brock Lesnar non è mai stato un imputato nella causa di Grant, ma il suo nome è diventato una parte importante delle accuse formulate contro McMahon. Nella denuncia originale compariva un wrestler WWE non identificato, successivamente indicato esplicitamente come Lesnar nella versione modificata presentata nel 2025.

Grant ha sostenuto che McMahon avesse iniziato a parlare di fantasie sessuali che coinvolgevano Lesnar e che la situazione fosse diventata più concreta durante le trattative contrattuali tra il wrestler e la WWE nel 2021. Secondo Grant, McMahon avrebbe fornito a Lesnar il suo numero telefonico e l’avrebbe spinta a produrre materiale sessualmente esplicito.

Grant ha inoltre affermato che sarebbe stato programmato un incontro fisico con Lesnar in un hotel, che però non ebbe luogo. Nel 2026, ha aggiunto ulteriori accuse contro McMahon, sostenendo che alcune condotte violente sarebbero state presentate come una sorta di preparazione all’incontro che McMahon avrebbe voluto organizzare.

È fondamentale distinguere le diverse posizioni: Lesnar è stato menzionato nelle accuse di Grant, ma non è mai stato citato come imputato e queste circostanze non sono mai state valutate da una giuria in un processo pubblico.

La lettera del 2021 e le versioni opposte

Un elemento centrale utilizzato dalla difesa di McMahon fu una lunga lettera scritta da Grant il 24 dicembre 2021. Gli avvocati dell’ex presidente WWE hanno sostenuto che il documento fosse compatibile con una relazione consensuale, evidenziando il modo in cui Grant descriveva il proprio legame emotivo con McMahon.

Grant scrisse: “Dopo quasi tre anni insieme, è come se la mia vita non fosse nemmeno reale per me quando tu non ci sei.”

La squadra legale di Grant ha fornito un’interpretazione completamente differente. Secondo i suoi avvocati, la lettera sarebbe stata scritta in un contesto coercitivo e le diverse bozze rappresenterebbero un’indicazione della pressione psicologica percepita dalla donna.

L’avvocata di McMahon, Jessica Rosenberg, respinse questa versione: “Nessuno ha costretto la signora Grant a scrivere quella lettera. L’ha scritta di propria volontà.”

Il documento divenne così uno degli esempi più evidenti delle due ricostruzioni inconciliabili: Grant descriveva una relazione condizionata da coercizione e squilibrio di potere, mentre McMahon sosteneva che il rapporto fosse consensuale.

L’accordo da 3 milioni di dollari del 2022

Nel gennaio 2022 entrò in gioco il famoso accordo di riservatezza da 3 milioni di dollari. Grant sostiene che McMahon le disse che Linda McMahon aveva scoperto la relazione e che avrebbe dovuto lasciare la WWE. Secondo la sua versione, sarebbe stata sottoposta a pressioni per firmare rapidamente l’accordo.

La difesa di McMahon ha invece sostenuto che Grant avesse negoziato personalmente la cifra, facendo salire una proposta iniziale da 1 milione a 3 milioni di dollari, con entrambe le parti assistite da avvocati.

L’accordo venne firmato il 28 gennaio 2022. Secondo Grant, McMahon pagò il primo milione ma non versò i restanti 2 milioni previsti. Proprio questa controversia sarebbe diventata uno degli elementi centrali della successiva battaglia giudiziaria.

L’indagine interna WWE e il primo addio di Vince McMahon

Nel giugno 2022, la vicenda divenne pubblica quando emerse che il consiglio WWE stava indagando su un accordo segreto da 3 milioni di dollari con un’ex dipendente. I consiglieri indipendenti iniziarono ad analizzare anche altri pagamenti non precedentemente dichiarati.

McMahon lasciò temporaneamente le funzioni di amministratore delegato e presidente, mentre Stephanie McMahon tornò in una posizione di vertice. Nel luglio 2022, Vince annunciò poi il proprio ritiro dalla WWE.

Grant ha successivamente criticato duramente quell’indagine, sostenendo di non essere mai stata intervistata nonostante il suo accordo fosse al centro delle verifiche. Nel 2026 ha inoltre affermato di aver scoperto, attraverso documenti provenienti da altre controversie societarie, che materiale esplicito riguardante lei sarebbe stato esaminato durante l’indagine senza coinvolgerla direttamente.

WWE ha contestato le accuse mosse contro la società. Anche questo aspetto non è arrivato a una decisione pubblica attraverso un processo.

Il ritorno di McMahon e la nascita di TKO

Il primo addio di Vince McMahon non fu definitivo. Nel gennaio 2023, McMahon tornò nel consiglio WWE e partecipò al processo strategico che avrebbe portato alla vendita e alla successiva fusione con UFC sotto Endeavor, dando vita a TKO Group Holdings.

McMahon diventò executive chairman della nuova società. Nello stesso periodo aumentarono però anche le verifiche delle autorità. Nel luglio 2023, agenti federali eseguirono un mandato di perquisizione e McMahon ricevette una citazione da un grand jury federale nell’ambito delle indagini relative agli accordi e ai controlli interni WWE.

Poi arrivò il 25 gennaio 2024.

Janel Grant presenta la causa che cambia tutto

Grant depositò una causa federale di 67 pagine contro Vince McMahon, John Laurinaitis e WWE, formulando accuse estremamente gravi che comprendevano traffico sessuale, violenza sessuale e abusi emotivi.

Grant sostenne che McMahon avesse utilizzato il lavoro e la sua dipendenza economica per controllarla, condiviso materiale sessualmente esplicito senza consenso e spinto la donna verso rapporti sessuali con altri uomini. La denuncia conteneva anche descrizioni particolarmente esplicite di alcuni presunti episodi.

McMahon respinse categoricamente le accuse: “Intendo difendermi con determinazione da queste accuse infondate e non vedo l’ora di riabilitare il mio nome.”

Anche WWE contestò le accuse rivolte alla compagnia. Tuttavia, l’impatto societario fu immediato.

Vince McMahon lascia definitivamente WWE e TKO

Il 26 gennaio 2024, appena un giorno dopo il deposito della causa, Vince McMahon si dimise da TKO e abbandonò tutte le posizioni ricoperte nella società e nelle sue controllate. Nick Khan comunicò ai dipendenti che McMahon non avrebbe più ricoperto alcun ruolo all’interno di WWE o TKO.

A differenza del ritiro del 2022, questa volta McMahon non tornò.

La sua uscita non rappresentò però un’ammissione delle accuse. McMahon continuò a sostenere che la ricostruzione di Grant fosse falsa, mentre la squadra legale della donna dichiarò di voler ottenere responsabilità e consentire alla propria assistita di riprendere il controllo della sua storia.

Il procedimento federale viene sospeso

Nel maggio 2024, l’ufficio del procuratore federale del Southern District of New York chiese di sospendere temporaneamente la causa civile per consentire lo svolgimento di un’indagine federale. Grant accettò e il procedimento venne congelato per sei mesi.

La richiesta di McMahon di imporre l’arbitrato venne respinta senza pregiudizio durante la sospensione, lasciandogli quindi la possibilità di ripresentarla successivamente.

Nel febbraio 2025, l’avvocato di McMahon Robert W. Allen dichiarò che l’indagine penale federale era terminata senza incriminazioni nei confronti del suo cliente. La mancata presentazione di accuse penali restava comunque distinta dalla controversia civile di Grant, sottoposta a regole e standard differenti.

La SEC e l’accordo separato di Vince McMahon

Un’altra vicenda spesso confusa con la causa Grant riguarda la Securities and Exchange Commission. Il 10 gennaio 2025, la SEC annunciò un accordo con McMahon relativo alla mancata divulgazione di due accordi sottoscritti mentre dirigeva WWE.

Uno prevedeva un’obbligazione da 3 milioni di dollari nei confronti di un’ex dipendente WWE, mentre l’altro riguardava 7,5 milioni di dollari destinati a un’ex collaboratrice indipendente. La SEC non identificò Grant per nome.

McMahon accettò di pagare una sanzione civile di 400.000 dollari e di rimborsare alla WWE oltre 1,33 milioni di dollari, senza ammettere né negare le conclusioni dell’autorità.

Questo accordo non chiuse la causa di Janel Grant.

La denuncia viene ampliata nel 2025

Il 31 gennaio 2025, Grant presentò una denuncia modificata di 101 pagine, aggiungendo messaggi, materiale audio e nuove accuse. Fu in questa versione che Brock Lesnar venne identificato esplicitamente.

Vennero inoltre indicati dirigenti WWE precedentemente anonimi, tra cui Nick Khan, Brad Blum e Brian Nurse. Questi dirigenti non furono accusati delle aggressioni sessuali attribuite da Grant a McMahon e Laurinaitis. I riferimenti riguardavano soprattutto ciò che Grant sosteneva fosse noto internamente alla società.

Grant formulò inoltre accuse riguardanti Michael Hayes, sostenendo che McMahon le avesse ordinato di produrre contenuti espliciti collegati a lui. Anche Hayes non venne inserito come imputato.

La difesa di McMahon definì l’ampliamento della denuncia una mossa pubblicitaria manipolatoria. Il giudice consentì comunque a Grant di depositare la versione modificata, senza che questo rappresentasse naturalmente una valutazione sulla veridicità delle accuse.

John Laurinaitis raggiunge un accordo con Janel Grant

Uno dei cambiamenti più importanti arrivò il 28 maggio 2025. John Laurinaitis raggiunse un accordo confidenziale con Grant, venne definitivamente rimosso dalla causa e accettò di collaborare fornendo elementi nella controversia contro McMahon e WWE.

Non sono stati resi pubblici gli eventuali termini economici. Neppure il materiale fornito da Laurinaitis è diventato integralmente pubblico.

Gli avvocati di McMahon minimizzarono immediatamente la portata dello sviluppo. Jessica Rosenberg dichiarò: “La rimozione odierna di John Laurinaitis come imputato non modifica in alcun modo i fatti di questo caso.”

Brock Lesnar torna in WWE

Dopo essere rimasto lontano dalla WWE per oltre un anno, Brock Lesnar tornò durante SummerSlam 2025, attaccando John Cena. La squadra di Grant criticò pubblicamente la decisione della compagnia, ricordando che le accuse riguardanti Lesnar non erano state risolte in un processo.

Ancora una volta, però, la distinzione rimane essenziale: Lesnar non è mai stato un imputato nella causa Grant.

La squadra legale della donna dichiarò di volere che tutti i fatti relativi alla vicenda emergessero in tribunale. Quel processo pubblico, però, non sarebbe mai arrivato.

Nel 2026 cambia completamente lo scenario

Durante i primi mesi del 2026, la battaglia sembrava destinata a concentrarsi sulla validità dell’arbitrato previsto dall’accordo del 2022. Grant voleva mantenere la controversia davanti al tribunale federale, mentre McMahon e WWE sostenevano che dovesse essere risolta privatamente.

Nel frattempo, Grant intensificò anche la propria attività pubblica contro l’utilizzo degli accordi di non divulgazione nei casi che coinvolgono presunti abusi. Nell’aprile 2026 pubblicò lettere che affermava di aver ricevuto dall’FBI tra il 2023 e il 2025, collegando la propria esperienza al dibattito legislativo in Connecticut sugli NDA.

A giugno, la Connecticut Alliance to End Sexual Violence la indicò tra i destinatari dell’Advocacy in Action Award 2026 per il suo impegno nell’attività di sensibilizzazione.

Contemporaneamente, però, la sua causa stava per uscire definitivamente dall’aula pubblica.

Grant, McMahon e WWE scelgono un nuovo arbitrato

L’11 giugno 2026, Grant, McMahon e WWE chiesero congiuntamente al tribunale di rinviare la battaglia sull’arbitrato mentre valutavano un procedimento privato. Questo rappresentò un cambiamento significativo rispetto ai due anni precedenti.

Non fu infatti il giudice a stabilire definitivamente che il vecchio NDA del 2022 obbligasse Grant ad andare in arbitrato. Le parti negoziarono invece un nuovo accordo, attraverso il quale decisero volontariamente di trasferire la controversia fuori dal tribunale federale.

Il 20 luglio 2026, Grant, McMahon e WWE comunicarono di aver sottoscritto l’accordo.

“Le parti comunicano congiuntamente di aver sottoscritto un accordo per sottoporre la loro controversia ad arbitrato.”

Grant depositò successivamente la rinuncia alla causa e, il 27 luglio 2026, il giudice Sarah F. Russell chiuse formalmente il procedimento federale.

Nessun verdetto pubblico contro Vince McMahon o Janel Grant

Questo è probabilmente il punto più importante per comprendere correttamente come si è conclusa la vicenda giudiziaria pubblica. Non esiste un verdetto di una giuria che abbia stabilito la fondatezza delle accuse di Janel Grant. Allo stesso modo, non esiste una sentenza pubblica che abbia dichiarato false le sue accuse.

Non risulta inoltre un accordo economico pubblico del luglio 2026 che abbia definitivamente risolto tutte le rivendicazioni contro McMahon e WWE. L’accordo reso noto riguarda il trasferimento della controversia in arbitrato privato, mantenendo disponibili le rispettive pretese e difese all’interno di quel procedimento.

Il pubblico non dispone quindi di una decisione finale sulla sostanza delle accuse.

Tutti gli accordi del caso: cosa è stato realmente chiuso

Nel corso degli anni sono intervenuti almeno quattro passaggi differenti che rischiano facilmente di essere confusi.

Siamo nel 2022, Grant e McMahon firmarono l’accordo di riservatezza da 3 milioni di dollari, sul quale le parti hanno fornito ricostruzioni profondamente differenti. Nel gennaio 2025, McMahon chiuse separatamente la questione con la SEC, pagando una sanzione e rimborsando WWE. Nel maggio 2025, John Laurinaitis raggiunse il proprio accordo confidenziale con Grant e accettò di collaborare.

Infine, nel luglio 2026, Grant, McMahon e WWE sottoscrissero un accordo per sottoporre la controversia ad arbitrato, determinando la chiusura con pregiudizio della causa federale pubblica.

Quest’ultimo passaggio non equivale a una sentenza né a un’ammissione delle accuse.

Janel Grant: “L’NDA ha quasi distrutto la mia vita”

Dopo la chiusura della causa federale, Janel Grant ha continuato a parlare pubblicamente della propria esperienza e della sua battaglia contro gli NDA.

L’11 settembre 2026, Grant ha ricevuto l’Advocacy in Action Award della Connecticut Alliance to End Sexual Violence, tornando pubblicamente a parlare dopo il trasferimento della controversia in arbitrato. Nel suo intervento ha collegato direttamente alcuni degli anni più difficili della propria vita all’accordo di riservatezza.

“Il potere di un NDA ha quasi preso la mia vita, ha preso la mia vita.”

Grant ha raccontato conseguenze che, secondo la sua testimonianza, hanno coinvolto salute fisica e mentale, situazione economica, sicurezza personale e relazioni. Ha inoltre spiegato che il lavoro nell’attivismo e le persone conosciute attraverso questo percorso l’avrebbero aiutata a ricostruire una rete di supporto.

Ha però chiarito che il percorso personale rimane difficile: “Tutto, dalle mie ossa al mio conto in banca, è ancora distrutto.”

Queste dichiarazioni rappresentano la testimonianza personale di Grant e non modificano naturalmente lo status giuridico delle accuse formulate nella causa.

Dove sono oggi Vince McMahon, WWE, Laurinaitis e Brock Lesnar

Vince McMahon continua a negare le accuse e non ricopre più alcun ruolo in WWE o TKO. La vicenda con la SEC si è conclusa separatamente, mentre il suo avvocato ha dichiarato che l’indagine penale federale è terminata senza incriminazioni. La controversia civile con Grant non ha invece raggiunto un processo pubblico ed è passata all’arbitrato.

WWE ha contestato le accuse formulate contro la società e non sta più affrontando Grant attraverso una causa federale pubblica. Anche la compagnia partecipa all’accordo di arbitrato raggiunto nel 2026.

John Laurinaitis non è più un imputato dopo l’accordo confidenziale del maggio 2025 e ha accettato di collaborare. Non è pubblico quali informazioni abbia fornito né quale eventuale ruolo possano avere nell’arbitrato.

Brock Lesnar, infine, è stato identificato nelle accuse contenute nella denuncia modificata di Grant, ma non è mai stato citato in giudizio dalla donna. È successivamente tornato nella programmazione WWE e nessuna giuria ha valutato pubblicamente le accuse che lo riguardavano.

Il caso Janel Grant non ha avuto una conclusione pubblica

La causa di Janel Grant ha avuto conseguenze enormi per il mondo WWE, a cominciare dall’uscita definitiva di Vince McMahon dalla compagnia. Ha inoltre portato sotto i riflettori John Laurinaitis, Brock Lesnar, diversi dirigenti e soprattutto il modo in cui WWE gestì la propria indagine interna nel 2022.

Quello che manca, però, è proprio ciò che per molto tempo sembrava inevitabile: un processo pubblico.

Grant non ha ritirato pubblicamente le proprie accuse. McMahon continua a negarle. WWE contesta le responsabilità attribuite alla società. Laurinaitis ha raggiunto un accordo e accettato di collaborare. Lesnar è stato citato nelle accuse senza diventare un imputato.

La causa federale è stata chiusa, ma non perché una giuria abbia stabilito chi avesse ragione. La controversia è stata trasferita in arbitrato privato attraverso un nuovo accordo raggiunto dalle parti nel luglio 2026.

Per questo, salvo future informazioni rese pubbliche, una parte decisiva della storia potrebbe svilupparsi lontano dagli occhi del pubblico. Dopo anni di accuse, smentite, indagini e battaglie giudiziarie, il caso che ha contribuito alla definitiva uscita di Vince McMahon dalla WWE rimane quindi senza un verdetto pubblico.

Scritto da Marco M.
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