Bret Hart parla di nuovi talenti e match

Il WWE Hall of Famer Bret Hart è stato recentemente intervistato dal sito “The News” di Portsmouth. L'ex wrestler ha parlato di molti argomenti, tra cui dell'evoluzione dei talenti e dei match rispetto alla sua epoca. Di seguito i punti salienti dell'intervista.

Parlando di talenti
Penso che molti wrestler attuali siano molto validi, e alcuni di loro sono veramente dei campioni, decisamente dotati, ad esempio Daniel Bryan, CM Punk, Kevin Owens. Davanti a loro non posso che togliermi il cappello.
Mi piace vederli lottare, sono veramente bravi e sono i portabandiera della loro generazione.
Mi sarebbe piaciuto affrontare CM Punk o Brock Lesnar ma i tempi sono cambiati, manca qualcosa che era più presente ai miei tempi”

Continua parlando di come sono cambiati i match
Ai miei tempi lo storytelling era migliore. Potevo raccontare una storia tranquillamente mentre adesso ci si limita semplicemente all'1, 2 e 3.
Si è troppo impegnati a preparare le mosse e così il match ne risente, sembra troppo artificiale e predeterminato, mi manca l'andamento naturale dei match

Parlando di chi ritiene il wrestling finto
Chi dice questo non sanno di cosa parlano, il modo peggiore di definire il wrestling è finto, è uno sport pieno di infortuni e mosse pericolose e di impatto. Non ho mai ritenuto i match finti, è offensivo definirli così.

I fan sanno che c'è una storia scritta. Per esempio quando io e Steve Austin abbiamo lottato a Wrestlemania 13 lui era ricoperto di sangue, l'ho chiuso nella Sharpshooter e non ha ceduto.
E' stato un match molto violento e non ha raccontato solo del buono contro il cattivo ma anche la storia di due uomini che combattono per ciò in cui credono e questo tipo di match è sempre incredibile

Davide Procopio
Fan di wrestling ma niente di serio (cit.) Laureato in sociologia dei processi culturali spera un giorno di poter scrivere della sociologia del wrestling. Nel tempo libero... non ne ha
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