Bret Hart durissimo con Goldberg: “Porto ancora rancore”
Bret Hart è tornato sul controverso incidente con Goldberg e ha ammesso di non aver ancora superato quanto accaduto nel 1999.
Sono trascorsi molti anni dal discusso match di Starrcade 1999, ma il rapporto tra Bret Hart e Goldberg continua a essere segnato da quanto accadde quella sera. Nonostante Goldberg abbia già raccontato pubblicamente il proprio rimorso per il calcio che contribuì ai problemi che portarono alla fine della carriera di Hart, The Hitman non sembra aver cambiato posizione. Intervistato da Inside the Ropes, il canadese ha spiegato perché continui a parlare dell’episodio e ha ammesso apertamente di non essere riuscito a lasciarsi completamente alle spalle quella vicenda.
Alla domanda se una parte del problema dipendesse dalla percezione di uno scarso rimorso da parte di Goldberg, Hart ha risposto senza girarci troppo intorno: “Porto rancore.” Successivamente ha approfondito il discorso, spiegando che il suo risentimento nasce anche dal fatto che, prima dell’incidente, aveva realmente intenzione di aiutare Goldberg a migliorare sul ring.
Bret Hart: “Volevo davvero aiutare Goldberg”
Hart ha ammesso che gli piacerebbe poter affermare di aver fatto pace con quanto successo, salvo poi riconoscere immediatamente che non è così. Secondo il suo racconto, prima dell’incidente aveva accolto positivamente la possibilità di lavorare con Goldberg, nonostante fosse consapevole della sua relativa inesperienza e delle critiche ricevute per la sicurezza di alcuni suoi incontri.
“Vorrei dire che sarei riuscito ad accettarlo, ma no, non sono in pace con questa cosa. Cercai davvero di aiutare Bill e non vedevo l’ora di lavorare con lui. Sapevo che fosse ancora inesperto e che avesse fatto male ad altri ragazzi, ma pensavo: ‘Proverò a insegnarti’.”
L’obiettivo di Bret Hart, secondo quanto raccontato dallo stesso ex campione, non era semplicemente disputare un buon incontro. The Hitman riteneva che Goldberg possedesse le caratteristiche necessarie per diventare una star ancora più importante, ma pensava che avesse bisogno di qualcuno capace di aiutarlo a comprendere meglio alcuni aspetti del wrestling professionistico e soprattutto la necessità di proteggere il proprio avversario.
Hart ha utilizzato parole particolarmente dure nel descrivere quella che, a suo giudizio, era la mentalità di Goldberg in quel periodo. “Volevo davvero istruirlo, portarlo a un livello molto più alto e insegnargli come lavorare. Bill era uno di quelli che pensavano che il wrestling fosse reale e che stesse davvero vincendo tutti quegli incontri perché era un fenomenale duro. Non sto scherzando.”
Bret Hart spiega cosa significa proteggere un avversario
Proprio questo aspetto rappresenterebbe uno dei motivi principali del risentimento che Hart continua a provare. L’ex campione ha ricordato come il wrestling debba apparire estremamente fisico agli occhi del pubblico, ma allo stesso tempo richieda ai wrestler di proteggersi reciprocamente durante l’esecuzione delle varie manovre.
“Quando lo sento parlare ancora oggi penso: non sa che è tutta una finzione? Il wrestling non è reale. Non siamo lì per farci veramente male. Può succedere di infortunarsi, ma ci proteggiamo a vicenda. È una performance. Il wrestling è un’arte performativa.”
Secondo Hart, i suoi tentativi di aiutare Goldberg erano iniziati molto prima del loro incontro più famoso. The Hitman sostiene di avergli dato consigli praticamente dal primo giorno in cui si erano conosciuti, proprio perché aveva già assistito ad alcuni episodi nei quali altri wrestler si erano fatti male lavorando con lui.
“Parlai con Bill fin dal primo giorno in cui lo incontrai. Cercavo sempre di dargli consigli e aiutarlo. Volevo davvero insegnargli qualcosa, perché sapevo che diversi ragazzi si erano fatti male prima ancora che lavorasse con me.”
Le pesanti accuse di Bret Hart sugli infortuni
Nel corso dell’intervista, Bret Hart ha poi citato Curt Hennig e Haku, sostenendo che Goldberg fosse stato coinvolto in diversi episodi particolarmente pericolosi. Si tratta delle ricostruzioni e delle valutazioni espresse direttamente da Hart, che ha ricordato soprattutto una scena riguardante Hennig.
Secondo The Hitman, Goldberg avrebbe provocato problemi seri a diversi avversari e avrebbe rischiato di causare un grave infortunio anche ad Haku. Hart ha inoltre raccontato di aver visto personalmente Curt Hennig in grande difficoltà dopo un incontro.
“Fece male a Curt Hennig e rischiò quasi di rompere il collo ad Haku. Fece male a cinque o sei ragazzi in maniera molto seria, con situazioni che avrebbero potuto mettere fine alle loro carriere.”
Hart ha poi aggiunto: “Lo vidi fare male ad alcuni ragazzi. Vidi Curt Hennig trascinarsi sullo stomaco verso lo spogliatoio dopo essersi fatto male lavorando con Goldberg.”
Le dichiarazioni sono particolarmente pesanti, ma rappresentano la ricostruzione personale di Bret Hart sugli episodi avvenuti durante quel periodo della WCW.
“Mi piaceva Bill, volevo renderlo un wrestler migliore”
Nonostante le critiche durissime espresse oggi, Hart ha sottolineato un aspetto apparentemente contraddittorio del suo rapporto con Goldberg. All’epoca gli piaceva personalmente e proprio per questo avrebbe cercato di aiutarlo, convinto che trasformarlo in un performer più sicuro avrebbe rappresentato un vantaggio sia per lui sia per l’intero ambiente.
“Bill mi piaceva e cercavo di aiutarlo. Pensavo potesse diventare una grande star e che sarebbe stato positivo per tutti se qualcuno gli avesse insegnato a lottare e gli avesse spiegato che non era reale.”
Hart ha concluso quel passaggio utilizzando nuovamente un’espressione molto dura nei confronti dell’ex campione WCW, definendolo “troppo stupido” per comprendere quanto stesse cercando di insegnargli.
Le nuove dichiarazioni aiutano soprattutto a comprendere perché, dal punto di vista di Bret Hart, il risentimento sia rimasto così forte dopo tutti questi anni. Non si tratta soltanto dell’infortunio subito durante Starrcade 1999: Hart ritiene di aver provato a intervenire in precedenza, cercando di aiutare Goldberg a diventare un wrestler più sicuro.
Goldberg, dal canto suo, ha già espresso pubblicamente il proprio rimorso per quanto accaduto. Le parole di Hart mostrano però come questo non sia stato sufficiente a chiudere definitivamente una delle vicende più controverse legate alla fase finale della carriera di The Hitman.

