Bobby Lashley su debutto, MMA, obiettivi futuri

Bobby Lashley è stato intervistato nel podcast di Lilian Garcia “Chasing Glory”, ecco alcuni argomenti trattati.

Debuttare a Smackdown e avere Paul Heyman come mentore: “La prima volta che ho debuttato a Smackdown in realtà non sarebbe dovuto succedere. Non c'era nulla in programma, ero solo uno dei ragazzi provenienti dalla OVW che si aggregavano ai live event. Mi hanno lasciato andare con loro on the road, ho partecipato a un paio di show e quello fu tutto, non dovevo diventare parte fissa del roster. Invece le cose sono andate diversamente, ero al catering perchè tanto sapevo che non avrei dovuto essere coinvolto in niente in tv e poi qualcuno ha detto -hey, tu hai un match stanotte-. Il mio cuore ha cominciato a battere all'impazzata, ero scioccato, chiedevo di cosa stesse parlando perchè sapevo che non avrei dovuto fare niente. Andai a chiedere informazioni e scoprii che a volere che lottassi fu Paul Heyman, lui mi aveva scelto. Per quanto suonasse folle, mi venne a cercare e parlammo, ci conoscevamo perchè già mi aveva fatto da mentore in OVW e stava lavorando a Smackdown come writer e volle venire da me di persona a farmelo sapere. Mi guardava con quel suo classico sorrisetto che aveva sempre stampato sulla faccia e mi chiese se fossi nervoso e io ovviamente lo ero, c'era un pubblico di 17000 persone e avevo iniziato da poco con il wrestling! Lui mi disse che l'unica cosa per cui dovevo innervosirmi era di non mandare tutto a rotoli e mi spiegò che quando avrebbero chiamato il mio nome, sarei dovuto uscire là fuori e lui era fiducioso che sarei andato alla grande e che mi sarei divertito, e che se avessi saputo gestire questo momento poi sarebbe stato tutto più facile.”

Sul passaggio alle MMA: “Le MMA per me sono state una vera sfida. Dovevo mettermi alla prova sotto tutti i punti di vista con il passare del tempo e quando andai via dalla WWE, questa era la sfida ideale. Lo era perchè mi avrebbe spinto a fare qualcosa in una situazione in cui non mi sarei sentito a mio agio e questo genere di lotta in effetti mi ha fatto sentire così. La affronti e non hai mai fatto niente inerente alla boxe, e così devi farti seguire da un allenatore di boxe e lui si siede a spiegarti tutto, perfino come muovere i piedi. E' qualcosa che ti rende più umile e al tempo stesso ti fa venire voglia di imparare di più e dopo che impari, vuoi metterti alla prova in uno stage dove puoi misurare i tuoi progressi. E' stato qualcosa di totalmente differente da quanto fatto prima.”

Obiettivi futuri: “Voglio che il mio nome continui a rimanere familiare nel business. Vorrei diventare un futuro Hall of Famer nel wrestling. Voglio fare tutto ciò che posso, viaggiare intorno al mondo, lasciare un impatto sulle persone, vincere titoli, infrangere record che non ho ancora battuto, sia con l'Universal Title sia che riguardano me. Ci sono molte cose alla fine che vorrei fare, tra cui guadagnarmi il rispetto della gente contro cui lotto, vorrei che apprezzassero l'idea di lavorare con me. Voglio che un giorno i fan possano dire che sono stato fantastico sul ring, anche dopo essere tornato dopo così tanti anni per mostrare che sono ancora al top e in grado di fare grandi cose.”

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