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GPORDER #115 - ESISTE MODO E MODO

by Giovanni Pantalone
 


Lo so, era un bel po' che non vi toccava sorbirmi i miei deliri qui su Tuttowrestling, ma la sensazione di disgusto dopo Super Schifezz.. ehm SuperShow, era tale da abbandonare il mio silente ruolo dietro le quinte e tornare a tediarvi con l'editoriale con la frequenza di uscita più incostante del wrestling web.





Pensavate in partenza che un match nella gabbia tra Roman Reigns e King Corbin potesse essere la minaccia più grande che questo show poteva fornire alla vostra acidità di stomaco? Beh avevate sottostimato, alla grande, le potenzialità distruttive del creative team WWE, che in due incontri, che forse non arrivano a cinque minuti messi insieme, ha calpestato perfino la decenza.

Partiamo dal povero Ricochet, che mi ha ricordato i primissimi anni 90, quando gran parte degli show televisivi della WWE comprendevano incontri tra le stelle di turno e delle facce sconosciute, che si concludevano puntualmente con degli squash. Quale è stata la grave colpa di questo ragazzo? Semplice: brillare a NXT all'epoca in cui non soltanto non c'era la AEW, ma per cercare istericamente di mettere una pezza alla crisi di ascolti fu catapultata un po' di gente con elevato potenziale dal già citato NXT al Main Roster. Se la AEW fosse partita prima, se ci fosse stata prima la necessità di mantenere un po' di starpower a NXT per fronteggiare adeguatamente la sfida televisiva del mercoledì sera, allora con ogni probabilità oggi Ricochet sarebbe ancora a NXT, a fare dei main event vicini al capolavoro con Adam Cole, piuttosto che marcire nel main roster ed essere offerto in pasto a Brock Lesnar.




Intendiamoci, non c'è assolutamente nulla di male nel farlo perdere contro The Beast, anche più volte. Ma perché così? Perchè senza uno straccio di offensiva, una reazione, anche una sola maledetta mossa? Davvero serve ancora costruire Lesnar come distruttore, o semplicemente per l'ennesima voglia era lui a non avere voglia? Questa seconda ipotesi non è imprevedibile, è già successo ed ancora succederà, dunque perché non prevenirlo offrendo “in sacrificio” gente con meno potenziale, o magari anche con potenziale ma non oggetto di un precedente tentativo di push? Se io oggi fossi un booker avrei diverse difficoltà a rispondere alla più banale delle domande: ed ora al povero malcapitato cosa posso fargli fare? Boh… ma sappiamo che oggi, di fronte a numeri, bilanci, petroldollari belli freschi e tanto altro ancora la qualità del prodotto è un concetto più che secondario.

Tuttavia, se c'è una cosa che dobbiamo riconoscere alla WWE, è quella di mantenere ancora oggi vivo il concetto di “everything can happen”: certo prima magari era associato a sorprese, nuove storyline, turn clamorosi… oggi invece quel detto significa semplicemente “aspettate a dire che abbiamo toccato il fondo, perché non soltanto possiamo fare peggio, ma addirittura nella stessa serata!”. Ed infatti…

… infatti il grande show arabo – mi raccomando, ditelo sottovoce anche voi che è arabo – si è concluso perfino peggio, con uno degli incontri più inguardabili, imbarazzanti e vergognosi che si siano mai visti, sotto ogni aspetto. Pochi minuti per prendere tutta la costruzione di The Fiend e distruggerla, letteralmente. Il personaggio capace di resistere ad una sfilza di finisher di Seth Rollins, il personaggio capace di resistere alle manovre che hanno valso vittorie e titoli a Daniel Bryan, il carachter che ha fatto della “invincibilità” la chiave di successo (o perché no di critica, ma quantomeno una chiara caratteristica del personaggio), viene demolito dopo tre minuti ed una jackham… no, una mossa talmente brutta e venuta male che non merita nemmeno di essere chiamata così. Volevate una conferma a come non possa esistere un limite al peggio? Eccola qua, servita su autentica sabbia del deserto.

Partiamo dalla bestialità tecnica: hai deciso di puntare su un cinquantenne, poiché a oggi il nome, il carisma di una leggenda del passato come Goldberg vende più del lancio di un atleta attuale. A parte che una simile evidenza dovrebbe farti preoccupare, e molto, in merito il futuro del tuo business, ma quantomeno se hai fatto questa scelta economica, vuoi quantomeno adeguare il tuo prodotto tecnico alla scelta? Sai che Goldberg non è in grado di reggere un match, sai che ha inevitabilmente enorme difficoltà a fare quello che faceva in passato, ed allora perché invece di un tentativo ridicolo di jackhammer e tre minuti indecenti non la butti in chiave hardcore? Un po' di armi, qualcosa che possa quantomeno rendere decente e non imbarazzante l'incontro? Un po' di zucchero per accompagnare una pillola amarissima, insomma!

Proseguiamo poi con la bestialità creativa: oltre alla decisione di cui sopra, hai deciso di provare una strada nuova, quella di lanciare Roman Reigns nel main event dello show più importante dell'anno. Grande idea, non si è mai vista prima e sono più che sicuro che possa portare a grandi successi; abbandonando il sarcasmo e ricollegandosi però al discorso di cui sopra, hai nel contempo deciso che un avversario come The Fiend, alias colui sul quale hai compiuto un grosso piano creativo negli ultimi mesi, non è abbastanza. In fondo stiamo parlando di Wrestlemania, forse il primo pay per view che uscirà dal network e sarà venduto a parte, serve un nome decisamente migliore. Da qui il ragionamento fatto qualche riga più in alto: Goldberg contro Reigns, titolo il palio, grande match per attirare il pubblico occasionale. Non essendo uno spettatore occasionale sono piuttosto disgustato, ma posso rendermi conto che non sia io il target da raggiungere e dunque ingurgito questo rospo amarissimo comprendendone le ragioni economiche; ma possibile che questo scopo non potesse essere raggiunto quantomeno provando, anche solo provando a salvare il salvabile dal personaggio di The Fiend? Non è certo facile prendere un atleta dipinto come invincibile e farlo perdere, nessuno lo mette in dubbio; ma possibile che non ci fosse un modo migliore? E non parliamo solo del match, che ribadisco poteva essere costruito in modo totalmente diverso, ma anche e soprattutto del post, che prescinde dal già citato concetto di invincibilità e riguarda le altre caratteristiche del personaggio.




Che Goldberg possa non aver paura di Wyatt è un concetto sacrosanto e condivisibile, indipendentemente dal fatto che altri grandi campioni come Seth Rollins o Daniel Bryan l'abbiano avuta: stiamo parlando di Goldberg, il concetto di paura non deve nemmeno lontanamente entrare. Ma è possibile che The Fiend, che per mesi è apparso di colpo a terrorizzare tutti con attacchi a sorpresa, “rapimenti” ed altre azioni del genere dopo aver perso incontro e titolo possa rialzarsi, rivolgere mezzo sguardo al suo avversario e sparire come se niente fosse? Certo che è possibile, ed anzi è pure rincarato a Smackdown, dove di fatto sia la costruzione di Reigns contro Goldberg che quella di Wyatt contro Cena è partita letteralmente sul nulla. Non uno straccio di motivo, non uno straccio di storia, niente di niente. Scordiamoci il passato, poco importa se sia successo appena due giorni prima. Imbarazzante.

Ecco dunque le vere atrocità di questa notte araba: non l'aver determinato dei risultati dettati da un preciso piano dovuto a interessi economici,e nemmeno il doversi aspettare due main event a Wrestlemania che dureranno un quarto d'ora messi insieme, perché si tratta di scelte creativamente discutibile ma con mille e più ragioni dal punto di vista commerciale. E' il come ci si è arrivati, la totale incapacità di poter gestire queste esigenze salvaguardando quantomeno la decenza del prodotto, senza avere nemmeno la capacità di far conciliare queste sacrosante esigenze con la tutela di un patrimonio creativo che avevi comunque creato. Non ci hanno nemmeno provato, e questo, francamente, non ha nessun tipo di scusante.





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