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PIPER'S PIT #35 - ITALY CALLING

by Roberto Vacca
 


Bentornati al “Piper's Pit” ed oggi parliamo di Italia! Sì, perchè a Worlds Collide, nel weekend della Royal Rumble, l'altoatesino Fabian Aichner ha combattuto nel main event, nel quale l'Imperium, del quale fa parte, ha sconfitto niente meno che l'Undisputed Era. E questo ci regala il pretesto per parlare degli italiani che hanno avuto fortuna nel wrestling statunitense.




Premessa doverosa: sono esclusi, ovviamente, tutti quei finti italiani che la WWE spacciava per nostri connazionali, pur non essendolo minimamente, tipo Santino Marella per capirci.
Naturalmente non possiamo che partire dal più grande di tutti, colui che ha rappresentato per molti anni l'essenza stessa del wrestling, vale a dire Bruno Sammartino da Pizzoferrato, in provincia di Chieti, dove nacque nel 1935. A lui abbiamo già dedicato un editoriale a parte, quindi basta solo ricordare che è inserito nella WWE Hall of Fame nella classe 2013, che ha detenuto per due volte l'alloro massimo dell'allora WWWF, per due volte gli International Tag Team Titles e per una volta gli United States Tag Team Titles. In NWA nel 1972 ha vinto la prestigiosa Los Angeles Battle Royal. Nel 2014 la WWE gli ha dedicato una statua in bronzo e purtroppo ci ha lasciato nel 2018. La sua eredità invece non ci abbandonerà mai.
L'unico altro italiano a tutti gli effetti presente nella WWE Hall of Fame è Antonino Rocca, nato a Treviso nel 1921. Rocca, trasferitosi prima in Argentina e poi negli Stati Uniti, tra gli anni '50 e '60 divenne una delle principali star del periodo dei territori, girando per gli USA instancabilmente. In WWWF conquistò per due volte l'International Title e venne introdotto nella Hall of Fame della WWE nel 1995. Purtroppo morì nel 1977 a soli 55 anni, in seguito ad un'infezione urinaria. La sua “legacy” però non finì certamente con lui, tanto che sembra che Antonio Hinoki abbia preso il suo nome proprio da lui.
Introdotto invece nella sezione Legacy della WWE Hall of Fame del 2019 invece è Primo Carnera, nato a Sequals, in Friuli-Venezia Giulia, nel 1906. Conosciuto principalmente per la sua carriera nel pugilato, ebbe però, grazie alla sua imponente stazza, anche un ottimo successo nel wrestling, conquistando per una volta gli NWA International Tag Team Titles e gli NWA World Tag Team Titles. Ci ha lasciato nel 1965.



Anche se di passaporto statunitense non possiamo non parlare anche di Lou Albano. Il Capitano nacque a Roma, per poi avere successo negli USA, prima come lottatore, conquistando per una volta i WWWF United States Tag Team Titles e poi come manager. Il suo carisma era così grande che gli valse pure un ruolo in uno dei video più celebri della storia del rock, “Girls Just Want to Have Fun” di Cindy Lauper. Venne introdotto nella WWE Hall of Fame nel 1996 e morirà nel 2009.
Anche se come lottatore era presentato come canadese, Dino Bravo era italianissimo, essendo nato a Campobasso. In NWA vinse per una volta l'Americas Heavyweight Title e gli Americas Tag Team Titles. In WWWF conquistò il World Tag Team Title ed è stato l'ultimo italiano a detenere un titolo WWF, vale a dire il Canadian Championship, lasciato nel 1986, quando lasciò la compagnia. Purtroppo verrà ucciso in una brutta storia di mafia nel 1993. Questa macchia purtroppo gli ha sempre impedito un'introduzione nella WWE Hall of Fame.
Non possiamo dimenticare anche Al Costello, nato all'Isola di Salina, in provincia di Siracusa, nel 1919. La sua fortuna però la fece in Australia e, successivamente, negli USA e in Giappone. Vincitore di una miriade di titoli minori, è stato introdotto nella NWA Hall of Fame nel 2013. Ci ha lasciato nel 2000.
Altra leggenda italo americana è Dominic DeNucci, nato a Venezia nel 1932. In WWWF ha conquistato due volte i World Tag Team Titles e una volta gli International Tag Team Titles. Nel 2012 è stato introdotto nella Professional Wrestling Hall of Fame.
Altra leggenda onorata nella Professional Wrestling Hall of Fame, con il New York State Award, è l'italianissimo Ilio DiPaolo, nato a Introdacqua, provincia de L'Aquila, nel 1926 e morto nel 1995.
Introdotto nella classe 2019 nella Professional Wrestling Hall of Fame abbiamo anche Baron Michele Leone, nato a Pettorano sul Gizio, provincia de L'Aquila, nel 1909 e morto nel 1988. In NWA ha vinto per due volte il Pacific Coast Heavyweight Championship (Los Angeles version), e per una volta il World Heavyweight Wrestling Championship (Los Angeles version) e il World Junior Heavyweight Championship.
Tra gli anni '50 e '70 fece incetta di titoli minori in NWA Lorenzo Parente, nato a Chieti nel 1935 e morto nel 2014.
Benché canadese a tutti gli effetti, non possiamo non citare anche Tony Parisi, nato a Cosenza nel 1941 e morto nel 2000. Conquistò per due volte i WWWF United States Tag Team Titles e per una volta i WWWF Wolrld Tag Team Titles e il WWF International Heavyweight Title.
Uno dei pionieri degli albori del wrestling va considerato Angelo Savoldi, nato a Castrocielo, in provincia di Frosinone, nel 1914 e morto nel 2013. Introdotto nel 2011 nella NWA Hall of Fame e nel 2004, nella sezione Pioneer Era, nella Professional Wrestling Hall of Fame.
Nel campo femminile doveroso citare, anche se di passaporto statunitense, Madusa, nata a Milano nel 1964. Tra le leggende del wrestling femminile di mezzo mondo, ha vinto per tre volte il titolo femminile WWF e in WCW una volta il titolo Cruiserweight. È stata introdotta nella WWE Hall of Fame nel 2015 e recentemente ha conquistato anche il WWE 24/7 Championship.



E non potevamo che concludere con la causa scatenante di questo editoriale, vale a dire Fabian Aichner. Nato a Falzes, in provincia di Bolzano, nel 1990, ha debuttato in WWE nel 2016 durante il Cruiserweight Classic Tournament, per poi firmare con la compagnia nel 2017. Dopo aver conquistato il titolo massimo in Evolve, compagnia satellite della WWE, si è ritagliato sempre più spazio sia ad NXT UK che ad NXT, tanto da farci sperare che sia possibile riportare presto in Italia un titolo WWE che, come abbiamo detto, manca dal 1986.
Concludendo la nostra carrellata, possiamo affermare che i lottatori italiani hanno ricoperto una significativa parte di storia del wrestling, venendo purtroppo ricordati ed ammirati molto più negli States che in Italia. Speriamo però che le cose possano cambiare in futuro.
“I have wined and dined with kings and queens and I've slept in alleys and dined on pork and beans.”




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