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WWE PLANET #800  
by Daniele La Spina
 


La settimana post-Crown Jewel non è stata chiaramente facile da gestire per la WWE. Le grosse lacune lasciate dallo stato di emergenza a Raw coincidono con la carenza di cose da fare a SmackDown Live, il tutto non aiutato dalla necessità di costruire Survivor Series che, a brand divisi e con l’esasperazione del concetto di SmackDown vs Raw, diventa poco più che un PPV di passaggio a livello di storyline. Per ora può fare il gioco della WWE, rinviando la necessità di avere un Campione nello show principale e sbrodolando le storie attorno ai Titoli ma, dopo Evolution e Crown Jewel che già sono stati eventi di seconda fascia per importanza narrativa, quanto può andare avanti la condizione di stasi?





SETH ROLLINS, DREW MCINTYRE E POCO ALTRO
A Raw la situazione gira attorno a Seth Rollins e Dean Ambrose: senza Lesnar e con The Architect in possesso dell’Intercontinental Champion, l’attrazione principale dello show sono inevitabilmente loro. La voglia di vederli scontrarsi al microfono o sul ring viene però ancora rimandata, forse per far fronte al bisogno di tirare per le lunghe una faida che avrebbe dovuto vedere la luce più tardi e che ora si è costretti ad allungare come le bibite del McDonald. Un’ambivalenza che vale anche per il Titolo stesso: se ci fosse ancora un Campione Universale a presenza stabile, l’Intercontinentale potrebbe tranquillamente essere ostaggio di questa faida che ne accrescerebbe il prestigio e l’interesse; così, invece, rischia di rimanere impelagato in una situazione che terrà tutti lontani da esso per mesi, senza neanche la possibilità per gli altri di giocarsi qualcosa, a vantaggio di un feud che, sostanzialmente, di una Cintura tutto questo bisogno non ne ha. Il risultato è che tutti cincischiano in attesa di buone nuove dal fronte, con Drew McIntyre e Dolph Ziggler che si ricordano di essere amici solo saltuariamente – il primo ormai vero interesse del pubblico – e le Cinture di Coppia che almeno ora sono tornate ad un tag team legittimo in una divisione ampiamente in crisi come quella del roster rosso. A monopolizzare gli intermezzi c’è poi Braun Strowman che suo malgrado ha intrapreso sempre di più la strada di macchietta di sé stesso: difficile che a qualcuno interessasse davvero vederlo “correre” in giro per l’arena alla ricerca di un Corbin che, non solo ancora non ha giustificato una delle scelte di booking più stralunanti dell’evento in Arabia Saudita, ma che comunque deve in qualche modo dividersi nella sua lotta con Kurt Angle. La ripetitività dei segmenti e delle storie in cui si ritrova coinvolto Strowman inizia a essere insoddisfacente e a mal combaciare con il personaggio presentato. A furia di distruggere tutto e tutti, dovrebbe essere Campione da un bel pezzo oppure essere già stato ampiamente e chiaramente sconfitto una volta per tutte.

THE HOUSE THAT AJ STYLES LEFT EMPTY
È la più grande criticità del regno di AJ Styles come WWE Champion e lo è da mesi ormai: il lottatore forse più forte a roster che indossa anche la Cintura principale, non è fra le priorità del pubblico e degli autori. È paradossale ma SDL ormai dall’estate fa tranquillamente a meno del suo Campione, come Raw, ma per scelta “tecnica”. Nel corso degli ultimi mesi, il secondo atto dell’epopea The Miz vs Daniel Bryan prima e la grande rivalità tra Becky Lynch e Charlotte Flair dopo stanno monopolizzando l’attenzione e il tempo televisivo a SDL. Ad essere penalizzato è AJ, con sul groppone il fatto di essere Campione da oltre un anno ormai e quindi di incappare in un fisiologico calo di interesse. Il punto è che qui, al contrario che al lunedì, è difficile prendersela con la WWE: Miz e Bryan sono tornati a dimostrare, come anni fa, che insieme funzionano e da dio e la loro storia è quella che davvero lo Universe vuole seguire fino in fondo. Se davvero, come si dice, la Compagnia è intenzionata a trascinarla fino a WrestleMania, potrebbero fare meno fatica del previsto a farlo, dal momento che in maniera naturale (e anche abbastanza ovvia, permettetemi) la rivalità tra l’Awesome One e l’American Dragon si sta costituendo come una classica neverending story dalle mille possibilità e ramificazioni. Non a caso post-Crown Jewel (la cui World Cup è stata liquidata in 3’ e 4 battute, forse saggiamente), i riflettori sono tornati a concentrarsi su di loro, facendo ruotare attorno al loro duopolio sul Team Blue l’intera chiave di lettura della sfida a Raw. Se il resto dell’attenzione del martedì sera viene catalizzata da una Becky Lynch sempre più padrona della situazione, poco male. L’Irish Lass Kicker è in un periodo Re Mida e ogni promo, ogni interazione (perfino sui social), ogni match che la vede protagonista bastano per soddisfare il pubblico. Ciò che colpisce davvero di questa run titolata di Lynch non è tanto quanto funzioni da Campionessa o l’ingaggio che ha sul pubblico, ma quanto sia riuscita a liberare la divisione femminile di SmackDown dal sequestro d’attenzione chiamato Charlotte Flair. Una cosa che sembrava davvero ai limiti dell’impossibile solo poco tempo fa e al cui altare è stata sacrificata persino Asuka, a torto o ragione che fosse.

SURVIVE AT THE SERIES
Con la maggior parte delle rivalità in stand-by, quiescenza o defibrillazione in attesa di superare le Series, l’unica cosa che resta è cercare di sopravvivere: sperando che si passi in qualche caso dalle parole ai fatti, con qualche trasmigrazione interbrand classica del periodo precedente il nuovo Bragging Rights (oddio!). Nelle prossime settimane serve che l’attenzione della maggior parte dei due roster si concentri sulla sfida all’altro, mettendo definitivamente da parte le storie che non possono andare avanti a causa dei Campioni impegnati negli incroci tra di loro. Come già detto, a causa di imprevisti maggiori e soldi sauditi, la WWE si è impelagata in un periodo davvero arduo: c’è chiaramente poco da compatire ma molto, per noi, da stringere i denti, per resistere fino a Survivor Series, in attesa di tempi migliori.

Intanto auguroni al nostro WWE Planet che raggiunge quota 8 pensioni (800!) e festeggia con voi: noi al timone cambiamo, ce ne andiamo, torniamo e ruotiamo. Voi, invece, restate con sempre più affetto. 800 volte GRAZIE!




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