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WWE PLANET #855  

by Albert Wesker
 


New Beginning




Lasciate che vi annoi per qualche riga. Sono Albert Wesker e vi do il benvenuto - ed è la prima volta per me - sul WWE Planet. Ci siamo già conosciuti in passato se, oltre agli editoriali a tema WWE, avete deciso di avventurarvi nella lettura del “The Other Side”, rubrica di cui mi sono occupato per diversi mesi (assieme al collega Aldo Fiadone) a partire dall’estate 2016. Oggi inizia per me una nuova avventura, un “New Beginning”, volendo onorare la New Japan Pro-Wrestling, compagnia che tanto ho amato e che continuo ad amare.. Come per chiunque scriva in questo sito, la mia speranza è quella di offrirvi qualche spunto di riflessione e - perché no - di critica, di farvi approfondire qualche aspetto del mondo del wrestling del quale ancora non conosciate tutti i dettagli, di offrirvi il mio punto di vista su degli show televisivi che - in quanto tali - dovrebbero essere sempre uno strumento leggero per distrarsi dal “mondo reale”, piuttosto che l’ennesimo motivo di confronto aspro con gli altri.
L’editoriale si soffermerà sui principali temi derivanti dalla settimana WWE, siano essi riguardanti Raw, SmackDown, NXT o altre novità di particolare rilevanza. Cercherò di dividere la rubrica in alcuni paragrafi che trattano argomenti diversi, sia perché ritengo possa facilitare la lettura, sia come tributo al format che aveva questo editoriale quando iniziai a leggerlo, più di dieci anni fa.
Mi sono dilungato già abbastanza… Time to rumble!






New business, same schedule
Via via che passa il tempo, mi trovo sempre più spesso a chiedermi quale sia il senso dell’attuale calendario WWE. Gran parte degli introiti della federazione di Stamford è generata dai diritti TV: per la prima volta da quando esiste, i soldi spesi dalle compagnie televisive per accaparrarsi gli show WWE oscurano, di gran lunga, ogni altro guadagno della federazione. Si tratta di un vero e proprio stravolgimento per il business di una compagnia di wrestling che, storicamente, ha sempre basato le sue fortune sulle vendite degli eventi a pagamento e dei biglietti per gli spettacoli, siano questi registrazioni televisive o house show. Questo vuol dire che, ad oggi, la WWE utilizza e sacrifica i suoi show più importanti (gli episodi settimanali di Raw e SmackDown ) per promuovere i suoi eventi meno importanti (i PPV). Questo genera molta confusione, perché la compagnia è costretta (si “auto-costringe”!) a doversi focalizzare su eventi che, economicamente, avranno un impatto quasi nullo sul futuro della WWE. Ed è proprio da questo scenario di confusione che si generano situazioni simili a quella che abbiamo vissuto con Hell in a Cell 2019 e che, purtroppo, stiamo vivendo nuovamente con TLC 2019. Fra una settimana, infatti, andrà in scena un PPV per cui la WWE ha annunciato ben zero incontri dopo la messa in onda del penultimo Raw prima dell’evento (appena tre dopo SmackDown di venerdì). Perché, allora, non cancellare tutti questi eventi secondari ed organizzare con cadenza mensile puntate speciali di Raw e di SmackDown a tema “TLC”, piuttosto che “Night of Champions” o, addirittura, “Hell in a Cell” e costruire rivalità in vista di questi show? Gli ascolti ne gioverebbero, avremmo una decina di show in meno all’anno - aspetto tutt’altro che negativo vista la quantità di prodotto che ci viene propinata - i grandi eventi come SummerSlam, Survivor Series, Royal Rumble e WrestleMania assumerebbero ancora più importanza e - magari - potrebbero tornare ad essere disponibili esclusivamente in PPV, così da fruttare maggior guadagno alla federazione. Certo, il WWE Network ne uscirebbe indebolito, ma il numero di abbonati potrebbe non crollare offrendo speciali di successo come le interviste di Steve Austin e NXT TakeOver. Che poi, in ogni caso, il guadagno della WWE tramite il Network resta comunque molto limitato rispetto a quello derivante dai PPV tradizionali: mettere i “Big Four” a pagamento non farebbe rimpiangere la conseguente perdita di abbonati al WWE Network.

Charlotte Flair vs. Asuka & Kairi Sane
Senza dubbio, la miglior cosa andata in scena nell’ultima puntata di Raw. Charlotte, dopo una pessima gestione durante tutta l’annata 2019, esce da questo match con un personaggio molto più definito, come una babyface determinata a vincere, incurante delle conseguenze che questo potrebbe avere per lei dal punto di vista fisico. E’ come se un incontro con del buon booking e con ottime protagoniste fosse riuscito ad aiutare la crescita e lo sviluppo dei personaggi in uno show di wrestling. Incredibile, pensavo fosse possibile solo con sorprese insensate, run in, squalifiche, promo assurdi e cose simili! La destinazione del feud tra le wrestler giapponesi e Charlotte sembra essere un TLC match all’omonimo PPV con in palio i titoli femminili di coppia dove, con tutta probabilità, verrà coinvolta anche Becky Lynch: un match che poteva essere interessante, ma a cui si arriva decisamente troppo di fretta.






Bask in his glory
Nuova settimana, nuovo passo in avanti per Keith Lee. L’ex giocatore di football è il wrestler più “caldo” dell’intero panorama del wrestling americano. E’ un atleta dal fisico impressionante e dall’ottima agilità, bravo al microfono (come visto nell’ultima puntata di NXT) e - per completare il pacchetto - ha un’ottima theme che rimane impressa nelle mente dei fan dopo il primo ascolto. I dubbi su Lee sono quelli che, purtroppo, riguardano tutto il roster di NXT. Lee verrà promosso (?) presto al main roster o resterà ad NXT come pedina nella guerra fra il brand giallo e AEW? Considerando che l’atleta ha già 35 anni, ha senso aspettare ancora prima di proporlo come main eventer negli show principali WWE? Quale trattamento gli riserverebbe Vince McMahon?
Se, vista la stazza di Lee, ci sarebbero motivi per essere ottimisti sulla risposta all’ultima domanda, le altre questioni rimangono punti aperti che riguardano tutte le stelle di punta di NXT. Dal mio punto di vista, il brand giallo può andare avanti benissimo senza Lee che, invece, potrebbe affrontare Brock Lesnar già a WrestleMania, perché nel wrestling è fondamentale battere il ferro finché è caldo. Succederà? Quasi certamente no, perché la WWE non ha da almeno 15 anni il coraggio di proporre nuovi atleti in spot così importanti: ritengo molto più probabile uno “spareggio” fra Velasquez e Lesnar a WrestleMania. Poi, però, non chiediamoci perché i part timer siano i più popolari fra tutti i wrestler facenti parte del roster WWE.

King Corbin is the new Grinch

Un altro dicembre, un altro tentativo di proporre Corbin come top heel. Solo un anno fa la WWE aveva aperto una puntata di Raw con l’intera famiglia McMahon sul ring che ammetteva - indicando in Corbin uno dei problemi principali - di non aver proposto dei buoni show e che le cose sarebbero cambiate. Non che nessuno avesse creduto a quelle parole, ma vedere, nuovamente, Corbin come top heel di un brand WWE è davvero frustrante, considerando anche il suo programma titolato con Rollins lo scorso maggio. Intendiamoci bene: Corbin è un wrestler che può benissimo ritagliarsi un ruolo negli show WWE, ma la posizione di sfidante ai principali babyface dovrebbe essere riservata a personaggi con caratteristiche migliori sul ring e al microfono. Certo, la federazione di Stamford propone Corbin vs. Roman Reigns come rivalità di transizione, in attesa di tirare fuori l’artiglieria pesante a partire da gennaio ma, visto lo sconfinato roster WWE, ci sarebbero tanti altri nomi che potrebbero rappresentare un ostacolo per Reigns in un PPV secondario come TLC. Di positivo c’è che, dopo un inizio terribile, nelle ultime due settimane la compagnia ha dato un taglio più fisico ai confronti tra Reigns e Corbin (con il coinvolgimento ben gestito di Roode e Ziggler). Inoltre - e questa è stata un’ottima decisione - sono spariti dai nostri schermi gli interminabili promo di Corbin.
Reigns e Corbin si sfideranno in un TLC match fra sette giorni. La stipulazione e il probabile coinvolgimento di Roode e Ziggler nella contesa dovrebbero garantire un incontro divertente e un’ottima occasione per proporre Reigns come un babyface fisicamente dominante, capace di vincere nonostante lo svantaggio numerico. E - la storia recente lo insegna - questa è la formula più efficace per proporre Roman Reigns come volto dell’intera compagnia di Stamford.

Per questo numero del WWE Planet è tutto. L’editoriale tornerà fra sette giorni con Daniele La Spina che presenterà i pronostici di WWE TLC, mentre noi ci risentiremo in questo spazio il 22 dicembre, pochi giorni prima di Natale.
Per ora è davvero tutto…
YOWIE WOWIE! BYE!




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