WWE Planet #527

Un'altra settimana di ppv è passata agli archivi. La WWE ha superato anche lo “scoglio” Extreme Rules. Diciamolo senza problemi: quello di domenica non è stato un grandissimo ppv, tutt'altro. Le paure che si avevano alla vigilia sono state ampiamente confermate nello svolgimento dell'evento stesso. Sia i match che alcune scelte di booking hanno lasciato decisamente perplessi gli esperti ma soprattutto i fan. Si poteva fare di meglio? Assolutamente sì. Mai come in questo ppv è sembrato emergere un problema di gestione delle rivalità e degli uomini portandoci al risultato al quale abbiamo assistito domenica. La settimana di show della federazione ci ha regalato alcuni spunti di riflessione e che saranno i temi di questo numero del WWE Planet.

The most EXTREME ppv in the history! (sottotitolo: Are you kiddin' me?”)
Una delle frasi che è andata per la maggiore prima, durante e dopo il ppv. La WWE non so se certe volte ci crede davvero in ciò che fa dire ai suoi protagonisti oppure ci ritiene sufficientemente stupidi da darci a bere una stupidaggine di questo tipo. Entrambe le soluzioni non sarebbero comunque un motivo di orgoglio nei confronti di Vince e soci. Insomma, di Extreme Rules tutto si può dire tranne che sia stato il più bello ed estremo evento della storia del business. Inutile dire che la delusione dopo quanto abbiamo visto domenica è tanta con davvero poche, pochissime cose da ricordare al termine della serata ovvero l'affermazione di The Shield come una delle realtà più interessanti della federazione attualmente ed il match tra Triple H e Brock Lesnar. Il resto è stato tutto da cestinare o quasi. Troppo poco per ricordare questo Extreme Rules ma tanto per renderlo specchio del periodo difficile della WWE in questo momento. Non è un discorso nuovo. Che la federazione non navighi in buone acque a livello creativo e di uomini non è un segreto. Se a queste mancanze si aggiungono anche elementi di “sfortuna” come la commozione cerebrale di Dolph Ziggler e se a queste mancanze si aggiungono anche scelte di booking quanto meno strampalate, la frittata è completa in tutti i suoi ingredienti. In quest'ultima categoria possiamo ascrivere sicuramente quanto visto nei finali di match titolati di questo ppv ovvero il tanto discusso instant replay del World Heavyweight Championship Match ed il pareggio del WWE Championship Match. Lungi da me voler entrare nello specifico del primo dei due eventi citati. Ci ha pensato Giovanni ad esprimere un pensiero più o meno condiviso sulla faccenda. Un'opinione, però, lasciatemela esprimere: credo che l'instant replay sia una delle scelte più idiote della storia del wrestling. Sacrosanto in qualsiasi altro sport, questo strumento tecnologico è assolutamente inutile nel nostro business e sono d'accordo con chi dice che l'instant replay va a snaturare il concetto stesso di wrestling. Se si dovesse ricorrere sempre (come farebbe presupporre questo segmento) alla tecnologia cosa ne sarebbe della natura spettacolare di questo sport (cosa dal quale non si può prescindere). Giovanni, e molti altri, giustamente ricordano come molti wrestler hanno fatto delle scorrettezze parte del loro personaggio. Conoscete tutti la mia passione per Eddie Guerrero, un maestro del genere tanto per fare un nome. Detto questo va anche ricordato come non è la prima volta che viene usato questo strumento nel wrestling. Tutti episodi, però, che risalgono a molti anni fa. Evidentemente, in passato, si era già pensato che fosse una stupidata se applicato in questa disciplina. Perché ritenere sia giusto oggi? Un mistero. Il solo voler “scimmiottare” gli altri sport non può e non deve essere una giustificazione anche perché, e questo è uno dei grandi “spot” della nostra disciplina, il wrestling non è uno sport come tutti gli altri (paradossalmente sono gli altri ad essersi allineati nella creazione di una linea “spettacolare”). In sostanza direi che si è fatta la prova ma si è fallito. Torniamo a parlare ed a ricorrere ad altri stratagemmi per il booking dei match. Se questa è la miglior soluzione… Senza dimenticare che, anche il finale che ha provocato l'instant replay era, già di suo, quanto meno discutibile. Gettare la spugna? In un “I Quit” Match? Really?

Draw? Passando al match con in palio il titolo WWE ovviamente non può che far storcere il naso il pareggio tra Ryback e John Cena (risultato che avevo predetto in sede di pronostico). Le modalità, però, non sono state propriamente eccellenti. In un Last Man Standing Match, dove l'obiettivo è quello di mettere al tappeto per dieci secondi il rivale in qualsiasi modo, come si può chiamare la fine del match? Certo è possibile se davvero ci fosse stato un infortunio ma non se cinque minuti dopo uno dei protagonisti, John Cena, si rialza dalla barella rifiutando di andare in ospedale e l'altro protagonista, Ryback, il giorno dopo sembra in forma smagliante a Raw. Si trattava di un Last Man Standing, niente squalifiche né count-out. Eppure ci voleva pochissimo per rendere quanto meno più credibile la situazione: bastava che l'arbitro contasse i due contendenti fino a dieci ed il gioco era fatto. Nessuno dei due si sarebbe rialzato e via al prossimo scontro tra il bostoniano e Ryback, che nel frattempo sarebbe stato preservato da una sconfitta. In molti potranno contestarmi il fatto che tutto questo è stato fatto per arrivare all'Ambulance Match del prossimo ppv Payback. Però in un match Last Man Standing Match, all'interno di un ppv chiamato Extreme Rules, si poteva operare una scelta di booking quanto meno più ardita. Soprattutto in virtù dei tanti limiti che il PG impone anche ai ppv della federazione. Dispiace fare la parte dei “critici a prescindere” però mi sembra un dato oggettivo che, in questa particolare occasione, la WWE avrebbe potuto comportarsi molto meglio. Ok preservare sia Ryback che John Cena ma a che prezzo?

The Third Man.
È stata anche la settimana del debutto del terzo “Paul Heyman Guy”. Che poi proprio un debutto non è. Si tratta di Curtis Axel, conosciuto nel suo passato NXT e mesi successivi come Michael McGillicutty, al secondo Joe Henning. Il pedigree di questo ragazzo lo conosciamo ed è ovviamente di tutto rispetto: figlio di “Mr.Perfect” Curt Henning e nipote di Larry “The Axe” Henning. Insomma un predestinato. Questo ragazzo ha sempre mostrato, nelle sue apparizioni in WWE, una discreta tecnica anche se difettava un po' di carisma. La WWE ha deciso di puntare su di lui (che pare abbia molti sponsor nel backstage), compensando al difetto “carismatico” con la presenza di Paul Heyman. In pratica, una garanzia sul successo di questo personaggio. Una bella ventata di aria fresca nella WWE che ha sempre bisogno di nuovi stimoli e, quindi, di nuovi personaggi. La federazione decide di puntare fortemente su questo atleta di terza generazione sperando possa ripercorrere la strada intrapresa in passato dagli altri “Paul Heyman Guy” ovvero tali Brock Lesnar e CM Punk. Solo il tempo ci potrà dire ma sicuramente il ri-debutto di questo ragazzo è assolutamente incoraggiante. Non può che crescere e migliorarsi e spero vivamente che Paul Heyman possa dare il giusto contributo allo sviluppo di Curtis destinato, tra l'altro, a confrontarsi molto presto con i suoi predecessori nelle grazie dell'ex GM della ECW. In ogni caso la WWE pare si stia impegnando in una di quelle cose che sempre si è rimproverato alla federazione stessa. Puntare sui giovani e sui nuovi talenti. Dolph Ziggler, The Shield, Fandango, adesso Curtis Axel. Insomma non si può negare che un po' di impegno ce lo si sta mettendo. Anche se il problema, però, non è mai stato il “lanciare” ma il “mantenere” viva l'attenzione sui nuovi innesti. Il rischio di episodi simil The Miz o Wade Barrett è sempre dietro l'angolo (speriamo che questi ultimi due vengano “recuperati” quanto prima a proposito).

Mi astengo anche io da ogni genere di discorso legato al segmento che ha chiuso Monday Night Raw. Il malore di Triple H non sarà sicuramente solo legato al match tra lui e Brock Lesnar ad Extreme Rules. Si parla di un possibile coinvolgimento della famiglia McMahon on-screen e non escluderei che questo possa portare al definitivo ritiro dall'azione di The Game. Rinviamo ogni discussione dopo aver visto gli sviluppi di questa storyline. Al sottoscritto non resta che salutarvi ed augurarvi un buon week-end.

Adriano Paduano
Appassionato di wrestling dagli inizi del 2000, negli ultimi anni ho vissuto a Londra dove ho coltivato la passione per il wrestling indipendente e la scena UK. Collaboro con Tuttowrestling da oltre dieci anni dove ho ricoperto il ruolo di Raw Reporter (occasionalmente anche ppv), redattore del WWE Planet ed attualmente scrivo il bi-settimanale Bet On Him con qualche comparsata nei vari podcast del sito.
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