WWE Planet #393

E' sempre piacevole vedere disattese delle previsioni particolarmente nere, sia pure parzialmente. Per Bragging Rights onestamente le premesse erano quelle da allerta meteo della Protezione Civile, e tutto sommato a consuntivo ce la siamo cavati con una pioggerella, anzi forse anche solo un cielo nuvoloso.
Deliri meteorologici del sottoscritto a parte, il concetto è che il pay per view si è rivelato superiore, e nemmeno di pochissimo, allo scarso potenziale previsto alla vigilia.

Una nota a parte, ad esempio, la merita il match di apertura: bello, veloce, incerto, avvincente, tutto quello che si potrebbe chiedere ad un opener e molto, molto di più. Daniel Bryan si conferma un prospetto maledettamente interessante come pochi altri, immune anche ad una gestione non sempre rose e fiori, mentre Dolph Ziggler piazza un colpo a sorpresa che potrebbe addirittura consentirgli di muoversi anche senza il supporto carismatico di Vickie Guerrero. Importantissimo, poi, piazzare un incontro così proprio all'inizio della card, uccidendo sul nascere qualunque scetticismo.

Uno scetticismo che si polverizza definitivamente anche proseguendo nella card. Prima – a sorpresa, immaginavo e temevo potesse essere questo il main event – con Undertaker e Kane, che seppur al terzo tentativo riescono finalmente a mettere su un incontro dignitoso. Niente di clamoroso, ma finalmente qualcosa che non lascia più di tanto spazio alla noia e si fa ampiamente guardare. Enigmatica e dunque piacevole la sorpresa del finale, con i Nexus che apparentemente senza alcun motivo decidono di aiutare Kane a seppellire vivo il fratello. Ci sarà tempo, come abbiamo visto a Raw, per sapere/capire il perché di questo aiuto, ma come sapete tutto quello che può mandare over i Nexus è visto da GP come una scelta sensata a prescindere.

Il tutto poi considerando che la vittoria di Kane, indipendentemente da come sia arrivata, fosse data come più che improbabile. Invece 3-0 ai danni del fratello, che a quanto dicono i rumour avrebbe dovuto vincere, salvo poi cambiare i piani per consentirgli di curare una spalla malandata. Se non si fosse trattato di Undertaker, ovvero di un atleta che per definizione gode di stima e considerazione tendente all'infinito, avrei quasi pensato ad una punizione per l'intervista rilasciata nel corso dello show della UFC, con tanto di piccolo “giallo”, ovvero quel diverbio con Brock Lesnar che ha subito aperto la strada ad una ridda di voci sul presunto ritorno di The Next Big Thing al mondo del Wrestling. Sarà vero? Vedremo Lesnar ritornare in WWE per affrontare Undertaker? Magari a Wrestlemania? Sarà una formidabile campagna pubblicitaria per la WWE a dispetto del TVPG? Onestamente sono domande troppo grosse per dare una risposta certa sulla base di pochi secondi di video. Di sicuro da tempo ho smesso di credere alla casualità, e sono convinto che quel veloce scambio sia stato tutt'altro che accidentale. Magari questo non porterà a nulla, ma ripeto resto dell'idea che almeno questa scintilla sia stata accesa di proposito, prima ancora di capire se c'è il combustibile per far esplodere tutto o se resterà sempre e solo una scintilla.

Tornando a noi, che dire poi dell'Elimination match? Fossero tutti fatti bene come questo forse le Survivor Series sarebbero un pay per view tutt'altro che in bilico fra la sopravvivenza e la morte definitiva. Chi doveva giocare un ruolo marginale lo ha ahimè fatto, ma francamente era inevitabile ed anzi sarebbe stato sbagliato pensare il contrario.. Santino Marella, tanto per fare nomi e cognomi, era lì per essere eliminato per primo, poche storie (prendendosi poi anche una incredibile ribalta lunedì a Raw.. la sua vittoria su Sheamus devo onestamente ancora capirla). Chi invece doveva uscirne “bene” o addirittura “benissimo” lo ha fatto, con poche eccezioni: alla grande Edge, che nel caso non si sia capito è l'uomo-simbolo di Smackdown e forse dell'intera WWE, benissimo Sheamus, che fa la parte del leone prima di farsi contare fuori, bene Alberto Del Rio che passa per quello che dovrebbe essere, ovvero un egoista capace di battersi solo quando gli conviene, benino Big Show, che pur non facendo un figurone poteva finire assai peggio, e tutto sommato accettabili Jackson, CM Punk e John Morrison, che main eventer al momento non sono e dunque non avrebbero potuto ambire ad un trattamento migliore. In particolare non si preoccupino troppo i fan di CM Punk, perché se il suo prossimo feud è con Daniel Bryan secondo me ci divertiremo, e non poco; certo c'è una enorme spada di damocle di questo infortunio, sul quale al momento in cui scrivo non ci sono informazioni certe. Speriamo bene, perchè sarebbe un vero peccato proprio ora a valle di un cambio di brand e con il giusto avversario.
Di Miz parleremo a fine editoriale, ma potete immaginare che certo non ne sia uscito male, anzi.

Unica eccezione? Beh adesso magari qualcuno dirà che sono prevenuto, che su di lui proprio non riesco ad essere obiettivo, ma onestamente sono convintissimo di essere dalla parte della ragione: spiegatemi il senso logico del copione interpretato da Rey Mysterio! Costretto a lasciare il ring per colpa di Del Rio, poi però rientrante e sopravvissuto insieme a Edge, la WWE ha voluto sostanzialmente quasi equipararlo a lui, facendolo uscire come trionfale vincitore e uomo di punta del brand. Ma siamo seri.. saremo pure in era TVPG con un'età media del pubblico più bassa, ma davvero qualcuno può crederci? Certo che Rey può essere l'uomo di punta del brand! Lo è stato ben due volte, con la cintura alla vita. Peccato che entrambe le volte il “merito” sia stato analogo, se non identico, a ciò che è avvenuto proprio in questo scontro fra brand: una palese, evidente, incoerente, gigantesca forzatura.
Con questo non voglio escludere a priori che lui o uno come lui non possano ambire a questo tipo di posto, tutt'altro, solo che continuare ad arrivarci con forzature così palesi non lo legittima, né tantomeno lo aiuta. Guardate Sheamus, guardate lui come si è legittimato il posto che occupa!
In ogni caso proseguendo nell'analisi del ppv, arrivato al main event e considerata la curiosità per il ruolo di Cena nella sfida ero comunque convinto che il più ormai era fatto, che anche un match non convincente non avrebbe potuto intaccare più di tanto un giudizio complessivo sull'evento comunque positivo.
Ahimè mi sbagliavo.. non soltanto Orton è pericolosamente regredito rispetto alle ultime esibizioni (ma conserva comunque una popolarità davvero invidiabile) e Wade Barrett ha mostrato qualche acerbità in più del previsto, ma francamente anche il finale ha giocato il suo ruolo, naturalmente in negativo. Logicamente non fa una piega.. Cena non vuole aiutare il suo aguzzino a conquistare la cintura ma al tempo stesso non vuole essere licenziato, dunque si ingegna per far squalificare Orton e salva capra e cavoli. Ma “emotivamente”? Come avete reagito nel vedere un finale così in pay per view? E finiamola please col discorso dei pay per view secondari o di transizione.. in un evento a pagamento mi aspetto un finale netto, ed i “continua alla prossima puntata” devono essere pochi ed assolutamente necessari. Se la WWE non è in grado di offrire una cosa del genere sempre, allora forse dovrebbe iniziare a capire che tutti questi ppv proprio non è in grado creativamente di permetterseli, altrimenti che nessuno si lamenti per i buyrate in picchiata.

Per fortuna, devo dire, già a Raw la storyline ha virato verso un binario leggermente diverso da quello che immaginavo, ovvero dalla federe riproposizione dei pluricitati Shwan Michaels e JBL: a differenza di HBK, che dopo il suo non-intervento arrivò a giocarsi la libertà affrontando il suo “padrone”, John Cena per liberarsi dei Nexus dovrà fare esattamente il contrario, ovvero aiutarli. Una sola volta, quella decisiva, e poi ognuno per la sua strada. Chiaro che questo può comunque portare alla stessa fine, nel caso ad esempio Cena si rifiutasse lo stesso; che poi è esattamente lo scenario che temo possa accadere, visto che ben difficilmente Cena incrinerà la sua immagine pur in presenza di un simile tornaconto, ma se non altro è una variante, qualcosa di diverso almeno potenzialmente.

Non dimentichiamo, tuttavia, che credo siano ormai imminenti due “scadenze”: in primis il ritorno di Triple H, che seppur ancora indefinito sappiamo che non potrà protrarsi oltre l'inizio della Road to Wrestlemania. Per lui, tuttavia, appare già pronto uno scontro con Sheamus, che guarda caso in questo momento non ha sostanzialmente “nulla da fare”; una sorta di ritorno con semi-riflettori, pronti a diventare riflettori super puntati nel momeno più topico, ovvero il primo trimestre del 2011. Il secondo è a mio avviso la valigetta di The Miz. Lo vado ripetendo da settimane.. dubito fortemente che la sua valigetta non sarà sfruttata entro la fine dell'anno, anche perché lo stesso Miz è uscito dall'elimination match con la migliore sconfitta possibile, una sconfitta che ha potuto subito scaricare sulla debolezza del team più che se stesso. E se fra i due litiganti, tre contando anche Cena, non fosse proprio lui la soluzione per un nuovo finale che consenta alla WWE di non far conquistare la cintura a Barrett e lasciare Cena ancora “in bilico” nei Nexus? Con una piccolissima differenza rispetto a Bragging Rights.. questo si che sarebbe un finale fatto bene!

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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