WWE Planet #245

La strombazzata reunion “one night only” della D-X avvenuta questa settimana nel corso di Raw ha avuto due facce: una pietosa, ed una più interessante. Pietoso è stato a mio avviso il siparietto iniziale, con Khali, Boogeyman, Hornswoggle e compagnia, più consono ad uno spettacolo del Bagaglino che ad uno show di wrestling. Dopo pochissimi minuti dall'inizio ero già esausto, e non vedevo l'ora del ritorno di Triple H e Shawn Michaels negli spogliatoi. Certo, la D-X è sempre stata, e non potrebbe non continuare ad essere, dissacrante e canzonatoria, ma così è francamente troppo, dal momento che le loro performance vengono trasmesse nel corso di Raw e non nel corso di Bim Bum Bam.

Quanto alla seconda parte della reunion, invece, ovverosia il match che ha visto Triple H e Shawn Michaels contrapposti a Randy Orton e Umaga, beh, è andato tutto secondo le previsioni, con la vittoria del team face nel tripudio del pubblico, al termine di un incontro complessivamente accettabile. O meglio, accettabile, in tutto, ma non nella modalità in cui si è concluso, ovverosia con l'ennesima umiliazione di Randy Orton, schienato da Shawn Michaels in seguito ad una Sweet Chin Music.

Sinceramente, infatti, non sto apprezzando per niente le modalità con le quali la WWE sta gestendo il Randy Orton WWE Champion. Intendiamoci, il fatto che Orton da qualche settimana a questa parte le prenda regolarmente da Shawn Michaels ed il fatto altresì che durante Cyber Sunday si sia fatto squalificare per un colpo proibito assestato al suo avversario, da un certo punto di vista può anche farmi piacere, dal momento che ciò significa che Orton a Survivor Series con ogni probabilità sconfiggerà Shawn Michaels, confermandosi campione.

Tuttavia, il semplice vedere la cintura più prestigiosa della federazione alla vita di quello che attualmente considero il miglior heel in circolazione, non può, di per sé solo, soddisfarmi, soprattutto se il regno di Randy Orton assume ogni giorno di più le sembianze non tanto dei regni dei grandi heel del passato, quanto piuttosto di quello, disastroso, di Rey Mysterio, che in settimana le buscava da tutti e poi, una volta al mese, in PPV, resuscitava improvvisamente, confermandosi campione. Un regno di questo tipo, fatto di sconfitte, non va mai bene, in nessun caso. Tanto più che il personaggio interpretato da Orton è quello del giovane sbruffone e non dell'imbroglione che ruba gli incontri in qualsiasi modo, non meritando mai le vittorie che ottiene (come per certi versi era il JBL campione).

Il personaggio di Randy Orton non può sempre perdere, non può sempre fuggire, deve anche infliggere colpi e umiliazioni ai suoi avversari, un po' come faceva nel corso del suo feud con John Cena, non a caso per il Legend Killer il momento di maggior splendore degli ultimi tempi. Certo, poi qualche schieramento in incontri di coppia o qualche umiliazione ci sta pure, soprattutto se l'avversario è un certo Shawn Michaels, ma a tutto c'è un limite, e il continuare a proporre al pubblico Orton in questo modo non farà altro che vanificare parte dell'ottimo lavoro fatto attorno al suo personaggio negli ultimi mesi, e rendere meno positivo il suo regno da campione.

Da segnalare, infine, l'avvenuto licenziamento di Chris Masters, in seguito ai noti problemi legati agli steroidi. Lascia la WWE un wrestler che è stato molto meno di quel che avrebbe potuto essere. Il feud con Shawn Michaels, culminato nel match disputatosi nel 2005 ad Unforgiven, lasciava infatti presagire per Masters un roseo futuro, addirittura da main eventer. Da quel giorno, invece, è iniziato il suo declino, immediato ed inarrestabile, fino alla notizia del suo licenziamento. Chris Masters dunque non lascia alcun vuoto nella WWE, visto l'utilizzo che a Stamford ne facevano, ma solo il rimpianto negli appassionati di non essere stato in grado (anche se non solo per colpa sua) di esprimere tutto il proprio potenziale. Chissà che in futuro non gli si ripresenti qualche buona occasione…

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