WWE PLANET #1079 – THIS IS NOT BEST FOR BUSINESS

WWE Planet

THIS IS NOT BEST FOR BUSINESS


Siamo nella Road to Wrestlemania dove tutto dovrebbe essere una festa, l’hype alle stelle, gli show di avvicinamento dovrebbero essere qualcosa di imperdibile e le storyline dovrebbero essere al loro massimo e invece … regna il caos e c’è davvero poco di salvabile.

Iniziamo subito con quello che io salvo ad oggi: Oba contro Brock, Punk e Roman e Liv Vs Vaquer nonostante avrei qualche riserva sull’effettivo interesse di costruire un feud sull’insultarsi come ragazzine liceali. In questa breve lista, avrei inserito anche Cody e Orton, ma dopo questo Venerdì, in WWE si sono impegnati a rovinare un match che si scriveva da solo.

Andiamo passo per passo.

Teniamo da parte i discorsi sulle motivazioni politiche del turn di Orton e del character stantio di Cody e partiamo dalla classica situazione di buono contro cattivo. Per settimane abbiamo visto Orton parlare al telefono con un interlocutore sconosciuto, questa persona è il catalizzatore del turn di Randy e lo ha spinto ad “ascoltare le voices in his head” per tornare campione.

Questa persona sarebbe venuta allo scoperto a San Louis, home town di Orton. Sono stati fatti diversi nomi, dal più assurdo al più sensato, ma nessuno poteva mai immaginare che l’interlocutore di Orton fosse PAT MCAFEE, un commentatore. La reazione del pubblico e la mia era più o meno la stessa, un pesce d’aprile ritardato. Invece no. E ci sono mille ragioni perché questa sia una scelta senza senso.

Prima di tutto… perché una leggenda come Orton, quattordici volte campione, leggenda del business dovrebbe ascoltare quello che dice un commentatore? Se parlassimo di un semplice ruolo manageriale allora sarebbe quantomeno accettabile, ma dal promo di Pat emerge chiaramente che sia stato Orton a cercarlo, i due hanno la stessa visione su un business che necessita di un cambiamento e che lui sia questa sorta di consigliere/grillo parlante per Randy.

Elenco io alcuni nomi che sicuramente sarebbero stati meglio di McAfee, rimanendo sulla stessa linea del Cody rovina della WWE perché è troppo soft e distante da ciò che era l’Attitude Era.

HHH: Leader dell’Evolution e del giovane Orton. Chi più di lui conosce Orton? Spalle abbastanza larghe e una carriera tale da permettergli di dare consigli a uno come Randy e quest’ultimo di ascoltarli. Capo del creative, quindi a maggior ragione, uno con il potere e tutte le ragioni del mondo nello spingere Orton a detronizzare Cody ritenendolo un campione più adatto. Roba già vista, lo so, ma sensata.

STEPHANIE MCMAHON: Come il marito, abbiamo visto Stephanie ritornare on screen, per di più in un promo in cui esortava Cody a mostrare il killer instinct per affrontare la versione sadica e spietata di Orton prevedendo una sconfitta certa per lui se non compia questo step necessario. La storia tra Stephanie e Randy è ben conosciuta, la ragione dell’alleanza tra i due è sempre la stessa: Orton è best for business, Cody no.

TED DI BIASE jr: Ex compagno di Cody e Randy nella Legacy che ha preso una strada diversa. Un po’ per gelosia verso il successo di Cody, un po’ per rispetto verso l’ex maestro, sprona quest’ultimo a ricordare al suo vecchio allievo chi sia il migliore. Basilare ma efficace. Recentemente Di Biase è uscito pulito da rogne legali in cui era coinvolto, quindi sarebbe stato libero di presenziare a Wrestlemania all’angolo di Randy.

Non parliamo solo di una pessima scelta, ma questa scelta non sarebbe manco opera del creative WWE. Ari Emanuel, presidente esecutivo di TKO, avrebbe inserito Pat nella storyline per usare il peso di cui gode ad ESPN come ulteriore pubblicità per dare un’ulteriore spinta alla vendita dei biglietti per Wrestlemania senza avvertire nessuno all’interno del booking team.

Di contro, anche il promo di Cody sarebbe stato completamente improvvisato sul momento vedendo le prime reazioni social al reveal di McAfee. Tra i vertici di TKO e il creative team non correrebbe buon sangue proprio per queste intromissioni durante la road to Wrestlemania e quindi ci sarebbe stato questo botta e risposta tra le due fazioni all’interno dello show.

E’ la compagnia più grande al mondo, quella che dovrebbe essere una macchina ben oliata capace di offrire qualità elevata su richiesta oppure è un asilo di bimbi che si fanno i dispetti? La dirigenza di TKO è fatta da imprenditori, capitalisti, gente che è interessata al guadagno e sa poco o nulla di come funziona il wrestling. Intromettersi in qualcosa che non compete loro è un preludio al disastro.

McAfee sarà una mossa importante a livello strategico e pubblicitario, ma davvero queste persone sono convinte che il suo inserimento provochi una scossa considerevole ai biglietti, che pure con le card ormai complete, non hanno mostrato scossoni o aumenti considerevoli? Sarebbe delirante se fosse vero anche solo in minima parte.

HHH ha le sue colpe, ma davanti ad una mossa improvvisa dei tuoi superiori che ti cambia quello che hai pianificato, è più che comprensibile che sia infastidito e voglia in qualche modo prenderne le distanze, ecco spiegato il promo di Cody. Il problema però è che entrambi gli schieramenti fanno parte della stessa barca, sbaglia uno, tutti ci vanno di mezzo e HHH, volente o meno, si trova a dover gestire su due piedi qualcosa che non ha pianificato.

Anche questi promo che rompono la quarta parete, non giustificano nulla. Alla fine di tutto lo spettatore giudica quello che vede a schermo, ciò che funziona e ciò che non funziona. Usare le celebrità per Wrestlemania è sempre stata un’abitudine, ma usarle senza un senso, sperando che la sola presenza basti per ottenere il risultato è qualcosa di assolutamente ridicolo.

Lo sottolineo ancora una volta in chiusura, Wrestlemania non sarà un fallimento, perché i numeri sono comunque considerevoli. Il paragone però con l’anno scorso è impietoso e il caos che regna in entrambi gli show indica come non ci sia programmazione, ma piani volatili che cambiano in base alle reazioni online o ai desideri di Ari Emanuel. Problemi che si ripercuoto sulla card dove c’è poco di buono, tante toppe e sviluppi inconcludenti, come questo, che uccidono l’interesse dello spettatore.

Se non si naviga tutti nella stessa direzione, non è best for business.

Questo numero del WWE Planet termina qui. Grazie per la lettura da parte di Captain Phenomenal 1 CIAO!!


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Scritto da Luigi Quadri
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