This Month in Lucha#7 – TripleManía e Raw: la costruzione di due star

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Bentornati ad un nuovo appuntamento con This Month in Lucha! Questo mese analizzerò quello che è successo a Triplemanía 34 e nella successiva puntata di Raw di Città del Messico.


Ovviamente da queste tre serate sono due i nomi che escono elevati all’assoluto status di star in WWE: El Grande Americano e Penta, se pure per differenti motivi.

TRIPLEMANÍA 34

Tra Las Vegas e Città del Messico abbiamo assistito alla prima vera Triplemanía totalmente targata WWE, se pur sotto la sigla della AAA. E la cosa ha assolutamente funzionato alla perfezione. Da appassionato di lunga data della lucha libre, temevo che l’acquisizione da parte della compagnia di Stamford della promotion messicana avrebbe finito per scontentare tutti: i fan messicani avrebbero storto il naso e quelli americani non ci si sarebbero avvicinati affatto. Ed invece è successo l’esatto opposto, radicando la fan base originale, espandendola con chi conosceva la lucha libre solo attraverso la lente dalla WWE, tanto che si parla addirittura di un possibile contratto televisivo per il suolo statunitense. Come già detto, gran parte del merito lo si deve a The Undertaker, che ha trattato la materia con la massima cura ed il rispetto di un vero appassionato.

IL TRIONFO DI EL GRANDE AMERICANO

La prima serata è servita a mettere le basi per la seconda ed ha visto nel main event Omos sconfiggere Rey Mysterio per mantenere il suo posto in AAA. Ma la seconda notte è stata totalmente da incorniciare, a partire dalla Copa Bardhal vinta da Omos, che ha visto il gradito ritorno del Niño Hamburguesa. La Catalina è diventata nuova campionessa femminile, abbiamo assistito al tradimento di Pagano ai danni di Psycho Clown, al fantastico match dei pesi leggeri, ai Wagner Brothers nuovi campioni di coppia, ma, soprattutto, al trionfo de El Grande Americano, che si laurea campione assoluto schienando Dominik Mysterio al termine di un match epico. Il risultato era di gran lunga atteso, ma ciò nulla ha tolto alla contesa ed al tripudio degli spettatori, a dimostrazione che a volte non c’è bisogno di sorprese per rendere un evento memorabile nel tempo. Ne esce quindi un’edizione solidissima, che non ha nemmeno avuto bisogno di un incontro con in palio una maschera per far sì che sia ricordata a distanza di anni.

PENTA VERSO LA GLORIA

Triplemanía ha persino potuto fare a meno del luchador più in vista del momento, vale a dire Penta, in quanto era atteso il giorno successivo a Raw, a caccia del titolo di Roman Reigns. Qualcuno aveva persino ipotizzato che avrebbe potuto vincere, ma, a mio avviso, sarebbe stato un grosso errore, per quanto io da anni idolatri il luchador mascherato. La WWE sta costruendo Penta passo dopo passo facendolo diventare un main eventer: a Raw gli è stata riservata un’entrata degna di WrestleMania ed un match nel quale ha fatto persino credere, in un paio di occasioni, di poter davvero uscirne vincitore.

Ora il suo status è ancora più alto e sono convinto che, in un futuro nemmeno troppo remoto, quel titolo arriverà. Sta alla WWE ora gestire questa fase di passaggio nel miglior modo possibile. Qualcuno ha detto Money in the Bank, per caso?

Cero Miedo!

Scritto da Roberto Johnny Bresso
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