Piper’s Pit#131 – La farsa di WCW Bash at the Beach 2000

Piper's Pit

Bentornati ad un nuovo numero del Piper’s Pit! Oggi ci occuperemo di uno dei momenti più controversi della storia del wrestling: ciò che è accaduto tra Hulk Hogan e Vince Russo a WCW Bash at the Beach 2000.


Siamo nella prima estate del nuovo millennio e la WCW è entrata nella sua fase discendente, quella che la porterà in meno di un anno ad essere assorbita dalla WWF e, nel tentativo di svecchiare la zona del main event, Vince Russo, che si occupava della scrittura degli show, punta a far diventare campione assoluto Booker T, sconfiggendo Jeff Jarrett durante Bash at the Beach, ppv da disputarsi a Daytona Beach in Florida il 9 luglio 2000.

L’ANTEFATTO

È a questo punto che entra in gioco Hulk Hogan: convinto che la risalita della federazione passi da lui, con la mediazione di Eric Bischoff, fa valere la clausola che prevede il controllo creativo del personaggio e conquista una title shot, pur  successivamente non pubblicizzando minimamente l’incontro del ppv.  Russo, convinto però che Hogan non si presenterà all’evento, dà anche a Booker T una chance titolata. Peccato però che Hogan arrivi a Daytona Beach pretendendo la conquista del titolo. Da qui le versioni dei protagonisti divergono, ma pare che all’Hulkster venga concesso di vincere il match solamente per squalifica e di conquistare il titolo solamente in seguito. 

LA FARSA

Russo però è stanco di Hogan e, d’accordo con il suo pupillo Jarrett, organizza una colossale farsa in mezzo al ring: Jeff si sdraia pronto ad essere schienato, tra l’incredulità di tutto il pubblico presente e, ovviamente, dello stesso Hulk. A questo punto Hogan urla contro Vince Russo: “Ecco perché questa azienda è nello stato in cui si trova: a causa di stronzate come questa!”, prima di schierare Jarrett ed andarsene con la cintura. 

Più avanti nella serata Russo sale a sorpresa sul ring iniziando ad offendere Hogan, per poi licenziarlo in diretta, dichiarare il match nullo e far sfidare Jarrett a Booker T, che nel main event vincerà il titolo. Il pubblico, anch’esso stufo delle manie di onnipotenza dell’Immortale, incredibilmente applaude la sortita, mentre Bischoff, in solidarietà con l’amico, si dimette dalla WCW.

LE CONSEGUENZE

Inutile dire che Hogan non metterà mai più piede nella WCW, ma nemmeno la compagnia riuscirà più a riprendersi. Seguiranno una serie di querele e contro querele tra le parti, fino a quando la WWF, una volta in possesso della federazione nemica, porterà avanti la narrazione di Hogan come vittima di scelte scellerate di booking, che portarono al collasso la federazione.

Inutile dire come la verità in realtà stia nel mezzo: nessuno si può dire innocente per quello che accadde. Russo era infatti famoso per scelte di scrittura alquanto discutibili, ma il potere di Hogan a livello creativo era veramente diventato del tutto intollerabile per una federazione che cercava di restare al passo con i tempi. Ed ecco che, come è accaduto sempre nella storia del wrestling, il gigante sornione della futura WWE è rimasto sulla sponda del fiume ad aspettare il cadavere del nemico.

Si chiude anche questa volta il Piper’s Pit.

“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.

Scritto da Roberto Johnny Bresso
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