Piper’s Pit#126 – Junkyard Dog, un pioniere del ring
Bentornati ad un nuovo appuntamento con il Piper’s Pit! Oggi vi parlerò di quella che è stata molto probabilmente la prima stella afro americana del wrestling a raggiungere lo status di celebrità assoluta a livello internazionale, vale a dire Junkyard Dog.
Sylvester Ritter nasce a Wadesboro, nella Carolina del Nord, il 13 dicembre 1952 in una famiglia di umili origini. Riesce però a farsi strada nel football americano giocando alla Fayetteville State University, dove si laurea in scienze politiche. Scelto dalla franchigia NFL dei Green Bay Packers, la sua carriera viene però interrotta da gravi infortuni alla schiena ed al ginocchio. Nel 1977 debutta quindi nel mondo del wrestling e la svolta arriva nel 1979, quando “Cowboy” Bill Watts vede in lui del grande potenziale e lo porta nella Mid-South Wrestling, della quale era booker. Watts gli sceglie il ring name di Junkyard Dog e gli crea la celeberrima gimmick, caratterizzata da una lunga catena al collo attaccata ad un collare da cane. Nonostante non brillasse per capacità tecniche, il suo stile di lotta, basato sulla forza, ed il suo innato carisma lo fecero diventare in breve tempo il principale face della federazione, scontrandosi con i principali heel, come i Fabulous Freebirds e Ted DiBiase, che divenne il suo miglior amico. Adorato dalla comunità nera, in particolare quella della Louisiana, era però tifato anche da quella bianca, che lo riconosceva come una star di assoluta grandezza. Il suo ingresso sul ring sulle note di “Another One Bites The Dust” dei Queen aggiungeva poi ulteriore epicità al personaggio, che arrivò alle cronache nazionali per essere il primo lottatore afro americano a raggiungere lo status di volto di una federazione di wrestling professionistico.
A questo punto venne notato da Vince McMahon, che lo portò in WWF nel 1984. Nel 1985 partecipò alla prima WrestleMania, sconfiggendo per count out Greg Valentine, ma, nonostante il suo livello di popolarità, non riuscì mai a conquistare una cintura. In compenso divenne estremamente amato soprattutto dal pubblico più giovane, anche grazie alla sua presenza nel cartone animato “Rock-N-Wrestling”. Nonostante ciò la sua vita personale iniziò ad andare a rotoli a causa del consumo sempre più eccessivo di crack, cosa che lo fece abbandonare la WWF nel 1988.
Lottò successivamente nelle indies, in NWA, WCW ed ECW, ma era ormai divenuto l’ombra di se stesso, schiacciato da una tossicodipendenza ormai fuori controllo. L’1 giugno 1998, tornando dalla cerimonia di diploma della figlia LaToya, un colpo di sonno lo colse mentre era al volante e perse la vita all’età di 45 anni. Nel 2004 la WWE lo indusse postumo nella sua Hall of Fame, cerimonia alla quale partecipò anche sua figlia, che purtroppo perse la vita nel 2011 in seguito ad un attacco cardiaco.
Il nome di Junkyard Dog resta comunque ben saldo nella storia del wrestling, considerato come un pioniere per i tanti lottatori neri che sarebbero venuti dopo di lui.
“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.
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