Babyface No More – 5 Star Frog Splash #202

Bentornati a tutti per questo nuovo numero del 5 Star Frog Splash intitolato “Babyface No More” qui su Tuttowrestling.com. È stato un mese di wrestling molto intenso e convulso quello che ci siamo appena lasciati alle spalle. Abbiamo assistito a tre PPV in tre settimane tra WWE e AEW, con NXT Takeover XXX a fare da ciliegina sulla torta. E sono molti anche gli avvenimenti importanti andati in scena.

Dalla perdita dell’NXT Title di Keith Lee e il suo relativo debutto a Raw ai fatti di All Out. Dalla rivalità tra Drew McIntyre e Randy Orton al debutto di Dominik Mysterio. Ma se pensiamo a quale sia l’avvenimento più importante degli ultimi trenta giorni questo non può essere altro che il ritorno di Roman Reigns nei programmi WWE.

Un ritorno inaspettato, dato che il Big Dog era sparito dalla circolazione (con ottime ragioni) da cinque mesi. Fin da prima del suo mai avvenuto match per lo Universal Title a Wrestlemania 36 contro Goldberg. Il ritorno è stato scioccante, soprattutto per le modalità con cui avvenuto. Ovvero attendendo l’esito del match per lo Universal Title tra The Fiend e Braun Strowman a Summerslam per arrivare e mettere KO entrambi a suon di Spear.

È stato un comeback che definirei ottimista, principalmente per le condizioni di salute di Reigns. Ma anche perché sembrava avesse smesso di essere John Cena 2.0, sembrava tornato con un nuovo appeal e un nuovo scopo. Il comeback però, almeno da parte mia, ha consumato in breve tempo l’entusiasmo generato inizialmente. Perché ci ha proposto un Roman Reigns irriconoscibile, un Roman Reigns che non ha motivo di esistere.

Why Roman, why?

Il ritorno di Reigns ci ha regalato un Roman palesemente heel, con Paul Heyman al suo fianco. Un Reigns che ha cancellato con un colpo di spugna tutto ciò che lui stesso era stato fino a quel momento e reinventandosi in una chiave completamente inedita. Dopodiché, nel giro di una settimana, si è introdotto a match in corsa nel Triple Threat match per il titolo a cui avrebbe dovuto partecipare anche lui fin dall’inizio e ha conquistato il titolo.

Ora, sono anni che diciamo che Reigns andrebbe girato heel. Abbiamo praticamente pregato la WWE di farlo dato che come face era ormai bruciato. E capirò, ora che la compagnia l’ha finalmente fatto, se qualcuno storcerà il naso leggendo quello che sto per dire. Ma un turn fatto in questa maniera non ha il minimo senso.

Non con queste modalità perlomeno. Perché se tu per anni mi spingi in gola un character fatto in un certo modo e poi dopo mesi lo riproponi in maniera completamente diversa io come prima cosa mi aspetto di sapere PERCHÉ il character sia cambiato. Devi dare una motivazione dietro al cambiamento perché altrimenti non stai raccontando nessuna storia. Stai solo dicendo “Non abbiamo idea di come proporvi Reigns da face in modo che vi piaccia, quindi ve lo proponiamo da heel da un giorno all’altro perché sì”.

E se ti aspetti che al pubblico piaccia solo perché è heel… beh, hai ragione a metà perché sicuramente una parte del pubblico ragiona così. “Ora è heel quindi va bene”. L’altra metà invece si sente presa in giro. Un po’ come se il Papa si affacciasse dalla finestra del Campidoglio vestito in stile punk rock e iniziasse a cantare una canzone death metal. Il principio è lo stesso.

Is Paul Heyman the way?

Anche la sua alleanza con Paul Heyman onestamente desta qualche perplessità non da poco in me, anche qui principalmente perché non è stato spiegato nulla. Heyman è, di riflesso, uno dei maggiori antagonisti della carriera dell’ex membro dello Shield. Quante volte Reigns ha affrontato Brock Lesnar? La risposta è “tante”, e in ognuna di queste Heyman era al fianco di Lesnar. Vuoi proporlo al fianco di Reigns? Benissimo, SPIEGALO. Perché far dire a Heyman “Non sono io che ho corrotto lui ma è lui che ha corrotto me” non basta.

La mia paura principale, fondamentalmente, è che Reigns passi dall’essere John Cena 2.0 all’essere Brock Lesnar 2.0. E già ho intravisto degli sprazzi di questa possibilità sia nell’atteggiamento che nell’aspetto di Reigns. Come detto, Reigns è tornato a Summerslam, si è preso una titleshot a caso e ha vinto il titolo una settimana dopo. Modus operandi piuttosto noto e utilizzato spesso dalla WWE quando decidono di dare il titolo a Lesnar. Vedasi quando Lesnar ha vinto il Money in the Bank inserendosi a match in corso per poi vincere il titolo.

The Big Dog’s situation

Insomma, non mi pare la WWE stia trovando delle idee proprio felici per riproporre il suo nome di punta. Non quando, dopo essere tornato dalla leucemia, ha passato più di un anno a non fare nulla. Impegnato in faide di poco conto o, peggio, ostaggio di Baron Corbin. Poi si prende un’altra pausa e al ritorno vince il titolo in sette giorni. Con la scusa ufficiale che “Eh, ma lui non ha mai perso lo Universal Title”. Vero, verissimo.

Ma nei quattordici mesi spesi a non fare nulla lo aveva dimenticato? Soffre di una particolare forma di amnesia? Se non è lui a soffrirne, allora è certamente la WWE. Oppure si aspetta che siano i fan a soffrirne, dato che propone delle cose che non hanno alcun senso. Almeno non con quanto visto fino a quel momento con quel character.

The Sacrificial Lamb

Un’altra cosa che non ha avuto alcun senso, in retrospettiva, è la gestione di SmackDown degli ultimi mesi. Ricapitoliamo: Reigns si tira fuori da Wrestlemania, occorre un nuovo sfidante. Lo sfidante viene individuato in Strowman, che toglie il titolo a Goldberg. Lo stesso Goldberg aveva battuto “The Fiend” Bray Wyatt per il titolo in quella piaga per il mondo del wrestling che sono gli show arabi.

Ora, considerati i trascorsi tra Wyatt e Strowman, tutti sapevamo che sarebbe stata solo questione di tempo prima che il titolo fosse tornato al primo. Anche perché i due erano rispettivamente l’unico heel e l’unico face di rilievo del roster blu. E infatti parte immediatamente il programma tra i due, che viene portato appositamente per le lunghe per far guadagnare tempo al regno di Strowman. Ci sono ritardi e deviazioni (Miz & Morrison) ma alla fine la resa dei conti arriva a Summerslam.

Ed è lì che Wyatt vince il titolo che sapevamo tutti dovesse vincere da quattro mesi. Sipario e fine della storia… ah no, torna Reigns e sette giorni dopo gli toglie il titolo. Ora, io capisco tutto. Capisco che la WWE probabilmente non prevedeva il ritorno di Reigns. Comprendo che riportarlo negli show era ovviamente una priorità, non poteva essere altrimenti.

Ma il motivo di farlo tornare così, vincendo un titolo che non gli serviva, qual è esattamente? Perché facendo così hai sacrificato per l’ennesima volta Bray Wyatt. E dopo lo schifo totale che avevi fatto con lui con Goldberg forse non era esattamente la scelta migliore.

Anche perché Wyatt non ha un character standard come tutti gli altri. Il suo è un character particolare, che va preservato e tutelato. E di certo non è facendolo perdere in tre minuti con Goldberg o facendolo perdere dopo sette giorni con Reigns che raggiungi questo scopo. E allora a che pro fare quello che hai fatto?

Babyface No More

Fatto sta che la compagnia ora ha un grosso problema a SmackDown (ma anche a Raw e anche a NXT, anche se in misura minore): non ha più alcun babyface che conti qualcosa. Prima, come già detto, aveva un face e un heel. Adesso ha tre heel, di cui uno che ovviamente sarà intoccabile e imbattuto per mesi e due che hanno già cominciato a vagare a vuoto.

Wyatt che reagisce alla sconfitta con il sorriso e annunciando un nuovo personaggio nella Firefly Fun House non mi sembra la cosa migliore da fargli fare dopo aver perso un titolo in sette giorni. Strowman, l’inarrestabile mostro tornato alle origini, già non è apparso nello scorso episodio di SmackDown.

Intanto, viene incoronato il primo #1 contender al titolo di Reigns: Jey Uso. Desaparecido a SmackDown fin dall’infortunio del fratello, apparso nello show blu solo saltuariamente per jobbare all’heel di turno. #1 contender allo Universal Title. Schienando Matt Riddle, tanto per far cadere l’ennesimo babyface nell’irrilevanza.

Ora, io non sono stupido e nemmeno voi lo siete, sappiamo tutti come finirà a Clash of Champions. Finirà che Reigns massacrerà il cugino e consacrerà il suo nuovo personaggio di heel spietato che ammazza perfino i cuggggini pur di raggiungere il suo scopo. A questo punto però ho una domanda: perché la WWE ha questa visione distorta che solo gli heel possano essere spietati e spaccare i culi?

L’ultimo episodio di Raw potrebbe contraddire in pieno la domanda che ho fatto, viste le azioni di Drew McIntyre, ma diciamoci la verità, McIntyre è una mosca bianca. È l’unico babyface che la WWE propone da mesi (se non anni) a questa parte che abbia una benché minima rilevanza e che sia sostenuto dal pubblico. Le azioni della WWE però mi suggeriscono che la WWE non abbia ancora capito PERCHÉ McIntyre sia over e benvoluto dal pubblico.

Babyface 101

La ragione è che il pubblico della WWE è stanco di vedere babyface che subiscono per tutto il match, poi lo ribaltano con le ultime quattro mosse e vincono. È stanco di vedere face che costantemente vengono distrutti e infortunati dagli heel. Che poi tornano e invece di spaccare la faccia all’heel di turno vincono pulito (se vincono) un match di wrestling normale. Lo dico da mesi: non se ne può più di vedere i face della WWE dipinti come idioti totali ridicolizzati costantemente dagli heel. Raw e la vicenda Cedric Alexander sono un perfetto esempio di tutto questo.

Quindi mi ripeto: perché la WWE ha questa visione distorta che solo gli heel possano essere spietati e spaccare i culi? Imparasse che siamo nel 2020, il wrestling è cambiato e vuole un prodotto diverso. Prendesse esempio dalla AEW con Jon Moxley, sia per come viene gestito sia per come si comporta e soprattutto come vince i match.

Magari già che c’è prendesse anche esempio su come si costruiscono dei futuri main eventer, dato che quello che stanno facendo con Hangman Page e MJF è encomiabile. E già che c’è capisse che quando Sasha Banks tornerà non vogliamo vederla fare sorridere, abbracciare gente e prendere in braccio bimbi. Non vogliamo vederla in un normale match di wrestling e prenderle per tre quarti del match da Bayley. Vogliamo vedere un match ad armi pari e vogliamo vedere queste due darsele di santa ragione. Ma mi rendo conto di fare un discorso troppo complicato per Vince McMahon.

È tutto per “Babyface No More” e per questo numero del 5 Star Frog Splash. Ci vediamo tra quattro settimane, sempre qui su Tuttowrestling.com.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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