5 Star Frog Splash #43 – This Fire Doesn’t Burn

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Sembra una vita fa, vero? Fa specie, invece, pensare che tutto ciò accadeva nemmeno un anno fa. Tutta la storyline del “weak link” fu fondamentale nella storia del Team Hell No e soprattutto nell'evoluzione di Daniel Bryan, che di lì a poco avrebbe iniziato a lottare da singolo riscuotendo sempre più successo di pubblico e dando il via alla genesi del Yes Movement, l'incredibile movimento popolare dei fan in suo favore. La spinta data al character di Bryan dal sentirsi il weak link, dover dimostrare qualcosa ogni settimana, fu esattamente ciò che lo lanciò, facendo conoscere al pubblico lo straordinario performer che fino a quel momento aveva potuto ammirare solo a sprazzi. E fu un successo, testimoniato dalla posizione attuale di WWE World Heavyweight Champion. Tranquilli, non ho intenzione di ripercorrere tutta la storia recente di Daniel Bryan, ci ha già pensato la WWE dopo Wrestlemania e in modo molto migliore di come potrei fare io. Tuttavia, direi che un rapido recap, per quanto noioso, fosse necessario visto che a quanto pare la WWE ormai non si sforza più nel costruire le proprie storyline principali nemmeno quando ce le ha servite su un piatto d'argento.

Ci sono state molte discussioni riguardo alla scelta di Kane come avversario di Daniel Bryan per il WWE World Heavyweight Championship in quel di Extreme Rules. Tutti noi sappiamo questa scelta è stata fatta in funzione di un'altra, ovvero quella di ricomporre l'Evolution affinché questa potesse affrontare lo Shield. Onestamente io appoggio la scelta della WWE per due motivi: il primo è che ci sono diverse ragioni per cui valesse la pena ricomporre la fazione che ha dominato Raw tra il 2003 e il 2005 e di contrapporla allo Shield; il secondo è che Daniel Bryan vs Kane avrebbe potuto essere una grande faida… se solo la WWE avesse voluto. Ogni volta che Kane viene lanciato nel main event si sentono gli stessi discorsi: “ormai è bollito”, “non ha più niente da dare”, “non è credibile” (la famosa credibilità nel wrestling), ecc. ecc. Glen Jacobs ha 47 anni. La gimmick di Kane ne ha 17. Posso capire che per qualcuno entrambi abbiano fatto il loro tempo, ma la verità è che quando questi sono appoggiati da una storyline decente e non lasciati a se stessi come se fosse compito loro funzionare da soli (discorso piuttosto banale applicabile a quasi tutto nel wrestling, ad essere franchi) il character e il suo performer possono ancora dire la loro sul ring. Soprattutto se appaiati al magnifico wrestler che è Daniel Bryan.

Il problema, tanto per cambiare, è la storyline, che lascia molti dubbi sulla sua costruzione e che non sembra all'altezza del main event di un PPV. E la WWE è doppiamente colpevole perché, come abbiamo avuto modo di vedere, Daniel Bryan e Kane non sono affatto due sconosciuti. Anzi, la storyline con Kane è stata il motore che ha dato il via al più grande fenomeno che ha colpito la WWE nel corso degli ultimi anni! Era davvero così difficile richiamare ai trascorsi tra i due? Era davvero così complicato riallacciarsi alla storyline del weak link e ripartire da lì nel legittimare Kane come sfidante appropriato per Daniel Bryan a Extreme Rules? Avrebbero potuto inventarsi qualsiasi cosa, considerando che il Team Hell No è stato insieme per otto mesi e che ha attraversato innumerevoli momenti cruciali. Volevano inserirci la storyline relativa alla maschera, evidenziando le differenze tra Corporate Kane e il Big Red Monster e allo stesso tempo sottolineando come Kane sia comunque una creatura dell'Authority? Avrebbero potuto farlo, ma come un di più, non come il fulcro intorno al quale ruota il tutto. In questo modo avrebbero potuto persino aggiustare i vari buchi logici e narrativi che hanno riguardato il personaggio di Kane nella faida con la Wyatt Family e poi nel successivo reclutamento all'interno dell'Authority. E invece no, evidentemente i writer della WWE soffrono di amnesia (o sono convinti che siamo noi a soffrirne) e quindi non ritengono di dover rivangare un passato lontano… lontano otto mesi.

Questa è la più grande pecca della storyline attuale per un motivo fondamentale: perché non costruisce Daniel Bryan. Il discorso non tocca minimamente Kane, che nel corso degli anni è stato proposto in tutte le salse senza mai risultare eccessivamente fuori posto o deleterio per una storyline, anzi risultando spesse volte decisivo per la sua riuscita. Il problema è che una volta terminata questa storyline Kane passerà a fare altro, senza che il suo status rimanga intaccato minimamente dalla sconfitta pressoché certa contro Bryan, mentre la vittoria del leader dello Yes Movement non significherà nulla, se non un mero +1 che serve a ben poco e che sa tanto di passatempo per il WWE World Champion in attesa di avversari migliori. Ponendo Kane e la sfida da lui rappresentata sotto una luce diversa, invece, questo passaggio avrebbe potuto essere un ulteriore tassello nell'evoluzione di Daniel Bryan che prosegue da un anno a questa parte. Il match sarebbe stato meno scontato? Probabilmente no, ma avrebbero erto a vero protagonista Daniel Bryan e non l'ennesimo passaggio di maschera del Devil's Favourite Demon.

La WWE deve rendersi conto al più presto di una cosa fondamentale: il personaggio di Bryan è fondamentalmente quello dell'underdog, quindi ora che ha il titolo non può più essere proposto alla stessa maniera. Un Bryan lanciato per il titolo del mondo ha fomentato i fan di tutto il mondo per un tempo immemore (anche in questo caso otto mesi) ed è riuscito a fare in modo che la sua eterna corsa non fosse un qualcosa di già visto, nonostante i numerosi buchi logici e narrativi che (anche qui) hanno afflitto la narrazione. Tuttavia, un Bryan underdog che subisce passivamente l'Authority come è successo questo mese (anche per cause di forza maggiore come la sua luna di miele e la morte di suo padre, questo bisogna dirlo) non può funzionare in eterno. Semplicemente, è sparito il motore che spingeva Bryan e che riequilibrava le parti in causa: Daniel Bryan ha già il titolo e quindi la sua semplice voglia di arrivare al top non basta più. Una delle più grandi inesattezze da dire su un character con il ruolo dell'underdog è che questo può andare alla grande solo finché non tocca il titolo; una volta campione non funziona più. Questa non è e non può essere una regola. Bryan deve essere proposto al centro delle storyline e continuare a funzionare da un punto di vista diverso rispetto a quanto fatto finora; ciò non vuol dire cambiargli personaggio, ma semplicemente non farlo essere più la vittima degli eventi che lotta contro tutto e tutti ma anche farlo apparire come il campione meritevole che si è dimostrato e che indubbiamente è. Cosa che non è stata fatta in questo mese di storyline con Kane.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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