Cero Miedo (Lucha Planet) #6

Amici ed amiche di Tuttowrestling.com, un caro saluto e un bentornato da parte del vostro Dario “TW 4 Life” Rondanini, che vi presenta una nuova e rielaborata edizione del “Cero Miedo”, a quattro mani con il collega Mattia Borsani. In questo nuovo Cero Miedo, ci occuperemo di analizzare gli elementi chiave di ciascuna puntata, cercando di fornire un quadro completo di tutte le sfaccettature più interessanti e di tutti i match di cartello di questa seconda stagione di Lucha Underground, prodotto che, senza ombra di dubbio, sta continuando la sua opera di rivoluzione del concetto di show di wrestling.

E' infatti un concetto altamente innovativo e inusuale quello di concepire uno show di wrestling come se fosse una vera e propria serie tv. Questo confezionamento per un preciso tipo di prodotto com'è uno show settimanale di wrestling non ha sempre riscontrato pareri positivi, però. Tempo fa, infatti, Jim Cornette definì Lucha Underground come un prodotto che delegittimava il wrestling in quanto tale, poiché esso perdeva di importanza, soppiantato dalla componente cinematografica che caratterizza il programma. Chiaramente, il signor Cornette ha tutto il diritto di esprimere un'opinione, ma il parere di chi scrive si discosta di molto da quello sopracitato. A parer mio, infatti, la componente cinematografica arricchisce il prodotto, fornendogli quei colori, quelle sfumature, quelle nuances che contribuiscono a rendere il lottato ancora più appassionante, poiché a quasi ogni incontro verrà successivamente accompagnato un segmento nel backstage, o nell'ufficio di Cueto (personaggio di cui più avanti discuteremo), che darà una motivazione a quanto accaduto sul ring, o creerà hype per il successivo confronto tra due atleti, o ancora per la continuazione di una particolare storyline.
Parlando di storyline, la puntata dell'11 maggio ci ha fornito alcuni spunti di cui discutere, tutti portati avanti in maniera a mio avviso ottima e con il giusto peso. Prima di parlare degli argomenti di cui sopra, però, è d'obbligo un piccolo cappello sulla situazione dei Trios Titles. Purtroppo il team di Ivelisse, Son of Havoc e Angelico è stato spodestato, complici due fattori: l'infortunio di Angelico, che quindi ha inevitabilmente danneggiato il team, e la presenza nel match titolato di un team stellare come quello di Prince Puma, Dragon Azteca,il rampollo dell'omonimo clan, e la leggenda Rey Mysterio, il quale non ha bisogno di presentazioni. Nella puntata presa in esame, c'è stato il giusto rematch tra i due team, ma gli ex campioni, ancora privi del sudafricano Angelico, sono stati affiancati a Johnny Mundo dal patron Cueto. Incomprensioni intestine nel team, oltre che la (fastidiosissima, per le orecchie, piacevolissima per gli occhi) presenza di Taya al fianco dell'ex WWE, hanno portato alla sconfitta di Ivelisse e company prima e al catfight tra le due donne poi. Mentre da una parte i nuovi campioni si circondano sempre più di un'aura di autentica imbattibilità, alimentata dalle grandi prestazioni in ring e dalla coesione in quanto team, dall'altra parte abbiamo visto l'efficace allontanamento degli ex campioni dalla scena titolata, molto probabilmente fino al rientro di Angelico, e il nascere di una nuova rivalità, tra la coppia Mundo/ Taya e Ivelisse/Son of Havoc.
Un elemento fondamentale in questa situazione è rappresentato, a mio modo di vedere, dalla grandissima qualità di Lucha Underground nel costruire i suoi personaggi. Ovviamente, il fatto che ci sia una considerevole componente cinematografica agevola il tutto, poiché i wrestler sono chiamati a recitare un ruolo preciso e se vogliamo, forse ancora più marcato che in un “normale” show settimanale. Una costruzione più che ottima hanno avuto gli ex campioni, con Ivelisse e Son of Havoc che da fidanzati diventano “semplici” compagni di lotta e nonostante le loro divergenze, insieme ad Angelico riescono ad ottenere la chance di vincere i Trios Titles da team “underdog”, se così vogliamo definirlo. Mentre la stessa cosa si può dire per Mundo, un po' meno la si può dire per Taya. La ragazza, infatti, non ha un personaggio molto ben definito, quantomeno rispetto agli altri, e di lei si sa solo ciò che si vede sul ring, ossia che accompagna Mundo in tutti gli aspetti della sua vita (anche qui, ovviamente, solo in storyline, in quanto con tutta probabilità Taya svolge esattamente il ruolo che avrebbe dovuto spettare a Melina Perez, compagna nella vita di Johnny Mundo e che si è vista a Ultima Lucha, capitolo finale della scorsa stagione). Sicuramente, comunque, il ruolo di Taya e il suo background verranno approfonditi in seguito, in quanto una delle peculiarità dello show è proprio quello di far ridestare l'interesse per un dato personaggio con un segmento molto ben girato e ancor meglio recitato. Trattamento simile è stato infatti riservato, ad esempio, a Famous B, jobber della prima stagione e adesso ripresentato al pubblico sotto forma di manager di successo (particolarmente esilarante il suo rapporto con Mascarita Sagrada). Nella certezza che un percorso simile venga intrapreso anche con Taya, ora ci soffermeremo sui due punti d'interesse maggiori che questa puntata ci ha presentato, e che girano, guarda caso, tutti intorno ad una sola persona: Dario Cueto.

Personaggio visto e rivisto, quello del promoter subdolo, ma inglobato nel contesto di Lucha Underground, la figura di Cueto acquisisce rinnovato e sempiterno interesse, anche grazie alle storie in cui è coinvolto, fin dal finale della scorsa stagione. Senza dimenticare la rivalità tra la famiglia Cueto e il clan del Dragon Azteca, che acquisirà sicuramente ancora più spessore più avanti, dopo il confronto tra Dragon Azteca e Black Lotus (ora apparentemente al servizio di Cueto, ma in realtà doppiogiochista ed alleata di Dragon dopo che i suoi genitori sono stati uccisi da Matanza, altro personaggio di cui a breve parleremo), di qualche settimana fa, quelli che al momento sono i due principali archi narrativi dello show girano tutti intorno al sopracitato promoter.
Il primo è senza dubbio lo scontro tra Mil Muertes e Matanza, campione di Lucha Underground e fratello di Cueto. I due mostri si sono affrontati in Graver Consequences, una forma più caratterizzata del ben noto Casket match di “Takeriana” memoria. Nella cornice rappresentata dal caldo pubblico, le quattro bare a circondare il ring, le corone di fiori e i figuranti truccati a completare il tutto, Mil e Matanza hanno dato vita ad un match che finda subito è diventato violento, atto solo a dimostrare chi dei due rappresenta l'entità più forte e imponente di LU, e chi si può chiamare veramente “campione”. Un match per il titolo, comunque, che oltre alla violenza esplicita, la stipulazione e l'abilità sul ring dei due contendenti, acquisisce uno spessore mille volte maggiore grazie al confronto tra i due accompagnatori: Catrina da una parte e, appunto, Dario Cueto dall'altra. Dario, fin dall'inizio del dominio del fratello iniziato ad Aztec Warfare, e forse ancor prima, quando ai tempi della stagione uno, gli fece “mangiare” Bael per averlo deluso, è sembrato sempre convinto che Matanza potesse essere l'entità più potente nel suo “tempio”, ma inevitabilmente il riaffermarsi di Mil Muertes una volta risolto per sempre il suo problema con Fénix, ha minato la sua certezza, anche se pubblicamente Cueto è stato ben lungi dal dimostrarlo. Il confronto tra Mil e Matanza, quindi, abbraccia anche il tema della famiglia, nella misura in cui Cueto fa di tutto per manifestare al mondo la netta superiorità del “suo” mostro e sfoggia con piacere il proprio orgoglio nei confronti del fratello. Catrina, invece, ha rivelato di essere una “prigioniera dell'oscurità” da ben 197 anni (da qui deriverebbero i suoi poteri soprannaturali), che ha salvato Mil (o Pascual Mendoza, come lei lo chiama, a voler sottolineare il suo lato umano), dal terremoto in cui lui era una vittima sfortunata e lo ha portato fino ai livelli quasi di semidio che conosciamo. Da questo terremoto, Catrina ha sottratto una piccola pietra, che in questo match più che ogni altro ha svolto perfettamente il suo compito di fonte del potere di Mil. Al pari di questa iconica pietra, sul fronte Cuetro troviamo la chiave, portata stoicamente al collo da Dario, e che “sblocca un potere inimmaginabile” secondo le parole dello stesso Cueto la settimana precedente nel suo confronto con Catrina. Il riferimento alla gabbia in cui è chiuso Matanza è più che ovvio, e come il match ci ha dato modo di vedere, alla fine lo scontro tra i due oggetti miracolosi è stato vinto dalla chiave, che ha sopraffatto la sua controparte rocciosa, così come Matanza ha sopraffatto Mil Muertes, sancendo, forse definitivamente chi dei due sia l'entità più potente del “tempio”. Staremo a vedere come proseguirà il rapporto tra Mil e Catrina dopo questa sconfitta (seconda in altrettanti Grave Consequences per lui, dopo quella maturata nella scorsa stagione contro Fénix), e quale ruolo esattamente occuperà King Cuerno all'interno del triangolo. Il cacciatore infatti, è stato inquadrato al termine del match, mentre si liberava del cappuccio che lo confondeva tra i druidi a bordo ring. Non bisogna dimenticare, a tal proposito, il rapporto tra Catrina e Cuerno, il quale avrebbe infatti un qualche tipo di accordo con lo stesso Muertes e che sicuramente si inseirà in modo prepotente nella vicenda.

Il secondo nodo narrativo, invece, ha poco a che vedere con il lottato, in quanto poggia le sue basi sul cinematografico. Non sarà sfuggito sicuramente il segmento di Cortez Castro di qualche puntata fa, quando si è scoperto che Castro stesso lavora come agente sotto copertura nel “tempio” di Cuetro, poiché la polizia sta effettuando delle indagini sul suo conto. A Castro è stato affiancato l'eccentrico Joey Ryan, che dovrà indagare al suo fianco mentre lottano da avversari nel tempio. La rincorsa dei Trios Titles è andata male, ma nella puntata in questione, Ryan ha vinto l'ultimo dei sette medaglioni, schienando proprio Castro. Ciò, probabilmente, porterà dissapori tra i due colleghi poliziotti, e chissà, magari favorirà Cueto nella sua lotta contro gli agenti, di cui in puntata è stato informato dal signor Delgado. Apparentemente un assessore, Delgado si è infatti confrontato la settima precedente con il poliziotto che ha assegnato Castro e Ryan alle indagini su Cueto, asserendo di lavorare per qualcuno “molto più importante” del Sindaco. In apertura di puntata abbiamo scoperto, dunque, che Delgado e Cueto sono in combutta, e lo stesso Delgado ha fatto traballare la basi del “tempio” stesso, dicendo al promoter che il suo capo è l'entità più potente dello stesso, e non Matanza, come crede lui. A fine puntata, abbiamo visto un sigaro accendersi negli ultimi secondi. Chi si cela dietro a questo? Chi può rappresentare una minaccia allo strapotere, finora incontrastato, di Matanza Cueto? Il sigaro, nell'universo di Lucha Undergound, rimanda alla figura di Big Ryck, l'ex Ezekiel Jackson della WWE, ma ovviamente le speculazioni sull'identità dell'uomo misterioso possono continuare ancora, e sicuramente lo faranno, a meno di indizi più concreti nella puntata successiva.

Purtroppo toccherà ancora a me occuparmi della puntata del 18 maggio, poiché il buon Mattia ha dovuto arrendersi ad un problema di salute, quindi passiamo immediatamente all'analisi dei punti focali che questa nuova puntata ci ha fornito.
Abbiamo visto i personaggi coinvolti nella cerimonia dell'inserimento del medaglione nel Gift of the Gods Championship. Tra essi, spiccano in particolare tre persone: Sexy Star, Cage e Chavo Guerrero. Per quanto riguarda la donna, non possiamo certamente non citare il “no màs” match combattuto contro Mariposa. Un match che ha avuto tutto ciò che una contesa dovrebbe avere, e anche di più: psicologia, lottato e quella violenza che a mio modo di vedere ha contribuito ad abbattere in misura ancora maggiore la barriera tra i sessi, dimostrando che i match violenti e senza regole possono beneficiare anche alle donne. Una Sexy Star come non la si era mai vista ha spinto sull'acceleratore e ha conquistato una vittoria meritatissima in un match altamente spettacolare, e a cui va un eloquente “chapeau” alle due lottatrici. Nell'attesa di vedere cosa tutto ciò rappresenterà per Mariposa, Sexy Star ha preso giustamente parte al main event della puntata, che ha visto coinvolti, anche se in modi piuttosto differenti, anche i sopracitati personaggi di Cage e Chavo Guerrero. In sé il seven way match che ha chiuso la puntata è stato godibile, ma il lottato non ha mai presentato un problema in Lucha Underground, per cui non è una novità. Ciò che ha reso importante il match finale, però, oltre all'importanza del premio in palio, che funge esattamente come il Money in the Bank della WWE, è stato il segmento di chiusura dell'incontro stesso, che ha visto un Cage (privato del suo medaglione nelle settimane precedenti da Chavo Guerrero, che lo ha poi inserito nella cintura, diventando effettivamente il settimo partecipante all'incontro a discapito proprio di Cage) irrompere sulla scena ed attaccare selvaggiamente tutti gli avversari, indiscriminatamente, per poi aiutare un esanime Chavito a vincere il match e il titolo. Il motivo di tale gesto ci viene presto spiegato: Cage ha aiutato Chavo solo per sfidarlo per tale titolo la settimana seguente. Tale segmento, come detto, rappresenta la vera chicca della puntata, poiché nella sua semplicità contribuisce ad elevare ulteriormente la figura di Cage, in grande spolvero in questa seconda stagione, e al tempo stesso ci rende consapevoli del fatto che Chavo Guerrero sia ancora vivo, e che soprattutto, scherzi a parte, il nome Guerrero significa ancora qualcosa e il motto “lie, cheat and steal” viene inoltre rispolverato al massimo del suo potenziale. Settimana prossima si vedrà chi dei due potrà dirsi definitivamente Gift of the Gods Champion e quindi rappresentare una futura minaccia al regno finora incontrastato di Matanza Cueto.
Procedendo a ritroso nella puntata, vediamo come l'elemento già citato della costruzione dei personaggi sia trattato alla massima potenza. Ricordate quanto detto più sopra a proposito di Famous B? Trasponete ora quanto detto su Killshot. Personaggio di secondo piano nel corso della prima stagione, e ora portato di nuovo in alto agli occhi del pubblico con questa serie di segmenti a lui dedicati. Si è compreso che Killshot è un ex soldato dalla mira infallibile, e come tutti i soldati, porta la tipica piastrina di metallo al collo, alla quale è attaccatissimo. Gli si contrappone un altro degli ottimi atleti di LU, ovvero Marty “The Moth” Martinez, che oltre a delle più che buone capacità attoriali, quanto mai fondamentali nel microcosmo della compagnia, è anche un più che discreto wrestler, che ci regalerà sicuramente segmenti ed incontri notevoli contro l'ex soldato. Faida che ha tutta l'aria di volersi sviluppare poggiandosi sugli elementi dell'orgoglio e dell'onore per Killshot, mentre Martinez continuerà a farsi forte del suo essere “defiant” e faccia da schiaffi, caratteristiche anche in questo caso trite e ritrite, ma che comunque contribuiscono a far emergere tutto il potenziale che il “creepy bastard” possiede, grazie al contesto e al modo in cui vengono sfruttate.
Tornando poi a Famous B, continua il suo affiancamento a Mascarita Sagrada, che purtroppo non riesce a beneficiare del suo “manager” , continuando a perdere. Il ruolo è interpretato magistralmente dall'ex jobber, e Mascarita fa il suo dovere, in quello che è senza dubbio un accostamento curioso ed interessante, che certamente porterà a qualcosa per il piccolo lottatore, e magari anche per Famous B, che potremmo anche vedere in stagioni future, in questo o altri ruoli che sicuramente non deluderanno. La strana coppia in questa puntata ha preso parte ad un fatal 4 way, in cui gli altri due contendenti sono stati la misteriosa Kobra Moon, della quale sappiamo ancora poco, e Daga, arrivato poche settimane fa sugli schermi, che ha perso il suo match contro Texano con in palio uno dei medaglioni. Il discorso più volte intavolato sulla costruzione ha coinvolto anche questi due, che certamente verrano più dettagliatamente presentati nelle settimane a venire, e che ci hanno fatto vedere qualcosa di misterioso e insolito. Kobra Moon ha atterrato Mascarita per poi concedere la vittoria a Daga, il quale ha colto l'occasione, confuso. Ciò porterà come detto ad una maggiore costruzione dei due personaggi ed all'apertura di nuovi, e senza dubbio interessanti, scenari.
In ultimo, ma certamente non meno importante, il ritorno nella vignetta finale, del redivivo Pentagòn Jr., che in un segmento crudo e visivamente d'impatto, si prepara ad un rientro col botto. Dopo le ferite riportate nel match contro Matanza, che lo hanno costretto a muoversi sulla sedia a rotelle, Pentagòn è infatti stato appeso a delle catene e ripetutamente percosso dal suo maestro, Vampiro, che gli insegna nel modo più duro possibile come diventare insensibile al dolore. L'ultima immagine giustifica in pieno il motto del lottatore, e il nome di questa rubrica: Vampiro colpisce il suo allievo con una 2×4 coperta di filo spinato. Cero Miedo al cento percento, quindi, con il luchador che si candida a minaccia principale per Matanza Cueto.

Tantissima carne al fuoco, come sempre, a Lucha Underground, e noi ci rileggiamo tra due settimane con altri nuovi spunti da trattare insieme, sempre sulle pagine di Tuttowrestling. Un caro saluto a tutti, anche a nome del buon Mattia Borsani, e Cero Miedo!

Dario Rondanini
Grandissimo appassionato di wrestling che segue dal 2003, grazie a Tuttowrestling ha avuto la possibilità di vedere dal vivo diversi show WWE e non. Si occupa dei report di Impact Wrestling, ma dà una mano un po' ovunque, anche con editoriali, podcast e news.
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