BET ON HIM #97 – BET ON… RETRIBUTION

Ciao a tutti amici e soprattutto amiche di Tuttowrestling.com e benvenuti ad un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata al futuro del business. Siamo nel mezzo di un periodo di costruzioni per tutte le federazioni. La NJPW lo sta facendo alla grande con il G1 Climax che sta sfornando, come al suo solito, grandi match su base giornaliera. La AEW festeggia il suo primo anno con un Dynamite speciale, nel momento in cui vi scrivo. La WWE costruisce il ppc Hell In A Cell senza troppa passione come sempre, piazzandoci nel mezzo un bel Draft che sottolinea ancora una volta come la priorità di Vince McMahon e soci, in questo momento, è quella di favorire Smackdown ed il ricco contratto offerto da Fox. A farne le spese è un Raw in affanno di idee e, soprattutto, con un roster tutto sommato sperimentale. Parte di questo esperimento prende il nome di Retribution. Una stable nata in sordina, senza che la WWE avesse ben chiara l’idea di come impostare il gruppo. Oggi la situazione sembra più chiara e si può fare maggiormente il punto della situazione e provare a scommettere sul gruppo.

Cosa abbiamo visto finora

A primo impatto sembrava che la WWE con Retribution avesse le idee poco chiare. Chi fossero i membri del gruppo e quale il loro scopo. Sui membri abbiamo avuto chiarezza con un roster composto da (certamente) almeno 5 persone. Dimentichiamoci per un istante i nomi da videogiochi o film di serie b affidati ai vari personaggi, questo gruppo è composto da nomi tutto sommato di ottimo livello. Dominik Dijakovic (TBar) è un wrestler davvero ottimo sul quadrato, in grado di tirar fuori match di altissimo profilo specie contro avversario dal grande tasso tecnico. Shane Thorne è un buon wrestler, gran parte della sua carriera è stata in coppia sia nelle indy australiane che anche nella sua prima parte di stint ad NXT. Pecca un filo di carisma ma il personaggio di Slapjack può aiutarlo paradossalmente.Sotto la maschera di Mace si cela l’ex commentatore Dio Maddin. Abbiamo visto pochissimo a livello di lottato da parte sua quindi sappiamo pochissimo. Ha un buon carisma e può essere un ottimo powerhouse. L’unica donna più o meno confermata è Mia Yim, Reckoning, anche lei wrestler di grande esperienza. Non un fenomeno ma con l’avversaria giusta può tirare fuori grandi match.

A guidare il gruppo c’è Mustafa Ali. Sono contento che questo ragazzo abbia finalmente la possibilità di emergere. Ricordiamo come Ali fosse l’uomo predestinato al main event della WWE ma poi un infortunio ne ha bloccato l’ascesa con l’avvento di Kofimania come conseguenza. Il ritorno dall’infortunio non è stato fortunato ed Ali ha vissuto da controfigura fino a qualche settimana fa. Prima l’ipotetico ruolo dell’hacker, ora leader di Retribution. Il ragazzo ha certamente il talento ed il carisma per interpretare il personaggio ed il fatto che la WWE gli abbia affidato questo ruolo è certamente importante, significa che siamo di fronte, una volta ogni tanto, ad una WWE che vede lo stesso talento che vediamo anche noi fan. Non il classico Lars Sullivan di turno. Ripeto, sono contento per Ali. Certamente una ventata di aria fresca ai piani alti. La WWE sta investendo tempo ed energie per lanciare, in maniera più o meno discutibile, la stable dunque il buon Mustafa, almeno in principio, avrà modo di poter emergere. Specie in un roster, come detto, piuttosto sperimentale come quello di Monday Night Raw ed uno show che non sembra badare moltissimo al calo di ascolti avuto in questi ultimi mesi.

Bet on them?

Difficile dire se si può puntare o meno su Retribution e sul loro futuro. Ad una prima occhiata si direbbe di sì. La WWE, come detto sopra, sta proponendo il gruppo in maniera molto solida anche se le prime settimane e le prime apparizioni avevano lasciato parecchio a desiderare e lo stesso reveal, con i nomi buffi e le maschere da videogioco, ha lasciato perplessi in molti. Tuttavia almeno nel breve periodo credo che Retribution avrà parecchio spazio ed offensiva nel roster di Raw. Li dovremmo vedere più o meno in pianta stabile creare scompiglio fino all’inevitabile scontro con il roster di Raw in quel di Survivor Series. Abbiamo ancora negli occhi il trattamento riservato al Nexus al suo debutto e la debacle di Summerslam che, di fatto, ne annullò la credibilità di lì in vanti. Sono passati molti anni ed il rischio che l’errore si ripeta è ancora dietro l’angolo. Survivor Series sarà un crocevia importante per capire cosa la WWE voglia fare con questa stable. Certo, considerato il trattamento finora ricevuto dai vari wrestler saliti da NXT al main roster, non fa presagire cose buone. Nemmeno quando si tratta di fenomeni e gente che ha tutto come Keith Lee e Matt Riddle, figuriamoci gente che ad NXT era nel mid card se non meno. Diamo però il beneficio del dubbio ancora una volta e vediamo cosa succede. Se poi ci si mette di mezzo anche il covid a rallentare l’azione del gruppo.

Peccato per la, non confermata ma molto probabile, non conferma di Mercedes Martinez nel gruppo. Un’atleta che al fianco di Mia Yim avrebbe potuto rafforzare la debolissima categoria tag team per quel che riguarda il roster femminile. Un tag con il talento e l’esperienza di Martinez e Yim avrebbe potuto fare cose egregie ed elevare e migliorare alcuni team presenti nel roster che necessita lavorare con gente di esperienza come loro. Ma tant’è… speriamo che Martinez abbia la sua chance più avanti anche per premiare la carriera di una lottatrice arrivata a grandi livelli forse troppo tardi. Sappiamo però quanto alla WWE interessi, poco, pochissimo, la categoria femminile tag quindi deve sorprendere relativamente la scelta. Insomma, possiamo scommettere nel breve periodo, al momento sul lungo periodo scommettere sul gruppo è un azzardo quanto meno. Le prossime settimane saranno indicative.

Ricordo di Ryan Smile

Volevo chiudere questo numero con un accenno ad un argomento fuori dal discorso legato a Retribution ed alla WWE. Poche ore fa si è diffusa la tragica notizia della morte del wrestler indy UK Ryan Smile. Smile non ha vinto la lotta contro la depressione è ci ha lasciato giovanissimo. Era sparito dalla scena indy a seguito di alcuni problemi legati al mancato pagamento a creditori nell’ambito del progetto Lucha Forever. La lontananza dal wrestling ed i vari problemi legati ai debiti lo avevano portato alla depressione. Oggi scompare confermando ancora una volta come la depressione sia una malattia contro la quale c’è poco da scherzare. Nel mondo del wrestling è fin troppo diffusa. Alcuni ce la fanno a reagire (la maggior parte per fortuna) altri no come nel caso di Smile. Non era il mio wrestler preferito, un solito worker ma niente di clamoroso, ma una fina così è davvero triste e scioccante. Tutti dovremmo essere consapevoli degli effetti della depressione nelle persone, aiutare chi ne è affetto ad uscire. Alcune volte basta non essere lasciati soli per uscirne. Ciao Ryan.

Adriano Paduano
Appassionato di wrestling dagli inizi del 2000, negli ultimi anni ho vissuto a Londra dove ho coltivato la passione per il wrestling indipendente e la scena UK. Collaboro con Tuttowrestling da oltre dieci anni dove ho ricoperto il ruolo di Raw Reporter (occasionalmente anche ppv), redattore del WWE Planet ed attualmente scrivo il bi-settimanale Bet On Him con qualche comparsata nei vari podcast del sito.
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