BET ON HIM #153 – REACH FOR THE SKY, BOY!

Ciao a tutti amici e sopratutto amiche di tuttowrestling.com e benvenuti ad un nuovo numero del Bet On Him. Normalmente in questa sede parliamo di NXT e di quanto successo in questa settimana nello show di sviluppo della WWE. Questa settimana, però, è un po’ diversa. Nel momento in cui scrivo sono passate meno di ventiquattro ore da una notizia che, purtroppo, ci lascia nuovamente tristi e da fan di questo fantastico mondo chiamato wrestling. Un altro protagonista del business ci ha lasciato nelle ultime ore. Ovviamente parlo di Jay Briscoe, scomparso la scorsa notte, a seguito di un incidente stradale.

Aveva 38 anni. Oltre a Briscoe è morta anche la donna che conduceva l’altro veicolo (e che, a quanto pare, ha provocato l’incidente). Briscoe era in macchina con le sue due figlie, una delle quali pare in gravissime condizioni. Una storia triste, come tante che succedono ogni giorno, che questa volta ci porta via un altro pezzo di storia del wrestling.

UN PEZZO DI STORIA DEL WRESTLING

No, non è un buon inizio dell’anno per noi. E pensare che, proprio Jay Briscoe, era stato tra i protagonisti di alcuni dei migliori momenti dello scorso anno. Parlo ovviamente dalla fantastica trilogia contro gli FTR per i titolo ROH. Dei titoli di cui sono stati tra i maggiori rappresentanti, se non i rappresentanti. I Briscoes sono stati, per quasi vent’anni, sinonimo non solo della categoria tag, ma una dei tag team più importanti ed influenti della storia del business oserei dire.

Il loro palmares è davvero prestigioso, per quanto non abbiano mai avuto l’occasione di esprimere tutto il loro talento in un grande palcoscenico come la WWE o, in anni più recenti, la AEW. Certo, sono stati campioni IWGP per la NJPW però, certamente, il sapore non è lo stesso. Forse, a loro, è sempre andata bene così. Non fosse stata per questa scelta, probabilmente i Briscoes non sarebbero diventati quelli che sono diventati.

VENT’ANNI DI… ONORE

Vent’anni in giro per il mondo, vent’anni associati principalmente alla Ring Of Honor ed alla scena indy. Ho avuto l’onore ed il piacere di vedere Jay Briscoe e suo fratello Mark dal vivo in un paio di show ROH ed anche in un paio di show della Fight Club Pro nel Regno Unito. Non ho avuto la fortuna di poter partecipare ad un meet and greet con loro. Mi sono sempre sembrati entrambi dei tipi abbastanza simpatici e sicuramente divertenti da vedere dal vivo. Anche se, confesso, Mark non è proprio tra i miei wrestler preferiti, pur riconoscendone il carisma.

Tra i due Jay è stato certamente quello con maggiore talento e con maggiore carisma tra i due fratelli. Non è un caso se, quando ci sono stati i periodi di divisione tra i due (un classico nel mondo del wrestling), colui che ha ottenuto più successi e gloria è stato proprio Jay. Briscoe è diventato, negli anni, un vero beniamino dei fan della ROH sia quando interpretava il face che l’heel. D’altronde sul ring, Jay era un wrestler davvero di ottimo livello, capace di regalare match straordinari, anche grazie ad un’ottima capacità di storytelling. Arrivando anche ad essere l’uomo di punta e campione della promotion per ben due volte tra il 2013 ed il 2015. Il secondo regno è, di fatto, tra i più lunghi nella storia della compagnia oggi posseduta da Tony Khan.

TRISTEZZA SENZA COLORI

Insomma, la perdita di Jay Briscoe lascia un vuoto enorme per il mondo del wrestling. Un vuoto sottolineato anche dalla marea di messaggi di cordoglio da parte di tutto il business a prescindere dai “colori” e dalla federazione di appartenenza. Dagli alti ranghi della WWE (capeggiati da Triple H e Shawn Michaels, che penso forse avrebbero fatto carte false per averli nei tempi d’oro di NXT), ai tanti wrestler indies con il quale ha incrociato il loro cammino nella sua ventennale carriera.

Insomma, Jay Briscoe è l’esempio di come non sia necessario lottare per una grande promotion per essere amato e per entrare nella leggenda dello sport come, a mio avviso, Jay ha fatto già prima di lasciarci così prematuramente. I match contro gli FTR erano la dimostrazione che Jay aveva ancora moltissimo da dimostrare ed offrire al mondo del wrestling, a dispetto dei vent’anni di carriera.

UN ALTRO ALTRO DOLOROSO ADDIO

A noi non resta che la tristezza per questa perdita e questa notizia. Come sempre accade in questi casi, pur non conoscendo la persona, noi appassionati guardiamo talmente tanto gli show che tutti i wrestler diventano, a loro modo, degli amici e dei conoscenti che ci fanno compagnia nel tempo libero. Quando sono wrestler particolarmente bravi in quello che fanno, la connessione diventa, se possibile, ancora più grande di quella che è normalmente per qualsiasi altro wrestler. Era successo già con Brodie Lee e con Eddie Guerrero prima di lui (per citare quelli per me più impattanti). Jay Briscoe si unisce alla lista. Anche per la dinamica di quanto è successo e per la tragicità dell’evento che coinvolge, tra l’altro, delle bimbe di 9 e 12 anni.

Lo spettacolo come sempre andrà avanti. Come è giusto che sia. Le prossime settimane, i prossimi show delle varie compagnie saranno certamente strazianti. Specie per quel che riguarda la ROH, del quale, non dimentichiamo, Jay era attuale campione di coppia insieme al fratello Mark. Ho come l’impressione che e ne verseranno parecchie di lacrime, specie per quei wrestler che con Jay hanno condiviso le gioie ed i dolori della vita on the road del wrestler indy.

DOLORE E SPERANZA

Se noi da fan proviamo un dolore infinito, non immagino nemmeno lontanamente cosa possano provare i colleghi di una vita. Senza parlare, ovviamente, del fratello Mark e della moglie costretta a piangere la morte del marito ed allo stesso tempo mostrare speranza per le sorti della piccola Gracie, la più grave delle due figlie coinvolte nell’incidente. Dolore e speranza sono due sentimenti di difficile convivenza, ma necessaria in casi come questi.

Mi piacerebbe davvero ripercorrere la carriera per intero di Jay Briscoe, ma credo che la maniera per ricordare al meglio Jay è andare a cercare i suoi migliori match (avete pressoché l’imbarazzo della scelta andando a spulciare internet ed il repertorio ROH o NJPW). Ammirare la sua capacità in ring e le emozioni che ha offerto sono la maniera migliore per onorare la sua memoria. Per il resto, sono sicuro che i prossimi show di wrestling delle varie federazioni saranno stracolme di manifestazioni d’amore per questo wrestler che, come detto, lascia un grande vuoto nei fan e nei suoi colleghi.

Sarebbe bello, per esempio, vedere la WWE e Tony Khan accordarsi in qualche maniera ed avere Mark come partecipante alla Royal Rumble. Incredibile come, anche in questi casi, noi fan di wrestling facciamo il “fantawrestling”. La magia del wrestling del quale Jay Briscoe era un rappresentante sopraffino.

Ci mancherai Jay. Reach for the sky, boy.

Adriano Paduano
Adriano Paduano
Appassionato di wrestling dagli inizi del 2000, negli ultimi anni ho vissuto a Londra dove ho coltivato la passione per il wrestling indipendente e la scena UK. Collaboro con Tuttowrestling da oltre dieci anni dove ho ricoperto il ruolo di Raw Reporter (occasionalmente anche ppv), redattore del WWE Planet ed attualmente scrivo il bi-settimanale Bet On Him con qualche comparsata nei vari podcast del sito.
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