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NATURAL SELECTION #15  

by Fabio Cesarano
 


Bentornati ad un nuovo appuntamento mensile con Natural Selection, l’editoriale di tuttowrestling che analizza le vicende della divisione femminile di casa Stamford e non solo.





Lo scorso weekend ha visto lo svolgimento di Survivor Series, uno degli appuntamenti più importanti del calendario WWE. Ancora una volta il PPV è stato quasi del tutto incentrato sulla rivalità fra i brand tramite l’organizzazione di numerosi match che hanno visto contrapposti atleti appartenenti ai diversi show della federazione. Tuttavia alla classica dicotomia Raw-Smackdown l’edizione delle Series di quest’anno ha visto l’aggiunta del roster di NXT, che per la prima volta è stato considerato degno di poter duellare con i più famosi show del main roster. Prima di cominciare l’analisi dei match femminili dell’evento in PPV appena trascorso vorrei soffermarmi sulla scelta della WWE di inserire nella storica disputa fra lo show rosso e quello del venerdì sera anche gli atleti dell’ormai ex territorio di sviluppo di NXT, che oggi come non mai ha dimostrato di essere ormai un vero e proprio terzo brand. Non dobbiamo dimenticare che lo show giallo-nero ha ormai il compito di duellare, settimana dopo settimana, con la nuova minaccia portata dalla nascita della AEW, e per tale motivo la dirigenza ha ritenuto necessario innalzare lo star power del brand di Orlando tramite il diretto coinvolgimento dei wrestler di NXT negli show storici di marca WWE. Inoltre le ultime settimane hanno visto anche la presenza di alcune stelle di Raw e Smackdown nella più modesta Full Sail, casa di NXT, in modo da poter indirizzare le scelte degli appassionati verso il proprio prodotto a discapito della concorrenza rappresentata dalla federazione di Tony Khan.

In questo scenario Survivor Series ha rappresentato un vero e proprio spot per il terzo brand di casa Stamford che non solo ha dimostrato di poter competere alla pari con wrestler più affermati appartenenti al cosiddetto main roster, ma di poter addirittura portarsi a casa la contesa con quattro affermazioni contro le due di Smackdown ed il misero punticino racimolato da Raw. Il pubblico generalista che segue esclusivamente gli show principali, ignorando di fatto NXT, sta imparando a conoscere i top player dello show del mercoledì sera, e la speranza della dirigenza di Stamford è quella di prendere i proverbiali due piccioni con una fava: Da un lato aumentare l’utenza di NXT ed allo stesso tempo fare in modo che la AEW perda consensi in favore di un prodotto comunque a marchio WWE.

Ovviamente tale scelta non ha rappresentato una perdita di appeal da parte dei due roster principali, che hanno le spalle troppo larghe per essere minimamente scalfiti dall’affermazione di NXT. Storicamente l’affermazione di un brand nei confronti dell’altro in occasione delle edizioni di Survivor Series non ha mai portato particolari benefici al roster vincente, si pensi allo scorso anno quando Raw schiantò Smackdown, ed in poche settimane la brutta figura rimediata dagli show principali della federazione di Vince McMahon sarà semplicemente dimenticata. Probabilmente le prossime puntate di NXT faranno leva sull’epocale affermazione di quello che sembrava essere il roster meno adatto alla vittoria finale, ma tale affermazione avrà principalmente il compito di esaltare lo show giallo-nero nella battaglia di ascolti con la AEW. Ovviamente i roster sconfitti potrebbero usare tale espediente per far sviluppare qualche feud o per modificare l’allineamento di qualcuno dei propri elementi, si consideri il caso di Seth Rollins nell’ultimo episodio di Raw, ma in linea generale non dovremmo assistere a particolari ribaltoni dovuti alla sconfitta patita nelle Series.

Se il leitmotiv delle Series è stato quello di fare da campagna elettorale ad NXT, anche la divisione femminile ha seguito in pieno tale scopo. L’incontro che ha aperto il PPV ha infatti visto fronteggiarsi i team dei tre show in un classico incontro ad eliminazione con squadre di cinque atlete. Nonostante l’incontro sia stato di buona fattura ho trovato che lo schema delle eliminazioni abbia seguito un canovaccio fin troppo abusato, che ha visto un lungo periodo di lotta senza che venisse effettuata alcuna eliminazione per poi propinarci buona parte degli schienamenti in un lasso di tempo veramente esiguo. Inoltre non ho gradito il momentaneo abbandono di due elementi del team NXT per infortunio, dal momento che era chiaro a tutti che Candice e Io Shirai sarebbero tornate alla contesa in un momento culminante della stessa risultando decisive per la vittoria del proprio team. Più interessante la costruzione della capitana Rhea Ripley, che sta aumentano la propria considerazione in maniera davvero importante. Allo stato attuale sembra che il direttivo di NXT abbia deciso di puntare fortemente sulla wrestler australiana, probabilmente in previsione della conquista di quel titolo femminile stretto alla vita di Shayna Baszler da ormai troppo tempo. Non bisogna ignorare che solo poche ora prima in occasione di NXT War Games, del quale parlerò dopo, Rhea abbia portato alla vittoria il suo team proprio realizzando uno schienamento ai danni dell’attuale campionessa, in modo da poter essere considerata un reale pericolo per una Baszler che finora ha triturato chiunque le si fosse opposta nel suo lungo regno titolato. Considerato che lo scopo del PPV era quello di far ben figurare il roster di NXT, gli altri due team hanno recitato bene la loro parte. Personalmente ho notato che la federazione abbia voluto mettere in evidenza la compattezza delle ragazze di NXT, che pure si erano scannate solo il giorno prima in occasione del PPV del proprio brand, contro il divismo dei team composti dalle wrestler più affermate, che non hanno fatto altro che litigare con le proprie compagne di squadra nel mero tentativo di mettersi in evidenza a discapito di tutte le altre atlete coinvolte. Si pensi alla prestazione di Sasha Banks, capitana di Smackdown, sempre pronta a prendersi il tag non appena la situazione arridesse al proprio team oppure alla disputa scoppiata in seno al team Raw che ha visto Asuka colpire la propria capitana Charlotte Flair, causandone l’eliminazione, con il suo letale green mist per poi abbandonare la contesa e le proprie compagne al loro destino. Probabilmente tale soluzione, usata anche nel match ad eliminazione maschile, è stata adottata per rendere meno pesante la disfatta dei due show principali oltre che per meglio rendere il grado di appartenenza che gli atleti di NXT sentono nei confronti della loro bandiera.

Se il match ad eliminazione, come abbiamo visto, può prestarsi a diverse letture lo stesso non si può dire del triple threat che ha visto salire sul ring le tre campionesse dei massimi allori femminili dei rispettivi brand. A prescindere dal match va detto che l’incontro era stato ben preparato dal booking incrociato dei diversi show dal momento che le tre campionesse, nelle settimane precedenti al PPV, avevano sempre partecipato all’invasione degli show rivali, risultando quasi sempre decisive nella buona riuscita dei raid in territorio nemico. Certo, come detto prima, tali intrusioni avevano il duplice scopo di far conoscere Shayna Baszler al pubblico generalista e di far apparire Becky Lynch e Bayley ad NXT, con lo scopo di rubare la scena alla AEW, ma in ogni caso le tre campionesse avevano sviluppato una chimica interessante, soprattutto considerando che la storyline era praticamente inesistente e totalmente incentrata sulla ferma volontà di rappresentare il proprio brand di appartenenza. Probabilmente quest’ultima scelta ha reso scialba la preparazione di un match fondato esclusivamente sull’onore della maglia, come si direbbe nel calcio, piuttosto che su una sana rivalità personale fra le atlete coinvolte. L’impressione è che fra le tre non ci fosse alcuna implicazione privata, le tre wrestler erano lì solo perché campionesse in carica del proprio roster. Questo ha rappresentato, anche nel ring, il vero punto di debolezza dell’incontro, dal momento che non si sono sfruttate le personalità forti di atlete altamente carismatiche come la Lynch e la Baslzer né tantomeno la nuova personalità di Bayley, che si sarebbe ben adattata alla drammaticità della contesa. Tali presupposti hanno dato vita ad un triple threat molto scolastico, che ha quasi sempre visto la presenza di sole due atlete sul ring, che non ha vissuto di momenti particolarmente salienti e non ha saputo raccontare una storia che, vista la presenza di personalità importanti, si sarebbe potuta scrivere quasi da sola. Se solo Becky avesse usato un po’ del suo classico materiale da promo contro lo stile della Baszler e contro NXT di sicuro avrebbe inasprito i rapporti fra le due atlete più attese dello scontro, dal momento che Bayley è stata considerata fin da subito una sorta di estranea a tale contesa. A mio avviso anche questa visione ha finito per creare meno amalgama fra le tre visto che i promo di Becky e Shayna sembravano maggiormente adatti ad un match singolo fra le due, infatti le due wrestler hanno spesso dichiarato che nel loro scontro avrebbero “dato un’occhiata a Bayley”, come per dire che la campionessa di Smackdown non fosse nemmeno lontanamente alla loro altezza. Certamente tale canovaccio non ha fatto altro che sminuire una wrestler, turnata di recente, che al contrario avrebbe bisogno di rafforzare la propria posizione invece di essere sminuita così pesantemente. In questo scenario probabilmente l’idea di porre tale contesa come main event della serata non ha certo aiutato. Purtroppo alcune volte la federazione crede che dare risalto alla divisione femminile, senza che questa la meriti, sia comunque importante ai fini dell’esposizione. Personalmente ritengo che tale atteggiamento sia invece deleterio per il movimento, che se non supportato da una costruzione all’altezza finisce per sembrare artefatto agli occhi dei fan. Credo che il main event debba essere affidato alle donne solo quando la storyline e la caratura tecnica della contesa giustifichino tale scelta, altrimenti una sovraesposizione ingiustificata non farà altro che allontanare i fan dalla divisione e dare adito ai tanti detrattori del wrestling femminile. Ritengo invece giusta la scelta di far trionfare la Baszler con una sottomissione ai danni della più trascurata Bayley, sia nella logica di esaltare il brand giallo-nero che nella volontà di non intaccare la credibilità della Lynch. Il finale che ha visto Becky malmenare Shayna non solo non intacca lo status della campionessa di Raw, ma potrebbe anche gettare le basi per una rivalità futura fra le due che sicuramente rappresenterebbe un’ottima occasione per innalzare lo status della divisione.

Ovviamente la natura del PPV ha di fatto azzerato le rivalità interne ai vari brand, senza però creare particolari spunti per la creazione di nuovi feud. Tutto questo ha valore se si esclude il già citato episodio intercorso fra Asuka e la Flair che potrebbe dare adito ad un ennesima rivalità fra le due, che di certo non rappresenterebbe una primizia per i fans del WWE Universe. Sicuramente più incerto il futuro della Lynch, assente nell’ultima edizione di Raw, che a questo punto potrebbe incontrare una sfidante di transizione oppure continuare la faida con Shayna, ammesso che questa venga promossa nel roster rosso. Personalmente propendo per la prima soluzione, prima o poi Becky incrocerà ancora le armi con Charlotte e probabilmente la federazione sta temporeggiando in attesa di PPV più importanti. Discorso simile può essere fatto sul versante Smackdown dove Bayley non ha un feud di spicco, se si esclude qualche problema con Nikki Cross. Anche in questo caso sono convinto che la federazione stia prendendo tempo in attesa di trovare un appiglio che possa guastare la lunga amicizia con Sasha Banks, in modo da poter contrapporre le due migliori atlete che la divisione femminile di Smackdown possa proporre.

Come abbiamo detto prima il fine settimana di gloria di NXT parte dalla disputa di War Games, evento in PPV andato in onda sabato sera quindi solo un giorno prima di Survivor Series. Il gimmick match che dà il nome all’evento quest’anno ha visto anche la disputa di una versione femminile del match con la doppia gabbia, e quindi per la prima volta in assoluto dalla creazione del brand anche le atlete hanno potuto cimentarsi in un match estremo e particolarmente violento. La scelta di dare i galloni di capitane a Rhea Ripley ed a Shayna Baszler, per quanto abbastanza ovvia, ha tenuto vivo l’attuale feud fra le due, in attesa che le wrestler si affronteranno per la cintura femminile del proprio brand. Anche la scelta dei team è sembrata fin da subito coerente e ben stutturata, tuttavia la gestione di Dakota Kai ha finito per banalizzare l’intero incontro. Ovviamente la colpa non può essere attribuita all’atleta neozelandese, ma ad un booking davvero troppo prevedibile per essere vero. La Kai, rientrata dopo un lungo periodo d’assenza, è stata ridimensionata fin dal suo ritorno sulle scene di NXT sia dalle detrattrici, una su tutte Shayna Baszler, sia dalle altre face del brand, soprattutto Rhea Ripley che ha deciso di estrometterla dal proprio team in favore di Mia Yim. Aggiungiamo anche che il team Ripley poteva contare anche sulla compagna di tag di Dakota Tegan Nox ed i presupposti per il più telefonato dei turn heel è stato facilmente servito in quel di Orlando. Se poi aggiungiamo che pochi momenti prima del match Mia Yim sia stata attaccata nel backstage da un assalitore misterioso, credo che anche il meno attento dei fans avrebbe capito che Dakota Kai fosse la colpevole del vile attacco ed avrebbe sostituito l’infortunata Mia tradendo il team Ripley, reo di non averla considerata all’altezza di poter far parte della selezione. Anche le modalità del turn non hanno di certo favorito l’incertezza dell’esito dell’incontro, infatti una volta che la Kai ha attaccato la propria compagna Tegan Nox, impedendole di partecipare all’incontro, abbandonando la contesa mi è subito sembrato chiaro che il team che sembrava spacciato avrebbe invece vinto la contesa. Tali scelte sono state davvero scellerate perché hanno rovinato l’incertezza di un match veramente molto valido dal punto di vista tecnico e narrativo, tuttavia poter intuire facilmente chi potrà ottenere la vittoria finisce per far perdere interesse verso l’incontro a prescindere dalla qualità del lottato. Tuttavia l’intera gestione ha avuto il compito di far risaltare Rhea Ripley come una delle wrestler più abili dell’intero roster, nel tentativo di costruire una sfidante che possa essere davvero percepita come una minaccia per l’imbattibile Baszler. Credo che questa volta la maga delle sottomissioni finirà davvero per perdere il titolo, sarà da vedere se questo avverrà per favorire il passaggio dell’attuale campionessa nel main roster oppure per creare un feud più interessante per la divisione di NXT.

Se il panorama di NXT quindi può contare su una nuova stella, ancora una volta la divisione femminile della AEW merita l’ennesima tirata d’orecchie per la gestione delle proprie atlete e le storyline proposte. L’ultimo evento in PPV della federazione della famiglia Khan, Full Gear, ha visto Riho difendere il proprio titolo femminile contro la connazionale Emi Sakura. Fin qui niente di particolare se si esclude che la campionessa è l’allieva della propria sfidante, e che quindi tutto il match è stato rivestito di un aura totalmente estranea al pro wrestling americano. Il concetto dell’allievo che supera il maestro è invece molto caro alla cultura giapponese che lo vede come un importante momento di passaggio che non solo consacra il vincitore, ma allo stesso tempo crea una sorta di sentimento positivo nel maestro che, seppur sconfitto, realizza di aver istruito a dovere il proprio studente. Nonostante la bellezza del ragionamento filosofico credo che questo poco si adatti ad uno spettacolo come il wrestling, soprattutto se americano. La cultura della poeticità di una sconfitta certamente poco si adatta ad un popolo che vede nel successo uno degli aspetti fondamentali della vita di un essere umano, ma senza voler sconfinare nel filosofico va detto che tale aspetto è stato totalmente ignorato in fase di preparazione del match. Anzitutto la Sakura è stata nominata prima sfidante solo pochi giorni prima dell’evento, ed in nessun angle si è fatto menzione del particolare rapporto fra le due wrestler. Se tale tematica avrebbe dovuto rivestire un’importanza fondamentale nello scontro sarebbe stato certamente meglio approfondire i rapporti fra le due nelle settimane precedenti all’incontro, ed invece questo particolare ci viene rivelato praticamente solo pochi giorni prima del match. L’economia del match non ha particolarmente risentito di questo rapporto, e l’incontro stesso non ha vissuto momenti di criticità emotiva legati a questa connessione quasi spirituale. Se aggiungiamo che dal punto di vista tecnico il match è stato lento ed insufficiente, non è difficile capire come tale tematica non ha fatto breccia nel cuore dei fans. Continuo a pensare che Riho non sia la campionessa adatta per una federazione appena nata, dal momento che pecca in carisma e non possiede un moveset tale da creare una connessione con il pubblico. Come potete immaginare sono un grande fan del wrestling femminile, ma all’ennesimo Double Stomp di Riho ho veramente sperato che il match finisse il più presto possibile. La dirigenza dovrebbe capire che insistere sullo stile giapponese per la propria divisione femminile potrebbe essere davvero controproducente, e dal momento che da più parti il wrestling femminile viene considerato il tallone d’Achille della federazione sarebbe meglio invertire la rotta. Personalmente punterei su Britt Baker oppure su Hikaru Shida, se proprio si vuole continuare a favorire le nipponiche, fermo restando che per ora Awesome Kong si sta limitando a tagliare ciocche di capelli insieme a Brandi Rhodes. Sarebbe forse ora di approfondire questa nuova natura di Brandi ed il suo rapporto con la Kong, senza dimenticare che alcune wrestler importanti come Allie di sicuro meriterebbero un’esposizione maggiore piuttosto che marcire in panchina ad osservare i Double Stomp della campionessa.

Anche per questo mese Natural Selection finisce qui, spero che abbiate trovato la lettura di vostro gradimento e mi auguro di rivedervi il prossimo mese sulle colonne di tuttowrestling.




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