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NATURAL SELECTION   
by Fabio Cesarano
 


Bentornati ad un nuovo appuntamento con l’editoriale che fa il punto della situazione riguardo la divisione femminile WWE, Natural Selection.





La Royal Rumble è ormai stata archiviata quindi, come da tradizione, comincia la lunga strada che poterà verso l’appuntamento più importante del calendario della federazione, Wrestlemania. Il PPV del mese di Gennaio ha visto una nutrita partecipazione da parte del roster femminile di Stamford, ma tale coinvolgimento non è coinciso con un significativo passo in avanti delle atlete. Nonostante gli incontri, compresa la versione femminile del rumble match, non siano stati caratterizzati da scritture insufficienti, l’intero evento non ha riservato alcun tipo di sorpresa per quanto riguarda l’ambito femminile.

L’opener della serata ha visto affrontarsi Asuka e Becky Lynch in un incontro valido per il titolo femminile di Smackdown. Il match è stato molto piacevole grazie alla buona alchimia fra l’atleta giapponese e la lottatrice di Dublino, ma fin dall’inizio sembrava chiaro che a prevalere sarebbe stata l’imperatrice del domani. Già da qualche mese la Lynch ha iniziato una faida a distanza con l’attuale campionessa di Raw Ronda Rousey, infatti la rivalità tra le due sta vivendo un climax sempre più intenso. In questo contesto appare logico che la federazione voglia organizzare la resa dei conti fra le due in occasione dell’evento principale della programmazione WWE, quindi la vittoria del titolo di Smackdown da parte della Lynch avrebbe rappresentato solo un’inutile zavorra nella road to Wrestlemania della wrestler celtica. Si potrebbe obbiettare circa la modalità di vittoria di Asuka che facendo cedere Becky con la sua letale finisher avrebbe potuto inficiare lo status della sua popolare avversaria, ma, considerato anche il proseguimento dell’evento, non credo che questa scelta di booking possa aver sminuito l’immagine di The Man. Probabilmente tale finale ha solo reso più credibile il regno di Asuka, legittimando una cintura che, in fin dei conti, è stata vinta dalla nipponica a causa di un intervento di Ronda Rousey.

La rivalità a distanza fra Ronda e Becky ha ovviamente condizionato anche il match valevole per la massima corona di Raw fra la stessa Rousey e Sasha Banks. Anche in questo caso il discreto incontro messo in piedi fra le due, nonostante fosse qualitativamente inferiore a quello per il titolo di Smackdown, non ha mai fatto credere che Ronda potesse perdere il titolo in favore della sua avversaria. Se a questo si aggiunge che le due contendenti al titolo dello show rosso non hanno la chimica dimostrata dalle colleghe dello show blu, sembra evidente che la contesa fra l’ex campionessa UFC e la Banks non abbia rappresentato un incontro memorabile. Nonostante la velocissima ascesa ai massimi livelli della divisione da parte della Rousey, non dobbiamo dimenticare che Ronda non possiede ancora quei meccanismi derivanti da una lunga esperienza nel mondo del wrestling e, di conseguenza, ha bisogno di un’avversaria che possa aiutarla a costruire una contesa credibile e spettacolare. Personalmente non credo che Sasha Banks, nonostante sia un’ottima atleta, abbia le capacità di poter guidare un’avversaria del genere ad un match importante, come invece è successo in occasione dello scontro Rousey-Flair.

Ovviamente l’incontro più atteso dell’evento era rappresentato dalla Royal Rumble, che, per la seconda volta, ha riguardato anche il roster femminile. Tutti i pronostici erano dalla parte di Charlotte Flair, ma gran parte degli appassionati erano convinti che, in un modo o nell’altro, Becky Lynch avrebbe preso parte alla rissa. Così quando la Lynch si è presentata sullo stage, chiedendo a gran voce di poter sostituire l’infortunata Lana, è diventato evidente che avrebbe conquistato la vittoria finale che le avrebbe consentito di poter sfidare la tanto odiata Ronda in quel di Wrestlemania. Possiamo tranquillamente affermare che, anche in questo caso, le scelte di booking abbiano tolto ogni tipo di incertezza ad un match che, per sua stessa natura, tiene con il fiato sospeso gli spettatori fino all’ultimo istante. I tentativi della federazione di aggiungere un minimo d’incertezza, successivamente all’ingresso della Lynch, sono falliti miseramente, ed anche quando la vittoria sembrava saldamente nelle mani di Charlotte Flair, a causa di un violento colpo inflitto a Becky dall’eliminata Nia Jax, non c’era alcun dubbio che la wrestler celitca avrebbe eliminato la sua rivale.

Il match, nonostante il finale, si è comunque attestato su una dignitosa sufficienza, ed ha messo in evidenza alcune delle partecipanti. Ho apprezzato che il primo ingresso sia stato riservato ad un personaggio interessante come Lacey Evans, che in questo modo ha potuto tenere un buon promo per attirare heat da parte del pubblico. Interessanti anche le prove di Io Shirai, Kairi Sane e Rhea Ripley, mentre non ho gradito la presenza di Xia Li e Kaci Catanzaro. La decisione di non ricorrere a lottatrici ormai fuori dai programmi della federazione ha certamente aumentato la necessità di ricorrere al roster di NXT, ma dal momento che né la lottatrice cinese né la Catanzaro appaiono regolarmente nello show giallo non ho trovato corretto l’inclusione nello show a scapito di atlete impegnate nel territorio di sviluppo.
Il royal rumble match, storicamente, è stato spesso un comodo escamotage per creare delle nuove rivalità, o per inasprirne alcune già esistenti, tuttavia lo svolgimento del match non ha visto episodi particolari da poter sviluppare nelle settimane seguenti, ad eccezione di un nuovo capitolo nella rivalità fra Mandy Rose e Naomi.

Nonostante l’editoriale tratti esclusivamente la divisione femminile mi trovo nella posizione di dover analizzare anche la rumble maschile, o meglio la parte finale di essa. Infatti Nia Jax, attaccando R-Truth in occasione del suo ingresso con il numero trenta, ha stupito gli spettatori decidendo di prendere parte alla versione maschile della rissa reale. L’evento non ha rappresentato una novità assoluta, nelle edizioni precedenti abbiamo visto l’ingresso nella rumble maschile di atlete come Beth Phoenix, Chyna e Kharma, ma di sicuro nessuno credeva che Nia potesse rubare un ingresso nella rissa, soprattutto usufruendo del numero più conveniente per entrare nel match. La decisione di booking non è stata accolta con favore dal pubblico, dal momento che si sperava nell’ingresso di un grande nome a sorpresa oppure di uno degli infortunati di lungo corso. Fin da quando R-Truth, vincendo il mixed match challenge insieme a Carmella, si era guadagnato il diritto di entrare nella rumble con il numero trenta, il WWE universe aveva intuito che il lottatore non sarebbe riuscito a fare il suo ingresso nell’evento a causa di un attacco che lo avrebbe messo fuori gioco. Si erano fatte le supposizioni più disparate, come il ritorno di Kevin Owens o di Sami Zayn, ma proprio nessuno avrebbe pensato di vedere Nia Jax spazzare via il wrestler di Smackdown per prenderne il suo posto. La scelta si è quindi fin da subito rivelata infelice proprio in funzione delle aspettative che si erano venute a creare in occasione della finale del torneo misto organizzato dalla WWE. Nonostante non abbia apprezzato la presenza di Nia, ho ritenuto interessante che questa sia stata colpita ripetutamente dagli atleti di sesso maschile. Nell’ultimo periodo la federazione aveva sempre accuratamente evitato che un wrestler potesse portare a segno una manovra su una delle sue colleghe, probabilmente per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il fenomeno della violenza perpetuata sulle donne, bisognerà capire se tale decisione sia stata frutto di un singolo booking, oppure se in quel di Stamford abbiano deciso di seguire un nuovo corso fatto anche di incroci fra wrestler di sesso diverso.

Anche se con la fine dello show di Gennaio si apre ufficialmente la road to Wrestlemania, non dobbiamo dimenticare che prima del grande evento di Aprile avremo ancora due appuntamenti in PPV. Il primo di questi è rappresentato da Elimination Chamber, dove verranno messe in palio, all’interno della struttura che dà il nome al PPV, le cinture di coppia femminili. Nello scorso numero avevo palesato le mie perplessità riguardo la creazione degli allori di coppia, nonostante non si sapesse molto riguardo le contendenti, ed a distanza di tempo resto ancora poco convinto di tale scelta. Ritengo che la stipulazione del match non sia di supporto alla decisione, ma che al contrario la affossi ulteriormente. Credo che solo pochi appassionati non vedano l’ora di vedere nella camera atlete come le Iiconics, Mandy Rose e Sonya Deville oppure la Riott Squad, un match del genere dovrebbe coinvolgere atlete con uno status molto alto, e non mi sembra che le lottatrici appena citate possano godere di tale posizione. Certamente le partecipazioni di Sasha Banks, Bayley e Nia Jax nobilitano il match, ma in ogni caso sono coinvolte atlete troppo poco considerate per far sì che il match possa creare alte aspettative. La vittoria dovrebbe essere alla portata della coppia formata da Sasha e Bayley, dal momento che la federazione le sta costruendo da lungo tempo come una delle coppie maggiormente consolidate dello scenario tag femminile. Se poi aggiungiamo che le altre coppie sono state composte su due piedi, Carmella e Naomi, oppure sono formate da atlete poco in vista, Iiconics e Riott Squad, o ancora costituite da wrestler con uno status essenzialmente diverso, si pensi alla scarsa popolarità di Tamina e Sonya Deville rispetto alle rispettive compagne di coppia, non credo che la Boss and Hug Connection possa fallire l’approdo alle nuove corone di campionesse.

La partecipazione del roster femminile, però, non si limiterà allo scontro per i titoli di coppia, infatti la campionessa di Raw Ronda Rousey metterà in palio il suo titolo contro la leader della Riott Squad Ruby Riott. Anche in questo caso l’esito dell’incontro appare davvero molto scontato, infatti, dopo che Becky Lynch ha deciso di sfidare Ronda a Wrestlemania, non esiste alcuna possibilità che Ronda possa abdicare prima del grande appuntamento di Aprile. Diversamente Asuka non ha nessuna difesa titolata programmata per Elimination Chamber, anche perché la situazione del titolo femminile di Smackdown in previsione di Wresltemania è ancora lontana dall’essere risolta. Dopo gli accadimenti dell’ultima puntata di Raw, dove Vince McMahon ha deciso di sospendere la Lynch fino a dopo Wrestlemania, sembra chiaro che oramai Charlotte Flair sarà aggiunta all’incontro inizialmente previsto fra Ronda e Becky. Questa scelta elimina una delle più autorevoli candidate a sfidare Asuka nella cornice di Wrestlemania, in quello che sarebbe stato un rematch della scorsa edizione, ponendo un grande interrogativo riguardo l’avversaria della lottatrice di Osaka in occasione dello show di Aprile.

Le ultime puntate degli show settimanali hanno creato terreno fertile per l’inserimento della regina di Smackdown nella feud tra la campionessa di Raw e la Lynch. In particolare a Smackdown abbiamo visto il coinvolgimento di Charlotte nell’angle che poi ha generato il confronto fra l’irlandese e Triple H. Personalmente non ritengo necessario l’inserimento della Flair nelle questioni fra Ronda e Becky, nonostante la figlia di Ric Flair abbia seguito da vicino tutto l’evolversi della vicenda fra le due wrestler appena citate. Lo scontro fra la lottatrice californiana e la wrestler celtica stava creando delle aspettative altissime, tanto che si sarebbe candidato come main event dell’annuale edizione di Wrestlemania, e sebbene l’aggiunta della Flair potrebbe garantire un’ulteriore guida ad una Ronda ancora leggermente acerba sul ring, credo che la totale consacrazione di Becky come una delle lottatrici più dominanti della storia della divisione femminile della WWE preveda un’affermazione pulita contro una Ronda Rousey ancora imbattuta nelle competizioni singole. D’altronde la federazione sta davvero investendo gran parte dello spazio dedicato alla divisione femminile sulla lottatrice d’Irlanda, giocando perfino la carta della contrapposizione alle figure di autorità. Becky infatti è stata sospesa da Stephanie McMahon perché ha rifiutato di farsi visitare dallo staff medico, temendo che il responso negativo dei sanitari avrebbe potuto di fatto spogliarla della possibilità di disputare il suo grande match in quel di Wrestlemania. La storyline ci consegna una Lynch che sembra essere in guerra con l’intero sistema, e la richiesta della McMahon viene interpretata come il tentativo di privare la lottatrice della title shot conseguita con la vittoria della rumble. Tutto ciò sembra scatenare, forse ingiustamente, l’aggressività dell’ex campionessa, che non ha esitato un momento e subito si è fiondata sulla rampolla di casa McMahon. La stessa scena si è ripetuta il giorno successivo in quel di Smackdown, questa volta a farne le spese è stato Triple H che, dopo aver ripetuto gli stessi concetti espressi dalla moglie la sera precedente, ha dovuto subire l’ira della Lynch. Gli ultimi sviluppi hanno visto addirittura il coinvolgimento di Vince McMahon, massima autorità della WWE, che pare essere intenzionato a boicottare la definitiva ascesa dell’ex Lass Kicker in favore della Flair.

Far interagire un atleta con le massime figure autoritarie dello show è sempre stato sintomatico di un fortissimo push per il wrestler in questione, e questo ci testimonia, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, che la WWE intende costruire l’intera divisione sulla lottatrice di Dublino.

Restando in argomento Lynch, la veloce ascesa della wrestler non si sta limitando di certo a coinvolgere i soli appassionati di wrestling femminile. Oramai Becky è diventata un fenomeno mondiale della disciplina, suscitando l’interesse anche di chi non segue esclusivamente la federazione di Stamford. A tal proposito ospito volentieri l’amico e collega Aldo Fiadone, che cura con grande perizia e dedizione tutto ciò che gravita attorno al mondo di Impact, che intende fornire un suo contributo circa la situazione della lottatrice irlandese, avvalorando la tesi dell’universalità di consensi che quest’ultima sta riscuotendo anche al di fuori dei confini della WWE.

Ringrazio Fabio e vi annuncio il mio piacere di essere qui nel Natural Selection per parlarvi di tutte le vicende che caratterizzano il panorama femminile del pro wrestling odierno. Non mi divulgherò molto, ma voglio soffermarmi (giustamente) sul profilo di Becky Lynch, la ex “Lass Kicker” oggi meglio nota come “The Man”. L'irlandese ha sempre mostrato un ottimo potenziale e come ho spesso scritto durante la mia gestione sul WWE Planet (dal 2016 al 2018) ho sempre pensato che un character hell, o semplicemente più “cazzuto”, le sarebbe calzato a pennello anche grazie al suo accento che difficilmente viene apprezzato dal pubblico quando fuoriesce da una donna. Becky ha sempre mostrato un grande potenziale che, con il tempo, è stato portato al soffocamento. Sono passate settimane, mesi e anni, e questo processo a portato all'esplosione non solo sua, ma anche del pubblico nei suoi confronti.

Oggi Becky sta riscrivendo il concetto di donna lottatrice all'interno del wrestling e per quanto reputi Charlotte atleticamente perfetta, io “The Man” l'ho sempre adorata, fin dai tempi del suo feud con Sasha Banks in quel di NXT. La Lynch è un elemento di vero livello e, seppur potrebbe creare un certo fastidio nei confronti delle classiche usanze degli ultimi 35 anni, non mi stupirei se il suo match (o un eventuale triple threat che coinvolgerebbe anche Charlotte Flair) contro Ronda Rousey venga esposto come main event dello “Showcase of Immortals”. L'impatto di Becky è senza ombra di dubbio storico, la sua gestione degli ultimi sei mesi è praticamente perfetta e forse sarà proprio lei l'elemento portante da cui la WWE dovrà assolutamente ripartire per fornire al suo WWE Universe un prodotto ottimale onde evitare l'allontanamento di tanti altri fan in procinto di sposare il progetto AEW.

Quello che mi auguro seriamente è che il pubblico non si confermi ancora una volta come una bandiera che gira in base a come tira il vento... una come Becky va supportata sempre, nei momenti bui e in quelli come oggi, perché un profilo simile ha tanto potenziale. Vi faccio questo discorso onde evitare reazioni simili a quelle fornite a Sasha Banks. Per quanto Sasha sia molto più limitata dell'irlandese o della stessa Charlotte, e per quanto la WWE abbia fatto errori di dubbio gusto con la sua gestione negli ultimi due anni e mezzo; continuare a supportarla significa far sentire la propria voce e farlo significa far aprire gli occhi alla WWE che magari si deciderà di rilanciare anche lei in futuro e forse non solo per un breve feud con Ronda Rousey.

Con la speranza che questo mio breve intervento sia stato di vostro gradimento, ringrazio nuovamente Fabio per avermi coinvolto e voi lettori per il tempo dedicatomi.

Vi lascio dandovi appuntamento con i prossimi numeri dell'Impact Planet gestito dal sottoscritto e Davide Palmieri e con l'Impact Wrestling Report curato sempre da me e Lorenzo Pierleoni.

Come sempre, se avete dei consigli o delle critiche da muovermi, o se semplicemente volete scambiare qualche opinione, scrivetemi pure all’indirizzo aldofiadone@gmail.com; sarà mio piacere leggere ogni vostra parola.

Con le considerazioni di Aldo si chiude anche l’edizione di questo mese, spero di potervi rivedere il prossimo con un nuovo appuntamento con Natural Selection come sempre sulle pagine di TW.




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