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HOT ROD! - WRESTLEMANIA IS RUNNING WILD!  
by Roberto Vacca
 


Manca poco più di una settimana all’edizione numero 35 di WrestleMania (ma ormai sarebbe più corretto parlare di WrestleMania week, nemmeno più weekend) e oggi la nostra rubrica parlerà proprio dell’evento più pop in assoluto del mondo del wrestling.




Il concetto di WrestleMania fu partorito proprio da Vince McMahon come un evento che unisse il mondo del wrestling a quello dello spettacolo più in generale, di modo da farlo diventare un vero evento popolare che sapesse attrarre anche gli spettatori occasionali. Era la risposta a Starrcade della NWA, che invece puntava tutto sul lottato e a ciò che avveniva dentro il quadrato. In questo editoriale analizzerò le varie edizioni di ‘Mania, attraverso i vari main event, i personaggi extra wrestling che hanno caratterizzato l’evento, inframezzando il tutto anche con qualche mio ricordo personale.
La prima edizione ebbe luogo il 31 marzo 1985 al Madison Square Garden di New York e segnò l’inizio del periodo della Rock ’n’ Wrestling Connection, grazie alla collaborazione con MTV. Il primo match della storia di WrestleMania, per la cronaca, vide Tito Santana sconfiggere The Executioner, mentre il main event strizzava l’occhio al pubblico generalista, con Muhammad Ali come arbitro speciale e Hulk Hogan & Mr. T sconfiggere Paul Orndorff & Roddy Piper. Da segnalare inoltre il ruolo di primo piano nel match femminile dell’icona pop Cindy Lauper e la presenza del cantante Liberace, classico personaggio per attirare le famiglie.
La seconda edizione ebbe invece minor impatto mediatico e successo popolare, per via dell’idea, per fortuna mai più ripetuta, di disputare l’evento in tre diverse sedi. Verrà comunque ricordata per l’esibizione memorabile di Ray Charles e per la presenza all’evento di Ozzy Osbourne. Nel main event Hulk Hogan mantenne il titolo massimo, sconfiggendo King Kong Bundy (ne approfitto per ricordare una delle mie icone infantile, scomparso recentemente) in uno steel cage match.
L’anno successivo fu la mia prima ‘Mania vista in tv, nonché la prima trasmessa in Italia, e rimarrà per sempre una delle più iconiche in assoluto nell’immaginario popolare, in quanto vide Hulk Hogan mantenere il titolo sconfiggendo l’ex amico Andrè the Giant, davanti a oltre 93000 spettatori. Quando Hogan alzò il Gigante e lo rovesciò al suolo il mondo si innamorò definitivamente del wrestling. Da segnalare l’esibizione di Aretha Franklin e il cantante metal Alice Cooper al fianco di Jake Roberts.
L’edizione del 1988 fu caratterizzata dal torneo per assegnare il vacante titolo massimo, che venne vinto in Finale da Randy Savage, che sconfisse Ted DiBiase. Pare in realtà che avrebbe dovuto vincere proprio “The Million Dollar Man”, ma Macho Man fece valere il suo potere nel backstage.
L’edizione numero 5 vide Hulk Hogan riprendersi il titolo da Randy Savage, alla presenza del futuro Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, mentre i Run-DMC infiammarono il pubblico con il loro rap.
L’edizione 1990 è una di quelle a cui sono più legato, perché il mio idolo di sempre The Ultimate Warrior sconfisse Hulk Hogan, nel match valido sia per il titolo massimo che per quello Intercontinentale. Andavo per i 15 anni e, ogni volta che rivedo le immagini di quell’incontro, me li sento ancora.
L’edizione numero 7 fu purtroppo caratterizzata dal conflitto in Iraq, che fece cambiare tutti i piani, allo scopo di celebrare il patriottismo americano, con Hulk Hogan che strappa il titolo a Sgt. Slaughter, passato vigliaccamente al nemico. Il match di gran lunga più intenso ed emozionante fu però la vittoria di The Ultimate Warrior contro Randy Savage, che però fu una sorta di canto del cigno del Guerriero, che da lì in poi avrebbe iniziato la sua parabola discendente.
Nel 1992 invece abbiamo un main event campato per aria, al solo scopo di far prendere una pausa a Hogan, per via del caso steroidi che stava per investirlo. Hulk Hogan sconfisse Sid Justice per squalifica, anche se la squalifica sarebbe dovuta arrivare per mano di Papa Shango che, però, si perse nel backstage.



L’edizione numero 9 invece ebbe un main event diverso da quello annunciato: Yokozuna strappò il titolo dalle mani di Bret Hart, per perderlo però subito dopo, in soli 22 secondi, contro Hulk Hogan. Anche qui si sacrificò la logica per non scontentare i poteri forti del backstage.
Per l’edizione numero 10 si ritorna al Madison Square Garden e Bret Hart si riprende main event e titolo, sconfiggendo Yokozuna. Da segnalare che fu la prima edizione di ‘Mania senza Hogan.
Nel 1995 l’edizione forse più assurda della storia, con l’incredibile main event nel quale il giocatore di football americano Lawrence Taylor ebbe la meglio su Bam Bam Bigelow. Da segnalare la presenza di Pamela Anderson al fianco di Diesel.
Nel 1996 abbiamo pochi match, perché il main event è un 60-Minutes Iron Man match, nel quale Shawn Michaels strappa il titolo a Bret Hart.
Nell’edizione numero 13 fa il suo esordio nel main event The Undertaker, che strappa il titolo a Sycho Sid in un No Disqualification match.
Si arriva al 1998 e “Stone Cold” Steve Austin si prende main event e titolo, sconfiggendo Shawn Michaels, con la presenza di Mike Tyson come special enforcer. La presenza del leggendario pugile fu voluta dalla federazione in un periodo di crisi, per cercare di non perdere colpi contro la rivale WCW. L’Attitude Era era definitivamente esplosa e la WWF iniziò la sua ripresa.
Nell’edizione numero 15 ancora “Stone Cold” Steve Austin si riprende il titolo da The Rock, in un No Disqualification match.
Si arriva al 2000 e Triple H mantiene il titolo contro Big Show, Mick Foley e The Rock, in una sorta di guerra tra i membri della famiglia McMahon.
Si passa all’edizione numero 17, da molti considerata come la migliore di tutti i tempi. Ormai liberatasi della concorrenza della WCW la WWF veleggia di nuovo alla grandissima. Il main event vide “Stone Cold” Steve Austin strappare il titolo a The Rock in un No Disqualifcation match, alleandosi con lo storico nemico Vince McMahon. Da segnalare i Motörhead che cantano dal vivo “The Game”. Da molti questa edizione è considerata la fine dell’Attitude Era.
L’edizione numero 18 vide Triple H strappare il titolo a Chris Jericho, in quella che sarà l’ultima WrestleMania targata WWF.



L’edizione numero 19 è la prima con il marchio WWE e i brand separati Raw e SmackDown! e vede Brock Lesnar strappare il titolo del brand blu a Kurt Angle. Durante l’entrata di The Undertaker si esibirono i Limp Bizkit.
Per la numero 20, da tradizione, si ritorna al Madison Square Garden e Chris Benoit ha la sua consacrazione, conquistando il titolo del brand rosso, in un match contro Triple H e Shawn Michaels. Nella stessa serata pure Eddie Guerrero vinse il titolo del brand blu contro Kurt Angle e i due si abbracciarono dopo il main event al centro del ring. Qualche anno dopo purtroppo sarebbero stati legati da un diverso ma tragico destino.
Il 2005 è l’anno di Batista, che strappa il titolo del brand rosso a Triple H, nella faida tra gli ex membri dell’Evolution. Ancora una volta i Motörhead cantarono “The Game”. Ci fu anche un curioso quanto assurdo match di sumo, nel quale il campione giapponese della specialità Akebono sconfisse Big Show. John Cena invece ebbe la sua consacrazione, strappando il titolo del brand rosso a John “Bradshaw” Layfield.
L’edizione numero 22 vede il primo main event di John Cena, che strappa il titolo a Triple H. Cena fece il suo ingresso accompagnato da alcuni gangster, tra i quali si possono riconoscere Phil Brooks e Mike Mizanin, vale a dire CM Punk e The Miz. Incredibilmente questo cameo sarà l’unica partecipazione di CM Punk a un main event di WrestleMania (in ottima compagnia, visto che neanche Ric Flair ha mai lottato a ‘Mania in questa posizione). Lo stesso non si potrà dire per The Miz.
Per l’edizione numero 23 si torna a Detroit, teatro dell’edizione numero 3, esattamente vent’anni prima e John Cena manterrà il titolo, sconfiggendo Shawn Michaels. Rimarrà per sempre nella storia il match tra Bobby Lashley e Umaga, paladini di Donald Trump e Vince McMahon nella celeberrima battaglia tra bilionari.
L’anno successivo The Undertaker torna nel main event, preservando la sua streak vincente e strappando il titolo a Shawn Michaels. Da segnalare la presenza del pugile Floyd “Money” Mayweather Jr., che ha la meglio su Big Show.
Si passa a WrestleMania 25, con il main event che vede di fronte gli ex amici Triple H e Randy Orton, con il primo che mantiene il titolo.
Arriviamo al 2010 con quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo match della carriera di Shawn Michaels (purtroppo lo scorso anno sono invece arrivati i soldi dei sauditi…). HBK viene sconfitto da The Undertaker, dopo aver messo in palio la carriera, in uno dei momenti più emozionanti della storia del wrestling.
L’anno successivo nel main event, abbastanza a sorpresa, The Miz difende il titolo contro John Cena, per venire poi attaccato da The Rock. Edge difende con successo il titolo di SmackDown!, ma questo sarà il suo ultimo incontro della carriera, a causa dei suoi problemi fisici.
Arriviamo al 2012 con il match “Once in a Lifetime” (così però non sarà) tra The Rock e John Cena, con il primo a uscirne vincitore.
L’edizione numero 29 ha come main event il sequel dell’anno precedente: The Rock, questa volta titolato, cede a John Cena. La rivalità tra i due può così finire con un pareggio. CM Punk non riesce a interrompere la streak di The Undertaker e questa per lui, dopo l’ennesima delusione da parte della federazione, sarà la sua ultima ‘Mania.
L’edizione numero 30, lo confesso, resta la mia preferita in assoluto per la quantità di emozioni che ha saputo regalare: è la consacrazione, voluta dai fans a scapito della dirigenza, di Daniel Bryan, che sconfigge Randy Orton e Batista per coronare con l’alloro massimo il sogno di una vita. Ma è anche la serata dell’incredibile fine della streak di The Undertaker per mano di Brock Lesnar. E io ritorno bambino con The Ultimate Warrior che entra nella WWE Hall of Fame. Il giorno successivo a Raw terrà un inquietante discorso, prima di morire nella notte. Un cerchio che si chiude nella sua vita e in quella di tanti. Una settimana difficile da dimenticare.
Il main event dell’edizione 2015 inizia con Brock Lesnar contro Roman Reigns, ma, a incontro in corso, Seth Rollins incassa il Money in the Bank e si aggiudica contesa e titolo, tra l’ovazione generale del pubblico, che temeva una vittoria dell’atleta di origine samoane. E come non ricordare la prima e unica ‘Mania lottata da Sting? Purtroppo viene fatto perdere senza alcun senso da Triple H.
Arriviamo al 2016 e Roman Reigns finalmente si aggiudica il titolo, sconfiggendo Triple H. Edizione a mio avviso senza picchi, che però permette alla WWE di far segnare il record assoluto di presenze nella storia del ppv.
L’anno successivo il main event sembra costruito come il match di addio di The Undertaker, che, sconfitto da Roman Reigns, lascia abito e copricapo al centro del ring. Ovviamente così non sarà, perchè sempre più spesso la WWE costruisce emozioni, per poi tornare indietro se arrivano offerte economiche non rifiutabili.



E siamo così allo scorso anno, nel quale Brock Lesnar mantiene il titolo contro Roman Reigns, in un’edizione lunghissima della quale mi rendo conto di ricordare molto poco. Ed è proprio questo il guaio principale, a mio avviso, di WrestleMania negli ultimi anni: si vende da sola al grande pubblico e soffre di gigantismo. Dura sempre di più e assomma sempre più match, spesso costruiti in modo poco logico. Mi raccorgo ora, mentre compivo con voi questo viaggio nel passato, che le mie emozioni più belle si fermano all’edizione numero 30 (ed era già l’eccezione rispetto ad altre precedenti edizioni un po’ scialbe). Mentre la WWE fa sempre più soldi e ha un suo canale personale, spesso trascura l’evento che dovrebbe essere la sua Champions League.
Ma poi pensiamo che domenica 7 aprile ci sarà l’edizione numero 35 e allora non vediamo l’ora di sentire le note di “America the Beautiful”, di attendere il primo main event al femminile, con Ronda Rousey che difenderà il titolo di Raw dall’assalto di Becky Lynch e Charlotte Flair. E allora aspettiamo che da East Rutherford ci giungano emozioni a più non posso, che ci facciano ancora pensare a quanto amiamo il wrestling, al perché lo abbiamo amato in ogni stagione della nostra vita. E allora ci torneranno in mente tutti quegli atleti che non ci sono più, ma che ci hanno emozionato nei main event oppure in qualche incontro secondario. E poi penseremo alle nostre di vite e a come sono cambiate in tutti questi anni in compagnia del "Granddaddy of Them All”. E poi il giorno dopo partiremo con le critiche, con i commenti, con le opinioni… in attesa di Tampa e dell’edizione numero 36. Perché tanto noi saremo ancora qui ad attenderla, come una volta, come ora, come sempre.
Appuntamento al mese prossimo e buona WrestleMania a tutti!
“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans.”




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