WWF House Show Oberhausen, Germania
- Il racconto di Kiniluca -


Quando lo scorso febbraio ho deciso di acquistare un biglietto in prima fila per lo show d'apertura del Tour Europeo 1999 della World Wrestling Federation, previsto per il 1 Aprile ad Oberhausen, Germania, ed ho detto ad amici e conoscenti della mia intenzione di fare così tanta strada, soltanto, si fa per dire, per assistere ad uno show della WWF, mi sono sentito chiedere da tutti, o quasi, se fossi pazzo o meno. kiniluca.jpg Vi lascio immaginare poi cosa mi abbia detto mia moglie, appena informata di questo, ma nella mia mente la determinazione e la voglia di rivedere, dopo quasi 5 anni, la WWF dal vivo, ormai si erano fatte strada, perciò io mi vedevo già in Germania, in prima fila mentre acclamavo Steve Austin, Undertaker, Kane e gli altri formidabili atleti del roster WWF.

Restava soltanto un piccolo ma grande problema: come organizzare un vero e proprio blitz in terra tedesca, una toccata e fuga che mi permettesse di vedere il wrestling dal vivo, perdere al massimo un paio di giorni di lavoro, e ultimo ma non ultimo, stare via da casa al massimo per una notte per non 'turbare' la quiete familiare.

Così, per prima cosa mi sono procurato una cartina stradale della Germania ed ho calcolato quanti chilomteri separavano Oberhausen da Basilea, confine a Sud della Germanaia che dà sulla Svizzera, che a sua volta distava 300 Km da Varese, città da dove sarei partito. I conti, approssimativi ma ben fatti dicevano che la distanza tra Oberhausen e Basilea erano circa 550, quindi il viaggio complessivo risultava essere di 850 Km, fra andata e ritorno dunque ben 1700 Km da percorrere. All'inizio ho anche cercato di trovare qualcuno che avesse voglia di condividere con me questo viaggio, e dunque questa esperienza, ma dopo due o tre risposte negative mi rassegnavo all'idea che questa pazzia che tanto desideravo fare l'avrei dovuta comunque fare da solo.

Dicevo prima della necessità di fare un vero e proprio blitz in terra tedesca, dunque visto che lo show si sarebbe tenuto alle ore 19.00 del 1 Aprile, la mia partenza sarebbe dovuta avvenire all'alba di quel giorno, ed il ritorno nella tarda mattinata/primo pomeriggio del giorno successivo.

I giorni passavano e la data del 1 Aprile si avvicinava sempre di più. Dopo la levataccia per assistere a Wrestlemania XV, avvenuta solo tre giorni prima della partenza per la Germania, venne finalmente il giorno della partenza vera e propria per Oberhausen, Germania.

La partenza avviene all'alba di Giovedì 1 Aprile, alle ore 5.05, ed in circa 10-12 minuti, sono già al valico di Ponte Tresa, confine con la Svizzera e mi incolonno verso la postazione di frontiera insieme ai numerosissimi frontalieri, ovvero i lavoratori italiani che si recano giornalmente in Svizzera per recarsi al proprio posto di lavoro, facendo ritorno in Italia solo alla sera. Naturalmente i doganieri svizzeri, notano la presenza di cartine e mappe varie poste sul sedile accanto a quello di guida per cui mi chiedono dove sia diretto. Rispondo che sto recandomi in Germania, il doganiere svizzero mi chiede di accostare, e mi vengono chiesti i documenti. Un altro doganiere inizia a guardare all'interno dell'auto con una pila, (è ancora buio pesto) e mi chiede cos'è questo, cos'è quest'altro, per circa 5-10 minuti. Inizia bene il viaggio, dico fra me e me, visto che ho percorso si è no 20 Km e sono già fermo da un quarto d'ora, ma fortunatamente non sarà così. Anzi, questo sarà l'unico contrattempo che mi capiterà in tutti gli oltre 1700 Km del mio viaggio. Finalmente mi lasciano ripartire, sono le 5.35 e faccio i miei primi Km in terra elvetica. Dopo altri cinque minuti entro in autostrada, dove dovrò restare sino all'arrivo ad Oberhausen, dopo oltre 820 Km. In autostrada il traffico è quasi inesistente, ma i severi controlli sulle autostrade svizzere mi impediscono di sostenere velocità più alte di quelle consentite, quindi la velocità non supera i 120 Km Orari. Dopo essermi lasciato alle spalle il cantone Ticino, dopo quasi un ora sono in prossimità del Traforo del San Gottardo, un tunnel della lunghezza di 17 !!!!! chilometri. La mia mente va subito al rogo del tunnel del Monte Bianco occorso solo qualche giorno prima, ed un brivido mi percorre la schiena, soprattutto nelle prime centinaia di metri percorse all'interno del tunnel, dove causa la nebbiolina mattutina e gli scarichi dei numerosi mezzi che già circolano nonostante sia presto, sembra che ci sia veramente del fumo all'interno della galleria. Ovviamente è solo suggestione, e dopo circa una dozzina di minuti, percorsi obbligatoriamente ad 80 Km orari (limite in tutte le gallerie svizzere) sono fuori dal Tunnel. La luce inizia timidamente a farsi vedere ed intorno a me posso scorgere i prati ancora coperti da un consistente manto di neve. Fuori deve fare veramente molto freddo, ma d'altronde mi trovo proprio nel bel mezzo delle Alpi. Subito fuori dal Tunnel del San Gottardo inizia la ripida discesa verso la valle che nel giro di un altro centinaio di chilometri mi porterà nei pressi di Lucerna, incantevole località che sorge sull'omonimo lago (famosa per il ponte di legno che qualche anno fa è fu distrutto da un incendio e poi ricostruito) Sono più o meno le 7.30 quando arrivo nei pressi di Lucerna. Il traffico si è fatto molto intenso sia per l'orario di punta sia per la presenza di numerosissimi cantieri sull'autostrada. Appena fuori Lucerna mi imbatto in un fenomeno che ritenevo fosse esclusiva pertinenza o quasi della pianura padana: la nebbia. Sicuramente non deve essere un fenomeno molto diffuso da quelle parti, visto che nonostante si veda ancora a sufficienza molti automobilisti svizzeri sembrano veramente impediti nel procedere in questa situazione. Fortunatamente dopo una ventina di chilomentri la nebbia scompare mentre Basilea, e dunque il confine con la Germania si avvicinano sempre di più. Alle ore 8.15 ho passato senza nemmeno essere fermato dai doganieri il confine svizzero-tedesco e sono dunque in Germania. Il contachilometri parziale della mia Bravo segna 306, secondo i miei calcoli ne mancano 550, dunque ho percorso 300 Km in tre ore, se continuo di questo passo alle 13.30 - 13.45 sarò ad Oberhausen, sempre che vada tutto OK. L'autostrada tedesca è la A5, qui non esistono i limiti di velocità, ma il traffico sembra un decimo di quello presente sulle nostre autostrade e tutto sommato sembra che percorrere le autostrade in Germania sia meno pericoloso che farlo dalle nostre parti. Do un occhiata al mio GSM, sul display appare l'incicazione del gestore tedesco. Non faccio in tempo a chidermi se il telefonino funzioni o meno quando ricevo la prima telefonata, e a sorpresa scopro che non è mia moglie, ma Paolo Lanati, il quale mi chiede dove mi trovi e con il quale parlo del più e del meno per circa 3-4 minuti e con il quale rimango d'accordo che mi richiami nel pomeriggio. La mia Bravo continua a macinare chilometri, la media che riesco a tenere senza problemi è attorno ai 140-150 e dunque nel giro di un paio d'ore riesco a fare quasi 300 chilometri lasciandomi alle spalle nell'ordine Fribourg, Baden Baden, Karlshrue, Darmstaad (dove faccio il primo rifornimento dopo 570 Km dalla partenza) e lasciando la A5 per imboccare per una ventina di chilometri la A67 un autostrada di raccordo che consente di evitare l'attraversamento di Francoforte per imboccare la A3, l'autostrada che nel giro di altri 250 chilometri, previo passaggio da Bonn, Colonia, Dusseldorf e Duisburg mi porterà sulla A42 l'autostrada che dopo soli 3 Km prevede l'uscita per Oberhausen. Dopo essermi fermato a fare benzina mi ero fermato in una piazzuola dotata di WC ad espletare alcuni bisogni fisiologici e ne avevo approfittato per mettere mano per la prima volta dentro la borsa frigo in cui avevo messo speak, prosciutto crudo da farcire con soffici focacce. Da bere invece due bottiglie di acqua minerale. L'autostrada verso Colonia e Bonn era più trafficata di quella percorsa fino a quel momento ma la media che riuscivo a tenere era sempre attorno ai 140-150 Km/ora. Il tempo era bellissimo e la temperatura veramente mite. Nel giro di un altro paio d'ore, diciamo verso le 12.30 mi ritrovavo ad essere a circa 60-70 Km da Oberhausen, anzi ne ero certo visto che già da una ventina di chilometri avevo trovato dei cartelli con l'indicazione di Oberhausen e dei chilometri che restavano da percorrere. Ormai mi sentivo di essere quasi arrivato a destinazione e tiravo i remi in barca. Mi fermavo in un altra piazzuola a fare un altro spuntino. Dopo un altra mezz'ora, ovvero verso le 13.00 arrivavo finalmente sulla A42, e cinque minuti dopo ero fuori dall'autostrada finalmente ero arrivato ad Oberhausen. Le indicazioni in mio possesso ricavate dal sito internet della Oberhausen Arena erano molto dettagliate ed infatti nel giro di altri 5 minuti ero già all'interno del Parkhaus 8, un vero e proprio autosilo di tre piani, completamente gratuito posto sul lato sud dell'Arena, a meno di 200 metri dall'ingresso dell'Arena stessa. Parcheggio la mia auto ed inizio a notare i primi segnali esterni che in quel luogo, poche ore più tardi si sarebbe svolto uno show di wrestling, più precisamente della World Wrestling Federation. All'interno di quel parcheggio, sebbene ancora semivuoto visto che mancavano ancora quasi 5 ore all'apertura dei cancelli e quasi 6 all'inizio dell'evento, iniziavano ad arrivare le prime auto cariche di appassionati di wrestling. Incredibili, oltre il 70% delle persone che vedevo indossavano T-shirt relative al wrestling, ed oltre il 50% di queste erano t-shirt relative a Steve Austin. Incredibile, non avevo mai vissuto una sensazione del genere rapportata al wrestling, da noi certe situazioni si generano soltanto in occasione di partite di calcio, invece in quel luogo, in quel momento ero partecipe di una sorta di raduno di maniaci del mio 'sport' preferito, e questo mi eccitava incredibilmente. Dopo avere localizzato il passo carraio da dove sarebbero entrati nell'arena i wrestlers ma allo stesso tempo dopo avere considerato che il loro arrivo sarebbe avvenuto solo molte ore più tardi mi dirigevo verso il lato nord dell'Arena, un grande piazzale dove c'erano le vere e proprie entrate all'arena e dove sorgeva la biglietteria. A tale proposito, numerosi biglietti di quarta e quinta categoria erano ancora in vendita e ciò significava che non ci sarebbe stato il tutto esaurito.

ticket.jpg Mentre girovagavo per l'assolato piazzale antistante all'arena vengo avvicinato da due persone, padre e figlio che mi chiedono qualcosa parlando in inglese. Inizio a parlare con loro e gli spiego che sono Italiano, loro mi chiedono se sia venuto sino a lì solo per vedere il wrestling ed alla mia risposta affermativa il padre mi dà del pazzo. Loro sono olandesi, e fra di noi inizia una breve ma piacevole conversazione riguardo agli ultimi avvenimenti occorsi nella WWF, io parlo di quello che è successo a Wrestlemania XV, loro non l'hanno vista in Olanda, poi si parla in generale di wrestling, della WCW, della ECW. E' incredibile, per la prima volta nella mia vita, seppure a quasi 900 Km da casa, in terra straniera, parlando in inglese con due olandesi vivo una sensazione bellissima e capisco che l'evento che si terrà qualche ora dopo sarà un autentico raduno di appasionati di wrestling. Mi saluto con i due olandesi, dandogli appuntamento a piu tardì (???) e mi dirigo verso il centro commerciale prospicente l'Arena stessa. E' un complesso incredibile, ci sono oltre 30 ristoranti a tema, di variè nazionalità, non manca il ristorante italiano ed anche la pizzeria italiana, 'Donna Rosina' il nome mi fa sorridere ma capisco che una piccola parte di Italia è anche qui. L'interno del centro commerciale è incredibile, ci saranno oltre 200 negozi sistemati su una struttura a tre piani. In Italia non ho mai visto niente di simile, solo a Parigi, nel corso del mio viaggio di nozze, avevo visto un centro commericiale simile, ma Parigi ha 5 milioni di abitanti, Oberhausen solo 250.000. Dopo avere compiuto due piccoli acquisti per accontentare moglie e figlia, ritorno verso il Parkhaus dovr ho lasciato la mia auto, non prima di avere notato che ora sul piazzale dell'Arena si è formato un capannello di persone, una cinquantina che sono ferme davanti ad un gazebo. Mi avvicino e scopro il motivo di tanto casino, stanno allestendo una 'bancarella' di gadgets e t-shirt ufficiali della WWF. Attendo circa un quarto d'ora dopodichè i tre ragazzi inglesi dietro le transenne, comunicano in inglese, che la vendita è aperta. Avrei voluto acquistare un paio di t-shirt, ma la misura XXL non l'hanno con loro, allora ripiego sul programma ufficiale e su una dog tags, una specie di catena simile a quella usata sui collari dei cani con stampata l'effige 'Austin 3:16' e il teschio di Steve Austin. Proseguo verso il parcheggio, dato che mi è venuta sete per il caldo e inoltre sono abbastanza stanco, e visto che mancano ancora quasi tre ore all'apertura dei cancelli decido di riposarmi un po in macchina, non prima di avere notato che davanti al passo carraio dell'arena ora ci saranno già quasi 100 persone in attesa dell'arrivo dei wrestlers, ma è veramente ancora molto presto e dunque decido per il riposino. Circa un ora e mezzo più tardi, diciamo poco prima delle 17, scendo dalla macchina, prendo la macchina fotografica, il biglietto e mi preparo a piazzarmi anch'io all'esterno del passo carraio, dove ora le persone saranno circa 200. Dopo un po di tempo mi suona il cellulare, è Raphael, un ragazzo belga, con madre italiana, che vive a Bruxelles e con il quale ho contatti regolari via internet da quasi un anno e con il quale mi ero dato appuntamento per quel giorno ad Oberhausen. Dopo avergli comunicato dove mi trovavo Rapahel mi dice che mi raggiungerà entro pochi minuti. Tre minuti più tardi squilla il cellulare, vedo due ragazzi che si avvicinano mentre rispondo al cellulare e uno mi chiede se sia io Kiniluca. Ci siamo trovati. Sono veramente felice, ora mi sento un po' meno solo. Raphael mi fa subito una buona impressione, mi sembra subito una persona simpatica ed alla mano, ed anche l'amico che lo accompaganava si dimostrò affabile, nonostante dovessimo comunicare in inglese. Dopo alcuni minuti, mentre aspettavamo l'arrivo dei wrestlers, incredibilmente mi ritrovo accanto i due olandesi conosciuti prima, ed ora la conversazione diventa a cinque: due belgi, un italiano e due olandesi che comunicano fra di loro in inglese, anche se dopo un po' io e Raphael parliamo in italiano mentre gli altri tre parlano in fiammingo, o forse in olandese. Dopo quasi un ora di attesa, verso le 17.30 ecco finalmente arrivare i wrestlers, a bordo di due autobus. Ora le persone in attesa del loro attivo saranno più di 300, gli addetti alla sicurezza stentano ad aprire il varco per consentire l'accesso dei due autobus, i vetri sono abbastanza scuri e si fatica a scorgere chi ci sia dietro. Riesco comunque a scorgere nitidamente Pat Patterson e Gerald Brisco seduti nella prima fila di uno dei due autobus, quindi vedo Chyna, D-Lo Brown, Owen Hart, Ivory, ma i due pullman in pochi secondi sono già all'interno del parcheggio, viene chiuso il cancellone e i wrestlers scompaiono alla vista dei fans, che rimangono parzialmente delusi per l'intransigenza dei security che impediscono l'avvicinarsi alla recinzione. Lasciati Raphael e amico, con i quali mi dò appuntamento all'interno dell'Arena mi dirigo verso uno degli ingressi. C'è abbastanza confusione e ressa, all'entrata, ma riesco a trovare un ingresso consentito solo a coloro che sono in possesso dei VIP ticket, ossia i biglietti a bordo ring, quelli delle prime sei file. Appena entrato nell'atrio dell'Arena, noto subito la presenza di numerosi punti vendita di merchandising WWF, tutti rigorosamente ufficiali, niente merce contraffatta, tutti presi d'assalto dai fans. Dopo una decina di minuti vengono aperti gli accessi veri e propri all'Arena, scendo le scale mentre individuo subito la zona del Block D, ovvero quella dove c'è il mio posto. Mi rendo conto che i posti in prima fila sono davvero molto vicini al ring, non più di due metri. Mi eccito incredibilmente pensando che vedrò tutti i wrestlers da molto vicino. Trovo subito il mio posto, il sesto della prima fila del Blocco D, praticamente sono all'altezza dell'angolo del ring, dalla parte opposta a quella in cui entrano i wrestlers, in pratica è come se mi trovassi dietro il tavolo dei commentatori in lingua spagnola durante Raw Is War o un pay per view, solo che non ci sono ovviamente nè tavoli, ne commentatori e per me è meglio così dato che la visuale sarà libera. Raphael mi chiama di nuovo al cellulare dicendomi che ha difficoltà ad entrare dovute alla ressa che c'è fuori. Dopo dieci minuti anche Raphael arriva a bordo ring, individua i suoi posti, in terza fila del blocco C, praticamente alla mia destra, a circa 7-8 metri da me. L'arena, che nella sua configurazione per il wrestling potrebbe ospitare circa 13.000 persone si sta pian piano riempiendo e l'atmosfera si scalda sempre più. Manca meno di mezz'ora all'inizio degli incontri e anche la mia eccitazione cresce sempre di più. Anche i posti VIP si stanno pian piano riempendo. Alla mia sinistra ci sono marito e moglie, mentre alla mia destra ci sono tre posti vuoti. Raphael e l'amico si siedono in due di questi posti, sperando che i legittimi possessori per un motivo o l'altro non arrivino, ma quando mancano cinque minuti alle sette, ora prevista per l'inizio dello spettacolo, arrivano tre donne, Raphael e l'amico ritornano ai loro posti. E'incredibile notare come nelle prime cinque-sei file, la presenza del sesso femminile sia preponderante, cosa incredibile da registrare per uno spettacolo del genere alle nostre latitudini. L'arena è abbastanza piena, anche se il secondo anello dell'impianto è quasi completamente vuoto. Diciamo comunque ad occhio e croce che saranno circa 10.000 gli spettatori presenti all'evento.

Finalmente alle 19.10, lo spettacolo inizia. Sono Pat Patterson e Gerald Brisco ad aprire lo show con il loro ingresso. Si rivolgono al pubblico in inglese e ciò mi piace, perchè almeno l'inglese lo capisco, mentre quanto annunciato dallo speaker tedesco prima dell'inizio e prima di ogni match risulta essermi sconosciuto poichè il tedesco per me è tabu. Patterson e Brisco dicono di essere stati mandati da Vince McMahon per assicurarsi che le cose vadano per il verso giusto per quanto riguarda il team Corporate. Finita la loro 'arringa' Patterson e Brisco presentano 'The Brooklyn Brawler' vero nome Steve Lombardi, il 'jobber' più famoso della storia della World Wrestling Federation. Il suo avversario è X-Pac che indossa la cintura di Campione di Coppia WWF, conquistata due giorni prima in coppia con Kane, durante le registrazioni di Raw Is War, esattamente nella puntata registrata il 30 Marzo che sarà poi trasmessa solo il successivo lunedì 6 Aprile. X-Pac è veramente in forma, la mia postazione è incredibile, in pratica è come essere sul ring, gli atleti sono bravissimi, dalla prima fila è facile vedere come i colpi siano solo appoggiati e come spesso i wrestlers si parlino fra di loro prima di effettuare le varie mosse, ma lo spettacolo è veramente bello. Ovviamente per quanto riguarda il risultato, è X-Pac a prevalere su Brooklyn Brawler, dopo avere eseguito l'X-Factor, sua mossa risolutiva finale.

Il secondo incontro è un incontro di coppia misto: da una parte D-Lo Brown, accolto molto fragorosamente dal pubblico tedesco, e Ivory, dall'altra Val Venis e Jacqueline. D-Lo Brown ed Ivory entrano per primi, accolti come dicevo molto bene dal pubblico, Val Venis e Jacqueline un pò più tiepidamente anche se quando Val esegue il suo solito 'Hello Ladies' le donne tedesche vanno in visibilio. Il match viene risolto da Jacqueline che schiena Ivory mentre i due uomini erano impegnati a bordo ring.

Il terzo incontro della serata è sicuramente uno dei più belli. Entra per primo Hunter Hearst Helsmley, accompagnato da Chyna. Vedere Chyna da vicino è incredibile, la sua presenza è veramente statuaria. Anche HHH dal vivo sembra molto più massiccio di quanto appaia in tv. HHH entra subito nel suo nuovo ruolo di 'heel' prendendo letteralmente per il culo il pubblico tedesco, ed addirittua recitando una parodia di Adolf Hitler. Immaginatevi quale possa essere stata la reazione del pubblico. Piccolo particolare: HHH beve dell'acqua da una bottiglietta di plastica proprio prima di salire sul ring, salvo poi sputare l'acqua addosso alle prime file del blocco C, quello alla mia destra. Incredibile l'ingresso del suo avversario, Kane. Nonstante non ci siano i fuochi d'artificio come durante Raw Is War o i ppv, il suo ingresso risulta essere molto spettacolare. Il match sul ring tra i due è molto molto violento e spesso i due lottano anche fuori dal ring. E proprio durante una di queste azioni fuori ring vengo icrdibilmente ed inaspettatamente coinvolto in prima persona. Succede infatti che Kane afferri HHH per la testa e lo spinga contro la transenna proprio all'altezza del mio posto. Kane scaraventa HHH oltre le transenne ed Helsmley mi cade praticamente addosso, procurandomi una botta incredibile alla gamba destra, non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se invece di cadere addosso a me cadeva addosso ad una donna. Il match prosegue e malgrado Kane sembra poter prevalere, grazie ad un irruzione di Chyna, la quale colpisce lo stesso Kane con un low-blow senza che l'arbitro se ne accorga, Helsmley conclude vittoriosamente il match con la sua manovra risolutiva preferita, il Pedegree mentre Kane nonostante la sconfitta scende dal ring tra l'ovazione del pubblico.

Il match successivo viene presentato come WWF Intercontinental Championship Match. Giunge per primo Road Dogg, sulle note della sigla della DX. Jesse Jammes recita la solita introduzione dei NAO, ed il pubblico canta quasi all'unisono l'introduzione stessa, seguito dal solito Suck It!!!. Spettacolare risulta l'introduzione di Goldust, il quale è il campione Intercontinentale in carica per avere strappato allo stesso Road Dogg la cintura solo tre giorni prima, nell'edizione di Raw Is War tenuta il giorno dopo Wrestlemania. Goldust è accompagnato da Blue Meanie ed il duo viene accolto tra i fischi mentre per Road Dogg solo applausi ed incitamenti vari. Anche questo match risulta piacevole e combattuto, anche se un altro beniamino del pubblico deve cedere la vittoria ad un non favorito. E' infatti Goldust a schienare Road Dogg conservando titolo e cintura. Inizia quindi il quinto incontro della serata: nonostante l'annuncio sia in tedesco è facile capire che si tratti di un incontro valido per il titolo Hardcore. Di fronte il campione Hardcore Holly e lo sfidante Al Snow. Il pubblico è dalla parte di quest'ultimo soprattutto per il fatto che nelle prime file del blocco opposto al mio ci sia una nutrita presenza di fans della ECW, con tanto di t-shirt i quali spesso si fanno sentire con il loro grido ECW, ECW, ECW. Bob Holly è in splendida forma. E' il solo wrestler insieme ad X-Pac che avevo già visto cinque anni fa durante l'ultimo Tour WWF in Italia, ma allora Holly era prigioniero di una infelice 'gimnick' quella di 'Thurman Sparky Plugg' mentre la gimnick attuale è decisamente un altra cosa. Durante questo incontro noto un particolare sfuggitomi sino a quel momento. Il ring usato è uno di quelli vecchio tipo, ovvero quello con le corde rosse, bianche e blu, il fondo del ring è di quelli vecchio tipo, molto più duri, scartati un paio di anni fa dalla WWF dopo i numerosi infortuni accaduti a causa della durezza del ring, di cui il più famoso fu quello di Marc Mero. L'azione tra Snow e Holly risulta dunque più soft del dovuto, anche se durante il match viene usata anche una sedia (di plastica però), un bastone, un tubo di gomma ed altri ammennicoli vari. Holly conclude il match vittorioso e lascia subito il ring, mentre Al Snow dà vita ad un autentico monologo. Piazzata in uno dei quattro angoli del ring, esattamente quello di fronte a me, Snow ha piazzato The Head. Snow prende la testina per i capelli e la posiziona a centro ring, quindi come per addossargli la colpa della sconfitta inizia a prenderla a calci, quindi gli salta sopra e la schiena, proprio come se si trattasse di un vero wreslter. Head rimane in mezzo al ring mentre Al Snow si allontana verso il backstage, salvo ripensarci, risalire sul ring, chiedere scusa a Head, fare pace e tornare felice con la sua testina negli spogliatoi. Un bello spettacolo fuori programma.

Il sesto incontro della serata vede protaginista Ken Shamrock e Undertaker. Il pubblico tedesco sembra molto attaccato alla figura del becchino, e ciò l'avevo già notato dalle numerose persone che indossavano sue t-shirt. Shamrock entra per primo, ma quando le luci si spengono è la volta dell'Undertaker, accompgnanto dal fido Paul Beraer. L'entrata di Undertaker è a dir poco fantasmagorica. Il pubblico è in visibilio ed anch'io sono intrippato da ciò che mi accade intorno. Il match è molto bello e Undertaker dà sfoggio del suo intero repertorio, camminata sulla corda compresa. Alla fine Shamrock capitola dopo essere stato giustiziato con una Tombstone. Shamrock, mentre lascia il ring ha un violento battibecco con un ragazzo in prima fila del Block C, e per poco non gli mette le mani addosso. Prima di allontanarsi definitivamente tra bordate di fischi, l'ex UFC afferra dal pubblico un cartello con scritto 'Shamrock Rules' e lo mostra orgoglioso al pubblico, prima di tornarsene defiunitivamente nel backstage.

A questo punto lo spettacolo viene sospeso per un breve intervallo, una decina di minuti, durante la quale ne approfitto per raggiungere Raphael e l'amico per scambiare impressioni sulla serata, che peraltro non possono che essere positive. Fra l'altro Raphael mi viene in soccorso regalandomi un rullino per la macchina fotografica. Ho infatti quasi finito il secondo e mancano ancora quattro incontri. Se non ci fosse stato Raphael non so come avrei fatto. Durante l'intervallo alcuni addetti consegnano ad ogni spettatore dei posti a bordo ring un calendario ufficiale della WWF. Meno male, con quello che costavano quei posti....

E' tempo di tornare in azione, con il match che vede opposto Gangrel a 'Bad Ass' Billy Gunn. L'entrata di Gangrel, con la mia musica d'ingresso preferita, quella del Brood, è molto bella. Gangrel però mi sembra letteralmente 'fatto' tanto che non capisce nemmeno da che parte siano i gradini per salire sul ring. Incredibile, sembra davvero fatto. Ingresso trionfale tra l'ovazione del pubblico di Billy Gunn, il quale è senz'altro uno dei wrestlers che visti dal vivo sembrano molto più potenti e possenti di quanto appaiano alla tv. Anche Billy Guynn, come già successo per Road Dogg intrattiene il pubblico con una delle famosi frasi che hanno reso popolari i New Age Outlaws, concludendo con l'arcinoto grido 'SUCK IT' ripetuto in maniera fragorosa da tutti i 10.000 della Oberhausen Arena. Il match viene vinto da Billy Gunn abbastanza nettamente.

Lo speaker di lingua tedesca annuncia il match successivo, di fronte gli ex campioni di coppia Owen Hart e Jeff Jarrett e gli altri due del Brood, l'ex campione pesi leggeri Christian e Edge. Entrano per primi quelli del Brood, mentre quando è la volta di Owen Hart e Jarrett l'attenzione del pubblico si accanisce sulla loro accompagnatrice, Debra la quale è bersagliata da un autentica pioggia di flash. Anche questo incontro è interessante, e l'azione del duo del Brood è contrastata con difficoltà da Owen e Jarrett. Debra tenta di risolvere il match alla solita maniera, cioè mostrando i suoi 'paraurti' all'avversario di turno, questa volta Edge, ma senza sortire alcun effetto. Anzi, sono proprio quelli del Brood ad avere la meglio portando a casa una vittoria che sembrava disperata.

Il succesivo incontro, che risulterà essere il penultimo della serata, vede opposti Big Bossman, peraltro in splendida forma, ed l'ultimo arrivato nella WWF, The Big Show Paul Wight. Il pubblico accoglie Bossman con i fischi mentre per l'ex Giant ci sono solo applausi. Wight è veramente enorme, dal vivo sembra ancora più grosso che in tv. Il match si risolve in un autentico splash perchè Wight pone fine al match con un potentissimo chokeslam dopo soli 120 secondi. Bossman rimane esanime al suolo anche dopo la fine del match mentre Wight prende la via degli spogliatoi sommerso dagli applausi.

Si va verso la conclusione dello spettacolo, ma mancano all'appello gli attuali numeri uno della federazione, Stone Cold Steve Austin, fresco campione del mondo e l'ex campione The Rock. In pratica il main event che andrà in scena tra breve altro non è che la riedizione del main event di Wrestlemania XV e la cosa mi affascina non poco.

Innanzitutto entrano in scena coloro che avevano aperto lo show, ovvero gli 'Stoogies', Pat Patterson e Gerald Brisco, i quali prendono in mano il microfono e annunciano che Vince McMahon gli ha spediti in Europa per accertarsi che Stone Cold Steve Austin non tornasse negli Stati Uniti come Campione del Mondo WWF, e dunque loro avrebbero fatto di tutto per realizzare il sogno di Vince McMahon.

Il primo ad entrare è The Rock, Rocky Maivia, il pubblico reagisce in maniera differente, c'è una maggioranza che si scaglia contro The Rock, ma c'è anche una parte di pubblico che inneggia all'ex People Champion. The Rock è in ottima forma. Porta sulla spalla la cintura di campione del mondo che fu costruita per Steve Austin, la famosa 'customized belt' fatta realizzare dalla WWF in onore di Steve Austin dopo la conquista del suo secondo titolo WWF a King of The Ring 1999. Vi è raffigurato il teschio fumante, simbolo del Texan Rattlesnake. Nel corso della puntata di Raw Is War tenutasi il giorno seguente Wrestlemania è successo che Shane McMahon, nel corso dell'evolversi degli eventi abbia consegnato quella cintura a Maivia anzichè come promesso da suo padre Vince a Steve Austin.

The Rock prende il microfono e dà subito sfoggio alla sua inconfutabile attitudine e bravura con il microfono. Ovviamente la maggioranza del pubblico gli inveisce contro gridandogli 'Rocky Sucks, Rocky Sucks' Il coro del pubblico si fa veramente fragoroso. Sembra proprio di essere nel mezzo di un edizione di Raw Is War, di una delle decine, per non dire centinaia di trasmissioni TV WWF che ho visto negli ultimi tre anni e mezzo. E' incredibile, nonostante non sia più un ragazzino mi sto emozionando come un bambino con il suo giocattolo preferito. Ed il meglio deve ancora arrivare. E'infatti giunto il momento più atteso della serata, l'ingresso di Stone Cold Steve Austin. L'atmosfera è veramente elettrica, la tensione sale ai massimi livelli. Anche gli addetti al servizio d'ordine sembrano avvertire la tensione, dato che l'esterno del ring viene occupato nel suo perimetro da ben 9 security, per prevenire eventuali esagitati della prima fila. Anch'io sono in prima fila e tra poco vedrò da vicino Steve Austin. Si ode il rumore di vetri infranti, è giunto il momento, ecco da lontano apparire la sagoma di Stone Cold, che a passo sospinto, scortato a destra e sinistra da numerosi security si avvicina al ring, il pubblico lo accoglie con un autentico boato. In pratica sta succedendo il finimondo. Sembra che l'arena debba crollare da un momento all'altro tante sono le vibrazioni, fisiche e astratte che si percepiscono. Steve Austin sale sul ring, getta a terra la cintura di campione del mondo ed inizia a salutare il pubblico alla sua maniera, salendo sulla seconda corda in prossimità dei quattro angoli del ring ed alzando entrambe le braccia al cielo. Il pubblico è in delirio, quando Steve Austin arriva davanti al mio angolo anch'io sono davvero emozionato. Austin è molto più dotato fisicamente di quanto appaia vedendolo nel teleschermo, le sue gambe sono veramente poderose, solo Tatanka dal vivo mi aveva fatto un impressione simile dal punto di vista del fisico. Dopo aver intrattenuto il pubblico con le sue 'pose' ora Austin prende in mano il microfono: ha inizio un altro vero e proprio show. Austin iniza a sbeffeggiare verbalmente The Rock, chiedendo più volte al pubblico di rispondergli con un 'OH HELL YEAH!!!' alla richiesta se desideri vedere il buon Maivia preso a calci nel culo dallo stesso Stone Cold. Dopo il secondo o terzo 'HELL YEAH' del pubblico The Rock dà inizio al match colpendo alle spalle Steve Austin. Il match ha inizio e sebbene dal punto di vista tecnico non ci sia molto da dire, visto che i due wrestlers non agiscono dando fondo al 100% delle loro risorse, lo spettacolo offerto è comunque esaltante, specialmente quando i due hanno un incontro ravvicinato a bordo ring a non più di un metro dalla mia postazione. Brisco e Patterson, da parte loro cercano di mettere il loro zampino nel match, con l'arbitro Earl Hebner che cerca di tenere l'incontro sui binari dell'ordine. Dopo sei-sette minuti d'incontro, dopo avere reagito ad una Rock Bottom messa a segno da Maivia, Steve Austin riesce a colpirlo con la sua 'Stone Cold Stunner' ponendo fine all'incontro e mandando ancora una volta in visibilio il pubblico. Gerald Brisco e Pat Patterson soprattutto cercano di sfogare la loro rabbia sul povero arbitro, il mitico Earl Hebner, compagno di bevute di birra di Stone Cold. Anche questa volta Austin non si smentisce: Brisco riesce a scappare ma per Patterson non c'è scampo: Stunner anche per lui, ma non è finita. Anche l'arbitro Hebner lo colpisce con calci mentre è a terra sotto lo sguardo compiacente di Steve Austin. Austin e Earl Hebner festeggiano insieme mentre si raggiunge l'apice della confusione e della felicità da parte del pubblico. Steve Austin saluta per un ultima volta il pubblico con le pose ai quattro angoli del ring e poi si allontana.

Cala il sipario sullo show WWF di Oberhausen, è stata una serata fantastica. Sono veramente contento di essermi fatto tutta questa strada per vedere uno spettacolo simile e sicuramente avere assistito a questo spettacolo dal vivo mi ha arricchito di sensazioni e considerazioni che prima non avrei potuto provare. Ma questo dell'approfondimento di questa esperienza è un discorso che affronterò alla conclusione della storia. Ora torniamo a dove eravamo rimasti. Vengo raggiunto da Raphael e dal suo amico ed insieme ci avviamo verso l'uscita. Ci scambiamo opinioni sulla serata. Io e Raphael siamo molto entusiasti, il suo amico un pò meno, ma tutti siamo concordi sul fatto che sia stato un bello spettacolo. E'arrivato però il momento di salutarci, visto che le nostre rispettive auto sono situate in posti diversi. Mi accommiato da Raphael dicendogli che ero molto contento di averlo conosciuto e dandogli magari appuntamento per quest'estate quando forse verrà in Italia per le vacanze.

Intanto in cinque minuti sono a bordo dell'auto e mi appresto a lasciare il Parkhaus e a dirigermi verso l'autostrada. Malgrado siano le 22 passate e sia in piedi dalle 4.30 del mattino è mia intenzione guidare almeno per qualche ora al fine di macinare qualche centinaio di chilometri prima di mettermi a dormire in macchina in qualche piazzuola dell'autostrada. Dopo una decina di minuti di coda nelle strade adiacenti all'arena arrivo all'entrata dell'autostrada. Ecco, inizia il mio lungo viaggio di ritorno verso casa. Contrariamente a quanto avrei voluto fare, dopo poco più di un ora di viaggio e un centinaio di chilometri percorsi, il sonno e la stanchezza iniziano pericolosamente a lenire i miei riflessi. Così raggiungo un area di servizio più o meno all'altezza di Bonn. Faccio benzina quindi raggiungo un area più isolata dell'area di servizio dove sono presenti una decina di TIR, qualche camper ed un paio di auto.

Ovviamente ho portato con me una pesantissima coperta che vista la temperatura esterna sono sicuro mi tornerà utile. Dopo una mezz'ora riesco ad addormentarmi, ma verso le 3 di notte mi sveglio dal freddo. Mi sembra di avere già dormito un eternità, quindi mi rimetto in viaggio come se fossi fresco e riposato. Ma non sarà così. Infatti innanzitutto viaggiare di notte non è già bello di per se, poi dopo solo una cinquantina di chilometri il sonno e la stanchezza ritornano ad insidiare i miei riflessi. Addirittura un paio di volte mi si chiudono gli occhi. Decido di resistere ancora un po' almeno fino a quando riprenderò la A5, l'autostrada che poi porta a Basilea, Svizzera. Infatti dopo un altra mezz'ora, verso le 4 del mattino arrivo verso Francoforte, anche lì entro in un area di servizio dove ci saranno almeno una cinquantina di camper ed altrettante auto ferme in sosta. Riprendo la coperta e mi riaddormento, questa volta molto più a fondo. Verso le 7.30 vengo svegliato dallo squillo del cellulare. E'mia moglie che mi chiede dove mi trovi e quanti chilometri manchino a casa. Faccio due conti e mi rendo conto che mancano ancora 500 chilometri, più o meno cinque ore di viaggio. Salutata la moglie, questa volta riprendo il viaggio definitivamente. Ormai è giorno e la luce del sole mi aiuta a riprendermi completamente dal torpore. Verso le 9.15 attraverso il confine tra Germania e Svizzera e appena lasciata Basilea mi fermo un altra volta a fare benzina. Mancano meno di 300 chilometri per tornare a casa, e francamente sento di avere fatto la maggior parte della fatica. Infatti il resto del viaggio è praticamente tutto in 'discesa'. Nonostante il week-end pasquale alle porte il traffico è abbastanza contenuto e comunque scorrevole. Tutto va per il meglio e verso le 10.30 mi ritrovo ad un paio di chilometri dal traforo del San Gottardo. Di nuovo mi torna l'angoscia per quei 17 chilometri di tunnel, ed inoltre alcuni cartelli luminosi segnalano la presenza di una certa coda prima dell'ingresso del tunnel stesso. Dopo una ventina di minuti persi in coda per entrare nel tunnel (l'accesso veniva regolato da un semaforo che lasciava entrare solo un certo numero di auto, quindi si metteva sul rosso. Poi dopo qualche minuto tornava verde e così via). ed un quarto d'ora necessaria per attraversare il tunnel stesso sono di nuovo in canton Ticino, a meno di 100 chilometri da casa. Gli ultimi 100 chilometri volano letteralmente via, e verso alle 11.30 sono al valico del Gaggiolo. Non è lo stesso valico da cui sono entrato perchè sono diretto al Centro Commerciale di Varese dove sono impaziente di portare a sviluppare i tre rullini che ho scattato ad Oberhausen per vedere come siano venute le fotografie. Con sorpresa al valico italo-svizzero trovo una coda inaspettata. Ci vuole quasi mezz'ora per passare il valico stesso e ritornare in Italia. Finalmente anche la mia auto passa il confine, sono nuovamente in Italia e sono contento che tutto sia andato per il meglio. In dieci minuti sono già al parcheggio del Centro Commerciale Varese dove raggiungo il negozio di foto-cine ottica dove sviluppano le foto in 30 minuti. Lascio i rullini e ne approfitto per andarmi a mangiare un panino e bermi una birra. Dopo poco più di venti minuti torno al negozio, e chiedo come stanno venendo le foto. La ragazza mi dice di non preoccuparmi, che le foto sono venute bene e che stanno stampando il terzo rullino. Dieci minuti più tardi ho oltre 80 foto scattate ad Oberhausen in mano, in pratica ho materializzato qualcosa che altrimenti sarebbe rimasto soltanto nella mia mente. Arraffo le foto, salgo in auto e volo verso casa dove arriverò tre quarti d'ora più tardi, sano, salvo ed estremamente felice di avere affrontato questa esperienza. Oltre alla gioia ed alla felicità per essere tornato a vedere la World Wrestling Federation dal vivo dopo quasi cinque anni mi rimane addosso la sensazione più grande che ho provato mentre assistevo allo spettacolo all'interno dell'Oberhausen Arena a quasi 900 Km da casa. La sensazione è questa: tutti i wrestlers, da Steve Austin, il più acclamato, al principe dei jobbers, The Brooklyn Brawler, TUTTI e ripeto di nuovo TUTTI sono dei professionisti incredibilmente bravi. Ma la cosa incredibile che ho avvertito stando là è che il wrestling, in questo caso la WWF, con i suoi grandi e piccoli personaggi, è uno spettacolo stupendo nel suo insieme, nella sua unicità come nella finzione delle mosse e dei risultati degli incontri stessi. Che al pubblico non interessa se Steve Austin riesce a fare solo cinque mosse in un incontro o se The Rock non è wrestler tecnico ma un ex giocatore universitario di football americano fallito, al pubblico non interessa se Steve Austin sarebbe battuto da Goldberg, perchè tanto la controprova non ci sarà mai, al pubblico non interessa se i Demolition erano un altra cosa, al pubblico non interessa se questo è più forte, più bravo o meno bravo di quell'altro non interssa tutto ciò perchè il wrestling da quel punto di vistà è finto.. Al pubblico interessa una cosa soltanto: lo spettacolo, e basta. Quello sì che è vero. Non si spieghrebbe altrimenti la presenza di almeno il 40% di donne tra il pubblico presente. Non si spiegherebbe altrimenti come negli Stati uniti d'america, il lunedì sera, un televisore su otto sia sintonizzato sul wrestling.

Con questa esperienza, che mi dispiace sinceramente di non avere potuto condividere con nessuno, mi sento di avere acquisito qualcosa che anche se avessi visto 500 videocassette non avrei mai potuto capire. Ho capito che il wrestling è per me lo spettacolo più bello del mondo.

Ho capito che per apprezzare il wrestling non occorre saperne più degli altri.
Ho capito che il wrestling è una cosa fantastica.

Ho capito che il wrestling è un VERO spettacolo.

E basta, il resto sono solo chiacchere che lasciano il tempo che trovano.

Il mio racconto finisce qui. Spero che abbiate gradito e che con questo racconto, per quanto possibile, sia riuscito a trasmetterVi alcune delle sensazioni che ho provato durante questa trasferta. Se invece vi ho annoiato, credetemi, non l'ho fatto apposta.

K i n i l u c a