The Beckett Wrestling Society
by
Alessandro Saracca
“THE
WRESTLECRAP BOOK OF LISTS!”
R.D. Reynolds & Blade Braxton
2007, Inglese
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Dopo il successo
ottenuto con “Wrestlecrap: The very worst of pro-wrestling”; e a seguire
l’ottimo e fortunato “The death of WCW”, ritorna sugli scaffali R.D. Reynolds,
creatore di Wrestlecrap.com nonché, ormai da anni, massimo esponente di tutto
ciò che, di ridicolo o risibile, il wrestling ha avuto il coraggio di proporre
ai suoi spettatori. Per l’occasione accompagnato da Blade Braxton, suo
collaboratore sul sito di cui sopra, Reynolds questa volta abbandona la ricerca
storica o le ilari memorie per concedersi, come già chiaro dal titolo, un libro
interamente incentrato sulle “classifiche”.
Se non conoscete il personaggio, però, non aspettatevi elenchi su chi possa
essere stato il miglior wrestler di sempre, il face più acclamato oppure il
match più grande della storia. Come è nello stile, ironico e dissacrante, di
Wrestlecrap, di ben altro calibro sono le classifiche che vanno a comporre le
oltre trecentocinquanta pagine di questo volume. “I dieci esempi del perché
wrestling e religione non vanno d’accordo”, “I sei crimini per i quali vorremmo
che Undertaker e Kane venissero arrestati se vivessero nella nostra città”
oppure “I dieci peggiori membri di sempre dell’nWo” sono solo alcuni dei (parecchi)
capitoli che compongono la terza fatica di Reynolds. E credetemi, gli autori
sono andato ben oltre i titoli qui riportati.
Classifiche che, però, vanno intese in senso molto lato. Se spesso si va dalle
sei, alle dieci fino alle venticinque voci per elenco, ci si può allo stesso
tempo trovare facilmente davanti a classifiche composte da un singolo elemento,
ed è con questo spirito “leggero” che serve avvicinarsi alla lettura di questo
libro. Concepito non come lettura profonda, ma come passatempo da tenere sul
comodino e sfogliare di tanto in tanto, per farsi una risata e, perché no, per
riflettere su quanto, a volte, questo sport-spettacolo sappia coprirsi
involontariamente di ridicolo, il libro centra in pieno il suo bersaglio
Così com’era avvenuto per il primo Wrestlecrap, seppur questo libro gli sia
qualitativamente di molto superiore, lo scopo principale degli autori è non solo
intrattenere o divertire, ma allo stesso tempo provocare e stuzzicare tutti
quelli che prendono un po’ troppo sul serio questa disciplina, che tanto sa
emozionare ma che spesso non manca di lasciare perplessi gli spettatori.
Se siete tra quelli che, ogni tanto, amano farsi due risate alle spalle delle
più grandi stelle di questo business, o se avete apprezzato l’altro Wrestlecrap,
non potete farvi sfuggire questo libro.
Se, invece, siete di quelli che si fanno venire il sangue amaro ogni qual volta
qualcuno non vi parla in maniera entusiasta del wrestling, o osa riderci su,
allora scappate lontano se avvistate questa copertina. Potrebbe essere troppo
per le vostre coronarie.
Certo, non scoprirete mai qual è il peggiore personaggio che abbia mai calcato
un ring, ma d’altronde non si può avere tutto dalla vita…
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