The Beckett Wrestling Society #35
by Alessandro Saracca


“BODYSLAMS! MEMOIRS OF A WRESTLING PITCHMAN”
Gary Michael Cappetta
2005, Inglese

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Posizione sfortunata, quella di Gary Cappetta, all’interno del variopinto mondo del pro-wrestling.
Per anni annunciatore della WWF prima e della WCW poi, senza dimenticare la scena indipendente (ROH) nelle sue infinite forme e sostanze. Ben prima, però, che le varie Lilian Garcia ed i vari Tony Chimel divenissero personaggi inclusi negli show e non semplici “voci” alle quali seguiva inevitabilmente un corpo, quasi mai inquadrato e di certo non utile al programma. Uno di quelli che ti ricordi la faccia anche se non sapresti dire dove l’hai vista, ma se ti dicono solo il nome allora non c’è verso di saltarci fuori. Anche se lo hai sentito ogni sera.

Posizione fortunata, però, quella di Gary Cappetta.
Non inserito nelle storyline ma sempre nel backstage, presente alle riunioni, amico e confidente dei wrestler, uno dei pochi a sapere in anticipo cosa i booker avevano progettato per le settimane a venire. Esperto senza neanche volerlo, un insider improvvisato che avrebbe fatto la fortuna di tanti presunti “giornalisti”. Uno, insomma, che di cose ne ha viste e sentite tante.

Forte di anni di esperienza Cappetta si è così seduto davanti al computer e, senza aiuto di alcun ghost writer, ha scritto di proprio pugno le trecento pagine che compongono questo Bodyslams!, opera indubbiamente interessante che non faticherà ad offrire ad ogni lettore spunti interessanti o motivi per scorrere le pagine.

Sia che si tratti di Vince McMahon e del suo modo di trattare il business ed i suoi dipendenti, sia che si tratti della WCW, del suo turbolento backstage o del management incompetente, forte della sua posizione di figura esterna all’attuale universo del pro-wrestling Cappetta non da freno alle parole e senza troppi scrupoli mette a nudo tanti, forse troppi, lati oscuri del wrestling che di certo non avranno fatto inorgoglire i diretti protagonisti.
In parallelo, però, per l’interesse del lettore non mancano anche spunti più divertenti, siano essi gli ormai leggendari scherzi a cui i wrestler sottopongono i colleghi oppure le infinite stupidate compiute dai Nasty Boys in giro per il mondo (e qualcuno li rivorrebbe alla WWE…), oppure momenti di riflessione sull’attuale andamento del business così come racconti personali dei rapporti che l’autore si trovò ad instaurare con le varie superstar con cui ebbe a che fare nel corso della propria carriera (tra cui un allora imberbe Undertaker, ben lontano dai fasti che lo hanno consacrato a leggenda vivente). Da notare, inoltre, come il livello del libro non subisca mai cali o momenti di stanca, cosa che aiuta il lettore ad addentrarsi nel “mondo degli annunciatori” e cosa che sicuramente rende onore a Cappetta, qui alla sua prima esperienza come scrittore “professionista”.

Una lettura piacevole, scorrevole e di sicuro interesse, che seppur “vecchia” rispetto a tutti i libri di grido usciti di recente (l’edizione attualmente in commercio, però, è una versione “estesa” del precedente lavoro che conta di circa cinquanta pagine in più…) di certo non sfigura davanti a nomi ben più quotati e rispettati nel business.
Dopo tutto, se è lo stesso Mick Foley a consigliare questo volume, una ragione deve pur esserci.