The Beckett Wrestling Society
#31
by
Alessandro Saracca
“THE
HARDCORE DIARIES”
Mick Foley
2007, Inglese
*****
Mick Foley lo ha fatto ancora.
Dopo i clamorosi successi di “Have A Nice Day” e “Foley Is Good”, nonché due
romanzi e svariati libri per bambini all’attivo, l’Hardcore Legend decide di
tornare alle origini con la sua terza biografia. Cosa che, sostiene lo stesso
Foley, non ha molto senso visto che nemmeno stelle immortali dello sport si sono
spinte così avanti. Ma tanto, dico io, niente nella carriera di Foley ha senso
per cui ci può stare anche questo libro.
La genesi di questo volume si colloca durante una riunione tra Vince McMahon,
sua figlia Stephanie, gli head bookers di Raw e Smackdown! e lo stesso Foley,
che si reca a Stamford per proporre un idea che, nella realtà, sfocerà poi nel
match a One Night Stand tra Edge e Foley vs. Terry Funk e Tommy Dreamer. Ed è
proprio il chairman della WWE a spingere Mick a scrivere, nonostante le
resistenze iniziali dello stesso autore.
L’idea di base è quella di riportare fedelmente su carta il blog che lo stesso
Foley curava su WWE.com, ma dopo poche battute l’idea viene completamente
stravolta. Foley non vuole dare alle stampe qualcosa che la gente ha già letto,
e siccome non c’è così tanto della sua carriera rimasto da raccontare, nasce
l’idea degli Hardcore Diaries.
Un romanzo.
Sul wrestling.
In forma di diario intimo dell’autore.
Roba che solo Mick Foley poteva pensare.
Quello che ne viene fuori, dunque, è il reportage della vita di Foley da quella
fantomatica riunione sino a One Night Stand, dove tra cambi di rotta e
stravolgimenti vari il match arriva a compimento. Con, ovviamente, tutto quello
che c’è in mezzo. Il match con Edge a Wrestlemania, Melina e Nitro, il Kiss My
Ass Club, la trasferta in Iraq, le comparsate televisive, la TNA, le prese in
giro a Test e Al Snow e tutto quello che può ormai essere ritenuto il repertorio
classico di Mick Foley.
Va però detto che, forse abituati troppo bene, questo volume non raggiunge il
livello delle prime due biografie del due volte New York Times Best Selling
Author (fatto che, non certo senza orgoglio, Foley tende a ripetere un po’
all’infinito, anche perché con questo libro le volte diverranno tre…). Proprio
per la scarsezza di materiale, riconosciuta comunque l’originalità dell’opera,
spesso il libro si allontana dal wrestling per infilarsi in meandri ad esso
estranei, siano la vita privata di Foley e famiglia oppure temi come la
religione e la politica statunitense che a molti potrebbero risultare indigesti.
Non di meno il libro offre spiragli nuovi ed estremamente interessanti su come
funziona il wrestling, su come si muovono le acque dietro le quinte e su come
nascono, muoiono, risorgono e cambiano le storyline. Divertenti i capitoli sulle
Divas, un po’ meno quelli sui vari deputati e candidati presidenti che Foley
incontra, il volume comunque scorre via leggero e si fa leggere più che
volentieri.
Rimane, purtroppo, quel vago senso di incompiuto, di poteva essere ma non è
stato, come se mancasse l’ultimo tassello del puzzle ed il disegno ne uscisse
alterato. Se non si stesse parlando di Foley, questo sarebbe un gran libro. Ma
visto quello che il buon Mick è stato in grado di fare in passato, questo Diario
non riesce a guadagnarsi il massimo dei voti.
In sintesi, se volete avvicinarvi all’universo letterario di Mick Foley,
sicuramente è consigliabile passare prima per le altre due (ottime) biografie,
ed eventualmente rivolgersi a The Hardcore Diaries solo in un secondo momento.
Se invece avete già letto quello che Foley ha creato, allora questo libro merita
sicuramente un’occhiata. Fosse anche solo per ritrovare quello che, senza ombra
di dubbio, è attualmente il miglior scrittore di wrestling sulla piazza.
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