The Beckett Wrestling Society #29
by Alessandro Saracca


BMONSTERS OF THE MAT”
Robert Picarello
2002, Ingles

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““Monsters”. Mostri sacri, come Michaels Jordan nel basket, Babe Ruth nel baseball, Tiger Woods nel golf o Muhammad Ali nella boxe. Quei personaggi in grado di fare la storia, i più grandi di sempre che resistono al passare degli anni ed al mutare degli eventi. Mostri sacri del quadrato, i lottatori che fanno al storia del wrestling e che tutti amano.
Su questi presupposti si basa questo volume, che per propria intenzione dovrebbe narrare le gesta dei più grandi atleti del mondo del pro-wrestling, nell’intento di offrire al lettore una sorta di visione globale della WWE e dei suoi wrestler, narrandone la vita e la storia e le singole peculiarità. Il prodotto finito,

però, si rivela un fallimento.

La maggior parte del libro è divisa in brevi biografie, poche pagine ciascuna, dei lottatori che maggiormente dovrebbero spiccare all’interno del roster. E già iniziano le note negative, visto che al fianco di personaggi come Undertaker o Austin e HHH appaiono anche i nomi di Raven, Tazz e Saturn, bravissimi lottatori che di certo non hanno mai sfondato come ci si sarebbe aspettato. E così l’intento dell’autore diventa presto chiaro, man mano che passano le pagine e si è costretti a leggere di altri wrestler che nemmeno grazie ad un miracolo potrebbero mai fare la differenza. E se ogni tanto, a leggere attentamente tra le righe, qualche nota interessante sui lottatori la si può anche trovare, la maggior parte delle pagine non offre nulla di più di quanto non sia già facilmente reperibile in rete, rendendo abbastanza vano lo sforzo compiuto dall’autore e pesante la lettura.

Seguono poi una breve lista delle scuole presenti in America dove poter iniziare a muovere i primi passi sul ring (delle quali, in tutta onestà, non so quante siano ancora in piedi e quante abbiano chiuso i battenti), una lista dei veri nomi dei lottatori ed un minivocabolario di quelli che sono i termini maggiormente usati nel business e che, dopo qualche puntata, diventeranno familiari a tutti senza grosse difficoltà e di certo senza bisogno di doverle imparare in un libro. In totale, quindi, circa duecento pagine di scarso interesse, di nozioni note e stranote e facili da trovare, e nulla che effettivamente possa giustificare la spesa per questo libro. A chiudere il tutto, poi, una rapida narrazione della storia di Wrestlemania con tanto di incontri e brevi commenti, che non solo non sono in grado di sostituire le immagini, ma che a conti fatti puzzano tanto di espediente per aumentare le pagine giusto per non offrire al lettore qualcosa di così povero e ridotto.

Uscito nel 2002, questo volume aveva il solo ed unico scopo di seguire la moda, di inserirsi nella scia vincente del wrestling (che all’epoca mieteva vittime su vittime grazie ad ascolti da record) nel tentativo di guadagnare qualche dollaro sfruttando il lavoro di altri (non a caso il libro non è prodotto dalla WWE). Alla fine, però, ne viene fuori un prodotto misero e senza grossi spunti, che diventa poi vittima del pessimo periodo attraversato dalla WWE nel 2002 e che, fondamentalmente, non merita grande attenzione. Se volete saperne di più dei singoli lottatori molto meglio rivolgersi alle biografie ufficiali, altrimenti dedicatevi alla rete e dimenticatevi di questo volume.