The Beckett Wrestling Society #26
by Alessandro Saracca


“MAIN EVENT: WWE IN THE RAGING 80s”
Brian Shields
2006, Inglese

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Dopo “WWE Legends” la WWE prosegue la sua opera di ricostruzione del passato con questo “Main Event”, vero e proprio vademecum di quel periodo d’oro della WWF (il decennio che va dal 1980 sino al 1989) che ha trasformato non solo la storia della federazione di Stamford, ma il modo in cui il mondo intero ha iniziato a rapportarsi al fenomeno wrestling. I volti, i nomi, i fatti e gli incontri che hanno reso mondialmente grande la federazione di Vince McMahon vengono qui riproposti, riordinati, collocati nel tempo e catalogati per fornire al lettore una sorta di guida agli anni delle gimmick, un Bignami del wrestling indubbiamente interessante per chi quell’epoca non l’ha potuta vivere in diretta e si scopre oggi curioso di saperne di più.

E nel tentativo di fornire al lettore uno sguardo il più ampio ed accurato possibile “Main Event” viene così suddiviso in quattro distinti capitoli.
Il primo è dedicato alla cronologia degli eventi più importanti, dai match titolati alle uscite cinematografiche e più in generale all’espansione mediatica della WWE. Suddiviso per anni, il libro cerca di ricostruire le tappe salienti della crescita dell’impero WWE nel tentativo, tutto sommato abbastanza riuscito, di fornire al lettore un’idea generica di come si muoveva il mondo del wrestling in quel periodo e di quali tappe aveva raggiunto, siano esse il successo della prima Wrestlemania, il primo film di Hogan oppure la messa in vendita della prima action figure Hasbro.
Il secondo (e più corposo) capitolo è invece dedicato alle biografie, succinte per ovvie ragioni di spazio, dei lottatori che hanno reso grande la WWF in quel periodo. Da Hogan, Macho Man e Warrior passando per la Hart Foundation, Dynamite Kid e British Bulldog finendo poi con Sheik, Volkoff ed i Wild Samoan. Eccezion fatta per alcuni lottatori come Duggan o i Bushwackers (scelta quanto mai misteriosa, visto che comunque vengono poi menzionati spesso nel corso delle pagine…), non manca praticamente nessuno all’appello, considerato che persino Slick e Freddie Blassie trovano il loro piccolo spazio personale all’interno della lista dei protagonisti. Ovviamente nessuna di queste biografie può dirsi esaustiva (si tratta sempre di un paio di pagine per ciascun lottatore), ma sicuramente le descrizioni risultano funzionali per inquadrare personaggio e carriera all’interno del piano generale.
Terzo capitolo è la descrizione di tutti gli eventi in pay-per-view che hanno caratterizzato l’epoca, con risultati e breve racconto dei singoli match. Probabilmente la parte del libro più pesante, dato che facilmente ci si perde nella narrazione senza immagini a supportare le parole, ma comunque anch’essa utile per seguire i movimenti delle cinture e dei wrestler nelle varie zone della card.
Chiude poi il volume la cronologia dei vari titoli in palio all’epoca (pesi massimi, titolo Intercontinentale, titolo femminile e di coppia), contornata da date e brevi descrizioni degli incontri che hanno visto le cinture cambiare proprietà nel corso del decennio.

Un libro che, preso come semplice lettura, corre il rischio di risultare indigesto e scarsamente interessante. Risulta invece molto utile se preso come libro storico, come vademecum per districarsi all’interno di un decennio ricco di fatti e persone che oggi, eccezion fatta per i pay-per-view, risulta forse difficile riscoprire appieno. Un libro utile da tenere sullo scaffale e da tirare fuori in caso di bisogno, laddove la memoria viene meno, ma che non può certo andare a sostituire le immagini e che forse non ne ha nemmeno la pretesa.
Se cercate una bella lettura allora non vi conviene dedicarvi a questo “Main Event”. Se invece avete voglia di accrescere la vostra conoscenza del periodo d’oro di Hogan e soci allora questo libro può risultare sicuramente interessante, anche se indubbiamente più utile se abbinato alle singole biografie e ai dvd ufficiali che la WWE sta mettendo in commercio in questi mesi.

“SIGNATURE MOVES:
THE FINISHING MOVES OF SPORT ENTERTAINMENT SUPERSTARS”
Michael McAvennie
2006, Inglese

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L’inutilità fatta libro.

Prendete qualsiasi foto che appare settimanalmente su WWE.com, appiccicategli sopra una frase ad effetto del tipo “HBK manda a letto Carlito con la sua devastante Sweet Chin Music” (condendo il tutto con caterva di punti esclamativi) ed otterrete questo “Finishing Moves”, libro fotografico della WWE uscito in sordina e per niente pubblicizzato dedicato interamente alle mosse risolutive dei lottatori WWE.

L’idea alla base è quella di mettere su carta le immagini che ritraggono i lottatori nell’atto di portare a segno la loro mossa finale, forse nel tentativo di creare una guida universale al mondo delle finisher WWE per i meno esperti, ma va subito detto che il risultato finale è senza dubbio insufficiente.

Se Unscripted, primo libro fotografico WWE, aveva i suoi punti di forza nel fatto che ritraeva i lottatori lontano dal ring e nella qualità stessa delle immagini (mentre Divas Uncovered puntava tutto sulla quantità e qualità di carne messa in mostra), c’è davvero poco da salvare di questo volume.
La qualità delle foto è scadente (molte sono le stesse che la WWE pubblica sul suo sito dopo i vari Raw e Smackdown!, quelle per intenderci che i fotografi scattano da bordo ring durante gli incontri), le annotazioni che riempiono gli spazi vuoti hanno come massima utilità (forse) quella di permettervi di imparare come alcuni lottatori chiamano la propria finisher (specie i jobber che non la eseguono mai, nel caso ogni tanto vi venissero dei dubbi…), e tenendo conto che una foto non riesce certo a rendere quell’idea di potenza o di tecnica che traspare dalle immagini l’idea generale che si ottiene da questo libro è che per fare i lottatori serve essere snodati, perché visto così il wrestling sembra davvero scomodo.

Non ho idea di quale obbiettivo si sia posta la WWE nel pubblicare questo libro, quello che so è che non lo ha centrato, a meno che non si trattasse solo di spillare qualche ulteriore soldo dai propri fan e poi alzare le spalle.
Non trovo onestamente ragioni per le quali qualcuno dovrebbe voler comprare questo libro, visto che le foto sono facilmente rintracciabili in rete e di certo il fatto che siano su carta patinata non le rende migliori; a meno che non siate collezionisti di tutti i prodotti WWE nel qual caso potreste anche avere interesse verso questo volume.
Unica nota curiosa è il fatto che, nelle foto, la maggior parte delle volte a subire la mossa è Carlito, indipendentemente da chi sia l’avversario.
Povero Carlito. E povero me che ho sprecato così i miei soldi.