The Beckett Wrestling Society #25
by Alessandro Saracca


“CONTROVERSY CREATES CASH”
Eric Bischoff w/ Jeremy Roberts
2006, Inglese
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Quattrocento pagine non sono sufficienti per descrivere con dovizia di particolari la storia di Eric Bischoff, elemento quanto mai discusso e criticato ma indubbiamente fondamentale per quella che è la storia moderna del pro-wrestling americano.
La linea editoriale scelta, dunque, è quella dei grandi passi; brevi capitoli che tocchino tutti i punti fondamentali della vita e della carriera di Bischoff, senza forse dilungarsi troppo in particolari ma con particolare attenzione a non lasciare da parte tutte quelle vicende che da semplici rumor hanno assunto ormai il carattere di leggende urbane con il passare degli anni.

Si parte alla AWA, in un piccolo ufficio dove Eric Bischoff si occupa della vendita del merchandising della federazione di Verne Gagne, per arrivare agli uffici di Ted Turner, quando la WCW era un fallimento che costava milioni di dollari alla compagnia senza incassarne nessuno. Si assiste all’evoluzione della compagnia di Atlanta, la sua scalata al successo, il primato nei ratings e la supremazia nei confronti di Vince McMahon e della WWE per finire, come tutti sappiamo, in quella notte in cui Bischoff venne annunciato come nuovo General Manager di Raw lasciando parecchi fan a bocca aperta.

L’importanza, nonché il punto di forza, di questo libro sta nel fatto che per la prima (e forse unica) volta viene concesso al lettore il privilegio di entrare dietro le quinte, direttamente negli uffici dove il wrestling viene creato, venduto, sponsorizzato e studiato a tavolino prima della messa in onda, diventando così un documento unico su come si muove il wrestling lontano dal ring. E conoscendo la storia di Eric Bischoff, inevitabilmente sono grossi nomi quelli che spuntano fuori dalle pagine. Da Hogan a Austin, da Sting a Flair passando per Nash, Hall e l’nWo, senza dimenticare tutti coloro che da dietro una scrivania hanno mosso i fili e portato la WCW ad essere la federazione numero uno al mondo.
Ed è chiaramente la WCW il punto focale dell’intero volume, con tutte le sue politiche interne, le sue prime donne, i suoi innegabili successi e quel fallimento che solo pochi anni fa l’ha vista diventare parte della libreria multimediale dell’odiata rivale. E nel raccontare l’ascesa ed il tracollo della propria creatura Bischoff non è certo avaro di critiche, di frecciate e di pesanti accuse verso tutti coloro che, senza comunque mai negare gli errori personali, hanno portato la WCW dall’essere una macchina da soldi all’essere un buco in bilancio che andava in tutti i modi cancellato.
Ci sono dirigenti, presidenti, produttori, Vince Russo ed i lottatori, ci sono i posti e ci sono le vicende (non ci sono le date, Bischoff si dimostra particolarmente portato a non ricordarsene neanche una…), e finalmente ci sono nuovi indizi che portano alla ricostruzione della dipartita di una federazione che, fino ad oggi, è stata l’unica in grado di far vacillare il regno della famiglia McMahon.

Al contempo, però, si rivela un libro estremamente furbo. Se difatti non mancano critiche ed attacchi diretti verso determinate persone, Bischoff si dimostra molto attento nel dosare le parole quando si tratta di parlare della WWE, che attualmente lo tiene sotto stipendio, o verso alcuni amici importanti come Hogan, che potrebbero sempre rappresentare una fonte di guadagno in un futuro prossimo.
I soldi la fanno da padrone per tutte le pagine, dopo tutto è in quest’ottica che Easy E. è vissuto e cresciuto, ma il lettore non potrà non apprezzare la quantità elevata di fatti, vicende e nomi che si susseguono con il passare delle pagine e che toccano, in un modo o nell’altro, tutti i più grandi lottatori degli ultimi quindici anni.

E’ un libro che, al di là della storia personale di Eric Bischoff, merita di essere letto per la novità che rappresenta, e per tutti i fan della WCW perché per la prima volta viene fatta luce su infiniti particolari modificati e cresciuti a dismisura sulla rete con il passare del tempo. E’ un libro estremamente divertente ed interessante, ottimamente scritto, che di sicuro non lascerà nessuno scontento dell’acquisto.
Le controversie creano denaro, e senza ombra di dubbio questo libro non fa eccezione.

“BANG YOUR HEAD: THE REAL STORY OF THE MISSING LINK”
Dewey “The Missing Link” Robertson w/ Meredith Renwick
2006, Inglese
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FIn pochi, probabilmente nessuno, ricorderanno il brevissimo stint che The Missing Link ebbe all’allora WWF. E difficilmente questo lottatore entrerà nella storia del business, visti i successi limitati ottenuti in carriera. Non per questo, però, la sua storia non merita di essere letta.

Dewey Robertson, culturista per passione, si avvicina al wrestling quasi per caso. Siamo in Canada, ed è proprio grazie ad un fisico cesellato e curato che

Dewey inizia ad ottenere i primi successi. Sembra che il wrestling possa diventare un lavoro a tempo pieno, e visto che il nome di Robertson sta iniziando a girare là dove conta, Dewey decide di dargli una chance. E senza mai toccare vette elevate, la carriera di Dewey va pian piano solidificandosi, le sue doti migliorano di giorno in giorno e sembra che il Canada sia pronto ad applaudire un altro talento dopo tutti quelli già sfornati in passato.
Ma non appena arriva il successo, ecco che anche i vizi iniziano a fare capolino nella vita di questo lottatore.
Se per alcuni sono gli antidolorifici e per altri è l’alcool, per Dewey la “droga preferita” diventa la Marjiuana, partendo da un semplice spinello fino ad arrivare ad un abuso costante e distruttivo, che costerà a Dewey soldi, carriera, salute e famiglia.

La storia di The Missing Link è la storia di uno che aveva tutte le carte in regola per sfondare, ma che a causa dei propri vizi non ce l’ha fatta. La droga, oltre ad aver distrutto il suo fisico nel corso degli anni (gli verrà diagnosticato un cancro al fegato, fortunatamente curato in tempo…), ne modificherà il carattere nel corso degli anni, trasformandolo in un lottatore dispotico e paranoico, mal visto dai promoter e dai propri colleghi. Missing Link aveva delle doti, che forse non lo avrebbero reso il numero uno ma che di sicuro gli avrebbero garantito una carriera lunga e dignitosa, ma offuscato dall’abuso di Marjiuana e steroidi Dewey si troverà a lungo andare ai ferri corti con tutti i promoter, sempre convinto di non stare ottenendo ciò che realmente meritava, e questo lo porterà ad un stato di isolamento senza sbocchi che, infine, lo costringerà a dire addio alla moglie ed ai figli, nonché a tutte le possibilità di salire su un ring. E questo succederà con tutte le federazioni principali, siano esse l’NWA, l’AWA o la WWF, fino a quando nemmeno in Canada Dewey troverà lavoro facilmente.

La testimonianza di Missing Link, ora impegnato in attività umanitarie e saltuarie apparizioni sui ring di alcune federazioni indipendenti, non ha forse un gran valore dal lato del business, visto che l’intera carriera di quest’uomo si muove ai margini delle vite delle grandi stelle del passato. Sicuramente è una testimonianza triste, cruda e reale degli effetti che determinati abusi possono avere sulla vita (personale e professionale) di un individuo, fino a portarlo ad un passo dalla morte.

E’ un volume che merita una letta se si cerca qualcosa di diverso, se si cerca una storia che non sia la solita sciorinata di nomi, eventi e cinture, e se si vuole realmente sapere com’era la vita di un wrestler prima della presa di potere di Vince McMahon e dell’esplosione dell’Hulkamania. E’ un libro che, nel bene o nel male, non vi lascerà indifferenti, e che sicuramente vi porterà a riflettere. Se non per The Missing Link, quanto meno per tutti quei wrestler che non sono stati altrettanto fortunati.