“CONTROVERSY
CREATES CASH”
Eric Bischoff w/ Jeremy Roberts
2006, Inglese *****
Quattrocento
pagine non sono sufficienti per descrivere con dovizia di particolari la storia
di Eric Bischoff, elemento quanto mai discusso e criticato ma indubbiamente
fondamentale per quella che è la storia moderna del pro-wrestling americano.
La linea editoriale scelta, dunque, è quella dei grandi passi; brevi capitoli
che tocchino tutti i punti fondamentali della vita e della carriera di Bischoff,
senza forse dilungarsi troppo in particolari ma con particolare attenzione a non
lasciare da parte tutte quelle vicende che da semplici rumor hanno assunto ormai
il carattere di leggende urbane con il passare degli anni.
Si parte alla AWA, in un piccolo ufficio dove Eric Bischoff si occupa della
vendita del merchandising della federazione di Verne Gagne, per arrivare agli
uffici di Ted Turner, quando la WCW era un fallimento che costava milioni di
dollari alla compagnia senza incassarne nessuno. Si assiste all’evoluzione della
compagnia di Atlanta, la sua scalata al successo, il primato nei ratings e la
supremazia nei confronti di Vince McMahon e della WWE per finire, come tutti
sappiamo, in quella notte in cui Bischoff venne annunciato come nuovo General
Manager di Raw lasciando parecchi fan a bocca aperta.
L’importanza, nonché il punto di forza, di questo libro sta nel fatto che per la
prima (e forse unica) volta viene concesso al lettore il privilegio di entrare
dietro le quinte, direttamente negli uffici dove il wrestling viene creato,
venduto, sponsorizzato e studiato a tavolino prima della messa in onda,
diventando così un documento unico su come si muove il wrestling lontano dal
ring. E conoscendo la storia di Eric Bischoff, inevitabilmente sono grossi nomi
quelli che spuntano fuori dalle pagine. Da Hogan a Austin, da Sting a Flair
passando per Nash, Hall e l’nWo, senza dimenticare tutti coloro che da dietro
una scrivania hanno mosso i fili e portato la WCW ad essere la federazione
numero uno al mondo.
Ed è chiaramente la WCW il punto focale dell’intero volume, con tutte le sue
politiche interne, le sue prime donne, i suoi innegabili successi e quel
fallimento che solo pochi anni fa l’ha vista diventare parte della libreria
multimediale dell’odiata rivale. E nel raccontare l’ascesa ed il tracollo della
propria creatura Bischoff non è certo avaro di critiche, di frecciate e di
pesanti accuse verso tutti coloro che, senza comunque mai negare gli errori
personali, hanno portato la WCW dall’essere una macchina da soldi all’essere un
buco in bilancio che andava in tutti i modi cancellato.
Ci sono dirigenti, presidenti, produttori, Vince Russo ed i lottatori, ci sono i
posti e ci sono le vicende (non ci sono le date, Bischoff si dimostra
particolarmente portato a non ricordarsene neanche una…), e finalmente ci sono
nuovi indizi che portano alla ricostruzione della dipartita di una federazione
che, fino ad oggi, è stata l’unica in grado di far vacillare il regno della
famiglia McMahon.
Al contempo, però, si rivela un libro estremamente furbo. Se difatti non mancano
critiche ed attacchi diretti verso determinate persone, Bischoff si dimostra
molto attento nel dosare le parole quando si tratta di parlare della WWE, che
attualmente lo tiene sotto stipendio, o verso alcuni amici importanti come Hogan,
che potrebbero sempre rappresentare una fonte di guadagno in un futuro prossimo.
I soldi la fanno da padrone per tutte le pagine, dopo tutto è in quest’ottica
che Easy E. è vissuto e cresciuto, ma il lettore non potrà non apprezzare la
quantità elevata di fatti, vicende e nomi che si susseguono con il passare delle
pagine e che toccano, in un modo o nell’altro, tutti i più grandi lottatori
degli ultimi quindici anni.
E’ un libro che, al di là della storia personale di Eric Bischoff, merita di
essere letto per la novità che rappresenta, e per tutti i fan della WCW perché
per la prima volta viene fatta luce su infiniti particolari modificati e
cresciuti a dismisura sulla rete con il passare del tempo. E’ un libro
estremamente divertente ed interessante, ottimamente scritto, che di sicuro non
lascerà nessuno scontento dell’acquisto.
Le controversie creano denaro, e senza ombra di dubbio questo libro non fa
eccezione.
“BANG
YOUR HEAD: THE REAL STORY OF THE MISSING LINK”
Dewey “The Missing Link” Robertson w/ Meredith Renwick
2006, Inglese *****
FIn pochi, probabilmente nessuno,
ricorderanno il brevissimo stint che The Missing Link ebbe all’allora WWF. E
difficilmente questo lottatore entrerà nella storia del business, visti i
successi limitati ottenuti in carriera. Non per questo, però, la sua storia non
merita di essere letta.
Dewey Robertson, culturista per passione, si avvicina al wrestling quasi per
caso. Siamo in Canada, ed è proprio grazie ad un fisico cesellato e curato che
Dewey inizia ad ottenere i primi successi. Sembra che il wrestling possa
diventare un lavoro a tempo pieno, e visto che il nome di Robertson sta
iniziando a girare là dove conta, Dewey decide di dargli una chance. E senza mai
toccare vette elevate, la carriera di Dewey va pian piano solidificandosi, le
sue doti migliorano di giorno in giorno e sembra che il Canada sia pronto ad
applaudire un altro talento dopo tutti quelli già sfornati in passato.
Ma non appena arriva il successo, ecco che anche i vizi iniziano a fare capolino
nella vita di questo lottatore.
Se per alcuni sono gli antidolorifici e per altri è l’alcool, per Dewey la
“droga preferita” diventa la Marjiuana, partendo da un semplice spinello fino ad
arrivare ad un abuso costante e distruttivo, che costerà a Dewey soldi,
carriera, salute e famiglia.
La storia di The Missing Link è la storia di uno che aveva tutte le carte in
regola per sfondare, ma che a causa dei propri vizi non ce l’ha fatta. La droga,
oltre ad aver distrutto il suo fisico nel corso degli anni (gli verrà
diagnosticato un cancro al fegato, fortunatamente curato in tempo…), ne
modificherà il carattere nel corso degli anni, trasformandolo in un lottatore
dispotico e paranoico, mal visto dai promoter e dai propri colleghi. Missing
Link aveva delle doti, che forse non lo avrebbero reso il numero uno ma che di
sicuro gli avrebbero garantito una carriera lunga e dignitosa, ma offuscato
dall’abuso di Marjiuana e steroidi Dewey si troverà a lungo andare ai ferri
corti con tutti i promoter, sempre convinto di non stare ottenendo ciò che
realmente meritava, e questo lo porterà ad un stato di isolamento senza sbocchi
che, infine, lo costringerà a dire addio alla moglie ed ai figli, nonché a tutte
le possibilità di salire su un ring. E questo succederà con tutte le federazioni
principali, siano esse l’NWA, l’AWA o la WWF, fino a quando nemmeno in Canada
Dewey troverà lavoro facilmente.
La testimonianza di Missing Link, ora impegnato in attività umanitarie e
saltuarie apparizioni sui ring di alcune federazioni indipendenti, non ha forse
un gran valore dal lato del business, visto che l’intera carriera di quest’uomo
si muove ai margini delle vite delle grandi stelle del passato. Sicuramente è
una testimonianza triste, cruda e reale degli effetti che determinati abusi
possono avere sulla vita (personale e professionale) di un individuo, fino a
portarlo ad un passo dalla morte.
E’ un volume che merita una letta se si cerca qualcosa di diverso, se si cerca
una storia che non sia la solita sciorinata di nomi, eventi e cinture, e se si
vuole realmente sapere com’era la vita di un wrestler prima della presa di
potere di Vince McMahon e dell’esplosione dell’Hulkamania. E’ un libro che, nel
bene o nel male, non vi lascerà indifferenti, e che sicuramente vi porterà a
riflettere. Se non per The Missing Link, quanto meno per tutti quei wrestler che
non sono stati altrettanto fortunati.