The Beckett Wrestling Society #24
by Alessandro Saracca


“WRESTLING’S MADE MEN”
Scott Keith
2006, Inglese
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Scott Keith non è di certo un novizio per ciò che concerne il wrestling.
Questo “Wrestling’s Made Men” rappresenta, infatti, la sua quarta fatica letteraria, senza contare gli anni passati a parlare di wrestling sulla rete.
Questo libro, però, risulta particolare perché segna, in maniera forse definitiva, il distacco da Keith da quel mondo al quale, fino a poco tempo fa, sembrava tanto legato.

Il volume infatti è la cronistoria, in parallelo, dell’ultimo periodo buio della WWE, quel 2003 che a tanti ha fatto storcere il naso in più di un’occasione, e del lento ma costante disinteressamento di Keith riguardo al business ed i suoi atleti. Dal predominio di HHH al pessimo utilizzo di alcune stelle nascenti, dalle storyline più deprecabili fino al ritorno di alcune non proprio “gradite” superstar, col procedere delle pagine Keith analizza spettacolo dopo spettacolo (o meglio, pay-per-view dopo pay-per-view) tutte le varie componenti che lo hanno portato ad abbandonare il mondo della WWE, con lucidità e, cosa tutto sommato tanto difficile quanto apprezzabile, con oggettività ed equilibrio, nonostante un certo astio verso la compagnia di Stamford appaia di tanto in tanto tra le righe.
Sebbene, come ovvio, si tratti di un’opinione personale e della vicenda di un singolo che non per questo rappresenta la completa verità dei fatti (per quanto la voce sia indiscutibilmente autorevole), ciò che rende interessante questo libro è proprio la sua struttura ed il mondo in cui è stato concepito e realizzato.

Ad ogni capitolo, infatti, corrisponde un singolo pay-per-view (eccezion fatta nel finale con brevi cenni sulla nascita della TNA), e passando di pagina in pagina l’intento (riuscito) dell’autore è quello di portare il lettore esattamente nel luogo e nel giorno prestabilito, riportando a galla tutte le rivalità, gli incontri ed i segmenti che avevano portato due o più lottatori a scontrarsi in un determinato show. Corredato poi da uno stile ironico e fluente, che rende facile ed invoglia la lettura, questo volume scorre liscio e senza intoppi, fino alla sua amara conclusione.

Ora, dato per scontato che la decisione di Keith di lasciar perdere il wrestling (“salvo qualche pay-per-view occasionale” ammette lui stesso…), è personale e, a giudicare dai dati, anche abbastanza solitaria, questo libro rimane comunque un ottimo viatico per riscoprire, o meglio analizzare, un periodo indubbiamente nero per la WWE. Carenza di feud interessanti, pochi personaggi di spessore, ed un prodotto che sembrava in toto aver perso la retta via.
Vi capiterà, così come successo a me, di non trovarvi d’accordo con quanto scritto, ma nel complesso l’analisi fatta non può che essere applaudita. Schietta, diretta, lineare e senza errori, può servire a tutti per comprendere un periodo che, si spera, non avrà mai più a ripetersi.

Se avete poco gradito quegli anni, o se più semplicemente volete saperne di più, questo libro fa assolutamente per voi. Se invece la pensate in maniera diametralmente opposta, allora lasciate perdere. Vi verrebbe solo il sangue amaro, e non ne varrebbe la pena.

“THE ROCK SAYS”
The Rock w/ Joe Layden
2000, Inglese
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Fa un certo effetto, a quasi sette anni di distanza, leggere alcune dichiarazioni di The Rock. La passione per il wrestling, la dedizione, la voglia di entrare nella storia...
Fa effetto, sapendo che ora Dwayne Johnson ha deciso di appendere per sempre il costume al chiodo per dedicarsi al più redditizio e meno doloroso mondo del cinema. Non per questo, però, la storia di uno dei personaggi più caratteristici e di successo degli ultimi anni merita di essere snobbata.

Dwayne Johnson nasce figlio e nipote d’arte. Suo nonno, High Chief Peter Maivia, è ancora oggi considerato una leggenda (se non LA leggenda) del territorio samoano. Suo padre, Rocky Johnson, con i suoi numerosi titoli vinti in giro per l’America dei territori, seppur non a livello del cognato e del figlio, può comunque essere considerato senza problemi un wrestler di successo. Nonostante questo, e nonostante sin da bambino The Rock viva a contatto con le più grandi stelle del panorama del pro-wrestling, il suo interesse per il business è pressoché nullo.
Entrato nel mondo del football a scuola, The Rock decide che quella sarà la sua strada. Il talento c’è, ma la sfortuna ci mette lo zampino. Quando la squadra di Miami, città dove Rock studia, sembra interessata a lui, un brutto infortunio lo blocca costringendolo prima ad un lungo stop, ed in seguito ad accettare un contratto per le leghe di football canadesi (minori e più povere rispetto a quelle americane). I soldi sono sempre meno, il tenore di vita è basso, ed anche il matrimonio di Rocky sembra andare a rotoli.
E’ in quel momento che The Rock, ormai messo alle corde, seppur spaventato dal padre che ha avuto grossi problemi con l’alcool una volta abbandonato il ring, decide di intraprendere la carriera da lottatore. Ne segue un periodo difficile (la gimmick di Flex Cavanah proprio non funziona…), nel quale il babyface per eccellenza viene fischiato oltre ogni limite. Ma grazie ad un’abilità atletica fuori dal comune ed una mick-skill che, in futuro, trasformerà davvero The Rock in uno dei più grandi fenomeni del wrestling moderno, quella che ne segue è un’inarrestabile ascesa verso il successo. Il resto, mi si permetta la frase fatta, è storia.

Il libro piacerà, senza ombra di dubbio, ai “millions and millions” fan di The Rock, specialmente quando nel finale la narrazione si alternerà tra Dwayne, l’uomo, e The Rock, il wrestler, con tutto ciò che può conseguire dall’inimitabile stile del Brahma Bull. Piacerà forse un po’ meno, anche perché datato 2000 e quindi mancante di una grossa fetta di carriera, a chi non ha mai visto The Rock come il proprio preferito, più che altro perché molte sono le pagine dedicate al football e molte meno quelle dedicate al wrestling. Se però, come dovrebbe essere, avete voglia di saziare la vostra curiosità sul “the most electrifiyng man in sports entertainment”, questo volume può essere un buon punto di partenza, sebbene sia forse preferibile affidarsi ai vari dvd in commercio a lui dedicati.
Una lettura piacevole, e che ebbe anche un notevole successo commerciale, ma che purtroppo è diventata ora (complice l’anno di uscita e complice il fatto che non è intenzione della WWE ristampare un volume dedicato ad un suo ex lottatore, stesso dicasi per Kurt Angle…) di difficile reperibilità. Se lo trovate, però, non sconsiglierei di farci un pensierino.