THE COWBOY AND THE CROSS: THE BILL WATTS STORY
Bill Watts w7 Scott Williams
2006, Inglese *****
C’è un motivo se
in pochi conoscono la storia di Bill Watts, così come c’è un motivo se dalla sua
uscita questo volume non ha raggiunto nemmeno le mille copie vendute. Ma
procediamo con ordine.
La carriera di Watts come lottatore raggiunge il suo apice nel periodo d’oro
delle promotions, poco prima che i nomi di spicco diventassero quelli dei
giovani Flair, Rodhes, Race e Funk. Un carriera tutto sommato discreta
(contornata da qualche titolo secondario), ma Watts non si avvicina nemmeno, a
livello di grandezza, alle leggende sopra citate. E di certo non lo aiuta un
carattere difficile che, spesso e volentieri, a causa di un singolo job lo porta
a venir allontanato da svariate federazioni. E nonostante questo, Watts descrive
se stesso come uno dei più grandi lottatori mai esistiti, un brawler eccezionale
in grado di rendere unica ogni contesa. Un lottatore che, stando alle sue
parole, ha fatto la storia di ogni federazione in cui ha messo piede (se sei nel
mid-carding di uno show al Madison Square Garden il cui main-event vede
Sammartino sfidare Graham per il titolo, ci sono discrete possibilità che non
sia tu la ragione del tutto esaurito…)
Come già successo per altri lottatori, come Ted DiBiase o più di recente Sting,
anche Watts subisce, avanti con gli anni, una profonda conversione religiosa. Di
colpo, quindi, tutti gli errori del passato gli vengono perdonati. Tutto quello
che ha fatto, e credetemi se vi dico che dal borioso spesso Watts passa
all’essere un essere davvero fastidioso, diventa nullo perché voluto da Dio. E
di colpo Watts scopre di aver scavalcato ogni ostacolo postogli davanti prima di
arrivare alla definitiva conoscenza religiosa. Quello che ne consegue, dunque, è
una serie di poco interessanti e di certo non richiesti sermoni improvvisati,
che poco o niente avrebbero a che spartire con un libro sul wrestling.
E così la lettura scorre tra saggi religiosi (che a tratti sembrano quasi
tentativi mal celati di farsi pubblicità) e racconti al di là del
fantascientifico, nei quali Watts (che avrà da dire con praticamente tutti i
promoter con i quali si troverà a dover lavorare…) si descrive come una gemma
rara nel panorama mondiale del pro-wrestling. I fatti, però, gli danno torto,
cosa che rende la lettura ancora più difficile. Aggiungeteci il fatto che il
libro si chiude con una serie di scritti religiosi portanti la firma dello
stesso Watts, e capirete bene quanto valga la pena investire soldi in questo
libro.
La parte più interessante, quindi, si rivela quella centrale, dedicata alla
Mid-South Wrestling, federazione dello stesso Watts che avrà una carriera più
che dignitosa. Interessante perché permette al lettore di entrare dietro le
quinte di un periodo storicamente interessante, e di capire come funzionava una
federazione prima dell’avvento di Vince McMahon e della WWF. Neanche a dirlo,
secondo Watts stiamo parlando di una delle promotions più interessanti della
storia. Il perché abbia chiuso i battenti, quindi, rimane un mistero…
Una lettura che non mi sentirei di consigliare, a meno che non vogliate
diventare adepti della chiesa di Watts oppure non abbiate voglia di sentire
storie infarcite di egocentrismo e false morali. Il fatto che Watts, ricordato
più per i danni fatti alla WCW che non per altro, venga raramente citato dai
colleghi ed il fatto che questo volume abbia riscosso un così misero successo la
dicono lunga sul valore dell’opera. A voi la scelta.