“HARDCORE HISTORY: THE EXTREMELY UNAUTHORIZED STORY OF ECW”
Scott E. Williams
2006, Inglese
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Dopo “Sex, Lies and Headlocks” e “The Death of WCW”, arriva finalmente sugli
scaffali anche un volume che si propone l’arduo compito di raccontare la storia
di una delle più importanti federazioni degli ultimi anni, quella Extreme
Championship Wrestling al cui volere persino Vince McMahon, ad un certo punto,
si è dovuto piegare.
E va subito detto che questo volume centra in pieno l’obbiettivo. Bilanciandosi
egregiamente tra aspetti economici ed influenza sul business, il volume riesce
finalmente a fare chiarezza su tanti punti ancora oscuri della storia
altalenante della creatura di Paul Heyman.
Il compito tocca a Scott Williams, già ghost-writer per le biografie di “Cowboy”
Bill Watts e Terry Funk, aiutato per l’occasione da niente meno che “The
Franchise” Shane Douglas che firma la prefazione al volume.
Si parte dalla Tri-State Wrestling Alliance, per passare poi alla Eastern
Championship Wrestling, ma è la nascita della Extreme Championship Wrestling a
dare il là a questo libro. Grazie a lunghe e faticose ricerche Williams riesce
finalmente a portare a galla dati e numeri sulla ECW, dalla vendita dei
pay-per-view ai contratti dei wrestler, e finalmente si chiarifica il perché la
ECW sia fallita.
Influenza sul business ed aspetto economico, si diceva prima, sono i fulcri
attorno a cui gira questo volume.
E se molte cifre vengono finalmente a galla chiarendo come Heyman abbia gestito
la federazione, non viene dimenticato di citare quanto la WWE e la WCW abbiano
“rubato” alla ECW stessa per continuare ad esistere.
Paul Heyman, ironia del caso, è quello che da questo libro ne esce peggio.
Perché non solo viene evidenziata la sua scarsa capacità economica (se come
booker Paul E. era un genio, economicamente parlando troppe scelte appaiono
ingiustificate ed incomprensibili), ma finalmente viene fatta luce anche sui
rapporti tra lo stesso Heyman, Bischoff e Vince McMahon. In televisione i nemici
da odiare, dietro le quinte invece alleati da trattare con i guanti e con i
quali stringere frequenti e duraturi rapporti. Ma la ECW etra tutto questo,
genio e sregolatezza, intuizioni geniali e colpi bassi. Heyman è stato un vero
innovatore, ma è stato anche un traditore ed un truffatore (molti lottatori
aspettano ancora sontuose buste paghe dalla ECW…), ma faceva tutto parte di
questo folle progetto che ha cercato, restando nei confini della “grande
famiglia”, di imporsi al mondo come forza dominante del wrestling americano.
E’ un libro che va letto a prescindere da tutto. Perché non solo riesce a
rendere perfettamente l’importanza, nel bene o nel male, della ECW, ma perché
spiega finalmente l’impatto che questa piccola federazione di Philadelphia, con
i suoi match brutali ed i suoi fan fedeli, ha avuto su tutto il recente
wrestling che si vede in giro per l’America. Ma è anche un libro che sa rendere
giustizia a chi la merita, e dare le colpe a chi non ha mai voluto prendersele.
Uno sguardo lucido ed imparziale su un decennio che ha lasciato un’impronta sul
business ancora oggi tangibile, ed una storia che ancora oggi sembra non voler
riposare in pace. La ECW era tutto questo, ed al di là di ogni One Night Stand,
rimane una grande ed innovativa tradizione da scoprire. Questa è l’occasione
giusta.
“100 ANNI DI WRESTLING”
Luca Franchini & Michele Posa
2006, Italiano
*****
Non posso non nascondere una certa delusione nel recensire questo volume.
Delusione perché si trattava di una grande occasione per il wrestling, un libro
interamente in italiano e finalmente scritto da persone che conoscono il
business che avrebbe potuto finalmente spostare in avanti la linea di rispetto
di cui la disciplina gode qui in Italia. E sotto questo aspetto, non mi sento di
dire che il libro ha centrato in pieno l’obbiettivo.
Lo schema di scrittura è piuttosto semplice. A Franchini sono affidate delle
classifiche, divise per categorie, dei lottatori che maggiormente hanno
influenzato e lasciato il segno sul business. A Michele Posa invece vengono
affidati gli aneddoti, le storie curiose ed una breve ma interessante
dissertazione storica sulle reali origini del wrestling.
Quella che ne viene fuori è una buona amalgama facile e piacevole da leggere, ma
che purtroppo lascia un po’ l’amaro in bocca. Lo scarso spazio concesso ai due
scrittori li ha infatti costretti a racchiudere in poche righe biografie ed
aneddoti che avrebbero meritato uno spazio di gran lunga maggiore, facendo
apparire a volte il racconto superficiale.
Risultano così più interessanti le parti dedicate alla storia del wrestling che
non le varie classifiche, nonostante alcune di esse siano davvero ben fatte (ad
esempio quella sul wrestling femminile, oppure quella sui più importanti
lottatori giapponesi).
Il libro, per dirla in breve, finisce per rivolgersi ad un pubblico ristretto.
Se difatti i neofiti lo troveranno prezioso ed interessante, chi segue il
wrestling da tanto tempo difficilmente troverà qualcosa di nuovo in questo
volume.
Mi sentirei cosi di sconsigliarlo a chi cerca nozioni precise sui vari lottatori
che hanno fatto la storia del wrestling, indirizzandoli preferibilmente verso le
biografie ufficiali, mentre a chi da poco si è avvicinato al business non posso
che consigliare l’acquisto. Se difatti questo libro non dissiperà dubbi o
placherà la voglia di sapere (si noti bene; non è questo l’obbiettivo che i due
autori si sono posti…), sarà sicuramente un prezioso punto di partenza dal quale
muoversi per ampliare la propria cultura e per conoscere tutti i vari aspetti
del wrestling come adesso lo conosciamo.
Infine il libro viene venduto assieme ad un cd-rom, contenente un simpatico
gioco / quiz sul wrestling ideato e condotto dai due commentatori di Sky che
saprà mettere alla prova le conoscenze dei fan sia di lunga che di breve data.
Un simpatico diversivo per approcciarsi al wrestling tra i vari videogiochi per
console attualmente in commercio.
Per chiudere un libro discreto, che lascerà magari delusi i più esperti ma che
di sicuro non lascerà scontenti i fan più recenti. Rimane da sperare che le
vendite di questo volume spingano le case editrici ad investire maggiormente
sulle traduzioni di biografie ufficiali. L’interesse c’è, mancano soltanto i
dati economici a sostenere il progetto.