The Beckett Wrestling Society #17
by Alessandro Saracca


“HARDCORE HISTORY: THE EXTREMELY UNAUTHORIZED STORY OF ECW”
Scott E. Williams
2006, Inglese

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Dopo “Sex, Lies and Headlocks” e “The Death of WCW”, arriva finalmente sugli scaffali anche un volume che si propone l’arduo compito di raccontare la storia di una delle più importanti federazioni degli ultimi anni, quella Extreme Championship Wrestling al cui volere persino Vince McMahon, ad un certo punto, si è dovuto piegare.
E va subito detto che questo volume centra in pieno l’obbiettivo. Bilanciandosi egregiamente tra aspetti economici ed influenza sul business, il volume riesce finalmente a fare chiarezza su tanti punti ancora oscuri della storia altalenante della creatura di Paul Heyman.
Il compito tocca a Scott Williams, già ghost-writer per le biografie di “Cowboy” Bill Watts e Terry Funk, aiutato per l’occasione da niente meno che “The Franchise” Shane Douglas che firma la prefazione al volume.

Si parte dalla Tri-State Wrestling Alliance, per passare poi alla Eastern Championship Wrestling, ma è la nascita della Extreme Championship Wrestling a dare il là a questo libro. Grazie a lunghe e faticose ricerche Williams riesce finalmente a portare a galla dati e numeri sulla ECW, dalla vendita dei pay-per-view ai contratti dei wrestler, e finalmente si chiarifica il perché la ECW sia fallita.
Influenza sul business ed aspetto economico, si diceva prima, sono i fulcri attorno a cui gira questo volume.
E se molte cifre vengono finalmente a galla chiarendo come Heyman abbia gestito la federazione, non viene dimenticato di citare quanto la WWE e la WCW abbiano “rubato” alla ECW stessa per continuare ad esistere.
Paul Heyman, ironia del caso, è quello che da questo libro ne esce peggio. Perché non solo viene evidenziata la sua scarsa capacità economica (se come booker Paul E. era un genio, economicamente parlando troppe scelte appaiono ingiustificate ed incomprensibili), ma finalmente viene fatta luce anche sui rapporti tra lo stesso Heyman, Bischoff e Vince McMahon. In televisione i nemici da odiare, dietro le quinte invece alleati da trattare con i guanti e con i quali stringere frequenti e duraturi rapporti. Ma la ECW etra tutto questo, genio e sregolatezza, intuizioni geniali e colpi bassi. Heyman è stato un vero innovatore, ma è stato anche un traditore ed un truffatore (molti lottatori aspettano ancora sontuose buste paghe dalla ECW…), ma faceva tutto parte di questo folle progetto che ha cercato, restando nei confini della “grande famiglia”, di imporsi al mondo come forza dominante del wrestling americano.

E’ un libro che va letto a prescindere da tutto. Perché non solo riesce a rendere perfettamente l’importanza, nel bene o nel male, della ECW, ma perché spiega finalmente l’impatto che questa piccola federazione di Philadelphia, con i suoi match brutali ed i suoi fan fedeli, ha avuto su tutto il recente wrestling che si vede in giro per l’America. Ma è anche un libro che sa rendere giustizia a chi la merita, e dare le colpe a chi non ha mai voluto prendersele. Uno sguardo lucido ed imparziale su un decennio che ha lasciato un’impronta sul business ancora oggi tangibile, ed una storia che ancora oggi sembra non voler riposare in pace. La ECW era tutto questo, ed al di là di ogni One Night Stand, rimane una grande ed innovativa tradizione da scoprire. Questa è l’occasione giusta.



“100 ANNI DI WRESTLING”
Luca Franchini & Michele Posa
2006, Italiano

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Non posso non nascondere una certa delusione nel recensire questo volume.
Delusione perché si trattava di una grande occasione per il wrestling, un libro interamente in italiano e finalmente scritto da persone che conoscono il business che avrebbe potuto finalmente spostare in avanti la linea di rispetto di cui la disciplina gode qui in Italia. E sotto questo aspetto, non mi sento di dire che il libro ha centrato in pieno l’obbiettivo.

Lo schema di scrittura è piuttosto semplice. A Franchini sono affidate delle classifiche, divise per categorie, dei lottatori che maggiormente hanno influenzato e lasciato il segno sul business. A Michele Posa invece vengono affidati gli aneddoti, le storie curiose ed una breve ma interessante dissertazione storica sulle reali origini del wrestling.
Quella che ne viene fuori è una buona amalgama facile e piacevole da leggere, ma che purtroppo lascia un po’ l’amaro in bocca. Lo scarso spazio concesso ai due scrittori li ha infatti costretti a racchiudere in poche righe biografie ed aneddoti che avrebbero meritato uno spazio di gran lunga maggiore, facendo apparire a volte il racconto superficiale.
Risultano così più interessanti le parti dedicate alla storia del wrestling che non le varie classifiche, nonostante alcune di esse siano davvero ben fatte (ad esempio quella sul wrestling femminile, oppure quella sui più importanti lottatori giapponesi).

Il libro, per dirla in breve, finisce per rivolgersi ad un pubblico ristretto. Se difatti i neofiti lo troveranno prezioso ed interessante, chi segue il wrestling da tanto tempo difficilmente troverà qualcosa di nuovo in questo volume.
Mi sentirei cosi di sconsigliarlo a chi cerca nozioni precise sui vari lottatori che hanno fatto la storia del wrestling, indirizzandoli preferibilmente verso le biografie ufficiali, mentre a chi da poco si è avvicinato al business non posso che consigliare l’acquisto. Se difatti questo libro non dissiperà dubbi o placherà la voglia di sapere (si noti bene; non è questo l’obbiettivo che i due autori si sono posti…), sarà sicuramente un prezioso punto di partenza dal quale muoversi per ampliare la propria cultura e per conoscere tutti i vari aspetti del wrestling come adesso lo conosciamo.

Infine il libro viene venduto assieme ad un cd-rom, contenente un simpatico gioco / quiz sul wrestling ideato e condotto dai due commentatori di Sky che saprà mettere alla prova le conoscenze dei fan sia di lunga che di breve data. Un simpatico diversivo per approcciarsi al wrestling tra i vari videogiochi per console attualmente in commercio.

Per chiudere un libro discreto, che lascerà magari delusi i più esperti ma che di sicuro non lascerà scontenti i fan più recenti. Rimane da sperare che le vendite di questo volume spingano le case editrici ad investire maggiormente sulle traduzioni di biografie ufficiali. L’interesse c’è, mancano soltanto i dati economici a sostenere il progetto.