THE BECKETT WRESTLING SOCIETY #10

 

“BOBBY THE BRAIN: WRESTLING’S BAD BOY TELLS ALL”

Bobby Heenan w/ Steve Anderson (2002)

Lingua: Inglese

In molti, probabilmente, ignorano chi sia stato Bobby Heenan, più semplicemente noto come “The Brain”. In un periodo del wrestling nel quale la figura del manager è pressoché scomparsa, se si fa eccezione per le varie vallette che in qualche modo devono guadagnarsi lo stipendio, risulta forse difficile comprendere il peso avuto da quest’uomo sul business, sebbene al di fuori del quadrato. Manager di grandissimi atleti lungo tutto l’arco della propria carriera, da Blackjack Lanza e The Bruiser fino a Mr. Perfect e Andrè The Giant, fresco Hall Of Famer nonché da sempre personaggio tra i più amati per chi segue il wrestling dai suoi albori televisivi, innovatore dell’arte del microfono, Heenan è però da sempre noto per un particolare: la sua boccaccia. E da qui il titolo di cattivo ragazzo riportato nel titolo.

Purtroppo, però, il libro non riesce a centrare in pieno l’obbiettivo. L’autore, coadiuvato dall’ormai esperto Steve Anderson, dipinge lungo la tela un’infinita serie di aneddoti, che lungo tutto l’arco della sua carriera ne hanno costellato l’esistenza, senza mai riuscire a dare un filo logico alla vicenda. Alcuni racconti, grazie alla mai doma verve di Bobby, risultano ad onor del vero estremamente divertenti, ma fin troppe volte il filo del racconto perde di connessione ed il lettore si trova spiazzato tra un ventennio e l’altro. Per rispetto della propria persona non mancano certo i nomi e le relative personali considerazioni, specialmente per ciò che riguarda la WCW e le sue grandi menti, ma fondamentalmente, forse per raggiunta maturità senile, Heenan non se la sente di infierire e si limita a riportare i fatti, lasciando al lettore tutti i giudizi del caso. Interessante è la parte relativa agli esordi di Heenan, in un periodo in cui i manager erano pressoché sconosciuti e soltanto i grandi campioni destavano interesse, e la tenacia e la bravura di Bobby nell’aver saputo imporre, con enorme successo, il proprio personaggio. Altrettanto interessante la parte finale, quella in cui Heenan assume il ruolo di commentatore (ad oggi ancora uno dei migliori) e si sposta dall’azione in-ring, per lasciarsi andare a qualche chicca sulla vita del backstage e sul suo rapporto con il capo in persona, Vince McMahon. In un libro però piuttosto breve, poco più che duecento le pagine, troppo corti e striminziti risultano questi tratti della vita di Heenan per riuscire a sollevare le sorti di un volume sulla carta interessantissimo che, però, si perde rapidamente lungo la via.

Se avete amato Heenan e la sua figura, allora forse questo libro sarà un discreto compendio a quanto già visto in videocassette e dvd. Se invece non appartenete a questa categoria, limitatevi a guardare quanto il mercato video della WWE ha da offrire e dedicatevi ad altre letture. Purtroppo questa volta, nonostante la prefazione firmata niente meno che da Hulk Hogan, il “cattivo ragazzo” non è riuscito a raccontare proprio tutto.


 

“CHAIR SHOTS AND OTHER OBSTACLES: WINNING LIFE’S WRESTLING MATCHES”

 Bobby Heenan w/ Steve Anderson (2004)

Lingua: Inglese

 

Colpito da un cancro alla gola, in breve già citato nel finale della precedente opera di The Brain, Heenan subisce un profondo cambiamento. Stanco della nomea di cattiva persona, di manager ingannevole e più ingenerale di heel, Bobby cerca di lasciarsi alle spalle la precedente vita per poter ricominciare, come uomo e padre di famiglia, il secondo capitolo della sua esistenza. Trovatosi davanti alla possibilità di morte certa (e poco dopo lo stesso è accaduto alla moglie, ma ora stanno entrambi benissimo…), Heenan si ferma a riflettere sulla sua esistenza, su quanto la sua scelta di entrare nel mondo del wrestling gli ha dato, gli ha insegnato ed allo stesso tempo gli ha tolto per sempre.

Ne viene così fuori un tanto bizzarro quanto interessante esperimento, sapientemente messo su carta dall’ormai più che esperto Steve Anderson. Se è vero, come tutti sanno, che da sempre il wrestling trae ispirazione dalla vita quotidiana e dalle sue infinite vicende, Bobby si spinge ancora più avanti cercando di analizzare tutta la propria esistenza attraverso quelli che in gergo si definiscono termini tecnici. Jobber, face, heel, come in un incontro durato sessant’anni Bobby indossa nuovamente le cuffie e si siede al tavolo di commento per raccontare, a suo modo, il match più interessante che gli sia capitato di vedere.

I grossi miglioramenti narrativi rispetto al primo volume, nonché un maggior numero di pagine e di parole, pongono sicuramente questo libro una spanna sopra il precedente. E la particolarità dell’argomento, sebbene a volte tenda a cadere nel drammatico o nel troppo profondo, rende quest’opera sicuramente degna di più di un’occhiata. Certo, va specificata una cosa. Come ogni essere umano, anche Bobby Heenan ha il proprio personale modo di interpretare gli eventi, gli incontri, le fortune e le avversità, per cui facilmente ci si potrà scontrare con il suo modo privato di assimilare e digerire le cose, ma del resto non poteva essere diversamente per un libro così personale e volutamente intimista.

Ma l’idea in se, la profonda ricerca all’interno del business di ragioni e spiegazioni per cui le cose avvengono una volta spente le luci, consentono facilmente al lettore di superare eventuali divergenze senza perdersi nulla della lettura. Impreziosito dalla prefazione firmata niente meno che “The Nature Boy” Ric Flair, nonché da una serie di spassosissime vignette disegnate da Anderson stesso che ritraggono lo stesso Bobby nei tipici atteggiamenti che lo hanno contraddistinto negli anni (nonché alcune delle sue massime più celebri…), questo libro rappresenta un esperimento più che raro nella bibliografia sul wrestling.

Se avete voglia di scoprire qualcosa di più di uno dei maggiori esponenti degli anni ottanta della WWE, e se avete voglia di uscire dai soliti schemi delle biografie delle varie superstar, allora questo è il libro giusto. Perché prima o poi rivedrete in giro Bobby Heenan, ad un tavolo di commento oppure a bordo ring. E se vi troverete inaspettatamente ad avercela con lui, senza nemmeno conoscerlo, grazie a questo libro potrete facilmente capire perché. Fino, ovviamente, alla prossima fatica del duo Heenan / Anderson, sia chiaro.

The King Of The World
Alessandro “Triple S” Saracca