THE BECKETT WRESTLING SOCIETY #8

 

“WALKING A GOLDEN MILE”

William Regal w/ Neil Chandler (2005)

Lingua: Inglese

Di incredibili racconti, di strane ed affascinanti vicende, di miti e leggende su William Regal ne sono state dette tante. Questo aveva ovviamente fatto crescere l’attesa per l’uscita di questo volume, e per fortuna tutte la aspettative non sono state deluse. Trecento pagine, diciassette capitoli, ed una storia tanto cruda quanto affascinante, allo stesso tempo eroica e commovente.

Se pensate a quanti lottatori bazzicano nel circuito indipendente americano, e a quanti pochi di essi riescono ad arrivare sul grande stage della WWE, potete tranquillamente capire come deve essere stato difficile per un europeo, originario della sperduta Blackpool, arrivare ad un simile successo. E narrata con perfetta maestria, come del resto si addice al “Goodwill Ambassador”, tutta la vita di Regal dagli esordi nei piccoli circoli Inglesi fino all’approdo alla WCW prima ed alla WWE poi viene qui messo giù tassello dopo tassello, senza lesinare nei particolari. 
Drammatica, si diceva prima, ed i problemi di Regal sono noti a molti. Per anni assolutamente dipendente da droghe e alcool, vittima di se stesso, più volte vicino alla fine della carriera e della propria esistenza, Regal mette tutto nero su bianco con estrema onestà, rendendo questo libro un vero must-read per tutti gli appassionati. Non c’è molto wrestling, questo va specificato fin dal principio, perché raramente Regal si sofferma a lungo su incontri o titoli vinti, e molto spesso la sua carriera passa in secondo piano rispetto al resto dei fatti.
Ma la storia contenuta in questo libro merita di essere letta. Perché parla di un lottatore che per inseguire un sogno ha combattuto e sanguinato, è caduto in errore e si è lasciato andare. Ha rischiato di perdere il lavoro, di perdere moglie e figli, di perdere se stesso, ma stringendo i denti è riuscito a sollevare se stesso da terra ed a rimettersi in marcia. E’ una storia difficile ed a volte fastidiosa, pesante e sicuramente sconsigliata a chi vuole solo leggere di grandi incontri e di feste notturne, ma è una storia con un infinito bagaglio personale al seguito.

Attraverso le pagine Regal si mette completamente a nudo, sottolineando pregi e difetti di un ambiente che da una vita lo sostiene economicamente, senza lesinare critiche e commenti alle varie superstar di ieri e di oggi. E soprattutto non lesina nel narrare se stesso e la sua vita, dai primi approcci con i pain-killer fino alla totale dipendenza ed alla repulsione degli altri nei suoi confronti. Vi potrete trovare spaesati mentre gli incontri e gli eventi si susseguono senza un filo logico e le memorie di Regal riversano tutta la loro rabbia e frustrazione sulla carta, ma come detto prima questo volume nasce per essere la biografia di un uomo, non di un lottatore. 

Raro caso di un mid-carder con una grande storia, questo volume merita di entrare nella lista dei migliori libri che il wrestling abbia mai prodotto. Di poco sotto ai livelli toccati da Foley, ma senza nulla da invidiare a libri su ben più quotati ed ammirati lottatori, Regal si prende in libreria quella rivincita che il ring gli ha sempre negato. Il mio consiglio è quello di leggerlo e gustarlo, pagina per pagina, perché poche volte capita di poter capire così a fondo cosa si nasconda dietro la vita televisiva fatta di pyros e luci di un lottatore. E forse, sottolineo forse, se qualcuno leggesse questo libro potrebbe anche cambiare idea su cosa sia il wrestling e su chi siano i suoi protagonisti.

In chiusura, poi, una nota curiosa. In pieno “Goodwill Ambassador” style, Regal inserisce nelle ultime pagine del libro un glossario volto a dare una definizione a molti termini inglesi sconosciuti ai fan americani dell’ex campione di coppia. Una cosa curiosa e simpatica, che come sottolinea Regal stesso serve ad “educare ulteriormente i suoi nuovi vicini americani”, che saprà strappare qualche sorriso e che di sicuro impreziosisce ulteriormente un libro già di per se grande.

 

“STING MOMENT OF TRUTH”

Steve Borden w/ George King (2004)

Lingua: Inglese

 

Nel descrivere questo libro fa subito fatta una premessa. Terminata la storia della WCW, mentre molti lottatori si affannavano per entrare nelle grazie di Vince McMahon e della WWE, Sting prendeva una strada totalmente diversa. Era una vera e propria conversione religiosa quella che investiva l’ex campione del mondo, e da lì in poi la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Durante i servizi prestati assieme alla moglie Sue presso la locale comunità Cristiana, Sting incontrava George King, coautore di questo volume nonché scrittore cinematografico, e da lì nasceva l’idea di fare un film sulla vita di una delle più grandi icone del wrestling made in Atlanta. Il film, anch’esso intitolato “Moment Of Truth”, narra delle vicende di Sting dall’adolescenza fino ai grandi pay-per-view, inanellando le tappe salienti della sua vita e dando ad esse un senso logico. Alla luce di questo il volume qui descritto non nasce come effettiva biografia di Sting, quanto più come compendio alla pellicola, come se l’autore avesse sentito il bisogno di sistemare qualche vicenda lasciata insoluta dal film prima di poter definire la sua opera terminata.

E va detto anche che questo volume, a livello di wrestling, è veramente povero. Ad essere onesti, se solo il protagonista non fosse un lottatore del calibro di Sting, si potrebbe tranquillamente pensare al racconto di un uomo qualunque invece che a quello di un’icona di questo sport-entertainment. Suddiviso in quindici capitoli, per un totale di circa centotrenta pagine, il libro può sembrare in apparenza scarno e frettoloso. Ed effettivamente tutto quello che ha reso Sting il personaggio che molti ancora oggi rimpiangono, dalle grandi vittorie alle grandi sconfitte, viene a mala pena sfiorato attraverso le pagine quasi come se Sting volesse evitare di venir ricordato come uno dei più importanti wrestler dell’ultima decade.

Dalla nascita sino ai primi passi mossi nel mondo del body-building e del pro-wrestling, fino ad arrivare al matrimonio e ai grandi successi con la WCW culminati in una serie di problemi per dipendenza da doghe, Sting rianalizza tutti questi avvenimenti filtrandoli attraverso la sua nuova e riscoperta fede religiosa, scovando in ogni singolo particolare il volere e l’operato di Dio e cercando, grazie a questi nuovi mezzi, di ricomporre sensatamente una vita fatta di glorie ed eccessi. 

Il libro, inutile mentire, è difficile e seppur breve a volte anche fastidioso. Ma questo libro non nasce né per essere glorificato né tanto meno per dare onore ad un lottatore. Questo volume nasce dall’intimo bisogno di un uomo riscopertosi nella fede religiosa di raccontare i suoi errori e di chiedere perdono per essi. Non nasce, forse, nemmeno per essere letto, se non dall’autore e dai diretti interessati. Ma esiste, ed esiste un solo modo per poterlo apprezzare. Leggere senza giudicare, cercare di capire che tipo di forza ha investito e radicalmente cambiato la vita di un lottatore ed apprezzare l’onestà con la quale Sting riempie le pagine della sua vita. E seppur corredato da una splendida veste grafica (da far impallidire il solito bianco e nero della WWE), questo libro non rende minimamente l’idea di chi o cosa sia stato Sting per il mondo del wrestling. Per una biografia ufficiale ci sarà forse tempo un giorno, per ora l’unica cosa possibile da fare è apprezzare lo sforzo di Sting di proporsi ai suoi fan come uomo rinato e cercare di capre il suo cambiamento. Probabilmente è uno di quei casi da cui si può apprendere tanto, se solo si ha voglia di ascoltare.

 

The King Of The World
Alessandro “Triple S” Saracca