THE BECKETT WRESTLING SOCIETY #7

 

“ARE WE THERE YET? – TALES FROM THE NEVER-ENDING TRAVELS OF WWE SUPERSTARS”

Robert Caprio (2005)

Lingua: Inglese

L’idea alla base di questo “Are we there yet?” era quanto mai stuzzicante. Per quasi un anno, difatti, Robert Caprio (autore qui alla sua seconda opera per la WWE) ha seguito le star della WWE lungo i loro spostamenti per l’America ed il resto del mondo raccogliendone aneddoti, impressioni, e più in generale storie di viaggi al limite dell’umano per arrivare in tempo all’arena di turno. Purtroppo, però, il risultato non è fedele alle aspettative.

Il più grosso difetto di questo volume, suddiviso in undici capitoli per un totale di oltre duecento pagine, sta nella ripetitività delle vicende narrate, indipendentemente dalla superstar intervistata, che a lungo andare tendono a rendere il libro tediante e noioso. Se difatti di primo acchito il ripetitivo “show-cena-macchina-motel” passa inosservato, man mano che i lottatori si susseguono nella narrazione il loro schema di vita tende a diventare un po’ troppo scontato, finendo inevitabilmente per rendere difficile la prosecuzione nella lettura. In molti casi, poi, più che aneddoti divertenti o quanto meno interessanti ci si trova davanti a narrazioni senza capo ne coda, oppure davanti a racconti noti a tutti (ad esempio come è nata la gimmick da rapper di John Cena) che poco o nulla aggiungono al valore intrinseco del libro.
Scelta forse discutibile, poi, quella di pubblicare anche racconti provenienti da lottatori licenziati, tra la stesura e l’uscita del libro, senza troppi rimorsi, ma per una bizzarria del destino gli aneddoti più interessanti arrivano proprio da Rico e soci, piuttosto che da Kane o Triple H. Altra parte da salvare è indubbiamente quella finale, interamente dedicata al rapporto tra Big Show ed i bagni degli alberghi non proprio a sua misura, mentre il resto lascia molto amaro in bocca. 

Se con questo volume si voleva rendere l’idea di quanto difficile sia la vita di un lottatore, costantemente in giro per il mondo cinque giorni a settimana, visto il rilassato divertimento con cui gli atleti si raccontano e si prendono in giro l’opera non è del tutto riuscita, anzi direi che il risultato ottenuto è stato proprio l’opposto di quello prefissato. Se invece l’idea alla base di questo libro era quella di farne uno comico, divertente, che aprisse ulteriori porte sulle vite dei wrestler e su come sono una volta spenti i riflettori, la mancanza quasi totale di sorrisi durante la lettura rende palese lo sbaglio commesso mandando tutte quelle pagine in stampa. E sebbene le fotografie, seppur poche, siano interessanti poiché dedicate ai wrestler fuori dalla propria gimmick, non basta certo questo a salvare un libro ben scritto ma purtroppo errato nei contenuti. Forse mossi dal desiderio di vendite, alla WWE non devono aver pensato che non basta essere superstar affermate per risultare divertenti ed interessanti, e non a caso sono proprio quei lottatori che galleggiano nel mid-carding a destare maggiore interesse e maggiore divertimento. 

Purtroppo questo libro non aggiunge nulla a quanto già visto o sentito in televisione, via internet o su altri volumi, ed onestamente non è un acquisto che consiglierei caldamente. Se siete sfegatati fan della WWE e dei suoi atleti, allora forse qualche sprazzo di interesse lo potrete trovare in giro per le pagine. Ma se quello che cercate è un libro divertente, che magari ponga i lottatori sotto una luce differente rispetto al classico machismo televisivo, allora state alla larga da questo volume. Magari una seconda edizione saprà fare meglio, ma per ora la prima prova non può che venir bocciata.

 

“MAKING THE GAME - TRIPLE H’S APPROACH TO A BETTER BODY”

Paul Levesque w/ Robert Caprio (2004)

Lingua: Inglese

 

Prima di tutto una necessaria precisazione: questo libro non è l’autobiografia di Triple H. Per sua stessa ammissione HHH ha deciso che non scriverà nessuna biografia fino a quando sarà in attività, il che sposta questo momento molto lontano nel tempo. E dunque cos’è questo volume?
Un’opera pessimamente riuscita. Nell’arco dei diciassette capitoli che lo compongono, saltando da un argomento all’altro, Triple H racconta brevi sprazzi dei suoi esordi nel mondo del body-building (prima) e del wrestling (poi), e rilascia consigli e metodi d’allenamento per chiunque voglia cimentarsi nel mondo delle palestre. Ora, può Triple H definirsi un maestro del training? E può forse definire il suo fisico “perfetto”? Indubbiamente no, tanto che nelle prime pagine del libro la WWE è ben attenta a difendersi da eventuali problemi specificando che si tratta di consigli, che in nessun modo devono andare a sostituirsi ad eventuali allenamenti già prescritti. E questo ovviamente non può che lasciare dubbioso l’eventuale acquirente.

Peraltro il metodo di allenamento di Triple H, indubbiamente meticoloso e maniacale nella cura del proprio corpo, è una specie di massacrante corsa verso l’annientamento psicofisico di una persona, ed onestamente ritengo difficile che chiunque non faccia il wrestler o il body-builder di professione possa permettersi una simile costanza di allenamento e tenacia. Ma lasciando da parte i vari esercizi consigliati, ciò che maggiormente lascia l’amaro in bocca è proprio quel poco di wrestling che si intravede tra le pagine. Piccoli particolari, brevi cenni di una carriera stellare che non fanno altro che aumentare il desiderio di conoscenza del lettore per poi, all’ultima pagina, soffocargli l’interesse in gola cambiando completamente discorso e con salti temporali di svariati anni. Si arriva in un discreto crescendo ad un importantissimo main event, e voltata pagina si scopre come Triple H mantiene in forma i propri tricipiti. Superato il capitolo, siamo ad un nuovo main event, situato però nel tempo cinque anni dopo. 
La lettura, quindi, ne risulta scomoda e fastidiosa, tanto che nessuno dei capitoli, terminato il volume, rimane impresso in mente come degno di essere letto. Da Shawn Michaels alla Clique, dal MSG Incident fino al rapporto con Stephanie McMahon, in questo libro tutto viene frullato e sintetizzato, con l’unico risultato di lasciare il lettore confuso ed irritato.

L’idea globale che si ottiene da questo libro è quella di una persona che, godendo della propria fama, ha deciso di pubblicare un libro su una delle proprie passioni, senza forse avere le conoscenze adatte per farlo. E così il wrestling appare più come un contentino, una scusa atta a giustificare agli azionisti WWE un simile prodotto, che non il fulcro della vicenda. Ne peraltro, cosa che forse avrebbe dato un senso all’intero libro, i consigli e gli esercizi proposti sono legati al lavoro di Triple H ed ai suoi match. Tutto viene messo in fila, in compartimenti stagni, e lasciato al caso, finendo per sminuire letalmente un lavoro che forse avrebbe potuto essere davvero interessante.
Ci sono solo due categorie di persone a cui consiglierei questo libro. Ai fan sfegatati di Triple H, quelli che devono sapere anche a che ora va a letto e con cosa fa colazione e che ritengono il suo fisico il non plus ultra della muscolatura, che magari potranno saziare parte del proprio bisogno di conoscenza. Ed in seconda battuta a tutte le donzelle perdutamente innamorate di Levesque. Le foto difatti abbondano in questo libro, fornito anche di una copiosa sezione a colori tramite la quale Triple H stesso, immortalato in infinite pose, esplica gli esercizi precedentemente descritti, e sicuramente per tutte loro ci sarà di che “rifarsi gli occhi”.
Se però non appartenete a nessuna di queste due categorie state lontano da Making The Game ed aspettate la biografia ufficiale. Sicuramente parleremo di un libro molto differente.

 

The King Of The World
Alessandro “Triple S” Saracca