THE BECKETT WRESTLING SOCIETY #5

 

“WRESTLECRAP: THE VERY WORST OF PRO WRESTLING”

R.D. Reynolds & Randy Baer (2003)

Lingua: Inglese

Nato dalla geniale mente di R.D. Reynolds, Wrestlrecrap.com è da un decennio il punto di riferimento per chi, con il wrestling, vuole farsi anche due risate. Dato l’enorme successo delle pagine su internet, la ECW Press ha tentato la sorte offrendo la possibilità all’autore di trasferire su carta l’ilarità ormai diventata un trademark sulla rete.
Va innanzitutto specificato che questo volume, che raccoglie le più grandi perle di involontaria comicità di cui il wrestling business si è reso protagonista, non nasce con lo scopo di denigrare la materia di cui tratta bensì con l’intento di stemperare un po’ quel fanatismo che , purtroppo, troppo speso ottenebra le menti di chi segue la WWE e le sue rivali. E del resto, impossibile negarlo, di eventi bizzarri e disastrosi nel wrestling ce ne sono stati parecchi.

Dopo un introduzione firmata John Tenta, amatissimo dal pubblico sotto le spoglie di Earthquake, il libro si apre subito con uno dei più grandi episodi di “crap” che il wrestling abbia mai dato alla luce: Survivor Series e Gobbledy Gooker. Con il passare delle pagine si viaggia attraverso la storia del wrestling, ancor prima che questo diventasse un fenomeno mediatico seguito in tutto il mondo fino ad arrivare alla WCW ed alla WWE con tutto il loro carico di follie suicide.
Poiché sarebbe stato matematicamente impossibile riproporre su carta oltre dieci anni di aneddoti e stramberie varie, quello che viene proposto in questo volume è un sunto, una scelta mirata degli episodi più goffamente significativi di un prodotto che non conosce regole e che di questo fatto a volte se n’è ampiamente approfittato. Bastion Booger, Oz, The Red Rooster, il ritorno di Warrior alla WCW, così come The Shockmaster ed i film aventi Hogan e Piper come protagonisti, senza dimenticare il parto di Mae Young e l’evirazione di Val Venis, sono solo alcuni degli episodi che potrete trovare magistralmente descritti nei dodici capitoli che compongono le circa trecento pagine di questo libro.

Una nota negativa, però, arriva direttamente dall’impostazione del libro. Se infatti chi segue il wrestling da almeno vent’anni non avrà difficoltà a riportare alla mente i vari episodi che si susseguono nel volume, la mancanza quasi assoluta di foto risulterà un grosso handicap per chi da poco si è avvicinato al mondo del wrestling e non ha idea di chi siano Zodiac o The Oddities. Scelta nata forse da un problema di diritti, e conseguentemente di soldi, risulta comunque un grosso stop per chi fosse intenzionato all’acquisto senza il necessario bagaglio culturale al seguito. 
E la seconda nota stonata arriva più o meno verso la metà del volume. Se difatti i primi capitoli sono una risata dopo l’altra, in un inarrestabile crescendo che trova il suo apice umoristico proprio nel momento in cui il wrestling strizza l’occhio ad Hollywood, da metà in poi ci si accorge di un lento ma inesorabile cambio di stile. Le parti divertenti e comiche si fanno sempre più rade per lasciare spazio a critiche in principio velate poi sempre più palesi verso chi ha contribuito a rendere, in certi frangenti, il wrestling un affare più ridicolo che d’intrattenimento. Siano essi Vince Russo (a cui è dedicato un intero e fin troppo esaustivo capitolo), Eric Bischoff o Vince McMahon, il libro si dimentica lo scopo per cui era nato diventando una sorta di attacco diretto a coloro che per anni hanno avuto in mano il destino del business. E se per certi versi le critiche mosse sono assolutamente condivisibili, rimane il fatto che Wrestlecrap si trova a sputare nel piatto in cui ha appena mangiato e la lettura diventa fin troppo lenta e noiosa.

In conclusione, Wrestlecrap può essere una piacevole lettura per chi sa ridere del wrestling senza farne un dramma e senza questionare la propria “fede”, e per chi ha voglia di riportare a galla momenti di sano umorismo forse dimenticati. Se invece fate parte di quella categoria di persone che non appena sentono parlar male del wrestling si arrabbiano, gonfiano le vene e perdono la ragione evitate questo libro come la peste, potreste non arrivarci in fondo.

 

“THE DEATH OF WCW”

R.D. Reynolds & Brian Alvarez (2004)

Lingua: Inglese

 

Perché la WCW è fallita? Perché gli infiniti soldi di Turner non sono stati in grado di mantenerla a galla? Perché nonostante un roster senza precedenti, un angle destinato a cambiare per sempre la storia del business e lo strapotere nei confronti dell’eterna WWE la federazione di Atlanta è crollata su se stessa in uno dei più grandi fallimenti a cui la storia del wrestling ha mai assistito?
Innumerevoli volte ci si è posti queste domande, ed ora esiste la risposta.
The Death OF WCW è infatti il primo ed unico volume che ripercorre tutta la storia della federazione dai suoi esordi sino all’apice del successo, fino ad un inaspettato tracollo culminato con l’acquisto da parte del rivale Vince McMahon della federazione nemica.
Ricostruito con cura magistrale e puntigliosa, tanto da arrivare a narrazioni settimanali per meglio esplicare il concatenarsi di cause ed effetti che hanno condotto la creatura di Eric Bischoff a crollare sulle sue stesse fondamenta, questo volume ripercorre tutta la vita della WCW dall’acquisizione da parte del magnate televisivo Ted Turner della storica NWA sino alla nascita del New World Order e l’arrivo di Goldberg per poi finire tutto nella storica Night Of Champions di Panama City.

E dunque cos’è costato così tanto caro alla World Championship Wrestling?
In parte il non aver saputo rinnovarsi, ed una volta trovato un buon inizio con l’nWo l’aver insistito solo su quella nota, modificata in mille varianti, sino a renderla indigesta al pubblico. In parte per pessime scelte di booking e di mercato, con match storici inseriti in normali shows settimanali e non i pay-per-view che hanno tolto alle casse della federazione migliaia di dollari. In parte perché Bischoff, a un certo punto della sua carriera, si era dimenticato del proprio mondo ed aveva trasformato la sua vita in un eterno tentativo di cacciare Vince McMahon e soci fuori dal mondo del wrestling per sempre. In parte perché l’aver fatto credere agli spettatori per mesi quanto facesse schifo la WCW solo per pushare l’nWo ha pian piano convinto le persone della realtà delle cose. In parte i giochi di potere di Nash e Hogan, che mai hanno concesso a nuovi talenti di emergere e di arrivare al main event relegandoli sempre in ruoli secondari. In parte perché tutte queste cose, che si sono sommate e scavalcate nel corso degli anni, hanno pesato come un macigno sulla testa della WCW. Fino a schiacciarla.

Ed in questo volume, composto da quattro parti (suddivisi a loro volta in sette esaurienti capitoli), tutte le motivazioni sopra citate vengono messe in ordine, di causa e di tempo, concatenate l’una all’altra ed inserite nella corrispondente realtà, fino a comporre un puzzle fino ad oggi irrisolto su uno dei più grandi misteri del wrestling. Essendo poi uno dei due scrittori R.D. Reynolds, l’autore di Wrestlecrap, non mancano sprazzi di umorismo ed ilarità che da un lato stemperano un po’ l’inevitabile tensione del libro, dall’altro fanno ben capire la tragicomicità di una situazione irrimediabilmente compromessa ed in dirittura d’arrivo.

Questo libro, dunque, deve diventare un must-read per chiunque sia interessato a scoprire la storia, nei suo alti e bassi, dell’unica federazione che è stata in grado di minare l’impero di Vince McMahon e per chi ne vuole comprendere a fondo grandezze ed errori. E se ancora vi state chiedendo come abbia fatto la WCW a scomparire nel nulla, come sia stato possibile che Ted Turner abbia rifiutato di venderla per 500 milioni di dollari per poi regalarla ai McMahon (solo quattro anni dopo) per la ridicola cifra di quattro milioni di dollari, se e ancora vi chiedete perché la Night Of Champions sia stata così importante, non esitate oltre. Questo libro ha tutte le risposte che cercate.

 

The King Of The World
Alessandro “Triple S” Saracca