THE BECKETT WRESTLING SOCIETY #3

 

"HAVE A NICE DAY: A TALE OF BLOOD AND SWEATSOCKS"

Mick Foley (1999)

Lingua: Inglese

Se pensate di conoscere il wrestling, di sapere cosa serve per poter arrivare in alto e di quanto un wrestler, in termini di fatica e dolore, debba sopportare lungo l’arco della sua carriera per arrivare ad essere un numero uno e non avete mai letto questo volume… allora non sapete proprio nulla.
Le oltre settecento pagine di questo volume, corredate da un capitolo aggiuntivo reperibile nell’edizione economica, non si limitano semplicemente a ripercorrere la carriera di Mick Foley, l’Hardcore Legend che tutti hanno imparato ad amare. Le parole scorrono rapide nel descrivere una meravigliosa, a tratti divertente, a tratti commovente, storia di una vita ai limiti dell’assurdo, divisa tra incontri con tavoli esplosivi, abrasioni, figli da crescere e parchi di divertimento.
Che Foley sia un personaggio fuori dalle righe appare abbastanza chiaro da ciò che si può ammirare in televisione. Questo volume non fa altro che confermare le impressioni, impreziosendole di aneddoti e storielle che coinvolgono tanto Foley quanto alcuni tra i più noti ed ammirati wrestler mondiali.

Il volume si apre a Monaco, quando con la WCW Mick Foley si trovò ad affrontare Vader ed a perdere un orecchio per colpa delle corde e della brutalità dell’avversario. Quello che ne segue, senza patemi di smentita, è un capolavoro. Dalla giovinezza di Foley ed i suoi primi, imbarazzanti, incontri d’amore, alla nascita di un primitivo Dude Love, alter ego di Mick ben più sicuro e deciso nei confronti dell’altro sesso. Si passa poi alla famosa caduta dal tetto sino alle fughe di Foley al Madison Square Garden, per ammirare Jimmy Snuka che saltando dal tetto di una gabbia fa scattare in un giovane Foley la voglia e la passione di diventare uno dei più amati wrestler della storia. Poi il Giappone, il Messico, la WCW, la ECW, la WWE, ed un’intera carriera fatto di infortuni e di follie.
L’abilità descrittiva di Foley, che a lungo ebbe a penare per convincere Vince McMahon che poteva scrivere tranquillamente questo libro da solo e senza aiuti esterni, appare davvero notevole e coinvolgente, e questo non fa altro che aumentare il valore intrinseco di questo volume. Sicuramente, poi, Foley non è persona che le manda a dire. Che si tratti di Bischoff, di Ric Flair, così come di Vince McMahon o di un mostro sacro come The Rock, Mick non tiene a freno la lingua e mette su carta tutti quegli avvenimenti che per anni gli si sono fermati nel groppo. Dalle manovre di potere che governavano la WCW e che ne costarono la fine, fino ai rapporti più personali che hanno toccato la vita dell’Hardcore Legend, lungo le pagine ce n’è davvero per tutti, nessuno escluso. Ma allo stesso tempo il libro offre infinite pagine di prezioso umorismo, di folle ilarità e di struggente panico, quando un Foley ancora sconosciuto era costretto a prendere parte ad incontri ad alto rischio senza sicurezza alcuna pur di farsi un nome nell’ambiente.
Mick Foley, cosa che appare palese una volta svoltata l’ultima pagina, è un genio. Sia che si parli di wrestling, dove la sua conoscenza del business non teme rivali, sia che si tratti di inventare mosse, incontri, folli figure come quelle di Cactus Jack o Mr. Socko, oppure scherzi per Al Snow, la fantasia di quest’uomo scorre senza freni e regala al lettore preziose pagine di intense emozioni.
Ne viene difficile così dare una breve descrizione di questo volume proprio per la sua grandezza, proprio per il fatto che lasciarselo sfuggire sarebbe una perdita assolutamente importante, proprio per il fatto che troppe cose vi si possono trovare per venire rinchiuse in qualche paragrafo.
Se avete amato Foley sul ring, allora questo libro sarà per voi un must-read. Entrerete nella mente di uno dei più originali scrittori e lottatori della storia del wrestling e ne uscirete cambiati, migliorati, e sicuramente soddisfatti. Se invece Foley non è mai entrato nelle sue grazie, questo libro forse saprà farvi cambiare idea. Vi troverete davanti ad un uomo spaccato tra la sua realtà, fatta di ossa rotte e denti mancanti, e quella della sua famiglia, di una moglie che aspetta a casa con i figli in grembo mente il marito mette a rischio la propria vita per dare a loro una vita dignitosa. Viaggerete lungo i luoghi più reconditi e sperduti del wrestling, siano essi Africa o Messico, e viaggerete lungo i più famosi parchi di divertimento d’America dove Foley ama trascorrere il suo tempo libero. Avrete per le mani la complessità interminabile di un uomo a trecentosessanta gradi, folle ed adorabile, senza paure eppure incredibilmente fragile, e sono pronto a scommettere che non ne arriverete in fondo indifferenti.
Questo libro E’ il wrestling, in tutte le sue sfaccettature ed in tutti i suoi pregi e difetti, e non averlo sarebbe davvero un peccato. Farete un salto di oltre quindici anni, dal 1983 fino alla vigilia della Royal Rumble targata 2000, cavalcando un treno di incredibile portata emotiva e descrittiva. Se amate il wrestling in ogni suo dettaglio e volete andare oltre quello che la televisione mostra allora non potete sbagliare, quello che vi serve è una storia di sangue e di calzettoni. Se, del resto, questo libro è stato per settimane un best-seller in testa alla classifica del New York Times, ci deve pur essere una ragione…

 

 

“FOLEY IS GOOD (AND THE REAL WORLD IS FAKER THAN WRESTLING)"

Mick Foley (2001)

Lingua: Inglese

 

Se il primo lavoro di Foley era stato un fenomeno senza precedenti, il suo seguito diretto non fa differenza.
Il volume si apre esattamente dove il precedente si era fermato, alla vigilia di quel match contro Triple H alla Royal Rumble 2000 che in tanti hanno ammirato ed apprezzato; ma in questo caso il wrestling lottato non è altro che un mezzo, un viatico attraverso il quale Foley si diverte a descrivere un mondo nel quale per anni ha vissuto e che tra alti e bassi ha imparato, e noi con lui, ad amare e rispettare. Il titolo non tragga in inganno, lo scopo di questo libro non è quello di dimostrare la veridicità o meno del pro-wrestling, ma nasce più che altro da una serie di eventi nei quali Foley si è giocoforza trovato e che lo hanno portato ad una definitiva conclusione: il wrestling non sarà il più vero degli sport, ma senza dubbio molto altro c’è di falso nel mondo su cui nessuno mai si sofferma.

Il wrestling lottato e la WWE, in questo libro, non sono certamente i massimi protagonisti. Pochi sono gli incontri descritti, seppur di elevata fattura ed importanza, e per ciò che ne concerne il tutto viene imbellito da preziosi aneddoti su ciò che vi ruota attorno, siano essi la preparazione al match o le emozioni dei partecipanti mentre scorrevano i minuti. In questo libro Foley preferisce spostare la propria attenzione su ciò che ruota attorno al dorato mondo del wrestling, dai mass media che tanto criticano i wrestler per poi fare a gara per averli come ospiti nei vari talk-show, al backyard wrestling ed al PTC (Parents Television Council), l’organismo che si prefissa di criticare e demolire tutti quegli show a loro dire nocivi per le menti dei giovani americani. Con una freddezza ed una preparazione più adatte ad uno storico o ad uno studioso che non ad un wrestler torturato dagli infortuni, Foley analizza tutto l’universo che orbita attorno al proprio e senza paure o rimorsi ne decanta lodi e aspre critiche, difendendo a spada tratta quello che alla fine dovrebbe essere un momento di divertimento troppe volte preso come capro espiatorio per colpe ben più gravi.
Le pagine si alternano tra incontri brutali come l’I Quit Match della Royal Rumble 1999 o l’Hell In A Cell di No Way Out 2000, e commoventi pagine di ricordo per tutti quei lottatori stroncati dalla troppa pressione o da una triste sorte, come Owen Hart o Brian Pillman. Allo stesso tempo però non mancano capitoli di brillante comicità, siano essi le folli descrizioni delle vite dei colleghi o la leggenda del Penis Suplex, trademark move di Al Snow, oppure le avventurose comparsate di Foley in alcuni tra i più famosi e seguiti talk-show d’America.
Il volume, rispetto al precedente, appare molto più complesso e maturo, molto più serio negli intenti e molto più profondo nei contenuti, sintomo indubbiamente di una maturazione personale dell’autore ormai lontano dai gloriosi fasti giovanili di Dude Love e di Cactus Jack. Di elevato spessore appaiono i capitoli dedicati ad Owen Hart ed al backyard wrestling, problema in constante crescita in America e non solo e movimento che troppe volte ha eletto a proprio simbolo un Foley che mai avrebbe voluto una simile onorificenza. E sulla stessa linea ben si collocano il capitolo dedicato all’uso ed all’abuso di droghe nel mondo del wrestling, così come il capitolo finale nel quale Foley si trova ad analizzare, dati alla mano, gli studi comparativi fatti dal PTC e dall’università dell’Indiana, con il solo scopo di denigrare e gettare ulteriore fango su quella disciplina che per Foley e per molti suoi colleghi è stata per anni motivo di orgoglio e di gioia. Sebbene più breve rispetto ad Have A Nice Day, questo libro si può tranquillamente collocare al livello del precedente per spessore ed importanza, mentre indubbiamente lo supera per stile e capacità narrativa.
Mi sono avvicinato a questo volume temendo di trovarmi di fronte una copia sbiadita di quel gioiello che era ed è tuttora l’opera prima di Foley, ed invece mi sono trovato a ridere, a piangere, ad arrabbiarmi ed a riflettere mentre le pagine mi scorrevano davanti. Il libro va ben oltre la semplice trattazione degli ultimi anni di una gloriosa carriera, ed anzi stupisce per la sua infinita umanità e per la grande forza con cui è stato scritto. Foley conosce il wrestling e tutto quello che gli gira attorno come pochi, ed è proprio questa sicurezza sull’argomento il punto di forza del volume, che mai si basa su frasi fatte ma sempre cerca di andare oltre la semplice apparenza per sviscerare ogni aspetto dell’argomento trattato.
Nuovamente #1 New York Times Best-seller, il libro non fa rimpiangere per niente il suo predecessore ma anzi aggiunge nuovi ed intriganti tasselli al mondo del wrestling ed alla vita di Mick Foley, ampliando un racconto che sembra non voler mai aver fine. Arriverete all’ultima pagina soddisfatti, appagati, ed al contempo desiderosi di aver ancora pagine da cui apprendere ed assorbire. E’ la capacità di Mick Foley, una droga della quale è difficile fare a meno, ma che vale la pena assaggiare. Non ve ne pentirete.

The King Of The World
Alessandro “Triple S” Saracca

 

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