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Re: TWC - News from Indoor War
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**Summit of the Pain**


17/08/2017


Spoiler:
DISCLAIMER!


I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Siamo a Naha, la città più importante dell’isola di Okinawa, in Giappone.

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Più precisamente ci troviamo nell’ufficio del sindaco, posto nel nuovo municipio cittadino. Qui, seduto in poltrona dietro la sua scrivania in mogano nero con intagliato il simbolo di un drago rosso, vediamo Akuma “Pain” Fujihara.

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Mr. Pain ha appena fatto entrare nella stanza nientemeno che Jack Keenan, il Pain Deliverer della TWC.

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Akuma fa un sorrisetto, e con una mano indica una delle poltrone vuote dall’altra parte della scrivania.

FJH: Prego, siediti pure.

Nel frattempo alle spalle di Jack, la misteriosa donna in giacca e cravatta chiude la porta e va a piazzarsi a qualche metro di distanza da loro, restando immobile e osservandoli.

Spoiler:
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Mr. Pain guarda Keenan, poi spegne la sua sigaretta Red Dragon e fa un cenno con la mano alla donna, che annuisce e va ad aprire un armadietto, che contiene delle bevande alcoliche. Infine Akuma si rivolge all’avvocato, piegando la testa e osservandolo ferocemente.

FJH: Direi che è meglio saltare i convenevoli. Avanti, dimmelo subito: perché sei qui, Jack?

Jack Keenan rimane in silenzio per qualche istante. Il suo sguardo vaga dall'armadietto degli alcolici alla donna, dal tavolo in mogano ai braccioli della poltrona su cui è seduto, per poi fissarsi negli occhi di Akuma.

Keenan: La risposta che ti darei di getto è che, per chiunque abbia seguito anche solo una minima porzione della storia della TWNA, è impensabile non collegare il Giappone ad Akuma "Pain" Fujihara; e che, una volta di passaggio per il Paese del Sol Levante, è impossibile non essere attratti da questo posto. E sarebbe tutto vero. Tuttavia, non mi sembri il tipo da "passavo di qua", nè da lusinghe.

JK si sporge in avanti, appoggiando le proprie braccia sul tavolo in mogano e giungendo in modo distratto le mani.

Keenan: Perciò, perchè sono qui? In una parola: affari.

Il Demone guarda Jack e annuisce. Vediamo poi avvicinarsi la donna, e posare accanto ad Akuma un White Russian.

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Fujihara prende il bicchiere. Poi si rivolge a Keenan.

FJH: Ne vuoi uno anche tu? Oppure qualcos'altro. Chiedi pure Jack, Felisin è molto brava a fare drink, quasi come Tanaka.

La donna risponde dicendo qualcosa al Demone col linguaggio dei segni. Quest'ultimo fa un ghigno.

Keenan: Ti dirò, sono sempre stato contrario agli alcolici in occasioni di questo genere. Così come a qualsiasi altro elemento che possa, anche solo minimamente, distogliere l'attenzione o diminuire la lucidità, tutto sommato. Per questa volta, però, farò un'eccezione.

JK si rivolge verso la donna e, con un cenno della testa, indica il bicchiere davanti a Fujihara.

Keenan: Lo stesso per me, grazie.

Mentre Felisin è indaffarata, il Demone guarda il White Russian, scuotendolo leggermente e ascoltando il tenue rumore dei cubetti di ghiaccio che sbattono.

FJH: Immagino tu sappia che io sono estremamente informato di quello che accade in TWC. E non perché sia un appassionato della vostra federazione, anzi, quel covo di eroi da strapazzo lo odio come non mai. Ho alcuni affari in sospeso a New York, per questo tengo d'occhio la situazione da molto tempo, praticamente da sempre.

Il giapponese sospira.

FJH: Affari... Sai, sinceramente credevo che sarebbe stato uno tra Big Black Boom o Sean Morgan a mettersi in contatto per primo. Il ciccione che si crede un demone l'ho scartato a priori, troppo stupido. In Eddie Jordan per un attimo c'ho sperato. Ottimo materiale per creare un mostro, poi è impazzito definitivamente da solo.

La bocca di Akuma si apre in un ghigno.

FJH: E invece, il primo a mettersi in contatto con i miei avvocati di New York sei stato tu, Jack Keenan, il Pain Deliverer, l'unico in quella gabbia d'idioti che conosca un minimo il significato della filosofia del dolore. La mia filosofia... Ora, immagino che tu non ti sia spinto fino al mio cospetto per chiedermi di essere messo a libro paga come avvocato. Perciò un'idea me la sono fatta... Avanti, dimmi.

Il Demone beve un sorso di White Russian e resta in silenzio, tutto orecchie.

Keenan: No, non credo proprio tu abbia urgente necessità di un avvocato in più, per di più a tempo perso.

Jack Keenan fa spallucce.

Keenan: Big Black Boom. Sean Morgan. Kevin Manson. Eddie Jordan. Ovviamente saprai che ho avuto l'occasione di confrontarmi con tutti loro, con alterne fortune. Non è questo il punto. Il punto è che in tutti loro, come credo anche tu abbia fatto, ho visto una cosa. Tutti loro, nessuno escluso, nascondono dietro grandi proclami un materialismo ipocrita. Indossare una maschera o annunciare l'Apocalisse diventano un modo come un altro per bucare lo schermo e cercare di scalare le gerarchie.

Il Pain Incarnate sospira.

Keenan: Di recente mi sono accorto che, per certi versi, ero diventato uguale a loro. La fame di gloria, la caccia al successo mi avevano accecato, portandomi a ricercare obiettivi puramente materiali e fini a sè stessi. Il Medal of Honor, il TWC Championship... non è questo quel che è richiesto dalla mia filosofia del dolore. I riconoscimenti sono un mezzo per trasmettere il messaggio, mai il fine.

JK si scrocchia distrattamente le nocche.

Keenan: Homeland è stato la rivelazione decisiva. Ho capito dove avevo sbagliato; ho capito cosa mi aveva portato a deviare dalla mia strada; ho capito cosa andava eliminato. Tuttavia, sono ancora bloccato. Non riesco a distogliere del tutto l'attenzione da obiettivi tangibili, per quanto insignificanti. Non riesco ancora ad essere davvero il Pain Deliverer. Penso, però, che ci sia una persona che possa aiutarmi a diventarlo veramente. Tu.

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In questo momento, Felisin appoggia un White Russian davanti a Keenan. Il lottatore di Atlanta ringrazia con un cenno, per poi iniziare a mescolare distrattamente il cocktail.

Keenan: Ovviamente, gli affari si fanno in due. Quando sono venuto qui, non avevo dubbi sul fatto che ti tenessi aggiornato, almeno in minima parte, su cosa succede in TWC. Parliamo pur sempre della federazione in cui spadroneggiano tuoi vecchi rivali come Sigfried Jaeger e Leon Black, e che produce individui come Andy Moon o Nick Carroll che sembrano avere l'unico sogno di seguire le loro orme. Proprio per questo, mi ha più volte sorpreso che l'Akuma Fujihara che il mondo ha imparato a conoscere in TWNA, TDPW e non solo non abbia mai cercato di avere un'influenza diretta sulla TWC.

Jack Keenan si schiarisce la voce.

Keenan: Non fingerò di sapere se tu ti sia mai posto la questione o abbia piani in merito. Dirò semplicemente che, se così non fosse, hai davanti a te chi ti può garantire un posto in prima fila, a pochi centimetri dal cuore della TWC. Posto che sia quello che vuoi, naturalmente.

Mr. Pain beve un sorso di White Russian, pensieroso. Poi si fa una risatina.

FJH: La tua esposizione è ineccepibile, Jack. Ma la risposta al perché io non mi sia più interessato a mettere piede su un ring americano ce l'hai attorno...

Akuma si alza in piedi e si volta andando a guardare il panorama di Naha alle sue spalle.

FJH: Io sono sindaco di una città di trecentomila abitanti. Dati i palazzi che frequenti nella tua seconda carriera, immagino tu abbia idea dell'importanza e dei poteri racchiusi in questa carica, sia a livello politico che economico. Ed è soltanto l'inizio...

Altro sorso di White Russian.

FJH: Insomma, mentre certi tuoi colleghi, tipo gli odiosi "eroi", si sono fatti il mazzo nella speranza inutile di dare una specie di esempio e influire un minimo sull'atteggiamento dei fan, io ho sfruttato la mia leggenda per ottenere un altro tipo di potere, molto più tangibile e soprattutto reale e influente nella vita delle persone. Perché c'è una differenza enorme tra dare consigli alla televisione, e controllare una città, con tutto il divertimento che ne consegue...

Il giapponese fa una risatina maligna. Poi si volta verso Keenan.

FJH: Perciò puoi capire bene, Jack, quanto poco sia stato tentato dal tornare a lottare a tempo pieno, preferendo stare alla larga soprattutto dagli Stati Uniti, deve risiede gran parte dei miei nemici. E puoi inoltre capire bene che se tu fossi venuto qui un anno fa o due, con tutta probabilità nemmeno ti avrei voluto incontrare. Tuttavia adesso tu sei qui davanti a me, il che significa che sei riuscito a incuriosire il Demone...

Mr. Pain torna a sedersi alla sua poltrona, guardando in faccia Jack.

FJH: Ma per continuare questa conversazione, ho bisogno di qualcosa di tangibile. Una prova delle tue intenzioni, diciamo. Perché se c'è una cosa che odio, tra le tante, è la gente che alla fine non ha spina dorsale, e si tira indietro sul più bello, mandando a monte i miei piani e facendomi perdere tempo.

Keenan: Non avrei immaginato nulla di diverso. Chissà, magari questo ti può interessare.

Jack Keenan fruga in una delle tasche interne della propria giacca, da cui estrae una busta di plastica. Il Pain Deliverer la appoggia sul tavolo, per poi spingerla lentamente verso Akuma. Mr. Pain, prende la busta e ne tira fuori una serie di fotografie, che inizia a contemplare in silenzio, senza cambiare espressione. Le foto si susseguono e, man mano che passa a quella successiva, Fujihara appoggia la precedente sul tavolo. L'inquadratura ne va a cogliere una in particolare.

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Nella foto, Quill è sdraiato al ciglio di una strada. Il suo volto è tumefatto e ricoperto di sangue; sul lato della sua testa è ben visibile un bozzo scuro, all'altezza della tempia. A giudicare dall'espressione di Mr. Pain, le altre immagini non sono diverse.

Keenan: Come ho detto prima, ho capito cosa andava eliminato.

L'espressione di Akuma cambia rapidamente, e si fa strada un sorriso malevolo.

FJH: Mi piace... Devo dire che hai scelto un ottimo biglietto da visita, Jack. Quel tizio alla fin fine è sempre stato una palla al piede per te.

Il Demone continua a rimirare le foto, ridacchiando e sorseggiando il suo drink. Poi rivolge una domanda al Pain Deliverer.

FJH: Dai, racconta, Jack. Com'è stato massacrarlo? Hai sentito quel bellissimo senso di liberazione che si prova mentre si fa del male a chi non è in grado di difendersi o no? E soprattutto, sei riuscito a cogliere il momento più bello di un'aggressione a tradimento, ovvero quel senso di smarrimento misto a delusione e paura che traspare dagli occhi delle vittime quando ti guardano dopo il primo colpo?

Jack Keenan rimane in silenzio per un istante; il suo sguardo indugia sulla immagine che ritrae il suo vecchio mentore.

Keenan: Sarò completamente sincero: è stato liberatorio, sì, ma non esattamente in questo senso. Diciamo semplicemente che, dopo tutto quello che era successo, lo sentivo necessario.

Keenan contrae la propria mascella.

Keenan: Mettiamola così: ho chiuso un cerchio che si era aperto anni ed anni fa. In questo senso ogni colpo è stato una liberazione, una boccata d'aria. Importava questo, non la sua reazione o le sue emozioni. Ma, sì, l'ho guardato negli occhi e penso che, in fondo, lui stesso abbia capito che doveva essere così. Penso che lui stesso abbia capito che era giusto.

Jack Keenan inspira a fondo. Sul suo viso si distende un sorrisetto poco rassicurante.

Keenan: Justice through Pain.

Il giapponese ci pensa su, poi annuisce.

FJH: Già, tu sei un uomo di legge dopotutto.

Akuma finisce il suo drink, poi ammucchia le foto e le ripone dentro un cassetto.

FJH: Queste me le tengo. Le aggiungerò al mio archivio.

Poi il giapponese si alza in piedi e fa un segno a Felisin. La donna annuisce, va alla porta ed esce fuori, lasciandola aperta. AKuma prende il pacchetto di sigarette, controlla le tasche e si rivolge a Keenan, anche lui in piedi.

FJH: Vieni Jack, andiamo a fare una passeggiata. Ti porterò nel posto dove sono solito concludere i miei affari...

Il Painful Criminal esce poi dalla stanza, seguito dal Pain Deliverer.


(Poco tempo dopo)



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Ci troviamo per le vie di Naha, il capoluogo di regione di Okinawa. Ci sono molte persone in giro al momento, ma tra tutte spicca lo stranissimo duo formato da Akuma "Pain" Fujihara e Jack Keenan.

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Mentre i due passeggiano, vediamo un'auto scura seguirli passo passo rasente la strada. E alcuni metri più indietro, l'onnipresente Felisin copre le spalle al Demone e al suo ospite.

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Nel frattempo, gran parte delle persone che incrociano la loro strada, si fanno da parte e salutano rispettosamente Mr. Pain. Che ridacchia.

FJH: Lo vedi? Questo è il vero potere. Non quelle ciance che sento dire spesso da qualche tuo collega in televisione. E stai attento, qualcuno ti dirà che io baso il mio controllo sulla paura e la violenza. Eh no, mica sono andato a minacciare tutti quelli che non mi votavano ai seggi. La gente di Okinawa si fida di me. Crede in me... Poveri loro.

Il Demone ridacchia e fa spallucce.

FJH: Alla fin fine, fare politica di questi tempi è facilissimo. Devi coprire la gente di false promesse, e sorridere sempre. Nè più, nè meno.

Poi Akuma continua.

FJH: Chissà, magari un domani anche tu potresti darti alla politica. Oppure puntare una carica rilevante in qualche Procura Distrettuale. In tal caso potremmo pure restare in contatto per qualche collaborazione proficua extra-wrestling...

Jack Keenan dà una leggera scrollata di spalle.

Keenan: L'idea non mi ha mai attratto più di tanto. D'altra parte, chi lo sa cosa riserva il futuro...

JK si volta un istante, per osservare un altro passante che ha salutato Fujihara.

Keenan: Perciò, questa vita ti piace molto più di quella nel mondo del wrestling?

Il Demone si gratta il mento.

FJH: Sono dentro il mondo del wrestling da quasi vent'anni ormai, scalando tutte le gerarchie, fino a raggiungere la vetta assoluta dopo aver battuto tipo tutti. Qui invece ho appena cominciato... Dammi ancora qualche anno per ambientarmi, poi ti potrò rispondere meglio.

Poi continua.

FJH: C'è da dire che nella politica certi comportamenti e conoscenze vanno tenuti nascosti, visto che sei molto più monitorato di prima, inoltre hai mille cose a cui pensare... Nel wrestling alla fine è tutto molto più facile. Vai da un tizio e l'offendi o lo aggredisci, poi lo sfidi a un match e lo distruggi. O almeno io ho sempre fatto così in parole povere. E ogni volta ha funzionato alla grande.

E annuisce.

FJH: Per concludere, l'Akuma che vedi ora è quello che si dedica al suo dovere. L'Akuma che potresti vedere se entrassimo in affari, è quello che si dedica al proprio piacere. Ovviamente ai danni del prossimo. Perché nella vita, niente è divertente se non c'è nessuno che subisce.

Poi ridacchia.

FJH: Ecco, questa vedi di ricordartela per il futuro, Pain Deliverer.

Keenan: Non credo di averla mai letta in Sun Tzu, ma prendo nota.

Arrivati in fondo alla strada, i due svoltano l'angolo, ritrovandosi di fronte a un'edificio storico, ovvero la mitica Tree House di Akuma "Pain" Fujihara.

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FJH: Bella, eh? Di solito fa un certo effetto per chi l'ha vista soltanto in televisione e mai dal vivo. E sì, in realtà non si trovava in un villaggio invisibile in un bosco, ma è sempre stata qua a Naha...

Keenan: E' sempre suggestivo vedere cosa sta davvero dietro la telecamera.

Il Demone fa un cenno con la mano, invitandolo a seguirlo.

FJH: La mia vecchia casetta... Ora è un ristorante esclusivo dove tengo riunioni di lavoro o cene private. Lo gestisce il mio compare storico d'avventure, Tanaka. E qui pochissimi veramente possono entrare. Nemmeno gli ex-colleghi TWNA; i pochi decenti con cui sono rimasto in contatto, ovviamente.

I due arrivano a una scala a chiocciola posta sul retro della Tree House e salgono su, fino ad entrare dentro il particolare edificio, con Felisin che li segue silenziosamente. All'interno, i tre si recano in un grande ufficio. Qui, su un tavolo, vediamo delle carte sparse e alcuni libri scritti da lui, tra cui "Anatomia del Dolore" e "Io, il Demone". Mr. Pain si avvicina e prende un foglio in mano, girandosi verso Jack.

FJH: In questo periodo sto scrivendo un trattato di politica nei ritagli di tempo, rielaborando e soprattutto migliorando alcune dottrine del passato. Credo che lo chiamerò "La Via del Drago", o qualcosa di simile.

Poi però rimette il foglio sul tavolo, coprendo il tutto con una cartellina.

FJH: Ma lasciamo perdere, il mondo non è ancora pronto per questo. Magari tra qualche decennio se ne riparlerà.

Dopo di che lo vediamo accomodarsi alla sua scrivania, dietro la quale si trova appesa la sua Katana personale, Artiglio di Demone. Qui Akuma tira fuori dalla tasca il pacchetto di sigarette e se ne accende una.

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Dopo un paio di tiri, il Demone arriva finalmente alle conclusioni.

FJH: Mentre venivamo qua ci ho pensato su, Jack. E c'è solo un piccolo problema che mi impedisce di accettare la tua offerta...

Keenan alza un sopracciglio.

Keenan: Quale?

FJH: Vedi, la tua filosofia del dolore è sì simile alla mia, ma contemporaneamente è l'opposto.

Il Painful Criminal osserva Keenan.

FJH: Tu parli di giustizia attraverso il dolore, e vedi in questa giustizia la base per stabilire un ordine ideale. Sei un uomo che ha sempre vissuto a contatto con la legge, mentre io, all'opposto, non ho mai creduto in alcuna legge che non mi portasse un qualche vantaggio. Tu auspichi l'ordine attraverso il dolore, io auspico il disordine attraverso il dolore, perché sono e resterò sempre un agente del caos. Il vero caos, non certo il ciarpame fantasy auspicato in TWNA da Kid The Wizard...

Poi tira fuori dall'altra tasca della giacca una moneta d'oro, sui cui lati sono incise rispettivamente un drago e la testa di un demone.

FJH: Praticamente siamo due facce della stessa moneta. E perciò, in teoria dovremmo essere avversari...

Mr. Pain aggrotta un attimo lo sguardo, poi si rilassa.

FJH: Tuttavia, sei l'unico devoto al dolore quasi quanto me, inoltre un'alleanza tra opposti genera sempre molteplici opportunità... Per cui sarà il caso a decidere se collaboreremo insieme per rivoluzionare la Total Wrestling Corporation, oppure no.

Poi il Painful Criminal alza la moneta verso Jack.

FJH: Avanti, scegli una delle due facce.

Jack Keenan si schiarisce la voce.

Keenan: Due facce della stessa moneta... qualcuno potrebbe darti ragione e dire che dovremmo essere schierati su due fronti opposti. Qualcuno, dall'altra parte, potrebbe dire che una faccia della moneta non potrebbe essere considerata tale senza l'altra e che pertanto devono necessariamente andare insieme.

Il Pain Deliverer fa spallucce.

Keenan: Tuttavia, lasciamo da parte la filosofia spicciola. Ti dirò semplicemente quello che penso. In realtà, io non auspico l'ordine, nè la giustizia, attraverso il dolore. Quello che credo è che di per sè il dolore produca giustizia: perchè nessuno, di qualsiasi razza, sesso o estrazione sociale, può dirsi immune dal dolore; e, al contempo, il dolore colpisce ciascuno allo stesso modo. Perciò, non ho bisogno di auspicare nulla: per come la vedo, il dolore è giusto.

Jack Keenan traccia un cerchio, appena accennato, in aria, comprendendo al suo interno tanto sè, quanto Akuma.

Keenan: Ed il fatto che esistano individui come me e te, dispensatori di dolore, non è altro che un modo perchè ognuno riceva quel che si merita e perchè si mantenga intatto questo caotico ordine. Vuoi un esempio? La tua filosofia del dolore ti ha portato ad essere sindaco di questa città. Abbiamo camminato per le vie di Naha ed ho visto più ordine che disordine.

Lo sguardo di Keenan si sposta verso la moneta, ancora stretta fra le dita di Akuma Fujihara.

Keenan: Quello in cui non ho mai creduto, invece, è il caso. Se fossi io a dover scegliere, non lascerei mai la decisione finale al lancio di una moneta. Tuttavia, se deve andare così, e sia.

La mascella di Jack Keenan si contrae.

Keenan: Non Croce. Scelgo Testa.

Akuma fa un ghigno.

FJH: E sia...

Dopo di che lancia in aria la moneta. Questa ruota verso l'alto per poi ricadere verso il basso, finendo in mano ad Akuma, che la sbatte su tavolo. Dopo un attimo, il Painful Criminal ritira la mano, e vediamo il lato della moneta che raffigura la testa di un demone sorridente in bella mostra.

FJH: Uhm... Molto bene, Jack.

Keenan sorride. Akuma guarda alle sue spalle e annuisce. Improvvisamente Felisin, munita di mazza da kendo, colpisce violentemente alla nuca il Pain Deliverer, che cade a terra senza fiato, sorpreso e stordito. Mr. Pain si alza in piedi, facendo un tiro di sigaretta, e va a torreggiare su Keenan, abbassandosi verso di lui, girandolo a pancia in su, e scrutandolo negli occhi, come se stesse scrutando dentro la sua anima, mentre questi lo osserva malamente facendo una smorfia di dolore. Dopo un paio di secondi, un sorriso malvagio si disegna sul volto di Akuma "Pain" Fujihara, che si tira su e porge la mano a Jack.

FJH: Direi proprio che ho visto quello che mi interessava. Noi due faremo ottimi affari, Jack Keenan... Words create lies, Pain can be trusted.

Il Pain Deliverer, a terra, guarda a lungo la mano di Fujihara, dopo di che annuisce e gliela stringe, tirandosi su.





Fine delle trasmissioni


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 26/08/2017, 15:34 
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Una coltre di oscurità avvolge la stanza. Dalla finestra socchiusa il vento gelido ed insensibile della notte burrascosa si abbatte sulla mobilia e sulle pareti, come se volesse lacerarle. Un libro lasciato aperto si richiude violentemente, facendo un rumore sordo. Le porte di tutto il castello cominciano a cigolare e ad aprirsi, lente ed inesorabili. Lo scirocco corre furioso fino alla sala del trono, tempio sacro della gloria eterna irraggiungibile ai più. Le calde luci dei candelabri vengono spazzate via. Il calice scintillante cade rovinosamente a terra, rimbalzando fino in fondo agli scalini di marmo ed incrinandosi irrimediabilmente. Le due metà dello scettro spezzato si disperdono nell'enorme sala, allontanandosi l'una dall'altra. Il popolo urla fuori dal portone di legno rinforzato in metallo, bussando con vigore ed invocando l'aiuto del nuovo sovrano. Il monarca, comodamente seduto sul proprio trono e con i piedi appoggiati su uno sfarzoso cuscino sorretto da uno sgabello, si gratta la barba e sospira. Il rumore di un battito d'ali, infine, attira la sua attenzione. Un pettirosso, entrato dalla finestra assieme al terribile vento, si posa sulla caviglia del re. Questi scorge la sua figura nella penombra e lo osserva con attenzione, perdendosi nei suoi pensieri. Quando prova a toccarlo, il grazioso uccellino vola via da dove è entrato, sfidando con grande coraggio le folate d'aria che cercano di intrappolarlo nel palazzo reale. Il monarca spinge lo sgabello con i piedi, facendolo cadere, si alza stiracchiandosi per qualche secondo e si dirige pigramente verso la stanza adiacente, attratto da una luce che filtra. La fonte d'illuminazione si rivela essere proprio la finestra da cui è entrato il pettirosso, un tempo socchiusa ma ora completamente spalancata. Il sovrano si sfila il mantello di pelliccia pregiata, dopodiché si posiziona davanti alla finestra ed alza la testa, verso la luna, la cui luce gli illumina il volto.

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Non è forse quello che volevi? Non è forse quello che volevamo?

Sì. Abbiamo vinto.

Nessun paladino della giustizia, nessun Eroe. C'è posto solo per noi due lì.

Siamo in cima al mondo..

Eppure?

Non lo so.

Sforzati.

Non so cosa dovrei fare adesso.

Adesso aspetti.

Che cosa?

Che qualcuno ti sfidi.

A che scopo?

Funziona così e basta.

Quindi aspetto di perdere questa cintura.

Il più tardi possibile, ma sì.

Non dipende più da me.

Ora sei il bersaglio, non la preda.

Suona frustrante.

Lo è.

Non avevo mai pensato a che cosa avrei fatto dopo aver vinto il TWC Championship.

Perché mai avresti dovuto?

L'ho vinto per te. Volevo trovare un modo di ripagarti per esserci sempre stata, e l'ho fatto.

Noi due siamo una cosa sola, Kev.

Lo so.

Ma?

Non capisco perché tu non ti senta terribilmente vuota come me.

Perché ho paura.

Paura?

Provi qualcosa per lei?

Ti prego. Sai anche tu che non è così.

Pensavo che fossimo noi due contro il mondo intero. Pensavo che solo noi due avremmo sterminato il concetto di Eroe, che tu avresti vinto quel titolo solo per me.

Ed è così.

Non mentirmi.

Non lo sto facendo.

NON MENTIRMI!

...

Scusami...

Non fa niente.

Perché, Kevin? Perché vuoi ancora essere un esempio per qualcuno? Perché vuoi essere il loro Eroe?

Perché loro sono come me.

Anche io, Kevin. Più di chiunque altro.

Voglio salvare loro come tu hai salvato me.

Ma io ti amo.

Anche io. Te e nessun'altra. Te lo giuro.

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Kevin Manson apre gli occhi. E' notte fonda, è sdraiato su quello che sembra un letto d'albergo. Sul comodino alla sua sinistra, il suo vecchio diario. Lo cerca andando a tentativi e lo apre, scrivendo rapidamente qualcosa.

WHAT DO I HAVE TO DO, NOW?

Il wrestler TWC lascia cadere la penna che reggeva nella mano sinistra e richiude il diario, dimenticandosi di scrivere la data. Si gira sul fianco sinistro, gemendo debolmente per l'infortunio alla gamba, dopodiché rivolge nuovamente lo sguardo verso il comodino su cui spicca il TWC Championship, che splende in mezzo alle tenebre. Manson lo osserva con un'espressione indecifrabile, dopodiché chiude gli occhi. Li riapre dopo qualche secondo. Osserva il titolo con occhi vitrei. Prova a girarsi sul fianco destro, ringhiando per il dolore alla gamba. E' costretto ad arrendersi, posizionandosi supino ed osservando il soffitto. Gira la testa verso destra, chiudendo gli occhi.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Ci stai abbandonando.

No, non è vero.

Perché lo nascondi, ora? Non ti mostri molto turbato dalla cosa.

...

Va tutto bene. Mi spiace e basta.

Anche a me.

Allora perché?

È pesante. Sono stanco.

Stanco di noi, o di tutto il resto?

Tutto tutto no. Solo la maggior parte.

Capisco. Un tempo avrei saputo aiutarti.

Lo so. Lo ricordo.

Mi dispiace non poter fare qualcosa.

È colpa mia, principalmente. Ma non sei l'unica.

Lo so. Che ti è successo?

Non lo so.

Forse non hai voglia di pensarci.

Forse.

Non puoi cercare di guardarti dentro, ogni tanto? Era quello che ti rendeva speciale.

Lo faccio ancora. Sto solo evitando di usarti per esternarlo.

Non ci sarebbe nulla di male, lo farei volentieri.

Lo so che lo faresti. Stai aiutando, in questo momento.

A quanto pare.

...

...

Ti ho resa troppo simile a me, e a lei, in qualche modo.

... Forse sì. Forse è vero. Ma perché ti fa tanto male parlarne?

Perché non serve a nulla.

E allora perché lo stai facendo, adesso?

Non ne sto parlando direttamente.

Lo lasci intendere a tutti, no?

...

È uno di quei giorni, vero? Uno di quelli in cui vorresti gridare aiuto ma senti che nessuno potrebbe dartene abbastanza. Uno di quei giorni in cui ti sembra che niente funzioni. Uno di quei giorni in cui vorresti solo stare con lei, e lei non c'è.

...

E non puoi più prendere me come sfogo, perché non funziona più. Perché non hai paura di perdere me, ma hai tanta paura di perdere lei.

Ce l'ho.

Perché non gliene parli?

Non posso.

Perché?

Perché aggiungerebbe solo altri problemi.

No, rivelerebbe solo i tuoi. E stavolta hai accanto qualcuno che li ascolterebbe davvero, e a cui interesserebbero davvero.

Non sarò la causa della sofferenza di nessuno.

Se non la tua.

Se non la mia. Già.

Chiedi aiuto, ogni tanto. Ti farebbe bene. Credo che il mio tempo sia quasi finito.

Spero davvero che non sia così.

Dipende da te, lo sai.

Lo so. Grazie, Ali. Ti voglio bene.

Anche io ti voglio bene, te ne vogliamo tutti. Rimettiti.


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Re: TWC - News from Indoor War
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BEHIND THE GATES
GOODBYE



Un posacenere con dentro un mozzicone è posato sul petto di un uomo disteso su un letto matrimoniale, coperto da un leggero lenzuolo bianco. Due abat-jour sui comodini accanto al letto illuminano una stanza spoglia. Una porta semi-aperta lascia intravedere il bagno, nel quale la luce è accesa. Un'altro mozzicone viene spento sul posacenere.

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Shawn Gates esce dalle lenzuola, completamente nudo. Di spalle, recupera dei boxer posati su una sedia, indossandoli. Prende poi i jeans, se li infila, e stringe la cintura. Recupera una la t-shirt nera, se la infila e si avvicina di nuovo al comodino. Recupera da lì un pacco di sigarette, il suo zippo, il portafogli e le chiavi. La porta del bagno si apre.

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??: Te ne stai andando?

Una donna bionda, la cui corporatura già slanciata viene esaltata da alti tacchi, una gonna corta ed un abito succinto esce dal bagno. Sul viso un trucco pesante appena indossato, rossetto di colore acceso, matita sotto gli occhi e abbondante cipria sulle guance.

SG: Penso proprio di sì.

??: Mi aspettavo la classica mezz'ora di chiacchierata sulla tua vita per la quale ti avrei scucito cinquanta dollari in più.

SG: Non questa volta.

??: E come mai?

SG: Non ne ho bisogno.

??: Come no. Ti conosco da sei anni, la maschera del duro non funziona con me.

SG: Dico davvero.

Il texano si siede sul letto, sospirando. La donna si avvicina lentamente a li, sedendo al suo fianco, incominciando a giocare coi suoi capelli.

??: Che succede, Shawn?

Gates sospira.

SG: Non lo so.

??: Ti manca Jimmy?

SG: Non è questo.

??: E allora cosa?

SG: Niente.

La donna sorride

??: C'è qualcosa di diverso in te. Solo, non riesco a capire cosa.

SG: È tutto come al solito.

??: Pensi davvero di poter mentire a me, Shawn?

Il texano abbozza un sorriso.

??: Se non ti conoscessi, direi che ti sei innamorato. Eri così assente poco fa.

SG: No, non è quello.

??: E allora cosa?

SG: Ma perché t'importa?

??: Shawn, io ci tengo al rapporto coi miei clienti. Un cliente che si affeziona è un cliente che viene spesso.

SG: Beh, fatti un po' gli affari tuoi adesso.

La donna si alza di scatto.

??: Non parlarmi così.

SG: E tu smettila di farmi domande.

??: Ti chiedo scusa se mi interesso alla tua patetica vita.

SG: Sei perdonata, adesso basta.

La donna inizia a girare per la stanza, a passi lenti.

??: Sai, ho un sacco di colleghe che se avessero come cliente una celebrità minore come te gli farebbero scucire qualche grossa notizia e poi venderebbero lo scoop a TMZ. Certo, a volte non si riesce a cavare un ragno dal buco e, quando il cliente non viene abbastanza spesso, basta fare qualche foto di nascosto ed il gioco è fatto. Bisogna però calcolare bene il rischio: quando un cliente viene spesso ci fai più soldi con lui che con le sue foto. Se capisci che intendo.

SG: E questo cos'è, un ricatto?

??: Ti stai comportando da impertinente, sai?

SG: Ah, io?

??: Proprio così. Come puoi pensare che io mi abbasserei a certe cose?

SG: Per esempio perché le hai menzionate.

??: Era per sottolineare come io sia diversa dalle altre. Cristo, Shawn, credevo fossimo amici io e te.

SG: Amici?

??: Probabilmente so più cose io della tua vita di chiunque altro.

SG: Non che ci sia grande competizione in merito.

??: Appunto. Sto cercando di comportarmi da amica. Ma se non vuoi parlare, fa niente.

Gates sospira, poi si alza dal letto.

SG: Okay, parlerò.

Il texano prende una sigaretta e la accende, mentre si appoggia su una scrivania. Davanti a lui, la donna lo guarda a braccia conserte.

SG: Sto cercando di cambiare la mia vita.

??: Questa è buona. Che fai, cambi marca di sigarette?

SG: No, ma voglio provare a mettere ordine nella mia vita ed essere un buon esempio per mio figlio.

??: Pensi ci sia ancora speranza?

SG: Anche se non ci fosse, vale la pena tentare.

??: E come mai questo cambiamento?

Il texano dà un tiro di sigaretta.

SG: Ho conosciuto una donna.

??: Lo sapevo!

SG: Non è come pensi. È un'amica.

??: Come no, amicizia tra uomo e donna.

SG: Fino a due secondi fa hai detto di essere mia amica.

??: Siamo due amici che scopano, è diverso. E con lei, scopi?

SG: No. E non ne ho intenzione.

??: Okay, allora non è quella Brunilda di cui mi hai parlato una volta.

SG: Brunild. E no, non è lei.

??: E chi è allora?

SG: Non è importante. Quello che conta è che questa donna mi ha fatto riflettere. E credo di dover cambiare.

??: E in cosa consisterebbe questo cambiamento?

SG: Devo diventare il tipo di padre che mio figlio vorrebbe prendere a modello. Capisci?

??: Più o meno...

SG: Quindi, non lo so, cercherò di abbandonare le vecchie abitudini, essere più gentile, cose del genere.

??: Le persone non cambiano, Shawn.

SG: La maggior parte non ci prova.

Il texano dà un tiro, poi passa la sigaretta alla donna.

SG: Tu ci hai mai provato?

??: Non ne sento il bisogno.

SG: Magari un giorno lo sentirai anche tu.

Gates si infila una mano in tasca.

SG: Ad ogni modo, mi hanno anche consigliato di trovarmi una ragazza.

??: Ma è un consiglio che non seguirai, vero?

SG: No, infatti.

??: Dovresti.

SG: Non lo farò e basta. Mi sono già ampiamente pentito di quello che è successo con Rebecca.

??: Come se tu avesi mai provato qualcosa per lei.

SG: Lo so.

??: Non ti è mai importato di quella stupida viziatella irlandese.

SG: Perché lo dici?

??: Perché continuavi a venire qui, mentre stavi con lei. E tu non sei il tipo da tradire la donna che ama.

Gates arriccia le labbra.

SG: Forse hai ragione. Un motivo in più per restare single.

??: Non ti spaventa l'idea di morire solo?

SG: Non abbastanza.

??: Magari un giorno cambierai idea.

SG: Forse. Ma non è questo il caso.

??: E allora, da dove inizia questo cambiamento?

SG: Da te, Jenna.

JN: Non vorrai mica invitarmi a bere qualcosa?

SG: Tutt'altro. Jenna, oggi è l'ultima volta che io e te ci incontriamo.

La donna dà un tiro di sigaretta mentre annuisce lentamente. Poi chiude gli occhi aspirando, e butta il fumo lentamente dalle labbra, lasciando una macchia di rossetto sul filtro della sigaretta.

JN: Capisco.

SG: Mi dispiace.

JN: Non devi, rispetto la tua decisione. Però devo ammetterlo, un po' mi mancherai.

SG: Anche tu, Jenna. Anche tu.

Il texano estrae dalla tasca il porta fogli, estraendo centocinquanta dollari e consegnandoli a Jenna, che li conta.

JN: Eh no, caro mio. I cinquanta extra per la chiacchierata.

Il texano sbuffa mentre infila la mano in tasca.

JN: Sto scherzando, Shawn. Questa volta andava a me di chiacchierare.

Il texano sorride amaramente.

SG: È stato un piacere, Jenna.

La donna strizza l'occhio al texano.

JN: Anche per me, Shawn. Sei stato il mio miglior cliente.

SG: E tu la mia puttana preferita.

Gates si avvia all'uscio, aprendolo.

SG: Addio Jenna, vado ad aggiustare la mia vita.

JN: Addio Shawn. Ti auguro di riuscirci.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 03/09/2017, 17:05 
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Sagramore II ha scritto:
SGII: Vedi Leonard, a volte bisogna dare la propria fiducia a qualcuno, anche se non se la merita. Solo in questo modo possiamo dare occasione alle persone di dimostrare che se la meritano.


???: Non piove spesso, a Città del Messico, ma quando piove è come se non avesse mai fatto altro.

Viola entrò nella palestra di Balìstico Jr., abbassandosi il cappuccio, completamente zuppo di pioggia.

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Una felpa nera ed un paio di jeans avevano protetto Viola Vixen dalla torrenziale pioggia messicana, che aveva ricacciato in casa tutto il folklore locale a gran forza e aveva pulito le strade di una città tanto affascinante quanto sporca. La lottatrice ora è in piedi, sopra la piccola pozzanghera che sta formando lei stessa, all'interno di una palestra piuttosto rustica, davanti a Balìstico Jr., il proprietario. Balìstico Jr, di Junior ha davvero poco, la pelle cadente del collo a dimostrare una età piuttosto avanzata, una maschera consumata a coprire il volto ed una maglietta della Nike contraffatta per coprirsi il petto, ma è ancora in grado di stare dritto e di guardarti negli occhi, gli occhi ancora freddi e penetranti.

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VV: Holà, Balìstico, spero di non disturbare.

Bjr: Non ti preoccupare, Viola, non ho aperto solo per te.

La Vixen piega la testa di lato, togliendosi dalla spalla uno zaino.

VV: E chi è che ti ha tirato giù dal letto a quest'ora per farti aprire?

Bjr: Un vecchio amico, ma dovresti conoscerlo anche tu, anche lui lotta in TWNA.

VV: Credo tu intenda TWC.

Bjr: Hai ragione, ma le vostre federazioni hanno tutte gli stessi nomi.

Viola sorride, passandosi una mano fra i capelli umidi.

VV: E dimmi, Fantàstico?

Balìstico abbassa lo sguardo.

Bjr: Sì è rotto l'osso del collo due anni fa a Tijuana.

VV: Mi spiace, non lo sapevo. Gestisci solo tu la palestra, quindi?

Bjr: Io e mio figlio.

VV: Quindi sei riuscito a convincerlo ad entrare nel business di famiglia.

Bjr: Già.

Viola si guarda intorno, cercando il suo collega nella piccola palestra.

VV: E dov'è l'altro che hai ospitato oggi?

Bjr: Ha finito poco fa, ed è andato a cambiarsi. Dovrai aspettare lui, se vuoi usare gli spogliatoi. Ha smesso di piovere.

Balìstico Jr. indica verso la vetrata che divide la palestra dalla strada, e la Vixen si volta, annuendo.

VV: Per fortuna, mi eviterò un'altra bagnata tornando indietro.

LB: Viola?

La Vixen si gira di scatto, trovandosi di fronte Leonard Black.

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Il gigante indossa una camicia grigia con le maniche arrotolate sopra i gomiti ed un paio di jeans, e osserva la Vixen, un mezzo sorriso, sul volto.

VV: Leonard.

Il silenzio cala fra i due, mentre Balìstico li osserva entrambi. Dopo un po' Leon si scuote, dando una pacca sulla spalla del messicano.

LB: Grazie Balìstico, non volevo disturbarti così tardi, ma ho sentito di aver bisogno per le spalle, e tu sei l'unico di cui mi fido qui in città. Quanto ti devo?

Bjr: Figurati, non ti chiederei mai dei soldi. Non dopo quello che sei diventato.

Black annuisce.

LB: Non ho alcun modo di convincerti, giusto?

Bjr: Giusto.

Leon appoggia una mano sulla spalla del luchador.

LB: Va bene, allora passerò a trovare tuo padre questa settimana.

Bjr: Fai bene. Vederti gli farà bene al cuore.

LB: Lo immagino. Va bene, ora vado, così lascio la possibilità a Viola di allenarsi come vuole.

Il gigante si dirige verso la porta, lanciando una fugace occhiata alla lottatrice.

VV: È sempre nello stesso posto lo spogliatoio?

Bjr: Sì, non è cambiato nulla.

Viola si incammina verso lo spogliatoio, rimettendosi lo zaino in spalla.

LB: Viola, hai voglia di fare un giro?

La Vixen si volta verso Black, che è appoggiato alla porta.

VV: Devo davvero allenarmi.

LB: Ti aspetto.

Di nuovo cala il silenzio, poi la Vixen si lascia sfuggire un sorriso.

VV: Va bene.



(Due ore dopo...)



Viola e Leonard camminano per la strada, uno a fianco dell'altro, lui con in mano una birra media rossa in un bicchiere di plastica, un bastoncino di zucchero filato in mano a lei, mentre la vita notturna di Città del Messico torna a popolare le strade lentamente.

LB: Lui, Fantàstico ed El Hijo de Catàrtico erano Los Explosivos negli anni ottanta, uno dei Trios Técnicos più divertenti della CMLL.

VV: Scusa, ma Balìstico Jr. e Fantàstico non erano La Generaciòn Perdida?

Black annuisce.

LB: Hanno cambiato nome quando El Hijo de Catàrtico è morto mentre cercava di importare granate dagli Stati Uniti. E hanno preso il nome dal Team di Balìstico Classic e Fantàstico Leyenda, che combattevano insieme negli anni cinquanta.

VV: In effetti è un buon motivo per cambiare nome.

LB: E per dimenticarsi di Catàrtico. Non c'è nemmeno una sua foto in tutta la palestra, e sai quanto ci tiene alle foto Balìstico.

VV: E in effetti non ne ha mai parlato.

Leon beve un sorso della sua birra.

LB: Non ne parla con nessuno. Anche io ho dovuto fare le mie ricerche per scoprirlo. E Catàrtico era il migliore dei tre. C'è da vederlo in azione per crederci. Per lui il ring era un parco giochi in cui l'unica regola era quella di fare la cosa più divertente per il pubblico. Un vero piacere per gli occhi.

VV: Un vero peccato fosse in realtà un criminale.

Viola mangia un po' dello zucchero filato, strappandolo con la mano libera.

LB: Non era un criminale. Quello era Asier Delgado, un ragazzo cresciuto nella periferia di Acapulco, con un problema di gioco e di alcol. Non la persona più rispettabile del mondo, certo, e sicuramente un criminale, ma El Hijo de Catàrtico non era nulla di tutto ciò. Era un eroe che saliva sul ring per dimostrare che non ci sono limiti a quello che un essere umano può fare. Ha combattuto contro Negativo, Chico Malo, Último Terror e La Banda Loca, alcuni dei più temibili Rudos del Consejo Mundial de Lucha Libre. Solo un grande eroe poteva alzarsi di fronte a pericoli del genere e uscirne vincitore.

Viola ridacchia.

VV: Ma a loro volta Negativo, Chico Malo e tutti gli altri erano solo degli uomini.

LB: Non quando indossavano la maschera. Quando indossi una maschera smetti di essere la persona che eri prima. Diventi qualcosa di diverso, e spesso di più potente. Carlos Mendoza non è nulla, GigaMariachi è una leggenda. Soprattutto in Messico, non si può ignorare l'importanza vitale dell'indossare una maschera.

VV: Sai, sarebbe interessante parlarne in un ambiente più professionale, di questa tua ossessione per le maschere.

Black ridacchia, per poi bere un sorso di birra.

LB: Perché, Viola Lestrade, mi vuoi dire che tu non ne indossi una?

VV: Viola Vixen non è una maschera, è un nome d'arte.

LB: Non ci casco, Viola. So cosa hai fatto con James e Shawn, sto seguendo quello che stai facendo con Beverly, e quello che hai fatto con Arthur. E, ovviamente, non intendo dire sesso. Stai cercando di aiutare tutti quelli che ti stanno intorno, essendoci per più persone possibili, probabilmente per cercare di mitigare un senso di colpa verso Lucinda. Qualcosa di nettamente in contrasto con la fredda e distaccata Viola Vixen che abbiamo visto più volte, non credi?

Viola rimane in silenzio per un po'.

VV: Probabilmente hai ragione.

LB: Probabilmente? Viola, sei una delle menti più affilate che io conosca, e non c'è nulla di quello che ti sto dicendo che tu non sappia già. Semplicemente cerchi di non ammetterlo, perché ti fa sentire più sicura evitare di pensarci. Sei arrivata al punto di farti chiamare Viola Vixen anche in giro. Stai disperatamente cercando di nascondere a te stessa il fatto che Viola Lestrade è una persona nettamente migliore di quanto pensasse di essere, e che gli errori che ha commesso in passato non sono dovuti alla sua natura, ma alla sua paura. Essere Viola Vixen è estremamente più semplice, perché è meno forte di Viola Lestrade, e quindi può permettersi di sbagliare più tranquillamente.

La Vixen fa un mezzo sorriso.

VV: Non so se arrossire o sentirmi insultata.

LB: Non devi fare nessuna delle due cose. Non ti sto facendo complimenti e non ti sto insultando. Ti sto solo dicendo che capisco quello che vuoi fare, e hai il mio appoggio, per quanto possa valere. James e Shawn sono due persone diverse grazie a te. Due persone migliori. Non posso altro che apprezzare quello che hai fatto.

VV: Potevo fare qualcosa di diverso? Quella famiglia aveva ed ha bisogno del mio aiuto, e voglio bene ad entrambi. Non so perché, Jimmy è un ragazzo fantastico, intelligente, tenero e anche carino, ma ho ignorato persone che erano più intelligenti, più tenere e più carine, eppure non riesco a non volergli un bene incredibile, mentre Shawn è uno dei più grossi disastri umani io abbia mai incrociato, e non ha alcuna caratteristica che lo possa redimere. Ma non posso fare a meno di volere bene anche a lui, alla sua testa dura e alla sua poca voglia di cambiare.

Black finisce la sua birra.

LB: Sembri avere una passione per le cause perse.

VV: Ti riferisci a Beverly, vero?

LB: Già.

VV: Il tuo motto non è Save Everyone? Lei è qualcuno che merita di essere salvato. La amo veramente tanto, perché riesco a vedere quello di buono che c'è in lei. Lo ha ricacciato nel profondo del suo cuore, a forza, ma so che c'è, ed è ancora più grande, perché è riuscita a dimostrarmelo. So che per me farebbe qualsiasi cosa, e io la farei per lei. Per quanto fuori sia una cattiva ragazza, come lei ama definirsi, dentro c'è qualcosa di più, che va protetto e aiutato, perché è incredibilmente prezioso.

Viola mangia un altro pezzo di zucchero filato.

VV: Immagino tu sappia anche del mio accordo con Lucy.

Black annuisce, sorridendo.

LB: Certo, e lo trovo geniale.

VV: Sono contenta tu abbia apprezzato.

LB: Come non potevo? Credo sia una delle migliori idee da quando è stata creata la TWC.

Viola sorride, finendo lo zucchero filato e leccandosi le dita.

VV: Sai, non avevo mai capito cosa ci trovasse in te Lucy. Mi sei sempre sembrato così inadeguato a lei, così imperfetto rispetto alla sua perfezione che ho sempre pensato avesse preso un abbaglio enorme. Non sei nemmeno bello.

LB: Grazie.

VV: Sono solo sincera. Ma forse stasera l'ho capito, e non posso che essere felice per Lucy che abbia trovato qualcuno come te.

Black osserva Viola.

LB: E non si sia innamorata di te?

VV: Già.

Il gigante sorride.

LB: Per quanto sia felice, in maniera parecchio egoista, devo dire, che Lucinda si sia innamorata di me e non di te, Viola, una cosa devo dirtela. Io e te non siamo così diversi. Non quanto pensi, non quanto pensavo. Siamo due che ballano da soli, mentre tutto il mondo balla intorno a noi. Incapaci di connetterci davvero con gli altri se non sono gli altri ad aprirci da fuori, ma perfettamente capaci di capire gli altri. Per me e per te gli altri sono un libro aperto, che capiamo perfettamente, ma che non sentiremo mai nostro. Capaci di vedere dentro l'anima di chi ci sta attorno, ma incapaci di valutare la nostra, e non perché è complessa.

VV: Ma perché è vuota. L'incredibile vuoto della mia anima.

La Vixen sorride a sua volta.

VV: Lo chiamo così. La consapevolezza di non essere veri. La consapevolezza di non essere completi. La consapevolezza di esistere per gli altri e non per noi stessi.

Leonard annuisce.

VV: Forse hai ragione, Leonard, non siamo così diversi come pensavo. E forse sono anche meno arrabbiata con te che tu mi abbia rubato la ragazza.

LB: Ti assicuro che ci provo a dispiacermi, ma proprio non mi riesce.

VV: Non fa nulla. L'importante è che tu non le dica nulla.

LB: Non mi permetterei mai di dire qualcosa che è tuo diritto decidere quando dire.

VV: Quindi è un quando, non un se, giusto?

LB: Temo di sì, Viola.

Il silenzio cala di nuovo fra i due.

VV: Grazie, Leonard. Non avevi alcun dovere nei miei confronti, eppure questa chiacchierata mi ha fatto molto bene.

LB: Ha fatto bene anche a me, ti assicuro.

Viola ridacchia.

VV: Lo spero. Ora si è fatto davvero tardi però, quindi credo tornerò in albergo. Ti lascio ad esplorare da solo la città.

LB: Anche io a breve mi avvierò verso la base. Non sono più giovane come una volta.

VV: Ne sono sicura. Arrivederci, Leonard.

LB: Arrivederci, Viola.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 07/09/2017, 9:54 
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**Breaking News: Andy Moon infortunato**


Alcuni minuti fa, la dirigenza della Total Wrestling Corporation, in accordo con l’equipe medica guidata dal Dott. Brooks, che segue costantemente la salute dei lottatori della federazione, ha diramato un comunicato stampa riguardante le condizioni di salute di Andy Moon. Secondo il comunicato, il wrestler di Savannah ha riportato diversi danni fisici in seguito all’aggressione subita a Tokyo a opera di Jack Keenan e dell’Atomic Club durante Friday Night Indoor War. Il problema principale è un sospetto trauma cranico che potrebbe obbligare Moon a uno stop di diverse settimane, mettendo così in dubbio la sua partecipazione a Nemesis!, l’imminente pay-per-view di ottobre della compagnia. Per precauzione, il wrestler rimarrà a riposto e monitorato dai medici per i prossimi dieci giorni, perciò salterà la prossima puntata di Indoor War in attesa del responso finale dato dalla serie di test clinici a cui verrà sottoposto durante questo periodo di inattività.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 10/09/2017, 20:23 
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Taglienti sono i raggi del sole che cadono sul lago e tutt'attorno. C'è silenzio, rotto ora dal vento che soffia forte sull'erba giallastra e dai fischi delle marmotte che vediamo tarchiate spostarsi sui prati, le orecchie sempre all'erta.

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Fred, un paio di jeans, siede sopra un enorme masso a pochi passi dalla riva del lago, le braccia conserte, gli occhi fissi sull'acqua. La schiena, rivolta al sole, è attraversata da profonde cicatrici. Accanto a lui c'è una canna da pesca.

??: Pessima giornata oggi!

Il tedesco si volta, ma subito si rigira.

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Cornelia, una veste candida e leggera, sogghigna.

Cornelia: Allora c'è qualcosa che ti riesce meno del wrestling.

FF: Che diamine ci fai qui?

Gli occhi sempre rivolti sul lago.

FF: Mi stai forse seguendo?

Cornelia: Tutt'altro, sono qui da ore. Ti ho visto arrivare.

FF: Il lago è grande.

Cornelia: Ma quella è la mia roccia.

Fred si volta, Cornelia lo guarda seria.

FF: Va bene.

Il tedesco allora si alza, recupera la maglietta, veloce la indossa e poi, presa la canna da pesca, s'incammina lontano.

Cornelia: Aspetta! Possiamo condividerla.

Il passo s'arresta. Sospira.

Cornelia: Così fa una famiglia.

FF: Ma noi non siamo una famiglia. Livia non è tua sorella, tu la odi, l'hai sempre odiata, così come odi me. Tu odi tutti, sei sola.

Cornelia: Anche tu.

Fred, la canna da pesca a terra, guarda Cornelia, gli occhi spenti. Pochi passi separano i due.

Cornelia: Noi due siamo simili, entrambi soli.

FF: Ma io non la cerco la solitudine.

Cornelia: Non sono d'accordo. Sean Morgan, Mac, i tuoi genitori.

Fred pare d'un tratto ridestarsi.

Cornelia: Persino quella sciocca ragazzina di Ally, pronta a tutto per ritrovarsi immersa fra le tue braccia, hai sempre fatto tu il primo passo, hai sempre scelto tu di respingerli, tutti, fingendoti poi pentito.

FF: Non è vero.

Cornelia: E non puoi certo offenderti se poi hanno reagito, ciascuno a suo modo.

FF: Sean Morgan mi ha tradito, tu invece hai tradito Aaron Scott, hai tradito Livia.

Cornelia: Entrambi li abbiamo traditi, dal momento che abbiamo deciso di essere indipendenti, unici guardiani del nostro destino. Ed entrambi abbiamo ricevuto una sediata in faccia. Caro è il prezzo della libertà, lo è sempre stato, ma non ci importa: noi siamo cacciatori e le avversità ci aiutano a ricordare che questa è la sola esistenza che possiamo vivere. Non c'è nient'altro per noi.

FF: Ma che diamine vuoi tu da me Cornelia?

L'austriaca accoglie con sorpresa la domanda di Fred.

Cornelia: Lo sai, io non tollero la scortesia. E sarei scortese se negassi l'aiuto a un familiare che sta male, o a un mio simile. E tu stai male, Fred. Difendere il titolo basta a renderti un campione uguale a tutti gli altri, ma tu non sei una persona comune, un campione qualsiasi.

Cornelia gli si avvicina di un passo. Gli afferra le mani, gli occhi immersi in quelli del tedesco.

Cornelia: Tu sei Fred Franke e sei il Diamond Champion, un imperatore, che ha il dovere di imporre il proprio dominio sugli avversari, con la forza. Rialzarsi non è cosa che ti appartiene, perché un re non deve mai cadere, non finché siede sul trono. Questi mesi sono stati umilianti per te; sei diventato una bazzecola Fred!

Il tedesco non risponde, impassibile.

Cornelia: Ma noi possiamo conquistarli tutti, insieme, tu come Diamond Champion, io come prossima campionessa della TWC.

FF: Basta.

Cornelia: Io il vero Fred l'ho conosciuto ed è da quando ti ho visto arrivare in TWC che attendo il suo ritorno.

Con forza il tedesco leva via le mani.

FF: Lasciami in pace.

Si volta, recupera l'attrezzatura e si allontana.

Cornelia: Le cicatrici ti bruciano, vero? E sarà sempre peggio.

Fred non si volta, il passo sempre più veloce.

Cornelia: A presto, Fred.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 11/09/2017, 22:44 
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A causa dell'uragano Irma la seguente puntata di Frontline non si terrà nella classica location della Frontline Arena in Miami, Florida. Bensì si terrà nella patria della TWC a New York, nel Manhattan Center e per l'occasione si terrà una puntata speciale intitolata "Frontline goes to NY" aperta anche ai wrestler maschili con una durata di due ore invece di una.

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Re: TWC - News from Indoor War
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**Breaking News: Akuma Fujihara sarà a Frontline!**


E' notizia di qualche ora fa: Akuma "Pain" Fujihara, il Demone leggendario, nonché alleato-ombra del “Pain Deliverer” Jack Keenan, sarà presente in prima persona alla puntata speciale di TWC Frontline, che si svolgerà domani sera in diretta dal Manhattan Center di New York City, la casa della Total Wrestling Corporation. Raggiunto al telefono da alcuni giornalisti, il controverso avvocato Richard Griffith, che notoriamente gestisce gli interessi statunitensi di Fujihara, ha replicato cortesemente alle domande annuciando che Mr. Pain ha scelto di intervenire in questo palcoscenico poiché ha un importantissimo annuncio da fare, e perciò ha invitato tutti i fan a sintonizzarsi e seguire lo show molto attentamente. Al momento le ipotesi riguardanti le intenzioni, e soprattutto cosa voglia dire Fujihara dopo sole tre settimane dal suo arrivo in TWC, sono tantissime. Non ci resta perciò che aspettare e vedere. Stay tuned!

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#FrontlineGoesNY #FrontlineMeansPain #Akuma>Irma #VoiceOfTheVoiceless #LetTheChaosBegin


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Re: TWC - News from Indoor War
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[Due respiri, uno ritmico e distante e uno più vicino e controllato. Fruscio di capelli che vengono accarezzati con una mano]-Ciao, stai dormendo?

[Rumore di lenzuola di seta che strusciano]-No, Leonard ha portato la cucciola fuori a dormire per lasciare riposare me, ma senza di loro faccio fatica a dormire lo stesso.

[Risata leggera]-Non ti è mai piaciuto dormire da sola.

-No. Una casa vuota non è una casa. Tu come mai sei sveglia?

-Non lo so. Sai quando sei persa nei tuoi pensieri e non riesci a chiudere occhio? Quei momenti in cui ogni ricordo se ne tira dietro un altro, ed un altro ancora? Quando sei triste e non sai perché, e ti viene da ridere, e ti si mescolano i ricordi fino a quando non riesci più a distinguerli, ma li hai così vividi davanti agli occhi da sembrarti che siano appena successi. Quella sensazione, di poter sfiorare la vita con le dita.

[Passi sul pavimento di legno, frigorifero che si apre]-Sì, la conosco bene.

-Volevo una voce amica.

-Sono qui. Beverly è con te?

[Rumore di un bacio sulla pelle]- Sì, sta dormendo come un angioletto. Lavora come una forsennata in palestra per il nostro match, e negli House Show non si sta risparmiando, come hai visto. Quando è sera crolla. Ma è la cosa più bella che io abbia mai visto.

-Ti fidi davvero di lei?

-Me lo chiedono in tanti, e capisco perché, ma loro non sono nei miei panni. La amo completamente, e sento quanto lei ama me. Le darei la mia vita in mano, sapendo di non rischiare nulla.

-Sono felice tu abbia trovato quella giusta.

-Sai, sto ascoltando una canzone in Italiano. Probabilmente piacerebbe a Leonard.

-Come si chiama?

[Silenzio]-Anima di Gomma di Pattuglia Azzurra. Mi piace. Anche se non sono riuscita a trovare nulla sul cantante. E Pattuglia è un nome terribile per un uomo.

-Sei sicura non sia una donna? Probabilmente il nome è Azzurra. Lo aveva proposto Leonard per la bimba.

-Cercala su YouTube. Il cantante è sicuramente un uomo.

-Hai ragione. Probabilmente Pattuglia è un nome d'arte. Di solito i nomi maschili italiani finiscono con la "o".

-Comunque la canzone è molto bella.

[Rumore di lattina che viene buttata via]-Sì. Però non capiamo le parole.

-Forse è una bella metafora per la nostra vita. Non capiamo cosa significhino le cose che ci piacciono.

-O forse che il non capire qualcosa davvero è l'unico modo per apprezzarlo.

-Come sei cinica.

-Come sei sdolcinata.

[Lungo silenzio, rumore di persona che tira su con il naso]-Mi dispiace.

[Silenzio]-È stata colpa mia. Non dispiacerti.

-Ma avrei dovuto reagire in maniera diversa, e invece mi sono allontanata, e mi sono arrabbiata.

-Ma hai reagito male al mio reagire male. Se entrambe avessimo usato un pizzico di cognizione in più non sarebbe successo nulla, ma la più grande responsabilità rimane la mia.

-E ci siamo quasi perse a vicenda.

-L'importante è non averlo fatto.

-L'importante è non averlo fatto. Grazie. Ti voglio bene.

-Anche io. Dormi bene, e cerca di non svegliare Beverly, che ha bisogno di riposo se pensi davvero di volerci battere.

-Non ti preoccupare, saremo al massimo.

-Ci conto. Buona notte.

-Buona notte.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 18/09/2017, 21:06 
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JIMMY: YEAR ONE

HYBRIS






19/08/2017
07:45

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Casa Black, mattina. Leonard, in maglietta nera e jeans è davanti ad un armadio straripante di fascicoli, e ne ha uno aperto, che sta leggendo. Il gigante è completamente immerso nella lettura, mentre, vicino a lui, sta Gregory Montoia.

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Il canadese è seduto per terra, ed indossa una camicia a maniche corte e un paio di bermuda, oltre alla sua solita cuffia. Greg sta rilegando un altro fascicolo, fischiettando appena.

LB: Thomas ci ha inviato il report della settimana?

GM: Non ancora. Ma non aveva nulla di particolarmente interessante questa volta.

Black annuisce, continuando a leggere.

LB: Ricordami che dobbiamo fare qualche ricerca sui genitori di Thunder.

GM: Ok. Te l'ho detto che ho beccato un nuovo contatto?

LB: No. Chi?

GM: È nell'esercito. Si occupa delle reclute.

LB: Potrebbe servirci.

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JG: Questo archivio è immenso, davvero. Ho visto biblioteche più piccole.

GM: Fai piano, cretino.

Black si gira verso Jimmy.

LB: Sì, attento a non fare troppo rumore, la piccola e Lucy stanno dormendo.

JG: Okay, scusate.

Leon sorride in direzione del ragazzo.

LB: Non ti preoccupare. Vieni qui, ti spiego come funziona l'archivio, poi andiamo ad allenarci. In definitiva un giorno dovrai contribuire anche tu a tenerlo aggiornato.

Il ragazzo si avvicina.

JG: Scrivi tu i fascicoli o qualcuno li scrive per te?

GM: Ci lavoriamo io, Leonard, Thomas e ogni tanto ci dà una mano Andrew.

Black annuisce.

LB: Tutto organizzato per nome, in ordine alfabetico. Lì c'è quello di tuo padre.

Leonard indica un fascicolo sotto la G.

LB: E il tuo. Lì c'è quello di Manson.

Il gigante indica un fascicolo piuttosto grosso.

GM: In quello ci sono tutte le trascrizioni dei loro dialoghi ad Indoor War.

LB: E la descrizione di tutte le volte che l'ho incontrato senza essere ripreso dalle telecamere. Un buon allenamento per la mia memoria. Lì invece c'è un bel fascicolo su Greasy.

GM: Brutta gatta da pelare quella.

LB: Come tutti i mascherati, d'altra parte.

GM: Già.

Il gigante poi si avvicina a due faldoni verdi, sfilandone uno.

LB: Questi sono i nomi a libro paga. Decine di poliziotti, infermieri, dottori, politici, architetti, avvocati e chi più ne ha più ne metta disposti a condividere le loro informazioni per la giusta somma. Questi invece.

Leonard rimette un faldone e ne estrae un altro.

LB: Sono i nostri collaboratori. Persone più d'azione che ci aiutano quando abbiamo bisogno di qualcosa di più difficile da recuperare.

Jimmy scorre gli occhi sui fascicoli, soffermandosi sulla B.

JG: Conoscete anche la vera identità di Big Black Boom?

LB: Per certo? No. Ma abbiamo una ipotesi piuttosto fondata.

Il gigante schiocca la dita.

LB: Che deve rimanere fra noi, tra l'altro. Non ho intenzione di creare problemi con una ipotesi sbagliata.

Black poi indica un altro fascicolo.

LB: Qui ci sono i fascicoli dei conti correnti che ho messo a disposizione a tutti. Sto lavorando anche al tuo, James. Spero di farti ottenere una rendita di cinquemila dollari al mese entro fine anno.

JG: Davvero? E in modo legale?

LB: Per chi mi hai preso? Investendo qualche soldo negli appartamenti giusti si possono fare miracoli, te lo assicuro. Il problema è avere il capitale di partenza.

Leon continua a guardare l'archivio.

LB: In questo modo potrai tranquillamente decidere dove andare a lottare, senza il pensiero di farlo per la sopravvivenza. Sarai tu a scegliere di combattere dove ce n'è più bisogno e non dove hai bisogno tu. Certamente, se anche tu riuscissi a mettere su qualcosa del genere per chi ti seguirà non sarebbe male, ma per ora non preoccupiamoci di quello.

Jimmy annuisce.

JG: C'è ancora tempo.

Leonard sorride.

LB: Questo è quello che ci permette di essere efficaci. Quando entro su un ring so tutto quello che è possibile sapere sul mio avversario. Non sono mai impreparato, e questo è un vantaggio enorme.

Il gigante rimane un istante in silenzio.

LB: Facciamo così. Puoi scegliere un fascicolo che vuoi. Qualsiasi esso sia. Escluso il mio, il tuo e quello di tuo padre, ovviamente. Anche perché il mio è in codice.

JG: Perché tieni un fascicolo su te stesso? Non è una possibile debolezza?

GM: La è, ma il fascicolo è scritto in un codice a dodici livelli. Servono dodici parole chiave per riuscire a decifrarlo, ed è pensato apposta per non essere decifrato da software di decrittazione. Di fatto è impossibile riuscire ad accedervi se non si conoscono tutte le parole, e io ne so sei, mentre Thomas conosce le altre sei. In questo modo, concordassimo sul fatto che Leonard sia troppo pericoloso, o fosse passato dalla parte sbagliata della barricata, potremmo utilizzarlo.

JG: Dunque è pensato come un sistema di sicurezza contro Leonard stesso. Incredibile.

LB: Non mi permetto di tralasciare alcuna ipotesi.

Greg si alza in piedi, avendo finito di rilegare il fascicolo, e infilandolo sotto la L.

GM: Ho finito di aggiornare il fascicolo di Viola. Per me possiamo andare.

JG: Aspetta. Leonard ha detto che posso prendere un fascicolo per me. Non è affatto una scelta semplice.

Jimmy scorre gli occhi su tutti i fascicoli presente, soffermandosi sulla lettera M.

JG: Lui.

Jimmy indica il fascicolo di Lance Murdock.

LB: Conosci i tuoi amici e conoscerai te stesso.

Black prende il fascicolo, porgendolo a Jimmy.

LB: È parecchia roba, te lo dico. Non aspettarti di leggerlo in una sera. E non ti preoccupare, se vuoi puoi sottolineare o fare quello che vuoi. Ho una copia fisica di scorta e due digitali di backup.

GM: E io che mi illudevo che avrebbe provato a chiedere il mio sperando di riuscire a battermi.

JG: Penso che di te ci siano cose che preferisco non scoprire.

GM: Segnati questo giorno con una stellina sul calendario, che è la prima volta che dici qualcosa di intelligente in vita tua.

Black indica la porta.

LB: Andiamo, che qua rischiamo solo di disturbare.

Jimmy annuisce, mentre i tre si avviano fuori dalla porta.

23/08/17
19:12

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Thomas Bell, in maglietta grigia e pantaloni della tuta, e Jimmy Gates, stanno lottando al centro del ring, chiusi in una presa di sottomissione. Thomas ha bloccato un braccio del giovane, e gli passa il braccio libero intorno al collo, soffocandolo. Jimmy improvvisamente però si piega in avanti, eseguendo una Snapmare e mandando a terra il ragazzo di colore, cercando poi di colpirlo con uno Shinging Wizard, che Thomas deflette con le braccia, sfruttando la spinta per fare una capriola all'indietro e rialzarsi in piedi. Jimmy tenta subito un braccio teso, ma Thomas si abbassa, evitando il colpo e afferrandolo in una posizione di Half Nelson. New Age Mark! No. Jimmy colpisce con una gomitata il volto dell'avversario, evitando di essere sollevato e gli cinge la vita con le gambe, tentando un Roll Up. Ma Bell lo afferra a sua volta e trasforma tutto in un Wheelbarrow. Il ragazzo di colore prova a proiettare Jimmy, ma l'avversario trasforma tutto in una pregevole Arm Drag, mandandolo a terra. Thomas si rialza subito, correndo verso Jimmy. Flapjack. Thomas rimane a terra, e anche il giovane Gates ci mette del tempo a rialzarsi, però, appena si è messo in piedi, guarda il paletto ed annuisce, dirigendocisi. Il ragazzo si sistema i capelli ed inizia ad arrampicarsi, arrivando sulla terza corda, dove prende l'equilibrio ed annuisce, sistemandosi di nuovo i capelli. High Flying Splash! NO! Thomas è rotolato via, e il ragazzo si mangia una bella fetta di tappeto. Jimmy prova a rialzarsi, ma è stordito, e Thomas lo afferra da dietro.

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New Age Mark! Thomas mantiene la presa, e Black si tuffa a contare. 1... 2... 3... È finita. Thomas ha vinto il match. Leonard si alza, andando a controllare lo stato di Jimmy, che si tocca la parte alta del collo e le spalle, massaggiandosele.

LB: Ci sei?

Jimmy annuisce.

JG: Sì, sono solo un po' stordito.

Black sospira.

LB: Non va bene, James. Hai fatto lo stesso identico errore contro Andrew, e un vero wrestler non commette due volte lo stesso errore.

JG: Credo di dover trovare una mossa finale meno evitabile.

Il gigante tende la mano, aiutando il ragazzo a rialzarsi.

LB: Non è quello. È che non ragioni come un wrestler. Non ti relazioni all'avversario, ma lo ignori. Non sei capace di leggere se resterà a terra oppure no.

JG: Non posso mai esserne del tutto sicuro.

LB: Ne avevi almeno una vaga idea?

JG: Se non l'avessi avuta non sarei saltato.

LB: Allora non è bastato. Non puoi permetterti questi errori. Altrimenti non potrai mai diventare un wrestler.

JG: Non si ripeterà, ma ho bisogno di sapere come riuscire a distinguere un avversario a terra da uno in procinto di rialzarsi.

LB: Forse dovresti stare più attento a quello che dico.

JG: Pensare come un wrestler?

Black scuote la testa.

LB: Ascoltare quello che ti dico. Non ti stai allenando solo fisicamente. Se non devi ascoltare quando ti spiego, non ha senso che io ti alleni. Esistono molti preparatori atletici migliori di me.

JG: Davvero non capisco cosa dovrei fare per capire se un avversario a terra non si rialzerà.

Black sospira.

LB: Lo abbiamo già visto. È un discorso di probabilità. A seconda di dove lo hai colpito prima di iniziare a salire, quanto tempo ci hai messo, da quanto state lottando, la posizione delle braccia e delle gambe. A volte mi sembra che tu non ascolti la teoria.

JG: La ascolto, è che ero convinto sarebbe rimasto a terra. Non potevo averne la certezza. È probabilità, no?

LB: Se mi permetti, nessuno avrebbe potuto credere che restasse a terra.

Jimmy guarda in basso e scuote la testa, portandosi le mani sui fianchi.

JG: Non succederà più.

LB: Molto bene. Vogliamo riprendere ad allenarci? Magari con il cervello acceso?

Jimmy annuisce.

JG: Non chiedo altro.

Black sospira, annuendo a sua volta.

LB: Thomas, puoi fare vedere un po' quello che intendiamo per cervello accesso?

Bell, dall'angolo, schiocca la lingua, facendo segno a Jimmy di avvicinarsi a lui, mentre Leonard si lascia cadere, rotolando fuori dal ring ed avvicinandosi a Greg, iniziando a scambiare qualche parola sottovoce con il canadese.

TB: Quindi ripassiamo i fondamentali del tuffo?

Jimmy annuisce deciso.

JG: Perfetto.

25/08/2017
19:12

Thomas e Jimmy stanno combattendo al centro del ring, con Greg che si occupa del ruolo di arbitro. Jimmy sta colpendo il suo avversario con una serie di pugni, quando improvvisamente Thomas risponde con un Enziguri Kick. Il ragazzo di colore lancia in un angolo Jimmy con una Irish Whip, per poi caricarlo in corsa. Gates risponde con un Back Body Drop, ma Thomas atterra in piedi sull'apron. Forearm Smash di Jimmy, che manda a terra Thomas. Jimmy lo osserva, poi guarda le corde dall'altra parte, poi di nuovo Thomas e poi le corde. Jimmy si lancia in corda nella direzione opposta, per poi tuffarsi con un Suicide Dive. MA JIMMY SI IMPIGLIA CON LA GAMBA! Il ragazzo precipita verso l'apron di testa, ma Black lo afferra al volo per le spalle, trascinandolo via.

LB: Tutto ok?

Jimmy scuote la testa, stordito.

JG: Sì, sì, credo di sì.

Black appoggia Jimmy a terra, poi chiude gli occhi per un istante, per poi colpirlo con un violento schiaffo sulla guancia.

LB: CHE CAZZO TI VIENE IN MENTE?

Jimmy sccusa il colpo portandosi le mani sulla guancia colpita.

JG: I-io...

LB: Ti ho detto che devi tenere accesso il cervello. Cosa era quello?

JG: Voleva... voleva essere un suicide dive.

Black alza nuovamente la voce.

LB: Voleva essere un Sucide Dive? E a cosa stavi pensando mentre lo facevi? Continuo a dirtelo e sembra che tu non capisca. Devi tenere accesso il cazzo di cervello. Se non ci fossi stato io probabilmente saresti rimasto paralizzato, o saresti morto. Lo capisci questo, vero? Non puoi lottare così, senza pensare, oppure non andrai da nessuna parte. E questo non posso insegnartelo, James. Non posso insegnarti a pensare. Posso insegnarti quello che devi fare sul ring, ma non come pensare. Non posso aprirti la testa e riempirla. Di tutte le stronzate che potevi fare, un Suicide Dive, quando a malapena sai tuffarti dalla terza corda. Cazzo. Finché non imparerai a proteggerti non diventerai mai un wrestler. Capisci?

JG: Io... io pensavo di essere in grado di eserguirlo... Sentivo di poterlo fare.

LB: Ti sentivi di poterlo fare? Ti sentivi?

Leonard chiude gli occhi, respirando a fondo.

LB: Vatti a cambiare, per oggi l'allenamento è finito.

Jimmy abbassa lo sguardo.

JG: Va bene...

Il ragazzo esce dalla porta.

23/08/17
22.35

Jimmy Gates è disteso sul suo letto, supino. Nella mano destra una palla di spugna rossa che lancia sul tetto e riprende al volo. Dopo qualche lancia, Jimmy manca la palla che cade e rotola per la stanza. Nel frattempo, sulla sua sua scrivania, il cellulare si accende e vibra diverse volte. Jimmy è ancora vestito in tenuta di allenamento e il letto non è stato rifatto. Dopo qualche minuto, JImmy si mette a sedere sul letto con la testa tra le mani. Il telefono continua a vibrare. Passa ancora qualche minuto e Jimmy decide finalmente di alzarsi e prendere il telefono, spegnendolo. Dopodiché apre un cassetto e recupera un iPod e degli auricolari, che infila alle orecchie.

Spoiler:


Jimmy si sposta in cucina, e apre il frigorifero. La luce fredda del frigo cade diretta sugli occhi di Jimmy ormai abituatisi al buio, provocandone lo strizzarsi. Jimmy estrae un sacchetto di cartone dal quale spuntano delle verdure: cavolfiore, zucchine, broccoli. Infila la mano nel sacchetto ed estrae un secondo sacchetto, questa volta di plastica, nel quale vi è una bottiglia di plastica con una etichetta con su scritto "Tropical Juice". Jimmy apre la bottiglia e prende un bicchere, versando tutto il liquido contenuto nel bicchere, nel quale si forma una intensa spuma bianca nella parte superiore mentre il liquido frizza nel bicchere. Jimmy afferra il bicchiere e si siede sul divano, con ancora le cuffie nelle orecchie. Improvvisamente il ragazzo viene afferrato al collo da dietro, facendo cadere il bicchiere dalle mani di Jimmy. La presa, stretta intorno al collo costringe il ragazzo a buttarsi indietro, trascinando con sé il peso dell'aggressore, ribaltando entrambi insieme al divano. I due continuano a lottare, Jimmy sempre chiuso nella presa, e rotolano a terra per qualche secondo, finché Jimmy non riesce a forzare la presa e a girarsi, rompendo il laccio che ha intorno al collo ed afferrando le braccia dell'aggressore. Il ragazzo si posiziona con il suo peso sopra l'avversario e gli blocca la braccia a terra, le mani chiuse in una presa di forza con l'aggressore, bloccandolo al terreno. Jimmy guarda il suo avversario in volto, e questi gli sorride.

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VV: Bene, ora cosa vogliamo fare?

Viola Vixen, pantaloni della tuta nera e maglietta bianca della PROGRESS, cinge con le gambe il busto di Jimmy, bloccando a sua volta il ragazzo.

VV: E sento già che hai una idea.

JG: Come cazzo sei entrata qua?!

VV: Dalla finestra. Greg mi ha dato una mano facendomi passare da balcone a balcone.

Viola si struscia contro Jimmy.

VV: E io che pensavo saresti stato contento di vedermi.

JG: Non puoi fare così! Mi hai fatto prendere un colpo.

Jimmy scuote la testa e sospira.

JG: Greg me la paga questa.

Il ragazzo osserva Viola.

JG: Non stai tipo scomoda così?

VV: Finché non mi lasci andare, non posso alzarmi. Sei diventato muscoloso, sai?

Jimmy sorride.

JG: Lo so.

Il ragazzo lascia la presa e si lascia cadere al fianco di Viola, distendendosi sul pavimento accanto a lei.

JG: Potevi avvertirmi che saresti venuta, comunque.

VV: È quello che dico sempre a Beverly.

Viola ridacchia, sfilandosi le scarpe, spingendosi con la punta del piede sui talloni, per poi girarsi su un fianco e sorridere a Jimmy.

VV: Mi piaceva l'idea di farti una sorpresa, e poi non sapevo se avresti detto di sì, mi fossi annunciata.

JG: Beh, non hai tutti i torti. Oggi è stata proprio una giornata no.

VV: Potrebbe essere che io sia qui proprio per questo. Per rendere una giornata no una giornata sì.

Viola arriccia dolcemente il naso.

VV: Cosa ne dici? Ti fai tirare su il morale dalla tua migliore amica?

JG: Qualcosa mi dice che non accetterai un no come risposta.

VV: Direi proprio di no. Cosa hai voglia di fare, davvero? Ci guardiamo un film? Hai qualche console da farmi provare? Zapping in tv su programmi orrendi mentre mangiamo schifezze?

JG: Vorrei davvero fare tanto tutte queste cose. È solo che... non lo so. Mi sento in colpa, capisci?

Jimmy sospira.

JG: Immagino che Greg ti abbia già raccontato tutto, giusto?

Viola si alza in piedi, tendendo la mano verso Jimmy.

VV: Sì, Greg mi ha fatto un riassunto, ma è inutile pensarci adesso, Jimmycucciolo. Se non ti rilassi un po' e pensi ad altro non ce la caviamo. Più tardi ne parliamo, ma adesso ci svuotiamo la testa, ok?

JG: Per l'amore del cielo, non chiamarmi più Jimmycucciolo. Mai più. Mai. E poi mai. E ancora mai.

Jimmy osserva Viola, sorridendo.

JG: Dio che puzza di birra che fai.

VV: Va bene, Jimmine.

La Vixen poi si guarda i pantaloni, passandosi la mano sulla gamba destra, completamente zuppa di birra.

VV: Hai ragione. E non dovresti davvero bere alcolici.

Viola si sfila i pantaloni in un colpo, rimanendo in maglietta, mutande e calze, e si dirige verso la cucina.

VV: Adesso sciacquo i pantaloni, e poi li stendi fuori, ok? E magari nel frattempo decidi cosa fare.

JG: Stendili tu. Ho bisogno di piena concentrazione se devo decidere cosa fare.

VV: Sai, per quanto mi faccia piacere che tu mi veda in mutande, non condivido la cosa per il resto del mondo. Sii gentile e stendili tu, per piacere.

Viola inizia a lavare i pantaloni sotto il lavandino, facendo gli occhi da cerbiatto in direzione di Jimmy.

VV: In definitiva sei un galantuomo, no?

Jimmi sospira, per poi rialzarsi con un kip up.

JG: La mia più grande debolezza.

Il giovane Gates si avvicina a Viola, che gli passa i pantaloni, per poi abbracciarlo e dargli un bacio sulla guancia.

VV: Il tuo più grande pregio. E la galanteria viene sempre ripagata, te lo assicuro.

JG: Ah beh, se lo dici tu.

Jimmy va in balcone a stendere i pantaloni, per poi rientrare.

JG: Sai cosa? Ho una fame tremenda. Non ho ancora cenato oggi. Tu hai fame?

VV: Io ho sempre fame.

JG: Sentiamo, cosa ti va di mangiare? Potremmo prendere qualcosa a domicilio.

VV: Se non sbaglio c'è un cinese buono qui vicino. Se ti va, non credo costi neppure tanto.

JG: Beh, non ti preoccupare. Da quello che ho capito Leon mi renderà praticamente più ricco di mio padre da qui a fine anno. Il vecchio se la prenderà un sacco quando lo scoprirà.

Jimmy ridacchia.

JG: Però chiamali tu, sono sicuro che sei brava a farti fare lo sconto.

La Vixen ha sta digitando qualcosa sul telefono.

VV: Già fatto. GrubHub è molto comodo, sai?

Viola gira il telefono, mostrando lo schermo ed una applicazione rossa e bianca.

VV: Ho preso un po' di cose, credo ti piaceranno. Ti fidi?

JG: Mi fido ciecamente.

Viola si guarda attorno, poi si butta sul divano, sedendosi a gambe incrociate.

VV: Ci vorrà mezz'ora. Cosa ne dici di fare qualcosa mentre aspettiamo?

JG: Mi sta bene. Guardiamo un po' di tv?

VV: Quello che vuoi tu, Jimmine.

La Vixen sorride.

VV: Ma mi fai da cuscino.

JG: Era implicito Vivy. Era implicito.

Jimmy cerca il telecomando sul divano e accende la tv.

VV: Cosa è questa storia di Leonard che ti rende ricco?

Viola si appoggia contro Jimmy, cingendogli il collo con le braccia e incastrando la sua testa fra la spalla e il mento del ragazzo.

JG: Non ho ben capito, l'altro giorno ha menzionato qualcosa riguardo una rendita fissa di cinquemila dollari al mese. Tipo investimenti immobiliari o qualcosa del genere.

Viola fischia.

VV: Però. Cosa ci farai con tutti quei soldi?

Jimmy si gratta il mento.

JG: Beh, non ci ho ancora pensato. Comprerò un sacco di cd. E di vinili.E comprerò una moto. Una moto bella grande di quelle che si sentono da lontano quando passano. Tipo una harley. Poi truccherò la moto. Poi potrei regalare una stecca di sigarette a mio padre. E poi un sacco di succhi di frutta. Magari anche una fabbrica di succhi di frutta.

Viola ridacchia.

VV: Non credo esista una fabbrica di succhi di frutta che costi cinquemila dollari.

La Vixen poi rimane in silenzio per un po'.

VV: Non so nemmeno io cosa ci farei con cinquemila dollari in più.

JG: Andresti ogni sera a cena in ristoranti stellati.

VV: Probabile.

Viola si struscia con la guancia contro Jimmy.

VV: Lo sai che adesso che sei diventato più muscoloso mi dai un sacco di sicurezza?

Jimmy sorride.

JG: Se hai bisogno di sicurezza posso anche ingaggiarti una guardia del corpo con quei soldi.

VV: Potresti farmi tu da guardia del corpo.

JG: In che senso?

VV: Come in che senso?

JG: Lascia perdere, voleva essere una battuta.

Viola ridacchia.

VV: Era troppo raffinata anche per me. E considera che, se tu volessi, avresti buone possibilità come guardia del corpo. Sei abbastanza carino per farti assumere da qualche bella vedova, e abbastanza intelligente per meritarti il tuo stipendio.

JG: Come Greg?

VV: Perché no?

La Vixen sospira, chiudendo gli occhi.

VV: Tu puoi avere successo in qualsiasi campo.

JG: E tu sei la cosa più dolce del mondo.

Jimmy dà un bacio sulla testa a Viola.

VV: Con tutti gli zuccheri che mangio, credo sia abbastanza scontato. A tal proposito, ho ordinato anche il gelato fritto.

JG: Ottimo, non l'ho mai provato prima.

VV: Mi piace farti provare cose nuove.

JG: Che altro hai preso?

VV: Le solite cose. Spaghetti di soia, riso alla cantonese, pollo alle mandorle.

JG: Maiale in agrodolce?

VV: No, non volevo esagerare, e non mi piace particolarmente.

Viola si infila ulteriormente nell'incavo fra la spalla e il mento di Jimmy.

VV: Mi raccomando, non mettere su più massa di così, che adesso sei perfetto per farti abbracciare da me.

JG: Ci proverò, ma non ti assicuro niente.

VV: Sarebbe un peccato, sai?

JG: Oh,m dai, sono sicuro che troverai il modo per abbracciarmi ugualmente.

Viola da un bacio sul collo di Shawn.

VV: Lo so, ma se diventi perfetto da abbracciare per qualcun'altra, e poi questa altra inizia ad abbracciarti, io divento gelosa.

JG: E se questa qualcun'altra si innamorasse di me?

Viola sospira.

VV: Sarei ancora più gelosa.

JG: E se io ricambiassi?

Viola da un altro bacio sul collo a Jimmy.

VV: Sarei felice per te, ma sarei comunque gelosa.

JG: Suvvia, hai già due relazioni, immagino che per quanto riguarda la gelosia tu sia già piena.

La Vixen sorride.

VV: Lo so, ma sei il mio Jimmy, se ti fidanzi con qualcuno poi non posso più abbracciarti così, e te l'ho detto, sei perfetto per farti abbracciare da me.

Viola mordicchia l'orecchio di Jimmy.

VV: Secondo te potrò mordicchiarti l'orecchio quando sarai fidanzato?

JG: Non lo so, dipende da quanto lei sarà gelosa.

VV: Se sarà intelligente, non me lo permetterà. Se tu fossi fidanzato con me non permetterei a nessun'altra di mordicchiarti l'orecchio.

JG: E se tu fossi la mia ragazza non permetterei neppure di guardarti a nessun altro. O a nessun altra.

VV: Sarebbe ingiusto da parte tua.

JG: Sarebbe ingiusto da parte tua non farmi mordicchiare l'orecchio.

VV: Non mi offenderei se te lo facessi mordicchiare da un altro uomo. È solo che non mi sembra tu sia il tipo.

JG: No, ma non cambia la sostanza.

VV: Io non credo che l'amore sia esclusivo. Amo Arthur e Beverly per motivi diversi, ma in modo uguale. E credo che, a loro volta, loro abbiano bisogno di me e del mio amore. E non per questo ci sono meno per l'uno o per l'altra. Do il mio cento percento ad entrambi.

Viola appoggia la fronte contro la guancia del ragazzo.

VV: Certo, non posso dormire tutte le sere nel letto di entrambi, ma credo che l'amore non significhi necessariamente fare sesso tutte le sere, o vivere insieme sette giorni su sette.

JG: Non lo so... È che non riesco proprio a vederla così. Sai, per me l'amore io e te contro il mondo. Io per te e tu per me, sempre. Forse suona sdolcinato o idealizzato, ma è quello che cerco. Non lo so, non è che mi arrabbierei se la mia compagna non dormisse sette giorni su sette nel mio letto. È solo che non riuscirei a dormire, capisci?

Viola da un bacio sulla guancia a Jimmy.

VV: Certo, e anche per me l'amore è così. Solo che per me non è io e te contro il mondo, ma noi contro il mondo. Non importa quanti siano i noi, ma l'amore che unisce la famiglia. In definitiva è questo che voglio. Una famiglia di persone che mi amano e che amo, e che condividono tutto con me. Magari un bimbo, da accudire per crescerlo nel modo migliore, e un gatto che ti fa le fusa.

Jimmy arriccia le labbra.

JG: Non lo so, non suona come quello che vorrei. Un'altra persona, il cento per cento di lei, e io che do il cento per cento per lei, e basta. Capisco la tua visione, solo che non è quello che cerco. Io cerco quella cosa lì, quella che hanno Lucy e Leonard. Quella che hanno Sigfried e Sylmeria. Quella che avevano mio padre e mia madre. Quello, è ciò che voglio.

Viola annuisce.

VV: E lo capisco. Ma, se tu fossi innamorato di me, non saresti disposto a fare un sacrificio per me? Non saresti disposto, pur di passare il resto dei tuoi giorni con me, a provare a condividermi con Beverly? Lo trovi troppo grande, come sacrificio?

JG: Io... Perché ne stiamo parlando? E poi, non lo so. Sarebbe come accontentarmi di avere solo il cinquanta percento. Io voglio il cento.

Jimmy sospira.

JG: Anzi, il trentatré. Non hai parlato di Arthur.

Viola ridacchia.

VV: Sei tu che hai iniziato. E poi ti stavo proponendo uno scenario ipotetico con te al posto di Arthur.

La Vixen tira una testata affettuosa al ragazzo, colpendolo sulla spalla.

VV: E io non mi lamenterei di avere il cinquanta percento di una ragazza come me. Però potrei essere vanitosa, in questo caso. E, sempre in quel caso, facendo un figlio sarebbe almeno il sessanta, non credi?

JG: Non credo che nemmeno il novantanove sarebbe abbastanza.

Viola morde la spalla di Jimmy.

VV: Questa la prendo sul personale.

Il campanello suona.

JG: Cibo, finalmente.

Jimmy si alza dal divano e recupera il suo portafogli per poi aprire al ragazzo delle consegne.

Consegne: Salve. Lestrade?

JG: Siamo noi.

JG: Quanto viene?

Consegne: L'ordine è stato pagato in anticipo.

JG: Oh, ottimo. Ciao allora, buona serata.

Jimmy prende il cibo e chiude la porta, poi prende un tavolino e lo mette davanti al divano, sistemandogli sopra il cibo. Viola salta in piedi e afferra il texano, buttandolo sul divano, per poi sedersi sopra di lui.

VV: Ti imbocco io, che così non fai disastri con le bacchette. Da cosa vuoi iniziare?

JG: Mhh, iniziamo dagli spaghetti.

VV: Guarda che non la passi liscia.

La Vixen recupera una scatola e una coppia di bacchette, aprendo tutto, per poi girarsi, mettendosi a cavalcioni delle gambe del ragazzo.

VV: Il mio consiglio è quello di iniziare a farmi i complimenti da subito.

La Vixen prende le bacchette, per poi prendere degli spaghetti, e mangiarli. La ragazza poi ne prende ancora, imboccando il ragazzo.

VV: Dai, inizia pure.

Jimmy prende il primo boccone.

JG: Niente male, niente male affatto.

VV: I complimenti devi farli a me, non al cibo. Guarda che sono offesissima.

Viola prende degli altri spaghetti e li mangia.

JG: Chi ti ha detto che non li facevo a te?

VV: Il fatto che non è abbastanza.

JG: Fammi provare qualcos'altro allora.

Viola schiocca la lingua, dando degli altri spaghetti al ragazzo.

VV: Prima finisci quello che hai iniziato

JG: Vedrai che mi saprò rifare.

VV: Vedremo. Riso alla cantonese?

JG: Vai, proviamo.

Viola sbuffa, tirando un buffetto sul naso al ragazzo.

VV: Molto bene.

La Vixen si alza, appoggiando la scatola che ha in mano sul tavolino e prendendone un'altra, per poi saltare di nuovo a cavalcioni sulle gambe di Jimmy.

VV: Posso farti una domanda trabocchetto?

JG: Spara.

Viola prende un boccone di riso.

VV: Sei ancora innamorato di Alice?

JG: Non vedo nessun trabocchetto.

Viola ridacchia, imboccando il ragazzo.

VV: Se vedessi il trabocchetto, sarebbe facile.

Jimmy mastica e deglutisce.

JG: Beh, credo di no. È stata la prima ragazza di cui io mi sia mai innamorato e, beh, è stata ed è molto importante per me. Ma quando l'ho vista al matrimonio non ho sentito più quello che sentivo prima, capisci?

VV: E secondo te perché?

JG: Non lo so. È passato del tempo. Lei è cambiata, io sono cambiato. Credo sia per questo.

Viola si batte una bacchetta sul naso, per poi prendere un altro po' di riso.

VV: E perché sei cambiato?

JG: Cambio di città, l'allenamento, le responsabilità, tutte queste cose.

La Vixen sorride, imboccando Jimmy.

VV: Non lo so. Sai, credo che non contino queste cose, quando si cambia.

JG: E cosa conta? Voglio dire, tutta la mia vita è cambiata, è normale che sia cambiato anche io, no?

Viola annuisce.

VV: Sì, ma superficialmente. Quello che siamo davvero non è cambiato dalla casa in cui si abita, ma da ciò con cui ci confrontiamo. Probabilmente ti ha cambiato di più essere respinto da Alice che tutto il resto.

JG: Non credo, io penso siano le responsabilità quelle che ti cambiano.

VV: Effettivamente le responsabilità sono il confrontarsi con qualcosa, se ci pensi.

JG: Probabilmente hai ragione.

Viola mangia un po' di riso.

VV: Probabilmente?

JG: Sicuramente.

La Vixen imbocca Jimmy.

VV: Ottima risposta. Ora l'ultima parte della domanda. Ti sei innamorato di nuovo, dopo Alice? E intendo dire seriamente.

JG: No. Non in quel modo là. Sono stato preso da troppe cose per riprovare quella cosa lì.

VV: E non ti pesa?

JG: Dovrebbe?

VV: Non lo so. Io sono stata innamorata costantemente in vita mia.

JG: Dimmi di più. Quando ti sei innamorata per la prima volta?

Viola ridacchia.

VV: Lunga storia. Avevo quattordici anni, e portavo i capelli a caschetto. Niente ciocca verde, niente tette grosse, niente di niente. Ero abbastanza dimenticabile, al tempo. Comunque, vicino a casa mia abitava una famiglia ed avevo stretto amicizia con il figlio, che era innamorato perso di me a sua volta. Lui era più grande di un paio di anni di me, e aveva tutti amici della sua età o più grandi. E fra i suoi amici c'era questo ragazzo di diciotto anni, alto, biondo, occhi azzurri, erre moscia. Era particolare, più che bello. E, per quanto non fosse il ragazzo più brillante di sempre, era abbastanza intelligente per farci conversazione. Siamo stati insieme per un paio di anni, finché non ho scoperto di essere bisessuale. Quando gliel'ho detto mi ha tirato uno schiaffo. Non so cosa gli è preso. Forse aveva paura di perdermi, non lo so. Era veramente molto preso, e faceva qualsiasi cosa io gli dicessi.

La Vixen sorride maliziosa.

VV: Qualsiasi cosa. Ma quella notizia era troppo per lui. Ovviamente, dopo avermi messo le mani addosso non mi ha mai più rivisto, oltre ad essersi ritrovato con la spalla sinistra spezzata.

JG: È una storia interessante. E tu, invece, lo hai più rivisto?

Viola scuote la testa.

VV: Fortunatamente no. Non so che cosa stia facendo adesso, e non mi interessa più di tanto. Ho sbagliato a spezzargli la spalla, ma non mi piace chi non accetta la mia sessualità. E considera che non gli avevo chiesto se potevo fidanzarmi con una ragazza, ma solo che forse, oltre agli uomini, mi attiravano anche le donne.

Jimmy arriccia le labbra, poi cinge Viola col suo braccio e appoggia la testa sulla sua spalla.

JG: Beh, il coglione non ha idea di cosa si è lasciato scappare.

Viola sorride, accarezzando la testa del ragazzo.

VV: Ecco, questo è un buon complimento. Ma non credo davvero fosse un coglione. Era solo spaventato, probabilmente. Aveva paura di confrontarsi con qualcosa che non fosse nei suoi schemi. Ci sono abituata, oramai. Sai quante volte mi sono sentita insultare perché baciavo una ragazza in pubblico? Sai quante volte mi hanno detto che vivo una sessualità troppo libera? Sai quante volte ho sentito dire che la famiglia che voglio io non va bene? Come se quello che faccio invalidasse quello che fanno loro. E per tanto tempo ho vissuto come se fosse una questione di me contro di loro. Di Viola contro il mondo. Non è così. Non è Viola contro il mondo perché non c'è nessun mondo da combattere. Ho smesso di preoccuparmi di fare in modo che io piaccia agli altri per i miei gusti, per la mia vita. Cerco solo di fare la cosa giusta ed essere felice, senza preoccuparmi del resto.

JG: E hai fatto la scelta migliore. Ma per me un uomo che picchia una donna, per quanto spaventato possa essere, è un coglione e basta. Sarò strano io, ma credo ancora nella galanteria.

Viola ridacchia.

VV: Da persona che lo fa per lavoro, picchiare qualcun'altro è sempre sbagliato, sia donna o uomo.

JG: Da persona che vuole farlo per lavoro non posso che essere d'accordo.

VV: Sei contento di aver scoperto qualcosa su di me che non sapevi?

JG: Certo che sì, e mi piacerebbe sapere molto di più.

Viola da un bacio sulla testa del ragazzo.

VV: Non adoro parlare di me. Ho fatto una vita abbastanza noiosa.

JG: Nessuna vita è noiosa, basta saperla raccontare.

VV: Magari non sono così brava a raccontarla.

JG: Nemmeno io, ma prima o poi imparerò.

La Vixen guarda la scatola del riso.

VV: Mangiamo il pollo?

JG: Vai, adoro la carne bianca.

Jimmy si blocca un attimo.

JG: Questa suonava razzista.

VV: Non ti preoccupare.

Viola si gira, recuperando la scatola del pollo.

VV: Visto che mi hai fatto una domanda tu, te ne faccio una io. Dimmi come dovrebbe essere la tua ragazza ideale.

JG: Questa è davvero una bella domanda, e lo è perché so esattamente la risposta: può essere chiunque. Voglio dire, potrei elencarti tutta una serie di caratteristiche fisiche e comportamentali che combaciano coi miei gusti, ma la verità è che se incontrassi una ragazza del genere probabilmente non me ne innamorerei. La mia ragazza ideale è quella di cui mi innamoro. E l'amore è cieco, lo sai meglio di me.

VV: Buon modo per evitare la domanda. Ma dimmi almeno come ti attirano di più fisicamente.

La Vixen apre la scatola del pollo, iniziando a mangiarlo.

JG: Non ho delle vere e proprie preferenze. Non mi piacciono le tette piccole, o le donne troppo alte. Nemmeno i capelli ricci mi fanno impazzire.

Viola fa un sospiro, imboccando Jimmy.

VV: Per fortuna ci rientro. Anche se per un po' ho portato i capelli ricci.

JG: Avresti il tuo perché anche con i ricci.

VV: Quindi ti piaccio fisicamente?

La Vixen mangia un pezzo di pollo.

JG: Oh, non fare la finta tonta.

Viola sorride.

VV: Mi piace che me lo si dica.

JG: Lo so Vivy, lo so.

VV: E allora dillo.

Jimmy sorride e sospira.

JG: Mi piaci fisicamente.

Viola annuisce, dando un pezzo di pollo al ragazzo.

VV: Bravo. La sincerità viene sempre ripagata.

JG: È proprio buono questo pollo.

La Vixen piega la testa, sorridendo.

VV: Sei bravo.

Viola si gratta il mento per un po', poi si avvicina a Jimmy.

VV: Questo basta per ripagarti?

La Vixen da un rapido bacio alla francese al ragazzo. Jimmy resta a bocca aperta qualche secondo.

JG: Whoa.

VV: Consiglio da amica, quando una ragazza ti bacia, non fare quella espressione.

JG: Se non vuoi questa espressione dammi un po' di preavviso.

VV: I baci migliori sono quelli a sorpresa.

JG: Ripeto, un avviso non farebbe male. Non ho mai il tempo di muovere anche io la lingua.

VV: Disse il grande esperto di baci.

JG: Beh, è il mio secondo. Abbi pazienza.

La Vixen ridacchia, mangiando l'ultimo pezzo di pollo e poi buttando via la scatola.

VV: Chi è stata la fortunata?

La ragazza accarezza i capelli di Jimmy, guardandolo negli occhi.

VV: E come hai fatto a non innamorarti di lei?

JG: Non lo so, ha questo brutto vizio di arrivare alle spalle senza preavviso.

VV: Ne ho sentito parlare pochissimo, e sembra una bravissima ragazza. Del tipo che ti offre la cena. Gelato fritto?

JG: Molto volentieri.

VV: Ti avverto, non sarà buono come appena fatto.

Viola si gira ancora, recuperando l'ultima scatola ed aprendola, estraendo un piattino su cui stanno due porzioni di gelato fritto. La Vixen prende un tovagliolo, per poi prendere una palla e iniziare a fare il rumore di un aereoplano con la bocca.

VV: È in arrivo un carico pieno di... amore.

JG: Buon decimo compleanno a me.

Jimmy prende una boccata di gelato. Viola poi gli pulisce la bocca con il tovagliolo, per poi dare un morso al gelato a sua volta.

VV: Sai, a volte non ci penso, ma potresti quasi essere mio figlio. Da certi punti di vista sei molto più adulto della tua età, ma per altri sei ancora un cucciolo.

JG: Perché lo pensi?

VV: Cosa, che sei ancora un cucciolo? Devi ancora fare tante esperienze. Non è colpa tua, e le farai, anzi, da certi punti di vista sei molto grande, come ti ho detto, però sei un cucciolino ancora. E la cosa ti rende tenero.

JG: Non mi fa impazzire l'essere considerato un cucciolo.

VV: Nemmeno essere il mio cucciolo?

JG: Dipende.

VV: Da cosa?

JG: Dai momenti, Voglio dire, è bello essere coccolato e tutto ma preferisco quando ci trattiamo da pari.

Viola ridacchia, appoggiandosi contro il ragazzo, passandogli una mano sul petto passando sotto la maglietta.

VV: Ma ci trattiamo da pari. Non mi permetterei mai di trattarti come un idiota solo perché sei più giovane di me.

JG: Lo so che non mi tratti come un'idiota, ma anche questa storia del cucciolo ogni tanto mi fa strano.

VV: Guarda, in mente ho tutto tranne che indisporti. Se lo faccio è solo perché ti voglio bene. Ci credi?

Jimmy cinge col braccio Viola, stringendola.

JG: Certo che sì Vivy. Certo che sì.

La ragazza sospira, poi si avvicina all'orecchio del ragazzo ed inizia a mordicchiarlo.

VV: Sei un po' più tranquillo?

JG: Decisamente.

VV: Hai voglia di parlarmi un po' di quello che è successo, adesso?

JG: Ho fatto uno sbaglio che non avrei mai dovuto fare, ho fatto incazzare Leonard e mi ha sgridato. Tutto qui. E sono incazzato con me stesso per quello che ho fatto.

VV: Tutto qui? Non mi sembri proprio il tipo da stare così per così poco.

JG: Leonard non mi aveva mai urlato contro in quel modo. È stato pesante per me.

VV: Conoscendolo, lo ha fatto perché si è spaventato.

JG: È possibile, ma ho comunque fatto una cazzata.

Viola sorride, continuando ad accarezzare il ragazzo.

VV: È possibile, ma imparare è anche sbagliare, no?

JG: Forse sì, in un certo senso.

VV: In tutti i sensi. Se non sbagli vuol dire che hai già imparato. E Leonard non ti rimprovererebbe mai perché hai sbagliato. Quello che ha fatto lo ha fatto perché ti vuole bene e si è spaventato vedendoti in pericolo. Non vuole che tu ti faccia male.

JG: È solo che mi aveva già detto di non farlo, e io ho disobbedito.

Viola sorride.

VV: Tu hai visto chi altro ha allenato Leonard, vero?

JG: Credo di capire dove vuoi arrivare.

VV: Thomas e Greg non obbediscono a Leonard, fanno quello che gli chiede se lo ritengono giusto.

JG: Ma loro non sono più sotto allenamento.

Viola ridacchia, per poi strofinarsi contro Jimmy.

VV: Fidati, Leonard non cerca l'ubbidienza cieca.

JG: Se lo dici tu, mi toccherà crederci.

VV: Ovviamente devi evitare di farti male, ma non riuscire sempre in quello che stai cercando di fare è normale. Ti preferisco quando rischi e non ci riesci che quando eviti di fare qualcosa di cui non sei sicuro.

JG: Lo pensi davvero?

VV: Certo.

Viola sorride.

VV: Pensa ad Alice.

JG: A cosa ti riferisci?

VV: È stato meglio dichiararsi e non essere ricambiato che non dichiararsi affatto, no?

JG: Beh, col senno di poi direi di sì.

VV: Fidati di una che ne sa qualcosa. È sempre meglio.

JG: Qualche esperienza da raccontare?

Viola sorride.

VV: Non stasera.

JG: Come preferisci Vivy.

VV: Sei tranquillo?

Il ragazzo annuisce sorridendo.

JG: Grazie a te.

La Vixen spinge Jimmy, mettendolo coricato sul divano.

VV: Qualcos'altro in mente da fare?

JG: Non saprei, dimmi tu.

VV: Inizia ad essere tardi.

JG: Devi andare?

VV: A meno che tu non voglia condividere un letto con me, sì.

JG: C'è una stanza per gli ospiti, se ti va bene.

Viola ridacchia, per poi dare un bacio sulla guancia di Jimmy.

VV: Non mi piace dormire da sola. Mi riprendi i pantaloni?

Jimmy si alza spostando delicatamente Viola, poi va fuori a prendere i pantaloni stesi.

JG: Ecco a te.

VV: Girati.

Viola afferra per le spalle il ragazzo e lo gira, per poi appoggiarsi a lui. Dopo qualche saltello lo gira di nuovo, con i pantaloni addosso.

VV: Tieni.

La ragazza consegna le sue mutande al ragazzo.

VV: Secondo me sono bagnate di birra. Me le aspetto lavate la prossima volta che ci vediamo.

Jimmy si blocca per qualche secondo, poi guarda Viola.

JG: O-okay.

La Vixen tira a sé il ragazzo, abbracciandolo e dandogli un altro bacio sulla guancia.

VV: Mi raccomando, la prossima volta che ci vediamo devi essere tu a consolare me, va bene?

JG: Spero non ce ne sarà mai bisogno.

VV: In caso serva, lo farai, vero?

La ragazza lascia andare la stretta, poi guarda la porta.

VV: Non devo passare dalla finestra questa volta, vero?


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 28/09/2017, 11:54 
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Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Le immagini ci mostrano la metropoli di Osaka, in Giappone. Vediamo le magniche spiagge e zone verdi del Quartiere Miyakojima. Poi vi è una breve panoramica nel parco Sukaronomiya coi suoi meravigliosi ciliegi, e delle rive del fiume Okawa. Poi la meravigliosa area di Namba, cuore pulsante della vita attiva della città. Le immagini convergono quindi verso un palazzo in particolare, nel cuore di Shinsaibashi, un condominio per la precisione. Al suo interno vi è un complesso di appartamenti, e una figura incappucciata sta salendo le scale. Intanto le immagini si spostano al quarto piano dello stabile, e dentro un appartamento. La casa è molto ordinata e ben tenuta, con diverse foto di famiglia su un comodino nel soggiorno, quindi ci spostiamo all'interno di una stanza... che somiglia ad una palestra. Su un tappetino di gomma troviamo infatti una donna intenta ad allenarsi. E non è una donna qualunque, è Lisa Araki, altrimenti nota come LISALISA.

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La lottatrice della GW e attuale General Manager di Frontline sta facendo flessioni con aria estremamente concentrata.

???: ママ? (Mamma?)

Lisa si volta, non smettendo di fare flessioni, verso il figlio, il piccolo Yukio.

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Il bambino è seduto ed osserva la mamma, che adesso si alza e si avvicina a lui.

LA: はい、それは何ですか? (Sì, cosa c'è?)

Il piccolo sporge le braccia verso la madre, che senza dire niente gli sorride e lo solleva, tenendolo in braccio.

LA: 私はこれをやってはいけない , あなたは今大きな男の子です! (Non dovrei farlo, sei grande adesso!)

YK: それはいいですね (Mi piace!)

Lisa sospira.

LA: あなたは不可思議です (Ah, sei impossibile...)

All'improvviso si sente bussare alla porta. Lisa alza un sopracciglio per poi far scendere il figlio e raggiungere la porta d'ingresso che non appena aperta ci mostra Samantha Hart.

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La giapponese sgrana gli occhi nel vedere Samantha ad Osaka, mentre quest'ultima respira affannata.

Samantha: N'ascensore no eh?! E che cazzo...

LA: E' dall'altra parte dell'edificio, Samantha Hart.

Lisa si sporge e indica l'ascensore a Samantha.

Samantha: Fanculo...

Lisa aggrotta le sopraccigilia.

LA: Cosa ci fai tu qui ad Osaka?

Samantha: Ero venuta per comprare un fumetto rarissimo che viene venduto da un tizio di colore, ma purtroppo quando gli ho chiesto se lo aveva lui mi ha risposto che gli "manga".

Sorriso divertito da parte di Samantha mentre Lisa la osserva interdetta.

LA: Eh?

Samantha: Scusami, la troppa vicinanza con Alex non mi fa bene. Comunque Lisa, rispondendo seriamente alla tua domanda, Chris ha una difesa del FWP World Heavyweight Championship proprio qui a Osaka contro qualcuno il cui nome l'ho rimosso l'istante esatto in cui me lo ha detto, quindi ho colto la palla al balzo per farmi una vacanza è staccare un po' dalla solita routine.

Piccola pausa da parte di Samantha.

Samantha: Posso?

La Hart Princess indica con lo sguardo l'interno dell'abitazione, e la giapponese dopo qualche istante d'esitazione annuisce leggermente. Le due entrano in casa e raggiungono il soggiorno, con Samantha che subito si guarda intorno interessata.

Samantha: Bella casa Lisa, si vede che ci tieni.

La ex Luchadora rimane con le braccia conserte.

LA: Grazie...

La canadese continua a guardarsi intorno quasi ignorando lo sguardo sospetto di Lisa.

Samantha: Sai Lisa, capisco perfettamente la tensione del momento. D'altronde ti è appena entrata in casa una delle persone più infide e bastarde che abbia mai messo piede in TWC, anzi forse la più infida e bastarda visto che l'unica concorrenza che ho viene dal tuo connazionale ormai diventato un mezzo frocetto, e tra le foto di famiglia che vedo qui e quello sguardo che mi stai rivolgendo scommetto che tuo figlio è qui e ora stai provando un certo timore per la sua incolumità.

Sospiro da parte di Samantha mentre Lisa non le toglie gli occhi di dosso.

Samantha: Tranquilla Araki, fermo restando che non farei mai del male a un innocente, non sono qui per portare ostilità, tutt'altro.

Lo sguardo delle due si incrocia.

Samantha: D'altronde abbiamo una nemica in comune, no?

Lisa piega la testa verso sinistra.

LA: Quale dei tuoi tanti nemici?

Samantha fa spallucce.

LA: Già, lo so. Comunque, prima che ti cacci via, dimmi cosa vuoi e come hai fatto a trovarmi.

Samantha: Pff, il tuo indirizzo dici? Andiamo Lisa, sono riuscita a ottenere un sextape di Alisa, ti pare che non riesca a trovare la casa di Lisa Araki.

Lisa osserva interdetta Samantha.

Samantha: E se l'ho voluto trovare è per il semplice fatto che mi trovavo a Osaka e l'aver ripensato alla sconfitta patita con quel castoro rosicchia tronchi di carne mi ha fatto venire in mente te e il trattamento che lei e il suo cagnolino da passeggio ti hanno riservato.

The Best In The Ten Universes arriccia le labbra all'insù.

LA: Oh, quindi è per questo che sei qua.

Lisa si appoggia al muro.

LA: E se ti dicessi che non ho bisogno dell'aiuto di una che ha cercato più volte di prendere il controllo dei posti in cui è stata per battere una donna disonorevole e il suo cane da guardia?

Samantha: Non è questo che sono venuta a proporti, so che puoi batterla da sola, se sono venuta qui è perch...

Ma ecco che l'attenzione di Samantha viene attirata da Yukio che sta osservando le due da dietro lo stipite della porta. La Hart Princess accenna un sorriso.

Samantha: Complimenti.

Lisa sussulta.

Samantha: E' davvero un bel bambino.

Solo ora Lisa nota la presenza del figlio e immediatamente si rivolge a lui.

YK: ママ、彼女は誰ですか? (Mamma, chi è lei?)

Lisa si avvicina a Yukio.

LA: あなたの部屋に行って、今すぐ (Vai in camera tua, adesso.)

YK: しかし、ママ! (Ma mamma!)

LA: この瞬間!! 私に違反しないでください!! (In questo istante! Non disobbedirmi!)

Il bambino si allontana mentre Lisa torna a guardare Samantha.

Samantha: Pensavo fosse tanto per dire, ma è vero, un figlio ti cambia la vita. Se tu o chiunque altro in TWC vedesse il modo in cui sono diversa quando sto con Ellie penso proprio che non mi riconoscerebbe. A volte non mi riconosco nemmeno da sola, quindi figuriamoci.

LA: Taglia corto, Hart. Cosa sei venuta a fare?

The Style Setter alza un sopracciglio.

Samantha: Tu devi essere una a cui non piacciono i preliminari eh?

Sguardo gelido da parte di Lisa mentre Samantha sospira.

Samantha: E va bene, se proprio non riesci a rilassarti un minimo ti dirò cosa mi è venuto in mente e poi alzerò i tacchi.

Piccola pausa da parte di Samantha mentre Lisa la osserva impassibile.

Samantha: Come tu ben saprai io sono stata General Manager sia a Violence e sia a Breaking Point, ruolo che adesso tu hai a Frontline almeno per un'altra puntata.

LA: E con ciò?

La Hart Princess fa un sorrisetto.

Samantha: Semplice Lisa, la stronza ti ha aggredita a due settimane da Nemesis pensando di poterti in qualche modo indebolire sia fisicamente che moralmente, quindi penso che non ci sia nulla di male se tu la ripaghi della stessa moneta, magari mettendola in un match a Sunshine contro di me.

Leggero sorriso da parte di Samantha che sposta una ciocca di capelli dall'orecchio che vediamo essere bendato.

Samantha: Dopo quello che mi ha fatto a Indoor War direi che ho una gran bella voglia di fargliela pagare cara, quindi io la massacro a Sunshine e mi prendo la mia vendetta, mentre tu abbatti ciò che ne resta di lei a Nemesis laureandoti al contempo Queen Of TWC.

LA: Con il tuo stiramento al braccio destro?

Samantha sbatte le palpebre. Lisa sorride.

LA:
Come vedi anche io so qualcosa di te. Ho letto il tuo reperto medico dopo il tuo incontro con Alisa. Con un braccio in quelle condizioni come puoi sperare di combattere?

Samantha: Ho fatto il culo ad Alex e Chris in un Hell In A Cell con una gamba spappolata, pensi che un braccio malandato possa impensierirmi minimamente?

LA: I medici ti hanno dichiarata non idonea al combattimento, quindi non posso andare contro delle decisioni del genere. E inoltre, sono sicura di riuscire a battere Alisa Drake senza aver bisogno di ricorrere a questi giochetti.

La Hart Princess sbuffa.

Samantha: No, non la batterai. E non dico questo perché non ne sei in grado, ma perché quando combatti con Alisa affronti due persone, non una. Quindi io ti consiglierei di usare Sunshine come un esempio di ciò che le accadrà a Nemesis, e se non sarò io la sua avversaria puoi comunque mandarle contro qualcun'altra in attesa del momento opportuno per colpirla.

The Best In The Ten Universes alza le sopracciglia e accenna un sorriso beffardo.

Samantha: Chris ha molti difetti, ma è bravo a fare il padre e ha una frase ad effetto che mi piace molto, ovvero what goes around comes around, quindi vedi di capitalizzarla al meglio e vedrai che in men che non si dica la gente si rivolgerà a te chiamandoti Sua Maestà.

Sguardo d'intesa tra le due.

Samantha: Beh, quello che avevo da dirti te l'ho detto, ci si vede direttamente al prossimo Indoor War mi sa. Stammi bene Lisa.

Detto ciò Samantha si incammina verso l'uscita. Lisa sbuffa.

LA: Aspetta.

La Hart si volta.

LA: Forse mi pentirò di quello che sto per fare, ma non posso continuare a farmi nemiche o ad allontanare tutte le mie colleghe. Non mi ha fatto grande bene, in passato. Aspetta qui.

Samantha non sembra capire, mentre Lisa si avvia verso i corridoi interni. Si sente del vociare, poi dei passi, ed infine Yukio entra nel soggiorno, accompagnato dalla madre.

LA: Lei è una collega, Yukio.

Il bambino sorride, avvicinandosi a Samantha. accompagnato dalla madre. La Hart Princess si inginocchia per guardare il bambino dritto in faccia.

Samantha: Cavolo, in giapponese conosco solo parolacce... Ehm... Konniciwa... L'ho detto male eh?

Risatina da parte di Lisa che si accovaccia per prendere il figlio per le spalle.

LA: 彼女に挨拶を教える (Insegnale a salutare.)

Il bimbo ride leggermente:

YK: こんにちは! (Ciao!)

Sia Samantha che Lisa sorridono.

LA: おもちゃを持って遊びに行く (Adesso va a giocare coi tuoi giocattoli.)

La lottatrice giapponese accompagna il piccolo nella sua stanza, poi torna da Samantha, che nel frattempo si è seduta di nuovo sul divano, e si mette accanto a lei.

LA: Hai ragione, sai? Un figlio ti cambia davvero la vita.

La nipponica sorride, osservando la collega.

LA: Mi dispiace per come mi sono comportata prima con lui, dimenticavo che fossi anche tu una madre... e fa strano dirlo, considerando il tuo passato. Come sta tua figlia, a proposito?

Samantha sorride leggermente, morsicandosi il labbro.

Samantha: Tranquilla, al posto tuo avrei reagito ugualmente se si fosse presentata a casa mia una con il mio passato. Comunque rispondendo alla tua domanda, Ellie è in gran salute, ora è con l'altra Ellie che in pratica le sta facendo da sorella maggiore e bada spesso a lei quando sia io e sia Chris non ci siamo. Sai, viviamo tutti e quattro nella stessa casa, e qualche volta viene a trovarci anche Alex. A modo nostro siamo una famiglia, ed è tutto merito della mia piccola Ellie. Se non fosse stato per lei non avrei mai chiarito con Alex, non avrei mai conosciuto così intimamente Ellie Hart, non avrei mai riallacciato il rapporto di amicizia che c'è tra me e Chris, e, specialmente, non sarei viva in questo momento. E' vero, mi ha... ci ha cambiato la vita, a tutti noi. Dovresti vederla Lisa, quando mi guarda con quegli occhioni e quasi vorrebbe parlare mi rendo conto che la sua esistenza è un miracolo e che il passato è davvero alle spalle, la adoro così tanto e...

La Hart Princess continua a parlare alla giapponese che intanto l'ascolta interessata, passandole un braccio attorno alle spalle e sorridendo, e piano piano audio e immagini sfumano via.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 01/10/2017, 19:51 
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É sera tardi, e casa Lestrade è fiocamente illuminata. Solo nella camera da letto ci sono due abat-jour accese, a fianco del letto matrimoniale, su cui è seduta Beverly Bailey.

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La rossa indossa una canottiera scollata con le spalle strette ed un paio di slip rossi. Da una porta a fianco compare Viola Vixen, che indossa solo una enorme maglietta dei No More Heroes, che le arriva poco sopra il ginocchio, è un paio di ciabatte di pelo rosa.

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La mora ha i capelli raccolti in una coda, a parte una ciocca che le cade dolcemente sulla fronte. La ragazza si stiracchia, sfilandosi le ciabatte e buttandosi sul letto, coricandosi e abbracciando la rossa, tirandola con sé. Viola appoggia le labbra su quelle di Bev, ma la rossa di scosta subito, girandosi di schiena.

VV: Cosa c'è?

BB:Niente, lascia perdere. Buonanotte.

La Vixen si struscia contro la spalla della rossa.

VV: Bev, non hai mai rifiutato un mio bacio. Dimmi.

Bev si gratta il braccio.

BB:Sono solo incazzata per il match. Non ne vale la pena di discutere, domattina mi sarà già passata.

VV: Per il match? Cosa c'è che non va nel match?

BB:Il risultato. Come in praticamente tutti gli altri cazzo di match che facciamo.

VV: Sì, abbiamo perso, ma abbiamo lottato bene. È stato un grande match, non c'è vergogna in perdere un match del genere.

BB:C'è vergogna in ogni sconfitta, specialmente in questa. Il risultato del ring decide tutto: loro hanno vinto, noi abbiamo perso. Loro sono nella ragione, noi nel torto. Loro sono migliori di noi che siamo le solite perdenti.

Viola scuote la testa, girando Beverly.

VV: Non è vero che siamo delle perdenti. Stiamo lottando per un cambiamento, e i cambiamenti sono difficili e lunghi. Ma noi non ci fermiamo per una sconfitta, giusto?

BB:Non capisci, Vi. Non è una sconfitta, è una marea di sconfitte. Questa è soltanto la punta.

Viola improvvisamente si alza, sciogliendosi la coda con un movimento della mano.

VV: E pensi che non lo sappia? Credi che mi piaccia perdere tutti questi match? Però non mi lascio influenzare e continuo a combattere. Non serve a nulla incazzarsi.

BB:E continuare a testa bassa come non fosse successo nulla serve a qualcosa? Perché se continuiamo così non andiamo da nessuna parte.

VV: Io non sto continuando a testa bassa. Mi sto impegnando sempre di più, sto lottando per migliorare sempre.

Viola si tira la maglietta con le mani, allungandola quasi fino alle ginocchia.

VV: Entro ogni volta sul ring per vincere, e non ho intenzione di prendere alcuna scorciatoia per farlo. Voglio che tutti sappiano che siamo le migliori quando vinciamo i match. Voglio che tutti sappiano che Viola e Beverly sono la cosa migliore capitata al wrestling.

Beverly si tira su sul letto, a sedere con la schiena poggiata alla testata del letto.

BB:E io voglio prendere ogni cazzo di scorciatoia esistente, voglio essere il loro cazzo di incubo, voglio vedere le teste esplodere ad ogni mia vittoria.

La rossa rimane in silenzio, grattandosi insistentemente il braccio.

VV: Ma non possiamo farlo, Bev. Non ci ha mai portato da nessuna parte. E non ci può portare da nessuna parte.

Viola sospira, tornando sul letto.

VV: Io e te siamo due cattive ragazze, e ti amo proprio per questo. Ma dobbiamo stare dalla parte giusta. Come due dee della giustizia. Spietate, inflessibili, ma giuste.

BB:E questo dove ci sta portando? Ti stai ammorbidendo troppo, Vi. Pensi che l'amore risolva tutto e che alla fine vissero tutti felici e contenti?

VV: Io voglio il mio felici e contenti Bev. E sei tu il mio felici e contenti.

Viola afferra la mano con cui Beverly si sta grattando e la allontana dal braccio, appoggiando la mano sulla pelle che si è arrossata.

VV: Io non voglio rimpiangere nulla di quello che farò con te, neppure su un ring di wrestling. E credimi, il mio più grande sogno è baciarti quando avremo vinto il nostro primo titolo insieme. Ma dobbiamo farlo senza dubbi, senza problemi. Io voglio che tutti sappiano che sei la migliore lottatrice di sempre. Io sento il fuoco sotto la pelle ogni volta che sento qualcuno che non ti apprezza. Non voglio che sia così. Non voglio che qualcuno possa dire nulla di male su di te. Perché tu sei perfetta, e mi distrugge vederti mancata di rispetto.

La rossa stringe la mano della compagna nella sua, fortemente. Con l'altra le afferra le guance e la avvicina a sé, parlandole con gli occhi spalancati ed i denti serrati.

BB:Io non credo nel felici e contenti. Anche io sento il fuoco sotto la pelle ad ogni insulto ricevuto, ma è il fuoco della passione, è un fuoco che mi riscalda e mi fa andare avanti. Godo ad ogni insulto e minaccia ricevuta perché so che sto andando nella direzione giusta. Io voglio che TUTTI possano dire male su di me perché non sono perfetta, sono una cattiva. Sono una cazzo di villain, ed il male ha sempre ragione.

Viola stringe a sua volta la mano di Beverly, avvicinandosi ancora di più alla rossa.

VV: Non per me. Non per me. E io ti conosco più di chiunque altro. Tu non sei una villain, e non la sarai mai. E io non penso che tu non creda nel felici e contenti. Non posso credere che tu non ci creda. Non dopo i baci che ci siamo date, e le notti che abbiamo passato insieme. Non dopo quello che mi hai detto. E sei perfetta, Beverly, che tu cerchi di nasconderlo o meno. Sei la donna più bella del pianeta, sei la donna più talentuosa del pianeta, sei la donna più intelligente del pianeta. E io voglio essere la tua eroina e voglio che tu sia la mia. Ci credi? Quando ti guardo negli occhi non vedo una villain, assolutamente. Vedo la persona più bella che io abbia mai incontrato.

Beverly si avvicina ancora di più,a guarda con occhi di fuoco e fa scontrare la fronte con la sua.

BB:Hai bisogno di un paio di occhiali perché pare tu guardi il mondo come se fosse un cazzo di romanzetto rosa. Io non voglio che tu sia la mia eroina, non ho bisogno di una fottuta eroina. A me gli eroi fanno schifo, perché sono una bugia.

La londinese alza le mani congiunte a quelle di Viola e le sbatte contro la testata del letto, spostando all'indietro Viola.

BB:I Villain invece sono sinceri. C'è bisogno di più cattivi al mondo, di cattivi veri.

Beverly si mette a sedere sopra le gambe di Viola. La Vixen inarca la schiena e appoggia il suo corpo contro quello della rossa, ringhiando.

VV: Io sono sempre sincera con te. Tu sai tutto di me. E il mondo non ha bisogno di più cattivi. Ha bisogno di più persone come me e te.

Viola improvvisamente si gira, ribaltando le posizioni fra lei e Beverly e appoggiandosi ancora di più.

VV: E forse ho bisogno degli occhiali, davvero. E forse davvero non hai bisogno di una eroina, ma io ho bisogno di te, come della cazzo di aria che respiro. Non posso pensare di passare un giorno della mia vita sapendo di non averti. Perché tu sei mia e soltanto mia, hai capito?

La Vixen ringhia ancora più forte.

VV: E tu hai bisogno di me nello stesso identico modo, e voglio sentirtelo dire. Voglio sentirti dire che sei di mia proprietà e che hai bisogno di me. Non vuoi una eroina? Io sarò la tua villain. Ma solo la tua.

BB:Solo mia? E che mi dici di Arthur? O di Jimmy e chissà quanti altri tizi vuoi scopare e trasformare con la tua magia dell'amore?

La rossa attorciglia le gambe attorno alla vita della compagna. Le poggia le mani sul petto e si dà la spinta portando la mora sdraiata ai piedi del letto con lei in cima.

BB:Sì, ho bisogno di te. Ne ho bisogno come un cazzo di drogato con la sua dose. Ma io non voglio essere solo un cagnolino che si fa portare a spasso. Voglio essere alla pari, voglio stare sopra. Se vuoi che io sia di tua proprietà esclusiva esigo lo stesso da te.

Ancora una volta Viola si rigira, portando Beverly con le spalle a terra, poi poi afferrarle la canottiera e strapparla a metà, inchiodando poi la rossa al terreno con un ulteriore ringhio e bloccandole le braccia, mentre lei le passa le gambe intorno alla vita.

VV: Ma è quello che sei. La mia cagnetta. E io sono tua, completamente tua da sempre, ma io sono la padrona e tu la schiava. E lo sai perché? Sai perché è così? Perché in realtà ti piace. È quello che vuoi. Sei sempre stata quella in controllo, per tutta la tua vita, e io te l'ho preso. E ti piace, e lo sai perfettamente.

Viola si sfila la maglietta, gettandola sul letto.

VV: Io sono tutto quello che non ti sei mai permessa, e lo sai. E mi ami perché mi odii. Nessun'altra persona potrebbe fare quello che ti faccio io. Ma io posso, non è vero? Ed è per questo che ti piaccio.

Viola da un bacio alla rossa, forzandone le labbra, poi le appoggia la fronte contro quella della rossa.

VV: Te l'ho detto, io sono la tua villain, e non avrai da me quello che vuoi, ma io avrò quello che voglio da te. E te l'ho detto che sono una cattiva ragazza, giusto? Vuoi vedere fino a quanto posso essere cattiva?

Beverly morde le labbra di Viola poggiate sopra le sue e sorride.

BB:Non aspettavo altro, riducimi in lacrime.

Beverly morde il collo della compagna e le pianta le unghie nella schiena.

BB:Tu mi darai esattamente quello che voglio, perché vederti cattiva è la cosa che più voglio al mondo. Fanculo al felici e contenti, fanculo al mondo. Tutto quello che conta ora siamo io e te.

La rossa ore morde un capezzolo di Viola guardandola negli occhi con sguardo furbo. La Vixen lascia andare un mugolio, che si trasforma rapidamente in un ringhio sommesso. La mora poi afferra le mutande della compagna e le strappa, per poi affondare i denti nella spalla della rossa.

VV: Voglio che tutti sentano che sei la mia schiava. Devi urlarlo a pieni polmoni, è chiaro?

Viola afferra per la testa la Bailey, sollevandola e gettandola sul letto, per poi bloccarla di nuovo, questa volta portandole le mani alla gola e stringendo mentre la bacia.

VV: Contiamo solo io e te. E lo abbiamo sempre fatto. E oggi mi prenderò ogni centimetro del tuo corpo, della tua mente e della tua anima.

La Vixen sorride a sua volta, leccandosi le labbra.

VV: E ti prometto che dopo che a breve, oltre a scoparti in ogni modo possibile, lo farò mentre hai la cintura di campionessa TWC alla vita. Di chi sei tu?

Beverly si lascia scappare un mugolio di piacere ed urla battendo le mani sulle lenzuola.

BB:Tua, solo tua!

Viola blocca con ancora più forza la rossa, e si intreccia a lei in un nodo di carne.

VV: Stanotte non dormirai, per cui terrai sveglio tutto il condominio. Domani non devi più avere voce, oltre a non poter più camminare. Fanculo al mondo, fanculo al vissero felici e contenti, l'unica cosa che ti deve importare è fare felice me. Chi è la tua padrona?

Beverly si dimena ma Viola la blocca completamente e le stringe una mano attorno alla gola. Il volto di Beverly diventa violaceo.

BB:Viola! VIOLA VIXEN È LA MIA PADRONA!


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 02/10/2017, 22:19 
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[Passi su legno ritmici, respiro leggero, fruscio di una vestaglia]-Viola, sei in casa?

[Rumore di traffico]-No, sono ancora in giro.

-Bene. Volevo solo dirti che il piano ha funzionato.

-Brunild si è tranquillizzata?

[Voce maschile appena udibile]-Ti saluta Leonard. Dice che le sei piaciuta nel match, e dice che basta nominarti a James per vederlo cambiare espressione.

[Risata argentata]-Grazie Leonard. Cercherò di passare a salutare Jimmy, questa settimana. Deve ancora restituirmi una cosa. Brunild?

-Sì, è decisamente più tranquilla. Beverly?

-Non è contenta, anzi, ma sembra essere più tranquilla nei confronti di Brunild. Non credo penserà a lei per un po'.

-Hai avuto problemi? Avete litigato?

-No, non ti preoccupare. Non potrebbe andare meglio fra di noi.

-Bene, non volevo che il vostro rapporto finisse rovinato da questa idea.

-Non ti preoccupare, davvero, non è una sconfitta che può rovinare un amore del genere.

-Sei tenera. Ma non le hai detto che sei stata tu a darmi l'idea di tornare, vero?

[Silenzio]-No, non ancora. Fra qualche tempo lo saprà, ma adesso otterrebbe solo l'effetto di farle perdere il controllo di nuovo. E non voglio che vada a distruggersi di nuovo con Brunild.

-Fai bene. Non ne può uscire nulla di buono fra uno scontro fra quelle due.

-Sì, per questo ti ho chiesto una mano. Serviva qualcuno che potesse tenere tranquilla Brunild, e io non ci riuscivo.

-Hai fatto bene a farlo. Il wrestling mi mancava.

-E hai intenzione di rimanere?

-Sì. C'è bisogno di me.

-Sì, c'è bisogno di te. Anche se Elektra non è una cattiva campionessa.

-Ma non basta. Dobbiamo fare del nostro meglio.

-Lo faremo.

-Assolutamente.

[Rumore di portone che si apre.]-Sono quasi in casa.

-Ok. Ah, io non ho intenzione di dire nulla a Brunild. Se lo venisse a scoprire impazzirebbe.

-Non ti preoccupare, non uscirà nulla da me e Beverly. Te lo garantisco.

[Risata]-Sei davvero dolce.

[Risata]-Grazie.

-Sappi che potrei concederti un Match, prima o poi.

-Ci conto. Adesso non potrò più risponderti per un po'. Ti voglio bene.

-Ok, se hai bisogno scrivi. Ti voglio bene.

-Certo. A dopo.

-A dopo.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 08/10/2017, 20:31 
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AARON SCOTT
24.11.1950
06.10.2017
S.T.T.L.


Una lapide. Tutt'attorno c'è terra e silenzio. Con la mano viene raccolto del terriccio e fatto poi ricadere sul suolo, dinnanzi alla pietra sepolcrale.

Immagine

Cornelia, in ginocchio, osserva la lapide, gli occhi gelidi. Sfiora la pietra con la sinistra che poi finisce a terra chiudendosi a formare un pugno.

Cornelia: Non ho iniziato io questa guerra, né l'ho cercata; ma sono stata io a finirla.

Una smorfia di soddisfazione riga il suo viso.

Cornelia: Ora, finalmente, tornerò a casa, senza preoccupazioni, senza dubbi, paure, senza di te. Perché tanto mi hai dato e un tempo ti avevo a cuore, ma ciò che abbiamo iniziato insieme, io e soltanto io sono destinata a completarlo. Te l'avevo detto, ripetuto più e più volte, ma tu non mi hai ascoltato e dunque eccoti qua, a pagare il caro prezzo della tua arroganza.

Sospira.

Cornelia: Addio.

Rapida, Cornelia si alza in piedi volgendo le spalle alla pietra tombale. Si ferma, dunque ancora una volta rivolge il capo là, su quell'anonima lapide.

Cornelia: Ma rallegrati e sii orgoglioso di me, almeno un po', perché non sono stata certo la prima fra i tuoi allievi a rivoltartisi, ma sono stata l'unica che ha avuto la forza, il coraggio di terminarti. D'altronde una promessa è una promessa, me l'hai insegnato tu.

Sorride, si china e con la destra dà un bacio sulla lapide, dunque si rialza e se ne va, senza più guardarsi indietro.


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