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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 24/12/2016, 16:01 
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Birth of the Last Hero
Or
Apocalypse Eve


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Siamo in un corridoio del Fairview Hospital di Cleveland. A passo svelto, una figura in felpa, cappello con la visiera bassa e pantaloni sportivi, con una valigetta in mano, cammina guardando i numeri delle stanze. Arrivata alla numero tredici si ferma e si aggiusta il cappello.

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Andy Moon sospira, poi entra. All'interno, sul lettino, Kevin Manson fissa il muro davanti a se con aria assente.

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Lo sguardo di Kevin si sposta su Moon, impassibile.

AM: Buon pomeriggio, Manson. O Myers, non so come tu ti voglia far chiamare.

Andy si aggiusta di nuovo la visiera.

AM: Ero passato a fare visita a Lucy, poi mi hanno detto che eri qui. E ho trovato utile venirti a parlare.

Kevin fa una smorfia.

AM: Vedi Manson, se dovessi restituirti cos'hai fatto a me, in questo momento dovrei assaltarti sbatterti molto forte contro il muro e poi contro tutte le apparecchiature che ci sono in questa stanza. Ma non lo farò.

Andy poggia la valigetta per terra.

AM: Abbiamo camminato su sentieri sia vicini che lontani allo stesso tempo, Manson. Dopo quest'estate, speravo davvero che ci fosse qualcosa di te da salvare. Da capire. Ma non c'è più niente da capire. O da salvare. Anzi. Qui, in qusta stanza, c'è solo una persona che va fermata. Subito. Ti spiego.

Moon apre la valigetta.

AM: Io ora ho questo.

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AM: Sai che significa qusto? Significa che ho delle responsabilità. Responsabilità.

Moon guarda il TWC World Heavyweight Title.

AM: Sai chi altro è uscito campione da Zero Hour, oltre a me? Boom. Thunder. Morgan. Gente di livello infimo. Gente a cui tu hai deciso di accostarti, ormai.

Il ragazzo si mette la cintura in spalla.

AM: Non è così?

Il Painmaker chiude gli occhi, prendendo un profondo respiro.

KM: Prima di tutto: il mio nome è Kevin Manson, Scrull.

Manson incrocia lo sguardo del ragazzo di Savannah.

KM: Sai, io speravo che tu vincessi quella cintura. Non l'ho mai nascosto. Ti direi che sono felice per te, ma... Non è così.

Kevin sorride.

KM: Io sono felice che tu abbia quella cintura perché adesso Jaeger è nudo e potrà tornare ad essere la mancata promessa che è sempre stata. Io sono felice perché ora spero con tutto me stesso di avere un campione che sprechi meno tempo in inutili chiacchiere ed interazioni con qualsiasi membro del roster. E proprio quando cerco di convincermi di questa cosa, arrivi tu. A provocarmi, a mostrarmi il tuo nuovo giocattolo, a dirmi come potresti farmi del male in questo momento. Io sono qui, tu sei qui. Nessuno ti impedisce di farlo.

L'Animale lascia passare qualche secondo, continuando a sorridere.

KM: Esatto. Andy Erick Scrull, tu non vuoi colpirmi. Tu sei venuto qui perché non riesci ad accettare qualcosa che riguarda noi due. E' per caso il fatto che il tuo match sia stato completamente oscurato dalla battaglia più violenta della storia della TWC? E' per caso il fatto che a nessuno interessasse chi fosse il vero simbolo del bene tra te e Sig, ma chi fosse il diavolo tra Manson e BlackBlood? E' per caso il fatto che io abbia manipolato il tuo maestrino, Leonard? No. Non è nulla di tutto ciò. Tu sei qui per una cosa ed una cosa soltanto, Scrull: tu sei qui perché ti ho lasciato una ferita che non scomparirà mai. Tu sei qui perché ho preso la tua fiducia e l'ho distrutta in mille pezzi senza il minimo rimorso. Tu non sei qui perché devi fermarmi. Tu sei qui perché devi fermare lo sfregio che ho lasciato nella tua anima.

AM: Sbagliato.

Moon osserva Kevin, senza tradire alcuna emozione.

AM: Ammetto di essere stato male. Tuttavia, col tempo, sono riuscito ad isolare e uccidere qualsiasi emozione che provassi nei tuoi confronti. Anche la rabbia o la sete di vendetta.

Moon scuote la testa.

AM: Il che mi permette di realizzare lucidamente cosa fare ora. Che è molto semplice. Io sono il bene. Tu sei il male. E io devo distruggerti. Quella gente ha bisogno di vedere che la speranza non è morta, che c'è ancora un ultimo eroe in piedi. E quell'ero sono io. Non è una caso se Sigfried è caduto contro di me, e non contro un mostro.

Moon fa spallucce.

AM: Devo farlo adesso, che la situazione è critica. Io credo nei miei ideali, e devo fare in modo che la gente creda in me. E per fare ciò, devi cadere. E cadrai, come sei caduto a Zero Hour. E anche a Nemesis, solo che non te ne rendi conto.

Moon sorride.

AM: Dopotutto, Kevin Manson è morto a Frisco.

KM: NO!

Kevin ha un moto di rabbia, che gli causa dolore.

KM: KENNETH MYERS E' MORTO A FRISCO! QUELLO CHE HAI DAVANTI E' KEVIN MANSON! QUELLO CHE TI HA MASSACRATO NEL BACKSTAGE E SI E' GODUTO OGNI SINGOLO SECONDO E' STATO KEVIN MANSON, NON DIMENTICARTELO MAI!

Il Tear Suppressor, il volto rosso e come dilaniato da una smorfia rabbiosa, respira pesantemente.

KM: Hai ragione, Scrull. Io sono il Male. Io sono il Dolore. Io sono tutto ciò che le persone come voi, le persone di questo mondo imperfetto troveranno dannoso. La mia presenza preclude la vostra gioia. La mia gioia implica la vostra sofferenza. Ma non ho più intenzione di mettere a tacere il mio istinto di autoconservazione, no: io sono qui per portare l'Apocalisse.

Kevin digrigna i denti.

KM: Io ho assaporato il piacere di mettere a nudo il segreto più intimo di un mio nemico. Io ho assaporato il piacere di demolire lentamente le due persone che consideravo i miei migliori amici. Io ho assaporato il piacere di guardare negli occhi la ragazza più buona che si possa immaginare, Lucy Fisher, e vedere i suoi occhi carichi di fiducia spalancarsi per il dolore e diventare vitrei all'improvviso. Io ho assaporato il piacere di averla quasi uccisa e di dare ad un bambino il peggior benvenuto possibile al mondo esterno. Io ho assaporato il piacere di diventare un mostro, di fare cose il cui solo pensiero mi avrebbe fatto accapponare la pelle. E ci ho preso gusto, anzi, ci abbiamo preso gusto.

L'Animale comincia a ridere a bassa voce, poi il tono si alza fino a diventare sguaiato.

KM: QUESTO SIGNIFICA DIVENTARE UN SIMBOLO! Un simbolo del male. E fidati di me quando ti dico che no, tu non sei un simbolo del bene. Tu non sei la mia Nemesi. Tu non sei al mio livello. Ma hai qualcosa che vorrei regalare ad una certa persona.

Manson punta il TWC Championship con l'indice.

KM: Sono sicuro che troveremo un modo per venirci incontro, specialmente in nome della nostra idilliaca amicizia.

Andy alza le sopracciglia, poi scoppia in una gelida risata che dura per qualche secondo.

AM: Quindi TU saresti il "vero" Kevin Manson? Ma che ottimo biglietto da visita!

Moon scuote la testa, ancora sorridente.

AM: Un uomo piagnucolante su un letto d'ospedale, che non può agitarsi più di tanto perché troppo ferito. Un uomo che, pur dicendosi appena nato, ha già fallito tutto. Quindi tu avresti esposto BlackBlood, eh? Beh, domandati perché sono venuto da te e non da lui, allora.

Il TWC World Heavyweight Champion si fa più serio.

AM: Forse hai ucciso BlackBlood, e hai perso il match. Hai fallito nella tua prima missione e lascia che io ti dia una piccola anticipazione: fallirai anche la seconda, la terza e la quarta. Perché se questo è Kevin Manson, il suo unico destino è il fallimento. Mentre io, che "non sono un vero simbolo", sono qui davanti a te con il titolo "giocattolo", che però desideri, sulla mia spalla.

Moon si passa una mano fra i capelli.

AM: Hai un match per questo titolo il 13 Gennaio. Ne ho già parlato con Brown, non era contento ma quando gli ho spiegato le mie motivazioni ha acconsentito. Devo subito provarmi.

Attimo di silenzio

AM: Non pensare che io ti stia facendo un regalo, Kevin Manson. Non è nemmeno un atto di pietà, anzi. Non è in nome di nessuna idilliaca amicizia. Come ho detto, Kevin è già morto e sepolto da tempo, rimpiazzato da un miserabile codardo e fallito. E sto per esporre ulteriormente quel fallito, per dimostrare quanto in realtà sia debole il male in questo particolare momento. Perché nel momento in cui tu perdi, che speranza possono avere i Morgan e i Big Black Boom?

Andy alza un angolo della bocca. Kevin fa una smorfia.

KM: Nessuno. Quello che non comprendi è che il Male combatte sempre per sé stesso. Quello che non comprendi è che Morgan, Keenan o Boom non saranno mai dei simboli. Sono uomini consci dei propri limiti che agiscono scegliendo la via più facile. Il Male, anzitutto, non ha limiti. Il Male non coincide sempre con la strada più facile, anzi. Continui a parlare del codardo che hai di fronte, ma stai semplicemente ragionando per stereotipi: non mi pare di averti dovuto attaccare alle spalle per farti strisciare come un verme. Il tuo amico Kevin non è mai morto: ha semplicemente trovato qualcosa in cui credere davvero. Ha trovato il pezzo mancante del puzzle. E non c'è più posto per nessuna tessera fuori posto, te compreso.

L'Animale ridacchia.

KM: Parla di fallimenti finché vuoi, Andy. Non mi tange. Ho già sviscerato nella mia mente quel match e le sue ripercussioni, e non posso che essere contento. Se ho perso è semplicemente perché il limite fisico del mio corpo mi ha impedito di continuare, altrimenti il mostro che ho scelto di diventare mi avrebbe sorretto fino alla vittoria. Ora non devo fare altro che superare quel limite. Per fortuna, non ho fretta: in fondo, sto semplicemente affrontando Andy Moon. Un eroe per caso, che durerà meno di James Douglas.

Kevin fa un occhiolino a Andy.

KM: E poi, proprio il tredici? Audace, Scrull. Audace.

Moon fa cenno con la mano a Kevin di fermarsi.

AM: Numero uno: non m'interessano i segreti del lato oscuro. Li conosco già. Numero due: divertente come ancora accampi giustifiche. Attaccare me, Michael e soprattutto Lucy è stato da codardi, ed è sotto gli occhi di tutti. Numero tre: io non ti affronterò il tredici, ti umilierò il tredici. Giusto per precisare quanto pietoso sia il tuo teatrino da cavaliere dell'apocalisse.

Andy ripone il titolo nella valigetta.

AM: Mi hai dato tante conferme. La prima è Kevin è davvero morto. La seconda è che il nostro prossimo scontro sarà più semplice del precedente.

Moon alza la valigetta.

AM: La terza è che c'è un'altra persona qui in mezzo. Interessante. Tuttavia, il nuovo Kevin Manson non ha amici, dunque...

Il ragazzo si avvicina alla porta.

AM: ... salutami il fantasma e Kevin, o Kenneth come lo chiami tu, quando li vedi. I calci che stai per ricevere sono diretti anche a loro. Soprattutto a Kevin.

Andy strizza gli occhi e fa per uscire.

KM: Scrull!

Moon alza leggermente le sopracciglia, fermandosi. Sul volto di Manson si allarga un sorriso.

KM: Stai attento. La prossima volta che torni in questo ospedale, al piano di sopra al posto di Lucinda potrebbe esserci Yumi. Ammesso e non concesso che non sia troppo tardi e finisca in mezzo ai fantasmi che hai appena citato.

Andy ride.

AM: Ayumi ti prenderebbe a calci nel culo. Ora come ora, anche Alice è in grado di di batterti. Chiunque lo è.

Manson si unisce alla risata collettiva.

KM: E' quello che le dirai quando e se riaprirà gli occhi, ma lo farai senza più nessuna cintura alla vita.

AM: Contaci, mostro. Buon Natale.

Moon esce dalla stanza, mentre le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 24/12/2016, 16:54 
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Opposites II

“Ghost from the past”


Spoiler:
Riassunto con tagli. Visto che sono una persona pigra ho dovuto immancabilmente tagliare alcune parti di quello che era il progetto originale di Opposites. Tra questo episodio e il primo ci dovrebbero essere altri due episodi. Il primo doveva essere incentrato sul rapporto tra Devil e Edwards, che però verrà ripreso in futuro, con James, in carcere, che si discolpava di aver ucciso il padre. Mike, dopo una sfuriata con l’amico di vecchia data, cade nel suo tranello e decide di credergli. L’altro episodio verteva sui problemi psicologici di Michael, tanto che il ragazzo di New York, sotto strenua richiesta della sua amata, decide di andare dallo psicologo e lì ricorda determinati avvenimenti del suo passato. A fine episodio viene a sapere che James è stato assolto dall’omicidio del padre. Con queste premesse state per leggere il secondo episodio ufficioso di Opposites. Se qualcuno vuole avere informazioni in più sa dove trovarmi. Buona lettura… Spero.


09/05/2016 ore: 12:25. Haneda, aeroporto internazionale di Tokyo.

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Le telecamere TWC inquadrano il Terminal 2 di Haneda, l’aeroporto internazionale di Tokyo. Precisamente il Gate F, da qui al momento stanno uscendo i passeggeri del volo American Airlines giunto da qualche minuto a destinazione. Tra diverse persone asiatiche si scorge una figura più alta e dai lineamenti caucasici. L’uomo ha una borsa sulla spalla destra e un trolley nella mano sinistra.

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???: Che c’è ragazzino, il Giappone non ti aggrada tanto?

A un certo punto qualcuno gli si para davanti e lo blocca, i due si guardano per qualche secondo e poi l’uomo di spalle alla nostra telecamera si rivela.

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ME: Tu?! Qui? Fatti salutare testa calda!

JD: Non mi hai mai visto in carne e ossa Michael? Quanto tempo è passato? Due anni? Cristo santo sei cresciuto. E hai anche battuto quel genio di Leon!

Sorrisi e pacche sulle spalle tra i due, che sembrano conoscersi da un po’.

ME: Calma, non ho fatto nulla di particolare. Ho solo fatto il mio lavoro… Peccato non sia servito a nulla?

Michael, scuro in volto, osserva il suo amico.

JD: Ehi! Hai battuto Leon Black! Hai battuto una leggenda di questo sport. Sai quante persone si posso fregiare di questo “titolo”? Pochi, nemmeno io. E io sono considerato alla stregua di una leggenda, ma non ho mai battuto quell’uomo.

Mike scuote la testa.

JD: Ragazzo! Che c’è?

ME: Nulla.

JD: Certo nulla. E io sono il signor Holmes. Su spara.

ME: Penso che la mia vittoria su Leon non valga nulla.

La Submission Machine avvolge sotto il braccio destro Michael Edwards e lo porta via con sé.

JD: Ti va se ci prendiamo qualcosa? Vuoi un caffè ti vedo abbastanza addormentato.

I due si siedo ai tavoli di una nota caffetteria internazionale, ordinano immediatamente e si mettono a nuovamente.

ME: I viaggi intercontinentali non sono il massimo per me. E poi non amo molto il Giappone, tutti uguali, tutti musi gialli…

JD: Spera di non incontrare mai Akuma allora. Sarebbe capace di spezzarti in due e non saresti nemmeno capace di anticiparlo.

Edwards fa spallucce.

ME: Tu e Leon avete un grande rispetto nei suoi confronti. Non vi capirò mai.

Drive fa l’occhiolino al Golden Boy.

JD: Tu non rispetti Murdock?

ME: In parte, è solo un montato con una mantellina di diamanti.

JD: Dovresti farlo visto chi è stato il suo maestro e il maestro del suo maestro.

Sorriso dell’ex lottatore TWNA.

ME: Quindi lo devo rispettare solo perché ho combattuto contro di te? Nah, sai bene che non è ciò che mi piace fare, il rispetto si guadagna sul campo e lui deve ancora mangiarne di pane per arrivare al tuo livello.

Occhiataccia di Drive.

JD: Non parlare così di Lance.

Edwards allarga le braccia.

ME: Sei più pesante di Leonard.

JD: Non sarei uno dei suoi migliori amici, che ne dici?

Drive giocherella con la tazza di caffè, poi osserva il suo amico.

JD: Che ne dici dell’affare Manson-Black? Non ti vedo molto entusiasta?

ME: Se tu lottassi contro Leon il suo ultimo match in carriera, se lo battessi e potessi ambire a qualcosa di più importante. Se potessi essere il nuovo vol…

John Drive alza una mano.

JD: Frena quella lingua ragazzo, sai quanto ci vuole per essere tutto quello che stai elencando? E ti vorrei ricordare che l’ultimo match di Leon, fino a qualche mese fa ero io. Poi pouff, sei spuntato tu. Pensi mi abbia fatto piacere vederti su quel ring con lui?

ME: No.

Drive alza il sopracciglio destro.

JD: Ti hanno mai insegnato che non si interrompe la gente mentre parla?

Piccola pausa del Doctor Death.

JD: Sì, sono stato contento di vederti su quel ring, con quella persona e sai perché? Perché quella è casa sua! Voi giovani siete il suo futuro, siete ciò a cui più tiene in questo business, siete i suoi figli, la sua famiglia putativa. Quindi non puoi prendertela perché ci sarà ancora lui…

ME: Non me la sto prendendo per questo. Pensavo fosse una persona onesta, che mantenesse fede alla parola data e agli impegni presi con i suoi colleghi, invece è bastato un pazzo furioso ed egocentrico a fargli cambiare idea!

Drive scuote la testa.

JD: Mike, Mike, Mike, Mike. Quanto non conosci bene Leon per poter dire queste cose…

ME: So benissimo chi è Leonard Arthur Black!

Michael batte il pugno destro sul tavolo.

JD: Sicuro? Perché io non lo direi mai. Solo una persona conosce Leonard, quasi quanto se stesso, è quella persona è Lucida. Non io, non tu, non Andrew, non Kevin, non Akuma. Nessuno! Solo Lucinda, quindi non provare nemmeno a pensare di poter conoscere Leonard Black.

Edwards cambia espressione.

ME: Perché sei qui?

JD: Sono in tour con una promotion giapponese in questo periodo.

Il Dragon Kid scuote la testa.

ME: No, tu sai bene perché ti ho fatto questa domanda. Perché sei qui?

JD: Mike te lo devo ripetere di nuovo?

Drive allarga le braccia.

ME: John, dimmi la verità, ti ha mandato lui?

Sguardo stizzito di John Drive.

JD: Mike… Cos’è tutta questa paranoia, ci siamo incontrati per caso. Ero solo di passaggio qui e ci siamo incontrati, un caso su un milione visto tutta la gente che passa da queste parti, non ci pensi?

ME: Proprio per questo… Perché sei qui?

JD: Senti Mike, se mi vuoi credere va bene, se non vuoi farlo va bene lo stesso. Ma non tirarmi in mezzo a queste cose. Ero solo contento di vederti, visto che erano due anni che non ci si vedeva. Detto questo, scusami, ma ho un aereo da prendere.

Drive si alza e se ne va, lasciando lì impietrito Michael Edwards.

ME: Che cazzo mi sta succedendo?

Michael guarda allontanarsi John Drive, mentre dalla sua tasca inizia a suonare il telefono.

Telefono ha scritto:
KEVIN MANSON

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Le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Opposites III


"Truth! Hurts!"



09/12/16. Ore 10:35 JFK International Airport.


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Le telecamere della TWC ci portano nell'area d'arrivo del JFK Airport. I due amici di Michael Edwards e la sua ragazza sono sotto un tabellone che controllano gli arrivi da Tokyo.

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TL: Stai calma Miky, sai che quell'uomo ci mette secoli a recuperare tutto. Una volta ci fece aspettare un'ora a Charlotte solo perché non aveva visto la sua valigia. Poi starà facendo i controlli e firmando autografi come al suo solito.

Thomas alza le spalle, mentre la ragazza dagli occhi di ghiaccio appare agitata.

MD: Me lo dite ogni volta, ma allo stesso tempo lui riesce a fare sempre tardi. E se avesse perso l'aereo? E se gli fosse capitato qualcosa? Sapete quanto è irresponsabile...

AG: Eddie? Irresponsabile? Ritardatario? Stiamo parlando della stessa persona che esce di casa due ore prima per essere in orario in areoporto? Quello che ricontrolla la sua valigia sei, sette volte? No, seriamente è davvero questo che pensi di lui.

MD: Tu non sai com'è fatto Anthony, tu non sai proprio com'è fatto...

Sul tabellone appare finalmente il gate di uscita degli aerei provenienti da Tokyo. I tre si recano verso questo, l’F-5, e aspettano in religioso silenzio. Tra le tante persone che escono riconosciamo gli A&A e altri membri della crew della Total Wrestling Corporation, ne spicca una mascherata. I tre si scambiano qualche sguardo, guardano più volte in direzione dell’uomo in questione: nella fattispecie, si parla di un wrestler TWC, Big Black Boom.

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TL: Ma lo fanno salire e scendere dall’aereo in questo modo?

AG: Così pare.

Il perfidy in a mask passa di fianco al trio, proprio mentre Thomas ed Anthony si scambiano una risata. Lo scambio di sguardi con una ammutolita Michelle lo convince a fermarsi e mostrare il suo ghigno beffardo. Poi volge gli occhi verso Thomas.

BBB: Gli amici di Michael Edwards. Chi altri poteva interrogarsi riguardo me. Sì, mi fanno salire conciato così. È nei miei diritti farmi controllare separatamente dagli altri, se pensano sia un ricercato. Non ho molto da nascondere, al contrario del vostro dolce amichetto.

Lo sguardo torna su Michelle.

BBB: Vorresti spiegarmi tu cosa gli è passato in testa venerdì sera? O non è il tipo che si lascia andare in confessioni con la sua copertura?

La Diamond lo squadra l'uomo in maschera.

MD: Mike è così genio e sregolatezza. Molti non lo capiscono e nemmeno tu riesci.

Sorriso della donna dagli occhi di ghiaccio.

MD: Ti sei forse dimenticato che hai messo lo zampino nei suoi affari qualche settimana fa?

BBB: Quelli non erano suoi affari.

BBB scuote il capo.

BBB: Lui non aveva alcun diritto a lottare per l’anello. Lo sa bene. Forse per questo ha dovuto rompere i coglioni, perché sa bene che un’opportunità così non gli capiterà mai. Un’opportunità che non ha neanche dovuto conquistare. Ha sempre avuto un tappeto rosso steso ai suoi piedi, ma non può essere lungo all’infinito. Saprà camminare sull’asfalto, o sullo sterrato? Penso che l’erba dia fastidio ai suoi piedi. Non è capace di andare avanti da solo. E lo sapete anche voi, per questo siete qui. Per dirgli che ha fatto la cosa giusta, per consolarlo quando, come al solito, si sentirà in colpa per essere andato troppo oltre. Ma sapete cosa c’è? Non c’è niente per cui consolarlo. Quelle sono le sue scelte. Lui non conosce il significato della parola conseguenza: è arrivato il momento che la impari.

Thomas Leadnour si frappone tra l'uomo mascherato e la bella donzella.

TL: Sentiamo un po' B. Parli tanto di conseguenze, ma almeno tu due settimane fa sapevi che interferire in un match di Eddie non è mai cosa buona?

Da dietro Greatfield incalza.

AG: Inoltre, Eddie conosce benissimo la parola "conseguenze", al punto di averle affrontate per tutta la vita. Sai chi è la persona di cui stai parlando? Sai che è ben diverso da come si pone nel backstage e nel ring? Credi di conoscere davvero Micheal Edwards? Ma almeno sai chi è Eddie Jordan?

MD: Tom, Ant vi prego di lasciar stare il signor Big Black Boom. Pensateci sù, il suo stesso discorso contorto l'ha portato a sbagliare. Eddie poteva richiedere in qualsiasi momento di sfidare Andy Moon, sai bene che il ragazzino ha messo una taglia sulla sua stessa testa nel momento in cui ha annunciato di aspettare uno di voi sul ring per un match per quel suo stupido anello.

Il mascherato non sembra prestare attenzione alle parole di Michelle, guarda fisso negli occhi Anthony.

BBB: Io conosco Eddie Jordan molto meglio di quanto tu possa immaginare.

Il tono di voce basso crea tensione. Lo guardo di Triple B ora si sposta sulla ragazza.

BBB: E tu, credi davvero di sapere come funzionano le cose? Credi davvero che basti una chiacchierata tra amici per decidere il destino di altre persone? Quando capiterà a te, quando qualcuno parlerà di te e deciderà cosa fare con la tua carriera, col tuo amante, con la tua vita, forse allora capirai. Tu non controlli Edwards, tu non hai nemmeno il controllo su te stessa. Sei solo una ragazzina a cui piace parlare e dare consigli, ti fa sentire bene. Ma la gente dà consigli solo quando non può più dare il cattivo esempio: a quando il tuo crollo, bellezza?

MD: Io so come funzionano le cose. So cosa passa per la testa al mio ragazzo e non sono un stupida ragazzina con le crisi ormanali che lascia il suo ragazzo al primo problema. Non do consigli perché mi piace, ma perché la persona che mi sta accanto non è come dimostra d'essere. Tu non conosci e mai conoscerai Eddie come noi tre ne puoi stare certo.

Michelle si avvicina all'uomo mascherato.

MD: Non osare mettermi sul tuo stesso piano, stupido uomo mascherato. Non sei un supereroe, sei solo caricatura di un mostro. E tale resterai per sempre, luirido pezzente.

BBB sorride e si prende qualche secondo prima di rispondere.

BBB: Hai dei begli occhi, Michelle. Capisco di cosa si è invaghito Edwards. È un debole dopotutto, basterebbe guardare più in fondo per capire che i tuoi occhi non mentono.

Con una leggera spallata, il perfidy in mask si fa largo.

BBB: Non so se è più vicino il tuo crollo o il suo. In ogni caso, non starò qui ad aspettarlo.

Boom lascia i tre, Michelle pare piuttosto interdetta, mentre Thomas ed Anthony si guardano perplessi. Su queste immagini le telecamere staccano.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Opposites IV


"The Gentle Art of Making Enemies"



10/7/2016. Ore 23:33. Sheraton Stonebriar Hotel, Frisco, Texas.

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Le telecamere ci portano nella sala bar dell'hotel in cui alloggiano gli atleti della TWC per questa loro tappa a Frisco per il PPV Nemesis. Al banco notiamo una figura snella con un bicchiere in mano che chiacchiera con il barman.

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ME: Sai Randy... Ti chiami Randy vero? Io con i nomi non vado molto d'accordo ti chiedo scusa. Ti dicevo, la cosa che più mi brucia in questo momento, oltre il sopracciglio, è esserci andato ancora una volta vicino e aver finito per perdere di nuovo. Cioè, mi basta una sola mossa UNA, e io cosa ho fatto? Sono andato dall'altra parte.

Michael Edwards butta giù un sorso dello scotch whisky che ha nel bicchiere. Sul suo volto si notano i segni della battaglia conclusasi qualche ora fa con Big Black Boom e Andy Moon, dove il Golden Boy è risultato nuovamente lo sconfitto.

ME: E la cosa peggiore era lo sguardo di tutta la gente là fuori. Mi stavano giudicando, mi stavano guardando come faceva mio padre ogni volta che perdevo una partita di basket. Come ha fatto Leon dopo che sono rientrato nel backstage ad Alpha Horizon. Come ha fatto Kevin dopo Homeland... Io non posso sopportare tutto questo all'infinito.

Edwards scuote il bicchiere e il barman lo riempie nuovamente.

ME: Guardami Randy, sono un infimo perdente. Non riesco nemmeno schiacciare una mosca con queste mani. Ho perso il mio tocco. Il Michael Edwards che ha battuto Leon Black era solo un canto del cigno, dovrei smettere, dovrei fare altro...

Il Jack di quadri butta giù un altro bicchiere di whisky.

???: Sei consapevole che si chiama Raphael, vero?

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Leon Black, in camicia azzurra e jeans bianchi osserva Edwards,facendo un mezzo sorriso. Il gigante poi fa un cenno con la testa al barista e si siede vicino al wrestler.

LB: Un White Russian, se non ti spiace.

Black appoggia una banconota sul bancone.

LB: E anche un bicchiere di latte. Potrebbe servire.

Black tamburella con le dita sul bancone.

LB: Eddie, direi che non è la miglior serata della tua vita, giusto?

Michael solleva un sopracciglio.

ME: Signori e signore, il nosto messia. Il salvatore della patria. LEON BLACK.

Il Golden Boy alza il bicchiere e, indicando Black, brinda al suo arrivo andando giù un altro bicchiere di whisky.

ME: Un altro po' Randy, ti prego.

Il barman porta quanto riichiesto dai due lottatori TWC.

ME: BEH... forse hai ragione, ma sentiamo come ti senti dopo stasera? Sei finalmente appagato? Ti vuoi toglierei dai coglioni o devi continuare a menarla con la storia del salvataggio di Kevin?

Mike osserva Black con sguardo torvo.

LB: No, non la tua migliore serata.

Black fa spallucce, prendendo il suo cocktail e bevendo un sorso.

LB: Nemmeno la mia, a dire il vero.

Il gigante sospira.

LB: Ma io non mi ubriaco. Principalmente perché non ho abbastanza soldi per permettermelo. Comunque, prima che tu ti senta ancora più infastidito dal fatto che ho dovuto aiutare Kevin, sì, la mia carriera da wrestler è chiusa definitivamente.

ME: Non mi sto ubriacando. Sto bevendo in compagnia del mio amico Randy.

Edwards butta giù un sorso di whisky.

ME: Non sono infastidito dal certe cose. Sono infastidito dal fatto che non sei stato fedele alla tua parola con Kevin... Lo dovevi ignorare... Ok non dopo che ti ha quasi ucciso, ma lo dovevi lasciar stare dal principio. C'avrei pensato io a lui. Invece?! Il grande paladino della giustizia deve salvare il ragazzino.

Mike manda giù il restante quarto di bicchiere.

ME: No, Randy. Finisco qui il mio giro, devo rimanere lucido per continuare a parlare con il mio amico, se no finisco come Andy Moon che crede a qualsiasi cosa dice.

L'ex State of Anarchy allontana da sé il bicchiere.

LB: Se dovessi testimoniare, direi che non sei troppo lucido. Comunque, parliamo di ciò che ti infastidisce.

Black si gratta la barba, osservando il suo bicchiere.

LB: In vita mia non ho mai provocato Kevin, ho sempre fatto quello che ritenevo giusto per farlo migliorare. E per un po'... ha sembrato funzionare. Stava avendo amici, ha iniziato a smettere con le sceneggiate. Stava migliorando. Non so cosa sia andato storto, ma non ha funzionato. Se ho dovuto provare a metterci una pezza, adesso. Non ha funzionato nemmeno questa volta. Potrei prendermela con il mondo che mi ha messo tutti i possibili ostacoli contro. Paul Myers, il dovermi occupare prima d'altro, la difficoltà di reperire informazioni. Ma la verità è che non ci sono riuscito. La mia unica speranza rimane Andy.

ME: Perché? Io no?

Edwards fa una smorfia.

ME: Kevin non è mai migliorato. Non l'ha mai voluto ammettere, ma anche quando stava bene non pensava ad altro che a te. Inoltre conosco il motivo della sua follia, facile da intuire visto che stavi appendendo gli stivali al chiodo e stavi dando a me la possibilità di completare la tua carriera. Non c'ha più visto, l'ha tenuto dentro di sé per un po', poi la notte di Homeland ha capitalizzato. Ti voleva morto... Ti ha sempre voluto morto, ma tu l'hai "salvato" con il tuo tocco magico.

Michael stringe i pugni.

ME: Perché non l'hai lasciato a me?!

LB: Kevin è una mia responsabilità. Era giusto fossi io ad occuparmene, o che almeno facessi un ultimo tentativo. Non potevo non fare nulla. Tu te lo saresti perdonato?

Black beve un sorso del White Russian.

LB: Io no. E tu non devi occuparti di Kevin perché non è il momento adatto. Hai una carriera davanti, e questi sono i tuoi anni migliori. Non puoi perdere tempo con Kevin, mentre Andy può permetterselo

Il jack di quadri punta un dito contro il suo mentore.

ME: O quello che hai detto è una super cazzola. Oppure ti sei appena incartato. Il nostro caro Andy Moon ha tutte le carte in regola, dopo stasera, di andare a lottare per il titolo massimo, cosa ti fa minimamente pensare che quel ragazzo si fermerà ad aspettare il suo amico?

Il tono di voce di Mike si fa più forte.

ME: Che poi Kevin è più mio amico che suo. Io l'ho fatto svagare, io l'ho distratto dalla tremenda mole di critiche. Io ci sono stato sempre per lui, in ogni istante, in qualsiasi momento. Ma dopo Homeland è arrivato nel mio camerino alludendo che fosse lui a doverti ritirare, non io. Perché io non sono mai abbastanza per voi. Perché io non ho abbastanza vittorie, perché io sono quello che perde.

Edwards sospira affanannosamente.

ME: Ai vostri occhi io sono solo una pecorella smarrita. Non avete mai visto nulla in me... Mai!

Black rimane un istante in silenzio.

LB: Credo che lo farà perché me lo ha promesso. Io mi fido di Andy, e dovresti farlo anche tu. Speravo voi due poteste esservi di aiuto, nel tempo, ma a quanto vedo non è così.

Il gigante beve un po' di White Russian.

LB: Io ho visto qualcosa in te, e lo vedo ancora. Non avrei fatto quello che ho fatto, altrimenti. Lo sai bene.

Leonard tamburella con la mano sinistra sul bancone, distrattamente.

LB: E per quanto riguarda Kevin, speravo che dopo il mio match sarei riuscito ad aiutarlo. Speravo di aiutarlo anche prima. Mi spiace che abbia litigato con te, e non avrei mai voluto succedesse.

Eddie fa un cenno di diniego con la mano.

ME: Tu non sei dispiaciuto, lo sapevi. Come lo sapevo io, ho reagito di conseguenza al fatto di essere stato deluso.

Jordan volta lo sguardo.

ME: Sono stato deluso... da te... Chi l'avrebbe mai detto...

Il Golden Boy prende un lungo respiro.

ME: IO... io... non posso aiutare Andy. Lui...

Il singhiozzo interrompe le parole del ragazzo di New York.

ME: Perché a me? Perché tutto QUESTO?

Michael lancia a terra il suo bicchiere, che si distrugge in mille pezzi.

LB: In tutto questo dov'è Eddie Jordan?

Black osserva il bicchiere a terra, poi beve un sorso del suo White Russian.

LB: Sono abituato a non vederti mollare mai, a vederti rialzare anche dopo le peggiori sconfitte. Quello che mi ha colpito di te, e che mi ha spinto a combattere di nuovo contro di te la prima volta, è stato che il fuoco che ti spingeva non si esauriva mai.

Il gigante alza lo sguardo, osservando Michael.

LB: Dove ti sei perso?

Edwards osserva con sguardo torvo il suo interlocutore.

ME: Se ti dicessi che è morto? Se ti dicessi che nulla esiste più di lui? Come la prenderesti?

Il Jack di quadri sposta lo sguardo sul bicchiere rotto

ME: Quello che vedi là a terra è Eddie Jordan. Un ragazzo che è sempre stato a pezzi e che non ha mai trovato come rimetterli insieme. Questo ti dimostra quanto conosci di me.

Il Dragon Kid si volta nuovamente.

ME: Quanto pensi di conoscermi? Perché io ho perso le speranze da quando hai accetato quel match con Kevin. E gli sono grato... Forse ha davvero estirpato un cancro.

Black beve un sorso del suo bicchiere, rimanendo in silenzio.

LB: Forse sì.

Il gigante tamburella sul bancone.

LB: Ma quello che vedo per terra non è Eddie Jordan, è Michael Edwards che ha paura.

Leonard osserva il suo bicchiere.

LB: Credi che non mi sia mai sentito così? Credi davvero di essere l'unico che si sia sentito così?

Michael sbuffa.

ME: Sarei un folle a pensarlo. Ma al momento sono unico e solo nella mai sensazione. Sia che sia Michael, sia che sia Eddie a parlarti in questo momento. Non perché io sia diverso da te, ma perché mi stanno travolgendo.

Sospiro.

ME: Non mi sento più nessuno. E questo mi porta a pensare che nemmeno tu possa salvarmi. Penso che nessuno ne sia capace, nemmeno Michelle. Non potete combattere il senso di tristezza che mi vince ogni giorno. Potete provare a mitigarlo, a renderlo meno presente, ma tornerà sempre a ricordarmi che questa vita non è fatta per me. Che ho fallito come figlio, come amico, come giocatore di basket e come wrestler. Sono il fallimento che cammina, quante persone come me hai incotrato nella tua vita Leon? E quante ne hai dovute abbandonare? Fammi un piacere, vattene.

LB: No, non posso salvarti. Non posso fare andare via il senso che questa vita non sia fatta per te. Quello lo puoi fare solo tu. Io posso solo essere qui, a sostenerti. E non ho mai incontrato nessuno come te, Eddie. Io so che tu hai delle potenzialità enormi, e che sarebbe un peccato sprecarle. Io ho sempre cercato di non abbandonare nessuno. Non me lo perdonerei mai.

Black beve di colpo il suo cockatil.

LB: Se vuoi che me ne vada, me ne andrò. Ma non credere che sia perché non credo in te. Non ti abbandonerò.

ME: Smettila.

Eddie sospira.

ME: Mi farai solo pesare il fatto di aver preso io questa decisione, ma lo sai meglio di chiunque altro, io non valgo abbastanza. Io non sono stato abbastanza, per questo hai avuto bisogno di Kevin.

Il ragazzo di New York si solleva con fatica dallo sgabello.

ME: Stai diventando come mio padre. "Vai Eddie, sei tu che stai prendendo questa decisione". Siete uguali, mi avete solo fatto credere in un sogno che non è adatto per me. Io non sono abbastanza, non sono mai stato abbastanza.

LB: Molto bene.

Black si alza a sua volta.

LB: Me ne andrò. Sai dove trovarmi se hai bisogno.

Il gigante inizia ad allontanarsi.

LB: Spero di non vederti più così.

Leonard esce dal bar, scomparendo.

ME: Alla fine tutti vanno via.

Eddie Jordan inizia a singhiozzare.

EJ: Nessuno... Resta a-a-ad aspett-are. Sono solo convenevoli. Chi mi resta a questo mondo? Chi è ancora qui con me?

Il telefono del ragazzo di New York squilla. L'ex atleta di Duke controlla nelle tasche del pantalone prima ed estrae il telefono dalla tasca.

Telefono ha scritto:
Michelle

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Le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 25/12/2016, 15:51 
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22/12/2016. Fairview Hospital, Cleveland, Ohio. È una splendida giornata di dicembre, ed un sole splendente, anche se freddo, illumina l'ospedale. In particolare una stanza è illuminata dai suoi raggi. Una stanza popolata da una gigantesca figura su una sedia troppo piccola per lui ed una figura più piccola, nel letto, seduta a sua volta.

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Leonard Black e Lucy Fisher stanno chiacchierando amabilmente, le mani di lei avvolte intorno alla mano destra di lui. Nella stanza ci sono innumerevoli vasi e vesti di fiori, tutti con il loro biglietto, ed altri vari regali stanno appoggiati su un tavolo. Addirittura Black indossa un cappello da Babbo Natale con sopra delle lettere luminose che formano le parole "Get Well Soon". Black indossa una felpa rossa e dei jeans, mentre alla mano sinistra, sull'anulare, porta il solito anello d'argento. Anche alla mano sinistra di Lucy brilla un anello, ma sembra d'oro bianco, ed ha un brillante incastonato.

LB: Sono passato in pediatria, come mi avevi detto. In effetti qualche fan da fare contento ho trovato.

LF: Saresti dovuto andare così.

LB: Com questo cappello? Avrei fatto innamorare tutte le infermiere.

LF: Stupido.

Improvvisamente si sente bussare alla porta. Leon non fa in tempo a rispondere che questa si spalanca e vediamo qualcuno portare dentro un enorme orso peluche.

Spoiler:
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Questo viene appoggiato a terra davanti al letto della lottatrice e vediamo spuntare dietro la testa di Sigfried Jaeger che sbuffa accennando un sorriso.

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SGF: Uff... Eccoci qua, ce l'abbiamo fatta. Bentornata, Lucy!

Sulla soglia della porta compare anche una sorridente Brunild Wagner.

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La Valkyria guarda l'amica e poi si avvicina a lei a passi veloci.

BND: Lucy...

Dopo di che l'abbraccia, visibilmente emozionata, e la rossa ricambia affettuosamente, mentre Black si alza, avvicinandosi al gigantesco peluches.

LF: Nildy!

La Fisher da un bacio sulla guancia alla tedesca.

LF: Leonard mi ha detto che sei stata la prima a passare.

Black nel frattempo, il braccio sinistro appeso al collo, è andato a dare una pacca sulla spalla a Sigfried.

LB: Lucinda, saluta anche Sig. La fatica l'ha fatta lui per portarti questo... gigantesco orso di pezza.

LF: Hai ragione. Ciao, Sigfried.

Il Corvo le si avvicina e le dà un bacio sulla guancia a sua volta, stringendole poi la mano.

SGF: Sono davvero contento che ti sia ripresa. Eravamo tutti preoccupati, anche se dentro di me sapevo che ce l'avresti fatta. Hai una tempra eccezionale, proprio come Nildy.

La Valkyria annuisce sorridendo e accarezza il viso dell'amica. Black tossica, appoggiandosi alla porta.

LF: Grazie, ma non credo di essere coriacea come la bionda. Ha subito molto di peggio, e non è andata in coma, vero Leonard?

Black alza la mano destra, sorridendo appena.

LB: Sig, ti va di andare a prendere un caffè? Così lasciamo da sole le signore, che avranno sicuramente da parlarsi.

SGF: Aggiudicato.

Il tedesco fa un cenno a Lucy e Brunild.

SGF: Ci vediamo dopo.

Le due annuiscono. Dopo di che vediamo Leon e Sigfried lasciare la stanza, chiudendosi la porta alle spalle. Nel frattempo Brunild avvicina una sedia al capezzale del letto e si siede accanto all'amica. Dopo di che tira fuori dalla propria borsa un pacchettino e glielo consegna.

BND: Questo è un regalo personale per te. Da parte mia e di Sylmeria.

Poi indica l'enorme orso di pezza, ridacchiando.

BND: L'orso è da parte di Sig e Gunther. Non ti spiego quanti negozi abbiamo girato per trovarlo della misura giusta...

Lucy osserva l'orso un istante, ridacchiando.

LF: Sono abituata a dormire con un orso gigante, in effetti.

La rossa poi osserva il pacchetto un istante, per poi aprirlo ed estrarre una statuetta di legno cesellato, che rappresenta la dea Frejya.

BND: E' un piccolo portafortuna. Frejya è la divinità femminile più importante del pantheon nordico, e oltre a essere di buon augurio per la tua guarigione, lo è anche per la tua maternità. Oltretutto questa statuetta l'ha fatta anni fa il nostro Fritz. Un dono semplice, ma più unico che raro.

LF: Grazie ragazze, non dovevate.

Lucy rimane un istante in silenzio.

LF: Io proprio non ho trovato il tempo di farvi un regalo.

La Fisher fa l'occhiolino. Brunild sorride.

BND: Il fatto che tu ti sia ripresa e che stia meglio è già un dono enorme. Non potevo chiedere di meglio.

Poi sospira.

BND: Avrei voluto dedicarti anche una vittoria a Zero Hour, ma purtroppo non è andata come speravo...

Dopo di che la tedesca indica il cerotto che ha vicino al sopracciglio.

BND: Questo è il simpatico regalo che mi ha fatto Jane nel nostro match.

Lucy appoggia una mano sul ginocchio della tedesca.

LF: Che è successo? Leonard non mi ha detto nulla del match.

Brunild si appoggia allo schienale della sedia.

BND: Che dire, è stato un grande incontro, tra i più combattuti della mia carriera. E credimi, alla fine sono andata a un passo così dal chiuderlo a mio favore. Valkyrie's Revenge su Elektra e tutti a casa, poi...

La tedesca alza una mano avvicinando pollice e indice.

BND: Poi però è successo il patatrac.

La tedesca scuote il capo. Poi ha un'idea.

BND: Ho con me il tablet. Potremmo rivederlo se ti va. Vuoi?

Lucy annuisce.

LF: Sì, volentieri. Rivedere un po' di wrestling potrebbe farmi del bene.

La rossa si rialza leggermente, guardando la tedesca. Questa armeggia con la borsa, prende il tablet e vi smanetta qualche secondo, aprendo il sito della TWC e caricando il filmato.

BND: Ecco qua, ci siamo.

Dopo di che si sporge e mette il tablet davanti all'amica, avviando il video.

Nel frattempo...


Le immagini si spostano nel corridoio, a una decina di metri dalla porta della camera di Lucy Fisher. Qui vediamo Leon Black e Sigfried Jaeger davanti a un distributore di caffè a pagamento. The Knight ha già in mano il suo caffè, quando ecco pronto anche quello di Sigfried. Il tedesco prende la bevanda, e mentre gira il bastoncino di plastica per mischiare lo zucchero, osserva il vestiario di Leon.

SGF: Uhm, bel maglione.

Poi, guardando il cappellino luminoso del gigante, sorride.

SGF: Molto bene, Leon. Ammettilo, non è piacevole prendere la vita con leggerezza ogni tanto?

Black, appoggia il caffè sulla macchinetta, poi si toglie il cappello, sorridendo a sua volta.

LB: Non posso fare altrimenti, in questo momento.

Il gigante osserva l'oggetto per un istante.

LB: È stato un mese veramente terribile, e sia io che Lucinda abbiamo bisogno di non pensare a nulla di serio per un po'.

Leonard si infila il cappello in tasca, poi riprende il caffè.

LB: Lo sai, ho avuto davvero paura. Paura che non si svegliasse.

Black rabbrividisce per un istante, per poi bere un sorso caffè.

LB: Non te l'ho detto...

Il gigante sospira.

LB: Manson è in questo ospedale.

Il tedesco alza un sopracciglio, poi si guarda istintivamente intorno prima di tornare a guardare Leon.

SGF: Ah. Questo proprio non me l'aspettavo. Dopo quello che è successo a Zero Hour non penso che sia stato lui a chiedere di essere ricoverato in questo stesso ospedale. Specie perché l'ultima volta che l'ho visto in tv dal mio spogliatoio mi pareva più morto che vivo. Ho indovinato? Come mai è qua?

LB: Immagino sia una specie di giustizia poetica. Averlo qui era un modo per fargli realizzare quello che aveva fatto. E sì, l'ho fatto arrivare io qui. Vorrei vedere se esiste una persona al mondo che avrebbe provato ad impedirmelo.

Il gigante finisce il suo caffè, poi lo butta al volo nel bidone.

LB: È stato un enorme fallimento, tutto quello che ho fatto in relazione a Manson.

Jaeger beve un sorso dal bicchierino.

SGF: Portandolo qua ti sei assunto un rischio non indifferente. Anche se non dubito che Lucy non sia al sicuro. Dopotutto ci sei tu e quelle simpatiche canaglie dei tuoi ex-allievi che ho lasciato a chiacchiera con Gunther quando siamo arrivati.

Il Corvo finisce il suo caffè e butta il bicchierino nel cestino.

SGF: Quanto alla tua storia con lui, nonostante tutto non riesco a biasimarti. Anche se sapevo che era pericoloso averci a che fare, per un attimo ho sperato anch'io che Lucy riuscisse a venire a capo dell'enigma Kevin Manson. Purtroppo non è stato così. Quell'uomo è completamente folle, e ora che per un po' non sembra in grado di nuocere, non hai pensato a contattare qualche psichiatra? O qualche clinica di quelle con le stanze belle imbottite...

LB: Purtroppo non posso. Ho firmato un contratto per non cercare di risolvere la sua questione psichiatrica. È stato un tentativo disperato per cercare di portare suo padre a ragionare. Anche quello non è riuscito.

Black sorride, arricciando il lato sinistro della bocca.

LB: A volte tempo di portare più problemi che soluzioni nella vita degli altri. Per ora gli unici che mi hanno dato un po' di soddisfazione siete tu e Andy. Bel match, tra l'altro. Ho dato una occhiata mentre Lucy dormiva stanotte.

Il Corvo sospira.

SGF: Ti ringrazio. Un merito da dividere a metà con Andy. Ha fatto il diavolo a quattro sul ring, e alla fine nonostante tutti i colpi che gli ho inferto è riuscito a spuntarla. Ha un gran cuore, spero che le responsabilità che avrà da campione del mondo non lo schiaccino.

Poi si stiracchia.

SGF: Quanto a me, ho accettato il verdetto di Zero Hour. Ci ho pensato e ripensato per giorni, da buon tedesco che non sa perdere che si rispetti, ma alla fine l'ho fatto.

Dopo di che si appoggia spalle al muro e guarda Leon.

SGF: Sai, qualche settimana prima del PPV ne ho parlato anche con Sylmeria. Sapevo che prima o poi il mio regno di campione era destinato a finire. E ho riflettuto molto su come avrei preso una sconfitta e la perdita del titolo per avere il quale sacrificai una spalla contro di te. Mi chiedevo se la rabbia e la delusione si sarebbero ripresentate ancora una volta. Beh ti dirò, fa meno male di quel che pensavo. Sarà perché ora sono in pace con me stesso, sarà perché a battermi è stato un bravo ragazzo e non un losco figuro come Manson, Mogan o Boom. Quel che conta è che adesso il Corvo volta pagina. E continua ad andare avanti per la sua strada. A fianco dei suoi amici, ovviamente.

Il sorriso di Black si allarga.

LB: Sai, ho sperato a lungo di sentirti dire parole del genere. Io mi fido di Andy. È giovane, ma ha un gran futuro davanti a sé. E il fatto che tu sia disposto ad accettare che abbia delle qualità vuol dire una sola cosa. Che Sigfried Jaeger è tornato quello di un tempo. Ben tornato fra noi, eroe.

Leonard guarda verso l'alto, sempre sorridendo.

LB: Quasi un anno fa ti dissi che l'ordine delle cose avrebbe voluto che ci considerassimo amici. La mia famiglia e la tua, se mi permetti di definire Brunild e Gunther parte della tua famiglia, sono intrecciate in maniera incredibile, e se Murdock può dire di ritenere in parte merito suo il fatto che io e Lucinda siamo una coppia, allora io posso dire che ritengo in parte merito mio che tu e Sylmeria lo siate.

Black ritorna ad osservare Jaeger.

LB: Sei cambiato in meglio, Sigfried, ed io sono fiero di chiamarti amico.

Il tedesco annuisce mentre sul suo volto si allarga un sorriso in risposta.

SGF: Sono momenti come questo che ci ricordano quanto sia bella e imprevedibile la vita, Leon. Chi l'avrebbe mai detto che un giorno ci saremmo trovati qua a parlare d'amicizia reciproca. Il conflitto tra due dei tre soli della TWC, cessato a tutti gli effetti...

Dopo di che Jaeger porge la mano a Black.

SGF: Sei stato lungimirante, Leon Black, e ne è valsa la pena. Sono felice che la tua previsione si sia realizzata, amico mio. Lasciati ringraziare.

Il gigante avvolge la mano del tedesco nella sua.

LB: Credo solo di essermi fidato di te.

I due sciolgono la stretta.

LB: E lasciami dire che sono contento di rivederti proprio in questo momento. Tempi bui aspettano la TWC, e servirà la tua forma migliore.

Il Corvo annuisce.

SGF: Già. Ora che detengono un titolo, Morgan, Boom e Thunder tenteranno di fare il bello e cattivo tempo. Per non parlare di Keenan, che si sta trasformando in una mina vagante. Per fortuna almeno Manson è stato ridimensionato dopo il massacro del Metal Match e spero che ci metta un bel po' prima di ricominciare a credersi un fenomeno, quando non lo è affatto.

Jaeger guarda il braccio sinistro di Black.

SGF: Nemmeno nello stint in TDPW ho mai assistito a una battaglia così sanguinosa... Adesso però, con l'ultima grande impresa della tua carriera, hai conquistato il meritato riposo a fianco a Lucy e al bambino che aspettate.

Poi sospira di nuovo.

SGF: Come già ti dissi quest'estate quando ormai era certo il tuo addio, te lo ripeto nuovamente: mi mancherai, amico.

Black scuote la testa un istante, ridacchiando.

LB: Non credo ti mancherò, Sig. Ci vedremo almeno ogni due venerdì.

Il gigante si guarda la mano destra.

LB: Non posso andarmene adesso. Come servi tu alla TWC, servo io. Ho già sentito Brown e Brian. Sono stati per lo meno affettuosi, se non contenti, nel darmi un contratto.

Leonard sospira.

LB: Dovrò chiedere scusa al pubblico, e per almeno una puntata non potrò tornare completamente operativo, grazie a questa spalla. Ma è mio dovere restare. O tornare, se preferisci.

Il tedesco stringe gli occhi, rimanendo in silenzio qualche secondo.

SGF: Rimani in TWC a tempo pieno... Questa sì che è una sorpresa inaspettata.

Il suo sguardo va per un attimo verso la stanza di Lucy Fisher, poi torna a fissarsi su Black.

SGF: Hai considerato la cosa con Lucy? Intendi lasciarla da sola cinque giorni a settimana, tra viaggi, Indoor War, PPV e House Show? Per non parlare del tour europeo, che ti terrebbe lontano da lei proprio nell'imminenza del parto...

LB: Sì, ne abbiamo parlato. Ed è d'accordo con me. Ovviamente ho chiesto di poter saltare gli House Show finché non avrà partorito. E mi hanno concesso un jet privato per questo periodo, per muovermi più rapidamente. Quello di Brian, tra l'altro.

Black annuisce.

LB: Fra tutto vorrebbe dire non esserci un paio di giorni ogni due settimane.

Jaeger volge lo sguardo, poi annuisce leggermente.

SGF: Se questa è la tua scelta, Leon. Per caso qualcosa non va?

LB: No, sono un po' preoccupato, ma va tutto a meraviglia. Perché?

SGF: No, niente. Figurati, ero solo sorpreso, tutto qua.

Il tedesco torna a sorridere, tagliando corto.

SGF: Dai, torniamo da Lucy e Brunild.

LB: Sì, inizieranno a chiedersi dove siamo.

Black prende il cappello dalla tasca e se lo infila.

LB: Sono pronto.

A questo punto però, Jaeger si avvicina a Leon.

SGF: Ah, non un fiato su Manson in presenza di Nildy, altrimenti metterà a soqquadro l'ospedale per cercarlo.

LB: Tranquillo, non intendo fare in modo che Brunild finisca in prigione.

Nel frattempo...


Vediamo Lucy e Brunild intente a finire di visionare il Triple Threat Match per il TWC Undisputed Women's World Championship. Una volta che il filmato è terminato, la Valkyria sbuffa.

BND: E così invece del titolo, ecco come mi sono guadagnata cinque punti di sutura alla testa. Grazie alla nostra campionessa.

LF: Quindi mi sono sbagliata. Non è come Ayumi. È peggio...

Lucy passa a Brunild il tablet, su cui campeggia il fermo immagine di Jane che festeggia la vittoria. La Valkyria lo spenge e lo rimette in borsa, poi incrocia le braccia.

BND: Non lo so. Immagino che abbia agito così per insicurezza, perché crede di non essere considerata alla nostra altezza. Ciò significa che mentalmente è ancora piuttosto immatura per essere la figura di punta della divisione femminile. Ma se così non fosse, e peggio, se per lei avere il titolo si fosse trasformato in un'ossessione tale da spingerla a utilizzare ogni mezzo per vincere, anche il più meschino, allora abbiamo un grosso problema.

La tedesca scioglie le braccia e stringe la mano destra in un pugno.

BND: E io ho un metodo molto efficace per risolvere problemi del genere...

Lucy appoggia la mano destra sulle ginocchia di Brunild.

LF: Nildy. Io sono fiera di quello che hai fatto, lo sai? Che non è importante chi ha quel titolo, ma che ci sia qualcuno come te ad essere di ispirazione per la gente. Non ti preoccupare che Jane abbia il titolo, non la rende qualcosa di più di una ragazzina che ha vinto due match. Tu sei un simbolo.

La tedesca si schernisce, sorridendo.

BND: Così mi fai arrossire, Lucy. E poi lo sanno tutti che se c'è un simbolo di bontà, lealtà e rettitudine in TWC, quello sei tu. Io sono semplicemente una persona che lotta seguendo il sogno di diventare una delle migliori di sempre e lasciare un segno tangibile nella storia del nostro sport. E' anche grazie al consiglio di persone come Sylmeria e te, se il ricordo delle mie gesta sarà positivo agli occhi della gente.

Poi però il sorriso della tedesca si spenge.

BND: Se invece fossi rimasta invischiata nelle trame di mio padre e lo avessi seguito fino in fondo, beh, il quadro a quest'ora sarebbe stato completamente diverso. Molto probabilmente sarei stata io a prendere a colpi di sedia le avversarie inermi...

LF: Non è vero Nildy. Qualsiasi cosa ti potesse succedere, o ti fosse successa, tu saresti la stessa identica persona che sei adesso. Tu sei una persona buona, e ti voglio bene anche per questo.

Brunild torna a sorridere dà una carezza a Lucy.

BND: Non buona quanto te, amica mia. Sai, il tuo incidente ha smosso una sacco di persone, anche quella testa dura di Viola Vixen, che ha dissotterrato l'ascia di guerra contro Manson per quello che ti aveva fatto. E per la prima volta da quando la conosco, ho trovato un punto di convergenza con lei. Prodigarmi per la tua guarigione, e farla pagare a quel mostro.

La rossa spalanca gli occhi per un istante, poi sorride.

LF: Ti ha parlato?

Lucy riamane in silenzio un istante.

LF: Sai, lei non è una cattiva persona. È... particolare, ma ha un grande cuore. E nonostante tutto, nonostante non possiamo entrare su un ring senza malmenarci, ci vogliamo bene. È complicato, e non siamo mai riuscite a risolvere i nostri problemi, ma so che quando avrò davvero bisogno di lei, lei ci sarà.

BND: Sempre se Leon e i suoi allievi le permetteranno di avvicinarsi. A sentire lei tra i due non corre affatto buon sangue. Ma immagino che l'astio sia abbastanza a senso unico. Non ce lo vedo Leon Black che odia una donna, sinceramente.

LF: Faccio fatica a pensare a qualcuno testardo come Leonard. Ma lei rientra nella categoria.

Lucy sorride.

LF: E non credo lo odi davvero. Credo che lo ritenga colpevole del fatto che abbiamo litigato. E, in un certo senso ha ragione. Pensavo solo a lui, in quel periodo.

BND: Chissà, magari il tempo sanerà anche questa ferita, o magari no. Di sicuro prima o poi dovrai chiarire con lei una volta per tutte. E quando accadrà, cerca di non farti cogliere impreparata. Hai subito fin troppe aggressioni a tradimento quest'anno, meglio non trasformare la cosa in un trend.

Poi però la tedesca si rilassa e sorride.

BND: Se vuoi ti farò da guardia del corpo in quell'occasione.

LF: Non ti preoccupare, Nildy, non intendo più lottare. Per lo meno per i primi anni. Voglio stare con il mio piccolo il più possibile.

La Valkyria si raddrizza sulla sedia e stringe la mano di Lucy.

BND: Già, tutto il tempo speso a parlare del più e del meno, e ancora non ti ho fatto i complimenti e gli auguri per il lieto evento. Come sta andando la gravidanza, è tutto ok? Immagino sia ancora troppo presto per sapere il sesso del nascituro.

LF: Sta bene. Hanno fatto tutti i controlli possibili, e sta bene. E sì, ancora non sappiamo il sesso, ma io spero sia una femmina.

Lucy si tocca la pancia.

LF: Inizia ad essere percepibile la differenza. Oppure ho messo su peso...

BND: Non fare troppo la salutista, mi raccomando. Mangia quanto vuoi e ogni volta che ti viene voglia. Avrai tutto il tempo per tornare in forma dopo il parto. Guarda che ti terrò d'occhio ogni volta che verrò a trovarti, eh!

LF: E devi passare spesso. Non voglio perdere il contatto con il mondo del wrestling, e Leonard cercherà di tenermi lontana per un po'.

La Fisher poi arriccia il naso.

LF: E non ti preoccupare, me la godrò il più possibile.

BND: Bene, e passerò ogni volta che sarò a New York, tanto le nostre abitazioni distano soltanto pochi isolati le une dalle altre.

Poi la tedesca aggrotta lo sguardo.

BND: Uhm, dovrò informarmi su che regali farti da aggiungere al corredo. Sono tremendamente inesperta in queste cose...

Lucy fa cenno di non preoccuparsi, quando la porta si apre e Leon Black e Sigfried Jaeger rientrano nella stanza.

BND: Però, ce ne avete messo di tempo per un caffé.

SGF: Abbiamo fatto quattro chiacchiere da amici, come voi d'altronde.

LB: Vero. C'erano un po' di cose da dirsi.

Black si incammina verso il letto, poi appoggia una mano sulla spalla della tedesca.

LB: Ed io ti devo fare le mie scuse, Brunild. Ti ho trattato male quando sei venuta a trovarla. Non ero nelle condizioni per essere gentile, ma è comunque sbagliato come ti ho trattato.

BND: Non preoccuparti, Leon. Non ce ne sarebbe nemmeno il bisogno, vista la situazione, ma le accetto volentieri se ti fa piacere.

SGF: Ehm...

Jaeger guarda un attimo l'orologio e sembra imbarazzato.

SGF: Temo si sia fatto tardi, Nildy. Dovremmo andarcene, prima di perdere aerei e coincidenze con l'Europa.

La tedesca si rabbuia istantaneamente.

BND: Di già?! Ma non possiamo rimanere un'altra mezz'oretta almeno?

SGF: Mi sa proprio di no. Anche perché dobbiamo recuperare il Mastino. Sperando non si sia messo a trangugiare assieme a Thomas il regalo di Natale di quest'anno. Se li vedono chiamano la polizia poi.

Jaeger si gira verso Leon.

SGF: Gli ha regalato un grosso barilotto di birra extra-forte che ha distillato assieme al Mancino e al Piagnone in estate. Tanto per essere originale l'ha chiamata Mastiff Weiser...

Brunild si gira verso Lucy e l'abbraccia.

BND: Mi mancherai tremendamente durante le feste... Quando torno a gennaio passo subito a trovarti.

LF: Anche tu mi mancherai, Nildy

Sigfried si avvicina a Lucy e le stringe una mano, sorridendo.

SGF: Rimettiti e abbi cura di te, Lucy. E speriamo che vostro figlio ti assomigli e non abbia il naso storto come suo padre. O che non diventi un altro gigante. Ce ne basta già uno qua in giro.

LB: Io non ho il naso storto.

Il tedesco fa una risatina.

BND: E se fosse femmina? Ptrebbe nascere una super atleta di oltre due metri. Uhm, e tra vent'anni potrei fare un ultimo match contro di lei. Brunild "MMA Legend" Wagner vs. "The Giant Supergirl" Black. Significa che dovrò tenermi in formissima fino a cinquant'anni...

LB: Speriamo assomigli più a lei che a me, qualsiasi sia il suo sesso.

Leon sorride, mentre Lucy ridacchia.

LF: Speriamo davvero.

Black poi sospira.

LB: Ragazzi, è stato un piacere vedervi. E mi imbarazza un po' non avere un regalo per voi, ma come avrete capito sono stato un po' preso.

Sigfried fa spallucce mentre va a stringere la mano a Leon.

SGF: Figurati, basta il pensiero. Alla prossima, Leon.

Poi si gira verso Lucy facendole ancora un cenno con la mano, mentre Brunild prende le sue cose. La Valkyria dà un ultimo bacio sulla guancia a The Witch e dopo aver salutato anche Leon, esce dalla stanza assieme al compagno della BDK Inc. Per un istante rimane il silenzio nella stanza, poi Leon si siede a fianco del letto, appoggiando la sua mano sul ventre della ragazza.

LB: Alla fine avevo ragione.

LF: Sì.

Lucy appoggia le sue mani su quelle di Black.

LF: Ti amo.

LB: Ti amo.

E con le immagini di Leon e Lucy che si guardano sorridendo, il filmato termina definitivamente.





Fine delle trasmissioni


Spoiler:
Nel frattempo...


Vediamo aprirsi l'ascensore al piano terra dell'ospedale, ed ecco uscire Sigfried Jaeger in compagnia di Brunild Wagner. I due camminano attraverso l'atrio, diretti verso l'uscita dell'ospedale, da dove provengono in lontananza alcune urla belluine.

GNT: Tu ridà me Piesse di Pi, o Mastino picchia di te!

Nildy scuote il capo sorridendo, mentre scorge l'enorme figura di Gunther che insegue Thomas Bell come al solito, sotto lo sguardo esterrefatto di Gregory. D'istinto la Valkyria guarda Sigfried, ma questi invece è serio e immerso nei suoi pensieri.

BND: Sig? Che succede?

Mentre cammina, il tedesco sospira e replica.

SGF: Presto dovrò svolgere un lavoro...

Poi si volta verso di lei, guardandola in modo franco.

SGF: Avremo molto di cui parlare in aereoporto, e so che certe cose non vi piaceranno...

E sulle immagini dei due tedeschi che escono dall'edificio, il filmato si chiude.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 26/12/2016, 17:55 
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Opposites V


Opposite


10.23.16 New York City. Ore 23:23

Le immagini ci portano all’interno di un appartamento, ci mostrano il lungo corridoio d’entrata e la porta bianca con pomello dorato. Delle chiavi girano nella serratura e la porta dell’appartamento viene aperta.

Immagine


ME: Ehi gente, sono a casa. C’è nessuno? Ho trovato un po’ di traffico nel rientrare.

Michael Edwards, in tuta Nike argentata, con il suo borsone sulla spalla destra poggia le chiavi su un tavolino alla sua destra, si libera del borsone facendolo scivolare in uno stanzino alla sua sinistra e inizia a camminare nel corridoio seguito dalle telecamere.

ME: Ehi gente?! Woo-hoo c’è nessuno?

Edwards si sposta nella cucina, accende la luce ed ispeziona la stanza. Si avvicina al frigorifero e poco prima di aprirlo nota un biglietto sotto una calamità, lo recupera e lo esamina, dopo di che apro il frigo e recupera una birra.

Biglietto ha scritto:
Siamo fuori a prenderci una birra. T&A


ME: Michelle?! Almeno tu sei a casa? Amore?! Bah strano…

Il Dragon Kid esce dalla cucina, chiude la luce e sale le scale che lo portano al piano di sopra. Dopo aver girato per qualche minuto il ragazzo di New York riscende.

ME: Solo anche stasera… Divertente!

Il Golden Boy apre la porta del soggiorno e accende la luce. Gira attorno al divano e si dirige verso uno degli scafali ripieno di libri, dopo aver recuperato un libro mette mano al giradischi sul terzo scafale, appoggia la puntina sul LP e lentamente alza il volume.

Spoiler:
[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=7m5qYznmqHc[/youtube]


ME: You are the loneliest person that I've ever known...

Sorriso dell’ex giocatore di Duke, che si adagia sul divano bianco. Ma dopo essersi seduto il wrestler di New York si avvede di una busta bianca sul tavolino.

Busta ha scritto:
Da Michelle per Eddie.


ME: Mich…

Il Golden Boy apre immediatamente la busta e al suo interno ritrova una lettera.

Lettera ha scritto:
Caro Eddie,
Era da tanto che volevo vederti e parlare, avevo molte cose di cui volevo discutere, ma i nostri lavori ci hanno tenuti lontani. Come stai? Io non molto bene e tu questo non lo sai. Sono mesi che provo a dirtelo, ma tra tournee in Europa e Giappone non ci siamo visti quasi mai. Quelle poche volte che c’eri, eri assente e poco affettivo, sempre incazzato perché le cose non andavano, perché le tue amicizie andavano a rotoli, perché il lavoro era uno schifo, ma non ti sei mai fermato. Preparavi sempre la borsa e portavi con te qualcosa di nostro: una foto, un fazzoletto con il mio rossetto sopra, il biglietto del cinema. Erano cose nostre, che dicevi ti ricordavano noi due e i momenti passati insieme. Ma quei momenti sono diventati sempre più rari, tu eri sempre più instabile e scorbutico. E io… Io mi sono ammalata per te, ti seguivo ogni venerdì sera in tv, vedevo come entravi su quel maledetto ring e ogni venerdì un pezzo di te veniva assorbito da quel mondo e tu ne uscivi distrutto. Black che non si ritira, il litigio con Kevin, Big Black Boom e il suo morboso confronto con te, Nick Carroll e la possibilità di diventare World Champion. Tutte cose che ti stavano distruggendo dall’interno, ma tu non te n’eri accorto, eri troppo cocciuto per ascoltare le mie richieste. Quante volte ti ho chiesto di staccare, di prenderti una pausa? Quante volte ti ho detto che avevi bisogno di riposarti? Ma la tua risposta era sempre la stessa: “No, devo andare avanti, posso farcela, passerà!” . Ma nulla è passato, sei peggiorato e non sono stata l’unica a dirtelo. Mi dispiace solo che tu debba trovare questa lettera sul tavolo. Sai bene quanto per me era importante parlarti di persona, ma tu hai iniziato a pensare a te stesso e questo non posso accettarlo. Mi dispiace fare questo, perché sembra che quest’anno ce l’abbia con te, ma è la cosa più giusta per noi due che io vada via. C’ho pensato su per un sacco di tempo, ne ho parlato con Thomas ed Anthony, loro hanno tenuto il massimo riservo sulla cosa perché doveva essere una “nostra” scelta. Ma come al solito la scelta l’ho dovuta prendere io. Io ho dato moto a questo amore e io ora lo sto uccidendo. Non so se considerare questa una fase, un amore di passaggio o cos’altro. So solo che è finita ed è questo ciò che più mi dispiace, perché io in noi due credevo, come mai avevo creduto in nessun tipo di relazione, perché ero felice, perché stavo bene, perché eri la persona giusta al momento. Perché eravamo io e te… Ma non posso vivere così, non posso aver paura di vederti morire ogni volta che sali su un ring, non posso aver paura che possa succederti qualcosa in viaggio, non posso vivere con tutte queste ansie. Ti amo Eddie, ti amo più di ogni altra cosa al mondo, ma come cantano i Biffy Clyro: “Baby I'm leaving here, you need to be with somebody else, I can't stop bleeding here, can you suture my wounds? “
Per sempre tua, Michelle.


Le lacrime bagnano il foglio, Edwards scuote la testa e prova ad asciugarsi il volto, ma come un rubinetto rotto il ragazzo inizia a versare lacrime, senza sosta. Si alza dal divano lasciando la lettera sul tavolino e stacca il giradischi. Si volta e stranamente smette di piangere.

Immagine


Le immagini sfumano.

Spoiler:
Quindi ci siamo. Ho finito anche questa piccola parte della storia di Edwards. O forse dovrei dire che ho finito completamente la storia di Michael Edwards? Bah… Non so che dirvi. Ora come ora ho finito questo promo e non ne sono nemmeno fiero (come potrei visto i due mesi di ritardo?). Ma ve l’ho presentato come mio promo of the year e tale è. Perché? Perché è il mio epitaffio a una situazione che mi porto dentro da un paio di mesi. Oh dai non fate finta di non averci pensato nemmeno un secondo durante tutta la lettura della lettera: “Steve ha fatto lasciare Mike e Michelle perché lui e Adele si sono lasciati”. E invece no, la storia di Michael è ragionata da mesi e mesi e sapevo si sarebbe arrivati a questo punto prima o poi, anzi voglio sorprendervi e dirvi che l’idea è stata data dalla famosissima ragazza del “Io per la tua, tu per la mia”. Strano ah? Edwards e la Diamond si lasciano perché troppo lontani. Quando ad agosto è successo quello che è successo ho quasi riso pensando alla comicità della situazione, ma ahimè la vita va così, posso farci qualcosa? Sì, scriverci su ed è quello che faccio ogni giorno, per la TWC, per voi. Questo gioco è stato, è, sarà sempre una valvola di sfogo per tutti i problemi che mi porto dentro. Non è solo la vita di Edwards che è andata a rotoli dopo la vittoria su Leon Black. Io ho dovuto rinunciare al mio sogno di diventare medico, la mia ragazza mi ha lasciato, mia sorella mi reputa un inetto, i miei mi vedo come una pecora nera e non vengo preso seriamente da nessuno. Ma ripeto posso farci qualcosa? Sì, scrive. E scriverò finché ne avrò voglia, finché non mi mancheranno le forze. Quindi quello che sta per arrivare sarà un anno all’insegna di Steve. Ho già un sacco di cose in mente e alcuni progetti sembrano poter in porto. Beh gente la smetto di tediarvi con i miei typo. Buon anno, molto probabilmente questo sarà la mia ultima possibilità di stare al pc prima della partenza per capodanno. Quindi vi ricordo che vi voglio bene e che siete la mia famiglia .

Lock the door, kill the light.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 26/12/2016, 22:53 
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Uno specchio. L'immagine riflessa digrigna i denti e stringe i pugni. Scuote i lunghi capelli biondi. Capisce che è ora di finirla. Basta cazzeggio.

She'd never make it on her own.

Strizza gli occhi e solleva le forbici. Con l'altra mano afferra una ciocca di capelli, poi la taglia. Almeno stavolta non fa male, ma l'effetto è comunque liberatorio. Tanto non esiste più la bambina di porcellana. Fanculo. Decide che non può più permettersi di essere debole.

Grab the mic and you'll shock them all with your steady hands and wild eyes.

La rabbia che prova è solo positiva perché la spingerà a migliorarsi. Batterà chiunque la tratterà da ragazzina, da ora in poi. Distruggerà l'immagine che aveva creato di se.

Ora dillo a tutti.
Alice Angel non è più debole.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 30/12/2016, 18:11 
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NEW YEAR'S LONELINESS




Ho sempre pensato che quella rivoltella deve avere proprio un sapore invitante. A proposito di sapore, avrei davvero bisogno di mangiare qualcosa. Forse c'è della pizza in frigo, sì, quella rimasta di giovedì. Spero non sia ammuffita. Ammuffisce tutto così velocemente in questa casa. Ammuffisco anche io? Certo che di muffa ce n'era tanta a Calgary nello scantinato dove schiacciavo quel sacco ogni giorno. Ogni giorno. Non c'era domenica, non c'era vacanza, non c'era natale.

Un giorno me la metto in bocca, disse la bionda alla mora, indicando la cintura del barista. Portava in mano una birra, lui. Una birra in bottiglia, forse era una becks. La porta ad un uomo, un uomo in penombra che sguscia noccioline e scrive su un taccuino. Un vecchio entra bestemmiando, si toglie la sciarpa e dice che fuori fa un freddo cane, ci saranno meno cinque gradi, dice lui. L'uomo che sguscia le noccioline non lo contraddice, ma con le mani dalle nocche fracassate scrive su un taccuino che fa molto più freddo dentro, che fuori.

Premo il grilletto! Urlò il poliziotto all'uomo nero davanti a lui. Premo il grilletto e ti faccio vedere io. In fondo a quel vicolo una rete da poco scavalcata. Dove sono i soldi?! Urlò il poliziotto. L'uomo nero disse di non essere stato lui. Ma chi voleva prendere in giro. Non sono stato io! Continuava ad urlare l'uomo nero. Uomo forse non lo era ancora, ma poco gli mancava per esserlo. Guardalo adesso, scoppia a piangere. Cade in ginocchio. Implora. Ride, ride il poliziotto: come è facile implorare di fronte ad una nove millimetri.

E mi esplode la testa, concluse quella ragazza sulla panchina del parco in un pomeriggio trafficato. Come biasimarla, poi. Per potersi mantenere gli studi in una città che non conosci devi fare da baysitter ad un sacco di bambini fastidiosi. Piangono e strillano tutto il giorno. Un rumore terribile, come quello dei freni della bici di quell'uomo lì, ma che ha da guardare? Con quel cappotto marrone e le mani sporche. Chiede un accendino ma non ce l'abbiamo mica noi. Le sigarette lasciale ai perdenti, Clarissa, tu invece un giorno realizzerai tutti i tuoi sogni.

Basterebbe un attimo, pensò Monica, whisky in una mano e qualche farmaco nell'altra, troppe bollette da pagare sul tavolo della cucina. Chiuse gli occhi e buttò giù. Due ore dopo non era ancora morta. I suoi figli nella stanza accanto non avrebbero dovuto capire nulla. Sarebbe morta prima che loro si fossero svegliati dal loro sonno. Perché non era ancora morta? La testa le girava così tanto, sembrava sulle montagne russe. Non era ancora morta Monica, Monica che era astemia e mai nemmeno una sigaretta, che ironia morire fatti e ubriachi. Monica sarebbe andata in paradiso? No, l'inferno l'aspettava, l'inferno di restare viva e pagare quelle bollette.

E addio per sempre, disse Philip all'amore della sua vita mentre il treno si allontanava verso il pomeriggio che andava terminando. Si domandò se il meglio non fosse passato, e che senso avrebbe avuto vivere se solo il peggio gli rimaneva davanti. Lo chiese ai sassi tra le rotaie, lo chiese agli orari dei treni, lo chiese al vecchio sulla panchina, lo chiese alla zingara che allattava il bambino, lo chiese all'uomo con le nocche consumate, che di lì non era mai passato prima. Gli rispose che anche lui stava cercando di capirlo. Philip si sentì sollevato di non essere solo anche nel momento in cui così solo non lo era mai stato.

Un giorno lo faccio, pensò l'impiegato guardando il suo capo dal basso verso l'alto. Un giorno lo mando a fanculo, corrotto di merda. Questa cazzo di cravatta la odio, pensava. La odio porca puttana. E questa cazzo di macchina non si accende mai. Porca puttana, il motore si è fottuto di nuovo. Ciao amore, cosa c'è per cena? Al solito, al lavoro come al solito. Allora ragazzo mio, come è andata a scuola? Anche io ero bravo in matematica, batti il cinque campione. No, i piatti oggi non me la sento proprio di lavarli. Non danno mai un cazzo in televisione il mercoledì sera. Ancora un po' e vengo a letto tesoro. Ancora un bicchiere. Magari due o tre. Ma un giorno lo mando proprio a fanculo quel figlio di puttana.

Se non fosse per mio figlio, pensò Vincent mangiando quella pasta collosa sotto la luce fredda della vecchia lampadina sul tetto. Si è portata via tutto. La casa, i bambini, la sua dignità. Stava imparando a fare la lavatrice. Non l'aveva mai fatta in quarantasei anni. Doveva anche lavare i piatti, ma su internet aveva letto questo trucchetto di mettere la pellicola sul piatto per non doverlo poi lavare. Cristo, questa pasta fa proprio schifo. La darei al gatto, se ne avessi uno. Ma non ho proprio voglia di pulire la lettiera. Tra l'altro, lei si è portata pure il gatto.

Devo togliermi queste strane idee dalla testa, pensò Julien mentre il crocifisso sul muro lo guardava severo. Però quelle bambine erano così arrapanti, specialmente su quello schermo troppo luminoso per le due di notte. Non faccio male a nessuno, alla fine. Non voglio fare male a nessuno, è per questo che devo farlo. Devo togliermi queste strane idee dalla testa, e masturbarmi un'altra volta è l'unica soluzione. Nell'esatto momento in cui il suo seme uscì, uscirono anche le lacrime. Pensò a cosa avrebbe detto sua madre se avesse saputo quello che faceva. Devo andarla a trovare al cimitero, pensò, non ci vado da martedì.

Passerà anche questa notte, pensò Nadia mentre Mohammed le tirava un altro schiaffo. Ancora uno schiaffo, poi una pedata sullo stomaco, poi un pugno su i denti. Il sapore di sangue nella sua bocca era sempre il segnale che quella fase stava per finire. Poi le pestò la faccia sotto la sua scarpa, era la sua parte preferita, secondo lei. Deve aver pestato una merda oggi, perché di solito non fa quest'odore. Quando iniziò ad avere il fiatone Mohammed si uscì il cazzo e Nadia sapeva di non avere altra scelta. Allah è grande, e Maometto è il suo profeta. Allah è grande e Maometto è il suo profeta, pensò Nadia con la bocca piena.

Prima o poi arriverà il momento, si disse Jessica aggiornando di nuovo la pagina. Quella rotellina era insopportabile. Dai cazzo sbrigati! Niente. Dai, di nuovo. Fottuta rotellina. Eccolo, finalmente. Provò la stessa sensazione che prova un assetato davanti ad una fontana, un affamato davanti ad una tavola imbandita, un eroinomane davanti ad una siringa. Ma proprio come un eroinomane, non bastava mai. Venti mi piace non erano abbastanza, le sue amiche ne avevano tutte almeno ottanta. Che fallimento che sei, Jessica. Vergognati. Aggiorna di nuovo la pagina. Maledetta rotellina.

E tutto questo avrà un senso, così gli disse il padre di John prima di morire. La doveva a lui, quella scalata. Mancavano solo duecento metri, tre settimane per scalarla tutta, tre dita dei piedi perse tra i ghiacci. Ma glielo doveva, era il suo ultimo desiderio prima di morire, era l'unica cosa che contava. Era così vicina la cima, gliel'avrebbe intitolata. Era l'unica cosa che contava. Non vedeva nessuno da tre settimane, e nessuno c'era per migliaia di chilometri. Sentì il bisogno di urlare, mai scelta fu peggiore. La neve franò, e con lei franò John, e i sogni di suo padre.

Il Capodanno mi fa quest'effetto, disse Bobby pulendosi le narici imbiancate. Scusa ma con sto casino non capisco un cazzo, gli disse Tyrone. Chiamata in arrivo: Mamma. Rispondile, dai. Ehi mamma, sì tutto apposto, ti sento male, sì, non sento niente mamma, sì, ti voglio bene anche io. Tutti intorno ballavano, quelle luci da crisi epilettica rendevano quei culi davvero ipnotici. Andiamo, questa è la serata giusta che si cucca. Prima un'altra striscia però. Un'altra? Gli disse Tyrone. Tre ore dopo l'addetto alla sicurezza davanti a quel tizio steso per terra pensò che era il quarto morto di overdose in due anni, prima o poi li avrebbero fatti chiudere. Chiamata in arrivo: mamma.

Non vedo l'ora che Jimmy torni a casa, pensò Shawn steso sul divano. La pancia chiamava, la mezzanotte era passata da un pezzo. Era andato a festeggiare da qualche parte, Jimmy. Forse quella pizza non è poi tanto ammuffita. Forse non lo sono nemmeno io. Forse è solo un momento. Alla fine finisce un anno e ne inizia un altro. Finisce una notte ed inizia un giorno. Ammuffisce una pizza e se ne compra un altra. Gli prudevano le nocche. Gli anni passano ma quelle cicatrici non vanno via. Ma c'è sempre tempo per farsene delle altre.

Cita:
La solitudine è una condizione e un sentimento umano nella quale l'individuo si isola per scelta propria, per vicende personali e accidentali di vita, o perché isolato o ostracizzato dagli altri esseri umani, generando un rapporto (non sempre) privilegiato con sé stesso. Animale sociale per definizione, l'uomo anche in condizione di solitudine è coinvolto sempre in un intimo dialogo con gli altri. Quindi, più che alla socialità la solitudine si oppone alla socievolezza. Talvolta è il prodotto della timidezza e/o dell'apatia, talaltra di una scelta consapevole. In lingua inglese il concetto viene espresso con due differenti vocaboli, solitude e loneliness, che si riferiscono rispettivamente al piacere e al dolore provati in condizioni di esclusione.


Spoiler:
Ultimo promo di un anno denso, troppo denso.
Un esperimento, questo promo, portato avanti in un impeto di ispirazione come pochi prima d'ora. Non convenzionale e piuttosto supponente, questo promo si propone di raccontare un sentimento a cui nessuno è immune, e al quale questo duemilasedici mi ha esposto troppo spesso, e al quale la vita mette di fronte ognuno di noi. Non si scappa dalla solitudine, non si accetta e non si combatte, ci si può solo distrarre. Buon capodanno e buon anno. Non state soli. Mai.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 30/12/2016, 21:31 
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Spoiler:


Lilith adorava suonare il pianoforte. Era il secondo strumento che aveva imparato a suonare, preceduto dalla chitarra e seguito dal violino. Era come se le dita si muovessero da sole.

LW: Yatto me wo samashita kai sore na no ni naze me mo awase ya shinai'n dai?
"Osoi yo" to okoru kimi koredemo yareru dake tobashite kitanda yo.
Kokoro ga karada wo oikoshite kitanda yo.


Si era appassionata alla musica giapponese negli ultimi due anni, grazie al tempo passato a Tokyo, riusciva a parlarlo e cantarlo abbastanza bene, dai. Non sembro una totale imbecille.

LW: Kimi no kami ya hitomi dake de mune ga itai yo.
Onaji toki wo suikonde hanashitakunai yo.
Haruka mukashi kara shiru sono koe ni
Umarete hajimete nani wo ieba ii?


Cos'é questa sensazione? Così "inappropriata" al suo recente cambiamento. Nonostante il taglio, nonostante l'aria da dura.

LW: Kimi no zen zen zensei kara boku wa kimi o sagashihajimeta yo
Sono bukiccho na waraikata o megakete yattekitanda yo.
Kimi ga zenzen zenbu nakunatte chirijiri ni nattatte
Mou mayowanai mata ichi kara sagashihajimeru sa
Mushiro zero kara mata uchuu o hajimetemiyou ka.


L'aveva sentita per l'ultima volta circa due anni prima, cioè tante vite fa. Sul bordo della felicità, senza saper bene da che parte stare.

LW: Dokkara hanasu kana kimi ga nemutteita aida no story?
Nan'oku nankounenbun no monogatari wo katari ni kitanda yo kedo iza sono sugata kono me ni utsusu to.
Kimi mo shiranu kimi to jarete tawamuretai yo
Kimi no kienu itami made aishite mitai yo.
Ginga nankobun ka no hate ni deaeta
Sono te wo kowasazu ni dou nigitta nara ii?


Non si sta poi così male, pensò. Era sola in casa mentre suonava, i suoi genitori adottivi erano usciti a comprare un dolce per l'ultimo dell'anno. Stavolta non lo passerò da sola. L'ultima volta che aveva davvero festeggiato per capodanno, era stato due anni prima. Tante vite fa.

LW: Kimi no zen zen zense kara boku wa kimi wo sagashi hajimeta yo.
Sono sawagashii koe to namida wo megake yatte kitanda yo.


Anche se la persona a cui voglio bene è lontana, stava bene in qualche modo perché so che c'è. Dopo aver rivisto suo fratello poche settimane prima stava bene, e non riusciva a cancellare quella sensazione.

LW: Sonna kakumei zenya no bokura wo dare ga tomeru to iu'n darou?
Mou mayowanai kimi no heart ni hata wo tateru yo.
Kimi wa boku kara akiramekata wo ubaitotta no


Si sentiva come se io avessi iniziato a cercare la mia strada anni luce fa, e forse adesso l'ho trovata. Le dita scorrevano fluidamente sulla tastiera, gli occhi chiusi, un sorriso sulle labbra. Con un movimento del capo scostò un ciuffo di capelli rossi dal volto.

LW: Zen zen zense kara boku wa kimi wo sagashi hajimeta yo.
Sono bukiccho na waraikata wo megakete yatte kitanda yo.
Kimi ga zenzen zenbu naku natte chirijiri ni nattatte
Mou mayowanai mata ichi kara sagashi hajimeru sa
Nankounen demo kono uta wo kuchizusami nagara


Suonò le ultime note, poi si allontanò spingendosi indietro con lo sgabello, e tirò indietro la testa tenendo gli occhi chiusi. Sorrideva, e una singola, piccola lacrima le rigava la guancia sinistra. Ma anche se piango, ho una gran voglia di ridere.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 02/01/2017, 12:49 
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Broken Glass I

Or


The Wonderful Mess I call Life

Or


Fuck

Spoiler:


Viola Vixen ha scritto:
Viola,
questa è per te. So che un giorno rileggerai queste pagine della tua vita, e ti chiederai perché hai iniziato a scrivere. Sinceramente, non lo so. Speravi che potessero aiutarti a riprendere a capire cosa sta succedendo nella tua vita, forse. Se era quello che speravi, spero sinceramente abbia funzionato, perché vorrebbe dire che stai leggendo queste parole con un sorriso sulle labbra, e sei felice. Se non ha funzionato, allora abbiamo un problema, e quel numero della tua compagna di corso è ancora nel cassetto, lo sai. E spero che rileggere questa versione romanzata di quello che ti è successo sia utile a farti capire perché se non sei ancora felice, è ora che tu cambi vita. Spero che quando rileggerai queste parole non ricorderai neppure più cosa sia vero e cosa no di quello che sto scrivendo. Sappi solo che ne usciremo da questa situazione.

Con affetto
Viola



Viola si guardò le dita dei piedi, lo smalto nero che si asciugava lentamente. Sospirò, facendo un mezzo broncio, poi si alzò ed osservò Mariah che dormiva. Doveva cambiare appartamento al più presto. Quella andava in giro nuda tutto il tempo senza sapere che lei fosse bisessuale, e sparava cazzate tutto il giorno, senza sapere che era nervosa. Ogni giorno era lì lì per saltarle addosso. Per baciarla o per strangolarla. Sospirò. Ancora si chiedeva perché aveva abbandonato il suo appartamento per andare a convivere. Forse era cambiare aria, forse perché Mariah era una ragazza veramente bella, forse perché voleva una scusa per ubriacarsi più spesso. Questa ipotesi non le dispiaceva per nulla. Ubriacarsi. Che pensiero fantastico. Ridacchiò, pensando al posto che aveva scoperto. Un bel pub con le luci soffuse, in cui sedersi al bancone e fare in modo che l'unica persona che si ricordava della tua esistenza era il barista. Mariah, nel suo letto si girò nel sonno. Quanto l'avrebbe baciata in quel momento, poi ripensò al giorno prima in cui le aveva fatto una filippica di quasi un'ora su come la masturbazione fosse un peccato agli occhi di Dio, e si calmò. Perché tutte le belle erano completamente senza cervello? Sospirò, sfilandosi la canottiera che indossava e gettandola nel cesto della biancheria, subito seguita dalle mutande. Si stiracchiò, godendosi la libertà della nudità, poi si diresse a piedi nudi verso il bagno. Sì osservò allo specchio un istante, poi recuperò un reggiseno sportivo della sua coinquilina ed un paio di mutande e se li infilò. Si domandò quando se ne sarebbe accorta. Scrollò le spalle e tornò nella stanza, sempre a piedi nudi, e iniziò ad infilarsi i pantaloncini aderenti che usava per la palestra, poi la maglietta, poi delle calze spesse di spugna, ed in fine le scarpe da ginnastica. Si ricordava ancora quando vendeva la sua biancheria usata a vecchi bavosi per pagarsi le lezioni del dojo. Se era brava riusciva a recuperare quasi mille dollari in tutto, e, per quanto non fosse il suo punto più alto, era molto più decente di quelle che erano costrette a farsi scopare dai vari allenatori per continuare ad imparare. Era troppo giovane al tempo, ma adesso avrebbe guadagnato molto di più, senza grossi problemi. Si era sempre chiesta cosa sarebbe stata in questo momento se avesse accettato di sposare quel vecchio principe. Probabilmente vedova e ricca. Ma che gusto c'era così? Recuperò la sua tracolla, ci mise telefono e portafogli, poi si diresse verso la porta, recuperando le chiavi ed uscendo. Scese le scale, facendo i gradini due a due, mentre recuperava le cuffie Bluetooth e faceva partire la sua playlist da camminata sul telefono. Fischiettando uscì dalla porta, mentre uno dei due bodybuilder che abitava nell'appartamento sotto il suo entrava. I due si salutarono con un affettuoso cenno della mano. Viola fece un largo sorriso, ripensando a quanto aveva sfruttato il povero idiota. Non lo aveva nemmeno ricompensato con una foto in reggiseno. Ma dal suo sguardo sembrava evidente che era ancora disposto a fare molto. Povero caro, aveva chiari problemi relazionali, ed un minimo di interazione sociale con una donna era già qualcosa di enorme per lui. Fece una mezza piroetta per evitare Jaqueline, che camminava guardando per aria come al suo solito. Non si preoccupò di salutarla, era troppo persa nei suoi pensieri per notarla. Lei e il suo fidanzato erano due tipi davvero simpatici, e li avrebbe anche frequentati, lui non le avesse messo una mano dentro i pantaloni la prima volta che si erano visti. Povera Jaq, non si meritava che il suo fidanzato la tradisse con un'amica. Quindi era sparita e aveva tenuto rapporti amichevoli, ma senza consolidare nulla. Si chiese quanti veri rapporti di amicizia avesse. Quattro? Sì, quattro era un numero ragionevole, ma era un po' che non sentiva Sarah. Principalmente da quando erano finite a letto insieme da ubriache. Da quel momento aveva deciso di ubriacarsi sempre da sola. Decise che avrebbe scritto a Sarah dopo il giro in palestra, dovevano vedersi una sera e chiarirsi. Si conoscevano da una vita, ed avevano anche condiviso un ragazzo per un po'. Sorrise fra sé, accelerando leggermente il passo, per poi saltare alle spalle di Trixie. La sua ex si girò di colpo e la abbracciò. Era bello vederla dopo tutto quel tempo.

Trixie: Letty!

Viola: Shie!

Trixie: Quanto tempo è passato?

Viola: Non so, quattro anni?

Trixie: Troppi! Non mi scrivi mai.

Viola: Lo sai che sono impegnatissima, Shie.

Trixie: Lo so, ma mi fa sempre piacere sentirti.

Viola: Prometto che ti scriverò più spesso, ma che ci fai qui?

Trixie: Ho appena traslocato.

Viola: Davvero?

Trixie: Davvero.

Viola: Ma lo sai che vivo qui vicino?

Trixie: Davvero?

Viola: Davvero.

Calò il silenzio fra le due per un istante.

Trixie: E Lucy?

Viola si picchiettò sulla coscia con le dita, poi sospirò.

Viola: Scusami, devo scappare, corro in palestra. Ci sentiamo, va bene?

La ragazza scattò con una corsetta, allontanandosi.

Trixie: Va bene.

Viola non lo faceva spesso, di correre, ma sentire quel nome era un buon motivo di farlo. Non mancava tanto alla palestra, e correndo ci sarebbe arrivata prima. Sbatté un paio di volte le palpebre per riprendere ad avere la visuale chiara, poi accelerò il passo. Quanto prima fosse arrivata alla palestra, tanto meglio sarebbe stato.

Viola Vixen ha scritto:

Mi accorgo solo ora, mentre scrivo, che non riesco a ricordare il momento in cui mi sono accorta che mi piacevano sia le femmine che i maschi. È una cosa che do per scontata da anni, eppure devo averlo realizzato in un momento della mia vita. Mi preparo un tè, Viola, diciamo che riprendiamo da quando sei andata al pub quando riprendo? Non ho proprio voglia di raccontare di nuovo quello che è successo lì.


Viola si osservò nello specchietto, osservando che il suo trucco si era sbavato leggermente sull'occhio sinistro. Maledisse tutto il creato, prima di prendere dalla borsetta la trousse e adoperarsi per rimettere tutto in ordine. Passò almeno due minuti a lavorare, ma il risultato fu perfetto. Perché si truccava per andare ad ubriacarsi da sola? Fece spallucce ed uscì dalla macchina, incamminandosi verso il pub. I sandali con il tacco le stavano bene, doveva ammettere, e la minigonna era perfetta. La camicetta era meno azzeccata, ma funzionava. La borsetta nella mano sinistra, sapeva che se avesse voluto avrebbe potuto prendere chi voleva lì dentro, ma non le interessava. Appoggiò una mano sulla porta e sospirò. Erano anni che non entrava in un Pub diverso dall'Old Louie. Era quasi un modo per dire definitivamente addio a quella vita. Le si sbavò di nuovo il trucco agli occhi, mentre entrava, ma non se ne preoccupò.

Spoiler:


La musica la avvolse subito, leggermente troppo forte per i suoi gusti, ma la penombra le piacque. I pochi avventori si girarono ad osservarla un istante, per poi ritornare alle loro bevande. Respirò profondamente, dirigendosi verso il bancone. C'erano solo tre sgabelli, e prese quello più a destra, appoggiando la borsetta per terra. Alzò lo sguardo ed osservò il barista dietro il bancone, che la guardò a sua volta.

Viola: Assenzio.

Il barista annuì, girandosi per prendere la bottiglia. Viola grattò con le unghie sul bancone, sospirando, mentre il bicchiere pieno di liquido verde le veniva posato davanti, poi prese il bicchiere e tracannò tutto in un colpo solo, mettendo la parola fine al passato.

Viola: Versamene un altro.

Il barista la osservò, poi riempì di nuovo il bicchiere. Viola osservò il liquore, poi accarezzò il bicchiere, lasciando che il vuoto la riempisse. Un uomo si sedette alla sua sinistra, lasciando il posto in mezzo libero. Non se ne curò. Di solito chi la voleva importunare le parlava subito, e quello non le rivolse nemmeno la parola. Si ignorarono, non guardandosi nemmeno. Dentro di sé provò subito simpatia per qualcuno che era lì solo per bere in pace come lei. Finì di nuovo il bicchiere, poi ne ordinò un altro. E poi un altro. E poi un altro. Finalmente iniziava quella bella sensazione di completa assenza di problemi. Ordinò l'ultimo bicchiere della serata, poi cercò di prendere il portafogli. Le cadde vicino alla sedia. Sospirò, scendendo dallo sgabello, ma l'uomo alla sua sinistra lo raccolse per primo, porgendoglielo. In quel momento si guardarono in faccia per la prima volta.

Arthur: Viola...

Viola: Arthur.

Arthur Voren la osservava, con palesemente troppo alcol in corpo. Rimasero immobili in silenzio per un istante, poi Viola prese il portafogli e si sedette a fianco del ragazzo, portandosi dietro il bicchiere.

Viola: Non ci si vede da un po'.

La ragazza si chiese perché stesse parlando con l'ex di Lucy, e questo le impedì di ascoltare la risposta di lui.

Arthur: Viola, ci sei?

Viola: Scusami ero persa nei miei pensieri.

Viola bevve un sorso del suo assenzio.

Arthur: Pensavi a Lucy?

Arthur ringhiò fuori il nome, arrotondato appena da un'ombra di venerazione.

Viola: Sì.

I due si zittirono un istante.

Arthur: Non so cosa fare, Viola. Io la amavo tantissimo. Era tutto per me. Mi sveglio e penso a quanto ero felice con lei, a quanto mi sentissi completo con lei. Il solo pensiero di vederla sorridere era abbastanza per andare avanti. Ho fatto tutto quello che ho potuto per lei, le ho dedicato il mio tempo e la mia anima, mi sono sforzato di darle tutto quello che avevo. Le avevo già comprato l'anello per chiederle di sposarmi, ed invece per lei io ero solo un giocattolo. Qualcuno da usare per fare ingelosire Leonard. Non mi ha mai visto una volta come la persona della sua vita. Non è mai nemmeno stata innamorata.

Arthur bevve un sorso della sua birra.

Arthur: Ma sai qual è la cosa che mi distrugge? Non so cosa fare. Ogni giorno vorrei correre da lei e implorarla di tornare da me, di illuminarmi ancora la giornata con la sua presenza. Non mi importa che non mi ami, non mi importa che sia innamorata di un altro. Mi basta che finga, mi basta che sia al mio fianco quando mi sveglio, mi basta che mi prenda in giro. Ma l'istante dopo penso che dovrei odiarla, che la odio. Che ha rovinato la mia vita per un capriccio, e che non troverà mai nessuno disposto a fare quello che ho fatto io per lei. Che perda il suo tempo con Leonard, quell'ipocrita senza dignità, che è ancora a piangere la morte di Elena, quando è solo colpa sua. Che si crogiolino entrambi nel dolore di non poter avere l'amore della loro vita. Se lo meritano entrambi. Dovrebbe essere lei a strisciare indietro da me e chiedermi se la amo ancora. E a quel punto l'abbraccerei e le direi che amare non è abbastanza, e che ci sarò sempre per lei.

Il ragazzo scosse la testa, bevendo tutto quello che rimaneva della sua bibita.

Arthur: Sia io e te siamo stati feriti da lei. Eppure nessuno di noi due è riuscito a fare qualcosa. Dimmi Viola, cosa dovremmo fare?

Viola: Scopare.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 02/01/2017, 23:52 
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Whispers Into Screams




Una malinconica melodia ci accompagna mentre le immagini dal nero sfumano mostrando una montagna innevata. L'inquadratura si avvicina lentamente verso la montagna mentre altre immagini si sovrappongono in dissolvenza...

Dissolvenza ha scritto:
I due wrestler mascherati fanno un passo avanti e si vanno a mettere davanti alla loro padrona proteggendola, ma ecco che all'improvviso entrambi si mettono le mani sulle maschere iniziandosi lentamente a smascherare...

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WHAT?! SONO FRANKLIN DIXON E THE WILD ROMAN!!! Alisa è impietrita nel vedere che The Phoenix è sempre stato il suo fidanzato ed ora passa oltre il fratello cercando un chiarimento da Franklin, ma Chris la blocca e...

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... LA STENDE CON UNA DIVINE ASCENSION #2!!! OH MY GOD!!! COSA STA SUCCEDENDO QUI?! Drake accenna un sorriso perfido ed ora insieme a Franklin e Roman iniziano a pestare Alisa!!! I tre colpiscono Miss Drake con violenti Stomp per poi rialzarla e spingerla verso Samantha che la stende con una Spear!!!

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L'inquadratura si avvicina sempre più alla montagna mentre altre immagini ci vengono mostrate nella dissolvenza...

Dissolvenza ha scritto:
Il pubblico inizia a fischiare sonoramente il risultato del match mentre Alexa si inizia a rialzare e sorride compiaciuta per poi rotolare fuori dal ring, raggiungere DJ Rev e tornarsene nel backstage, non prima di aver sorriso verso uno dei due individui mascherati, per la precisione quello che l'ha posata su Chris per il pin vincente. Ellie si rialza lentamente ed entra nel ring, ma tempo zero e la figura mascherata che ha steso Chris assale anche lei con un braccio teso per poi lanciarla contro l'altro individuo che la stende con una Implant DDT! Chris Drake riprende conoscenza e lentamente si mette sulle ginocchia, affranto, mentre le due figure gli si pongono davanti. Altro boato di sgomento mentre la figura si mette una mano sulla maschera rivelando la sua identità...

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INCREDIBILE!!! FRANKLIN DIXON!!! The Phoenix sorride in maniera beffarda mentre Chris lo guarda sgomento... L'altra figura si mette la mano sulla maschera per poi togliersela...

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COSA?! ALISA DRAKE!!! Chris spalanca gli occhi e la bocca, incredulo davanti alla scena che ha davanti. Alisa osserva con sguardo truce il fratello per poi correre verso di lui e connettere con un violento Shining Wizard!

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La sequenza di immagini in dissolvenza si interrompe mentre l'inquadratura ha ormai raggiunto la propria destinazione, arrivando in un bosco.

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Le immagini si muovono lentamente tra gli alberi adiacenti un sentiero leggermente innevato andando a scorgere una figura solitaria in lontananza.

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Un sospiro. La musica sfuma. Un urlo. Ora il silenzio.

???: Shhh.

L'immagine resta immobile sulla figura solitaria, ferma come una fotografia. Lentamente una dissolvenza inizia a far sovrapporre l'immagine di questa figura ripresa in maniera ravvicinata, di spalle, incappucciata. Una volta che la sovrapposizione è ultimata e che questa figura è ormai la catalizzatrice di attenzione nell'inquadratura, si toglie con calma il cappuccio rivelando i suoi lunghi capelli neri, poi si gira leggermente mostrandoci il suo viso.

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La ragazza è vestita con un lungo cappotto nero, chiuso al collo con una sciarpa grigia, che va a posarsi su una felpa con cappuccio e un paio di pantaloni anch'essi neri, e ora posa il suo sguardo sull'inquadratura per alcuni secondi prima di abbassarlo e poi rialzarlo nuovamente e sussurrare qualcosa a bassa voce...

Alisa: I can't walk on the path of the right because I'm wrong...

The Whisperer abbassa nuovamente lo sguardo. Si iniziano a sentire dei passi in avvicinamento, e Alisa pone il suo sguardo verso la propria destra dove dopo pochi istanti vediamo fare la propria comparsa Rick Frye.

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Il wrestler ha indosso un giaccone nero con pelliccia sul cappuccio, un paio di pantaloni grigi, stivali invernali e un paio di guanti, e ora con un sorriso beffardo va a scambiarsi uno sguardo con Alisa che però non ricambia il sorriso e torna a guardare l'inquadratura mente Rick fa le spallucce, si appoggia spalle contro un albero e inizia anche lui a guardare l'inquadratura.

R.Frye: Rick Frye.

Alisa: Alisa Drake.

R.Frye: We are the Whisperers.

La parola Whisperers viene detta a bassa voce da Frye che ora distende un sorriso mentre l'inquadratura zooma leggermente su di lui mantenendo comunque la Drake, intenta a fissare con sguardo gelido la telecamera, nell'angolo di ripresa.

R.Frye: Ciao mondo, era dalla scorsa estate che non ci vedevamo, precisamente da quando Chris Drake e Kid The Wizard hanno umiliato me e Aleki Maivia a FWP SummerBreak prendendosi i nostri FWP World Tag Team Championship dopo soli otto giorni di regno. Magari voi vi ricordate di me come Franklin Dixon, e non escludo che in molti possano far riferimenti in futuro a questo mio nome magari i sottosviluppati che pagano per vederci combattere con dei cori irrisori o colleghi a corto di argomentazioni. Per dovere di cronaca posso dirvi che Richard Franklin Frye è il mio nome di battesimo, nome che volevo tenere nascosto per il peso che il mio cognome ha in un determinato ambito, per tanto scelsi di farmi chiamare Franklin Dixon, ma ormai non ho più bisogno di nascondermi, non ho più bisogno di fingere, ho solo bisogno di essere me stesso e raggiungere gli obiettivi che mi sono posto.

Piccola pausa di Rick.

R.Frye: Il primo obiettivo è stato raggiunto, la mia vendetta contro Chris Drake può dirsi compiuta visto che grazie alla mia Fire Blast è stato vittima perfetta per Alexa Drake che lo ha schienato e lo ha eliminato una volta per tutte dalla TWC. Al prossimo Indoor War mi aspetto una festa in onore dei Whisperers per aver eliminato il cancro che ha attanagliato per troppo tempo la TWC con le sue stupide lamentele, le sue psicosi e le sue teorie complottistiche. Ma io non ero l'unico ad avere una missione di vendetta contro Chris Drake...

Rick alza un sopracciglio e lancia un'occhiata verso Alisa.

R.Frye: Alisa Drake che si allea con Rick Frye per far licenziare l'amato fratello Chris, un momento davvero inaspettato e che ha scatenato reazioni shockate in tutto il mondo. Poi, come al solito, l'intelletto inferiore del nostro pubblico ha subito portato a una critica frivola e priva di contenuti contro la qui presente Alisa che è stata accusata di incoerenza con se stessa e tradimento nei confronti del fratello. Vedete gente, Alisa ha fatto ciò che ha fatto poiché suo fratello l'ha abbandonata a se stessa insultandola pesantemente e sputandole in faccia un misto tra saliva e sangue, sangue provocato dal pestaggio che io stesso gli ho dato, e nell'allearsi con me non ha dimostrato incoerenza, ma ha dimostrato perdono verso colui che un tempo era il suo compagno di vita, colui che l'ha tradita in mondovisione, colui che ha preferito la sua odiata sorella Rachel a lei, colui che l'ha attirata in una trappola letale.

The Phoenix sorride.

R.Frye: Ma nonostante ciò lei ha imparato che restare ancorata al fratello equivaleva ad annaspare nell'oceano mentre si cercava un salvagente in un'incudine, e per tanto ha capito che l'unico salvagente per la sua vita era una scaletta che calava da un elicottero, una scaletta chiamata Rick Frye.

Un altro sorriso si distende sul viso di Frye che scambia un'occhiata con Miss Drake.

R.Frye: Alisa è cresciuta, ha finalmente deciso di usare il suo intelletto superiore per il proprio bene e non per quello dell'ingrato fratello, ha finalmente capito che ha delle doti fisiche notevoli che fanno di quel ring la sua casa, e ha compreso che una delle persone che disprezzava di più ora può essere il suo più grande alleato per tutto ciò che lei vorrà conseguire.

Il wrestler si stacca dall'albero dove era appoggiato e si affianca ad Alisa per poi metterle una mano sulla spalla.

Alisa: La vendetta contro l'Ingrato è compiuta, ora i Whisperers hanno altri obiettivi davanti i loro occhi.

R.Frye: Esatto Alisa, i Whisperers hanno puntato il loro bersaglio sulla cima della montagna delle rispettive categorie.

Rick Frye stacca la mano dalla spalla da Alisa e incrocia le braccia sorridendo in maniera beffarda verso l'inquadratura.

R.Frye: Come ho già detto Alisa ha tutti i requisiti fisici per realizzare i suoi scopi, ne sono certo visto che l'ho allenata io anni fa per divenire una pro-wrestler, e quel poco che ha dimostrato nel ring nelle apparizioni fatte tra TWC e FWP hanno ampiamente messo in mostra ciò che questa ragazza è in grado di fare, e ora che la distrazione Chris Drake non sussiste più non ci sono più limiti per lei. A questo aggiungeteci una spiccata intelligenza seconda solo a quella del sottoscritto e avrete la prossima, vera, Legit Queen della Women's Division della TWC. Chiunque sia in disaccordo con questa affermazione è liberissimo di provare a dimostrare il contrario, ciò che troverà sarà la propria fine.

La Legit Queen annuisce leggermente mentre mantiene lo sguardo fisso verso la telecamera.

R.Frye: Per quanto riguarda il sottoscritto direi che dovrete solo puntare il vostro sguardo su ciò che farò da oggi in poi all'interno di quel ring, poiché l'essere pedina di Samantha Hart prima e il trascinarmi il peso di Aleki Maivia poi non ha aiutato ai fini della mia carriera. Certo, i miei successi passati tra Stati Uniti, Messico e Giappone parlano per loro, ma quello era un altro Rick Frye, anzi quello era Franklin Dixon che nonostante numerosi successi e titoli, tra cui due mondiali, non ha nulla a che vedere con le abilità, la tecnica, l'intelligenza tattica del nuovo e migliore Rick Frye.

The Phoenix fa un occhiolino verso la telecamera e sorride.

R.Frye: Potrei azzardare a dire che l'essermi alleato con una persona intelligente come Alisa abbia aiutato il mio intelletto a innalzarsi ancora di più rendendomi The 171.

Miss Drake lancia una fugace occhiata verso Frye ed alza un sopracciglio mentre quest'ultimo continua a fissare compiaciuto l'inquadratura.

R.Frye: Da oggi The Whisperers' World ha ufficialmente inizio e ad Indoor War potrete finalmente iniziare a capire che non c'è nulla che potrà fermare quest'alleanza dal conseguire i propri scopi.

I due Whisperers assumono uno sguardo serio e concentrato.

R.Frye: The Whisperers are on the hunt...

La Legit Queen fa un passo avanti.

Alisa: Hide!

Le immagini si interrompono bruscamente.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 07/01/2017, 19:50 
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In un breve comunicato stampa, la TWC ha annunciato oggi che ad Indoor War #42, che si terrà il 13 Gennaio al Barclays Center di New York, ci sarà un rematch di Frontline Sunshine, che vedrà affrontarsi le Sick Chicks e i Powells, con in palio una Title Shot ai TWC World Tag Team Championship, detenuti dai Pulp Fiction. Ulteriori informazioni verranno rilasciate quando disponibili.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 09/01/2017, 23:48 
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È mattino tardi in casa Black, e la luce filtra dalle larghe finestre, illuminando Leonard Black e Lucy Fisher.

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I due sono seduti sul divano, lui in jeans e maglietta blu della BDK Inc., mentre la ragazza, in pantaloncini da basket dei Seattle SuperSonic ed una larga felpa rosa dei Pink Unicorn United sta leggendo un enorme fumetto, di cui possiamo leggere la costa, che recita "Watchmen". Black, invece, sta scrivendo qualcosa su un taccuino, mentre sta guardando Sean Morgan contro Lance Murdock sulla televisione. I due stanno in silenzio, ma ogni tanto il gigante passa una mano sulla pancia di Lucy, adesso appena pronunciata.

LF: Comunque avevi ragione.

LB: Avevi dubbi?

Leonard mette in pausa il video, proprio mentre Morgan sta grattuggiando la fronte di Murdock con una mazza ricoperta di filo spinato, poi si gira verso la ragazza.

LB: Ti sta piacendo, quindi?

LF: Sì, molto.

Improvvisamente suona il campanello, ed entrambi si girano verso la porta. Black fa un ultima carezza a Lucy, poi le scosta le gambe e si alza in piedi.

LB: Arrivo.

Il gigante si dirige verso la porta, girando le chiavi e aprendola.

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Davanti si trova la Spartana, Elektra Kellis, in un cappotto invernale nero e dei jeans azzurri. Tra le braccia tiene due pacchetti avvolti in carta natalizia. Si sforza di mostrare un sorriso che appare quasi nervoso.

ELK:Ehm, ciao Leon. Spero di non disturbare, sotto ho trovato il portone aperto e ho deciso di salire. Spero non ti dia fastidio come cosa.

Black osserva la ragazza per un istante, poi fa un mezzo sorriso.

LB: Sono sicuro che a Lucinda farà piacere vederti.

Dal divano arriva la voce della Fisher.

LF: El?

LB: Sì, è lei.

Rumore di passi rapidi, e poi Lucy salta addosso ad Elektra, abbracciandola. La Spartana lascia cadere i pacchetti ed accoglie la rossa, indietreggiando, quasi sbilanciata dall'urto. Elektra sorride, questa volta felice.

ELK:No, Lucy, non me lo merito. Perché sei così buona? Perché non puoi dirmi "Fanculo, Elektra. Sei una maledetta stronza, Elektra. Ti sputerei in faccia, Elektra."

La greca stringe l'amica tra le braccia e le accarezza la testa.

ELK:Così mi fai quasi stare peggio per quello che ti ho fatto. Mi sei mancata un sacco, Lulu, perdonami per quello che ti ho fatto.

LF: Tutti si meritano un abbraccio. E poi sei venuta a trovarmi, nonostante Thomas abbia provato ad impedirtelo. A me basta.

LB: Io sono per il forse, sappilo.

Black sospira.

LB: Se vuoi entrare ti prendo la giacca, così l'appendo.

Elektra annuisce e si sfila la giacca, passandola a Leonard che l'appende all'entrata, rimanendo con una felpa grigia a zip aperta sopra una t-shirt nera. Si china e raccoglie i pacchetti da terra.

ELK:Ti comprendo, Leonard. Spero che un regalo ti aiuti a perdonarmi. Auguri, anche se in ritardo.

Elektra passa uno dei due pacchetti, dalle dimensioni abbastanza contenute, a Leonard. La greca rivolge a Black un altro sorriso forzato e nervoso.

ELK:Spero ti piaccia, non sono un granché a fare i regali. Non so neanche se li usi, e so a malapena che marca sia quello che ti ho regalato. Se non lo vuoi o vuoi cambiarlo fammelo sapere.

Leon prende il pacchetto, poi sospira.

LB: Devo dire che non siamo ancora riusciti a fare i regali, noi.

LF: Intende dire che è pigro.

LB: Grazie del pensiero, comunque, Elektra.

Il gigante apre il pacchetto, trovandoci dentro un elegante orologio da polso, che osserva un attimo, lasciandosi sfuggire un sorriso.

LB: È molto bello.

Elektra tira un sospiro di sollievo sorridendo.

ELK:Sono contenta che ti piaccia. Non preoccupatevi per i regali, in fondo non credo di meritarne da voi. E posso capire che avete avuto altre cose a cui pensare in questo periodo. Ovviamente ne ho uno anche per te, Lucy.

Elektra passa il secondo pacchetto, di dimensioni più grandi, alla ragazza.

LB: Lucinda, cosa ne dici di fare accomodare Elektra sul divano, mentre io metto su un té? Sareste sicuramente più comode.

LF: Ottima idea. El, togliti le scarpe, prima che tu dia una scusa a Leonard per cacciarti di casa.

LB: Sarebbe un'ottima scusa.

Elektra annuisce.

ELK:Ah, sì, scusate. Era parecchio che non entravo in questo appartamento, mi ero scordato della regola delle scarpe.

Elektra si poggia con il corpo sulla parete e si sfila prima uno scarpone e poi l'altro e li ripone nel mobiletto apposito all'entrata. Improvvisamente Lucy la abbraccia di nuovo, staccandola da terreno e facendola ruotare in aria, mentre Black si allontana ridacchiando.

LF: Mi sei mancata.

Lucy lascia andare l'abbraccio, facendo un passo indietro ed osservando Elektra.

LF: Vieni, sediamoci davvero.

Lucy si sposta verso il divano, sedendocisi sopra e tenendo in braccio il regalo. Elektra la segue e si siede vicino a lei.

ELK:Anche tu. Ti ho già detto che mi dispiace?

Elektra si passa una mano tra i capelli, abbassando lo sguardo.

ELK:C'è stato un momento in cui ho pensato che non saresti più tornata, che fosse tutto finito. Ed il nostro ultimo incontro sarebbe stato quello in cui ti ho aggredito, e questo non potevo reggerlo.

Elektra prende la mano di Lucy e la stringe tra le sue, guardandola negli occhi.

ELK:Lucy, voglio essere sincera con te: se potessi tornare indietro, credo che lo rifarei, nonostante tutto il male che faccia. Sentivo di avere bisogno di quel periodo lontana da tutto e tutti, quest'estate ho toccato il fondo, ho quasi tentato il suicidio e tagliare i legami con il resto del mondo mi ha aiutata a risalire, a ritrovare una pace interiore. Ora però è tempo di cambiare, quando sono venuta a trovarti ti ho fatto una promessa, la stessa che tu hai fatto a me. Lulu, ti prometto che ti sarò sempre vicina d'ora in avanti, qualsiasi cosa accada. Ed intendo mantenerla. E scusarmi di nuovo, perché non deve essere affatto carino sentirsi dire che lo rifarei. Quindi... Perdonami, Lulu.

Lucy rimane un istante in silenzio, poi scuote la testa.

LF: A volte in famiglia si sbaglia e ci si fa del male, perché non si capisce cosa vuole l'altro e cosa siamo disposti a dare. A volte l'odio più grande si prova verso quelli che ci stanno più vicini, perché riusciamo a vederne tutti i difetti. Ed a volte si finisce per fare del male alla propria famiglia perché è la cosa che ci sembra più giusta. Ma alla fine una vera famiglia non si separa mai, perché la famiglia non dipende dal sangue, ma da quanto ci si vuole bene. Anche dopo che ci si è accoltellati a vicenda, se ci si vuole bene davvero, si può risanare la cosa.

La rossa accarezza una guancia di Elektra.

LF: E tu sei famiglia, per me.

Black lentamente ritorna nel soggiorno, appoggiandosi al muro, una tazza di caffè fumante in mano.

LF: Ho sofferto per quello che mi hai fatto, ma non ho mai pensato tu mi odiassi, o che lo facessi con cattiveria nei miei confronti. E mi sono dispiaciuta più perché non mi hai cercato per aiutarti che perché mi hai attaccato. Ma il fatto che tu sia qui per me è già una scusa sufficiente.

Leonard sorseggia la tazza di caffè, facendo un mezzo sorriso in direzione di Lucy, che si sporge e da un bacio sulla fronte a Elektra. La rossa poi apre il pacchetto, estraendo il regalo, che si rivela un peluches di un leone con la criniera rossa, con attaccato al collo un ciondolo, con una scritta.

LF: "La mia unica leonessa".

Lucy sorride, scompigliando i capelli improvvisamente alla greca.

LF: Grazie.

Elektra sorride a sua volta.

ELK:No, Lulu, grazie a te. Per tutto. E' un po' stupido forse, ma è sicuramente meglio del regalo che aveva pensato Talia. A proposito, voi sapete per caso se si vede con Thomas? A me non vuole dirlo dopo quella sera in ospedale. Credo sia stato più faticoso convincerlo a farmi entrare nella tua stanza che lottare a Zero Hour con il collo malridotto.

LB: Me lo ha detto, in realtà. Se mi permetti, è stato fin troppo poco prudente. Mettiti nei suoi panni per un istante e capirai come sia un azzardo lasciarti entrare.

Black beve un sorso di caffè.

LB: A parte il fatto che ci sono io e mi sarei vendicato, Lucinda e Thomas si conoscono da anni, e sono molto amici. Pensa come si sarebbe sentito se tu avessi deciso di fare qualche stupidaggine. Ha fatto quello che riteneva giusto per tenere al sicuro Lucinda senza toglierti la possibilità di vederla. Per lui sarebbe stato molto più semplice chiuderti fuori e non lasciarti entrare, invece lo ha fatto lo stesso, anche se con mille precauzioni. E non ti conosce. Siigli grata, più che altro.

Il gigante beve un altro sorso di caffè.

LB: Comunque sì, esce con tua sorella.

Elektra si morde il labbro inferiore stizzita.

ELK:In fondo non poteva essere tutto rose e fiori, è giusto così.

La spartana si fa seria e sposta lo sguardo verso il gigante.

ELK:Gli sono grata e mi sono messa nei suoi panni. Tutto quello che chiedevo però è che qualcuno si mettesse nei miei. Non credo che tu non ti sia mai preso a botte con dei tuoi amici, se lo hai fatto è perché avevi dei validi motivi. Capisco che le azioni di Manson abbiano scombussolato tutto il vostro mondo e vi abbiano fatto riflettere due volte, forse più, sul dare la fiducia a qualcuno, ma aggredire quella che è praticamente la mia migliore amica, che si trovava tra la vita e la morte, era l'ultimo dei miei pensieri in quel momento.

La spartana si sposta una ciocca dietro l'orecchio e continua a parlare con calma, mettendosi una mano sul petto.

ELK:Avrò dovuto affrontare questo argomento un centinaio di volte perciò preferisco non doverlo fare di nuovo. Comprendo che probabilmente non ti fiderai mai completamente di me ora, e lo accetto. Voglio solo che tu capisca che quello che ho fatto non è stato fatto a cuor leggero, ci ho riflettuto molto ed, a mio avviso, rimane la scelta migliore. E tanto meno non è stata una scelta non sofferta. Per me possiamo chiuderla qui, va bene?

Elektra si sforza di rivolgere un mezzo sorriso a Black con tranquillità.

LB: Elektra Kellis, io ti credo quando dici che non avevi alcuna intenzione di farle del male, ma ti assicuro che me lo posso permettere perché la situazione è quella di adesso. Ho toccato con mano la parte più oscura dell'animo umano, ho visto le peggiori incarnazioni del male in persone insospettabili. Ho visto una bambina di sei anni cercare di strappare la pelle dal volto della sorella più grande. Ho visto cose che nei tuoi sogni puoi solo immaginare. Ed è mio preciso dovere proteggerli da tutto.

Il gigante sorride ad Elektra, per poi bere un sorso di caffè.

LB: Capisco cosa puoi aver provato ad essere trattata così. Capisco come ci si senta ad essere trattati come nemici perché si è commesso un errore, anche se non ho mai picchiato un mio amico. E non credo sia giusto che tu sia stata trattata così. Ma ti assicuro che farei molto di peggio per proteggerli. Anche se non è giusto, anche se non è cortese.

Black sospira.

LB: Siamo in tempi oscuri, Elektra Kellis, e ci sarà da lottare duramente per vedere di nuovo la luce. Ma non permetterò che l'oscurità faccia del male alla mia famiglia. E tu, cosa farai? Lì proteggerai anche tu?

Elektra annuisce con decisione.

ELK:Assolutamente.

Il gigante annuisce.

LB: Molto bene. Vado a vedere se l'acqua per il tè è pronta.

Leonard si allontana dalla parete e si dirige verso la cucina.

LF: Non ti odia, sai?

Elektra alza le spalle.

ELK:Se anche fosse non lo biasimo, anche io mi odierei.

LF: Davvero, non ti odia. È solo protettivo. E visto il periodo, lo capisco.

Lucy accarezza il peluches.

LF: Tu come stai, invece? Ho visto il match.

Elektra si morde il labbro passandosi una mano sul collo.

ELK:Adesso va un po' meglio, durante il match però ho visto l'inferno. E anche dopo. Bruciava da morire, ma mi bruciava ancora di più il fatto di aver finalmente l'opportunità di farla pagare a Jane ed invece mi ha fatto a pezzi. Sarà un piacere doverla stare a sentire quando ci rincontreremo...

La rossa sospira.

LF: È colpa mia. Non avrei dovuto perdere il match contro di lei, e non avrei dovuto lasciare che la mettesse sul personale. Non voglio vedere una come lei con il titolo alla vita. Mi dispiace solo non poter tornare a riprendermelo.

Elektra scuote la testa sorridendo.

ELK:No, non è affatto colpa tua. La colpa è solo la mia, e se vogliamo proprio incolpare qualcuno, direi di incolpare quel viscido maledetto infame che è Morgan.

Elektra sospira.

ELK:Non preoccuparti, ci penserò io a mandarla giù. Posso vederla ancora meno di te con il titolo alla vita, non ho intenzione di lasciar andare. Dovrò prima riprendermi e dimostrare che merito un'altra possibilità, ma è mia intenzione farle cadere tutti i denti dalla bocca e strapparle il titolo.

La greca poggia le mani sulle spalle di Lucy e la guarda negli occhi.

ELK:Te lo prometto. Ti ho fatto molte promesse oggi, ed intendo mantenerle tutte, è il minimo che possa fare per sdebitarmi. Ma che intendi quando dici che non puoi tornare? Capisco che devi riprenderti da quello che hai passato, ma davvero non hai più intenzione di lottare?

La Fisher arrossisce un istante, poi ridacchia, abbracciando improvvisamente Elektra.

LF: È vero che non te l'ho ancora detto. Sono incinta.

Elektra strabuzza gli occhi e spalanca la bocca, finendo sbilanciata all'indietro dall'abbraccio di Lucy. Scoppia a ridere e stringe forte Lucy tra le braccia.

ELK:Omiodio! Non ci credo!

Elektra poi si stacca dall'abbraccio e si fa seria.

ELK:Aspetta un attimo: da quanto? Ti prego, non dirmi che è da prima che ti attaccassi, ti prego.

Black appoggia un vassoio sul tavolino davanti alle due.

LB: A voler essere precisi, era incinta da un paio di settimane. Però non lo sapeva ancora.

ELK:Mi dispiace da morire, Lucy. Se avete bisogno di qualsiasi cosa, qualsiasi, ditemelo. Ora abito a pochi passi da qui, quando sono a casa sarò al vostro completo servizio. E quando non ci sarò potete contare su Talia, a primo impatto non le dareste nulla in mano ma fidatevi, sarebbe felice di aiutarvi. Ah, congratulazioni. Sarete degli ottimi genitori.

LF: Non sentirti in colpa, non potevi saperlo.

Black alza le sopracciglia, posando due tovaglioli di carta sul tavolino, per poi appoggiarci sopra due tazze fumanti, una bianca con sopra disegnato un fiore rosso ed una rosa con delle spirali grige. Poi appoggia un porta zucchero, una lattiera ed un piatto di vari biscotti di pasticceria. Infine riprende il vassoio vuoto e inizia a dirigersi verso la cucina.

LB: Ho portato lo zucchero e il latte, ma se vuoi un consiglio non metterci niente. È una miscela che mi faccio fare apposta con una selezione di tè indiani, cinesi ed inglesi. I biscotti sono della pasticceria qui sotto. Provali.

Lucy nel frattempo ha preso una stella ricoperta di cioccolato, e ne morde un raggio, sorridendo.

LF: E speriamo davvero di essere bravi genitori. L'unica cosa che mi servirà sarà un po' di compagnia, El.

Elektra prende in mano la tazza rosa per il manico, soffiandovi dentro.

ELK:Sono abituata a prendere tè e caffè senza nulla dentro, quindi credo proprio che seguirò il tuo consiglio.

La greca fa un piccolo sorso dalla tazza.

ELK:Farò il possibile per esserci quando non sono impegnata con la twc, è una fortuna che ora viviamo così vicine. Te lo ripeto, per qualsiasi stronzata non farti problemi a chiamare me o Talia. Se sono le due di notte, non c'è nessuno con te e vuoi una pizza fai uno squillo e veniamo subito.

Lucy continua a mordicchiare la stella.

LF: Grazie El.

La rossa rimane un secondo in silenzio, poi prende la tazza di tè e beve un sorso.

LF: E con Lancelot come sei rimasta?

Elektra poggia la tazza sul tovagliolo sopra il tavolino. Alza le sopracciglia inclinando la testa e poi prende un biscotto a forma di cuore con la glassa al cioccolato.

ELK:Beh, direi che rimanere non è il verbo che userei perché tra noi non è rimasto nulla ormai.

La greca abbassa lo sguardo e da un morso al biscotto.

LF: El, non dirlo mai.

Lucy appoggia una mano sul braccio della mora.

LF: Tu lo ami?

Elektra guarda la rossa negli occhi, decisa.

ELK:Ormai no, non credo. Non ne posso più delle sue stronzate, specialmente se sono io a rimetterci. E' colpa sua se ho passato il giorno del mio compleanno in ospedale, ed ha avuto pure la faccia tosta di presentarsi quel giorno e rendere le cose ancora peggiori. E' colpa sua se è successo tutto questo casino con Jane. Ai tempi l'ho difeso per questo, ma ora vedo le cose da un'altra prospettiva. Tu puoi capire quanto sia difficile per me aprirmi e fidarmi di qualcuno. Con Lancelot potevo farlo tranquillamente, mi sentivo totalmente al sicuro con lui. Ed invece va a raccontare in mondovisione una confessione che mi aveva fatto Jane e che io avevo riferito a lui. E la cosa che più mi fa incazzare è che io ho fatti degli sforzi giganteschi per aprirmi ma negli ultimi tempi lui non faceva altro che chiudersi.

Elektra finisce di mangiare il biscotto con rabbia, con le braccia incrociate e la schiena poggiata sullo schienale. Rimane in silenzio fino a quando non finisce il biscotto e poi guarda verso Lucy.

ELK:Sono contenta da morire che abbia perso quel titolo, gli stava dando alla testa. Ed ironia della sorte, si è degnato di perderlo contro l'unico figlio di puttana su questo mondo che avrei preferito ancora meno di lui come campione. Incredibile...

Black ritorna dalla cucina, appoggiandosi di nuovo contro il muro e riprendendo a sorseggiare il caffè.

LF: Sai, io né so qualcosa di storie d'amore difficili. Ho passato anni della mia vita a rincorrere un idiota che non mi calcolava perché era troppo concentrato a struggersi su sé stesso per guardarmi. Io ho ferito lui e lui ha ferito me. Siamo arrivati al momento in cui mi ha cacciata di casa perché ho cercato di capire qualcosa della sua vita.

Lucy beve un sorso di tè.

LF: Ora è il padre del mio bambino, ed ogni volta che mi sveglio, mi sveglio al suo fianco. La rabbia e i brutti momenti possono seppellire il vero amore, non farlo sparire. Ho lottato per avere il mio amore, te lo assicuro. Ed è stato difficile.

Leonard beve un sorso del suo caffè, poi sospira.

LB: E se dovessi fare una scommessa, lui è innamorato di te. Se mi chiedi perché ti dico così, non te lo saprei oggettivamente dire, ma secondo me è così.

Il gigante indica verso la televisione.

LB: Guardalo in questo momento. Sta venendo massacrato, e lo sta facendo un po' anche per te.

Elektra osserva il televisore che mostra il match tra Murdock e Morgan, fermo nel punto in cui The Orphan sfrega la mazza ricoperta di filo spinato sulla fronte del Daredevil. Elektra storce la bocca con una smorfia e riprende in mano la tazza di tè.

ELK:Su questo devo darti ragione, anche se pure io ho ricevuto un po' di massacri per lui. Questo collo ne porta ancora i segni. Forse in futuro cambierò idea, magari riuscirà a farsi perdonare ma ora come ora mi viene la nausea a pensare a lui. Inizio a credere seriamente che non sia mai stato l'uomo della mia vita, che quello giusto è ancora là fuori, o forse non esiste. Ora come ora non voglio avere un'altra relazione, specialmente con lui. Mi trovo bene con questa "libertà".

LF: Ti dico solo di pensarci bene, un consiglio da amica. E non credere che non ci sia qualcuno per te. Anche se non fosse Lancelot, c'è qualcun'altro. E fai bene a goderti la libertà, perché sono sicura che arriverà qualcuno che ti ruberà il cuore.

Lucy prende un altro biscotto.

LF: Magari Thomas.

La rossa osserva Elektra per un istante, ridacchiando. Elektra sorride e le da un buffo sulla spalla.

ELK:Lo lascio volentieri a Talia, grazie.

LF: È un ragazzo dolce, quando vuole. E tu devi presentarmi tua sorella, che io non l'ho mai vista.

LB: Non è del tutto vero. Hai visto il suo dossier.

Lucy si gira verso Black.

LF: Parlare con una persona non è come leggere un dossier.

Il gigante fa spallucce, continuando a bere il caffè.

LF: Mi farebbe piacere vedere chi riesce ad essere più testarda di te.

ELK:Quale dossier? Comunque te la presento il prima possibile, sono sicura che ti piacerà, ma solo perché tu vedi sempre i pregi delle persone.

LF: Non dire così, sono sicura che è una persona fantastica.

LB: Thomas concorda.

Lucy beve un sorso di tè.

LF: Viola invece l'hai incrociata?

Elektra beve anche lei un sorso di tè.

ELK:L'ultima volta che ci siamo viste credo fosse in WFSS, da quando è arrivata in TWC non credo di averla incrociata. Ho visto però che va parecchio d'accordo con Bev, e questo non mi fa certo strappare i capelli per averci a che fare.

Elektra fa un'altra smorfia e beve un altro sorso.

LF: Temo dovrai abituarti ad averci a che fare. Se vuoi arrivare a vincere il titolo del mondo, dovrai passare anche su di lei. È sempre riuscita ad arrivare a combattere per la cintura, ovunque sia andata.

ELK:Nessun problema. L'ho già affrontata in WFSS e non avrò problemi ad affrontarla di nuovo. L'amico del mio nemico è mio nemico, e farle mangiare la polvere sarà mia prerogativa.

LF: Così ti voglio.

Black si stacca dal muro, appoggiando la tazza di caffè ad una libreria.

LB: Ed ora cosa intendi fare con la tua carriera? LisaLisa ha una shot per il titolo, e tu mi sembra sia ancora provata dal match.

Il gigante si appoggia al divano.

LB: Qual è il futuro di Elektra Kellis in TWC?

Elektra si massaggia il collo con aria pensierosa.

ELK:A Zero Hour sono andata giù, molto giù. Devo riscattare il mio nome, far mangiare la polvere a tutta la divisione così da potermi meritare un'altra occasione al titolo, sperando che Jane abbia ancora il titolo a quel punto. Altrimenti prenderò prima il titolo e poi Jane, in qualsiasi caso la leoncina non la passerà liscia. E' più facile a dirsi che a farsi ma ci metterò tutta me stessa ed anche di più per raggiungere i miei obiettivi. Ormai mi sto abituando a questi dolori, non ci sarà un'altra figura imbarazzante come a Zero Hour.

LB: Per prima cosa, se vuoi davvero lottare, devi trovare un modo per risolvere il problema del collo. E non basta abituarsi al dolore, perché devi essere in grado di valutare la situazione in cui è il tuo collo, per poter lottare. Credo di avere il numero di qualche buon fisioterapista che potrebbe darti una seria mano a continuare a lottare e iniziare a guarire seriamente.

LF: Questo è il suo modo per dimostrarti che tiene a te.

Elektra sorride.

ELK:Ed è un gran bel modo. Ti sarei molto grata, Leon, sarebbe un grande aiuto.

LB: Ricordati però che non sono dei guaritori. Dovrai starci attenta, e capire come combattere proteggendoti. Fino ad ora non hai dovuto farci i conti, perché sei ancora giovane, ma devi imparare a curare il tuo corpo anche sul ring. Dovrai smettere di sprecare movimenti e colpi, e dovrai tenere al sicuro il collo. È ora di diventare adulti, Elektra, anche in come lotti.

Elektra annuisce.

ELK:Lo farò senz'altro, e se hai dei consigli da darmi li ascolterò attentamente. Ho intenzione di continuare per ancora molto tempo a lottare, non posso permettere che questo infortunio me lo impedisca.

LB: Sì, posso insegnarti qualcosa, anche se dovrai adottare strategie diverse dalla mia, vista la nostra differenza fisica. Se ogni tanto passi alla palestra TWC trovi me e Thomas ad allenarci.

ELK:Puoi contarci. Mi sforzerò di andare d'accordo con Thomas, almeno per mia sorella, e per te.

LB: Anche io devo rimettermi in forma da un infortunio, dopo tutto. Questa spalla non è ancora a posto, dopo tutto.

Il gigante si tocca la spalla sinistra.

LF: Non dovresti ancora sforzarla così.

LB: Vero, ma non punto a lottare ancora per qualche settimana, quindi non dovrebbe essere un problema.

Black massaggia la spalla per un istante.

LB: E se ci fosse bisogno, Thomas e Gregory possono aiutarmi a difendermi.

Leonard osserva Elektra un istante.

LB: Lo sai che questo è un tuo problema, vero? Non hai nessuno che ti copre le spalle.

Elektra si passa una mano sulla nuca.

ELK:Beh, è il prezzo da pagare per certe scelte, e sono disposta a pagarlo. Perdonami, Leon, ma quando dici che non punti a lottare per qualche settimana vuol dire che dopo hai intenzione di tornare a combattere. Non avevi deciso di ritirarti?

Il gigante annuisce.

LB: Sì, non posso lasciare la federazione in questo stato. Ha bisogno di me più che mai.

LF: Potresti comunque prenderti una puntata di pausa.

LB: No. Prima inizio, meglio è.

ELK:Beh, mi fa piacere che tu sia ancora tra noi. Vedere una faccia amica nel backstage fa sempre bene.

Black sorride.

LB: Grazie Elektra.

Leonard si gira e recupera la sua tazza di caffè, mentre Lucy improvvisamente abbraccia di nuovo Elektra.

LF: El, ti va di fermarti a pranzo per oggi? Leonard deve uscire, e starei da sola.

ELK:Se prometti di non abbracciarmi di nuovo all'improvviso sì, con piacere.

Elektra ride.

LF: Ci proverò.

E sulle immagini di Lucy che non lascia andare Elektra, le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 10/01/2017, 21:42 
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Interna. Ci troviamo nel "Crossroad", il Pub di proprietà di Vincent Cross e Ben Roberts. Quest'ultimo, abbigliato con una maglietta che sponsorizza la WFSS, jeans neri e vita alta e scarpe nere di pelle, sta chiudendo dall'interno le porte del locale, mentre il Biker della TWC, vestito tutto di pelle come suo solito, e con in testa una delle sue famose bandane, questa in particolare color nero ed oro, mette a posto le sedie vicino ai tavoli.

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BS: E' bello averti qui in questo periodo.

VC: Oh, non metterti a fare il tenero con me.

Il barista finisce di chiudere la porta, poi va dietro il bancone, alza ancora un po' il riscaldamento e prende un paio di boccali.

BS: Non sono tenero, sono pratico. Porti più clienti e aiuti a mettere in ordine, ci guadagniamo tutti.

???: Io ci guadagno solo del lavoro in più.

A parlare è Richard Rossen, che indossa un camice da spazzina sulla maglia a mezze maniche e una bandana bianca sulla testa, oltre a dei jeans grigi di pelle. Ha in mano un aspirabriciole e sta pulendo per terra.

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RR: Di tutte le mansioni di merda possibili.

VC: Ti sento, idiota. Pensa a lavorare.

Richard sbuffa e torna a levare le briciole sopra e sotto i tavoli, mentre Ben appoggia sul bancone due boccali pieni di birra scura doppio malto.

BR: Chi ha ordinato il solito?

Vincent sorride, alza la mano destra e con passo svelto si avvia al bancone. I due bikers si guardano, fanno un brindisi silenzioso con i boccali e poi bevono un ampio sorso. Fatto ciò poggiano i boccali nella posizione di prima.

VC: Ne avevo bisogno, sì. Tra questo freddo, il locale, il ritorno a Indoor War e lui (indica Richard brevemente) direi che le cose stanno tornando alla normalità.

Il fratello di Cross, rimettendosi in piedi, poggia l'aspirabriciole su uno dei tavoli. Si gira verso i due biker.

RR: "Normalità", dici? Datemi una birra.

VC: No. Come è che si dice?

RR: Datemi una birra, subito.

BR: Sta imparando.

VC: Già, sta diventando meno stupido.

RR: Se papà fosse qui, lui...

VC: Ti caccerebbe anche da qua. La prossima meta sarebbe da Rowena, ricordalo.

Ben intanto beve un altro sorso dal suo boccale. Richard si siede al bancone.

RR: Idaho. Non farmici pensare. Che postaccio.

BR: E si ti dicessi che mia mamma è dell'Idaho?

RR: Ti direi di andartene a fanculo, semplice.

Cross ride leggermente, Ben guarda di sottecchi il proprio capo e poi torna a concentrarsi sul Rossen.

BR: Oh, qualche sguattero qui vuole fare la voce grossa...

???: I'm too hot, hot damn!...

Si sente una voce provenire dall'altro lato della porta sul retro. I tre si girano verso di essa, in attesa. Ben fa un ampio respiro.

BR: E' lui.

VC: Si è svegliato.

RR: Nascondersi sotto i tavoli è un opzione?

La porta del retro si apre in modo secco. Spoony, tag team partner di Ben, entra nel locale con sulle orecchie delle grosse cuffie attaccate al telefono che ha in mano, e facendo un piccolo balletto, gli immanchiabili occhiali da sole sul viso nonostante fuori ci siano neve e nuvole e le luci del locale siano spente.

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SPN: Call the police, and the fireman!...

Vincent e Ben si scambiano uno sguardo e poi fanno un cenno a Richard. Il fratello di Cross si alza e prende telefono e cuffie al sedicente guru.

SPN: Ehi! Che vi prende!?

BR: Sono le sei del mattino. La quiete ci serve.

Rossen passa gli oggetti a Ben, che li mette nei cassetti sotto il bancone. Il guru lottatore si siede sullo sgabello, chinandosi in avanti.

SPN: Buzzurri.

VC: Smettila di lamentarti.

BR: Già, potevamo mandarti a dormire sotto i ponti.

RR: O in fondo a un lago.

Cross fissa torvo il fratello, che prende di nuovo il suo posto affianco a lui. Passano alcuni secondi di silenzio, Spoony riceve un piccolo boccare di birra chiara, mentre i due fratelli guardano davanti a sé. Cross sorseggia di nuovo dal proprio boccale.

BR: Niente match per il titolo del mondo per te nel prossimo periodo, eh?

VC: Già.

SPN: Che schifo.

VC: Ho salvato Nick da se stesso, tanto mi basta. Ho salvato più persone di quanto abbia mai fatto Lance Murdock in tutta la sua vita, per me è un gran risultato.

Rossen picchietta sul bancone con le dita, scuotendo il capo. Cross beve l'ultimo sorso e ridà il boccale a Ben che lo pulisce.

VC: Non ho intenzione di fermarmi qui, comunque. Ho già un nuovo obbiettivo.

RR: Perdere un match per il titolo Diamond?

VC: Quello non è affar mio. Qualcosa di molto più gratificante.

Spoony inizia a bere la sua birra, mentre il Fearless si gira verso il fratello.

VC: E mi servirà il tuo aiuto per farcela, Richie.

Spoony sputa la propria birra sulla maglia di Ben, e si volta verso il biker stupeffatto.

SPN: Come hai detto scusa?

BR: La mia maglia!

Richard incrocia le braccia.

RR: Quale tipo di aiuto, nello specifico?

VC: Ti conosco e so che hai ancora qualche vecchio contatto agli Affari Interni. con la nuova presidenza poi, sarà facilissimo per te farlo.

RR: Ti faccio presente che né io né te siamo i figli preferiti di papà ormai.

VC: Sei abbastanza spregiudicato da farti strada lo stesso. I dettagli te li spiego dopo. Ora ho solo voglia di un'altra birra.

Cross fa un cenno a Ben, che cercava di asciugarsi la maglia, e questi gli passa una Tennent's in bottiglia, per poi tornare ad asciugarsi la maglia. Spoony continua a fissarlo a bocca aperta.

SPN: Esattamente, in cosa vai a cacciarti stavolta?

RR: Non ti sembra ovvio?

Cross stappa la bottiglia.

VC: Un discorso che deve essere chiuso. Il più importante di tutti.

Cross inizia a bere.


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WenMiller
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The Ice Fang Legacy


Le telecamere aprono il collegamento all'interno di una stanza d'albergo. Qui troviamo Travis Miller seduto di fronte ad un computer.

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Euwrestlingclassics ha scritto:
Michail Golovkin EWR Rare Interview 1985


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INT: Signore e Signori, Michail Golovkin di ritorno dal suo match di debutto qui al terzo show targato EWR contro il veterano Cold Warrior. Michail, questo non è il tuo primo match contro il Titano Russo, non è così?

MG: Carl, io e Cold Warrior abbiamo una lunga storia alle nostre spalle. Ci siamo affrontati in Russia, ci siamo affrontati in Germania, ed oggi per la prima volta ci siamo affrontati di fronte ad un pubblico televisivo. Ti dirò una cosa, io conosco bene Cold Warrior, nella sua lunga striscia di vittorie io ci sono rientrato più volte, ed a quanto pare stasera non è andata diversamente. Potrei stare qui a commiserarmi, arrendermi e lasciare che la sua striscia di imbattibilità si allunghi a dismisura, ma non è così che ho intenzione di fare. Cold Warrior potrà anche avermi atterrato più di una volta, ma non potrà mai togliermi la capacità di rialzarmi.

INT: Quindi qual'è il prossimo passo per Michail Golovkin?

MG:Il prossimo passo per Michail Golovkin è il quarto show della EWR, e poi il quinto, il sesto e così fino a quando avrò la forza di salire su un ring. Fino a quando questa federazione andrà avanti io sarò qui e sarò pronto a qualsiasi sfida mi si pari davanti, qualsiasi età, qualsiasi nazione, la Zanna Glaciale è pronta per qualsiasi cosa. Continuerò a combattere e ti dirò anche un'altra cosa, prima o poi mi ritroverò sicuramente di nuovo su un ring con Cold Warrior, ed a quel punto ti assicuro che la sua striscia di vittorie giungerà al termine.


Miller clicca su un video a fianco.

Theindydarling ha scritto:
Spotlight: Michail Golovkin


Michail Golovkin è stato uno dei nomi di punta del wrestling russo da metà anni '70 fino alla fine degli anni '80. Nell'arco della sua carriera è stato protagonista di numerose rivalità che hanno portato ad alcuni dei match migliori nel panorama europeo di quegli anni. Nonostante molto materiale sia andato perso col tempo, sono ancora disponibili alla visione svariati match, grazie soprattutto all'accordo televisivo che permise alla EWR di andare in onda per un breve periodo tra l'85 e l'86. Tra i suoi incontri migliori ricordiamo la lunga serie contro quello che potrebbe essere considerato uno dei suoi più grandi rivali, Cold Warrior, di cui abbiamo già discusso in un precedente episodio. Gli innumerevoli tentativi di Golovkin di interrompere l'imbattibilità del Titano Russo hanno tirato fuori le migliori prestazioni della Zanna Glaciale e sono stati decisivi per il suo successo a livello internazionale. Nonostante la striscia di vittorie del Gigante sia stata interrotta dall'americano Virgil Brown Jr, gli scontri con Golovkin sono ancora oggi ricordati tra i migliori esempi di wrestling russo. Il video vi è piaciuto? clicc...


Miller cambia video.

Rustvupload ha scritto:
Michail Golovkin talks about his feud with Cold Warrior, Virgil Brown Jr and more, спортсмены:1996.06.15


Immagine


MG:No, non ho alcun problema con Virgil Brown Jr. Certo, non è stata una vittoria esattamente pulita ma forse è proprio quella la differenza tra me e lui, lui è stato disposto ad utilizzare qualsiasi mezzo e sono sicuro che non l'abbia fatto solo per una vittoria. So benissimo come ci si sente a salire per la prima volta sul ring contro un colosso del genere, basta uno sguardo per capire i rischi che corri ad affrontarlo. Virgil ha cercato di fare il possibile per uscire dal match sano e salvo, se poi nel processo è riuscito pure a conquistare una vittoria non posso che fargli i miei complimenti.

INT: Certamente, ma dev'essere stato un duro colpo ai tempi vedere qualcun altro avere successo là dove tu non sei mai riuscito a farcela.

MG:Beh, non nego che mi sarebbe piaciuto interrompere la striscia di vittorie di Cold Warrior, probabilmente la mia carriera avrebbe preso una piega totalmente differente, ma sinceramente sono più che soddisfatto di come sono andate le cose. Ho avuto occasione di affrontare lo stesso Brown, lui ha battuto me ed io ho battuto lui, sono riuscito a sconfiggere Cold Warrior ed ho avuto decine di altri incontri di cui vado altrettanto fiero. Il fatto è che tutte le sconfitte che ho subito nell'arco della mia carriera non sono stato altro che dei percorsi che mi hanno portato a migliorare e mi hanno posto davanti nuove possibilità. Quando salivo sul ring non lo facevo unicamente per vincere, lo facevo perchè amo questa disciplina e perché mi piace trovarmi di fronte a nuove sfide. Questo è quello che cerco di lasciare ai posteri, non voglio che la gente si ricordi di me per tutti i titoli che ho vinto o il successo che ho avuto. Voglio che si ricordi di me per i match, per i momenti che ho aiutato a creare e per i valori in cui credevo e che cerco di insegnare nella mia palestra. La resistenza per cui sono conosciuto e che tento di trasmettere ai miei allievi non è la mera capacità di non sopportare il danno fisico, voglio che imparino a resistere psicologicamente alle sconfitte, a capire che non sono una qualche sorta di umiliazione pubblica ma solamente un risultato. Devono essere in grado di far uscire i tifosi dall'arena non pensando al risultato ma al match a cui hanno assistito.


Travis ferma il video. Lo scozzese rimane in silenzio per qualche secondo e poi sorride, chiudendo la pagina di internet.


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