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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 06/09/2016, 23:36 
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Breaking News

This week, on TWC Friday Night Indoor War. Ultraman, il prode e incorruttibile Difensore della Natura, salirà da solo sul ring e parlerà a cuore aperto al suo fedele pubblico della Total Wrestling Corporation. Live dal ring della Ryogoku Kokugikan Arena di Tokyo, Ultraman rivelerà la sua nuova scelta di vita, maturata dopo lunghe, attentissime e perfino dolorose riflessioni in questi giorni. Decisione che ha del clamoroso, e che comunque con tutta probabilità ispirerà centinaia di migliaia, se non milioni di persone a seguirne le eroiche gesta e il nobile esempio. Ebbene, non resta che attendere la prossima puntata di Friday Night Indoor War per saperne di più. Non mancate assolutamente questo appuntamento storico, e come sempre… Stay Tuned!

#FridayNightIndoorWar #TWCGoesJapan #UltraDecision #Ultraman #BraveNewUltraWorld


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 07/09/2016, 11:36 
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BEHIND THE GATES
NIGHTMARES


Tokyo, Japan. 7 settembre 2016


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Ci troviamo al centro di Tokyo, Giappone, dove vediamo Shawn e Jimmy Gates camminare per le affollate strade della capitale giapponese. Jimmy ha lo sguardo rivolto verso l'alto, ad ammirare lo spettacolo di luci che ha luogo nelle strade. Shawn, invece, osserva le vetrine degli affollatissimi locali presenti ad ogni angolo.

SG: Ti piace?

JG: È fantastica, davvero. Mai visto un posto del genere.

SG: A me non fa impazzire. Troppo caotica per i miei gusti.

Passa qualche secondo di silenzio, mentre i due attraversano la strada.

SG: Sono contento che tu sia qui Jimmy. Col senno di poi farti venire con me ad Indoor War è stata una buona idea.

JG: Già. Mi piacciono un sacco i posti in cui andiamo. Finora la mia preferita è Londra.

Shawn accenna un sorriso.

SG: Io ho preferito Roma.

JG: Molto molto bella Roma, sì. Però Londra per me ha qualcosa in più.

SG: Per quanto si impegnino, nessuna città sarà mai bella quanto il Texas.

JG: Sai benissimo che non è così.

Altro sorriso del wrestler.

SG: Ti voglio bene figliolo.

JG: Anch'io pà.

I due si fermano sulle strisce aspettando che il semaforo diventi verde.

JG: Il nostro albergo è laggiù in fondo. Vuoi già tornare?

SG: Che ore sono?

Jimmy estrae il telefono dalla tasca dei jeans.

JG: Sono le ventidue e trenta.

Scatta il verde, i due attraversano.

SG: Stiamo ancora un po' in giro, dai.

Jimmy annuisce.

JG: Ma Travis?

SG: Era spossato per il volo, non se la sentiva di uscire.

JG: Non sa che si è perso.

SG: Può sempre recuperare nei prossimi giorni.

JG: Vero.

I due girano un angolo.

SG: Comunque oggi stav-

Il texano smette improvvisamente di camminare. Jimmy lo guarda stranito, mentre Shawn si mette in punta di piedi per scrutare qualcosa in mezzo al mare di persone che popola quella strada del centro di Tokyo.

SG: Non può essere.

JG: Che succede pà?

Shawn non distoglie lo sguardo da quel punto imprecisato.

SG: Quanto c'è per l'albergo?

JG: Saranno trecento metri. Ma mi vuoi dire che succede?

Il Ribelle continua a non guardare il figlio, mentre cerca qualcosa nella tasca dei jeans.

SG: Torna in albergo. Ci vediamo più tardi.

Shawn lancia le chiavi della stanza a Jimmy

JG: Pà, mi vuoi dire che succede?!

SG: Torna in albergo. Subito. Poi ti spiego.

Shawn si fa largo tra un oceano di persone finché non scompare dalla vista del figlio. Jimmy sbuffa, poi mette le mani in tasca e fa dietro front in direzione dell'albergo.

JG: Ma che cazzo gli ha preso...

Le immagini tornano di nuovo su Shawn, che a spintoni si fa largo tra la folla e arriva davanti un locale gremito di gente del luogo. Shawn entra e si sporge sopra la folla cercando di individuare la causa del suo turbamento.

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Poi nota una sala privata con delle guardie davanti. Il wrestler di San Antonio si fa strada fino a davanti la saletta e cerca di sporgersi al di sopra le spalle di alcuni grossi addetti alla sicurezza, che lo guardano in cagnesco.

GRD1: 性交は、このジャークは誰ですか?

SG: Fatemi entrare.

Shawn mima a gesti quello che vuole dire.

GRD2: 私たちはあなたのお尻を破ります

SG: E levatevi dal cazzo!

Shawn tira una spallata in mezzo tra i due bestioni e riesce ad oltrepassare l'uscio. Le due guardie gridano e lo inseguono dentro il privé finché Shawn, soddisfatto, si ferma. E con lui i bestioni.

SG: Chi non muore si rivede.

Nella sala troviamo un tavolo riccamente imbandito e quattro persone, che contemporaneamente alzano lo sguardo. Quella al centro, dopo un attimo si riprende dalla sorpresa e fa un sorrisetto divertito.

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Questi altri non è che il leggendario e misterioso Akuma "Pain" Fujihara, wrestler e forse criminale che ha fatto la storia della defunta, gloriosa, TWNA. Gli altri tre tizi, dall'aspetto loschissimo, scrutano malamente Shawn.

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Mr. Pain, che vediamo vestito in un completo composto da giacca, pantaloni e cravatta neri e camicia color rosso sangue, scruta ancora un attimo Gates, fa un cenno una mano ai due addetti alla sicurezza dietro Shawn, che si girano e se ne vanno, infine apostrofa il texano in perfetto inglese.

FJH: Guarda, guarda chi si vede, un vecchio fantasma del passato è venuto a farmi una visita inaspettata. Divertente. Estremamente divertente direi. Dimmi, come dovrei chiamarti ora, Shawn Gates o The Gaty, in ricordo dei bei vecchi tempi in cui ti prendevo a mazzate?

SG: Chiamami pure come vuoi.

Shawn sorride.

SG: Cinesino.

Akuma alza un sopracciglio, poi fa un mezzo sorriso. Il giapponese dice qualcosa nella sua lingua natia ai suoi ospiti, che si alzano malvolentieri e decidono di lasciare la stanza. Mentre passano accanto a Gates lo squadrano e gli dicono qualcosa.

???: Tranquilo!

???: Assen na yo!

Shawn li scruta disgustato, poi i tre escono dalla stanza. Mr. Pain tira fuori un pacchetto di sigarette senza marca, ne tira fuori una e inizia a giocherellarci, mentre osserva Gates.

FJH: Certo che ne è passato di tempo, e guarda come sei ridotto male. Dì un pò, non sarebbe ora di tagliarsi i capelli e darsi un pò di contegno? I tempi delle pagliacciate e del divertimento sono finiti per te. Cominci ad avere una certa età, Shawn Gates, così sembri solo un insignificante vecchio hippie capellone stempiato.

Shawn estrae dalla tasca del giubotto un pacco di Lucky Strikes Rosse morbide, ne estrae una e se la mette fra le labbra, prende uno zippo dalla tasca dei pantaloni e la accende, poi ne estrae un'altra e la lancia ad Akuma.

SG: Posa quelle sigarette da discount e fuma qualcosa di decente.

Akuma l'afferra al volo. Guarda Gates, poi i suoi occhi si posano sulla sigaretta, che rigira tra le dita.

FJH: Luckies... E' paradossale che una persona così maltrattata dalla vita come te, fumi delle sigarette il cui nome è legato alla fortuna.

Mr. Pain appoggia la sigaretta offerta da Gates accanto al pacchetto.

FJH: Grazie per l'offerta ma preferisco le mie Red Dragon senza filtro. Come ben sai, la mia vita è sempre stata un insieme di eccessi, anche riguardo ai miei vizi.

Fujihara fa un ghigno, poi invita l'americano a sedersi di fronte a lui mentre sposta al centro del tavolo il suo posacenere. Infine tira fuori il proprio zippo personale e si accende la sua sigaretta.

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Dopo un lungo tiro, il giapponese parla a Shawn in una nuvola di fumo.

FJH: Dimmi, Shawn Gates, tu credi alla fortuna, o come direbbero alcuni miei amici, al "Destino"? Ti ritieni un uomo fortunato?

Il texano da un tiro.

SG: Ho smesso di credere che qualcosa controlli la mia vita da un bel pezzo.

FJH: Perchè? Non credi ci sia un motivo se tu ora ti ritrovi qui davanti a me, la tua nemesi in TWNA? Dimmi, come sta procedendo la tua carriera in TWC?

Prima che Shawn dica qualcosa, Akuma alza una mano.

FJH: Aspetta, questo lo so. Un uccellino mi ha detto quello che ti è successo all'ultimo PPV della tua federazione. Tu e la brutta copia ignorante di Gorislav Kowalczyk avete perso i vostri adorati titoli di coppia. Oh, come mi dispiace.

Il sorriso del giapponese si allarga.

FJH: Sai, secondo alcune teorie la storia è formata da cicli che si ripetono puntualmente. Se ci ragioni, quello che ti è capitato a Berlino avvalora parzialmente la tesi. Nel 2011, dopo avermi battuto con un "Lucky Strike" a SummerSlam, ti sei gasato come non mai, hai pensato di essere invincibile, ti sei presentato a Rise of The Champs coi tuoi amichetti Andy e Loser Mark convinto di eliminare i Criminals, e ti è crollato il mondo addosso. Cinque anni dopo, innamorato follemente del tuo miserabile titolo di coppia, ti sei presentato a Homeland tronfio e gasato ancora a causa della sindrome da invincibilità, convinto di affrontare un incontro facile, e di nuovo hai perso malamente.

Mr. Pain si gratta una guancia.

FJH: Uhm, ci sono notevoli differenze, eh. Stavolta non sei quasi morto, visto che non c'ero io ad affrontarti, almeno puoi cercare di rimediare al casino che hai combinato. Però una cosa in comune c'è. Il caro amico Simon Bosiko. Fondatore dei Criminals, pluricampione di coppia, autore del regno singolo più lungo della storia della TWNA, ecc... Tu hai sottovalutato un nemico storico, nonchè veterano di due federazioni, ritenendolo un innocuo parolaio nonostante sia un veterano. Ma sei scemo o cosa?!

Akuma fa una risatina.

FJH: Povero Shawn Gates, non riuscirai mai a sfuggire dal fantasma dei Criminals, ti perseguiteremo per sempre. Per questo il destino ti ha portato qua stasera. Perchè tu potessi confrontarti direttamente col fantasma che da anni ti segue nascosto nell'ombra. Per dimostrare che ormai quel fantasma non esiste più ed è superato, oppure, come credo, per ammettere che esiste e farà parte della tua sfortunata vita per sempre.

Shawn accenna un sorriso, poi prende il cappello dalla testa e lo posa sul tavolo.

SG: Che maleducato, avevo dimenticato di togliere il cappello.

Shawn scrolla la cenere nel posacenere.

SG: Sei stato uno dei miei incubi per tanti anni. Tra i tanti incubi che mi perseguitano però tu hai qualcosa di diverso.

Tiro di Shawn.

SG: Al contrario tuo non credo alla fortuna, non credo al destino, e non credo che strampalate leggi regolino il corso della storia. Quello in cui credo, invece, è che siamo artefici del nostro destino. Dei tanti incubi che mi perseguitano, Akuma Fujihara è quello che più di tutti ha un sapore amaro, e sai perché? Perché so che avrei potuto superarlo con le mie forze tanto tempo fa.

Shawn da un tiro.

SG: Ci ho messo anni prima di farmi una ragione della mia sconfitta nel 2011. E alla fine ce l'ho fatta. Tu hai vinto la guerra. Ma è facile vincere una guerra quando il generale si ritrova da solo contro un intero esercito. Io invece ho vinto la Battaglia, io ho vinto il duello. Quando cinque anni fa in quella gabbia io e te ci siamo voltati di spalle, abbiamo contato dieci passi, ci siamo voltati e abbiamo sparato, la mia pistola ha fatto centro, la tua ha mancato.

Shawn prende un bicchiere poggiato sul tavolo, all'interno del quale è versato un qualche superalcolico.

SG: È tutta questione di prospettive. Questo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Shawn da un sorso.

SG: Adesso è mezzo vuoto. Lo decido io come deve essere il bicchiere. Cinque anni fa ho visto il fondo del bicchiere, ma resta un fatto: io ho battuto il generale, quanti possono dire di averlo fatto?

Shawn da un altro sorso.

SG: Non male questo whisky, comunque.

Shawn da fondo al bicchiere e lo poggia sul tavolo.

SG: Non cercare di fregarmi con i tuoi mind games, Bosiko è solo una comparsa in questo film. Cinque anni fa, se i Criminals hanno vinto, è grazie a te. Oggi, se i Bross hanno vinto, è grazie a Vincent Cross. Ho già abbastanza incubi per dare questa importanza a Simon B.

Mr. Pain scoppia a ridere sentendo il nome di Cross, poi fa un tiro di sigaretta e scuote il capo.

FJH: Sei uno stupido zuccone. Il tempo passa, ma quelli come te non cambiano mai. Pensavo che romperti la schiena con un Kamikaze Splash a Rise of the Champs fosse servito a farti capire la più grande verità del mondo del pro wrestling moderno: alla fine Akuma "Pain" Fujihara vince sempre. Sempre.

Il fondatore dei Criminals si rilassa e fa spallucce.

FJH: Non me ne frega niente di aver perso a Summerslam 2011. Tutte le leggendarie storie a lieto fine, infatti, hanno un piccolo colpo di scena negativo per creare tensione e suspense fino al giusto finale. E alla fine della fiera, la gente ricorda soltanto due cose della nostra guerra del 2011, ovvero che i Criminals hanno dominato e distrutto i Most Cool Guys, e che io ho ritirato te dalla TWNA e dal wrestling per quattro anni. Il resto è fuffa, caro il mio Shawn Gates. Solo parole e sussurri persi nel vento. Come recita la mia leggendaria catchphrase: words create lies, Pain can be trusted. Niente di più vero in questo caso.

Tiro di sigaretta del texano.

SG: Ed è proprio qui che ti sbagli: a me non frega un cazzo di quello che si ricorda la gente.

Il Ribelle sorride.

SG: La memoria con gli anni, con i secoli, coi millenni finisce per perdersi, sfuma e si confonde. Alla fine restano solo nomi, incisioni rupestri e monumenti monolitici. A me interessano i fatti, non i punti di vista. Io ho battuto il generale, è un fatto. E non è per rinfacciartelo o per giocare a chi ce l'ha più lungo, è un fatto. Tu stai sopravvalutando quello che hai fatto cinque anni fa. Ma è normale, l'ho fatto anche io per troppo tempo. Col senno di poi tu mi hai fatto male, tanto male, e sei andato a tanto così dall'uccidermi. Ma adesso, tu sei stato solo un incidente di percorso, tu non mi hai ucciso. E io sono ancora qui, per prendermi quello che tu hai cercato di togliermi, ma non sei riuscito a portare a termine. Io sarò uno di quei nomi che resteranno nella storia, o in alternativa, morirò provandoci. Tu, d'altra parte, lo sei già.

Mr. Pain fa un sorriso maligno.

FJH: Si vede che ti sei perso un pò di storia del wrestling dal giorno del tuo infortunio, vecchio mio. Lascia che ti faccia un breve ripasso di quello che è successo mentre tu brancolavi nel buio, ridotto a un barbone alcolizzato da qualche parte.

Akuma si schiocca il collo, fa un tiro di sigaretta, e continua.

FJH: Meno di un mese dopo aver distrutto te e i Most Cool Guys, ho battuto Leon Black aka BlackBlood nel gimmick match inventato da lui, il Metal Match. Poi ho vinto il torneo inaugurale del TWNA US Title battendo nell'ordine un idiota ormai dimenticato, il padre putativo del tuo partner, Simon Bosiko e Alejandro Del Rio. Per non farmi mancare nulla, successivamente ho vinto la Royal Rumble, il TWNA World Heavyweight Title, due TWNA Tag Team Titles, e prima di ritirarmi ho posto fine brutalmente alla carriera in TWNA di Kid The Wizard, facendo un favore al mondo intero. Ora dimmi, credi proprio che il mio nome verrà dimenticato così facilmente? La tua risposta presumibilmente è no, almeno che tu non sia un malato di mente.

Shawn Gates sospira. Ma Akuma non ha finito.

FJH: Ormai sono arrivato. Non posso morire, perchè il mio nome è già immortale, Shawn. E non ho più bisogno di combattere per la gloria, visto che l'ho fatta mia da un pezzo. Qui in Giappone sono considerato una specie di divinità del puroresu, mentre la mia ombra i questi ultimi due anni si è allungata nuovamente oltre l'Oceano Pacifico. Pensaci bene, diversi lottatori in America mi idolatrano, altri si ispirano a me, inoltre gli ex-Criminals sono ancora quasi tutti attivi e plurititolati. Tu dimmi, in che modo stai cercando di lasciare il tuo segno nella storia?

Akuma si ferma.

FJH: Troppo facile umiliarti parlando di Night of Gold. Dimmi il resto delle tue imprese. E poi ti dirò quello che ho combinato Io in TWC, mentre voi pascolavate come pecore al seguito del cane da pastore Leon Black. Non sei curioso?

Mr. Pain sorride, fa un ultimo tiro di sigaretta e poi la spenge nel posacenere.

SG: Finiscila con queste provocazioni. Sai benissimo cosa ho fatto nell'ultimo anno. Sentiamo un po' cosa hai fatto tu.

Akuma alza due dita.

FJH: Semplice dietro tutte le peggiori controversie nella tua federazione c'è il mio zampino. Mi è bastato rovinare la vita di due persone nel passato per veder germogliare un raccolto malefico in quest'anno e mezzo di TWC. Hai presente quello psicopatico di Chris Drake?

Mentre Gates annuisce, Akuma si accende la sigaretta che gli dato Shawn. Dopo un tiro la guarda alzando un sopracciglio, dopo di che ne stacca il filtro e lo getta via, poi continua.

FJH: Bene, prima che il sottoscritto varcasse l'oceano per fare grande la TWNA, ho affrontato sul ring un Chris Drake alle prime armi, un giovane a cui il wrestling piaceva e che sognava un grande futuro. Beh, in parole povere gli ho rotto il collo e l'infortunato di proposito. Il motivo te lo spiego dopo. Quello che importa è che all'infortunio, prima si è trasformato in un pietoso rifiuto umano, poi è diventato un folle la cui parabola controversa è rimasta impressa su tutti voi. Un grosso fallimento per lui, un lungo e controverso fastidio per la TWC, un vero e proprio divertimento per me.

L'ex-Painful Criminal procede col secondo esempio.

FJH: Ma il mio capolavoro è e sarà sempre Sigfried Jaeger. Prima di affrontare me nell'estate del 2014, era un vero e proprio prototipo di eroe. Buono, adorato dai fan, pronto ad aiutare tutti, ecc... Insomma tutte quelle cazzate là. Ma dopo la cura di Mr. Pain in TDPW, Sigfried Jaeger è caduto, rimanendo invischiato nelle sabbie mobili della rabbia, del risentimento, della rivalsa contro tutti. E così, per più di un anno mi sono goduto le sue malefatte, e il bello è che lui mi odia a morte, non sapendo che più fa danni, più si avvicina a trasformarsi in tutto ciò che disprezzava un tempo. Certo, Leon ha tentato di metterci una pezza, cosa che un pò mi è dispiaciuta, visto che non ha avuto nemmeno il tatto d'informarmi. Tuttavia, ora come ora Jaeger seppur campione resta ancora in bilico. Accettare le grandi responsabilità oppure rigettarle e mandare tutto in malora. Per fortuna che ci siete voialtri idioti che lo trattate come una merda, comportandovi indirettamente come mie pedine contro di lui. Non trovi tutto questo divertente? Com'è bello essere Akuma "Pain" Fujihara. Non c'è altro da dire.

Infine Akuma conclude il suo discorso con un'altra reprimenda delle sue.

FJH: Il motivo per cui ho fatto tutto questo, è perchè se c'è una cosa che odio di più al mondo sono gli eroi. Io li disprezzo con tutto me stesso e se posso cerco di rovinare la vita di coloro che aspirano a esserlo. Non li rispetto, perchè gli eroi non esistono. E per questo non mi sono mai sognato, né mai metterò piede in un ring TWC. Una federazione formata da una manica di tizi che si sfidano bisticciando come checche al grido: io sono un eroe. No, tu sei un falso eroe. Io sono un vero eroe. Io sono un eroe reale. No, noi non vogliamo più eroi, ma siamo eroi. Eroi qua, eroi là. Eroi, eroi, eroi. Disgustoso. Assolutamente uno schifo. Dovreste vergognarvi tutti quanti. A parte il tuo collega Big Black Boom, lui sì che è una brava persona che ha capito come funzionano le cose, ovvero che il pubblico non conta un cazzo, i fan che devono piegarsi e obbedire alla volontà di potenza dei wrestler, e che l'unica cosa importante è vincere a ogni costo, con qualunque mezzo possibile, preferibilmente il peggiore. Sono stato abbastanza esaustivo, Shawn Gates? O devo ricominciare da capo, magari parlando lentamente?

Gates sorride, spegne la sua sigaretta nel posacenere e ne accende un'altra.

SG: Ancora una volta cerchi di fregarmi coi tuoi mind games, ma ti sfugge un dettaglio: né Chris Drake, né Sigfried Jaeger c'entrano nulla con quello che non è andato bene finora. La colpa è di due persone che con te non c'entrano proprio nulla: Sean Morgan e Fox Olon. Bel tentativo però. Ma devi capire che il periodo delle bambole di pezza è passato da un po', il controllo che credi di avere è solo dentro la tua testa malata.

Akuma scuote il capo, fa un lungo tiro di sigaretta e poi espelle il fumo dal naso. Poi fa un sorriso sghembo.

FJH: Dici che cerco di giocare con la tua mente e per smentirmi tiri fuori il nome di mere marionette inutili. Olon era e resta semplicemente un porco inutile, totalmente incapace di gestire il potere in una federazione, a differenza mia.

Il giapponese fa una faccia delusa guardando Gates.

FJH: Sai una cosa, Shawn Gates? Se tutto questo non fosse reale, il mondo, le persone, quello che ci accade. Se tutti noi non fossimo altro che personaggi di un gioco di ruolo basato sul wrestling, la parola adatta per definire colui che ha creato un personaggio talmente povero d'immaginazione, stantio e insulso come te, sarebbe mentecatto.

Akuma scoppia a ridere. Shawn da un tiro di sigaretta, fa uscire il fumo dalla bocca e lo respira dal naso, poi replica prontamente.

SG: E la parola adatta per definire chi avrebbe potuto inventare un personaggio così perverso, insano, illuso, malato e viscido come te, sarebbe...

Altro tiro di Gates.

SG: Disadattato.

Mr. Pain alza gli occhi al cielo, come a guardare qualcuno o qualcosa. Poi fa spallucce.

FJH: Uhm... Può darsi.

Dopo di che torna a guardare Shawn in modo estremamente serio.

FJH: Puoi affibbiarmi tutti gli aggettivi e le offese che vuoi, Shawn Gates, ma questo non può nascondere l'abissale differenza che intercorre tra noi riguardo ciò che siamo e quello che abbiamo dato al business.

Mr. Pain sospira.

FJH: A dimostrazione dell'enorme successo riscosso nella mia carriera, come ti ho già detto, ad oggi ho una folta schiera di wrestler che mi idolatrano, si ispirano a me, oppure hanno nostalgia di quando ero in attività e stavano al mio fianco. Parlo di Simon Bosiko, Alejandro Del Rio, Devil Antonius, Christian Jericho, Takeshi Minamoto, l'Atomic Club e Ayumi Haibara. Solo per fare qualche esempio di spessore, e guardandomi bene dal menzionare le future top star giapponesi che si stanno formando.

Il giapponese poi aggrotta lo sguardo.

FJH: Tu invece chi hai, Shawn Gates? Nessun lottatore mai si ispirerà a quello che stai combinando in TWC. Men che meno ovviamente a quando eri quel pagliaccio senza arte nè parte di nome The Gaty in TWNA. A oggi tu non sei altro che un tizio qualunque, Shawn Gates. Un wrestler che brancola nella mediocrità, cercando invano di lasciare un segno e struggendosi nel sapere che dopo di lui, non ci sarà nessuno a perpetuare le sue gesta. Sempre se di gesta si può parlare ovviamente.

Akuma fa un altro tiro di sigaretta a cui una faccia falsamente triste. Il texano gira la sigaretta fra le dita, da un tiro, e poi la usa per indicare Akuma.

SG: Ancora una volta, sbagliato. Ma questa volta non è colpa tua, tu sei convinto di quello che stai dicendo, non ne dubito. Non mi interessa di quanti wrestlers si ispireranno a te negli anni a venire, di quale generazione di combattenti stai formando o di qualunque altro tuo piano strampalato.

Gates si mette la sigaretta fra le labbra ed estrae il suo portafoglio, lo apre e prende fra le dita una foto che mostra ad Akuma.

SG: Te lo ricordi, vero? Sì che te lo ricordi. Lui è la mia eredità. Lui è il mio futuro. A lui sto dedicando e dedicherò qualunque cosa buona che ho fatto in questo mondo. Lui è tutto ciò che ho e tutto quello che mi serve. Non ho bisogno di surrogati lobotomizzati, non ho bisogno di essere idolatrato, rimpianto, adorato, glorificato. Perché finché avrò lui, lui sarà il mio lascito per questo mondo.

Gates rimette la foto nel portafoglio.

SG: Sono un realista. Per quanto possa provarci con tutto me stesso non avrò mai la garanzia di poter diventare uno di quei nomi che la storia ricorderà, ma per quanto possa fallire, nessuno cancellerà la mia eredità.

Tiro di sigaretta.

SG: Non è ancora sicuro di quello che vuole fare nella vita. Ma una cosa è certa: ha il wrestling nel sangue. Ogni vena del suo corpo pompa wrestling. Tre generazioni di wrestler prima di lui, e per quanto la cosa non mi entusiasmi, sento che lui la sua vita la passerà sul ring. Il quarto Gates, il più forte di tutti. E se non dovesse finire nel mondo del wrestling, ancora meglio. Qualsiasi cosa faccia della sua vita, lui è il mio testamento, la mia vita.

Altro tiro.

SG: Jimmy è la mia cura al dolore.

Mr. Pain fa un sorrisetto pericoloso.

FJH: Non esiste cura al dolore, specie quello che ti fa a pezzi e strazia l'anima. Tutt'al più quello che mi hai mostrato è solo un mero palliativo, nonchè una pura e semplice illusione. Te lo dice il massimo esperto e studioso vivente di tale argomento.

Poi il giapponese sospira.

FJH: E così quel nano inetto è cresciuto, eh. Solo nel fisico ovviamente, perchè da quel poco che ho visto è rimasto un completo imbecille. Una debole creatura senza prospettive. Che tu, come fanno tutti i peggiori genitori della terra, stai caricando di un fardello tale che lo rovinerà. Immagino che sia tu ad allenarlo. Pessima scelta, in questo business i padri sono i meno indicati per allenare i figli. Troppi sentimenti insulsi di mezzo. Troppo buonismo. Il fallimento è sicuro al cento per cento. A meno che...

Akuma finisce la sigaretta e la spegne nel posacenere, poi guarda Gates dritto negli occhi.

FJH: A meno che tu non prenda per la prima volta nella tua vita una decisione severa ma giusta per rimanere nella storia. Lascia tuo figlio qui in Giappone. Ci penserò io ad allenarlo nel mio dojo personale. Poche persone al mondo possono vantare il privilegio di aver avuto Akuma "Pain" Fujihara, il migliore, come trainer. Ovviamente sarebbe un processo a lungo termine. Per prima cosa dovrei distruggere il suo carattere infantile, torturarlo mentalmente e fisicamente, spingerlo a perdere ogni tipo di speranza. Credo che bastino sei mesi. Facciamo un anno, dopotutto è tuo figlio...

Il giapponese continua imperterrito, ignorando la faccia di Gates.

FJH: Dopo di che lo ricostruirei completamente da zero, nutrendolo dell'unico sentimento che conta negli sport da combattimento: l'odio. Verso tutto e tutti. Compreso me stesso ovviamente, anzi, è fondamentale che lui mi odi da morire. Vanno sempre odiati i maestri, perchè spinge violentemente a provare a superarli. Gli insegnerei ogni mossa che conosco, ogni tattica che conosco, tutto quello che sò e ho maturato rompendo crani in giro per il mondo. Diciamo che ci vorrà molto, forse una altro anno pieno, dipende dalle sue capacità d'apprendimento. Infine, il terzo anno lo getterei a fare esperienza nelle indies giapponesi più violente e pericolose, dove magari potrebbe trovare qualche alleato altrettanto malvagio e sadico per il futuro. E perchè no, anche un sei mesi di TDPW per abituarsi allo stile americano gli farebbero comodo. Ho molti amici laggiù. Dopo di che sarà pronto per dominare brutalmente qualunque major in cui vorrà accasarsi.

Akuma alza tre dita.

FJH: Tre anni, Shawn Gates. Lascia perdere i tuoi pseudo allenamenti inutili. Non affidarti a quel minchione di Gorislav e la sua Zanna Glaciale, che sforna soltanto bestioni limitati e senza cervello. Non rischiare di portarlo in Germania, visto che ti ritroveresti in casa un altro Sigfried. E non considerare nemmeno gli inglesi, che ti restituirebbero un wrestler senza spina dorsale, o i messicani, che ne farebbero uno svolazzone privo di sostanza quando si deve colpire duro. I canadesi, beh, l'ultima creazione rilevante di quei falliti è stato Kid The Wizard...

Mr. Pain fa una faccia imbarazzata, poi torna serio.

FJH: Eddai, cosa sono tre anni di fronte alla prospettiva di vedere tuo figlio trasformato in una perfetta, ben oliata, e soprattutto invincibile macchina da combattimento priva di sentimenti o amore per chiunque. La seconda più forte della storia, dopo il sottoscritto. Ah, e per la cronaca, lui per essere il migliore dovrebbe odiare proprio tutti, anche te oltre a me. Soprattutto te. Beh, per questo basterebbe poco, visto che ricorderebbe per sempre di come tu l'abbia abbandonato per la seconda volta nella vita, lasciandolo nelle mie grinfie. Ma non ti preoccupare, sarebbe tutto a fin di bene per lui, eh. E la gloria dei Gates sarebbe per una volta assicurata. Grazie a me, e anche a te dai. Non sono una persona avara.

Il giapponese si rilassa e sorride compiaciuto.

FJH: Allora, vogliamo dare al mondo il suo Jimmy Pain? O preferisci "Bloody" Jimmy Gates? E che ne dici di questo: James "The Pain" G...

SG: Basta!

Dicendo queste parole Shawn tira dei pugni sul tavolino, facendo cadere del whisky da un bicchiere, poi si alza di scatto e dà le spalle ad Akuma. Il texano prende un respiro profondo.

SG: Di tutti gli incubi che ho, quella notte del duemilauno, quando lasciai Jimmy davanti alla porta di un orfanotrofio, è quello che mi fa più male.

Altro respiro profondo del texano, che continua a dare le spalle.

SG: Quando lo incontrai di nuovo, dieci anni dopo, ho capito che quella era la mia seconda chance.

Shawn si volta adesso lentamente verso il giapponese, tenendo la sigaretta tra le labbra, poi l'afferra con le dita.

SG: Da quel giorno ho deciso che tutto il resto della mia vita lo avrei dedicato a lui. Ho deciso che lui non avrebbe mai più sofferto, non per causa mia. Non sempre ci sono riuscito, ma non per questo smetterò di dedicare la mia vita a lui.

Shawn sposta di mezzo la sedia e si sporge verso Akuma.

SG: Pensi di essere bravo a capire le persone, vero? Oh, sì, tu credi di poter leggere le anime degli altri? Beh, mi sa che di me non hai proprio capito un cazzo. Preferirei morire adesso, in questo preciso istante piuttosto che fare avvicinare mio figlio ad un pazzo, maniaco, criminale come te.

Il texano da un altro tiro, buttando il fumo in faccia al giapponese.

SG: Per troppi anni, per troppi anni tu mi hai perseguitato. Per troppi anni tu e i tuoi cazzo di giochetti siete stati nei miei incubi. Ma adesso, quello che vedo adesso davanti a me è solo un pazzo, è il volto puro della follia. Guardati, miserabile, con quel sorriso dipinto sulla faccia per far vedere che nulla ti turba. Pensare che per anni hai avuto tutta quella importanza nella mia vita mi fa schifo. Tu mi fai schifo.

Gates butta la sigaretta sul tavolo.

SG: E adesso sei a tanto così, sei a tanto così da quello che volevi. Stai morendo dalla voglia che io ti tiri uno schiaffo, un pugno, una testata, qualsiasi cosa. Stai cercando di tirare fuori la mia pazzia, ti conosco troppo bene, Fujihara. Ma ho smesso di essere così. Ho smesso quando ho capito che non ne vale la pena di rovinarsi per dei vermi come te. Mi sono svegliato dall'incubo, e non c'è modo di rimettermi a dormire. Tu non sei nessuno.

Gates adesso si ritrae e prende il suo cappello, poggiato sul tavolino, lo mette sulla testa, si volta e va per andarsene. Poi si ferma, e gira la testa in modo da vedere Akuma con la coda dell'occhio.

SG: Se mai proverai ad avvicinarti a Jimmy, considerati un uomo morto. Addio per sempre. Fujihara.

Mr. Pain, il volto teso, osserva Shawn Gates che si avvicina alla porta della stanza. Poi improvvisamente fa un tiro di sigaretta e si alza in piedi, sorridente.

FJH: Ehi, Shawn Gates!

L'Ultimate Rebel si ferma e si gira. Akuma gli si avvicina con nonchalance.

FJH: Sai cosa? E' stato... divertente rivederti di nuovo dopo tutti questi anni.

Il giapponese si mette una mano in tasca e tira fuori un biglietto da visita, con un drago rosso su sfondo nero da una parte, e un numero di telefono dall'altra. Poi lo mette lentamente nel taschino della camicia di Shawn, mentre parla.

FJH: Prima o poi le cose cambiano sempre, e un conto è recitare buoni propositi a voce, un altro è mantenerli. Sono proprio curioso di vedere se tu ce la farai... Chiama il numero sul biglietto da visita in caso cambiassi idea su tuo figlio, oppure torna pure qua con lui. Questo locale appartiene a Tanaka. Dopo la TWNA è diventato un facoltoso e rispettabile uomo d'affari.

Shawn Gates neanche risponde. Gira i tacchi e se ne va, uscendo dal privé e fendendo la folla per lasciare il locale. Arrivato quasi all'uscita, Shawn sente partire una musica a lui ben nota.

Spoiler:


Sentendo la theme TWNA di Fujihara, Gates si gira d'istinto, e nota oltre la folla che balla scatenata, Mr. Pain che lo osserva, con accanto il mitico factotum Tanaka e i tre tizi sconosciuti.

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Mr. Pain, sigaretta accesa in una mano e un bicchiere di White Russian stretto nell'altra, alza il braccio sorridendo, quasi a mimare un brindisi, poi beve un sorso e se ne torna nel privè, seguito da Tanaka e i suoi ospiti. Gates si gira ed esce dal locale, ritornando in strada.



È piena notte adesso su Tokyo. Le luci dei locali, dei cartelloni pubblicitari e dei lampioni illuminano a giorno le strade della capitale giapponese. Fiumi di persone popolano ancora le arterie principali della città, tutte vanno di fretta. Shawn Gates guarda il cielo senza stelle, si passa le mani sul viso per poi voltarsi verso il locale, il cui interno è nascosto dalle vetrate scure. Non passano macchine in quella via, solo persone. Alla sinistra del texano un palo della luce, alla destra un cestino. Shawn mette la mano sul taschino ed estrae il biglietto datogli da Pain Fujihara, lo legge e se lo gira fra le mani. Prende il pacchetto di Lucky Strike, in cui è rimasta l'ultima sigaretta, la estrae e se la mette dietro l'orecchio. Appallottola il pacchetto e lo butta nel cestino, poi rimette ancora le mani in tasca ed estrae il suo vecchio zippo, lo apre e subito la fiamma si libera. Shawn mette il biglietto sulla fiamma e gli dà fuoco, poi fulmineamente chiude lo zippo e lo rimette nei pantaloni. Mentre il biglietto brucia, il Ribelle prende lentamente la sigaretta da dietro l'orecchio, se la mette tra le labbra e la accende con la fiamma sprigionata dal biglietto, ormai quasi completamente consumato. Passa ancora qualche secondo a scrutare quel locale, finché non porta la mano al cappello, e lo abbassa quasi impercettibilmente. Fatto ciò butta quello che resta del biglietto per terra e inizia a camminare. Il passo lento e controllato del texano aumenta gradualmente di velocità, per diventare prima una camminata sostenuta, poi una corsetta leggera, e infine una corsa a perdifiato. Gates avanza per le strade di Tokyo, di tanto in tanto urta qualche passante, fino a girare l'angolo e arrivare davanti un albergo. Shawn entra e continua a correre, ignora l'ascensore salendo per le scale. Continua a salire per diverse rampe, fino ad arrivare alla stanza duecentotrentasette, dove mette una mano sulla maniglia e spalanca la porta. Qui trova Jimmy sotto le coperte, che si sveglia subito sentendo la porta aprirsi. Il ragazzo non ha il tempo di dire nulla, che Shawn va ad abbracciarlo. Jimmy, ancora assonnato, dopo qualche secondo ricambia l'abbraccio.

JG: Mi vuoi dire cosa è successo?

Shawn chiude gli occhi e prende un respiro profondo, senza staccarsi dall'abbraccio.

SG: Dovevo sistemare un conto col passato. Ma adesso va tutto bene. Adesso va tutto bene Jimmy.

JG: Mi hai fatto spaventare.

Shawn non risponde, e rimane fermo nell'abbraccio.

JG: Ti voglio bene, pà

SG: Ti voglio bene anch'io Jimmy. Ti voglio bene anch'io.

E sull'abbraccio dei due, il collegamento si interrompe definitivamente.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 07/09/2016, 14:34 
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Le immagini provengono dall’Haneda Airport di Tokyo, lo scalo aereo più importante della capitale del Giappone.

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Dopo una panoramica dello scalo, con vista suggestiva del Monte Fuji, le riprese si spostano all’interno di un gate. E’ appena arrivato un volo da Los Angeles, e tra i passeggeri che stanno ritirando le valigie troviamo il TWC World Heavyweight Champion, Sigfried Jaeger, e la compagna di stable Brunild “The Armbreaker” Wagner, reduce dalla strepitosa difesa vincente del suo UFC Women’s Bantamweight Championship in quel di Las Vegas. I due esponenti della BDk Inc. sono appena arrivati in città per raggiungere il resto della TWC in vista della prossima puntata di Indoor War.

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Dopo aver preso le proprie valigie, i due iniziano a camminare tranquillamente per l’aeroporto, chiacchierando del più e del meno, quando la Valkyria della TWC nota qualcuno in lontananza.

BND: Sig. Mi dai qualche minuto, devo fare due chiacchiere con una collega.

Il Corvo guarda nella stessa direzione, poi fa spallucce e annuisce.

SGF: Certo, Nildy. Mi trovi nei paraggi a firmare autografi e a fare foto. Tanto ci vorrà un bel pò.

Jaeger indica alle proprie spalle, dove vediamo una marea di fan giapponesi che silenziosamente seguono i due, speranzosi, e che partono subito a scattare foto su foto. Brunild sospira e scuote il capo, dopo di che prende e si allontana, mentre il Corvo sorride e invita gli educati fan nipponici a farsi avanti. Lo Smiling Crow raggiunge la sala d’attesa più vicina, dove vediamo seduta nientemeno che LisaLisa, con una sciarpa attorno al collo per renderla meno riconoscibile.

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La tedesca le fa un cenno di saluto con la testa, poi va a sedersi davanti a lei.

BND: Ehilà, Lisa. Immagino tu non sia certo qui per accogliere la BDK nel tuo paese natale. Appena arrivata da Miami?

LA: Brunild. E' sempre un piacere incontrare una avversaria degna come te.

Inchino da seduta di LisaLisa nei confronti di Brunild, che rimane un po' imbarazzata.

LA: Sto aspettando mio marito e mio figlio, e purtroppo non ho né tempo né particolare voglia di stendere il tappeto rosso per voi, anche se l'educazione lo richiederebbe.

La Valkyria rimane in silenzio per un attimo, poi fa spallucce.

BND: Prima di parlare di cose più piacevoli, come della tua famiglia, vorrei chiederti lumi su quanto successo a Frontline. Sinceramente non mi sarei mai aspettato che proprio tu ti comportassi in quel modo contro un'avversaria così inferiore...

L'International Sensation alza una mano.

BND: Oh, sia chiaro, io sono soprannominata "Armbreaker" non a caso. E più o meno una volta feci come te con White Rabbit. Ma erano altri tempi, visto che quando lo affrontai ero l'unica wrestler donna in TWC. E la mia intenzione era non solo di porre fine alle pagliacciate peggiori in una federazione neonata, dove però bazzicavano esseri inutili come Wild Roman o lo stesso Rabbit, ma anche di far capire chiaramente che io non ero affatto inferiore agli uomini della federazione.

Poi Brunild aggrotta lo sguardo.

BND: Però non so, ho visto della cattiveria in quello che hai fatto a Liliana Thorburn. Forse troppa. Dopotutto non è lei quella che merita di rimanere con un braccio fuori uso e massacrata in terra, ma altre tipe di nostra conoscenza.

Lisa fa un sorrisetto.

LA: Non è certo colpa mia se lei è stata incapace di liberarsi, non ti pare?

Successivamente si aggiusta la sciarpa attorno al collo per coprire meglio la mascella.

LA: Non la definisco cattiveria, piuttosto una lezione di vita. Starà a quella Liliana decidere se evolversi, e quindi diventare più forte, apprendere come uscire dalla mia tecnica e quindi impedire che ciò accada una seconda volta, oppure abbattersi e soccombere alla vita. E' la prima cosa che ti viene insegnata: andare avanti, ad ogni costo, per raggiungere il completamento di un percorso. Se qualcuno mi sbarra la strada, dovrà essere abbastanza forte per costringermi a cambiare percorso. Altrimenti lo leverò di mezzo personalmente.

Brunild incrocia le braccia, guardando Lisa negli occhi. La giapponese mantiene un sorriso cortese sul volto.

LA: Se poi parliamo di gente come Elektra Kellis, la cosa diventa un piacere immenso.

La Valkyria fa una smorfia, poi sospira.

BND: Per un attimo mi è sembrato di sentir parlare mio padre. Non auguro a nessuno di avere uno come mio padre come maestro, né di comportarsi come lui. Parlami di Signos. Magari è una mia impressione, ma non mi pare proprio una persona di cui mi fiderei in vita mia, almeno da una prima impressione dico. Poi magari è un grand'uomo, però boh, non mi convince.

LA: Non mi fraintendere, non voglio essere insensibile. Se un avversario non è pronto a combattere con me, se ha altri pensieri nella testa e se combattere non è la prima cosa che vuole fare, allora io per prima vorrei evitare uno scontro. Ma Liliana voleva solo lottare e niente altro. L'ho visto nei suoi occhi. Semplicemente, non era brava abbastanza. Se tornerà più forte, allora potrò solo esserne contenta. Se no, non cambierà nulla.

Lisa si guarda attorno per un attimo, poi torna a rivolgersi a Brunild.

LA: Scusa, stavo vedendo se erano arrivati o meno. Ma comunque posso assicurarti che Signos è un grande maestro. Duro, ma in grado di capire di cosa hai bisogno. Diversi miei amici sono stati suoi allievi, anche Cross-San, anche se solo dopo che partii per il Messico. E' stata una piacevole coincidenza fare questa scoperta.

Brunild alza un sopracciglio.

BND: E io che pensavo che quel bestione avesse imparato a lottare facendo risse nelle peggiori bettole della Route 66. Non si finisce mai di scoprire cose nuove sui colleghi in TWC.

Poi accenna un sorriso.

BND: Beh, perlomeno non è un ridicolo principiante autodidatta come lo era il tipo bruciato vivo da Big Black Boom, Mike Vattelapesca. Quello che faceva risse a scuola... Sei stata fortunata a non aver avuto a che fare con quel tizio, vai.

Risata breve e leggera di Lisa.

LA: Non so chi sia e non ho alcuna voglia di saperlo, fidati. E comunque Cross-San è un uomo dai mille lati nascosti. Potrà non approvare le mie azioni, ma continuo a rispettarlo.

BND: Anyway, ti invito a fare estrema attenzione a quello che combini con Elektra. Benchè l'abbia sconfitta due volte, è una donna tosta. Avere un atteggiamento estremamente cattivo con lei non ti porterà vantaggi significativi. Io l'ho fatto, sì, e ho vinto a End is Near, ma c'è mancato veramente poco che non ce la facessi. E per questo, anche se le nostre vedute siano molto diverse, la rispetto.

Poi lo Smiling Crow si piega verso Lisa, come per dirle qualcosa d'importante.

BND: In realtà, ci sono persone ben peggiori in TWC, al cui confronto Elektra è la perfezione fatta persona. Tipo Alice Angel, la ragazzina che si crede una star a diciotto anni o giù di lì e non ha rispetto per chi la categoria l'ha fondata. O quelle povere creature disturbate di Viola Vixen e Jessica Morton, sulle quali manco mi soffermo. Ma a oggi la peggiore è senza dubbio Beverly Bailey, talmente inutile e ridicola da porsi come obiettivo il mio licenziamento. Ci pensi? Ogni volta che ne parla mi fa solo ridere, e quando ho una giornata no, immagino la fine che le farò fare appena ne avrò l'occasione, e mi torna il sorriso.

Brunild sorride pericolosamente.

LA: Capisco benissimo cosa intendi dire. Di Elektra Kellis non sopporto la presunzione, la voglia di sembrare povera e triste: lo fa per attirare l'attenzione, il continuo piagnucolare. E' una persona finta, che viene compatita perché fa presa su istinti bassi e facili. E' una bugiarda e mente in continuazione, non merita il successo che ha. Alice è giovane, anche noi siamo state così, o avremmo voluto essere così. Se accettasse una guida potrebbe diventare una grande lottatrice, ma la sua età non glielo permette ancora. Delle nuove arrivate non ho visto nessuna particolarmente interessante. E quella Beverly... beh, per aver sopportato una come Elektra deve essere idiota come lei.

La Valkyria si appoggia allo schienale della sedia.

BND: Beh, sai, Elektra ha avuto una crisi emotiva per colpa di quella Bailey, e ha lasciato Murdock dopo che questi si è dimostrato tutto tranne che il Savior che sbandierava ai quattro venti. Quando l'ho conosciuta io ti assicuro che non era affatto così. Altrimenti credo che sarei pienamente sulla tua stessa linea d'onda.

Poi lo Smiling Crow continua.

BND: E comunque tutti noi abbiamo avuto o avremo dei momenti critici nelle nostre vite. Come e con quali modalità reagiamo dipende da persona a persona. Quando la mia migliore amica si è dovuta ritirare per un infortunio gravissimo, mi sono sfogata in TDPW prendendo parte a match violenti e sanguinosi, settimana dopo settimana, dopo settimana. Finché non ho assorbito il colpo. Ma nel frattempo avevo mandato diverse persone all'ospedale e qualche volta per poco non ci sono finita io stessa per il mio brutto vizio di non tirarmi indietro nemmeno se mi trovo in inferiorità numerica o peggio.

Infine conclude.

BND: Io capisco il senso di frustrazione che ti ha spinta a pestare quella ragazza. Ti sei presentata in TWC in punta di piedi, nonostante tu sia una lottatrice di fama qui in Giappone e oltre. Hai pensato che facendo così saresti stata accettata e rispettata fin da subito. Ma devo dirtelo, se c'é un modo immediato per farsi rispettare in America, quello è andar giù di mazzate e via. Ma non a tradimento, sia chiaro. Io ho costruito un'amicizia duratura con Lucy Fisher soltanto dopo che si siamo affrontate con violenza sul ring, in un incontro in cui lei mi ha fatto totalmente uscire dai gangheri dopo nemmeno cinque minuti. Eppure siamo amiche e ci rispettiamo da oltre un anno. Perciò quello che ti posso dire è di farti valere sul ring e vendere la pelle a carissimo prezzo. Costi quel che costi. Puntata dopo puntata. Match dopo match. E vedrai che col tempo tutti ti vedranno sotto una nuova luce. E avrai il rispetto che meriti.

LA: Non è più una questione di rispetto, Brunild. E' una questione di abilità.

La valchiria sbatte le palpebre.

LA: Sì, hai capito bene. Abilità. Pensaci: avversarie come Lucy Fisher sono l'ideale per lottatrici come noi, perché ci permettono di lottare al massimo delle nostre capacità senza problemi. Sono forti, leali e ti portano a pensare fuori dalla scatola per poterle battere. Quel tipo di avversario è il meglio per noi. Il nostro allenamento è servito a renderci più forti, trattenerci non ha più senso. Dobbiamo lottare con tutto il nostro impegno e al massimo della forma e potenza, sempre e comunque. E' compito dell'avversaria dimostrare di essere altrettanto abile.

Lisa riprende a guardarsi attorno.

LA: Tu sei una grande lottatrice, Brunild Wagner. Non so se riusciremo mai a definirci amiche, ma di sicuro ti considero una grandissima lottatrice e rivale. Spero che per il momento sia abbastanza.

La Valkyria annuisce tranquillamente.

BND: Direi proprio di sì.

Poi si rilassa e si alza in piedi.

BND: Credo che ci rivedremo venerdì in puntata, Lisa. Non sò a che gioco stiano giocando ai piani alti, ma ho intenzione di far capire a Junior che non si può puntare tutto solo sul match tra Lucy e Jane Murphy, mentre il resto del roster femminile è costretto a starsene a marcire con le mani in mano per attendere il proprio turno. Come fossimo in fila alla mensa dei poveri per elemosinare una shot, sempre che i nullafacenti nella stanza dei bottoni la vogliano concedere. Perchè se fosse questo lo scenario, vuol dire che sono talmente stupidi da non rendersi conto che far andare su tutte le furie una Valkyria è l'ultima cosa da fare se uno auspica di vivere in pace e armonia la propria vita...

LA: Un'altra cosa che condivido pienamente, Brunild. Spero di poter avere un match con te, un giorno.

???: Sarebbe di certo una sfida titanica.

???: kaachan!

LisaLisa sbarra gli occhi e si volta con un sorriso gioioso in volto!

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SIMON! IL PLURICAMPIONE DELLA TWNA, MEMBRO DEI COOL, INK E PRIMO AD AVER SCONFITTO KID THE WIZARD IN UNA FAIDA! E' lui il marito di LisaLisa! E in braccio ha in mano quello che deve essere loro figlio! Lisa si fionda subito ad abbracciarlo, stringendo a sé anche il proprio bambino.

LA: Oh, oh mi siete mancati così tanto.

Simòn dà un bacio sulla fronte alla propria moglie, che ora ha preso in braccio il loro piccolo.

SMN: Anche tu ci sei mancata, amore. Vero, Yukio, che ti è mancata tanto Obaachan?

Il bambino inizia a fare dei versetti gioiosi, mentre sua madre lo stringe forte a sé. Brunild accenna un sorriso e si presenta a Simòn porgendogli la mano.

BND: Piacere, Brunild Wagner.

SMN: Simòn, con l'accento sulla O, mi raccomando, ci sto mettendo un po' a cercare di farlo capire. Simòn Araki. Ho preso il cognome di mia moglie, molto più bello del mio aggiungerei.

Mentre Simòn le stringe la mano a propria volta, la Valkyria si gira un attimo verso Lisa.

BND: Non sapevo che tuo marito fosse un wrestler famoso. Ogni volta mi ritrovo di fronte a qualche novità inaspettata in TWC. In questo caso è una cosa decisamente positiva perlomeno.

Simon fa un sorrisetto.

SMN: Ed io non sapevo di essere ancora così famoso negli Stati Uniti, considerando che ormai lotto principalmente in Giappone e in Messico. Per il piccolo non è un problema, la anticipo. Se ne prende cura lo zio acquisito, ma diciamolo a bassa voce.

LA: Un giorno capirai chi è, Brunild. Preferisce mantenere l'anonimato, ma diciamo che è una tua vecchia conoscenza. Saluta Yukio adesso, ti sta guardando come se stesse vedendo qualcosa di incredibile.

La tedesca, impacciata, sorride al figlio di Lisa e gli dà una carezza leggera sulla testa, quasi temendo di fargli male.

BND: Scusatemi, ma non sono abituata a stare a contatto con i bambini.

SMN: L'importante è continuare a migliorare. Dallo a me, amore.

Simòn prende il figlio dalle braccia della moglie, iniziando a coccolarlo.

SMN: Chi è il futuro campione del mondo più grande della storia, eh, chi è?

LA: Se sceglierà di non fare il lottatore dovremo assecondarlo, ricordatelo.

SMN: Ed io farò in modo che quel giorno non venga mai. (Simon dondola il figlio tra le braccia) Adesso torniamo a casa e prendiamo a freccette quella immagine di Yoru Tano che odiamo tanto, Yukio.

Improvvisamente ecco arrivare Sigfried Jaeger, tutto soddisfatto e tranquillo.

SGF: Nildy, ti sei persa un mare di autografi e foto, mi è toccato fare il doppio lavoro. I fan giapponesi poi sono assurdi. Totalmente devoti ai wrestler, figuriamoci quando questi sono eroi.

Jaeger poi si volta verso Simon e Lisa.

SGF: Ah loro non sono fan. Lei la conosco bene, Miss LisaLisa, e credo anche lui, sai. Dove diavolo ho visto questo tizio, uhm...

Sigfried guarda Simòn a lungo, poi però scrolla le spalle.

SGF: Dalla faccia vedo che hai capito che sto fingendo. Sei Simon, ti ho visto lottare in TWNA anni fa. E sei ancora nel giro da quel che ho sentito, con risultati ottimi, pare. Ah, che maleducato, io sono Sigfried Jaeger. Eroe, campione, wrestler, tedesco, l'ordine dei termini è interscambiabile. Immagino tu conosca le mie gesta.

Mentre il Corvo porge la mano a Simon col sorriso stampato sul volto, Brunil, accanto a Sigfried sospira.

BND: Ritiro quel che ho detto riguardo lo stare a contatto coi bambini...

LA: A volte confondo mio marito con Bosiko, ti capisco.

SMN: Ehi! Simon ed io siamo decisamente diversi in questo ambito!

LA: Quale? Tu hai ancora le t-shirt dei Cool, Ink, con quella ridicola K al posto della C...

Simon sospira.

SMN: Era e rimane sempre e comunque il nome più Cool della storia del wrestling.

Porge il figlio alla moglie, quindi stringe la mano a Sigfried.

SMN: Jaeger, mi hanno parlato tanto di te. Sia Simon che certe mie conoscenze locali che sanno delle tue imprese, bella cintura tra l'altro. Ma non mi avevano detto che avessi iniziato a prendere gli atteggiamenti del mio ex tag team partner.

Dopo aver sciolto la stretta, il Corvo si mette una mano al petto.

SGF: Così un po' mi offendi, Simon. Puoi dirmi di tutto, pure che sono uno stronzo. Ma non mi merito di essere paragonato a B. Anche perchè se mi comportassi come lui, sarei stato cacciato di casa da un pezzo, vero Nildy?

BND: Esatto.

SGF: Naah, è che di natura sono una persona tendenzialmente aperta a scherzi e battute. La vita è già difficile di per sé, mi rifiuto a prendere ogni cosa troppo sul serio. E poi a differenza di bosiko, io sono una persona assolutamente fedele ai propri principi e soprattutto alla donna che mi aspetta a casa a New York.

Sigfried mostra l'anello che indossa all'anulare sinistro, sorridendo.

SMN: Buon per te. Simon non è mai stato avvezzo alla vita coniugale, non gli fa bene. Lo snaturerebbe, lo renderebbe meno cool.

LA: La smetterai di abusare di questa parola?

SMN: Mai, amore. Mai.

Il piccolo Yukio ride come solo i bambini di un anno e mezzo possono fare.

SMN: Beh, a lui piace. Immagino che voi della BDK vi dirigiate subito in albergo?

Sigfried e Brunild annuiscono.

SGF: Occupiamo la stanza, molliamo le valigie e poi ce ne andiamo a mangiare. A proposito, conosci qualche buon ristorante nei pressi del Ryogoku Kokugikan? In verità noi due è la prima volta che veniamo a Tokyo e non conosciamo assolutamente nulla di questa metropoli. Ci fosse stato il Mastino non avremmo avuto problemi di sorta.

BND: Eh, insomma...

SMN: Tranquilli, conosco Tokyo come le mie tasche ormai. Ma perchè il vostro amico non è qua?

Jaeger sospira e scrolla le spalle.

SGF: E' una lunga faccenda. Magari te la racconterò per strada.

Dopo di che il tedesco accarezza il figlio di Simon e lo prende in collo col consenso di Lisa.

SGF: Ma guarda quanto sei bello, Yukio... Lo sai che sei in braccio a un vero eroe in questo momento? Ora ti racconto una storia successa per davvero...

Poi Sigfried Jaeger, col trolley in una mano e il figlio di Simon in braccio, lascia la sala d'attesa con accanto Simon, Lisa e Brunild Wagner, la quale sospira sorridendo non appena nel racconto del Corvo, al solito, iniziano a comparire dame, cavalieri, eroi e mostri. E le immagini sfumano definitivamente.





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Re: TWC - News from Indoor War
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Re: TWC - News from Indoor War
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He's Dead, Mac
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??: Sono molto felice. Te lo meriti.

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Mac, seduto sulla squallida panca all'interno della sua buia cella, fissa Fred, gli occhi luccicanti.

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Il tedesco, che in piedi accanto all'amico indossa un elegante abito scuro, sorride fissando l'attenzione al cielo, verso quei pochi raggi di sole che penetrano attraverso le sbarre dell'unica finestrella.

MH: Una vita di rinunce e sacrifici. Hai sparso sudore, lacrime e sangue, dalla Germania agli Stati Uniti, dalle palestre di casa tua fino alle più grandi arene di tutto il mondo. Oggi ovunque conoscono il tuo nome, tutti sanno chi è Fred Franke e che cosa può fare. Molti però non sanno che questo non è altro che l'inizio di una straordinaria avventura, una carriera leggendaria. E...

Mac s'interrompe, poi prosegue faticosamente, la voce quasi rotta dal pianto.

MH: E i tuoi genitori sarebbero fieri di te. Io sono fiero di te, figliolo.

Fred mostra un tenero sorriso verso il suo maestro i cui occhi luccicano al Sole, poi gli appoggia una mano sulla spalla.

FF: Grazie, Mac. A Homeland, davanti a migliaia e migliaia di persone, centinai di migliaia di telespettatori, lotterò per me stesso, per la mia famiglia e anche per la mia patria, che, benché tanto mi abbia dato, ho sempre disprezzato, ma a cui ora voglio restituire qualcosa, un pezzo dell'eredità che un giorno, spero lontano, lascerò. Un eredità che insieme, io e te, abbiamo costruito in questi anni, tassello dopo tassello. A Homeland finalmente raggiungerò il primo traguardo importante, ne sono certo, ma non sarà altro che l'inizio verso una nuova conquista che, a sua volta, sarà solo il punto di partenza per un viaggio nuovo, ancora più grande.

Il tedesco, gli occhi nuovamente rivolti verso l'alto, annuisce.

FF: Sono felice, Mac. Venerdì voglio vincere e conquistarmi l'opportunità di affrontare e sconfiggere il Diamond Champion. Per me quel titolo significa tutto e quando lotterò per esso, sia che di fronte a me ci sarà Lance Murdock sia che invece dovrò combattere contro Carroll, darò il meglio di me, consapevole che quell'opportunità non l'ho ricevuto dalle mani di nessuno, l'ho conquistata io stesso. No. Noi l'abbiamo conquistata, perché il merito di ogni mia vittoria sarà sempre anche tuo, tu sei l'artefice di ogni mio successo, tu hai preso un uomo solo e disperato, l'hai allevato, l'hai protetto anche quando non se lo meritava. Sempre. A Homeland, a casa mia, di fronte a parenti e amici, vinceremo, io e te. Insieme. E dedicherò la vittoria a te, il più grande manager nella storia del wrestling!

MH: Sono un vecchio io, Fred! Perché piuttosto non dedichi la vittoria ad una bella fanciulla? Dico sul serio, le farebbe molo piacere.

I due si osservano, silenziosi, poi scoppiano a ridere. D'un tratto, però, il capo chinato, Mac comincia a piangere.

MH: Ma io non ci sarò.

Il newyorchese stringe i pugni.

MH: Io non potrò esserti accanto.

Il respiro si fa affannoso. Fred, fattosi serio, si rannicchia verso Mac, accarezzandogli la spalla.

FF: Lo so, Mac, è dura. Non ho idea di quante sofferenze tu abbia patito in quest'ultimo anno. Ti avevo promesso che ti avrei portato via da questo posto, ma non ce l'ho fatta. Non posso.

Fred si interrompe. Mac rimane chiuso nel suo silenzio.

FF: "Nessuna terra è luogo d'esilio, ma una seconda patria", lo scrisse Seneca, un filosofo romano vissuto duemila anni fa. L'imperatore lo mandò in esilio, la madre Elvia era disperata, lui però le diede coraggio, la consolò scrivendole che non è importante il luogo o la situazione in cui ciascuno di noi è costretto a trovarsi. Ciò che conta realmente è come scegliamo di vivere. L'importante è stare bene, con noi stessi.

Mac alza il capo, sgranando gli occhi. Fred sorride.

FF: Mi piace la storia!

Il newyorchese ora accenna un timido sorriso.

FF: Lo so cosa stai pensando; lo so che è facile parlare per me, e hai ragione. Comunque, Mac, quel che voglio dire è che le difficoltà esterne possiamo superarle. Siamo uomini nuovi, siamo cambiati e, nonostante tutto, ora siamo felici, perché siamo in pace con noi stessi. Il passato non ci spaventa più e di conseguenza nemmeno il presente o il futuro.

Mac sorride sempre più convintamente, gli occhi ancora rossi, annuendo. Lo stesso fa Fred che si rimette in piedi.

FF: E poi, amico mio, io e te non solo condividiamo le vittorie, i momenti felici, ma anche e soprattutto le sconfitte, le delusioni, le sofferenze. Insieme nel giusto, insieme nell'errore, nella cattiva e nella buona sorte.

Ancora una volta gli occhi del tedesco sono rivolti verso il Sole che ora si fa pallido.

FF: Per sempre.

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08/09/2016
10:41
Rikers Island


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Mac Hawkes, la barba incolta, siede dinnanzi ad un tavolino in legno posto al centro della stanza, tenendo entrambe le mani appoggiate su di esso. Lo sguardo è perso, di tanto in tanto lancia un'occhiata timorosa verso la guardia, che, posizionata al lato sinistro della porta, immobile, vigila il detenuto, sbattendo di rado le palpebre, e tenendo gli occhi diritti su di lui. Si sentono dei rumori. Passi. D'un tratto l'attenzione di Mac si proietta su quella porta. Torna il silenzio. Un assordante cigolio, poi un'improvvisa luce investe la stanza, illuminando il volto di Mac, che è costretto ad abbassare lo sguardo. La porta si chiude. Il detenuto di scatto alza la testa. Gli occhi ora spalancati, la bocca semiaperta.

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Sean Morgan gli sorride, si avvicina di un paio di passi, afferra la sedia posta al lato opposto rispetto a quello dove si trova il detenuto, dunque si siede. Silenzio. Mac è impietrito, solo le palpebre si muovono. Dalla sua bocca ora escono appena dei sussurri.

MH: Sean?! Sean Morgan?!

The Orphan fa una smorfia divertita, mantenendo quel suo sorriso malvagio sul volto. Lentamente Mac ritrae le mani, sistemandole ora ai bordi del tavolo.

SM: Vedo che non ti sei dimenticato di me, nonostante tutto questo tempo.

Morgan si guarda intorno.

SM: Pensavo fosse giunto il momento per venire a trovarti. Certo, è brutto vederti dentro questo posto.

Hawkes sgrana gli occhi.

MH: Sean... Dov'è Fred?

Silenzio.

MH: Ti prego, Sean...

Morgan sorride malignamente, scuotendo la testa.

MH: Ti prego, dimmelo.

Mac si allunga verso il suo ex protetto il quale rimane fermo, in silenzio.

SM: Ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati? Eri venuto nella palestra dove mi allenavo. Subito pensavo fossi un nuovo iscritto, volevo farti del male. Non è buffo tutto questo?

Sean guarda ridendo Mac che sgrana gli occhi.

MH: Ricordo, sì. Perché "buffo"?

Morgan osserva silenzioso, un ghigno sul volto.

MH: Sean, ti prego...

SM: Buffo pensando come siano andate a finire le cose. Guardati. Un tempo eravamo felici e viaggiavamo insieme, giravamo l'America. Ora invece sei rinchiuso qui dentro. Guarda come ti sei ridotto.

Ora lo sguardo dei sue s'incrocia.

SM: Eri libero. Avevi tutto. Dominavamo tutto! Poi hai scelto Fred!

MH: Io non ho scelto Fred. Che diamine stai dicendo, Sean?!

SM: Mi avete abbandonato, lasciato al mio destino. E tu sapevi quanto avevo bisogno di un appoggio in quel periodo. Te almeno hai avuto la decenza di farti risentire tempo dopo per farmi arrivare in TWC. Ed è per questo che sono venuto a trovarti. Voglio darti pure io un'altra possibilità. Dimenticati di Fred e vieni insieme a me. Torneremo grandi assieme!

MH: Io non ti ho mai abbandonato, e nemmeno Fred. Le porte di casa mia sono sempre state aperte per te, così come le sbarre della mia cella. Tu hai rifiutato il mio appoggio, tu non ti sei fatto sentire in questi mesi, Sean. E comunque ho già avuto un'altra possibilità e la sto coltivando; lo stesso vale per Fred. Ora tocca a te.

The Orphan scuote la testa.

MH: C'è un'altra via, Sean.

Morgan si fa serio, respira profondamente.

MH: Ma ora, ti prego, dimmi dov'è...

SM: NO!

The Orphan tira un pugno sul tavolo. La guardia appostata di fianco alla porta si volta verso di lui che dopo qualche secondo si ricompone. Mac è di nuovo ammutolito.

SM: Sto cercando di ricordare il nostro passato. Perché non mi aiuti anche te?

MH: Ok, ok. Ti ascolto. Sono qui, Sean.

Morgan respira profondamente, guardando il newyorchese minacciosamente.

MH: Voglio aiutarti.

SM: Molto bene. Rispondi quindi a questa mia semplice domanda. Quando è stato il momento in cui hai deciso di abbandonarmi, scegliendo così Fred?

MH: Io non ti ho abbandonato.

The Orphan si lascia sfuggire una risata grattandosi nervosamente la testa.

MH: Io non ti ho abbandonato, Sean.

Morgan fa un profondo respiro, gli occhi di nuovo minacciosi diritti su Mac.

MH: Ho trattato sia te sia Fred egualmente, senza preferenze. Ma, quando era arrivato il momento delle decisioni, quando venne fondata la TWC, scelsi quello più pronto. Quello di cui sapevo di potermi fidare.

Morgan, immobile, osserva Mac il quale fatica a mantenere il contatto visivo col suo ex protetto.

MH: E' così. Ho sempre potuto contare su Fred. Lui c'era sempre, era sempre al mio fianco, nella cattiva e nella buona sorte.

Mac annuisce.

MH: Insieme nel giusto, insieme nell'errore

The Orphan serra i pugni appoggiati sul tavolino, gli occhi di Mac rivolti verso il vuoto.

MH: Lui c'era sempre.

SM: Sì, hai detto bene... Lui c'era. Sai perché? Perché è morto!

Momento di silenzio.

SM: Hai capito bene. IO HO UCCISO FRED FRANKE! Ed è stata la cosa migliore che abbia fatto in tutta la mia vita, è stata la mia vendetta definitiva. Tutto quello che mi avete fatto passare, tutto ciò che ho patito nella mia tormentata adolescenza, tutto ha finalmente un senso.

MH: Ma... Come... Che cosa significa?

SM: He's Dead, Mac... Fattene una ragione!

Mac d'un tratto impallidisce, una lacrima riga il suo vole; di fronte a lui Morgan ridacchia.

MH: Sean, ti supplico, dov'è Fred? Io non capisco, davvero. Non capisco. Ti prego.

SM: Ci arriviamo con calma. Sai quando ho deciso di mettere fine a quel pezzente? Esattamente qualche giorno prima di Homeland:Berlin. Eravamo nell'aeroporto di Londra e in quel momento mi è venuto in mente la prima volta in cui rimasi solo in un aeroporto. Ti ricordi Mac? Poche ore prima voi mi avevate abbandonato, dovevamo andare tutti insieme a casa mia, Kansas City, ma alla fine presi solo io quell'aereo. Quel giorno non fu mai dimenticato da me.

Mac rimane colpito da queste parole.

SM: In quel momento a Londra, decisi di distruggere Fred. E l'ho fatto proprio davanti alle uniche persone che tengono ancora a quel bastardo. Johann e Licoride mi han visto annichilire davanti ai loro occhi l'unico membro rimasto di quella lurida famiglia. Ad Homeland non ho semplicemente distrutto Fred, l'ho umiliato di fronte ai suoi amici, alla sua famiglia, alla sua patria. Gli ho fatto conoscere un tipo di dolore che solo io posso procurare. E dopo quel giorno, il tedesco non si è più fatto vedere. Sparito dalla circolazione e ciò mi fa presagire la sua morte. Quindi sì, l'ho ucciso.

Detto questo, Morgan tira fuori dalla tasca una foto di Fred Franke e l'appoggia sul tavolo. Successivamente, sempre dalla tasca, prende un bisturi e con prepotenza lo scaglia sulla foto colpendo in pieno centro la fronte del tedesco, con il bisturi che rimane incastrato nel tavolo sottostante.

SM: Strike uno.

Dopodiché, sorridendo, Morgan tira fuori un'altra foto, questa volta raffigurante Johann Franke. Anche quest'ultima viene appoggiata sul tavolo, di fianco alla prima.

SM: Nel primo Indoor War post Homeland, però, il fratello Johann ha cercato di vendicarsi del fratello. Dopo che due settimane prima non aveva cercato in nessun modo di intervenire, ha cercato di farsi coraggio e di vendicare il fratello. Mai scelta fu più sbagliata, stessa fine pure per lui.

The Orphan prende dalla tasca un secondo bisturi e lo infila in mezzo agli occhi di Johann.

SM: Strike Due.

Mac resta sconvolto dalle parole e dal comportamento di Sean che, soddisfatto, riprende a parlare.

SM: Distrutto pure lui non mi immaginavo che la sua compagna avesse più coglioni di lui. Infatti, la scorsa puntata, Licoride venne faccia a faccia con me e mi ha sfidato ad un match per la prossima puntata. Scelta stupida, ma coraggiosa. Per questo ho deciso di non distruggerla immediatamente, come fatto con gli altri due, ma di darle due settimane di tempo in modo di darle la possibilità di non presentarsi e di non fare le stessa fine dei suoi familiari.

Morgan prende dall tasca un'ultima foto in cui vediamo Licoride, la posiziona vicino a quella di Johann e ci si sofferma con lo sguardo.

SM: Ma, se per caso si presentasse ad Indoor War..

Mantenendo lo sguardo fisso su Licoride, Morgan prende un terzo bisturi dalla tasca e lo conficca nelle labbra della ragazza.

SM: Strike tre. Famiglia Franke eliminata!

Detto questo, il wrestler di Kansas City scoppia a ridere. È una risata sadica e spaventosa, che non sembra avere fine. Nel mentre Mac, la bocca semiaperta, le lacrime che rigano il viso, osserva tremante la foto sfregiata di Fred; allunga la mano verso di essa, poi appoggia gli occhi sull'immagina raffigurante Johann, infine sulla fotografia di Licoride. D'un tratto la bocca si serra, i pugni si stringono, Mac si fa scuro in volto, Morgan si ammutolisce, osservano il newyorchese sgranando gli occhi; ora il detenuto schizza in piedi, alzando gli occhi minacciosi verso il suo ex protetto, fulminandolo con lo sguardo.

MH: Tu, bastardo!

La guardia, messa precedentemente in allerta tanto da avanzare di qualche passo, ora si avvicina verso Mac, raggiungendolo e stringendogli poi il braccio destro.

SM: Bastardo io?! Sono venuto qui dandoti una seconda possibilità ma tu, come mi aspettavo, l'hai sprecata.

Morgan scuote la testa e si alza dalla sedia.

SM: Io sono il buono di questa storia. Ho dato a chiunque una seconda chance, ma nessuno l'ha mai sfruttata. Per questo mi aspetto di vedere Licoride presentarsi ad Indoor War. Siete tutti uguali, te incluso. Te sei uno di loro Mac, lo sei sempre stato. Per questo meriti di stare qui dentro. Buon proseguimento di vita!

Morgan, dopo aver lanciato un'occhiataccia verso la guardia, incrocia per l'ultima volta lo sguardo di Mac, gli sorride, poi gli volta le spalle. Il prigioniero, ancora in piedi, pallido in volto, lo osserva allontanarsi e svanire dietro la porte. Gli occhi si adagiano sulla fotografia raffigurante Fred, le mani tremanti la afferrano.

MH: Fred. Figlio mio.


TO BE CONTINUED


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 09/09/2016, 16:43 
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Re: TWC - News from Indoor War
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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 10/09/2016, 10:41 
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Fall of the Empire

23 ottobre 2015, The Captain Fred Franke e The Orphan Sean Morgan fondano The Unstoppable Team: nasce il Dawn of the Empire. 3 giugno 2015, War of Change II: il Dawn of the Empire affronta i campioni di coppia, i No More Heroes, in uno steel cage match. 29 luglio 2016, Berlino, Sean Morgan attacca Fred Franke: è la fine del Dawn of the Empire. Un anno dopo la fondazione del Dawn of the Empire, il prossimo 7 ottobre, i suoi due artefici, Fred Franke e Sean Morgan, si affrontano sul ring: da una parte il desiderio di vendetta, il rispetto verso la famiglia, dall'altra la sete del successo a qualsiasi costo, l'interesse personale. Il prossimo 7 ottobre, presso il Toyota Stadium, Frisco, Texas, in un nuovo appuntamento in PPV con la TWC, Nemesis, si consumerà la caduta di un impero mai sorto: per la prima volta, il pubblico vedrà il nuovo Fred Franke e l'inarrestabile Sean Morgan sullo stesso ring, non come compagni di team, ma come rivali, che si affronteranno in una battaglia all'ultimo sangue, senza esclusione di colpi.
Venerdì 7 ottobre 2016, Toyota Stadium, Frisco, Texas, TWC Nemesis, Sean Morgan vs. Fred Franke!


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 10/09/2016, 15:01 
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ONE NIGHT IN TOKYO


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08/09/2016 19.30

Ci troviamo nella hall di un albergo al centro di Tokyo. Seduto da solo su una poltrona, smartphone alla mano vediamo Jimmy Gates. Il ragazzo indossa una T-shirt raffigurante il logo di una nota band funky rock californiana sotto una camicia a quadri a maniche corte sbottonata, dei jeans lunghi e delle converse. Passa qualche secondo ed ecco che dietro Jimmy vediamo spuntare un volto noto.

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Alice ghigna, si avvicina lentamente al ragazzo che non l'ha notato e poi gli fa una presa al collo strangolandolo.

AA: Buonasera!

JG:Arggh! Ma ch!

Alice molla la presa e Jimmy la guarda sorridendo.

JG: Sei fortunata che avevo subito capito che fossi tu. Con le nuove mosse che ho imparato avessi voluto ti ribaltavo la presa e kapow! Uno due tre dindindin e tanti saluti.

La ragazza è vestita con una felpa molto larga e smanicata e dei pantaloncini mimetici, oltre alle solite scarpe da ginnastica e le cuffie blu al collo.

AA: Credo tu ti stia dimenticando chi effettivamente è un pro-wrestler qui.

JG: Divertiti finché puoi. Vedrai.

Il ragazzo si aggiusta la camicia.

JG: Allora, dove andiamo di bello?

Alice alza le spalle e mette le mani nelle tasche della felpa, sorridente.

AA: C'è un bel centro commerciale non troppo lontano da qui, che ne dici?

JG: Per me va bene, andiamo.

I due escono dalla hall e iniziano a camminare per le strade di Tokyo.

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Le immagini riprendono adesso all'interno del centro commerciale, dove i due guardano le eccentriche vetrine dei negozi.

AA: Come puoi vedere, i giapponesi sono... particolari. E molto colorati.

JG: Lo vedo, non avevo mai visto niente del genere.

AA: Io ho trascorso qui la maggior parte del 2015, questo è uno dei miei posti preferiti. Lì c'è una sala giochi.

La ragazza indica con l'indice la sala.

JG: Figo, ci andiamo?

AA: Ti sei fatto convertire i dollari in yen?

JG: Bella domanda. Nope.

AA: E che stai aspettando? Forza, vai alla macchinetta.

Jimmy si avvia verso una macchinetta e cambia cinquanta dollari ricevendo il corrispettivo in yen, poi torna da Alice.

JG: Fatto.

I due entrano nella sala giochi, Alice indica all'amico un cabinato di House Of The Dead. La ragazza infila un paio di monetine nella macchina, poi afferra una delle due light gun e passa la seconda a Jimmy.

AA: Ci hai mai giocato?

JG: No, ma se si tratta di sparare credo proprio di poterti tenere testa.

Alice punta la pistola alla testa di Jimmy.

AA: Seh, certo. Credo di essere più virile di te, a tratti.

Jimmy risponde puntando la pistola al fianco della ragazza.

JG: Solo quando io voglio che tu lo sia.

AA: Ok, basta stronzate, vediamo chi ammazza più zombie grassi.

Il gioco comincia. Dopo qualche minuto, Jimmy va già in game over ed Alice finisce il livello da sola.

AA: Ottimo lavoro, gunner, sei già morto.

JG: Sono sicuro si sia inceppata la pistola. Sono l'unico al mondo per cui non vale la fortuna del principiante.

AA: È di plastica, genio, non s'inceppa.

Alice conclude il livello.

AA: Vuoi provare qualcos'altro, tipo, non so, Guitar Hero?

JG: Attenta a quello che dici, ragazza. Sono il Jimi Hendrix di Guitar Hero io.

AA: ... Lo sai che io la suono davvero, la chitarra, giusto?

I due cambiano postazione.

AA: In effetti mi hanno chiesto di entrare in una band.

JG: A Guitar Hero non serve saper suonare la chitarra.

Jimmy indica il petto di Alice.

JG: Serve il cuore.

AA: Guarda che io ce l'ho, eh. Di ghiaccio, ma c'è ancora.

La ragazza imbraccia una delle due chitarre di plastica, Jimmy fa lo stesso.

AA: Scelgo io la canzone, dato che tu sei Hendrix sarai sicuramente avvantaggiato.



JG: Ma no! Ma che è 'sta roba! C'era Californication lì pronta, che palle!

AA: Zitto e gioca.

I due iniziano a giocare e si tengono testa l'un l'altro, verso la parte centrale Alice si inceppa e Jimmy prende il sopravvento. Nella parte finale Alice sta per recuperare ma all'ultimo secondo Jimmy riesce a chiudere una combo e vince.

JG: Facciamo che da ora in poi mi chiami Jimi.

AA: Nah, meglio di no.

JG: Puoi anche chiamarmi Clapton, Petrucci o Frusciante se preferisci.

AA: Preferirei più "novello Bieber". Non suonavi nulla in realtà, giusto?

JG: Strimpello la pianola e la chitarra, ma niente di serio, Britney Spears.

AA: Capito.

JG: Ti va di mangiare qualcosa?

AA: Volendo, conosco un posto, seguimi.

La ragazza conduce Jimmy a un ristorante dentro il centro commerciale.

AA: Boh, quel che vuoi prendilo.

JG: Mi fido di te, prendo quello che prendi tu.

AA: Ok, un attimo...

Alice va al bancone e ordina qualcosa, poi indica a Jimmy un tavolino. Il ragazzo si avvia verso il tavolino si siede, estrae il telefono dalla tasca e aspetta Alice. Dopo qualche minuto Alice arriva con due piatti di sushi e due set di bacchette, porgendone uno a Jimmy.

JG: Ehm, come si usano?

AA: Non saprei davvero spiegarlo in realtà... con me non l'hanno fatto, ho imparato e basta.

Jimmy cerca di infilzare il sushi con una bacchetta, ma questo gli scivola. poi prova ad afferrarlo con entrambe le bacchette ma senza ottenere migliori risultati. Mentre Alice ha già finito il suo piatto, Jimmy decide di affrontare il sushi prendendolo con le mani, sotto lo sguardo divertito di Alice.

AA: Sei davvero poetico.

JG: In che senso?

AA: Con poetico intendo ridicolo. Vatti a prendere una forchetta.

JG: Sembrava quasi che tu stessi dicendo qualcosa di dolce. Non sia mai eh.

Jimmy prende un altro pezzo di sushi e lo lancia in aria, per poi prenderlo al volo con la bocca.

AA: Primo: tu sei quello dolce dei due. Secondo: non dare spettacolo, dai.

JG: Il fatto che io sia quello dolce non escluda che possa esserlo pure tu.

Jimmy prende l'ultimo pezzo di sushi rimasto sul suo piatto e si alza in piedi rumorosamente facendo cadere la sedia. Gli altri avventori del locale, prevalentemente gente del posto, si girano verso di lui. Jimmy lancia il pezzo di sushi in aria, fa una giravolta, batte le mani e lo prende al volo con la bocca. I più giovani tra gli avventori fanno partire un timido applauso, continuato poi anche da quelli più attempati. Jimmy mima un inchino e si risiede.

JG: Dicevamo?

AA: Che tu sei dolce e a me fa schifo esserlo.

JG: Perchè ti fa schifo? Io non ci vedo niente di male.

AA: Non c'è qualcosa di male, ma non sono io. Capisci?

JG: E allora non ti fa poi così schifo. Secondo me è solo che associ dolcezza e debolezza.

AA: Non è nemmeno questo. Ma a me piace dare pugni, non baci... sono fatta così. Non ho mai ottenuto nulla con la dolcezza.

JG: Ci hai mai realmente provato?

Alice fa un sorriso storto.

AA: Oh, sì. Ma non c'è spazio per la dolcezza dove vivo io.

Jimmy si gratta la tempia.

JG: E tu dove vivi?

AA: Periferia di Los Angeles, che non credo sia diversa dalla periferia di Phoenix, o Boston, per quel che conta. I nostri ambienti sono popolati da stronzi, Jimmy.

JG: Qualche esperienza da raccontare? Così, per ingannare il tempo.

AA: Nulla che io voglia ricordare.

JG:E se io ti raccontassi una mia storia moooolto divertente?

AA: Sentiamo?

JG: Fammi pensare...

Jimmy si gratta il mento.

JG: Ce l'ho! Allora, è successo l'anno scorso, in gita a Houston. Eravamo tutte le classi del mio anno a mangiare in un ristorante, era cena e io non mangiavo dalla colazone. Saremo stati stati in cento, forse centocinquanta ragazzi. Dunque, siamo tutti seduti in questo ristorante quando mi chiama mio padre al telefono. Allora esco fuori passando per la porta a vetri che si richiude dietro di me. Parlo con mio padre, lo rassicuro che va tutto bene e chiudo la chiamata. Mi giro e vedo che hanno portato da mangiare, allora mi fiondo per tornare dentro e SBEM! Sbatto nella porta a vetri e cado a terra. Immagina centocinquanta persone che ridono tutte per la tua figura di merda.

Alice fa spallucce.

AA: Sei stato solo sbadato, non si tratta di cattiveria. Probabilmente ci fosse stato un altro al tuo posto avresti riso anche te.

Jimmy resta a bocca aperta.

JG: Ora che ci penso non fa ridere quanto ricordavo. Cavolo. Però mi merito lo stesso una tua storia, no?

Alice sbuffa e inizia a parlare, mentre le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 18/09/2016, 20:44 
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Fred Franke returns

Dopo uno straordinario tour internazionale, durante il quale i fan di Roma, Madrid, Londra, Berlino, Sydney, Busan e Tokyo hanno potuto assistere ai loro beniamini in azione, la TWC torna negli Stati Uniti con un nuovo entusiasmante episodio di Friday Night Indoor War, l'ultima tappa prima di un altro grande appuntamento in PPV, Nemesis. La trentasettesima puntata dello "Show Fenomeno", che si terrà presso la New Orleans Arena, New Orleans, Louisiana, si aprirà col ritorno ufficiale di The Captain Fred Franke: il tedesco dopo un'assenza durata oltre un mese, per la prima volta si rivolgerà al TWC Universe e parlerà del tradimento da parte del suo ex partner ai tempi del Dawn of the Empire, The Orphan Sean Morgan, e degli attacchi che hanno coinvolto i suoi parenti divenute d'un tratto prede della ferocia incontrollabile e inarrestabile di The Unstoppable Machine. Venerdì, 23 settembre 2016, New Orleans Arena, New Orleans, Louisiana, Fred Franke ritorna ufficialmente a Friday Night Indoor War!


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Re: TWC - News from Indoor War
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Le immagini ci conducono dietro le quinte della Frontline Arena, Miami, Florida, dove si è appena concluso Frontline: Chapter 8 - Enemies but partners. Licoride si trova seduta su un lettino all'interno dell'infermeria, mentre lo scrupoloso Dr. Jack Brooks la sta visitando; dinnanzi a loro si erge un entusiasta Aaron Scott.

AS: Fantastico, fantastico! Primo match, prima vittoria!

Licoride: Secondo!

Con un brusco cenno la Diana Lucifera invita Brooks ad allontanarsi; il dottore segue l'invito abbandonando l'infermeria e lasciando soli Licoride e Scott: sul volto di questi scompare il sorriso, mentre l'allieva, alzatasi in piedi, lo osserva diritto negli occhi silenziosa. Serra i pugni.

Licoride: Il primo match in TWC l'ho combattuto la scorsa settimana contro Sean Morgan e ho perso.

Scott prova ad intervenire, ma la Diana Lucifera lo anticipa.

Licoride: Ti ringrazio per essere riuscito a farmi entrare come membro permanente del roster della TWC; all'inizio pensavo che questa sarebbe potuta essere un'avventura stimolante, pensavo che avrei trovato nuovi avversari... Ma, ora, non so quanto queste ragazzette possano competere con me, sicuramente non riusciranno a distogliermi dall'unico pensiero che ho in questo momento, Sean Morgan.

Licoride china il capo, Scott le appoggia una mano sulla spalla.

Licoride: Io devo riaffrontarlo e devo sconfiggerlo. Fred... Avrei preferito affrontare da sola il mio destino, con le mie sole forze. Lo voglio riaffrontare, voglio chiudere la mia carriera solo dopo aver sconfitto Morgan: voglio chiudergli una volta per tutte quella sudicia bocca, voglio...

LA: Tu vuoi sempre troppo.

Una voce molto conosciuta interrompe Licoride!

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LISALISA! La lottatrice nipponica è insieme al suo maestro Alejandro Signos nella infermeria della TWC! La nipponica ha un borsone allacciato alla spalla ed è vestita in maniera borghese, con un sobrio jeans grigio e una maglietta nera. Mentre il messicano squadra quasi divertito un Aaron Scott dall'aria decisamente arrabbiata l'attenzione si concentra sulle due lottatrici che si guardano in tralice senza dire una parola, ma con aria determinata.

???: C'è qualche cosa che non va qui, gente?

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Ma ecco che la voce di Simon, grande lottatore della fu TWNA, interrompe la situazione di tensione che si era creata! L'uomo, senza il figlioletto Yukio accanto probabilmente rimasto a casa, si porta subito accanto alla moglie, sussurrandole qualcosa in un orecchio. Fa poi dei cenni con la mano a Signos, il quale ridacchiando inizia ad allontanarsi, non prima di aver lanciato un'ultima occhiata ad Aaron Scott, che incrocia le braccia. Simon cinge la spalla sinistra della moglie con la mano destra, tendendola vicino a sé, poi guarda l'anziano lottatore

SMN: Immagino non ci più problemi siano di alcun tipo qui vero?

Scott guarda l0allieva per un secondo prima di rispondere.

AS: No, non ce ne sono. Non al momento.

SMN: Bene, molto bene. Sarebbe una cosa brutta se ce ne fossero.

AS: Già.

SMN: Immagino che sia il momento di andarcene. Vieni amore.

LA: Sì, andiamocene. Non è luogo per me questo.

Lisa lascia un'ultima occhiata a Licoride, fulminandola con lo sguardo prima di andarsene anche lei insieme al marito. Scott e la Diana Lucifera osservano i due allontanarsi.

AS: Sean Morgan può attendere; penso che al momento tu abbia un altro problema da affrontare.

Licoride, in silenzio, osserva la porta dell'infermeria ormai chiusa.


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Re: TWC - News from Indoor War
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12/9/2016

Ci troviamo all'interno dell'arena Ryogoku Kokugikan, che ha ospitato Friday Night Indoor War. Uno show della federazione DDT si sta tenendo nell'arena, e mentre il pubblico è intrattenuto dagli incontri più assurdi e divertenti del Giappone, la telecamera ci porta all'interno dei corridoi dell'arena, dove troviamo Alejandro Signos, allenatore personale di LisaLisa.

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L'uomo, con un sorrisetto sul volto, guarda il rolex nero al polso destro, e poi si guarda attorno, finché alla sua sinistra non vede arrivare qualcuno...

AS: Te tomo bastante tiempo!

VC: Non parlare lingue che non comprendo, vecchio.

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A parlare è stato Vincent Cross, attuale campione di coppia TWC con Simon B. Il lottatore, con aria decisamente nervosa, arriva vicino a signos, guardandolo fisso ed incrociando le braccia. L'allenatore sorride comunque.

AS: Punto uno, no soy tan viejo, e parlo la lingua che desidero. Punto secondo, è incredibile come tu non abbia seguito i miei consigli su Bolaño e Marquez in lingua.

VC: E non fare neanche l'acculturato. Solo quelli hai letto in tutta la tua vita.

AS: Oh, siamo un po'... nervosi, mio recalcitante allievo?

VC: Non ricordo di essere stato tuo allievo. Perché mi hai convocato qui?

AS: Perché ti stai comportando con me così, innanzitutto?

VC: Perché tu non ti fai vedere, chiederei io, o perché sei cambiato così tanto. Che stai facendo con Lisa? Xander, Adrian ed io siamo legittimamente preoccupati. La stai facendo diventare troppo violenta, non è un bene per lei, non è un bene per suo marito né per il loro bambin-

AS: Non mi aspettavo altro da te.

Lo spagnolo si passa la mano destra sulla faccia.

AS: Sei sempre stato il più incredibilmente onesto dei miei allievi. Non riesci a capire che il pubblico vuole spettacolo? Vuole che sia portato l'estremo della nostra natura, quello che non vorremmo mai mostrare, il nostro lato più incredibile e a volte terrificante. E' quello che sto facendo con Lisa. Ed ora è molto più sicura di sé. E tu invece?

VC: Non spostare l'oggetto della conversazione, vecchio.

AS: No, l'hai fatto tu. Io voglio parlare di te.

VC: So già tutto quello che bisogna sapere sul sottoscritto.

AS: Mi spiace, ma non lo sai.

Signos si stacca dal muro, mettendosi davanti a Cross nel corridoio.

AS: Non lo vuoi ammettere, ma con i No More Heroes ti stai comportando esattamente come farebbe Reginald Smithsonian Rossen.

Cross aggrotta le sopracciglia, spalanca gli occhi.

VC: Bada a come parli.

AS: Sono serissimo.

Signos sorride più viscidamente, incrociando le braccia.

AS: Hai mandato contro di loro gli attuali Main Eventer della federazione. Devo forse credere che Sigfried sia stata una idea di quel testa vuota di Simon B? Non farmi ridere, Vincent, sono abbastanza intelligente per capire che è stata una idea tua. E anche Carroll non è stata una scelta dettata dall'amicizia, ma dal fatto che sapevi che avrebbe fatto l'impossibile pur di mandare giù Miller, anche farlo svenire.

VC: Non osare infilare Nick nel tuo perver-

AS: Cosa mi impedisce di farlo? Questo tuo lato paterno è ipocrita, davvero. Sei rimasto così deluso dalla tua famiglia di sangue da creartene una di ricambio, anche qui in TWC. Ma Jack Keenan ti ha abbandonato perché pensavi che sarebbe stato vicino a te fino alla fine vero? E' per questo che cerchi ogni occasione di passare tempo con Nick, di ricordargli che siete buddies, se mi passi il tuo stupido termine. Non vuoi perderlo.

VC: Se continui a parlare giuro che-

AS: La verità fa male vero? Ora che finalmente sei al top, ora che hai dimostrato di essere grande te la stai godendo. Stai facendo i sentire i No More Heroes come delle merde invece di essere superiore, ti comporti esattamente come loro. Sei divertente, davvero. Hai distrutto i loro sogni e continuerai a farlo come un bimbo che se la prende per una offesa. Avresti bisogno del mio trattamento velocemente. Lisa avrebbe fatto la tua fine, sennò.

L'allenatore scrolla le spalle.

AS: Mostrare la tua vera natura al suo limite, capisci che intendo? Se vuoi essere rabbioso, esterna la rabbia. Picchia chiunque vedi. Cammina con solo me al tuo fianco. Sennò non sarai mai il grande lottatore che vorresti essere per poter dire a tuo padre "Te lo avevo detto"!

Cross guarda il pavimento.

AS: Guardati, non sei neanche un vero Bike-

Immagine


Eat It! Cross ha colpito Signos con un Eat It furioso prendendolo sul viso! Lo spagnolo si tiene il viso col naso che gli sanguina, rotolando sul pavimento, però rimane cosciente. Cross lo guarda con disprezzo, e poi inizia ad allontanarsi. Signos tenta a fatica di rimettersi in piedi.

AS: E' perché... ti ricordo tuo padre vero!? Dilo, dilo!

Cross continua ad allontanarsi, non voltandosi.

AS: Non puoi sfuggire alla verdad Vincent, non puoi! E lo sai bene!

Il biker si volta, furente.

VC: Potrò non sfuggire alla verità, mi sta bene! Ma sai cosa posso fare!? Dirti questo: VAFFANCULO! E vedi di morire presto!

Vincent si allontana a passo svelto. Signos inizia a ridacchiare tra sé e sé, mentre le immagini staccano.


Ultima modifica di Simon il 15/11/2016, 11:44, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
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Re: TWC - News from Indoor War
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L'interno di una casa. Una casa non particolarmente moderna, in legno. Ci sono parecchi mobili, una televisione da diciotto pollici circa su uno di essi, un divano a quattro metri dallo schermo con di fianco un comodino. Sul comodino, una bottiglia di whisky ed un posacenere. Sul divano, un uomo seduto con le gambe accavallate.

Immagine


Paul Myers ha una sigaretta tra le dita. La avvicina alla bocca, inspira, lancia un'occhiata all'orologio da muro presente sulla parete di fronte a lui e butta fuori il fumo. Sospira, alzandosi pigramente.

PM: Dovrebbero essere qui a momenti.

Paul spegne la sigaretta e la lascia nel posacenere, che già ne contiene almeno una mezza dozzina; con la mano sinistra afferra proprio il posacenere, con quella destra la bottiglia di whisky. Comincia a camminare mandandone giù un sorso, finchè non arriva davanti ad un mobile: ne apre lo spazioso cassetto con il piede, poi posa sia il posacenere che la bottiglia. Chiude il cassetto, poi si dirige verso una finestra e la spalanca. Fatto ciò si dirige a rapidi passi verso un corridoio, da cui si sente provenire il rumore di una chiave che gira in una serratura. Passati pochi secondi, Myers torna in salotto, fermandosi qualche secondo con le braccia conserte e cominciando a lanciare occhiate nella stanza. Si sente il rumore del campanello. Un suono breve, appena qualche secondo.

PM: Si alzi il sipario.

Myers si avvicina verso la porta, continuando a lanciare sguardi in giro, poi la spalanca.

ImmagineImmagine



Leon Black e Lucy Fisher sorridono a Paul, lui in maniera appena accennata, increspando il lato sinistro della bocca, lei più pienamente, socchiudendo appena gli occhi. Il gigante è in Jeans e camicia azzurra, mentre Lucy è in camicia a maniche corte rossa e minigonna nera. Al collo della ragazza pende un mezzo cuore d'argento, con incisa sopra una "L", mentre come al solito Leonard porta un anello all'anulare della mano destra, con la quale porta una venitquattrore di cuoio marrone.

LB: Paul.

Black fa un cenno minimo con la testa.

LF: Signor Myers.

Lucy piega la testa di lato, osservando l'uomo di fronte a se.

PM: Leon, Lucy, è un piacere. Prego, accomodatevi.

Myers fa cenno col braccio ai due di entrare.

PM: E chiamami pure Paul, signorina Fisher.

Black è il primo ad entrare, dardeggiando rapidamente con gli occhi per la stanza. Il gigante poi sospira, e Lucy lo segue dentro la casa, appoggiandogli una mano sulla schiena.

LF: Va bene, Paul. Dove andiamo?

Myers sorride.

PM: Ti sarai sicuramente accorta di come non ci sia molto da vedere, anzi, diciamo pure che questa casa è una catapecchia. D'altronde, è soltanto l'abitazione di un povero vecchio nostalgico. Davanti a voi c'è il salotto, non particolarmente spazioso ma a mio modesto parere piuttosto accogliente. Ed il divano è comodo, vi consiglio di provarlo.

Paul chiude la porta d'ingresso, poi afferra una sedia anch'essa di legno e la trascina a mezzo metro circa dal divano.

PM: Vi devo delle scuse per i toni che ho usato ad Indoor War, non era mia intenzione risultare indisponente o irrispettoso. Diavolo, io vi rispetto entrambi, e spero che la cosa possa essere reciproca dopo questa chiacchierata.

Black sospira.

LB: Dovrai rispondere a parecchie domande, se vorrai il mio rispetto. Comunque credo ci servirà anche un tavolino. Se mi dici dove prenderlo lo sposto io.

Il gigante passa una mano sulla schiena a Lucy, per poi aprire la ventiquattrore e consegnare una pistola alla ragazza.

LB: Non ti preoccupare, è solo per sicurezza. Ho svariati motivi per fidarmi poco del mondo. Se tutto va bene, te la lasciamo quella. Una Glock 33, modello subcompatto. Piuttosto comoda.

Paul osserva la pistola, annuendo.

PM: Sembra carina, ci sto. Non sei una persona incosciente, d'altronde.. Per non rischiare, immagino che andrò a prendere il tavolo.

Myers sorride, poi si avvicina ad un tavolino di marmo piuttosto basso, lo solleva e lo posiziona tra il divano e la sedia.

PM: Se avete altre richieste, basta che chiediate. Ora, perchè non ci sediamo tutti? Voi avete delle domande da farvi e io ho delle risposte da darvi.

Black fa spalluce, dirigendosi verso il divano. Lucy lo segue a qualche passo.

LB: Parleremo a lungo, credo. Non ho portato nulla da bere, ma credo che ce ne sarà bisogno.

LF: Posso andare io a prendere le cose, se vuoi.

Lucy sorride, muovendo vagamente la pistola.

PM: Alle mie spalle, sulla sinistra, c'è un frigo. Se vuoi andare, fai pure. Come se fossi a casa tua.

La rossa si alza, muovendosi nella direzione indicatale, mentre Leonard la segue con gli occhi.

LB: Molto bene Paul. Possiamo parlare. Che argomento vuoi trattare? Come combatte Leon Black? Qual è la relazione fra me e Kevin?

Black fa una pausa, grattandosi il mento.

LB: O preferisci partire dalla relazione fra te e Kevin?

Myers aggrotta la fronte.

PM: Non sono io quello che lascia trapelare strane ipotesi sulla relazione tra me e Kev, no?

Paul rimane con l'espressione seria per qualche secondo, poi sorride.

PM: Tu l'ospite, tu a decidere. Sono un uomo semplice ma cortese.

Black ridacchia.

LB: Non sono ipotesi Paul.

Il gigante apre la ventiquattrore, prendendo una cartellina, ed appoggiandola sul tavolino.

LB: Paul Aaron Myers, nato il 22 Marzo 1961. Fedina penale in cui la cosa più grave sono due multe per eccesso di velocità, un passaporto poco usato, e le relazioni famigliari. Una moglie ed un figlio.

Black sorride, appoggiandosi allo schienale.

LB: Giusto, una denuncia per scomparsa del suddetto figlio, tale Kenneth Manuel Myers.

Paul si fa serio.

PM: Cosa ti fa pensare che non sia un mio semplice omonimo?

Myers sbuffa.

PM: E poi, non vedo cosa possano c'entrare questi nomi con Kevin Manson. Pensavo che fosse lui il filo conduttore del discorso.

Lucy torna con due birre ed un bicchiere di rum. La rossa consegna il bicchiere al gigante, la birra a Paul, poi si siede sul divano a sua volta, appoggiando pigramente la pistola sul tavolino.

LF: Per prima cosa l'SSN.

LB: Esatto. Mi sono permesso di dare un occhiata alle references che hai lasciato in TWC perché ti lasciassero entrare. Guarda caso il numero corrisponde. E, come ben sai, è un numero univoco, quindi ti collega direttamente. Ho fatto alcuni controlli, se non avessi potuto assumere l'identità di qualcun'altro, ma la tua impronta dentale è la stessa di almeno trent'anni fa. Quindi posso affermare che sia tu.

Black beve un sorso di rum.

LB: Per quanto riguarda quanto tutto ciò riguardi Kevin, diciamo che ho fatto le mie ricerche. E sono andato ad osservare la denuncia di scomparsa per tuo figlio. Kenneth.

Il gigante tira fuori un altro fascicolo dalla valigia, appoggiandolo sul tavolino, per poi aprirlo.

LB: Ecco qui. Descrizione del ragazzo, ultimo avvistamento, varie trascrizioni delle domande fatte. Era piuttosto polveroso quel fascicolo, devo dire. Qualcuno lo ha dimenticato negli schedari tanto tempo fa. Ma quello che ho trovato interessante era una foto di Kenneth e te, Paul.

Black prende una foto dal fascicolo e la osserva.

LB: Tempi migliori, vero Paul?

Spoiler:
Immagine


LB: Kevin Manson è tuo figlio, Paul Myers.

Myers osserva la foto per una decina di secondi, sospirando e giocherellando con le dita delle mani, poi guarda Black.

PM: A questo punto è inutile negare.

Paul fa una smorfia.

PM: Sì, mio figlio Kenneth Myers è sparito più di una decina di anni fa dopo un incidente in mare, ma è vivo ed ora si fa chiamare Kevin Manson.

LB: Questo ci pone davanti ad una domanda interessante. Perché non stai facendo nulla?

Myers sgrana gli occhi.

PM: Scusami?

LB: Andiamo. Sappiamo entrambi che avresti i pieni mezzi legali per agire in maniera concreta. A Kevin, o Kenneth, come preferisci, serve uno psicologo e probabilmente uno psichiatra.

Myers abbassa il capo, tamburellando il piede a terra.

PM: Leon, io non faccio nulla per caso. So cosa è meglio per mio figlio. Fine.

LB: Chiaramente no, se agisci così. A meno che tu non voglia convincermi che tuo figlio non ha bisogno di un aiuto psicologico serio, che tu, in prima persona, non sei in grado di dargli.

Myers serra le mani a pugno, grugnendo.

PM: Leon Black, non porterò mai mio figlio da uno psicologo. Kenneth è sangue del mio sangue, ed in quanto tale non può essere un folle. Nel momento stesso in cui deciderà di affidarsi a me, io farò in modo che lui sia finalmente felice, che sia ciò che vuole essere. Questo è quanto.

Black beve un sorso di rum.

LB: Sai, io e mio padre non siamo mai andati d'accordo. E sai perché? Perché era maledettamente orgoglioso del suo cognome. Un Black non può essere secondo a nessuno, diceva sempre. Non ha mai capito quanto stupido suonasse. Avere un cognome al posto di un altro non significa essere persone migliori.

Il gigante fa spallucce.

LB: Un Myers può tranquillamente avere problemi psicologici, anche gravi, come Kenneth. Ora, non so da dove derivino, ma sono innegabili. Non puoi continuare a pretendere di fare quello che stai facendo e non ricevere critiche.

Leon sorride.

LB: Se io facessi quello che fai tu potrei essere scusato, ma tu no. Hai il dovere di fare il necessario, hai il dovere di fare quello che ferisce il tuo orgoglio. Io posso aiutarti, sai che, adesso, lui si fidi più di me che di te.

Paul sorseggia un po' di birra, poi osserva lungamente Black e sorride a metà bocca.

PM: Cambiamo le carte in tavola, Black: e se io ti dicessi che Kenneth Myers mi serve in questo stato?

LB: Ti direi che stai cercando di sfruttare un disabile mentale. Particolarmente viscido, se chiedi a me. Sarebbe mio dovere impedirtelo.

Black beve un sorso di rum.

LB: Ora, non sono un esperto, ma credo che tu, per esercitare la patria potestà debba dimostrare che Kenneth non è in grado di intendere e di volere, cosa che a quel punto ti porterebbe a doverti rivolgere a psicologi e psichiatri.

Myers fa spallucce.

PM: Sono un tipo indipendente, penso di potermela cavare da solo.

Paul beve un sorso di birra.

PM: Sai, mi diverti quando parli di fermarmi. Perché, ehi, diciamocelo: non hai alcun modo per farlo. Ken si ucciderebbe piuttosto che darti ascolto, potrei metterci la mano sul fuoco. Lucinda non è riuscita ad ottenere la sua fiducia. Qui non ci sono telecamere. Sono in una botte di ferro o sbaglio?

Black scoppia a ridere.

LB: Sbagli. Kenneth, come lo chiami tu, da molto più ascolto a me che a te, e poi credi davvero che non abbia un modo per fermarti? Oltre ad eliminarti qui ed ora, sia ovvio.

Black sorride da un lato solo della bocca.

LB: Ho pronta una bella busta da spedire a tutti i maggiori giornali nazionali, senza contare quelli locali, in cui si descrive il tuo caso in maniera precisa, e di come tu non stia facendo il tuo dovere di padre, pur sapendo che lui è tuo figlio. Dovresti affrontare il disprezzo della opinione pubblica, che ti vedrebbe più come un uomo orgoglioso che vuole nascondere il proprio figlio portatore di handicap che per il padre amorevole che ritieni di essere.

Il gigante si stiracchia.

LB: Senza contare il rischio enorme a cui ti sottoporresti a livello giuridico. Se uscissero pubblicamente le prove che sai chi è Kevin davvero, sarebbe legalmente estremamente più difficile ottenere la sua patria potestà. E sappiamo entrambi cosa significa un processo difficile. Più tempo in corte, più avvocati da pagare, più soldi da spendere. Per di più avresti il simpatico rischio di prendere una multa alla TWC per aver mentito sulla tua identità quando ti sei aggregato al roster.

Leon finisce in un colpo il rum.

LB: Saresti in meno di niente al verde, a metà di una causa lunghissima, senza nulla in mano. Sei proprio sicuro che io non possa fare nulla?

Paul osserva Leonard con sguardo gelido.

PM: Sono sicuro che tutto ciò non aiuterebbe minimamente Kevin, come ti piace chiamarlo. Lo distrarrebbe dalla tua battaglia contro di te a Nemesis, per esempio. Lo farebbe sentire ancora una volta come quello strano, non voluto da nessuno, rigetto della società crudele. Lui va trattato con la carota, non con il bastone, anche uno stupido ormai lo capirebbe. Di sicuro non comincerebbe a pensare come uniformarsi agli altri, anzi, lascerebbe che il divario si apra ancora di più. Tornerebbe una specie di bestia, come nel suo debutto TWC. Un buffone. Se vuoi davvero aiutarlo, quindi, non dirai una singola parola di quanto stiamo dicendoci oggi.

Myers sorride.

PM: Ti piace pensare che io mi autodefinisca un padre amorevole, giusto? Beh, la tua reputazione è più quella di uomo d'onore. Ognuno faccia la sua parte. La tua è quella di affrontare Kevin Manson a Nemesis, nulla di più.

Black fa cenno di no con un dito.

LB: No, il mio compito è impedire a persone come te di fare del male agli altri. Tu stai pensando di trattare la malattia di Kenneth come qualcosa che puoi guarire con le parole, e questo è un errore che non posso permetterti di fare. Se fosse ferito non penseresti di trattarlo con le belle parole, lo porteresti da un medico, giusto? Invece, essendo la sua mente ad essere malata, hai deciso che la tua sola presenza possa curarlo.

Il gigante chiude la mano a pugno.

LB: Se fossi una persona differente, che crede che il fine giustifica i mezzi, ti minaccerei e ti direi di non farti più vedere. E fidati, so come minacciare una persona. Ma sono io, quindi ti farò questa proposta: aiutami. Sii il padre che devi essere e fai quello che devi fare. Io sarò lì ad aiutarti. Ho amici nelle posizioni giuste. Potrei rendere il percorso il più facile e il migliore possibile. Dimostrami che sei una persona migliore di quella che penso.

Paul incrocia le braccia, poi sospira.

PM: Come ti ho detto, io sono una persona indipendente.

Myers scuote la testa.

PM: E come ti ho detto, limitati a fare il tuo compito a Nemesis.

Lucy si schiarisce la voce, sorridendo appena.

LF: Scusa Paul, posso usare il tuo bagno?

PM: Naturalmente, Lucy. Dietro di te, a sinistra, c'è un corridoio. Prima porta sulla destra.

Lucy fa un cenno del capo, alzandosi e dirgendosi nella direzione indicata. Black la osserva un istante, lasciandosi sfuggire un sorriso.

LB: Il mio dovere è fare in modo che Kenneth riceva le cure necessarie, e non farò nulla di meno. Puoi essere un mio alleato, un mio amico e farti aiutare, oppure puoi essere un mio avversario. In entrambi i casi avrò ragione io, solo che uno sarà molto più semplice.

PM: Non avrai ragione se Kevin ti sconfiggerà a Nemesis. Anzi: se IO e Kevin non ti sconfiggeremo a Nemesis.

Black fa un cenno di diniego con la mano.

LB: Anche dovessi perdere, ho preso le mie contromisure. Paul Myers, ti posso assicurare che Kevin Manson avrà l'aiuto che gli serve oppure verrà fermato. Non posso fare di meno.

Myers avvicina il volto a quello di Black.

PM: E' una mia responsabilità, ben più di quanto possa esserlo per te.

Black annuisce.

LB: Teoricamente sì, ma in pratica abbiamo visto come tu non intenda adempirla questa responsabilità. Il che mi ha portato a pensare ad una cosa.

Paul osserva Leon per qualche secondo, impassibile.

PM: Sentiamo.

Black sorride.

LB: Ho dietro un contrattino, che se tu firmassi, in caso di sconfitta di Kevin, porterebbe alla tua perdita della patria potestà su Kenneth. In cambio io firmerò un contratto, che, in caso di mia sconfitta, mi impedirà di interferire in alcun modo nella tua azione per "guarire" Kevin.

Myers aggrotta lo sguardo.

PM: Non mi piacciono i contratti, sono troppo vincolanti. Ho solo da perdere. E poi, io non ho mai usato la parola "guarire". Una leggerezza simile su un pezzo di carta rischierebbe di rendere vano l'accordo.

Black si appoggia allo schienale del divano.

LB: Il contratto va pienamente nel dettaglio. Se lo leggessi capiresti che non ha alcun loop hole. In nessuno dei due casi.

Myers si gratta la barba.

PM: No.

Paul lascia passare qualche secondo.

PM: Se Kevin non dovesse cominciare ad ascoltarmi in tempo, perderebbe. Conoscendolo, potrebbe non farlo. Non sono disposto a rischiare così tanto.

LB: Molto bene, vorrà dire che utilizzerò tutti i mezzi legali che ho, che sono parecchi, per toglierti quella possibilità.

Myers sospira.

PM: Va bene. Ci sto. Abbiamo un accordo.

Black prende la ventiquattrore ed estrae due cartelline, appoggiandole davanti a Myers.

LB: Ho già firmato entrambi. Se vuoi leggere, hai tutto il tempo del mondo.

PM: Ma non lo hai tu qui dentro.

Myers si alza, estrae una penna da un contenitore ed appone rapidamente la sua firma su entrambi i contratti.

PM: Speravo davvero che sarebbe finita diversamente, ma mi sono sbagliato. Fuori di qui.

LB: Anche io Paul, anche io.

Black si alza in piedi, battendo le mani e facendo un mezzo sorriso.

LB: Ma non sempre le cose possono andare come vogliamo, giusto?

Black appoggia il suo bicchiere sul tavolino e riprende tutti i fascicoli, iniziandoli a mettere nella ventiquattrore. Lucy nel frattempo rientra nella stanza, sorridendo sia a Paul che a Leon, poi fa un paio di passi, incespicando appena in un fascicolo lasciato a terra ed aggrappandosi a Black e alla valigetta per non cadere.

LF: Sei un disordinato cronico.

LB: Ma senti chi parla.

LF: Tu non rischi di morire per quello che lascio in giro io.

Paul scuote la testa.

PM: Come stavo dicendo a Leonard, Lucy, immagino sia ora che le nostre strade si separino.

Paul allunga il braccio destro e l'indice della stessa mano, indicando la porta.

PM: L'uscita e l'entrata sono le stesse, non potete sbagliarvi. Buona giornata.

Lucy sospira.

LF: Hai parlato dei contratti?

LB: Già. Firmati.

Lucy scuote la testa, poi osserva Paul un istante.

LF: Mi spiace Paul.

Black nel frattempo ha chiuso la valigia, e accarezza una spalla di Lucy, osservando l'uscita.

LB: Lucinda.

Lucy annuisce, dirigendosi verso la porta. Arrivata sulla soglia appoggia la pistola che ancora stringe nella mano sinistra su una mensola, poi afferra la maniglia, tallonata dal gigante.

LF: Paul.

La rossa spinge la maniglia ed esce dalla porta, mentre Black lancia una ultima occhiata alla stanza.

LB: Addio.

Il gigante esce dalla porta, scomparendo. Myers prende un lungo respiro, poi scaglia via la penna che ancora aveva in mano, centrando in pieno la porta.

PM: Cazzo!

Myers colpisce il muro con un calcio, poi fa lo stesso con un mobile, sfondandone la piccola anta e mandando in frantumi una bottiglia di vino al suo interno. Ansimando, si avvicina anche al posacenere. Lo solleva in aria con una mano e lo scaglia contro l'orologio a muro, frantumando entrambi, dopodichè si lascia cadere sul divano.

PM: No... Non posso permettervi di rovinare tutto... Non adesso...

Paul emette un urlo di rabbia, poi affonda ulteriormente nel divano, continuando ad ansimare.

(Nel frattempo...)


Leon e Lucy sono seduti nella Mustang di lui, la rossa con la ventiquattrore sulle ginocchia.

LF: Immagino non sia andata bene.

LB: Ha firmato.

LF: Non era quello che volevi ottenere.

LB: No. Tu?

Lucy sospira, aprendo la ventiquattrore ed estraendo un libricino.

LF: Ho trovato questo. Sembra un diario e sembra importante.

LB: Almeno abbiamo ottenuto qualcosa entrambi.

LF: Già. Andiamo a casa?

LB: Andiamo a casa.


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