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Freedom - Good & Evil (6)
Autore Messaggio
MessaggioInviato: 20/06/2016, 15:11 
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17/06/2016
10:44
Gehlberg


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Il cielo è plumbeo. I raggi del Sole, quei pochi che attraversano la fitta muraglia di nuvole, si arrestano dinnanzi ad una verdeggiante e solitaria collina che sovrasta il paesaggio. L'erba, color scuro, è bagnata. In lontananza s'innalzano alcuni pini, le cui fronde vengono debolmente agitate da un incessante alito di vento il cui fruscio attraversa l'aria. Sul prato si comincia a sentire il ticchettio della pioggia farsi sempre più insistente. Nel frattempo il sentiero che porta in cima alla collina appartata, viene silenziosamente percorso.

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Fred, il volto avvolto fra le pieghe della felpa, si ritrova con la maglietta ormai inzuppata quando raggiunge la sommità dell'altura. Si ferma. Mantenendo gli occhi diritti in avanti, lentamente allunga in alto il braccio destro, afferra la felpa e la lascia cadere al suolo. Mentre la pioggia si trasforma in diluvio e in lontananza sul cielo nero cominciano a brillare i primi lampi seguiti a poca distanza da scroscianti boati e continue raffiche di vento, il volo del tedesco è immobile, la bocca serrata, gli occhi d'un tratto lucidi, le guance rigate dall'acqua, forse pioggia, forse lacrime. Entrambe le mani sono chiuse, nella destra scintilla un oggetto che viene fatto nervosamente roteare.

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Dinnanzi al suo sguardo, sulla cima di quella solitaria collina, si ergono due umili lapidi, una affianco all'altra, il cielo raggiunto alla medesima altezza. Tutt'attorno tanti fiori variopinti le circondano. Su entrambi i monumenti funerari è incisa una scritta. D'un tratto un fulmine sferza il suolo, attraversando il cielo e illuminando i dintorni.

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Cala nuovamente il buio, infranto solamente in parte da successivi lampi, mentre il silenzio è continuamente violato dai tuoni e dall'incessante raffica di vento, che fa ballare i pini che si stagliano all'orizzonte, improvvisamente in bilico sul terreno. Il tedesco è fermo, ancora. D'un tratto le gambe gli cedono e si ritrova in ginocchio, con le mani appoggiate sull'erba zuppa d'acqua, mentre nella destra continua a scintillare l'oggetto misterioso. Fra gli ululati famelici e gli assordanti boati, si fanno largo altri suoni, dei passi: qualcuno procede lungo il sentiero, attraverso i fasci d'erba. Giunto sulla sommità dell'altura, si ferma. Si sente ora un acuto ticchettio.

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Nascosto sotto un enorme ombrello blu, alle spalle di Fred compare un uomo: i capelli color marrone, cortissimi, arrivano solamente fino alla sommità della testa, mentre la bocca, sottile, è circondata da fitti baffi e da un invadente pizzetto. L'uomo osserva in silenzio Fred, mordendosi le labbra, gli occhi semichiusi.

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20/06/2016
09:36
Rikers Island


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Lungo un corridoio abbandonato da Dio e dalla luce, preceduto da un secondino, un uomo di mezza età e dal passo goffo, calvo e con la pancetta, Fred avanza, lo sguardo perso nel vuoto, la camminata decisa. Si gratta il collo, rivelando attorno ad esso una sottile catenina d'oro che si estende al di sotto della camicia, muovendo nervosamente la mano sinistra, coperta di sudore. Al suo passaggio alcuni loschi individui emergono dall'oscurità, allungando le braccia e stringendo le sbarre arrugginite con le mani; c'è chi riconosce la superstar della TWC, alcuni lo chiamano a gran voce, lui si volta per poi dirigere nuovamente il suo sguardo in avanti non appena il secondino si ferma dinnanzi ad una delle tante celle che scorrono lungo ambedue i lati del corridoio. La guardia, il capo chino, lo sguardo nascosto dal berretto, con fatica afferra un paio di chiavi dal lungo cinturone che indossa, dunque, dopo aver dato una rapida e scrupolosa occhiata, spalanca la porta della cella, ponendosi dunque dinnanzi ad essa e invitando il tedesco ad entrare. Questi prima allunga lo sguardo, poi avanza di un paio di passi, si ferma, prosegue, ritrovandosi all'interno di un ristretto ambiente, dove il silenzio è interrotto solamente dal ticchettio di qualche goccia d'acqua che cala dall'alto e il buio cede un marginale spazio alla luce, che penetra attraverso una ridotta finestra sbarrata. Fred, sistemati gli occhiali da sole nel taschino della camicia, si guarda ora attorno.

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Il volto illuminato dalla framezzata luce, Mac Hawkes si alza in piedi, mostrando un volto provato al suo amico. Questi lo squadra, immobile.

MH: Pensavo che dopo il nostro ultimo incontro... sai, quando tu... insomma, quando io... Pensavo che non ti avrei mai più rivisto, Fred. Mai. Mai.

FF: Non ci sono più. Mamma e papà sono morti.

Mac spalanca la bocca, d'un tratto ammutolitosi. Fred si strofina le mani contro i jeans, ora aperte, ora chiuse. Il respiro si fa pesante, le gambe cominciano a tremare, di scatto sprofonda su quella scomoda panca in legno adagiata lungo un lato di quell'angusta cella. Il capo chino, coperto dalle mani, coi gomiti appoggiati sui polpacci. Hawkes segue i suoi movimento, rimanendo in silenzio e immobile per diversi istanti, poi lentamente si adagia anch'esso sulla panca, sistemandosi al fianco del tedesco e appoggiandogli la mano destra sulla spalla, accarezzandogliela dolcemente.

FF: Sono arrivato troppo tardi...

La voce rotta dal pianto.

FF: Troppo tardi...

Mac gli porge un fazzoletto, Fred lo afferra, si asciuga le lacrime, gli occhi ormai rossi.

FF: Un infarto. Papà se n'è andato lo scorso inverno. La mamma, sola, ormai anziana, non ha retto ed è morta qualche settimana dopo. Non li ho potuti vedere, urlargli contro, ringraziarli, stringerli, baciarli. Ho visto due lapidi, i loro nomi incisi sopra, mentre i corpi giacevano chissà quanti metri i miei piedi, le loro carni alla mercé di vermi e altre schifosissime bestiacce. Le ossa che si decomponevano. Tutto finito. Tutto perso. Per sempre.

Torna il silenzio, Fred tira su col naso, asciugandosi ripetutamente gli occhi con le mani. Mac lo assiste, stingendosi a lui, gli occhi lucidi.

FF: Non ho potuto rivedere i miei genitori, parlare con loro, chiarirmi con loro, non ho potuto nemmeno seppellirli.

Fred si interrompe, chiudendosi in un lungo silenzio.

FF: Eppure, tornare a casa mi ha permesso di scoprire la mia famiglia, riscoprire le mie autentiche origini.

Il tedesco lascia cadere a terra il fazzoletto, alza il capo, evitando lo sguardo di Mac.

FF: Prima di me, mamma e papà hanno ricevuto un gradito dono, che però non hanno potuto accettare. Quel bimbo, di salute cagionevole, avrebbe avuto un destino difficile, avrebbe patito la fame, senza la disponibilità di cure mediche, lo sapevano ancor prima che venisse alla luce, poveri diavoli. E perciò fecero il più nobile dei sacrifici: rinunciarono alla felicità per il bene del loro unico figlio, che non avrebbe mai potuto venire a conoscenza dei suoi coraggiosi genitori. O almeno così pensavano. Evidentemente.

Fred tira un lungo e profondo respiro, la voce ormai non più rotta dal pianto che sembra essere ora del tutto passato.

FF: Fra le mura di un orfanotrofio, ha perso le sue origini, ricevendo però una vita degna di essere vissuta e, poi, anche le premurose cure di una nuova famiglia. Ma il richiamo delle radici era troppo forte e così si è ricongiunto coi suoi genitori, rivendicando e riottenendo ciò che mamma e papà gli avevano negato controvoglia e con coraggio. Così fino alla fine. Fino alla morte...

MH: Chi...

Mac Hawkes interrompe Fred, il tono sorpreso.

MH: Chi te l'ha raccontato?

Il tedesco sospira, profondamente.

FF: Mio fratello. Johann, Johann Franke.

FRED ha scritto:
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Montagne verdeggianti incorniciano una tipica casa di montagna: rustica, ma graziosa, umile, ma spaziosa. L'abitazione si sviluppa su due alture separate da un breve dislivello: su una, quella più bassa, si trova il fienile, attorno a cui si vedono passeggiare goffamente e rumorosamente alcune galline, mentre si odono i versi eloquenti di maiali e cavalli; l'abitazione vera e propria, invece, si erge sull'altura più alta. Il cielo si è rasserenato, ora il Sole brilla e fende l'aria coi suoi raggi che, di tanto in tanto, però, incontrano ancora qualche nuvola.

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Fred e Johann si trovano nella rustica cucina dell'abitazione, seduti su semplici sedie in legno poste lungo due lati adiacenti di un tavolo ligneo, anch'esso molto umile. Il proprietario della casa sta sorseggiando del latte versato in un'ampia tazza, davanti a lui c'è un piatto vuoto. L'ospite, lo sguardo perso nel vuoto, tieni fra le mani una seconda tazza colma di latte, di lato svariate fette di formaggio appoggiate su alcune fette di pane ai cereali, riempiono un gustoso piatto. Fred, serioso, su cui vigile si mantiene lo sguardo del fratello, continua a far ruotare nella mano destra il misterioso oggetto d'oro, facendolo brillare e attirando così l'attenzione di Joahnn che piega il capo. Fred, d'un tratto come risvegliatosi dal sonno, di scatto prima si volta verso il fratello, poi abbassa lo sguardo, puntandolo sulla mano destra; lentamente alza il braccio, allungandolo verso Joahnn e rivelandogli quell'oggetto, che ora lui osserva quasi in adorazione. Dopodiché estrae qualcosa dalla tasca sinistra dei suoi rozzi pantaloni color verde scuro, sorride, dunque lo alza, allungandolo verso il fratello, che rimane a bocca aperta...

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JF: Un sesterzio.

Il silenzio è rotto dal tono basso e pacato della voce di Johann. Trascorrono alcuni secondi, dopodiché Johann passa a Fred la sua metà della moneta. Questi ora esamina entrambe le parti, le unisce, le divide, sotto il volto sorridente del fratello.

JF: Un caldo giorno d'estate di decenni fa, mio nonno, nostro nonno Anton, come al solito, stava portando il gregge al pascolo quando ad un certo punto un luccichio proveniente dal terreno, attirò la sua attenzione: conficcato lì da chissà quanti secoli, per la prima volta dopo quasi due millenni, il sesterzio romano assaporò di nuovo la calda luce dei raggi del Sole e il tepore di una rugosa mano, quella del nonno.

Johann fa una smorfia divertita, scuotendo la testa.

JF: Nonno era povero, un semplice e umile contadinotto, poco istruito, ma non ignorante, affatto. Capì il valore di quell'oggetto, non solo il valore storico, ma anche e soprattutto quello umano, e, dopo averne saputo di più, decise di tenerlo con sé e lo custodì con premura fino alla fine dei suoi giorni. Mamma e papà vollero conservarlo, a memoria delle origini, e quando furono costretti a separarsi da me, lo divisero a metà: una parte fu lasciata a me, perché è usanza che il bimbo che viene affidato alle cure di un orfanotrofio conservi con sé un oggetto della sua famiglia, un'ancora a cui potersi aggrappare nei giorni di tempesta; l'altra la tennero loro, la baciarono, per anni, sperando che il loro affetto potesse raggiungermi, e poi la passarono a te... E tu l'hai custodita fino ad adesso, nonostante tutto.

Fred alza improvvisamente lo sguardo, rosso in volto, ricevendo il confortevole sorriso di Johann.

JF: All'orfanotrofio mi chiamavano Caesar.

Johann ridacchia, lo sguardo rivolto in alto, immerso nel vuoto.

JF: Quanto fantasticherie su questa misteriosa moneta spezzata, sciocchezzuole da ragazzini, forse, però...

Il padrone di casa si interrompe, attirato dallo sguardo del fratello, che punta alle sue spalle. Johann si volta, perplesso in volto, poi d'un tratto l'espressione si rasserena e un sorriso torna a risplendere sulla sua faccia. Afferra un oggetto, una cornice appoggiata sullo scaffale posto alle sue spalle, la osserva, accarezzandola dolcemente. Poi l'appoggia sul tavolo, preso da un improvviso e brusco attacco di tosse. Fred, dopo aver appoggiato sul tavolo le due parti del sesterzio, allunga la mano e afferra la cornice, fissando uno sguardo dubbioso sulla foto in essa contenuta.

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JF: Licoride.

Johann interrompe il silenzio che si era creato, ancora fisicamente scosso dall'improvviso e forte attacco di tosse.

JF: Così è nota in tutto il mondo, per me è semplicemente Livia, la mia Livia. Mia moglie.

Lo sguardo nuovamente perso nel vuoto, mentre Fred osserva attentamente l'immagine, in cui Licoride, una donna mascherata, sta applicando una devastante mossa di sottomissione contro una lottatrice ormai sul punto di cedere, sofferente in volto.

JF: Per oltre una decade Licoride, un fenomeno di origini italo-messicane, ha calcato i ring di tutto il mondo, di tutti i continenti, dall'Europa al Sud America, dall'Asia fino all'Africa, arrivando persino a sfidare le autorità in quei paesi dove ancora oggi alle donne non è neppure concesso guidare un'automobile, figuriamoci esibirsi su un ring di wrestling indossando abiti succinti e sensuali maschere. In realtà, però, a quei tempi ovunque le donne erano discriminate, a scuola, al lavoro e anche nel mondo del pro wrestling. Mia moglie è stata una pioniera, ha creato un movimento, quello delle lottatrici donna, che prima non esisteva.

Johann annuisce, tirando poi un lungo respiro.

JF: Oggi le cose sono diverse, per fortuna: le donne finalmente sono riconosciute, anche dentro il mondo del pro wrestling. E' grazie anche a lei che in realtà come la vostra, la TWC, le lottatrici sono alla pari dei loro colleghi maschi, è grazie a donne come lei che ragazze straordinarie come Lucy Fisher, Ayumi Haibara, Elektra Kellis e tantissime altre possono competere a grandi livelli, esibirsi in palcoscenici mondiali, conquistare prestigiosi titoli e l'attenzione, l'ammirazione di milioni di fan... Sì, anche a me, dopo una dura giornata di lavoro fra i campi paterni, piace rilassarmi, accendere la televisione e guardare Indoor War; e nelle rarissime occasioni in cui non è in giro per il mondo, lo guardo assieme a mia moglie: sappi che mal sopporta il modo in cui tratti quella graziosa fanciulla, Ally Sullivan, anch'io in realtà; però le ho spiegato che mio fratello, il vero Friedrich Franke, non è quello che vediamo allo schermo, lei, un po' bofonchiando, alla fine capisce, forse. E comunque trattala bene, la ragazza, state molto bene insieme...

Fred arrossisce, Johann sorride, poi si fa serio.

JF: Ma anche nel 2016 le donne hanno ancora molte conquiste da fare, molte, troppe sono discriminate, così avviene anche nel pro wrestling, in tantissime importanti realtà, dove si sfrutta l'avanzata rosa come una moda per poi seppellire talentuose lottatrici. Per tutte queste donne, per le ragazze, le lavoratrici discriminate a scuola e al lavoro, Licoride è ancora qua: indossa i suoi stivali, la sua maschera, simbolo di lotta e di speranza, in cui tutte le donne possono riconoscersi e immedesimarsi, e lotta, per se stesse, per loro, per un mondo migliore e più giusto. Quante volte al mattino l'ho vista partire grintoso e la sera me la sono ritrovata su una barella, quante volte ho dovuto prendermi cura di lei, una gamba rotta, una scapola fuori posto, una spalla lussata... una commozione cerebrale...

Gli occhi di Johann si fanno lucidi, la voce rotta, Fred lo osserva con la bocca semiaperta.

JF: Ma non importa. Perché so quanto vale la sua battaglia, per noi tutti e per le generazioni future. E allora tutto è sacrificabile, anche gli affetti personali, me, persino la sua stessa incolumità. Io ho bisogno di Livia, ma il mondo ha bisogno di Licoride.


FF: Nobili, plebei, un commerciante, un soldato, un gladiatore, un pilota di bighe, una prostituta, un brigante, chissà, forse lo stesso imperatore... Quanta gente ha stretto fra le mani quella moneta, ma la cosa più importante è che in quell'insignificante pezzo d'oro c'è l'eredità della mia famiglia, che ora vive in me, in mio fratello, in sua moglie.

Il tedesco si interrompe, lo sguardo, ancora stravolto dal pianto passato, perso nel vuoto, in alto, al suo fianco Mac strofina la parte di sesterzio, esaminandolo attentamente, la bocca semiaperta. Poi la consegna al suo amico, che afferra la catenina alla quale è stata legato la preziosa reliquia, e, dopo averle dato una rapida un'occhiata, la indossa attorno al collo.

FF: Sembra che mamma e papà si siano ispirati ad un noto pittore tedesco al momento della scelta del mio nome. Due uomini umili, i miei genitori, sì, ma molto colti, vissuti fra gente semplice, ma istruita, benché entrambi avessero abbandonato gli studi dopo la scuola primaria a causa di ristrettezze economiche. Quelli erano tempi difficili.

Fred si lascia sfuggire un sorriso, poi d'un tratto torna serio, pensieroso.

FRED ha scritto:
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La piccola (appena quattro sono i mobili presenti al suo interno), ma confortevole stanza da letto situata al piano superiore dell'abitazione, è dominata da un semplice letto matrimoniale.

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Appeso al muro, sopra il letto matrimoniale, c'è una copia di "Abtei im Eichwald", opera di Caspar David Friedrich, esponente dell'arte romantica. Gli occhi di Fred sono puntati su quell'enorme quadro, poi si perdono fra gli angoli della stanza, mentre, alle sue spalle, il fratello, le braccia conserte, segue con un sorriso lo smarrirsi di Fred.

JF: La camera era fatiscente, perciò urgevano cambiamenti. Ma quando proposi di eliminare il letto matrimoniale e sistemare due brande separate, loro mi rimproverarono.

Gli occhi si fanno lucidi, su di lui si posa ora il volto del fratello.

JF: Mi confessarono che la notte, prima di addormentarsi, amavano tenersi stretta la mano. Erano vecchi, mamma e papà, affaticati da decenni di duro lavoro, ma il loro amore era rimasto intatto fino alla fine. Imperturbato, imperturbabile. Questo è vero amore. Vivere una vita assieme, condividere le stesse esperienze, le stesse gioie, affrontare le avversità, uniti. Un grande amore.

Johann si asciuga gli occhi, Fred è immobile. Ora il fratello maggiore si avvicina a quello minore e gli appoggia la mano destra sulla spalla.

JF: So quanto siano stati severi, rigidi, cattivi nei tuoi confronti. In loro c'era ancora il ricordo di quel bimbo abbandonato, un ricordo che li ha sempre tormentati la notte e che li ha impedito di godere delle gioie che la nuova vita offriva loro. Ma sappi che l'affetto, l'amore che provavano per te, era infinito. Ed eterno. Non svanì mai, nemmeno dopo la tua fuga, anzi, aumentò. Così come si intensificò il rimorso di non averti mai rivolto una parola d'affetto, un abbraccio, un bacio. Quante occasione perse. Quanti rimpianti. Ma ciò ci insegna che bisogna amare, sempre e comunque. Tempus Fugit, così dicevano i latini: il tempo è un demone che corrode la vita, inutile combatterlo, l'unica via è vivere felici lo spazio a noi concesso. Amare, sempre e comunque.

Johann scuote Fred, ora forte, ora con minore intensità.

JF: Ricordatelo, fratello. Ricordatelo.

Fred rimane in silenzio, lo sguardo riflessivo, gli occhi persi nel vuoto, puntati da quelli speranzosi del fratello.

FF: Ricorderò.


FF: No.

Il tedesco è in piedi, il capo chino. Alle sue spalle Mac, seduto sulla panca, lo osserva ammutolito.

FF: Non... posso.

La voce rotta dal pianto, i pugni serrati, lungo il collo pulsa una gonfia vena.

FF: Perché mentire? Perché credere alle falsità e negare la realtà? La verità è che i miei genitori sono morti sapendo che quel figlio, l'unico che potessero abbracciare, il bastone della loro vecchia, li odiava tanto da voltare loro le spalle, abbandonarli, fuggirei via, in cerca di gloria, di una vita migliore. Che bastardo, che egoista! Questo è il ricordo che ora sta lì, sotto terra, e lì rimarrà per sempre.

Lentamente si volta, intercettando con gli occhi lo sguardo del suo amico che ora è davanti a lui, in piedi.

FF: Avevo tutto. Ora niente. Inutile andare avanti, Mac. A casa non posso tornare, in TWC sono ormai visto come un fallito dopo aver perso ogni cosa, tutti mi hanno voltato le spalle. Non c'è più posto per me in questo mondo. Basta.

Un istante dopo il volto di Fred è piegato di lato, la guancia ormai tinta di rosso; l'espressione dura di Mac, il respiro profondo. La mano del tedesco si posa sulla guancia destra, gli occhi intrisi di lacrime si poggiano sull'amico di un'intera vita, la bocca semiaperta. Passano diversi secondi. Un rumore di grate. La luce irrompe all'interno della stanza, interrotta da una figura umana apparsa sull'uscio della cella. Fred lancia un ultimo fugace sguardo verso Mac, ora impietrito, poi gli da le spalle e si incammina verso l'uscita.

MH: Non importa che i tuoi genitori siano morti.

Il passo si interrompe.

MH: Nella vita ognuno di noi perde qualcuno. Amici, familiari. Una mamma, un papà. Un figlio. Sì, i tuoi genitori sono morti e non torneranno mai più. Forse hanno lasciato questo mondo credendo che un giorno saresti tornato, disposti ad accogliere e perdonare quel figlio perduto, oppure hanno vissuto il resto della loro vita accecati dall'odio. Ma non importa. Le coraggiose scelte, l'infinito amore sono autentiche realtà. Forse ti guardano da lassù, forse no, comunque ora sai chi erano Abel e Flavia Franke, che cosa hanno realmente fatto per il loro figlio Fred. Non provare pietà per loro, ormai non più con noi. Inutile. Sii orgoglioso di mamma e papà. E guarda avanti, fortificato ora dalle solide fondamenta del passato che hai finalmente scoperto. Libero. Libero dai falsi demoni che finora ti hanno tenuto incatenato. Libero.

Un altro passo. Ora è giunto sull'uscio, si ferma.


TO BE CONTINUED


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/06/2016, 20:55 
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Località: Sicilia
Okay, per oggi può bastare, stai lavorando bene. Ti vedo già più resistente e stai prendendo buona confidenza col ring, abbiamo ancora molto lavoro da fare ma siamo sulla strada giusta. Adesso fatti una doccia e andiamo a mangiare un hamburger.


Okay, dammi un quarto d'ora.


Forza, abbiamo una storia da continuare. Nel frattempo do da mangiare a Budd.


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GENESIS OF A REBEL - PART 1
The Journey Begins


Dunque, dov'eravamo rimasti?


Eri appena uscito da quella chiesa.


Ah, giusto. Allora, ti faccio questa domanda: dove va un uomo che ha perso tutto?


Non ne ho idea.

Esattamente.


Flashback ha scritto:
Vediamo la porta del monolocale di Shawn Gates aprirsi e quest'ultimo varcare la soglia. L'appartamento è molto disordinato, una pila di stoviglie riempie il lavello dell'angolo cucina, il letto è scombinato, e per terra qua e là si trovano mozziconi di sigarette. Shawn si butta sul letto e fissa il soffitto per un po', di tanto in tanto si accende una sigaretta, buttandola poi a terra spesso neanche finita. Le immagini vanno in dissolvenza e riprendono la mattina. La luce dell'unica finestra presente nel monolocale colpisce gli occhi del giovane Gates, addormentatosi con una sigaretta ancora tra le dita. Il texano si alza dal letto e si dirige verso il bagno, si lava le mani e la faccia, poi va verso il frigo, lo apre, lo fissa, lo trova vuoto e lo chiude. Apre dunque uno sportello della dispensa, e prende una bottiglia di Jack Daniel's, che trova quasi vuota, ne beve l'ultimo sorso e poi l'appoggia sul tavolo.


Usai i pochi soldi che avevo per bere, bevvi fino al vomito per una settimana, ma non servì a niente. L'unica cosa per cui tornava utile bere era il momento in cui perdevo coscienza. Niente riusciva ad alleviare il dolore. Arrivai dunque ad una decisione drastica...


Flashback ha scritto:

Vediamo Shawn Gates seduto al tavolo del monolocale, davanti a lui una bottiglia di Jack Daniel's quasi vuota e una pistola, con accanto un proiettile. Vediamo Shawn caricare la pistola, le mani sporche, l'indice ed il medio della mano sinistra visibilmente ingialliti dal fumo, Shawn prende il proiettile e lo infila nel tamburo della pistola, una volta caricata la rimonta e la poggia sul tavolo. Guarda il soffitto, una volta totalmente candido, adesso leggermente ingrigito, solo in alcuni punti. Il travolgente silenzio della stanza è rotto solo da una perdita di un rubinetto della cucina, una piccola perdita di una goccia alla volta, che va inesorabilmente a sbattere sulle stoviglie lasciate lì ormai da giorni. Il suono provocato dalla goccia si ripete ad intervalli regolari e brevi. Shawn da un lungo respiro. afferra la bottiglia e da fondo al Jack Daniel's con un ultimo poderoso sorso. Fissa la pistola e trattiene il fiato, la mano sinistra la afferra, la porta alla tempia, Shawn chiude gli occhi e preme il grilletto.


Non successe niente. Scoppiai a piangere, avessi riprovato a premere il grilletto per la seconda volta il proiettile sarebbe partito, ma non avevo il coraggio. E' facile abbandonarsi all'autolesionismo, ma è difficilissimo trovare il coraggio per uccidersi. Come esseri umani siamo progettati con un istinto di autoconservazione che rende quasi impossibile procurarci la nostra stessa morte volontariamente. Possiamo lasciarci andare a comportamenti che ci porteranno alla morte, certo, ma uccidersi con le proprie mani è quanto di più difficile un uomo possa fare.


Flashback ha scritto:

Shawn è disteso sul letto all'interno dell'appartamento. Sia Shawn che l'appartamento sono in condizioni pietose. Il texano è intento a guardare il soffitto, quando sente squillare il telefono. Gates si alza, barcollante, e si dirige verso il telefono.

SG: Pronto?

??: Signor Gates?

SG: Sì.

??: Ci risulta che lei non paga l'affitto del suo appartamento da circa tre mesi. E' pregato di regolare i pagamenti entro due settimane o le sarà recapitato un avviso di sfratto.


Io e tua madre avevamo avuto dei problemi economici nell'ultimo periodo, mantenere un bambino costa, lei non lavorava e nemmeno i miei straordinari al bar potevano fare granché. Anche volendo, non avevo i soldi per pagare quell'affitto. Non ci volle molto tempo, anzi, ci vollero esattamente due giorni prima che realizzassi di non poter più vivere lì. Non potevo restare a quella vita, non potevo uccidermi. Feci dunque l'unica scelta che mi era possibile fare. Presi uno zaino, gli misi dentro una foto di te e tua madre, una bottiglia di Jack Daniel's, un pacco di sigarette, un accendino e la pistola. Ruppi il salvadanaio. Io e tua madre tenevamo questo salvadanaio per quando i pannolini sarebbero diventati troppo cari. C'erano duecento dollari. Li presi e me ne andai.


Flashback ha scritto:
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Vediamo Shawn Gates, zaino in spalla, sul ciglio della strada con un pollice proteso verso l'alto. Jeans larghi, scarpe trasandate e un ingombrante cappotto marrone avvolgono il corpo. Fumo esce dalla sua bocca, ma il texano non ha sigarette nelle mani, una impegnata a segnalare il bisogno di un passaggio, l'altra rintanata nella tasca dei pantaloni. Passa una mercedes, ignorandolo. Passa una ford, ignorandolo. Passa una wolkswagen, ignorandolo. Passa un camion, fermandosi.

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??: Dove sei diretto ragazzo?

SG: Da qualsiasi parte.

??: Salta su, io sono diretto in Ohio, mi farà bene un po' di compagnia.


Era un uomo sui trentacinque, pelle annerita dal sole, barba corta e scura, capelli biondi e abbastanza lunghi per farsi una piccola coda. Piuttosto alto, aveva dei lunghi peli scuri sulle braccia. Lavorava per una ditta di alimentari, stava facendo una consegna in Ohio. Fumava Marlboro rosse, ma ne fumava poche. Aveva una moglie e due figli. Aveva una loro foto sul lato interno del parabrezza. Era del Kentucky ma abitava a Cleveland. Si chiamava Patrick, il cognome però non me l'ha mai detto.


Flashback ha scritto:
Siamo dentro il camion, Patrick alla guida e Shawn sul sedile passeggero.

PA: Allora ragazzo, qual è la tua storia?

SG: La mia storia?

PA: Certo ragazzo, abbiamo tutti una storia. Se siamo qui, io e te, sulla strada per Cleveland è perché la nostra storia ci ha portato qui.

SG: Non so se voglio raccontarla.

PA: Per Cleveland ci sono circa venti ore di strada, se ti ho fatto salire quì è perché almeno posso sentire una storia. Altrimenti avrei potuto lasciarti a San Antonio, non credi?

SG: Non ho davvero altra scelta?

Patrick scuote la testa.


E così gli raccontai della mia vita. D'altronde, cosa sarebbe potuto succedere? Gli raccontai di te, di tua madre, di mia madre e di mio padre, gli raccontai tutto quello che avevo da raccontare. Non mi sentivo pronto a raccontare la storia della mia vita, non al primo camionista che passava, ma a volte nella vita hai solo bisogno di parlare. Avevo un tale casino nella mia testa che solo un lungo racconto poteva tentare di riportare ordine. Parlai per ore, dissi di tutto, e lui stava ad ascoltare, concentrato sulla strada. Non mostrava spesso segni del fatto che stesse ascoltando, ma sono sicuro che lo stesse facendo, sono sicuro che non si sia perso nemmeno una parola.


Flashback ha scritto:

SG: ...poi ho preso questo zaino e ho deciso di partire.

Passa qualche secondo in cui regna il silenzio, poi Patrick prende la parola.

PA: Cazzo, che storia. E adesso?

SG: Non ne ho idea.

PA: Capisco. Sai cosa? Senti questa: tu mi aiuti a portare a termine la consegna, se non incontriamo traffico dovremmo farcela entro dodici ore, e poi ce ne andiamo tutti e due a casa mia. Puoi stare lì quanto vuoi ragazzo, quando ti sentirai pronto andrai per la tua strada. Che ne dici?

SG: Dici sul serio?

PA: Certo ragazzo! Specialmente dopo quello che mi hai raccontato. Sono sicuro che mia moglie sarà felice di conoscerti.

SG: Io, io non so davvero come ringraziarti.

PA: Non devi ragazzo. Sempre disposto ad aiutare gente con delle storie interessanti.



E così continuammo il viaggio. Ci fermammo in un motel per la notte, pagai la stanza coi soldi del salvadanaio. Il giorno dopo riprendemmo il cammino alla buonora e guidammo per altre sette ore. Non ricordo di cosa parlammo, ma parlammo. Poi Patrick effettuò la consegna e nel tardo pomeriggio andammo a casa sua.


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Flashback ha scritto:
Patrick inserisce la chiave nella serratura della porta di casa, Shawn è dietro di lui. Una volta aperta la porta, subito delle urla si levano dall'interno dell'abitazione.

??: Papà è tornato!!!

Due bambini, un maschio e una femmina, di circa otto anni corrono verso Patrick per abbracciarlo. L'uomo li prende e li solleva entrambi abbracciandoli.

??: Papà ci sei mancato un sacchissimissimo.

?? Un sacchissimissimissimo!

Patrick, coi bambini ancora in braccio, si volta verso Shawn.

PA: Shawn, questi sono i miei figli: Tim e Roby

Shawn accenna un saluto imbarazzato con la mano.

TM: Papà lui chi è?

PA: Un bravo ragazzo che ho incontrato strada facendo, starà con noi per un po'.

??: Patrick!

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Patrick posa i bambini e si volta, la moglie lo va ad abbracciare e gli da un bacio sulle labbra.

??: Andato bene il viaggio?

PA: Eccome Deb, sulla strada ho conosciuto questo ragazzo. Starà da noi per un po'. Shawn, lei è Debbie, mia moglie. Debby, lui è Shawn.

SG: Ehm, molto piacere.

Shawn porge la mano a Debby, che la stringe e rivolge al texano un sorriso.

PA: Che c'è per cena Debby? Stiamo morendo di fame.


Non ricordo cosa mangiammo quella sera, ma non è importante. Patrick in seguito mi raccontò che Debbie quella sera gli fece un casino per aver invitato uno sconosciuto a casa, e ci credo. Poi però Patrick le raccontò la mia storia e lei gli disse che potevo stare lì una settimana. Mi fece male. Non sapere che potevo stare una settimana, ma sapere che Patrick aveva già detto i cazzi miei ad altre persone, l'ha fatto a fin di bene, certo, ma non potevo sopportare quello sguardo gelido di chi guardandomi vede un vedovo abbandonabambini. I bambini invece erano davvero simpatici, specialmente il maschio, Tim. Era un bambino davvero curioso, faceva sempre un sacco di domande.


Flashback ha scritto:
Siamo nel salotto della casa di Patrick, Shawn è seduto sul divano, con Tim accanto a lui che sta guardando un cartone animato alla tv.

TM: Ma quindi tu sei un'amico di papà?

SG: Ehm, diciamo di sì.

TM: E da dove vieni?

SG: San Antonio, in Texas.

TM: Com'è il Texas?

SG: Grande e caldo.

TM: E come conosci papà?

SG: Mi ha dato un passaggio.

TM: E cosa vuoi fare da grande?

SG: Non lo so.

TM: Io voglio essere un wrestler e diventare campione del mondo!

SG: Davvero? Mio padre e mio nonno erano entrambi wrestler.

TM: E sono stati campioni del mondo?

SG: Purtroppo no.

TM: Io lo diventerò!

SG: Lo spero per te.

TM: Come ti chiami di cognome?

SG: Gates.

TM: Posso chiamarti Gaty?

SG: Chiamami come vuoi.


E quindi è per questo che hai scelto quel ring name?

No, per quello c'è un'altra storia. Però quella è stata la prima volta che ho sentito quel nome. Ad ogni modo, i giorni passavano in quella casa ed io mi sentivo in una sorta di limbo. Era passato più di un mese dalla morte di tua madre, e anche se nei primi giorni lì tentai di distrarmi il più possibile il pensiero che solo trenta giorni prima la mia vita fosse stata completamente diversa riaffiorava spesso. Ogni volta che quel pensiero tornava alla mente avevo conati di vomito. Sentivo spesso un vuoto al cuore. Non parlavo molto, non mangiavo molto e, quando mangiavo, gran parte delle cose le vomitavo. Non riuscivo a dormire facilmente e, quando ci riuscivo, mi risvegliavo in preda agli incubi. La pistola che avevo dentro lo zaino era per me una tentazione continua, e la bottiglia di Jack, che centellinavo, un piccolo sollievo. La foto di voi due invece non ebbi il coraggio di guardarla. Dopo quattro giorni la situazione tornò ad essere insopportabile. Avevo bisogno di scappare. Avevo bisogno di scappare da quella sensazione e andare via dal Texas non era bastato. E fu qui che Patrick tornò utile.


Flashback ha scritto:

Ci troviamo nel giardino della casa di Patrick. Qui vediamo Shawn e Patrick distesi su due sdraio con una birra in mano. E' sera, e tira un vento fresco.

PA: Dunque, hai deciso cosa farai?

SG: No. Pensavo che scappare dal Texas mi avrebbe aiutato ma sto ricominciando a sentirmi come prima. Vorrei solo andare talmente lontano da non farmi raggiungere dai ricordi. Ma esiste davvero un posto del genere?

PA: I ricordi rimangono figliolo, scappare non ti aiuterà a dimenticarli, al massimo a superarli.

Shawn beve un sorso di birra.

SG: Forse l'Ohio non è abbastanza lontano, forse ho bisogno di andare ancora più lontano. Credevo che il Texas fosse la causa dei miei problemi, ma forse è l'America.

Patrick beve un sorso di birra.

PA: O forse è il mondo? Sei davvero sicuro che sia una questione di distanze?

SG: Non è una questione di distanze, ma ho bisogno di vedere altro della vita. Ho bisogno di trovare qualcosa che mi convinca a non ammazzarmi.

PA: Capisco che vuoi dire, lo capisco bene.

Patrick si gratta la barba.

PA: Sai cosa? Dopodomani devo partire per una consegna: Quebec, Canada. E' abbastanza lontano per te?

Shawn guarda in un punto imprecisato in lontananza, poi annuisce.


Passò un altro giorno e partimmo per il Canada. Ricordo il momento dei saluti, Debbie rimase fredda, forse era sollevata che finalmente mi levassi dalle palle, Roby non ricordo cosa fece, mentre Tim sulla soglia urlò: "Buona fortuna Gaty". E così partimmo, destinazione: Quebec.




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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 24/06/2016, 12:45 
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Continua questo allenamento finché non ti chiamo, ora salgo a preparare il pranzo.

Va bene.

Budd, vieni qui cucciolone, andiamo in cucina.


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BEHIND THE GATES
CROSS THE LINE


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Casa Gates, San Antonio TX 23/06/2016 12.45

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Ci troviamo nella cucina di casa Gates, Shawn è seduto a tavola, non ancora apparecchiata, e guarda qualcosa sul telefono. Il forno è acceso. La cucina è piuttosto pulita, fatta eccezione per un angolo, dove troviamo la ciotola con il cibo dell'ultimo arrivato in casa Gates, Budd, che consuma il suo pranzo senza però lasciare intonsa la parte di pavimento circostante. Dopo qualche secondo Shawn si alza per controllare il cibo in forno, decidendo poi di alzare la temperatura. All'improvviso suona il campanello. Budd inizia ad abbaiare, richiamato poi al silenzio da Shawn, che si avvia verso la porta d'ingresso, la apre, e rimane di stucco vedendo chi si trova davanti.

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Vincent Cross, sorriso a trentadue denti sulla bocca, six-pac di birra sotto il braccio, si trova davanti l'uscio di casa Gates. Budd, raggiunto il padrone sull'uscio, inizia ad abbaiare rabbiosamente contro l'intruso.

VC: Morde?

SG: Solo quando fiuta pericolo. Proprio come me.

VC: Sono in tempo per il pranzo?

SG: Chi ti dice che ti farò entrare?

VC: Ho portato la birra!

SG: Puoi fare di meglio.

VC: Non avevo di meglio sottomano.

Budd: Grrrr.

SG: Cuccia, Budd.

VC: Budd. Bel nome, avrei aggiunto una y.

SG: Non gliel'ho dato io.

VC: Allora, mi fai entrare o no?

SG: Dammi un buon motivo.

VC: Abbiamo una questione da chiarire.

SG: No, io ho tutto chiarissimo.

VC: Resto mezzora. Non di più.

SG: Ti concedo un quarto d'ora. E mi tengo la birra.

Gates strappa il six pac dalle mani di Cross ed entra a casa, Vincent lo segue, Budd invece fa strada fino alla cucina. Vincent si siede al tavolo, ancora non apparecchiato, Gates prende un calice da birra, apre una delle lattine portate da Cross e la versa nel bicchiere, restando appoggiato al piano cottura, poi prende un'altra birra e la lancia al biker, che la afferra al volo, la apre e ne prende un sorso.

SG: Dunque, perché da queste parti? Non sei esattamente del posto.

VC: Volevo parlarti.

Gates da un sorso alla birra.

SG: Io non ho niente da dirti.

Shawn prende dalla tasca dei jeans un pacco delle sue Lucky Strikes Red Morbide, ne estrae una e la accende con un accendino poggiato sul piano cottura.

VC: Me ne dai una?

Shawn dà un tiro.

SG: Parla.

VC: Un po' scontrosi oggi?

SG: Non più degli altri giorni. Adesso vai al punto, tra dieci minuti devo chiamare Jimmy per il pranzo.

VC: Come sta il ragazzo? Ad Indoor War ho avuto il piacere di-

SG: So tutto. Molto gentile da parte tua inventarti che io ti avessi detto qualcosa riguardo la sua vita sentimentale, tra l'altro.

VC: L'ho fatto perché se n-

SG: Non mi interessa perché lo hai fatto, l'unica cosa che mi interessa è che tu lasci casa mia al più presto. Quindi dì quello che devi dire, e fallo in fretta.

VC: Non mi è piaciuto il tuo atteggiamento nello scorso Indoor War. Pensavo fossimo buddies.

SG: Io non ho 'buddies' in comune con Simon B.

VC: Io e lui non siamo la stessa persona. E menomale, aggiungerei.

SG: L'amico del mio nemico è mio nemico.

VC: Il detto non diceva così.

SG: Gates, capitolo venticinque, versetto diciassette.

VC: Senti, Shawn Winnfield, Simon B non è mio amico. Ci sopportiamo a stento.

SG: Sono sicuro che avrete un brillante futuro nella categoria tag team allora.

VC: Senti, se non vuoi darci una shot al tuo titolo mi va bene, ce la guadagneremo, sai che possiamo farlo.

SG: Non è quello il punto. Sarò più che felice di prendere a calci Simon B, e quanto a te, non ho nessun problema ad affrontarti. Ma il discorso è diverso. Io odio tantissime persone al mondo Vincent, ma poche, davvero poche meritano il mio odio quanto Simon B. E' vero, mi stavi simpatico. Ricordi quella birra insieme qualche mese fa nel tuo bar? Sì, pensavo tu fossi un tipo a posto. Ma adesso mi sei davvero caduto.

VC: Ti ho già detto che non è un mio amico.

SG: E cos'è allora?

VC: Sono la sua balia.

SG: Non vedo la differenza.

Il timer del forno, giunto al termine, trilla. Subito dopo dalla porta della cucina entra Jimmy Gates, di ritorno dall'estenuante sessione di allenamento.

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JG: Non sapevo avessimo ospiti a pranzo Pà.

SG: Non ce li abbiamo, infatti. Cross stava giusto andando via.

Cross ridacchia in direzione di Jimmy.

VC: Già, Jimmy, ho visto che hai seguito il mio consiglio di settimana scorsa, bravo ragazzo.

JG: Già, non era un idea malvagia.

SG: Cross, fuori da casa mia.

Vincent si alza.

VC: Non c'è bisogno di fare così e lo sai.

SG: Questo sono io a deciderlo.

Budd inizia ad abbaiare verso Cross.

VC: Ok, ok, ho capito, ho capito. Ma in ogni caso voglio che tu sappia che non ce l'ho con te. E che io non butto all'aria un amicizia per certe cose.

SG: Non permetterti mai più a raccontare cazzate sul mio conto. Ci vediamo ad Indoor War.

Vincent trova da solo la porta e lascia casa Gates. Dopo aver chiuso la porta Shawn inserisce il lucchetto, poi torna in cucina, dove Jimmy sta apparecchiando per il pranzo.

JG: Quindi, cos'è venuto a fare?

SG: E' venuto ad alleviare i sensi di colpa.

E mentre Shawn esce il pranzo dal forno, le immagini sfumano...

Spoiler:
Ma dopo un paio di secondi di fondo nero vediamo Cross, sulla sua moto, che guarda la casa di Shawn. Sospira.

VC: Goddamit, Shawn.

Si mette il casco sulla testa, dà gas alla moto e si avvia, lontano da quella casa. E su questi immagino andiamo in fondo nero, per davvero questa volta.


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Re: TWC - News from Indoor War
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ROADMAN: FAMILY REUNION

Tavola calda, in pieno giorno. Un tavolo, tre figure sedute attorno ad esso. Non si vedono ancora i loro volti. Uno è vestito in un elegantissimo completo, sembra un dirigente d'azienda, e sta tagliando con cura la propria bistecca ben cotta. L'altro indossa semplicemente una camicia grigia e dei jeans elastici, e sta mangiando un cheeseburger doppio. Il terzo ha degli abiti in pelle molto ben conosciuti nell'ambito TWC, e la telecamera inquadra per prima il suo volto...

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Vincent Cross, il Fearless. Ha davanti a sé una bottiglia di birra, come al solito, e ne beve un bel sorso. Quindi la poggia a terra.

VC: E insomma, è andata così. Che ci vogliamo fare...

Cross si rivolge agli altri due commensali...

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Due uomini mai visti prima in TWC. Il pelato lascia andare il suo panino, lo rimette nel piatto e si pulisce con un fazzoletto.

???: Ho visto di peggio, sinceramente, Vincent. Anche se, fare tag con Simon B... ma comunque, sì, ho visto di peggio, non ti preoccupare...

VC: Non vedo come la cosa mi aiuti, Xander.

XD: Non serve che lo faccia. Una sconfitta è una sconfitta, niente di più, e lo sai anche tu. Anche se è contro, beh, Simon B. Fare tag con lui è un altro discorso, completamente diverso. Ti consiglio di riflettere meglio sulla tua decisione, davvero.

???: Che grandi consigli.

A parlare è stato il terzo commensale, che ha appena finito di mangiare la propria bistecca.

XD: Adrian, per favore, illuminami con la tua saggezza. Qualcosa che non sia "mettiti una maschera figa", però.

AD: Se non altro hai detto che è figa, mi accontenterò.

VC: Smettetela.

I due si voltano verso Cross che li guarda con gli occhi semichiusi.

VC: Se ci siamo riuniti quiè per parlare, ed io non ho intenzione di passare il mio prezioso tempo a vedervi litigare come due troie su un cliente, quello lo fate quando non ci sono io. Chiaro?

Sospiro dell'uomo chiamato Adrian.

AD: Chiaro, sì.

VC: Bene.

XD: Non cambi Vinnie, non cambi mai. Sei rimasto lo stesso di, quanti saranno ormai?, tre anni fa, se non ricordo male...

VC: Prova a tirare fuori la tua storiella stile "Evolvi o Muori" e ti picchio davanti ad una dozzina di presenti senza pensarci un secondo. Preferisco di gran lunga quella sul leone e la gazzella...

AD: No, per carità, non iniziare a farlo parlare. E comunque era il 7 Ottobre 2013, in SEWC, il mio primo Main Event, per altro...

XD: E ultimo, per altro.

AD: ... dicevo: la cosa che ricordo più di quel giorno è Xander che perde il match perché scivola mentre cerca di entrare nel ring per interrompere lo schienamento...

XD: Buffo, la cosa che ricordo maggiormente io invece è la mia sconfitta per colpa di un certo qualcuno che si è fatto schienare perché troppo incap-

Proprio mentre Xander sta per dare un altro morso al panino Cross glielo strappa da mano.

VC: Vi ricordate cosa ho detto prima? Ora scegli Xander, o mangi e la smetti oppure continui e ti meno.

XD: Che cosa ho, cinque anni!?

AD: A quanto pare...

VC: Pure tu sei identico a lui, caro Adrian, non pensare di essertela scampata. Ora rimaniamo calmi, su. Eccoti il tuo piatto di pasta.

Cross porge il piatto a Xander, che sospira.

XD: "Deckard, Veidt, perché non potete essere bravi come Vincent!?". così diceva il vecchio Signos...

AV: Sei sempre stato il leccaculo del vecchio, è vero Vin.

VC: Ero la vostra coscienza, più che altro.

AV: Tu, la nostra coscienza?

XD: Eri pure quello arrivato per ultimo.

VC: Invidiosi.

Veidt termina la propria bistecca, come Xander finisce il proprio panino.

AV: Beh, abbiamo finito. Ora chiediamo il conto...

Veidt fa per alzarsi, ma Cross lo ferma.

VC: Un attimo, sta arrivando una persona. Le serviva un altro po' per raggiungerci. Dovevo incontrarla, così ho approfittato e l'ho invitata qui per quest'ora.

XD: Aspetta, lei?

VC: Sì.

Veidt sorride leggermente. Xander si rialza e si guarda attorno confuso.

AV: Oh oh oh.

XD: Dove posso nascondermi, dove?

LA: Da nessuna parte, Alex.

I tre si voltano verso una donna ben conosciuta al TWC Universe.

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LisaLisa, la quale ha accanto una grossa valigia, e fa subito un inchino nei riguardi di Cross.

LA: Perdoni il ritardo, Cross-San. I soliti problemi con il visto. Sono arrivata solo stamattina. Mio marito la saluta.

VC: Non ti preoccupare, cara. Ricambio il saluto.

La donna quindi si volta verso Xander.

LA: Alex.

XD: ... Lisa.

LA: Ti trovo bene.

XD: Si sopravvive.

Veidt e Cross si scambiano sguardi, poi guardano gli altri due, in attesa di sviluppi.

LA: So che hai recentemente vinto un Match importante. Sono contenta per te.

XD: Grazie... grande prestazione a War Of Change, comunque, la sconfitta non è stata importante. Così come a Frontline. I roll up sono sempre stati un palo nel sedere per molti di noi, non preoccuparti. Come dice il vecchio? "Date spettacolo, quello rimane nel cuore della gente, liberatevi di questa logica del vincente e del perdente"...

LA: Non serve che tu me lo ricordi, Alex.

AV: Wow, piuttosto tesa l'atmosfera qui, non credete?

Veidt si alza, e si avvicina a Lisa, che gli porge la mano. Lui fa un cortese baciamano.

LA: Perdonami, Adrian, per non averti salutato subito. Vedo invece che le tue maniere non sono cambiate, sempre il nostro nobile preferito.

AV: Lo faccio solo con te, cara. Le recenti sconfitte non hanno intaccato per niente lo sguardo determinato e forte che ti contraddistingue, e questo è l'importante.

XD: E' sposata.

LA: E ho un figlio, lo sa, Alex. Non c'è bisogno che tu parli per me.

Nel dire questo la donna si rivolge nuovamente a Deckard con uno sguardo che quasi lo gela sul posto.

XD: A volte me lo dimentico, già.

VC: Cambiamo argomento, signori e signore.

Cross si avvicina a Lisa, le dà una pacca sulla spalla.

VC: Ho fatto come mi hai chiesto, cara. Una volta saputo che conoscevi questi due cretini qui presenti non potevo non aiutarti. E' la famiglia.

LA: Beh, sono felice di farne parte, allora. E davvero, Bosiko ha... bisogno di una figura come lei, Cross. Lei è uno dei pochi che lo ha spronato, che è riuscito a farlo tornare come il Bosiko che conoscevamo... mio marito nel vostro Match di War of Change ha rivisto finalmente il suo vecchio amico. Ancora mille grazie per aver accettato di stargli accanto ancora per un po'.

VC: L'unica cosa difficile sarà sopportarlo, ma per il resto credo che andremo d'accordo. Chissà che non ci scappi una vittoria delle cinture, poi.

AV: Nel caso, birra gratis per una settimana.

VC: Solo per il sottoscritto, Adrian.

Veidt lancia un'occhiata a Deckard, facendogli segno che devono andare.

VC: Di già?

AV: Non me ne volere, Vinnie, ma ho un tour da portare a termine. E Xander va in onda stasera. Al conto ci pensi tu, d'accordo?

VC: Questa me la segno, 'miliardario'.

XD: Assicurati di mettere il canale giusto, uomo delle caverne.

VC: Vaffanculo te e le caverne!

Risate generali, poi i due uomini si incamminano fuori dalla tavola calda, salutando con la mano. Rimangono Vincent, che ne approfitta per finire la propria birra, e Lisa.

VC: Sicura che non ti possa offrire nulla?

LA: Ho già mangiato, non si preoccupi.

VC: Almeno un passaggio.

LA: Ho il bagaglio con me, non posso, ma facciamo come se avessi accettato, davvero. Arigatou, Cross-San. Per tutto. Ci saluti Bosiko.

La donna esce anch'ella. Rimane il careless soltanto, che guarda fuori dal grosso finestrone.

VC: Cosa non si fa per la famiglia.

E sulle immagini di Cross che si avvia alla cassa per pagare il conto le immagini staccano.


Ultima modifica di Simon il 31/07/2016, 18:07, modificato 2 volte in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 30/06/2016, 12:52 
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Fine

Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Le immagini ci portano all'interno dello stadio Santiago Bernabeu di Madrid, completamente vuoto a tal punto da fare impressione.

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La nostra attenzione viene catturata da qualcuno seduto comodamente su un seggiolino della tribuna d'onore, che altri non è che Chris Drake.

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The Predator è vestito con un paio di jeans, una maglietta a maniche corte, un cappellino e un paio d'occhiali da sole, e ora in tutta comodità fuma una sigaretta ammirando il leggendario stadio madrileno. Chris alza la testa verso l'alto e punta lo sguardo al cielo accennando un sorriso...

C.Drake: Samy... Fossi stata qui mi sarei divertito domani ad Indoor War nel vederti con una maglietta del Barcellona o dell'Italia al solo scopo di far arrabbiare i fan spagnoli...

Un sorriso amaro si dipinge sul viso di Chris mentre una lacrima cala da sotto i suoi occhiali.

C.Drake: Quanto mi manchi Samy, quanto mi manchi... Ti avrei voluta al mio fianco in queste due settimane. Sai, l'aver perso l'Interpromotional World Wrestling Championship contro Lance Murdock dopo aver perso la battaglia con Jack Keenan a War Of Change, dopo aver perso te e la mia innocenza nella Fortuna Mansion è stato davvero un duro colpo... Probabilmente da lassù mi hai visto mentre ho percorso il tragitto da Roma a Madrid tra pezzi a piedi, pezzi con auto rubate e autostop con quella comitiva di fattoni olandesi... Minchia quanti cannoni mi hanno fatto fare, e ti dirò che la cosa ha aiutato a calmarmi visto che ero totalmente fuori di testa. Pensa che passando in Francia sono anche andato a vedere una partita degli Europei, ma ero talmente fatto che non ho capito nemmeno chi stesse giocando... Mi fanno un effetto strano le canne, e conta che ogni volta che ne prendo una in mano ripenso a te ed a quella sera a Toronto in cui facemmo l'amore...

Chris alza gli occhiali da sole e si passa una mano sugli occhi, stropicciandoseli.

C.Drake: Alisa sarà arrabbiatissima con me... Ho gettato il cellulare nel Tevere e non la sento da due settimane ormai, e la cosa che ho intenzione di fare ad Indoor War la farà arrabbiare ancora di più, ma ci ho riflettuto ed è la cosa giusta sia per la mia e sia per la sua carriera. Spero che capisca...

The Wild Dragon accenna un leggero sorriso.

C.Drake: Sai Samy, io voglio fare la cosa giusta, io voglio che la mia carriera non venga distrutta da due sconfitte e voglio assolutamente riconquistare il mio Interpromotional World Wrestling Championship e al contempo il TWC 15 Championship. Voglio onorare la tua memoria, e per fare ciò ho capito che non serve a nulla farsi prendere da scatti di rabbia, anzi è peggio. E' stato Shawn Gates a darmi questo consiglio, e penso proprio che da oggi in poi ne farò tesoro. Niente più rabbia, niente più follia, niente più Mostri incontrollabili. Io so di essere in grado di controllare il mio lato oscuro e so di poter divenire il migliore al mondo, perciò Samy faresti bene a guardare Indoor War da lassù, poiché assisterai alla rinascita di Chris Drake.

The Predator si alza e sorride nuovamente verso il cielo.

C.Drake: A presto Samy, ti amo.

Detto ciò Chris Drake si avvia verso l'uscita dello stadio e le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 02/07/2016, 4:07 
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FATTI ANTECEDENTI IL PROMO: lo Schmidt's Order subito dopo i segmenti che lo vedeva coinvolto a Indoor War ha preso il primo volo per New York.

A day with Schmidt's Order: part 1 - New member?


Le immagini ci arrivano da New York, ci troviamo nell'appartamento di Christophorus Schmidt e precisamente nel salotto dove davanti ad un televisore 50 pollici, al momento spento, sono posizionate cinque poltrone, tre già occupate dallo stesso Schmidt, da un Alexander Einrich fresco di vittorioso debutto contro Adil Abhra in quel di Indoor War e dal cugino Aaron. I tre sono intenti a parlare tra di loro.

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CS: Siete veramente sicuri di quello che mi state proponendo? Non mi convince, lo sapete come la penso.

AE: Fidati di noi, è un amica che io e Aaron ci siamo fatti appena messo piede per la prima volta nella palestra vicino casa per allenarci e l'abbiamo notata, questa Kristen molto dotata e sarebbe ottima per lo scopo in cui credi e che noi tre insieme stiamo portando avanti.

Schmidt è perplesso di fronte alle parole di Alexander.

CS: Ragazzi mi fido di voi ma è una donna. Intendiamoci che non voglio passare per misogino ma per il nostro obiettivo non abbiamo bisogno di una donna, al massimo di un altro uomo ma nemmeno, bastiamo noi tre.

AE: Per come lo stiamo perpetrando ora no, per come potremo farlo in caso di aggiunta si.

CS: Sono tutt'orecchie.

AE: Presto detto, noi al momento stiamo puntando alla categoria maschile giusto? Ora, se noi faremo entrare Kristen nello Schmidt's Order potremo puntare ANCHE a quella femminile, in questo modo l'Ordine sarà portato SULL'INTERA TWC e non solo su una parte. Allora, che ne dici?

Schmidt si fa pensieroso.

CS: Convinto ma non del tutto, prima che mi sapere il perchè ve lo dico subito. Facciamo così, chiamate subito Kristen e ditele che la voglio conoscere il prima possibile e ditele anche di cominciare a cercare di ottenere un contratto di prova con la TWC.

I due Einrich si guardano perplessi con Alexander che prende la parola.

AE: Se lo deve cercare lei e pure di prova? Non puoi metterci una buona parola tu e farglielo ottenere definitivo come hai fatto per noi?

L'Hunter ridacchia.

CS: Primo a voi vi conoscevo mentre questa Kristen non so neanche che faccia abbia, so solo il nome e secondo Virgil è già tanto se mi ha concesso di far mettere sotto contratto voi due, non credo in un suo secondo atto di generosità nei miei confronti, specialmente non dopo il casino con Abhra.

Suonano alla porta e Alexander si dirige verso di essa mentre Aaron è al telofono.

AE: Kristy è quasi a tutto posto, vuole che tu lo conosca il prima possibile. Per il contratto dice che devi pensarci tu a fartene dare uno di prova.

AE: Lo so, ha appena detto ad Alex il motivo per cui non può farlo e conoscendo il nostro capo in TWC è vero, ti spiego poi visto che sono appena arrivati mio padre e mio zio. Ci si vede.

Aaron chiude la chiamata mentre le immagini sfumano qui.


Ultima modifica di Christian il 02/07/2016, 14:50, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 02/07/2016, 14:49 
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A day with Schmidt's Order: part 2 - Fight for yourself


Ci si trova sempre a casa Schmidt dove fanno la loro comparsa Gerald ed Ernst Einrich.

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I due salutano i figli e Schmidt stringendo loro le mani.

GE: Alex ho visto il match contro quell'indiano a Indoor War, sei stato impressionante.

AE: Impressionante? Non dire cazzate, papà. Ho solo approfittato della lentezza di quel pachiderma. Dopo un minuto noi tre ci eravamo già rotti di lui e abbiamo concluso il match. Sono altre le sfide che vogliamo affrontare.

AE: Alex ha ragione, anche se dopo quanto abbiamo fatto non escludiamo arrivino tanto tardi.

EE: Parli di Chris Drake e Fred Franke? Voi siete più tosti di loro, vi abbiamo forgiato noi però solo una raccomandazione: non sottovalutate delle serpi come loro. Questo vale anche per te Chris.

Schmidt ghigna.

CS: Non l'ho mai fatto con nessuno, lo sapete bene visto che me lo avete insegnato voi.

GE: A proposito, cosa speri di ottenere con l'attacco di ieri?

Il tedesco guarda sorpreso il proprio mentore.

CS: Voi due le puntate le guardate tutte o skippando perdete parti importanti? Lo scopo dell'attacco l'ho detto dopo, è quello di portare l'Ordine in quell'inferno e per farlo si devono dare messaggi forti, anche puntare alle cinture come il nuovo TWC Diamond Championship e per farlo devo prima sbarazzarmi delle persone che ostacolano il mio cammino, in questo caso Fred e Drake. Una volta liberatomi di loro mi concentrerò su Murdock e gli toglierò il suo prezioso titolo salvandolo dalla follia che ha cominciato a prendere possesso di lui. Facendo questo dimostrerò agli al...

EE: BASTA CON QUESTE CAZZATE!!!!

Solito scatto d'ira da parte di Ernst che non spaventa però gli altri quattro, essendoci ormai abituati.

EE: Ci dici sempre che noi ti abbiamo insegnato tutto ma a quanto pare tu non hai imparato tutto o forse l'hai fatto ma te ne sei scordato. Noi ti abbiamo insegnato che non devi lottare per dimostrare qualcosa alle altre persone, tu devi lottare solo per te stesso dannazione, devi essere egoista. Dimmi un po, da quando vai in giro a dire di dimostrare il tuo valore cos'hai ottenuto?

Schmidt fa per rispondere ma Ernst lo blocca.

EE: Niente, assolutamente niente. Ad Alpha Horizon hai perso i titoli di coppia, sempre nel suddetto non hai vinto la Chamber of Annihilation, anzi non ci sei andato neanche vicino e non venirmi a dire cazzate sulla buona prestazione perchè se l'avessi veramente fatta come minimo saresti arrivato fino in fondo a lottare contro Sigfried per essere stato al suo posto a War of Change. Proprio a War of Change hai perso l'opportunità di vincere il Medal of Honor che ti avrebbe aperto la porta al TWC World Heavyweight Championship, quasi una seconda possibilità. Nonostante i duri allenamenti delle settimane precedenti anche in quest'occasione non ci sei andato minimamente vicino, anche qui non parlare di buona prestazione perchè come minimo Moon doveva buttare TE da quella scala e non Manson per vincere.

Ernst tira uno schiaffo a Schmidt.

EE: Svegliati Chris, lotta per dimostrare il tuo valore a te stesso e non agli altri. E' per il tuo bene, se fallisci anche questa volta puoi andare da Virgil a dire che hai chiuso, o ti metti in testa di essere della stessa pasta, anzi di più, di gente come Moon, Manson e altri che hanno credito o sarai come l'indiano con cui avete avuto a che fare in queste due settimane.

Ernst si dirige verso una stanza mentre Gerald si avvicina a Schmidt.

GE: Non ce l'avrai con lui per lo schiaffo, vero?

CS: No, so il suo significato.

GE: Ottimo, ora sediamoci e vediamoci la partita.

E su Gerald e Schmidt che si dirigono verso le poltrone le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 03/07/2016, 7:12 
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Le immagini ci conducono presso l'ufficio del general manager di Friday Night Indoor War, Virgil Brown, Jr. Il nuovo membro del Consiglio d'Amministrazione della TWC è seduto su una poltrona posta dinnanzi ad una larga scrivania in legno; le pareti, di color bianco, sono spoglie, mentre sul pavimento si estende un enorme tappeto color marrone, in cui figurano decorazioni geometriche e floreali; in alto, sul soffitto, invece, c'è una lampada led, unica fonte di luce in questa stanza priva di finestre. Virgil Brown, Jr. indossa un paio di occhiali da vista, mentre sta affannosamente smanettando con un tablet, alla sua destra si nota una tazzina in porcellana, appoggiata su un vassoio, dalla quale fuoriesce del fumo. Il silenzio viene interrotto, la porta in legno d'un tratto si apre...

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Fred Franke entra. Indossa un elegante completo color scuro, sotto al quale c'è una bianca camicia dal cui colletto si estende una cravatta, anch'essa nera. Il tedesco ora sorride, ora l'espressione si fa crucciata mentre si sistema la cravatta. Solamente adesso il general manager alza lo sguardo e scruta l'ospite attraverso gli occhiali, dopodiché abbassa gli occhi, puntandoli nuovamente sul tablet. Fred, che nel frattempo ha raggiunto il centro della stanza, sbuffa, dunque avanza nuovamente fino a giungere presso la scrivania. Qui, dopo aver atteso immobile e silenziosamente per qualche secondo, sbuffa nuovamente, dopodiché rovista nella tasca destra dei pantaloni, ora prova dal lato opposto, recupera quindi qualcosa e lo getta sulla scrivania: si tratta di alcuni pezzi di carta stropicciati... cinque dollari americani! Virgil Brown esamina le banconote verdastre, poi alza lo sguardo direttamente verso il suo ospite, mostrandogli un'espressione interrogativa.

FF: Ho un debito col capo e, dato che lo si vede sempre meno spesso qui, ho pensato che tu potessi farmi da intermediario...

Il general manager si mantiene immobile, silenzioso.

FF: Che c'è?! Quanto diamine può costare una fottuta pianticella di plastica?! Tre, quattro dollari?

Virgil Brown, Jr., gli occhi ancora fissi sul tedesco, sospira, dopodiché lascia cadere sulla scrivania il tablet, dunque allunga il braccio sinistro verso la tazzina fumante, ne mescola delicatamente il contenuto, ripone ora il cucchiaio d'argento, sorseggia lentamente, adagia la tazzina sul vassoio.

VB: Questo è forse il periodo più pesante dell'intero anno; a breve mi imbarcherò su un volo, destinazione Londra. Sono parecchio impegnato, il jet lag non mi dà pace, ma avrò modo di darti ascolto, ancora. Però citius.

FF: Capisco, hai tanto da fare, tipo licenziare qualche altro collega così da invadere la sua poltrona. Oppure architettare qualche stratagemma per far fuori il capo e prendere il suo posto... Insomma, ma che fine ha fatto il nostro Brian?! Non è che alla fine scopriamo che l'hai rapito e ora si trova imbavagliato, legato in qualche armadio...

Virgil Brown, Jr. sospira...

FF: Ok, ok, citius!

Il general manager allunga il volto, le braccia conserte.

FF: Allora, a Indoor War ho sconfitto Chris Drake, l'anno scorso ho sconfitto Lance Murdock, che da allora non è mai riuscito ad ottenere la rivincita contro di me. Voglio un'opportunità per il TWC Diamond Championship. Sono pronto.

Silenzio.

FF: Lo so, lo so, Nick Carroll ha il diritto di affrontare Lance Murdock, lo so bene. Perciò ecco a cosa ho pensato: Lance Murdock contro Nick Carroll, contro Fred Franke. Triple threat match per il più prezioso titolo al mondo.

Sul volto del tedesco è comparso un sorriso compiaciuto, mentre Virgil Brown, Jr. sta sorseggiando un po' della sua bevanda, infine sistema delicatamente la tazzina sul vassoio.

VB: No.

Il volto del tedesco si fa d'un tratto scuro, mentre il general manager traffica con alcune carte sparse sulla scrivania, guardando l'ospite con la coda dell'occhio.

VB: Anch'io ho pensato ad un triple threat match: Fred Franke contro Chris Drake, contro Christophorus Schmidt. Homeland: Berlin.

Fred sorride, scuotendo la testa, gli occhi di Brown ora diritti su di lui.

VB: Chi vince, otterrà un'opportunità per il TWC Diamond Championship.

Il general manager si tacce, il tedesco, sistematosi nuovamente la cravatta, alza ora lo sguardo in alto.

FF: Chris Drake, ovvero il folle psicolabile che lo scorso mese ha fallito contro Lance Murdock e che ho giusto sconfitto un paio di giorni fa. Christophorus Schmidt, ovvero il beccamorto che a War of Change ha fallito l'assalto al Medal of Honor, lo stesso che ho preso a calci in culo per cinque mesi consecutivi, dentro e fuori le arene dell'intero paese, lo stesso senza-palle, che si nascondeva dietro i Flames of Destruction prima, la BDK poi, ora dietro due energumeni sfigati usciti dalle fogne o da chissà dove.

Fred Franke ridacchia, scuotendo leggermente la testa.

FF: Ok, ci sto.

Sul volto di Brown compare un fugace sorriso di soddisfazione...

FF: Virgil...

Lo sguardo del general manager si fa serioso, Fred gli si avvicina ancora di più, gli occhi diritti su di lui, l'espressione seriosa, minacciosa.

FF: Sono più forte di quanto tu pensi.

VB: Mostra-melo.

FF: Non temo né Drake, né Schmidt, né Murdock, né te. Sono più forte.

VB: Mostramelo.

FF: La via è giusta, e per quanti nemici possa incontrare lungo il cammino, per quanti ostacoli tu possa aggiungere, rimarrà tale. Per sempre. Perché sono più forte.

VB: Mostramelo!

FF: A Homeland, nella mia patria, lo dimostrerò, dimostrerò che un uomo libero, un uomo forte, libero dai demoni del proprio passato, può tutto. Prima sconfiggerò Drake, Schmidt e, se sarà necessario, anche la Einrich Dynasty. Poi sconfiggerò il campione, Lance Murdock o Nick Carroll o entrambi, e diventerò il nuovo Diamond Champion. Lo so. Sono pronto. E il meglio deve ancora arrivare.

Dopo aver lanciato un'ultima severa occhiata verso Virgil Brown, di scatto si volta, raggiungendo la porta...

FF: Ah...

Il tedesco si gira nuovamente all'indietro, mostrando al general manager un sorriso compiaciuto.

FF: Tieniti pure il resto.

Detto ciò, esce. Virgil Brown, rimasto solo, la bocca leggermente aperta, fissa la porta ora chiusa, le palpebre ora chiuse, ora aperte, poi abbassa lo sguardo, puntando gli occhi sulle cinque banconote verdastre lasciate sulla scrivania.


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MessaggioInviato: 05/07/2016, 1:40 
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Le immagini si aprono in una stanza d'albergo, al cui interno si sente una musica. In un angolo si trova il campione di coppia TWC Travis Miller, seduto in attesa di fronte ad un pc. Lo scozzese fissa lo schermo per diversi secondi per poi appoggiarsi allo schienale della sedia e sospirare. Il Child of Ice fa per alzarsi.

??: Travis?

Travis torna davanti allo schermo e sorride.

TM: Hailey Beaton...

Travis abbassa il volume della musica.

TM: Ci sentiamo di nuovo finalmente.

La ragazza accenna una risata.

HB: Travis, sembra passata un'eternità. Pensavo saresti passato a visitare dopo aver vinto il titolo. O almeno speravo ti facessi sentire un po'più spesso.

TM: Beh sì, siamo stati molto occupati entrambi, non volevo disturbarvi durante l'ultimo periodo di gravidanza e tutto il resto.

HB: Premuroso, Travis. Non ti si addice.

TM: Aah, questo affetto mi mancava.

HB: Vedi di fare un salto in ogni caso appena riesci, qui ci sono un po' di persone che vorrebbero rivederti.

TM: Certamente, e poi devo ancora conoscere la piccola Annie.

Travis prende una penna vicina allo schermo e cerca di metterla in equilibrio sulla scrivania, riuscendoci poco dopo.

TM: Come sta?

HB: Benissimo. E'un meraviglioso angelo mandato dal cielo per toglierci il sonno.

TM: Non mi sarei aspettato diversamente. Fatevi forza, vi peserà di meno col tempo.

HB: Oh no, Kyle si è già adattato più che bene. Ora è in modalità "Padre dell'anno", dovresti vederlo.

TM: Beh sì Kyle mi ha sempre dato l'idea del padre esemplare.

HB: Vero, le sue battute non fanno ridere.

TM: Però...

Travis si sposta verso la sua valigia e comincia a cercare al suo interno.

HB: Però.

TM: Devo dire...

HB: Dì pure.

TM: Un attimo.

HB: Con parole tue.

Travis estrae dalla valigia un caricabatterie.

TM: Sì cercavo una cosa in valigia.

HB: Wow, ti sei dovuto concentrare tantissimo.

Travis collega il caricabatterie alla presa e vi attacca il cellulare.

TM: Dicevo, è un peccato non abbiate scelto Alice alla fine. Cioè Annie è un bel nome, ma dalle foto mi sembra più una Alice.

HB: Lo so lo so, e da qualche parte lassù mia madre mi sta detestando per aver cambiato idea all'ultimo. Però è semplicemente successo, la stavo tenendo in braccio per la prima volta ed in quel momento nessun altro nome mi è più sembrato adatto per lei. E' la nostra Annie.

TM: Beh, è un ottimo nome comunque.

HB: Grazie... Tu come stai piuttosto? non siamo più riusciti a rimanere al passo con Indoor War nelle ultime settimane, avete trovato dei nuovi sfidanti?

TM: Certamente, Vincent Cross e Simon B. Abbiamo già un match fissato per Berlino.

HB: Ma...

TM: Ma...?

HB: Non erano quei due che si sono affrontati a War of Change?

TM: Proprio loro, ora pensano di essere un team ed hanno deciso di sfidarci. Sarà una difesa semplice.

HB: Oh bene dai, tanto meglio per voi così.

TM: Già, per Shawn soprattutto, lui non vede l'ora di mettere le mani su Simon B.

HB: Giusto, lui si è ripreso da quel volo di War of Change?

TM: Il vol... Ah, certo, l'elbow drop. Sìsì, sta benissimo ora, è una roccia quell'uomo. Dovresti conoscerlo.

HB: Prima o poi capiterà sicuramente.

TM: Certo, la prossima volta che saremo negli UK...

Travis si ferma a riflettere.

TM: ...Che è la prossima puntata. Ottimo, Hailey, il 15 Luglio all'O2 Arena di Londra, io tengo dei posti per voi e voi tenetemi il divano di casa per quei giorni.

HB: No, tranquillo, non ce n'è bisogno.

TM: Certo, non voglio che rimaniate in posti schifosi, figurati.

HB: No, è che...

Hailey sospira. La canzone termina e Travis chiude la riproduzione.

HB: non penso verremo per stavolta.

TM: Che?

HB: Scusa.

TM: E' per la bambina? Si può trovare una soluzione, sono sicuro che a mia madre non darebbe fastidio tenerla d'occhio per una serata.

HB: No lo so lo so, non è per Annie. Non penso sia una buona idea, semplicemente.

TM: Qual'è il problema?

La ragazza rimane in silenzio per qualche secondo.

HB: Avanti Neal, ho visto cos'è successo al tuo maestro ed al figlio del tuo amico. Mi dispiace, non è una buona idea.

TM: Il m... La storia dei Dawn of The Empire? No ma quello è un capitolo chiuso, te l'assicuro, non avete nulla da temere.

HB: Temo di sì invece.

TM: Ma li abbiamo battuti...

HB: Senti, lo so che per voi wrestler è normale risolvere i vostri problemi con un match, ma il fatto che voi abbiate vinto non cambia assolutamente nulla. Quei due continuano ad essere sotto contratto, ed oltre a loro avete altre persone capaci di compiere azioni simili senza pensarci due volte. E' un ambiente pericoloso e per quanto tu ne sia convinto non sono pericoli da cui ci puoi proteggere.

Nella stanza cala il silenzio.

HB: Mi dispiace non poterci essere, ma cerca di vederla dal nostro punto di vista... voglio solo che la mia famiglia sia al sicuro.

TM: Nono certo lo capisco, non voglio mettervi in pericolo in alcun modo.

HB: Puoi sempre venire a stare da noi ovviamente.

TM: Certo certo, lo so.

I due rimangono di nuovo in silenzio per qualche secondo.

HB: Quindi...

Travis colpisce la penna facendola cadere.

HB: Io ora devo andare. Ci sentiamo nei prossimi giorni?

TM: Certamente, buona giornata.

HB: Buona giornata Travis.

La chiamata si interrompe. Travis sospira e si appoggia allo schienale della sedia, e su queste immagini il collegamento si chiude.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 11/07/2016, 12:52 
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Conclusion

Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Ci troviamo a Londra, precisamente nel quartiere di Whitechapel.

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Tra le strade notiamo una figura a noi nota, Alisa Drake.

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Miss Drake cammina a passo svelto e con espressione seria in viso, e dopo diversi metri raggiunge la sua destinazione, il bar The White Hart.

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La ragazza entra nel locale e va a prendere posto a un tavolo riservato, per poi mettersi in attesa. Passa qualche secondo nei quali la ragazza si guarda intorno sospetta, per poi entrare il suo telefono e scrivere qualcosa. Fatto ciò Alisa rimette il telefono nella borsa e appoggia i gomiti sul tavolo e congiunge i pugni mentre muove ritmicamente la gamba destra. Passano altri secondi e lo sguardo della ragazza è catturato da qualcuno che è appena entrato nel locale. La ragazza sospira e lancia un'occhiata contrariata a questo qualcuno che vediamo avvicinarsi, sedersi al tavolo con lei e togliersi il cappuccio rivelandoci la sua identità...

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Franklin Dixon mostra un sorriso beffardo ad Alisa, mentre quest'ultima lo fissa con sguardo gelido. The Phoenix si toglie la felpa che indossa e l'appoggia sullo schienale della sua sedia, per poi fare le spallucce verso Miss Drake che non gli toglie lo sguardo di dosso.

Dixon: Puoi anche rilassarti Ali.

Alisa: Non ci penso minimamente, perciò vai subito al dunque.

Dixon: Cavolo che nervosismo Ali...

Alisa: Non chiamarmi Ali!

The Phoenix alza le mani e poi mostra un nuovo sorriso beffardo.

Dixon: Devo dire che mi hai sorpreso Alisa. Voglio dire, tu sei un membro del Freedom Club che senza esitazioni ha accettato di incontrare da sola un membro dell'Ordine di Fortuna. Non so se il tuo sia coraggio o stupidità...

Alisa: Non sono più un membro del Freedom Club.

Dixon: Allora tutto è più facile visto che anche io non sono più un membro dell'Ordine di Fortuna.

Un leggero sorriso ironico compare sul viso di Alisa.

Alisa: Da quanto mi risulta si può lasciare l'Ordine di Fortuna in due modi: o si viene uccisi o si fugge in clandestinità.

Dixon: Le regole sono cambiate dopo la purga di maggio e i fatti della Fortuna Mansion. Il nuovo Gran Maestro ha dato a tutti una scelta in modo da riformare l'Ordine solo con chi avrebbe dato tutto alla causa, e io ho preferito andarmene visto che la più grande ragione per cui facevo parte dell'Ordine è stata uccisa da Samantha un mese fa.

Alisa: Sai che è stata Rachel ad uccidere Samantha vero?

Sorriso ironico da parte di Franklin.

Dixon: Devo ammettere che il Freedom Club è stato bravo a infangare le notizie, ma io so come è andata Alisa, ero collegato in diretta con una webcam di Zafina e so che tu e Chris eravate lì, e so che è stata Samantha ad uccidere Rachel prima di spararsi in testa.

Gli occhi di Franklin si fanno lucidi.

Dixon: Se non altro tuo fratello non ha dovuto vedere con i suoi occhi la morte della donna che amava... Io sì.

Miss Drake alza un sopracciglio.

Alisa: Amavi mia sorella Rachel?

Dixon: Sì, ma la cosa non era corrisposta.

Alisa: Mentirei se dicessi che mi dispiace, e ancora non ho capito il perché tu mi abbia voluta incontrare qui.

Dixon: Voglio proporti un accordo.

Un leggero sorriso compare sul viso di Alisa, sorriso che rapidamente si trasforma una risata.

Alisa: Ah ah ah! Per essere The Smartest Man On The Place devi essere davvero stupido per credere che io possa accettare un qualsiasi tipo di accordo con uno stronzo traditore come te! Ciao Frank, ci si vede.

La ragazza si alza e inizia ad allontanarsi dal tavolo, ma Dixon le continua a parlare...

Dixon: E se ti dicessi che questo accordo riguarda tuo fratello?

Miss TWD si gira e lancia uno sguardo duro a Franklin.

Alisa: Non mi interessa più nulla di quell'ingrato, quindi se vuoi vendicarti per ciò che ti ha fatto a Path Of Legends fai pure.

Dixon: In realtà voglio aiutarti a vendicarti per ciò che lui ti ha fatto nella scorsa puntata di Indoor War.

La Legit Queen sbuffa e si avvicina a Dixon, restando in piedi.

Alisa: Le cazzate raccontale a qualcun altro. Non esiste al mondo che tu voglia aiutare me senza che tu, di conseguenza, ne tragga un profitto.

Dixon: Se mi lasci qualche minuto per spiegarti tutto magari capirai che effettivamente anche io trarrò un profitto da questo mio piano, così come te.

La ragazza va a risedersi.

Alisa: Hai cinque minuti.

Dixon: Ne basteranno meno... Allora Alisa, come ti stavo dicendo io ho lasciato l'Ordine di Fortuna e da oggi voglio concentrarmi sulla mia carriera da wrestler, e quale modo migliore se non andare proprio contro colui che stava per terminarmela? La mia idea è semplice, al prossimo Indoor War io, te e Maivia entreremo nel ring e chiameremo fuori tuo fratello che, vedendoti in nostra compagnia, si piegherà psicologicamente a tal punto da rivelare i veri motivi che lo hanno spinto a staccarsi da te. Così facendo tu potrai finalmente fargli dire in mondo visione la verità, e noi avremmo l'occasione di vendicarci per ciò che ci ha fatto.

Alisa: Cioè fammi capire, tu vorresti usarmi per portare mio fratello in trappola in modo da poterlo pestare e magari fargli del male serio? Non so se hai capito, ma nonostante io sia arrabbiata con lui non lo metterei mai in una situazione del genere.

Dixon: E infatti non lo metterai in una situazione del genere, poiché non è nostra intenzione pestarlo. Ciò che noi vogliamo è vedere questo "personaggio" che sta portando in scena distrutto, e so che è ciò che vuoi anche tu. Andiamo Alisa, il Chris Drake visto alla scorsa puntata di Indoor War è platealmente finto, è solo un guscio d'uomo che sta cercando l'approvazione dei colleghi e del pubblico comportandosi da bravo ragazzo, sacrificando nel mentre il rapporto con sua sorella che reputa la causa delle sue sconfitte.

La giovane abbassa la testa.

Dixon: Io e Maivia non vogliamo più avere niente a che fare con lui, non vogliamo un match, non vogliamo una rissa, vogliamo solo tornare in grande stile e smontare questo finto Chris Drake per poi concentrarci sulle nostre carriere, così come te d'altronde.

Alisa: Scusami tanto Franklin, ma tu che cazzo ne sai di cosa voglio io?!

The Phoenix sorride leggermente.

Dixon: Siamo stati insieme due anni Alisa, ti conosco e so che non vedi l'ora di farla pagare a tuo fratello per aver sputato in faccia a tutti i sacrifici che hai fatto per lui.

Una lacrima scende sul viso di Alisa.

Dixon: Ti sto dando un'occasione unica, e magari da ciò potranno rinascere le basi per ricreare un buon rapporto con Chris, un rapporto più sincero rispetto a quello che avete ora. E' una situazione in cui tutti vincono, anche Chris, se riuscirà a capire i suoi errori.

La ragazza abbassa la testa e sussurra...

Alisa: Ci sto...

Franklin alza un sopracciglio.

Dixon: Cosa?

Miss Drake alza testa e mostra uno sguardo determinato.

Alisa: Ci sto!

Franklin Dixon sorride in maniera compiaciuta e si scambia uno sguardo d'intesa con una determinata Alisa Drake. Le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 15/07/2016, 15:01 
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*****Epic German Battle of History*****

Tonight, on TWC Friday Night Indoor War, lo scontro epocale tra il possente membro della Bruderschaft Der Krahe Incorporated, Gunther "The Hound" Schmidt, e il malvagio leader dei movimenti nazisti del terzo millennio, "The Nazi Unchained" Hal Cogan, continuerà nella sua estrema brutalità. A due settimane dal suo successo nel controverso quiz show "Chi vuol essere un ariano?", Hal Cogan si cimenterà in una terribile prova organizzata stavolta da Gunther Schmidt, ovvero la prima storica edizione di "Epic German Battle of History". Tra colpi di scena, prove fisiche inedite e ovviamente un mare di polemiche, chi dei due riuscirà a prevalere sull'altro? Sarà il nazista emigrato negli Stati Uniti d'America e ora tornato in Europa per rivendicare il suo "spazio vitale", oppure l'eroico wrestler sceso dalle aspre montagne della Baviera, deciso a non cedere il passo di fronte all'aggressione nazifascista? Lo scoprirete soltanto stasera, in diretta in esclusiva dalla O2 Arena di Londra, only on TWC Friday Night Indoor War. Non mancate!



#GuntherTheHound #NaziCogan #EpicGermanBattleOfHistory #TWC #FridayNightIndoorWar


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 15/07/2016, 15:04 
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BREAKING NEWS!


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TWC.com è fiero di annunciarvi che nella puntata di Friday Night Indoor War di stasera, di fronte al pubblico della 02 Arena di Londra, si terrà una nuova puntata del Manson's Mansion: ospiti Big Black Boom e Paul Myers. Non mancate all'appuntamento con questo emozionante confronto verbale!

#MansonsMansion #RoadToHomeland #TWC #FridayNightIndoorWar


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Rise of the Empire
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Mezzogiorno. London City Airport. Dinnanzi all'ingresso principale sono schierati numerosissimi agenti della polizia e forze dell'esercito, che, pistole e fucili in mano, sorvegliano attentamente l'area, esaminando con cura i passanti, i quali, guardandosi qua e là, trasportando faticosamente enormi valigie, vengono colpiti dalla mole dei mezzi corazzati che sostano dinnanzi all'edificio.

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All'interno del più grande aeroporto di Londra, la folla che si aggira lungo l'oceanico atrio, è immensa. Il rumore, il vociare è ovunque, si sente anche qualche bambino strillare e qualche mamma o papà urlare biasimevolmente.

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Fra le persone che, lo sguardo all'insù, camminano a passo svelto, emerge la sagoma di Fred Franke, che, elegantemente vestito, gli occhi celati da un paio di occhiali scuri, avanza tenendo sulle spalle un borsone color grigio, lo sguardo serio diritto davanti a sé, ora rivolto in alto, verso un enorme tabellone centrale.

13:30 BERLIN RYR 8142 59/60 13:05 39


Il tedesco estrae dalla tasca destra un biglietto, lo osserva, rivolge nuovamente lo sguardo in alto, dunque annuisce, riponendolo poi all'interno della tasca. Dunque si guarda attorno e successivamente inizia nuovamente a camminare; lungo il tragitto passa affianco ad un uomo in divisa, con cui scambia un fugace sguardo. Ora, giunto dinnanzi ad una delle tantissime panche presenti in questa sala, si ferma, fa per sedersi, ma poi si blocca, si volta e invita un anziano signore a prendere il suo posto. Il vecchietto, armato di bastone da passeggio, gli sorride, mostrando un paio di dolci fossette, dunque sprofonda nella seggiola, tirando un lungo respiro di sollievo. Il tedesco lo osserva, sorride, si guarda attorno e raggiunge un'altra panca, trova un altro posto libero, dove ora si sistema. L'attenzione è immediatamente catturata dalle immagini che vengono trasmesse da uno dei tanti teleschermi appesi alle colonne e alle pareti: persone armate che sparano su uomini e donne inermi, un bianco camion che s'aggira minaccioso mentre sullo sfondo il cielo s'illumina di rosso e blu... Fred si toglie gli occhiali, gli occhi luccicano istantaneamente, scuote la testa.

"Il mondo è sotto attacco. Nessuno è più al sicuro. Orlando, Parigi, Nizza, Bruxelles, Istanbul, Dacca, Kabul... Persino noi atleti della TWC siamo in pericolo quando ci esibiamo in giro per il mondo. Combattere è diventato un lavoro ancora più rischioso di quanto lo fosse ai tempi dei nostri nonni. Ma questo è il nostro lavoro, il nostro pane quotidiano, e di certo non ci fermeremo per colpa di quattro bastardi islamici. Casa mia è vicina oramai; mancano poche ore e potrò nuovamente riabbracciare mio fratello, riassaporare i profumi dell'infanzia... e poi combattere, ancora. Un tempo lo facevo per sopravvivere e tirare avanti, oggi lo faccio per vincere premi e cementificare la mia eredità. Per sempre..."

Sulla spalla destra del tedesco si trova appoggiata una mano, Fred la osserva, lo sguardo perplesso, poi solleva in alto gli occhi.

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Sean Morgan gli si siede affianco, anticipando un bambino, il cui dolce sorriso d'un tratto scompare, il volto ora improvvisamente bagnato dalle lacrime.

SM: Ma guarda un po' chi si rivede..

Fred, distratto dalle urla isteriche dell'infante, si volta verso The Orphan.

SM: Fred, come mai non ti sei fatto più sentire? Stavo iniziando a preoccuparmi. Va tutto bene?

FF: Sì, tutto bene. Sai, non ti ho voluto disturbare in queste settimane, perché pensavo davvero che avessi trovato qualcosa di costruttivo da fare piuttosto che alzare le mani contro gente a caso; a quanto pare, però, è esattamente quello che hai continuato a fare in quest'ultimo mese...

Morgan osserva il serioso l'espressione biasimevole comparsa d'un tratto sul volto del tedesco.

FF: Comunque, Sean, non immaginavo di trovarti qui, anzi, conoscendoti pensavo che te la saresti presa comoda ritardando fino all'ultimo la partenza, invece... Ora, però, ti prego di lasciarmi in pace, il viaggio è lungo e, lo sai bene, non amo particolarmente prendere l'aereo, dunque ho bisogno di un po' di pace prima dell'imbarco. Grazie, gentilissimo, Sean. Ci si vede. Presto. Ciao.

Gli occhi del tedesco abbandonano quelli di Morgan, che rimane immobile.

SM: Che ti prende, amico? Ancora per la storia di Great Alexandre?

Morgan guarda Fred in attesa di una risposta, che non arriva.

SM: Senti, sono stato egoista in questo ultimo periodo, è vero. Ma l'ho fatto per me. Sai quanto tengo a tutto questo e quanto voglio sempre raggiungere il massimo riconoscimento, essere sempre al top. E speravo di potercela fare insieme a te, come ai vecchi tempi.

The Orphan mette una mano sulla spalla al compagno, quest'ultimo però continua a evitare il suo sguardo.

SM: Sono tutt'ora convinto che io e te assieme potremmo dominare la divisione tag in qualsiasi federazione. Solo che ci è andata male, per qualche strano motivo. E io non sono qui per perdere tempo quindi finito un capitolo, bello o brutto che sia, ne inizio immediatamente un altro. E questo mi ha portato al Medal of Honor e ad Andy Moon. Non pensavo però che tu arrivassi al punto da non voler più discutere con me mentre aspettiamo entrambi di prendere un aereo.

FF: L'ultimo volo dei Dawn of the Empire?

Ed ecco che d'un tratto Sean Morgan si ritrova gli occhi del compagna di team diritti su di lui.

FF: Ascolta Sean, il nostro non era, non è un team, è un legame speciale, di sangue, un patto fra uomini ambiziosi, accomunati dalla vita e dal destino; il nostro scopo non era conquistare due inutili cinture, noi, combattendo contro gli indiscussi re della federazione, la BDK, prima, i No More Heroes poi, volevamo lanciare un messaggio, il nostro messaggio: che la TWC è roba nostra, che niente e nessuno può opporsi alla nostra volontà di conquista, alla nostra fame di dominio. Abbiamo perso, ci siamo rialzati, abbiamo perso una seconda volta, ci siamo rimessi in piedi ancora, superando ogni limite etico, arrivando persino ad ingannare una ragazzina, sequestrare il figlio e il maestro dei nostri odiati nemici... Questo è il Dawn of the Empire? Questo è il modo con cui vogliamo arrivare in cima alla montagna? Così vogliamo creare un impero, così deve essere il nostro impero?

Fred scuote leggermente la testa, sospirando, Sean lo osserva, immobile, chiuso nel silenzio, lo sguardo impassibile.

FF: No. Questa merda non mi appartiene, non più perlomeno; le vittorie, i successi voglio conquistarmeli combattendo, i nemici voglio affrontarli faccia a faccia e sconfiggerli sul ring; forse questo schifo ti appartiene, del resto i fatti parlano chiaro, in tal caso ok, resteremo colleghi, forse amici, prenderemo quel fottuto aereo insieme, ma non saremo più alleati, ognuno andrà per la propria strada, combatterai per il Medal of Honor a modo tuo, io andrò alla conquista del Diamond Championship a modo mio, e tutti saremo felici e soddisfatti di noi stessi. Il Dawn of the Empire sarà per sempre ricordato come un progetto ambizioso, una storia bella, ma incompiuta.

Il capo di Fred è ora chino. Sospira.

FF: Un fallimento.

SM: Non ero io quello con le spalle a terra quando abbiamo perso. E' strano che tu parli di fallimento quando se è finita così, la maggior parte della responsabilità è tua!

Il capo del tedesco si alza nuovamente.

FF: Sì, quella sera ho ceduto, nessuna scusa. Ma insieme nella vittoria, insieme nella sconfitta, così è sempre stato, così doveva essere.

Silenzio.

FF: Pensi forse che sia io l'anello debole dei Dawn of the Empire? E' davvero questo che pensi, Sean? Eh fratello?!

I due si guardano dritti negli occhi.

SM: Non è questione di essere o no l'anello debole del team. Il fatto è che te hai definito tutto ciò che abbiamo passato un fallimento, ritenendolo addirittura chiuso. Non ci hai mai creduto Fred?

Altro momento di silenzio.

FF: Non ci ho mai creduto?

Il tedesco è pensieroso, ora sorride, ora scuote la testa, mentre Morgan lo osserva scrupolosamente.

FF: Sean, abbiamo creato il Dawn of the Empire, insieme, tu ed io, perché entrambi credevamo in questo progetto, in noi stessi, spinti dall'ambizione e anche da un pizzico di follia, visto che avevamo tutti, tutti contro di noi fin dal primissimo momento. Ho sputato sangue per il Dawn of the Empire, sono persino arrivato a dovermi togliere delle schegge di vetro dal collo, delle fottutissime schegge di vetro... Ma eccoci qua, a mani vuote. Non è più tempo di parlare, non è più tempo di fare follie, ora bisogna combattere, sul ring. Ora o mai più. Capisci?

Fred non rifiuta più il contatto con gli occhi di Sean.

FF: Sean, a Homeland dimostreremo quanto valiamo, non come team, ma come singoli. A Homeland sarà il ring a parlare, per noi. L'Alba dell'Impero forse non è giunta, a Berlino però assisteremo noi, il TWC Universe, il mondo intero, assisteremo alla sua nascita. Allora, Sean, che ne dici? One More Time? Calciamo qualche culo venerdì? Vogliamo vincere, sul ring, tu il Medal of Honor, io presto il Diamond Champion, insieme? Io ci credo, io voglio crederci. One More Time. One More Time.

The Unstoppable Machine sta per rispondere quando una comunicazione di un aereo in partenza diretto a New York ruba l'attenzione di entrambi i lottatori.

SM: Come ai vecchi tempi, eh?

Fred accenna un sorriso.

SM: Non so cosa ci sia successo e come si è arrivati a questo punto. So però che dopo aver vinto il Medal of Honor sarò in prima fila per vederti vincere il tuo match avanzando nella tua corsa verso il Diamond Champion. Vinceremo insieme venerdì. Tu alla tua maniera. Io alla mia. Ma comunque insieme.

Franke osserva Morgan, annuisce, silenziosamente.

FF: Insieme.

Il tedesco si alza, coprendo col capo il pallido sole. Tende poi la mano verso Morgan. Gliela stringe, alzandosi, sul suo volto compare un ghigno, Fred sorride annuendo, gli occhi dell'uno diritti in quelli dell'altro.

FF: Insieme vinceremo venerdì. Insieme saremo campioni. Insieme conquisteremo la TWC. Coraggio! Ce la faremo, una volta per tutte. E poi, insieme, daremo il via alla nascita di un Impero, il nostro Impero.

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"La Storia ci insegna che non dobbiamo temere i cambiamenti. Noi non abbiamo paura, non più. Siamo consapevoli dei nostri errori, delle nostre passate debolezze, ma ora andiamo avanti, da soli, ma insieme. Coraggiosi, leali, invitti. Andy Moon, Chris Drake, Christophorus Schmidt, voi non potrete cambiare il nuovo corso che intraprenderà la Storia, ne sarete semplici spettatori, annegherete, annegherete tutti. Voliamo ora, verso alte mete. A Homeland, a Berlino, si farà la Storia, ancora una volta. E voi, i vostri occhi abbagliati, assisterete inermi alla nascita di una nuova forza, un Impero, il nostro Impero. L'alba ormai è lontana, le ombre dorate e rosee e i freschi odori dell'aurora si sono levati, il Divo Sole ora è in alto, luminoso, raggiante, splendente. E' sorto un nuovo giorno."


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 28/07/2016, 21:30 
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Le immagini ci mostrano un aeroporto, sembrerebbe quello di New Yors. Troviamo in mezzo all'aeroporto una figura molto conosciuta dai fans TWC, con una borsa a tracolla, intenta a parlare al cellulare...

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Lisa Lisa, lottatrice TWC da un po' di tempo in Losing Streak.

LA: Sì, lo so, ma era l'unica scelta che potevo fare. Ho sottovalutato la motivazione che spinge le mie colleghe. Devo ricominciare quel regime di allenamento, per essere nel pieno della mia forma. Sono venuta qui pensando che fosse tutto troppo facile, ecco la verità.

???: ...

LA: Non ti preoccupare, non ho intenzione di rinunciare. Sbaglio o la tua prima vittoria l'hai ottenuta dopo mesi e mesi di tentativi?

???: ...

LA: Sono cattiva, lo so e mi piace esserlo. Comunque, si è fatta l'ora, lui dovrebbe arrivare a minuti. Ti richiamo. E ricorda, Kimi O Aishteru. Sempre.

???: ...

LA: Salutami Kevin e digli che la mamma non aspetta altro che rivederlo.

???: ...

Lisa chiude la chiamata, sembra quasi che stia per piangere. Si asciuga gli occhi con un fazzoletto preso dalla borsa.

???: Mi chiedo quando potrò vederlo, quel tonto del tuo novio...

Lisa si volta.

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A parlare è stato un uomo che ora sorride amabilmente, mentre stringe nella mano destra il manico di un trolley da viaggio.

LA: Alexandros,Maestro!

Felice, la donna abbraccia il signore appena arrivato, che ricambia la stretta. Lisa si allontana, sorridendo a trentadue denti.

LA: Oh, è sempre bello rivederla! Come sta?

AS: Bien, Bien, Hija. E' sempre bello rivedere i miei allievi. Soprattutto la migliore di tutti.

Lisa fa un piccolo inchino, rossa in volto.

LA: Oh, non dica così. Non le sto rendendo giustizia, al momento. Sto perdendo troppi match...

L'uomo le dà una pacca sulla spalla sinistra.

AS: Oh, cosa sono questi discorsi? Non farli, i più grandi lottatori e campioni della storia hanno perso sempre moltissimi incontri prima di diventare tali. Devo forse ricordarti di Kobashi?

LA: Non credo ce ne sia in alcun modo bisogno, maestro...

AS
: Però devo di nuovo raccontarti di quando lo affrontai nell'89, ed allora non era ancora il grande Kenta che avrebbe...

LA: Durante il viaggio, durante il viaggio. Parleremo anche dell'allenamento, ovvio?

AS: Claro come el dia. Andiamo, così poi inizi a parlarmi di questa TWC...

I due si allontanano, e le immagini sfumano...


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 30/07/2016, 9:40 
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Breaking News: noto nazista arrestato ad Auschwitz!


La notizia si è diffusa sui maggiori siti d'informazione un paio d'ore fa. Questa mattina, i custodi dell'ex-campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau hanno notato segni di scasso ai cancelli del lager. Dopo un'accurata ispezione, i guardiani hanno trovato un losco individuo, legato e imbavagliato, rinchiuso all'interno di uno dei forni crematori della struttura. Portato in una caserma della polizia, questi è stato identificato come Hal Cogan, noto nostalgico neonazista sul quale gravano numerosi mandati d'arresto e accuse cadute nel vuoto durante gli anni. Le autorità polacche hanno deciso perciò di arrestare il nazista e processarlo immediatamente per direttissima per diversi reati tra i quali incitazione all'odio razziale, apologia del nazismo, violazione di una struttura museale, minacce, oltraggio a pubblico ufficiale, violenza privata, ecc... Anche la magistratura tedesca e statunitense si stanno interessando del caso dopo aver riaperto alcuni fascicoli di crimini rimasti irrisolti. Qui di seguito una fotografia del processo a Cogan, iniziato alcuni minuti fa.

Spoiler:
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Da notare lo sguardo cattivo e le intemperanze dell'accusato, che gli han procurato già una nuova accusa per oltraggio alla corte e alla giuria. Contattati alcuni esperti, pare che la carriera di Cogan come lottatore e soprattutto facinoroso nazista a piede libero sia arrivata al capolinea, e che per lui le porte dellle carceri polacche si apriranno ben presto.


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