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Re: TWC - News from Indoor War
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La Crosse, Wisconsin
11/05/2016
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Il Sole è alto nel cielo, i suoi raggi fendono le nuvole bianche che avvolgono l'orizzonte, su cui s'innalza una villa dalla sobria eleganza e dal lusso non smodato: la struttura è contraddistinta da un corpo centrale costituito da tre differenti livelli e da un atrio aperto a tre campate su colonne binate di ordine ionico. Le due cappelle, che si estendono ai lati del corpo centrale, abbracciano un'appariscente giardino, su cui aleggia una rara pace: l'erba è di un verde talmente brillante da riflettere quasi i fiochi raggi solari che la illuminano; all'interno di questo prato svettano alcuni arbusti e numerosissime siepi sapientemente potate, alcune persino tagliate in modo da ricreare figure animalesche o umane. Dinnanzi all'entrata, circondata da questo manto erboso, si estende un largo viale in porfido, che termina in un cancello in ferro battuto. Il silenzio, che faceva da sfondo ai cinguettii di qualche merlo, viene ora bruscamente interrotto da alcuni ticchettii che si fanno sempre più ravvicinati e inequivocabili. Una signora, accompagnato da un robusto uomo in divisa, sta camminando lungo il viale: i capelli color marrone sono elegantemente pettinati, indossa un lussuoso abito scuro, una collana d'ora le circonda il collo, ai piedi indossa un paio di scarpette nere dagli alti tacchi neri, mentre nella mano destra tiene una borsetta colorata di rosso sangue.

Signora Brown: Anna! Anna!

Autista: Signora Brown, mi scusi, l'ora è tarda...

L'uomo in divisa le indica l'orologio, ticchettandolo con l'indice; lei sbuffa, volgendosi poi nuovamente verso destra.

Signora Brown: Anna, torno presto, vada a fare alcune compere. Mi raccomando, non allontanarti e per ogni cosa chiedi a Madelaine, d'accordo? Ciao, a dopo, tesoro mio!

Il ticchettio si fa sempre più lontano, sentiamo un cancella in metallo rugginoso aprirsi fra infiniti e assordanti cigolii, una portiera si apre e si chiude, poi un automobile sfreccia. Torna il silenzio.

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La piccola Anna, sola, il capo chino, dondola lentamente sull'altalena, su, giù. Le mani, impietrite, sono attaccate alle catene laterali che corrono in alto ai lati inferiori del sedile, da cui pendono le tenere gambe, anch'esse come se fossero pietrificate, coperte da un paio di lunghe calze bianche in lana, mentre i piedi sono avvolti in due graziose scarpette rosa. La bimba indossa un completo elegante color viola, in cui sono raffigurati simpatici fiori variopinti e figure geometriche. I capelli, ben pettinati, ora si scompigliano al passaggio di una brezza di vento. Lei, però, non se ne dà cura, rimanendo immobile, assorta, smarrita.

??: Ehi, Anna!

La piccola Anna di scatto alza la testa: gli occhi ora sono puntati diritto davanti a sé, l'espressione, inizialmente di stupore, si trasforma ora in un ghigno di rabbia. La testa è di nuovo giù, a fissare il terreno.

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Il tedesco, che indossa un elegante completo scuro, tolti i grossi occhiali neri che gli celavano gli occhi, sorride, allargando le braccia, ma, ignorato dalla bambina, velocemente le mani scendono lungo i fianchi, la bocca si apre leggermente, lui è immobile, a pochi passi dall'altalena, che ora si è fermata del tutto. Gli uccelli non cinguettano più, persino il vento ha cessato di soffiare. Cala inesorabile il silenzio.

FF: Allora?! Non saluti lo zio Fred, Anna?

Silenzio, interrotto ora solamente dal rumore dei sassi, rabbiosamente trascinati lontano dalle scarpette della bambina. Lentamente il tedesco le si avvicina, percorre all'incirca un metro, poi si ferma, di nuovo.

FF: Non sono certo una cima, però se hai bisogno, posso darti una mano anche in matematica, se ti va...

D'un tratto la piccola Anna si lascia cadere dall'altalena: ora è in piedi, immobile, il capo ancora chino. Fred la osserva, la bocca ancora aperta. Le si avvicina, allargando di nuovo le braccia, ma la bimba, mosso un passo, lo allontana, spingendolo via.

AB: Vattene via, via!! Non voglio più vederti, va via, vattene, VIA!!

La voce rotta dal singhiozzo, le guance bagnate dalle lacrime, Anna comincia a scalciare, colpendo l'amico nemico con dei pugni contro il duro torace. Il tedesco rimane immobile per qualche secondo, non cercando neppure di difendersi, dopodiché le afferra un braccio, poi un altro, immobilizzandola.

FF: Anna, perché?

Silenzio. Il tedesco le lascia andare subito le braccia, si inginocchia, cercando i suoi occhi attraverso la graziosa frangia.

FF: Perché dici così, amica mia?

Silenzio. La piccola Anna fissa il suolo, su cui si schiantano gocce d'acqua salata, le sue lacrime.

FF: Guardami.

Il tedesco le accarezza dolcemente i capelli, prima con la mano destra, poi con la sinistra.

FF: Guardami, ti prego.

Questa volta lentamente, come se fosse in lotta con se stessa, la bambina alza il viso, immergendo i suoi due occhioni azzurri nel preoccupato viso di Fred, che si distende ora in un rassicurato sorriso. Il tedesco afferra un fazzoletto rosa dal proprio taschino, le asciuga le lacrime, strofinandolo sopra le sue paffute guance, mentre Anna, impassibile, il respiro tremante, distoglie ancora lo sguardo da quello di Fred.

FF: Raccontami tutto, Anna. Perché vuoi che vada via?

Ancora silenzio. Fred, asciugate entrambe le guance, dopo essersi soffiato il naso, ripone il fazzoletto nel taschino della giacca, poi il suo sguardo ricade sulla bellissima altalena che si trova alle loro spalle.

AB: I-il nonno... nonno Virgil dice che tu sei cattivo...

Di nuovo, voltatosi, il tedesco si ritrova con quelli occhioni azzurri puntati su di lui, ma questa volta la reazione di Fred è diversa, il suo volto si comprime nuovamente, la bocca ancora aperta, poi chiusa, l'espressione d'un tratto si fa scura.

FF: Così dice. E tu? Pensi che zio Fred sia cattivo, Anna?

Il tedesco la osserva. Lei deglutisce, il respiro ancora tremante.

AB: N-non lo so...

Fred sorride. Le accarezza i capelli, poi la solleva e la mette a sedere sull'altalena, dopodiché si sistema sul sedile adiacente a quello in cui siede la bimba.

FF: Non lo sai o non lo vuoi sapere?

La piccola Anna apre leggermente la bocca, arrossendo. Il tedesco ridacchia.

FF: Vedi, Anna, voglio raccontarti una storia, una fiaba. Ti piacciono le fiabe?

Lei annuisce.

FF: Perfetto! Allora, c'era una volta un bambino, che viveva in un luogo molto molto lontano. Abitava con la sua mamma e il suo papà, due poveri contadini, in una casettina fatta di legno e paglia. Adorava i suoi genitori, adorava quando la mamma gli insegnava a fare il pane oppure quando il papà, per la prima volta, gli fece guidare il trattore: voleva molto bene ai suoi genitori, erano i suoi supereroi, non c'era superman o uomo pipistrello, che potesse competere con loro. Erano unici ai suoi occhi. Cresciuto, però, capì la verità, capì che la mamma e il papà lo avevano allontanato da tutto e da tutti, dai suoi amici, da ciò che gli piaceva fare, perché volevano che fosse un loro servo, al loro servizio, sotto i loro ordini. Perciò, un giorno, quel bambino, ormai diventato un uomo, scappò e divenne finalmente quello che voleva essere, un brav'uomo con tanti amici.

Fred si interrompe, poi riprende sempre illuminato occhi vigili della piccola Anna.

FF: Sai chi è quel bambino, Anna?

La bambina scuote la testa.

FF: Sono io.

Silenzio. Fred sorride, poi si fa serio.

FF: Già, i genitori, a cui tanto volevo bene, non erano quelli che pensavo fossero, la mamma e il papà, le persone che un tempo credevo le più buone e giuste al mondo, in realtà erano cattivi. Uomini malvagi. Mi odiavano, odiavano il loro unico figlio.

Il respiro della bambina sembra quasi essersi interrotto.

FF: Ti confesso una cosa, Anna: in realtà Virgil non è buono. Lui è come mia mamma e mio papà. Lui è il cattivo.

Anna non risponde, rimane immobile. Il tedesco annuisce.

FF: Nonno Virgil è mai andato a prenderti a scuola?

La bambina non risponde, poi quasi impercettibilmente scuote la testa.

FF: Nonno Virgil ti ha mai portata ai giardinetti a giocare con la sabbia? Ti ha mai fatto andare su e giù con l'altalena? Avete mai passeggiato insieme e chiacchierato sotto il Sole?

La piccola scuote di nuovo la testa.

FF: NO! Però, in verità, molti nonni sono impegnati, non per questo sono cattivi, giusto? Già. Ma, quando è assente, cosa fa Virgil? L'ho visto far del male ad altre persone: sai, un mio caro amico ha perso tutto, il lavoro, la famiglia, tutto per colpa di Virgil. E, giurin giurello, l'ho visto persino dire delle parolacce, sì!

Il tedesco annuisce, serioso, mentre la bambina lo osserva attentamente, scrutandolo sotto la frangia.

FF: Ha persino fatto del male a zio Fred quel cattivone di Virgil, già! Mi ha preso in giro, mi ha negato il rispetto che meritavo... Purtroppo non tutte le mamme, non tutti i papà e neppure tutti i nonni sono brave persone. Purtroppo.

Il tedesco alza lo sguardo, fissando il vuoto.

AB: Fred.

Il tedesco, come risvegliatosi, si volta con uno scatto, allungandosi poi verso di lei.

AB: P-posso scappare con te, zio?

Fred le sorride, allunga la grande mano destra, accarezzandole ripetutamente i capelli, facendoseli passare fra le dita.

FF: Un giorno, Anna. Un giorno...

Sul viso della piccola Anna compare un sorriso, prima timido, ora convinto, illuminato dai raggi del Sole, che d'un tratto si fanno più forti. Il tedesco, la mano destra appoggiata sul capo della piccola, la guarda, le rivolge un largo sorriso, poi ridacchia, alzando infine lo sguardo diritto verso il Sole.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 13/05/2016, 12:08 
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Birth of a Brotherhood - The Bruderschaft Der Krahe Story #1


Spoiler:


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«This, is Our World.»



AVVISO AI NAVIGANTI

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Onde non rendere il testo letteralmente illeggibile visto lo sfondo blu scuro, ma anche per un significato vagamente allegorico riguardante il passato e il presente del protagonista, la parte testuale di Sigfried passa dal colore nero al colore bianco.



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Porta che si apre

Forte brusio e schiamazzi

Rumore di baldoria

«Eccoci qua. Un pò rumoroso, ma piacevole.»

Grida e imprecazioni

Urla e risate

Principio di rissa

«Uhm. Ci hai proprio portati in un posticino ameno, Corvo.»

«Bello. Mi piacciono i posti dove tra una bevuta e l’altra ci scappa la rissa. Tipico della mia adorata Baviera. Concordo con la giovane Valkyria, questo posto è strepitoso.»

Guarda che ero ironica. Ma quale strepitoso...»

«Ah...»

Risata

«Forza, voi due. Andiamo a sederci a un tavolo.»

Urla e risate

«Ecco, quello fa al caso nostro. Voi andate là, mentre io vado a ordinare le birre.»

Forte brusio e schiamazzi

Rumore di sedie spostate

«Eccoci qua.»

«Dì un pò, cosa avresti di così importante da dirci in privato? Sempre se trovarsi in mezzo a una massa di ubriaconi coincida con la definizione di luogo privato.»

«Appena torna Sylmy vuoterò il sacco. Sappiate comunque una cosa. Quello che accadrà stasera cambierà del tutto le nostre vite.»

Forte brusio e schiamazzi

«Eccomi!»

Rumore di sedia spostata

«Le birre stanno per arrivare.»

«Bene!»

«Nildy, Mastino, ascoltatemi bene. Noi quattro ci conosciamo ormai da diversi mesi. E oltre ad amare alla follia Sylmeria, considero voi due i migliori amici che mi sia mai fatto finora in questo business. Mio padre mi ha sempre detto che un'amicizia, se coltivata adeguatamente, dura per sempre. Il rapporto tra tutti noi è qualcosa di unico e diverso rispetto a tutto il resto dei nostri colleghi. La nostra è un'amicizia vera, sincera, e che cresce giorno dopo giorno. Lo si capisce dalle piccole cose, come da quelle più importanti. Ci ho riflettuto su ultimamente. E da qui l’idea. Perchè non unire le nostre forze dando vita a una fratellanza?»

«Eh? Intendi una stable?»

«Qualcosa di più, Nildy. Intendo una fratellanza nel vero senso della parola. Un’alleanza tra noi quattro che sia basata sull’amicizia, il rispetto, la lealtà reciproca. E non solo. La nostra fratellanza d’ora in poi sarebbe la nostra casa comune, dove ognuno troverebbe conforto, aiuto e sostegno illimitato da parte degli altri componenti.

Rumore e brusio.

«Continua...»

«Conosciamo tutti come funziona in questo ambiente. Se sei una stella, ma sei da solo, presto gli avversari le proveranno tutte per farti cadere, perfino i giochetti più sporchi. Quante volte abbiamo visto situazioni del genere nel business? Quante volte si sono formate intere fazioni il cui scopo era rovinare la carriera, se non vita dei propri avversari? Noi quattro, stasera, abbiamo la possibilità di creare qualcosa di unico. Una fratellanza che comprenda i migliori prospetti dell’European Championship Wrestling, ma fondata su valori e principi tali che sia anche da esempio per il pubblico.»

«Questo non credo piacerà al signor promoter...»

«Beh, dovrà farselo piacere. Ci sono valori e rapporti che sono al di sopra del lavoro, no?»

Rumore e brusio.

«Lui conta che ad esempio io e Sylmy ci sfidiamo prima o poi, no? E anche le battaglie tra te e il Mastino sono tutt’altro che finite.»

«Già.»

«Quello non sarebbe affatto un problema. Se vuole che ci sfidiamo tra noi, lo possiamo benissimo fare. Solo che ci sfideremo alle nostre condizioni. Ovvero in incontri privi di scorrettezze, ma basati sulla lealtà e su quello che è il vero mantra del wrestling, ovvero che a vincere alla fine sia sempre il migliore. I trucchi, i complotti e i giochetti del backstage resteranno fuori dal nostro sodalizio. Perchè noi siamo e saremo per sempre degli eroi agli occhi del pubblico.»

«Scateneremo un putiferio, me lo sento.»

«Già diverse persone ci invidiano. Spesso mi sento gli occhi addosso, mi giro e tutti fanno finta di nulla. Questa sembrerà una provocazione per loro.»

Rumore e brusio.

«Vi conosco abbastanza per dire che di certo non vi fa paura nessuno. Però ricordate bene. Da soli siamo vulnerabili, ma se saremo uniti, niente potrà mai fermarci. Niente e nessuno.»

«Giusto.»

«Eh si.»

Rumore e brusio.

«Allora, che ne dite? La vogliamo forgiare la nostra grande alleanza?»

«Sai già qual’è la mia risposta, Sig.»

«Nildy?»

«E me lo chiedi? Ovvio che sono della partita. Seguirei Sylmy fino all'inferno e oltre, e credo che proprio che lo farei anche per voi.»

«E tu, Mastino?»

Forte brusio e schiamazzi

«Uhm. Ricapitolando, due uomini e le due donne destinati a essere i più forti della federazione, riuniti tutti insieme in una fazione potente. Al signor promoter verrà un colpo. Ma chi se ne frega! Siete le persone con cui mi trovo meglio in ECW, e vi considero degli amici. Ci sto, Corvo!»

«Ottimo.»

Rumore e brusio.

«Ora non resta che dare un nome alla nostra fratellanza. Suggerimenti?»

«Ho io il nome ideale per quest’alleanza. Tenetevi forte!»

«Sentiamo...»

«L’orda di mastini. Forte, eh?»

«Ehi, io non mi sento affatto un mastino.»

«Ok... La banda degli orsi? Ai bei tempi in Afghanistan mi chiamavano l’Orso del Pamir...»

«E con cognizione di causa direi. Basta vederti e la gente si spaventa, specialmente le donne.»

«Ma che stai dicendo, Valkyria?! Io sono un bell’uomo, lo dimostra il numero di spasimanti che ho avuto. La mia tecnica bavarese non ha mai fallito. Le pochissime donne che fuggono da me quando mi avvicino è perchè non si ritengono degne delle attenzioni del Mastino, perciò si allontanano disperate.»

«Si certo, come no. Chissà perchè non hai mai provato la tua tecnica con me. Paura di fare brutta figura, o di prenderle, eh...»

«E chi vuole provarci con te. Con quello sguardo di ghiaccio sei tu che fai scappare le persone...»

«Che hai detto? Vuoi fare a botte per caso?!»

Rumore e brusio.

«Dai, Nildy. E anche te, Mastino. Torniamo seri, forza. Si diceva di orsi e di lupi. Perchè allora non corvi. La Fratellanza del Corvo. Eh? Dopotutto l’idea di creare un gruppo ufficiale è di Sig. E poi avremmo pure il suo corvo Riki come mascotte. Lo adoro...»

«Uhm, non mi dispiace come nome. I corvi sono animali nobili. Molto meglio di un branco di cani, lupi o orsi. Approvato.»

«Umph. E va bene. Vada per i corvi allora.»

«E Fratellanza del Corvo sia. Un giorno questo nome sarà sulla bocca di tutti.»

«Ci puoi giurare.»

Abbraccio

«Sono contentissima, Sig. Questa cosa mi entusiasma. Dai, diamoci anche dei soprannomi nuovi da portare sul ring fin da domani sera.»

Rumore di baldoria

«Soprannomi?»

«Sì. Tu per esempio che sei così forte, ti vedo bene col nome di Brutal Crow.»

«Eh? Cosa significa?!»

«E’ inglese, Mastino. Significa Corvo Brutale.»

«Direi azzeccatissimo.»

«Uhm, mi sembra abbastanza pericoloso come soprannome, anche se odio la lingua inglese. Non mi è mai piaciuto studiarla.»

«Tu Sig, con quei gomiti letali che ti ritrovi non puoi che essere il nostro Deadly Crow.»

«Eh già.»

Forte brusio e schiamazzi

«Ehm? Significato?»

«Uff... Corvo Mortale.»

«Ah. Anche questo non è male, brava Valkyria.»

«E io?»

«Tu sei lo Smiling Crow, il caro Corvo Sorridente. Ogni volta che sorridi, le avversarie sanno che sarà una serataccia. Cosa che puntualmente avviene, no?»

«Giusto.»

Rumore e brusio.

«Onestamente il tuo sorriso mi inquieta.»

«Onestamente il fatto che giri sempre con gli occhiali da sole inquieta me.»

«Che significa? Ho la vista sensibile io.»

«Se lo dici tu. Pensavo lo facessi per spiare le scollature delle donne come uno stalker quando sei vicino a loro.»

Risate

Pugno sbattuto sul tavolo

«Smentisco categoricamente questa cosa!»

«Ehi piuttosto, ora datemi voi il soprannome però.»

«Te lo dò io, amore. Il Daring Crow. Il nostro corvo coraggioso e temerario. Non vedo soprannome migliore per te.»

Urla e risate

«Ohhh che carino il nostro Corvo... Ahi, Sylmy. Le gomitate fanno male!»

«Ehm, scusate, ecco la birra.»

«Oh, finalmente! Ho la gola secca. Presto, brindiamo e diamoci sotto con l’alcol.»

«Fermo là. Siamo tedeschi, no? Dobbiamo perfezionare ogni dettaglio della nostra Fratellanza. E ci serve una catchphrase, o motto, che renda al meglio il significato di quello che siamo e che vogliamo mostrare alla gente.»

«Uhm. Qualcosa come “Siamo qui per spaccarvi il culo”, insomma.»

«Eh eh, più o meno. Ma forse meglio qualcosa di diverso rispetto al solito proclama di battaglia da spacconi. Qualcosa che incarni il vero spirito della Fratellanza del Corvo. Tipo... All are one...»

«And one is all...»

«Giusto.»

Rumore e brusio.

«Ok. Side by side...»

«Uhm... Eh? Ah... B-battle fall?»

«C-cosa?!»

«Dai, capitemi. Volevo dire "la battaglia chiama". Come si dice in inglese?»

«The battle calls.»

«La Fratellanza del Corvo... Tutti sono uno, e uno è tutti. Fianco a fianco, la battaglia chiama. E’ perfetto.»

«Già.»

«Sarà questo il nostro motto d’ora in poi.»

«Bene. Ma ora brindiamo, su!»

«Amici per sempre?»

«Amici...»

«Amici per sempre. Skol!»

Forte brusio e schiamazzi

«Aspettate. Manca un'ultima cosa.»

«Eh?»

«Dai, facciamoci una foto!»

Rumore di sedia spostata

«Ehi, scusa, ci puoi fare una foto? Grazie.»

«S-si!»

«Quando siamo pronti premi questo tasto del cellulare. Facilissimo.»

«Ok. P-poi potreste farmi un'autografo? Sò chi siete e vi adoro. Siete i miei eroi.»

«Ma certo, figurati.»

Rumore e brusio.

«Forza. Tutti di qua, ognuno accanto all'altro.»

Rumore di sedie spostate

«Uff...»

«Ecco qua. Pronti? Sorridete...»

Click!

«Perfetto.»

Rumore di sedie spostate

«Bravo, è venuta molto bene. Anche se al solito il mastino non ha sorriso. Comunque questa la stampo e vi faccio una copia ciascuno da conservare come ricordo. Ora, facciamo un autografo a questo ragazzo.»

«Ovvio. Scusa, ti va bene su un tovagliolo? Non abbiamo carta...»

«Tranquil...»



Rumoroso ingresso di gente che canta

«Ma che è sta roba?!»

«Sig?»

«Brutta gente, Sylmy. Brutta gente.»

Urla e gente che canta

«Ecco, ci mancavano pure le teste rasate in questo posto caotico.»

«Che casino. Sig, ce ne andiamo?»

Rumore di sedie spostate

«Oh... Dove vai Gunther?»

«Dobbiamo festeggiare in modo degno ed eroico la nascita della Fratellanza del Corvo, no? Vado a procurar battaglia.»

«Oden. Ti prego...»

Urla e gente che canta

Boccale svuotato e sbattuto sul tavolo

«Tenetevi pronte.»

Urla e gente che canta

«Ehi! Fatela finite di blaterare canzonacce, nazisti inutili!»

Lungo silenzio

«E tu che cazzo vuoi?!»

«Ma chi sei, vecchio?»

«Io sono il Mastino della Baviera, e a casa mia non sono tollerati i nazisti. Levatevi di torno, o per voi finirà male.»

«Ma brutto vecchiaccio bavoso e muscoloso, chi credi di spaventare, eh?!»

«Siamo forti noi!»

«E siamo tanti. Addoss... Ouch!»

«Centro.»

Rumore di sedie spostate

Rumore di rissa

Sedie e tavoli rovesciati

Urla e grida di rabbia

«Silmy...»

«Nildy...»

«Diamo una mano ai nostri compagni?»

«Ovvio!»

Rumore di sedie spostate

Rumore di sedie lanciate

«Beccati questo, idiota!»

Forti urla e schiamazzi

«Ehi, ma non finiscono mai?!»

«Bella storia, qui dentro è una bolgia. Se le stanno dando tutti di santa ragione...»

«Adoro serate come queste!»

Forte rumore di rissa

«Beh, almeno è un allenamento che potrebbe tornare utile in futuro. Magari un giorno finiremo in una federazione hardcore e ci toccherà malmenare la gente in questo modo.»

«Bah! Se ci vedesse il signor promoter finiremmo nei guai.»

«Macchè, figurati se quello viene fin qua a bere. Starà a contare i soldi come al solito.»

Forti urla e schiamazzi

«Occhio alle spalle!»

Rumore di bottiglie spaccate

«Visto!»

Grido di dolore

«Pericolo eliminato.»

Forti urla e schiamazzi

Forte rumore di rissa

Lieve rumore di sirene

«Fermi tutti! La polizia.»

«Ahi. Si mette male.»

«Forza, usciamo di qui!»

Rumore di sirene

«Dai Mastino, smettila di picchiare quei deficienti, non lo vedi che non ne possono più?!»

«Proprio ora che mi stavo divertendo! Questi nazisti sono proprio molli...»

Grida e schiamazzi

Rumori di spinte e imprecazioni

«Non di là! Dal retro presto!»

Forte rumore di sirene

«Eccoci!»

«Ehi voi, fermatevi! Polizia!»

Passi veloci in corsa

«Correte, forza!»

«Via! Nildy!»

«Inseguiti dalla polizia. Peggior inizio di sodalizio tra eroi di tutti i tempi direi...»

Passi veloci in corsa

«Ragazzi, vi voglio bene!»

«Anche noi, Mastino. Anche noi...»

«Si... Soprattutto se non ci fai arrestare.»

«Corri, Mastino, corri!»

Rumore di persone che corrono.

Lieve rumore di persone che corrono.

Silenzio.



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Spoiler:


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Quella sera Sigfried, Gunther, Sylmeria e Brunild non furono arrestati. Dopo una lavata di capo da parte del promoter Gerard Dassler, i quattro combatterono regolarmente il giorno dopo, elettrizzando i fan con l’annuncio ufficiale della nascita della Bruderschaft Der Krahe.

Nei due anni successivi alla sua formazione, la Bruderschaft Der Krahe mietè una serie impressionante di successi in European Championship Wrestling, diventandone ben presto la fazione più dominante.

Sigfried Jaeger, il Deadly Crow, fece suo per due volte l’ECW World Championship, consacrandosi come il Best from the West.

Gunther Schmidt, il Brutal Crow, assieme a Sigfried dominò la categoria Tag Team, con tre regni da campione di coppia.

Brunild Wagner, lo Smiling Crow, divenne la più giovane vincitrice dell’ECW Women’s Championship, vincendo per ben tre volte il titolo in due anni.

Sylmeria Sorensen, il Daring Crow, si scambiò più volte la cintura con Brunild Wagner, realizzando inoltre il regno più lungo della storia del titolo femminile della federazione.

Messi più volte l’uno contro l’altro, i membri della Bruderschaft Der Krahe si mantennero leali alla loro amicizia, combattendo senza risparmiarsi e condividendo i successi e le sconfitte, senza rimorsi o rancori reciproci.

Dopo qualche mese, lo spogliatoio che i quattro wrestler condividevano fu denominato da fan e addetti ai lavori come la “House of Heroes”, in omaggio al valore dei membri della Bruderschaft Der Krahe.

Ancora oggi, a ben cinque anni dalla sua fondazione, la Bruderschaft Der Krahe combatte e furoreggia più che mai sui ring più importanti del mondo.











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«This, is Our World.»


The End
















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Next Time, on Valhalla Chronicles Origins:



«Mi dispiace ragazzi, ma la trattativa è sfumata.»


«Alla TWNA non sanno proprio cosa si sono persi...»


«Sig, sei vivo?»


«C’è da dire che qui fanno le cose in grande per davvero.»


«Chiamala casetta in disuso, è enorme!»


«Siete proprio fuori di testa, mi piace.»


«Mi sa che il Giappone è da escludere, vero Mastino?»


«O tutti o nessuno. Sarà sempre così per noi.»


«Eddai Riki, smettila di beccare il Mastino.»


«Sigfried, devi fare quello che ti dice il tuo cuore. Fidati di te stesso, non sbaglierai mai.»




The Calm before the Storm - The Bruderschaft Der Krahe Story #2


Ultima modifica di Elban Rattlesnake il 24/11/2016, 11:01, modificato 2 volte in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 13/05/2016, 19:42 
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Prelude

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DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Ci troviamo sulla Frye, il quartier generale mobile del Freedom Club, fazione comandata da Madison Grimes, la madre di Chris, Alisa e Rachel Drake.

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Le immagini si spostano rapidamente all'interno dello yatch, precisamente in un salotto dove troviamo Alisa seduta su una poltrona mentre fissa il vuoto e si mangiucchia le unghie.

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Passa qualche secondo ed una porta si apre, permettendo l'ingresso di Madison Grimes.

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La donna sorride leggermente verso la figlia che ricambia il sorriso, ed ora va a sedersi su un divanetto vicino alla poltrona dove è Alisa.

Madison: Scusa il ritardo tesoro, ero al telefono con Alex. Sono arrivati al Port Of Los Angeles.

Alisa: Tranquilla mamma.

Le due si scambiano un nuovo, leggero, sorriso.

Madison: Allora piccola, raccontami cosa è successo in questa settimana con Chris...

Miss Drake sospira.

Alisa: Come hai potuto vedere lo scorso venerdì ad Indoor War, Chris mi ha colpita per sbaglio con Evie...

The Wolf Dame si slaccia la camicetta che indossa mostrando diversi cerotti sparsi da sotto il collo fino alla parte superiore del suo reggiseno.

Madison: Ti fa ancora male Ali?

La ragazza richiude la camicia.

Alisa: No. Le ferite si sono ormai cicatrizzate e ci vuole molto di più per abbattermi. D'altronde hai visto anche tu il Last Woman Standing contro Samantha Hart...

Miss TWD accenna un sorrisetto soddisfatto, ma poi una nuova espressione malinconica si fa largo sul suo viso.

Alisa: Ciò che mi fa realmente male sono le ripercussioni psicologiche che ha avuto Chris dopo quella mazzata. Dopo quel fattaccio Chris è totalmente impazzito e durante la diretta di Indoor War se l'è presa prima con due wrestler che stavano per debuttare in TWC, infortunandoli gravemente, e poi ha tentato di uccidere Jack Keenan con una mazzata sulla testa.

Madison: Uccidere? Pensavo che le sue parole fossero solo delle classiche intimidazioni da wrestler...

Alisa: Lo pensavo anch'io, ma dopo aver visto la follia vera nei suoi occhi e quel tentativo di decapitare Jack, sto iniziando seriamente a credere che Chris sia in grado di uccidere nel caso la situazione lo richieda.

Mrs. Grimes arriccia un labbro.

Madison: Già una delle mie figlie è un'assassina e non posso permettere che ciò accada anche a Chris.

Alisa: Io non riesco a capacitarmi come tu possa considerarla ancora tua figlia?

Madison: Rachel è e resterà per sempre mia figlia Ali, così come è e resterà per sempre tua sorella. Comunque non divaghiamo, voglio sapere come sta ora Chris.

La Legit Queen sospira nuovamente.

Alisa: Non riesce a guardarmi negli occhi e non riesce a toccarmi. Io ho provato a dirgli che è tutto apposto, ma il fatto che mi abbia nuovamente fatto del male fisico lo sta divorando dentro. Martedì scorso è tornato a casa e...

Le parole di Alisa assumono consistenza e le immagini sfumano...

Racconto di Alisa ha scritto:
Ci troviamo nel salotto di casa Drake, Woodbury, New Jersey.

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Seduta al computer troviamo Alisa Drake che sta scrivendo qualcosa nella Private Net del Freedom Club.

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La ragazza ha una vistosa fasciatura che le esce dal colletto della sua t-shirt, ed ora appare concentrata a scrivere al PC. Passa qualche secondo e la porta d'ingresso della casa si apre attirando la sua attenzione. Alisa spalanca gli occhi e si alza di scatto girandosi verso l'ingresso del soggiorno dove dopo qualche istante fa il suo ingresso il fratello Chris Drake.

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The Predator ha ancora indosso il suo ring gear, ha tutti i capelli scompigliati e sul viso mostra delle scure e profonde occhiaie. I Drake Siblings si scambiano uno sguardo, ma poi Chris abbassa la testa e si dirige verso le scale che portano al piano superiore salendole ed andandosi a rintanare nella sua stanza. Alisa mostra un'espressione amara per poi affacciarsi alla finestra e notare la macchina che Chris ha rubato ad Indoor War lasciata in maniera trasversale in mezzo la strada ancora a motore acceso. Miss TWD esce di casa e va a parcheggiare affianco al vialetto l'auto per poi spegnerla e notare qualcosa al posto passeggero...

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The Wolf Dame sospira nel vedere Evie, ma poi ne prende possesso e la porta dentro casa mettendola dentro al portaombrelli. Fatto ciò la giovane lancia un'occhiata all'Interpromotional World Wrestling Championship posato sulla libreria per poi salire al piano di sopra e raggiungere la stanza del fratello. Qui troviamo Chris, faccia immersa nel cuscino, che sta singhiozzando. Alisa mostra un leggero sorriso rassicurante e va a sedersi sul letto posando una mano sulla schiena del fratello che istintivamente scatta e si sposta lateralmente evitando il contatto fisico con la sorella. Miss Drake storce il labbro per poi iniziare a parlare al fratello maggiore...

Alisa: Chris...

C.Drake: Lasciami stare...

Alisa: Sei arrabbiato con me?

The Wild Dragon alza la testa di scatto puntando gli occhi spalancati verso la sorella.

C.Drake: A-Ali... Come puoi pensare una cosa del genere?

Il Woodbury Made lascia cadere nuovamente la testa sul cuscino, tenendo però lo sguardo puntato sulla sorella questa volta.

C.Drake: I-Io... Io... Io odio me stesso per quello che ti ho fatto Alisa.

La ragazza mostra un'espressione amorevole per poi allungare nuovamente una mano per accarezzare il fratello, ma quest'ultimo sgrana gli occhi e si scansa nuovamente. Alisa ritrae la mano e mostra una leggera smorfia...

Alisa: Chris... Non devi odiarti per ciò che è successo. Sono cose che possono capitare nel wrestling, e tranquillo che io sto bene.

Chris si alza di scatto dal letto e tira un potente pugno contro un muro, crepandolo.

C.Drake: NO ALISA, NO! Queste sono cose che NON DEVONO capitare mai più!!! Lo scorso luglio io ti ho aggredita al centro di quel cazzo di ring, io ti ho fatto del male fisico e psicologico, ed il rimorso per quelle azioni mi perseguiterà per il resto della mia vita! Io voglio redimermi da quel fattaccio, e per farlo mi sono ripromesso di non farti soffrire più per colpa delle mie battaglie, ma cazzo... CAZZO, lo scorso Indoor War per colpa della mia sete di vendetta su Jack Keenan sei finita vittima della mia foga!

Pugno! Pugno!!! PUGNO!!! Il muro si incrina ancora di più.

C.Drake: Volevo redimermi dall'atroce sfregio che ti ho fatto la scorsa estate, ma invece ho ripetuto lo stesso errore marchiandoti con Evie!

La ragazza si alza mentre il fratello tira un altro pugno al muro lasciando la mano nell'insenatura creata. Alisa si avvicina lentamente a Chris che ora singhiozza a testa bassa...

Alisa: Io non ti porto rancore per ciò che successe ad Indoor War dodici, lo sai, così come sai che non fu colpa tua e perciò non hai nulla per cui redimerti.

Miss TWD allunga una mano sfiorando il viso del fratello che ritrae la testa all'indietro e punta lo sguardo in quello di Alisa.

C.Drake: Se vuoi un consiglio da colui che ti ama più di qualsiasi altra cosa al mondo Ali, sbattimi fuori di casa. Allontanami per sempre dalla tua vita e smettila di perdere il tuo tempo dietro ad un folle bastardo bipolare, non ne vale la pena. Tu meriti di essere felice, e con me non potrai mai esserlo davvero poiché sono in grado di portare solo dolore.

Mentre Chris parla gli occhi di Alisa si fanno lucidi.

Alisa: Non è vero Chris. Tu non sei un folle bastardo bipolare, tu sei mio fratello e sei colui che io stessa amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, e mai ti allontanerò per essere felice poiché solo con te riesco ad esserlo realmente.

La ragazza passa una mano su un braccio del fratello, e quest'ultimo dopo averla guardata viene preso da un brivido e si scansa nuovamente per poi uscire dalla stanza e lasciare da sola Alisa che mostra uno sguardo triste e scuote leggermente la testa...


Le immagini ritornano nel salotto all'interno della Frye...

Alisa: Nei giorni seguenti ha sempre evitato il contatto fisico e mi ha parlato a malapena. Il rimorso per le sue azioni passate e presenti lo stanno divorando dentro...

Mrs. Grimes si gratta il mento.

Madison: Non è solo questo. Chris ha paura delle sue azioni future.

Miss Drake punta lo sguardo sulla madre.

Madison: Lui con te ha il precedente della scorsa estate mentre a Path Of Legends in uno scatto d'ira ha aggredito l'altra sua sorella che per quanto possa essere una stronza è pur sempre sua sorella. Chris è intimorito dal fatto di non poter controllare la sua parte più sadica e violenta, e teme per la tua incolumità.

Alisa: E che cosa dovrei fare io?

Madison: Dimostragli che The Dragon non può farti del male. Martedì sulla Private Net mi stavi giusto parlando di come Chris si stia riavvicinando a Samantha Hart, e magari la cosa è correlata al fatto che lui non ha paura di ferire una tipa tosta come Samantha, e quindi è attratto dalla sua forte personalità.

Miss TWD mostra un'espressione incredula.

Alisa: Mi staresti dicendo che dovrei diventare come quella stronza?

Madison: Niente affatto Ali, tu sei tu e lei è lei. Devi semplicemente dimostrare a tuo fratello di non essere più una ragazzina indifesa, ma che al contrario sei una combattente in grado di difendersi da sola. Il match a Path Of Legends è l'esempio emblematico, visto che tu sei finita in ospedale mentre Samantha poco più di due ore dopo era nel ring e prendere a calci Kid The Wizard. Ai suoi occhi tu sei ancora la ragazzina di undici anni che deve proteggere da un mondo infame mentre Samantha è una guerriera capace di competere con il lato più oscuro della sua personalità.

La Legit Queen resta pensierosa per qualche istante per poi guardare nuovamente Madison.

Alisa: Forse hai ragione...

Le due si scambiano un leggero sorriso mentre sentiamo la nave fermarsi. Madison annuisce per poi alzarsi.

Madison: Siamo arrivate, che ne dici di dare il bentornato al nostro amico?

Miss Drake si alza ed annuisce. Le due lasciano il salotto e raggiungono il ponte della Frye che sta attraccando al Port Of Los Angeles.

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Nel frattempo che la Frye ultima le operazioni di attracco vediamo che sul ponte c'è anche Sasha Hart in compagnia di un ragazzo.

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Alisa: Credo che la giovane Hart abbia un debole per De Santa.

Madison: Probabile, e penso che anche a lui piaccia. D'altronde sono i due più giovani in questa nave ed è naturale che si trovino. L'importante è che questa cotta non influisca con le missioni di Miguel per conto del Club.

Mentre le due parlano vediamo che poco a poco tutto l'equipaggio della nave raggiunge il ponte.

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I membri del Freedom Club, tra cui riconosciamo Deryck ed Alexandra, raggiungono Alisa e Madison, ed ora che la Frye attracca vediamo una figura risalire la rampa d'accesso alla nave...

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Kid The Wizard, raggiante e sorridente, osserva tutti i presenti.

KTW: Signore e signori non spaventatevi per il suo cambiamento fisico, probabilmente lo avranno violentato in prigione, ed aiutatemi a dare il bentornato al nostro amico, Nathan Auditore!

Ed ecco che al fianco di Wiz fa la sua comparsa Nathan Auditore.

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The Last Mentor appare invecchiato rispetto alla scorsa estate, ed ora osserva tutti i presenti muovendo lentamente gli occhi.

Nathan: Ragazzi. Ragazze. E' un piacere rivedervi.

Ed ecco che un forte applauso viene tributato a Nathan da tutti i presenti. Alisa appare piuttosto emozionata nel vedere Nathan, ed anche Madison mostra degli occhi leggermente lucidi. Nathan annuisce nel vedere questa dimostrazione d'affetto da parte del Freedom Club ed intanto le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 13/05/2016, 21:54 
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Not a Crystal Lake Tale


Muskegon, Michigan. Ore: 1 e 30, PM. Data: Venerdì 13 Maggio. Le telecamere inquadrano un vicolo di periferia. In fondo ad esso vediamo una figura che non riusciamo a distinguere, appoggiata al muro. Il cameraman non indugia su di lui, ma su alcuni passi che provengono dalla direzione opposta.

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Kevin Manson cammina a passi veloci, tenendo le mani in tasca. The Animal sfoggia il solito abbigliamento: maglietta smanicata nera, pantaloncini dello stesso colore con un logo TWC a sinistra, ginocchiere, bende alle mani e stivali da wrestler.

KM: Dovrebbe essere questo.

La telecamera lancia un rapido zoom sull'individuo appoggiato al muro, che ora osserva il Painmaker avvicinarsi sempre di più.

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La figura si rivela essere Paul Myers. Quest'ultimo, dal canto suo, sfoggia una maglietta maniche corte blu, jeans piuttosto attillati del medesimo colore e pesanti anfibi neri. Incrocia le braccia, sospirando.

PM: Dovrebbe essere lui.

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Gabbia per uccellini

Una gabbietta di legno fatta a mano, utilizzata solitamente per contenere, allevare e trasportare piccoli uccelli. Il legno è umido e la superficie ha crepe ed incisioni, come se fosse stata abbandonata in mezzo alla natura dal proprio padrone. E' vuota: l'uccellino è volato via. Fuori dalla campana di vetro il mondo ignoto può riserbare più d'un pericolo, ma il gusto della scoperta permea l'indole animale. E non solo.
Chissà se la gabbietta avrà mai un nuovo proprietario. O un nuovo abitante. La vita, d'altronde, è un circolo vizioso. La polvere non copre mai interamente la carne.


Dopo qualche secondo, ecco che le due figure si avvicinano. Le telecamere inquadrano una porta posta dietro a Myers, con un'insegna in metallo arrugginito che recita "Proprietà privata". Kevin Manson squadra l'uomo che proclama di avere informazioni importanti sul suo passato, rimanendo a mezzo metro circa di distanza da lui.

PM: Ehi, Kev! Ce ne hai messo di tempo!

KM: Ehi.

Paul sorride, mentre l'espressione del Tear Suppressor rimane glaciale e quasi assente. Myers accenna una smorfia.

PM: Andiamo, Kevin! Ho pure citato la storia del metterci tanto tempo. Dovrebbe essere una roba simpatica. E poi, avvicinati pure, non mordo eh!

Il Painmaker è impassibile.

KM: Stai dando per scontato che il fatto che io abbia accettato quest'incontro ci renda automaticamente amici. Mi dispiace dirtelo, ma ci vuole molto di più per guadagnare la mia fiducia.

L'espressione facciale di Paul Myers muta improvvisamente, diventando seria tanto quanto quella del suo interlocutore.

PM: Ho come l'impressione che tu abbia la memoria corta.

KM: Io ho come l'impressione che tu voglia farmi innervosire.

Myers porta le mani in avanti, mostrando i palmi a Manson, quasi discostandosi fisicamente dall'accusa.

PM: Ma fammi il piacere! Kev, devi smetterla di rimanere sul piede di guerra sempre e comunque. Non fa bene nè al fisico, nè alla psiche.

Manson digrigna i denti.

KM: Stai per caso cercando di darmi dello psicopatico?

Paul sospira, alzando gli occhi al cielo.

PM: No, e se tu credessi davvero che quella sia la mia intenzione non saresti qui. Eppure, siamo a mezzo metro l'uno dall'altro. Non ti sto chiedendo di essere simpatico, Kevin. Assolutamente no. Soltanto collaborativo. Dovremo passare insieme come minimo un pomeriggio, e suppongo che ci sia un sacco di lavoro da fare. Quindi, potresti evitare di rendere le cose più difficili? Sul serio, te lo chiedo per piacere. E' per il tuo bene.

Kevin emette un flebile risolino sarcastico.

PM: Beh, almeno non hai protestato apertamente. E' un inizio.

Myers estrae un mazzo di chiavi dalla tasca e ne gira una nella toppa. Si sente il rumore di una serratura sbloccata, poi la porta si apre. Paul indica a Manson l'ingresso.

PM: Prima gli ospiti?

The Animal lascia cadere la domanda ed entra a passi veloci. Paul lo osserva per qualche secondo, scuotendo leggermente la testa, poi si sbatte la porta alle spalle e raggiunge a passi veloci Kevin.

PM: Ho chiuso una porta facendo del male ai miei timpani. Dovresti essere fiero di me.

Manson lo ignora, osservandosi intorno. La stanza è illuminata da un paio di finestre e qualche lampadina. La maggior parte di esse non funziona più, rendendo l'ambiente piuttosto buio per essere primo pomeriggio. Al centro della piccola sala troneggia un ring consunto.

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Paul abbozza un sorriso dal lato destro della bocca, poi dà una pacca sulla spalla di Kevin, che si scansa.

KM: Piuttosto vecchio.

Myers abbassa il capo, passandosi una mano sul volto e sospirando leggermente.

PM: Lo è.

Il Painmaker rimane immobile per qualche secondo.

PM: Kev? Tutto bene?

KM: Non farci caso. Il fatto che io non ti stia guardando non vuol dire che non ti stia nemmeno ascoltando. Quindi, qualche idea per l'allenamento?

PM: Pensavo, almeno inizialmente, di lasciarti fare ed essere un supervisore del tuo metodo di allenamento. A roba più specifica ci arriveremo. Abbiamo tempo.

KM: Quindi sono arrivato fino a qui per fare quello che potrei fare benissimo da solo, ma in una miglior...

Kevin si interrompe. Paul corruga la fronte. Dopo qualche altro istante di esitazione, il Tear Suppressor si avvia a passo spedito verso al ring, salendo sull'apron e fermandosi di nuovo per qualche secondo a tastare la consistenza delle corde.

PM: Qualcosa che non va? Le corde non sono abbastanza tirate?

Il Painmaker lo ignora, poi entra sul quadrato vero e proprio passando tra la seconda e la terza corda. Da lì prende alcuni rebound, poi si china accarezzando il tappetino del ring con la mano sinistra e continuando a sfregarsi indice e medio di quella stessa mano. Myers, accigliato, decide di entrare anche lui sul quadrato.

PM: Kev -

KM: Possiamo cominciare.

Attimi di silenzio.

PM: Uhm, ok, quindi... Fai come se non ci fossi, insomma. Come se fosse semplicemente un altro allenamento.

The Animal annuisce quasi impercettibilmente, poi ricomincia a prendere dei rebound, rimbalzando ripetutamente ed a velocità sempre crescente contro tutti e quattro i lati del ring. Questo va avanti per circa un minuto, poi Kevin inverte il senso di corsa, sotto gli occhi attenti di Paul. Passa un altro minuto. Il Painmaker si ferma e si rivolge a Myers.

KM: C'è un bersaglio?

Spoiler:
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Vecchio sacco da boxe

Vecchio sacco da boxe di cuoio. E' un regalo. A una wrestler, da una persona che il wrestling non l'ha mai nemmeno seguito. Il sacco stesso lo nasconde: è molto più utile per qualsiasi altra disciplina sportiva di combattimento, e sarebbe persino considerato superfluo da alcuni puristi del wrestling pionieristico.
Forse non sarà l'attrezzatura migliore a disposizione, ma può essere utilizzata da chiunque in modo intuitivo. L'ideale per un allenamento in coppia. Inoltre, ha un enorme valore affettivo. Che il tempo l'abbia eliminato? A questa domanda, purtroppo, non è dato avere risposta.


PM: Intendi qualcosa da prendere a botte?

KM: Precisamente.

PM: Beh, dovrebbe, ma non sarebbe meglio riscaldare almeno muscoli ed articolazioni prima? Non so, stetching? Flessioni? Piegamenti?

KM: Mi annoiano. L'importante, nel wrestling, è infliggere dolore.

Paul scuote la testa, poi avanza controvoglia verso una porticina. La apre, avendo accesso ad un piccolo ripostiglio più simile ad un armadio che ad una stanza vera e propria. Da lì estrae un sacco da boxe, che imbraccia e lancia al centro del ring alla bell'e meglio.

PM: Ci devo attaccare una foto della faccia di Leon Black o va bene così?

Kevin ridacchia.

KM: Non si può dire che tu non sappia come motivare qualcuno.

Myers tira una cordicella ed un gancio si abbassa dal soffitto, spinto probabilmente da un raffazzonato meccanismo di leve. Manson prende il sacco da boxe e lo attacca al gancio, facendolo rimanere sollevato di circa trentacinque centimetri da terra.

PM: Vediamo cosa sa fare.



Destro. Sinistro. Destro. Sinistro. Sinistro. Sinistro. Destro. Ginocchiata destra. Pugno sinistro. Calcio sinistro. Calcio destro.

Nessuno. Nessuno è meglio di me.

Pugno destro. Pugno sinistro. Calcio destro. Calcio destro. Ginocchiata sinistra. Ginocchiata destra. Testata. Testata. Testata.

Io non ho limiti. Non ho fardelli. Non ho pietà. Non posso averne!

Pugno destro. Testata. Calcio sinistro. Calcio destro. Lariat destro. Testata. Testata. Lariat sinistro. Backhand Punch destro.

L'unica cosa di cui ti importa, Kevin, sei tu. Le amicizie sono accessorie.

Enziguiri Kick destro. Calcio destro da terra. Calcio sinistro da terra. Testata rialzandosi. Pugno destro. Pugno destro. Pugno destro.

No, cazzo. Le amicizie non sono accessorie. Gli amici sono importanti. Ma non quando sono su quel ring.

Superkick destro. Superkick sinistro. Superkick destro. Superkick sinistro. Superkick destro. Superkick sinistro. Superkick destro. Dropkick. Gomitata sinistra all'indietro rialzandosi.

Se dovrò fare del male a Michael Edwards, non mi farò problemi. Se dovrò fare del male ad Andy Moon, non mi farò problemi. Loro farebbero lo stesso al mio posto d'altronde.

Paul Myers osserva la scena con le braccia conserte ed un sorriso sul volto.

PM: Chissà per quanto potrà continuare con questi ritmi...

Pugno sinistro. Calcio sinistro. Ginocchiata sinistra. Testata. Ginocchiata destra. Calcio destro. Pugno destro. Dropkick più alto.

Convincerò tutti del mio valore. Moon, Edwards, Myers, Boom, Black, i fan, me stesso e persino... Lei...



Dropkick scoordinato, Kevin cade male con il cranio al tappeto. Myers, allarmato, corre goffamente sul quadrato cercando di aiutarlo, ma viene respinto da Kevin, che alza il braccio nella sua direzione.

KM: Non è nulla... P-posso... Continuare!

Kevin si rimette in piedi, barcollando e con le ginocchia molli.

KM: Dropkick più alto!

Dropkick tutto sommato decente di Manson, che poi rimane giù. Paul spalanca la bocca, ma prima di poter parlare vede The Animal rialzarsi di qualche decina di centimetri puntando i pugni al tappeto. Finalmente, il Painmaker è in piedi. Fortemente sbilanciato in avanti, cerca di posizionarsi in modo perfettamente frontale rispetto al sacco da boxe, rischiando anche di crollare.

KM: Dropkick... Più... Alto!

Dropkick di pregevole fattura. Manson non riesce più a proteggere il proprio corpo durante la caduta e atterra malamente con un tonfo, rantolando e portandosi la mano sinistra al collo.

PM: Kevin, smettila.

Paul Myers sospira amaro, poi va a rialzare Kevin... No. Viene fermato ancora una volta. Manson punta nuovamente i pugni. Trema. Cade, prono, la faccia a mangiare la polvere dei vetusti tappetini. I suoi occhi, lentamente, si chiudono.

Odore... Questo odore...

Cazzo Kevin forza su fermarti prima ti aiuto

KM: NO!

Kevin Manson, vicino allo svenire, apre gli occhi.

PM: Non fare pazzie!

Il Painmaker serra le mani a pugno, le punta a terra, riesce a mettersi in ginocchio.

PM: Kevin, non fare pazzie, cazzo!

Myers prova ad aiutarlo a rialzarsi ma evita a malapena un gancio destro di Kevin, che perde l'equilibrio e crolla di nuovo al suolo.

PM: Guardati! Non puoi andare avanti! Fatti aiutare!

KM: NO!

Kevin Manson si rimette in ginocchio cercando di freddare Paul con un'espressione feroce, tradita dalla vacuità degli occhi grigi del Tear Suppressor.

PM: K -

KM: ZITTO!

The Animal riesce finalmente a poggiare un piede a terra, spostando la maggior parte del proprio peso su di esso. Con una spinta, riesce a tornare in posizione eretta. Non senza difficoltà, bilancia il proprio peso ed il proprio baricentro su entrambi i piedi. Sputa verso la propria destra, respirando in modo affannato.

KM: M-Myers... Io posso... Andare avanti...

Kevin comincia a muovere le dita, cercando di riacquistare la sensibilità nelle mani.

PM: Kevin, guardami. E' da folli.

Manson sorride nervoso.

KM: Ora guardami tu, Myers. Sono in piedi. E sto per fare un altro Dropkick, finchè non raggiungerò l'altezza che voglio. Volevi vedere Kevin Manson allenarsi? Stai vedendo il Kevin Manson più determinato che tu potessi chiedere. Ritieniti fortunato. Io al tuo posto lo sarei. E se non sbaglio, hai appena parlato di follia. No, stavolta non ti urlerò contro. Non cercherò nemmeno di muovere questa carcassa verso di te per prenderti a calci in culo. Non sarebbe nemmeno lontanamente utile. Ora farò, anzi, dirò qualcosa che forse avrei dovuto dire molto tempo fa, ma non ho mai trovato le parole per farlo. E' una cosa che devo a me stesso, non a te.

The Animal continua a respirare con pesantezza.

KM: E' tutta una vita... Se di vita possiamo parlare, certo. Permettimi di correggermi. E' da quando ho memoria che continuo a vedere persone andare, venire e puntarmi il dito contro. Perfetti sconosciuti a cui ho sempre, sempre, offerto un sorriso. Persone che mi incuriosivano, persone che mi causavano simpatia, persone risucchiate dagli impegni e dalla routine, persone rumorose, persone calme, persone anonime, persone. Semplicemente, persone. La prima volta, mi sono visto puntare il dito contro perchè "troppo diverso". Ehi, ho pensato, sarà una coincidenza! E la seconda volta è successo di nuovo. E ancora. E ancora. E ancora. E ancora.

Kevin Manson chiude a pugno la mano destra, alzandola e mettendosela davanti alla faccia.

KM: I genitori allontanavano i bambini dicendo loro che non sarebbero dovuti diventare così. I vecchi mi guardavano dall'alto verso il basso pensando a come fossero migliori i loro tempi. Più in generale, chiunque mi ha sempre evitato. E sono rimasto solo. Immagino tu non abbia idea di cosa significa la vera solitudine. Nessuno lo sa. Nessuno sa cosa significa non avere una singola persona al mondo a cui rivolgerti. Continuare a vagare ed essere un estraneo in qualsiasi posto tu vada. Pensano che io mi sia scelto questa condizione? Probabilmente se io avessi avuto un passato alle spalle non sarebbe successo nulla. Ma.. Così non è, semplicemente. E nessuno all'infuori di me sa cosa significa costruirti una vita senza qualcuno che ti tenga in una campana di vetro e ti introduca al mondo.

Il Painmaker prende un lungo respiro.

KM: Così, finalmente ho realizzato una cosa. Io non sono nient'altro che una persona disperata. Se per voi è abbastanza per essere definito folle, sì, sono matto da legare. Sono un pazzo. Sono psicolabile. Ma a differenza di tutti quelli che mi circondano, non sono incoerente. Non combatto per l'eguaglianza e l'abbattimento dei pregiudizi per poi demonizzare tutte quelle cose appartenenti all'ambito della diversità che non mi renderebbero parte di un gruppo di uomini dalla mente aperta o che non mi permetterebbero di superare i quindici like su Twitter. Questa è la razza umana. Predica bene solo quando fa tendenza farlo. E io posso accettarlo. Mi considerino pazzo. Io diventerò il primo pazzo rispettato e benvoluto, il primo pazzo preso ad esempio dai bambini americani, il primo er... Il primo antieroe, pazzo. E sarò l'antieroe che abbatterà l'ipocrisia e la figura del superuomo perfetto ed invincibile. Questo è il mio sogno.

Kevin si posiziona di fronte al sacco da boxe.

KM: E per realizzarlo, sarò costretto a cominciare da un Dropkick molto alto. Quindi, non fermarmi.

Kevin Manson si morde le labbra, poi salta ed esegue un Dropkick leggermente sporco. Punta nuovamente le braccia per rialzarsi, finchè Paul Myers non gli si siede sulla schiena.

KM: Ti avevo... Detto... Di non fermarmi...

Myers sorride.

PM: Infatti non è ciò che sto facendo. Sto semplicemente rendendo più difficile l'allenamento. Così, magari, ti sentirai più leggero al momento di spiccare il balzo.

Kevin Manson rimane stupito per qualche istante, poi abbozza un sorriso. Eccolo cercare di rialzarsi, mugugnando.

KM: Cazzo, quanto pesi?

PM: Da che pulpito.

KM: Sai che quando mi metterò in piedi ti prenderò a calci in culo, vero?

Risata collettiva.

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Boccetta di profumo

Antica boccetta di profumo. Appartenuta quasi sicuramente ad una ragazza, deve aver avuto un costo piuttosto impegnativo al momento dell'acquisto. E' di esportazione francese: emana un odore inebriante, capace persino di alleviare i dolori. Certo, questo compito sarebbe sicuramente facilitato se alla fragranza fossero associate emozioni e ricordi positivi.
Seppur piuttosto delicato, si dice che qualcuno dotato di buon olfatto potrebbe continuare a sentirne l'odore a distanza di anni. Certo, sono in pochissimi a crederci, ma sono anche in pochissimi ad avere un buon olfatto per i profumi femminili di esportazione francese così datati.


(Transizione. baybee! E chiudete Broken Dreams se non l'avete ancora fatto)


Muskegon, Michigan. Ore: 6 e 30, PM. Data: Venerdì 13 Maggio. Kevin Manson e Paul Myers sono in palestra, seduti su una panchina.

KM: Io penso che dovremmo riprendere.

PM: Kev, hai già dato tutto. Vuoi collassare?

KM: Non lo sapremo mai senza provare...

Myers ferma Kevin mettendogli il suo braccio sinistro davanti.

PM: Dobbiamo ancora parlare di tattica. E' importante tanto quanto l'allenamento fisico.

Manson sbuffa.

KM: Hai mai lottato su un ring di wrestling?

PM: No.

KM: Quando si dice "essere in ottime mani".

Paul alza un sopracciglio.

PM: Tu non hai idea di quanti suggerimenti potrei darti. Anche soltanto su come allenarti.

Kevin corruga la fronte.

KM: Che ha il mio allenamento che non va?!

PM: Il fatto che tu ignori completamente qualsiasi fondamento di base. Vedi, Kevin, per te allenarti è prendere qualche oggetto duro e picchiarlo finchè non vi spaccate tu o lui. Ehi, non nego che sia un buon allenamento di resistenza e striking, ma non bastano.

Manson continua ad osservare Myers, scettico.

PM: Dannazione, Kevin, tu sei uno che si fa prendere dall'istinto e dall'adrenalina. Basta vederti combattere una volta per capirlo. Il bello è che sei anche in grado di fare manovre di sollevamento piuttosto pregevoli, sei piuttosto veloce per la tua stazza e se necessario non ti fai problemi a lanciarti dalle corde per sopraffare l'avversario, ma... Potresti semplicemente fare di meglio.

KM: Tipo?

PM: Tipo eseguire proiezioni, cadute e sollevamenti senza dover pestare l'avversario. Fai molta fatica contro chi è abbastanza cosciente da opporre anche solo un minimo di resistenza, o contro qualcuno concentrato che non puoi cogliere di sorpresa. Poi, potresti essere semplicemente più veloce. Allenando la tua corsa avresti una maggior tenuta aerobica e all'occorrenza una maggior forza propulsiva per le tue manovre di rincorsa. Non puoi avvalerti solamente della stazza e della spericolatezza, una Cannonball sbagliata può farti perdere un incontro. Infine, se tu ti allenassi in controllo del corpo, equilibrio, distensione muscolare e stretching, avresti una maggior padronanza dal tuo corpo e potresti essere più efficace nelle manovre aeree, oltre ad evitare il pericolo di romperti il collo ogni volta che provi ad andare per un Phoenix Splash.

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Panchina di legno

Una panchina di legno stranamente pulita, che pur avendo visto molti anni passare dinnanzi a sè ha avuto la fortuna di non essere stata imbrattata se non in qualche punto trascurabile. Luogo d'incontro di anziani che leggono il giornale, giovani amici dopo la scuola, coppiette che cercano un posto comodo per estraniarsi dal mondo circostante... Ma anche rimproveri sulla pulizia d'esecuzione di una data manovra.
E se alcuni punti coincidessero?


The Animal abbassa lo sguardo, grattandosi il mento.

KM: Ok, l'abbiamo capito, segui i miei match.

PM: Vuoi che il tuo Dropkick diventi effettivamente decente o no?

Manson alza gli occhi al cielo.

KM: Colpo basso.

PM: Sappiamo entrambi che il tuo intero piano di battaglia si basa sui colpi alla testa, devi saltare più in alto per raggiungere il cranio dei tuoi avversari.

Kevin annuisce.

KM: Ok, potrei prendere questi consigli in considerazione.

PM: Sarà meglio, perchè non è tutto. Abbiamo appena citato il tuo piano di battaglia, no? Secondo me devi migliorare nella gestione delle fasi di vantaggio. Se l'avversario è a terra e non vuoi dargli tempo per recuperare, cosa fai? Lo colpisci con degli Stomp. Il che non è una cosa sbagliata, ma alla lunga una persona si abitua il dolore. In una raffica di pestoni furiosi, quanti colpi davvero importanti pensi di portare a segno? Spesso, nessuno. A forza di prenderle, uno si abitua al dolore. Ecco, secondo me dovresti utilizzare più mosse di sottomissione: non dico per forza cose elaborate, anche se non sarebbe per niente male, ma almeno qualche Headlock. Ora che ci penso, mi pare che tu abbia smesso di farle dai tuoi match contro Leon Black. Hai visto che non funzionavano e le hai abbandonate. Dico bene?

Il Painmaker si fa scuro in volto.

KM: Possibile.

PM: Beh, Kevin, è normale che fossero inutili su un escapista di più di due metri e dieci. Ma qui arriviamo ad un punto importantissimo del discorso: all'infuori della mera tecnica, non devi costruire il tuo intero stile di combattimento su Leon Black. E' una cosa stupida. Se stai combattendo contro di lui, ok, ma devi saperti adattare a seconda dell'avversario. Non puoi pensare di trattare un Andy Moon come un gigante indistruttibile.

KM: Buffo che tu mi nomini proprio lui, tra tutti i possibili esempi.

PM: Nulla è casuale.

Manson fa una smorfia.

PM: Ti dà fastidio, per caso?

Silenzio. Paul Myers sospira, serio.

PM: Kevin.

KM: Dimmi.

PM: Ho capito il tuo punto debole.

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Pedina di un cavallo

Pedina di un cavallo utilizzata nel gioco degli scacchi. Pare che i movimenti ad L di questa stessa pedina fossero i punti di forza di un giovane giocatore, campione a livello regionale. Non è mai riuscito a difendere il proprio titolo: non si è più presentato a nessun'altra competizione dopo essersi confermato per la seconda volta campione junior in Michigan, tra lo stupore generale.
I giocatori più esperti sono incuriositi dai possibili movimenti di questa pedina e i loro risvolti tattici combinati agli altri pezzi, mentre una minoranza dalla personalità del proprietario. Per essere razionali e lucidi al massimo, bisogna rifuggere qualsiasi tipo di emozione? Possono coesistere? O uno dei due aspetti è necessariamente negato dall'altro? Cosa ne è stato del giovane giocatore? Che abbia effettuato la suddetta transizione?


Questa conversazione...

Kevin corruga la fronte.

KM: Ossia?

Paul si prende alcuni secondi.

PM: Le tue amicizie.

L'espressione di Manson diventa di sgomento.

Non l'ha detto davvero... Era solo un sogno... E' SOLO UN SOGNO!

Myers sospira.

KM: Scusami, devo aver sentito male.

PM: No, Kev. Hai capito perfettamente. Il tuo più grande punto debole sono le tue amicizie.

Attimi di silenzio, con il Painmaker che abbassa lo sguardo facendo una smorfia rabbiosa e divenendo rosso in volto.

PM: Non fare così, Kevin. Non è colpa tua. Capisco come tu ti senta, capisco il tuo bisogno di avere qualcuno al tuo fianco...

KM: No, tu non capisci. Nessuno capisce. NESSUNO!

Paul appoggia una mano sulla spalla di Manson.

PM: Kev, calmati.

Il Tear Suppressor si scosta, ringhiando debolmente.

KM: No! Che cazzo vuoi che io faccia?! Che li abbandoni tutti?!

Il Painmaker si siede per terra, mettendosi le mani sul volto e nei capelli. Paul scuote la testa, poi gli si siede di fianco.

PM: Cosa hanno fatto loro per avvicinarsi a te? Poco o nulla. E' questo ciò su cui vorrei che tu riflettessi. Capisco il tuo bisogno di avere qualcuno di fianco. La solitudine ormai ti ha reso impossibile di analizzare le persone con un occhio critico. Basta che qualcuno si avvicini a te perchè entri nelle tue grazie.

Manson ridacchia nervoso, sempre con le mani davanti al volto, poi rivolge un'occhiata di fuoco a Myers.

KM: Ti sbagli. Tu non rientri nemmeno lontanamente nelle mie grazie.

Paul risponde con uno sguardo altrettanto duro.

PM: Già, questa cosa è divertente. Io mi sto sbattendo come un cane per inseguirti, ti sto aiutando, ti sto ritirando su da questo pozzo di mediocrità ed autocommiserazione in cui ti sei lanciato, e in cambio cosa ottengo? Solo sfiducia. Io non posso sbagliare una singola parola, ma i tuoi amiconi sì a quanto pare. Io, che mi limito a dirti la verità per il tuo bene, mi prendo un Superkick in faccia. Loro, che ti ignorano, ti sottovalutano completamente e cercano di pestarti i piedi ogni volta, trovano sempre il tuo perdono. Da quanto tempo Edwards o Moon non si sono preoccupati di te? Da quanto tempo non ti vengono incontro vedendo le tue difficoltà? E' impossibile non notarlo. Sei sull'orlo di una crisi. Eppure, tutto tace. Loro non vedono. Non vogliono vedere. O più semplicemente, non gli interessa di vedere.

Kevin fa per rispondere, ma Myers lo ferma con un cenno della mano.

PM: Basta pensare a come avete legato. Tu e Moon vi siete incontrati su un aereo e lui, per mantenere l'unità del fu State of Anarchy, ha cercato di metterti a tuo agio offrendoti la sua comprensione nella discussione con Leon Black. Edwards invece è venuto a parlarti sul tetto di un palazzo, dopo averti denigrato per secoli, e quando si è accorto di non essere alla tua altezza è venuto a cercare pace. Non ti rendi conto di come ti abbiano usato? Non ti rendi conto che non hanno fatto nulla per guadagnarsi la tua fiducia e la tua lealtà? Evidentemente no. Pare che io abbia avuto la sfortuna di capitare in un momento sbagliato, d'altronde.

I due rimangono in silenzio per qualche secondo, guardando il pavimento di fronte a loro ed evitando di incrociare lo sguardo. Finalmente Kevin rompe il silenzio con un sospiro.

KM: Non posso promettere di assecondarti. Non posso promettere di fidarmi di te. Posso soltanto prometterti che prenderò in considerazione queste parole.

PM: Immagino sia già meglio di niente.

Kevin Manson si alza in piedi.

KM: Dammi il mazzo.

Myers gli passa prontamente il mazzo di chiavi.

KM: Quale?

PM: Terza partendo da sinistra.

The Animal annuisce, poi afferra la chiave prescelta e la gira nella toppa. Il mazzo gli cade. Il Tear Suppressor si china per riaccoglierlo, salvo poi fermarsi improvvisamente ad osservare una chiave in particolare.

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Myers alza leggermente il capo, gli occhi vitrei, poi si accorge della titubanza di Kevin.

PM: Qualche problema?

Manson rimane in contemplazione ancora per qualche secondo.

KM: Nulla di rilevante.

Il Painmaker afferra finalmente il mazzo, poi lo lancia a Myers che lo afferra al volo. Infine, gli dà le spalle.

KM: Ah, Paul.

L'uomo pelato alza il capo, osservando la figura di The Animal.

KM: Ovviamente, mi aspetto di vederti ad Indoor War. Sii puntuale.

Sul volto di Paul Myers compare un sorriso. Manson non si volta, varca l'uscio e si chiude la porta alle spalle. Quasi con garbo.

(...)


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Posso fidarmi di lui? Posso fidarmi di loro? Posso fidarmi di me? Posso fidarmi di qualcuno?

...

Cosa sa del mio passato? E' davvero così rilevante che io lo conosca? Mi permetterà di sconfiggere Leon Black?

...

Dovrei davvero continuare a provarci?... Non avrebbe più senso mollare, a questo punto?... E se non servisse a niente? E se i miei problemi rimanessero? E se non ce la facessi mai? Sto combattendo una battaglia persa in partenza? La battaglia è contro di lui, contro di me o contro di loro?...

...

Ehi, aspetta... Questo odore...

Kevin...

Q-questa voce...

...

Sei tu... Finalmente...

Mi sei mancato, Kevin.

Avrei così tante domande...

E se fossero superflue?

E se non lo fossero?

Sono qui per restare.

E io non potrei chiedere di meglio.

Promettimi che non te ne andrai.

Lo prometto.

Qualsiasi cosa succeda.

Qualsiasi cosa succeda.

Nessuno si metterà mai in mezzo tra noi?

No. Nessuno.

Grazie.

Vorrei che tutto questo non finisse mai.

Non lo farà. Ogni istante, qui, può essere allungato all'infinito.

Quindi mi stai dicendo che in questo momento siamo insieme per sempre?

Siamo sempre insieme. Per sempre, sta a te deciderlo. Ognuno ha la sua concezione di sempre.

Non so se vivere questo come un istante o un infinito.

Vivilo e basta.

Io...

Buon Venerdì 13, Kevin.

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Kevin Manson apre gli occhi.

KM: ... ti amo.

Fuori, un cinguettio. Sul ramo di un albero, nascosto dalle fronde, c'è un nido di uccellini.

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Vecchia palestra

Una palestra vecchia, piccola e nascosta in un vicolo. Inutilizzata ormai da anni. La posizione permette di dedurre che il proprietario la volesse utilizzare per allenamenti intimi. Il che non esclude necessariamente la presenza di qualcuno. La vita di un ristretto numero di persone è caratterizzata da due elementi: il wrestling e l'amore. Non per forza in quest'ordine. E se ci si applica ad entrambi con il massimo della propria dedizione, è difficile non contagiare nessuno.
Si dice che, in questa stessa palestra, ci siano state alcune fasi molto importanti di una storia d'amore adolescenziale. Cosa la distingue dalle altre? L'assenza della spensieratezza. La nostra è una storia tragica. Fino alla fine. E' proprio questo che, agli occhi di alcuni, potrebbe renderla una bellissima storia d'amore adolescenziale.


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Ringrazio A perchè è una delle ispirazioni più grandi da cui attinge Kevin Manson e da cui attinge lo scrittore Lorenzo Landi. Ci tengo a farlo perchè oggi, Venerdì 13 Maggio, è il suo compleanno. Ironia della sorte. Sarà per questo che ti tenevo tanto a postarlo in giornata.

E voi? Non sono Steve, non vi chiederò di ascoltare una traccia audio di 11 minuti e non lo farò sbagliando a digitare caratteri nel processo. Ma, se potete, non fermate il video. Chiudete gli occhi. Certo, dopo aver finito di leggere queste parole, se no vien difficile. Ripensate a quello che vi è di più caro. A quello che odiate di più. Chissà, magari coincidono. Avete anche voi dei sogni folli che coltivate più o meno segretamente? Delle contraddizioni che vi portate appresso come fardelli che ormai fanno parte di voi? Un qualche demone di cui, in fondo, non riuscite mai a fare a meno? Forse, nemmeno lo volete. Non siete un po' come Kevin, in fondo?
Se la risposta è sì: ho fatto un buon lavoro. Se la risposta è no: ho fallito. Ma migliorerò, e raggiungerò questo obbiettivo. Sconfiggerò il mio Leon Black.

Non mi dilungo oltre. Il prossimo passo sta a voi.

Addio.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 15/05/2016, 16:39 
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DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Le immagini ci portano all'esterno della casa di Chris ed Alisa Drake in Woodbury, New Jersey.

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Dopo qualche istante le immagini si spostano all'interno dell'abitazione, più precisamente nel salotto dove troviamo Chris Drake, in pantaloncini e canotta con una barba poco curata in viso, seduto in maniera scomposta sul divano mentre fa zapping in TV e beve birra.

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Passa qualche secondo e sentiamo suonare il campanello. Chris sbuffa per poi alzarsi, dirigersi verso la porta e aprirla, trovandosi davanti Samantha Hart.

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Chris mostra una leggera smorfia contrariata mentre Samantha ha un leggero sorriso in viso.

C.Drake: Che vuoi?

Samantha: Certo che sei sgarbato...

C.Drake: Disse quella che mi ha accolto in casa sua puntandomi una pistola contro...

Samantha: Però poi ti ho fatto entrare.

C.Drake: Vorresti entrare?

Samantha: Sì.

Chris indica l'ingresso a Samantha con la mano.

C.Drake: Prego...

La ragazza entra in casa e Chris chiude la porta per poi dirigersi con Samantha verso il soggiorno. La Hart Princess si guarda intorno con sguardo curioso mentre The Predator torna a stravaccarsi sul divano, e dopo essersi grattato le parti basse fa un altro sorso di birra e rutta.

Samantha: Ti amo.

C.Drake: Hm.

The Angel Of Violence ridacchia per poi iniziare a camminare per il soggiorno.

Samantha: E quindi è questo il nido d'amore tuo e di tua sorella...

C.Drake: Non sono dell'umore giusto per queste tue stronzate Samantha.

Samantha: E' perché Alisa non te la da più?

Ed ecco che Chris si alza di scatto puntando lo sguardo, duro, contro Samantha che con fare beffardo alza le mani.

Samantha: Ok, ho afferrato. Però, se permetti, lasciami dire che sia tu e sia tua sorella siete due emeriti coglioni.

C.Drake: Nominala un'altra volta Samantha, solo un'altra volta...

Samantha: Guarda che non sto lanciando insulti gratuiti per una volta, ma sto semplicemente constatando la realtà. Forse non ve ne siete accorti ma dopodomani, per colpa di una vostra distrazione, il tuo regno da Interpromotional World Wrestling Champion finirà.

Chris lancia un'occhiata a Samantha che si è appoggiata di spalle contro un muro e sorride leggermente.

C.Drake: Sì come no...

The Predator prende un altro sorso di birra.

Samantha: Allora non credermi Chris. D'altronde io sono solo colei che ti ha fatto firmare i contratti professionali con la TWC, la FWP e la BDK Incorporated per la clausola di non-esclusività, contratti che tutt'ora sono in vigore nonostante non sei più associato con me. In particolare in quello FWP c'è una bella clausola che vieta alla dirigenza di togliere un titolo ad un wrestler a meno che quest'ultimo non lo difenda per trenta giorni. Se non ricordo male la tua ultima difesa è stata il diciassette aprile a Path Of Legends, giusto?

Mr. TWD si gira di scatto verso Samantha che, appoggiata ancora al muro, sorride in maniera beffarda.

Samantha: Eh eh eh, esatto Chris quella fondina per cazzi di tua sorella Rachel non ti ha tolto la possibilità di difendere il titolo in TWC al solo scopo di fermare la pubblicità negativa che le stai facendo, ma lo ha fatto anche per sfruttare una tua distrazione su questa clausola nel contratto ed approfittarne per stapparti via il titolo.

C.Drake: Dici sul serio?

Samantha: Forse...

Chris lancia un'occhiata seccata a Samantha che intanto sorride, ed ora estrae una cartellina dalla sua borsa per poi lanciarla a Mr. TWD che la apre ed inizia a leggere velocemente il suo contenuto.

C.Drake: Porca troia...

Samantha: Comunque puoi stare tranquillo visto che la tua nuova migliore amica ti ha avvertito in tempo e ti ha programmato una difesa titolata per domani.

The Interpromotional World Champion alza un sopracciglio e lancia un'occhiata sarcastica a Samantha.

C.Drake: Nuova migliore amica?

Samantha: Beh mi pare che ultimamente ti ho salvato il culo un bel po' di volte.

C.Drake: Non posso negarlo, ed a proposito di ciò è da un po' che volevo chiederti perché stai facendo tutto questo?

La Hart Princess fa le spallucce.

Samantha: Perché mi va.

C.Drake: Sicura? Posso capire l'aiuto a Path Of Legends atto solo a compiere la tua vendetta su Kid The Wizard, ma poi ad Indoor War mi hai prima indicato dove si trovasse quella merda di Jack Keenan, e poi hai hackerato il titantron mostrandomi Quill nel parcheggio, senza contare che hai appena salvato il mio regno da Interpromotional World Wrestling Champion.

Samantha: Come ho già detto Chris, mi andava di farlo.

The Predator si alza dal divano mostrando un leggero sorriso ironico verso Samantha che ora, sempre spalle al muro, incrocia le braccia e guarda con sguardo corrucciato Chris.

C.Drake: Ok Samy, ti andava di farlo. Ti credo eh...

Mr. TWD fa un occhiolino verso Samantha che di tutta risposta gli mostra il dito medio. Chris sorride in maniera beffarda per poi dirigersi verso la ragazza, metterle le mani sulle spalle, staccarla dal muro e scambiarsi uno sguardo con lei prima di darle una vigorosa pacca sulla spalla. Samantha resta abbastanza di stucco mentre Chris le regala un'altro sorriso beffardo.

C.Drake: Ottimo lavoro migliore amica, direi che possiamo andare. Domani ho una difesa titolata in fondo!

The Undisputed Legend va a prendere il borsone che era posato ai piedi della libreria, e poi su essa preleva l'Interpromotional World Wrestling Championship, mettendoselo in spalla.

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C.Drake: Io sono pronto. Andiamo?

Chris sorride rilassato mentre Samantha alza un sopracciglio.

Samantha: Andiamo...

I due si avviano verso l'uscita e non appena arrivati nei pressi della porta Chris lancia un'occhiata al portaombrelli dove c'è Evie...

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The Predator si scurisce in viso e sospira nel vedere la letale mazza, e Samantha accortasi di ciò la prende e se la mette in spalla.

Samantha: Penso che la terrò io per ora, potrebbe servirci in fondo.

Chris annuisce e si scambia un leggero sorriso con Samantha per poi uscire di casa con lei e chiudere la porta a chiave. Fatto ciò il wrestler si dirige verso l'auto di Samantha parcheggiata davanti al viottolo e carica il suo borsone nel portabagagli mentre la ragazza, rimasta qualche metro indietro, se lo guarda con fare curioso e bisbiglia qualcosa tra se e se...

Samantha: Che cambi d'umore repentini, è davvero fuori di testa...

La giovane sorride.

Samantha: E questa è una cosa che adoro!

La ragazza mostra un altro sorriso compiaciuto mentre Chris va a sedersi al posto passeggero per poi fare cenno a Samantha di muoversi. La giovane annuisce e, dopo aver messo Evie nel portabagagli, sale al posto conducente, mette in moto l'auto e sgomma via.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 17/05/2016, 10:35 
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The Warriors

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I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Ci troviamo all'esterno dell'US Airway Center di Phoenix, Arizona, dove da poco si è conclusa la puntata di TDPW On Showtime.

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Diretti verso l'automobile di Samantha Hart troviamo Chris Drake e la canadese che stanno parlottando tra di loro.

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C.Drake: Non vedo l'ora di far provare a quel figlio di puttana di Jack Keenan il trattamento che ho riservato a quel Koslovic!

Samantha: E vedi di interrompergli la carriera, d'altronde è dallo scorso anno che glielo abbiamo promesso.

The Predator si ferma ed alza un sopracciglio.

C.Drake: Abbiamo?

Samantha: In fondo glielo dissi io ma eri comunque tu il suo avversario, perciò sì... Abbiamo.

Chris ridacchia.

C.Drake: Penso di essermi perso il momento in cui sei passata dall'io al noi. Non è che piano piano stai diventando un pelino meno egocentrica?

Samantha: Pff! Io non sono mai stata egocentrica.

C.Drake: Sì come no...

The Undisputed Legend da una leggera spintarella a Samantha che se lo guarda con espressione corrucciata.

Samantha: Ma fottiti coglione!

Chris ridacchia nuovamente mentre raggiunge l'auto di Samantha. La ragazza apre il portabagagli e Chris vi inserisce il suo borsone mentre Samantha ripone Evie. Il Woodbury Made lancia un'occhiata alla letale mazza e la canadese gli da una pacca sulla spalla.

Samantha: A mio avviso hai fatto notevoli progressi.

The Predator guarda Samantha.

Samantha: Io capisco che per te non deve essere facile utilizzare Evie dopo quello che è successo a tua sorella lo scorso Indoor War, ma lasciami dire che non è ne colpa tua ne colpa sua... Siamo nel mondo del wrestling, uno sport fisico, ed incidenti simili possono capitare.

Chris alza un sopracciglio.

C.Drake: Non ci posso credere... Hai nominato Alisa e nella stessa frase non ci hai messo un insulto. Anche tu stai facendo notevoli progressi Samy...

Samantha: Ma vaffanculo a te e lei!

C.Drake: E ci risiamo...

La Hart Princess sorride divertita mentre The Predator scuote la testa in maniera ironica e chiude il portabagagli. Fatto ciò si dirige verso il posto passeggero ma si blocca quando il suo telefono inizia a squillare.

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Chris lo estrae dalla sua tasca e dopo aver guardato il numero di chi lo sta chiamando lancia un'occhiata a Samantha.

C.Drake: Alisa, appunto.

Chris sospira e non risponde.

Samantha: Che fai? Non le rispondi?

C.Drake: I-Io... Io... Non ho il coraggio di parlarle dopo ciò che è successo.

The Goddess sbuffa.

Samantha: Non fare il cagasotto e rispondi a tua sorella coglione!

I due si scambiano uno sguardo determinato e poi Chris risponde.

C.Drake: Ali...

Alisa: Chris... Ma si può sapere CHE CAZZO STAI FACENDO?!

Nonostante il telefono non sia in vivavoce, la Hart Princess sente le parole di Alisa per via del tono di voce alto e sorride in maniera beffarda scuotendo la testa mentre Chris deglutisce.

C.Drake: C-Che intendi Ali?

Alisa: Ah, mi prendi anche in giro Chris?! Pensi che non abbia visto cosa hai appena fatto in TDPW?! Che cavolo ci faceva lei con te su quel ring?! E' con te ora?!

The Predator abbassa la testa e non risponde.

Alisa: Perfetto, lo immaginavo... Sei davvero incredibile Chris, stai tornando dalla parte della donna che mi ha costretta ad una latitanza forzata in Giappone, lo stesso Giappone in cui ci eravamo ripromessi di non tornare dopo le sventure che entrambi abbiamo passato lì! Pensi che per me sia stato facile tornare a vivere lì?! Pensi che lo abbia fatto volentieri?! No! Cazzo no! Io ne ho sofferto e la colpa è solo di Samantha, così come è colpa sua quell'attacco ad Indoor War dodici che continua a perseguitarti e per il quale odi te stesso! Ti stai contraddicendo pesantemente accompagnandoti a quella stronza e per quest...

Ma ecco che Samantha strappa il telefono di mano a Chris, avendo sentito chiare le parole di Alisa.

Samantha: Stronza lo dici a qualcun altro brutta demente!

The Angel Of Violence mostra una smorfia contrariata mentre Chris la guarda, inerme. Samantha mette il telefono in vivavoce e continua a parlare.

Samantha: Tuo fratello è adulto e vaccinato, e può scegliere liberamente chi cazzo frequentare perciò vedi di farti i cazzi tuoi e non rompergli i coglioni!

Alisa: Hai ragione quando dici che è adulto e vaccinato brutta strega, ma dovrebbe ben sapere che frequentando te andrà incontro solo ad un inevitabile declino!

Samantha: A me non pare. Ieri sono venuta a casa vostra e l'ho trovato in condizioni pietose, ma è bastata una chiacchierata con me per liberarlo dal torpore in cui si trovava. Tu magari ti reputi la sorellina perfetta Alisa, ma se fosse stato per te da oggi Chris non sarebbe più il campione mondiale per via della clausola dei trenta giorni nel contratto FWP!

Alisa: Di cosa stai parlando?

Samantha: Di una clausola che autorizza legalmente la dirigenza FWP a togliere un titolo ad un wrestler nel caso non lo difenda per trenta giorni. Ora, per Elektra od i Black N White la clausola non viene applicata poiché i loro regni non infangano la FWP, ma per tuo fratello Rachel non stava aspettando altro! Io ho salvato il suo regno da campione mondiale, perciò prima di chiamarmi stronza ti consiglio di sciacquarti la bocca e cominciare a riflettere sul fatto che qui la vera stronza sei tu!

Alisa: Io sarei la stronza?! Ma ti rendi conto di cosa hai fatto a me ed a mio fratello?! Ti rendi conto che hai inserito un chip per il controllo mentale in lui al solo scopo di...

Samantha: LO SO STRONZA, LO SO!!! Pensi che io non abbia capito di aver sbagliato con lui?! Pensi che io non sappia di aver commesso un errore madornale?!

The Goddess mostra un'espressione furente in viso.

Samantha: Io conosco gli errori che ho fatto, io so di aver sbagliato ed in qualche modo sto anche cercando di rimediare, ma tu sei l'ultima che può giudicarmi poiché non sai un cazzo della mia storia, di ciò che ho passato e di come tutto ciò mi abbia reso quello che sono ora, e soprattutto non puoi giudicare visto che tu sei la prima che dovrebbe farsi un esame di coscienza!

La Hart Princess prende un respiro.

Samantha: Tu non sei perfetta Alisa, non lo sei mai stata. Anche tu hai commesso degli errori, ed ora questi errori si stanno riflettendo sulla vita e la carriera di Chris. Sai, poco fa ho detto a tuo fratello che l'incidente di Indoor War non era ne colpa sua ne colpa tua, ma forse mi sbagliavo... Forse è davvero colpa tua e della tua inettitudine!

La ragazza mostra un leggero sorriso beffardo.

Samantha: Che cazzo ci facevi dietro a Jack Keenan, perché non ti sei spostata prima prevedendo la traiettoria di Evie? Magari non sei portata per questo sport ed i rischi che da esso ne derivano, pensa al Last Woman Standing che abbiamo avuto a Path Of Legends... Poco più di due ore dopo tu eri in ospedale leccarti le ferite ed io ero dentro l'Hell In A Cell a prendere a calci nelle palle Kid The Wizard ed a sediate in testa tuo fratello! Pensi che lui non noti queste cose?! Pensi che lui non si renda conto di chi sia quella forte tra me e te?!

Attimi di silenzio.

Alisa: Stai usando le stesse parole di...

Sentiamo un singhiozzio da parte di Alisa.

Alisa: Io... I-Io...

Altri attimi di silenzio.

Alisa: Io non sono una ragazzina indifesa!!! Chris! CHRIS!!!

La Hart Princess alza un sopracciglio con fare soddisfatto ed allunga il telefono verso The Predator che, con sguardo vacuo, ne prende possesso.

C.Drake: Dimmi Ali...

Alisa: Fa come ti pare, ma ricorda che io non sono più la bambina a cui hai dovuto badare da quando fuggimmo di casa. Io sono cresciuta, io ho temprato il mio spirito attraverso le sofferenze che la vita mi ha messo avanti, e quella stronza che tanto dice che io non so cosa lei abbia passato dovrebbe rendersi conto che la mia e la sua storia sono molto simili, ma la differenza sostanziale è che io dal dolore ne sono uscita a testa alta, mentre lei con squallidi mezzucci che l'hanno reso una perfida e spietata strega!

Piccola pausa da parte di Alisa.

Alisa: E stai tranquillo Chris che prima o poi farò capire a quella tua testa bacata quanto sia divenuta forte e che la forza di una donna non si misura dai cazzo, vaffanculo e porca puttana che dice! Divertiti con lei, ci vediamo ad Indoor War. Ora scusami ma vado a dormire, domani mattina ho un volo per Atlanta.

Miss Drake mette giù il telefono lasciando il fratello interdetto e con lo sguardo perso nel vuoto. La Hart Princess inizia a guardarlo, non venendo contraccambiata, ed ora gli da uno schiaffetto sul petto attirando la sua attenzione.

Samantha: Ehi... Non farti demoralizzare da queste stronzate! Tra quattro giorni c'è Indoor War e devi essere lucido al cento per cento per riuscire ad ottenere quel cazzo di match da Jack Keenan.

C.Drake: I-Io... Non lo so... Alisa...

Ed ecco che Samantha tira uno schiaffo a Chris!

Samantha: Gnè gnè gnè Alisa sorellina gnè gnè gnè... Ma smettila di fare il coglione! Tu hai una missione, una cazzo di missione Chris! Tu devi ottenere il match contro Jack Keenan, tu devi massacrare di botte quel figlio di puttana che ha osato tradirti! Non ci sono più scuse, quindi vedi di farla finita con questi piagnistei e tira fuori le palle! Tu, proprio come me, sei un guerriero!

La ragazza lancia uno sguardo determinato a Chris che invece la guarda con sguardo vacuo. Samantha inizia a sorridere in maniera diabolica ed inizia a colpire con dei pugnetti al petto Chris che piano piano inizia a caricarsi ed infine mostra anch'egli uno sguardo determinato.

C.Drake: Hai ragione cazzo! Io sono... Noi siamo dei guerrieri!

I due si scambiano un altro sguardo determinato e le immagini si interrompono.



Spoiler:
It feels like we are heading for a meltdown
I'm sweating as the seconds start to run out
I know that there's a glitch in the system
We're breaking down the walls of this prison

We are the warriors, we are the warriors
We are the warriors, we are the warriors

So shine your light
Push the enemy back
When you're under attack
It will protect you
Kill the night
All we need is a spark
We can bury the dark, ignite
Come on and shine your light

We fought our misery in the inferno
Illuminate our lives, we are eternal
Collided in a head-on collision
We sacrifice ourself for the mission

We are the warriors, we are the warriors
We are the warriors, we are the warriors

So shine your light
Push the enemy back
When you're under attack
It will protect you
Kill the night
All we need is a spark
We can bury the dark, ignite
Come on and shine your light

Come on and shine your light

Madness come
Surrounds me as I'm fallin
Bad shit happens to all of us
It's actually a fabric of garment
You know I didn't last this long in,
Anything less than a warrior, average
Now I'm savage
Better that than the has been

We are the warriors, we are the warriors
We are the warriors

So shine your light
Push the enemy back
When you're under attack
It will protect you
Kill the night
All we need is a spark
We can bury the dark, ignite
Come on and shine your light

We are the warriors, we are the warriors
We are the warriors

Come on and shine your light

We are the warriors, we are the warriors
We are the warriors

Come on and shine your light


[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
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The Calm before the Storm - The Bruderschaft Der Krahe Story #2


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«All are One.»



AVVISO AI NAVIGANTI

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Onde non rendere il testo letteralmente illeggibile visto lo sfondo blu scuro, ma anche per un significato vagamente allegorico riguardante il passato e il presente del protagonista, la parte testuale di Sigfried passa dal colore nero al colore bianco.



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Autunno 2011

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«...E questo è tutto quello che so, gente.»

«Contattati dalla TWNA. Figo.»

«Già, pare che in America stiano facendo sfracelli. Ho provato a vedere qualche puntata, ma essendo in inglese non c'ho capito nulla.»

Rumore di attrezzi da palestra

«Peccato che i loro wrestler più famosi e importanti siano degli emeriti stronzi, almeno per quanto fatto vedere finora. Anaconda, Kid The Wizard, Alejandro Del Rio, BlackBlood, e soprattutto Akuma “Pain” Fujihara.»

«Beh, mettiamola così, Sylmy. Con della gente del genere a fare il bello e il cattivo tempo, quello che più servirebbe al momento alla dirigenza sono degli eroi senza macchia e senza paura per contrastarli efficacemente. E qui potremmo benissimo entrare in scena noi, no?»

«C’è un altro problema però, Sig. In TWNA le donne non combattono. Sono soltanto un contorno sbilenco, nonostante ce ne siano alcune veramente esperte a livello in-ring.»

«E’ un peccato, ma Sylmy ha ragione. Entrambe perderemmo anni di carriera quando proprio in questo momento siamo sul punto di fare il nostro salto di qualità.»

Vociare di persone

«Sylmy, Nildy. Sapete bene che senza di voi, nè io nè Gunther accetteremmo mai di andare in TWNA. Però laggiù col tempo, e soprattutto mettendo in mostra il vostro talento, potreste anche far cambiare idea ai boss della federazione. Perchè non provarci?»

«TWNA Women’s Champion. Suona bene, eh, Nildy?»

Rumore di attrezzi da palestra

«Sì. Decisamente.»

«Dai, vediamo come si evolve la storia. Siamo soltanto ai contatti e alle prime richieste d'informazioni, no? Se poi sarà destino, allora la Bruderschaft Der Krahe sbarcherà in TWNA e farà piazza pulita.»


***


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«Dai, Corvo. Novità?»

Schiamazzi e mormorio di persone

«Mi dispiace ragazzi, ma la trattativa è sfumata. Mi hanno mandato una raccomandata dicendo che non hanno bisogno dei nostri servizi. Che hanno già abbastanza lottatori, che ci fanno i loro auguri, ecc...»

«Maledizione. Avevo già messo gli occhi addosso a qualche idiota di turno da pestare, tipo quei tizi della TW Corporation. Alla TWNA non sanno proprio cosa si sono persi...»

Rumore di brindisi e urla

«Anche a me spiace. Sarebbe stata un’esperienza rivoluzionaria per le nostre vite. Però cerchiamo sempre di trarre il lato positivo, no?»

«Che intendi?»

Forte brusio e schiamazzi

«Siamo entrati nel business da non troppo, compreso il Mastino, che se avesse scoperto il wrestling a vent’anni ora sarebbe una leggenda. Dobbiamo sfruttare i prossimi anni per costruirci una nostra legacy. In modo che quando verrà il momento di spiccare il volo, non solo saremo adeguatamente pronti, ma soprattutto saremo richiestissimi.»

«Ben detto!»




Primavera 2012

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«Carino il tuo paese natale, Corvo. E bella pure casa tua.»

Gracchiare di corvo

«Grazie Mastino. Toh, ecco Riki!»

«Riki?»


Spoiler:
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«Mastino, ti presento Riki, il mio adorato corvo.»

Gracchiare di corvo

Fruscio e ali che sbattono

«Hey, basta! Quest’uccellaccio mi vuole beccare. Ma che gli prende?! Sciò! Sciò!»

Gracchiare di corvo

«Eddai Riki, smettila di beccare il Mastino. Evidentemente non gli stai troppo simpatico a pelle. Avanti Riki, vieni qua!»

Gracchiare di corvo

«E' carinissimo, Sig.»

«Guarda che paraculo. Subito appoggiato sul braccio della Valkyria a farsi accarezzare.»

«Vieni qui in giardino, Gunther. Quest’altro amico invece ti piacerà.»

«Oh, eccolo qua Otto!»


Spoiler:
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Forte abbaiare di cane

«Ma che bel cagnone! Vieni qua, amico mio!»

Rumore di zampe in avvicinamento

«Sì, bravo. Ma come sei bravo e bello, Ottomaro.»

Guaito felice

«Amore a prima vista eh?»

«Già.»

Porta che si apre

«Oh, Sig! Vi stavamo aspettando. Da alcune ore Riki girava inquieto per casa. Come tutte le volte in cui stavi venendo a casa.»

«Ciao mamma!»

Abbraccio

«Come stai?»

«Bene, Sig. E tu, come stai?»

«Tutto bene, mamma. Papà?»

«E’ andato a fare compere per la cena. Oh, ma che sbadata, presentami i tuoi amici.»

«Certo mamma. Lei è Sylmeria. E non è propriamente una mia amic...»

«Oh.»

Gomitata

«Ouch, Sylmy!»

«Ehm, salve signora Jaeger. Molto felice di conoscerla, Sigfried mi ha parlato molto di lei e di suo marito...»

«Il piacere è tutto mio, Sylmeria. E non dare retta alle battute di Sig. Ovviamente mi ha scritto raccontandomi di te, e non vedevo l’ora di conoscerti.»

«Loro invece sono Brunild...»

«Buonasera signora Jaeger.»

«Salve a te. Vedo che Riki ti si è affezionato subito.»

Gracchiare di corvo

«E’ una creatura stupenda.»

«Eh si. Stupenda, ma anche molto dispettosa.»

«E quel bestione laggiù, non Otto, è Gunther.»

«Salve! Avete proprio un bel cagnone signora.»

Forte abbaiare di cane

«Che uomo strano, Sigfried. Sembra inquietante, però vedendolo giocare con Otto pare un bonaccione.»

«Eh si.»

«Dai, ragazze, venite dentro a mangiare qualcosa. Ho preparato una bella crostata.»

«Crostata?! Una delle mie parole preferite. Vieni Ottomaro, che forse ce ne sarà anche un pezzo per te.»

Rumore di passi

Forte abbaiare di cane

«Speriamo bene...»

«Eddai, non aver paura. Il Mastino quando mangia è simpaticissimo. Tua mamma adorerà i suoi racconti.»

«Quello sì. Il problema è che ce li propina da mesi. Sempre gli stessi racconti. L’Orso del Pamir...»

«Vuol dire che dopo ce la svignamo per una passeggiata.»

«Mi hai letto nel pensiero. C’è un posto dove vorrei andare con te...»


***


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«Quando ero piccolo venivo qui molto spesso con mio padre.»

«E’ un posto bellissimo...»

Rumore di passi sull'erba

«Ci sedevamo nell’erba, e mentre osservavamo il panorama mi raccontava storie e aneddoti tramandati a lui e che ha passato a me.»

«Ti insegnava.»

«Esatto. Se sono quello che sono, molto lo devo a lui.»

«E’ una cosa molto bella, Sig.»

«Tu, invece? Qualcuno ti insegnava a casa?»

«Beh, se avessi dato retta a quello che mi dicevano i miei fratelli a quest’ora sarei imbarcata a lavorare su uno dei pescherecci di famiglia.»

«Un lavoro comunque dignitoso.»

«Certo. Ma non era quello che sentivo di fare della mia vita. Le arti marziali e il wrestling sono sempre state la mia passione più grande. Da piccolina mi guardavo le repliche degli show della UFC, coi miei fratelli che mi prendevano in giro. E non sai quanto ho dovuto penare per riuscire a fare il primo live notturno di un PPV. Stessa cosa col wrestling. Beh, non è facile essere la sorella più piccola di cinque figli a volte. Però li adoro. E alla fine eccomi qua. Una lottatrice professionista, amica di persone stupende, e compagna di un uomo straordinario come te.»

«Sei tu una persona straordinaria, Sylmy.»

Abbraccio

«In realtà volevo portarti qui per darti una cosa...»

«Cos'è?»

«Mio padre mi diceva spesso: Sigfried, devi fare quello che ti dice il tuo cuore. Fidati di te stesso, non sbaglierai mai.»

Rumore di pacchetto scartato

«Oh, Sig.»

«Uno ciascuno.»

«Ti amo, Sigfried Jaeger.»

«E io amo te, Sylmeria Sorensen.»

Bacio

«Insieme per sempre.»

«Per sempre.»

Abbraccio



Estate 2012

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Fischio ironico

«Chiamala casetta in disuso, è enorme! Dentro sarà pure un rudere, ma una volta messa a nuovo abiterai in una magione, Corvo.»

«"Abiteremo", vero Sylmy?»

«Si, Sig.»

«E anche voi due, ovviamente.»

Rumore di passi che si avvicinano

«Oh, guarda chi c’è. Ullrich, amico mio. Come stai?»

«Ciao Sig. Che piacere rivederti.»

«Ragazzi, lui è Ullrich, mio amico d’infanzia. Piccolo Ullrich per gli amici. Ti chiamano sempre così?»

«Eccerto. Ma salve, piacere di conoscervi.»

«Ciao, io sono Sylmeria.»

«Brunild...»

«E io sono Gunther Schmidt. Puoi chiamarmi Mastino se vuoi.»

«Certo. Comunque vi conosco. Siete piuttosto famosi eh.»

«Ben detto.»

«Aspettate. Vi presento i miei amici. Ci daranno una mano a rimettere in sesto questo posto.»

«Ehilà.»

«Lui è Dieter. Lo chiamiamo il Mancino. Anche per il suo caratteraccio.»

«Piano con le parole, Ullrich...»

«Visto? Comunque Dieter è principalmente un meccanico, ma ha deciso comunque di aiutarci, visto che se ne intende un pò di tutto.»

«Sei più che benvenuto, Mancino.»

«Grazie.»

«Lui invece è il fabbro del paese, Ludwig. Detto il Piagnone, perchè si commuove sempre...»

«Cosa?! No, non date retta a Piccolo Ullrich. Ho solamente un difetto a un occhio, una cosa da nulla.»

«Mi dispiace. Non hai mai pensato a operarti per correggerlo?»

«E chi me lo fa fare. Le ragazze pensano che sia una persona molto sensibile. Mi piace che lo credano.»

«Per Oden, una tecnica degna della Baviera senza dubbio. Complimenti!»

«E infine il mio collega di lavoro, Fritz. Detto Paglia per i suoi capelli biondi spelacchiati.»

«Ehi, basta, Ullrich. Mi metti in imbaraz... Oh, quale v-visione...»

«Ehm. Piacere, io sono Brunild.»

«P-piacere... F-Fritz...

«Hey. Hey! Che ti sta succedendo?!»

«N-niente. M-mi hai stretto la m-mano...»

«Beh? Che c'è di strano?»

«Credo che tu abbia fatto colpo. Non me lo sarei mai aspettato da te.»

«Stai zitto, Mastino. E ora dove va quel tipo. Sembra stia avendo un attacco di cuore.»

«Molto divertente. Forza ragazzi, vi offro da bere qualcosa, così ci conosciamo meglio e iniziamo a parlare di lavoro.»

«Un boccale di birra non si rifiuta mai.»

«Specie se offerto da te, Sigfried.»

«Beh, vi conviene raccogliere il vostro amico, è appena cascato per terra.»

«Naaah. Appena si riprende ci raggiunge.»

«Se lo dite voi.»

«Ci penso io.»

«Ahi, mi hai dato un calcio! Maledetto Mancino, non me lo meritavo!»

«Poveretto...»

Risata

«Siete proprio fuori di testa, mi piace.»

«Sai una cosa Silmy?»

«Dimmi Sig.»

«Mi sento proprio come a casa qui. Ravensburg, la città dei Corvi. E’ perfetta.»




Autunno 2012

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Esplosione

Forte rumore di caduta a terra

«Ouch...»

Rumore di passi che si avvicinano

«Sigfried!»

«Sig, sei vivo?»

«Ti prego dì qualcosa!»

«C-che volo...»

Vociare lontano

«Hey, laggiù! Tutto bene? Questa la tagliamo.»

«C-credo di essere passato troppo vicino alla carica d’esplosivo.»

«Per fortuna non troppo da rimanerci secco, Corvo. Mi saresti mancato.»

«Dammi una mano ad alzarmi, simpaticone.»

«Su, in piedi.»

«Uff...»

«Ancora non riesco a raccapezzarmi in questo macello. C'è da dire che qui fanno le cose in grande per davvero. Che pazzi in TWNA. L’Europa intera invasa dai demoni, come cavolo le partoriscono queste idee...»

«E noi a fare i partigiani nei boschi. Divertente alla fin fine, dai.»

«Abbastanza. Anche se avrei preferito fare altro. Tipo combattere su un ring.»

«Beh, quello sicuro.»

Vociare lontano

«Hey voi, state bene? Pronti alla prossima scena?»

«Beh. C’è un modo per saperlo.»

Rumore di oggetto lanciato

«Ahi! Chi è che mi ha lanciato un sasso?! Per fortuna avevo l'elmetto.»

«Beh, la mira è sempre la stessa. Niente danni cerebrali pare.»

«Si, nessun danno. Almeno la vista funziona.»

«Meno male. Comunque appena abbiamo finito fatti dare un’occhiata dal medico.»

«Sarebbe meglio. Si.»

«Tranquille, non basta certo un’esplosione a fermare Sigfried Jaeger, l’eroe. Allora ragazzi, vogliamo andare a fare a pezzi qualche demone?»

Rumore di spade sguainate

«Puoi giurarci.»

Rumore di passi che si allontanano

«Uomini...»

«Stasera me lo ritroverò tutto acciaccato e pieno di lividi. Ormai lo conosco troppo bene...»

Vociare lontano

«Riprendiamo!»

«Dai, andiamo. Non male questo fucile d’assalto, eh?»

«Già. Altro che spade mitologiche e martelli. Demoni inutili, tremate, arrivano le Valkyrie. E siamo estremamente incazzate...»

Risate

Rumore di passi che si allontanano




Estate 2013

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«Che ne dite del Giappone? Non sarebbe male trasferirci là. Ci sono diverse federazioni interessanti, dallo stile variegato oltretutto. Un paio d’anni là e poi ci trasferiamo in America.»

Rumore di rivista sfogliata

«Dimentichi un particolare. Mi sa che il Giappone è da escludere, vero Mastino?»

«Si, lo so, è inutile che mi guardate così. Non sono molto ben accetto da quelle parti. Ma non è colpa mia se i giapponesi non capiscono la nostra lingua e mi fraintendono sempre.»

«Beh, la maggior parte di loro almeno la lingua inglese la studia e la parla fluentemente, a differenza tua.»

Pugno che sbatte sul tavolo

«Ciò non toglie che mi abbiano offeso ripetutamente con quella parola vergognosa. Sono un Mastino, ho reagito di conseguenza.»

«Finendo per farti bandire. E ti ripeto, non è un'offesa quella parola.»

Rumore di rivista buttata sul tavolo

«Non andremo in Giappone, stai tranquillo Mastino. Siamo la Fratellanza del Corvo. Se ci dovremo spostare, lo faremo tutti quanti insieme. O tutti o nessuno. Sarà sempre così per noi.»

«Beh, allora a questo punto resta l’America.»

«Stati Uniti, Messico, Porto Rico.»

«Uhm. Porto Rico sarebbe notevole a livello hardcore. Non siamo ferratissimi tra tutti.»

«Troppo piccola come dimensione, dai.»

«Il Messico sarebbe una bella palestra per affinare la tecnica. Che dici Sig?»

«Non so. Secondo me il posto giusto sarebbero gli Stati Uniti. Non per forza all’interno di una major per cominciare. Potremmo benissimo farci le ossa e adattarci al loro stile partendo da una federazione di medio livello, ce ne sono tantissime, anche hardcore ad esempio.»

«Un peccato che la TWNA stia fallendo.»

«Vabbè, con quel tale, Arvesti, come campione e tutti i migliori ritirati, cosa ti aspettavi?»

«Frecciatina pesantuccia del Mastino, eh.»

«Il Mastino è una persona realista. E a tal proposito non dimenticate che abbiamo ancora molti impegni qui in Europa, visto che tu e Sylmy siete gli attuali campioni ECW, Corvo.»

«Non ti preoccupare. Se ce ne andremo sarà solo in buoni rapporti e in accordo col signor promoter. Ho sempre dato un altissimo valore alla lealtà. Dopotutto la ECW è sempre stata la nostra casa.»

«Giusto.»

«Sono d’accordo.»

«L’anno prossimo vediamo che fare, dai. Lasciamoci tutte le opzioni aperte. Ma per ora concentriamoci sul nostro lavoro, abbiamo tutto il tempo che vogliamo comunque. Infatti quel che è certo è che il futuro ci appartiene, amici miei.»

Rumore di sedia che si sposta

«E ora che ne dite se facciamo un salto in birreria. A quest'ora Ullrich e gli altri dovrebbero essere già là.»

«Si!!!»



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Spoiler:


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La Bruderschaft Der Krahe non è mai approdata per lottare ufficialmente in TWNA, nonostante i numerosi contatti tra le parti.

Nella loro carriera, Sigfried Jaeger, Gunther Schmidt, Brunild Wagner e Sylmeria Sorensen sono comparsi in TWNA con ruoli da protagonisti solamente in alcuni promo nel 2012.

Dopo la ristrutturazione, l’edificio di Ravensburg appartenente alla famiglia Jaeger divenne la residenza abituale di Sigfried Jaeger e Sylmeria Sorensen.

Col tempo la casa di Sigfried e Sylmeria fu soprannominata Krahennest, o Nido dei Corvi, da amici e ammiratori della BDK.

Poco dopo anche Brunild Wagner e Gunther Schmidt presero residenza a Ravensburg, comprandosi una casa ciascuno nel centro cittadino.

Ben presto i membri della BDK strinsero un forte legame con gli amici di Ullrich Muller. Specialmente col simpatico Fritz “Paglia” Mayer.

Gunther Schmidt non è ancora riuscito a farsi benvolere dal corvo Riki. In compenso è un grande amico del mastino nero Otto.

L’estate del 2013 per la Bruderschaft Der Krahe fu caratterizzata comunque da numerosi rumor di mercato riguardanti un eventuale passaggio in federazioni americane, finchè non accadde qualcosa che cambiò tutto. Per sempre.











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«All are one.»


The End
















Spoiler:
Next Time, on Valhalla Chronicles Origins:



«E’ tutta colpa mia, solo colpa mia...»


«D-dove... Dove m-mi trovo...»


«Non ce la faccio a restare qui, lasciami stare!»


«Mi dispiace, ma il responso è chiaro.»


«Ma come cazzo si permette di dire quelle cose?! Fuori di qui!»


«C-combattere è tutta la mia vita...»


«Saremo sempre al tuo fianco, ricordatelo. Sempre.»


«Ti prego, non fare così...»


«Ho dovuto per forza correre ai ripari. Tu sei un wrestler e devi adeguarti alle scelte dall'alto.»


«Ho chiuso con questa federazione, e ho chiuso con tutti quegli ingrati.»




Cry of the Blackbirds - The Bruderschaft Der Krahe Story #3


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 20/05/2016, 17:23 
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17/05/2016
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Bodensee-Airport Friedrichshafen, Friedrichshafen, Germany


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L'areoporto di Friedrichshafen, di modeste dimensioni, è a malapena affollato dal personale, che attende l'ultimo arrivo della mattina. Al ritiro bagagli ci sono pochi passeggeri, tutti abbastanza assonati. Due però risaltano particolarmente alla vista.

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Leon Black e Lucy Fisher stanno in un angolo, ad osservare il nastro trasportatore. La rossa è appoggiata al gigante, che sta scrivendo qualcosa sul telefono.

LB: Ok, ho recuperato una macchina. Oggi giriamo un po per Friedrichshafen, lasciamo giù le cose in albergo, mangiamo qualcosa in un posto carino e poi domani ci avviamo a Ravensburg

LF: Quante miglia sono da qui?

LB: Quindici kilometri.

La ragazza sbuffa.

LF: Sono troppo assonnata per fare il cambio.

Black ridacchia, poi vede la sua valigia e la afferra, mettendosela in spalla.

LB: Andiamo. Niklas ci sta aspettando fuori.

I due si dirigono verso l'esterno dell'aeroporto, camminando mano nella mano. Usciti si trovano davanti un uomo sorridente.

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Leon tende la mano e l'uomo ricambia la stretta ed inizia a parlare in inglese con un marcato accento tedesco.

NT: Leonard, è sempre un piacere. E tu devi essere Lucy, giusto?

LF: Sì. Piacere.

LB: Lui è Niklas.

NT: Vi ho preparato una macchina. Seguitemi.

L'uomo si dirige verso il piccolo parcheggio dell'aeroporto, dove si appoggia ad una Renault Laguna nera.

NT: Pieno fatto, tutto controllato. Ottantamila kilometri in sei anni. Confortevole il giusto. Se ti serve il libretto è nel cruscotto.

LB: Ottimo. Cerco di riportartela con il serbatoio pieno.

NT: Lo spero per te. Ecco le chiavi.

Niklas lancia le chiavi al gigante, che le prende al volo, poi si avvia verso la sua macchina, una Ford Fiesta scura, dove sale al posto del passeggero. Leon apre il bagagliaio e ci lascia cadere dentro la valigia, poi si dirige verso il posto da guidatore, entrando dentro la macchina a fatica. Dall'altra parte Lucy è entrata a sua volta. I due si guardano un secondo, poi Leon accende il motore e inizia a guidare verso l'uscita dell'aeroporto. Quando si sono allontanati abbastanza il gigante sospira.

LB: Apri il cruscotto.

La rossa lo osserva un secondo, poi esegue. Lucy guarda dentro un istante, poi si abbassa ed estrae una Glock nera.

LF: Per quale cazzo di motivo c'è una pistola qui dentro?

LB: Sicurezza.

Lucy sospira.

LF: Davvero hai paura degli amici di Sigfried?

Black scoppia a ridere.

LB: No, decisamente no. Però non si sa mai cosa possa succedere. Comunque tranquilla, non intendo sparare nemmeno un colpo, ok?

LF: Guarda che se ti fai ammazzare ti uccido.

LB: Cercherò di evitare.

19/05/2016
19:17
Ravensburg, Germany


Leon Black parcheggia la macchina ad un lato della strada, per poi scendere. Dall'altro lato scende Lucy Fisher. Entrambi sono vestiti in maniera abbastanza sportiva. Il gigante si avvicina alla ragazza e le mette un braccio sulle spalle, guidandola per le strade.

LB: Vedo che ti piace la Germania.

LF: Mi mette di buon umore.

LB: E dire che a me non fa impazzire.

LF: Non è che perché qualcosa non piace a te, allora non deve piacere a me.

La ragazza ridacchia a morde Leon sulla spalla, con il gigante che ridacchia a sua volta, per poi ritornare improvvisamente serio ed indicare un punto. Leon e Lucy si fermano davanti alla Birreria Räuberhöhle, sita nei pressi dell’abitazione di Sigfried Jaeger.

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Nel frattempo all’interno del locale quattro figure sono raccolte a bere e a chiacchierare attorno a un tavolo, ignare della presenza del gigante nei paraggi. Quattro persone a noi note, ovvero “Piccolo” Ullrich Muller, Ludwig Weber “il Piagnone”, Dieter Hoss “il Mancino” e Fritz “Paglia” Mayer.

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ULR: ...Dai Fritz, non fare quella faccia. Bevi la tua birra e fatti coraggio.

FTZ: Begli stronzi che siete voi tre. Restarvene qua mentre il sottoscritto dovrà rischiare la sua vita nuovamente a Indoor War e in PPV contro quegli svitati mascherati.

DTR: Beh, noi tre a differenza tua abbiamo un’impresa lavorativa da portare avanti. L’altra volta mi sono divertito a prendere a bastonate quel gigante indiano, però sono un meccanico, non un wrestler dopotutto.

LWG: Io un fabbro.

ULR: E io gestisco una segheria.

FTZ: Che c’entra, io lavoro per te!

Piccolo Ullrich dà una pacca sulla spalla a Fritz.

ULR: Sei in ferie forzate a partire da adesso. Dai, che col Mastino a fianco sei al sicuro. E poi ammetti che ora stai meglio. Da quant’è che non vedi più persone morte?

FTZ: Uhm, da un pò... Peccato che sto cominciando a vedere me, morto. Ogni volta che penso a quello che potrebbe succedere a War of Change. Non mi sento molto rassicurato sul fatto di avere il Mastino a coprirmi le spalle, sapete?

Il Piagnone si asciuga la solita lacrima che gli scende sulla guancia e alza un dito.

LWG: Dimentichi una cosa...

Il Mancino annuisce completa il discorso sorridendo.

DTR: Nildy. Potrai allenarti assieme a lei fino a War of Change. Non hai pensato a questo?

FTZ: Mmm... Già! Mi sento meno pessimista tutto a un tratto. Grazie ragazzi, non so come farei a non deprimermi senza di voi. Prima il “tonno”, poi lo Stuttgart che retrocede malamente, e infine i “Luminosi”, come li chiama il Mastino.

ULR: Lo vedi, basta parlare di Nildy e tutto assume una nuova prospettiva per te.

All’improvviso, però un’immensa ombra sovrasta il tavolo. L'ombra di Leon Black.

FTZ: Proporrei un brind... Per tutti gli Dei, il Behemoth!

Fritz Paglia è sbalordito.

FTZ: Sto vedendo il Behemoth!!!

Dopo di che fa cadere la birra sul tavolo e si getta all’indietro, finendo in terra e rifugiandosi sotto un tavolo vicino. Nel frattempo Piccolo Ullrich, il Mancino e il Piagnone si alzano in piedi e squadrano Leon Black in silenzio, mentre la tensione sale. Il gigante rimane un secondo in silenzio, poi si avvicina ad un altro tavolo, prende due sedie e le avvicina al tavolo. Prima fa sedere Lucy, poi si siede a sua volta.

LB: Mi sono seduto senza chiedere perché so che non mi avreste dato il vostro permesso, ma giuro di venire con le migliori intenzioni del mondo.

LF: Fritz? Fritz, ti prego, raggiungici.

Black annuisce.

LB: Davvero. Voglio che questa sia una chiacchierata fra amici. E se questo non è possibile, fra persone adulte. Voglio sentire cosa avete da dire su alcune cose, ma potrete anche non rispondere. Sta a voi. D'accordo?

Ullrich, Ludwig e Dieter si guardano tra loro, poi scrutano Leon e Lucy. Infine, dopo un paio di secondi prendono le loro sedie e si mettono seduti. Fritz Paglia, atterrito e tremante, esce pian piano da sotto il tavolo, poi con esasperata prudenza raccoglie da terra lo sgabello e si mette seduto, evitando di guardare Leon e sbirciando verso il viso di Lucy, incuriosito, pronto ad abbassare lo sguardo non appena lei lo guarda. A questo punto Piccolo Ullrich rompe gli indugi.

ULR: D'accordo, ti ascoltiamo.

LWG: Ma mettiamo in chiaro prima una cosa, Leon Black. Se sei venuto qui per coinvolgerci in qualcosa di meschino da utilizzare contro il nostro amico, il Corvo, hai scelto i tipi sbagliati.

DTR: Sappiamo che sei un tipo con cui non si scherza. Sicuramente potresti pestarci in pochi secondi, grosso ed esperto come sei. Ma non credere che per questo motivo noi uomini comuni, compreso Fritz, non ci ribelleremmo comunque per proteggere un amico.

Perfino Fritz Paglia annuisce, nonostante sembri sul punto di darsela a gambe.

LB: Non sono qui per pestare nessuno. Voglio parlare. Voglio capire. Sigfried è cambiato. Profondamente. Ma...

Black sospira.

LB: Lucinda, prendiamo una birra, cosa dici?

LF: Va bene. Consigliateci voi.

Lucy fa un gesto verso Ullrich. Questi annuisce, alza lo sguardo e dopo essersi portato due dita alla bocca fa un fischio verso il bar.

???: Quanti boccali, Ullrich?

ULR: Tre di Franziskaner, Hermann. E fai portare pure uno straccio, per favore, che Fritz ha fatto un casino.

Qualche secondo dopo ecco che l'unico cameriere del locale arriva e ripulisce il tavolino dalla birra versata, portandosi via il boccale rovesciato da Fritz Paglia. Poi ritorna con tre boccali di Franziskaner, che serve a Leon Black, Lucy Fisher e a Fritz.

ULR: Non conoscendo i vostri gusti, direi che è meglio rimanere sul classico.

Black annuisce.

LB: Direi che mi fido.

Il gigante beve un sorso, poi sospira, grattandosi la barba.

LB: Come dicevo, Sigfried è cambiato. Lo avete notato anche voi, ne sono sicuro. E probabilmente anche voi non apprezzate la cosa più di tanto. Quindi vi chiedo questo. Perché?

Lucy nel frattempo beve a sua volta un sorso di birra, poi si avvicina lentamente a Fritz e gli tocca una spalla con un dito. Questi per poco non rovescia anche il secondo boccale.

LF: Rilassati. Nessuno di noi vuole mangiarti. Cosa penserebbe Nildy ti vedesse così?

Fritz Paglia resta di stucco, dopo di che cerca di darsi una parvenza di contegno. Intanto Ullrich replica a Leon.

ULR: Quello che tu dici è vero, ma solo in parte, Leon Black. Sig, è cambiato, ma parzialmente. Io lo conosco fin da quando eravamo bambini, e finora il suo comportamento con me, ma anche con loro, con il Mastino e con Nildy da un certo punto di vista è rimasto sempre lo stesso e conoscendo Sig a menadito, mai cambierà tutto ciò. Darebbe la vita per i suoi amici, e noi per lui. Certe cose non possono essere scalfite, mai, neanche dopo tutto quello che è successo...

LF: Cosa è successo?

Il Mancino appoggia una mano sul braccio di Piccolo Ullrich.

DTR: Aspetta. Chi ci dice che non stia cercando un punto debole da sfruttare contro il Corvo?

LB: Nessuno. Ma mi avete visto. Sapete chi sono. E sapete come agisco. Ma non è nemmeno importante.

Black beve un sorso di birra.

LB: Quello che è importante è se ritenete che Sigfried abbia bisogno di aiuto. Che voi non gli avete dato, vorrei aggiungere.

Il Mancino batte il pugno sul tavolo.

DTR: Perchè dovremmo parlargli. Non ci conosce e già ci giudica. Non mi piace questa situazione.

Ullrich appoggia una mano sul braccio dell'amico, che però si alza in piedi.

DTR: Vado a fare due passi.

Poi si allontana ed esce dal locale sbattendo la porta. Piccolo Ullrich sospira.

ULR: Ci sono ferite, Leon Black, che neanche tutto l'aiuto del mondo possono guarire, se chi le ha riportate non ha la volontà di sanarle. Non perchè è debole, ma per rabbia, rimorso, dolore. E quando succede questo, le persone più care possono soltanto restare vicino all'amico ferito e aspettare che sia lui a voler guarire.

Il Piagnone si scosta una lacrima.

LWG: Ognuno reagisce in modo diverso a quello che gli capita. Siamo tutti persone differenti, perciò non funzionerà mai e poi mai allo stesso modo per ognuno di noi. Devi tenere presente questo. E i giudizi sono soltanto relativi, mai assoluti. Ad esempio il Mancino difende il Corvo rifiutando di parlarne con te. Noi lo difendiamo facendo il contrario, cioè parlandone. Ma il punto è che nessuna delle due cose in sé è sbagliata.

Perfino Fritz Paglia annuisce abbassando la testa. Black sospira.

LB: Tempo fa persi la persona a cui tenevo di più al mondo. Da un momento all'altro non c'era più. E voi non potete nemmeno immaginare la rabbia che ho provato. Non potete nemmeno capire quello che sentivo dentro di me. E quella rabbia mi ha seguito e perseguitato, finché i miei amici non mi hanno fatto capire che ero meglio di così. Che potevo essere utile a tutti, invece che rimanere chiuso in me stesso. Quanti di voi si sono messi a parlargli seriamente? Quanti hanno messo, per una volta, Sigfried davanti a se stessi? Io l'ho fatto. In questi mesi non ho fatto altro. E vi assicuro che se riuscirà ad uscire in piedi da War of Change, sarà quello che conoscevate un tempo. Ma ho bisogno del vostro aiuto.

ULR: Quello che dici è nobile da parte tua. Ma non credere che anche noi non ci abbiamo provato.

Il Piagnone annuisce.

LWG: Tutti abbiamo messo Sig davanti a noi stessi, quando è successo quello che è successo con Sylmeria.

LF: Sylmeria?

ULR: Devi sapere che Sig aveva trovato in lei l'anima gemella. Il loro è stato amore a prima vista. Dipendevano strettamente l'uno dall'altra e qualunque cosa facessero, la condividevano. Avevano fondato la Bruderschaft Der Krahe insieme, coinvolgendo Nildy, la migliore amica di Sylmeria, e il Mastino, l'avversario che Sig stimava di più, cinque anni fa. Il futuro era decisamente nelle loro mani. Poi ci fu l'incidente.

Piccolo Ullrich beve un lungo sorso di birra, imitato dal Piagnone e da Fritz Paglia.

LB: Incidente? Nessuna delle mie fonti nominava nulla.

Piccolo Ullrich resta in silenzio. Ludwig interviene.

LWG: Diglielo, Ullrich.

Quest'ultimo sospira e annuisce.

ULR: Tre anni fa, in un banale incontro titolato contro una ragazza esordiente, Sylmy si è rotta il collo dopo aver subito una mossa avventata e direi omicida, anche se involontaria. Non c'è stato niente da fare. Ha dovuto affrontare un'operazione delicata per poi ritirarsi definitivamente, perdendo così tutto quello che aveva costruito fino a quel momento e tutti i sogni e progetti di carriera nel momento più fulgido per lei.

LB: È terribile. Sapevo che Sylmeria aveva deciso di smettere di combattere, ma non credevo per un infortunio così grave. Però sono cose che possono succedere, in definitiva.

LWG: Sappiamo benissimo che queste cose possono succedere. Immagino che anche tu metta in conto ogni volta che sali sul ring che potenzialmente potrebbe essere l'ultima volta che lo fai.

Piccolo Ullrich alza una mano.

ULR: Il problema è stato tutto quello che è successo dopo. Sig mi ha raccontato di come si sia sentito tradito vedendo il pubblico esultare per la vittoria clamorosa di una ragazza inesperta e impreparata contro la campionessa imbattibile che tanto aveva dato alla loro federazione. E per la prima volta, parole sue, si è sentito smarrito e vulnerabile.

Il Piagnone sbatte un pugno sul tavolo.

LWG: Quel che è peggio, è che Sylmy è stata letteralmente portata via a braccia dal ring da quegli idioti degli official di Gerard Dassler, il promoter della ECW. C'è mancato poco che la ammazzassero.

ULR: Promoter che quando l'ha vista accasciarsi tra le braccia di Sig nel backstage e finire in prognosi riservata in ospedale, la prima cosa che ha fatto è stata di far passare tutto sotto silenzio.

Ludwig continua.

LWG: Cattiva pubblicità, ha detto per giustificarsi. E quel che è peggio, quel bastardo ha fatto sapere chiaro e tondo a Sig che non c'era spazio per una ex-wrestler in ECW, e che l'avrebbe mandata via dalla federazione.

LB: Tipico. Dovrò passare a fargli visita. Sigfried cosa ha fatto?

ULR: Beh, il Corvo ha fatto l'unica cosa che era giusta fare in quel momento. Gli ha messo le mani addosso, ha rinunciato al titolo mondiale e la BDK ha lasciato immediatamente la ECW, infischiandosene di penali, cattiva pubblicità, proteste e quant'altro. Non c'era altro da fare.

Il Piagnone continua.

LWG: Il suo problema è il senso di colpa, Leon Black. Sig rimpiange alla morte di non essere stato in grado di proteggere Sylmy. Di non essere stato là a bordoring a coprirle le spalle, quando lei stava combattendo. E questo lo ha tormentato e lo tormenta tutt'ora, anche se dà a intendere il contrario. Non solo lui, ma anche Brunild ovviamente soffre della stessa cosa da morire. Ma mentre lei ha letteralmente congelato il tutto in se stessa, avendo un carattere diverso, lui ha reagito in maniera differente.

Stavolta è Fritz Paglia a scostarsi le lacrime.

ULR: Per non riaprire la ferita, Sig fa credere a tutti che la colpa principale del suo cambiamento è la sconfitta con quel folle, Fujihara, ma non è così. Le porcate subite in TDPW lasciano il tempo che trovano, pur se importanti comunque. Akuma Fujihara e il pubblico di quella federazione sono stati soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Il Piagnone sospira.

LWG: Alla fine Sig ha preso una decisione, voltando le spalle a chi però prima le ha voltate a lui. Sylmy non l'ha approvata e si sono lasciati prima che il Corvo sbarcasse in TWC assieme alla BDK. Nonostante questo, Sig ha deciso di andare avanti per la sua strada. E se neanche lei è riuscita a impedire che diventasse quello che è ora, come credi che ci saremmo riusciti noialtri. L'unica cosa che noi possiamo fare è stargli vicino, perchè se venisse abbandonato da tutti noi, i suoi amici, ho paura di quello che potrebbe succedere e di cosa potrebbe diventare in futuro.

Piccolo Ullrich finisce il suo boccale di birra.

ULR: Secondo me, neanche tu potrai riuscire a fare quello che ti sei proposto.

Black rimane in silenzio un istante, poi annuisce.

LB: Non lo so. Sinceramente non so se posso fare quello che mi sono proposto. Ma vi prometto che ci proverò con tutte le mie forze. Ragazzi, siete stati gentilissimi. E vi prometto che cercherò di evitare di rendere questa storia pubblica.

Il gigante si alza in piedi, tendendo la mano verso Ullrich.

LB: Spero che la prossima volta che prenderemo una birra insieme sarà per piacere, magari ridendo di queste preoccupazioni.

Anche Lucy si alza.

ULR: Lo speriamo anche noi, questo è certo.

Ullrich e Ludwig si alzano e stringono la mano del gigante e poi della Fisher. Fritz Paglia deglutisce, poi prova a fare altrettanto.

LB: Ragazzi, è stato un piacere. Fritz, noi ci vediamo venerdì.

LF: E stai tranquillo, con Thomas sei al sicuro.

FTZ: Ehm... Sì... Quel tipo strano. G-grazie.

Dopo di che Leon e Lucy escono dalla birreria, mentre i tre amici si rimettono a sedere sospirando e commentando quanto appena accaduto. Fuori, invece, i due si stanno guardando.

LF: Sai cosa ti dico? La Germania mi mette meno di buon umore di quanto pensassi.

Black sospira.

LB: Considera che dobbiamo tornarci.

LF: ECW?

LB: ECW. Dai, andiamo a mangiare in un posto carino, e poi andiamo ad imbarcarci sull'aereo.

LF: Ok.


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Re: Papà Castolczyk
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The Ice Fang


19/05/16, Rostov

Il collegamento si apre all'interno di un appartamento. Qui troviamo l'ex wrestler TWNA Gorislav Kowalczyk sdraiato su un divano ed il wrestler TWC Travis Miller seduto su una poltrona vicina. Di fronte ai due si trova un televisore acceso, che trasmette un programma in russo.

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TM: Sì gli avevo detto di venire qui appena finito, non so perché ci stia mettendo tanto.

GK: Victor è fatto così, che sia lottare di fronte a centinaia di persone o rimanere chiuso in un ufficio a compilare scartoffie da mattino a sera cerca di dare il massimo per contribuire.

TM: Beh spero si ricordi di avere una vita all'infuori della palestra entro le prossime ore, non ho molto tempo da passare qui prima di dover tornare in America.

GK: Avete ancora molti show prima di War of Change?

TM: Solo una puntata.

GK: Mh...

Kowalczyk rimane in silenzio per qualche secondo.

GK: Siete sicuri di volerli affrontare?

TM: Certo, non crederà che ci abbiano effettivamente spaventato con quelle idiozie spero. E poi, abbiamo assicurato al Signor Brown che ce ne saremmo occupati.

GK: Signor Brown?

TM: Sì, Virgil Brown Jr, il nostro general manager.

GK: Tu lavori per Virgil Brown Jr?!

TM: Sì, non segue Indoor War?

GK: Ho una palestra da gestire, non ne ho il tempo. Mia figlia mi racconta ogni tanto quel che succede.

TM: Beh, lavora in TWC da un pezzo. Lo conosce?

GK: E' stato uno dei grandi rivali del Maestro Golovkin. Qui in Russia i match tra Virgil Brown, Cold Warrior ed il Maestro Golovkin sono considerati tra i migliori del nostro paese.

TM: Cold Warrior?

GK: Certo, il Titano russo, è una leggenda da queste parti, l'ho affrontato persino io una volta. Non posso non avertene mai parlato.

TM: Mi spiace maestro, il nome mi è nuovo. Non mi ha mai raccontato della carriera del maestro Golovkin pensandoci.

GK: Credevo lo sapessi, è cultura generale.

TM: No non lo è.

Gorislav sospira.

GK: Beh posso raccontarti del primissimo show a cui abbia mai assistito, non lo ricordo per filo e per segno ma credo di poterti raccontare la maggior parte .Vedeva il Maestro Golovkin e Cold Warrior affrontarsi nel Main Event, ed è stato quel match a farmi appassionare alla disciplina abbastanza da volerne fare parte.

Gorislav ha scritto:
Ero seduto in quinta fila, il posto non era molto grosso ma qui a Rostov non dedicavano grossi spazi agli show di wrestling, soprattutto per una federazione indipendente del genere. I wrestler erano tutti atleti del luogo, la maggior parte di quelli ebbero carriere brevi e poco successo, ma il motivo per cui la gente comprò i biglietti quella sera era Cold Warrior, un wrestler di oltre due metri che si era fatto una reputazione per la sua streak di vittorie ed i match estremamente brevi. I suoi incontri venivano sempre messi a fine serata, arrivava sul ring, sfidava chiunque si facesse volontario, vinceva e mandava a casa i fan con un discorso. Non erano i match più avvincenti della card, ma il pubblico lo adorava.


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Questa sera si svolge esattamente come tutte le altre, siamo alla fine della card, parte la sua musica ed il pubblico comincia ad esultare. Dopo qualche secondo dall'entrata compare un individuo gigante e si sposta verso il ring con un sorriso stampato in volto. Ai tempi io ne avevo solo sentito parlare, ma vedendolo lì dal vivo ho capito immediatamente perché la gente lo adorasse tanto. Improvvisamente sono riuscito a percepire quanto fosse pericoloso solo vedendolo avvicinarsi al quadrato. Una volta entrato si guarda in giro e si accovaccia guardando verso lo stage. Non dice nulla, attende solo per svariati secondi, finché non parte una musica.



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"Man on the Silver Mountain" comincia a risuonare, ed un individuo compare sullo stage. La maggior parte delle persone reagisce più alla canzone che all'atleta in sè, ma alcune persone dietro di me lo riconoscono e fanno il nome di Michail Golovkin. Pare sia un wrestler abbastanza famoso in città, non un nome del calibro di Cold Warrior ma nemmeno un perfetto sconosciuto. Entra sul ring senza nemmeno guardarsi attorno e si porta faccia a faccia con il gigante, ed a vederli uno di fronte all'altro sembra quasi che Golovkin sia alto la metà di lui. I due rimangono ad osservarsi in attesa della campanella e l'arbitro fa cominciare ufficialmente il main event della serata:

Michail Golovkin VS Cold Warrior


Al suono della campanella il pubblico comincia a contare i secondi, e Cold Warrior distoglie lo sguardo dall'avversario per voltarsi verso il pubblico divertito, ma Golovkin lo sorprende immediatamente con un violentissimo forearm al volto. Il gigante barcolla ed il pubblico improvvisamente si ammutolisce. Golovkin si fionda su di lui con una serie di colpi violenti al volto e lo fa indietreggiare verso l'angolo. Cold Warrior è costretto a spingerlo via per recuperare le forze. Il Maestro torna subito all'attacco ma viene fermato in corsa da un big boot che lo fa quasi ribaltare.

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Il gigante a quel punto lo riporta in piedi e lo prepara per la Powerbomb, una mossa semplice ma con cui è sempre riuscito a vincere i propri match, il pubblico capisce immediatamente che vuole concludere l'incontro. Golovkin viene sollevato da terra, ma comincia a colpire il gigante in testa con delle gomitate riuscendo a liberarsi. A quel punto il Maestro comincia a colpire ripetutamente le gambe di Cold Warrior riuscendo a portarlo in ginocchio, e dopo una corsa alle corde lo atterra con un Bulldog.

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Il pubblico vede Cold Warrior a terra per la prima volta nella sua carriera, e le reazioni sono fortissime. Alcuni esultano, altri fischiano ma in tutto questo il volto di Golovkin rimane impassibile. Continua ad osservare il rivale e va subito a lavorare la gamba, il pubblico non ha nemmeno il tempo di assimilare la scena. Da qui in poi non ricordo esattamente tutto il match ma tra i due è una guerra. Golovkin lavora la gamba di Cold Warrior come se gliela volesse staccare, mentre Cold Warrior spezza ogni sottomissione del rivale e reagisce schiantando il rivale più volte a terra con dei sollevamenti impressionanti. Golovkin viene schienato in svariate occasioni agli inizi del match, ma reagisce sempre prima del 2, fino a quando il Titano non smette di provare e si limita solo a fargli del male. Dopo svariati minuti i due sono esausti. Cold Warrior riporta in piedi a fatica il rivale e lo trascina al paletto. Qui comincia a colpirlo con delle chop che risuonano per tutta l'arena. Alla terza chop Il Maestro riesce ad invertire la posizione e ad allontanarsi abbastanza per connettere un Dropkick. Il Gigante rimane stordito al paletto mentre Golovkin se ne accorge e sale sulla seconda corda per poterlo colpire con più facilità al volto. Comincia una raffica di pugni .... 1.... 2..... 3.... 4.... 5... Golovkin carica il sesto pugno ma Cold Warrior lo solleva e lo sposta verso il ring per poi schiantarlo a terra con una Powerbomb.

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Il colpo riecheggia per l'edificio, e dopo qualche secondo Cold Warrior va per lo schienamento....1...2...kick out. La mossa che ha concluso ogni match del Titano Russo questa volta ha fallito. Nonostante il pubblico sia accesissimo, la reazione più forte è quella del gigante stesso, fatica a crederci. Dopo essersi ricomposto prepara di nuovo la Powerbomb, ma Golovkin si libera colpendogli la gamba e facendolo cadere in ginocchio. Rimbalza alle corde e colpisce il nemico alla nuca con una ginocchiata in corsa, e mentre il gigante cerca di riprendersi si sposta al paletto per salire sulla terza corda. Cold Warrior si rialza e viene accolto da un Cross Body del rivale, ma cadendo a terra riesce a darsi la spinta per rotolare all'indietro ed a rimettersi in piedi trattenendo il rivale. Cold Warrior connette con una mossa che nessuno gli aveva mai visto fare, una della Backbreaker più devastanti che abbia mai visto.

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Dopo la mossa striscia esausto verso il rivale e tenta lo schienamento...1.....2.....3, Cold Warrior si porta a casa la vittoria in seguito alla più grande sfida che abbia mai affrontato. Dopo l'incontro non si ferma per il suo solito discorso, torna immediatamente negli spogliatoi senza nemmeno alzare lo sguardo verso i fan. Ma uscendo dall'arena nessuno parla di quello, le persone parlano di come abbiano assistito ad uno dei momenti più importanti della carriera di quei due wrestler. Da lì in poi cominciai ad assistere ad ogni show possibile dal vivo. Allo show successivo Golovkin comparve di nuovo e sfidò ancora una volta Cold Warrior, questa volta servirono due Backbreaker per tenerlo a terra. La volta dopo il match fu ancora più intenso, e fu così ogni volta che si sfidarono. Ogni volta che Golovkin cadeva tornava più forte di prima. La resistenza e la forza di volontà erano alla base dei suoi match, e fu questo che insegnò a tutti i suoi allievi dopo di lui. La resistenza e la forza di volontà sono l'essenza della Zanna Glaciale.


Nella stanza cala il silenzio per qualche secondo.

TM: Alla fine il maestro Golovkin è riuscito a sconfiggere Cold Warrior?

GK: Beh, non fu il primo, il primo a riuscirci fu proprio Virgil Brown Jr, però più avanti incassò anche lui delle buone vittorie.

TM: Mi pare assurdo non averne mai sentito parlare.

GK: Beh il Maestro Golovkin non ha mai condiviso molti aneddoti con i suoi allievi, non è mai stato particolarmente interessato alla fama.

TM: Deve aver avuto una carriera invidiabile.

GK: Probabilmente, io so solo dei match a cui ho assistito. Ogni volta che gli ho chiesto della sua carriera mi ha sempre risposto semplicemente di aver avuto una carriera lunga. Per lui contribuire alla disciplina ha sempre significato semplicemente combattere finché il proprio corpo lo permette.

TM: Beh è un modo di vederla...

Nella stanza cala il silenzio.

GK: Voglio esserci anch'io alla prossima puntata di Indoor War.

TM: Non penso sia una buona idea, maestro. Si è appena ripreso.

GK: Esatto, ora sto bene, anche il mio braccio sta meglio. Non sarò in grado di combattere ma posso aiutare con i Dawn of the Empire se dovessero riprovare con una delle loro strategie.

TM: Io e Shawn possiamo cavarcela da soli, con tutto il rispetto.

GK: Questa è una delle ultime occasioni che avrò per contribuire e rendere migliore uno show.

TM: Mi spiace, ma credo sia meglio che rimanga a casa.

GK: Non te lo sto chiedendo, Travis, ti sto avvisando. Verrò ad Indoor War e mi assicurerò che fili tutto liscio.

Travis sospira.

TM: Come preferisce, ma lo spiegherà lei poi a Victor perché è andato fino in America per uno show invece che tornare a lavorare alla Zanna Glaciale.

GK: Non preoccuparti.

Il discorso è interrotto dal suono del citofono.

GK: E parlando di Victor...

TM: Alla buon'ora. Mi sa che dovremo smettere di parlare russo ora, Victor non lo sopporta più da quando lavora alla palestra.

GK: Non è un problema, il tuo russo è arrugginito in ogni caso.

Travis si alza e va ad aprire l'entrata, e su queste immagini il collegamento si chiude.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/05/2016, 21:44 
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Le immagini aprono all'interno di un fast food a Milwaukee, un orologio appeso al muro segna le ventitrè, in un tavolo vicino alla parete vediamo Jimmy Gates e Lilith Williams seduti l'uno davanti all'altra ad un tavolo, entrambi scrutano i menù attraverso i tablet installati sul loro tavolo.

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JG: Dunque, che prendi di buono?

Lilith scrolla le spalle.


LW: Hamburger e patatine fritte, immagino. Solo questo.

JG: Ma sì, prendo la stessa cosa.

La Williams non risponde.

JG: Dunque, ehm, raccontami qualcosa di te.

La ragazza alza lo sguardo su Jimmy.

LW: Sfortunatamente, la mia storia non è certo segreta. Mio fratello era un lottatore. È sparito. Quindi prendo io le sue redini, e le sue armi da guerra.

Jimmy poggia gli occhi sulle dita di Lilith.

JG: Da quanto tempo fumi?

LW: Poco. Ho iniziato circa a Gennaio.

JG: Capisco, anch'io ho iniziato da poco, ma non fumo molto.

Lilith non risponde ancora una volta.

JG: Ehi, ehm, che musica ascolti?

LW: Un po' di tutto, in realtà. Qualsiasi cosa mi faccia evadere da qui. Tu?

JG: Stessa cosa, principalmente rock però.

LW: Che tipo? Metal? Shoegaze? Progressive?

JG: Soprattutto Alternative e pop Rock.

Lilith sospira.

LW: Capito.

Altro momento di silenzio.

JG: Segui qualche serie in tv?

LW: Uhm, ho amato Scrubs e Breaking Bad, sto recuperando Mr.Robot.

JG: Fantastico, io adoro Scrubs! Stagione preferita?

LW: Direi la prima, ci sono più affezionata.

JG: La mia è l'ultima, tra il matrimonio dell'inserviente e il finale è un emozione continua.

Una cameriera si avvicina al tavolo con le ordinazioni dei ragazzi.

Cameriera: La cola di chi è?

JG: Mia.

La cameriera poggia hamburger e patatine davanti a due ed un bicchiere medio di coca cola davanti a Jimmy, questo prende il bicchiere e inizia a bere la coca cola, mentre Lilith mangia qualche patatina.

JG: Comunque stavo pen-

Splash.

JG: Cazzo.

Jimmy si ritrova con la maglietta fradicia di coca cola ed il bicchiere, adesso completamente vuoto, a terra. Lilith prima sorride, poi scoppia in una risata.

LW: Come diavolo hai fatto?!

La ragazza si alza dal tavolo e si avvicina a Jimmy per vedere il danno.

LW: Cristo... sicuro di stare bene?

JG: Sì, voglio dire, tranquilla, grazie. Cristo, sono davvero un disastro certe volte.

Jimmy prende dei tovaglioli e li usa per cercare di asciugarsi alla meglio.

LW: Uhm... non credo andrà via così. Se vuoi ho una maglietta di ricambio nel borsone. È nera e larga, quindi non si dovrebbe notare che è mia.

JG: Se non è un problema mi faresti un grandissimo favore.

LW: Cos'è, la terza volta che mi offri da mangiare? Non preoccuparti.

Lilith recupera la sua borsa e ne estrae una t-shirt nera piegata accuratamente, poi la porge a Jimmy.

JG: Grazie, vado a cambiarmi.

Jimmy va in bagno a cambiarsi, dopo meno di un minuto torna con la maglietta di Lilith addosso. Questa beve un sorso di aranciata con la cannuccia, poi sorride.

LW: Ti dona, saresti una perfetta top model.

Jimmy sorride.

JG: Dici? Credo mi ingrossi i fianchi.

LW: Non troppo, dai.

Lilith ridacchia. Jimmy si risiede al tavolo

JG: Ti ho fatta ridere, non mi sembra nemmeno vero!

LW: Ehi, ho anche io il diritto di avere dei momenti di calma, giusto? Non ho il dono del ciclo perenne come Brunild Wagner.

JG: La sai quella dei tre pomodori?

LW: No, ma ho paura di dove potresti andare a parare.

JG: Allora, tre pomodori camminano per la strada. Papà pomodoro, mamma pomodoro e il pomodorino. Il pomodorino cammina con aria svagata e papà pomodoro allora si arrabbia e va da lui, lo schiaccia e dice: «Fai il concentrato!».

LW: Potrei andarmene lasciandoti il conto da pagare.

JG: Il conto lo pago lo stesso io, però ammettilo che ti ha fatto un po' ridere dai.

LW: Nemmeno per idea!

Il sorriso di Lilith si spenge un po' e la ragazza abbassa lo sguardo.

JG: Beh, almeno c'ho provato.

La Williams incrocia le mani, appoggiate al tavolo.

LW: Dunque... hai qualcosa da dirmi?

JG: Ehm, pensi che io abbia qualcosa da dirti?

LW: Uhm, sì. Altrimenti non saremmo qui, no?

Jimmy prende un respiro profondo.

JG: Vero.

Altro respiro profondo.

JG: Ecco, il fatto è che credo che tu mi piaccia.

Lilith sorride appena e sospira.

LW: Lo immaginavo. Cavolo, che situazione...

Altro sospiro, la giovane si passa una mano sui capelli.

LW: Ecco, Jimmy, sei un tipo divertente. Era talmente palese il tuo intento che non ho nemmeno provato a fermarti, mi dispiaceva.

Lilith abbassa di nuovo lo sguardo, il suo viso in genere pallido è arrossito.

LW: Il punto è che...

Respiro di Jimmy.

JG: Non ti piaccio. Chiaro.

Lilith alza entrambe le mani.

LW: Non è che non mi piaci te in particolare, Jimmy. Ecco, è che...

La Williams fa una piccola smorfia e rialza lo sguardo su Gates.

LW: ... A me piacciono le ragazze, Jimmy. Sono lesbica.

Jimmy si blocca un attimo.

JG: Ah.

Jimmy guarda da un'altra parte.

JG: Cazzo.

Il ragazzo si passa una mano tra i capelli.

JG: Poteva andarmi peggio.

Lilith alza le spalle, imbarazzata.

LW: Sfiga. Succede. Però mi stai simpatico, quindi per me non è un problema se vuoi continuare a frequentarmi. Anzi...

La wrestler beve un sorso.

LW: Ad esser sincero, non ho molti amici. E ne avrei bisogno.

JG: Non si direbbe, sai. Che hai bisogno di amici, intendo.

Jimmy sorride leggermente.

JG: Che poi neanche io ho tanti amici. E di base mi annoio tantissimo.

Il sorriso di Jimmy diventa più esplicito.

JG: Amici, allora?

Lilith sorride.

LW: Perchè... perchè no.

Jimmy le tende la mano. Lilith la guarda, la avvicina ma esita per un secondo, poi la strnge.

LW: Amici.

Le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 24/05/2016, 19:38 
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Cry of the Blackbirds - The Bruderschaft Der Krahe Story #3


Spoiler:


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«One is All.»



AVVISO AI NAVIGANTI

Spoiler:
Onde non rendere il testo letteralmente illeggibile visto lo sfondo blu scuro, ma anche per un significato vagamente allegorico riguardante il passato e il presente del protagonista, la parte testuale di Sigfried passa dal colore nero al colore bianco.



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Sedia spostata

Sospiro

«Dove vai, Nildy?»

«Devo uscire per un pò. N-non ce la faccio a continuare a guardarla in queste condizioni, Sig.»

Pianto

«Se Sylmy è finita qui è solo per colpa mia.»

Singhiozzo

«E’ tutta colpa mia, solo colpa mia.»

Abbraccio

«Non dire questo. Tu non hai alcuna colpa, ragazza.»

Sospiro

«Ha ragione Gunther. Non avresti potuto prevedere quello che è successo ieri sera. Nessuno di noi poteva prevederlo.»

Breve silenzio

«Adesso dobbiamo restare qui, ad attendere che si svegli. E’ fondamentale che ci veda al suo fianco.»

«Io sarò sempre al suo fianco. Sempre!»

«Così io, e naturalmente Sig. Calmati, ragazza.»

Porta che si apre

«Buongiorno a tutti.»

Breve silenzio

«Dottore! Ci sono novità?»

«Si. Abbiamo finalmente il quadro completo della situazione.»

«Avanti, dica tutto quello ha da dire. E sia franco...»

«Le lastre confermano la diagnosi. Purtroppo la vostra amica Sylmeria si è fratturata due vertebre cervicali in seguito a un forte trauma da impatto.»

Breve silenzio

«E... E cosa significa questo, dottore?»

«N-non mi dica che è rimasta paralizzata...»

«S-Sylmy... No...»

Pianto

«Oden, no. La prego...»

Sospiro

«Ho notizie buone e notizie cattive. La ragazza è stata fortunata. Le due vertebre rotte non hanno lesionato il suo midollo spinale per qualche millimetro. Servirà comunque una delicata operazione al collo, che comporterà la fusione delle vertebre in questione. Solo allora, una volta andato a buon fine l’intervento, la signorina Sylmeria Sorensen sarà fuori pericolo definitivamente.»

Breve silenzio

«Meno male...»

«E... Le cattive notizie?»

Breve silenzio

«Le cattive notizie sono queste: data l’entità dell’infortunio, aggravato oltretutto da alcuni errori grossolani dei soccorritori, e data la situazione al collo con cui dovrà convivere la paziente per il resto della sua vita, vi dico subito che Sylmeria Sorensen non potrà più salire su un ring di wrestling per combattere. Farlo, metterebbe a repentaglio la sua vita. Basterebbe infatti un nuovo colpo al collo per farla restare paralizzata, o peggio...»

Lungo silenzio

«C-ci deve essere un errore, dottore. Sylmeria non può smettere di lottare!»

«Mi dispiace, ma il responso è chiaro. La signorina Sorensen non è più una lottatrice a tutti gli effetti, ne va della sua salute. La sua carriera è finita.»

Urlo rabbioso

«Ma come cazzo si permette di dire quelle cose?! Fuori di qui! Se ne vada o la prenderò a calci!»

«Mi scusi io non volev...»

«Maledetto dottore! Sylmy è una Valkyria, e quelle come noi sono indistruttibili, ha capito?! Indistruttibili!»

Passi che si allontanano

«Non fare così, Nildy...»

Pianto rabbioso

«Oh, Sylmy... N-non ce la faccio... Non ce la faccio a restare qui. Lasciami stare! Gunther, lasciami!»

Passi veloci che si allontanano

Breve silenzio

«Ti prego Gunther, seguila fuori e falle compagnia finchè non si calmerà. Io non posso, ora il mio posto è al fianco di Sylmeria.»

«Ci penso io, Sig.»

Passi che si allontanano

«Sylmy...»

Lungo silenzio

Sospiro

«Uhm...»

«Sylmy?»

Breve silenzio

«S-Sig, sei tu... D-dove... Dove m-mi trovo?»

«Siamo in ospedale, amore mio.»

«Che è s-successo?»

«Ieri sera hai combattuto un incontro, Sylmy. E la tua avversaria...»

Sospiro

«L-la tua avversaria ti ha gettata all’indietro dalle corde con un German Suplex. Il colpo è stato tremendo. C-cosa ricordi tu?»

«Ho s-solo un flashback. S-stavo per chiudere il match con la Profile... P-poi non ricordo nulla.»

Breve silenzio

«Sig? H-ho perso, Sig?»

Colpo di tosse

«Non ci pensare, Sylmy. Questo non importa adesso, amore mio.»

Breve silenzio

«Sig... Mi fa male il collo. S-sento a malapena le gambe...»

«E’ importante che tu le senta, Sylmy. Te la sei vista brutta, ma i dottori dicono che guarirai dopo... Dopo l’operazione...»

Breve silenzio

Colpo di tosse

«Ho sete...»

«Aspetta, tieni, ti aiuto io da bere. Ecco fatto.»

Breve silenzio

«G-grazie.»

Breve silenzio

Sospiro

«S-stringimi forte la mano Sig...»

«Certo, amore mio.»

Breve silenzio

«Nildy... D-dov’è? Come sta?»

«Si trova fuori nei corridoi. E’ stanca e arrabbiata. Gunther le sta tenendo compagnia, ma presto torneranno qui da te.»

«B-bene...»

Sospiro

«Oh Sylmy... E’ colpa mia. Sono io il responsabile di quello che è successo. Se fossi stato a bordoring a coprirti le spalle, saresti rimasta al sicuro. N-non me lo perdonerò mai...»

Breve silenzio

«N-no, amore mio. Non avresti potuto farci n-niente.»

«Avrei potuto avvertirti di quello che stava per succedere. Avrei potuto impedire a quella ragazzina inesperta di farti questo. Avrei potuto almeno farti soccorrere nel modo giusto. Avrei potuto...»

Carezza

«N-non hai colpe Sig. Nè tu, nè Nildy, nè nessun altro.»

Colpo di tosse

«S-supererò anche questa. E tornerò al vostro fianco... Più f-forte di prima...»

Lungo silenzio

«S-Sylmy... I dottori...»

Breve silenzio

«I dottori hanno detto che... Hanno detto che non potrai più lottare per tutta la vita. Sarebbe troppo pericoloso per il tuo collo. Rischieresti la paralisi oppure la morte...»

Lungo silenzio

«Ma... M-ma...»

Breve Silenzio

«C-combattere è tutta la mia vita...»

Colpo di tosse

«N-non ho fatto altro finora... Oh Sig...»

Breve silenzio

Pianto disperato

«Io v-voglio combattere, non voglio ritirarmi! Voglio lottare fianco a fianco con te, con Nildy, con Gunther! Voglio viaggiare insieme a voi per il mondo! Voglio essere una campionessa! Voglio essere un esempio, proprio come te!»

Colpo di tosse, pianto

«Io... V-voglio vivere insieme a voi il nostro sogno!»

Pianto disperato

«P-perchè, Sig? Perchè mi è successo questo?! Non è giusto! N-non è...»

Singhiozzi, tosse, pianto

«Oh, Sylmy. Ti prego, non fare così...»

Pianto

«Vederti soffrire mi spezza il cuore...»

Colpo di tosse

Breve silenzio

«Io... N-non voglio restare s-sola.»

«No! Mai e poi mai. Come puoi pensare questo?!»

Tenero abbraccio

«Non temere, amore mio. Saremo sempre al tuo fianco, ricordatelo. Sempre. Ti proteggeremo, ci prenderemo cura di te e ti aiuteremo a superare anche questa durissima prova...»

Bacio

«Non sarai mai sola, Sylmy. Ci sono io qui con te, c’è Nildy,c’è Gunther, e a breve arriveranno anche i tuoi fratelli.»

Breve silenzio

«P-promettimelo... S-Sig... Ho bisogno di voi.»

«Te lo giuro, Sylmy. Noi non ti abbandoneremo. Mai, amore mio. Mai.»

Abbraccio

Lungo silenzio

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Immagine


Porta aperta

Porta chiusa con forza

«Ah, Jaeger. Dovresti bussare alla porta prima, sono molto indaffarato. Puoi ripassare tra un pò? Ti mando io a chiamare.»

«No.»

«No?!»

«Dobbiamo parlare, subito.»

Breve silenzio

«E di cosa dovremmo parlare?»

«Sylmeria...»

Rumore di penna appoggiata

«Ah, come sta? Andata bene l’operazione? Spero si rimetta presto.»

Lungo silenzio

«C'è qualche problema?»

«Lei è uno schifoso ipocrita, signor Dassler. Lo sa, vero?»

«Ehi, come ti permetti?! Niente confidenze e offese con me. Tu sei un wrestler sotto contratto, anche se il campione, ricordalo Sigfried Jaeger.»

«Come può chiedermi della salute di Sylmy, quando alle spalle la sta licenziando in fretta e furia. Perchè?»

Breve silenzio

«Queste sono decisioni che esulano i sentimenti, Jaeger. Il Daring Crow non può più volare ormai. Io gestisco un business, e in questo caso non mi serve a niente una lottatrice ritirata in ECW. Aggiungiamo poi la pessima pubblicità che si sta facendo strada tra gli addetti ai lavori dopo il suo infortunio. Devo tamponare il danno, Jaeger...»

Breve silenzio

«E lei tampona il danno licenziandola e mettendo tutto a tacere sull’incidente?»

«Esatto. E’ un pò drastico, ma chiunque farebbe una del genere per il bene della propria compagnia, perfino tu.»

«No!!!»

Rumore di sedie rovesciate

«Cos...»

«Sylmeria ha dato tutta se stessa per amore di questo business, perdendo la sua carriera e il futuro che l’aspettava contro un’avversaria ancora acerba e inesperta. Tutti noi abbiamo dato il sangue per rendere grande questa federazione. E sarebbe questo il ringraziamento?! Lei è un lurido bastardo!»

«Basta così Jaeger! Ho dovuto per forza correre ai ripari. Tu sei un wrestler e devi adeguarti alle scelte dall'alto. Sylmeria Sorensen è finita. La nuova campionessa, Valerie Delacroix, ha un ottimo potenziale, è forse troppo giovane, ma sarà il futuro al femminile di questa compagnia, assieme a Brunild Wagner. Già il pubblico l’adora per aver sovvertito ogni pronostico e vinto la cintura nel modo più inaspettato.»

Lungo silenzio

«N-non è vero...»

«E’ vero invece. Hanno esultato alla grandissima, Jaeger, lo hai visto tu stesso. Fattene una ragione. Puoi pure negarlo, ma quello che ho inteso io è che il pubblico comincia a essere stanco di queste storie di eroi, e ha iniziato a cercare altro. Cosa che io debbo dargli per il bene della mia federazione.»

Breve silenzio

«Devi rassegnarti, Jaeger, e andare avanti. Non dubito che Sylmeria Sorensen sia una grande perdita per noi, tuttavia le auguro ogni bene per il suo futuro al di fuori della ECW. Ora, se non ti dispiace, puoi lasciare questo ufficio e tornare ad allenarti. Il discorso è chiuso, farò finta che sia stata la tua rabbia e il rimorso a spingerti di parlarmi a codesta maniera...»

«M-Maledetto!»

«Hey, che stai fac... Ouch!»

Rumore di scrivania rovesciata

Passi che si allontanano

«T-ti punirò per questo! Hai capito?! Ti multerò! Ti toglierò il titolo mondiale se non ti scuserai per questo macello!»

Porta che si apre

Breve silenzio

«Non me ne frega niente del suo adorato titolo. L’ho già buttato via... Addio.»

«A-aspetta, Jaeger!»

Porta sbattuta violentemente

Lungo silenzio


***


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«Allora, Sig?»

«Che succede? Che ha detto?»

Breve silenzio

«E’ finita.»

Lungo silenzio

«C-come finita? In che senso?»

Sospiro

«Ho chiuso con questa federazione, e ho chiuso con tutti quegli ingrati. Ascoltatemi bene...»

Voci che sfumano

Silenzio



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Spoiler:


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Dopo quel colloquio burrascoso con Gerard Dassles, Sigfried Jaeger fu privato dell’ECW World Championship, mentre la Bruderschaft Der Krahe abbandonò in blocco l’European Championship Wrestling.

Ad oggi, dopo quasi tre anni, nessun membro della BDK Inc. ha più messo piede nella federazione di Stoccarda che li ha lanciati anni fa. L’unica persona di quel mondo a cui sono rimasti legati ad oggi è solo Dietrich Van Hasselt, il vecchio trainer di Sigfried Jaeger.

Dopo l’addio alla ECW, la Bruderschaft Der Krahe fu contattata immediatamente da Necro Butcher, il promoter della Total Destruction Pro Wrestling, intenzionato a portarli a Phoenix in pompa magna, bruciando la concorrenza.

In seguito a una lunga trattativa, Sigfried Jaeger, Gunther Schmidt e Brunild Wagner entrarono in TDPW come wrestler attivi, mentre Sylmeria Sorensen fu assunta comunque come lottatrice, clausola imprescindibile posta dalla BDK.

In Total Destruction Pro Wrestling, Sigfried Jaeger si adattò immediatamente allo stile ultraviolento della federazione, riuscendo in breve tempo a vincere il TDPW Death Championship e a detenerlo ininterrottamente per un anno, battendo tutti i migliori wrestler del roster.

Brunild Wagner spopolò subito per la gelida determinazione, abbandonandosi a incontri violenti contro tutte le veterane della TDPW, facendo un ulteriore salto di qualità come lottatrice e riuscendo a conquistare il TDPW Women’s Championship dopo un feud interminabile contro Melissa Flash.

Gunther Schmidt si rivelò subito un osso durissimo per tutto il roster della federazione, vista l’enorme resistenza ai colpi, anche a quelli più duri. E assieme a Sigfried, fece sue le cinture di campioni di coppia della TDPW.

La delicatissima operazione al collo di Sylmeria Sorensen andò a buon fine. Dopo diversi mesi di lunga e difficile riabilitazione, la ragazza si ristabilì e potè tornare alla sua vita normale.

Come previsto dai medici, Sylmeria non è più salita su un ring per combattere, ritirandosi dal mondo del wrestling in silenzio, protetta dai suoi amici.

Nel 2014, Sylmeria Sorensen è comparsa saltuariamente in TDPW a fianco della BDK, ma con ruoli principalmente extra-ring.











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«One is All.»


The End
















Spoiler:
Next Time, on Valhalla Chronicles Origins:



«E tu che diavolo ci fai qua?!»


«Chi credo di essere? Semplicemente il miglior wrestler mai esistito in TWNA e nel mondo intero.»


«Se c’è una cosa che odio di più sono gli eroi, e tutta l’aura di ipocrisia e inutilità che li circonda.»


«Hai finito con questa pantomima?!»


«Farò di te un esempio immortale della mia grandezza. La tua caduta sarà la grande eredità che lascio al mondo in vista del mio ritiro.»


«Words create lies, Pain can be trusted...»


«Quel tizio non è affatto un essere umano.»


«Necro Butcher sta cercando di fregarti, Sig.»


«Oh, Sigfried...»


«Il mio sogno, il nostro sogno, sta svanendo...»




Dancing with the Devil - The Bruderschaft Der Krahe Story #4


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 25/05/2016, 18:40 
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Non mi hai mai parlato tanto di lei.

Non mi hai mai chiesto di farlo.

Quando hai capito di voler diventare un wrestler?

Abbastanza tardi.

E come l'hai capito?

E' una lunga storia.

Cos'è un ribelle?

Un ribelle è chi lotta contro qualcosa e combatte con tutto sé stesso per vincere. Un ribelle non ha niente da perdere e niente da temere.


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GENESIS OF A REBEL - Part 0


02/02/2001 - San Antonio,Texas.

Ci troviamo all'interno di una chiesa vuota. La chiesa, in stile gotico, è a tre navate, separate da alte colonne marmoree. La luce penetra dal rosone posto dietro l'altare, decorato con un mosaico raffigurante il Cristo pantocratore. Sotto di questo, in prossimità dell'abside, un grande crocifisso, con il cristo rivolgente lo sguardo di compassione in direzione della prima fila di panche. Il tetto è molto alto, in prossimità di questo, sia nel lato destro che sinistro, diverse finestre. più piccole, anch'esse abbellite con mosaici raffiguranti diverse scene tratte dall'antico e dal nuovo testamento. Dalla creazione dell'uomo alla deposizione dalla croce. Un silenzio assordante è turbato solamente da qualche singhiozzo e dal suono di un respiro pesante. Da solo, In prima fila, seduto su una panca, con il busto rivolto verso l'altare troviamo un giovane Shawn Gates.

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Il texano è seduto con lo sguardo rivolto verso il pavimento marmoreo, la testa sorretta dalla mani, i gomiti appoggiati sulle gambe. Indossa dei vecchi jeans, con un vistoso strappo in prossimità del ginocchio destro. Una camicia da discount bianca gli fascia il busto, la barba, ancora troppo giovane per essere folta, è ispida, e adombra buona parte del volto del texano. Il lunghi capelli biondi scendono ai lati della testa. Il respiro sempre più pesante risuona adesso come un macigno nell'austera cattedrale. La scena continua per qualche secondo, finché il texano non alza lo sguardo, in direzione del severo crocifisso.

Flashback ha scritto:

Ci troviamo all'uscita di un edificio nel campus del college di San Antonio. L'edificio da su una piazza circondata da bassi edifici color mattone e Gates, che indossa delle converse blu, dei jeans e una camicia rossa aperta a mostrare una maglietta del gruppo Lynyrd Skynyrd, è accanto ad un alto posacenere, intento a fumare una Lucky Strike Blu. Dietro di lui una ragazza corre all'impazzata, tenendo sotto il braccio destro due grossi libri, e appesa all'avambraccio sinistro una borsa marrone.

???: Fate largo! Scusate! Sono in ritardo!

Gates continua a fumare, ignaro, assorto nei suoi pensieri.

SG: Porc-

Il texano cade faccia a terra sullo sporco pavimento di sanpietrini.

???: Oddio, scusami!

Il texano, ancora a terra, ruota leggermente il busto.

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SG: F-fa niente.

La ragazza scorge sullo zigomo di Gates un piccolo taglio.

JD: No che non fa niente, oddio, scusami!

La ragazza fa cadere i due pesanti libri a terra, poi prende con entrambe le mani la borsa marrone, la apre ed estrae dei fazzoletti, si butta quindi in ginocchio accanto al texano che la osserva con sguardo interrogativo. La ragazza apre il pacco di fazzoletti e ne estrae uno, poi lo da a Shawn.

JD: Tienilo sulla ferita, aspetta.

La bionda ricomincia a frugare nella borsa.

JD: Eccolo!

Prende un altro fazzoletto e lo imbeve col disinfettante appena estratto dalla borsa, poi lo usa per tamponare il taglio procurato al texano.

JD: Oddio, mi devi davvero scusare io-io sono mortificata. Sono sempre così imbranata cavolo!

Il texano scosta la mano della ragazza bionda e va per rialzarsi.

SG: Ti ho detto che fa niente, tranquilla, non è un grosso taglio.

Il texano si scrolla la polvere dalle mani strofinandole sui jeans.

JD: Cavolo! Posso fare qualcosa per farm-

SG: Come ti chiami?

JD: Judith. Judith Mayers.

Il texano estrae una sigaretta dal taschino della camicia e la accende con un clipper.

SG: Io sono Shawn. Che ne diresti di andare a pranzo insieme. Diciamo domani?


Gates è ancora seduto davanti l'altare, il viso più rosso, il respiro più pesante, lo sguardo ancora puntato verso il crocefisso.

Flashback ha scritto:
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Ci troviamo in una tavola calda piuttosto affollata ad ora di pranzo. Diverse persone consumano i loro pasti, mentre diverse giovani cameriere girano per il locale raccogliendo ordinazioni, portando piatti, e versando caffè. In un tavolo, vicino ad una finestra vediamo seduti Shawn Gates e Judith Mayers, intenti ad ordinare davanti ad una giovane cameriera dai lisci capelli castani.

SG: Io prendo le costolette al barbeque, abbonda con la salsa. Tu che prendi?

JD: Per me lo stesso.

La cameriera appunta le ordinazioni sul un taccuino, ritira i menù e si dilegua. Shawn e Judith si guardano aspettando che qualcuno dica qualcosa.

SG: Una ragazza che prende le costolette. Potrei sposarti.

JD: Ottima cosa da dire al primo appuntamento.

Judith ride. Gates ricambia la risata. Cala nuovamente il silenzio.

SG: Quindi questo è un primo appuntamento? Pensavo fosse un modo per ripagarmi dalla caduta.

JD: Chi può dirlo?

Gates accenna una risata, ricambiato da Judith.

JD: Cosa studi?

SG: Fisica. Primo anno. Tu?

JD: Lettere. Primo anno.


Gates continua a guardare il crocifisso posto dietro l'altare, senza ottenere risposta.

Flashback ha scritto:
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Ci troviamo in un parco, ad inizio autunno, e mentre il verde dell'erba si mischia al bruno delle foglie, seduti sul prato, a gambe incrociate, troviamo Shawn e Judith. Il ragazzo di San Antonio indossa una larga camicia rossa e nera a schacchi, con sotto una maglietta dei Deep Purple, dei jeans strappati sulle gambe e delle converse blu. Judith indossa una felpa verde aperta, con le maniche più lunghe delle sue braccia, una maglietta dei Nirvana, jeans e converse. Davanti al texano una chitarra classica. Judith ha nella mano sinistra una sigaretta, davanti a loro, sull'erba, un pacco di Lucky Strikes Blu e uno di Muratti.

SG: Ma lo sai che hai davvero una bella voce?

JD: Macché, lo dici tanto per dire.

SG: Dico sul serio guarda! Secondo me dovresti considerarlo come futuro.

JD: Sì, come no. Tu piuttosto non sei male con la chitarra.

SG: Ma no, so giusto fare qualche accordo.

JD: Sarà, ma li fai bene.

SG: Non che ci voglia tanto.

JD: Che facciamo domani?

SG: Di mattina ho lezione, se ti va il pomeriggio possiamo tornare qui.

Judith si guarda intorno, poi annuisce.

JD: Raccontami qualcosa di te.

SG: Cosa vuoi sapere?

JD: Com'è la tua famiglia?

SG: Non vedo mia madre da quando avevo cinque anni, mio padre ha problemi con l'alcool. Non andiamo molto d'accordo. E' un ex wrestler, adesso allena.

JD: Oh, mi dispiace...

SG: Tranquilla, fa niente. Dico davvero.

Judith passa la sigaretta a Shawn, che fa un paio di tiri e la butta sull'erba

JD: Ti vedrei bene come wrestler comunque.

SG: Nah, quella vita non fa per me. La gente pensa che il wrestling sia solo quello che si vede in televisione, ma la realtà è un'altra, e non è bella come si può immaginare. Sia mio padre che mio nonno sono stati wrestler. Non è finita bene a nessuno dei due.

Si alza un vento leggero.

SG: I tuoi invece che lavoro fanno?

JD: Mia madre è maestra alle elementari, adora i bambini più di ogni altra cosa, se potesse insegnerebbe ventiquattrore al giorno. Mio padre invece è avvocato, è molto bravo, ma non sta molto a casa, mia madre invece c'era sempre.

Judith si guarda intorno.

JD: Il sole sta iniziando a calare.

SG: Sì, si è fatto tardi. Andiamo dai.

I due si alzano, raccolgono le sigarette, Shawn prende la chitarra e si incamminano verso l'uscita del parco.

SG: Ho dimenticato una cosa.

JD: Cosa?

Gates guarda negli occhi Judith.

SG: Questo.

I due si baciano.


Torniamo nella chiesa, dove la situazione non è cambiata, Shawn punta ancora il crocifisso con lo sguardo, il viso rosso ed il respiro pesante.

Flashback ha scritto:

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SG: Dai, salta su, non ti mangia mica.

JD: Lo so! Ma non ci sono mai salita su un cavallo...

SG: Se non fossi sicuro al cento per cento che non c'è pericolo ti direi di farlo?

Judith non risponde. Shawn salta giù dal cavallo.

SG: Avanti principessa, il mio destriero la attende.

Judith sbuffa, mentre Shawn la aiuta a salire sul cavallo. Poi, molto più rapidamente, risale anche lui.

SG: IH-AH!

Gates da un colpo con le redini. Il cavallo emette un nitrito e inizia a trottare. Judith si aggrappa a Gates.

SG: Tutto okay?

JD: F-Finora sì.

SG: Perfetto.

Passano un paio di secondi.

SG: IH-AH!

JD: SHAWN!

Gates sperona il cavallo, che parte al galoppo.

JD: SHAWN RALLENTALO!

SG: Stringiti forte a me se hai paura, tranquilla, non andiamo neanche così veloce.

Judith si aggrappa a Gates avvolgendolo in uno strettissimo abbraccio.

SG: Così non riesco nemmeno a tenere le redini però.

Judith allenta leggermente la presa.

JD: Così va meglio?

SG: Mi piaceva di più quell'abbraccio.

Judith stringe di nuovo Shawn. Il cavallo galoppa libero nella prateria illuminata dal caldo sole del Texas. Allontanandosi sempre di più, mentre Judith non scioglie mai l'abbraccio che la lega a Shawn. Il cavallo compie diversi giri nella prateria, per poi rallentare ed iniziare ad andare a trotto.

JD: Credo di amarti.

SG: Lo credo anche io.

Il cavallo continua il suo trotto mentre Judith si avvinghia a Shawn poggiando la sua testa sulla spalla del texano.

JD: Sei mai stato innamorato prima?

SG: No. E' per questo che lo so. Tu?

JD: Io sì. E' per questo che lo so.

SG: E com'è finita con quell'altro?

JD: La sua famiglia si è trasferita in Australia.

Passa qualche secondo di silenzio.

SG: Io non vado da nessuna parte.


Lo sguardo del texano è ancora puntato sul crocifisso, carico d'odio. Il volto ormai completamente rosso e i denti digrignati si mischiano al respiro affannoso. Finalmente Gates inizia a parlare, la voce è rotta dal nodo in gola e spezzata ulteriormente dalla mancanza di ossigeno.

SG: Per tutta la mia vita. Per tutta la mia vita ho rispettato. Ho rispettato solo due autorità. Te. Te e mio padre.

Flashback ha scritto:


Shawn e Judith si trovano dentro nella solita tavola calda, seduti al solito tavolo vicino alla finestra. L'orologio appeso al muro segna le dieci di mattina. Gates ha davanti un grosso caffè americano e un rotolone alla cannella, Judith un bicchiere di latte ed un muffin. Il texano è concentrato sulla sua colazione, mentre Judith si guarda intorno, mentre batte le dita sul tavolo, completamente disinteressata alla sua colazione.

JD: Shawn.

SG: Eh.

Il texano aggredisce il rotolone alla cannella con un mastodontico morso.

JD: Devo dirti una cosa.

SG: Cofa?

Gates deglutisce, si pulisce la bocca con il dorso della mano e beve un sorso di caffè.

JD: Sono incinta.

Il texano sputa tutto il caffè per terra, per poi strofinarsi con forza il volto con le mani.

SG: D-da quanto?

JD: Due mesi. Volevo dirtelo prima ma-

SG: Vuoi tenerlo?

Judith prende un respiro profondo e beve un sorso di latte.

JD: Sì. Voglio tenerlo. Mi sento pronta Shawn. E' vero, ho diciannove anni. Ma mi sento pronta per dare al mondo un bambino. O una bambina. E vorrei che tu restassi accanto a me per crescerlo insieme e diventare una famiglia. Se te ne vorrai andare capirò. Crescerò il bambino da sola. Stiamo insieme solo da sei mesi e lo so che questo è un grande shock per te. Non voglio obbligarti a restare con me, ma voglio un figlio. E voglio una famiglia. Voglio una casa insieme. Voglio un camino. Voglio il pranzo del ringraziamento. Voglio portare nostro figlio a vedere babbo natale al centro commerciale. Voglio vederlo crescere e andare a scuola. Voglio vederlo innamorarsi come io mi sono innamorata di te. Voglio invecchiare e vederlo diventare un uomo. Voglio che realizzi i suoi sogni come io voglio realizzare il mio. E tutto questo vorrei farlo con te. Se tu non vorrai, ti capisco. Hai tutta la vita davanti e questo significherebbe stravolgerla completamente. Ma io voglio davvero questo bambino, lo voglio più di quanto io abbia mai voluto qualcosa in vita mia.

Gates si porta le mani giunte davanti la bocca, senza proferire parola con lo sguardo basso ed il respiro che si infrange sulle dita della mano.

JD: Prenditi il tempo che ti serve.


Il texano è ancora rivolto verso il crocifisso, con lo stesso viso rosso, la stessa voce rotta.

SG: Mio padre. Mio padre è uno stronzo. Questa lo so. Ma l'ho rispettato. L'ho rispettato anche, anche se è uno stronzo.

Flashback ha scritto:
Ci troviamo in un monolocale piuttosto spoglio, una parte è occupata dall'angolo cucina, composto da un vecchio frigo, un forno, una piccola dispensa, un tavolo e due sedie. L'altra parte della stanza è composta da un divano-letto aperto, con davanti un mobiletto con sopra una televisione spenta. Accanto al divano-letto due comodini con sopra due lampade, su uno dei due comodoni un piccolo posacenere. Sul divano letto abbracciati ci sono Shawn Gates e Judith. Il texano accarezza il vistoso pancione della ragazza che ricambia con un sorriso. Shawn le bacia la testa, per poi prendere dal cassetto del comodino, senza alzarsi, un pacco di Lucky Strikes Blu Morbide. Il texano prende dal cassetto anche un bic e si accende la sigaretta.

JD: Non abbiamo ancora pensato al nome. Tu come vorresti chiamarlo?

SG: Shawn Junior. Decisamente.

La ragazza tira un affettuoso pugno sul braccio di Shawn.

JD: Daii, fai il serio!

SG: E' decisamente una delle cose che mi riesce peggio.

JD: Sei un idiota.

SG: Tu hai qualche idea?

JD Lo vorrei chiamare James. Come mio padre.

SG: James Gates...

Il texano da un tiro di sigaretta e inizia a fissare il soffitto.

SG: James Gates.

Shawn scrolla la cenere nel posacenere senza guardare, mentre continua a fissare il soffito.

SG: Non so se mi piace come suona.

JD: Puoi sempre chiamarlo Jimmy. O Jim.

Il texano da un altro tiro mentre continua a guardare il soffito.

SG: Jimmy Gates. Già suona meglio.

JD: Puoi decidere il secondo nome se vuoi.

SG: Quello ce l'ho.

JD: E qual è?

SG: Motherfucking. Sarà Jimmy Motherfucking Gates.

JD: Sei davvero un idiota.

La ragazza si gira su un fianco sfuggendo all'abbraccio di Shawn, che però si gira anche lui e la riabbraccia.

SG: Eddai, stavo scherzando! Dai, ci penserò.



Respiro ancora pesante, sguardo ancora verso il crocefisso, voce ancora rotta.

SG: E quando mia madre è andata via. Quando mia madre è andata via non te ne ho mai fatto una colpa. 'Dio ci ama', mi dicevo. 'E' parte di un progetto più grande'.


Flashback ha scritto:

Dottore: Spinga signora, spinga!

Siamo in una stanza d'ospedale, sul letto al centro della stanza una provatissima Judith, sudata e dal colorito sbiancato, Da dietro le sue gambe si scorge il volto di un basso dottore dai tratti asiatici, i cui guanti sono sporchi di quello che che sembra sangue. Accanto al lettino, mentre stringe la mano a Judith, Shawn Gates, con camice e mascherina.

SG: Judith, sono qua con te! Tieni duro, ci siamo quasi!

Dottore: SPINGAAA!

JD: STO SPINGENDO PORCA PUTTANA.

Judith emette delle violentissime urla di dolore, quasi rompendo la mano di Shawn che stringe la sua.

Dottore: Vedo la testa! Spinga!

JD: AAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH

Passano una ventina di interminabili secondi, dominati dal rumore delle urla di Judith, quando finalmente il bambino viene fuori. Il dottore prende un asciugamano pulendolo alla meglio, per poi mostrarlo ai genitori.

Dottore: E' un maschio!

SG: E' bellissimo.

Dottore: Che nome volete dargli?

SG: James. James Paul Gates.



SG: Ho sempre. Sempre avuto timore di Dio. Sempre. Eri l'unica autorità. L'unica autorità che mi restasse da rispettare.

Flashback ha scritto:

Ci troviamo di nuovo nel monolocale. Stavolta l'arredo spoglio è arricchito da qualche quadro economico appeso alle pareti, il divano-letto è stato sostituito da un letto matrimoniale vero e proprio, e accanto a questo una piccola culla, dove dorme un piccolo Jimmy Gates. Vicino alla porticina del bagno un box giochi, con diversi giocattoli per l'infanzia. Seduti sul tavolo apparecchiato elegantemente, al lume di un paio di candele bianche, vediamo Shawn e Judith mangiare un tacchino al forno. Sul tavolo anche un cartone di vino, del quale i bicchieri dei due commensali sono pieni. I due finiscono di mangiare il tacchino, Judith si pulisce le labbra con un tovagliolo di carta.

JD: Era buonissimo Shawn. Dovresti cucinare più spesso.

SG: Mi piace molto cucinare sai. Se non dovessi lavorare tutte le sere giù al bar cucinerei sempre io.

Gates si alza, va verso il frigo, lo apre ed estrae una bottiglia di champagne. Poi prende due bicchieri e li riempie.

SG: Due anni insieme ed un figlio bellissimo, la vita è bella.

Shawn porge il bicchiere di champagne a Judith, che lo sorseggia un po' prima di rendersi conto di ciò che giace sul fondo. Davanti a lei, nel frattempo, Shawn si è inginocchiato.

SG: Judith. Questi due anni con te sono stati i più belli che io abbia mai passato in vita mia. Ho incontrato la donna migliore sulla faccia della terra e insieme abbiamo fatto un bellissimo bambino. Non pensavo che la vita potesse davvero essere così bella. Mi hai insegnato ad amare, mi hai insegnato a lottare, mi sei stata vicina nei momenti bui e in quelli felici. Sei la mia roccia, sei il mio pilastro, sei molto più di quello che uno come me potrebbe mai sperare di avere. E voglio che tu stia con me per sempre Judith, voglio stare con te per sempre. In ricchezza e in povertà. In salute e in malattia. Finché morte non ci separi. Judith Caroline Mayers, vuoi sposarmi?

Judith prende un respiro profondo.

JD: Sì Shawn, lo voglio!

I due si alzano contemporaneamente per scambiarsi un bacio appassionato che dura diversi secondi, finché non viene interrotto da un pianto isterico. A quel punto Judith si stacca dal bacio.

JD: Cavolo, di nuovo! Vado io dai.

Judith si stacca dalle braccia di Shawn per andare in direzione della culla di Jimmy.

SG: Judith.

JD: Dimmi.

SG: Ti amo.


SG: E adesso. Adesso tutto mi è stato tolto.

Flashback ha scritto:

Siamo ancora nel monolocale, la luce del mattino inoltrato illumina l'appartamento entrando dal balcone, Shawn è seduto sul letto e fa zapping alla tv, un indaffarata Judith invece gira frettolosamente per l'appartamento.

JD: Shawn, hai visto il mio telefono?

SG: No, hai controllato in bagno?

Judith apre la porta del bagno e controlla velocemente.

JD: Trovato!

SG: Perfetto.

Judith continua a girare per l'appartamento.

JD: Hai chiamato il mio taxi?

SG: Sì, sarà qui a minuti.

Judith prende dei trolley appoggiati al muro e li posiziona davanti la porta.

SG: Chiavi?

Judith, si tocca la tasca dei jeans.

JD: Ci sono.

SG: Portafoglio e carta d'identità?

Judith fruga nella borsa.

JD: Ci sono.

SG: Biancheria, pantaloni, magliette, maglioni, calze?

JD: C'è tutto.

Shawn si alza dal letto e si avvicina a Judith.

JD: Starò via solo un paio di giorni.

SG: Lo so, tranquilla.

JD: Ci pensi che tra un mese saremo marito e moglie?

SG: Non vedo l'ora.

Si sente un rumore di clacson provenire dall'esterno.

SG: Mi sa che è il tuo taxi.

JD: Mi sa di sì.

SG: Va bene, dai.

Shawn apre la porta, Judith prende le valigie, si avvicina a Shawn e gli da un bacio sulla bocca, poi oltrepassa l'uscio e si avvia giù per le scale.

SG: Ti amo Judith.

Judith si volta.

JD: Ti amo anch'io Shawn


SG: Tutto...

Flashback ha scritto:

Siamo di nuovo nel monolocale, adesso si sono aggiunti all'arredamento un vaso con dei fiori al centro della tavola e un tappeto tra il letto ed il tavolo. Shawn Gates è davanti la televisione, con un Jimmy un po' più cresciuto seduto sulle gambe.

Televisione: Mah Gawd! Steve Austin! Steve Austin has won his third Royal Rumble!!

Gates spalanca gli occhi davanti al televisore. Poi squilla il telefono, il texano risponde.

???: Parlo con il signor Shawn Gates?

SG: Sì.

???: Lei è tra i numeri di emergenza di Judith Mayers. Judith ha avuto un incidente, la stiamo portando all'ospedale più vicino.


SG: E quello che mi era rimasto, non potevo più tenerlo.

Flashback ha scritto:
Una piccola strada nella periiferia di San Antonio illuminata solo dalle luci fredde dei lampioni sul lato destro della strada. Il silenzio che pervade nell'atmosfera è rotto solo dal rumore di piccole ruote sull'asfato. In lontananza, un uomo con indosso un lungo impermeabile marrone spinge un passeggino blu. All'interno del passeggino un bimbo dorme, ciuccio in bocca e coperta a ripararlo dal freddo. L'uomo spinge velocemente il passeggino. Nonostante l'impermeabile dell'uomo, la notte è piuttosto tiepida e priva di vento. L'uomo ferma il passeggino davanti un'edificio austero, senza segni particolari, poi estrae dalla tasca un biglietto e lo lascia sopra il bambino ignaro. L'uomo se ne va.


SG: Da sempre ho avuto timore di Dio, i miei genitori, i miei maestri, i preti, tutti mi avevano insegnato ad averlo. Ma quando non hai più niente non hai niente da temere. Ho lasciato mio figlio, Judith è morta, mia madre è scomparsa quindici anni fa. Cosa altro avrei da perdere? COSA ALTRO HO DA TEMERE?

Gates si alza di scatto dalla panca.

SG: NIENTE!

Shawn adesso si avvicina al crocifisso.

SG: E dovrei ancora avere qualcosa da rispettare? Dovrei ancora avere paura di qualcosa? No.



When nothing owns you
When nothing can kill you, my son
That's were a Rebel borns
When nothing can stop you
When nothing can hurt you
That's were a Rebel borns
When you've lost yourself and the world's gonna put down
That's were a Rebel borns.


Gates estrae una sigaretta dal taschino e la accende.

When no person can help you
When no drug can help you
When no weapon can help you
When the enemy is gonna destroy you
Put your knees to the ground and ask you to beg for mercy
When your heart kills your brain
And your soul kills your fears
That's where a Rebel borns.


Il texano si volta, dando le spalle al crocefisso e percorrendo la navata centrale a ritroso ed uscendo dalla chiesa.

When no power is above
And no person is below
When life rejects you
And nobody is your lord
That is
Where a Rebel borns
This is
The Genesis of a Rebel.




Spoiler:
No, non sono qui per chiedervi di ascoltare la canzone e riflettere sulla vostra vita. La canzone è bella, e i primi quaranta secondi ci stanno tantissimo con il momento narrato, ma non mi cambierà la vita se non la vorrete ascoltare.
Non sono qui nemmeno per esporre quanto personale sia questo promo che pur toccando tematiche a me abbastanza vicine, come il rifiuto della religione o la ribellione, di certo non parla della mia vita.
Questo promo è stato un parto per me. Partito come un mini-promo denso uno spunto si è evoluto, grazie anche alla guida che mi ha dato il Cap, in quello che è ora, passando attraverso infinite modifiche, correzioni, versioni alternative, aggiunte, rimozioni, altre aggiunte, fino ad arrivare alla versione definitiva.
Questo promo è particolarmente importante per me perché segna la fine del mio primo ciclo da scrittore in federazione. In ciclo contraddistinto da incoerenze, continue scosse di assestamento per trovare uno stile a me congeniale, un evoluzione incontrollata delle mie capacità, non disciplinata, che anche se mi ha portato a migliorare tantissimo, mi ha anche reso soggetto a diverse sbandate.
Questo promo, contemporaneamente, segna l'inizio di un nuovo ciclo per me, un ciclo dove la scrittura è accompagnata da una attenta riflessione, una progettazione metodica, e le sperimentazione e le evoluzioni sono disciplinate. Questo cambiamento è stato stimolato principalmente da chi mi ha criticato più di tutti, facendomi anche male a volte con le sue critiche, un male che percepivo più forte perché dentro di me sapevo che in fondo aveva ragione. Quindi grazie, Cap.
Questo promo è il meglio che posso fare? No, assolutamente no. E' però il meglio che ho fatto finora da singolo. E sento che non è comunque abbastanza. Mi arrenderò per questo? Assolutamente no. Ho ricominciato con le e-fed dieci mesi fa che facevo cagare a spruzzo, e ora sono qui, e non mi fermerò.
Questo gioco, questa community per me significano davvero tantissimo, mi hanno aiutato e mi aiutano tuttora a superare periodi di merda. Periodi che solo ribellandoci possiamo superare. Ribellandoci a noi stessi, alle nostre ansie, alle nostre paure. Ribellandoci contro chi ci fa male, contro ciò che ci opprime, che sia un vostro prof stronzo, un datore di lavoro infame, l'ansia che provate guardando la ragazza che vi piace, un vizio che odiate ma non riuscite a togliervi, una famiglia che non crede in voi, un amico che dice che è inutile perdere tempo a combattere, un promo che non riuscite a scrivere, una parola che non riuscite a dire. Ribellatevi ai vostri disturbi, alle manie, alle fobie, alla depressione, alla voglia di gettare la spugna, alla rassegnazione, alla delusione e, perché no, se vi fa stare male, ribellatevi pure a Dio. Ribellatevi sempre, perché è sempre meglio morire in piedi che vivere in ginocchio. E lo dice uno che in ginocchio ci ha vissuto fin troppo tempo.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 26/05/2016, 21:51 
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Il Grande Piano - Parte IX
Lullaby

Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questi promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questi promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Le immagini ci mostrano un'immensa e lussuosa villa.

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Dopo una veloce panoramica sulla sontuosa struttura le immagini ci portano all'interno della villa, precisamente in uno studio dove troviamo Rachel Fortuna intenta a dondolare sulla sua sedia mentre fissa lo schermo di un computer e mangiucchia una matita.

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Passa qualche secondo e vediamo la porta dello studio aprirsi permettendo l'ingresso nella stanza di Zafina Schneider.

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Zafina: Miss Fortuna, Smith è pronto per la raccolta informazioni.

Rachel: Eccellente Zafina, lo raggiungerò tra qualche istante. Tutto bene riguardo le tue mansioni invece?

Zafina: Sì, il TS-19/X è pronto per essere inserito nel Soggetto 6.

Rachel: Perfetto, tra il Soggetto 6 e le informazioni che raccoglieremo con Smith torneremo nuovamente un passo avanti al Freedom Club. La mia vendetta sta per compiersi.

Miss Fortuna mostra un ghigno diabolico mentre l'hacker annuisce e lascia la stanza, e dopo qualche secondo Rachel si alza e lascia il suo studio incamminandosi per i corridoi della villa che vediamo popolati da alcuni uomini vestiti con uno smoking e forniti di una pistola. Dopo aver raggiunto le scale scende al piano di sotto incrociando altri uomini ben vestiti ed armati, ed ora apre una porta che conduce al seminterrato la cui architettura è decisamente diversa rispetto al lusso visto nei piani superiori.

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Le pareti sono ricoperte di umidità e le scale che portano fino giù sono in legno grezzo. La cantina è illuminata da poche lampadine ed ora Rachel si dirige verso un uomo di colore, alto più di due metri, che a braccia incrociate e con espressione impassibile in viso la sta attendendo.

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Rachel: Smith...

Smith: Gran Maestro...

L'uomo mostra un leggero inchino verso Rachel.

Rachel: Possiamo iniziare con la raccolta di informazioni.

L'energumeno annuisce ed i due spostano la loro attenzione su qualcuno presente nella stanza...

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Un uomo è legato ad una sedia con diverse ferite sul corpo, e con sguardo duro fissa sia il nuovo Gran Maestro dell'Ordine di Fortuna e sia Smith.

Rachel: Smith, chi è il nostro amico?

Smith: Roberto Espinoza, spia panamense al servizio del Freedom Club catturato ieri sera dai nostri uomini nella sede delle Fortuna Industries a San Francisco mentre cercava di reperire informazioni sulle sorti dell'Ordine di Fortuna dopo la purga dello scorso mese.

Rachel: Mister Espinoza...

La donna sorride in modo dolce.

Rachel: Sai che non si ficca il naso negli affari altrui vero? Adesso mi costringi ad applicare il motto del mio caro, dolce e leggermente fuori di testa fratellino Chris... What goes around comes around.

Miss Fortuna si sposta una ciocca di capelli dal viso mentre si avvicina a Roberto Espinoza.

Rachel: Perciò adesso saremo noi a ficcare il naso nei vostri affari, e per fare ciò tu ci aiuterai. Giusto?

Roberto: No.

Rachel: Risposta sbagliata. Smith, procedi...

Ed ecco che l'energumeno di colore va a togliere un telo da un tavolo mostrando diversi strumenti non proprio amichevoli...

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Espinoza non fa una piega mentre Smith prende un crick.

Rachel: Facciamo così Roberto, tu mi dici chi comanda il Freedom Club, dove si trova la loro sede, se è presente Nathan Auditore con loro e se Samantha Hart è in qualche modo affiliata, e io farò in modo che Smith non ti torca un capello.

Roberto: Non ti dirò nulla, puta!

Il Gran Mestro dell'Ordine di Fortuna sospira.

Rachel: Nuovamente risposta sbagliata. Smith, puoi andare.

L'energumeno annuisce per poi brandire il crick e tirare una violenta mazzata dritta sulla faccia di Espinoza!!! Il colpo frantuma un paio di denti della spia del Freedom Club sformandogli il viso! Roberto emette un urlo strozzato di dolore mentre del sangue inizia a colargli dalla bocca...

Rachel: Io non voglio essere cattiva, ma voi mi costringete a farlo dannazione!

La donna lancia un'occhiata a Smith che immediatamente colpisce con una mazzata sulle palle il malcapitato Roberto Espinoza che emette un sonoro urlo di dolore!!!

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Rachel: Allora Roberto, ti sei deciso a parlare?

L'uomo alza faticosamente la testa...

Roberto: N-No!

Miss Fortuna assume una smorfia contrariata.

Rachel: Peggio per te...

Ed ecco che Smith strappa la maglia di Espinoza lasciandolo a petto nudo. Fatto ciò prende possesso di una batteria per auto andando ad attaccare gli spinotti sui capezzoli della spia che inutilmente cerca di divincolarsi. Miss Fortuna e Smith si scambiano un cenno d'intesa e poi l'energumeno aziona la batteria iniziando a fulminare Espinoza sotto le grida strazianti di quest'ultimo!!! La scossa va avanti per diversi secondi prima che Smith la interrompa, ed ora Rachel si avvicina nuovamente a Roberto che è agonizzante a testa bassa...

Rachel: Dimmi Roberto, dove si trova la sede del Freedom Club, chi si nasconde dietro all'appellativo R?

La spia non risponde e Smith a partire una nuova scossa! Dopo alcuni secondi di urla agonizzanti la scossa si interrompe nuovamente, ed Espinoza torna a testa in giù ansimante...

Rachel: Sicuro di non voler rispondere alle mie domande? Pensaci Roberto, se continuerai a opporti morirai, mentre se mi darai una mano verrai risparmiato. Vinciamo tutti no?

La donna fa le spallucce non ricevendo alcuna risposta dall'uomo, al che sbuffa. Smith annuisce alla smorfia di disappunto e va a prendere una tanica di benzina per poi colpire con un calcio Espinoza, facendolo cadere con la sedia schiena a terra, ed iniziare a riversare la benzina nella sua bocca!!!

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La spia ansima e cerca di evitare il flusso muovendo la testa, ma Smith senza pietà continua a farlo affogare nella benzina per poco più di mezzo minuto. Tolta la tanica l'energumeno rialza la sedia di Roberto che sta respirando affannosamente, ed ora Rachel ci va faccia a faccia...

Rachel: Vinciamo tutti Espinoza, devi solo rispondere alle mie domande...

Espinoza ansima e lentamente alza la testa scambiandosi uno sguardo con Miss Fortuna per poi... SPUTARLE UN GRUMO DI SANGUE INTRISO IN BENZINA IN PIENA FACCIA!!! Smith si getta immediatamente addosso alla spia iniziandolo a colpire con violenti pugni in faccia che, colpo dopo colpo, finiscono di deformare il viso di Espinoza. Il Gran Maestro dell'Ordine di Fortuna intanto, senza fare una piega, si pulisce con un panno pulito che c'era sul tavolo, ed ora sciocca la dita facendo bloccare Smith.

Rachel: Ultima occasione.

L'energumeno annuisce e va a prendere una pinza per poi metterla in bocca a Roberto ed iniziare ad estrargli un dente!!!

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Espinoza emette urla agghiaccianti mentre Smith gli strappa un dente!!!

Rachel: Di nuovo...

L'energumeno fa cadere dalla pinza il dente appena estratto e ancora grondante di sangue per poi afferrarne un altro e ripetere il procedimento, strappandolo nuovamente ad un agonizzante Roberto Espinoza. Rachel osserva la scena con un ghigno compiaciuto ed incrocia le braccia...

Rachel: Un altro ancora...

Il fido Smith riprende a staccare i denti ad un dolorante Espinoza, ed a ogni dente estratto c'è un cenno di Rachel che vuole che ne venga estratto un altro, il tutto sotto le urla di assoluto dolore del povero Roberto Espinoza che batte i piedi a terra e piange preda delle atrocità che sta subendo!

Roberto: NOOOOOO... AAAAAAH... BAFTA TI PREGO... NOOOOOO... MAAAAD... MAAAADIFON GRRRRIMEEEEF!

Miss Fortuna assume un'espressione stupefatta ed ora schiocca le dita facendo fermare Smith. La donna fa un passo in avanti con sguardo incredulo.

Rachel: Hai detto scusa?!

La spia ansima dolorante...

Roberto: Madifon Grimef... Tua madre... E' lei R...

Il Gran Maestro incrocia il suo sbigottito sguardo con quello gelido di Smith.

Roberto: La bafe è fu una nave, ma non fo come fi chiama... Non fono mai ftato invitato a bordo e non fo fe ci fono Nathan o Famantha... Ti prego, ora finitela con quefte torture!

Rachel: Hai ragione, finiamola con le torture!

Ed ecco che Rachel estrae una pistola e spara un colpo dritto in mezzo agli occhi di Roberto Espinosa!!! L'uomo inizia a prendere fuoco per via della benzina che ha in corpo sotto lo sguardo duro e crudele di Rachel Fortuna che lo fissa con disprezzo mentre brucia. Smith va a prendere una pompa antincendio e va a domare le fiamme. Le immagini indugiano sull'espressione dura di Rachel Fortuna per poi interrompersi bruscamente.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 30/05/2016, 11:03 
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29/05/2016
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Rikers Island


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Rikers Island. Poco distante da Times Square, dove qualche mese fa in migliaia si sono ritrovati per celebrare l'anno appena passato e salutare con gioia e speranza quello nuovo, tutti fiduciosi che il 2016 sarà migliore del 2015 e porrà fine ai problemi che sconvolgono le loro vite, poco distante da questo celeberrimo incrocio che tutti i grandi personaggi hanno visitato almeno una volta nella vita, c'è un luogo agli antipodi, un posto maledetto, un vero inferno in terra: l'isola Rikers, che ospita uno dei più grandi complessi carcerari dell'America e del mondo intero, all'interno del quale vengono sorvegliati ventiquattrore su ventiquattro uomini e donne, che, essendosi macchiati dei reati più svariati possibili, condividono lo stesso malaugurato destino, gli stessi angusti spazi, la stessa snervante routine, gli stessi incubi che tormentano il loro sonno.

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All'interno la luce è pressoché assente, solo alcune fioche lucerne impediscono l'avanzata delle tenebre, che tuttavia ingoiano gli ambienti più interni e spettrali di questo luogo dimenticato da Dio, quelle celle, anguste, desolate, vuote o quasi, infatti si intravede a malapena una panca apparentemente scomoda, sulla quale di tanto in tanto vediamo scorrazzare rapidi alcuni ratti, qui i veri padroni, e nient'altro. Lungo i corridoi si estendono quattro fila di celle, due inferiori, due superiori, fra le cui grate spuntano le mani dei dannati, che si allungano come per cercare di acchiappare quella luce che hanno perso, forse per sempre, ma che comunque non rivedranno per molto tempo. Lungo ciascuna fila vediamo le guardie che, ben armate, scrupolosamente vigilano su quella che è la vera e propria merce di questo complesso, chi mostrando un po' di pietà e tolleranza, chi invece con rigida e severa inflessibilità arrivando pure a ricorrere alla forza: non di rado, infatti, notiamo una guardia impugnare il manganello che porta sempre con sé, e scagliarlo con disumano entusiasmo contro le sbarre d'acciaio di una cella, creando uno spettrale tintinnio che, rimbombando ovunque all'interno della stanza, diventa un monito per tutti gli altri ospiti, che, a capo chino, decidono quindi di allontanarsi e contemplare il muro, sognando valli verdi, limpidi ruscelli, aria fresca, sognando la libertà.

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Una porta si spalanca. Shawn Gates e Travis Miller si ritrovano all'interno di un'ampia stanza illuminata, dove si trovano numerosissime file di tavoli in metallo, tutti affollati. I due campioni si guardano attorno, ad un tratto Travis Miller dà una leggera spallata al suo compagno, indicandogli uno dei tavoli. I due procedono, arrivando poi davanti a quel tavolo.

FO: Grazie. Sedetevi, per favore.

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Mac Hawkes li osserva, i capelli ben curati, la barba incolta. Sul volto abbozza un sorriso, che svanisce immediatamente dinnanzi agli sguardi seri dei suoi interlocutori: Shawn Gates sbuffa, scambia una fugace occhiata col suo compagno di team, dunque, seguito da questi, si siede.

SG: Allora, chiariamo subito le cose: non siamo venuti certo qui per fare un favore a te. Anzi, a dirla tutta ero abbastanza curioso di vedere come se la passasse lo stronzo che mi ha costretto a fare il timekeeper. Io non credo certo in quella stronzata del karma, ma devo ammettere che mi ritengo abbastanza soddisfatto in questo momento. Questo posto sembra davvero un inferno.

TM: Spero tu abbia avuto molto tempo qui dentro per riflettere su ciò che hai fatto alle nostre carriere la sera di Night of Gold, per quello che hai fatto a tutti i wrestler della TWC durante il tuo periodo al potere. Hai quasi fatto affondare un'intera federazione a pochi mesi dalla sua nascita, qualsiasi cosa ti possa succedere qui dentro sarà meritata.

FO: Ma questo è il passato.

Shawn Gates scuote la testa.

FO: Vi chiedo scusa, mi scuso per tutto ciò che ho fatto contro di voi, contro le vostre carriere e contro le vostre famiglie. Mi scuso e chiedo il vostro perdono. Solo attraverso il dolore un uomo può capire e cambiare. So bene cosa ho fatto, ora lo so, ma quei fatti appartengono al passato...

SG: Col cazzo che appartengono al passato. La gente non cambia. E anche se cambia, non sono fatti miei. Delle tue scuse non me ne faccio niente. In compenso mi fa piacere vedere che ti sei ridotto al punto di implorare perdono. Mi hai rallegrato la giornata, Olon.

TM: Forza, arriviamo al dunque. Voglio sperare tu non ci abbia mandato delle lettere implorandoci di venire fin qui solo per questa scenetta patetica.

FO: Grazie, Travis. Il match di War of Change fra voi e i Dawn of the Empire, ecco perché vi ho chiesto di venire.

SG: Certo, il match. Non vedo l'ora di far passare al tuo figlioccio Sean quello che lui ha fatto passare a mio figlio. Cristo, quando lo avrò tra le mani gli farò vedere cosa succede a chi tocca la mia famiglia. A Indoor War è riuscito a rimandare. Ma quando lo avrò tra le mani... Cristo.

Shawn si mette una mano sul taschino della camicia.

SG: Non si può fumare in questa topaia, vero?

Mac scuote la testa.

SG: Fanculo. A te e alle leggi contro il fumo.

Una guardia, posta ai lati della stanza guarda storto il Texano.

TM: Ed oltre a farla pagare a Morgan avremo pure la possibilità di liberare la nostra disciplina da quella piaga di Fred. Hawkes, risolverò il problema che tu hai creato in primo luogo concedendo tutte le possibilità che potessi offrire al wrestler più superfluo e codardo della nostra federazione. Farò di tutto per porre fine alla sua carriera, vorrei tanto avessi modo di vedere il tuo discepolo annientato a War of Change.

Mac Hawkes tira su col naso, gli occhi inumiditi.

MH: Travis, Shawn, vi prego. Fred è un bravo ragazzo, una persona buona a cui sono capitate cose terribili, vi prego, vi scongiuro, vi supplico. Quella che è successo con quella ragazza, la bambina, Anna, Fred non le voleva fare del male, lui ha sempre voluto avere una sorellina, un fratello minore con cui giocare, da proteggere...

Shawn alza le sopracciglia.

MH: Sì, so tutto, un amico mi ha messo al corrente di tutto ciò che è successo. Comunque, vi ho chiamato perché ho bisogno di un favore, che voi mi giuriate che avrete pietà verso Fred. Vi ha fatto del male, sì, ha fatto del male a molti di noi, ha fatto cose squallide, non posso giustificare le orribili azioni compiute contro il tuo maestro, Travis, anzi, mi scuso, a nome suo, mi scuso e chiedo perdono. Sappiate che il Fred che avete conosciuto, quello che odiate, quello a cui vorreste mettere le mani addosso, magari anche ammazzare, non è il vero Fred. Il ragazzo che ho conosciuto è una persona umile, buona, generosa, che si è speso tanto per sé e per gli altri. Per me. Soprattutto per me.

Mac Hawkes si interrompe, la testa china.

MH: Comunque, questo è un momento difficile per Fred, è in un limbo fra il passato e una vita nuova, ha bisogno di essere aiutato, ha bisogno che qualcuno gli mostri pietà e comprensione. Una mano, solamente una mano che lo sostenga, una mano amica che lo confronti. Nient'altro. Un amico, un vero amico, che possa essergli accanto, liberarlo, guidarlo sulla retta via. Nient'altro.

TM: Mi stupisce che quel parassita sia riuscito a trovare qualcuno in grado di provare anche solo una vaga forma di affetto nei suoi confronti, ma ti assicuro che nè io nè Shawn siamo minimamente intenzionati a risparmiare Fred solo per queste giustificazioni ridicole.

Travis sospira e riprende a parlare.

TM: Qualsiasi essere umano passa momenti difficili, e se la sua risposta a questi sono rapimenti e torture allora devo dedurre che le tue strategie per aiutarlo fino ad ora sono sempre fallite miseramente. Non è di un amico di cui ha bisogno e non è un amico che gli daremo, noi gli daremo conseguenze per le sue azioni, e sarà la lezione più efficace che qualcuno gli abbia mai insegnato.

Mac scuote continuamente la testa.

MH: Voi non sapete. Non sapete cosa significa rinunciare ai propri sogni ancora prima che essi si realizzino. Non sapete cosa significa abbandonare ogni certezza e partire per l'ignoto. Non sapete cosa significa ritrovarsi senza niente, senza nessuno, abbandonati. Voi non sapete. Fred è il buono, mi ha aiutato, quando avevo perso tutto. Qui dentro, in cella, sono tornato libero, libero dagli affanni, libero dai tormenti, libero da me stesso, dal mio passato. Non ho nulla per cui combattere ormai, mi rimane un'unica missione: aiutare lui. Non ho denaro da darvi, non ho promesse da farvi, non ho niente, perciò in cambio vi do la mia dignità, tutto ciò che mi rimane. Vi prego, abbiate pietà.

Mac s'interrompe, lo sguardo si posa sui volti disinvolti dei suoi interlocutori, Shawn sbuffa.

MH: Allora, farete ciò che vi ho chiesto?

Shawn sorride, poi guarda l'ora su un orologio appeso al muro.

SG: Credo di aver perso abbastanza tempo qui. E secondo la tua visione del business io dovrei stare abbastanza attento al tempo. E' stato un sincero piacere vederti in queste condizioni. Andiamo Travis. Ho dannatamente bisogno di una sigaretta.

Travis rivolge a Shawn un mezzo sorriso ed i No More Heroes si alzano, dando le spalle a Mac e dirigendosi verso l'uscita, mentre escono il texano rivolge alla guardia lo stesso sguardo turpe che ques'ultima gli ha rivolto poc'anzi. Il New York Guy osserva i due farsi sempre più lontani, ora il silenzio viene rotto dal rumore di una porta che si chiude, su cui si posano gli occhi lucidi di Mac Hawkes.

MH: Che Dio ti protegga, figlio mio. Che Dio ti illumini..


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Re: TWC - News from Indoor War
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Dancing with the Devil - The Bruderschaft Der Krahe Story #4


Spoiler:


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«Come eserciti ignari, in lande desolate.»



AVVISO AI NAVIGANTI

Spoiler:
Onde non rendere il testo letteralmente illeggibile visto lo sfondo blu scuro, ma anche per un significato vagamente allegorico riguardante il passato e il presente del protagonista, la parte testuale di Sigfried passa dal colore nero al colore bianco.



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Porta che si apre

Passi

«Ma cos...»

«Buonasera, Sigfried Jaeger.»

Breve silenzio

«Fujihara?! E tu che diavolo ci fai qua?!»

«Uhm, passavo da queste parti, e visto che in TDPW ho libero accesso ovunque, ho deciso di venire a farti visita.»

Breve silenzio

«E per quale motivo, mostro?»

Risata

«Ehi, non metterti subito sulla difensiva. Mi piace scambiare quattro chiacchiere con i miei avversari a poche ore dai match. Come si può spiegare... Rende ancor più eccitante il combattimento, dopo. Sì, proprio così.»

Breve silenzio

«Beh, e cos’è che avresti da dire? Immagino tu abbia già capito l’altra settimana quale sia la nostra opinione di te. Se speri di intortarmi facendomi cambiare idea sul tuo conto, ti sbagli di grosso. Non avrò pietà di un mostro della tua risma stasera, tiello bene a mente.»

«Un attimo, come siamo frettolosi. Prima sarebbe educazione che tu congedassi i tuoi amichetti. A meno che tu non abbia paura a restare solo con me per due chiacchiere a quattr’occhi, eroe.»

Breve silenzio

«Io...»

«Sig. Non farlo.»

«Lascialo perdere, è un pazzo.»

«Noi caccia lui. Pedate.»

Breve risata

«Uh, il gigante senza cervello spiccica un poco d’inglese. Che carino...»

Urlo

«Zitto Fujiwara! Io picchia tu.»

«Umph. Credi di intimidirmi, bestione? Guarda che ho steso gente più grossa di te in carriera, e soprattutto più intelligente di te, per cui fai silenzio che ti conviene.»

«Das ist Scheiße!»

Passi

«Fermo Gunther!»

Breve silenzio

«Ragazzi, uscite. Me la posso vedere con questo mostro anche da solo. Devo farlo.»

Breve silenzio

«Bah!»

«Stai attento, Sig.»

«Siamo nei paraggi, in caso. Basta un fischio, lo sai.»

Porta che si apre

Passi

Porta che si chiude

«Allora? Che vuoi?»

«Oh, che piacevole senso di protezione. Sigfried, stai attento. Sigfried lascialo perdere. Sigfried ti copriamo noi. Bah, ho sempre ritenuto l’amicizia come una debolezza altrui da sfruttare.»

«Infatti tu sei sempre stato pateticamente solo, te ne rendi conto?»

Risata

«Solo?»

Zippo acceso

Breve silenzio

«Sai qual’è il vostro problema? E’ che io sono diverso da chiunque, e questo manda sempre carte all’aria i piani e le tattiche dei miei avversari. A me non me ne frega niente di stare da solo o avere seguaci, essere amato, o essere odiato. A me frega solo di me stesso e di dimostrare a tutti quanti che sono inimitabile tanto io, quanto le mie imprese.»

Breve silenzio

«Ma che stai dicendo? Nessuno può essere così. Chi diavolo ti credi di essere, Akuma Fujihara?!»

Risata

«Chi credo di essere? Semplicemente il miglior wrestler mai esistito in TWNA e nel mondo intero. Nè più, nè meno. Ho affrontato i migliori, ho battuto i migliori. Ho ritirato wrestler, ho umiliato wrestler. Nessuno ha mai compiuto imprese simili alle mie, nessuno in futuro mai lo farà.»

Breve silenzio

Tiro di sigaretta

«Ora che la TWNA, la creatura che ho reso grande, sta chiudendo i battenti per sempre, è arrivato per me il momento di finire in bellezza, Sigfried Jaeger. Due ultimi match per terminare un’epopea. Due incontri per fissare definitivamente la mia leggenda.»

Tiro di sigaretta

«Tra una settimana toccherà a The Zzop, l’emblema della vecchia TWNA, fatta di intrighi di palazzo, corruzione, e presunti favoriti dal pubblico che hanno osato cercare di tarpare le ali alla mia carriera. Distruggendolo io simbolicamente distruggo definitivamente la casta degli Originals della TWNA. Mark Arvesti, Anaconda, The Zzop e Kid The Wizard hanno rovinato la TWNA con il loro egoismo nel 2011, monopolizzando ingiustamente il Main Event e impedendo al migliore di sempre di prendersi il titolo mondiale pur meritandolo fin dal suo arrivo nella federazione. Perciò a WrestleMania IV non farò altro che ribadire che IO sono stato, sono e sarò sempre il simbolo della TWNA. Mentre loro invece verranno ricordati come un branco di comparse vissute all’ombra di un gigante, me.»

Tiro di sigaretta

«Ma prima del piacere, come si dice, c’è il dovere.»

Breve silenzio

«Ci sei tu, Sigfried Jaeger.»

Breve silenzio

«Che intendi dire, non capisco.»

«Beh, se mi conosci un minimo di fama, Jaeger, dovresti sapere che ci sono moltissime cose che non mi piacciono nel wrestling. Alcune mi scocciano e basta, tipo i proclami e le pagliacciate dei miei colleghi. Altre invece mi mandano in bestia. Tremendamente in bestia.»

Tiro di sigaretta

«Se c’è una cosa che odio di più sono gli eroi, e tutta l’aura di ipocrisia e inutilità che li circonda. E tu, Sigfried Jaeger attualmente ne sei l’esempio maggiore. Kid The Wizard e gli altri pagliacci come John Dorian, Azrael, The Gaty e feccia varia non li ho mai tenuti in considerazione come eroi, visto che per come si comportavano erano soltanto una pessima caricatura di persone buone che mi sono divertito a ridicolizzare, annichilendoli e umiliandoli. Con enorme piacere, aggiungerei.»

Tiro di sigaretta

«Ma tu no, Sigfried Jaeger.»

Breve silenzio

«Tu credi veramente in quello che fai. Tu pensi davvero che la tua morale ineccepibile e il tuo buon esempio siano d’ispirazione per la gente. Che la spinga a migliorare. E a essere ottimista per un futuro migliore. Bah!»

Breve silenzio

«Beh, questo è quello che faccio. Questo è quello che sono, Fujihara. E tu non puoi farci nulla Perch...»

«Sciocchezze! E’ per questo che sono qua. Perchè stasera, battendo te sul ring, io porrò fine a un vero eroe, distruggendo la speranza per la gente, e riportandola traumaticamente alla realtà nuda e cruda da cui si distaccano ogni volta che seguono te sul ring. La tua fine, Sigfried Jaeger sancirà la fine dell’idea di eroe. E l’unico che può farlo, naturalmente sono io. Chi altri?»

Tiro di sigaretta

Breve silenzio

«Senti un pò, signor Akuma "Pain" Fujihara... Hai finito con questa pantomima?!»

Sedia spostata

«Quando parli di me, quando descrivi la tua rabbia e il tuo disgusto per ciò che sono e per ciò che rappresento, tu mi rendi solamente orgoglioso, mostro. Perchè è segno che sto agendo nel giusto. Io non ho paura di te e della tua sanguinosa leggenda. Lo scopo della mia vita è essere un esempio per gli altri, e stasera l’esempio che devo dare alla gente è che quando una persona di enorme talento si vota totalmente al male, essa deve essere fermata a tutti i costi. E qualunque prezzo. Io sono un eroe, e ti fermerò, Akuma Fujihara. Battere te rappresenta la rivincita di tutte quelle persone che hai traumatizzato, terrorizzato e bullizzato in tutti questi anni.»

Sospiro

«Tu dici di aver distrutto tutti gli eroi o presunti tali che ti si sono parati davanti. Dici di averli smascherati come ipocriti e inutili. Di averli umiliati. Beh, se è destino che tu venga distrutto, allora a farlo non può che essere un vero eroe. Sarà il sottoscritto, il Best from the West, a calare il sipario definitivamente sul Beast from the East e sulle sue malefatte. Non può essere altrimenti. E’ giusto che sia così. Deve essere così. Io sono pronto a tutto, mostro. E tu?»

Breve silenzio

Risata

«Bel tentativo, Sigfried Jaeger. Quando finalmente ti renderai conto che in questo mondo la giustizia non è altro che una variabile da piegare per i propri scopi, ti si aprirà un nuovo universo di opportunità davanti, proprio come è successo a me. Ma dimmi. Che farai quando purtroppo perderai? Eh?»

Tiro di sigaretta

«E se inoltre scoprissi per la seconda volta che la tua battaglia è già persa in partenza, perchè le persone per cui lotti non ti stimano affato nel modo che tu speri e per cui tanto ti stai dannando?»

Breve silenzio

«C-che diavolo stai insinuando, Fujihara?!»

Risata

«Uno dei miei pilastri sono le conoscenze. Ne ho tantissime. E ovunque, anche in Europa. Le voci girano Sigfried Jaeger, una in particolare mi ha stuzzicato alquanto. Che hai pensato della gente quando la tua ragaz...»

Sedia rovesciata

«Lascia fuori Sylmeria da questa faccenda! N-non nominarla nemmeno...»

Tiro di sigaretta

«Lo vedi? Non sei pronto per battermi. Le tue parole sembrano ferme, ma i tuoi gesti tradiscono i tuoi pensieri, Sigfried Jaeger. Io sono su un altro livello. Nessuno mi ha mai tenuto testa. Nessuno. Proprio per queste debolezze interiori che tutti voi avete, a differenza mia.»

Passi

Porta che si apre

«Ricordati queste mie parole, Sigfried Jaeger. Stasera la tua vita cambierà per sempre. Farò di te un esempio immortale della mia grandezza. La tua caduta sarà la grande eredità che lascio al mondo in vista del mio ritiro, schiudendo le porte di un mondo dove gli eroi sono roba vecchia, obsoleta, inutile. Un mondo vero, caotico, ma equo.»

«Aspetta!»

«Eh?»

«Quello che dici non si realizzerà mai e poi mai! Un mondo senza eroi è un mondo morto, senza speranza. Questo non può succedere, Fujihara, mettiti l’anima in pace. Per ogni persona che batti, un’altra prenderà il suo posto, opponendosi a te col sostegno della gent...»

Risata

«Dici? Tu tieni le orecchie ben aperte allora, quando sarai là fuori con me, “eroe”. Scoprirai sulla tua pelle quanto siano sbagliate le tue grandi, eroiche, certezze. E come dico sempre, Words create lies, Pain can be trusted...»

Porta che si chiude

Breve silenzio

Forte rumore

Imprecazione

Silenzio


***


Spoiler:

***


Immagine


Imprecazioni

Porta che si apre

Passi

Porta che sbatte

Sedia spostata

«Sig, siediti qui. Prendo il kit medico, non ti muovere per favore.»

Forte rumore

«Non è possibile, maledizione!»

«Lo abbiamo colpito con le nostre mosse migliori, ma non è bastato.»

Breve silenzio

«Quel tizio non è affatto un essere umano. Pareva proprio un mostro indemoniato, altroché.»

«Non ho mai visto nessuno incassare tanti colpi e continuare in quella maniera. Non mi sembrava possibile. E Sig ci ha dato dentro in modo durissimo.»

Imprecazione

«E quel tale, Christian Jericho?! Ci ha attaccati e lo hanno pure tifato, come se fosse un eroe. Lui, un viscido approfittatore devoto a Fujihara. Hai visto Sig la faccia dei dirigenti poi?!»

Breve silenzio

«Io li ho visti gongolare. Ora però c’è un grosso problema, il Triple Threat titolato con Max e quel Jericho. Il primo è affidabile, un amico, ma il secondo invece è un lurido raccomandato.»

«Giusto!»

«Per non parlare poi che sarà un altro ex-Criminals a fare il referee. Quel Del Rio pare proprio messo lì per far vincere Jericho. Si vede lontano un miglio. Che hai intenzione di fare, Sig?»

Breve silenzio

«Necro Butcher sta cercando di fregarti, Corvo.»

Breve silenzio

«Eccomi, Sig.»

Sedia spostata

«Tranquillo, amore mio.»

Scatola aperta

«Devi solo stare calmo in questo momento e curarti. Ora pulisciti il sangue, io intanto ti levo pian piano tutte le puntine. Dopo pensiamo a ricucire le ferite.»

«Perchè?»

Breve silenzio

«Sig?»

«Ma perchè... C-che gli ho fatto di male?»

«Cosa? Chi?»

Breve silenzio

«Io mi sono fatto in quattro per loro. Ho dato tutto me stesso stasera, come faccio da un anno a questa parte. Come ho sempre fatto da quando lotto. Ho sacrificato il mio corpo e la mia anima per loro stasera...»

«Di cosa stai parlando?»

«E mi hanno di nuovo voltato le spalle...»

Breve silenzio

«Avete visto Fujihara nel backstage dopo il match?»

Breve silenzio

«I-in che senso, Sig?»

«Era con Necro Butcher e Nick Mondo mi pare.»

«E quel tizio losco vestito di nero che pare uno iettatore. Quel tale che mette i brividi solo a guardarlo.»

«Mi ha sorriso...»

Breve silenzio

«Non per prendermi in giro come poteva sembrare, ma per farmi capire che lui aveva ragione. Che ha sempre avuto ragione, e si è permesso di dirmelo ben prima del match...»

Breve silenzio

«Che la gente non ha bisogno di me. Che non ho più uno scopo... E questo mi sta lacerando dentro, perchè è peggio di un’umiliazione. Molto peggio!»

Sedia rovesciata

Urlo

«Perchè... Perchè?!»

Breve silenzio

«Oh, Sigfried...»

«Sig...»

«Corvo...»

Lungo silenzio

«Il mio sogno, il nostro sogno, sta svanendo...»

Silenzio



Immagine











Spoiler:


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Dopo la vittoria su Sigfried Jaeger, Akuma “Pain” Fujihara combattè per l’ultima volta in carriera contro The Zzop a TWNA WrestleMania IV, ritirandosi definitivamente in gloria dopo un match mostruoso che fu lo showstealer assoluto della serata. Anche se finì in parità.

Il ritiro di Akuma “Pain” Fujihara rimane tutt’ora un mistero. Per alcuni si è trattato a causa della vita sregolata, dell’enorme usura fisica e di infortuni mai curati a dovere dopo la miriade di incontri pazzeschi combattuti in TWNA. Per altri è stato un semplice capriccio, o la rivalsa di lasciare il mondo del wrestling conservando un’aura di invincibilità praticamente inimitabile.

Da quasi due anni nessuno è più riuscito a intervistare il giapponese o ad avvicinarlo. Sul suo conto voci dicono che attualmente viva ad Okinawa nella sua eccentrica Tree House, e che oltre a detenere una parte della Pro Wrestling NOAH, sia legato veramente ad alcuni pericolosi individui del sottobosco criminale nipponico.

Con il ritiro di Akuma “Pain” Fujihara, il TDPW Death Championship fu messo in palio come previsto tra Sigfried Jaeger, Max Pain e Christian Jericho. A prevalere fu quest’ultimo dopo che lo Special Referee Alejandro Del Rio interferì a discapito del tedesco.

La sconfitta di Sigfried Jaeger contro Akuma “Pain” Fujihara segnò un radicale cambiamento per la Bruderschaft Der Krahe in TDPW. Il Corvo infatti si vide allontanato a forza dall’orbita del TDPW Death Championship a favore di altri wrestler legatissimi ai due proprietari, Christian Jericho e Alejandro Del Rio in primis.

Nonostante continuasse a combattere e vincere regolarmente in feud ritenuti secondari nell'autunno del 2014, Sigfried Jaeger non ebbe più un’autentica chance di rivincere la cintura, venendo scavalcato da altri wrestler meno meritevoli per volontà di Necro Butcher e Nick Mondo.

Brunild Wagner alla fine perse il suo titolo in modo sporco contro Lucy Fer in seguito a un assalto indiscriminato di alcune lottatrici che l’aggredirono a tradimento durante la difesa titolata. Da lì in poi anche per lei scattò il bando dagli incontri per la cintura.

Gunther Schmidt si ritrovò a lottare show dopo show in incontri massacranti, contro due o tre avversari alla volta, rischiando di infortunarsi seriamente in un paio d’occasioni. Ovviamente non ebbe più alcuna opportunità per nessuno dei titoli della federazione, nemmeno il neonato TDPW Criminals Championship.

Sylmeria Sorensen non potè far altro che tentare di lenire le sofferenze interiori ed esteriori dei propri compagni della Bruderschaft Der Krahe, finchè Sigfried Jaeger non arrivò a prendere la decisione definitiva che cambiò definitivamente la storia del gruppo di amici di Ravensburg.











Immagine


«Come eserciti ignari, in lande desolate.»


The End
















Spoiler:
Next Time, on Valhalla Chronicles Origins:



«Pare che a New York qualcosa di grosso stia bollendo in pentola.»


«Ci hanno messo con le spalle al muro.»


«Non esistono alternative, Brunild.»


«Continuare così mi sta uccidendo dentro.»


«Non posso seguirti, Sig. Non stavolta.»


«Ci sarà sempre del buono in te.»


«Prenditi cura di lui, promettimelo sorellina.»


«La via che intendi percorrere è oscura e piena di insidie, figlio mio.»


«Ho un piano, ovviamente.»


«Avranno tutti il vero eroe che si meritano allora.»




Darkness Falls - The Bruderschaft Der Krahe Story #5


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