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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 05/05/2016, 12:41 
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BREAKING NEWS!!!
Arrestato Philip Drake Fortuna!!!


Il Procuratore della città di New York comunica l'incarcerazione del signor Philip Drake Fortuna e di centinaia di uomini al suo servizio nella giornata di oggi, 5 maggio 2016. Il signor Fortuna è stato incarcerato dietro l'accusa di associazione per delinquere per le condotte legate alla organizzazione nota sotto il nome di "Ordine di Fortuna", a sua volta sottoposta a indagine nell'ambito del caso Confraternita del Chaos, aperto la scorsa estate dall'Interpol. A carico del signor Fortuna sono inoltre state aggiunte le accuse di coordinazione della suddetta Confraternita del Chaos, per le quali è stato prosciolto il signor Nathan Auditore grazie a delle nuove e sorprendenti prove consegnati agli inquirenti da una fonte anonima. Ora il signor Fortuna ed i suoi legali avranno a disposizione 6 settimane per preparare la loro difesa e decidere se procedere al patteggiamento prima di una comparizione dinnanzi al Tribunale.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 05/05/2016, 22:47 
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Località: Un solo respiro, una sola mente, un solo spirito.
Opposite I


Il funerale.



03/05/16 ore 10:13 Chicago, Illinois.

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Le immagini ci portano a North Avenue Beach, Chicago, Illinois. Sulla spiaggia che costeggia il lago Michigan quattro persone vestite di nero passeggiano, una di loro ha un’urna in mano. La telecamera si avvicina e ci mostra i volti dei quattro.

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Michael Edwards, Michelle Diamond, Anthony Gratfield e Thomas Leadnour. Il newyorkese porta l’urna con se mentre gli altri sono molto seri.

TL: Quindi ci siamo? Pensavo che questo momento non sarebbe mai arrivato.

Leadnour è il primo a rompere il silenzio, camicia nera, pantaloni dello stesso colore, scarpe eleganti tenute con la mano destra e giacca dietro le spalle tenuta con indice e medio della sinistra.

MD: Già, pensavo non sarebbe arrivato mai questo momento.

Michelle indossa un abito lungo nero che le arriva fino alle caviglie, orecchini finemente lavorati a mano con dei piccoli topazi incastonati al centro.

AG: La morte arriva. Corriamo una gara che finirà sempre allo stesso modo per tutti quanti. Noi battuti e lei vincente.

Greatfield è quello più casual dei quattro, indossa un lungo giaccone grigio, abbinato al pantalone, camicia nera. Nella mano sinistra porta le sue scarpe, nella destra i tacchi di Michelle.

ME: Speravo però che se lo portasse via più tardi e con meno violenza. Ora, invece, chi sa dove sarà, cosa starà facendo. Forse si sarà ricongiunto alla sua Cécile, oppure avrà riabbracciato suo padre che tanto gli aveva insegnato. Si, speravo veramente di trovarlo vivo dietro quella porta, ma ho fallito miseramente.

Michael è in completo nero, non porta scarpe con sé solo un’urna d’oro che stringe con forza vicino al cuore.

TL: Potevano essere due bare e un’urna quelle che oggi avrebbe benedetto il prete. E la mia molto probabilmente sarebbe andata a fuoco.

Michael sorride alla battuta dell’amico.

AG: Ma era Cristiano?

ME: Protestante, non praticante. Mi aveva confidato l’ultima sera in cui rimasi al dojo come sarebbe voluto essere sepolto. L’avrei voluto fare con i capelli grigi e qualche ruga in più sul volto, invece, mi ritrovo qui più che ventenne a dover celebrare il funerale del mio maestro.

Il Golden Boy abbassa lo sguardo, Michelle si stringe a lui in un abbraccio, che soffoca gli spasmi del ragazzo. Gli altri due restano in silenzio.

ME: Dai evitiamo, andiamo verso il lago ci fermeremo lì vicino prima di spargere le ceneri.

I quattro si muovono con calma, il suono delle onde del Lago Michigan sono l’unica musica per questo funerale, le nuvole sono rade, il sole spunta pallido da esse. Per quanto sia maggio la giornata sembra più autunnale che primaverile.

AG: Perché il lago Michigan? Avremmo potuto seppellirlo vicino a Cécile.

TL: Il suo vero corpo è in questo lago, la bara era vuota il giorno del funerale a quanto mi hanno raccontato. Furono i genitori di lei a volere la bara, ma le sue ultime volontà furono di farsi cremare dopo l’incidente che la rese paralitica. Donò gli organi e rimase il suo corpo, il maestro volle comunque cremare ciò che restava come promesso.

Michelle scoppia a piangere, non è Michael a riscaldarla con un abbraccio, ma lo stesso Thomas.

TL: Tranquilla piccola, so che le sei stata vicina nelle ultime ore di vita.

MD: L-l-l-lei era così FORTE!

Anche Anthony si unisce alla stratta rincuorante. L’unico a restare distante è Michael che cammina verso la riva con l’urna in mano.

ME: Sai la prima volta che ti ho conosciuto non potevo avere più di 6-7 anni. Ero a Central Park, con mio padre stavo giocando a basket da solo. Stavo “tirando”, se così si può dire e tu ti avvicinasti a mio padre, parlasti con lui. Discuteste più che altro. Ricordo pochissimo, ma ricordo che papà mi porto via filato senza dire nulla.


Ricordo ha scritto:
Central park, un piccolo campetto da gioco. Un uomo con dei lunghi baffi neri e un ragazzino stanno giocando a basket.

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PJ: Stai imparando in fretta Eddie.

L’uomo recupera il pallone lanciato dal bambino e lo rilancia.

PJ: Su prendi questo e poi fammi un bel palleggio, arresto e tiro.

Il ragazzino riceve il passaggio ed esegue, al meglio delle sue capacità quanto richiesto dal padre.

PJ: Bravo! Bravo il mio piccolo campione!

Padre e figlio, presumibilmente, si stringono in un abbraccio.

???: Phil! Eddie! Che piacere vedervi.

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Un uomo sulla trentina si avvicina alla coppia padre-figlio.

PJ: Charlie… Charlie Norman! Che ci fa qua? Dove hai lasciato il tuo piccolo Jimmy?

CN: Si è rotto un braccio un paio di giorni fa, una brutta storia, ma ora sta bene.

PJ: Mi dispiace davvero tanto. Ehi, Eddie non ti ho insegnato nulla? Dai saluto il vecchio zio Charlie!

Il bambino, con la palla tra le mani si avvicina al signore sulla trentina e gli porge la mano.

EJ: Salve signor Norman.

CN: Guarda un po’ chi abbiamo qua! Sei cresciuto dall’ultima volta che ti ho visto. Eri piccolo così e quella palla sarà stata tre volte più grande di te sicuramente. Come va campione?

Ma Eddie si volta e torna a giocare, senza rispondere alla domanda.

PJ: Eddie, ma che fai?!

CN: Lascialo stare Phil, non serve sgridarlo è un bambino.

Il signore da una lieve pacca sulla spalla a quello che sembra essere un suo amico di lunga data.

CN: Comunque ho delle brutte notizie. Ti ricordi quella storia di 3 anni fa? La ragazza a Miami? Bene, ti va di sederti e allontanarci da lui?

Phil Jordan annuisce.

CN: Non ha mai abortito, si è solo trasferita e ha partorito il bambino a…


ME: Sono passati così tanti anni da quel giorno. E ora siamo qua. Sai c’è una bellissima canzone degli Incubus che canta: “I dig my toes into the sand. The ocean looks like a thousand diamonds strewn across a blue blanket. I lean against the wind, pretend that i am weightless and in this moment i am happy.” Sì, lo so non è l’oceano, io sono tutt’altro che felice, ma posso giurarti che se fossi qui al mio fianco lo sarei veramente. Mi dispiace essere stato così negligente. Mi dispiace averci messo tanto. Ma sono un errore, io non dovevo essere qui. Io non dovevo nascere, sono stato una zavorra per te, per i miei genitori e lo sono per i miei amici e per la mia ragazza in questo momento. Avrei dovuto donare la mia vita per te, invece ho potuto solo raccogliere il tuo corpo in un sotterraneo. Come potevi contare su uno come me? Come hai potuto solamente affidarmi la maschera di Sanshkin? Io non sono un drago. Io sono un uomo, solo, incapace.

Ricordo ha scritto:
Un salone ampio, al cui centro si trova un grande tavolo in legno intarsiato con piccoli simboli cinesi, un grande camino in mattoni riscalda la stanza, sulla mensola vi sono foto e trofei di ogni sorta. Una delle fotografie ritrae tre persone sorridenti, molto probabilmente una famiglia, con il figlio che abbraccia i due genitori, a destra il padre e a sinistra la madre. Un ragazzino si trova dietro una credenza a legno con gli sportelli a vetro e ascolta due persone che discutono.

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PJ: Non può portare questi voti a casa, mi chiedo perché tu continui a difenderlo a spada tratta.

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Un donna bionda sulla quarantina, snella, seni prosperi e vita stretta si trova davanti ad uomo burbero, molto più alto di lei che la osserva da capo a piede inferocito, i capelli sono radi e la barba folta.

LD: Ha 12 anni! Lo vuoi capire?! Non ne ha 25! 12! Sai quante cose fa per te?! Sta studiando già un livello avanzato di matematica ed economia per seguire le tue orme. Gioca a Basket, la tua passione! Sta provando ad imparare il basso, solo per poter farti una cover di Echoes! Sta fuori di casa 14 ore su 24, il restante tempo lo passa a studiare, non ha amici, se non i suoi compagni di squadra.

PJ: Non è rilevante tutto questo?! Ha preso una F in chimica, sai che questo potrebbe influire sul suo andamento scolastico e sulla sua carriera da giocatore di basket? Deve capire che non può fallire.

Il ragazzo scuote il capo, mentre i due adulti continuano la loro veemente discussione.

LD: NO! Può succedere Phil! Non può vivere nella paura costante che l’errore lo rovini. Si impegnerà di più al prossimo compito. Quello che sta fallendo qui sei tu! Come padre, come genitore e come figura che dovrebbe dargli consiglio. Sai con chi parla tuo figlio? ME!

L’uomo diventa scuro in volto e guarda con sguardo torvo la donna.

PJ: Io non sto fallendo in nulla Lara! Sto crescendo mio figlio al meglio, gli ho dato una morale, uno sport con cui crescere…

LD: Tu non stai facendo un BEL NIENTE PHIL! STAI TUTTO IL GIORNO A PUTTANE, MENTRE IO MI DIVIDO TRA CASA E LAVORO…

Uno colpo forte, gli occhi del ragazzo diventano piccole fessure, prima di scappare via urtando contro lo spigolo di una cassapanca.

PJ: DANNAZIONE! EDDIE!


ME: I miei genitori non mi volevano realmente. Fui un errore, non calcolato da mio padre. Ero solo in quella casa, le poche ore in cui c’ero. L’unica cosa che mi dava davvero sollievo era il basket. Passavo le ore ad allenarmi, passaggi, tiri, uscite dai blocchi, difese. Sarei potuto essere un buon giocatore dicevano tutti. Ma in realtà non ero nulla di speciale nemmeno lì. Era solo uno spazio in cui sfogarmi, ma ero solo, tremendamente solo. E al college mi accorsi di quanto lo ero. Non c’era mia madre a supportarmi, non c’era mio padre a darmi schiaffi in faccia quando non ottenevo buoni voti. Ero solo e non ero capace di prendermi cura di me stesso. Poi sei piombato nella mia vita. Eravamo vicino Seattle quel giorno, me lo ricordo. A fine partita ti avvicinasti a me e mi salutasti. Ero una star spocchiosa, ero nella miglior squadra di college del mondo, allenato dal coach migliore. Ma tu mi riportasti indietro alla mia infanzia. Poche parole, poi mi lasciasti un numero di telefono e un biglietto. La mia vita sta cambiando, ma io non lo sapevo.

Ricordo ha scritto:
Stanza da letto, molti poster di Michael Jordan, Reggie Miller, Larry Bird, Scottie Pippen sono attaccati al muro. Una scrivania piena di libri e un computer, il letto lasciato in disordine, le finestre aperte e un uomo e un ragazzo al centro di essa.

PJ: Quindi è così? Hai intenzione di lasciare il college, l’ennesimo fallimento della tua vita! E Coach K che dice? Sarà contento di poterti silurare per dare il tuo posto a una guardia migliore di te. Sei una costante delusione, mi chiedo perché abbia riposto tanta fiducia in te…

EJ: Pensi veramente che mi freghi qualcosa del tuo parere?

Le parole del ragazzo sono forti, ma i suoi occhi lo tradiscono.

EJ: Da quanto non assisti ad una mia partita? Da quanto non ti interessi a me come persona. Mi vedi solo come uno dei tuoi stupidi palazzi! Se fosse possibile mi prenderesti una ragazza vergine per farmela sposare.

PJ: Eddie io voglio solo il tuo bene e lo sto facendo. E se proprio lo vuoi sapere ho parlato con il signor Brown, sarebbe molto contento se conoscessi sua figlia.

EJ: Fottiti!

Il ragazzo si volta e raccoglie un borsone.

PJ: Dove pensi di andare con quello?!

EJ: Via di qui! Lontano da te, lontano da tutto quello che hai creato per me. Io non ho mai vissuto una vita, ho sempre accettato passivamente le tue decisioni. L’unica presa controcorrente è quella che non sto mantenendo, avevo promesso alla mamma di diventare qualcosa migliore di te…

PJ: Non mettere in mezzo tua madre, tu non puoi ritirarti dal college. Hai un futuro da star NBA davanti.

Il ragazzo raccoglie la custodia di un basso.

EJ: Star un cazzo! Non ho la forza di fare il grande salto e tranquillo che se mai l’avessi fatto non saresti stato tu il mio manager! Basta pà, mi sono seccato di tutto questo! Dimenticati di tuo figlio, non esiste più!

Il padre tenta di bloccare il ragazzo, che sfugge dalla sua presa.

PJ: Ehi... Campione, aspet…

Ma la porta sbatte e l’uomo resta da solo in camera.


Spoiler:


ME: Quando lasciai casa mamma era malata di tumore al seno, papà era un vecchio cieco alle richieste di suo figlio. Avrei voluto essere preso in considerazione da mio padre, avrei voluto essere qualcosa di più che un progetto a lungo termine su cui investire. Mi sarebbe piaciuto ricevere un abbraccio, una pacca sulla spalla. Avrei voluto solo che fosse “presente”, che si occupasse di me. Avrei voluto fosse stato te.

Sospiro del Dragon Kid, che viene raggiunto dai suoi amici.

ME: Tu e Cécile siete stati per me dei veri genitori. Mi avete spronato nell’allenamento, nel raggiungere i miei obiettivi. Jimmy era diventato mio fratello. Avevamo fatto anche coppia insieme alcune volte FCWA conquistando i titoli. Condividevamo le stesse passioni, gli stessi amori, suonavamo assieme alle volte. Poi è finita così.

Greatfield e Leadnour danno alcune pacche sulle spalle a Michael, mentre Michelle si infila sotto un braccio e lo cinge a sé con forza.

ME: Charlie, sei stato per me il padre, il maestro, l’amico che chiedevo alla vita da quando avevo 12 anni. Mi ha permesso di conoscere e consolidare il rapporto con due delle persona migliori a questo mondo. Mi hai fatto trovare l’amore della mia vita. Hai fatto tanto, molto, forse anche troppo per un ragazzo che è venuto da te chiedendoti vitto e alloggio. Non è facile per me dirti addio. Non lo è stato un mese fa in quella chiesa, non lo sarà oggi quando spargerò le tue ceneri al lago. Ti voglio bene Charlie, grazie.

Ricordo ha scritto:
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La porta di una casa, un ragazzo con un borsone e un basso sulle spalle. Un bigliettino in mano e l’esitazione nel premere il campanello.

EJ: Speriamo sia questo.

Un uomo apre la piccola porta.

CN: Eddie?! Tu che ci fai qui?! Entra ragazzo, fa freddo lì fuori e tu sei vestito troppo leggero.


Eddie apre l’urna e inizia a farla svuotare, un leggero vento porta via verso il lago le ceneri.

ME: Polvere alla polvere. Cenere alla cenere.

Il Dragon Kid lascia l’urna alla sua ragazza. Che ripete lo stesso gesto, così fanno anche gli altri due amici. I quattro restano impassibili a fissare il lago. Su questa immagine le telecamera stacca.

Spoiler:
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Ci troviamo all’interno di una piccola cucina. Un uomo è seduto a un tavolo e sta facendo un solitario con delle carte francesi da gioco. Quando ad un tratto qualcuno sfonda la porta alle sue spalle.

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POL: Signor James Elliott Norman, lei è in arresto per omicidio!

Un drappello di poliziotti irrompe nella casa.

JD: Dannazione, ho perso ancora!

L’uomo non si volta all’intimazione del poliziotto, che si avvicina e gli urla di nuovo.

POL: Signor James Elliott Norman, lei è in arresto per l’omicidio di suo padre Charles Benjamin Norman!

JD: Ho capito, non riscaldarti.

James non oppone nessuna resistenza e consegna i polsi all’autorità

POL: Lei ha il diritto di rimanere in silenzio. Qualsiasi cosa dirà potrà e sarà usata contro di lei in tribunale. Ha diritto a un avvocato durante l'interrogatorio. Se non può permettersi un avvocato, gliene sarà assegnato uno d'ufficio.

JD: He's got the whole world in his hands he's got the whole wild world in his hands


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 06/05/2016, 6:35 
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Dopo due settimane dal confronto con Jonathan Kawalsky, Black Adam, offeso nell'orgoglio, sarà in azione STANOTTE, in occasione del nuovo appuntamento con Friday Night Indoor War! STANOTTE "The Veteran" Black Adam sarà in AZIONE!


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 06/05/2016, 11:45 
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Hard Work - Part 1


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E' buio mentre le immagini ci mostrano l'esterno di una palestra che ad una prima occhiata sembra essere abbandonata.
Le immagini a questo ci mostrano gli interni della palestra e sembrano abbandonati anche questa, c'è un silenzio di tomba che però all'improvviso si spezza per via di un sentirsi di voci provenire da una delle stanze.
Arrivati in questa stanza notiamo al suo interno sul ring.

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Su questo ring notiamo allenarsi un volto noto della TWC, Christophorus Schmidt, e due volti un po meno noti ovvero Gerald e Ernst Heinrich, i due fratelli allenatori e mentori di Schmidt.

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GH: Cinque minuti di pausa, per il momento bene così.

EH: Bene ma non benissimo, ancora non basta.

CS: Non basta? E' da ore che mi state massacrando con questi esercizi e fra poche ore devo prendere un aereo per Grand Rapids, ho una puntata di Indoor War a cui presenziare.

Ernst comincia a perdere la pazienza.

EH: Senti un po ragazzino, non so Gerald ma a non frega molto essere di essere qua, se lo sono è perchè a te ci tengo e voglio che tu faccia bene in quel maledetto Ladder Match per prendere quell'anello che ti porterà a un passo dalla gloria, perciò non piagnucolare o rompere i coglioni, cosi facendo stiamo solo aumentando il tuo cardio per lottare l'intero match il meno spompato possibile.

GH: Fidati ragazzo, è per il tuo bene. Vuoi o non vuoi vincere il TWC World Heavyweight Championship prima o poi?

CS: Che razza di domanda, certo che lo voglio.

GH: Benissimo, per farlo però devi dimostrare a tutti che non sei quello visto finora, se vuoi cancellare tutti gli stupidi nomignoli che ti hanno dato devi fare una cosa, vincere il Ladder Match di War of Change.
Quello che stiamo facendo quest'oggi e che faremo per tutto il mese fino allo special event sono allenamenti che ti daranno resistenza, forza, condizione fisica e tutto quello che ti serve per fare di te un wrestler durissimo a mandare giù.
Te la senti?

CS: Si.

EH: Ottimo perciò smetterla di lagnarti per quanto ti stiamo facendo.
Ora aspetta mentre vado a prendere due cose che ci aiuteranno con l'ultima parte dell'allenamento.

Ernst scende del ring mentre sul ring rimangono Christophorus e Gerald.

GH: Ora che Ernst non c'è possiamo fare quattro chiacchiere, come il nostro primo incontro.

Schmidt ridacchia.

CS: Quello per me è stato l'evento migliore della mia vita e devo ringraziare in eterno te e tuo fratello, se non mi aveste tolto dal carcere e messo su un ring per fare di me un wrestler a quest'ora penso che sarai ancora in carcere con un bel ergastolo sulla testa.

GH: A quei tempi noi cercavamo ragazzi difficili da togliere dalla strada e fargli fare un lavoro onesto. E' stata una fortuna quel giorno venire nel tuo carcere e notarti, avevi già una stazza imponente e ci sembravi adatto.

CS: Eravate venuti per un amico se non ricordo male.

GH: Già, aveva scontato la sua pena ed eravamo venuti a prenderlo.
Tornando ai primi allenamenti non potrò mai scordarmi la grande capacità con cui afferravi tutti i nostri insegnamenti con grandi facilità.
Mi ha sorpreso il fatto che ci hai chiamato chiedendoci di rifarlo.

CS: Voi siete gli unici in grado di aiutarmi. Riprendere gli allenamenti dei fratelli Einrich è la cosa migliore per me anche se devo ammettere però che gli allenamenti che mi state facendo provare in questi giorni in vista di War of Change sono molto più massacranti di allora.

Gerald mette una mano sulla spalla del tedesco.

GH: Vedila come se fosse uno step successivo, a quei tempi non eri ancora pronto visto che dovevi accumulare l'esperienza necessaria per sostenerli, quando il tempo per ora giunto era ormai troppo tardi visto che avevi già accettato l'offerta della TWC e visto quanto significava per te non potevamo trattenerti.

CS: Il problema alla fin fine non sono neanche gli allenamenti perchè vi conosco e so come lavorate ma è Ernst, lo trovo più irascibile del solito.

GH: Lo è perchè è amareggiato da come ti stanno andando le cose, sente che non ti stai impegnando fino in fondo come lui e anch'io vorremmo.
Lo sai che mio fratello ti vuole bene e vuole da te il meglio vero?

CS: Lo so da anni ma certo volte vorrei ucciderlo.

Gerald sorride.

GH: E' il suo carattere, che vuoi farci. Pensa che a volte farlo pure io.
Ora dimmi, tu fra un mese vuoi battere Big Black Boom, Michael Edwards, Kevin Manson e Andy Moon?

CS: Non solo, voglio distruggerli.

GH: Ottimo perciò fai come dice Ernst. Ti aiuterà non solo a vincere l'anello ma anche nelle altre occasioni e gli altri cominceranno a temerti.

Ernst ritorna con una sedia in una mano e un paio di manette e una kendo stick nell'altra.

EH: Ora è tempo dell'ultima parte dell'allenamento, poi ti lasceremo prendere l'aereo.
Ti avverto che sarà MOLTO dura, sei pronto Chris?

CS: Lo sono.

Ernst passa le manette a Gerald che ammanetta Schmidt a una delle corde.

EH: Ora comincerò con la kendo stick, non appena sarà inutilizzabile passerò alla sedia. Ti colpirò con questi due oggetti per farti sentire vari tipi di dolore.

Subito Ernst colpisce con la kendo stick la schiena di Schmidt che urla dal dolore.

EH: So che fa male ma è per il tuo bene.

CS: Non preoccuparti per me, continua con tutte le tue forze.

Ernst continua a colpire con la kendo stick e fra colpi e grida atroci le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 06/05/2016, 15:32 
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Maybe

Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Ci troviamo all'esterno della Van Andel Arena, Grand Rapids, Michigan, dove tra poco si terrà TWC Indoor War!

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Nei pressi di un'automobile troviamo Chris ed Alisa Drake che stanno scaricando i loro borsoni.

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Dopo aver scaricato l'occorrente i due si incamminano verso l'arena mentre Alisa chiude l'auto con il telecomandino. I due percorrono diversi metri ed intanto parlottano tra di loro...

C.Drake: Non vedo l'ora di mettergli le mani addosso...

Alisa: Devi stare calmo Chris. Jack non aspetta altro che farti innervosire per poi costringerti a commettere un errore.

C.Drake: L'errore lo ha commesso lui due settimane fa, e stasera ne pagherà le conseguenze.

Alisa: A War Of Change ne pagherà le conseguenze, stasera dovrete solo ufficializzare il match.

Chris si ferma.

C.Drake: Perché ci tieni così tanto a dissuadermi dal pestarlo stasera?

Miss TWD si ferma anche lei, sospira, e poi si rivolge al fratello.

Alisa: Perché tutta la foga che hai addosso la devi portare a War Of Change. Mi roderebbe troppo se fosse lui a strapparti via l'Interpromotional World Wrestling Championship.

The Predator osserva la sorella con sguardo serio.

C.Drake: Pensi che io non possa farcela?

Alisa: Non ho detto questo.

C.Drake: Lo hai fatto intendere.

Alisa: Mi dispiace che tu l'abbia interpretata così la mia frase. Ciò che intendevo dire è che Jack Keenan è affamato di successi, vuole il tuo titolo ed è disposto a tutto pur di ottenerlo. Tu invece hai raccolto già un bel po' di successi e per te questo match e conseguente difesa dell'Interpromotional World Championship è solo un pretesto per ammazzarlo di botte.

The Undisputed Legend mostra un leggero sorriso beffardo.

C.Drake: Tranquilla Ali, io non sono mai sazio di successi ed entrerò in quel ring per mantenere il mio titolo, vincere per il secondo anno consecutivo a War Of Change e massacrare quel figlio di puttana!

I due si scambiano uno sguardo serio, ma poi Alisa sorride dolcemente verso il fratello e gli passa una mano su un braccio.

Alisa: So che ce la farai, ed io sarò lì con te.

Anche Chris sorride alla sorella mentre in lontananza sentiamo un'espressione di disappunto...

???: Oh cazzo, che schifo!

I Drake Siblings, riconoscendo la voce, si girano immediatamente trovandosi davanti a loro una disgustata Samantha Hart.

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Chris deglutisce nel vedere Samantha, mentre Alisa la fissa con sguardo duro e minaccioso. Le due donne si scambiano un lungo sguardo di sfida e poi Samantha fa un passo avanti, ed Alisa di riflesso si mette davanti al fratello.

Samantha: Eh eh eh, il grande e grosso Chris che si fa difendere dalla sorellina... Che cosa patetica.

Alisa: La sorellina porta con se una pistola, e vista la tua abitudine di puntare la tua contro mio fratello vorrei prevenire spiacevoli situazioni.

Samantha: Punto uno, so che non hai con te una pistola. Punto due, nemmeno io ce l'ho. Punto tre, io avrò anche puntato una pistola a tuo fratello ma alla fine della serata è stato lui ad inserire il suo pistolone dentro di me!

La Hart Princess sorride in maniera beffarda mentre Miss Drake accenna una smorfia contrariata.

Alisa: Te ne do atto, mi da fastidio che Chris sia venuto a letto con te visto che potrebbe avere molto di meglio, ma alla fine ciò è servito per distrarti e portare Sasha al sicuro.

Le due si scambiano un altro sguardo duro ma poi Samantha mostra un leggero sorriso.

Samantha: Devo ammetterlo, fino a due giorni fa avrei voluto ammazzare Chris per ciò che aveva fatto, ma non appena ho saputo che il mio piano era andato a buon fine e che con Nathan libero Sasha era finalmente al sicuro mi sono un attimino placata. Ma badate bene, se le succede qualcosa non esisterò ad ammazzarvi tutti.

Altro scambio di sguardi infuocati tra le due ragazze.

Samantha: Che poi non ho ancora sentito un grazie da parte tua Alisa.

Alisa: Non ne vedo il motivo.

Samantha: Ah no?

The Angel Of Violence sorride in maniera beffarda.

Samantha: A quanto mi risulta se non fosse stato per me tu ed i tuoi stupidi alleati non avreste mai inflitto un così duro colpo all'Ordine di Fortuna. Si vede proprio che sei solo un'insulsa ed irriconoscente ragazzina.

Alisa: Non avrai mai un ringraziamento da parte mia poiché hai consegnato il driver a Chris al solo scopo di proteggere tua nipote e salvarti il culo. Come al solito hai agito in maniera egoistica.

Samantha: Sì, hai ragione, ma ciò non toglie che è solo grazie a me se avete preso vantaggio sull'Ordine di Fortuna. Ma tranquillo nano, non mi serve la tua riconoscenza, mi basta solo avere la consapevolezza che ogni volta che ti scoperai Chris sentirai il mio sapore sul suo ca...

Alisa: Figlia di puttana!

Ed ecco che Alisa parte all'attacco di Samantha venendo immediatamente bloccata da dietro da Chris! La Hart Princess si mette in guardia mentre The Predator abbranca la sorella alla vita sollevandola di pochi centimetri da terra ed impedendogli di assalire Samantha. Alisa cerca di divincolarsi ma Chris non la molla...

Alisa: CHRIS! LASCIAMI!

La giovane cerca di liberarsi dal blocco del fratello con tutte le sue forze mentre The Goddess mantiene la guardia alta, sorridendo. The Predator poggia a terra la sorella e la gira verso di se per poi prenderle la testa e spingerla contro il suo petto. Alisa comincia a calmarsi mentre Samantha abbassa la guardia e comincia a ridacchiare.

Samantha: Lo vedi che...

Chris fulmina con lo sguardo Samantha che sorride in maniera beffarda ed alza le mani. Alisa si tranquillizza ed alza lo sguardo verso il fratello, osservandolo con occhi lucidi. I due si scambiano uno sguardo d'intesa...

C.Drake: Entra nell'arena, io ti raggiungo tra qualche minuto.

Alisa: Non ti lascio da solo con questa stronza...

C.Drake: Tranquilla Ali, ho tutto sotto controllo. Ora vai che qui ti stai solo innervosendo e c'è bisogno di uno lucido al cento per cento tra noi due, e quando incontrerò Jack Keenan non ti assicuro che possa essere io.

I due si scambiano un altro sguardo d'intesa e poi si staccano. Alisa si dirige verso l'ingresso dell'arena non degnando di uno sguardo un ammiccante Samantha che intanto è soggetta ad un fisso e duro sguardo da parte di Chris. The Goddess non si avvede di ciò e continua a seguire con lo sguardo Alisa...

Samantha: Tranquilla, te lo rimando subito e farò in modo che abbia addosso il sapore della mia fi...

Ed ecco che Chris mette una mano in bocca a Samantha tappandogliela. La Hart Princess mugugna qualcosa mentre Miss Drake entra nell'arena a passo svelto. Una volta che Alisa è dentro, Chris toglie la mano dalla bocca di Samantha per poi asciugarsela sui pantaloni.

C.Drake: Mi hai leccato tutta la mano!

Samantha: La scorsa settimana non ti sei lamentato quando leccavo.

Chris sospira mentre Samantha gli sorride divertita.

C.Drake: Senti Samantha, mi pare di averti detto di smetterla con le battutine su queste fantasie sessuali che hai su di me e su Alisa.

Samantha: Non mi hai mai detto di smetterla, mi hai detto che ero una pervertita.

C.Drake: Ok, te lo dico ora... Smettila! Alla lunga rompi davvero il cazzo.

Samantha: E' il mio scopo primario rompere il cazzo al prossimo.

La ragazza continua a sorridere mentre Chris scuote a testa.

C.Drake: Cosa vuoi ancora? Mi pare che non ci sia più motivo per essere nemici...

Samantha: Beh Chris il fatto che tu mi abbia scopato per poi rapire mia nipote mi sembra un buon motivo.

C.Drake: Sappiamo entrambi che non è vero. Sasha l'ho portata al sicuro e la notte che abbiamo passato insieme è stato un modo come un altro per divertirci. Perché non possiamo andare avanti con le nostre carriere? Io mi concentro su Jack Keenan, Alisa si concentrerà nelle competizioni femminili quando avrà il via libera per tornare a combattere e tu ti concentrerai su altro visto che ormai la vendetta con Kid The Wizard l'hai ottenuta e non hai più vincoli con Rachel e l'Ordine di Fortuna.

Samantha: Mmh, buona idea.

La giovane mostra un sorrisetto.

C.Drake: Mi stai prendendo per il culo vero?

Samantha: Forse.

La Hart Princess fa un occhiolino verso The Predator per poi incamminarsi verso l'ingresso dell'arena. Chris le lancia un'occhiata al fondo schiena e Samantha, restando di spalle e continuando a camminare, gli dice qualcosa...

Samantha: Lo so che è un bel culo...

Chris accenna un leggero sorriso divertito mentre Samantha raggiunge l'ingresso dell'arena e vi entra. The Predator prende il suo borsone e quello di Alisa e si incammina anche lui verso la Van Andel Arena.

[To Be Continued...]


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Whoopsy Daisy
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Indoor War #29 - Director's Cut


Le telecamere aprono il collegamento all'ufficio del General Manager di Indoor War, Virgil Brown. Virgil, seduto davanti la sua scrivania, è intento a sistemare della scartoffie, aiutato dalla A&A security intenta a spillare dei documenti, quando vediamo la porta dell'ufficio spalancarsi. In sottofondo si riesce a sentire Jessica Rose che sul ring sta annunciando il Main Event della puntata tra i boati del pubblico.

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I campioni di coppia entrano senza proferire parola e si siedono davanti il GM.

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VB: Salve, ragazzi. Posso offrirvi qualcosa?

TM: Niente per me, grazie.

VB: Come preferisci, Travis. Per te invece, Shawn?

SG: Caffè, nero e amaro, un posacenere e un accendino.

VB: Preferirei non fumassi qui, il fumo passivo fa male, e detesto la puzza di sigaretta.

SG: Io preferirei che mio figlio non venisse sequestrato da dei maniaci durante le puntate del tuo show, ma credo non si possa avere tutto dalla vita, giusto?

Brown, stizzito, apre un cassetto della scrivania e tira fuori un posacenere e un vecchio zippo, poi si rivolge agli A&A.

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VB: Portate a Shawn quello che ha chiesto.

I due obbediscono ed escono dalla stanza, mentre Brown porge l'accendino a Gates, che lo prende e si accende una Lucky Strike.

VB: Quell'accendino era di mio padre. Se l'è portato in Europa durante la seconda guerra mondiale. I suoi compagni lo invidiavano per quell'accendino e cercavano sempre di rubarglielo, era costretto a nasconderlo in posti dove gli accendini non dovrebbero stare.

Gates assume un'espressione leggermente disgustata e restituisce l'accendino a Brown, poi strofina la mano sui jeans.

TM: Per quanto affascinante sia la storia del suo accendino, immagino che non sia per questo che siamo qui. Perchè ci ha fatto chiamare, Signor Brown?

VB: Non ho apprezzato la vostra scelta di decidere di mettere in palio i vostri titoli contro due wrestler che hanno subito una sospensione senza prima consultarmi. Cosa vi ha fatto pensare che avrei autorizzato a concedere a due individui che dovrebbero stare dietro le sbarre la possibilità di detenere i titoli di coppia della federazione?

Gli A&A tornano nella stanza con il caffè, di Gates. Il texano fa un cenno di ringraziamento.

SG: Quei due devono pagarla. E io e Travis concordiamo sul fatto che il modo più efficace per dargli una lezione che non dimenticheranno mai è farlo su un ring di wrestling. Sospendendoli gli hai fatto solo un favore.

VB: Non siate infantili, siete meglio di così. Il wrestling è un arte, non un modo per compiere la propria vendetta.

TM: Il wrestling è combattimento prima di ogni altra cosa, non siamo esattamente elettrizzati dall'idea di mettere in palio le nostre cinture contro due come Morgan e Fred, ma loro ci hanno dichiarato guerra. Metteremo i titoli in palio se serve, ci scontreremo con loro a War of Change e non lo faremo per fare dell'arte o per mettere in piedi un bello spettacolo per i suoi spettatori, lo faremo solo per distruggerli. Le assicuro che nella nostra situazione lei non si comporterebbe in modo molto diverso.

SG: Già, Virgil. Tu cosa avresti fatto al posto nostro? Quei due sono dei pazzi. Sappiamo quello che ha fatto Fred. E' un essere disgustoso; avvicinare una bimba di sei anni per raggiungere i propri scopi. Sembra proprio non ci sia limite all'orrido per quei due, ma di certo la sospensione non ha funzionato come deterrente.

Il General Manager abbassa lo sguardo.

VB: Non avete tutti i torti.

TM: Questo match non è una loro vittoria, questa è la loro punizione. Una volta terminato il match Morgan e Fred non oseranno mai più compiere azioni del genere, nessuno nella sua federazione oserà dopo aver visto cosa faremo a loro.

SG: Esatto Travis. E poi, hanno fatto l'errore di farci scegliere la stipulazione. Dentro la gabbia nessuno potrà aiutarli, non avranno modo di scappare. Saremo solo noi contro di loro. Ma noi saremo più arrabbiati. I sorci possono scappare quanto vogliono Virgil, ma quando non hanno dove scappare, possono solo finire sbranati dai gatti.

Virgil si gratta il mento guardando i No More Heroes. Gates nel frattempo termina il suo caffè in attesa della risposta.

VB: Ragazzi, sapete che vi dico? Mi avete convinto. Autorizzerò il vostro match, ma ad una condizione.

SG: E cioè?

VB: Che quando sarete dentro quella gabbia, vi ricordiate di prenderli a calci anche da parte mia. Fred ha avvicinato mia nipote, e adesso non riesco più a dormire sonni tranquilli. Mi sono sempre fidato di voi ragazzi, dategli una lezione e mantenete i titoli di coppia. Fatelo anche per me.

SG: Abbiamo un accordo, allora.

TM: Non si preoccupi, i Dawn of the Empire dopo War of Change non le creeranno più problemi.

Gates sorride e si alza assieme al compagno, per poi indirizzarsi verso la porta. Travis stringe la mano a Brown e raggiunge Shawn. Sulle immagini dei No More Heroes che escono dall'ufficio il collegamento si chiude.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 08/05/2016, 5:38 
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Ci troviamo all'interno di una stanza riccamente decorata: la scrivania, che svetta al centro dell'ufficio, è in legno di noce, uno dei più pregiati e ricercati; dietro una maestosa e regale poltrona in pelle, si estende una lunga parete, anch'esso in legno pregiato, in cui, incorniciate da quattro colonne di ordine ionico, ci sono due librerie, mentre le restanti parti sono occupate da quadri, in cui vediamo raffigurati verdi paesaggi. Al centro si allunga una statua in marmo, una riproduzione di un'opera classica, testimonianza di un viaggio culturale svolto nel vecchio continente. Sul pavimento vediamo un lungo tappeto in cui sono disegnati arabeschi e figure geometriche vivacemente colorate. La luce, che raggiunge ogni angolo della stanza, proviene da un lussuosissimo lampadario in cristallo, che pende dal soffitto decorato in quasi tutta la sua estensione da mosaici, che presentano scene tratte dagli antichi miti greci e latini, in particolare notiamo una raffigurazione di Eracle, il semidio dotato di una forza straordinaria, che tante fatiche affrontò e superò nel corso della sua leggendaria vita. Infine, ai lati della stanza ci sono alcuni vasi, da cui svettano delle piante, le cui foglie sono di un brillante verde smeraldo e i cui fiori sono diversamente colorati.

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Daniel Carson, il giovane intervistatore della TWC, si trova adagiato su una delle due poltrone situate dinnanzi alla scrivania: è una poltrona semplice, ma apparentemente molto confortevole.

DC: Signore e signori, mi trovo al cinquantottesimo piano della Truman Tower, situata al centro di New York City; sono in compagnia di uno dei membri del Consiglio d'Amministrazione della TWC, nonché candidato alla carica di general manager di Friday Night Indoor War, Matthew J. Truman!

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Matthew J. Truman invece troneggia dietro la scrivania, su quella bellissima e lussuosissima candida poltrona, che svetta all'interno della stanza, rubando l'attenzione anche a dispetto di tutte le altre meraviglie in essa contenute. Sul volto mostra un sorriso smorzato, finto.

DC: Sir., mi permetta innanzitutto di chiederle un parere sulla situazione precaria del cosiddetto "Esercito di Truman", fra le cui fila ci sono i Powell, due ragazzi... speciali, poi c'è Tyler Nolan, lo stesso che aveva detto che non avrebbe mai più messo piede in questo "cesso", riferendosi alla TWC, lo stesso che, da lottatore della FWP alle dipendenze di Rachel Fortuna, aveva dichiarato guerra alla TWC, infine, last but not least, c'è l'ex marine Jonathan Kawalsky, che non solo si è reso protagonista di uno degli attacchi più disgustosi nella storia della nostra compagnia, per cui è stato onerosamente multato, ma ha anche detto, cito testualmente, "NOI siamo la cura a tutti i problemi della TWC, noi le daremo fuoco, noi la ANNIENTEREMO..."

MJT: NO, no, no!

Matthew J. Truman interviene, allungandosi verso l'intervistatore, che si interrompe immediatamente.

MJT: Jonathan Kawalsky non l'ha invitato nessuno, si è illegalmente imbucato nell'Esercito di Truman, non l'ha chiamato NESSUNO, non il sottoscritto che non ha mai detto qualcosa al riguardo, no...

DC: Quindi lei si dissocia completamente dalle parole e dalle azioni di Jonathan Kawalsky?

MTJ: Assolutamente!

DC: Sì?

MTJ: Certamente!

Daniel Carson spalanca le sopracciglia.

MJT: E comunque lei non capisce: Max e Maximilian sono ragazzi straordinari, intelligenti, garbati, sul ring hanno dimostrato di essere alla pari o forse superiori agli illegittimi campioni di coppia del mondo della TWC; poi Tyler Nolan, lui è un vero americano, è un pluricampione del mondo di Arti Marziali Miste, il mondo intero lo conosce, penso dunque che meriti più rispetto da parte di una federazione che, nel corso dell'ultimo anno, non ha fatto altro che umiliarlo, infangare il suo buon nome e il prestigio che rappresenta, nonostante le tante promesse... Ricordo che Tidus, non Truman, Tidus, il primo general manager di Indoor War, un campione del mondo dei pesi massimi, un hall of famer, fu lui a presentare Tyler Nolan come il futuro volto della TWC, invece... L'Esercito di Truman è proprio questo, un'associazione, una comunità, in cui tutti i nostri migliori talenti, che sono stati squallidamente rigettati da questa disastrosa amministrazione e da una dirigenza fantasma, possano avere ciò che meritano: non abbiamo bisogno di importare gente straniera, non abbiamo bisogno degli Esagon, Jr., degli Schmidt, degli Anderson, no, il talento c'è, il talento è qui, perché non sfruttarlo? Perché non dare ai nostri le opportunità che si danno ai primi che passano? Questo è l'Esercito di Truman, una grande famiglia, di cui orgogliosamente posso dire di essere il capostipite, un punto di riferimento per una nuova generazione...

DC: E Black Adam?

MJT: Che c'entra Black Adam?

DC: Non ha niente da dire a Black Adam, che, dopo l'attacco di Kawalsky, dovrà restare fuori per svariati mesi?

MTJ: Che perdita! No, in verità amo la Grecia, adoro le statue, i templi antichi, l'antico stadio di Olimpia, non mi piacciono molto i greci; insomma alla fine stiamo parlando di contadinotti che pascolano sui ruderi dei loro antenati, lucrano sull'ingegno di gente morta secoli e secoli fa, una società al collasso, da terzo mondo ormai... Comunque, ho rispetto per la loro cultura, posso dire, forse, che spero si rimetta presto, ma voglio anche ricordare che la sua riabilitazione sarà a spese nostre, a spese della TWC, e, considerando che stiamo parlando di un non americano, un "dono", come direbbe Virginia la scrofa, questo vi pare giusto?

DC: Bene, parliamo ora di Bernie Cruz, che...

MJT: Chi?! Bernie Cruz?! Quella cariatide ottuagenaria, che ha bisogno di una badante rumena per salire sul ring? Beh, cosa vuoi che ti dica, Daniel, posso solo consigliargli di stare a casa, perché gli sbalzi di temperatura possono essere molto pericolosi, non vorrei che si prendesse un'accidente...

DC: A War of Change, ci sarà la resa dei conti fra Samuel e Tyler Nolan: all'angolo dell'uno ci sarà proprio Bernie Cruz, dall'altra parte invece ci sarà lei; che cosa rappresenta questa sfida?

Matthew J. Truman, serio, annuisce.

MJT: Fin'ora ci siamo divertiti, abbiamo avuto molti momenti divertenti, ci siamo fatti un mucchio di risate, con War of Change, però, le cose cambieranno. Subito. Tyler Nolan è forte, famoso, potente, è il prototipo del perfetto lottatore, il miglior rappresentante della mia TWC; quando annienterà quel meticcio di suo fratello, anzi, fratellastro, simbolo della decadente visione delle cose che ha Bernie Cruz e insieme a lui Virginia la scrofa e tutti quegli ipocriti che ruzzolano intorno alla TWC, quando succederà questo, il Truman Movement avrà sconfitto i suoi avversari, e Virgil Brown, Jr., che fin'ora si è nascosto nel suo umile ufficio, non potrà più negarci l'ascolto. War of Change per Tyler Nolan, per me e per milioni di buoni americani, e non solo, significa tutto: sarà lo spartiacque fra la vecchia amministrazione, la disastrosa amministrazione targata Brown e Virginia, e l'alba di una nuova era, e, quando diventerò ufficialmente il nuovo general manager di Friday Night Indoor War, farò un ottimo lavoro tanto che anche chi adesso ci critica, anche i nostri peggiori detrattori, saranno felici e non potranno altro che riconoscere la grandezza del mio lavoro, perché insieme renderemo la TWC ancora una volta SICURA... FORTE... GRANDE!! LIBERA da chi vuole invaderci, LIBERA dai mercati esteri, perché, Daniel, l'attuale amministrazione è questo che vuole, l'invasione; fa accordi con paesi esteri, fa accordi col Messico, l'Arabia Saudita...

DC: Ok, ma lei cosa intende fare per la TWC? Come intende comportarsi con i mercati esteri, che fruttano importanti introiti per la nostra federazione, come per esempio quello europeo? Ha letto le cifre riguardanti il tour europeo della scorsa estate? Per non parlare dei vantaggiosi accordi coi network giapponesi, cinesi...

Matthew J. Truman sbuffa., Daniel Carson si interrompe, la bocca ancora aperta.

MJT: Hai terminato il tuo monologo, Daniel? Posso andare avanti o vuoi prenderti altri trenta minuti? Chi è l'intervistato?! Tu o io?

L'intervistatore aggrotta le sopracciglia, prova a replicare...

MJT: Smettila di interrompermi, chiaro?! Sei o non sei un mio dipendente?!

DC: Sono un dipendente della TWC, di Philips Brian!

MJT: Philips Brian, esatto! Ecco la risposta alle nostre domande, grazie! Stai forse parlando di quel Philips Brian, che è rimasto del tutto assente mentre la TWC cadeva sotto i suoi occhi?! Lo stesso che ha nominato Virgil Brown, Jr. come general manager di Indoor War?! Dimmi, Daniel, amichetto di Brian, sei forse stato tu ad imbrattare la porta del mio ufficio stamane?!

DC: COSA?!

MJT: Allora?!! O forse è stato Philips Brian? Forse ce l'ha ancora per la storia delle piantine e ha voluto fare un torto ad un suo collega, ma quelle dannate pianticelle di plastica non valgono niente rispetto alla mia lussuosissima porta, pagata più di tremila dollari americani! NIENTE!! E anche tu non vali niente, Daniel, meno di zero! Philips Brian ha attentato alla vita di Mr. Fox Olon, lo ha boicottato, lo ha sostituito con un vecchio demente probabilmente sterile, sono un nostalgico del New York Guy, io sono qui per lui, perché anch'io ho il suo stesso sogno, anch'io voglio una TWC grande, potente, forte... Quando diventerò Presidente degli Stati Uniti d'America, lo diventerò, credimi, restituirò credibilità alla nostra nazione; fino a quel momento, però, mi occuperò della TWC e, che vi piaccia o no, molte cose cambieranno e, te lo giuro su mia moglie e sui miei VERI capelli, la prima cosa che farò da nuovo general manager di Indoor War sarà andare da te, a casa tua, e, davanti a tua moglie, la sguattera del Guatemala o dell'Indonesia, davanti ai tuoi orribili figli mulatti, griderò... SEI LICENZIATO!!

Matthew J. Truman è in piedi, faccia a faccia con Daniel Carson, a dividerli c'è solo la scrivania.

MJT: E ORA.. FUORI!! FUORI DAL MIO UFFICIO, ORA!!

L'intervistatore della TWC si alza in piedi, il magnate circumnaviga la scrivania, lo raggiunge, lo prende per il braccio e lo spinge leggermente via, indicandogli l'uscita.

MJT: FUORI!!

Daniel Carson, accompagnato dal cameraman, si dilegua sotto lo sguardo, ormai rosso, di Matthew J. Truman, che, una volta usciti gli ospiti divenuti d'un tratto indesiderati, chiude loro la porta in faccia.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 08/05/2016, 16:32 
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BEHIND THE GATES
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SG: Basta correre. Cento flessioni, forza.

Seminterrato di casa Gates, adibito a palestra. Shawn Gates è seduto su una sedia con i piedi su uno sgabello e tra le mani il San Antonio Post, quotidiano locale. A pochi metri di distanza il figlio, Jimmy Gates, si butta a terra per iniziare la serie di flessioni, al centro del seminterrato un piccolo ring da backyard wrestling, vicino alle pareti diversi attrezzi ginnici abbastanza datati. Pesi, manubri, una cyclette piuttosto arrugginita e una panca.

SG: Dio, queste primarie sono un macello.

Gates continua a sfogliare il quotidiano, mentre Jimmy prosegue la serie di flessioni.

JG: Pà.

SG: Dimmi figliolo.

JG: Quando hai capito di voler diventare un wrestler?

SG: Abbastanza tardi a dire il vero. Avevo ventidue anni.

JG: E come l'hai capito?

SG: Perché me lo chiedi?

JG: Curiosità.

SG: Come no.

Gates poggia il giornale a terra e guarda il figlio.

SG: A quanto sei?

JG: Venticinque.

SG: Mh.

Gates estrae dalla tasca dei jeans una sigaretta, la mette tra le labbra, prende il suo zippo e la accende.

SG: Non posso decidere cosa diventerai nella tua vita. Ma mi piacerebbe che tu andassi al college.

JG: Non ho detto di non volerci andare.

SG: Ma vuoi diventare un wrestler, giusto?

JG: Non ho detto questo. Ma ci sto pensando. E poi c'è tanta gente laureata che combatte, guarda Carroll e Keenan.

SG: Non è mica facile.

JG: Lo so.

Gates da un tiro di sigaretta.

SG: A quanto sei?

JG: Trentatrè.

SG: Più veloce.

Passano alcuni secondi di silenzio, mentre Gates continua a fumare, buttando la cenere ai suoi piedi.

JG: Pà.

SG: Che c'è?

JG: Settimana prossima voglio venire di nuovo ad Indoor War.

SG: Non se ne parla.

JG: Perché?!

SG: Termina la sospensione dei Dawn. E non voglio si ripeta quello che è successo un mese fa.

JG: Ma hanno già avuto quello che volevano! E poi potrei tornarti utile!

SG: Già, l'aiuto di un ragazzo di diciassette anni che si allena da un mese è indispensabile.

JG: Ma-

SG: E poi perché vorresti venire?

JG: Mi piace andare lì, entrare a contatto col business.

SG: Non me la bevo.

Tiro di sigaretta del texano.

SG: A quanto sei?

JM: Cinquantuno.

Passa qualche secondo di silenzio.

SG: Sei strano ultimamente.

JG: Impressione tua.

SG: Non credo.

Tiro di sigaretta di Gates.

SG: Lavori sul fisico. Hai spesso la testa fra le nuvole. Cazzo, ti lavi anche ogni giorno adesso. Se dovessi essere malizioso, direi che ti sei preso una cotta.

JG: Ripeto: impressione tua.

SG: E adesso vuoi venire spesso ad Indoor War.

Tiro di sigaretta di Gates, a cui spunta un sorrisone sulla faccia.

SG: Chi è?

JG: Nessuno.

SG: Alla tua età avevo perso la testa per Sunny, una manager della WWE. Cazzo, mi faceva impazzire quella donna.

Altro tiro di sigaretta.

SG: Chi è?

JG: Nessuno ti dico.

SG: Non mi prendi in giro figliolo.

Tiro.

SG: Okay, andiamo per esclusione. Togliamo tutti le varie segretarie, addette, e tutte le donne che lavorano dietro le quinte. Togliamo Melania Truman, Lucy Fisher e Elektra Kellis perché sono impegnate. Togliamo per lo stesso motivo anche Jane Murphy, vista la relazione complicata. Togliamo la cinesa nuova e la Haibara perché non sei il tipo da orientali. Togliamo Samantha Hart perché se ci fosse una minima possibilità che quella donna sia presente ad un pranzo del ringraziamento ti avrei già buttato fuori casa. Per lo stesso motivo togliamo anche la sua nuova amica. Alisa Drake?

Gates si gratta il mento.

SG: Nah. Chi resta? Ally Sullivan? Troppa concorrenza. Brunild? No. A parte le cattive compagnie quella donna non ha niente di sbagliato. Ma è troppo forte, caratterialmente e fisicamente, perché un ragazzo di diciassette anni possa interessarsi a lei. Non è una per tutti i gusti, di sicuro non è per te.

Gates guarda in un punto imprecisato in lontananza, dando un tiro di sigaretta e mordendosi poi il labbro inferiore.

SG: Che donna.

Il texano si ricompone, poi si gratta la testa con l'indice.

SG: Chi rimane? Ma certo!

Jimmy interrompe una flessione a metà.

JG: Cosa?

SG: L'amica di Moon. Quella ragazzina impertinente. Come diavolo si chiamava...

JG: Alice?

SG: Esatto, Alice! Adesso è tutto chiaro.

Jimmy riprende a fare le flessioni.

JG: Nah.

SG: Sembra una ragazza apposto tutto sommato. Certo, qualcuno dovrebbe insegnarle le buone maniere, però c'è di peggio. E poi mica deve piacere a me, potrei sopportarla senza troppi problemi.

Tiro di sigaretta.

SG: Il mio Jimmy è cresciuto. Sai cosa? Ci penserò sul portarti ad Indoor War. Ma devi promettermi che non lascerai lo spogliatoio dei No More Heroes senza avvisare me o la security. Intesi?

JG: Va bene. E comunque non mi piace quella.

Gates sorride con mezza bocca.

SG: A quanto sei?

JG: Novantasette.

SG: Cento addominali, poi voglio cento Elbow Drop sul ring.

JG: Va bene.

Jimmy inizia a fare gli addominali.

JG: Prima non mi hai risposto. Come hai capito di voler diventare un wrestler?

SG: E' una lunga storia.

JG: Quanto lunga?

SG: Ci vorrebbe un estate per raccontarla.

JG: D'estate ho molto tempo libero.

Le trasmissioni si interrompono.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 08/05/2016, 21:27 
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Bentornati a TWC Indoor War, siamo nel backstage e vediamo Kevin Manson seduto su una sedia.

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Il Painmaker è impegnato a strappare delle bende di colore nero con l'aiuto degli incisivi, che avvolge poi attorno al braccio destro. Una voce lo distrae.

???: Quelle bende non sono state di grande aiuto l’ultima volta che ci siamo visti sul ring.

Kevin alza la testa e la piega verso destra, si sentono alcuni passi.

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Sono quelli di Big Black Boom, che gli si ferma di fronte.

BBB: Magari possono funzionare contro qualcun altro. Qualcuno che non ti ha battuto magari.

The Animal non risponde e abbassa la testa, riprendendo a fasciarsi il braccio.

BBB: Dai Kevin, su col morale. Prima o poi arriverà anche la tua prima importante vittoria in TWC.

Piccola pausa del perfidy in a mask.

BBB: Sfortunatamente, non sarà nel ladder match di War of Change. Ma penso che tu ne sia già al corrente.

Kevin finisce di fasciarsi il braccio, poi lancia via alla cieca le bende in avanzo.

KM: Sembra che oggi sia la giornata in cui il roster mette a prova quanto in là possa spingersi il mio istinto omicida.

The Animal sospira.

KM: Sei venuto a fare terrorismo psicologico, Boom? In normali condizioni penserei a quanto fosse buffa questa frase, ma no, oggi no. Posso solo dirti che è molto tenero come tu ti senta in bisogno di scomodarti per dare aria alla bocca, sono felice che tu abbia deciso di giocare con i due sfigati della security. E su una cosa, ed una cosa soltanto, hai ragione: mi hai sconfitto. Pulito. Che dire, ancora fatico a crederlo. Ecco perchè, nel Ladder Match, sei un serio candidato ad essere colui che cercherò di infortunare il prima possibile. Sei un grande opportunista ed un match simile sembra fatto su misura per te, ma senza poterti muovere sarà difficile staccare la valigia e l'orribile anello.

Kevin inclina la testa verso destra, incrociando lo sguardo del mascherato.

KM: Ah, quasi dimenticavo, mi dispiace tanto che tu non apprezzi le mie bende. Dovrei prendere esempio dall'austerità del tuo ring attire.

Il mascherato poggia la spalla destra al muro di fronte a Kevin Manson.

BBB: Forse dovresti: ti si noterebbe di meno, così nessuno farà più caso alle tue sconfitte. E se quella minaccia avrebbe dovuto spaventarmi, sappi che non lo ha fatto. C'hai provato già una volta, è finita che sei svenuto sul ring.

Un sorriso, poi Boom si mette a braccia conserte.

BBB: Io non faccio terrorismo psicologico. Ma da come parli, sembra che gli altri lo stiano facendo su di te. Tutto il roster vuole scatenare la tua furia?

Sospiro di Triple B.

BBB: E tu scatenala. Unleash the animal. Magari così inizieranno a prenderti sul serio: Edwards, Moon, forse anche Black. Non è questo ciò che vuoi?

Kevin trattiene un ringhio, inclinando la testa.

KM: L'unica cosa che voglio in questo momento è vedere fin quanto tu puoi tirare la corda. Vuoi parlare di Edwards? Vuoi parlare di Moon? Vuoi parlare di Black? Fallo. Fallo, ricordami come nessuno mi prenda sul serio qui dentro, ricordami come buona parte del pubblico mi detesti, ricordami come sei stato bravo quella volta che mi hai fatto svenire al centro del ring. Scatenala tu, la mia furia.

Il Tear Suppressor mostra i denti, poi serra le mani a pugno.

KM: Stai giocando con qualcosa di troppo grande per te, Boom... Tu non hai idea di quanto ogni giorno, OGNI CAZZO DI GIORNO!, io stia accumulando rancore. E continua ad affluire, lo sento scorrere nelle mie vene, ogni secondo più forte di prima. Arriverà un momento in cui scoppierò. E fidati, vi porterò tutti con me nel baratro. Dal primo all'ultimo.

Boom sorride.

BBB: Il baratro. Il senso di vuoto, la paura di cadere. Se ne avessi paura, non avrei accettato di far parte di un ladder match. Fallo pure Kevin, portami con te. Sarà divertente avere compagnia, qualcuno con cui giocare. Il tuo rancore mi lascia totalmente indifferente. Per me sei solo un altro avversario da battere. E sarà quello che farò, lo sai bene.

I due si guardano negli occhi.

BBB: Non ho ancora visto cosa succede quando Kevin Manson è infuriato. La corda sembra piuttosto lunga, ma io non mi secco facilmente. Cosa mi succederà? Mi farai svenire nel ring? Rinuncerai a prendere l’anello, quando sarai arrivato in cima, solo per schiantarti su di me? O magari, quando avrò afferrato quell’anello, mi raggiungerai solo per il gusto di buttarmi giù. Ti portarmi con te, nel baratro.

Il mascherato guarda a terra e annuisce. Poi riprende contatto visivo con The Animal.

BBB: Provaci. Sarò caduto, ma avrò quel fottuto anello tra le mie mani. E tu continuerai a non avere altro che vergogna addosso.

Kevin avanza, andando letteralmente faccia a faccia con il Perfidy in a mask.

KM: Ti manca un punto importante, Boom, ed è strano per uno che si professa uno stratega infallibile. Vedi, riguarda quell'anello. E una certa clausola che pende sulla mia testa.

Il Painmaker ridacchia in modo convulso.

KM: Io non potrò più affrontare Leon Black per il titolo. Quello schifoso anello mi serve soltanto per avere un capro su cui espiare tutta la mia rabbia. Chiunque strapperà la cintura a Black avrà un incubo alle sue spalle. Lo perseguiterò. Lo massacrerò. Abuserò fisicamente di lui. Scenderò nel punto più basso che possa essere toccato da un essere umano, se ne avrò voglia. E allora, sarà chiaro a tutti che Kevin Manson, come ho sempre detto, non è uno scherzo. E' pericoloso, per davvero. NON SONO TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO, CAZZO!

The Animal digrigna i denti.

KM: Ma... Se continui così, rischi di diventare tu il capro espiatorio della mia rabbia. Il che significa che in quel Ladder Match sarò concentrato soltanto sul farti spaccare il maggior numero di scale possibile. Farti soffrire, finchè non comincerai a chiedere pietà. Sì, probabilmente non mi fermerò finchè la tua maschera di spacconeria non crollerà miseramente. E, a proposito di maschere, forse mi spingerò più in là e mostrerò al mondo il tuo vero volto. Sarà divertente, uno schifoso verme agonizzante senza più nessuna barriera. E, sempre in via ipotetica, se dovessi scegliere tra fare del male a te o vincere il match, beh... Continua su questa strada, e avrò molti meno dubbi sul momento di prendere la mia decisione.

BBB: Oh no, Kevin: ti imploro da subito. Pietà. Abbia pietà di me. E finiscila di parlare. Perché parli, parli, parli, ma ancora tutto il mondo sta attendendo i fatti. Io non ho paura di te. Figurati se chi porterà la cintura avrà paura di Kevin Manson. Quando ti guardo, non vedo fumo, né arrosto. Vedo carne bruciata. Irrecuperabile. Nessuno avrebbe paura di un pezzo di carne bruciata, per quanto grosso possa essere.

Manson sospira.

KM: Sai, ti parlerei di come nemmeno i tuoi risultati siano rilevanti in fondo. Ok, hai bruciato vivo Mike Hill, ma stiamo parlando della peggior feccia che popolava la TWC all'epoca. Poi? Hai perso contro Carroll, hai vinto il titolo 15 perchè ti è stato regalato un match contro Moon appena dopo che questi aveva combattuto un match estenuante, hai perso di nuovo contro Carroll ritrovandoti senza la tua piccola cintura, ed infine hai perso contro Leon Black un mese fa. Sai, non avrei voluto parlarne, perchè onestamente non sei abbastanza rilevante e non ho bisogno di fare un elenco di tutti i tuoi fallimenti, ma mi diverte immaginare come tu potrai reagire di fronte agli inconfutabili fatti.

The Animal si passa la mano sinistra nella barba per qualche secondo.

KM: Se io sono carne bruciata, anche tu lo sei. Con la differenza che io sono un grosso pezzo di carne bruciata, tu no. Lo hai detto tu stesso. Ma soprattutto, e permettimi di abbandonare la tua metafora del cazzo, sono un uomo che non ha più nulla da perdere e nulla da guadagnare al momento. Solo pura e semplice rabbia. Il che non significa che tu abbia necessariamente paura, ma che dovresti.

Triple B si tocca il naso.

BBB: Esiste un'altra grossa differenza: tutto ciò che ho fatto, ha lasciato il segno in TWC. Nell'albo d'oro, c'è il mio nome. Nell'unico one on one in special, da quando esiste un campione massimo, c'è il mio nome. E stasera, nel main event, c'è il mio nome. Il tuo dov'è? Chi è Kevin Manson?

Il perfidy in a mask allarga le braccia.

BBB: Sei la percezione che hanno di te o esiste un vero Kevin Manson? Sei un riflesso di Black, Moon ed Edwards o sei un uomo vero e proprio? Non hai nulla da guadagnare, ma non perché sei fatto di rabbia. È perché tu non hai ancora compreso di essere un nulla. E non ti sarà mai possibile guadagnare nulla.

BBB picchia l'indice della mano destra sulla tempia.

BBB: Pensaci.

Il mascherato abbandona la scena lasciando alle sue spalle un Kevin Manson, rosso in viso, mentre si morde il labbro e respira affannosamente. Con un suo primo piano si chiude il collegamento.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 09/05/2016, 9:25 
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Le telecamere ci portano nel loft di Black. È notte fonda, e Leon Black e Lucy Fisher sono sul divano.

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Leon Black è in pantaloni della tuta e maglietta, mentre Lucy è in quella che sembra una enorme felpa, che le arriva appena sopra il ginocchio. La rossa dorme, appoggiata con la testa sulla spalla del gigante, che invece sta osservando qualcosa su un computer portatile appoggiato sulle sue gambe.

Indoor War ha scritto:
Le immagini ci mostrano il backstage, dove Kevin Manson cammina nervosamente per un corridoio.

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The Animal continua a muovere nervosamente le mani annuendo, poi prende l'iniziativa e va di fronte ad una porta. Dalla targhetta, possiamo capire che è lo spogliatoio di Michael Edwards.

KM: E si torna a non bussare, prima che non bussare andasse di moda.

Il Painmaker spalanca la porta.

ME: Non rubarmi tutti i lavori del mondo ragazzo!

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Black sospira, poi manda avanti velocemente il video.

LB: Non ora.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 10/05/2016, 18:23 
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Muskegon, Michigan.

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Ore: 1 e 30.

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Venerdì 13 Maggio.

Kevin Manson, a passi veloci, arriva di fronte ad un edificio.

KM: Dovrebbe essere questo.

Paul Myers, appoggiato ad un muro, osserva una figura avvicinarsi sempre di più.

PM: Dovrebbe essere lui.

The Animal incrocia le braccia.

KM: Allora?

PM: Allenamento e strategia.

KM: Come pattuito.

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Kevin Manson prende a pugni dei bersagli che gli sta reggendo Paul Myers.

Devo impressionarlo.

PM: Più forte, Manson.

Io sono il migliore.

PM: Più preciso, Manson.

Io non ho bisogno di essere un eroe.

PM: Più rapido, Manson.

Ma soprattutto, io sono migliore di Leon Black.

No, non lo sei.

KM: DIO!

Il bersaglio esplode.

PM: Ok, possiamo prenderci una pausa.

Batman. Superman. Joker.

Non è semplicemente all'altezza. Sto sprecando il mio tempo.

PM: Manson.

?

KM: Dimmi.

Completamente incapace persino di mascherare sorpresa.

PM: Ho capito il tuo punto debole.

KM: Io non ho punti deboli.

Già. Completamente incapace di mascherare i suoi stati d'animo.

PM: Se non ne hai, significa semplicemente che non sei bravo abbastanza.

COSA CAZZO STA DICENDO?!

Mi domando se non sia vero. Non è abbastanza.

KM: Sentiamo. Questo punto debole sarebbe?

Myers sorride amaro.

PM: Le tue amicizie.

... cosa?

Penso che la parola migliore per esprimere la sua reazione sia "sgomento". Debole.

KM: Scusa, c-cosa intendi dire?

PM: Che devi liberarti una volta per tutte di Michael Edwards ed Andy Moon.

Manson sgrana gli occhi per una frazione di secondo.

N-no...

Silenzio.

KM: No.

Kevin, sei entrato qua come amico, ne stai uscendo come avversario, stanne certo.

Kevin, non ho niente da dirti, se non che tu pensi di potermi battere, mentre io so di poter battere te.

Il solito fallito.

KM: No...

Abbandona te stesso e cambia obiettivo.

Mi dispiace, ma immagino che voi al mio posto non vi fareste troppi scrupoli. Soprattutto, tu, vero?

Non sconfiggerà mai Leon Black.

KM: N-no!..

Ma se ti riduci in fin di vita prima o ti fai rinchiudere in una cella per infermità mentale, le cose saranno ancora più difficili.

Ricorda chi è arrivato più avanti dei due alla Chamber pur subendo un attacco alle spalle.

Uno schifoso pazzo non sarà mai accettato dalle folle. Anzi, non sarà mai accettato nemmeno da sè stesso.

KM: NO! NO! NO!

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...

???: Alla buon'ora.

THE NIGHTMARE IS THE KEY TO THE DREAM
Chapter 2.


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Cosa cazzo... Non vedo niente...

???: Dai tempo agli occhi di abituarsi all'oscurità, polemico.

Eh?! Questa voce... Mi ha appena letto nel pensiero...

???: Posso confermarlo.

DI NUOVO! Sto impazzendo.. No, no, NO! IO NON SONO PAZZO!

???: Di sicuro sei molto rumoroso. Persino quando pensi.

... Ehi, questo posto è familiare... In qualche modo...

???: Bravo, Sherlock. Dire che non è passato troppo tempo dal nostro primo incontro. Mi perplime come tu ti ricordi vita, morte e miracoli di Leon Black ma ti scordi così in fretta di me. Andiamo, non sono un tipo esattamente comune.

Chi cazzo sei?...

???: Ehi, la tua mente è un programma per famiglie. A questo proposito ci tengo a salutare Elban, che ci segue sempre!

Di cosa caz -

???: Il linguaggio!

DIO SANTO, VUOI DIRMI DI COSA CRISTO STAI PARLANDO?!

???: Nulla di che, punzecchiavo la quarta parete. E' divertente.

Malato bastardo...

???: Questa conversazione potrebbe andare avanti letteralmente all'infinito, lo sai? O almeno, finchè non metterai un minimo di enfasi sulla mia presentazione. Così, magari, la prossima volta te ne ricorderai prima.

Cristo... Qualsiasi abominio sia tu, hai intenzione di uscire allo scoperto?

???: La parolina magica.

Ci tieni a farti insult - CAZZO

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???: Ogni volta è divertente come la prima. Anche perchè siamo solo alla seconda. O sbaglio?

... Tu...

???: Allora ti ricordi di me, Kev! <3

COSA CAZZO VUOI DA ME?!

???: Lo so, lo so, i miei occhi ti mettono in soggezione. Ma mi pare che ultimamente ti succeda un po' incrociando lo sguardo di chiunque.. Tipo, Edwards? Moon? Myers? Black?

STAI ZITTO!

???: Ma probabilmente anche Lucy Fisher, Big Black Boom, Virgil Brown, la tua immagine riflessa allo specchio...

S-... Stai zitto...

???: Non penso di poterti aiutare se è questo che vuoi, ma posso metterti a tuo agio. D'altronde, la procedura la sai: tavolo là in fondo, carta, transizione. O almeno, di solito funziona così. Potresti rimanere intrappolato qui per sempre. E lo rimarrai, se io non deciderò che i tuoi piedi si muoveranno e tutto finirà. In effetti, mi sembra quasi di parlare da solo. Mi sento come se fossi io a manovrare tutto, persino i tuoi pensieri, qui.

... S-stando al tuo ragionamento, i-il burattinaio qui potrei anche essere io...

???: No, perchè sapevo esattamente che avresti detto questa frase e sono stato io a volerlo.

Menti..

???: Imparo dal migliore.

Merda... Questa rimane la mia mente in ogni caso, l'hai ammesso tu stesso.

???: Ok, la cosa si fa interessante, quindi facciamo un gioco: se questa è la tua mente e non sei pazzo, dovresti essere in grado di controllarla. Di conseguenza, ti basterebbe sforzarti un minimo perchè io scompaia. No? Avanti, prova.

...

???: Wait for it...

Cazzo...

???: Bo-ring! Bo-ring! Bo-ring!

IO NON SONO PAZZO, DANNAZIONE!

???: Scusami, è più forte di me. Ma mi ero interrotto sul più bello, se non erro: metterti a tuo agio. Ti permetterò di farmi una domanda prima di prendere la carta. Una domanda qualsiasi. Anzi, facciamo due. Ma che dico due, tre. E la pentola è in omaggio.

...

???: Impressione mia o hai una scarsa reattività mentale?

CHI CAZZO SEI?!

???: E la prima domanda è andata, signore e signori! Allora, io sono un essere con dei bellissimi occhi che sa tante cose su di te. I miei hobby sono i tarocchi, immaginare di toccarmi il naso con la lingua e leggerti nel pensiero. Da grande vorrei diventare un ginecologo. Ho un cucciolo di labrador retriever, ma è nero e al buio non puoi vederlo. In realtà, nessuno può. Ho paura che abbia pisciato in casa più volte, ora che mi ci fai pensare.

Fottuto surrogato d'uno psicopatico del cazzo...

???: Spara il secondo proiettile, mio caro e scorbutico amico.

Non ti azzardare a pensare neanche per un secondo di essere mio amico.

???: Punto uno: si chiama modo di dire. Punto due: sei tu quello che sta pensando, qui. Cazzo, ho un futuro come cabarettista. Punto tre: chi sarebbero i tuoi veri amici, allora? Edwards e Moon?

STAI ZITTO!

???: Te l'avevo detto di sparare il secondo proiettile.

... Sono pazzo?

???: Mio Dio, ti sei giocato bene una domanda!

Non ho chiesto nessun commento.

???: Allora ti chiederò qualcosa io: perchè ti sta così tanto a cuore cosa pensano gli altri di te?

Beh, perchè... Ehm...

???: Come volevasi dimostrare. Non ne hai idea.

Senti, mettiamola così. Io so di poter felice solo grazie all'accettazione di chi mi circonda. C'è una spiegazione logica? Probabilmente no, e se c'è mi è sconosciuta. Lo so e basta, ed intendo agire di conseguenza.

???: Oh-oh. Molto più sicuro di quanto davi a vedere. Prima di rispondere, permettimi di porre alla tua attenzione un paradosso non esattamente trascurabile: sai che dovrai scegliere tra l'accettazione dei pochi che hai inquadrato come amici e l'accettazione delle masse?

Eh?.. Non vedo il nesso tra le due cose.

???: Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ma sarò forzato ad aprirti gli occhi. Controvoglia. In fondo è per il tuo bene, ho la coscienza a posto.

Cosa diavolo ti dà l'autorizzazione di capire cosa sia per il bene di chi?

???: Non è forse ciò che hai fatto tu con Edwards?

I-io...

???: Kevin, diciamocelo, hai rovinato tutto. Hai attaccato alle spalle Andy e hai colpito con un pugno in faccia Mike. Sai di aver sbagliato, e ti fa male. Ma, in fondo, sai anche di aver fatto la cosa giusta. Per te. Vedi, è buffo come tu cerchi di tenere il piede in due scarpe contemporaneamente. Mi rammarica comunicarti che no, non funziona così. Tu sai che qualsiasi amicizia o legame affettivo con un avversario non può fare altro che renderti più debole. Puoi dire quello che vuoi sul far finta di nulla, sulle amicizie che continuano anche dopo la battaglia, ma chi vogliamo prendere in giro? Non è mai stato così. E' un freno che non puoi ignorare. E se tu vuoi avere il rispetto delle persone, devi essere un vincente. Per essere un vincente, non devi avere scrupoli ed eliminare ogni distrazione.

...

???: Rispondendo alla tua domanda: no, non penso tu sia pazzo. Sei solo confuso. Ma la tua confusione, col tempo, potrebbe effettivamente amplificarsi e diventare follia.

C-capisco...

???: Nah, non capisci davvero. Ehi, alla fin fine è solo la mia opinione, puoi scegliere di non ascoltarla. So che lo farai al cento per cento, ma potresti evitarlo. Terza domanda?

...

???: E le certezze sono andate. Non sei necessariamente tenuto a pormi una terza domanda, sappilo. La conversazione è già stata abbastanza appag -

Che fine ha fatto?

???: ... Che fine ha fatto chi, di grazia?

Lei.

???: Molto più specifico.

Sei nella mia mente. Sai esattamente a chi mi riferisco.

???: Oh, già. Lo sono. Ipotesi su che fine abbia fatto?

Non ne ho la più pallida idea.

???: Non so, potrebbe essere scomparsa per non dover sopportare la visione di te che continui ad avvicinarti passo dopo passo all'autodistruzione perchè continui a non ascoltarla e riporre fiducia nelle persone sbagliate. Potrebbe non essere mai scomparsa, ma dispersa nella tua confusione mentale. O forse, e dico forse, potrebbe essere in attesa del momento giusto per ripresentarsi e riportare almeno un barlume di sicurezza nella tua vita.

Eh?!

???: Che ti prende?

Quella voce..

???: Stiamo conversando da un po' di tempo, dovresti già averla inquadrata.

Era -

???: Era la mia normalissima voce, te lo posso assicurare. Ehi, è appena arrivato il mio momento preferito! Devi pescare una carta!

Quella voce... E' familiare... Così... Così soave....

???: Per la cronaca, sì, sta effettivamente avanzando mentre pensa ed è arrivato di fronte al tavolino. E sto ignorando volutamente i suoi apprezzamenti. Ora, per minimizzare i momenti in cui dovrò rompere ancora la quarta parete, focalizzati sulle cazzo di carte e pescane una. Grazie.

Immagino sia la prima volta che ti sento parlare in modo scurrile. Lei

???: Sei più insopportabile di quanto pensi.

Allora, le carte... Voce Alto a destra, basso a sinistra, Demone alto a sinitra, basso a destra... Centro? Una fila da undici, una da dieci. Nah. Accettazione Ehi, il 13.

???: A scopo informativo, la carta numero tredici corrisponde alla Morte. L'effettiva tredicesima carta, avendone però una che corrisponde allo zero, è l'Impiccato, che è stato sottratto dal mazzo. Ecco perchè sono dispari, Pitagora. Ma, in ogni caso, vai tranquillo. Sono mescolate alla rinfusa.

Uno.. Due.. Tre.. Quattro.. Certezze Cinque... Sei... Sette... Otto... Amore Nove... Dieci... Undici... Dodici... Risposte Ed eccola. Tredici.

???: Girala.

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???: Pura e semplice consequenzialità.

End of chapter 2


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Kevin Manson ha un sussulto. Apre gli occhi. E' piena notte, è seduto su un letto e il suo volto è illuminato da un PC acceso che tiene sulle gambe. Rimane fermo per qualche secondo, poi ha uno scatto e spalanca gli occhi. Fissa lo sguardo sulla data. 3:13 del 10 Maggio 2016. Alza gli occhi al cielo, non riuscendo a trattenere un sospiro. Riporta gli occhi sul computer e comincia a digitare qualcosa. TWC.com. Apre un file video.

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Le telecamere ci portano nel loft di Black. È notte fonda, e Leon Black e Lucy Fisher sono sul divano.

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Leon Black è in pantaloni della tuta e maglietta, mentre Lucy è in quella che sembra una enorme felpa, che le arriva appena sopra il ginocchio. La rossa dorme, appoggiata con la testa sulla spalla del gigante, che invece sta osservando qualcosa su un computer portatile appoggiato sulle sue gambe.

Indoor War ha scritto:
Le immagini ci mostrano il backstage, dove Kevin Manson cammina nervosamente per un corridoio.

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The Animal continua a muovere nervosamente le mani annuendo, poi prende l'iniziativa e va di fronte ad una porta. Dalla targhetta, possiamo capire che è lo spogliatoio di Michael Edwards.

KM: E si torna a non bussare, prima che non bussare andasse di moda.

Il Painmaker spalanca la porta.

ME: Non rubarmi tutti i lavori del mondo ragazzo!

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Black sospira, poi manda avanti velocemente il video.

LB: Non ora.


Kevin si lascia cadere all'indietro, crollando con la nuca sul cuscino ed emettendo un tonfo strozzato. Singhiozzi.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 11/05/2016, 18:37 
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BEHIND THE GATES
LONG STORY SHORT


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SG: Venti serie da dieci coi manubri, forza!

Seminterrato di casa Gates. Jimmy prende dei manubri ed inizia la serie di sollevamenti, Shawn invece è seduto su una sedia appoggiata ad una parete e i piedi poggiati su uno sgabello. Il texano ha in mano il suo smartphone.

SG: Cristo, questo Candy Crush è davvero divertente, ma non capisco perché Travis non abbia ancora risposto alla mia richiesta.

Il texano continua a giocare con lo smartphone, mentre Jimmy, sconsolato, continua la serie di sollevamenti.

JG:

SG: Che c'è?

JG: Posso farti una domanda?

SG: Vai.

JG: Perché tu ci sai fare con le donne?

SG: Perché sono un Ribelle. E i ribelli hanno un certo fascino.

JG: E cos'è un ribelle, per te?

SG: Un ribelle è chi lotta contro qualcosa e combatte con tutto sé stesso per vincere. Un ribelle non ha niente da perdere e niente da temere.

JG: E tu con cosa non sei d'accordo?

SG: Con la vita?

Jimmy annuisce e continua la serie di sollevamenti. Per una trentina di secondi si mantiene il silenzio.

SG: Certo che sei proprio cotto per l'amica di Moon.

Shawn sorride, Jimmy non risponde. Dopo qualche secondo, il ragazzo riprende la parola.

JG: Pà.

SG: Che c'è?

JG: Posso far-

SG: Dimmi.

JG: Come si capisce quando è amore?

Gates si gratta il mento guardando un punto imprecisato in lontananza.

SG: Che cazzo ne so.

JG: Ma-

SG: Voglio dire. Ho amato. Ho amato tua madre, ma non so come si capisce. Si capisce e basta.

Gates continua a guardarsi il mento.

SG: Quando non riesci a stare un ora senza di lei che inizia a prenderti il panico, quello è amore.

JG: No pà. Quello è tabagismo.

SG: Uno non esclude l'altro.

Trenta secondi di silenzio.

JG: Devi ancora raccontarmi la storia di come hai capito di voler diventare un wrestler.

SG: Te l'ho detto. E' una lunga storia. Dopo War of Change. Dopo War of change ti giuro che te la racconto.

Silenzio.

JP: Pà.

SG: Che c'è adesso?

JP: Come inizia?

SG: Inizia con la morte di tua madre.

JP: Ah.

Silenzio.

JG: E prima?

SG: Prima c'è una gran bella storia d'amore?

JG: E' lunga anche quella.

SG: Non abbastanza.

Gates, guarda l'ora dal suo smartphone, sospira rumorosamente e si alza dalla sedia.

SG: Posa i pesi e andiamo a mangiare qualcosa. Voglio raccontarti quella storia.

JG: Non era troppo lunga?

SG: Infatti. Meglio iniziare subito.



Si ringrazia CM-Cena per il suggerimento della canzone

Spoiler:
GENESIS OF A REBEL


Saga Starter
26.05.2016


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Re: TWC - News from Indoor War
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Dopo QUATTRO settimane dagli scioccanti e disgustosi fatti contro Jimmy Gates e Gorislav Kowalczyk, i Dawn of the Empire, Fred e Sean Morgan, torneranno a Friday Night Indoor War. A soli quattordici giorni dall'atteso steel cage match, in cui i No More Heroes metteranno in palio i TWC World Tag Team Championship contro i Dawn of the Empire per ottenere la tanto agognata vendetta, "The German Superman" Fred affronterà "The Ice Child" Travis Miller. FRED vs. TRAVIS MILLER a Friday Night Indoor War!


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Re: TWC - News from Indoor War
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Dopo QUATTRO settimane dagli scioccanti e disgustosi fatti contro Jimmy Gates e Gorislav Kowalczyk, i Dawn of the Empire, Fred e Sean Morgan, torneranno a Friday Night Indoor War. A soli quattordici giorni dall'atteso steel cage match, in cui i No More Heroes metteranno in palio i TWC World Tag Team Championship contro i Dawn of the Empire per ottenere la tanto agognata vendetta, "The Unstoppable Machine" Sean Morgan affronterà "The Ultimate Rebel" Shawn Gates. SEAN MORGAN vs. SHAWN GATES a Friday Night Indoor War!


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Re: TWC - News from Indoor War
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La Crosse, Wisconsin
11/05/2016
11:46


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Il Sole è alto nel cielo, i suoi raggi fendono le nuvole bianche che avvolgono l'orizzonte, su cui s'innalza una villa dalla sobria eleganza e dal lusso non smodato: la struttura è contraddistinta da un corpo centrale costituito da tre differenti livelli e da un atrio aperto a tre campate su colonne binate di ordine ionico. Le due cappelle, che si estendono ai lati del corpo centrale, abbracciano un'appariscente giardino, su cui aleggia una rara pace: l'erba è di un verde talmente brillante da riflettere quasi i fiochi raggi solari che la illuminano; all'interno di questo prato svettano alcuni arbusti e numerosissime siepi sapientemente potate, alcune persino tagliate in modo da ricreare figure animalesche o umane. Dinnanzi all'entrata, circondata da questo manto erboso, si estende un largo viale in porfido, che termina in un cancello in ferro battuto. Il silenzio, che faceva da sfondo ai cinguettii di qualche merlo, viene ora bruscamente interrotto da alcuni ticchettii che si fanno sempre più ravvicinati e inequivocabili. Una signora, accompagnato da un robusto uomo in divisa, sta camminando lungo il viale: i capelli color marrone sono elegantemente pettinati, indossa un lussuoso abito scuro, una collana d'ora le circonda il collo, ai piedi indossa un paio di scarpette nere dagli alti tacchi neri, mentre nella mano destra tiene una borsetta colorata di rosso sangue.

Signora Brown: Anna! Anna!

Autista: Signora Brown, mi scusi, l'ora è tarda...

L'uomo in divisa le indica l'orologio, ticchettandolo con l'indice; lei sbuffa, volgendosi poi nuovamente verso destra.

Signora Brown: Anna, torno presto, vada a fare alcune compere. Mi raccomando, non allontanarti e per ogni cosa chiedi a Madelaine, d'accordo? Ciao, a dopo, tesoro mio!

Il ticchettio si fa sempre più lontano, sentiamo un cancella in metallo rugginoso aprirsi fra infiniti e assordanti cigolii, una portiera si apre e si chiude, poi un automobile sfreccia. Torna il silenzio.

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La piccola Anna, sola, il capo chino, dondola lentamente sull'altalena, su, giù. Le mani, impietrite, sono attaccate alle catene laterali che corrono in alto ai lati inferiori del sedile, da cui pendono le tenere gambe, anch'esse come se fossero pietrificate, coperte da un paio di lunghe calze bianche in lana, mentre i piedi sono avvolti in due graziose scarpette rosa. La bimba indossa un completo elegante color viola, in cui sono raffigurati simpatici fiori variopinti e figure geometriche. I capelli, ben pettinati, ora si scompigliano al passaggio di una brezza di vento. Lei, però, non se ne dà cura, rimanendo immobile, assorta, smarrita.

??: Ehi, Anna!

La piccola Anna di scatto alza la testa: gli occhi ora sono puntati diritto davanti a sé, l'espressione, inizialmente di stupore, si trasforma ora in un ghigno di rabbia. La testa è di nuovo giù, a fissare il terreno.

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Il tedesco, che indossa un elegante completo scuro, tolti i grossi occhiali neri che gli celavano gli occhi, sorride, allargando le braccia, ma, ignorato dalla bambina, velocemente le mani scendono lungo i fianchi, la bocca si apre leggermente, lui è immobile, a pochi passi dall'altalena, che ora si è fermata del tutto. Gli uccelli non cinguettano più, persino il vento ha cessato di soffiare. Cala inesorabile il silenzio.

FF: Allora?! Non saluti lo zio Fred, Anna?

Silenzio, interrotto ora solamente dal rumore dei sassi, rabbiosamente trascinati lontano dalle scarpette della bambina. Lentamente il tedesco le si avvicina, percorre all'incirca un metro, poi si ferma, di nuovo.

FF: Non sono certo una cima, però se hai bisogno, posso darti una mano anche in matematica, se ti va...

D'un tratto la piccola Anna si lascia cadere dall'altalena: ora è in piedi, immobile, il capo ancora chino. Fred la osserva, la bocca ancora aperta. Le si avvicina, allargando di nuovo le braccia, ma la bimba, mosso un passo, lo allontana, spingendolo via.

AB: Vattene via, via!! Non voglio più vederti, va via, vattene, VIA!!

La voce rotta dal singhiozzo, le guance bagnate dalle lacrime, Anna comincia a scalciare, colpendo l'amico nemico con dei pugni contro il duro torace. Il tedesco rimane immobile per qualche secondo, non cercando neppure di difendersi, dopodiché le afferra un braccio, poi un altro, immobilizzandola.

FF: Anna, perché?

Silenzio. Il tedesco le lascia andare subito le braccia, si inginocchia, cercando i suoi occhi attraverso la graziosa frangia.

FF: Perché dici così, amica mia?

Silenzio. La piccola Anna fissa il suolo, su cui si schiantano gocce d'acqua salata, le sue lacrime.

FF: Guardami.

Il tedesco le accarezza dolcemente i capelli, prima con la mano destra, poi con la sinistra.

FF: Guardami, ti prego.

Questa volta lentamente, come se fosse in lotta con se stessa, la bambina alza il viso, immergendo i suoi due occhioni azzurri nel preoccupato viso di Fred, che si distende ora in un rassicurato sorriso. Il tedesco afferra un fazzoletto rosa dal proprio taschino, le asciuga le lacrime, strofinandolo sopra le sue paffute guance, mentre Anna, impassibile, il respiro tremante, distoglie ancora lo sguardo da quello di Fred.

FF: Raccontami tutto, Anna. Perché vuoi che vada via?

Ancora silenzio. Fred, asciugate entrambe le guance, dopo essersi soffiato il naso, ripone il fazzoletto nel taschino della giacca, poi il suo sguardo ricade sulla bellissima altalena che si trova alle loro spalle.

AB: I-il nonno... nonno Virgil dice che tu sei cattivo...

Di nuovo, voltatosi, il tedesco si ritrova con quelli occhioni azzurri puntati su di lui, ma questa volta la reazione di Fred è diversa, il suo volto si comprime nuovamente, la bocca ancora aperta, poi chiusa, l'espressione d'un tratto si fa scura.

FF: Così dice. E tu? Pensi che zio Fred sia cattivo, Anna?

Il tedesco la osserva. Lei deglutisce, il respiro ancora tremante.

AB: N-non lo so...

Fred sorride. Le accarezza i capelli, poi la solleva e la mette a sedere sull'altalena, dopodiché si sistema sul sedile adiacente a quello in cui siede la bimba.

FF: Non lo sai o non lo vuoi sapere?

La piccola Anna apre leggermente la bocca, arrossendo. Il tedesco ridacchia.

FF: Vedi, Anna, voglio raccontarti una storia, una fiaba. Ti piacciono le fiabe?

Lei annuisce.

FF: Perfetto! Allora, c'era una volta un bambino, che viveva in un luogo molto molto lontano. Abitava con la sua mamma e il suo papà, due poveri contadini, in una casettina fatta di legno e paglia. Adorava i suoi genitori, adorava quando la mamma gli insegnava a fare il pane oppure quando il papà, per la prima volta, gli fece guidare il trattore: voleva molto bene ai suoi genitori, erano i suoi supereroi, non c'era superman o uomo pipistrello, che potesse competere con loro. Erano unici ai suoi occhi. Cresciuto, però, capì la verità, capì che la mamma e il papà lo avevano allontanato da tutto e da tutti, dai suoi amici, da ciò che gli piaceva fare, perché volevano che fosse un loro servo, al loro servizio, sotto i loro ordini. Perciò, un giorno, quel bambino, ormai diventato un uomo, scappò e divenne finalmente quello che voleva essere, un brav'uomo con tanti amici.

Fred si interrompe, poi riprende sempre illuminato occhi vigili della piccola Anna.

FF: Sai chi è quel bambino, Anna?

La bambina scuote la testa.

FF: Sono io.

Silenzio. Fred sorride, poi si fa serio.

FF: Già, i genitori, a cui tanto volevo bene, non erano quelli che pensavo fossero, la mamma e il papà, le persone che un tempo credevo le più buone e giuste al mondo, in realtà erano cattivi. Uomini malvagi. Mi odiavano, odiavano il loro unico figlio.

Il respiro della bambina sembra quasi essersi interrotto.

FF: Ti confesso una cosa, Anna: in realtà Virgil non è buono. Lui è come mia mamma e mio papà. Lui è il cattivo.

Anna non risponde, rimane immobile. Il tedesco annuisce.

FF: Nonno Virgil è mai andato a prenderti a scuola?

La bambina non risponde, poi quasi impercettibilmente scuote la testa.

FF: Nonno Virgil ti ha mai portata ai giardinetti a giocare con la sabbia? Ti ha mai fatto andare su e giù con l'altalena? Avete mai passeggiato insieme e chiacchierato sotto il Sole?

La piccola scuote di nuovo la testa.

FF: NO! Però, in verità, molti nonni sono impegnati, non per questo sono cattivi, giusto? Già. Ma, quando è assente, cosa fa Virgil? L'ho visto far del male ad altre persone: sai, un mio caro amico ha perso tutto, il lavoro, la famiglia, tutto per colpa di Virgil. E, giurin giurello, l'ho visto persino dire delle parolacce, sì!

Il tedesco annuisce, serioso, mentre la bambina lo osserva attentamente, scrutandolo sotto la frangia.

FF: Ha persino fatto del male a zio Fred quel cattivone di Virgil, già! Mi ha preso in giro, mi ha negato il rispetto che meritavo... Purtroppo non tutte le mamme, non tutti i papà e neppure tutti i nonni sono brave persone. Purtroppo.

Il tedesco alza lo sguardo, fissando il vuoto.

AB: Fred.

Il tedesco, come risvegliatosi, si volta con uno scatto, allungandosi poi verso di lei.

AB: P-posso scappare con te, zio?

Fred le sorride, allunga la grande mano destra, accarezzandole ripetutamente i capelli, facendoseli passare fra le dita.

FF: Un giorno, Anna. Un giorno...

Sul viso della piccola Anna compare un sorriso, prima timido, ora convinto, illuminato dai raggi del Sole, che d'un tratto si fanno più forti. Il tedesco, la mano destra appoggiata sul capo della piccola, la guarda, le rivolge un largo sorriso, poi ridacchia, alzando infine lo sguardo diritto verso il Sole.


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