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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 13/02/2016, 17:28 
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The Masks of Black


Son of Goliath


Mattina presto in casa Black, Lucy Fisher, accoccolata sul divano dormicchia davanti alla televisione.

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La ragazza indossa dei pantaloni di una tuta ed una maglietta bianca, con i capelli spettinati e senza trucco. Fra le su braccia stringe un peluches a forma di coccodrillo. Leon Black invece è al tavolo in cucina, con le spalle verso il divano.

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Il wrestler è in jeans e indossa una delle sue magliette del TWC Shop. Black indossa delle cuffie e sta osservando alcuni momenti del match fra Big Black Boom e Kevin Manson da un computer portatile, fermando in certi momenti e segnandosi qualcosa su un taccuino con una biro. Dopo qualche minuto si ferma e beve un sorso di quello che sembra succo di frutta da un bicchiere appoggiato a fianco del suo portatile. Nel frattempo Lucy si è svegliata e si alza lentamente, stringendo il peluches e muovendosi a passo felpato verso il gigante. Quando gli è arrivata alle spalle gli si getta addosso, mettendogli il peluches al collo. Ne nasce una breve colluttazione fra il coccodrillo di pezza e Black, che si conclude con il rettile che si aggiudica il pasto. Lucinda ridacchia osservando il cadavere del suo fidanzato, poi gli passa una mano fra i capelli e lo bacia. Black lentamente apre un occhio e sussurra qualcosa.

LB: Credi sia andato via?

LF: Direi di sì.

LB: Questa volta ho rischiato davvero.

La ragazza si riprendere il peluches e se lo appoggia sulla spalla.

LF: Potrei portarmelo dietro alla prossima puntata. Farei un figurone quando combatto.

LB: Ti ricordo che sei una delle più vecchie lottatrici lì in mezzo.

Lucinda sporge il labbro inferiore, facendo il broncio.

LF: Uffa.

Black la pungola ai fianchi, facendola scuotere e facendo cadere il coccodrillo.

LB: Un po' di serietà.

LF: Va bene, va bene...

Lucy si incammina verso il divano, mentre Black si infila le cuffie, poi si ferma, sospira e se le sfila.

LB: Lucinda, ti va di ascoltare una storia?

La Fisher si ferma e si gira ad osservare il gigante.

LF: Sai che adoro le storie.

Leonard annuisce, alzandosi e spostandosi verso il divano. Lucy lo segue a ruota e i due si siedono uno a fianco all'altro, con la ragazza che appoggia le sue gambe su quelle del gigante.

LB: Te l'ho mai raccontato del mio debutto?

LF: No.

LB: Ottimo. È un po' lunga come storia, ma merita.

LF: Racconta allora, dai.

Leonard Black ha scritto:

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Venice Bay sorrise pacificamente a Leonard Black. Aveva dei modi di fare tranquilli e si muoveva lentamente, sottolineando le parole con pacati movimenti delle mani. Era difficile pensare che a dodici anni aveva strangolato la madre e che probabilmente in questo momento stava cercando di fotterti. Non che fosse strano che avesse strangolato la madre, quale genitore chiamarebbe Venezia suo figlio sapendo che di cognome fa Baia?

VB: Come ti dicevo Leonard, stasera ti faremo combattere contro Zar Nikolay II. Non è esattamente il nostro lottatore migliore, quindi dovrebbe farti fare bella figura. Certo, è anche affamato di vittorie, quindi non credo ci andrà piano, ma mi sembra tu abbia il fisico per vincere senza problemi. Ma soprattutto voglio tu faccia una bella figura. Dovrai lasciare un ricordo nel pubblico, e sempre considerando il tuo fisico, non credo sia un problema. Stasera sarai un po' più famoso di adesso.

Il chairman della Chicago Pro Wrestling Return sorrise coi suoi denti bianchissimi. Probabilmente se li faceva sbiancare ogni mese. Aveva dei gemelli in diamante che, nella migliore delle ipotesi, venivano dai soldi dello spaccio. Ma era anche la sua possibilità di sfondare. Sbuffò, annuendo.

LB: Certo capo. Farò del mio meglio.

VB: Una cosa. Non abbiamo ancora pensato ad un nome per te, e se mi permetti Leonard Black è terrificante, non andrai mai da nessuna parte con quello. Hai in mente qualcosa?

Figlio di puttana.

LB: Sì. Son of Goliath.

(Later)


Il costume stringeva un po' sul pacco, ma poteva sopportarlo. Quello che gli dava davvero fastidio era la maschera. Non ci vedeva bene, respirava male e non gli stavano dentro le orecchie. Figlio di puttana. Il pubblico era ammutolito a vederlo, alzò il braccio destro, sembrando ancora più alto. Cento persone in silenzio ad osservarlo. Si diresse verso il ring, salì sull'apron ed entrò nel quadrato scavalcando la terza corda. Zar Nikolay II, lì, davanti a lui lo guardo dal basso.

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URSS? MA gli zar non erano comunisti. Venne investito da un braccio testo, impattando di naso nella ascella pelosa del coglione che aveva davanti. Sentì il rumore bagnato del naso che si spezzava. Iniziò a sanguinare come un capretto sgozzato e cadde a terra, per farsi chiudere in una headlock. Dannato coglione, è buona usanza depilarsi. Provò a rialzarsi, ma quel grassone pesava almeno quanto lui. Strisciò fino alle corde e scese dal ring, sempre con l'idiota attaccato al collo. Si sentì spingere verso il paletto e vide che aveva i bulloni esposti. La maschera gli si strappò completamente, insieme alle vene sulla fronte. Uno schizzo di sangue si sparse sul pavimento, mentre il resto gli colava negli occhi. Chi cazzo era sto coglione. Barcollò cercando di allontanarsi dal macellaio, ma questo lo spinse contro le barricate. Certo barricate era uno dei più grossi complimenti che si potesse fare a quello transenne da parco divertimenti. Sentì il piede che si incastrava e si ribaltò come una altalena, andando a sbattere di nuca e tagliandosi anche lì. Il coglione lo sollevò e lo ributtò sul ring, seguendolo rotolando. Ciccione. Lo chiuse in un'altra Headlock. Vedeva tutto nero, ma si accorse che il figlio di puttana stava cadendo. Guardò con panico le corde, proprio in rotta di collisione con la sua gola. Trovò la forza di sollevarlo e connettere un Back Suplex. Sentì la nuca del coglione impattare con il tappeto. Non sapeva nemmeno cadere. Appoggiò un braccio sul petto del suo avversario. 1...2...3. L'arbitro cercò di alzargli il braccio, ma non ci fu verso. Fu riportato praticamente a braccia nel backstage, e fu ricucito. Si ritrovò seduto su un cassone, ad aspettare che lo spettacolo finisse.

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Si ritrovò di fronte i fratelli Quill.

JQ: Frank, hai visto che debutto?

FQ: Certo Jacob. Un ottimo debutto. Farsi malmenare da un vecchio ciccione. Chi non sogna un debutto del genere.

JQ: Com'è che avevamo debuttato noi?

FQ: Noi? Solo vincendo i titoli di coppia. Nulla a che vedere con Son of Goliath.

JQ: Che nome del cazzo, bimbo.

Jacob colpì con una manata la nuca di Leonard.

FQ: Perché non direttamente idiota?

JQ: Lo sai che siamo nel terzo millennio?

FQ: Coglione, stiamo parlando con te. Rispondi.

Frank lo colpì con un pugno.

JQ: Frank, credo che il pivello voglia snobbarci. Credo sia ora di dargli una lezione.

Entrambi lo presero e lo lanciarono contro il muro. Sentì il taglio sulla nuca aprirsi nuovamente. Poi una serie di calci allo stomaco.

???: Ragazzi, se posso permettermi, vi consiglierei di smettere.

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Sagramore II arrivò e squadrò i due fratelli Quill, che si allontanarono ridacchiando. Il wrestler mascherato lo rialzò, rimettendolo a sedere sul cassone.

SGII: Tu devi essere Leonard.

LB: Sì.

SGII: Tutto intero?

LB: No, ma sopravviverò.

SGII: Ho guardato il tuo debutto.

LB: Ha fatto schifo.

SGII: Vagamente riduttivo. È stato un disastro. Ma non preoccuparti, puoi prenderne due lati positivi.

LB: Ovvero?

SGII: Intanto non puoi fare peggio di così. E poi hai un buon Back Suplex. Dovresti lavorarci sopra.

(One week later)


Tempo di vendetta. Framk Quill contro di lui. Si scaldò il collo. Era in forma. Guardò l'arbitro e annuì, confermando di essere pronto. Sentì la campanella suonare, fece un passo avanti e cadde a terra per un Superkick. Un piede sul petto. 1...2...3. Sagramore II si sbagliava. Poteva andare peggio di così.

(Six Months Later)


Si era allenato come un disperato, aveva guadagnato massa e definizione, aveva perfezionato il suo stile di combattimento. Jacob Quill, semifinalista nel torneo per l'assegnazione del CPWR World Title. Certo lo aveva malmenato per bene, ma un Roll Up era stato sufficiente per batterlo. Ed ora era in finale. Contro Sagramore II. Aveva visto il buon Sagramore macinare Frank. La combo El Mago Reluciente e 3-Stars Press era devastante. Ed ora gli toccava affrontare una leggenda. Unglorified Legend, come piaceva a lui. Era teso, ma chiuse gli occhi e respirò a fondo. Erano sullo stesso ring, dopo il tag team match che avevano vinto insieme. Che aveva vinto Sagramore II da solo. Lui non aveva fatto nulla se non prenderle dai Quill. Sentì la campanella suonare e aprì gli occhi. Clinch a centro ring. Era più forte del suo avversario e lo portò in una Headlock. Si ritrovò per terra per uno sgambetto. Enziguri Kick. Non una buona partenza. Cercò di rimettersi seduto. Dropkick. Maledizione, un po' d'orgoglio. Scattò in piedi e connesse un braccio teso. Maledizione, doveva tenerla sul piano fisico. Braccio teso. Braccio teso. Braccio teso. Braccio teso. Hurricanrana. Sentì impattare la spina dorsale a terra. Era molto più veloce di lui. Provò a rialzarsi e si beccò un calcio in testa. Si rimise seduto. El Mago Reluciente. Scoprì in quel momento cosa voleva dire vedere le stelle. 3-Stars Press. 1...2...3! Sagramore II era il nuovo campione CPWR. E lui un perdente.


LB: E questo è stato il mio ultimo match in CPWR. Con un record di 8-27 me ne andavo dalla mia prima federazione di wrestling.

LF: Non lo sapevo.

LB: Grazie a dio non è così famoso quel periodo.

LF: Ma hai lottato ancora con Sagramore II.

LB: Sì, ma questa è un'altra storia.

LF: E dopo di questo match cosa hai fatto?

LB: Sono scappato di casa e sono andato ad allenarmi in Asia. E lì conosci buona parte della storia. Anche se qualcosa ancora ti manca.

LF: Cosa?

Black sorride, baciando la ragazza.

LB: Diciamo che questa te la racconto la prossima volta. Adesso mi rimetto a lavorare. A tal proposito, ricordami che devo fare delle fotocopie.

LF: Di cosa?

LB: Cose.

LF: Specifico.

LB: Vedrai.


Ultima modifica di Il capitano il 13/04/2016, 8:55, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 17/02/2016, 13:51 
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Truth

Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Ci troviamo all'interno del salotto di casa Drake a Woodbury, New Jersey, e qui troviamo Chris che sta smanettando al computer.

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The Predator è collegato nella Private Net con cui comunica segretamente con la sorella Alisa.

Computer ha scritto:
ONLINE


Eccomi Ali, sono online.

Sei una merda.

Perché?

Lo sai...

Non mi viene in mente niente...

Alice Angel.

Embè?

Embè?! Ma ti rendi conto di come ti sei comportato da infame con lei?! Mi sono sentita offesa io per le parole che le hai detto. Sei un bastardo Chris, davvero.

Va be' Ali, era solo un modo per far sbroccare sia lei e sia Andy Moon.

Non c'era bisogno di tirare fuori Manuel Angel. Lei ci soffre per la mancanza del fratello così come io ho sofferto quando eri The Dragon. Io la capisco quella povera ragazza, ed il fatto che anche tu dovresti ma invece sfrutti questa cosa per i tuoi scopi mi fa incazzare. Mi hai delusa Chris.

Scusa Ali ma non sono d'accordo con te. Va bene tutto, ma quelle provocazioni mi servivano per raggiungere i miei obiettivi, obiettivi che, come ben sai, sono disposto a raggiungere con ogni mezzo necessario.

Sigfried ha ragione.

Eh?!

Continua a comportarti così ed avrai tutti contro. Tu non te ne rendi conto, ma ti stai trasformando in Samantha.

Se ciao!

Ma è possibile che devi essere irrispettoso con tutti? Non c'è almeno qualcuno per cui provi un briciolo di rispetto.

Sì.

Tipo?

I No More Heroes e Jack Keenan.

Davvero o mi stai prendendo in giro?

Sono serio sorellina. Travis Miller è un tipo apposto alla fin fine, Shawn Gates lo rispetto dai tempi di The Gaty in TWNA e Jack Keenan in fondo è come me. Non ci scordiamo che Jack ti diede una mano significativa lo scorso anno quando volevi salvarmi da Samantha.

Già... Tuttavia mi dispiace che alla fine da quella storia lui non trasse alcun vantaggio, ma alla fine la priorità era strapparti dalle grinfie di Samantha. Comunque visto che lo hai nominato dovresti farmi un favore.

Dimmi.

Ho bisogno di lui come consulente legale. Tu potresti parlargli?

Rifiuterebbe, lo so. Ora è concentrato su Nick Carroll ed il TWC 15 Championship e non vuole sentire cazzi.

Ok, tu però non fartelo nemico che già ha un caratteraccio.

Tranquilla.


Il campanello della casa suona facendo saltare di soprassalto Chris.

Cita:
Hanno suonato. Ora stacco, ci sentiamo più tardi Ali.

Va bene Chris, io sarò online per un'altra oretta. A dopo.

OFFLINE


Il wrestler spegne il computer e si alza per poi andare ad aprire la porta...

Immagine


L'espressione di Chris diventa immediatamente cupa mentre Franklin Dixon lo fissa con un sorriso beffardo.

C.Drake: Franklin...

Dixon: Chris...

I due si fissano per alcuni istanti senza proferire parola.

Dixon: Posso?

C.Drake: Se proprio devi...

Franklin entra nella casa di Chris ed i due si dirigono verso il salotto. The Predator va a sedersi sul divano mentre Franklin si accomoda su una poltrona. I due restano in silenzio per alcuni secondi prima che il Woodbury Made prenda la parola.

C.Drake: Qual buon vento ti porta qui "brotha"?

Dixon: Tua sorella.

Chris deglutisce e sgrana leggermente gli occhi.

C.Drake: M-Mia sorella? Non so dove si trovi, l'ultima volta ho visto Alisa è stato quando l'abbiamo aggredita ad Indoor War dodici.

Franklin mostra un ghigno.

Dixon: Eh eh eh, non mi riferisco ad Alisa, ma all'altra tua sorella. Rachel.

Mr. TWD mostra un'espressione sorpresa.

C.Drake: E tu come fai a sapere che è mia sorella.

Dixon: Andiamo Chris, pensi che essendo un ex membro della Confraternita del Chaos ed ex ragazzo di Alisa io non sappia chi sia Rachel Drake Fortuna?

C.Drake: Non avrai mica rivelato a Samantha questa nostra parentela?

Dixon: No Chris. Non voglio indispettire il mio capo, tuo padre, Philip Drake Fortuna.

Ed ecco che un sorriso beffardo si fa largo sul viso di Chris.

C.Drake: Interessante. Quindi anche tu stai iniziando a non obbedire più a Samantha?

Dixon: Non vedo perché dovrei.

C.Drake: Il chip TS-19.

Dixon: Ah già, tu non sai. Proprio come te, anche io sono libero dall'influenza del TS-19.

Chris sgrana gli occhi.

C.Drake: Anche tu sei riuscito a liberarti dell'influenza del chip?

Dixon: No, mi è stato rimossa dalla dottoressa Zinmann. L'esperimento che stavano facendo su di me è stato completato, quindi non c'è più bisogno che abbia quel chip dentro di me.

C.Drake: E allora come cazzo è possibile che tu sia ancora dalla parte dei Guardians Of Truth?

Dixon: Perché lo voglio. Vedi Chris, i chip che avevamo io e te sono profondamente diversi tra di loro. Il tuo operava controllando la tua psiche rischiando di renderti un pazzo furioso, mentre il mio mi ha semplicemente aiutato a capire la giusta via da seguire. Io non sono mai stato controllato da Samantha, io sono sempre stato cosciente delle mie azioni a differenza tua che eri un semplice burattino nelle mani di altri. Per quanto riguarda Maivia, il suo chip è ancora funzionante. Ci serve un cane da guardia completamente assoggettato al nostro volere.

C.Drake: Siete dei bastardi.

Dixon: E qui ci ricolleghiamo al motivo per cui sono venuto qui... tua sorella. Sai Chris, mi sembra piuttosto strano il fatto che tu stia ripudiando i Guardians Of Truth ritenendoli artefici delle tue torture psicologiche per poi allearti con Rachel che altri non è che la mandante di queste torture che hai subito. A ragion di logica tu avresti dovuto metterti contro di lei e cercare un aiuto nei Guardians Of Truth che, come te, sono stati sottoposti a torture psicologiche e ricatti dalla tua cara sorella. La cosa mi puzza Chris, voglio vederci chiaro.

The Predator resta in silenzio per alcuni istanti.

C.Drake: Beh... Io...

Dixon: Non sai cosa dire eh? Ti stai rendendo conto che queste tue azioni non hanno una vera logica, o meglio non hanno logica apparente poiché io penso che tu stia tramando qualcosa proprio contro Rachel e l'Ordine di Fortuna.

C.Drake: Cazzate. Io non ho alcun interesse ad inimicarmi l'Ordine di Fortuna, io voglio solo continuare la mia carriera di wrestler senza avere interferenze esterne da gente come voi che il wrestling lo sta usando come mezzo di propaganda.

Dixon: Per gente come voi intendi l'Ordine di Fortuna quindi?

C.Drake: No! I Guardians Of Truth!

Dixon: Guardians Of Truth, che altri non sono che il braccio armato dell'Ordine di Fortuna nel mondo del wrestling. Lo vedi Chris? Le tue parole risultano incoerenti, stai tramando qualcosa ed a quanto pare io sono l'unico che sembra essersene accorto. C'entra Alisa vero?

Chris mostra un leggero sorriso, quasi isterico.

C.Drake: Sì come no.

Dixon: Risposta molto esaustiva Chris.

The Phoenix mostra un sorriso compiaciuto.

Dixon: Quando l'hai rivista? Dove si trova ora? Che state organizzando? Dimmelo Chris, io posso aiutarti a non commettere cazzate, mentre se dovesse scoprirlo Rachel o peggio ancora Philip allora saranno davvero guai seri per te.

Mr. TWD inizia ad innervosirsi.

C.Drake: Io non ho niente da nascondere! Alisa non la vedo da luglio e non so dove si trovi! Io voglio solo fare il wrestler e queste discussioni mi danno anche fastidio!

Dixon: Guarda, potrei anche crederti e potrei pensare che tu stia ripudiando i Guardians Of Truth e supportando apparentemente Rachel solo per avere favori da lei in quando Chairwoman della FWP, la title shot che hai vinto ad Indoor War a sostegno di questa tesi. Ma nonostante ciò sento che tu stia tramando qualcosa in cui c'entra Alisa.

The 161 si alza prontamente imitato da Chris.

Dixon: Questa casa è relativamente pulita, sui mobili c'è solo una ditata di polvere. Ora, conoscendo i ritmi da wrestler non penso che tu abbia avuto tempo di pulire questa casa. Guardiamo quella libreria...

Franklin raggiunge una libreria posta vicina ad una finestra del soggiorno.

Dixon: Tracy Schneider ha lasciato questa casa due mesi fa, ma giurerei che la polvere posata qui si può essere accumulata in massimo un mese. Tu potrai dirmi che un mese fa hai ripulito questa libreria, ma posso notare questo tipo di polvere anche su quel mobile infondo alla stanza. Ora, io non penso che un uomo come te si sbatta a pulire ogni mobile presente nella sua casa, cosa che invece hai fatto con il tavolinetto davanti al divano, il mobiletto dove hai il computer, la televisione ed il mobile dove è posata.

The Smartest Man In The Place raggiunge una finestra.

Dixon: Anche le finestre non sono propriamente pulite, e noto che quella finestra lì è diversa dalle altre. Il legno è meno usurato dal tempo, mi sembra che l'hai cambiata da poco.

Chris osserva in silenzio Franklin.

Dixon: Oh, poi può essere che tu sia divenuto un bravo casalingo, ma conoscendoti ne dubito. Infondo io e te ci conosciamo da prima che questa storia dei chip iniziasse, e tu Chris sei sempre stato un bambinone viziato dalle tue donne. Erano Alisa e Tracy che provvedevano a pulire casa, a cucinare e tutto il resto mentre tu non muovevi un dito e venivi servito e riverito. Per carità, non mi permetto di criticare le abitudini che avevi visto che comunque erano le due ragazze che ti avevano viziato, ma mi sembra alquanto strano un cambiamento così repentino per quanto riguarda la gestione della casa. Quindi alla luce di ciò mi sento di dedurre che tu pulisca solo gli oggetti che usi abitualmente ovvero televisione, computer e tavolinetto davanti al divano, mentre la libreria, il mobile lì in fondo, le finestre, sono oggetti che lasci impolverare e che massimo un mese fa sono stati puliti da una donna. Io punto i miei due centesimi su Alisa.

The Predator scuote la testa.

C.Drake: Per avere un quoziente intellettivo di centosessantuno sei davvero un coglione Frank...

Dixon: L'insulto. L'ultima arma di chi è in torto e non vuole ammeterl...

C.Drake: Shut The Fuck Up!

The Phoenix sorride in maniera beffarda.

C.Drake: Non pensi che se Alisa fosse stata qui Rachel l'avrebbe scoperta? Cazzo Frank, Rachel stessa è stata qui un mese fa, inoltre pensi che Alisa sia così stupida da venire in un posto così rischioso come la casa in cui ha abitato per tanti anni e dove ora vive il fratello che l'ha pestata in mondo visione?

Dixon: Può essere. Alisa quando si tratta di te diventa estremamente impulsiva. Tu non lo sai, ma quando tu venisti rapito da Samantha, Alisa sospese ogni attività che stava svolgendo per la Confraternita del Chaos, andò a muso duro con il Mentore Nathan Auditore pur di ottenere le risorse per trovarti e snobbò me e la relazione che avevamo. Per carità Alisa è una persona molto intelligente, ma quando deve salvare il suo caro fratellone diventa estremamente stupida ed impulsiva non riflettendo sulle conseguenze delle sue azioni.

Franklin si avvicina a Chris e continua a parlare.

Dixon: Inoltre questi miei sospetti sono basati anche su alcuni tuoi atteggiamenti avuti davanti le telecamere. Di recente, un mesetto a questa parte diciamo, tu hai sempre una reazione abbastanza interdetta quando viene nominata Alisa e cerchi sempre di difendere il suo onore. Inoltre quando Andy Moon ha chiamato Alice Angel con il diminutivo Ali ci sei rimasto abbastanza di sasso.

C.Drake: Avrai preso un abbaglio. Come ho detto a Rachel, Alisa ormai mi è indifferente.

The 161 si avvicina ancora di più a Chris.

Dixon: Che peccato. Infondo Alisa non si merita un trattamento del genere dalla persona che ama di più al mondo, persino di più dei suoi fidanzati. Alla fine è sempre stato così no? Lei stava con Dave Jackson ma la priorità eri tu, lei stava con me e la priorità eri tu. Gira che ti rigira sei tu il bastardo della situazione poiché non solo l'hai aggredita in mondo visione, ma ora che non sei più sotto l'influenza del TS-19 continui a fregartene di lei mostrandole indifferenza. Sai Chris, lei è una ragazza davvero in gamba se pensi che prima di stare con me era stata con un solo uomo, eppure nonostante i sei anni di castità devo ammettere che la tua sorellina era davvero grande a letto!

Sul volto di Chris compare una leggera espressione infastidita.

Dixon: Un'energia ed un ritmo unico, davvero una grande maiala. E se poi ripenso al modo in cui godeva quando la mettevo a quattro zampe e la scopav...

Ed ecco che Chris Drake sbotta colpendo con un poderoso gancio destro il viso di Franklin Dixon che arretra fino a ruzzolare a terra! The Predator ha un'espressione inviperita, ed ora si guarda la mano per poi guardare Franklin che, a terra, si tiene uno zigomo e ride compiaciuto.

Dixon: Ah ah ah! Proprio la reazione che mi aspettavo.

The Smartest Man On The Place si rialza tenendosi ancora il viso.

Dixon: Grazie per le informazioni Chris. Ci vediamo.

Franklin da le spalle a Chris per poi lasciare la casa. The Predator fissa il punto dove è sparito The 161 con aria dura per poi prendere un respiro e raggiungere immediatamente il computer...

(Intanto, all'esterno di casa Drake...)


Vediamo Dixon che sta entrando nella sua auto.

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Una volta all'interno del veicolo The Phoenix lo accende ed inizia immediatamente a smanettare con il computer di bordo attivando una videochiamata. Passano pochi istanti e sullo schermo compaiono i destinatari della chiamata...

ImmagineImmagine


Dixon: Mr. Fortuna, Miss Fortuna...

Philip: Mr. Dixon. Novità?

Dixon: Diciamo di sì.

Philip: Diciamo?

Dixon: Eh... Purtroppo Chris è davvero cambiato. Non è più l'ingenuo ragazzo che era prima del TS-19 e non è più il folle Dragon, quindi estrapolargli informazioni non è stato semplice come pensavo. Inoltre queste informazioni non sono esaustive come ci auspicavamo.

Rachel: Spiegati meglio.

Dixon: Non sono riuscito a capire se lui ed Alisa sono effettivamente in combutta, l'unica cosa che ho capito è che Chris prova ancora sentimenti positivi per la sorella visto che dopo averlo provocato con allusioni sessuali sul nostro passato lui ha perso la ragione e mi ha colpito.

Rachel: Il che può anche significare che Chris, essendo un tipo possessivo, si sia sentito toccato personalmente. Infondo lui ha detto di essere indifferente ad Alisa, e la cosa è diversa rispetto ad un sentimento negativo. La sua reazione può significare tutto come può significare niente.

Philip: Tuttavia dobbiamo tenerlo sottocchio. Non possiamo fidarci al cento per cento di lui. Bravo Mr. Dixon, hai avuto un'ottima intuizione sul sospettare di Chris, cosa a cui Rachel, evidentemente, non ha pensato minimamente. Sei un uomo molto intelligente e molto valido, continua ad indagare ed a comportarti così e prevedo grandi cose per te.

Dixon: Mi lusinga Gran Maestro.

Philip: Sto solo riconoscendo i tuoi meriti. Ora vai, raggiungi la Cavalleria Hart e continua a lavorare come stai facendo.

Dixon: Come lei desidera. May Truth Guide Us Trough The Darkness.

Philip: May Truth Guide Us Trough The Darkness.

La videochiamata si interrompe e Dixon, dopo aver annuito in maniera soddisfatta, parte con la sua auto...

(Nel frattempo, nel soggiorno di casa Drake...)


Vediamo Chris Drake che sta smanettando con il computer mentre attiva la Private Net con Alisa...

Computer ha scritto:
ONLINE


Ali!!! Ho fatto una cazzata porca troia!

Che è successo Chris?

Hai visto che prima hanno suonato al campanello di casa?

Sì...

Era Franklin. Franklin Dixon.

Merda.

Ali...

Eh.

Stai bene?

No.

Non vuoi sapere che è successo con Franklin?

Ho paura di sapere che casino hai combinato...

Ha intuito che tu sei stata qui un mese fa e che i rapporti tra di noi si sono riappacificati.

CHRIS!!! PORCA TROIA, MA COME CAZZO HAI FATTO A FARTI SCOPRIRE?! MERDA, MERDA, MERDA!!!

C! Finiscila con tutte queste volgarità!

Scusami R.

E questo chi cazzo è?! Spia le nostre conversazioni Ali, ma porca troia la privacy sfanculata del tutto qua dentro!

Finiscila anche tu con tute queste parolacce ragazzino. Comunque non spio le vostre conversazioni, ma visto che ho creato io questo sistema di comunicazione protetto, recupero informazioni importanti come quella che ci hai appena dato.

Mah, secondo me invadi la nostra privacy.

Chris finiscila di fare il bambino e mostra rispetto.

Comunque la situazione è delicata, è innegabile. Chris, C mi ha detto che tu non vuoi avere nulla a che fare con questa faida tra la neo-Confraternita del Chaos e l'Ordine di Fortuna, ti capisco ed accetto questa tua posizione. Tuttavia dopo i fatti di oggi abbiamo bisogno che tu non commetta errori che possano mettere a rischio la rinascita del nostro gruppo, tua sorella C e te stesso. Leggi attentamente quello che sto per scriverti poiché se seguirai le mie direttive tutto andrà per il meglio.

Spara.

Spara... Che scemo...

Allora Chris, Franklin Dixon è una persona estremamente intelligente. Spiegami come ha dedotto il tuo rapporto ritrovato con C e la sua presenza in casa tua il mese scorso.

In pratica ha sollevato dubbi sulla mia alleanza con Rachel e la contemporanea rivalità con i Guardians Of Truth, poi ha valutato il livello della pulizia della casa facendo strani discorsi sulla polvere ed infine mi ha provocato tirando fuori allusioni ai rapporti sessuali che ebbe con Alisa quando stavano insieme.

CHE HA FATTO QUELLA MERDA D'UOMO?!

C!!!

Scusami R.

Tornando a noi Chris, raccontami cosa è successo poi.

Ho sbroccato e gli ho tirato un pugno in faccia.

Nient'altro?

No.

Bene, meno grave di ciò che pensavo. Lui ha solo supposizioni, e nonostante in questo momento le stia spiegando a Rachel non ci sono prove concrete che possano smascherarti. Venerdì a Breaking Point raggiungi Rachel e dille ciò che è successo risultando il più naturale possibile. Mi raccomando a non farti vedere nervoso ed indirizza il discorso in modo che Franklin risulti un molesto che è venuto a turbare la tua quotidianità.

Cazzo, certo che sei un genio porca troia!

Grazie, ma modera il linguaggio.

E' più forte di lui R. Ormai è diventato Samantho!

Ma vaffanculo a te ed a lei Ali!

Siete terribili, ma allo stesso tempo adorabili, vi lascio alle vostre chiacchiere. E mi raccomando Chris, recita la tua parte e Rachel non sospetterà di nulla. Io la conosco e so che piano piano si sta affezionando a te a tal punto che i sentimenti che prova rischieranno di accecarla. Occhi aperti però con Franklin Dixon e Philip Drake Fortuna, il primo non aspetta altro che smascherarti mentre il secondo non tollera i traditori.

Tranquillo R.

A presto Chris.

So che ce la puoi fare Samantho.

Che nana di merda che sei!

Zitto Samantho! Ahahah!

Ma vaffanculo va'...


Chris continua a scambiarsi messaggi con la sorella mentre le immagini si interrompono...

(Intanto, nell'ufficio di Philip D. Fortuna...)


Immagine


Qui troviamo Philip seduto sulla sua poltrona e Rachel in piedi affianco a lui. La videochiamata con Franklin Dixon si è appena conclusa ed ora i due sono in silenzio senza scambiarsi uno sguardo.

Philip: Rachel.

Rachel: Sì padre...

Philip: Tu credi alle parole di Franklin?

Rachel: No.

Philip: E come mai?

Rachel: Si basa su semplici supposizioni. Se avesse avuto delle prove concrete gli avrei creduto.

Philip: Rachel.

Rachel: Sì padre...

Philip: Agisci come meglio credi, ma ricorda sempre di non lasciare che i sentimenti compromettano l'esito della missione.

Rachel: Non accadrà.

Philip: Lo so, conto su di te. Ora puoi andare, hai una federazione di wrestling da gestire. May Truth Guide Us Trough The Darkness.

Rachel: May Truth Guide Us Trough The Darkness.

Detto ciò Rachel lascia la stanza lasciando solo Philip che dopo alcuni istanti si alza dalla sua poltrona e si mette ad osservare lo skyline di New York da una finestra del suo ufficio. Il Gran Maestro dell'Ordine di Fortuna estrae un sigaro dal taschino della sua giacca e lo accende restando con sguardo serio e fisso sulla città.

[To Be Continued...]


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The Voice of FRED - 1st Anniversary
MessaggioInviato: 20/02/2016, 7:58 
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New York. La folla si accalca lungo i binari quando ecco che, annunciato da un rumore familiare e un'improvvisa raffica di vento, fra le tenebre emerge il treno, che arriva in stazione. Si ferma. Le porte si spalancano immediatamente. Un fiume umano entra all'interno del treno, incurante di chi, arrivato a destinazione, si accinge a scendere. Una volta salito a bordo un numero di persone maggiore del numero di posti a disposizione, le porte si chiudono, rapide, spietate. Il veicolo comincia nuovamente la propria marcia abituale, prima lentamente. Attraverso i finestrini i passeggeri si accorgono di alcuni ritardatari, che, rimasti fuori, dovranno attendere la corsa successiva. All'interno non ci si è accorti delle alte velocità che ha ormai raggiunto il treno: non è niente di nuovo, è solo la solita routine quotidiana. Fra una stazione e l'altra, i passeggeri cercano di passare il tempo: c'è chi legge, chi ripassa la lezione del giorno precedente, chi ascolta la musica, chi smanetta col telefonino. Alcuni, invece, chiudono gli occhi e cercano di riposare prima dell'impegnativa giornata che lo attende. Un giovane uomo, uno dei pochi fortunati che ha trovato un posto su cui sedersi comodamente, notata un signore anziano rimasto in piedi, si alza e generosamente gli cede il posto. Il vecchio inizialmente non capisce, poi sul suo volto compare un sorriso...ma prima che riesca a sedersi, con un guizzo qualcuno, accortosi di quanto stava succedendo, spinge il vecchio e prende possesso del posto lasciato libero.

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L'anziano signore è turbato, scosso, il giovane uomo, incavolato, lancia una minacciosa occhiata verso il prepotente, Fred. Questi sorride, invitando i due a trovarsi un altro posto. L'uomo scuote la testa, dopodiché assiste il vecchio. Una signora anziana, seduta accanto al tedesco, essendosi accorta di quanto accaduto, sbuffa, squadrando con gli occhi la superstar della TWC attraverso le lenti scure degli spessi occhiali che indossa. "The Captain" fa finta di non vederla, poi decide di risponderle.

FF: Che vuole?! You hit your feet, you lose your seat!

L'anziana signora osserva ancora il tedesco, scuote la testa, poi torna a leggere il suo giornale, sbuffando di tanto in tanto. Fred sorride, sospira, dopodiché comincia a guardare fuori attraverso il finestrino. Il suo sguardo si perde nel buio che avvolge il treno all'interno del tunnel, buio che viene interrotto di tanto in tanto dalle luci di una nuova stazione.

"Il passato è come un macigno. Un fottutissimo macigno. Pesa. Troppo. E il mio pesa di più. Sono condannato a passare il resto della mia vita con questo macigno sulle spalle. Maledetti genitori. Voi e la vostra egoistica ignoranza da contadini. Maledetta patria. Te e la tua inutilità. Maledetto Sigfried. Maledetto Gates. Maledetto Brian. Maletto Brown. Maledetti tutti. Non vi sopporto. Vi odio, vi detesto, tutti. Ma, per la prima volta, voglio lasciarmi il passato alle spalle, lontano, e guardare in avanti, almeno per un po'. Le prossime tre settimane saranno da inferno. Raddoppierò le ore di allenamento, al mattino, al pomeriggio, alla sera, e anche di notte. Non dormirò, non ho tempo. Berrò, mangerò, sì, solo perché il corpo ne ha bisogno, ma non sarà né il cibo né l'acqua il nutrimento della mia anima. Il desiderio del successo, la paura della sconfitta, queste, solo queste, sono le cose che mi servono. Nient'altro. Nessun altro."

Il treno si è fermato. Le porte si spalancano, altra gente entra, alcuni invece escono. La sosta è breve, le porte si chiudono, ancora, il treno riparte, di nuovo. Fred sospira.

"Sean è un buon amico, un fratello. Ma nemmeno lui può aiutarmi. Sì, nel giusto e nell'errore, nella sconfitta e nella vittoria, siamo insieme, uniti. Ma, fra tre settimane, quando saliremo sul ring, sarò da solo. E da solo dovrò combattere, sopravvivere ai miei avversari, i miei demoni. E a me stesso. Se vincerò questa battaglia, potrò condividere il successo con mio fratello. Altrimenti. Altrimenti."

Fred sospira, di nuovo.

"Altrimenti non lo so. Ed è questa la cosa terribile. Il dubbio, l'incertezza. Quando non sappiamo cosa ci attende, è lì che siamo più deboli, più vulnerabili, più facili prede per i nostri peggiori istinti e per i nostri più pericolosi nemici. Non so se vincerò, so che voglio vincere, perché so che voglio andare avanti, so che non voglio ritrovarmi immerso nel dubbio, tornare a lottare col passato, di nuovo, affogare fra i miei ricordi. Ormai è da un anno che è cominciata questa avventura. Quante volte mi sono ritrovate in questa identica situazione?! Eppure, non so perché, penso che sia arrivata la volta buona. Per vincere. O per annegare... "

Le porte si spalancano improvvisamente. Il treno ha raggiunto un'altra stazione. Fred si guarda attorno, poi si alza in piedi ed esce. Mentre dietro di sé, accompagnato da un rumore stridulo e un'innaturale raffica di vento, il treno lascia la stazione e riprende la propria incessante corsa, il tedesco, con passo lento, si innoltra attraverso la folla, che freneticamente, spinti dall'abitudine più che dalle gambe, va verso l'uscita.

"Ho fatto tanti passi in avanti. Tanti passi indietro. La via è la stessa, la passione identica. Perché allora non si ripeterà lo stesso esito? Non lo so."

"The Captain", incamminatosi lungo un corridoio affollato fra le urla inascoltate dei venditori ambulanti, raggiunge l'uscita e, dopo aver percorso un'interminabile scalinata, ecco che si ritrova all'aria aperta, accolto da una fresca e tenera brezza mattutina. Il tedesco si ferma. Il suo sguardo, serio, è rivolto in avanti, fisso, immobile.

"Eccola, la Mecca del Pro Wrestling. Là dentro ho vissuto il momento più importante della mia intera carriera, il più bello della mia vita. C'era Mac."

Fred sorride.

"Era fiero di me. Ricordo il suo sguardo, i suoi occhi pieni di orgoglio, stima, affetto. Mi strinse la mano, mi abbracciò, mi disse che per lui ero la cosa che più si avvicinava ad un figlio e che mi voleva tanto bene e che mi sarebbe stato grato, per sempre. Ricordo quel suo sguardo, me lo ricorderò per il resto della mia vita. E fra tre settimane tornerò. Ritornerò non da vincitore, ma da perdente. Però non mi interessa, perché il passato non mi appartiene. Guardo al futuro e vedo me, in piedi, con le braccia al cielo. Ce l'ho fatta: dal buio sono tornato alla luce.

FF: Hai capito bene: tornerò, sì, e quando uscirò, sarò vittorioso.

Fred, serioso, annuisce.

FF: Vincerò.

"Voglio vincere."

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/02/2016, 15:31 
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Il collegamento si apre in casa Black, mentre una musica si diffonde per il loft. Lucy Fisher, accoccolata sul divano sta scrivendo qualcosa su un taccuino, mentre Black, seduto davanti al pianoforte suona.

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Black è in jeans e camicia, mentre Lucy è sprofondata in una felpa enorme e dei pantaloni della tuta. La ragazza si ferma un secondo e osserva la schiena del gigante, poi fa un mezzo sorriso e sospira. Dopo un minuto il gigante si alza dal seggiolino, che scricchiola, e si avvicina alla ragazza, dandole un bacio in fronte.

LB: Dai, ricomponiti che aspettiamo ospiti.

La ragazza lo osserva per un istante, poi gli circonda il collo con le braccia e fa forza, rimettendosi in piedi. Scalza si muove rapidamente verso il letto, sedendocisi sopra ed infilandosi delle cuffie. Da uno sguardo al suo Ipod, lo tocca per qualche istante, poi riprende a scrivere. Il gigante la osserva un secondo, sorride e poi si avvia verso la cucina, aprendo il frigorifero, quando suona il campanello. Black richiude l'elettrodomestico e si avvia verso la porta con calcolata lentezza, aprendola e sorridendo al suo ospite.

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Shawn Gates accenna un sorriso alla vista di Black. Il texano indossa una camicia blu scuro, jeans e timberland, i lunghi capelli biondi sono lasciati sciolti e lisci. Nella mano destra tiene una bottiglia di Merlot rosso.

SG: Mi sembrava maleducato venire a mani vuote, e non sono esattamente il tipo che porta piante.

Gates porge la bottiglia al gigante che prende il vino, sorridendo appena.

SG: Posso entrare?

LB: Non avresti dovuto portare nulla. So che non sembra, ma non sono particolarmente per le formalità.

Lucinda, dal letto alza lo sguardo, squadrando per un istante Gates, poi sorride e fa un saluto con la mano, togliendosi una cuffia con l'altra.

LF: Non so se è dovuto al fatto che non ci conosciamo bene, ma in abiti civili sembri più giovane.

Gates arrossisce leggermente.

SG: Dovrei mettere la camicia più spesso allora.

Il texano finalmente passa l'uscio di casa Black.

SG: Ho la memoria un po' corta. Noi non ci siamo mai presentati, giusto?

LF: No.

Lucy si alza in piedi, sorridendo e facendo un paio di passi verso il texano.

LF: Però non è solo colpa mia. La mia carriera in TWNA è iniziata non nel tuo momento migliore.

La rossa piega la testa di lato, porgendo la mano a Gates.

LF: Lucinda.

SG: Gates. Shawn Gates. Incantato.

Il texano sorride, poi si guarda intorno.

SG: Bella casa, davvero.

Lo sguardo si sofferma sul pianoforte.

SG: Chi dei due suona il piano?

LF: Entrambi.

LB: In realtà più lei. Io tendo ad imparare canzoni a memoria. Però lei è pigra.

La rossa fa una pernacchia verso il gigante, che sta tornando verso il divano con tre calici da vino rosso e un piatto con sopra degli stuzzichini.

LB: Siediti Shawn.

Il gigante indica il divano. Il texano si siede, prende un pugno di arachidi e lo mangia tutto d'un colpo.

SG: Spero ti piaccia il vino che ho portato, non ne capisco molto di vini. Il tizio del negozio di liquori diceva qualcosa sul fatto che il duemilatrè sia stato un buon anno per il Merlot.

Gates nota lo sportello degli alcolici di Black.

SG: Avessi dovuto fare a gusto mio avrei portato del buon vecchio Jack. Forse è meglio così, per ora mi sto lasciando un po' andare con gli alcolici.

Gates prende un altro pugno di arachidi mentre Black sta versando il vino nei bicchieri.

LB: Personalmente non sono un esperto. Non a livello mondiale, per lo meno. Sono molto più bravo con le birre e con i super alcolici.

Il gigante passa il bicchiere al suo ospite, poi a Lucinda, poi prende il suo e assaggia la bevanda.

LB: Non ti ha consigliato male.

La rossa beve un sorso a sua volta, poi si sposta verso una poltrona e ci si siede sopra a gambe incrociate.

LF: Posso farti una domanda Shawn?

Il texano beve un sorso di vino

SG: Solo se dopo te ne posso fare una io.

Lucy annuisce.

LF: Mi sta bene. Forse la mia domanda non ti farà piacere, ma cosa stai cercando nel wrestling? Sappiamo entrambi che il passato non si può cancellare, e non mi sembra che tu possa lottare per soldi. Cosa ti spinge a rischiare ancora?

Gates da fondo al bicchiere di vino.

SG: Potrai immaginare che non sei la prima a farmi questa domanda, e quasi sicuramente non sarai l'ultima. Ho dato diverse risposte a questa domanda a seconda del mio interlocutore. A volte dico che lo faccio per pagare il mutuo, a volte per amore dello sport. Non so perché, ma mi stai davvero simpatica Lucinda, quindi ti darò la risposta più sincera possibile.

Gates fa una pausa.

SG: Non ho ancora deciso se credere o meno in Dio. In compenso sono abbastanza convinto che di vita se ne possa avere soltanto una. Quando ero una ragazzo a scuola non ero il migliore della classe, anzi ero il tipo che a scuola ci andava solo quando non aveva niente di meglio da fare, errore che poi tra l'altro avrei pagato in seguito, ma ricordo ancora oggi una lezione che il mio prof di letteratura fece sull'Iliade. Quegli eroi non combattevano per un ideale, per amore della patria, per denaro o per vendetta. No, loro combattevano per l'immortalità, perché la gente conoscesse i loro nomi anche a distanza di millenni. Col senno di poi possiamo dire che sono riusciti nel loro scopo.

Altra pausa per il texano.

SG: Achille, Ettore, Patroclo e Paride sono diventati immortali grazie alla guerra. Io non sono un soldato, non ho mai desiderato diventare un soldato. Sono un wrestler, ce l'ho nel sangue, e non ho mai desiderato diventare nient'altro. Ma cos'è il wrestling, se non guerra? Cos'è il wrestling se non l'ultimo rifugio degli eroi?

Gates si versa dell'altro vino.

SG: Quindi, per rispondere alla tua domanda iniziale: nel wrestling sto cercando l'immortalità, l'immortalità che la mia schiena ho provato a togliermi, l'immortalità che non ho intenzione di lasciarmi scappare.

LF: Immaginavo te lo avessero chiesto in tanti. Però mi riservo di non crederti.

SG: Ora però tocca a me farti la domanda.

LF: Spara.

SG: Da' fastidio se fumo?

Lucy ridacchia, mentre Black si muove per un istante sul divano, poi sospira.

LB: Vado a prendere un posacenere. E ad attaccare le ventole.

Il gigante si alza in piedi e si allontana.

LF: Lascia che ti chieda un'altra cosa. Parli di volere diventare immortale, e parli di guerrieri, ma quei guerrieri sono eroi, eroi che tu non aprezzi. Perché?

SG: Non sono gli eroi che non apprezzo. Sono quello che sono diventati. Al giorno d'oggi viene considerato eroe il raccomandato che raggiunge il successo e non l'impiegato con tre figli che arriva alla fine del mese per miracolo. La verità è che io amo il concetto di eroe, nel senso puro e vero del termine, più di ogni altro in federazione, ma detesto quello che sono diventati gli "eroi". Un eroe diventa il primo tag team champion della storia della TWC facendosi regalare i titoli? Un eroe arriva in finale al torneo di Night Of Gold utilizzando decine di stratagemmi diversi? Sono questi gli eroi, dico io?

Gates estrae il pacchetto di Lucky Strikes Red Morbide mentre Black arriva col posacenere, poi prende una sigaretta e l'accende.

SG: Non sono gli eroi che detesto. Sono quello che sono diventati. Io ci voglio credere che ancora possano esistere i veri eroi nel wrestling, guarda Daniel Bryan in WWE. Ma se gli eroi sono quelli che professano di essere tali in TWC, allora lì mi viene da dire "No More Heroes."

Gates da un tiro di sigaretta.

LF: Ed Edwards? E Moon? E Carroll? Hanno tutti scelto strade complicate ed eroiche, se mi permetti di definirle così. Non puoi ignorare i loro sforzi. E sai bene che non è definirsi eroi che rende tali, ma l'accettazione della gente.

SG: E' la gente come Edwards, Carroll e soprattutto Andy Moon che mi dà speranza per il futuro di questa federazione. Non ignoro i loto sforzi, ma quello che non riesco a sopportare davvero è la presunzione di chi si autoproclama un eroe. Cos'è un eroe? Un esempio? Una fonte di ispirazione? Una figura carismatica votata al bene? Tutte queste cose insieme?

Gates scrolla la cenere nel posacenere.

SG: Eroe per me è chiunque riesce a dare forza alla gente, chi riesce ad essere un punto di riferimento anche senza averlo mai incontrato, chi ispira le azioni altrui e spinge a credere in se' stessi, prima che negli altri. Edwards, Carroll, Moon, loro sono eroi per molti dei nostri fan. Ma Jaeger, Fred, Schmidt e Morgan? Perché dovrebbero esserlo? Il concetto che sta alla base dei No More Heroes non è un abbattimento di simboli, è un ripristinamento di un sistema di valori, di un sistema meritocratico, di un sistema di giustizia che in questa federazione è stato distrutto dall'amministrazione Olon e che lentamente si sta ripristinando. Carroll è un giusto fifteen champion, che ha lavorato tantissimo per arrivare dov'è. Leon qui, nonostante l'antipatia reciproca che condiziona il mio giudizio, e nonostante quanto ho detto ad Indoor War qualche settimana fa, rappresenta bene la figura dell'eroe vero. Ha dimostrato di poter battere gran parte del roster mettendo in palio il titolo ogni settimana e ha guadagnato l'alloro massimo dopo anni di gavetta.

Gates dà un tiro alla sigaretta.

SG: Ma sembra non voler dare a me la possibilità di fare lo stesso.

Altro tiro di sigaretta.

SG: Nella categoria tag rimane l'ultimo residuo di immondizia dell'amministrazione Olon: la "compagnia degli eroi" con il titolo alla vita, senza mai averlo vinto. Almeno Big Black Boom a suo tempo il fifteen championship lo vinse, contro un distrutto Andy Moon, senza preavviso per quest'ultimo, con tanti magheggi dietro, ma lo vinse. Loro no, nemmeno questo, e ciò non mi da davvero pace.

LF: Posso darti la mia definizione di eroe? Che differisce da quella di Leonard, sia ben chiaro. Tu dici che un eroe è un esempio, ma non è abbastanza, dico io. Un uomo che studia e si fa una posizione è un esempio, senza essere un eroe. Anche una fonte di ispirazione non è abbastanza. Un uomo che salva il mondo senza che nessuno lo sappia è difficile da definire in modo diverso da eroe, eppure non può essere una fonte di ispirazione. E per quanto riguarda il carisma è piuttosto semplice smentire che sia quello. No, per me l'eroe è qualcosa d'altro. È qualcuno disposto a fare il bene degli altri a scapito del proprio. Qualcuno che potrebbe non agire ed essere in pace con la propria coscienza, ma agisce lo stesso. Un eroe è chi alla fine della battaglia spesso si ritrova senza nulla. Un eroe è chi sacrifica tutto senza avere in cambio nulla. E abbiamo disperato bisogno di persone così Shawn. In tutto il mondo vediamo come ci sia bisogno di eroi. Per questo quando vedo te e Miller non riesco a capirvi. Quello che dovremmo fare non è eliminare chi si proclama eroe, ma renderlo tale.

Gates beve un sorso di vino.

SG: Beh, questa è senza dubbio una bella definizione.

Tiro di sigaretta del texano.

SG: Bella, senza dubbio. Ma quanto può essere reale? Probabilmente penserai che il mio pensiero possa essere cinico, ma non credo esista davvero gente che agisce senza avere in mente il proprio tornaconto. La sola ragione perché qualcuno fa qualcosa, in fondo, è appagare il proprio ego, perché è questo che siamo Lucy: egomaniaci. Si può essere egomaniaci facendo il bene o facendo il male, ma saremo sempre egomaniaci.

Il Ribelle scrolla la cenere.

SG: Poniamo che Travis Miller abbia bisogno di soldi, tanti soldi, per pagare, non so, diciamo la Mafia, che altrimenti ucciderà Abigail. Io gli presto i soldi, Abigail resta viva, Miller è felice: questi sono i prodotti diretti della mia azione. Sono i prodotti diretti che mi interessano? No, sono i sottoprodotti quelli che mi interessano veramente. Miller è felice, ma mi è anche riconoscente, sia Miller che Abigail mi vedranno come una buona persona, saranno legati a me da un legame di affetto, ma anche di riconoscenza, e tutto questo andrà ad appagare il mio ego. Ci possono essere anche altre ragioni per cui io aiuti Miller economicamente: mi sento in debito verso di lui, mi sentirei in colpa se non lo facessi, voglio preservare il rapporto, eccetera. Ma una buona azione, per me, non è mai fine a se stessa. Dicevo che esistono egomaniaci che agiscono per il bene e che agiscono per il male, con "per" che in questo caso indica un complemento di mezzo, non necessariamente anche di fine. Io ritengo di agire per il bene, e credo che anche Travis agisca per il bene. Jaeger, Schmidt, Fred e Morgan aggiscono attraverso il male, per ottenere i loro scopi, che alla fine si riducono ad un puro appagamento dell'ego. Anche io e Travis, in fondo puntiamo a quello, ma il nostro ego si sentirà appagato attraverso azioni che comunque renderanno la federazione, e forse una fettina di mondo, un posto migliore. E' una visione disillusa, lo so, ma mi ritengo un disilluso.

Gates spegne la sigaretta sul posacenere.

SG: Se non lo fossi avrei già smesso di fumare da tempo

LF: Voglio raccontarti una storia. Nel duemilatré ero in vacanza con la mia famiglia in Europa. Più precisamente a Cipro. Come saprai Cipro è divisa in due parti, quella greca e quella turca. Quella greca, essendo riconosciuta, è molto più ricca di quella turca ed è anche più semplicemente accessibile. Bene, noi eravamo nella parte greca, ma scoprimmo che stavano aprendo la frontiera, che fino a pochi anni prima era inaccessibile. Dopo controlli infiniti e qualche mazzetta passammo dall'altra parte. Non giudicarci male, tutti dovevano pagare qualcosa per passare. Ovviamente non potevamo prendere su la nostra auto, quindi partimmo a piedi. Tu non puoi capire la povertà che c'era, sembrava una baraccopoli. E mentre ci incamminavamo, uscì un vecchietto da quello che sembrava un pollaio. Da quello che era un pollaio, ma che lui aveva eletto a casa. Iniziò a parlarci in Turco. Ovviamente non capivamo nulla. Quello che intuimmo fu che ci stava invitando a casa sua. Ci sedemmo in questa stanza con una brandina scassata e delle sedie di plastica che definire sporche non rendeva l'idea. E lui ci portò una anguria. Mangiammo una anguria con un uomo che non avevamo mai visto prima e che non avremmo mai rivisto. Per lui quella anguria era probabilmente un paio di giorni di sopravvivenza. L'unica cosa che sapeva dirci in Inglese era perché ci avesse offerto quella anguria. Dio è uno solo.

Lucy sorride.

LF: Gli eroi esistono.

Il texano sorride.

SG: Potrei dirti che quell'uomo l'ha fatto perché si sentiva solo, potrei dirti che quell'uomo l'ha fatto per portarsi in grazia un Dio a cui non realizzo come faccia ancora a credere dopo quello che ha passato, potrei trovare decine di motivazioni per ribadire la mia idea, ma giuro, è una storia così bella che non ho il coraggio di rovinarla con le mie stronzate.

Gates sorride nuovamente, questa volta più di prima.

SG: Sai Lucy, ti conosco da più o meno una mezzora, ma credo di avere capito qualcosa su di te. Il mondo per me si divide in due categorie: i sognatori e i disillusi, gli ottimisti ed i pessimisti, gli artisti e gli impiegati, polo positivo e polo negativo, non so se rendo l'idea.

Gates prende il pacchetto di sigarette e lo guarda, va per prendere una sigaretta ma si ferma e poggia nuovamente il pacchetto sul tavolo

SG: Come avevo accennato prima io appartengo inevitabilmente alla seconda categoria. Le persone che non mi conoscono troppo bene credono che questa mia negatività, più volte provata a scacciare e più volte riesumata, sia dovuta alla mia vicenda biografica. E' quello che pensava anche il mio analista, qualche anno fa. Non so se sia vero, non lo escludo, ma non lo ammetto neppure. Tu invece, da quello che vedo, dallo sguardo che avevi mentre raccontavi la storia di Cipro, sembri tutto il contrario. Potrei sbagliarmi, una mezzora non basta a capire una persona ma, se posso permettermi, vorrei chiederti perché?

La rossa beve un sorso di vino, poi fa un mezzo sorriso.

LF: La vita non è mai stata gentile con me, ma alla fine mi ha sempre aiutato. La mia felicità ho sempre dovuto lottare con le unghie e con i denti per averla.

La ragazza osserva per un istante Black, che sorride.

LF: Ma l'ho sempre ottenuta. Non ho alcun motivo per essere pessimista.

Gates guarda Lucy, poi guarda Black.

SG:Non c'è che dire, siete davvero una bella coppia

Leon Black si alza in piedi.

LB: Mi hai convinto.

Il gigante si avvia verso la cucina e recupera due faldoni porta documenti, che consegna a Gates.

LB: A te.

SG: E questi cosa sarebbero?

LB: Informazioni. Circa ottocento pagine su Sigfried Jager, quattrocento su Fred e trecento a testa su Schmidt e Morgan. Più qualche centinaio su Gunther e Brunild

Gates guarda stranito Black.

SG: Perché?

La Unglorified Legend sospira.

LB: Se volete prepararvi per il vostro match non avete fonte migliore di questa.

SG: Suppongo che dovrei ringraziarti.

Gates sfoglia un fascicolo

SG: Questo significa che abbiamo guadagnato il tuo rispetto o ci vedi solo come il male minore all'interno della categoria?

LB: Questo significa che voglio vedervi vincere. E non ho altro modo per aiutarvi se non questo.

SG: Beh, sono sicuro che tornerà utile.

Il texano chiude il fascicolo

SG: Ma il motivo per cui sono venuto è un altro.

LB: So perfettamente per quale motivo sei venuto qui, ma quello per me è più importante. Ma, se proprio lo ritieni necessario, potrai avere il tuo match.

Gates sorride rilassato

SG: Questo è quello che volevo sentire.

Gates si guarda attorno

SG: Beh, sono venuto qui con in mano una bottiglia di vino ed esco con quasi duemila pagine di dossier sui miei avversari al titolo di coppia, una title shot al titolo mondiale e mi sono pure intrattenuto bene, direi che non c'è male.

Gates si alza, prende il pacchetto dal tavolino, estrae una sigaretta e se la mette dietro l'orecchio.

SG: Grazie di tutto allora.

Il texano saluta Lucy con un cenno della testa sorridendo, poi porge la mano a Black.

SG: Venerdì faremo la storia.

Il gigante avvolge nella sua la mano di Gates.

LB: La faccio sempre.

Black si stacca e si muove verso la porta, raccogliendo un ulteriore plico.

LB: Cinquecento pagine.

SG: E queste su chi sarebbero?

LB: Miller.

Gates guarda il plico perplesso.

SG: Lo accetto, ma non credo mi servirà.

LB: Non si sa mai, amico mio. È stato un piacere. A venerdì.

Il gigante apre la porta, sorridendo da un lato. Il texano varca l'uscio, prende la sigaretta dietro l'orecchio e la accende, poi guarda Black.

SG: Il piacere è stato tutto mio. A venerdì.

Gates si allontana, mentre Black richiude la porta e sospira.

LF: Il vino non era male.

LB: Tu sei stata fantastica.

Il gigante si avvicina e bacia la ragazza.

LB: Dovremmo proprio essere fidanzati.

Lucy colpisce con un pugno Leonard, che ridacchia e la solleva di peso.

LB: Vieni, che ti preparo la cena.

Il wrestler trasporta la rossa fino in cucina, mettendola a sedere su una sedia.

LF: Galantuomo.

E mentre Black inizia a cucinare, le immagini si interrompono.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Hell's Kitchen, una inquadratura larga ci mostra le vie affollate, mentre viene ripresa di spalle Lucy Fisher, in un lungo cappotto blu.

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Gli stivali neri si fermano davanti ad un portone, poi la lottatrice estrae un telefonino dalla borsetta e compone un numero. Dopo qualche istante la persona dall'altro capo del telefono risponde.

LF: Sono qui sotto.

Dopo qualche istante la porta si apre e la ragazza si avvia dentro. Sale una rampa di scale e poi si ferma davanti ad una porta, che si apre dopo un paio di giri di chiave. Elektra Kellis con dei pantaloni da tuta felpati dal colore nero ed un maglioncino dallo stesso colore, compare sulla soglia, e Lucy la abbraccia caldamente, poi si stacca e le sorride.

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LF: Ciao El.

ELK:Ciao Lu, che bello vederti. Entra pure, posso offrirti qualcosa?

La rossa entra nell'appartamento, togliendosi il cappotto.

LF: Se non ti disturba e ce l'hai, prendo un té.

Lucinda si scosta una ciocca di capelli dal viso.

LF: Come stai?

La spartana chiude la porta spingendola col tacco del piede scalzo per poi prendere il cappotto dell'amica ed appenderlo

ELK:Ho visto di giorni migliori ma non c'è male, si tira avanti. Te? Come vanno le cose con Black?

Lucinda sorride, facendo l'occhiolino.

LF: Bene. Per adesso sembriamo una coppia da favola. In un certo senso è come me lo ero sempre immaginato.

La rossa si gratta il sopraccigli sinistro con l'indice.

LF: Ma forse sono troppo romantica io.

Elektra le sorride dolcemente

ELK:Non c'è un troppo nell'essere romantici. Sono contenta per te.

Lucy sorride.

LF: Lance come sta, invece?

La greca contrae la bocca in una smorfia

LM:Non troppo bene... Questa storia di Edwards gli ha veramente dato alla testa. Non l'avevo mai visto così, mi sono seriamente spaventata quando l'ha preso a calci. Era come un'altra persona, non era il mio Lancelot...

LF: Uomini... Vedrai che gli passera. Eddie non è un cattivo ragazzo. E Alice, invece?

ELK:Alice...

La spartana sospira

ELK:Fare da mentore ad una ragazzina è dannatamente difficile ed irritante, Lu. Come diavolo ci sei riuscita con me senza massacrarmi? Sono la persona meno qualificata in assoluto per fare questo ruolo, ed Alice non mi è neanche così simpatica.

LF: Basta sapere che tutti dobbiamo imparare. E lascia il tempo al tempo. Ti ricordo che nonostante tu sia una persona meravigliosa, sei anche una persona difficile.

Lucy accarezza con una mano i capelli della ragazza.

LF: Sono fiera di quello che stai facendo, stai migliorando. Questo è forse un test ancora più grande che Brunild. Devi prenderti delle responsabilità, di quelle gigantesche, ma ci stai riuscendo.

La ragazza di colore ridacchia per un istante.

LF: E, mal che vada, vedremo del buon wrestling.

ELK:Il test con Brunild l'ho fallito alla grande, spero di riuscire meglio in questo...

Elektra abbassa lo sguardo quando scatta all'improvviso verso la cucina

ELK:Che scema che sono, mi ero dimenticata del tuo tè. Che brava padrona di casa che sono. Te lo faccio subito.

Lucy segue la greca, appoggiandosi poi al tavolo della cucina.

LF: Non hai fallito con Brunild. Perdere non è fallire. Certo, non è bello, non è divertente e non bisogna volerlo, ma non è fallire. Hai già fatto tantissimo per la tua età, sei già uno dei punti cardine della TWC, hai tenuto in spalla due titoli mondiali in contemporanea. Sei una lottatrice fantastica e una bella persona. Non ti preoccupare per quel match. E hai visto anche Brunild come ti ha guardato. Non riserva quello sguardo a tutti. È più di quanto molte possano dire di avere ottenuto.

La americana si tocca il naso.

LF: Insomma, hai battuto anche me. Non è una cosa di cui tutti possano vantarsi. Non voglio vederti giù, chiaro?

Elektra ride leggermente

ELK:Sì, signora! A proposito di Brunild: come ti senti per il match?

LF: Mi sto allenando come non mai. Se voglio avere una possibilità di vincere devo essere concentrata e al top della forma. E poi devo concentrarmi solo su quello.

La rossa sospira.

LF: Il mio problema sarà evitare le sottomissioni al braccio. Se riesco a rimanere fuori da quelle dovrei essere capace di batterla.

ELK:Sì, se ti chiude lì dentro è la fine. Ne so qualcosa.

Elektra ruota il braccio con una smorfia sul volto

ELK:Ho visto che è tornata a farsi sentire Viola.

La greca rivolge uno sguardo pieno d'apprensione verso la rossa quando fischia il bollitore del tè. La mora scosta il bollitore dal fornello e vi mette una bustina di tè ad infondere per poi salire col sedere sul mobile del fornello e rivolgersi verso l'amica

ELK:Come ti senti? Tutto apposto?

Lucy rimane in silenzio per un secondo.

LF: Mi fidavo di lei. Più di me stessa.

La rossa stringe una mano a pugno.

LF: Ed ora devo sopportare che mi tratti così.

Elektra balza giù dal mobile e versa il tè dentro ad una tazza per poi porgerla verso Lucy e passarle una mano sulla spalla

ELK:Vedrai che andrà tutto per il meglio. Spero che vederla riempita di mazzate da Brunild aiuti a risollevare il tuo morale.

La Fisher prendere la tazza e sorride, per poi bere un sorso.

LF: Non so. Vorrei tanto non fosse successo nulla fra noi. Non riesco ad essere contenta per quello che le è successo.

Elektra le sorride

ELK:Tu hai un solo difetto: sei troppo gentile. Se al mondo ci fossero più Lucy Fisher sarebbe un posto migliore.

Lucy ridacchia.

LF: Possibile. Probabilmente ci sarebbe anche più concorrenza.

La spartana ridacchia a sua volta

ELK:E' un prezzo che varrebbe la pena pagare.

Lucy sorride.

LF: Dai, meglio un mondo con le sue unicità. Magari non ci saremmo mai incontrate in un altro mondo.

ELK:Allora mi accontento, su.

La rossa sorride.

LF: Senti, venendo in qua ho visto un vestito favoloso. Non so se sei tipa da shopping, ma mi farebbe piacere farmi accompagnare da qualcuno.

ELK:Sarò anche una sociopatica ma rimango pur sempre donna. Vengo con piacere! Prendo la giacca e vengo.

La mora si sposta verso il soggiorno seguita dall'amica e le immagini staccano


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Re: TWC - News from Indoor War
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Girls

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I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Ci troviamo nel backstage dell'odierna puntata di FWP Breaking Point. Appoggiato ad un muro troviamo Chris Drake intento a vedere il main event tra Devil Antonius e Finn Wheelan.

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The Predator è molto attento a studiare i movimenti del FWP World Wrestling Champion, ma ecco che qualcuno bussa alla sua spalla. Il wrestler si volta notando la presenza di un'accigliata Luisa Mirada.

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C.Drake: Hola!

Luisa: Posso dirte che le tue parole sono state muy volgari e inappropriate?

C.Drake: Va be' mi servivano per scollarmi quel coglione di Aleki. Mica te la sarai presa?

Luisa: Un po' sì.

Chris sorride.

C.Drake: Scusami allora, però c'è da dire che un po' te la sei cercata.

Luisa: Perché?!

C.Drake: Beh perché persino un Andy Moon, uno spastico per intenderci, avrebbe capito che la tua aggressione ad Alice Angel è stata orchestrata da Samantha in modo da non avere impedimenti per il suo ritorno ad Indoor War. Scusa Luisa, ma come mai hai aiutato quei tre che nella premiere di Breaking Point volevano spaccarti il collo?

Luisa: C'eri anche te tra quelli che volevano spaccarmi il collo.

C.Drake: Quello era Dragon Drake, nulla a che vedere con The Predator. Comunque non hai risposto alla mia domanda.

La messicana arrossisce ed abbassa la testa.

Luisa: E che non me la sto passando muy bene. Ultimamente ho perso tante luchas e se non mi verrà rinnovato il contratto con la FWP sarò costretta a tornare in Mexico visto che non tengo un lavoro.

C.Drake: Ciò non spiega il favore che hai fatto a quella nana bionda.

Luisa: Lei mi ha promesso che me aiuterà per far rinnovare il contratto da Miss Fortuna, y yo ho accettato questa proposta.

Chris scuote la testa.

C.Drake: Quanto sei ingenua Luisa. Purtroppo per te Samantha non ti aiuterà con Rachel, probabilmente si è già scordata della promessa fatta. La nana bionda è una bugiarda patologica e pur di aver strada spianata per raggiungere i suoi piani prometterebbe di tutto. Mi dispiace Luisa.

Gli occhi della ragazza diventano lucidi ed ora abbassa lo sguardo per nascondere le sue emozioni a Chris. Il Woodbury Made mette una dito sul mento di Luisa rialzandole la testa e guardarla negli occhi.

C.Drake: Il tuo è stato un'errore in buona fede Luisa, so che non sei una stronza come Samantha. Vedrò io se potrò far qualcosa con Rachel, ma ricorda che la prima a dover far qualcosa devi essere tu. Dimostra al managment che tu meriti di star qui e vedrai che il rinnovo contrattuale e conseguente visto lavorativo verranno da soli.

La ragazza finalmente sorride.

Luisa: Gracias Chris.

Mr. TWD fa l'occhiolino verso la ragazza, ma ecco che un applauso attira l'attenzione dei due che si voltano verso la fonte del suddetto applauso trovando Alexandra.

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Alexandra: Complimenti per il discorso emozionante Luisa, ma forse è meglio che torni in Messico visto che l'highlight nella tua carriera qui in America è il calcio che ti ho rifilato al mio debutto.

La messicana osserva con sguardo duro Alexandra.

Alexandra: Se non sei d'accordo perché non provi a smentirmi? Al prossimo Breaking Point io e te sul ring, così vediamo se vali davvero qualcosa o se si può rispedirti tranquillamente in Messico.

C.Drake: Ho un'idea migliore Alexandra. Perché non facciamo un bel mixed tag team match tra me e Luisa contro te e Maivia? Aleki sicuro non disdegnerà vista la voglia di vendetta che ha dopo la lezione che gli ho impartito stasera, e tu mi sembri abbastanza tosta da non rifiutare una sfida del genere.

La messicana annuisce soddisfatta mentre Alexandra appare interdetta.

C.Drake: Coraggio Alexandra, non avrai mica paura? Ti giuro che se ci dovessimo trovare nel ring contemporaneamente darò il cambio a Luisa e non ti toccherò. Promesso.

Chris sorride.

Alexandra: E sia! E non preoccuparti Chris che se ci troveremo nel ring io e te insieme sarò io a prenderti a calci nel culo.

The Predator sorride in maniera beffarda.

C.Drake: Vedremo. Luisa, puoi lasciarci un attimo da soli?

Luisa: Ok Chris. Ci vediamo, e gracias per il tuo aiuto.

La messicana si allontana lasciando da soli Chris ed Alexandra.

C.Drake: Voglio proprio vedere come te la cavi a fare squadra con quelli che dovresti combattere.

Alexandra: Come scusa?

La ragazza è interdetta.

C.Drake: Per tua sfortuna dopo Glorious Revolution sono stato in un coma che mi ha permesso di rivivere gran parte della mia vita e so esattamente chi sei, cosa stai facendo qui e chi ti manda.

La donna conosciuta come A. osserva spiazzata Chris.

C.Drake: Ma tranquilla, sono dalla vostra parte. Ed a proposito, grazie sia per quella volta quando ero un ragazzo e sia qualche mese fa. Mi hai salvato il culo.

Alexandra: I-Io... N-Non so di cosa parli...

Chris sbuffa.

C.Drake: Devi lavorare sull'improvvisazione in queste situazioni, sei in territorio nemico dopotutto. Salutami tuo fratello.

The Predator fa l'occhiolino e si volta per andarsene, ma Alexandra lo blocca per un braccio.

Alexandra: Scusami, ma se sai tutto perché mi hai messo in questa situazione con Maivia?

C.Drake: Almeno chi ti comanda la smette di invadermi la privacy. Eh eh eh, quando lo dirò a C si incazzerà di brutto!

Alexandra: Sai di essere un coglione vero?

C.Drake: Sì, e ne sono fiero.

Chris sorride nuovamente ed ora la sua attenzione viene catturata dal monitor dove vediamo Dixon e Maivia che stanno aggredendo Devil Antonius e Finn Wheelan.

C.Drake: In bocca al lupo nel collaborare con questi tizi, eh eh eh...

Ed ecco che dall'arena sentiamo risuonare la theme song di Samantha Hart.

C.Drake: Bene, ora devo andare. Ho una cosa da fare ed è meglio farla ora che quei tre rompi cazzo sono impegnati nel ring.

The Predator se ne va lasciando sola una preoccupata Alexandra. Seguiamo Chris che ora raggiunge l'ufficio della Chairwoman Rachel Fortuna per poi bussare ed entrare.

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All'interno dell'ufficio troviamo Rachel Fortuna seduta alla sua scrivania che sta guardando anch'ella il main event della puntata tramite un monitor. Non appena vede il fratello Rachel alza lo sguardo puntandolo su di lui e mostrando un sorriso.

C.Drake: Rach!

Rachel: Ehi Chris!

I due si scambiano un sorriso e poi Chris va a raggiungere la sorella ponendosi in piedi di fianco a lei.

C.Drake: Devo dirti una cosa.

Rachel: Ok, aspetta che finisca di parlare Samantha e che la diretta si chiuda e parliamo.

C.Drake: No Rachel, è una cosa che riguarda Franklin Dixon e non vorrei essere interrotto da loro. Per questo che sono venuto solo ora.

Miss Fortuna assume uno sguardo serio ed abbassa il volume al monitor per poi alzarsi ed osservare il fratello.

Rachel: Hai la mia attenzione.

C.Drake: In pratica quel coglione si è presentato a casa mia iniziando ad accusarmi di essere in combutta con Alisa contro di te e contro l'Ordine di Fortuna, e pur di estrapolarmi informazioni inesistenti mi ha provocato rivangando i suoi trascorsi sessuali con Alisa. Lì non ci ho visto più e l'ho colpito con un pugno.

Rachel: E perché mai lo avresti fatto?

C.Drake: In primis perché mi è venuto a rompere i coglioni mentre mi stavo facendo i cazzi miei, poi perché come ti ho detto in passato io non voglio aver niente a che fare con queste storie extra wrestling ed infine perché Alisa è pur sempre mia sorella, e nessuno all'infuori di essa può parlare male della mia famiglia. Avesse detto qualcosa del genere su di te gli avrei strappato i coglioni e glieli avrei fatti mangiare!

La CEO delle Fortuna Industries annuisce mentre mostra un leggero sorriso.

Rachel: Come immaginavo.

C.Drake: Cosa?

Rachel: Dixon ha preso un abbaglio. Lui mi ha riferito di questo vostro incontro ed io non ho voluto credergli che nascondevi qualcosa. Ho fatto bene, e tu hai fatto bene a riferirmi tutto Chris.

C.Drake: Beh il nostro rapporto ha avuto molti bassi e pochi alti, ed ora che le cose stanno andando bene non posso permettere che le supposizioni errate di uno che c'è l'ha con me rovinino tutto. Ora che ti ho ritrovata non permetterò a nessuno di portarti via nuovamente, ne Franklin, ne Samantha, ne Alisa e ne nessun altro!

Miss Fortuna ora mostra un sorriso completo, ricambiato dal fratello.

Rachel: Sei davvero cambiato Chris, ed in meglio aggiungerei.

C.Drake: Grazie sorellona. Io ora vado, questa settimana devo concentrarmi sugli allenamenti visto che Alpha Horizon si avvicina.

Rachel: Ok fratellino, in bocca al lupo.

C.Drake: Crepi il lupo.

The Predator fa l'occhiolino verso la sorella e si incammina verso l'uscita dell'ufficio, ma ecco che Rachel lo blocca per un braccio e gli stampa un bacio sulla guancia.

Rachel: Ciao Chris.

La ragazza arrossisce lievemente mentre Chris sorride sorpreso.

C.Drake: Ciao Rachel.

Chris fa per uscire ma si blocca nuovamente.

C.Drake: Ah! Per il prossimo Breaking Point combatterò in coppia con Luisa Mirada contro Maivia ed Alexandra. La messicana non se la passa molto bene, e magari quando si tratterà di rinnovarle in contratto prova ad andarle incontro, infondo lei sta vivendo il sogno americano e mi dispiacerebbe se le verrebbe strappato via.

Rachel: Vedrò cosa posso fare.

I due si scambiano un altro sorriso e poi il wrestler esce dall'ufficio. Una volta fuori si appoggia ad un muro e sbuffa.

C.Drake: Che fatica 'ste donne...

Chris scrolla le spalle per poi avviarsi verso l'uscita del Sap Center.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
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BEHIND THE GATES
LIFE, NOT YET DEATH AND (MAYBE) MIRACLES OF SHAWN GATES


12/12/2011- San Antonio


Ci troviamo nello studio di uno psicologo. Lo studio è spazioso, dalla finestra entra la luce del sole pomeridiano che illumina i volti dei due uomini presenti nella stanza.

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Uno di loro è disteso su un lettino, l'altro invece è seduto su una poltrona poco lontano. L'uomo sul lettino è vestito con abiti larghi, leggermente sporchi e trasandati, ha una lunga barba e dei lunghi capelli. L'uomo sulla poltrona indossa una giacca marrone, cravatta a scacchi, camicia bianca, pantaloni marroni, scarpe nere, in mano un taccuino.

??: Allora Shawn, vuoi parlare di quello che è successo negli ultimi mesi?

SG: Veramente no Doc, sono venuto qua solo perché non avevo niente di meglio da fare e la visita era già coperta dall'assicurazione, e il lettino è comodo.

DOC: Chiusura, leggera ostilità, apatia..

SG: Che c'è, stai facendo uno di quei magheggi da strizzacervelli?

DOC: Facciamo così, io ti faccio stendere nel mio studio quanto vuoi, nonostante la puzza che lascerai qua dentro, e tu mi fai fare il mio lavoro. E solo una chiacchierata, non vederla come la seduta da un analista.

SG: Va bene, però devo fumare.

Il texano estrae una sigaretta dal taschino, la mette in bocca e la accende, il dottore lo guarda leggermente stizzito.

DOC: Dicevamo: raccontami cos'è successo negli ultimi mesi della tua vita, se sei qui è sicuramente per qualcosa che è successo in questo lasso di tempo.

SG: Lei non segue il wrestling, Doc?

DOC: No. Puoi chiamarmi Bill comunque.

SG: Nah, mi piace Doc. Mai sentito parlare di TWNA?

DOC: Suona familiare.

Tiro di sigaretta.

SG: Ero un wrestler, lì in quella federazione, ero in piena ascesa. In piena ascesa cazzo. Ero praticamente imbattuto, ero a capo di una stable dominante e avevo battuto una delle superstar più forti della federazione in un Hell in a Cell, che sarebbe il match con la gabbia. Ero una star cazzo, la gente mi adorava, certo, a volte dovevo fare delle cose stupide, qualcuno avrebbe detto di me che non ero nient'altro che un buffone, ma cazzo, ero davvero bravo in quello che facevo.

DOC: E poi?

SG: Poi vennero la sconfitta, l'umiliazione, il dolore, l'infortunio, il ritiro. La mia vita era stata buttata nel cesso. Mi avevano detto che era finita, ma forse una possibilità c'era. Dopo due operazioni in tre mesi i medici hanno espresso un responso chiarissimo: mai più wrestling, a meno di miracoli. La compagnia per lavarsene le mani delle mie condizioni fisiche mi ha dato una buonuscita in denaro equivalente ad un anno di stipendio e mi ha fatto firmare un contratto per delle apparizioni occasionali come personaggio extraring, non sono soldoni, ma ora che non sono più una superstar aiuteranno a pagare il mutuo, in più si è offerta di pagare delle visite psicologiche, si dice così, vero? Non mi importa molto. Insomma si è offerta di pagare sedute come queste, credo abbiano detto quattro sedute al mese per sei mesi, o qualcosa del genere. Così stamattina mi sono alzato dal letto coi consueti dolori del cazzo, ho accompagnato mio figlio a scuola, ho comprato le sigarette, ho comprato una bottiglia di Jack Daniels, ne ho bevuta mezza, ho mangiato un rotolone alla cannella al caffè vicino la scuola di mio figlio, ho smaltito la sbronza, ho fumato una sigaretta, ho preso mio figlio a scuola, siamo andati a mangiare un hot dog, l'ho accompagnato da un amico e tornando ho deciso di venire qui per passare un paio d'ore.

DOC: Le tue giornate sono tutte così?

SG: A volte bevo di più.

Tiro di sigaretta.

DOC: Quanti anni ha tuo figlio?

SG: Dodici, quasi tredici.

Doc scrive qualcosa sul taccuino.

DOC: Come mai hai deciso di fare il wrestler?

SG: Bella domanda Doc. Sono stato un fan di wrestling sin da piccolo. Mio padre era stato un wrestler, ma io sono nato tardi, quindi l'ho visto solo allenare, mai combattere. Era una sorta di star delle indies texane, il che non vuol dire praticamente niente. Gestiva una palestra non molto frequentata. Anche suo padre era stato un wrestler. Mai sentito parlare di "Sheriff"Johnny Gates?

Doc scuote la testa.

SG: Una rivista specializzata l'ha definito il più grande wrestler texano degli anni cinquanta. Il che, di nuovo, non vuol dire praticamente nulla. Ad ogni modo, stavo dicendo, mio padre gestiva una palestra, era un uomo pieno di rimpianti lui, voleva essere una stella del wrestling, ma non aveva i contatti ed era disposto a spostarsi dal suo amato Texas solo se avessero sborsato parecchi quattrini, così quando i muscoli lasciarono spazio alla pancia da birra decise di usare dei risparmi per aprire la cazzo di palestra. Era un allenatore di merda. Allenava esattamente come faceva il genitore. Punizioni fisiche, aggressioni verbali, alte pretese, tolleranza zero. Non fu una sorpresa quando otto anni fa, ormai in bancarotta, solo e disperato decise di farla finita con un colpo di Smith&Wesson dritto nella tempia.

Doc scrive qualcosa sul taccuino.

DOC: Mi dispiace molto.

SG: Tranquillo Doc, non mi importa più di tanto. Anzi, a dirla tutta lo odiavo quel bastardo.

Rumore di penna che scorre su un taccuino.

DOC: E il rapporto con tua madre invece?

SG: Non ho molti ricordi di lei. Ma ce n'è uno in particolare. Avevo quattro o cinque anni. Era notte fonda, sentì la porta di casa aprirsi, poi chiudersi. Non ci feci molto caso, forse era solo mio padre che stava andando a bere. Giusto? Sbagliato. La mattina dopo mi alzai presto, era estate, mi alzavo sempre presto d'estate per vedere l'alba. Quella mattina mentre uscivo in giardino vidi sul tavolo della cucina una lettera. C'era scritto: A Shawn. Sapevo leggere a malapena, ma capì tutto. Lui la picchiava, lo sapevo perchè una volta lo avevo visto: mia madre picchiata da mio padre. Mi bastò leggere una sola parola: Scappare. Avevo realizzato tutto, fu un attimo, un fulmine. Mi misi in giardino e piansi, piansi, piansi e piansi ancora. Poi arrivò l'alba e smisi di piangere. Mia madre stava bene, stava meglio, non c'era motivo di piangere. Anzi, c'era: sarei dovuto stare da solo con mio padre. Ma me la sarei cavata.

Penna sul taccuino di Doc, tiro di sigaretta di Gates.

DOC: Andiamo avanti. Diciamo all'adolescenza.

SG: Bei tempi cazzo. A scuola ero bravo, ma odiavo stare alle loro regole. Sapevo tutto, ma non mi andava di essere una capra nel gregge. Qualcuno mi avrebbe potuto definire come il classico adolescente incazzato. Persi la verginità a tredici anni con una ragazza più grande, si chiamava Claire, aveva sedici anni, la stessa notte mi offrì la mia prima sigaretta, un vizio che, tra alti e bassi, mi porto dietro ancora adesso. Avevo una buona media a scuola. Non studiavo molto, semplicemente sapevo le cose ed ero abbastanza furbo da prendere tutti i giro, purtroppo persi un anno per una rissa col professore di Storia: dopo che gli tirai l'ennesima pallina di carta in testa mi disse che ero un figlio di puttana. Costola incrinata lui, qualche graffio e un anno buttato nel cesso io. Avevo quindici anni, volevo andare al college ma non c'erano i soldi e l'unico modo per andarci era vincere una borsa di studio che l'università di San Antonio metteva in palio ogni anno nella mia scuola. La scuola era piccola, io credo fossi uno dei ragazzi con la media più alta, ma il voto di condotta e la bocciatura, insieme all'ostruzionismo del professore di storia mi avrebbero dovuto impedire la vittoria della borsa di studio. Non fu così. L'anno successivo mi scopai la figlia del professore di storia e la tipa si fece scattare delle foto nuda, sviluppai i rullini e minacciai il prof di distribuire quelle foto per tutta San Antonio se non avesse smesso di cercare di impedire l'assegnamento della borsa di studio al sottoscritto. Un anno dopo ero al college a studiare fisica. Ma non studiai per molto. Dopo il primo anno conobbi una ragazza, Judith, e mi innamorai pazzamente di lei. Eravamo insieme da un anno e non ne avevo più voluto sapere di studiare. Mi interessava solo lei. Restò in cinta a diciannove anni, e nove mesi dopo nacque Jimmy, mio figlio. Addio università. Ci trasferimmo in un monolocale in periferia e andammo a vivere insieme, non ci interessava di niente, se non di noi e di Jimmy. Facevo il barman per campare. Jimmy aveva un anno quando Judith morì in un incidente d'auto. Il mondo mi era crollato addosso. Lasciai Jimmy davanti la porta di un orfanotrofio e decisi di partire. Non sapevo per dove, avevo bisogno di andarmene. Viaggiavo in autostop, fu un avventura lunga un anno. Nonostante ciò la rabbia per ciò che la vita mi aveva tolto non si era mai del tutto sopita, e fu così che si risvegliò il gene Gates. Di giorno in giorno il mio desiderio di combattere divenne sempre più forte, divenne irreprimibile. Chiesi a mio padre di allenarmi ma disse che non avrebbe mai permesso che io diventassi un fallito come lui, cercò di obbligarmi a rinunciare. Lo mandai affanculo. Anni di gavetta ed arrivai in TWNA. Il resto è storia.

La sigaretta, bruciando, ha lasciato solo un altissima colonna di cenere, che Gates scrolla sul pavimento, il taccuino del Doc, nel frattempo, si è praticamente consumato.

DOC: E adesso?

SG: Mi abbandono ad una lenta attesa della morte, mentre cerco di tirare su mio figlio Jimmy, che ancora non mi riconosce come padre, come biasimarlo: ci siamo ritrovati da si e no sei mesi.

DOC: Hai trentadue anni.

SG: E' come se ne avessi sessanta.

DOC: Non c'è niente che vuoi fare nella tua vita?

SG: Volevo vincere il titolo mondiale, ma servirà quello che i medici chiamano un miracolo per tornare a lottare. E non credo in Dio, figuriamoci nei miracoli.

DOC: A volte la vita ti apre delle porte che non immagineresti mai, a volta la vita ti da una seconda chance.

SG: Non credo sia una di quelle volte.

DOC: Prova ad immaginare che lo sia. Cosa vorresti fare?

SG: Entrare nell'albo d'oro.

DOC: Dev'esserci qualcos'altro.

SG: No, è davvero l'unica cosa che mi interessa. Ma ormai è finita, quindi non c'è proprio niente che mi interessi.

DOC: Beh allora combatti, i miracoli esistono Shawn. Magari tu li chiami con un nome diverso, ma esistono. Ci vorrebbe un miracolo per rimetterti in sesto? Fallo tu il miracolo.

SG: La medicina non funziona così Doc, quello che è rotto, è rotto per sempre. Il sogno del titolo mondiale è andato via, per sempre.

Le immagini lentamente sfumano, mentre il dottore annota qualcos'altro sul taccuino.


Ultima modifica di hbkbestfan il 26/02/2016, 12:13, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
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This week on TWC Friday Night Indoor War! Un gigantesco Difensore della Natura a caccia di rivincite, sfida il brutale Mastino della Baviera in un'inedita e spettacolare Arm Wrestling Challenge che farà da antipasto al loro attesissimo Showdown che si terrà a TWC Alpha Horizon. Ultraman, il Paladino della Natura vs. Gunther Schmidt, il Brutal Crow della Bruderschaft Der Krahe Incorporated. Arm Wrestling Challenge. Questo venerdì. Only on Friday Night Indoor War. Stay tuned!


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Re: TWC - News from Indoor War
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Re: TWC - News from Indoor War
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Breaking News: Richard Rossen sarà presente ad Indoor War!


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Il milionario Richard Samuel Rossen, erede della ricca famiglia Rossen e fratello di sangue del lottatore della TWC Vincent Cross, aka Reginald Smithsonian Rossen, ha annunciato la sua presenza nella puntata di Indoor War precedente Alpha Horizon! L'imprenditore si sarebbe incontrato con Virgil Brown in persona, ma non si di che cosa i due avrebbero discusso. Ma certamente la sua presenza coinvolgerà anche il suo alleato Simon B. e il suo odiato fratello. Scopriremo di che si tratta solo guardando Indoor War!


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Re: TWC - News from Indoor War
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I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


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???: ... è stato anche più inutile del previsto!

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Le immagini, che ci hanno portato nell'appartamento newyorchese di Jack Keenan, vanno a cogliere il Pain Deliverer nel mezzo di quella che pare una discussione. Keenan, con le vene del collo piuttosto in evidenza, sta camminando in cerchio, torturandosi i capelli con una mano.

???: Non è stato affatto inutile. Anzi. Se ne capissi qualcosa di strategia, lo sapresti.

La voce del suo interlocutore viene da un altro angolo della stanza. La telecamera si sposta verso quel particolare angolo e va a riprendere il misterioso Quill, seduto su una poltrona, in una posizione apparentemente rilassata.

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Keenan: Spiegami tutta l'utilità di attaccare anche Murphy, allora, brillante stratega.

Quill: Per la centesima volta, intendi dire?

Keenan: Perchè no, se le ultime 99 non mi hanno convinto?

Quill: Non ti hanno convinto? Ti ricordo che hai accettato tu di seguire la mia strategia, evidentemente prima di Indoor War ti aveva convinto.

Il vecchio sbuffa, alzando gli occhi al soffitto.

Quill: Una strategia così semplice che chiunque altro ci avrebbe pensato sin dall'inizio. Chiamare fuori Carroll. Provocarlo. Sfidarlo. Se avesse accettato, batterlo. Se non avesse accettato, valutare la situazione, aspettare che lui avesse lanciato la sua sfida - il che era anche più prevedibile del risultato dello Hudson River match - e attaccare lui e chiunque vi avesse risposto. Che ad averla accettata sia stato un suo vecchio amico è stato semplicemente un valore aggiunto.

Keenan: Resta il fatto che non ha portato nessun vantaggio. Questa è la mia definizione di "inutile".

Quill: Ha attirato ancora di più l'attenzione di Carroll.

Keenan: Per quello, sarebbe bastato attaccare lui.

Quill: Ha reso le cose sempre più personali.

Keenan: Di nuovo, anche per questo sarebbe stato sufficiente l'attacco a Carroll.

Quill: Ti ha permesso di lanciare un messaggio: chiunque si metta di mezzo, dovrà passare sopra di te.

Keenan: Wow, un messaggio forte e chiaro, ora sono pronto per girare il prossimo Terminator.

Il Pain Incarnate sospira, scuotendo la testa.

Keenan: Andiamo, l'unica ragione per cui valeva la pena attaccare quel Murphy era il fatto che era vicino a Carroll quando ho fatto la mia mossa. Cosa vuoi che me ne importa se sia il suo amichetto del cuore, la sua balia d'infanzia o il suo peluche preferito. Anzi, in questo modo ho attirato su di me la attenzione di una persona di cui non mi interessa assolutamente nulla - non che la cosa mi spaventi, ma è fottutamente inutile - e addirittura alcuni sono arrivati ad accusarmi di razzismo - pure di essere un mafioso, peraltro - su Twitter per aver attaccato una persona di colore senza motivo... solo perchè sono della Georgia, diamine.

Quill sbuffa, ridacchiando sotto i baffi.

Quill: Suvvia, Jack, hai detto abbastanza cazzate per una vita intera, figurati per una serata. Vuoi sapere quello che penso davvero? Io penso che la cosa ti dia fastidio perchè hai attaccato una persona contro cui, per quanto ti riguarda, non avevi nulla... anzi, se vogliamo dirla a modo tuo, un innocente.

Quill ride sempre più fragorosamente, scivolando lungo il cuscino del divano. Tutto ad un tratto si alza, di scatto, e va faccia a faccia con Keenan.

Quill: E' questo, non è così? Pazzesco... sei patetico, Jack. E tu dovresti essere il Pain Deliverer, Jack Keenan? Colui che dopo aver colpito un Nolan un po' meno inadatto non riesce a dormire tranquillo per una settimana?

Il vecchio va ora a cercare il contatto con Keenan, fronte contro fronte: poi, di scatto, sposta la testa di lato e sputa, centrando un piatto sul tavolino lì vicino.

Quill: Da giorni il TWC Universe parla del tuo attacco senza scrupoli a Carroll e Murphy... cosa direbbero se ti vedessero adesso? Vedi, Jack, non stai facendo altro che dimostrare quello che continuo a dirti. Vuoi davvero essere migliore di Carroll? Vuoi davvero essere il migliore? Allora concentrati solo su quello: abbandona Cross e i piccoli intrighi della famiglia Rossen, abbandona i sensi di colpa per quello che hai fatto a Murphy e per tutto quello che farai, abbandona qualsiasi insegnamento del paparino e qualunque altra cosa che ti fa solo e soltanto da ostacolo... solo così potrai essere davvero quello che vuoi.

Keenan chiude gli occhi, respirando lentamente, poi scuote la testa.

Keenan: Io non sono quello che tu vuoi, nè lo sarò. Io sono quello che io dico di essere.

Quill: E' sempre divertente vedere come neghi l'evidenza. O forse ti illudi davvero che sia così, il che sarebbe ancora più adorabile. Beh, un po' di sana realtà non ti farà male. Guarda dove sei ora, ragazzo: bene, fino a quando non ti arrenderai al fatto che non puoi essere il paladino dei diritti e contemporaneamente il Pain Deliverer, goditi il panorama, perchè non ti muoverai da qui. Sai cosa ti dico? Forse Carroll è davvero migliore di te. Lui riesce a coniugare l'ingegnere e il wrestler, perchè fa tutto parte della sua natura; tu, invece, non fai altro che negare la tua. Beh, ascoltami bene: fino a quando non te lo ficcherai bene in testa, non riuscirai mai ad arrivare dove vuoi. Anzi, ti dirò di più: finchè non mi darai ascolto, non sarai mai migliore di Carroll e non riuscirai mai a sconfigger...

Keenan: BASTA!

Con un movimento rapidissimo, quasi impercettibile, Keenan afferra una sedia e la scaglia contro Quill. Il vecchio, pur essendo a pochi centimetri di distanza, riesce ad abbassarsi appena in tempo e la sedia, due gambe della quale si spezzano, colpisce solo il pavimento.

Keenan: Fuori da casa mia, o chiamo il Tribunale seduta stante. FUORI DI QUI!

Quill, rialzandosi lentamente, scoppia in una risata rauca.

Quill: Va bene, va bene: se è così che vuoi che vada, non vedo perchè oppormi. Hai deciso di imparare la lezione sulla tua pelle: mi sta bene.

Il vecchio afferra una giacca logora e, mettendosela sulle spalle, si avvia verso la porta.

Quill: Quando non potrai fare altro che riconoscere che ho ragione, sarò disposto ad ascoltare le tue scuse. Il mio numero lo hai.

La porta si chiude, con un gran tonfo. Cala il silenzio, nell'appartamento rimane solo Keenan. L'avvocato rimane immobile, senza aprire bocca, per qualche istante, lo sguardo fisso sulla sedia in frantumi: poi, di scatto, colpisce una delle gambe con un calcio e si gira, verso il soggiorno. Su questa immagine il video si chiude.


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Re: TWC - News from Indoor War
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"Nell'odierno episodio di Friday Night Indoor War, che avrà luogo all'interno del Manhattan Center di New York e che sarà l'ultima puntata prima del prossimo special event della TWC, Alpha Horizon, Fred e Sean Morgan, i due membri del Dawn of the Empire, presenteranno il primo numero del loro nuovo talk show, "Vox Nostri Vox Dei", l'unico show dove si parla della realtà senza ipocrisie e in modo politicamente scorretto, non mancate!


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Freedom - Good & Evil: Episode 3
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Staples Center. All'interno del celebre palazzetto sportivo si sta svolgendo il secondo special event della TWC, Night of Gold. Si tratta della notte più importante dell'anno, quella durante la quale sarà incoronato il primo campione del mondo dei pesi massimi della Total Wrestling Corporation. Accompagnato dal suo fedele manager, nonché migliore amico, Mr. Fox Olon, "The German Superman" Fred sta camminando lungo uno dei corridoi, dirigendosi verso l'accesso all'arena. Il suo sguardo è sicuro, la testa rivolta verso l'alto. Alla sua destra il New York Guy lo osserva continuamente, sorride, annuisce, entrambi si scambiano sguardi di complicità. A breve comincerà la prima semifinale del TWC World Heavyweight Championship Tournament, che vedrà il tedesco combattere contro un suo compatriota, nonché alleato all'interno della FOX's Army, Sigfried Jaeger. Le settimane che hanno preceduto questo inatteso scontro, sono state cariche di tensione, nonostante sia "The Captain" sia il presidente della TWC abbiano costantemente assicurato che, indipendentemente dal risultato di questo incontro, non sarebbe stata a rischio la stabilità all'interno della FOX's Army. In pochi ci hanno creduto e ci credono tutt'ora, nemmeno lo stesso Sigfried ci crede, ma non importa, perché sia per Fred sia per Mr. Fox Olon l'unica cosa che conta è che vinca l'uomo giusto cosicché possa andare in finale e, infine, conquistare il titolo assoluto, l'oggetto dei desideri, che avrebbe garantito ai due il pieno controllo della federazione. Quando ormai sono quasi giunti all'accesso all'arena, li vediamo ridacchiare e chiacchierare amichevolmente, forse per tranquillizzarsi a vicenda o forse perché, in realtà, non c'è nessun pericolo reale da temere.

FO: Fred, ti ho mai parlato di mio figlio?

Ecco che improvvisamente, giunta inaspettata questa domanda, il tedesco si ferma, volgendo uno sguardo perplesso al suo manager.

FF: Non pensavo che tu avessi un figlio...

Fox ridacchia, Fred è ancora più perplesso.

FO: Appunto.

Segue una pausa silenzio, dopodiché il New York Guy prosegue, seguito poi dal suo assistito, ancora non del tutto convinto, successivamente, però, la sua perplessità scompare e sul suo volto compare un ingenuo sorriso...

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26/02/2016
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Rikers Island


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"The Captain" Fred si trova seduto su quel gelido e sottile tavolo di metallo, ormai divenutogli tristemente familiare. Sul suo volto c'è un sorriso, non molto rassicurante o sincero, che rivolge verso il suo interlocutore, che gli siede davanti.

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Mac Hawkes osserva il tedesco, sul suo volto non compare alcun sorriso, la barba è incolta, i capelli lunghi, sempre più lunghi. Gli occhi sono lucidi, ma questa volta nessuna lacrima riga le guance, guance sempre più magre e assottigliate. Fred, seppur con difficoltà, cerca di mantenere quel suo sorriso poco convincente.

FF: Fra due settimane per me sarà una giornata molto speciale, Mac.

Mac rimane in silenzio.

FF: Fra due settimane, insieme a Sean combatterò un match molto importante. In palio ci saranno i titoli di campioni di coppia del mondo, e indovina dove si svolgerà l'incontro.

Mac muove la testa.

FF: Al Madison Square Garden. Sì, proprio lì! Te lo ricordi, amico? Ovviamente, come si fa a dimenticare cosa è successo quel giorno. Fantastico! Quello è stato il giorno più bello della mia vita, ma la cosa più bella è stata condividerlo col mio migliore amico.

Fred si ammutolisce, alzando al cielo lo sguardo, Mac chiude e apre più volte le palpebre rapidamente.

FF: Non me lo scorderò mai. La gente pensa che io sia un tipo freddo, insensibile, forse solo perché vengo dalla Germania, non lo so. In realtà tu mi conosci e sai bene che sono tutt'altra persone. Infatti, ogni volta che ricordo quel giorno, mi è difficile trattenere le lacrime. Che bello!

Fred osserva ora Mac, con gli occhi quasi lucidi.

FF: E fra due settimane si ritornerà al Garden. Non ci sarà spazio per i vecchi ricordi. Non ci sarà tempo per commuoversi. Non hai idea di quanto sia stato estenuante quest'ultimo periodo: tutto quel tempo speso per parlare, parlare...non ce la facevo più, poi non è il massimo quando al tuo fianco c'è un tipo così taciturno come Sean. Intendiamoci, adoro Sean, lo considero un fratello, lo sai bene, siamo simili in molte cose, però abbiamo caratteri diversi, lui è uno schivo, chiuso, germanico, forse. Comunque, ne ho le palle piene di stare lì attaccato al microfono, considerando poi che ci tocca avere a che fare con gente che si comporta con le tre scimmiette sagge, "non vedono, non sentono, non parlano". Non li sopporto. Mi faccio un culo così sul ring, sputo sangue, mi spacco la schiena, e loro sono sempre lì, pronti a fischiarmi, insensibili, irrispettosi. Che cosa ho fatto io a loro? Ho fatto qualcosa alle loro mogli o ai loro figli? No, non capisco, davvero. E poi fanno il tifo per gente con Shawn Gates. Un cattivo esempio, uno che ha avuto tutto nella vita, tutto: una famiglia, una casa lussuosa, soldi...e guarda come si è ridotto. Quanto odio chi si droga. Per me i drogati andrebbero presi e sbattuti in cella, chiuderei la chiave e la butterei via, giù, nell'Hudson, nell'oceano. Persone povere, qui.

Fred si tocca il petto.

FF: Fra due settimane avrò a che fare anche con lui. Chissà se a suon di uppercut riuscirò a mettergli a posto la testa e metterlo in riga una volta per tutte. Non mi importa. Perché l'unica cosa che conta è uscire da quell'arena con la cintura sulla spalla, nient'altro!

"The Captain" si fa serio.

FF: Sai una cosa, amico? La prossima volta che ci vedremo, ti porterò la cintura. Vedrai, amico mio, vedrai. Sarai orgoglioso di me, te lo prometto, lo giuro sulla mia testa.

MH: Fred...

Fred, con uno scatto, dopo essersi improvvisamente ammutolito, alza lo sguardo, spalancando la bocca, tenendo gli occhi puntati su Mac, che tiene il capo chino.

MH: Fred, ti ho mai parlato di mio figlio?

Fred rimane in silenzio, Mac, alzato lo sguardo, lo osserva.


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Freedom - Good & Evil: Episode 3
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Staples Center. All'interno del celebre palazzetto sportivo si sta svolgendo il secondo special event della TWC, Night of Gold. Si tratta della notte più importante dell'anno, quella durante la quale sarà incoronato il primo campione del mondo dei pesi massimi della Total Wrestling Corporation. Accompagnato dal suo fedele manager, nonché migliore amico, Mr. Fox Olon, "The German Superman" Fred sta camminando lungo uno dei corridoi, dirigendosi verso l'accesso all'arena. Il suo sguardo è sicuro, la testa rivolta verso l'alto. Alla sua destra il New York Guy lo osserva continuamente, sorride, annuisce, entrambi si scambiano sguardi di complicità. A breve comincerà la prima semifinale del TWC World Heavyweight Championship Tournament, che vedrà il tedesco combattere contro un suo compatriota, nonché alleato all'interno della FOX's Army, Sigfried Jaeger. Le settimane che hanno preceduto questo inatteso scontro, sono state cariche di tensione, nonostante sia "The Captain" sia il presidente della TWC abbiano costantemente assicurato che, indipendentemente dal risultato di questo incontro, non sarebbe stata a rischio la stabilità all'interno della FOX's Army. In pochi ci hanno creduto e ci credono tutt'ora, nemmeno lo stesso Sigfried ci crede, ma non importa, perché sia per Fred sia per Mr. Fox Olon l'unica cosa che conta è che vinca l'uomo giusto cosicché possa andare in finale e, infine, conquistare il titolo assoluto, l'oggetto dei desideri, che avrebbe garantito ai due il pieno controllo della federazione. Quando ormai sono quasi giunti all'accesso all'arena, li vediamo ridacchiare e chiacchierare amichevolmente, forse per tranquillizzarsi a vicenda o forse perché, in realtà, non c'è nessun pericolo reale da temere.

FO: Fred, ti ho mai parlato di mio figlio?

Ecco che improvvisamente, giunta inaspettata questa domanda, il tedesco si ferma, volgendo uno sguardo perplesso al suo manager.

FF: Non pensavo che tu avessi un figlio...

Fox ridacchia, Fred è ancora più perplesso.

FO: Appunto.

Segue una pausa silenzio, dopodiché il New York Guy prosegue, seguito poi dal suo assistito, ancora non del tutto convinto, successivamente, però, la sua perplessità scompare e sul suo volto compare un ingenuo sorriso...

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"The Captain" Fred si trova seduto su quel gelido e sottile tavolo di metallo, ormai divenutogli tristemente familiare. Sul suo volto c'è un sorriso, non molto rassicurante o sincero, che rivolge verso il suo interlocutore, che gli siede davanti.

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Mac Hawkes osserva il tedesco, sul suo volto non compare alcun sorriso, la barba è incolta, i capelli lunghi, sempre più lunghi. Gli occhi sono lucidi, ma questa volta nessuna lacrima riga le guance, guance sempre più magre e assottigliate. Fred, seppur con difficoltà, cerca di mantenere quel suo sorriso poco convincente.

FF: Fra due settimane per me sarà una giornata molto speciale, Mac.

Mac rimane in silenzio.

FF: Fra due settimane, insieme a Sean combatterò un match molto importante. In palio ci saranno i titoli di campioni di coppia del mondo, e indovina dove si svolgerà l'incontro.

Mac muove la testa.

FF: Al Madison Square Garden. Sì, proprio lì! Te lo ricordi, amico? Ovviamente, come si fa a dimenticare cosa è successo quel giorno. Fantastico! Quello è stato il giorno più bello della mia vita, ma la cosa più bella è stata condividerlo col mio migliore amico.

Fred si ammutolisce, alzando al cielo lo sguardo, Mac chiude e apre più volte le palpebre rapidamente.

FF: Non me lo scorderò mai. La gente pensa che io sia un tipo freddo, insensibile, forse solo perché vengo dalla Germania, non lo so. In realtà tu mi conosci e sai bene che sono tutt'altra persone. Infatti, ogni volta che ricordo quel giorno, mi è difficile trattenere le lacrime. Che bello!

Fred osserva ora Mac, con gli occhi quasi lucidi.

FF: E fra due settimane si ritornerà al Garden. Non ci sarà spazio per i vecchi ricordi. Non ci sarà tempo per commuoversi. Non hai idea di quanto sia stato estenuante quest'ultimo periodo: tutto quel tempo speso per parlare, parlare...non ce la facevo più, poi non è il massimo quando al tuo fianco c'è un tipo così taciturno come Sean. Intendiamoci, adoro Sean, lo considero un fratello, lo sai bene, siamo simili in molte cose, però abbiamo caratteri diversi, lui è uno schivo, chiuso, germanico, forse. Comunque, ne ho le palle piene di stare lì attaccato al microfono, considerando poi che ci tocca avere a che fare con gente che si comporta con le tre scimmiette sagge, "non vedono, non sentono, non parlano". Non li sopporto. Mi faccio un culo così sul ring, sputo sangue, mi spacco la schiena, e loro sono sempre lì, pronti a fischiarmi, insensibili, irrispettosi. Che cosa ho fatto io a loro? Ho fatto qualcosa alle loro mogli o ai loro figli? No, non capisco, davvero. E poi fanno il tifo per gente con Shawn Gates. Un cattivo esempio, uno che ha avuto tutto nella vita, tutto: una famiglia, una casa lussuosa, soldi...e guarda come si è ridotto. Quanto odio chi si droga. Per me i drogati andrebbero presi e sbattuti in cella, chiuderei la chiave e la butterei via, giù, nell'Hudson, nell'oceano. Persone povere, qui.

Fred si tocca il petto.

FF: Fra due settimane avrò a che fare anche con lui. Chissà se a suon di uppercut riuscirò a mettergli a posto la testa e metterlo in riga una volta per tutte. Non mi importa. Perché l'unica cosa che conta è uscire da quell'arena con la cintura sulla spalla, nient'altro!

"The Captain" si fa serio.

FF: Sai una cosa, amico? La prossima volta che ci vedremo, ti porterò la cintura. Vedrai, amico mio, vedrai. Sarai orgoglioso di me, te lo prometto, lo giuro sulla mia testa.

MH: Fred...

Fred, con uno scatto, dopo essersi improvvisamente ammutolito, alza lo sguardo, spalancando la bocca, tenendo gli occhi puntati su Mac, che tiene il capo chino.

MH: Fred, ti ho mai parlato di mio figlio?

Fred rimane in silenzio, Mac, alzato lo sguardo, lo osserva.


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Re: TWC - News from Indoor War
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The Masks of Black


Gilgamesh


New Gaze Pub, sera. Lucinda Fisher e Leonard Black sono seduti ad un tavolo appartato, seduti uno di fronte all'altro.

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Lui indossa una felpa nera e dei jeans, insieme al suo solito anello, e sta affrontando una bistecca con delle patatine fritte, mentre lei indossa una maglietta a maniche lunghe e dei pantaloni della tuta, e sta mangiando un Hamburger. La ragazza ha i piedi appoggiati sule gambe del gigante e beve una Kilkenny, mentre lui si gode una Tennent's. Fra i due c'è un silenzio sovrastato dal rumore del locale e dalla musica, anche se i loro sguardi ogni tanto si incrociano per qualche istante. La prima a finire è Lucy, che fa un mezzo sorriso.

LF: Era buono.

Il gigante, che sta tagliando un pezzo di carne, annuisce.

LB: Sì. Non male. Ce lo meritavamo di uscire, tra l'altro. Sono stati giorni di clausura.

LF: Lascia perdere. Non credevo di poter star così tanto davanti a video di una mia avversaria.

LB: Vedrai che tutte quelle ore ti ripagheranno.

Il gigante mangia l'ultimo boccone, poi si pulisce la bocca con un tovagliolo e sposta il piatto in mezzo, condividendo le patatine.

LB: Sei bella stasera.

Lucy sorride, piegando leggermente di lato la testa.

LF: Me lo dici spesso.

LB: Perché è vero spesso.

La ragazza prende una patatina fritta, poi beve un sorso di birra.

LF: Solo spesso?

LB: Lo sai cosa intendevo.

Black tocca il naso della ragazza con un dito, poi sospira e si stiracchia.

LB: Direi che è giunto il momento dello Chartreuse.

Leonard finisce la sua birra in un colpo, poi chiama il cameriere con un gesto della mano.

LB: Mi porti uno Chartreuse?

LF: Due.

Cameriere: Subito.

Il cameriere si allontana, e Leonard prende una patatina a sua volta, accarezzando con l'altra mano il braccio di Lucy.

LF: Raccontami qualcosa.

Black, con un'altra patatina in bocca guarda per un istante la ragazza, poi annuisce.

LB: Ci sto. Però in cambio poi mi racconti qualcosa tu.

LF: Non sono brava come te.

LB: Ma sei interessante. Mi basta. D'accordo?

LF: D'accordo.

Il gigante sorride.

LB: Due ottobre duemilanove. Cina.

Leonard Black ha scritto:

Un capannone. Anonimo. Diede una occhiata a Elena, che, seduta nel posto del passeggero, osservava la "casa di Gilgamesh".

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Sorrise guardandole il profilo, illuminato dal lampione lì a lato, poi uscì dalla macchina. Sentì la ragazza che faceva lo stesso e prese una borsa dai sedili dietro. Gilgamesh, la persona più pericolosa del mondo. Il suo prossimo maestro. Elena gli si affiancò. La tirò a sé. Aveva paura, lo sentiva. Quando erano partiti era eccitata, ma ora, anche se cercava di nasconderlo, si vedeva ad occhio nudo che aveva paura. La baciò, cercando di trasmetterle la sua sicurezza. Era il guerriero perfetto. Anni di allenamento, decine di maestri, decine di arti marziali conosciute perfettamente, il controllo completo del corpo e della mente. Annusò l'aria mentre si staccavano le loro labbra. Il problema era che non era sicuro nemmeno lui. Non aveva paura delle leggende, ma questo non era un uomo come gli altri. Comandava un culto di persone che per avvicinarsi a lui rinunciavano alla loro identità personale, un esercito di qualche decina di ninja pronto ad obbedire ad ogni suo ordine. E l'unica certezza che nessuno era mai uscito vivo da uno scontro con lui. Nessuno sapeva il suo vero nome, o il suo vero volto. Era un fantasma sconosciuto alle, o volutamente ignorato dalle, autorità. Un fantasma la cui prima prova certa dell'esistenza risaliva a più di duecento anni prima. Sorrise ad Elena e la strinse ancora un secondo. Stava per entrare in un territorio sconosciuto. Non gli capitava da anni. Era forse paura quel pizzicore in fondo alla testa? Lo aveva dimenticato. I due si staccarono e si guardarono, annuendo. Si presero per mano, andando verso la porta del capannone. Spinse la porta del capannone ed entrò. La scena cambiò completamente. Almeno quaranta persone, completamente vestite di nero, stavano inginocchiate ad affilare spade. Tutti con gli stessi identici movimenti, in assoluto sincrono. La luce era data da delle lampade al neon e dei bracieri, che affumicavano l'aria. Seduto su un trono chiaramente antico, stava lui, ad occhi chiusi.

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Mascherato, sembrava dormire. Si avvicinarono ancora, osservando gli uomini attorno a loro, completamente silenziosi. Quando arrivarono a metà strada fu l'uomo sul trono a muoversi. Alzò lentamente una mano. Gli almeno dieci ninja dietro di loro si fermarono. Silenziosi, ma non abbastanza. Lasciò andare la Desert Eagle che aveva raggiunto alla cintura. L'uomo sul trono rimase ad occhi chiuse, mentre quelli dietro di Leonard ritornarono alle loro posizioni. Si chiese quanti ne avrebbe potuto eliminare prima di essere sopraffatto. Con la pistola almeno sette. Senza non più di quattro. Arrivarono finalmente in vicinanza del trono. L'uomo non diede l'impressione di voler aprire gli occhi.

LB: Maestro Gilgamesh.

Parlò in Mandarino. Lui gli rispose in Inglese.

GG: Quindi sei qui per apprendere da me. Molto bene. Sai qual è il prezzo del fallimento, vero?

LB: Sì.

Gilgamesh si alzò dal suo scranno e aprì gli occhi, marroni, poi lasciò cadere il mantello che lo avvolgeva e rimase in pantaloni di fustagno.

GG: Allora affrontami e dimostrami di valere il mio tempo.

Leonard si tolse la giacca e la consegnò ad Elena, insieme alla pistola. Poi si voltò verso Gilgamesh. Espirò tutta l'aria che aveva nei polmoni, poi si concentrò sul battito cardiaco. Lo rallentò e iniziò a concentrarsi. Qualche secondo dopo il mondo era fatto solo da lui e Gilgamesh. Gli osservò la vena sul collo, che pulsava ritmicamente. Lasciò passare volutamente trenta secondi. Non più di venti battiti. Era tranquillo. Analizzò rapidamente la sua guardia, lasciando tornare il cuore al suo ritmo normale e strinse i pugni, impedendo al sangue di raggiungere le dita. Scattò in avanti, osservando le pupille di lui che si dilatavano. Sorpresa. Lo aveva preso di sorpresa. Un montante diretto al mento, di destro, mentre il sinistro si spostava a coprire la testa. Gilgamesh non aveva fisicamente il tempo di proteggersi da il suo movimento. Sentì il piede destro di lui che strusciava sul terreno e i lacci della maschera strusciargli sul pugno, mentre Gilgamesh piroettava e piantava il piede sinistro alle sue spalle. La gomitata che si prese lo fece svenire. E poi si prese qualche centinaio di calci alle costole.


Cameriere: Ecco i due Chartreuse.

LB: Grazie.

Il cameriere appoggia i due liquori davanti Black e Lucy, poi si allontana.

LF: Quindi è per questo che sei finito in ospedale.

LB: Già, a quanto pare ha lasciato a Elena la possibilità di trascinare il mio corpo fuori da lì, per darmi una degna sepoltura. E lei mi ha portato in ospedale.

LF: Una ragazza incredibile.

LB: Le ragazze di cui mi innamoro sono così.

Lucy sorride, spostandosi una ciocca di capelli.

LF: Non so se sarei stato capace di farlo.

LB: Tu sei capace di tutto.

Black appoggia una mano su quella di Lucinda.

LB: Non voglio che tu pensi di essere una seconda scelta.

Lucy rimane in silenzio per qualche secondo, poi sorride e annuisce.

LF: Vai avanti.

LB: Ok. Facciamo un salto temporale, andiamo avanti di circa due mesi. Sono tornato lì e Gilgy è stato a metà fra il sorpreso, il soddisfatto e l'annoiato quando mi ha visto. Ha deciso che sopravvivere ad un suo pestaggio mi rendeva degno del suo tempo e mi ha permesso di allenarmi con lui. Ho seguito i suoi allenamenti, ma ero meglio di lui in ogni campo. Quindi, una sera, abbiamo avuto questo discorso.

Leonard Black ha scritto:
Elena dormiva in un angolo, accucciata in un sacco a pelo, mentre tutti gli uomini erano impegnati ad allenarsi. Aveva scoperto che erano nello stesso numero uomini e donne. Per evitare problemi di istinti naturali, a quanto pare. Il suo maestro lo stava guardando mangiare in silenzio.

LB: Dimmi maestro.

GG: Tu hai paura.

LB: No maestro, non ho paura.

GG: Zitto. Non hai paura delle cose di cui i mortali hanno paura, hai paura delle cose di cui gli stupidi hanno paura.

Black annuì, silenzioso.

GG: Quando combatti ti trattieni. Hai paura di fare del male. Ti hanno insegnato che è sbagliato. Hai paura di uccidere. Ti hanno insegnato che è sbagliato. Nella vita ti trattieni. Dentro di te cresce una oscurità che ti porti dietro da quando sei nato. Una oscurità che hai soffocato e chiuso in una gabbia di buone intenzioni e falsi ideali, credendo sempre di non essere davvero così. Hai sempre ritenuto di essere un buono con un mostro dentro di te, ma devi accettare la realtà. Tu sei un mostro. Un mostro e basta. La felicità che tanto cerchi nel controllo del mostro la puoi trovare solo nella liberazione dello stesso. Quando comprenderai che il tuo destino è fare dei mortali il tuo strumento per arrivare al tuo successo, allora sarai felice. Questo è quello che devi fare. Comprendere che gli altri sono oggetti per il tuo desiderio.

Rimasero in silenzio. Leonard si era sentito così tutta la vita, e sentirselo dire da qualcuno che nemmeno aveva voluto sapere il suo nome lo distrusse. Smise di mangiare e osservò per un istante Gilgamesh, poi vomitò di getto.


LB: È stato l'equivalente di prendere un pugno nello stomaco.

LF: Ed è vero?

LB: No, non lo è. Ma ho dovuto combattere a lungo per capirlo. I miei giorni più bui sono iniziati da lì. Da quel discorso.

Black butta giù d'un fiato il liquore.

LF: Ed Elena?

LB: Non lo ha mai saputo. Nessuno sa di questo discorso.

Lucy rimane in silenzio per qualche istante.

LF: Grazie.

Leonard piega di lato la testa.

LB: Di cosa?

LF: Di avermelo detto.

LB: Non avrei potuto dirlo a nessun altro.

Lucy si allunga sul tavolo e bacia il gigante, accarezzandogli i capelli.

LF: Finisci la storia, però, ora.

LB: Va bene. Ultimo capitolo. Dodici aprile duemiladieci.

Leonard Black ha scritto:
Erano passati mesi. Mesi di combattimenti, mesi di ossa rotte. Non era mai riuscito a sconfiggerlo. Si tuffò contro di lui, scaricando un urlo, nella speranza di distrarlo. Venne ribaltato e lanciato per terra. Gilgamesh gli saltò addosso e gli spinse le mani sulla gola, ringhiando.

GG: Sei senza speranza. Ora ti ucciderò, così finiamo questa storia.

La pressione sulla carotide era enorme. Cercò di liberarsi con tutte le sue forze, ma Gilgamesh non si mosse. Sentiva il sangue che non arrivava alla testa, l'aria che non entrava. Iniziava a vedere sempre meno, con la vista che gli diventava sempre più sfocata. Elena dormiva, lì vicino, e non riusciva a vederla. Anche gli altri sensi lo stavano abbandonando. Il tatto, l'udito, l'olfatto. Non sentiva quasi più nulla.

GG: E poi ucciderò anche lei.

Percepì l'adrenalina che gli entrava in circolo. Le sue braccia reagirono per lui. Lo colpì con un pugno sulla mascella. Sentì la mascella che si spostava dalla sua naturale posizione e i denti che si frantumavano, mentre il corpo del suo maestro volava ad un metro di distanza. Si rialzò, mentre il sangue gli entrava in circolo e il suo nemico si rimetteva in piedi. Provò a colpirlo con un pugno, ma fu più veloce. Leonard gli afferrò la mano destra e gliela stritolò nella sua, per poi ruotarla all'improvviso, rompendo ossa e legamenti. Gli rimase penzolante, come un guanto vuoto. Lo colpì con un calcio nello sterno, fratturandoglielo e spedendolo contro il suo trono. Gilgamesh afferrò un coltello e cercò di colpirlo. Gli bloccò il polso del braccio sinistro e lo colpì al gomito. Il colpo fu così forte da far uscire dalla carne le ossa spezzate. Ora aveva il coltello. Lo alzò e lo pugnalò.

EM: LEONARD!

La punta del coltello era a pochi centimetri dal petto di Gilgamesh, che lo guardò stordito dal dolore. Aveva le pupille dilatate. Era spaventato.

GG: Non ti fermare, uccidimi e prendi questa maschera. Diventa Gilgamesh e richiama questo esercito. Ti obbedirà.

Sputò sangue.

GG: Hai visto cosa sei capace di fare, cosa sei davvero. Non hai esitato un istante. Non lasciare che un istinto ti fermi. Non lasciare che la carne vinca su ciò che sei davvero.

EM: Leonard, ti prego.

GG: Fallo. Tu sei come me. Tu sei questo. Abbi il coraggio di accettare ciò che sei. Prendi la mia vita. Liberati dei tuoi limiti autoimposti. Fallo ora.

EM: Leonard.

Il rumore metallico del coltello sul pavimento. E poi corse.


LB: Sono corso via. Ho corso per kilometri. Coperto di sangue, senza riuscire a capire quello che avevo fatto. Mi ero salvato, oppure mi ero condannato? Risparmiargli la vita era giusto o sbagliato? Non lo sapevo. E non sapevo cosa dovevo fare. La vita ci avrebbe pensato per me.

Il silenzio cala fra i due per qualche istante.

LB: Sai cosa mi ha urlato dietro mentre me ne andavo? Non puoi scappare.

Black ridacchia, senza che i suoi occhi riflettano la cosa.

LB: Da chi non potevo scappare? Da lui? O da me?

Il gigante stringe la mano alla ragazza.

LB: Scusami. Non volevo rattristare la serata.

Lucy sospira, poi scuote la testa.

LF: Non ti preoccupare. Adesso ti alzi, paghi e poi andiamo a casa.

LB: Non vale, avevi detto che avresti raccontato qualcosa anche tu.

LF: Diciamo che il piano è cambiato.

La ragazza sorride, piegando la testa di lato.

LB: Vado a pagare.

(Più tardi...)


Leonard è sul balcone di casa sua, in maglietta e pantaloni. Lucinda dorme avvolta nelle coperte. Il gigante sospira, poi tira fuori qualcosa dalla tasca.

Post-it ha scritto:
We've
found
you

G.


Il gigante legge il foglio per un istante, poi annuisce.

LB: Sono qui.


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