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Freedom - Good & Evil: Episode 1
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22/01/2016
10:41
Rikers Island


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Rikers Island. Poco distante da Times Square, dove qualche giorno fa in migliaia si sono ritrovati per celebrare l'anno appena passato e salutare con gioia e speranza quello nuovo, tutti fiduciosi che il 2016 sarà migliore del 2015 e porrà fine ai problemi che sconvolgono le loro vite, poco distante da questo celeberrimo incrocio che tutti i grandi personaggi hanno visitato almeno una volta nella vita, c'è un luogo agli antipodi, un posto maledetto, un vero inferno in terra: l'isola Rikers, che ospita uno dei più grandi complessi carcerari dell'America e del mondo intero, all'interno del quale vengono sorvegliati ventiquattrore su ventiquattro uomini e donne, che, essendosi macchiati dei reati più svariati possibili, condividono lo stesso malaugurato destino, gli stessi angusti spazi, la stessa snervante routine, gli stessi incubi che tormentano il loro sonno.

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All'interno la luce è pressoché assente, solo alcune fioche lucerne impediscono l'avanzata delle tenebre, che tuttavia ingoiano gli ambienti più interni e spettrali di questo luogo dimenticato da Dio, quelle celle, anguste, desolate, vuote o quasi, infatti si intravede a malapena una panca apparentemente scomoda, sulla quale di tanto in tanto vediamo scorrazzare rapidi alcuni ratti, qui i veri padroni, e nient'altro. Lungo i corridoi si estendono quattro fila di celle, due inferiori, due superiori, fra le cui grate spuntano le mani dei dannati, che si allungano come per cercare di acchiappare quella luce che hanno perso, forse per sempre, ma che comunque non rivedranno per molto tempo. Lungo ciascuna fila vediamo le guardie che, ben armate, scrupolosamente vigilano su quella che è la vera e propria merce di questo complesso, chi mostrando un po' di pietà e tolleranza, chi invece con rigida e severa inflessibilità arrivando pure a ricorrere alla forza: non di rado, infatti, notiamo una guardia impugnare il manganello che porta sempre con sé, e scagliarlo con disumano entusiasmo contro le sbarre d'acciaio di una cella, creando uno spettrale tintinnio che, rimbombando ovunque all'interno della stanza, diventa un monito per tutti gli altri ospiti, che, a capo chino, decidono quindi di allontanarsi e contemplare il muro, sognando valli verdi, limpidi ruscelli, aria fresca, sognando la libertà.

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Lungo uno di questi corridoi, con passo rapido, profondo e deciso, si incammina un serioso Fred Franke, che nervosamente punta dritto verso una porta, la spalanca, si ritrova quindi immerso in un'altra stanza, si guarda un po' attorno, dopodiché entra attraverso una seconda porta, all'interno della quale si estende una lunga sala, dove troviamo tantissimi tavoli rettangolari, attorno alla quale diverse guardie ben armate vigilano, restando costantemente allerta. Nel frattempo Fred, fermatosi per qualche momento, dopo aver dato un'occhiata di qua e di là, riprende la propria marcia e raggiunge uno dei tavoli, dunque si siede. Davanti a lui c'è un uomo, il suo capo è chino, le sue mani penzolano lungo i fianchi, i capelli, lunghi, cadono lungo il collo. Il tedesco lo osserva, rimane in silenzio per un po'.

FF: Amico mio...

L'uomo che gli sta davanti non risponde, Fred rimane in silenzio, esita per qualche istante.

FF: Fox, sono Fred, sono venuto qui per te, solo per te...FOX!

Fred urla, attirando l'attenzione di un uomo che siede alla destra dell'ex manager del tedesco; l'uomo sbarra gli occhi.

FF: Ascoltami, Fox, ascoltami, dannazione!

Detenuto: Ehi, ehi, tu sei Fred?!

Il tedesco non desta attenzione all'esclamazione euforica dell'uomo che continua.

Detenuto: Ti prego, fammi l'autografo, è per mio figlio, ha otto anni ed è un tuo fan sfegatato! Ti prego, ti scongiuro...

Fred continua ad ignorarlo...


Detenuto: Signor Fred, la prego; domani finalmente mi verrà a trovare, non vuole regalare un sorriso ad un bimbo?!

L'uomo allunga un foglietto e una penna, Fred sospira, dunque gli strappa la penna dalle mani e la getta via...il detenuto si guarda attorno, poi, a testa bassa, va a raccoglierla sotto lo sguardo di una guardia, che, attirata da quanto stava succedendo, si è avvicinata.

FF: Non so cosa sia successo, non so cosa vogliano da te quei...no, senti, ti giuro che lascerai questo posto, ti giuro che entro poche ore tutto sarà finito, sarai libero...Fox, non ti devi preoccupare, penso io a tutto, parlerò con quelle teste di cazzo, la pagheranno, sì, la pagheranno molta cara, perché nessuno può offendere un mio amico, nessuno, va bene?!

Fox rimane in silenzio, tenendo sempre il capo chino, Fred sospira, tenendo lo sguardo costantemente fisso sul suo ex manager.

FF: Ho contattato un avvocato e gli ho detto di liberarti, non bado alle spese, lo sai, a me dei soldi non frega niente, sono carta straccia, se sarà necessario tornerò a vivere in strada, la povertà non mi fa paura, l'importante è che tu sia libero, questo posto non è dignitoso, non meriti di stare qui; tu meriti di stare nella tua villa, fra le tue sculture, i tuoi quadri antichi...non qui, no!

Quello che un tempo era noto come New York Guy, rimane in silenzio, Fred sospira, di nuovo.

FF: Fox, hai sentito? Fox, allora?! MAC!

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Ecco che Fox solleva finalmente la testa: la barba è incolta, il volto, rigato da qualche lacrima, è pallido, smagrito. Fred non osa rispondere, non sa cosa dire...

Guardia: Visita finita!

La guardia, accorsa sul luogo, invita il tedesco ad alzarsi, Fred, dopo un po' di esitazione, obbedisce, si rimette in piedi.

FF: Abbi fede, amico mio, sarai di nuovo libero e domani rideremo di questa brutta storia, te lo giuro.

Fred, scortato dalla guardia, si allontana, facendo qualche passo indietro.

FF: Ci vediamo presto, prestissimo, amico, contaci!

Il tedesco da un'ultima occhiata verso il suo ex manager.

FF: Abbi fede, ti libererò, domani...ci vediamo domani, a prestissimo!

E mentre Fred si allontana sempre di più fino a scomparire dalla scena, Fox, che ha osservato ogni singolo passo del tedesco, scoppia in lacrime.


TO BE CONTINUED


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 29/01/2016, 10:50 
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Knowing more Schmidt - Part 1


Le immagini provengono da New York City e ci mostrano l'esterno della palestra di proprietà di Max Pain, wrestler della TDPW.

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A questo punto però si spostano all'interno. E’ mattina, e sono pochi i clienti presenti ad allenarsi. Tra questi, però, notiamo due nostre conoscenze. Una è il TWC World Tag Team Champion Christophorus Schmidt, che vediamo allenarsi duramente ai pesi.

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Alcuni metri più in là c’è la Valkyria della BDK Inc., Brunild Wagner.

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Lo Smiling Crow ha appena finito una parte della propria sessione d’allenamento, e si sta ristorando, prima di ricominciare la propria meticolosa preparazione. Improvvisamente, però, un uomo muscoloso si avvicina alla panca dove lavora il Berlin Brawler.

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Questi si ferma un attimo, torreggiando sul tedesco, poi lo apostrofa aspramente.

???: Ecco l’addetto a portare le cinture del grande Sigfried Jaeger. Ehi! Dovrei esserci io in TWC e non uno come te.

Schmidt si alza stizzito e squadra il suo interlocutore.

CS: Non provocarmi amico, non oggi.

Poi il tedesco si gira per andare a prendere altri pesi. Ma l’uomo muscoloso replica immediatamente.

???: Sennò che fai, sentiamo?!

Schmidt sorride, poi improvvisamente afferra il tizio e lo lancia contro la macchina dei pesi con cui si stava allenando! Il tedesco è una furia e va a prendere una sedia che si trovava nelle vicinanze e la usava per colpire il malcapitato alla testa e poi lo colpisce ripetutamente allo stomaco, alla schiena e ovunque può farlo. Infine, mentre il tizio rantola e piagnucola a terra, Christophorus raccoglie un peso da 20 kg e lo solleva sopra di sé, lo sguardo spiritato, mentre l’uomo muscoloso si copre il volto temendo il peggio.

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Improvvisamente, però, Max Pain e Brunild Wagner balzano addosso al Berlin Brawler, bloccandolo!

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MXP: Fermati! Così lo ammazzi!

BND: Lascia andare il peso, Chris!

Inizialmente Schmidt sembra quasi volersi ribellare alla stretta dei due. Poi però si calma poco a poco. Max Pain riesce a togliergli il peso dalle mani, e dopo averlo appoggiato da una parte, eccolo dare una mano all’incauto uomo muscoloso, che vediamo sanguinare dalla tempia.

MXP: Forza, idiota! Vieni che ti porto a medicare.

Prima però il proprietario della House of Destruction Gym, apostrofa Christophorus.

MXP: Che casino. Questo qua dovrebbe sostenere un tryout con la TDPW il mese prossimo e tu me l’hai conciato per le feste!

Ma Christophorus manco lo ascolta. Mentre Pain porta via l’uomo muscoloso, il tedesco si mette seduto sulla panca, perso nei suoi pensieri. Ma Brunild Wagner e ancora là, che lo osserva, le braccia incrociate e lo sguardo turbato.

BND: Chris! Si può sapere che ti passa per la testa?! Cos’era... Quello?!

Il Berlin Brawler resta in silenzio. Lo sguardo abbassato. La Valkyria allora va a sedersi sulla panca di fronte.

BND: Ascolta Chris. Ci stavo pensando da un pò sul fare quattro chiacchiere con te. Finora non ci hai mai raccontato molto. Gunther è una tomba, giustamente preferisce che sia tu a farti conoscere. Sigfried è perso nel suo mondo, anche se si fida ciecamente di te. Ma a me non basta più stare in silenzio e aspettare. Specialmente dopo quello che hai appena combinato. Direi che è arrivato il momento che tu ti apra un minimo con tutti noi. E' una questione di fiducia reciproca, nient'altro. E comunque sappi che con me puoi parlare tranquillamente. Non sei l'unico che ha o ha avuto brutte esperienze. Proprio no.

Christophorus alza lo sguardo verso la Valkyria.

BND: Allora?

Alla fine il Berlin Brawler sbuffa e annuisce.

CS: Ok, ok. Mi hai convinto. E poi pensandoci bene, togliermi questo enorme peso dentro non può che farmi del bene.

Brunild si mette vicino a Christophorus.

CS: Per spiegarti meglio perchè sono così, bisogna andare di molto a ritroso, fino al giorno stesso della mia nascita. Devi sapere che i miei genitori non erano molto agiati, anzi a malapena hanno sempre vissuto sulla soglia della povertà. Ma che dico, erano poveri in canna e senza speranza.

BND: Aspetta. Se come dici tu erano così poveri, sarebbe stato difficile mantenere un figlio nelle condizioni in cui vivevano. Non è che per caso c'era forse qualche parente a sostenervi, almeno all'inizio?

Christophorus scuote il capo.

CS: Neanche uno. Gunther ad esempio è un parente alla lontana, non sapevo quasi nulla del ramo bavarese degli Schmidt. Né loro di noi.

BND: Allora evidentemente i tuoi genitori hanno fatto un gesto d'amore. Magari un figlio rappresentava una nuova speranza per il loro futuro. Uno stimolo per andare avanti. E' questo Chris. Ci hai mai pensato?

Christophorus si innervosisce.

CS: No! Proprio no! Ti assicuro che non è per questo.

BND: Allora, perchè?

CS: Me lo sono chiesto anch'io per tanti anni e poi sono giunto a una conclusione.

BND: Quale?

CS: Chiediti questo Brunild. Come mai le donne africane mettono al mondo i loro figli senza dargli nulla, lasciandoli al loro destino, a finire sotto terra nel giro di pochi mesi, pochi anni o al massimo gravemente malnutriti in attesa di spirare? Semplice: egoismo e ignoranza, stessa cosa che fecero i miei quando mi misero al mondo.

La Valkyria deglutisce. Poi prova a continuare.

BND: Come hanno fatto allora ad allevarti? Se sei qui devono avercela fatta, no?

CS: Ovviamente lavorando. Ma io non sapevo quello che facevano, non me lo dicevano, era il loro segreto, dicevano che non era affar mio. Io vivevo una vita come la vivevano tutti i bambini di periferia. Andavo a scuola, anche se non era chissà cosa vista la zona in cui vivevo. E poi giocavo con gli amici che condividevano con me le difficoltà economiche dei propri familiari. Tutto questo fino a quando non avevo dieci anni, compiuti da poco.

Brunild aggrotta lo sguardo.

BND: Che ti successe a dieci anni?

L'Hunter sbuffa, si passa una mano sulla bocca, poi risponde scuotendo il capo.

CS: Ero a casa mia quel giorno. I miei genitori erano con me quando all'improvviso suonò il campanello. Mio padre aprì e vidi irrompere dei tizi in divisa, presto seguiti da un'altra persona. I poliziotti entrarono in fretta e furia e arrestarono i miei genitori. Loro piagnucolando mi dissero che non era niente, che i poliziotti erano solo amici e che dovevano andare con loro.

Chris batte un pugno sulla panca.

CS: I miei mi presero per uno stupido ma non lo ero. Diamine, abitavamo in un quartiere malfamato! Come potevano pensare che non sapessi che quello era un arresto con tutti i crismi?!

Lo Smiling Crow annuisce.

BND: E qual'era l'accusa? Cos'avevano fatto?

CS: Ai tempi non lo sapevo, ma successivamente scoprii qual'era, anzi, quali erano! Quello che non era affar mio, ere che se c'era qualcosa di illegale, loro la facevano: furti, rapine, aggressioni, prostituzione. Non solo mia madre, pure mio padre lo faceva. Ma il peggio non è neanche quello. il peggio è che c'era pure un omicidio.

Il Berlin Brawler respira pesantemente.

CS: Un omicidio, capisci?! Pensa te in quale inferno sono capitato, che feccia mi ha messo al mondo.

Ma neanche una lacrima solca il viso del tedesco. Il suo volto piuttosto è duro, l'espressione rabbiosa. Brunild è senza parole.

BND: Non so cosa dire, Chris. E' una storia terribile. Ma l'altra persona coi poliziotti, chi era?

CS: Non ci sei ancora arrivata? Era l'assistente sociale che era venuta a portarmi via per chiudermi in un riformatorio.

Lo Smiling Crow abbassa lo sguardo.

BND: Ora che ci penso quel giorno è st...

Chris la interrompe.

CS: Esattamente tredici anni fa. Questo è proprio il giorno che anno dopo anno rievoca in me un ricordi molto nitidi e che mai avrei voluto avere. Perciò mi capirai se ho massacrato quel coglione in quella maniera. E sarebbe finita peggio se non mi aveste fermato.

Schmidt guarda l'orologio della palestra. Brunild cerca di dire qualcosa, ma lui alza una mano.

CS: Basta con le parole. Ti ringrazio di avermi ascoltato. Ora però si sta facendo tardi, stasera abbiamo una puntata di Indoor War che ci aspetta.

Il tedesco a questo punto si alza per andare a prendere le sue cose per poi dirigersi verso lo spogliatoio. Brunild Wagner resta seduta, ad osservarlo. Una volta che Christophorus è andato via, la Valkyria si guarda tristemente intorno, poi si stringe le braccia al petto e anche lei si allontana, turbata. E le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 29/01/2016, 16:56 
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Località: I NANI! I NANI! I NANI! I NANI!
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Ci troviamo in quello che non è in comune ufficio, come possiamo capire dal lusso della camera, finemente arredata: una scrivania in legno massello, su cui si trovano vari documenti, un paio di poltrone comode e pulite, un gigantesco schermo tv da più di 78 pollici. Dal balcone arriva un uomo, intento a fumare un sigaro.

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Richard Rossen si siede su una poltrona, guardando l'ora sul suo Rolex in oro massiccio. Sorride, mentre un uomo entra nella stanza...

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Ma quello è il gigante presentatosi a Indoor War che aveva detto di chiamarsi Tyrion! L'omone si avvicina a Rossen, guardandolo con aria corrucciata.

RR: Lui è arrivato, Benjamin?

Benjamin?

BJ: Sì, signore, da poco. Lo faccio accomodare?

RR: So che vorresti spaccargli la faccia, mio fedele amico, ma sai che non puoi.

BJ: Voglio il triplo dello stipendio questo mese.

RR: Ma certo, mio caro, ma certo.

Il gigante, a quanto pare chiamato Benjamin, esce dalla stanza... E dopo alcuni secondi ecco che entra accompagnato da due uomini che ben conosciamo..

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Simon B e Finn Wheelan!! I due entrano nella stanza, Simon sembra temere Benjamin e cerca di tenersi alla larga da lui, evitando lo sguardo del gigante mentre Finn Wheelan sembra voler vendicarsi del brutale pugno subito nella scorsa puntata di Friday Night Indoor War.

SB: Tra tutti quanti, proprio da lui dovevi farmi accompagnare?

Finn guarda in modo strano l'FWP Champion, come a voler fargli notare di essersi scordato qualcosa. B inizialmente non capisce...

FW: ... meh!

Ah ecco. I due si accomodano su delle poltrone, sotto lo sguardo attento di Richard Rossen.

RR: Oh, Benjamin è innocuo. Quando gli dico io di esserlo, ovviamente.

Rossen fa un cenno al gigante, che esce dalla stanza borbottando qualcosa che non riusciamo a sentire, probabilmente degli insulti. L'industriale torna a rivolgersi ai suoi ospiti.

RR: Simon, Finn, miei cari, mi dispiace avervi dovuto mandare contro Benjamin quella sera in modo non previsto... Ma dovevo fare un paio di controlli, sapete.

SB: Poteva comunque sguinzagliarci contro qualcosa di meno enorme, devo dire. Quindi.. si sarebbe trattato di una sorta di test?

Richard sorride, quasi malignamente.

RR: Oh sì, un test per verificare il vostro comportamento contro un avversario che potrebbe soverchiarvi fisicamente!

Si rivolge quindi a Wheelan.

RR: Tu, mio caro Finn, ti sei subito sacrificato per la causa! Che spirito di sacrificio, vorrei che i miei dipendenti fossero come te!

Wheelan sembra prendere bene questi complimenti, mentre ora Rossen passa a parlare con B.

RR: E tu, Simon, oh, sei stato perfetto! Assolutamente perfetto! Preciso, letale, senza alcun freno! Hai subito capito come salvarti da quella situazione senza problemi! Sapevo di aver fatto la scena giusta...

Rossen prende una scatola di sigari sul tavolino tra le due poltrone, accendendosene uno.

RR: E l'attacco ai danni di mio fratello ha confermato la tua spietatezza. Per i sigari, potete favorirne liberamente.

SB: Non fumo.

Il Who You Want to B si lascia scappare un sorriso e poi prende due sigari, uno per lui ed uno per Finn.

SB: Non credo si accendano soffiando..

Rossen apprezza la simpatia di Simon e gli lancia un prezioso zippo col quale accendere i sigari.

SB: Mi faccia cap... cough cough..

Simon inizia a tossire per il fumo mentre Finn Wheelan riesce a stento a trattenere le risate.

FW: Lo scusi Mister Rossen.. da quando ha vinto quel titolo mondiale sembrava essere diventato un bravo ragazzo, non credo sia passato molto tempo da quando abbia ripreso a fumare.

Ridendo B tira una pacca sulla spalla dell'amico.

SB: Tu sta zitto che se non fosse stato per me ti troveresti ancora per le vie di Dublino a cercare lavoro tra Burger King e il KFC. Comunque, Mister Rossen, o se posso permettermi Richard.. Stavo cercando di chiederti ulteriori informazioni sul perchè di quest'incontro odierno. Ho disdetto molti appuntamenti ed impegni apparentemente improrogabili per venire qui.. Spero non mi abbia convocato per qualcosa di inutile.

RR: Al contrario, amico mio. Al contrario. Sono qui per dirle che lei è formalmente, potremmo così dire, "assunto" dal sottoscritto per infliggere quanto più dolore fisico possibile al mio non così tanto amato fratello. Se lei mai vorrà qualcosa, me lo faccia sapere e sarà a sua disposizione.

Rossen fuma un altro po' il suo sigaro, con espressione serena.

RR: D'altra parte immagino che vorrà sapere i retroscena di questa vicenda.

SB: Certamente.

La testa di Simon B spunta da una nuvola di fumo che si era venuta a creare ad un palmo dal suo naso.

SB: Ad essere sinceri, però, nè io nè Mister Wheelan siamo molto convinti di ciò a cui stiamo andando in contro. Sta a lei farmi, anzi, farci cambiare idea...

RR: Allora andrò dritto al punto.

Rossen assume improvvisamente uno sguardo serio, alzandosi dalla sua poltrona. Dà le spalle ai suoi ospiti.

RR: Signori miei, questa bruttissima storia è iniziata nel peggiore dei modi.

Volta quindi, non senza una certa teatralità, il capo verso Wheelan e B.

RR: Con un tradimento familiare.

L'industriale inizia a girare per la stanza.

RR: Non vi annoierò troppo con la storia della grande famiglia Rossen, per quanto sia appassionante. Ma devo necessariamente dirvi di come la nostra famiglia, originaria dell'Ohio, abbia iniziato da una piccola segheria, pensate voi, per arrivare ad essere una delle famiglie più influenti della nostra gloriosa nazione! Sì, i Rossen nella guerra di secessione diedero un enorme aiuto alle gloriose forze nordiste che abolirono lo schiavismo e unificarono il nostro stato! Si trasferirono qui a Nashville, ove costruimmo la nostra fortuna! La nostra famiglia vanta grandi colonnelli e capitani di Marina, architetti, ingegneri, scienziati, avvocati, di tutto!

Richard torna a rivolgersi ai suoi ospiti.

RR: Ma un giorno, un tristissimo giorno, il nostro equilibrio familiare perfetto si è spezzato quando la mia indegna sorella e i miei due indegni fratelli si sono rivelati essere dei traditori che si sono rivoltati contro i nostri genitori! Potete capire quanto questo mi abbia enormemente ferito!?

Nonostante non stia piangendo, Rossen si passa la mano sugli occhi.

RR: Dopo che mio padre ha dimostrato loro tanto, tanto, tanto amore includendoli nel testamento di famiglia, dopo aver promesso loro il controllo su una parte delle varie società della nostra famiglia alla sua, speriamo il più lontana possibile, morte, loro hanno non solo guardato con disgusto a questa opportunità, ma anche abbandonato la nostra casa, ognuno ad inseguire i propri egoistici desideri!

Adesso si avvicina di più a B e Wheelan, che stanno ascoltando con attenzione.

RR: Ed è per questo che mi serve il vostro aiuto. Solo grazie ad individui come voi potrò fare giustizia! Far sì che mio padre e mia madre non debbano vedere l'azienda sfasciarsi nelle mani di quegli incapaci! Voi umilierete mio fratello sul Ring, ed io intanto dimostrerò come sia un criminale pericoloso che non merita quello che i miei genitori vogliono ancora follemente donargli! Mi aiuterete?

Simon B guarda Finn Wheelan, Finn Wheelan guarda Simon B. I due si scambiano un cenno con la testa e poi si girano in contemporanea verso Rossen.

SB: Mister Rossen, da questo racconto si evince quanto lei sia una persona sincera, onesta, seria, disponibile, che ne ha passate tante, di cotte e di crude, di tutti i colori.. ma sicuramente è completamente l'opposto di quell'infame di suo fratello. Prima ero, anzi..

FW:.. eravamo..

SB:.. molto titubanti, molto indecisi su che scelta fare, quale decisione prendere.. Ma questa storia, non tanto per il contenuto, bensì per l'espressività, per il cuore, per la sincerità che ci ha messo nel raccontarcela ha smosso in me qualcosa. Checchè se ne dica sono un uomo sensibile, serio ed onesto anche io come lei, e mia avrà al suo fianco nella lotta contro quel criminale di suo fratello. Ha la mia parola.

I due quindi si alzano, e Rossen stringe la mano ad entrambi con vigore ed entusiasmo.

RR: Così sia, signori. Sarà una collaborazione molto proficua per entrambi, ve l'assicuro. Uscite pure, discuteremo le nostre prossime mosse in un futuro molto prossimo.

I due annuiscono e quindi escono dalla stanza, sorridenti. Come loro due escono, ecco che ritorna Benjamin, con aria seria. Si avvicina al proprio capo.

BJ : E' sicuro della scelta fatta?

Rossen si avvicina a prendere il posacenere, gettando la cenere all'interno in un cestino.

RR: Non ti preoccupare, Benjamin, non ti preoccupare.

Rossen guarda il colosso, con un sorriso maligno sul volto.

RR: Io ho sempre un piano C.

Le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 31/01/2016, 21:16 
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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 02/02/2016, 20:40 
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Private Net - 02/02/16

Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


ONLINE


Finalmente ci siamo, il sistema è online. Riesci a leggere il mio messaggio Chris?

Senza problemi Ali.

Se dovesse presentarsi qualche problema fammi sapere che sistemerò la rete in un batter d'occhio.

Certamente. Ma sei sicura che questa rete non è rintracciabile?

Sicura al 100%.

Perfetto. Allora sorellina, come va?

Sono un po' stressata, ma alla fine non posso lamentarmi. Tu invece come stai?

Fomentato al massimo. Non hai visto Breaking Point ed Indoor War?

Sì...

E quindi...

Certe cose che hai fatto non mi sono piaciute.

Tipo?

Il modo in cui hai trattato The Shepherd, gli sei costato per la seconda volta il posto di lavoro. Senza contare la mancanza di rispetto che hai avuto nei confronti di Vincent Cross.

The Shepherd stava per mandare a monte i nostri piani e Vincent Cross mi è inferiore e per tanto non nutro il minimo rispetto per lui.

Sì però poi non lamentarti se poi qualcuno non ti rispetta. Non puoi pretendere rispetto se poi sei il primo a non mostrarlo.

Non mi interessa.

Sai che ti stai comportando da stronzo?

Sono stronzo.

Non è vero. Ad esempio con me non lo sei mai stato.

Un po' sì.

-_-

Ahahah! Lo vedi che sono stronzo.

No, sei stupido. Comunque scherzi a parte, io so che sei cambiato rispetto al Chris Drake che eri in passato, e non mi sto riferendo a Dragon Drake, ma proprio al fratello con cui ho trascorso gran parte della mia vita. Prima eri più gentile, mentre ora sei divenuto più "spietato". E non è necessariamente un male. Il punto è che non sei uno stronzo, sei solo cresciuto.

Se lo dici tu...

Smettila di fare così Chris! Lo sai che ho ragione, e non devi fingere di essere stronzo solo per intimorire i tuoi avversari. Ti ho visto a Breaking Point... Avresti potuto spezzare il collo a The Shepherd, ma ti sei fermato ed hai abbandonato il ring.

Mi ha fatto un po' pena, stava piangendo.

Lo vedi che non sei stronzo allora?! Senti Chris, io lo capisco che stai tenendo un comportamento sopra le righe con i tuoi colleghi solo per non far dubitare Rachel, ma vacci piano per favore. Comportamenti come quello che hai avuto con Vincent Cross piano piano porteranno di nuovo il pubblico, che tanto ci hai messo a conquistare, contro di te. Inoltre quando hai annunciato Andy Moon vs Simon B. mi hai ricordato tanto Samantha a Night Of Gold...

Mi dispiace Ali, ma se con The Shepherd ho calcato la mano per impressionare Rachel, con Vincent Cross invece ho agito secondo come mi diceva la testa. Lui non merita il mio rispetto, non ha fatto nulla per meritarselo. Stesso discorso per Andy Moon e Simon B. Loro mi hanno fatto del male, ed ora risconteranno tutto con gli interessi, what goes around comes around.

Guarda su Simon ti posso dare anche ragione, d'altronde ancora non gli ho perdonato quel fotomontaggio pornografico mio che mostrò la scorsa estate... Ma per quanto riguarda Andy secondo me state esagerando entrambi. Lui ti sta stalkerando per arrivare a Samantha mentre tu stai rischiando di calcare troppo la mano con lui.

Sti cazzi sorellina. Quel pezzo di merda mi ha attaccato quando ero debole sia fisicamente che mentalmente, e per ciò la pagherà. Non so se hai notato, ma nelle ultime due puntate di Indoor War ho fatto in modo che vincesse entrambi i suoi match in modo che possa sentirsi in forma, pronto e gasato, e quando finalmente si incrocerà nel ring con me lo umilierò a tal punto che rimpiangerà per tutta la vita lo sfregio che ha osato farmi a The End Is Near. Inoltre sto sfruttando Rachel proprio come mi hai detto tu... ti consiglio di guardare Breaking Point questo venerdì, visto che ho convito la nostra sorellona ad invitare Andy Moon nell'ottica del conseguimento del mio machiavellico piano di vendetta.

Stai attento però.

Tranquilla sorellina, so quello che faccio. Tu piuttosto stai attenta visto che frequenti ambienti un po' più rischiosi di quello che frequento io.

Anche io so quello che faccio. L'Operazione Homecoming sta procedendo bene per ora, e se tutto andrà come spero allora ci saranno delle novità davvero piacevoli per noi.

Tipo?

Aspetta e vedrai.

Hm.

Ahahah! Ora devo andare Chris, ci sentiamo presto. Un bacione.

A presto sorellina, un bacione anche a te.

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Re: TWC - News from Indoor War
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Season II Overture


When havoc oppress


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???: Questa è la storia di tre uomini. I tre uomini più pericolosi della terra.

L'uomo alza un dito.

???: Un vigilantes mascherato che gira il mondo massacrando di botte bande di criminali.

L'uomo alza il medio insieme all'indice.

???: Il capo di una banda di fanatici, devoti alla epurazione del male dalla terra.

L'uomo alza l'anulare.

???: L'unico che sia mai riuscito a sconfiggere entrambi. L'uomo più pericoloso della terra.

L'uomo si ferma un secondo.

???: E poi ci siamo noi, che dobbiamo capire da che parte sta il vigilantes, fermare il capo dei fanatici e capire se l'uomo più pericoloso della terra voglia prendere il posto di uno di questi due.

Un voce si alza.

???: E quanto tempo abbiamo?

???: Cinque mesi, non di più. Ma due di noi hanno già iniziato il loro lavoro di infiltrazione. Partendo dal nostro unico punto certo. Leonard Black. È abbastanza, ragazzi?


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 03/02/2016, 18:52 
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the white kitten had had nothing to do with it


Look throughout the window, hiding near the tallest tree
you can see a monster, came here just to murder thee
close your eyes, hide in your room, scream and run away
he keeps laughing close to you, it'll get you anyway.

Watchin' ya in the mirror, your scared face reflected
turning into that nightmare you have always rejected
start crying, realise the cancer is inside your body
this time is true, you really can not trust nobody.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Next week, on TWC Friday Night Indoor War! Una nuova, indomita, luce sta abbagliando la Total Wrestling Corporation, e il suo obiettivo più prossimo sono i TWC World Tag Team Titles. Zeus e Mars, i misteriosi discepoli della setta degli Enlightened of Pro Wrestling, sfidano i campioni di coppia, “Superstar” Sigfried Jaeger e “The Hunter” Christophorus Schmidt, scendendo nel campo di battaglia preferito dei corvi di Ravensburg, ovvero in un Hudson River Tag Team Match. Luce contro tenebra. Mistero contro certezza. Mostri contro eroi. E tutto questo solo su Friday Night Indoor War, live dal Manhattan Center di New York, venerdì 12 febbraio 2016. Stay Tuned!


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Re: TWC - News from Indoor War
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A Dragon Sleeping


Episode III: Investigation of a Citizen Above Suspicion


Spoiler:


Per una maggiore immedesimazione nel promo si allega la colonna sonora di un famosissimo e amatissimo film.

Buon divertimento


Martedi 9 febbraio ore 18:00


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Le telecamere ci portano all'interno di un'abitazione rustica, ci troviamo all'interno di un salotto arredato con un paio di quadri e due divani, una televisione a schermo piatto alla parete, una mensola con alcuni trofei sparsi, un tavolo con quattro sedia, dove sono seduti due uomini distinti che stanno discutendo.

TL: Finalmente siamo riusciti a trovare quel fottuto bastardo.

AG: Già non mi sembra quasi vero, mi chiedo soltanto perché Micheal sia così tentennante nel voler entrare in quel palazzo.

I due non sono altro che Thomas Leadnour e Anthony Greatfield, i due amici di Micheal Edwards. Il ragazzo di New York fa capolino nel salotto proprio in questo momento.

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ME: Semplice, dovevo fare anche io le mie ricerche. Ricordavo di aver già sentito parlare di quel palazzo sull'Upper East Side tra la 1st Avenue e la 72nd Street. Infatti era uno dei vecchi palazzi che mio padre aveva in vendita negli anni d'oro del mercato immobilare.

TL: Quindi il povero Mike, non è mai stato così povero alla fin fine.

ME: Chiudi il pecco Tom, sai bene che non amo ricordare come mio padre guadagnava i suoi soldi.

Il sorriso sornione di Thomas viene cancellato dallo sguardo del Goleden Boy.

AG: Stavi spiegando, perché ti ha dato da pensare questa cosa?

ME: Nel 2008 mi padre vendette la maggior parte dei suoi palazzi a grandi proprietari di multinazionali o ad agenti molto influenti nella CIA e FBI, nel tentativo di evitare la bancarotta. Però ricordavo che quel palazzo non fosse stato venduto.

AG: Perché?

ME: Quel palazzo doveva essere mio, nel momento in cui fossi uscito da Duke con quella fottuta laura in economia, peccato che mamma abbia sempre spinto per farmi diventare biotecnologo. Ho il ricordo di un discorso tra i due che verteva esattamente su quel palazzo, mio padre insisteva che sarebbe comunque finito a me, mentre mia madre premeva per farmene avere un secondo. Diciamo che mio padre sperava di farmi ricredere lasciandomi questa offerta allettante, mentre mia mamma voleva solo una casa per me.

TL: Peccato tu sia riuscito a mandare a puttane tutto, sia per l'uno che per l'altra ah?

Edwards guarda Leadnour negli occhi.

ME: Mi spieghi che cazzo ti prende oggi?

TL: Mi sono seccato di stare qui a poltrire, perché dobbiamo stare con le mani in mano. Hanno Sashkin da un anno e non abbiamo fatto nul...

ME: Non provare a metterla sotto questo punto di vista Tommy, stiamo facendo il massimo, non possiamo buttarci là dentro e scandagliare 45 piani a caso, dobbiamo trovare un modo per entrare ed evitare di farci sfuggire chi sta dietro a questa oper...

TL: Mi hai rotto il cazzo Mike!

Thomas si alza e va faccia a faccia con il suo amico.

TL: Sono stanco di questo gioco, e i video che ci arrivano tramite mail sono anche peggio di quanto possa sopportare...

MD: Nessuno di noi ha detto che sarebbe stato facile Tom!

Michelle Diamond entra in stanza con addosso una brasiliana e un reggiseno a balconcino che modellano le sue forme.

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MD: Quindi ora calmati. E non farti prendere dall'ansia. Finché saremo tutti e quattro insieme non ci saranno problemi. Non l'hai ancora capito che vogliono dividerci? Eppure sei quello intelligente della compagnia... Ehi... Ma mi stai ascolta... Dannazione!

Michelle schiocca le dita, mentre Thomas ed Anthony si ricompongono.

MD: I miei occhi sono qua sopra, non sulle mie tette ragazzi, va beh ho capito. Mi vado a mettere qualcosa...

La ragazza si volta ed esce dall'inquadratura, ma i tre uomini rimagono a bocca aperta.

MD: I soliti maiali.

Persa la musa dalla loro vista Greatfield è il primo a prendere la parola.

AG: Ho fatto una grande cazzata, l'ammetto. Comunque Mike, che ne dici, andiamo a fare un sopralluogo? Quanto pensi ci voglia da qui?

ME: In macchina? Una mezz'oretta circa, se non troviamo traffico. Facciamo così, ci troviamo tra una decina di minuti qua fuori, avvisate anche Miky così andiamo tutti.

TL&AG: Va bene.

Le immagini sfumano su Micheal Edwards che esce dalla stanza.

Martedi 9 febbraio ore 18:35


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Le immagini si riaprono in macchina con Micheal Edwards alla guida, Michelle Diamond alla sua sinistra e sui sedili posteriori Greatfield e Leadnour.

ME: Suona un'armonica, mi sembra un organo, che vibra per te e per me,su nell'immensità del cielo.

MD: Non sapevo ti piacesse la musica italiana Mike.

ME: Nemmeno io lo sapevo, ho conosciuto questa canzone per caso. Ero in macchina per una trasferta di lavoro, mi trovavo con Leon Black, attaccò il suo I-Phone alla mia radio e mise in casuale la sua playlist. Capitò per caso e per caso mi innamorai di questa canzone, mi mette i brividi.

MD: Come si chiama?

ME: "Il cielo in una stanza" la canta Mike Patton, cantante dei Faith No More... Comunque siamo arrivati, parcheggio qui dentro.

La macchina si ferma in un parcheggio tra la York Ave e la 71st Street.

ME: Non siamo molto lontani dal palazzo, facciamo così. Dividiamoci e andiamo a perlustrare la zona, fate foto, video e quant'altro al palazzo. Tutto chiaro?

AG&TL&MD: Sì.

ME: Ottimo. Andiamo.

AG: Un'unica cosa Mike, hai detto che questo palazzo apparteneva a tuo padre, ma come mai non è più suo?

ME: Giusto, mi ero dimenticato di dirvi questo particolare. Sembra che due anni fa il palazzo sia stato rilevato da una società anonima con capitali ad Hong Kong e che mio padre non abbia battuto ciglio nel vederla. Anche perché la somma sborsata è il triplo del valore reale dell'immobile. Non so perché, ma questa cosa mi puzza.

AG: Stai dicendo che chi ha comparto il palazzo gestisce il rapimento del maestro?

TL: Poco importa gli spaccheremo il cranio appena entremo lì.

MD: Rude il buon Tommy. Comunque non dimentichiamoci cosa siamo venuti a fare qui oggi.

ME: Esattamente! Quindi muoviamo il culo e andiamo.

I quattro escono dal parcheggio escono dal parcheggio e si dividono, ma solo per poco tempo. Michelle raggiunge a passo svelto Michael e lo ferma.

MD: Senti Mike, volevo chiederti una cosa.

La ragazza sembra molto imbarazzata.

ME: Dimmi Miky, sono tutto orecchie.

MD: Senti...

La ragazza fa una lunga pausa.

ME: ...Michelle...

MD: Hai per caso da fare per domenica? No, sai perché avrei pensato, sempre se ti va, di andare fuori a cena...

Michael guarda interdetto la ragazza.

ME: Possiamo tranquillamente uscire, non ho nulla da fare domenica. Possiamo chiedere anche ai ragazzi.

La Diamond guarda con le lacrime agli occhi il Golden Boy.

MD: Non hai proprio capito allora, sono una sciocca. Davvero una grande sciocca.

ME: Capire cos... Cazzo domenica è San Valentino... Aspetta, Michelle... Mi stai chiedendo di uscire per San Valentino? Solo io e te?

MD: Sì, brutto idiota che non sei altro! Vorrei uscire con te per San Valentino.

Michael abbraccia la sua "amica".

ME: Non è morto nessuno. Non ti ho detto di no... Non fare così, ti sto dicendo che possiamo uscire io e te domenica.

La ragazza sorride raggiante all'indirizzo del Dragon Kid e lo serra nel suo abbraccio.

ME: Guarda che così mi spezzi le costole. Dai sì, usciamo io e te per San Valentino, ma ora vai, se no quei due sospetteranno chi sà quali cose.

Il ragazzo di New York bacia sulla fronte la sua giovane amica e si allontana nuovamente. Su questa quadretto si dissolvono le immagini.

Spoiler:
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Ci ritroviamo all'interno della solita stanza buia, ma sta volta non sono le stesse figure a darci il benvenuto.

Bruan: I quattro sono qua fuori, sembrano aver trovato il nostro quartier generale signore.

Jimmy: Finalmente, la mia vendetta si potrà consumare!

Bruan: Signore, la devo avvertire di una cosa però. Non semrbano intenzionati ad entrare. Si stanno aggirando nei pressi con macchine fotografiche e quant'altro, si sono confusi nella folla e stanno facendo delle fotografie al palazzo. Il ragazzo sembra più intelligente di quanto sperasse.

Da lontano, una voce rotta dal dolore risponde alla domanda implicità dello scagnozzo.

Sashkin: Lo è sempre stato. Mio figlio non è mai stato capace di battere in tattica Michael.

Dei passi veloci e poi il suono di un calcio che si abbatte sul corpo di qualcuno.

Jimmy: Zitto vecchio, nessuno ti ha interpellato.

Sashkin: Schifoso... Bastardo! Spero ti cavi gli occhi dalle orbite appena gli sarà possibile.

Un altro colpo, che nel silenzio della stanza rimbomba come un tuono.

Bruan: In silenzio vecchio, non provare a dar fastidio al maestro.

Sashkin: Maestro?! Quello che ti comanda è solo un bamboccio incapace di comprendere, un mulo! Testardo come pochi e incapace come migliaia prima di lui.

Jimmy: Peccato che quel mulo sia tuo figlio, vecchio! Ma soprattutto sia l'unico ad avverti battuto.

Sashkin: La tuo vittoria non vale niente, non avrai mai quella maschera.

Jimmy: Io non voglio quella maschera! Io voglio il cuore di Micheal Edwards, su un piatto d'argento, così da potermene cibare, davanti ai tuoi occhi. Per poi sentirti pisciare addosso prima di morire definitivamente appiccato a quel cappio...


Martedi 9 febbraio ore 20:45


I quattro sono di nuovo davanti allo stesso parcheggio e stanno parlando tra di loro.

ME: Allora? Com'è andata? Vi siete fatti un'idea del tutto?

Thomas prende la parola.

TL: Si, ho fatto un paio di foto e controllato qualche via di fuga. Il palazzo sembra essere super blindato. Ma che ne dici di discuterne davanti a una buona birra? Tutto sto cancan mi ha stancato.

AG: Dai Mike non sarebbe una brutta idea.

MD: Ti prego, prendiamo una birra come ai tempi del College su!

Il Dragon Kid guarda i suoi amici con aria divertita.

ME: Va bene, lasciamo stare queste lungheria, ne parleremo a casa stasera, soprattutto se non sare sbronzi come al vostro solito!

TL: Quello che si sbronza, qui, sei sempre tu Mike.

E sulle risate dei quattro le immagini staccano definitivamente.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 10/02/2016, 21:08 
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Le telecamere inquadrano una palestra, o almeno una sezione di essa, piena di piccoli pesi buttati a terra, asciugamani, un borsone aperto...

SB: VAFFANCULO!!!

Che succede? Prima che qualcosa appaia in scena si sente solo la voce di Simon B che impreca ed insulta urlando!

SB: FIGLIO DI PUTTANA!!!

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Le immagini finalmente si sgranano... e si scopre un bersaglio appeso al muro con la faccia di Vincent Cross al centro!

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Simon B scaglia più violentemente possibile le freccette contro il bersaglio e cerca di colpire la faccia di Vincent Cross messa lì a mo' di santino.

SB: Tutta colpa tua... PORCO D..

*TUF*


Rumore sordo, che interrompe e forse un po' imparusce Simon B.

SB: Chi cazzo è? Vattene prima che ti spacchi la faccia!

Si sentono dei passi avanzare verso Simon, scaraventa a terra bersaglio e freccette preparandosi a picchiare qualcuno..

SB: Ok.. Cazzi tuoi!

Simon scatta verso il misterioso interlocutore.. ma si ferma appena riesce a capire l'identità!

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Richard Rossen, il fratello di Cross, il quale ha una espressione molto seria in volto.

RR: Mi dispiace moltissimo, Simon.

Dà una pacca sulla spalla dell'ex campione FWP.

RR: Questo atto non rimarrà impunito, te lo prometto. La faremo pagare al mio ignobile fratello.

SB: Sarebbe anche ora, sinceramente.

Simon si gira verso Rossen guardandolo con occhi arrabbiati.

SB: Questa partnership doveva garantirmi vantaggi su vantaggi, protezione e tante altre cose. Fino ad ora ho ricevuto solamente figure di merda e la perdita del titolo mondiale, probabilmente la cosa a cui tenevo di più al mondo.

B scaglia un'altra freccetta verso il bersaglio.

SB: Meh.. diamoci una svegliata, altrimenti potrebbe essere lei al posto di suo fratello a fare una fine ignobile.

Rossen rimane imperutrbabile, prende anche lui una freccetta e si prepara a scagliarla contro il Cross ritagliato sul bersaglio.

RR: Lo sai perché questa partenership non ti sta dando vantaggi, Simon?

Rossen lancia la freccetta: centro perfetto.

RR: Per colpa mia.

L'industriale si avvicina al bersaglio, mentre Simon lo guarda.

RR: Perché pensavo scioccamente che il mio ignobile fratello non si sarebbe mai abbassato ad un livello così infimo: usare dei volgari sotterfugi per far soffrire un mio fedele alleato! Ah, l'infamia e il disonore vanno a braccetto con quell'uomo!

Richard prende la freccetta, piazzata in mezzo agli occhi del bersaglio Cross.

RR: Credevo veramente che sarebbe venuto prima a fare quattro chiacchiere col sottoscritto, ma quell'uomo è un bastardo, scappa e si nasconde invece di affrontarmi! Lo detesto quanto lo detesti tu in questo momento, amico mio!

Torna di nuovo accanto al nervoso B.

RR: Ma non accadrà di nuovo, lo giuro! Io e te condividiamo il medesimo obiettivo, per questo ho preparato ogni cosa! Dimmi cosa vuoi, cosa ritieni sia necessario per distruggere mio fratello, e la avrai!

Simon alza lo sguardo e possiamo notare come abbia gli occhi leggermente lucidi. Sta quasi piangendo dalla rabbia.

SB: Non ho mai tenuto così tanto ad una cosa come a quel titolo mondiale. Mi ha portato via tutto, come se si fosse preso una parte di me e l'avesse strappata dal resto del corpo, e ora è impossibile riprendersela. E anche riprendendomela non sarà mai come prima, non sarà mai come LA prima! Lo odio, lo odio, lo odio davvero tanto. Vorrei prenderlo a pugni sul naso, riempirlo di calci e sbatterlo contro il muro con violenza.

B sferra un pugno contro il bersaglio appeso che cade a terra.

SB: Prenderlo a calci in bocca fino a quando non sputerà sangue da qualsiasi buco, pure dalle orecchie, pure dal buco del culo. Voglio farli del male, e quando mi urlerà "basta" sarà quello, quello sarà il momento in cui continuerò e continuerò e continuerò ancora fino a farlo svenire, fino a fargli chiudere gli occhi, fino a fargli perdere i sensi.

Il Who You Want To B si passa una mano tra i capelli.

SB: Lo voglio fare fuori.

RR: Molto presto, amico mio, realizzerai questo tuo desiderio. Anche grazie a me.

Rossen mette una mano sulla spalla di B.

RR: Adesso esci, la mia limousine ci aspetta, andiamo un po' a divertirci. E soprattutto, ti illustrerò il piano che ho in mente. Da oggi siamo ufficialmente in guerra, Simon. Lo annienteremo e renderemo tutta la sua vita una barzelletta stupida e puerile. Va, ti raggiungo subito.

SB: ... Bene.

B, mantenendo una espressione seria, si avvia fuori dalla palestra. Richard si gira verso il bersaglio, strappando il pezzo di carta con sopra la faccia e Cross e stringendolo nel palmo destro.

RR: Quasi quasi ti ringrazierei, Reggie.

Rossen stringe la pallottola di carta nella propria mano, quasi come se volesse stritolarla. Sorride.

RR: Dai che finalmente ti levi dai coglioni una volta per tutte!

Fatto ciò, butta la palla a terra e la calcia via, andandosene. Sulle immagini della pallina ormai abbandonata a sé le immagini staccano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 10/02/2016, 23:13 
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[quote="Simon"]
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Le telecamere inquadrano Shawn Gates camminare per le strade di quella che riconosciamo essere Cleveland, Ohio. Il texano indossa un giubbotto di pelle marrone, jeans e stivaletti modello timberland. Il giubbotto di pelle, sbottonato, lascia intravedere una t-shirt del gruppo rock californiano "Red Hot Chili Peppers". Il Ribelle cammina per un po' sul marciapiedi, finché non decide di entrare in un pub. Il texano appende il giubbotto di pelle nell'attacapanni accanto alla porta, scoprendo una fasciatura sul braccio destro e diversi segni di scottatura sul sinistro. Gates si guarda intorno, vede alcune coppie, alcuni anziani solitari e un gruppetto di ragazzini in età liceale al quale un giovane barista ha appena portato da bere, facendo mettendosi poi l'indice davanti la bocca e sorridendo. Dopo aver scrutato l'ambiente il membro dei No More Heroes va a sedersi su uno sgabello davanti al bancone, estrae dalle tasche il portafoglio, il telefono, un accendino ed un pacco di Lucky Strikes Red Morbide, sul quale nota un particolare prima sfuggitogli.

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Il texano scuote leggermente la testa.

SG: Puttana Eva.

Un barista piuttosto giovane si avvicina al texano.

Barista: Cosa prende, signore?

SG: Birra. Facciamo una Guinness. Alla spina però.

Il barista annuisce, poi si volta ed inizia a riempire un boccale di birra, nel frattempo Gates estrae una sigaretta dal pacchetto, facendo una smorfia alla vista del bambino morto sul pacchetto, quindi prendo il portafoglio e lo mette sopra il pacchetto per coprire l'immagine, poi accende la sigaretta. Il barista poggia la birra davanti a Gates.

Barista: Qui è vietato fumare, signore. Potrebbe spegnere la sigaretta?

SG: Perché?

Barista: Perché è illegale fumare all'interno dei luoghi pubblici.

SG: Mi stai dicendo che questo locale è proprietà dello stato?

Barista: No, le sto dicendo che è vietato fumare.

SG: Sai cos'altro è vietato, giovanotto?

Il giovane barista squote la testa.

SG: Dare da bere ai minorenni. Eppure quando sono entrato giurerei di averti visto portare da bere a quella fighetta che con quel pantaloncino inguinale attenta fortemente alla mia fedeltà relazionale. Ma probabilmente attenta anche alla mia condizione di libero cittadino non detenuto, visto che ad occhio e croce avrà al massimo diciassette anni. Quindi facciamo così, io non dico a nessuno del tuo tentativo di portare nelle tue grazie miss pudore lì in fondo dandole delle bevande alcoliche nonostante la sua giovane età e tu mi lasci fumare in santa pace, va bene?

Gates dà un tiro alla sigaretta, il giovane barista annuisce imbarazzato, il texano gli sputa il fumo addosso.

???: C'è qualche problema, da quanto ho capito.

I due si voltano verso una figura che arriva vicino al barista...

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Ben Roberts, il barista del bar di Vincent Cross! Ma questo significa che...

SG: Tra tutti i pub d'America sono andato a finire proprio in quello di Vincent Cross, wow.

Roberts si volta verso il giovane barista, che rimane ammutolito.

BR: Tu torna in cucina, su, mi hai sostituito anche troppo a lungo. Ma prima fa uscire la suddetta ragazza da qui dentro, su, o ti ficco il rubinetto per le birre su per il culo.

Il ragazzo ingoia un boccone amaro e se ne va con la testa bassa.

SG: Dobbiamo insegnare un po' di disciplina ai pivelli, dico bene?

Il texano sorride in direzione di Roberts, poi dà un tiro alla sigaretta.

BR: Se fosse possibile insegnarla tramite l'uso di una mazza da baseball sarebbe tutto molto più semplice.

SG: Pensa che il pivello ha spillato la Guinness inclinando il bicchiere di quarantacinque gradi. Molti credono che tutte le birre si spillino così. Invece no, solo le birre provenienti da Belgio, Germania e Olanda vanno spillate a quarantacinque gradi. Per le Irlandesi il bicchiere va tenuto dritto. Ho fatto il barista da ragazzo a San Antonio, lì i vecchi bastardi erano capaci di accoltellarti per una birra spillata male. Per fortuna non sono ancora così vecchio, anche se qualcuno direbbe il contrario

Il lottatore della WFSS a questo punto sorride leggermente.

BR: Sai che anche il capo è qui? Tra un po' deve partire per un viaggio importante, ma credo che gli farà piacere vederti. E' nel retro, se vuoi fargli una visita. La birra per stavolta la offriamo noi.

SG: Massì, credo che due chiacchiere con un collega possano farmi piacere. In più sono stanco della gente che mi guarda male perché sto fumando qui dentro. Portami da lui, dai.

Gates da fondo al bicchiere di birra e segue Roberts nel retro incrociando sulla via gli sguardi turpi dei non fumatori e rispondendo con sguardi altrettano turpi.

BR: Non preoccuparti per i clienti, sono simpatici quando inizi a conoscerli.

I due arrivano velocemente nel retro sino ad arrivare davanti al garage, dove Roberts si congeda da Gates tornando nel locale. Il texano si avvia verso una grossa Jeep col cofano alzato, infatti davanti ad essa troviamo un Vincent Cross in versione "meccanico", che si sta pulendo con uno straccio.

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SG: Interrompo qualcosa?

Gates sorride. Cross appoggia lo straccio sulla cassetta degli attrezzi, sembra davvero sorpreso.

VC: Gates, e tu che ci fai qua? Non avrei mai pensato che saresti diventato un cliente.

SG: Beh, mi piace la birra, potrei entrare d'ovunque per una buona birra. A dire il vero ero a Cleveland per promuovere i prossimi house show qui in zona e finito il lavoro sono andato nel primo bar che ho incontrato sulla strada. Potrebbe essere stato il destino ad avermi portato qui. Ma al destino non ci credo, quindi diamo il merito alla birra.

Gates prende una sedia messa di lato e si ci siede.

SG: Settimana dura per entrambi questa.

VC: Se non altro ci siamo rifatti sui nostri nemici, vediamola così.

Adesso Cross ripone le pinze e la chiave inglese nel cassetto degli attrezzi, guardando verso Gates.

VC: B ha commesso l'errore di scendere a patti con quella serpe a sonagli di, ugh, mio fratello. Sono convinto che convincerebbe persino Satana a scendere a patti con lui, come minimo diventerebbe presidente della Hell Industries. E' fatto così. Ho dovuto dare una lezione a quello pseudo campione. E sono sicuro che anche tu con i Crucchi ti darai da fare.

SG: Puoi giurarci che mi darò da fare. Fred a Indoor War mi ha schiantato su un tavolo infuocato e crede di avermi messo KO, ma se c'è una cosa che noi texani abbiamo, Vincent, è la pellaccia più dura di un coccodrillo. Puoi giurarci, appena metterò le mani addosso a quel mangiacrauti gli farò ricordare perché la guerra l'abbiamo vinta noi e non loro. Poi c'è la BDK che ad oggi nemmeno sanno se potranno arrivare campioni ad Alpha Orizon. Infine c'è Leon Black che mi vuole negare una shot che ormai hanno avuto cani e porci solo per sfizio personale. Direi che non ci siamo fatti molti amici qui dentro, dico bene?

Gates estrae il pacco di sigaretta dalla tasca dei jeans, ne estrae due, una se la mette tra le labbra, l'altra la lancia verso Cross, che la prende, tira fuori un accendino dalla tasca e se la accende.

VC: Beh, grazie, mi ci voleva.

Lancia quindi l'accendino a Gates, che lo prende agilmente.

VC: In effetti no, ma ehi, è pur sempre vero che è meglio essere pochi, ma buoni. Piuttosto che essere amico di Fred rinuncerei alla birra.

SG: Io farei il testimonial per una campagna anti-fumo probabilmente.

Cross ride leggermente per un paio di secondi, poi torna composto.

SG: Beh, alla fine in un certo senso non sai mai di chi fidarti, di questi tempi devi guardarti bene anche dai familiari. Ho visto che tra te e tuo fratello non corre buon sangue...

VC: Non parlarmene.

Il biker si fa molto serio.

VC: Sì, ho nascosto la mia identità, lo ammetto, ma semplicemente perché la volevo escludere da tutto ciò. Il Ring, sai. Anche perché conoscendoli si sarebbero o preoccupati o incazzati a morte. Il mio fratellino più piccolo, Roddy, si è preoccupato, mia sorella mi ha dato della testa calda, mia madre e mio padre non oso immaginare come abbiano reagito... Richard ha reagito decisamente come mi aspettavo, però. Alla fine è tornato a tormentarmi, il pezzo di merda. Sei fortunato che tu non debba vivere situazioni di questo genere, da quello che ho visto la tua famigliola è bizzarra ma quantomeno allegra, dai, similmente a quella che mi sono costruito io qua.

SG: Beh, io non mi posso lamentare. Con Rebecca le cose filano liscio. Jimmy è abbastanza sbandato ultimamente, ma è una questione di età, tra un po' il ragazzo andrà al college e sappiamo come sono quegli anni, ci siamo passati un po' tutti. Io il college l'ho lasciato dopo un anno e mezzo, ma da quello che ho visto in quei posti lì, beh, se il ragazzo esce da lì con ancora qualche neurone posso dire di non aver fallito come genitore.

Cross accenna una risata

VC Vero, vero. Per quanto riguarda Leon, vedila così, potrebbe non volerti concedere la shot perché non sa se ti può battere. Non credo si sarebbe fatto problemi, nel caso. Quando sono andato io contro di lui l'ho messo in difficoltà a tal punto che ha dovuto concentrare tutte le forze esistenti nel cosmo probabilmente dentro quell'unica Mark of the Veteran. E' stata una gran serata per me quella.

Il biker richiude il cofano della Jeep nera, accertandosi che sia a posto.

VC: Avevo giusto finito di mettere a posto il motore. E' un piccolo gioiello, anche se ha più di dieci anni. Non posseggo solo moto, ebbene sì. Ma la guido troppo poco, questa bellezza.

SG: Non è necessariamente un male. Usare poco le cose le rende speciali. Io per esempio non ho mai rivisto il mio film preferito, perché la seconda volta è sempre un po' meno bella. Così come tu non usi molto spesso la mossa che ti ha permesso di battere Keenan. E poi si sa: l'attesa aumenta il piacere.

Gates da un tiro alla sigaretta, facendo poi uscire il fumo dal naso.

SG: E credo che questo discorso valga anche per il mio match per Leon Black. Sono più di quattro anni e mezzo che voglio mettere le mani addosso a quel presuntuoso figlio di puttana, ma so benissimo che presto o tardi lo farò, e sarà magnifico. E sono esattamente duecentoquarantatrè ore che fremo per poter restituire il favore a Fred. Anzi no, sono quattordicimilacinquecentoottanta minuti. L'attesa mi sta distruggendo, ma quando gli metterò le mani addosso, cazzo, sarà come venire in faccia a Elena di Troia.

Gates sorride, Cross ricambia con una risata.

SG: Credo che tu lo sappia meglio di me, una vittoria succosa come quella contro Keenan non capita tutti i giorni.

VC: Non la definirei "succosa". Alla fine penso che ci abbiamo guadagnato entrambi. Un po' credo che sia stato anche merito mio se lo ho spinto a tornare a casa. E' il mio obbiettivo di vita, aiuto gli altri, sono una persona generosa.

Cross tira un po' dalla sigaretta, guarda in aria ed espelle il fumo.

VC: Non farti accecare dall'odio per Fred, comunque. Ricordati che molto probabilmente ci sono anche gli altri due a rompere, almeno Siegrfied che è un osso duro, prima di strappargli quei titoli bisognerà come minimo immobilizzarlo al tappeto con lo Scotch, e non sono sicuro funzionerebbe del tutto. Schmidt dipende da lui, quindi non lo commento, è un tool, mi ricorda i lottatori che vengono creati nei videogiochi di Wrestling. Morgan sembra capace, sì, ma si è scelto il partner sbagliato per crescere. Alla fine restano sempre i due tedeschi da affrontare. Credo che Miller possa aiutarti egregiamente in questo.

SG: Già, Miller. Il ragazzo non si fa sentire da un pezzo, ma di lui mi fido più di chiunque altro in questo momento. Ad ogni modo l'unico lì in mezzo che temo e Jaeger, non per le abilità, più per le macchinazioni. Ci ha già fregato troppe volte finora, ma questa volta per batterci dovrà schienare uno di noi. E per quanto riguarda me e Travis dovrebbe passarci sopra...

Gates da un tiro alla sigaretta.

SG: Beh, dovrebbe passarci sopra con questa Jeep.

VC: Dopo che l'ho usata magari ve la presto. Magari.

I due finiscono di fumare le proprie sigarette, quindi le schiacciano sotto i propri piedi.

VC: Sai che ti dico, Gates? Basta parlare di Crucchi e qualsiasi altra cosa non piacevole. Sei un tizio dannatamente simpatico, e credo che tu possa esserlo ancora di più bevendo birra in compagnia, che ne dici?

SG: Beh, se la metti così accetto volentieri, non si dica mai che Shawn Gates dica no ad una birra.

I due escono dal garage mentre le immagini sfumano.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 11/02/2016, 22:53 
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Le immagini mostrano una strada desolata, fuori città, il sole non sembra essere ancora sorto ma la notte è ormai passata. Una grossa jeep la sta percorrendo a velocità non eccessiva, e all'interno di essa vi sono due uomini ben conosciuti al TWC Universe.

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Vincent Cross e il suo avvocato Jack Keenan, con Cross al volante della jeep. Quindi non ha solo moto da guidare... Cross guarda attentamente la strada davanti a sé, mentre Keenan guarda fuori dal finestrino, pensieroso.

Keenan: Se non ci avessero rubato l'idea, questa sarebbe una bella occasione per girare un episodio di "TWC: Ride Along", no?

Cross non risponde, continuando a guidare.

Keenan: Siamo un po' tesi, eh?

VC: Lascia stare.

Finalmente il Biker risponde, non voltandosi però a guardare il proprio avvocato.

VC: Sono pensieroso, ecco tutto. L'idea non era male, avresti potuto monetizzarla prima.

Cross guarda un attimo nello specchietto, con aria tesa, poi torna a guardare davanti a sé.

VC: Non sei emozionato, Jackie? Finalmente potrai conoscere la decantatissima famiglia Rossen. O almeno la mia quasi adorabile mia sorella.

Keenan: Spero non sia simile al fratello. Al fratello antipatico, insomma... cioè, saresti tu.

VC: Posso assicurarti che quella donna nello specifico mi terrorizza come pochi altri esseri umani sulla faccia del pianeta Terra, anzi, forse è l'unico essere umano che può farmi paura. Ma le voglio bene. Non dirle che te l'ho detto.

Keenan: La cosa si fa interessante...

VC: Non farti strane idee, quella donna ti taglia la gola con lo sguardo. Metaforicamente. Ma un giorno ci riuscirà anche in senso letterale, ne sono sicuro.

Keenan: Non vedo perché questo dovrebbe renderla meno interessante.

Cross sorride, leggermente divertito. La jeep prosegue il suo corso. I due adesso sono in silenzio...

Keenan: Di' una cosa, Reggie...

VC: Non chiamarmi così.

Keenan: D'accordo, Reginaldo...

Keenan accentua volutamente la pronuncia del vero nome di Cross, aka Reginald Rossen da quanto si è capito, per farlo innervosire. Cross fa del suo meglio per rimanere calmo.

VC: Cosa dovrei dirti, Jackie Boy?

Keenan: E' sempre stato mio padre quello più ferrato ed interessato alle storie delle famiglie "in vista" d'America, a me non è mai importato. Mi spieghi un po' la storia della famiglia Rossen, già che ci sei?

VC: Immagino sia arrivato il momento. Vuoi la versione ufficiale o la verità?

Keenan: Hai dubbi?

VC: Bene allora.

Cross prende un respiro profondo.

VC: I Rossen arrivarono nell'Ohio, originariamente. Si pensa ad una nostra origine italiana, il cognome sarebbe stato Rossini, Rossellini, una cosa del genere. Non si può dire con certezza, è una delle poche cose che non sappiamo. La storpiatura sarebbe arrivata in seguito al fatto che uno dei nostri antenati, appunto un italiano emigrato qui in America sul finire del Milleseicento, abbia scritto male il cognome della famiglia al momento dell'imbarco per l'America. Ed ecco nati i Rossen.

Keenan: Spero che Donnie Trump non lo sappia.

VC: Fammi continuare. Dicevo: i Rossen arrivarono sino all'Ohio ed iniziarono quella che sembra essere stata una attività di industria "tuttofare", se così si può dire. Grazie al fatto di essere una famiglia numerosa i Rossen prosperano in qualsiasi attività si potesse praticare in un villaggio americano a quell'epoca, persino come preti. Furono piuttosto rapidi a convertirsi al protestantesimo da cattolici che erano, il che dovrebbe farti capire che in famiglia siamo sempre stati esperti di camaleontismo.

Keenan: Già.

VC: Oltretutto i Rossen erano già di per sé una famiglia estremamente facoltosa, possedendo comunque dei guadagni derivanti dal fatto di essere stati Mercanti in Italia, presumibilmente. Così potevano permettersi di esercitare un'altra, se così potremmo dire, piccola e redditizia pratica. Quale, secondo te? Domanda da un milione di dollari.

Keenan ci pensa su qualche secondo...

Keenan: L'usura?

VC: Esattamente.

Keenan: Il che a sua volta spiega la conversione.

Cross sospira, il suo sguardo sembra incupirsi.

VC: E anche grazie a questa se si sono arricchiti, almeno non ufficialmente. Facevano prestiti e riscuotevano i beni immobili di chi non poteva pagare, tutto legale, a quanto sembra, ma sappiamo come funzionano certe cose... E poi venne la manna dal cielo. La guerra di secessione, Nord contro Sud, tanti e tanti soldati in cerca di una sola cosa: armi.

Keenan: Ed immagino che a questo punto la famigliola Rossen abbia... aiutato ambo le fazioni?

VC: Non ufficialmente, come sempre. Dai conti di famiglia antichi che riuscii a recuperare, in alcuni mesi vi era una sorprendente... Crescita dei guadagni, ecco. Si poteva tranquillamente spiegare con un aumento dei prezzi, ovviamente, ma si andava a cicli di un mese, poi due normali, poi un altro "gonfio" e così via. Molto, molto sospetto, converrai con me. Comunque eravamo schierati col Nord, sulla carta, ma secondo te alla vittoria del nord sul Sud alle industrie del Sud cosa accadde?

Keenan: Sono della Georgia, non è una domanda molto difficile, Regs.

VC: Esatto, gli industirali del Nord ci si buttarono addosso manco fossero state del legno e loro dei castori. Se ne appropriarono e diventarono loro i grandi proprietari, compresa la mia famiglia ovviamente, che nel Sud ci ha fatto alcuni dei più grandi guadagni della storia dell'Economia americana, e molto probabilmente globale. Ed eccoti la lezione di storia sulla vera nascita della Borghesia imprenditoriale in America e della famiglia Rossen. Viva il Capitalismo, immagino.

Keenan rimane in silenzio per qualche secondo.

Keenan: Però, bella famigliola. C'è del materiale per un film da buoni incassi.

VC: Già. Per questo io nello specifico me ne sono andato. Mi stava stretto dover essere l'erede di quel posto, capisci? Certe cose non fanno per me. Chiamami codardo se vuoi, ma penso tu possa capire come mi sento.

Keenan: Direi di.... Yaaaawn... sì.

Keenan sbadiglia, in effetti per tutto il tempo aveva un'aria piuttosto assonnata...

VC: Sei stanco?

Keenan: L'ultima volta che ho controllato erano le sette e due del mattino, non sono esattamente un tipo da vita notturna come te.

_____________ (Un paio d'ore dopo) _______________


Jack Keenan, assopito, viene preso a colpetti sulla spalla dal proprio "cliente", e inizia a svegliarsi.

Keenan: Ancora 5 minuti, dai...

Cross sorride, mentre le immagini ci portano all'esterno della Jeep. I due sono nel traffico di Nashville, nella storica Music Row della città.

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VC: Benvenuto a Nashville, Jackie Boy.

Keenan: Sai, ti immaginavo più compagnone durante il viaggio, storia della famigliola a parte.

VC: Avevi bisogno di riposare.

Jack Keenan si stiracchia, guardandosi intorno.

Keenan: Nashville, eh? Sembra proprio un posto in stile Cross.

Il Pain Deliverer, sogghignando, dà un colpetto al ginocchio del suo cliente.

Keenan: O dovrei dire in stile Reginald?

Cross rimane in silenzio alcuni secondi, poi si gira a guardare la strada, ancora ferma.

VC: Ti odio.

Keenan: Questo ero solito dirlo io, non rubarmi le battute, Reg.

Jack Keenan tiene il suo sguardo fisso verso Cross, che sta tenendo il volante fin troppo stretto.

Keenan: Dunque, esattamente dove stiamo andando, Reggie?

VC: Non in un bel posto, te l'assicuro. Almeno, non per me.

Keenan si sfrega le mani.

Keenan: Che stiamo aspettando, allora?

VC: Appena usciamo dal traffico possiamo raggiungerlo in poco tempo, mi ricordo perfettamente la strada, se non altro.

Ecco che infatti il traffico inizia a muoversi.

VC: Andiamo alla casa base della famiglia Rossen, Jackie.

Keenan: La casa base?

VC: Capirai meglio una volta arrivati.

_____________ (Mezz'ora dopo) _______________


Vediamo Cross e Keenan entrare in quello che sembra essere l'atrio di una grande azienda, piena di persone in giacca e cravatta, probabilmente tutti con alte posizioni nel mondo della finanza. I due sono oggetto delle attenzioni di alcune di queste persone che li indicano bisbigliando tra di loro. Keenan non sembra contento di tutto ciò.

Keenan: Copertura saltata, direi.

VC: Non siamo esattamente irriconoscibili.

I due raggiungono un ascensore, sul quale non sembra voler salire nessuno considerando chi ci vuole entrare...

Keenan: La situazione potrebbe essere più imbarazzante di così?

VC: Beh, potremmo sempre urlargli contro nel tipico stile di un orco di palude, sarebbe divertente.

I due entrano nell'ascensore.

VC: E non farmi fare brutte figure, intesi?

Il Pain Deliverer alza gli occhi al cielo.

Keenan: Ecco, questa è la tipica frase che non avrei mai e poi mai pensato di sentirmi dire da te.

Il biker scuote il capo.

VC: C'è sempre una prima volta. Quindi mi raccomando: niente battuttine a doppio senso, niente occhiolini o che so io, assumi un atteggiamento quanto più professionale possibile...

L'ascensore si chiude.

________ (Quarantasette piani dopo) _________


L'ascensore si apre.

VC: E soprattutto, non ridere ogni volta che mi chiamano Reginald.

???: Reginald.

Cross viene interrotto da una voce femminile dal tono glaciale, di una donna che si trova proprio davanti all'ascensore!

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???: Sempre in ritardo, sempre, dovevi essere qui almeno un quarto d'ora fa. Non cambierai mai, Reginald Smithsonian Rossen.

Passano alcuni secondi di silenzio. Keenan scoppia a ridere, e Cross assume la postura di una persona che vorrebbe affogare nel mare ed essere mangiato dai piranha. La donna però non muta espressione. Cross la guarda mentre esce dall'ascensore trascinando letteralmente il proprio avvocato.

VC: Ciao Row. Come sta mamma?

RSR: Starebbe meglio se sapesse della nostra visita.

VC: Non le hai detto nulla, quindi.

RSR: Avrei dovuto?

Dietro Cross, Keenan continua a ridere. Il biker si gira.

VC: Jackie, vedi di salutare mia sorella prima di morire, almeno spero, tra atroci sofferenze.

La donna allunga il capo, osservando Keenan con scetticismo.

RSR: E' lui il tipo che dovrebbe difenderti, il figliol prodigo di Aaron Keenan? Non sembra nulla di speciale. Avresti dovuto scegliere il padre.

Jack Keenan, con le lacrime agli occhi, cerca di ricomporsi il più possibile.

Keenan: Uhm uhm, vedo che avere il giudizio facile è di famiglia. Comunque, mi scuso per la mia reazione, anche se dubito fortemente di essere stato il primo ad averne una simile nel sentire il nome completo del nostro Reginald.

Il Pain Deliverer si spazzola la spalla con una mano, tentando di sembrare quanto più professionale gli conceda il suo sfogo di qualche secondo fa.

Keenan: In ogni caso, non credo di dover giustificare la mia persona o la mia professionalità come avvocato: è stato Reginald a scegliermi e ad insistere - insistere è quasi riduttivo, peraltro - perchè io accettassi questo caso, quindi immagino che andrebbe chiesto a lui il perchè.

Keenan ora punta i suoi occhi in quelli della sorella di Cross.

Keenan: Però, se dovessi azzardare una spiegazione, direi che mi ha scelto perchè io posso affrontare qualsiasi cosa mi si butti contro, in qualsiasi modo, mentre mio padre ha una maggiore reputazione da difendere e qualche anno in più sulle spalle, e questo può essere un deficit.

Jack Keenan si aggiusta un polsino, per poi allungare la propria mano.

Keenan: E peraltro, si dice che io sia fottutamente bravo in quello che faccio.

La donna non sorride, ma stringe la mano al figlio di Aaron.

RSR: Rowena Savannah Rossen, piacere. I nomi deriva dalla passione di nostro padre per tutto ciò che è altisonante, quindi la pregherei di prendere almeno il mio nome sul serio. E' sempre meglio del perché il qui presente Reginald ha questo nome, anche se è una storiella alquanto divertente.

VC: Savannah.

RSR: Non interrompermi.

VC: Almeno quello puoi non dirglielo.

RSR: E va bene. Sempre a vergognarti del tuo nome. Dovresti prendere esempio da me. Seguitemi.

La sorella di Cross si volta ed inizia a fare strada ai due, che rimangono indietro di qualche passo.

Keenan: Sai, credo di aver capito il vero motivo per cui te ne sei andato da qui: non per l'essere "l'erede di questo posto", semplicemente non ne potevi più di sentirti chiamare Smithson-

Una gomitata ben assestata da Cross nelle costole di Keenan blocca a metà la frase.

VC: Imbecille.

Keenan non smette comunque di sghignazzare, mentre segue Cross e sua sorella. Le immagini quindi sfumano.


Ultima modifica di Simon il 31/03/2017, 13:52, modificato 3 volte in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 12/02/2016, 12:19 
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DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


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Le immagini ci portano all'interno di quello che abbiamo ormai imparato a riconoscere come l'interno dell'appartamento newyorchese di Jack Keenan. Non ci sorprende, difatti, vedere proprio il Pain Deliverer entrare dalla porta dell'abitazione: Keenan, in abiti eleganti e con una ventiquattr'ore in mano, pare visibilmente stanco.

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Con un gesto rapido e sgraziato, lancia la valigetta in avanti di qualche metro, andando poi ad appendere la giacca al primo gancio che trova al muro. Keenan si passa lentamente la mano fra i capelli, ma non ha ancora fatto un passo quando una voce erompe bruscamente l'atmosfera silenziosa della sera.

???: Sei in ritardo. Mi aspettavo che tornassi molto prima.

Vediamo Keenan paralizzarsi, con la gamba ancora sollevata nell'atto di spostarsi in avanti.

???: Sai quanto io odi aspettare.

Di scatto, Jack si allunga verso l'interruttore ed accende la luce, illuminando la stanza e la figura seduta sul suo divano.

Immagine


Jack Keenan rimane immobile per qualche secondo, con lo sguardo puntato verso il vecchio, il respiro affannoso.

Keenan: Cosa diavolo ci fai qui?

Lo sguardo del wrestler di Atlanta spazia ora dalla serratura della porta a quella delle finestre.

Keenan: E come cazzo sei riuscito ad entrare?

Quill: Mi deludi, Jack, se pensi che io non riesca ad entrare dove voglio entrare. Carino il posto, vedo che ti sei sistemato bene.

Quill passa un dito sulla poltrona in pelle, appoggiando i piedi su un cuscino di fronte a sè.

Quill: Com'è andato il viaggetto a Nashville? Ti stai appassionando ai piccoli intrighi della famiglia Rossen?

Keenan: Sempre ben informato, vedo.

Quill: Lo sono su ogni tuo singolo movimento. Non che sia particolarmente difficile, è tutto già su twc.com, peraltro. Lunga vita alla riservatezza.

Quill scoppie in una risatina roca, senza comunque ottenere risposta.

Quill: Comunque, l'unica cosa che mi importa è vedere che, anche stavolta, non hai ascoltato il mio consiglio. Hai deciso di fare da avvocato all'omaccione dal nome idiota. Complimenti per il gran balzo nella tua carriera.

Keenan: Non è stata precisamente una scelta, glielo devo.

L'uomo di nome Quill scoppia di nuovo a ridere, questa volta in modo più fragoroso.

Quill: "Glielo devo". Ma ti sei sentito? Tu non devi niente a nessuno, ragazzo. Sconfitto o no, avresti potuto mandarlo a quel paese comunque. Invece no, non lo hai fatto: e per cosa? Compiacimento personale? Dovere morale? Mi fai vomitare.

Quill ha la espressione di una persona che sta per sputare a terra, ma si trattiene alla vista del tappeto persiano steso sul pavimento.

Quill: Quello che tu "devi" fare è concentrarti su un unico fronte, quello che conta. Vuoi davvero essere il migliore in quella tua piccola federazione? Allora brucia la toga e stai alla larga dal tribunale, lascia che sia papino a pensarci.

Keenan stringe i pugni e prende un respiro piuttosto lungo, ma quando risponde la sua voce è piuttosto calma.

Keenan: Mi fai un po' pena, vecchio illuso. Non ti impedirò di vivere nelle tue convinzioni, ma non sperare che ti segua. Io so di poter essere il migliore in qualsiasi cosa io decida di fare, in qualsiasi momento. Io so di poter vincere quella causa e contemporaneamente togliere il sorriso a quell'arrogante di Carroll: se solo volessi, allo stesso tempo potrei anche imparare a suonare il clavicembalo nei momenti di pausa.

Il Pain Deliverer si sposta ora verso il tavolo e prende in mano il telefono, che aveva appoggiato lì.

Keenan: Spero che tu non fossi venuto qui solo per portare avanti la tua assurda teoria, perchè se è così hai sprecato il tuo tempo. Suvvia, dammi un solo motivo per cui non dovrei farti una foto, inviarla ad Aaron e chiedergli di fare un salto in tribunale, domattina, per rinnovare l'ordine restrittivo su di te.

Quill: Te ne darò due: uno, riuscirei a spezzare quel cellulare prima che tu abbia premuto il tasto "invio"; due, anche se fai finta di no, io ti conosco come nessuno al mondo e so esattamente quello che vuoi in questo momento, Jack.

Quill si alza in piedi di scatto, muovendo un passo verso Jack Keenan.

Quill: E so esattamente cosa devi fare ad Indoor War per ottenerlo.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Re: TWC - News from Indoor War
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Disclaimer: promo che si inserisce dopo IW.

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Crazy Schmidt is Coming?


Ci troviamo nel backstage dove da poco è finita l'odierna puntata di Indoor War quando notiamo un solitario Christophorus Schmidt.

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Il tedesco appoggiato ad un muro e con la testa china, il cameraman si avvicina ma non troppo per evitare che il tedesco se ne accorga e notiamo che il suddetto sempra parlare tra se e se in maniera rabbiosa.

CS: Mi deridono, mi sbeffeggiano, mi dicono che sono inutile, che sono invisibile e che sono solo il porta cinture di Sigfried.
Loro parlano ma non sanno niente di me, non sanno un accidente di me, pensano che mi debba mettere in mostra ma io non voglio, almeno non come dicono.
A me piace stare nell'ombra per non essere avvistato quando colpirò loro in un modo da far pentire loro di deridermi, loro mi sottovalutano ma così sbagliano, più lo fanno e più si auto-distruggeranno.

Schmidt ad un certo punto scoppia.

CS: TUTTI LORO CADRANNO, TUTTI LO FARANNO, NESSUNO ESCLUSO.
PRIMA SONO CADUTI GLI ILLUMINATI, A ALPHA HORIZON CADRANNO TUTTI COLORO CHE MI SI OPPORANNO, I NO MORE HEROES SI PENTIRANNO DELLE PAROLE, I DAWN OF EMPIRE NON VEDRANNO MAI L'ALBA, DRAKE SI PENTIRA' DI NON ESSERE RIMASTO IN QUELLA FOGNA DELLA FWP.

Schmidt si calma ma possiamo notare un fondo di "pazzia" nel suo tono.

CS: Lo stesso destino dovrà toccare a Sigfried, non ho niente contro di lui ma se devo arrivare al cancro della TWC devo passare su di lui.
La TWC è marcia, è marcia per colpa del cancro che la sta infettando e io sono il dottore che la salverà ma per farlo come ho detto prima tutti devono essere distrutti, uno ad uno.
Fra due settimane ci sarà di nuovo Indoor War, chi sarà l'incosciente che vorrà far parte della Path of Destruction?

L'Hunter se ne va verso una delle molte direzioni e lo si sente ridere in modo maniacale mentre le immagini sfumano.


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