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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 23/12/2015, 19:32 
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Fall Out Boy


Le immagini provengono da una telecamera che inquadra una mano che sta ancora sistemando l'inquadratura. Passa qualche secondo e l'immagine si sposta inquadrando una sedia al centro di una stanza poco illuminata. Affianco alla sedia c'è un piccolo tavolino dove vediamo poggiati una bottiglia di scotch, un bicchiere, un pacchetto di sigarette, un accendino ed un posacenere con diversi mozzoni spenti.

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Ancora qualche secondo e nell'inquadratura compare Chris Drake che, spalle alla telecamera, si avvia verso una sedia e ci si siede mostrando la sua espressione amareggiata ed un vistoso cerotto sulla fronte.

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The Wild Dragon con tutta calma si versa un bicchiere di scotch e ne sorseggia un po' per poi posarlo ed accendersi una sigaretta. Fatti un paio di tiri il wrestler finalmente guarda verso la telecamera...

C.Drake: Strano non trovate?

Mr. TWD fa un tiro di sigaretta.

C.Drake: Nella sconfitta ho trovato il sostegno del pubblico, sostegno che mai ho voluto ma che adesso sembra essere l'unica cosa che mantenga integra la mia sanità mentale. Eh eh eh...

Il Woodbury Made ridacchia per poi accennare un colpo di tosse.

C.Drake: Ho sempre detto che dell'opinione dei fan non mi fregava nulla, ma ad essere sincero tutto quel calore dimostratomi dopo il mio match mi ha fatto piacere, o meglio ha alleviato il dolore per l'ennesima umiliazione ricevuta.

Altro tiro di sigaretta da parte di Chris.

C.Drake: Perché di questo si tratta, un'umiliazione. Come si potrebbe chiamare d'altronde una sconfitta per mano di un mezzo uomo come Simon Bosiko nel match più importante della propria carriera?

The Predator prende un altro sorso di scotch per poi fare un altro tiro.

C.Drake: Ora non voglio annoiarvi con un fallito che si autocommisera, penso che voi fan abbiate di meglio da fare, ma voglio approfittare di questo video per ringraziare tutti i fan di Las Vegas per essere stati dalla mia parte, voglio ringraziare tutti i fan che sui Social Media si sono precipitati a chiedere aggiornamenti sul mio infortunio al collo e voglio ringraziare chiunque mi abbia supportato in questo cazzo di mondo!

The Real One fa un paio di tiri di sigaretta.

C.Drake: Come ho già detto, prima di The End Is Near non mi importava di venir tifato o fischiato poiché vedevo i fan come semplici spettatori dei miei successi, ma aver ricevuto una standing ovation dopo la sconfitta più importante della mia carriera mi ha fatto capire che la gente crede in me, alla gente piaccio per ciò che sono e che nonostante sia un perdente c'è comunque gente che ha apprezzato le mie gesta. Questa cosa mi ha fatto sentire amato come mai in vita mia, e nel momento in cui ho realizzato quanto fosse importante quel momento nonostante il mio fallimento è arrivato lui...

Chris si scola il bicchiere e si pulisce le labbra con un braccio.

C.Drake: Andy Moon.

The Wild Dragon si fa un tiro di sigaretta.

C.Drake: Dopo tre lunghi mesi Andy Moon si è ripresentato in TWC con due ragazzine al seguito scegliendo come suo obiettivo, o meglio scegliendo colei che ha causato questo suo esilio di tre mesi dalla TWC... Samantha Hart.

Il Woodbury Made finisce la sigaretta e la spegne nel posacenere.

C.Drake: Buffo non è vero? Più uno cerca di staccarsi da un passato costellato di guai causati da terzi e più quel passato si ripresenta a chiedere il conto. Andy... Io non ho nulla contro di te, non ho nulla contro la sorella di Manuel Angel e non ho nulla contro la giapponesina, ma il fatto che voi abbiate deciso di assalirmi dopo un match dove ho rischiato di vedere terminata nuovamente la mia carriera mi fa incazzare, e non poco. Il vostro obiettivo è Samantha Hart, perciò se volete arrivare a lei passando da me avete sbagliato tutto. Cercate lei, cercate Franklin Dixon, cercate Aleki Maivia, ma lasciate in pace me che con quella donna non c'entro più nulla.

Mr. TWD si accende un'altra sigaretta e si versa un altro bicchiere di scotch.

C.Drake: Cosa pensate di ottenere da un uomo che ha fallito il match più importante della propria carriera? Cosa pensate di ottenere da un uomo che è stato sempre succube di altri? Cosa pensate di ottenere da un ormai ex wretler.

The Real One sorseggia lo scotch e fa un alto tiro di sigaretta.

C.Drake: Tutta questa storia mi ha stufato. Non ce la faccio più, davvero. Non deluderò mai più i miei fan, non mi farò mai più manipolare da nessuno per i propri scopi e non mi metterò mai più in ridicolo deludendo costantemente me stesso. Assicuratevi di collegarvi con la prossima puntata di Indoor War poiché sarà lì che ufficializzerò il mio ritiro dal mondo del pro-wrestling.

The Predator lancia uno sguardo duro verso la telecamera e le immagini si interrompono.



[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 24/12/2015, 15:50 
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A Dragon Sleeping


Episode 2: Every Saint Has a Past, Every Sinner Has a Future.


Chicago, 23 dicembre 2015

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Ci troviamo all'interno di una casa mai vista prima, le immagini ci mostrano un salotto arredato con un paio di divani, una televisione e un camino. Tre figure sono sedute a formare un triangolo sui tre divani. A destra abbiamo Michael Edwards, al centro con in mano un computer troviamo Thomas Leadnour e infine Anthony Greatfield sul divano di sinistra.

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ME: Sono sette mesi che aspetto, hai risolto qualcosa si o no Tom?

Michael si alza e inizia misurare la stanza a piccoli passi.

TL: Sei sempre il solito impaziente.

ME: Sette mesi?! IMPAZIENTE!

Mike si volta con sguardo torvo.

AG: Calmi, non iniziate come al vostro solito! Avete ambedue ragione, ma non possiamo buttarci su tutte le piste. Per ora abbiamo scandagliato ogni posto possibile, ma se non siamo arrivati a nulla è perché siamo stati troppo frettolosi.

ME: Ma se non ci siamo mossi per niente?

TL: Tu non ti sei mosso, mentre eri a prenderle sul ring contro Leon e gli altri, io e Anthony abbiamo fatto i nostri giri e siamo andati a seguire delle piste, ora stai buono e calmati.

ME: Io non mi calmo per niente! Siete solo due teste di cazzo!

???: Hey bamboccio, modera il linguaggio.

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I tre si girano di scatto e alle spalle di Thomas si presenta una ragazza occhi ghiaccio che ammutolisce i tre.

???: Avete visto un fantasma? Sono io cialtroni!

Tom ed Anthony si sguardano sbalorditi, mentre Mike sembra piuttosto arrabbiato.

ME: Ero stato chiaro sul non uscire dall stanza Michelle. Avevi fatto una promessa.

MD: Mi stavo annoiando e poi volevo godermi la scazzotta che stava per partire.

AG: Lei cosa ci fa qua? Ti avevo detto di tenerla fuori da tutta questa storia.

Il Golden Boy gela con uno sguardo il suo amico.

ME: Si dà il caso che, mentre voi eravate giocavate a fare i detective io ho chiamato qualcuno che aveva dei veri indizi da fornirci: Michelle! Oltre che vorrei capire cosa è successo tra di voi, ogni volta che aprivo il discorso non rispondevate o facevate orecchie da mercante...

MD: An... Non hai avuto nemmeno il coraggio di dirlo al tuo migliore amico?

AG: Sai stavamo cercando di trovare Sanshkin, non era di vitale importanza dirgli questo!

MD: Questo?! Che tipo mi ha tradito e sei scappato come se nulla fosse? Che mi hai lasciato con un fottuto biglietto? Che non hai avuto le palle di farmi una telefonata in un anno? Questo?!

I quattro si squadrano e restano per un bel po' in silenzio, finché Michael non prende ed esce dalla stanza sbattendo la porta.

AG: Contenta?

Michelle inzia a sighiozzare. Mentre Anthony prova ad avvicinarsi.

TL: Non fare così Miky, non era sua intenzione...

MD: Lasciami in pace pure tu, che hai retto il gioco a questo coglione, tu non provare ad avvicinarti.

TL: Comunque ho una pista, il mio pc ha trovato qualcosa. Provate a chiamare quel piagnone!

Michelle si muove verso la porta.

MD: Ho trovato qualcosa anche io, provo a chiamarlo comunque...

La ragazza esce spattendo la porta, mentre Thomas lancia un ferma carte contro Anthony.

TL: Sei un idiota! Come cazzo ti è venuto in mente di non dirgli nulla?! Sai che putiferio si creerà ora?

E su queste parole le immagini staccano.

Spoiler:
In un luogo lontano. In una stanza buia.

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???: I quattro bambini si sono riuniti. E tutti cercano il loro papino. Strano come sia dolce il natale? Dolce come il sangue caro Sashkin!

Una piccola candela viene accesa.

???: Non ce la faranno mai in tempo, saranno finiti prima ancora di arrivare alla meta. Ho già mandato qualcuno a prendersi cura di loro. Ma sei tu quello che mi interessa, cosa si cela dietro la maschera di Michael, perché lo proteggio così tanto?

La fioca luce ci mostra un volto.

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ShK: P-p-p-perché v-v-voi sssaperlo?

???: Ho sempre odiato il tuo sguardo nei suoi confronti! Prima lo davi solo a me! Ha presente come si sente un figlio quando i suoi genitori gli voltano le spalle? Il tuo sguardo era per me! Non per lui!

ShK: Hai sempre portato trop-p-p-po ranc-o-o-o-ore J-a-m-e-s...

Un rantolo di dolore e succevimente un colpo di tosse spezzano il silenzio di rumori nella stanza.

ShK Eravate c-c-c-c-come fr-r-r-atelli l'u-u-uno per l'a-a-a-a-altro, ma tu gli hai v-v-v-voltato le spal-l-l-lle...

James: Io non ho fatto nulla! Lui non era mio fratello, era solo uno dei tuoi tanti allievi! Era come Thomas, come Anthony, come Charlie! Era uno dei tanti! Uno come tutti i fottuti altri, ma tu no, tu non sei mai riuscito a vederlo secondo a nessuno, nemmeno a me papà!

Un colpo sordo, poi un sonoro crack risuona per tutta la stanza.

James: Ero tuo figlio! Sangue del tuo stesso sangue, ma tu hai avuto occhi solo per quello stronzo squattrinato. Lui era meglio di me, era più di qualsiasi altro lì dentro. "Guarda Mike come fa questo, guarda Mike come fa quello, bravo Mike, grande Mike!"... Ma per me niente... Solo l'ombra in cui stagnavo! E ora l'ombra ti sta divorando, come giusto che sia. Buon natale papà! Buon natale davvero!

Un altro colpo, un altro osso rotto.


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Happy Birthday FRED
MessaggioInviato: 25/12/2015, 6:58 
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"25 Dicembre 1990. Gehlberg, Germania. Nasce un bambino, a cui i genitori diedero il nome di Friedrich. La madre, una dolce e premurosa casalinga, lo crebbe, il padre, un contadino stacanovista e generoso, lo sfamò. Il loro unico gioiello (così erano soliti chiamare il loro pargolo) trascorse una serena e spensierata infanzia fra le allegre colline e i boschi verdi della Turingia, ringraziando ogni giorno il Cielo per avergli donato pace e serenità, pregando perché a mamma e a papà non mancasse mai niente. I suoi genitori facevano altrettanto. Trascorsi i suoi primi otto anni di vita, il piccolo Friedrich capì qual era il suo destino: diventare un lottatore professionista e conquistare il mondo intero a suo di uppercut! Mamma e papà, però, avevo altri programmi per il loro bimbo: infatti gli regalarono una zappa, insegnandogli il mestiere del contadino, e fecero tutto questo ovviamente per il suo bene. Lui ringraziò e, compiuta la maggiore età, cortesemente e col sorriso sulle labbra mandò loro a fare in culo. Preso tutto ciò che possedeva (un vecchio paio di scarpe, un paio di jeans stracciati, una t-shirt, una felpa e una sacca sporca), lasciando tutto il suo mondo alle spalle, la sua casa, la sua patria, emigrò negli Stati Uniti d'America, la mitica terra della Libertà e delle Opportunità: ebbe così inizio la straordinaria e leggendaria avventura di un eroe decaduto, un genio incompreso, un figlio diseredato, un campione di wrestling destinato a grandi gesta e imprese insuperabili, ebbe inizio la straordinaria e leggendaria avventura di Fred Franke!

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"O mio Dio!! Chi diamine è questo qui?! Babbo Natale in pensione? Come tutti i veri eroi, anche Fred Franke, nel corso della sua marcia d'avvicinamento alla Gloria e al Successo, ha dovuto affrontare la sua nemesi: prima Tidus, poi Philips Brian, ora lui, il signor general manager di Indoor War, Virgil Brown Jr. Ex lottatore, ormai in pensione da svariati decenni, Brown, non accontentandosi di trascorrere il resto dei suoi giorni in pantofole seduto sulla poltrona davanti al caminetto di casa sua in piacevole compagnia di qualche puttana che lo ha sposato perché il pacco più grosso ce l'aveva in tasca, ha deciso di portare il suo ricercato, perché smarrito, genio in TWC, dove in poco tempo è riuscito a prendere il comando, strappandolo dalle mani di Philips "Chi l'ha visto?" Brian. Il signor "non amo cianciare, perciò sarò breve e conciso", dopo aver messo a tacere TUTTI, dal lavavetri all'illegittimo detentore del World Hevyweight Title, ha deciso di andare contro l'unico Uomo che non era disposto a mettersi a novanta gradi, il fiero "German Superman", il cui orgoglio gli è costato caro: tante sono le punizioni che ha subito e, seppur ne sia sempre uscito a testa alta, per il momento è Brown ad avere la meglio...per il momento, perché col nuovo anno le cose cambieranno, radicalmente, e Virgil Brown Jr., seguendo le orme di Tidus e Brian, sarà sconfitto: Fred Franke vincerà, di nuovo, perché questo fa un vincente, vince, sempre!


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FF: Amici, amiche care, BUON NATALE! Ci sarà tempo per parlare degli spiacevoli fatti di "The End Is Near", ci sarà tempo per parlare del comportamento della BDK Inc. e dei No More Heroes, ci sarà tempo per incazzarsi, oggi, però, si festeggia, perché? Perché oggi è il giorno più importante dell'anno, oggi è il compleanno di una persona speciale e straordinaria, di un profeta infallibile, oggi è il compleanno del "Messia del Pro Wrestling", me!

Fred ride grossolanamente.

FF: Carissimi, non voglio certo rubarvi troppo tempo in questo giorno così magico e atteso; so bene che tutti voi, sia che siate americani, canadesi, tedeschi, italiani o di qualsiasi altra splendida nazione di questo splendido mondo, vi state preparando: le donne sono indaffarate fra i fornelli della cucina, gli uomini poltriscono sul sofà pronti ad abbuffarsi, i bimbi stanno scartando i doni, i MIEI doni...dal più profondo del mio cuore vi auguro di trascorrere una felice e serena giornata...

Improvvisamente Fred diventa serio...

FF: Godetevi questa giornata, perché, poi, quando finalmente tutto questo sarà finito, quando avrete smaltito i cenoni che spero vi vadano di traverso, quando tornerete alla triste e cruda realtà di tutti i giorni, quando avrà inizio il nuovo anno, quando si tornerà al Manhattan Center di New York e si riapriranno le porte di Indoor War, vi troverete davanti un uomo affranto, pieno di rancore, incazzato, frustrato, furioso, implacabile...che avrà voglia di farla pagare a chi lo ha rovinato e prenderà a calci in culo tutti quelli che lo hanno sconfitto scorrettamente e che hanno provato o proveranno ad intralciargli il cammino...

Poi sul volto del tedesco compare un "rassicurante" sorriso.

FF: Buon Natale, buone festività, BUON COMPLEANNO FRED!

Termina qui il collegamento.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 25/12/2015, 18:22 
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A Bullshit Story of Two Jerks that Fucked Around an Old Year Out and a New Year In


Era la Vigilia di Natale, ed in quel tempo Simonezer Brooge si trovava nella città che ospita la sua residenza invernale, Aspen, Colorado.

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Brooge era sempre stato un uomo avido di potere, di gloria, di donne e di denaro, ed in quel momento era all'apice della sua realizzazione personale e professionale. Nemmeno una settimana prima aveva sconfitto uno dei suoi più acerrimi rivali, Christian Edward Jacob Bob Marley, rimanendo FWP World Wrestling Champion. Più tardi quella sera, trovandosi a Las Vegas, festeggiò con svariate donne di diverse etnie e sperperò soldi sul gioco d'azzardo. Simonezer non aveva mai apprezzato il Natale, ed addirittura rimproverava a Dio i giorni lavorativi poiché, a sua detta, intralciavano il cazzeggio ed il sesso occasionale.

SB: Ma porco...

La sera delle Vigilia di Natale, dopo aver passato una serata brava tra donne, alcool e divertimento, il tutto alle spalle del suo sottoposto Finn Wratchit che fu relegato a passare la notte con una cozza all'interno di un'auto con il riscaldamento rotto in un parcheggio di un Motel, Simonezer Brooge stava tornando verso la sua lussuosa villa. La neve stava riprendendo a scendere su Aspen, ed il campione mondiale FWP dopo essere sceso dal suo lussuoso fuoristrada si stava apprestando a rientrare, ma ricevette un messaggio di auguri dal suo affettuoso nipote Fred...

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Simonezer non degnò di alcuna risposta il nipote e mise il telefono dentro una tasca dei pantaloni, ma quando arrivò sull'uscio della porta della sua villa intravide nella neve il riflesso del picchiotto del suo portone che sembrava avere le sembianze di Christian Edward Jacob Bob Marley. La visione lo turbò molto e Brooge entrò in casa, ma degli strani rumori iniziarono a turbare ancora di più il suo spirito...



Dapprima sentì le note dell'inno della comunità gay, I Will Survive, poi il rumore di catene provenire dalla sua cantine ed infine vide oscillare da solo un poster che inneggiava alla castità. Simonezer era spaventato, perso, ed in quel momento di sconforto la porta della cantina si aprì mostrando Christian Edward Jacob Bob Marley.



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Christian Edward Jacob Bob Marley si avvicinò a Simonezer Brooge mentre fumava una canna e mentre trascinava, attaccata alla sua vita, una catena forgiata di lucchetti, preservativi rotti, test di gravidanza positivi e monete.

SB: Chris, che vuoi?

Christian Edward Jacob Bob Marley: Noooooooooooon caaaapiiiiiiiiiiisci Simoneeeeeeeeeeeeeezer?

SB: Meh.. sinceramente no. E pooooi peeeeerchèèèèè staaaai parlaaaaando in queeeeesto mooodo straaaano? Hai per caso imparato il balenese?

Christian Edward Jacob Bob Marley: Beh fa più stile fantasma spaventoso. Comunque, porto questa catena a simbolo che tutti i beni materiali di cui sia io e te siamo così ghiotti sono dei fardelli che un giorno ci porteremo dietro. Sei ancora in tempo per cambiare Simonezer, e ti conviene farlo, poiché la cintura che stanno forgiando per te è ancora più pesante della mia, e soprattutto è una cintura di castità!

SB: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!

Christian Edward Jacob Bob Marley: Muahahahahahah! Preparati Simonezer, stai per ricevere la visita di tre spiriti che incarnano le Bullshit passate, le Bullshit presenti e le Bullshit future. Io ora devo andare...

Il fantasma di Christian Edward Jacob Bob Marley si dissolse nel nulla ed un turbatissimo Simonezer Scrooge andò a coricarsi con la speranza che queste sue visioni siano state solo frutto dell'alcool ingurgitato. Il tempo passava ma Simonezer non riusciva a prendere sonno, ed ecco che una luce accecante si fece largo nella sua stanza. Brooge si alzò e nella luce vide comparire lo Spirito delle Bullshit passate...

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Simonezer scosse la testa con un'espressione ironica mentre un sorridente Kid The Ghost Of Past Bullshit lo scrutava.

KTGOPaB: Che acronimo del cazzo... Eh eh eh...

SB: Oh, Kid... Che vuoi anche tu?

KTGOPaB: Sono qui per mostrarti le Bullshit del tuo passato Simonezer, e nel mentre te ne dirò anche qualcuna raggiungendo l'apice dell'ignoranza. Ad esempio sai che ho preso la scossa bevendo un bicchiere d'acqua? Era acqua corrente!

SB: Che cos'è l'apice? Un'animalice che produce il mielice?

KTGOPaB: La mia era più bella. Seguimi Simonezer Brooge, è il momento di visitare luoghi delle nostre vecchie Bullshit...

Lo scenario intorno ai due cambia teletrasportandoli di fronte a un bar di Roma, lo stesso bar dove KTW e Bosiko formarono i Prophets Of Bullshit nel 1999, 16 anni fa. Nel locale c'era un po' di gente e c'era anche un DJ che metteva della musica per allietare il pomeriggio di vari ragazzi che bighellonavano mentre si facevano degli aperitivi.

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Simonezer iniziò a riflettere l'aspetto di Kid The Ghost Of Past Bullshit ed iniziò a ridere.

SB: AHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAH ma come stai oh? Me pari Kowalczyk biondo!

KTGOPaB: Ehm... Guardati allo specchio...

Brooge si specchiò alla vetrina del bar notando che anche lui era ringiovanito.

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SB: Oh mannaggia Sansone! :censu: :censu: Oh chicco stai a scherzà su te prego io non ero così me stai a prende pe il culo io so un bel ragazzetto non so io questo.

Il campione FWP delirava mentre un tizio di colore si avvicinò al DJ.

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Tizio: Sgusi vorrei ascoltare una vecchia ganzone pop italiana...

DJ: Bertè?

Tizio: Sì, ber te, ber me, ber tutti inzomma!

Simonezer si sedette vicino a KTGOPaB che stava ancora ridendo per l'aspetto dell'avaro campione FWP.

SB: Che cazzo te ridi bastardo.. Siamo tornati indietro nel tempo?

KTGOPaB: Sì, siamo nel luogo e nel giorno che qui ci siamo incontrati ed abbiamo creato i Prophets Of Bullshit.

SB: Ah.. ma, ma, .. ma io non ero così a quei tempi!

KTGOPaB: Sì lo so, ma rivederti in versione sfigato è impagabile! Ah ah ah! Ora smettila di lamentarti o ti trasformo in John Dorian.

SB: No ti prego, tutti ma non John Dorian.. e comunque non è che abbia poi tutta quest'aria da sfigato.. ho l'aria da sficane!

KTGOPaB: Già, e la coda che ti penzola da dietro la sedia la dice lunga...

Brooge scattò in piedi e controllò se aveva una coda da cane, non trovandola. Simonezer guardò in CAGNESCO ( :cool ) Kid The InsommaAveteCapito che sorrideva ammiccante.

KTGOPaB: E' troppo divertente giocare con te Simonezer.

Un'avvenente cameriera passò di lì ed i due le osservarono il culo.

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SB: Po.. porca troia.. :O.O Questa da dietro mi ricorda Elliot..

Kid The Ghost Of Past Bullshit (che per comodità nelle parti narrative da ora in poi chiameremo Fernando) sorrise e poi cambiò argomento.

KTGOPaB: Comunque noto che ti sei fatto prendere dalla Emoticonite, sai è un disturbo molto raro che colpisce specialmente chi si masturba tanto...

Spoiler:
:LOL2:


SB: Comunque, stavo pensando di andare in vacanza in Abruzzo.. Sai.. in un paese grosso e ampio.

Brooge restò in silenzio per qualche secondo mentre cercava di trattenere le risate.

SB: .. a Vasto.. :divertito2:

KTGOPaB: Questa tua risata sembra quella di St. Jimmy... Dai andiamo.

I due si alzarono dal tavolo incamminandosi per le strade di Roma.

KTGOPaB: Quanti ricordi... Qui vicino c'è il vicolo dove persi la verginità con la madre di mio figlio John...

SB: Avevi la maglietta dei Punisher?.. Mo che ci penso.. La sorella di John travolta e uccisa da un camion..

I due passarono davanti ad un gommista dove un cliente discuteva con il proprietario.

Cliente: Buongiorno, vorrei un paio de gomme nuove pe' 'a machina...

Meccanico: Pirelli?

Cliente: Ma che pe' i rally, me servono pe' 'a strada!

Simonezer e Fernando continuarono a camminare.

KTGOPaB: Cambiamo posto?

SB: Andiamo a mignotte?

Il paesaggio intorno ai due cambiò nuovamente e li trasportò in un aeroporto.

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SB: Vabbè io c'ho sperato..

Brooge si guardò allo specchio e notò che le sue sembianze non erano cambiate.

SB: Se non bestemmio non sei contento! :censu: Eddai su fai il serio, dammi what I deserve..

KTGOPaB: Ok ok, ma calmati...

Simonezer era nervoso e Fernando lo fece trasformare nuovamente tuttavia non riportandolo alle sue attuali sembianze.

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KTGOPaB: Perfetto!

SB: Te l'ho mai detto che sei un bastardo?

Brooge continuò a guardare contrariato Fernando che fece le spallucce.

KTGOPaB: Lo sai che qui passa un cammello ogni mezzora?

SB: E allora?

KTGOPaB: Due cammelli.

SB: Quanto squallore.. Però mi sorge un dubbio. Tu che sei lo Spirito delle Bullshit passate, i dovresti spiegare una cosa. Ma se a Trento tira vento, diventa Cinquanto?

KTGOPaB: Mmh... non lo so, ma a proposito di storie divine lo sapevi che Zeus, non il ma$$one, una volta incontrò Perseo e gli disse: "sei Perseo?", e lui gli rispose: "Trentaseo!"

SB: Capisco. Comunque stavo vedendo su Fox Sports una partita dei Red Devils..Ma i palloni del Manchester United Van Persie?

KTGOPaB: Boh.. Ma sai che mi hai fatto venire un'idea?

Fernando schioccò le dita e i due si ritrovarono teletrasportati nella cittadina di Manchester United, sede del terzo promo dei Prophets Of Bullshit. I due si guardarono intorno e notarono un Mc Donald's e si diressero verso l'interno del locale.

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Brooge andò alla cassa e cercando di fare il cascamorto con la commessa, e provò a rimorchiarla con alcune battute.

SB: L'altro giorno ero proprio qui al Mc Donald's.. Ho preso un panino, sono andato al mio tavolo ma l'ho fatto cascare per terra.

Sguardi intensi ci furono tra i due, con Simonezer che accennò un ghigno sul volto.

SB: Mc aduto! :stupito:

La ragazza scosse la testa mentre Fernando rideva divertito.

KTGOPaB: Ah ah ah! Che coglione che sei!

SB: Ma lo sai che fa un cavallo sopra un ponte? Cavalcavia!

Fernando sorrise e l'ambiente intorno ai due mutò trasportando Simonezer, che aveva riassunto le sue sembianze attuali, nella sua camera da letto. Di Fernando non vi era più traccia e il campione FWP cercò di addormentarsi. Passarono alcuni minuti e una luce invase la camera da letto di Simonezer che vide comparire nuovamente Kid The Wizard, anche lui con le sue sembianze attuali e con una maglietta con su scritto Kid The Ghost Of Present Bullshit.

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SB: Che cosa vuoi ancora?

KTGOPrB: Simonezer! Voglio mostrarti come stanno passando il Natale i tuoi colleghi e farti capire come, paradossalmente, la tua vita piena di ricchezze sia più miserabile della loro. In via del tutto eccezionale ti farò vedere una cosa...

Lo scenario intorno ai due mutò trasportandoli su un viottolo.

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I due si avviarono verso una casa. Sul campanello c'era scritto Nick Carroll ed i due sbirciarono da una finestra vedendo il TWC 15 Champion mentre stava sistemando l'albero di Natale.

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SB: Perchè siamo andati proprio da Nick?

KTGOPrB: A Christmas Carroll!

Kid The Ghost Of Present Bullshit assunse un'espressione compiaciuta per questa sua battuta.

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Simonezer scosse la testa mentre Kid The Ghost Of Present Bullshit (che da ora in poi chiameremo Giammario) sorrise. Il paesaggio mutò e li trasportò all'interno di un attico. Giammario e Simonezer videro che si trattava dell'attico di Jack Keenan dove l'avvocato si stava rilassando godendosi il Natale.

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SB: Meh.. è strano che Jack non stia lavorando, non trovi?

KTGOPrB: Ho capito che è sia wrestler che avvocato, ma almeno il Natale se lo gode. D'altronde solo gli avvocati cinesi lavorano il giorno di Natale.

SB: Perchè scusa? Come si chiamano gli avvocati cinese che lavorano il giorno di Natale?

KTGOPrB: Legali di Natale.

SB: Che ci fanno cento cinesi sotto una pressa? Le pagine gialle! Fin da quando ero piccolino mi sono sempre chiesto una cosa.. perchè la gente festeggia il Natale, ovvero la resurrezione di Gesù?

KTGOPrB: Certo che sei ignorante! Il Natale si festeggia la nascita di Gesù ed a Pasqua la sua resurrezione. Non lo sai che fu messo a morte da Ponzio Pilato?

SB: Ponzio Pelato? Quello senza capelli?

KTGOPrB: Tu ci scherzi, ma era davvero pelato Pilato, ed il fatto che non poteva mettersi prodotti per i capelli lo turbava alquanto. Almeno questo è quello che c'è scritto nel Van-gel.

Giammario sorrise.

KTGOPrB: Inoltre poi fu anche investito da un calesse guidato da un cinese... Un Pilata della strada!

SB: Che cos'è per un cinese un bullone? Un plecipizio plofondo plofondo!

I due iniziarono a ridere mentre Jack Keenan, che non riusciva a vederli, rabbrividì percependo le stronzate che stavano piovendo attorno a lui.

KTGOPrB: Adesso dobbiamo andare.

Lo scenario mutò ed i due vennero trasportati all'esterno della casa di Devil Antonius. Giammario e Simonezer videro che all'interno c'erano il Devil Criminal e Christopher Corleone che stavano pranzando insieme.

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Christopher appariva semi-trasparente.

SB: Ehi ma.. perchè Chris è così semi-trasparente?

KTGOPrB: Ehm... Ehm... Insomma... Come posso dire... E' difficile da spiegare... Diciamo che ha la Phatology Not Game, comunemente nota come PNG.

SB: Azz... è colpa tua se ha questa malattia?

Giammario tentennò ed un pulman di tifosi dello Spezia passò di lì con i tifosi che si affacciarono insultando Giammario.

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Tifosi Spezia: WIZARD, WIZARD, VAFFANCULO!!!

SB: THIS IS AWESOME!!!

Giammario schioccò le dita trasportando i due in un circo dove uno strano tizio si stava esibendo.

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SB: THIS IS OSSOM!!!

Le dita di Giammario schioccarono nuovamente trasportando i due all'esterno di una casina rosa tutta pucciosa ed accogliente.

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Simonezerino e Giammarino si avvicinarono alla finestrina della casina rosa ed intravidero la coppietta più dolce e pucciosa della TWC. Lancino Murdockino ed Elektina Kellissina.

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La coppiettina puccosina era allungata sul divanino rosa e si facevano le coccoline mentre guardavano un filmettino romantichino alla televisioncina. Giammarino e Simonezerino osservatono schifatini la scenina che avevano davanti agli occhietti.

KTGOPrB: Ma guarda che cosina smielatina porchino Dino.

SB: Non ho paroline per descrivere queste cosine...

KTGOPrB: Già, che poi Elektra ha davvero del potenziale. Ma non hai visto che culo cafone che ha?

SB: Quando cammina dice "sfondami" quel culo maledetto. Probabilmente me la sono già portata a letto...

KTGOPrB: Arrivi tardi, io me la sono fatta prima di te e prima di Lance essendo il suo Dio.

SB: E smettila con queste cazzate...

KTGOPrB: No coglione, guarda le ho fatto un video mentre le faccio vedere il mio Amazing Thing...

Giammarino estrasse il suo telefonino e mostrò a Simonezerino il videuccio mentre mostrava il suo Amazing Thing ad Elektrina Kellissina.

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KTGOPrB: Rosica coglione.

Giammarino sorrise in maniera beffardina per poi schioccare le ditine e trasportare i due in un prato. A terra c'erano svariate carcasse di uccelli morti, alcuni semi-mangiucchiati, ed il lontananza i due videro Kevin Manson.

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I due si avvicinarono cautamente, ma ecco che una figura femminile attirò la loro attenzione.

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La ragazza si diresse verso Kevin Manson con sguardo duro andandoci a muso duro. Giammario e Simonezer si misero comodi pronti ad assistere ad una rissa tra Samantha e Kevin, e dopo sguardi di tensione e carichi d'odio... Samantha e Kevin iniziarono a baciarsi in maniera focosa! I due rimasero schifati da questa scena mentre alle loro spalle comparse un allibito Christian Edward Jacob Bob Marley.

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SB: Che cosa ci fai tu qui?

Christian Edward Jacob Bob Marley: Su Google Immagini non ho trovato Christian e The Miz shockati e quindi mi sono dovuto arrangiare così per rendere l'idea. Ora vado, ho adempiuto al mio compito.

Marley sparì ed i due osservarono ancora per un po' Samantha e Kevin che si baciavano in maniera animalesca.

Samantha: Adoro il sapore di sangue fresco di uccello appena squartato! Che ne dici adesso di mostrarmi un altro tipo di uccello?

Giammario e Simonezer fecero un balzo indietro.

KTGOPrB: No, no, NO!

SB: PORTAMI VIA, WIZ!!!

KTGOPrB: Assolutamente sì!

Giammario schioccò le dita, ma i due non vennero teletrasportati.

SB: Ma che cosa sta succedendo????!?!?!?!?

KTGOPrB: nON LO SO! cAZZO!!!

SB: PER QUALE CAZZO DI MOTIVO STAI PARLANDO IN BIMBOMINKIESE!!!???

KTGOPrB: Mi sono scordato di togliere il Caps Lock e non mi andava di correggere!

L'improbabile coppietta iniziò a spogliarsi.

SB: MUOVITI GEOVA ISAAC YANKEM!!

KTGOPrB: CI STO PROVANDO PORCA TROIA!!!

Giammario schioccava ripetutamente le dita ed ecco che all'improvviso lo scenario intorno ai due mutò nuovamente trasportandoli all'esterno della villa di Leon Black dove il campione TWC si trovava insieme alla sua fidanzata Lucy Fisher.

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I due erano intenti a preparare il pranzo di Natale che avrebbero consumato insieme ai loro più cari amici. Giammario e Simonezer si trovavano fuori dalla finestra ed osservavano la coppietta.

KTGOPrB: C'è mancato poco... Ti immagini a vedere Samantha e Kevin che scopano? Bleah! Comunque adesso devo essere serio Simonezer altrimenti, ma anche altrizigomi, Giacomo Leonardazzi mi si mangia vivo come un panettone al cioccolato.

Giammario si schiarì la voce.

KTGOPrB: Vedi Simonezer, qui abbiamo un altro campione mondiale, un campione come te, eppure io noto una differenza sostanziale tra voi due... Lui ora appare come un uomo realizzato, sia professionalmente e sia personalmente. Ha tutto... E' campione mondiale, è The Man Of TWC, ha al suo fianco la donna dei suoi sogni e presto riceverà la visita dei suoi amici più cari che passeranno il Natale con lui. Tu al contrario sei sì campione mondiale, ma vieni comunque visto come uno che ha ancora tanto da dimostrare, tu passerai il Natale da solo visto che ormai non hai più amici, e hai tante, troppe, donne al tuo fianco che alla fine della giornata non riusciranno mai a darti ciò che quella dei tuoi sogni può realmente darti. Riflettici.

Tutto divenne buio e Giammario sparì. Simonezer si ritrovò nel suo letto ancora più turbato e cercò di tornare a dormire. I minuti passarono ed un nuovo bagliore comparve nella sua stanza permettendo l'arrivo di Kid The Ghost Of Future Bullshit...

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Kid The Ghost Of Future Bullshit era vestito con un completo bianco di Versace (n'antro litro de vino) che si posava su una camicia nera di Armani(comio). Ai piedi portava dei mocassini bianco panna ed ora osservava Simonezer con sguardo compiaciuto.

SB: Ahahahahahahh!!! Ma il Wiz del futurò diventerà trans? Mi ricorda tanto Alisa Drake...

KTGOFuB: Eeeh... Ad essere sincero il negozio PSD-Dreams non aveva un completo bianco con camicia nera della taglia Christian, così mi sono dovuto arrangiare con la taglia Paint alla cazzo di cane.

Kid The Ghost Of Future Bullshit scrollò le spalle.

KTGOFuB: Comunque hai sentito l'ultima?

SB: La Z?

KTGOFuB: No coglione, l'ultima notizia... Dopo The End Is Near una ragazza stufa è scappata di casa... I genitori sono morti dal freddo!

SB: Questa m'ha fatto rabbrividire.. m'ha fatto tremare! Ah, a proposito di tremolii.. Ma.. dove fa il terremoto è un posto felice? È un Happy-centro..

KTGOFuB: Il terremoto ce l'hai tu nel cervello... Andiamo va'!

Simonezer osservò incuriosito KTGOFuB.

SB: Dove?

KTGOFuB: A puttane!

Lo sguardo di Brooge si illuminò.

KTGOFuB: Scherzo coglione... Andiamo a vedere un Natale futuro.

Simonezer sbuffò ed il paesaggio intorno ai due mutò. Kid The Ghost Of Future Bullshit (che per comodità chiameremo Gennaro) e Simonezer si trovarono all'interno di un futuristico bar.

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Era il giorno di Natale ed in televisione stavano passando le principali notizie.

Televisione ha scritto:
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Ally: Bentornati a News From The World. Il presidente Sigfried Jaeger della confederazione di stati europei, gli United States Of Krahe, ha commentato i molteplici graffiti firmati da un certo Scrull, come diffamatori verso il suo regim... ehm, democrazia. Il sottosegretario alla cultura Gunther Schmidt invece ci è andato giù duro dicendo che "a lui no piace graffiti". Il sottosegretario alla difesa Brunild Wagner non si è espressa mentre il sottosegretario ai rapporti internazionali Christophorus Schmidt ha incontrato il papa Benedetto XVII, al secolo Fred Franke, che ha definito i graffiti come un atto di vilipendio alla bellezza del mondo occidentale ed ha mandato la sua guardia svizzera in moto, Vincent Cross, per indagare. Intanto lo zar di Russia Yakov Adams, insieme ai suoi più fidati consiglieri Shawn Gatouwski e Travis Millerowski, hanno definito i graffiti come divertenti e non diffamatori. Il presidente degli Masked States of America, Big Black Boom, ha commentato la vicenda dicendo che questa gente che imbratta il mondo dovrebbe essere messa al rogo seguendo la politica della sua Mike Hill Inquision che ha già mietuto svariate vittime.


SB: ... e in tutto ciò, io che fine ho fatto?

Gennaro sorrise.

KTGOFuB: Tu sei semplicemente diventato il Cardinale Simonisio Bosikone che dopo esser stato scoperto per truffa ai danni dell'otto per mille è stato costretto a ritirarsi a vita privata in un monastero in totale povertà e castità.

SB: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! PORCOD

Improvvisamente l'audio scomparve e tornò qualche secondo dopo cogliendo solamente le risate di Gennaro.

KTGOFuB: Muahahahahah!

Lo scenario intorno ai due si dissolse e Simonezer si trovò di nuovo nella sua camera da letto. Il campione FWP si alzò ed iniziò ad osservare fuori dalla finestra...

SB: Cristo.. questa sorta di sogno mi ha fatto capire molte cose. Mi ha aperto gli occhi. Dovrei smetterla di essere così egoista, di pensare solamente all'apparire e non all'essere, di pensare a nient'altro che alle donne, ai soldi, alle belle auto e alla villa con piscina. Forse per la prima volta nella mia vita ho questa voglia di cambiare. Sì, sì... Un nuovo Simonezer Brooge, una nuova persona. Da oggi si pensa solam...

Una voce interrompette il tutto.

???: Simonezer...

Brooge si voltò verso il suo letto dove c'erano tre donne che stavano lottando con i cuscini.

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SB: ...ente a Simonezer Brooge. Sono davvero magnifico.

Simonezer si gettò sul letto e le immagini si interromperono.

[The End]


"Il barzellettiere incompreso" KTW & "L'insulto alla serietà" Degano
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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 25/12/2015, 21:58 
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Siamo nell'appartamento di Leon Black, addobbato a festa.

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Leonard Black, Lucinda Fisher, Andrew Preach, Pauline Suen, John Drive Jimi Johnson sono presenti. Black sta bevendo un bicchiere di quello che sembra un White Russian, mentre in braccio a lui Lucinda chiacchiera con Drive. Appoggiato al pianoforte, che sta venendo suonato da Pauline, c'è Andrew, che invece chiacchiera con JJ.



Sul tavolo ci sono svariati resti di cibo, e, appoggiato in un angolo, metà panettone. Black bacia Lucy, poi la fa sedere al suo posto e si dirige verso il balcone, uscendo da una portafinestra. Il gigante appoggia il suo bicchiere sul parapetto in pietra, poi sospira e guarda gli altri palazzi intorno a lui. Molte luci sono accese e si vedono molte decorazioni natalizie. Il gigante sorride brevemente, poi si sporge dal parapetto e guarda la strada.

AP: Non stai pensando di saltare, vero?

LB: Sto cercando di immaginare che impatto avrebbe sulla serata.

AP: Non buono, te lo posso assicurare.

Black sbuffa.

LB: Sarebbe un Natale alternativo.

AP: Poco ma sicuro.

I due rimangono in silenzio per qualche istante, poi Andrew sospira, scuotendo la testa.

AP: Hai fatto la cosa giusta.

LB: Tu dici?

AP: Tu non ti sei visto da fuori. Sprizzate felicità.

LB: Magari stiamo fingendo.

AP: Certo, lei sembrava davvero innamorata anche con Arthur, e tu... tu sei tu. Ma io non ci credo.

Black sorride, abbassando lo sguardo.

AP: Non ti ho mai visto così. Non riesco a descriverlo, ma sei un'altra persona.

LB: Esageri.

AP: Forse. Ma fidati, tutti in quella stanza sono felici perché ti vedono così. Sei passato da quello che ti fa divertire mentre odia il mondo a quello che si diverte con te.

LB: Non pensavo si notasse così tanto.

AP: Io ti voglio molto bene, ma non sei l'unica persona al mondo ad aver avuto periodi così. Si vede da fuori. Te lo assicuro.

LB: Mi spiace.

AP: Siamo solo felici per te. E per Lucinda... anche se ora sta baciando John.

LB: Non ci casco.

Andrew colpisce con un pugno Black sulla spalla.

AP: Sarebbe stato bello se tu avessi fatto finta.

LB: Già.

AP: Non hai tolto l'anello.

Black si osserva la mano destra.

LB: Non l'ho fatto.

AP: Dai, torniamo dentro, prima che le ragazze si preoccupino.

LB: Arrivo subito.

Andrew rientra in casa, mentre Black riprende il suo bicchiere e beve un sorso, appoggia nuovamente il bicchiere e sospira, chiudendo gli occhi. Dopo un istante però scatta verso la scala a pioli che porta sul tetto, sale due gradini a due, raggiunge il tetto e si guarda intorno. Davanti a lui c'è un post it attaccato ad un camino. Il gigante si avvicina e lo stacca.

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Re: TWC - News from Indoor War
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A Valkyrie’s Tale - The Brunild Wagner Story


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«Il mio nome è Brunild Ilse Wagner. E sono una Valkyria.»



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«Sono nata a Flensburg, sulle rive del Mar Baltico, nel freddo Nord della Germania, da Kurt e Gerda Wagner.»



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«Una volta mia madre mi raccontò, senza peli sulla lingua, che quando mio padre venne a sapere che lei avrebbe dato alla luce una bambina, la sua prima parola fu un’imprecazione.»



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«Kurt Wagner era stato un campione nazionale di Judo, e il suo obiettivo era di avere un figlio da plasmare e trasformare nel più grande judoka di tutti i tempi. I miei genitori all’epoca erano sulla quarantina. Solo dopo il ritiro, mio padre aveva deciso di allargare la famiglia, per trasmettere quella che ha sempre ritenuto la sua grandiosa eredità. Mia madre ebbe una gravidanza difficile. Rischiò non solo di abortire, ma anche di morire. Per cui quella sarebbe stata l’unica chance per realizzare il sogno di mio padre. Ma con la mia nascita, ogni sua previsione sembrava infranta in partenza. Sembrava. Dopo giorni di riflessioni, spinto anche dalle suppliche di mia madre, presto si rassegnò alla possibilità che anche con me il suo piano si sarebbe potuto realizzare. Si convinse inoltre che consacrare la propria figlia come miglior judoka della storia, lo avrebbe posto ancor più sotto i riflettori come mentore e maestro leggendario. E così scelse di chiamarmi Brunild, come la prode Valkyria delle antiche leggende nordiche. Un nome a suo parere degno della guerriera più grande del futuro.»



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«Fin dalla primissima infanzia fui letteralmente messa a forza sul tatami. Ci trasferimmo infatti ad Amburgo, dove mio padre gestiva una scuola di Judo. La mia vita si trasformò in casa e allenamenti, allenamenti e casa. Poi sopravvenne la scuola. Casa, scuola, allenamenti. Allenamenti, casa, scuola. Scuola, allenamenti, casa. E così via, per anni. Tutta la mia infanzia fu letteralmente gestita da mio padre, come se avesse di fronte un professionista. Secondo lui, le amicizie erano solo un optional fastidioso. Io mi dovevo concentrare soltanto sul Judo e in seconda istanza sulla scuola. Non c’era spazio per altro. E così non ebbi mai una vera festa di compleanno, nè potei condurre una vita felice come le altre bambine della mia età. Per mio padre tutto questo era solo una distrazione che avrebbe potuto rovinare la mia crescita. La sua metodologia d’allenamento era quasi una tortura, sia psicologica, che fisica. Durante gli allenamenti era solito colpire con un colpo di mazza da Kendo chi commetteva un errore, anche minimo. Il fatto che fossi sua figlia non era di alcun vantaggio, anzi. Il trattamento che mi riservava era ben peggiore rispetto agli altri allievi. I quali, infatti, non hanno mai invidiato la mia posizione di “figlia del maestro”.»



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«Mia madre è sempre stato un enigma per me. Esteriormente è una donna dura, dal carattere chiuso, e in molte circostanze gelida. Alcuni dei miei tratti li ho ereditati direttamente da lei. Purtroppo era letteralmente succube di mio padre. Per anni e anni vidi in lei una lontana ancora di salvezza. Innumerevoli volte cercai un dialogo, un affetto, un aiuto nella desolazione della vita che mio padre mi aveva costruito intorno. Tuttavia, le mie speranze vennero sempre vanificate, in un modo o nell’altro. Col senno di poi, ho capito quanto forte fosse lo stress psicologico e l’influenza di mio padre su di lei. Sono certa che mia madre l’amasse, ma il loro rapporto col tempo si era distorto in un legame innaturale. Stare con mio padre significava obbedire ciecamente a ogni sua imposizione. E mia madre lo faceva. A costo di non guardare in faccia alla realtà. A costo di sacrificare il rapporto con sua figlia. Quante volte ho assistito impotente alle sfuriate di mio padre. E lei zitta. Quante volte, in lacrime, ho cercato conforto nello sguardo di mia madre. E lei zitta.»



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«A scuola sono sempre andata bene. Non era tanto il timore di ricevere brutti voti. Alla fine a mio padre interessavano veramente solo i progressi nel Judo. Mia madre s’interessava principalmente della mia istruzione, e a lei bastava comunque che non andassi male. Eppur tuttavia, trovavo molto interessante conoscere cose nuove, imparare, studiare. Il problema era il mio retaggio. I genitori dei miei compagni conoscevano bene la fama di mio padre. Per questo non volevano che avessi a che fare con i loro figli. I bambini all’inizio mi trattavano come un peso morto, un’estranea da isolare. Poi, quando esageravano, e di solito finiva sempre così, finiva a botte. Dopo i primi anni di scuola, per me diventò una prassi dare una lezione al capo dei bulli della classe. Dopo di che, non avevo più fastidi per tutto l’anno. Il problema era che non riuscivo a creare amicizie durature. Dopo la scuola, infatti, ero sempre impegnata, e quando non lo ero, ci pensava mio padre a spaventare la gente, isolandomi di continuo. Ancora oggi talvolta mi chiedo come abbia fatto a resistere così stoicamente durante tutti quegli anni.»



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«Una delle risposte fu la passione per la lettura, in particolar modo per la narrativa d’avventura e fantasy. Appena potevo divoravo libri su libri. Adoravo le saghe eroiche che narravano di cavalieri, mostri, viaggi avventurosi, combattimenti, leggende. La sera, prima di andare a dormire, mi mettevo a leggere, entrando così in un mondo fantastico, distaccato dalla realtà in cui vivevo. Cominciai anche a scrivere racconti, in cui ero io la protagonista. Ovviamente, tutto ciò lo tenevo nascosto ai miei genitori. Temevo infatti l’ennesimo umiliante trattamento da parte di mio padre. Ad oggi non sò che fine abbiano fatto tutti quei quaderni che avevo riempito coi miei sogni d’infanzia e adolescenza. Probabilmente mio padre li avrà buttati via o bruciati in giardino assieme ai miei libri. Ma non tutto è andato perduto. Una volta infatti mia madre in una lettera mi ha scritto che conserva nella sua casa di Flensburg una mia vecchia copia largamente appuntata e consumata del “Signore degli Anelli”. Un giorno, quando mi sentirò pronta per rivederla, conto di riprendere questo piccolo tesoro del mio passato, per mostrarlo ai miei amici e custodirlo dove merita, ovvero nella mia casa di Ravensburg.»



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«Nella vita che conducevo, non c’era spazio per l’amore. Quando raggiunsi l’adolescenza, per me si trattò di una vera e propria scoperta. Provare un sentimento d’affetto per qualcuno mi colse completamente impreparata, vista la rigida educazione che mi era stata impartita. Ancora oggi faccio fatica a esternare i miei sentimenti. La freddezza ereditata da mia madre e l’ostinato senso di sospetto che ho preso da mio padre rendono veramente difficile per me arrivare a innamorarmi perdutamente di qualcuno. Spesso invidio chi ci riesce, tuttavia non mi sento un corpo estraneo nel mondo per questo. Ho degli amici a cui voglio e vorrò sempre un bene dell’anima, persone per cui darei tutto. Prima o poi troverò la persona giusta con cui condividere il resto della mia vita, almeno spero... E comunque ho avuto anche io le mie storie. Durante l’adolescenza mio padre arrivava quasi a pedinarmi di nascosto ogni volta che mi vedeva con qualche coetaneo oppure se gli giungeva voce di qualche mio incontro clandestino. Un paio di volte è andato addirittura a minacciare fisicamente alcuni ragazzi. Dal 2002, comunque, la mia classe di Judo fu separata, le femmine da una parte, i maschi dall’altra. Ma non sempre le tattiche di mio padre funzionavano, per fortuna...»



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«La maggior parte della gente spesso mi chiede come mai adori il Judo a tutt’oggi. Non li biasimo, d’altronde se non fosse stato per questa disciplina, probabilmente i primi venti anni della mia vita sarebbero stati completamente diversi. Tuttavia, se sono riuscita ad andare avanti è stato anche per la grazia e la filosofia di quest’arte. Voglio citare l’immortale Jigoro Kano: “Il jūdō è la via più efficace per utilizzare la forza fisica e mentale. Allenarsi nella disciplina del jūdō significa raggiungere la perfetta conoscenza dello spirito attraverso l'addestramento attacco-difesa e l'assiduo sforzo per ottenere un miglioramento fisico-spirituale. Il perfezionamento dell'io così ottenuto dovrà essere indirizzato al servizio sociale, che costituisce l'obiettivo ultimo del jūdō. Jū è un bellissimo concetto riguardante la logica, la virtù e lo splendore; è la realtà di ciò che è sincero, buono e bello. L'espressione del jūdō è attraverso il waza, che si acquisisce con l'allenamento tecnico basato sullo studio scientifico”. Amo il Judo, per me è come una seconda pelle. Attualmente sono una cintura nera di quarto grado. Mi alleno tutt’ora, e lo farò per tutta la vita. Tralasciando la competitività distorta ed estremizzata inculcatami da mio padre, mi è sempre piaciuto confrontarmi sul tatami con nuovi e vecchi avversari. E, ovviamente, vincere. Fin dall’infanzia infatti, ho vinto trofei su trofei, culminati nelle più grandi vittorie nella mia carriera di judoka, ovvero il titolo nazionale nella mia categoria di peso nel 2006 e nel 2007. Ancora guardo con soddisfazione a quel periodo, nonostante l’enorme pressione dovuta a mio padre che avevo sulle spalle. La mia gioia e il godimento per quei successi, veniva sempre in qualche modo vanificata da lui. Per mio padre, tutto ciò era soltanto una tappa insignificante in vista del vero obiettivo, le Olimpiadi di Pechino 2008, l’evento che avrebbe consacrato tutto il lavoro degli ultimi venti anni.»



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«Una vera e propria Odissea. Tutto il periodo finale della preparazione alle Olimpiadi fu caratterizzato dalla tensione e dal metodo indisponente che aveva mio padre nel condurre gli allenamenti. Già nel 2007, grazie alle vittorie nei tornei nazionali, ero certa di avere un posto in squadra per Pechino. La brutta notizia fu che anche mio padre trovò il modo di entrare nello staff della federazione, grazie a vecchie amicizie e agganci. I giorni vissuti al villaggio olimpico furono un vero incubo. Nel momento supremo, il famoso sangue freddo di mio padre alla fine venne meno. Ogni facezia portava a litigi e tensione nel team. E alla fine, a suon di tirare la corda, questa si spezzò. Nel mio secondo incontro alle eliminatorie del torneo, mi infortunai pesantemente a una caviglia. Riuscii a malapena a terminare l’incontro, ma alla fine persi e finii nel tabellone B, quello che avrebbe assegnato le medaglie di bronzo. Vedendo sfumare il suo sogno, mio padre ovviamente vide in me il capro espiatorio. Non so come sarebbe finita se gli altri tecnici della federazione non l’avessero allontanato. Fatto sta, che senza di lui tentai comunque l’impossibile. Combattei praticamente senza un piede, mettendoci tutto l’orgoglio che avevo. Arrivai a sfiorare la medaglia di bronzo, piazzandomi a ridosso del podio. Ma quella fu un’impresa che conservai solo per me stessa. Mio padre, infatti se n’era andato a prendere le sue cose ed era ripartito da solo per la Germania mentre io stringevo i denti e davo tutto sul tatami. A Pechino che quel poco di rapporto che ci legava morì per sempre. E io, finalmente, iniziai ad aprire gli occhi e a prendere coscienza di quello che sarei diventata continuando a restare inerme in balia di mio padre.»



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«Dopo le Olimpiadi i rapporti con mio padre, e di riflesso con mia madre, iniziarono a peggiorare sempre più. La delusione di Pechino si riflettè nelle nostre vite. Non c’era momento in cui non spuntasse fuori prima o poi il discorso del mio fallimento alle Olimpiadi. Fu alla fine dell’estate del 2008, che scoprii le Arti Marziali Miste. In quel periodo mi stavo allenando duramente per recuperare dall’infortunio alla caviglia. Un giorno, stanca di stare perennemente chiusa in palestra con mio padre, decisi di iscrivermi ad un’altra di nascosto. Iniziai a frequentarla con la scusa di recarmi da qualche fantomatico fisioterapista. Qui cominciai a conoscere nuove discipline, e spinta dalla curiosità presi lezioni di Brasilian Jiu Jitsu. Fu allora che iniziai a seguire in televisione e su internet le principali federazioni di MMA. Prima ci facevo poco caso, ero troppo presa ad allenarmi con mio padre. Per lui le MMA erano come un’eresia, una specie di circo mediatico destinato a scoppiare come una bolla di sapone. Una volta disse addirittura che i risultati degli incontri erano scelti a tavolino. Ovviamente non gli ho mai creduto. Fatto sta che la mia passione crebbe sempre più. Iniziai una doppia vita, tra Judo e Jiu Jitsu. E dopo un anno conobbi la persona che cambiò definitivamente la mia vita, accelerando il percorso di distacco dalla mia famiglia che stava diventando sempre più inesorabile.»



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«La prima volta che vidi Sylmeria, nella palestra dove mi allenavo, come mio solito inizialmente la ignorai. Il mio caratteraccio sarà sempre una specie di maledizione nella mia vita. Tuttavia lei insistette nel conoscermi. Aveva visto le Olimpiadi. Sapeva quello che avevo fatto. E l’apprezzava. Iniziammo ad allenarci insieme. Ben presto nacque un’intensa amicizia. Giorno dopo giorno, Sylmeria mi fece rivalutare i rapporti tra le persone. Diventammo inseparabili. A metà del 2009, mio padre ebbe alcuni problemi di salute, pertanto aumentò di conseguenza anche la mia libertà. Una delle prime cose che Sylmeria mi chiese, quando le raccontai per filo e per segno la mia storia, fu: ma chi te l’ha fatto fare? Perchè non sei scappata appena maggiorenne? La mia risposta era che nonostante tutto, il sogno di mio padre in parte aveva contagiato anche me. La voglia di diventare un’atleta dominante e vincente, alla fine era diventato parte di me stessa. Solo che non mi era mai stato insegnato un altro modo per perseguirlo, e poi, a parte la mia famiglia, non conoscevo nessuno. Ricorderò sempre l’abbraccio di Sylmeria dopo queste parole. In quel momento capii che non era vero, adesso avevo qualcun’altro. Avevo un’amica... Più il tempo passava, e più le strade tra me e la mia famiglia si allontanavano. Mentre mio padre continuava a pontificare sulle Olimpiadi, discutendo di campionati nazionali da vincere a tutti i costi nel 2010 e nel 2011, prima di Londra, in cuor mio pensavo ad altro. Con Sylmeria puntavamo a farci una reputazione a livello amatoriale nelle Arti Marziali Miste, prima di tentare il salto nei professionisti, nella UFC. Dove avremmo coronato il nostro sogno di affrontarci per il titolo mondiale. Poi, come un fulmine a ciel sereno, spuntò l’opzione del Wrestling, che in quel periodo era molto più redditizio e popolare in Europa. Fu così che una terza folgorante passione si impossessò di me. E stavolta avevo qualcuno con cui condividerla pienamente e felicemente. E’ bello condividere le proprie passioni con persone a cui si vuole bene. All’inizio del 2010, Sylmy e io ci sentivamo pronte più che mai per fare il grande passo. Restava soltanto un’ultima cosa da fare. La più dura e imprevedibile, ma allo stesso modo, anche la più semplice e sacrosanta...»









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«Arti Marziali Miste? Wrestling?! Ti ha dato di volta il cervello?! Basta! Tu non parlerai mai più di sciocchezze del genere di fronte a me, signorina! Tu sei mia figlia. Io e soltanto io ho permesso che tu nascessi. Io ti ho allevata. Io ti ho forgiata. Perciò farai quello che ti dico: tu diventerai ciò per cui ti ho plasmata con enorme spesa di tempo, fatica e denaro. Dopo il fallimento di Pechino, non tollero più errori! Vincerai la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra e renderai immortale il cognome Wagner nel Judo. Fine del discorso!»


«No...»


«No?!»


«Ha sentito la risposta di sua figlia. Brunild ha deciso cosa fare della propria vita, che le piaccia o no. Deve farsene una ragione. E’ arrivato il momento per lei di spiccare il volo da sola, senza catene o ricatti che la trattengano. Lei ha causato troppo male alla mia amica, io sono totalmente dalla sua parte. Qualunque scelta lei faccia. E così dovrebbe comportarsi un vero familiare, soprattutto un genitore.»


«Amica?!... Ora capisco. La colpa di tutto questo è soltanto tua! Non ti conosco, né m’interessa da quale fogna tu sia sbucata per plagiare Brunild. Ma ora è finita. Lascia in pace mia figlia! Vattene da questa casa, immediatamente!»


«Me ne andrò solo se Brunild deciderà che io me ne vada. Non prendo ordini da lei, signor Wagner.»


«Ah si?! Allora ti darò una bella lezione, prima di sbatterti fuori a calci!»


Colpo di bastone


«Cos’è quella faccia? Non ti è bastato?!... Benissimo, allora continuerò finchè non ne avrai abbastanza! Nessuno può rovinare il mio sogno! Nessuno!!!»


Colpo di bastone a vuoto


«Come osi Brunild?! Ridammi subito la mia mazza da Kendo! Hai sentito?!»


«Silmy... Per favore, aspettami fuori di casa. Ti prego.»


Breve silenzio


Porta che si apre


Porta che si chiude


«Dannazione, Brunild! Che intendi fare, eh?! Vuoi sfidare tuo padre? Dopo tutto quello che ho fatto per te. Tu mi devi tutto, vergognati!»


Breve silenzio


Oggetto gettato a terra


Urlo di rabbia


Rumore di lotta


Corpo gettato a terra


Rumore di lotta


Corpo gettato a terra


Rumore di lotta


Corpo gettato a terra


Rumore di lotta


Corpo gettato a terra


Rumore di lotta


Mobile infranto


Forte gemito


Oggetto raccolto


Breve silenzio


«Mai più! Non userai mai più questo bastone per colpire qualcuno! Né me, né persone a cui voglio bene, nè chiunque altro! Hai capito, bastardo?!»


Urlo di rabbia


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul tavolo


Colpo di bastone sul tavolo


Colpo di bastone sul tavolo


Colpo di bastone sul tavolo


Colpo di bastone sul tavolo


Crack!


Oggetto rotto gettato a terra


Breve silenzio


Porta che si apre


«Addio per sempre, “padre”.»


Risata soffocata


«Và... Và pure, allora! Non importa quello che farai della tua vita, tanto qualunque cosa tu otterrai, tutti sapranno che Io ti ho creata, Io ti ho fortificata, Io ho fatto di te una macchina da combattimento perfetta... E ora che conosci cosa significa odiare senza alcun limite, sei diventata praticamente invincibile. Alla fine, dopo tutto, ce l’ho fatta...»


Breve silenzio


«Ti sbagli, maledetto! Ogni obiettivo, ogni vittoria, ogni scelta giusta, ma anche ogni sconfitta e ogni scelta sbagliata, d’ora in poi riguarderanno me e me soltanto. Perché questa è la mia vita, non la tua. Non più. Quanto al mio odio, esso, un giorno, morirà con te...»


«...»


Porta che si chiude sbattendo


Lungo silenzio


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Breve silenzio


«E’ finita. F-finalmente...»


Pianto


«Oh, Brunild... Piangi pure, sorellina. Sfogati fino in fondo. Ora sei finalmente libera.»


Pianto


Passi che si allontanano


Solo silenzio


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Spoiler:


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Da quando se n’è andata, ormai cinque anni fa, Brunild Wagner non ha più rivisto suo padre.

Alcuni mesi dopo, Kurt Wagner è stato radiato dalle federazioni di judo a livello nazionale e internazionale a causa dei suoi metodi d’allenamento violenti.

Attualmente risiede ancora nella sua casa ad Amburgo, dove vive con una modesta pensione.

Dal 2010 non ha mai voluto rilasciare interviste riguardanti sua figlia.




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Nel 2012 Kurt e Hilde Wagner si sono separati. Dopo qualche mese hanno divorziato.

La madre di Brunild è tornata a vivere a Flensburg, presso alcuni parenti.

Ad oggi lei e sua figlia intrattengono un rapporto epistolare informale.




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Un mese dopo aver chiuso i rapporti con la famiglia, Brunild Wagner debuttò nelle MMA a livello amatoriale, seguendo le orme di Sylmeria Sorensen.

Sul finire del 2010, Brunild, ormai nota come Die Valkyrie, sostenne con successo un tryout per l’European Championship Wrestling assieme all’inseparabile Sylmeria, entrando nel settore di sviluppo della federazione.

Tempo dopo Brunild e Sylmeria conobbero Sigfried Jaeger, all’epoca un giovane wrestler sotto contratto per il Main Roster da un anno, e Gunther Schmidt, già veterano e una delle attrazioni principali della ECW.

Ben presto i quattro diventarono amici inseparabili.

Brunild Wagner considera Sylmeria, Sigfried e Gunther, quella vera famiglia di cui aveva un disperato bisogno.











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«Il mio nome è Brunild Ilse Wagner. E sono una Valkyria.»


The End
















Spoiler:
Next Time, on Valhalla Chronicles Origins:



«Quando ero piccolo, a scuola tutti mi temevano e avevano paura di rivolgermi la parola. Non so perché.»


«Benvenuto nell’esercito, sacco di merda!»
«Eh?!»


«Sergente, ci stanno sparando!»
«E tu rispondi al fuoco, no?!»


«Io sono il Sergente Maggiore Schmidt, vostro capo istruttore...»


«Caspita, è un nuovo record di sollevamento!»


«Ehi, perché non ti dai al wrestling, potresti sfondare col fisico che ti ritrovi.»


«Questo è troppo, sei licenziato!»


«Arigatò!»
«Prova a riperterlo, se hai coraggio!»


«Stavolta cerca di comportarti meglio. Comunque, bentornato.»


«Battere te farà di me un vero eroe...»




A Hound for the Business - The Gunther Schmidt Story


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 28/12/2015, 16:43 
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Ci troviamo in quello che subito riconosciamo essere il Pub di proprietà di Vincent Cross ed i suoi amici, addobbato di luci natalizie e monili associati. Il pub è pieno di gente intenta a bere e mangiare in allegria, mentre al bancone troviamo Ben Roberts, intento a servire drink...

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Il lottatore della WFSS serve un altro boccale di birra ad un avventore, per poi udire un rumore tipico di una folla in delirio...

BR: Oh cielo, no...

Le immagini si spostano su quella stessa folla, composta per lo più da donne, tutti riuniti attorno ad una unica persona!

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Spoony, intento a fare il giocoliere con delle bottiglie di birra! Grande numero quello del biker, che ora poggia le bottiglie sul tavolo accanto a sé...

SP: Ed ora, signore... E signore, per deliziare voi, come faccio sempre... Si festeggia con lo Spoonaroonie!! E Buon Natale a tutte voi! Sperate di trascorrerlo nel mio letto!

Detto ciò, esegue il suo Spoonaroonie, mandando il pubblico in visibilio!

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Ben Roberts, dal bancone, fa un facepalm decisamente comprensibile, mentre la scena si sposta su un uomo seduto ad un tavolo...

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Vincent Cross, con dei documenti poggiati sul tavolo. Guarda davanti a sé, ora.

VC: Una serata come le altre, credimi.

???: Il che spiega benissimo perchè questa è probabilmente la prima ed ultima serata che passo qui.

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All'altro lato del tavolo è seduto Jack Keenan, con dipinta sul volto l'espressione tipica di una persona che preferirebbe essere in coda alle poste piuttosto che nel luogo in cui si trova. L'avvocato, con lo sguardo basso, indica con un cenno del mento Spoony.

Keenan: Secondo te, se mi avvicino a lui riesco a farlo a scappare dal locale come l'ho fatto scappare dal ring durante il Pick your Poison?

VC: Troppe donne in giro. Si fingerebbe ferito a morte per avere aiuto. E' così infame, sì.

Keenan: Forse ne varrebbe la pena lo stesso.

Cross ride leggermente, mentre al loro tavolo arriva Noah, nelle vesti di cameriere.

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NH: Allora signori, cosa vi porto? Niente di troppo costoso, mi raccomando.

Ciò viene accompagnato da una lieve risata del ragazzo, ma questa battuta non suscita altrettanta ilarità negli altri due.

VC: Io piglio il solito.

Keenan: Fanne due. Credo che l'ambito "bere per dimenticare" sia l'unico in cui possa fidarmi a seguire il tuo esempio, Cross.

Il ragazzo si allontana velocemente, mentre Cross approfitta di una distrazione di Keenan per dargli un piccolo buffetto sul braccio.

VC: Su, non fare quel muso lungo davanti a me, Jackie boy. Goditi l'atmosfera natalizia.

L'espressione di serietà dell'avvocato non muta.

VC: Mi fai sentire in colpa, lo sai no? Ti ho anche preso un regalo.

Keenan: ... Cosa?

Ed ecco che Noah torna, portando tra le mani un grosso pacco regalo, con sopra un altro pacco regalo molto più piccolo e sottile. Poggia i pacchi in mezzo ai due.

VC: Questo intendevo quando ho detto "il solito".

NH: E' un furbo, il nostro Vincent. Ora torno con le vere ordinazioni. A te la solita confezione da sei, no?

VC: Ovviamente.

Il ragazzo se ne va, mentre Keenan rimane immobile, scrutando in silenzio i due pacchi, che ora si trovano davanti a lui. Il Pain Deliverer aspetta ancora qualche secondo prima di farsi avanti e, incalzato da Cross, iniziare a scartare il primo pacco, da cui tira fuori una maglietta della linea "Justice through Pain" ed una cassa di birra. Per la prima volta dall'inizio del video, la bocca di Keenan accenna un sorriso.

Keenan: Originale. Ma simpatico. Almeno hai fatto un tentativo, Cross... immagino che non debba nemmeno chiederti se questa cassa sia dello stesso tipo di quella che hai mandato ad Aaron.

Il biker sorride furbescamente.

VC: Segreto professionale, mi dispiace.

Keenan: Già, immaginavo. Lo ripeto, simpatico: ma se speri di ottenere un "grazie" hai ancora molta strada da fare.

VC: Aspetta un momento prima di dirlo, mi pare che ci sia ancora qualcosa in quel pacco.

Keenan accoglie queste parole con un espressione sorpresa, per poi tornare a frugare nel pacco... che risulta contenere anche un cappello da Babbo Natale.

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Keenan: Non ho mai desiderato così tanto strangolarti, giuro.

VC: Ti voglio bene anch'io. Ne ho uno anche per me, tra l'altro.

Infatti Cross prende dal posto accanto al suo un cappello da Babbo Natale di certo più grosso di quello del suo interlocutore.

VC: Poi ce li mettiamo in modo tale da sembrare due perfetti idioti, che ne dici?

Keenan: Non mi piace quando usi forme verbali plurali a sproposito. Davvero per nulla.

VC: Sei tenero quando fai il sentimentale.

Nel frattempo arriva Noah, con le birre per tutti e due, che sembrano avere scorta per tutta la serata. Il ragazzo fa un cenno al suo leader, per poi tornare a chiedere altre ordinazioni. I due ex rivali intanto iniziano ad aprire le prime bottiglie.

VC: Sei stato veramente in gamba durante il nostro incontro, lo sai? Sono fiero di te, anche Aaron tra l'altro. Te la sei cavata alla grande.

Keenan: Dio mio, Cross, penso di avertelo già detto qualche decina di volte: non mi serve un'altra figura paterna, grazie.

Jack Keenan, con aria stanca, si passa una mano sul volto.

Keenan: Comunque, se questo è il binario su cui vuoi portare la conversazione, va bene: devo farti le mie scuse. Ricordi tutto quello che ti avevo detto poche settimane fa? Tutte le accuse e le offese che ti avevo lanciato? Beh, sei molto più in gamba di quel che pensavo. Sei persino quasi più in gamba di quanto dici di essere - ed è tutto dire. Un momento, forse quest'ultima cosa è esagerata. In ogni caso, non montarti la testa: The End is Near brucia ancora e per questo prima o poi vorrò la mia rivincita. So di essere meglio di quello che hai visto - di quello che tutti hanno visto - in quel match.

Il Pain Deliverer sospira, allontanando da sé il cappello natalizio con un gesto della mano.

Keenan: Cerchiamo almeno di far sì che questa sconfitta assuma un senso: ora non puoi davvero evitare di dirmi per cosa diamine ti serve il mio aiuto.

Il biker accenna ad un sorriso, che però ha una vaga nota amara.

VC: Immagino sia giunto il momento. La risposta è nel pacco numero due.

Keenan: Cross, seriament-

VC: E' davvero nell'altro pacco. C'è la denuncia formale sporta contro di me, con tutti i capi d'accusa.

Keenan strabuzza gli occhi per qualche secondo. Poi guarda il pacco più piccolo ed inizia a scartarlo velocemente, quasi con foga.

VC: Vedi di non strapparli sennò peggioriamo la situazione.

L'avvocato trova quindi una serie di documenti ordinati e spillati, iniziando a sfogliarli per cercare le risposte tanto agognate...

Keenan[/color]: Vigente la legge bla bla bla, la chiamiamo quindi a rispondere alle accuse di... Mh... Vandalismo urbano... Mhhhhh.... Disturbo della quiete pubblica.... E poi... Mh mh.... Anche atti osceni in luogo pubblico? Sicuro non ti abbiano confuso con Spoony?

VC: No no, è contro di me, e se ne sono inventate di ogni. E non essere scettico, potrò anche aver commesso, forse, qualcuno di quei reati in casi isolati e da ben contestualizzare, ma nessuno degli avvenimenti specifici di cui mi accusano sono stati compiuti dal sottoscritto, specialmente gli atti osceni in luogo pubblico. Su questo ti do la mia parola.

Keenan: Quindi, è per queste sciocchezze che ti servivo? Davvero?

VC: No no, fidati. C'è molto di più in ballo.

Cross si guarda attorno circospetto, poi torna a rivolgersi a Jack.

VC: Vai all'inizio del documento, nell'introduzione. Lì si trova la motivazione dietro tutta questa storia.

JK annuisce e va alla prima pagina, tenendo in mano il malloppo di foglio.

Keenan: Mh... Con la qui presente si dichiara che dal tribunale di Nashville, Tennessee, è sporta una formale denuncia nei confronti del Signor...

Jack improvvisamente si zittisce. Guarda Cross, poi i documenti. Quindi Cross, poi nuovamente i documenti.

Keenan: Deve essere uno scherzo.

VC: Non lo è.

Keenan: Non lo è?

VC: Non lo è.

Il pain deliverer ha gli occhi spalancati, è quasi sotto shock.

Keenan: Tu....

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Keenan: TU SEI UN ROSSEN!?!?!


(CAMERA FADES)

Mentre le immagini sfumano si sente della musica in sottofondo.. e magicamente ci ritroviamo in una sala affollata!

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La gente balla, la musica è a dir poco assordante, e dalle varie inquadrature possiamo notare come alcolici e fumo non manchino, anzi, abbondino! Lo sballo più totale! C'è aria di festa, di quelle importanti... all'improvviso spunta Simon B come al solito elegantissimo, con tanto di cintura sulla spalla!!!

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Il Who You Want To B si è da pochi giorni riconfermato FWP World Wrestling Champion battendo Drake a The End Is Near e vincendo dunque la faida! Simon si diverte, balla anche lui ed è ovviamente circondato da donne, non manca qualche palpatina e riceve anche qualche bacio, per poi iniziare ad urlare per farsi sentire.

SB: Prendete da bere qualsiasi cosa.. Questo è il Simon B Party, e offre tutto Simon B!!! MEH!!!

Applauso, anzi, boato per Simon B che viene idolatrato come una divinità in questo locale. Simon continua a destreggiarsi tra le donne, gli viene anche offerto del fumo ma la sua attenzione si sposta su una ragazza che lo fissa da lontano. B si fa largo tra la gente e la punta, riuscendo con qualche difficoltà ad arrivare dalla ragazza con un decolletè niente male devo dire.

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SB: Così bella eppure così sola... possibile?

GB: A quanto pare...

Simon sorride.

SB: Comunque piacere, Simon..

GB: Gabriella, e sì, già lo so chi sei... e non mi sembra vero averti qui a due passi da me.

SB: Vuoi qualcosa da bere?

GB: Guarda, sinceramente mi accontento di un bacio..

SB: E io che pensavo di dover lavorare tanto per conquistarti! Comunque, se è quello che vuoi..

Simon si avvicina alla ragazza e prova a baciarla, ma lei gli mette un dito sulla bocca e lo ferma inspiegabilmente.

SB: Che succede?

GB: Appartiamoci un attimo.

"Si scopa!" pensa Simon B tra sè e sè.


(Qualche attimo dopo)


Simon e la ragazza si trovano all'esterno del locale e si dirigono verso il parcheggio.

SB: Ma non volevi solo un bacio, tu?

La ragazza sorride in direzione di Simon B, però dopo aver raggiunto la sua macchina con l'espressione quasi chiede "scusa" a Simon B che inizialmente non capisce, ma subito dopo realizza. Qualcuno da dietro gli appoggia una mano sulla spalla e gli parla.

???: Buona sera, signor B.

Simon si gira.

Spoiler:
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RR: Ho una proposta da farle.


Ultima modifica di Simon il 31/03/2017, 12:58, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
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18/12/2015 19:15 PST; Bar del Thomas & Mack Center, Las Vegas, USA

Due figure incappucciate sono sedute al bancone. Lontano da loro, una terza, sempre incappucciata. Il barista si avvicina ai due e gli porge una birra e una Pepsi Cola.

???: Sapete cos'è il bello di essere un barista? Che vedi arrivarti chiunque...

L'ometto, paffuto e con un paio di baffi molto evidenti, sorride e lancia un'occhiata alla terza figura.

???: ... Anche volti già noti ma dimenticati.

L'uomo si allontana dopo esser stato pagato. Una delle due figure vicine si toglie il cappuccio e guarda alla sua sinistra, verso il televisore dove viene trasmesso Chris Drake vs Simon Bosiko, in atto all'interno dell'arena. L'eco dei boati del pubblico rimbomba fino al bar.

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AS: Avranno finito a breve.

l'altra figura si vede giusto in penombra, ma riconosciamo i tratti di Ayumi Haibara.

AH: Quanto dobbiamo aspettare?

AS: Lilith non è ancora qui, arriverà fra poco. Poi entreremo, faremo quel che dobbiamo fare e ce ne torneremo nel backstage. Lavoro semplice e pulito.

AH: Semplice e pulito, ma potente. Come un lampo che si abbatte sul suolo.

AS: Giusto. Come un lampo.

07/11/2015 10:32; Chugushi, Nikko, Tochigi Prefecture 321-1661, Japan

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Ayumi Haibara e Andy Scrull si ritrovano ai piedi del Monte Nantai.

AH: Beh, siamo qui.

AS: Già. Iniziamo a salire?

AH: D'accordo.

I due iniziano a salire seguendo un sentiero fra i boschi.

AS: Ti dirò, ho sempre preferito il mare alla montagna.

AH: Ah sì?

AS: La spiaggia mi sembra un luogo molto più divertente.

AH: Allora perchè sei voluto venire qui?

AS: ...

Piccolo momento di silenzio fra i due.

AH: Andy?

AS: Questo monte era nei miei sogni.

AH: Nei tuoi... sogni?

Andy continua a salire tenendo lo sguardo dritto.

AS: Già. È dall'inizio dell'anno che sogno una voce femminile che mi richiama. E mi richiama qui. Ho visto un tempio... non so nemmeno se troverò qualcosa qui. Ma almeno mi sarò fatto una bella gita... con te.

Ayumi sorride e arrossisce lievemente, abbassando lo sguardo, dietro ad Andy. I due continuano a salire, senza notare una terza figura dietro di loro, che li sta seguendo da svariate ore.

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L'incappucciato continua a salire, silenziosamente, senza esser notato, ad una distanza di circa venti metri da Andy e Ayumi, quando improvvisamente due braccia si stringono intorno alla sua gola e lo tirano all'indietro. Una quarta figura è alle sue spalle e stringe la presa portando lo sconosciuto a sedere.

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Denise Galanti, vestita anche lei di nero, bisbiglia vicino all'orecchio dell'incappucciato.

DG: Non ho idea di chi cazzo tu sia, ma non mi piace la gente che stalkera i miei amici. È da Tokyo che li stai seguendo, ti ho visto.

La ragazza allenta la presa.

DG: Identificati.

Tuttavia l'uomo riescea liberarsi, fa una capriola in avanti e si rialza, poi si volta verso la sua assalitrice.

???: Stai fuori dai miei affari, ragazzina.

Questa però rimane come impietrita e lo osserva. Solo in quel momento, l'uomo scopre che il suo cappuccio è caduto.

DG: Tu... Tu sei...

L'uomo fa una smorfia di fastidio.

???: Cazzo. La mia solita fortuna.

07/11/2015 11:00; Mt. Nantai, Japan

Andy e Ayumi sono ad alta quota, e il sentiero sterrato si è trasformato in una scalinata piuttosto ripida. Il ragazzo sbuffa e alza lo sguardo, notando che sopra di lui vi è una figura, inizialmente indistinguibile a causa del bagliore del sole.

???: Hai fatto molta strada per arrivare qui.

Andy si mette una mano davanti agli occhi e la figura scende di un gradino, diventando finalmente visibile.

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Lilith Williams, con un borsone a tracolla, sorride mentre Andy rimane a bocca aperta. Ayumi, poco più indietro di lui, osserva la scena perplessa.

LW: Devi essere stanco.

AS: Finalmente, tu.

LW: Ho aspettato tanto. È da molto che desideravo vederti di persona, Andy Scrull.

Ayumi si avvicina ad Andy, che rimane immobile come una statua.

AH: Ti conosce?

Il ragazzo bisbiglia:

AS: È lei.

AH: Lei chi?

AS: La voce.

Lilith, angelica, continua a sorridere, gli occhi azzurri che brillano.

LW: Mi piacerebbe trattenermi qui. Abbiamo molto da dirci, ma...

Lilith scende le scale fino ad arrivare faccia a faccia con Andy, che rimane come impietrito.

LW: ... C'è anche qualcos'altro che ti aspetta alla fine di questa scalinata. E anche te.

Williams lancia un'occhiata verso Ayumi.

LW: Voi due siete spezzati. Verrete rimessi insieme, come me. A quel punto...

La giovane torna a guardare Andy.

LW: Mi servirà il tuo aiuto. Tieni.

La ragazza porge ad Andy un bigliettino.

LW: Dentro ci sono scritti data, ora e luogo del nostro prossimo incontro, io sarò li. Prometto che avrai le tue risposte. Porta anche Ayumi. Sono sicura che ci sarà una... connessione.

Andy, senza parole, prende il bigliettino, poi Lilith continua a scendere la scalinata.

LW: È stato un piacere vedervi.

14/11/2015 15:32; Denko Temple, Mt. Nantai, Japan

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Davanti al tempio vi è Andy, adesso vestito con una casacca azzurra, in posizione di battaglia. Davanti a lui, Maestro Kaminari, anche lui in guardia.

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MK: Non mi colpirai mai se continui così. Proprio come la prima volta.

In un angolo Ayumi Haibara, anche lei con una casacca azzurra, osserva a braccia incrociate. Andy scatta in avanti e prova a sferrare un calcio alto verso la nuca con la gamba sinistra, il Maestro però lo blocca semplicemente con la mano sinistra e lo respinge indietro, allora Andy prova a colpirlo con un destro ma blocca anche quello con la mano destra. Prima di poter pensare a cosa fare, il Maestro sferra ad Andy un calcio all'addome e poi un montante, facendolo barcollare all'indietro, ma posizionando il piede sinistro in modo da rimettersi in equilibrio il ragazzo schiva un calcio destro. A questo punto Scrull tenta un altro pugno ma Kaminari gli afferra il polso e lo butta per terra in avanti.

MK: Non ci siamo ancora, Andy. Stai cercando di impressionarmi, di dimostrare qualcosa.

Il Maestro aiuta l'allievo a rialzarsi.

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MK: Non devi pensare mentre combatti, devi SENTIRE. Non devi pensare a te stesso altrimenti sei come un dito che punta alla Luna, non arriverai mai dove vuoi arrivare.

AS: Ma io...

Andy non riesce a finire la frase. Kaminari gli indica un sacco d'allenamento vicino a loro.

MK: Scaricati su quello. Ma dopo averlo fatto, preparati a calmare la tua mente.

Mezz'ora dopo

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19/11/2015 15:32; Denko Temple, Mt. Nantai, Japan

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Andy medita, seduto a gambe incrociate, gli occhi chiusi.

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AS: Maestro, dove siamo?

MK: Sei molto fortunato. Non molti possono avere questa visione. Non in questo modo. In questo momento siamo nell'infinito. Nello scorrere del tempo, siamo l'esistenza stessa.

AS: Chi altro ci è arrivato?

MK: A parte noi due? Il mio maestro e la mia precedente allieva. Se devo essere sincero non pensavo raggiungesse questo stato, era molto giovane. Se n'è andata il giorno in cui sei venuto per la prima volta al tempio, non avevo nient'altro da insegnarle.

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MK: Osserva la bellezza. Sei parte di tutto questo, e viceversa. La natura scorre dentro di te, e ti darà forza nei momenti peggiori.

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AM: La mia città...

MK: La tua gente.

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MK: Non devi sentirti arrabbiato e non devi aver paura di averli delusi. Queste sono le persone che ami di più, e adesso hai tutta la forza necessaria per combattere per loro. Sei legato a tutto questo indelebilmente ora. Sei il quinto Guardiano.

25/11/2015 15:32; Bar Cmaj7, Tokyo

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Ayumi Haibra e Andy Scrull entrano nel bar, piuttosto affollato. C'è una vetrata vicino ai tavolini da cui si può ammirare la skyline di Tokyo.

AH: Sicuro sia questo il posto?

AS: Così dice il biglietto.

I due ordinano da bere e poi si dirigono verso i tavoli. Voltata verso l'esterno, c'è Lilith Williams, che viene riconosciuta dai due ragazzi per via della carnagione pallida e i capelli biondi. I due si avvicinano e la ragazzina si volta verso di loro.

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LW: Buonasera.

Andy si gratta i capelli e balbetta:

AS: Ehm, buonasera...

LW: Sedetevi pure.

I due prendono posto dall'altra parte del tavolino. Lilith sorride e guarda verso la finestra.

LW: C'è proprio una bella vista, vero?

AH: Già...

La più piccola dei tre ragazzi si volta verso i suoi due interlocutori.

LW: Non mi sono mai presentata, scusatemi. Il mio nome è Lilith Williams.

Ayumi le stringe la mano e così fa anche Andy che però alza le sopracciglia mentre lo fa.

AS: Aspetta, Lilith Williams... Ho già sentito questo nome, devo solo pensarci.

LW: Vedo che incominci a capire.

AH: Di che state parlando?

AS: Lilith Williams, tu... eri a WrestleMania IV, sì, in TWNA. Sei la sorella di Manuel Angel.

Lilith arrosisce lievemente.

LW: In persona.

Ayumi annuisce. Andy si gratta i capelli.

AS: Ma... perchè mi hai chiamato? E come?

Lilith abbassa lo sguardo.

LW: Sì, vi devo più di una spiegazione.

La ragazzina fa un respiro profondo.

LW: Come tu saprai, Andy, più di un anno fa si è tenuto l'ultimo PPV della TWNA, WrestleMania IV. In quell'evento, mio fratello ha perso... ed è sparito nel nulla. Ho iniziato a cercarlo, ho chiesto ai suoi vecchi colleghi e amici ma... nessuno sa dove sia. Ero senza una direzione da seguire ed è stato lì che ho iniziato ad avere delle visioni. Visioni di te, Andy. Ti ho visto lottare tante volte e ho deciso di seguire i miei sogni... quindi ti ho contattato.

AS: Mi hai detto che ti serve il mio aiuto, in che modo?

LW: Devo entrare nel wrestling business. Se voglio una possibilità di trovare Cody, mio fratello, devo entrare a far parte del wrestling. E ho bisogno di qualcuno che metta una buona parola sul mio nome. Ho bisogno di un posto.

AS: Non potevi cercare una palestra? Ti saresti fatta molti meno chilometri e fatica, no?

Lilith scuote la testa.

LW: Non hai capito. Ho sedici anni, Andy Scrull, quasi diciassette. Nessuna federazione, indie o major che sia, mi prenderebbe ora come ora, e io avevo bisogno di un allenamento serio. Ma io sono sicura che Cody stia ancora lottando, e lo sta facendo in America. Se entrassi nelle dinamiche dei backstage potrei... Cody deve pur essere da qualche parte. Il wrestling è l'unica cosa che abbia mai avuto. Ho bisogno di entrare subito in una major, voglio che la gente mi conosca, voglio che Cody sappia... che il nome Angel non è stato cancellato dal wrestling.

AH: Sei sicura di quello che stai facendo?

Momento di silenzio.

AH: Famiglia. Tu lotti per la tua famiglia. Anche io. Anche Andy. Eppure a me non ha fatto per nulla bene. Chi ti dice che a tuo fratello importi qualcosa se tu lotti, se tu ti distruggi per cercarlo? Mi dispiace dire queste cose, ma è la verità.

LW: Cody non ha abbandonata per caso. È solo il suo stupido orgoglio, l'ha sempre avuto. Ma mi ama, e io amo lui, anche se mi ha fatto male.

Ayumi guarda Lilith intensamente, la fissa negli occhi.

AH: Sei una bambina coraggiosa.

Altro momento di silenzio, spezzato da Andy.

AS: Ok, ragazze, credo che potrei riuscire a portarvi in TWC sfruttando il boom del wrestling femminile in America. Considerando che Ayumi è una delle migliori lottatrici del mondo e tu, Lilith, hai un cognome che può aiutarti, beh... non dovrebbe essere troppo complicato, parlerò con il mio capo. In più ho qualche idea sul mio ritorno e potrei aver bisogno d'aiuto.

Lilith sorride e inizia a giocarellare con il ciondolo che ha al collo, a forma di chiave.

LW: Grazie mille. Significa davvero molto per me.

AS: Ti sei allenata con Kaminari, significa che ci sai fare. Scommetto che andrai bene.

La più piccola del trio pare imbarazzata e sorride timidamente.

LW: Grazie. Ecco, forse dovrei darvi il mio numero di cellulare. Rimaniamo in contatto.

AS: Giusto.

Dopo un paio di minuti di chiacchierata, i tre si alzano e di nuovo Lilith stringe la mano ai suoi due interlocutori.

AS: Ci rivedremo in America.

LW: Sì.

02/12/2015 01:32; Appartamento di Ayumi Haibara, Tokyo

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Ayumi e Andy sono sdraiati sul letto, l'uno vicino all'altro, la luce bassa. Ayumi ha gli occhi chiusi ed è rivolta verso Andy che invece osserva il soffitto. Ayumi apre gli occhi e lo guarda.

AH: Andy...

AS: Dopodomani tornerò in America.

La ragazza distoglie lo sguardo da Andy e abbassa leggermente la testa.

AH: Lo so.

Andy rimane in silenzio. Silenzio che riempie la stanza finchè non si sente il leggero singhiozzo di Haibara farsi sempre più forte.

AH: Mi abbandonerai... come hanno fatto tutti...

Andy avvolge Ayumi con un braccio e la stringe a se finchè la ragazza non si calma e infine, dopo svariati minuti, si addormenta. Molto lentamente, Andy si defila, copre Ayumi con un lenzuolo, poi prende il suo cellulare dal comodino e se ne va in salotto mentre compone un numero e si avvicina il telefono all'orecchio. Lo si sente bisbigliare:

AS: Ehi, pa'...

04/12/2015 03:24; Hilton Head Airport, Savannah, Georgia, USA

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Andy e Ayumi, entrambi con valigie e borse in spalla, si dirigono verso l'uscita dell'aeroporto. Il primo si guarda intorno, mentre Ayumi rimane poco più indietro di lui.

AS: Dovrebbero essere da queste parti...

Finalmente, il ragazzo riconosce due figure che lo salutano con la mano. Andy sorride e ricambia il saluto.

AS: Eccoli!

A passo svelto, il giovane wrestler si avvicina alle persone, con Ayumi che lo segue.

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Tom e Wendy Scrull sono accanto ad una macchina, e vanno incontro al figlio. La madre lo abbraccia con forza. Poco più indietro, Ayumi soffoca una risata.

AS: Mamma, non ora!

WS: Andy, non ti vedo da mesi!

AS: Mamma...

TS: Wendy, fallo respirare, su.

Andy si stacca dall'abbraccio della madre e fa cenno ad Ayumi di avvicinarsi. La giovane lo fa ed esegue un leggero inchino, imbarazzata.

AH: Sono Ayumi Haibara. Molto piacere.

La signora e il signor Scrull stringono la mano ad Ayumi. Andy osserva il tutto con un largo sorriso. I quattro iniziano a caricare i bagagli nella macchina.

TS: Quindi, Ayumi, da oggi starai un po' da noi. Devo ammettere che quando Andy mi ha chiamato per chiedercelo sono rimasto un po' sorpreso.

Tom ride.

WS: Ma c'è sempre spazio nella nostra famiglia per chi ha bisogno. Andy ci ha parlato tanto della tua storia...

Ayumi sorride.

AH: Grazie infinite. Grazie.

AS: Non ti avrei mai lasciata da sola in Giappone.

E mentre i signori Scrull non guardano, Ayumi prende Andy e gli stampa un rapido bacio sulla bocca.

15/12/2015 Palestra Privata per gli Atleti TWC, New York, USA

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Lilith Williams, in tuta d'allenamento, si avvicina timidamente al ring d'allenamento della palestra e ci sale passando da sotto la seconda corda. Trovandosi in mezzo al quadrato, la giovane si passa una mano sugli occhi.

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18/12/2015 19:17 PST; Bar del Thomas & Mack Center, Las Vegas, USA

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Andy e Ayumi si alzano dal bancone. Il ragazzo scruta la terza persona incappucciata, poi lo sorpassa. L'uomo, tuttavia, parla:

???: Sembri pieno di determinazione, ora.

Scrull si ferma e abbassa la testa.

AS: Lo sono.

???: Il wrestling potrebbe toglierti tutto... Eppure vai avanti.

AS: Sì.

???: Mh.

Si può vedere appena un sorriso sotto il cappuccio.

???: Forse tu sei quello giusto. Ora ti farai valere.

Andy alza la testa e scrolla le spalle, senza voltarsi.

AS: Lo faccio sempre.

L'uomo misterioso si dirige all'uscita. Mentre la oltrepassa, si incrocia con Lilith Williams che invece sta entrando di fretta e furia.

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LW: Eccomi, ragazzi.

AS: Perfetto. Siamo tutti pronti?

AH: Pronta.

LW: Pronta.

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L'uomo si ferma un secondo, si gira a guardare il trio, poi si tira il cappuccio ancora più in giù e se ne va. Fuori dall'arena, vi è una quinta persona appoggiata al muro, vestita di nero, con le braccia incrociata.

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DG: Non ti manca quella sensazione?

???: Di andare là fuori e stupire? Tseh... sì. Andiamo ad allenarci.

I due se ne vanno.

THE END
IS WHERE WE BEGIN


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 30/12/2015, 23:13 
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18/12/2015 - 23.51

TWC The End is near si è ormai concluso e siamo nel backstage, dove troviamo Nick Carroll.

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Il nuovo TWC 15 Champion, cintura in spalla, indossa abiti civili e sta camminando spedito verso una porta in fondo ad un corridoio. Dalla targhetta su di essa scopriamo che si tratta del suo spogliatoio. Il bostoniano si dirige verso una panca dove è appoggiato un borsone nero, lo apre e fruga in una tasca interna, da dove estrae il suo cellulare. Proprio in quel momento l'apparecchio inizia a squillare.



Nick risponde immediatamente, ma subito dopo allontana il telefono dall'orecchio, travolto dalle urla di giubilo di suo fratello Daniel.

DC: HI, CAN I SPEAK TO CHAMP? IS CHAMP THERE?

Carroll scoppia a ridere, reclinando la testa all'indietro.

NC: CRETINO! Sai che Leon Black probabilmente ti risponderebbe abbaiando?

DC: Ma tu non sei Leon Black.

NC: E nemmeno Kevin Manson, per fortuna. Sarà in pessime condizioni.

DC: E non sei nemmeno BBB! Che si fotta, quello stronzo!

NC: Già...

Nick abbassa lo sguardo sulla cintura ed i lineamenti del suo viso si rilassano.

NC: Ce l'ho fatta.

DC: È stato fantastico Nick! Pensavo che gli avresti staccato il braccio se non si fosse deciso a cedere! E quando ti sei attaccato a lui continuando a cambiare il tipo di presa? Eccezionale!

Nick si gratta la testa.

NC: Di certo non potevo schienarlo, qualcosa dovevo pur inventarmi.

DC: Non fare il modesto ora, sei stato grande! Sapevo che ci saresti riuscito, è impossibile che tu fallisca un obiettivo una volta che te lo sei messo in testa!

NC: Dici?

DC: Assolutamente! Credi in te stesso e fai benissimo a farlo, visti i risultati.

Il sorriso sul volto di Nick si allarga ancor di più.

NC: Grazie, Dan.

DC: Ringrazia te stesso!

Un attimo di silenzio in cui il sorriso del bostoniano lascia il posto ad un'espressione più tesa.

NC: La mamma è lì con te?

DC: Certo! Te la passo subito!

L'espressione di Nick si rilassa di nuovo, mentre l'ingegnere va a mettersi seduto su una panca, mentre dall'altro capo del ricevitore arriva la voce emozionata di Sylvia Carroll.

SC: BRAVO! BRAVISSIMO! SEI UN VERO CAMPIONE, NICK!

Nick porta una mano a coprirsi gli occhi, poi risponde con la voce rotta dal pianto.

NC: Gr-grazie ma-mamma...

SC: Ho sofferto insieme a te su quel ring, credevo che il cuore mi sarebbe esploso nel petto! Ma ce l'hai fatta! Sono fiera di te!

Nick si asciuga gli occhi col palmo della mano e parla con voce leggermente più ferma.

NC: Non sai quante volte ho sognato di sentire queste parole dalle vostre bocche... Credo sia questa la mia più grande vittoria di stasera.

SC: Hai pienamente ragione, figliolo. Avrei dovuto capire prima, ma non è così facile con tuo padre affianco. Mi ci è voluto del tempo, ma adesso ci sono! Sono con te, voglio sostenerti nella tua carriera, voglio starti accanto ed aiutarti!

NC: Ti capisco mamma, non devi scusarti. Va benissimo così. È già un sogno così. Spero di non deluderti.

SC: Non lo farai Nick! Non l'hai mai fatto!

NC: Essere campioni è difficile. Più difficile di diventarlo. Non sarà facile dimostrare di meritare il titolo che ho vinto stasera.

SC: Tu sei in grado di fare qualunque cosa tu voglia! Sono sicura che terrai a lungo quel titolo. E sono sicura che farai ricredere Jane... e anche tuo padre.

NC: Lo spero. Ci sto provando con tutto me stesso.

SC: Lo so, tesoro. Ora io e Daniel dobbiamo tornare a casa, o papà potrebbe sospettare qualcosa. Ci sentiamo presto. Ti voglio bene. Ricorda che sono sempre con te.

NC: Grazie mamma. Ti voglio bene anch'io.

La chiamata si interrompe e Nick rimane immobile con le mani sul volto. Passano alcuni istanti, poi l'ingegnere si alza e va a sciacquarsi il viso. Dopo essersi guardato in uno specchio, Carroll va a recuperare il borsone, vi ripone la sua cintura, poi se lo mette in spalla e si avvia ad uscire dal suo locker room. Appena spalancata la porta il ragazzo si ferma immediatamente, la bocca aperta per lo stupore.

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Jane Murphy si stacca dal muro a cui si era appoggiata e si avvicina a Nick.

NC: Mi stavi aspettando?

JM: Ti sembro una che si è fermata un attimo a riposare e che per caso si è trovata davanti al tuo spogliatoio?

NC: No, affatto.

JM: Arguto.

NC: Quindi, cosa volevi dirmi?

Un addetto con una telecamera in spalla fa capolino all'inizio del corridoio. Jane lo osserva guardando al di sopra della spalla di Carroll, quindi fa cenno a Nick di spostarsi dietro il muro.

JM: Niente telecamere.

Nick annuisce e la segue.

JM: Dopo quel discorsetto che mi hai fatto un mese fa fuori dall'infermeria mi hai detto di rifletterci sopra. Bene, l'ho fatto.

NC: E?

JM: Ti odio.

NC: Cosa?

JM: Ti odio. Odio come tutto debba girare intorno a te.

NC: Ci risiamo!

JM: No, non credo che tu abbia capito esattamente cosa intendo. Boom non ha affatto centrato il punto con quelle chiacchiere su fama, gloria e soldi e io non ho mai affrontato il discorso con la giusta lucidità.

Nick porta le mani sui fianchi.

NC: Allora qual è il punto?

JM: Tu devi essere il centro attorno al quale ruota ogni avvenimento che ti coinvolge. Tu devi avere sempre ragione. Tutto deve andare nella maniera in cui tu vuoi che vada.

NC: L'ho detto anche stasera, so perfettamente che anch'io commetto degli sbagli.

JM: Ma non sei veramente convinto di quello che hai detto. Non lo hai ammesso perché sei consapevole dei tuoi errori. Hai semplicemente pensato che non è statisticamente possibile che tu non abbia mai torto, è solo una conseguenza di una legge matematica per te.

Nick allarga le braccia e sbuffa.

NC: Dio, questa è una cagata.

JM: No, non lo è.

NC: Jane, senti...

JM: No, stavolta mi lasci parlare. Ti dimostrerò che ho ragione io.

Jane pronuncia l'ultima frase mentre fa il segno delle virgolette con le dita.

JM: Esatto, questa è una delle frasi con cui ti piace riempirti la bocca e che mi fanno ribollire il sangue nelle vene. E sai quale altra frase mi fa andare fuori dai gangheri?

Carroll scuote la testa in segno di diniego.

JM: Da quando non stiamo più insieme entrambi viviamo peggio. Indovina da chi o cosa dovrebbe dipendere la mia felicità? Da Nick Carroll, tanto per cambiare!

Jane rifila una manata sul petto a Nick, che indietreggia di un passo.

NC: Non intendevo assolutamente dire questo!

JM: Forse, o forse no. Chi sa distinguere gli errori ingenui dai deliri da maniaco nelle tue parole? Chi è ancora in grado di decifrarti veramente?

NC: Non capisco.

JM: O non vuoi capire? Ho una valanga di esempi da farti, se vuoi ascoltarli.

Nick muove impercettibilmente la testa per dare il suo assenso, ma Jane aveva comunque già iniziato a parlare senza attendere risposta.

JM: Debutti in TWC con la pretesa di essere il migliore, ma Cross non ti considera degno di attenzione. Di conseguenza, tu smuovi mari e monti pur di fargli cambiare idea, pur di portare le cose sul binario che avevi preparato nella tua testolina. Proclami su proclami, minuti su minuti a parlare di come tu sia meritevole, di come Cross non debba sottovalutarti. All about you.

The Lioness alza l'indice per indicare l'uno.

JM: Alla fine vinci la guerra, e siamo ad uno.

Jane alza anche il medio per formare un due.

JM: Ma non si fa in tempo a festeggiare che si parte con altri proclami a suon di faccette determinate. Ti ergi a paladino della giustizia e inizi una nuova guerra per smantellare la Fox's Army e scalare le gerarchie andando in conflitto con BBB. Guarda caso, anche Boom ti snobba. Sia mai che tu ti rassegni a non essere considerato! E cosa potrebbe succedere se BBB, pur di liberarsi di te, cercasse di riportare a galla qualche scheletro del tuo passato portandomi a Indoor War? Ma è ovvio! Dovremmo assistere alla tua battaglia interiore, dovremmo vederti intento a dimostrare a tutti come tu possa resistere anche a questa azione meschina del tuo rivale a vederti riuscire ad assorbire la botta grazie alla tua immensa determinazione! Con la tua dannata abilità sul ring batti anche BBB, confermandoti vittorioso...

La ragazza guarda Carroll negli occhi inclinando la testa.

JM:...E riuscendo ancora a far andare le cose come le avevi viste nella tua testa.

Jane allarga il pollice, contando il tre.

JM: E siamo arrivati all'ultimo capitolo. Sfrutti la controversa vittoria di BBB per chiedere una shot al Fifteen Title e per porti di nuovo al centro dell'attenzione. Ma questo non ti basta. Ti metti in testa l'idea di riportarmi sulla retta via, di far tornare la vecchia Jane. E come, se non convincendomi delle tue idee?

Nick prende fiato per parlare, ma Jane alza una mano per interromperlo sul nascere.

JM: Stavi per dire che avevi ragione riguardo a Boom. Senti sempre la necessità di sottolineare che hai ragione. E sì, non ho problemi ad ammettere che ho sbagliato a fidarmi di lui. Sono consapevole dei miei sbagli, io. E sono consapevole anche del fatto che a volte il punto di vista corretto è quello degli altri.

Carroll espira l'aria che aveva preso in precedenza e ritorna immobile a fissare Jane.

JM: Ora hai battuto di nuovo BBB e sei diventato campione. Congratulazioni. Ma per completare il tuo quadretto di vittorie dovevi mostrare a tutti come fossi tornata dalla tua parte.

Jane alza la voce e corruga la fronte.

JM: Beh, non è così! E stavolta voglio lasciarti io con qualcosa su cui riflettere. Il Nick Carroll che conoscevo era diverso. Non aveva alcun bisogno di dimostrare niente a nessuno, non sgomitava per andare sotto i riflettori, non pretendeva che il corso degli eventi rispecchiasse completamente il suo volere. Ma la vita non è così, devi accettare che qualcosa possa non andare per il verso giusto! Non sei tu il centro del mondo! Non sei così importante! Non tutto è costruito su Nick Carroll e i suoi problemi!

Jane sospira e abbassa lo sguardo.

JM: Pretendi di vedere in me la persona che conoscevi, ma non ti rendi conto di quanto tu stesso sia cambiato.

The Lioness comincia a voltare le spalle a Carroll mentre estrae il cellulare dalla tasca dei jeans.

JM: Non so se ci rivedremo più qui. Se avrai qualcosa da dirmi dopo aver riflettuto sulle mie parole, sai come contattarmi.

Jane indica il telefono.

JM: Ciao, Nick. E buone feste.

Jane si allontana da Carroll. Vediamo che alle sue spalle, Nick ha abbassato la testa sospirando. Jane svolta l'angolo e si ferma, chiudendo gli occhi e prendendo un grosso respiro. La ragazza riapre gli occhi e ricomincia a camminare con un sguardo duro.


Ultima modifica di Dims il 02/01/2016, 0:56, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
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NO MORE HEROES
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18/12/2015 21.55 Las Vegas

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Shawn Gates cammina per le strade di Las Vegas: indossa dei jeans, delle timberland e un giubbotto di pelle lungo. Procede a testa bassa, le mani rintanate nelle tasche del giubbotto, il respiro è pesante, il passo è deciso. Ogni tanto dalla bocca esce un getto di alito ghiacciato. Prosegue così per diversi metri, sul marciapiede illuminato dalle luci al neon dei locali. Dopo qualche secondo si ferma davanti ad un distributore automatico di sigarette. e preme il tasto per prendere un pacco di Lucky Strikes Red Morbide.

Distributore: Il prodotto da lei selezionato non è disponibile.

Il texano sospira, poi preme un'altro bottone, corrispondente alle American Spirit Blue e inserisce una banconota da venti dollari.

Distributore: Resto non disponibile. Grazie mille per il suo acquisto. A presto.

Gates tira con forza un calcio al distributore di sigarette.

SG: Fanculo!

Gates ritira le sigarette e procede, la luce di un lampione gli illumina il viso, fino a quel momento basso, rivelando diversi lividi e graffi, poi estrae una sigaretta, la accende e continua a camminare. Arriva ad una fermata dell'autobus, guarda l'orario dei bus scritto su un cartello.

Cartello ha scritto:
Los Angeles: 20.35
Boston: 21:05
Chicago: 21.20
New York: 21.50
San Antonio: 22.20
San Francisco 22:45
Washington D.C 23.00


Gates, preso atto, si siede su una panchina, accanto a lui una vecchietta: bassa, capelli bianchi, ricci e corti e occhiali. La vecchietta attacca subito bottone.

Vecchietta: Dove vai giovanotto?

Gates sospira, facendo attendere la sua risposta.

SG: San Antonio.

Vecchietta: Oh, anche io vado a San Antonio. Lì abita mio nipote, fa l'avvocato, forse lo conosc...

SG: Non credo.

Cala il silenzio per alcuni minuti, poi il cellulare di Gates fischietta. Il texano sblocca lo schermo e legge il messaggio.

Cellulare ha scritto:
From: Rebecca
Non fa niente. Sei stato grande. Mi manchi tanto. Torna a casa presto.


Il bus arriva alla fermata. Gates sale sul veicolo andandosi a sedere nel terz'ultimo posto, fila destra, lato finestrino. Alla radio, in sottofondo, sentiamo Lullaby dei Cure.



L'autobus parte. Il wrestler di San Antonio guarda il paesaggio che cambia attraverso il finestrino. Le abbaglianti luci al neon della città del peccato cedono lentamente il passo al paesaggio più spoglio della superstrada. Due posti davanti a Gates una giovane madre con un bambino in braccio cerca di calmare il figlio impegnato in un pianto isterico. Nella fila accanto rispetto al wrestler un vecchio ubriaco russa rumorosamente. Gli occhi del texano iniziano a farsi pesanti. Dopo circa una decina di minuti, anche il sonno ha la meglio sul wrestler.

Spoiler:
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Gates è al centro di un ring dentro uno stadio. Davanti a lui una scala alta un chilometro, alla cima di questa una cintura. Tutt'intorno fan esaltati. Shawn è solo, pur circondato dal pubblico urlante. Il texano si guarda intorno spaesato, il pubblico incita l'ex Gaty a salire sulla mastodontica scala. Inizia la scalata, gradino dopo gradino il texano inizia a salire. A circa trecento metri dal suolo Gates avverte i primi segni di stanchezza, il fiato si fa corto e le ginocchia iniziano a far male. In quel momento vede una figura davanti a sè fluttuare nell'aria: si tratta del figlio Jimmy.

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Jimmy: Già stanco idiota? Magari con una canna ti riprendi, perdente! Non sei stato nemmeno capace di fare il padre, hai visto come mi sono ridotto? Ed è tutta colpa tua! Mi hai lasciato dodici anni da solo! Coglione!

Jimmy tira uno schiaffo in faccia al padre, poi sparisce. Gates avverte il colpo. Il texano è visibilmente confuso, ma la folla urlante lo convince a continuare la scalata. Ininterrottamente, passo dopo passo, le membra sono sempre più pesanti da trascinare ma il lottatore texano non accenna a rallentare. A cinquecento metri da terra ormai i fan nello stadio sono poco più che puntini urlanti. Davanti a lui si pone un'altra figura, questa volta è la fidanzata, Rebecca O'Haire.

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Rebecca: Avanti vecchio rincitrullito! Vuoi fallire ancora una volta? E io che pensavo che mettendomi con te avrei avuto una vita agiata. E invece? Un poveraccio, un perdente, un fallito! Ecco quello che sei Shawn! Grazie per avermi illusa, idiota!

Rebecca tira anch'ella uno schiaffo a Gates che adesso ha la guancia sinistra visibilmente arrossata. Il wrestler è sbigottito. Il vento sulla faccia gli gonfia gli occhi, facendo anche scivolare qualche lacrima. Nonostante ciò continua a salire, sempre più lentamente, sempre più a fatica, fino ad arrivare pochi metri dalla cintura, ma un'altra figura gli si para davanti.

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Travis Miller: Buono a nulla! Ecco cosa sei! Avremmo potuto vincere le cinture, entrare nella storia. E invece hai fallito, anche questa volta! Dovevi rimanere fuori, il wrestling non è il tuo business, lascia spazio ai giovani, vecchio bacucco!

Travis tira un'altro, potentissimo, schiaffo a Gates che rischia di cadere, barcolla leggermente ma poi riprende la presa che mantiene salda sulla scala. Ormai mancano pochi gradini alla cintura, potrebbe già sfiorarla con le dita, ma ogni passo è diventato una fatica immane.
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Il wrestler di San antonio raccoglie tutte le forze rimaste e finalmente tenta di prendere la cintura.

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Sigfried Jaeger: Guten tag!

Sigfried sferra un potentissimo blitzkrieg in volto a Gates che questa volta non riesce a mantenere l'equilibrio e precipita dalla scala. Urla, si dimena, ma l'impatto col ring è imminente ed inevitabile, il pubblico è sotto shock, Gates sta precipitando da un chilometro di altezza proprio al centro del ring. Nello stadio non si sente volare una mosca. Shawn è a pochi metri dal suolo ormai.

Schiena di Shawn Gates: Crack!

19/12/15 03.40 Somewhere in Arizona

???: L'autobus ha qualche problema, non saremo in grado di ripartire fino a domattina. Per fortuna siamo almeno in un centro abitato.

???: Ma dove ci troviamo?

???: Peach Springs, Arizona. E' una di quelle cittadine costruite attorno ad una stazione di servizio nella route 66. Conterà sì e no trecento anime.

Le palpebre di Shawn Gates si muovono, poi si schiudono. Il texano si stiracchia e scende dal bus, mettendosi una sigaretta tra le labbra. Quindi si avvicina ad un uomo intento a fumare.

SG: Hai da accendere?

Uomo:

Gates accende la sigaretta, poi ritorna l'accendino al proprietario.

SG: Sai perché si è fermato?

Uomo: Dicono che il motore s'è rotto, ne avremo per un bel po', per fortuna c'è un bar aperto ventiquattrore là in fondo.

L'uomo indica un locale a un centinaio di metri di distanza

SG: Okay, grazie.

Gates si allontana, camminando in direzione del locale, mentre cammina estrae il suo telefono e compone un numero

Telefono: Risponde la segreteria telefonica di Rebecca O'Haire, lasciate un messaggio dopo il segnale acustico. Biip.

SG:Becky. Sono rimasto bloccato da qualche parte in Arizona, ma tranquilla. Domattina dovremmo ripartire. In ogni caso non arriverò più tardi del ventidue, tranquilla. Sono tipo le tre di notte, o le quattro, ho dormito un po' nel bus. Non troppo. Non bene. Comunque mi manchi tanto. Ti amo.

Gates chiude la chiamata e spegne il telefono, poi vede davanti a sè il locale.

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Entra nel locale. E rimane di stucco per chi si trova davanti, seduto al bancone.

SG: Travis?!
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18\12\2015 21.45 - Route 66

Il collegamento si apre sulla storica tratta americana, che attraversa un ambiente deserto tipico dell'Arizona. Il paesaggio è completamente immobile, se non per una macchina che procede rapidamente sulla strada completamente vuota. Alla guida della macchina si trova il wrestler TWC Travis Miller, il quale sembra impegnato in una discussione con una voce conosciuta che fuoriesce dall'altoparlante della macchina.

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H:E Gates come l'ha presa?

TM:Non lo so, è da quando è finito il match che non riesco a rintracciarlo. E' come scomparso.

H:Nessuno l'ha più visto nell'arena? Mi pare strano dopo un match del genere. Si sarà almeno fatto controllare da un medico prima di andarsene dall'arena, no?

TM:Beh non so, non l'ho esattamente cercato per mari e monti, è comprensibile che preferisca evitarmi.

H: Siete compagni di team, non è normale che si comporti così.

Travis deglutisce e rimane in silenzio per qualche secondo fissando la strada.

TM: Shawn Gates sarà per sempre ricordato come una spalla comica dalla carriera mediocre per colpa mia. Gli ho promesso per settimane quello che sarebbe dovuto essere il punto di svolta definitivo della sua carriera e poi quando è arrivato il momento di agire concretamente gli sono costato il match. Temo che dopo questa i No More Heroes siano finiti, mi spiace deluderti.

H:Non cominciare Travis, sai benissimo che siamo tutti fieri di te per la tua prestazione l'altra sera , lui compreso.

TM:Sono tranquillissimo, te l'ho già detto.

H: Lo conosco quel tono, l'ho sentito migliaia di volte. Sei in collera con te stesso, non risolverai nulla in q...

TM: So già a memoria il discorso che stai per farmi, e mi dispiace Hailey ma non ho voglia di sforzarmi di essere positivo e non dare peso a questa sconfitta. E' tutto l'anno che faccio così e guarda dove mi ha portato. Per una volta voglio rifletterci seriamente e capire dove sbaglio ogni singola volta, così magari il prossimo anno riuscirò a salvare almeno la mia di carriera.

H: Sto solo cercando di aiutarti, sei stato tu ad aver chiamato me.

TM: Già, ma non ti ho chiamata per parlare di questo, quindi per favore, diamoci un taglio.

Hailey sospira nervosamente.

H: Come vuoi, lasciamo perdere.

Tra i due cala il silenzio per diversi secondi.

H: Allora? Vuoi spiegarmi almeno perchè mi hai chiamata?

TM: Certo... che piani avete per Natale?

H: Il solito immagino, perché?

TM: Io ho finito con gli show per un po', pensavo di tornare ad Inverness almeno per le feste.

H: Ah, ma certo vieni pure, ti sistemiamo da qualche parte qui a casa nostra. Quando parti?

TM: Beh non so, dipende da quando arriverò ad Albuquerque.

H: Il vostro ultimo evento non era a Las Vegas?

TM: Sì, non vado là per combattere. Ho scoperto di essere ancora in tempo per uno show che si terrà tra pochi giorni, e ci terrei molto a vederlo. Dopo di quello prenderò il primo volo per la Scozia.

H: Mh...ok.

TM: Rimarrò lì solo per qualche giorno in ogni caso, non disturberò troppo.

H: Scherzi? Ci fa solo piacere rivederti. Saranno tutti entusiasti quando lo sapranno.

TM: Sì, nessuno apparte te e Kyle avrà visto The End is Near in ogni caso, saranno ancora convinti che sono il loro campione.

H: Travis non...lasciamo perdere.

Hailey rimane in silenzio per qualche secondo

H: Oh giusto, me ne stavo dimenticando. Sai chi mi ha chiamata l'altro giorno?

TM: Beh, penso di poter fare un ipotesi...

H: Abbie Fulton, erano anni che non si faceva sentre.

Travis picchietta nervosamente una mano sul volante rimanendo in silenzio per qualche secondo.

TM: E come sta?

H: Diceva di trovarsi molto bene, ma sinceramente non mi sembrava troppo convinta da come parlava, ed è questo il punto. Pensavo di invitarla da noi per le feste, per tirarla sù di morale.

TM: Pensi che la aiuterebbe?

H: Beh non so, pensavo solo che riconnettersi con qualche vecchio amico l'avrebbe distratta dall'infortunio e tutto il resto.

TM: E' infortunata?

H: Pare di sì, in una delle ultime tappe ha fatto un errore di esecuzione lanciandosi dalla terza corda e si è danneggiata gravemente un braccio. Le hanno tolto il titolo e l'hanno rimandata a casa prima della fine del tour per recuperare completamente.

TM: Ah...

Travis sospira.

Benvenuti a Peach Springs


TM: Quindi è già tornata in Scozia ora?

H: Sì. Quando le ho parlato pareva abbastanza positiva, diceva che comunque nelle ultime settimane era distratta ed avrebbe perso il titolo in ogni caso andando avanti così, però sinceramente non so quanto fosse realmente tranquilla, sento che potremmo aiutarla. Di sicuro le farebbe piacere rivedere te dopo tutti questi anni, era finita in buoni rapporti fra di voi, no?

Travis rimane per qualche secondo in silenzio, poi volge lo sguardo verso un locale a lato della strada e vi accosta.

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TM: Forse sarebbe meglio lasciare che passi del tempo con la sua famiglia ad Aberdeen.

H: Beh sì, ovviamente. Infatti pensavo di invitarla qui solo per un giorno o due prima della fine dell'anno, avrebbe comunque molti altri giorni da passare con la sua famiglia.

TM: Non credo sia una buona idea, Hailey.

H: E perché no?

TM: Conosco Abbie, è abbastanza sveglia da capire che una volta terminato un certo capitolo della propria vita è inutile tentare di ritornarci, perché nulla tornerebbe come prima. Marcirebbe e basta.

H: Ne sei sicuro?

TM: Le farebbe solo male, fidati.

H: Beh... in fin dei conti la conosci meglio di me, se pensi che sia meglio evitare allora immagino sia più giusto così.

TM: Devo andare ora, passerò qui la notte e domani partirò per Inverness. Lo show ad Albuquerque credo di poterlo saltare.

H: Dove sei?

TM: Non lo so, un paesino nel mezzo del nulla, ha un locale.

H: Passerai tutta la nottata lì dentro, vero?

TM: Non ti preoccupare.

H: Sai che non puoi chiedermi una cosa del genere, soprattutto quando sei di quell'umore.

TM: Sono solo un po' frustrato, mi passerà.

H: Ti ho sentito dire frasi del genere fin troppe volte.

TM: Sono serio, non voglio il tuo aiuto stavolta. E' da vent'anni che sei la mia voce della ragione, e se c'è una cosa che avrai capito a questo punto è che tutte le discussioni che abbiamo avuto da quando ci siamo conosciuti ad ora non sono mai servite a nulla. Io non sono in grado di migliorare, ma posso fare un favore a te per una volta e gestire il problema da solo.

H: Travis...

TM: Ci vediamo, Hailey.

Travis interrompe la chiamata e sospira. Dopo qualche secondo esce dalla macchina per poi entrare nel locale.

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Shawn Gates è sull'uscio del locale, davanti a lui Travis Miller, seduto al bancone del bar.

SG: Travis?!

Gates si ferma un'attimo.

SG: E tu che diamine ci fai nel mezzo del deserto dell'Arizona alle quattro di notte?

TM: Andavo a compiere un pessimo errore, e quando ho ricominciato a ragionare questo era il posto più vicino. Tu che ci fai qui?

Gates si siede nello sgabello accanto a Miller, i No More Heroes sono gli unici clienti presenti nel locale, il texano fa segno al barista di portargli due birre, una volta arrivate Gates ne porge una a Miller.

SG: Ero su un autobus per San Antonio, ma il bus si è fermato nel bel mezzo del nulla, e mi serviva un posto per schiarirmi le idee e bere qualcosa.

Travis beve un sorso di birra per poi riappoggiarla sul bancone con un'espressione leggermente disgustata.

TM:Beh, potevamo capitare in posti migliori, non ci è andata molto di lusso.

Passano diversi minuti di silenzio, entrambi bevono le loro birre, lentamente, senza guardarsi in faccia.

SG: Solo nove ore fa eravamo lì, su quel ring. Sembra passato molto di più. E' dal momento in cui sono caduto dalla scala che mi sento il magone. Non è diminuito nemmeno un po'. E' come se stessi ancora cadendo nel vuoto. Come se quella cintura si allontanasse sempre di più. Come se risalire divenisse ogni secondo più difficile. Come se la cima fosse sempre più inarrivabile.

Gates prende un sorso di birra.

SG: Come se stessi cadendo da una scala alta un chilometro. E non fossi ancora atterrato.

TM: Capisco che intendi. Riesco ancora a sentire l'effetto di ogni singolo colpo che ho subito in quel match, eppure sono sicuro che con un risultato diverso a quest'ora mi sentirei una meraviglia. E' la sconfitta a rendere il dolore così efficace, il fatto che le sediate, i colpi con le scale e tutte le batoste che abbiamo subito in quel match siano state totalmente vane. Anzi, probabilmente tutti i sacrifici che abbiamo compiuto per cercare di arrivare alle cinture hanno solo reso la vittoria della BDK più succulenta per loro.

SG: Ho un po' di fame, non mangio da ieri a pranzo.

Gates fa cenno al barista di avvicinarsi.

SG: Avete qualcosa da mangiare?

Barista: Di cosa ha voglia?

SG: Ho fame.

Barista: Va bene l'hamburger della casa?

SG: Va bene qualsiasi cosa. Tu prendi qualcosa Trev?

Travis alza lo sguardo con aria distratta.

TM:Che?...Ah sì, fanne due.

Il barista si allontana con le ordinazioni, tra i due wrestler cala nuovamente il silenzio. Dopo pochi secondi Gates accenna una risata soffocata.

TM: Cosa?

SG: Non è ironico? Poche ore fa combattevamo insieme per i titoli del mondo di coppia e adesso ci ritroviamo qua, nel bel mezzo del nulla a bere birra e mangiare hamburger. Alle quattro e mezzo del mattino. Ma la vera ironia non sta in questo. La vero ironia sta nel fatto che tu sei l'ultima persona al mondo che avrei voluto incontrare in questo momento.

Il texano si ferma, mantiene lo sguardo fisso in avanti a scrutare i liquori dietro il bancone, con le mani gratta l'adesivo della birra. Miller invece guarda distaccato Gates.

SG: Suvvia, non fare finta di niente. Dopo il match ho cercato di evitare in ogni modo di incontrarti. E tu al mio posto avresti fatto lo stesso. Dimmi che non hai pensato nemmeno per un secondo che la nostra sconfitta sia stata colpa mia. E come biasimarti, avrei dovuto staccare quella cintura e guadagnarci un posto nell'immortalità. Non sono stato all'altezza. Forse non lo sarò mai.

Gates sospira, poi da sorso alla birra, mantenendo lo sguardo in avanti.

SG: Tu, invece, Travis, tu saresti potuto essere all'altezza.

TM: Certo, perché Travis Miller è "l'uomo che ha sconfitto Sigfried Jaeger nel Main Event del primo War of Change", io sarei il futuro di questa federazione.

Travis appoggia la birra sul bancone e comincia a farla ruotare su sè stessa.

TM: Shawn, la realtà è che il potenziale Main Eventer che tutti vedevano in me un anno fa non è mai esistito. Non sono mai stato all'altezza dei nomi di punta di questa federazione, non sono mai stato all'altezza di Sigfried probabilmente e non sono mai stato nemmeno alla tua altezza. Io volevo quelle cinture per provare a me stesso di valere realmente qualcosa, ma sinceramente non ci ho mai creduto nemmeno per un secondo e probabilmente mai l'avrei fatto, indipendentemente dal risultato del Ladder Match. Sono un wrestler mediocre che è riuscito a strappare un contratto ad una federazione dopo altri mille tentativi falliti. Fatti un favore e non sentirti peggiore di me, io da Shawn Gates posso solo imparare.

Il barista porta gli hamburger al tavolo. Gates allunga una banconota da dieci dollari al barista, ma Miller lo ferma.

TM: No, questi li pago io.

Il wrestler di Inverness da al barista una banconota da venti dollari, poi ordina altre due birre.

SG: Grazie. Non dovevi.

I due wrestler mangiano gli hamburger in silenzio, tenendo lo sguardo fisso in avanti. L'orologio segna adesso le cinque del mattino, fuori dal locale è ancora buio, ma all'orizzonte si riesce a vedere un chiarore spandersi lentamente. Entrambi i lottatori terminano i loro hamburger. Le birre, invece, sono appena a metà.

SG: Io sono fuori. Ho bisogno di una sigaretta.

Il texano si alza ed esce fuori dal locale, portando con se la birra sul bancone. Miller si ferma a guardare le decorazioni sulle pareti per qualche secondo e poi si alza a sua volta dallo sgabello con qualche acciacco.

TM: Rimanere qui non mi farà stare molto meglio in ogni caso.

Travis prende la birra e raggiunge Gates.

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L'aurora inizia spargere la sua luce fioca nel deserto dell'Arizona. I No More Heroes sono di fronte al locale. Gates fuma e nella mano sinistra tiene una birra. Anche Miller tiene una birra in mano. Entrambi hanno lo sguardo fisso in avanti, verso l'orizzonte dove le primissime luci dell'alba iniziano ad emergere dal buio.

SG: Ti va una passeggiata?

Miller fa un impercettibile segno con la testa, a metà tra accettazione ed indifferenza, e i due iniziano a camminare. Non parlano durante il cammino, ogni tanto uno dei due da un sorso alla birra, non si guardano. Dietro di loro il locale diventa sempre più piccolo e il tragitto lasciato dalle loro orme sulla sabbia, di contro, sempre più lungo. Continuano a camminare per diversi minuti, Peach Springs è già lontana. Davanti a loro, nella sua immensità, il deserto occupa tutto il campo del visibile. I due wrestler continuano il cammino su una leggera pendenza, che diventa sempre meno leggera, fino a diventare una salita. Miller e Gates non rallentano, ma continuano a salire, fino alla cima. Si ritrovano sopra una formazione rocciosa, ammorbidita dal tempo e dalle intemperie, davanti a loro il deserto, nient'altro. Dietro di loro in lontananza si scorge la piccola Peach Springs. Il texano e lo scozzese si siedono sull'orlo della formazione rocciosa, con le gambe a penzoloni sul vuoto e lo sguardo, ancora una volta, dritto in avanti a scrutare l'orizzonte.

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TM: E adesso?

SG: E adesso guardiamo l'alba.

TM: In questi giorni non faccio altro che ripensare al mio passato in Scozia. Ad Inverness ero a mio agio, mi ero costruito una vita di cui ero soddisfatto e che non mi procurava nemmeno lontanamente tutti i problemi che ho ora. Io anni fa decisi di mollare tutto quello per tentare la fortuna e cercare di progredire nella mia carriera, ho abbandonato il luogo dove sono cresciuto, le persone che mi hanno aiutato a diventare quello che sono ed ho chiuso definitivamente un capitolo della mia vita.

Travis sospira e raccoglie un sassolino piatto che si trovava di fianco a lui, per poi cominciare a farlo girare tra le proprie dita.

TM:Sono sempre stato abbastanza sicuro di aver fatto la scelta giusta quel giorno, ma quel Ladder Match per la prima volta dopo anni mi ha fatto dubitare seriamente della mia decisione. Prima che entrassi in quel locale stasera non riuscivo a sopportare la piega che avevano preso le cose. Mi detestavo per aver sacrificato la vita che avevo ad Inverness per poi non riuscire ad ottenere comunque nulla, e per la prima volta ho pensato di tornare indietro. E' un'opzione che non avevo mai considerato seriamente, nemmeno una volta, ma stavolta mi sembrava l'unica opzione sensata, ed avevo pure un'opportunità. Questa opportunità si è presentata sotto forma di show di una federazione indipendente, la EWA, non so se ne hai mai sentito parlare.

Gates fa cenno di no con la testa.

TM: Immaginavo. Beh, è lì che stavo andando prima di fermarmi a Peach Springs, ad Albuquerque. Fortunatamente per forza maggiore la mia opportunità è sfumata, e da quando l'ho scoperto ho perso ogni dubbio. Non voglio tornare alla vita che avevo prima, quella non è più la mia strada e non mi renderebbe mai felice. La mia strada ora è la TWC, e per quante batoste ed umiliazioni possa subire, la cosa migliore che posso fare è andare avanti e sperare che un giorno magari arrivi a togliermi anche qualche soddisfazione, perché saranno quelle a rendermi davvero felice.

Gates mantiene lo sguardo fisso in avanti, così come Miller.

SG: Non è bellissima? L'alba, intendo. Ho sempre adorato l'alba, sin da bambino. Nelle notti d'estate, quando ero sicuro di poterla vedere, mi alzavo presto, scendevo le scale camminando sulle punte per non svegliare nessuno, uscivo fuori e mi sedevo a terra aspettando che il sole sorgesse. Molti preferiscono il tramonto. Io no, io sono più un tipo da alba. L'alba da speranza, l'alba ti fa credere di poter ricominciare tutto da capo, di poterti lasciare alle spalle la notte di tormenti. L'alba ti fa credere che il futuro sarà sempre più raggiante, e che il peggio è passato. L'alba non tiene conto del tramonto. No, lei pensa solo al presente, magari lo sa anche che in futuro anche lei dovrà cedere il passo alla notte, ma lei vive il presente e lo vive nel modo migliore possibile. Splendendo, bruciando, illuminando.

TM:In Scozia non è mai stata così luminosa. Certo, la riconoscevi quando arrivava, ma non si differenziava molto da altri momenti della giornata. La vera forza dell'alba l'ho scoperta solo da quando me ne sono andato. Il modo dirompente con cui dissolve l'oscurità e con cui inesorabilmente colpisce ogni cosa. Da quando ho intrapreso questa strada ho scoperto quanto possa essere opprimente il buio, ma ho scoperto anche che indipendentemente da questo la luce torna ogni mattina, ed ogni volta è un'opportunità per ricominciare da capo.

SG: Dovremmo prendere esempio dall'alba. Guardala, sorge ogni giorno nel deserto, anche se sa che non troverà mai niente di diverso da com'era il giorno prima, mai una pianta nuova, mai una montagna che diventi una collina, mai uno scorpione un più, forse qualcuno in meno. Nonostante tutto l'alba sorge tutte le mattine anche nel deserto, e non si risparmia. Esplode con la sua forza anche qui. Ce la mette tutta. Un po' come dovremmo fare noi. Alzarci sempre nonostante tutto, e dare il meglio di noi. Sempre. Anche quando tutto è perduto, anche quando non resta nient'altro che polvere. Risorgere sempre. Come abbiamo sempre fatto nelle nostre vite. Ma avremo davvero il coraggio di farcela ancora una volta?

TM: Non sono arrivato fino a questo punto per arrendermi alla prima sconfitta, e sono sicuro che lo stesso valga per te. Ormai sappiamo benissimo entrambi come funziona questo lavoro, è un cammino costellato da sconfitte, sacrifici ed umiliazioni. Ma questa è la nostra vita, quella che abbiamo scelto, e non è stata una scelta casuale. In mezzo a tutte quelle sconfitte si trova sempre almeno un successo, un momento di gloria che per quanto piccolo è in grado di spazzare via ogni altra cosa ed illumina la nostra esistenza.

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TM: Noi è per quello che lottiamo, perché lottare è tutto ciò che sappiamo fare, e perché è l'unico mezzo per raggiungere quel momento, quello che da senso alle nostre vite. Noi combatteremo, soffriremo, cadremo, ma raggiungeremo quel momento Shawn, te lo posso assicurare.

SG:E' questo che faremo, continueremo a lottare, fino allo stremo. Ci rialzeremo sempre, anche quando nulla sarà rimasto. Noi due abbiamo scelto la strada difficile nella vita Travis, ma ad ogni notte segue un'alba, e contro ogni notte combatteremo e ci rialzeremo sempre.

TM: Come un'alba nel deserto.

SG: Come un'alba nel deserto.

Le immagini sfumano.


Ultima modifica di hbkbestfan il 17/03/2016, 19:40, modificato 1 volta in totale.

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Happy New Year FRED
MessaggioInviato: 31/12/2015, 15:28 
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New York City, New York. Oggi, 31 dicembre, è l'ultimo giorno dell'anno. L'inverno non è ancora arrivato, il clima è tutt'altro che rigido, la temperatura è mite, quest'oggi, però, sopra le teste dei newyorchesi sorvolano alcune nuvole, tutt'altro che minacciose, che di tanto in tanto oscurano il Sole. Al di sotto la vita continua frenetica: per le lunghe e larghe vie di questa grande e popolosa metropoli si aggirano persone di ogni genere e classe economica, fra di esse riconosciamo un volto a noi noto.

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L'autoproclamatosi "Superuomo tedesco", Fred Franke, cammina tranquillo e con calma, spintonando di tanto in tanto un pedone spensierato, che gli stava ostacolando il cammino. Ora si trova a Times Square, uno dei maggiori incroci del distretto newyorkese di Manhattan, un vero e proprio simbolo della città. Giunto qui, Fred si ferma, alza al cielo lo sguardo, attorno a lui molte persone si fermano: c'è chi lo ha riconosciuto e desidera avere da lui un autografo, chi invece si sforza di identificare quell'uomo dai tratti familiari.

FF: Stanotte, Times Square sarà gremita di gente, tutti festeggeranno, tutti brinderanno, tutti balleranno e si abbracceranno, augurando agli altri e soprattutto a se stessi che, dopo un anno terribile, il 2016 possa segnare la svolta attesa da una vita e dar loro quella felicità che non hanno mai avuto...beh, inutile dire che le loro speranze inevitabilmente e irrimediabilmente non saranno mantenute, quando loro, poveretti, si sfracelleranno scontrandosi catastroficamente con la dura e reale realtà; e l'anno prossimo, fra trecentosessantacinque giorni esatti, si ritroveranno tutti qui, nei loro cuori ci saranno gli stessi identici pensieri, le stesse speranze etc., etc...

Fred, sorridendo, scuote la testa, mentre fra la folla che lo sta ascoltando, in molti sono quelli che gesticolano platealmente, scambiando qualche parola con chi sta loro accanto, alcuni se ne vanno.

FF: Beh, a me di queste genti non me ne frega NIENTE! Non ho nulla da recriminarmi per quanto riguarda l'anno che sta passando, perché, al contrario di loro, al contrario della stragrande maggioranza dei miei cosiddetti colleghi, IO, Fred, sono fiero, orgoglioso di me stesso e di quel che ho fatto durante il 2015: la mattina del primo gennaio mi sono alzato, mi sono guardato allo specchio e ho visto un vincente, idem stamane, e lo stesso accadrà domani, dopodomani...altri sono quelli che devono vergognarsi di loro stessi e delle loro azioni, non io; ho combattuto grandissimi incontri, ho raggiunto importanti traguardi, sono arrivato tanto così a vittorie memorabili, e tutto ciò l'ho fatto nel più totale e assoluto rispetto delle regole, senza imbrogli, senza giochi sporchi...chi altro può dirlo? Forse la neoeletta "Superstar Of The Year"? Forse gli illegittimi detentori dei TWC World Tag Team Titles recentemente nominati da non so chi "Partnership Of The Year"? No, non penso proprio, perché loro, da bravi cagnolini quali sono, non hanno dovuto combattere ogni stramaledettissimo giorno contro tutto e tutti, non hanno avuto qualcuno che dall'alto li ostacolasse settimana dopo settimana, mese dopo mese...loro non sanno cosa significa essere liberi, non lo sapranno mai, questa è la loro gioia e la loro maledizione...quali sono i miei propositi per l'anno nuovo? Fare esattamente quello che ho fatto nel 2015 e negli ultimi venticinque anni, fra cui dieci spesi sul ring, VINCERE, vincere, e, ancora, VINCERE! Le battaglie combattute quest'anno continueranno e, nel 2016, avrò la meglio, chi deve pagare, pagherà, chi deve essere punito, verrà punito...

Detto ciò, Fred si volta e si accinge ad allontanarsi, poi, però, si rigira e riprende la parola.

FF: Ah, prima che la prima stagione della TWC abbia inizio, prima del prossimo episodio di Friday Night Indoor War, ci sarà un numero speciale di "The Voice of FRED" e voglio che l'ospite speciale sia il nostro general manager, Virgil Brown Jr. in persona; ho tante, tantissime domande da fargli, spero che abbia il fegato di farsi vivo e accettare questo gentile e innocuo invito, lo spero tanto...felice anno nuovo...a me!

Termina qui il collegamento.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 31/12/2015, 15:44 
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Mboh, da qualche giorno ho questa canzone che mi gira per la testa. Non so quanto c'azzecchi con il promo, ma se non state ascoltando nient'altro e avete voglia, eccola qui


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Back Where I Belong


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Una non definita strada.
Un non definito luogo.
Una non definita serata invernale.
Una non definita persona, che trascina dietro di sè un trolley, camminando lungo la non definita strada del non definito luogo nella non definita serata invernale.
L'inquadratura stringe il campo, la cornice si restringe, il volto della non definita persona va a definirsi.

Keenan: Trabert Avenue
Hawthorne Avenue
Deering Road
Standish Avenue
25th Street
Peachtree Road
Brighton Road
Montclair Drive
Wakefield Drive


Voce fuori campo ha scritto:
"Chi è Jack Keenan? Chi sei veramente, Jack Keenan? Non è una domanda retorica. Non è necessariamente semplice. Sicuramente non sono il primo a chiederselo. Il primo potrebbe essere stato il buon vecchio Krakatoa, no?"

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"Quel facepaint? Un'idea dall'originalità prossima allo zero. Una scelta pessima. Sfido chiunque solo a provare a combattere mentre gocce di sudore miste a colore colano sul volto. Ma tant'è: tu avevi bisogno di fare un impatto, giusto, Jack? E quella è stata la strada che hai scelto di seguire... complimenti. Il lato divertente è che ha persino funzionato: chi ha più rivisto Krakatoa da quel momento? Tuttavia, questo non sposta di un millimetro la questione: che uomo avrebbe bisogno di coprirsi il volto con un facepaint che detesta, che non avrebbe più usato, che non lo rappresenta minimamente, solo per fare un impatto? E' questo che sei, Jack Keenan? Chi sei, Jack Keenan?"

Keenan: Ladies and Gentlemen, my name is Jack Keenan and I deliver Pain.

"Beh, questa sì che è una risposta. Davvero. Tu sei Jack Keenan è quello che fai è... 'consegnare dolore'. Curiosa scelta di parole, tra parentesi. The Pain Deliverer. The Pain Incarnate. The Monster inside TWC, TWC itself doesn't want to recognize. Soprannomi altisonanti. Riflettono davvero il tuo essere, Jack Keenan? Hai fatto qualcosa per dimostrare di meritarli, Jack Keenan? Chi sei veramente, Jack Keenan?"


La telecamera, che si era momentaneamente allontanata, torna sul volto di Jack Keenan, il cui sguardo è perso nel vuoto mentre cammina in avanti, apparentemente senza meta.

Keenan: Hawthorne Avenue
Deering Road
Standish Avenue
25th Street
Peachtree Road
Brighton Road
Montclair Drive
Wakefield Drive


Voce fuori campo ha scritto:
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"Christian Edward Drake. Ai tempi, incapace di spiaccicare più di due parole - eccezion fatta per qualche urlo sconnesso - e sottoposto al controllo di Samantha Hart. Quella donna te lo mandò contro perchè, a suo dire, 'non c'era posto in TWC per tutti e due'. Così motivò la cosa quella che dovrebbe essere una dei più grandi strateghi presenti in federazione - sempre a suo dire, ad onor del vero. Insomma, ti sei trovato contro davvero una gran coppia di geni, Jack. Ne hai approfittato per fare quell'impatto che volevi, vero? Ne hai approfittato per dimostrare che le tue sul dolore non erano solo parole vuote, vero?"

Ma attenzione! Drake colpisce l'avversario con un altro Low Blow non visto dall'arbitro! The Dragon tira fuori un un urlo mostruoso per poi caricarselo sulle spalle e... Divine Revenge!!! Drake va per lo schienamento... 1...2...3!!!! E' finita!

"Prima sconfitta per Jack Keenan. Primo passo falso. Prima fermata. Non la prendesti così male, comunque. Quel che affermasti fu che Drake avrebbe dovuto perdere quell'incontro in più frangenti diversi: per squalifica, quando Samantha Hart colpì l'arbitro con la sedia; per squalifica, quando lui colpì te con un Low Blow; per schienamento, perchè se non ti avesse colpito con quel Low Blow, tu avresti chiuso la pratica Drake. Tutto giusto, tutto vero, ma non accettabile: il Pain Incarnate aveva davvero bisogno di tutto questo per giustificare la sua sconfitta? Soprattutto, il Pain Incarnate avrebbe perso in quel modo? Il che ci riporta alla solita questione... senti davvero di essere il Pain Incarnate, Jack Keenan? Chi sei, Jack Keenan?"


Keenan: Deering Road
Standish Avenue
25th Street
Peachtree Road
Brighton Road
Montclair Drive
Wakefield Drive


Voce fuori campo ha scritto:
"Chi sei, Jack Keenan?"

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Aaron Keenan: Tu sei mio figlio.

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Paula Keenan: Tu sei mio figlio.

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Casey Keenan: Tu sei mio fratello.

Aaron Keenan: Tu sei mio figlio!

Paula Keenan: Tu sei mio figlio!

Casey Keenan: Tu sei mio fratello!

Aaron Keenan: Tu sei mio figlio?

Paula Keenan: Tu sei mio figlio?

Casey Keenan: Hai qui tre persone - o forse due - che ti stanno dicendo che ti darebbero qualsiasi cosa incondizionatamente e tu sai solo rispondere in modo sarcastico, quando di fatto nemmeno fai parte di questa famiglia...

Aaron Keenan: TU SEI MIO FIGLIO?

Paula Keenan: TU SEI MIO FIGLIO?

Casey Keenan: DI FATTO NEMMENO FAI PARTE DI QUESTA FAMIGLIA.


Keenan: Standish Avenue
25th Street
Peachtree Road
Brighton Road
Montclair Drive
Wakefield Drive


Voce fuori campo ha scritto:
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"Jeffrey Bennett. Anche conosciuto con Bizarre, o Pàz per i più affezionati. Una persona mentalmente debole, un reietto della società e del wrestling che trovava - o forse trova tuttora, proprio grazie a te - il suo unico conforto in sostanze stupefacenti. Perchè ti sei trovato ad essere attirato dalla sua storia? Perchè ti sei interessato a lui? Forse era inevitabile, per come sei fatto... per quello che sei. Ma dunque, chi sei, Jack Keenan? Sei il Pain Deliverer, che non si fa problemi a colpire Samantha Hart, una donna, o sei il paladino dei diritti dei deboli? Chi sei, Jack Keenan?"

Aaron Keenan: Tu sei mio figlio. Tu sei un avvocato.

???: Tu sei mio figlio. Tu sei il Pain Deliverer, il Pain Incarnate: tu sei un wrestler.

Aaron Keenan: La vita è tua e puoi essere quello che vuoi, ma non cambia il fatto che rimarrai sempre mio figlio ed una persona che ha a cuore la libertà altrui.

???: Non puoi avere due nature diverse. Non puoi essere due persone diverse. Chi sei, Jack Keenan?

Aaron Keenan: Justice.

???: Pain.

Aaron Keenan: JUSTICE.

???: PAIN.

Keenan: Pain through Justice Justice through Pain Pain is true Justice Pain through Justice Justice through Pain Pain is true Justice Pain through Justice Justice through Pain Pain is true Justice Pain through Justice Justice through Pain Pain is true Justice Pain through Justice Justice through Pain Pain is true Justice


Per la prima volta dall'inizio del video, Jack Keenan si ferma di scatto, respirando affannosamente e lasciando cadere a terra il trolley. Solo dopo qualche secondo Keenan pare tranquillizzarsi, almeno in parte.

Keenan: 25th Street
Peachtree Road
Brighton Road
Montclair Drive
Wakefield Drive


Voce fuori campo ha scritto:
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"Jeffrey Bennett, dicevamo. E, di conseguenza, Lance Murdock. Quel Lance Murdock che sembrava incarnare tutto l'opposto di quello in cui credi, Jack; quel Lance Murdock che stava man mano togliendo ogni spazio di manovra a Jeffrey Bennett, appunto - lo stava facendo per sentirsi superiore, o lo stava effettivamente "salvando"? Tu ti sei opposto a lui per il bene di Bennett, o sei andato effettivamente contro la sua possibilità di "salvezza"? Fa male vederla in questo modo, eh, Jack? In ogni caso, non ha importanza, non più almeno: quello che conta è quello che hai fatto, Jack. Non ti sei comportato da Pain Deliverer, ma da avvocato: hai scelto chi sei veramente, Jack Keenan? Forse. Forse no. Comunque, la cosa non ha funzionato come volevi: ti ha distratto; ti ha tolto concentrazione ed energie. Vuoi un esempio? Christophorus Schmidt: sai di poter essergli superiore come wrestler, lo sai benissimo; ma nel momento in cui ti sei preso a cuore Jeffrey Bennett, hai sottovalutato tutto il resto. Hai sottovalutato la sfida contro Schmidt; lui ti ha eliminato dal torneo per il titolo. Hai sottovalutato le risorse di Murdock; lui ti ha messo contro Casey, tuo fratello... di nuovo."

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Casey Keenan: NON NE HO BISOGNO, PERCHE' TU NON SEI UN KEENAN! TU-NON-SEI-UN-KEENAN, NON LO SEI MAI STATO E NON LO SARAI MAI! VAI ALL'INFERNO, JACK!

"... chi sei tu, Jack Keenan?"


Keenan: Peachtree Road
Brighton Road
Montclair Drive
Wakefield Drive


Voce fuori campo ha scritto:
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KEENAN COLPISCE BENNETT CON LA KILL KEENAN KILL, SPEDENDOLO CONTRO LA SCALA CHE ERA RIMASTA IN UN ANGOLO!


"Questo è un avvocato? E' il Pain Deliverer? Hai scelto chi sei veramente, Jack Keenan?"

Keenan alla disperata afferra la gamba infortunata di Murdock e la torce in una posizione innaturale!!! Il Savior ha un naturale spasmo per il dolore e molla la presa: Keenan vede l'occasione e lo spinge, Murdock perde stabilità E FINISCE AL TERRENO! Murdock è caduto, atterrando proprio sull'altra scala, dove poco fa si è schiantato anche Bennett!! Keenan rimane da solo in cima alla scala, tutto quello che deve fare ora è prendere l'ordine restrittivo... e lo stacca! Suona la campanella, Jack Keenan ha vinto questo match!

"Forse qui hai fatto veramente una scelta, Jack. O forse ti sei solo reso conto del fatto che stavi combattendo una battaglia persa. Rimane il fatto che, comunque sia andata, è stato efficace. Efficiente. Forse persino giusto. Inoltre, dal punto di vista egoistico e personale, Jack Keenan aveva finalmente legittimato quello che andava dicendo ormai da mesi senza riuscire a dimostrarlo: quella contro Murdock era la vittoria che poteva dare un'identità al percorso di Jack Keenan in TWC, poteva lanciarlo verso obiettivi più alti. Già, poteva. Peccato che, a conti fatti, sia stato Lance Murdock, paradossalmente, a guadagnare di più da questo match: è stato lui quello che si è preso il Main Event di The End is Near, non tu. Ti è mancato il tempismo, ti è mancato l'opportunismo, ti è mancato il killer instinct, se vuoi chiamarlo così."

Keenan: Justice through Pain.

"Oh, sì, ci hai provato. Ma era tardi."

Murdock, stordito, rimane a centro ring, Keenan invece per l'impeto arretra fino all'angolo ed imposta la Kill Keenan Kill... MA MURDOCK LO INTERCETTA CON UNA DEVILRANA! E POI NUOVO DEVIL KICK!!! Keenan, colpito alla nuca, stramazza di nuovo a terra. Murdock pare volerlo schienare, ma poi rivolge lo sguardo verso l'alto ed inizia a salire... il pubblico accompagna la sua scalata alla terza corda... EXCELSIOR A SEGNO!!! 1..... 2...... 3!!! Lance Murdock si conferma Number One Contender!!!

"Pain through Justice."


Keenan: Brighton Road
Montclair Drive
Wakefield Drive


Voce fuori campo ha scritto:
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"Vincent Cross. Beh, se possiamo ancora chiamarlo così. E' un Rossen, notizia bomba del giorno. E il suo vero nome è piuttosto spassoso, peraltro... dettagli. Quello che conta è questo: dopo la vittoria contro Murdock avresti potuto avere una shot al 15 Championship, sconfiggendo BBB"

Keenan: Justice through Pain.

"ma Cross, intervenendo, te l'ha tolta. Avresti potuto avere la possibilità di entrare nel Main Event titolato di The End is Near"

Keenan: Justice through Pain.

"ma Murdock, sconfiggendoti, te l'ha tolta. Avresti potuto avere giustizia"

Keenan: Justice through Pain.

"ma quello che hai avuto è stato Cross. E qui è successa una cosa curiosa: si è aggiunta una nuova domanda. Non più solo 'chi è Jack Keenan?'; chi è Vincent Cross? Chi è quel marcantonio, quell'autodefinitosi veterano che da un giorno all'altro è passato dal non rivolgerti la parola al chiederti ossessivamente un aiuto? Questa domanda si è aggiunta alle altre e ti ha condizionato per settimane: nel frattempo, Cross passava il suo tempo seguendoti, cercando di tirarti dalla sua parte, mettendo in mezzo Aaron, intervenendo nei tuoi match, mandandoti contro il suo amico idiota e così via. Lo hai ignorato, poi sei sceso a patti con lui, poi lo hai ripetutamente offeso, poi lo hai sfidato. Lo hai fatto davvero, come tu hai detto, per procurarti una sfida facile? O lo hai fatto per vedere fino a che punto desiderasse davvero il tuo aiuto? Oppure ancora, lo hai fatto per capire chi fosse davvero Vincent Cross?
Chi è Vincent Cross?
Chi sei, Jack Keenan?
"


Keenan: Montclair Drive
Wakefield Drive


Voce fuori campo ha scritto:
VC: Questa... La conservavo per un'occasione speciale, kid... Congratulazioni!

E quindi se lo carica a mo di Suplex... NO, è una sua mossa conclusiva poco usata, la Road End! Road End! CONNESSA!

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Ed adesso i giochi sono definitivamente chiusi!! Schienamento di Cross! 1.... 2.... 3!!!

"E' questo che sei, Jack Keenan? Sei un "kid"? Sei un "buddy"? Sei l'avvocato di Vincent Cross, che ha bisogno di essere portato via dal ring sulle sue spalle dopo un incontro? E' questo il Pain Deliverer? E' questo il Pain Incarnate? Chi sei, Jack Keenan?"


Keenan si blocca, immobile, in mezzo alla strada. Il volto gli si contrae in una smorfia di dolore, chiude gli occhi.

Immagini fuori campo ha scritto:
VC: Questa... La conservavo per un'occasione speciale, kid... Congratulazioni!

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Il Pain Deliverer, il viso sempre contratto, si stringe le mani alle tempie.

Immagini fuori campo ha scritto:
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Keenan si piega sulle ginocchia, digrignando sempre più i denti.

Immagini fuori campo ha scritto:
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Di scatto, Jack Keenan si rialza in piedi e riapre gli occhi, respirando affannosamente.

Keenan: Wakefield Drive.

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Davanti a Keenan si staglia una villa familiare. Il Pain Deliverer tira un lungo sospiro, poi si avvicina alla porta e bussa vigorosamente. Passano una ventina di secondi prima che qualcuno venga ad aprirgli.

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Paula Keenan rimane immobile, a bocca aperta, per qualche istante, poi si lancia in avanti in un abbraccio che pare infinito. Jack Keenan è il primo a staccarsi, mentre gli occhi della madre luccicano.

Jack Keenan: Ciao, Paula. Purtroppo non sono riuscito a tornare in tempo per il Natale, ma spero di essere ancora in tempo per augurarvi buon anno.

Paula Keenan: Saresti stato in tempo anche se fossi arrivato nel 2017.

Paula Keenan, visibilmente commossa, invita Jack ad entrare in casa.

Paula Keenan: Aaron e Casey sono ancora al lavoro, ma dovrebbero tornare qui a minuti. Saranno felicissimi di vederti qui.

Jack Keenan sbuffa, forse un tentativo di risata.

Jack Keenan: Non ne sono così sicuro, ma diciamo che ti credo. Immagino che avrete tantissimo da raccontarmi, quindi penso che starò qui per un po', ho già prenotato una camera all'Atlanta's Inn.

Paula Keenan: Non dirlo nemmeno per scherzo. Io vado a finire di preparare il cenone, tu lascia qui in atrio la valigia e vai a sistemarti nella tua vecchia stanza. Non si discute.

La donna si concede un secondo abbraccio, poi sparisce nella stanza accanto, senza dare la possibilità a Jack di replicare. Keenan alza le spalle, dopodichè sale al primo piano ed entra nella stanza di fronte alla tromba delle scale, che - come possiamo desumere anche dall'arredamento - è la sua vecchia stanza. Jack, con un'espressione stanca ed ancora persa nel vuoto, si getta immediatamente sul letto. Dopo qualche istante, però, si alza a sedere di scatto e prende il cellulare dalla tasca: la sua espressione è cambiata completamente, ora è molto più simile a quella del Jack Keenan che conosciamo. Il Pain Deliverer digita un numero ed attende qualche secondo.

Keenan: Sono tornato.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 31/12/2015, 20:35 
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DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questi promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questi promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Spoiler:
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The Hanging Rock
PARTE 1


23/12/15 - 20:09

Ci troviamo nel salotto della casa di Chris Drake dove quest'ultimo ha appena terminato la diretta video in cui ha annunciato che al prossimo Indoor War si ritirerà ufficialmente dal mondo del pro-wrestling.

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The Wild Dragon è ancora seduto sulla sua sedia e sta continuando a bere dello scotch.

23/12/15 - 23:39

Sono passate quasi quattro ore dalla fine della diretta e troviamo ancora Chris seduto sulla stessa sedia. Sul tavolino affianco a lui troviamo due bottiglie di scotch vuote ed una ormai quasi finita. Il posacenere trabocca di sigarette spente, ed ora Mr. TWD fissa il vuoto totalmente ubriaco ed immerso nei suoi pensieri.

24/12/15 - 16:41

Le immagini restano sul salotto di casa Drake dove vediamo Chris, steso sul divano, che si sta svegliando. Il Woodbury Made si alza e va subito a prendere un goccio di scotch per poi accendersi una sigaretta. Il wrestler, bottiglia alla mano, si dirige verso una finestra ed apre le tende facendo filtrare nella stanza una luce che all'inizio lo acceca. Passa qualche secondo di stordimento e The Real One inizia a guardare fuori. Il suo vicinato è in fermento, vediamo gente che sta rientrando in casa mentre porta pacchi regalo, altra gente invece sta uscendo per andare a fare le compere natalizie. Chris scuote la testa e fa un altro sorso di scotch per poi richiudere le tende, andarsi a sedere sul divano e continuare a bere ed a fumare.

24/12/15 - 21:35

Ci troviamo nella sala da pranzo dove c'è Chris che sta facendo il "cenone" di Natale totalmente solo. Nel suo piatto vediamo un Hamburger mezzo bruciacchiato che viene mangiato in maniera svogliata da un ubriaco Drake. Affianco al piatto c'è l'immancabile bottiglia di scotch.

24/12/15 - 23:59

Tornati nel salone, ora vediamo Chris steso in maniera scomposta sul divano mentre fa zapping in TV. A terra notiamo altre due bottiglie di scotch, e su un tavolinetto li vicino una mezza piena. Passa qualche secondo e non appena scatta la mezzanotte il suo telefono suona ricevendo una notifica. The Wild Dragon prende il telefono notando un insolito messaggio.

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Il Woodbury Made nemmeno si sforza a comprendere chi sia il mittente, e senza nemmeno rispondere mette via il telefono continuando a bere ed a fumare.

25/12/15 - 16:32

Sempre nel salone di casa Drake vediamo Chris che si sta svegliando, e come il giorno prima ripete la prassi con il goccio di scotch e la sigaretta ad iniziare la giornata...

[To Be Continued...]


Spoiler:
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You're Here


20/11/15 - 09:35

Ci troviamo all'esterno del Presbyterian Hospital di New York City dove all'esterno troviamo Samantha Hart, che è stata appena dimessa, accompagnata dalla nipote Sasha.

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La Hart Princess ha un'espressione contrariata in volto ed una vistosa fasciatura al braccio destro ed ora si incammina verso un'auto insieme a Sasha.

Sasha: Zia Samy...

Samantha: Dimmi.

Sasha: Mi dispiace.

The Tiger si blocca e lancia uno sguardo verso la giovane.

Samantha: Fai bene. Lo sai che non devi rischiare di farti vedere in mia compagnia. Hai la minima idea di quanti nemici io abbia e di come possano decidere di colpire te per fare un danno a me?!

La giovane abbassa la testa ed una lacrima riga il suo volto.

Sasha: H-Hai ragione... S-Scusami ancora...

Uno sguardo caritatevole compare sul volto di Samantha.

Samantha: Comunque sì.

Sasha: Sì a cosa?

Samantha: Verrò a stare un po' a casa con te e la zia.

La giovane Sasha alza lo sguardo che intanto si è illuminato.

Sasha: Davvero?!

Samantha: Sì. D'altronde tu sei venuta a trovarmi solo perché negli ultimi due anni non ci siamo più viste. Penso che passare un po' di tempo insieme placherà questo tuo atteggiamento avventato ed allo stesso tempo mi farà bene per calmare i nervi.

Sasha: E se qualcuno verrà a cercarti a Toronto?

Samantha: Nessuno sa chi sei, nessuno sa dove abiti e anche se dovessero scoprirlo non ci vorrà nulla che esca con una mitragliatrice e li faccia tutti fuori!

La Baby Hart ridacchia divertita.

Sasha: Quanto sei esagerata zia!

Anche Samantha accenna un sorriso.

Samantha: Non permetterò a nessuno di farti del male, l'ho promesso a tua madre. Ma ti prego Sasha, non fare più di testa tua come hai fatto tre giorni fa presentandoti qui. Io ce la sto mettendo tutta per tenerti al sicuro.

Sasha: Tranquilla zia, d'ora in poi non farò più nulla di avventato...

La giovane va ad abbracciare la zia che assume uno sguardo mezzo imbarazzato.

Sasha: Non puoi capire come sono contenta che verrai a casa con me! Yeeeee!!!

Ed ecco che un lieve sorriso compare sul volto di Samantha. Le due si staccano ed ora si incamminano verso l'auto...

20/11/15 - 22:40

Ci troviamo nei pressi della casa di Sasha Hart a Toronto, Canada.

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Sedute su una panchina all'esterno della casa troviamo Samantha Hart che sta fumando una sigaretta. Passa qualche secondo e la ragazza viene raggiunta da Sasha.

Sasha: Zia Samy... Mi dispiace che zia Lori si sia comportata in maniera così fredda con te.

Samantha: Non dispiacerti Sasha, infondo la capisco zia Lori...

La Hart Princess fa un tiro di sigaretta.

Samantha: Quando i miei genitori vennero uccisi, zia Lori si prese cura di me e di tua madre che era un'adolescente con già una figlia a carico. Non è stato semplice per la zia prendersi a carico tre persone, e se poi conti che due di queste tre persone sono scappate di casa puoi facilmente intuire perché ora sia fredda con me.

La giovane Sasha si siede affianco alla zia.

Sasha: Avrei voluto conoscerla meglio mia madre.

Samantha: Già... Purtroppo Michelle, proprio come me, aveva preso scelte sbagliate ed anche lei aveva una flotta di nemici che se avessero scoperto della tua esistenza non avrebbero esitato a farti del male.

Una lacrima riga il volto di Sasha.

Sasha: Mi manca tanto.

Samantha: Anche a me.

The Tiger fa un tiro di sigaretta per mascherare la sua voce interrotta da un rospo in gola. Le due restano in silenzio per alcuni istanti prima che Sasha riprenda a parlare.

Sasha: Zia Samy...

Samantha: Sì piccola.

Sasha: Mi racconti di quando tu, mamma, Kid The Wizard e Randy Parks avete sconfitto i Criminals?

Samantha: Sono stata io a sconfiggere i Criminals.

Uno sguardo sarcastico compare sul volto di Sasha.

Sasha: Guarda che non ci sono telecamere accese, non devi recitare con me il tuo personaggio.

La Hart Princess sbuffa.

Samantha: E va bene... Ma solo perché sei tu.

La Baby Hart si mette comoda mentre la zia comincia a parlare.

Samantha: Era appena finito il Winners Takes All Tag Team Match tra Kid The Wizard e Randy Parks contro Akuma Fujihara e Devil Antonius. I Charismatic Punishers, grazie a me che avevo stampato la ring bell in testa ad Antonius, avevano appena sconfitto i Criminals costringendoli allo scioglimento e vincendo il Criminals Championship. L'arena era in festa ed al centro del ring io avevo ricevuto il Criminals Championship e Kid The Wizard e tua madre si erano appena rimessi insieme con una slinguazzata in mondo visione. Una volta rientrati nel backstage potemmo parlare tutti e quattro di quella fantastica serata e dei rancori passati che ormai erano ufficialmente alle spalle. Nei monitor sparsi nel backstage si stava svolgendo il main event dell'evento, ma a noi non importava visto che tutto era perfetto in quel momento. Presto venimmo raggiunti da tutti i nostri amici tra cui il mio compianto promesso sposo John Corleone. Lui senza dir nulla mi stampò un bacio sulla bocca facendomi capire che la mia scappatella con il padre era una cosa passata ed infine andò ad abbracciare proprio suo padre Kid The Wizard. Michelle nel vedere quella scena mi prese da parte e mi disse che ormai aveva deciso, avrebbe lasciato il comando della TWNA a me e si sarebbe ritirata per stare finalmente con te e dedicarti il tempo che meritavi.

The Tiger fa un altro tiro di sigaretta.

Samantha: Purtroppo non ha fatto in tempo...

La giovane Samantha abbassa la testa ed inizia a singhiozzare. Sasha si incupisce anche lei e le passa una mano sulla schiena per confortarla.

Sasha: Zia...

Ed ecco che Samantha si lascia andare ad un pianto mentre la giovane nipote l'abbraccia e la stringe a se.

11/12/15 - 00:35

Ci troviamo all'interno di una discoteca dove vediamo un'annoiata Samantha Hart seduta su un divanetto.

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In pista vediamo una moltitudine di giovani che stanno ballando e si stanno divertendo. Nella folla c'è anche Sasha che sta ballando insieme ad un gruppo di amici. La Baby Hart raggiunge la zia che intanto sta bevendo un cocktail.

Sasha: DAI ZIA VIENI A BALLARE!

Samantha: NON MI VA SASHA!

La Baby Hart si siede affianco alla zia.

Sasha: PERCHE' NO? MICA SEI VECCHIA! QUI C'E' ANCHE QUALCUNO DELLA TUA ETA'.

Samantha: SONO UNA MASSA DI COGLIONI.

Sasha: SCUSAMI SE TI HO TRASCINATA QUI...

Samantha: NON FA NIENTE SASHA. TU PENSA A DIVERTIRTI.

Le due si scambiano un sorriso e la giovane Sasha torna a ballare mentre Samantha continua a bere.

(35 minuti dopo...)


In pista vediamo un gruppo di ragazzi che si è avvicinato al gruppo di Sasha e le sue amiche. I maschi appaiono alticci e le ragazze non sembrano apprezzare le attenzioni che i ragazzi le stanno riservando. Uno dei ragazzi prende Sasha per un braccio, strattonandola, e Samantha, che stava osservando a distanza la scena, si avvicina immediatamente, e nel suo cammino prende possesso di una bottiglia in vetro di birra posata su un tavolo, e senza dir nulla raggiunge il ragazzo che sta importunando Sasha e gli stampa la bottiglia in testa!!! Le ragazze balzano indietro spaventate, mentre gli altri ragazzi vanno ad intimidire Samantha che di tutta risposta ne colpisce uno con un calcio nelle palle! Il ragazzo si piega dal dolore ed un suo amico va con un gancio destro che viene schivato da Samantha che poi gli stampa una gomitata in volto! Dei buttafuori accorrono immediatamente in pista trascinando fuori dal locale Samantha ed i ragazzi coinvolti nella rissa!

11/12/15 - 13:35

Ci troviamo all'esterno della casa di Lori Hart. Qui ci sono Samantha e Sasha sedute sulla "loro" panchina.

Sasha: Non pensi di aver esagerato ieri?

Samantha: Nessuno deve azzardarsi a toccarti.

Sasha: Grazie.

Le due si scambiano un sorriso.

25/12/15 - 22:35

Ci troviamo nella camera da letto di Samantha nella casa di sua zia Lori. Stesa sul letto mentre si tiene la pancia troviamo proprio la ragazza che ora viene raggiunta da Sasha.

Sasha: Indigestione?

Samantha: Porca troia! Ho mangiato come una vacca! E dire che a me il Natale sta pure sul cazzo!

Sasha: Quanto sei volgare!

Samantha: Fidati, mi sto trattenendo visto che tu e zia Lori siete delle puritane.

Sasha: Ma che puritane, sei tu che sei esagerata. Comunque hai visto che zia Lori dopo un po' si è scongelata con te.

Samantha: Eh beh, è pure un mese che sono qui. Non può mica tenermi il broncio per sempre.

Sasha: E' anche merito tuo, ti stai comportando bene. Stare qui da noi ti sta facendo bene.

Samantha: Già, ma l'infortunio al braccio ormai è quasi guarito e c'è un bambino di merda testa di cazzo che ha deciso di tornare in TWC dopo che lo avevo esiliato, ed ora mi sta cercando. Credo che tra un po' mi toccherà dargli un'altra, definitiva lezione.

La Baby Hart si incupisce.

Sasha: Quindi te ne andrai di nuovo?

Samantha: Per ora no. Io sono una signora e per tanto mi faccio attendere, inoltre se il bambino di merda continua a stalkerare quell'altro coglione depresso e alcolizzato non posso che prolungare il momento del mio ritorno.

Sasha: A proposito, credi davvero che Chris Drake si ritiri?

Samantha: Può essere.

Sasha: A me dispiacerebbe... E' il mio wrestler preferito.

Samantha: Fondamentalmente anche il mio.

Le due si scambiano uno sguardo, e poi Samantha si alza andando verso la finestra della sua stanza ed iniziando ad osservare verso l'esterno.

31/12/15 - 20:12

Vediamo Sasha Hart nella sua stanza vestita di tutto punto.

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Passa qualche secondo e nella stanza entra anche Samantha, vestita anche lei in maniera elegante.

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Sasha: Zia! Stai benissimo così, cavolo quanto sei bella!

La giovane Samantha arrossisce leggermente.

Samantha: Ma che dici? Tu sei bellissima.

Sasha: Sono felice che verrai a festeggiare Capodanno con me. Cerca di non pestare nessuno però.

Samantha: Tu non aiuti con quel vestitino che ti lascia le tette al vento però... Eh eh eh...

Le due se la ridono per qualche istante.

Samantha: Sai Sasha, avevo iniziato ad odiare il Capodanno. Forse tu non lo sai, ma al Capodanno di due anni fa rischiai seriamente di perdere la vita. In quel periodo ero in totale disperazione per la perdita di John e del figlio che portavo in grembo e mi lasciai andare nella maniera più squallida immaginabile, e così mi ritrovai stesa sulla neve senza più forze, e se non fosse stato per Nathan Auditore sarei morta di ipotermia.

Sasha: Non lo sapevo zia...

La giovane Sasha va ad abbracciare la zia e dopo qualche secondo le due si staccano.

Sasha: Incredibile come una persona che sembrava brava come Nathan Auditore alla fine si sia rivelato un criminale internazionale. Cos'era, un massone?

La Hart Princess abbassa lo sguardo.

Samantha: Una mezza specie.

Sasha: Questa gente mi fa schifo! Cercano di controllarci con messaggi subliminali e con altri contorti mezzi! Sono felice che sia stato arrestato.

Samantha: Io invece non sono più così sicura di essere felice per il suo arresto.

Sasha: In che senso?

Samantha: Lascia perdere Sasha, non mi va di pensare a queste cose stasera. Questa è la nostra serata, pensiamo a divertirci ed a stare bene.

Sasha: Yeeeeeeeah!

Le due si scambiano un cinque. Sasha finisce di prepararsi mentre Samantha si affaccia dalla finestra e bisbiglia qualcosa sottovoce.

Samantha: Grazie Nathan, buon anno.

Le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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Il Grande Piano - Parte VII
The Grand Master


31/12/15 - 17:40

Ci troviamo all'interno di un lussuoso ufficio. La stanza è quasi totalmente rivestita in legno, alla parete sulla nostra sinistra troviamo una sontuosa libreria ripiena di libri, tra cui alcuni molto antichi, alla parete sulla destra invece c'è una bacheca contenente un'antica spada. Al centro dell'ufficio si erige una scrivania dove nei pressi di essa vediamo una sedia voltata di spalle all'inquadratura con un uomo seduto si di essa.

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In piedi, davanti alla scrivania, troviamo Rachel Fortuna che osserva l'uomo di spalle in attesa di poter parlare.

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???: Rachel...

Rachel: Gran Maestro.

???: Allora, come è andato questo anno?

Rachel: Bene Gran Maestro. Nei primi quattro mesi abbiamo messo appunto il TS-19 e ci siamo infiltrati in TWC, poi abbiamo distrutto quasi totalmente la Confraternita del Chaos esiliando Alisa Drake, ed infine c'è stata la nascita del nostro più potente mezzo di propaganda, la FWP.

???: Grandi risultati insomma...

Miss Fortuna abbassa la testa e non risponde.

???: Rachel!

Rachel: In teoria sì Gran Maestro, ma ci sono stati dei piccoli inconvenienti.

???: Illustrameli.

La ragazza sospira.

Rachel: Il TS-19 non ha dato tutti i risultati sperati. Il Soggetto 2 ed il Soggetto 3 non hanno alcun problema ad ospitare il chip e risultano perfettamente controllabili dalla Cavaliera Hart. Riguardo al Soggetto 1 invece abbiamo riscontrato un'impossibilità a far funzionare nel tempo il TS-19 su di lui. E' riuscito a liberarsi due volte dal controllo del chip, e se la prima volta lo fece su un modello difettoso, questa volta l'ha fatto su un modello perfettamente funzionante. La dottoressa Zinmann sostiene che il Soggetto 1 abbia avuto diversi traumi che hanno reso la sua psiche debole ma allo stesso tempo, e paradossalmente, forte abbastanza da rigettare il TS-19.

???: Insomma ti sei lasciata sfuggire l'unico che mi interessava veramente.

Rachel: Lui è come Alisa, l'ho capito. Possiamo farne a meno.

???: Possiamo farne a meno, è vero, ma il punto è che io lo voglio, e quando io voglio una cosa quella cosa poi deve essere mia!

Il Gran Maestro alza leggermente la voce e Rachel diventa sempre più tesa.

???: Se il chip non ha effetto su di lui allora vedi di renderlo nostro alleato in altri modi. Lui ora è depresso, solo, abbandonato. Lui vuole divenire campione mondiale di wrestling, tu sei la proprietaria di una compagnia di wrestling. L'equazione è semplice, tu dai a lui ciò che vuole e lui darà a noi ciò che vogliamo.

Rachel: Ha deciso di ritirarsi dal wrestling.

???: Non lo farà. Ora puoi continuare ad illustrarmi gli altri "piccoli" inconvenienti.

Rachel: La Confraternita del Chaos è stata quasi distrutta, tuttavia c'è qualcuno che sta continuando ad operare sotto traccia. Dalle poche informazioni recuperate c'è un nuovo Mentore che si fa chiamare R.

???: E Alisa Drake che fine ha fatto?

Rachel: Non si sa. Potrebbe essere collegata ad R, ma per ora abbiamo solo estorto informazioni ad un'addetta ai lavori della FWP, Conchita, che venne avvicinata da un certo Darren Blake, penso sia un nome falso, ed origliò una sua telefonata dove stava parlando con R riguardo al fatto che aveva ottenuto informazioni sull'Ordine di Fortuna ascoltando una conversazione tra me e Samantha Hart.

???: Quindi questa Conchita sa dell'Ordine di Fortuna.

Rachel: Ha sentito il nome e lo ha collegato alla Fortuna Wrestling Promotion, ragion per cui mi ha confessato questa rivelazione. Comunque non c'è da preoccuparsi, l'ho fatta rimpatriare in Messico e non ci darà alcun problema.

???: Molto bene.

Rachel: Riguardo la FWP non ci sono problemi. Abbiamo quasi due milioni di iscritti sul FWP Network, e la propaganda a nostro favore continua inarrestabile.

???: Perfetto. Ultimo punto, la Cavalleria Hart.

Rachel: Al momento è ferma. Samantha Hart sta recuperando da una brutta lussazione alla spalla a casa di sua nipote Sasha Hart, Franklin Dixon e Aleki Maivia invece stanno recuperando anche loro dai rispettivi infortuni nel covo della Cavalleria Hart aiutati da Zafina Schneider e dalla dottoressa Elliot Zinmann.

???: Da quanto tempo non senti Samantha.

Rachel: Sarà un mese.

???: Vedi di farle capire che l'Ordine di Fortuna non la molla. Ne lei e ne la sua preziosa nipotina.

Rachel: Sarà fatto.

???: Puoi andare Rachel.

Rachel: May Truth Guide Us Trough The Darkness.

???: May Truth Guide Us Trough The Darkness.

Miss Fortuna si allontana dirigendosi verso l'uscita dell'ufficio, ma il Gran Maestro le parla ancora.

???: Buon anno figlia.

Il Gran Maestro volta la sua sedia mostrando il suo volto.

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Rachel: Buon anno padre.

La giovane esce dalla stanza mentre Philip D. Fortuna resta con uno sguardo compiaciuto...

[To Be Continued...]


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Protect


31/12/15 - 20:11

Ci troviamo nei pressi di una strada dove vediamo sfrecciare due motociclette.

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Le moto percorrono svariati metri prima di raggiungere un piccolo parco pubblico e fermarsi. I due biker scendono dai rispettivi veicoli e si tolgono il casco.

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A: E' questo il posto.

D: Sì sorellina.

A: Se mi dovesse vedere in faccia è finita. Non ho capito R questa volta, devo infiltrarmi in FWP ed ora rischio di farmi vedere da una delle mie future colleghe.

D: Tranquilla, non ci scoprirà. Siamo qui solo per verificare che lei si trovi in questa casa.

A: E allora facciamo presto.

D: La calma è la virtù dei forti Alexandra.

I due puntano il loro sguardo verso una casa e dopo qualche istante ad una finestra del piano superiore vediamo comparire Samantha Hart.

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D: Perfetto.

I due si appostano ad osservare i movimenti di Samantha che ora viene raggiunta anche da Sasha.

A: Quella dovrebbe essere la nipote a cui tiene tanto.

D: Sì, è la figlia di Michelle Hart. Il suo nome è Sasha.

A: Le faremo del male?

D: No, la proteggeremo. L'ho promesso a W.

I due continuano ad osservare la situazione mentre le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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The Hanging Rock
PARTE 2


31/12/15 - 20:35

Ci troviamo nel salotto di Chris Drake. Steso sul divano, completamente ubriaco, troviamo proprio lui.

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La casa è in totale disordine, a terra notiamo una moltitudine di bottiglie vuote e le cicche di sigaretta ormai sono sparse dappertutto. The Wild Dragon ha in mano l'ennesima bottiglia che finisce di scolarsi e lascia cadere a terra. Fatto ciò si accende una sigaretta e resta a fissare il vuoto con uno sguardo vacuo...

(Meanwhile, somewhere else...)


01/01/16 - 09:35

Le immagini ci portano all'interno di un aeroporto di una città asiatica. Vediamo gente in coda per fare dei biglietti. Un uomo finisce di fare il suo biglietto e si incammina verso il gate mostrando la persona che c'è alle sue spalle...

































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Alisa: Kon'nichiwa. Firaderufia e no kippu kudasai. (Ciao. Un biglietto per Philadelphia per favore.)

Le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 01/01/2016, 23:49 
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Una figura, vestita in modo pesante, cammina verso una città durante una bufera di neve. La persona, piuttosto minuta, inizia a cantare.

???: Tutti quanti cantate, cantate, la fine è qua. Cantate per la morte, cantate per la verità, cantate per l'angelo che vi libererà.

La persona raggiunge il centro della città, deserta, e si ferma in mezzo alla strada, per poi togliersi il cappuccio e la sciarpa, rivelando il suo volto.

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La bambina congiunge le mani.

LW: Tutti quanti pregate, pregate perchè la fine è qua. Pregate per i vostri figli, pregate per le vostre vite, pregate che l'angelo abbia pietà.

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ALICE ANGEL HAS COME TO TWC


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The Voice of FRED
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Ci troviamo all'interno del Manhattan Center di New York City, New York, all'interno del quale settimana prossima avrà luogo il ventiduesimo episodio di Friday Night Indoor War, lo "Show Fenomeno" della TWC, il primo della seconda stagione della Total Wrestling Corporation. Le telecamere ci mostrano l'interno dell'arena: il ring, all'interno del quale si daranno battaglia le più grandi stelle della TWC, è già allestito e attorno ad esso, separate da una rustica balaustra in lamine d'acciaio, troviamo le sedie riservate ai fan, che da ogni parte di New York e non solo, si recheranno qui per assistere a questo importante appuntamento. Ora vige il silenzio, ma fra pochi giorni l'arena sarà gremita e ovunque si sentiranno le urla dei fan elettrizzati ed entusiasti.

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Le telecamere ora ci mostra la zona superiore del Manhattan Center, dove, seduto su uno sgabello rotante, troviamo la superstar della TWC Fred: l'autoproclamatosi "Superuomo Tedesco" indossa un elegantissimo abito, nella mano sinistra impugna un paio di occhiali scuri. Verso le telecamere mostra un sorriso rassicurante.

FF: Ed ora, per la prima volta LIVE in streaming su TWC.com, eccoci per un nuovo appuntamento con "The Voice of FRED", lo show per antonomasia, più elettrizzante del "Sigfried Jaeger’s ACHTUNG!", più appassionante di "The Devil is in the details", più divertente del "M.E.H.", più accattivante del "Manson's Mansion", e senza dubbio più grande e importane di Indoor War...e parlando del cosiddetto "Show Fenomeno", non si può non menzionare ciò che accadrà il prossimo 15 gennaio, quando, LIVE proprio da qui, lo storico Manhattan Center di New York, andrà in scena il nuovissimo episodio di Friday Night Indoor War, che segnerà l'inizio della seconda stagione della TWC...

Fred fa un pausa di silenzio, sospira, dunque riprende la parola.

FF: Bene, ora che ho adempito ai miei obblighi contrattuali e ho fatto un po' di pubblicità per il povero Philips Brian, possiamo parlare di ciò che conta, possiamo entrare nel vivo di questo episodio speciale, anzi, specialissimo, di "The Voice of FRED"; infatti, come annunciato qualche giorno fa, avrò il piacere, l'onore, l'onere, il privilegio di ospitare l'uomo del momento, la vera star della TWC, il vero padrone della TWC, l'illustrissimo nostro general manager, Virgil Brown...

Fred ridacchia, dopodiché continua a parlare.

FF: E come direbbe il nostro amico, bando alle ciance, iniziamo!

Detto ciò, il tedesco si guarda attorno.

FF: Già, mi è stato detto che il nostro Virgilio ha avuto dei contrattempi e dunque ci degnerà della sua presenza con leggerissimo ritardo; beh, sapete, lui è un pezzo grosso, uno stacanovista, andiamo, che cosa sono per lui qualche minuto di ritardo, dai! Circola una leggenda secondo la quale il nostro Virgilio sarebbe talmente impegnato nel rubarsi la TWC, pardon, nel lavorare per Indoor War, che non riesce a dedicarsi come si deve alla sua donna; per questo, sempre secondo questa leggenda, pare che le abbia affidato un surrogato di marito...che uomo!

Fred ride.

FF: Di queste storielle interessanti ne ho un altro paio, se ci sarà il tempo ve le racconterò, sono spassose, una più bella dell'altra...comunque, si sta facendo tardi, dov'è finito quel benedetto uomo? Se non si farà vivo a breve, andrà a prenderlo di persona, conosco abbastanza bene la strada per gli uffici della TWC, per esperienza so anche che lì la polizia non è che sia così sveglia, diciamo che se, per caso, un gruppo di vandali volesse fare irruzione e mettere a soqquadra quel posto, avrebbe tutto il tempo per fare le cose con calma e andarsene senza il pericolo di finire in galera o dover rimborsare...a proposito, te lo giuro, Philips, quelle pianticelle te le rimborserò, te lo giuro!

Segue un'altra grossolana risata da parte di Fred, che poi da un'occhiata al suo orologio.

FF: Ma dove diamine si è cacciato quello lì?!

Il tedesco si guarda nuovamente attorno, si ferma, qualcosa o qualcuno lo ha colto di sorpresa...

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...si tratta di Alan Taylor, il vicepresidente esecutivo responsabile per le relazioni coi talenti della TWC!! Fred lo osserva, squadrandolo con uno sguardo tutt'altro che amichevole.

AT: Signor Fred, mi scuso, sono enormemente mortificato di questa mia improvvisa e non annunciata irruzione nel suo personale show, ma ho un importante messaggio per lei...

Alan Taylor, a questo punto, rovista nella sua giacca nervosamente e frettolosamente, finché, con somma soddisfazione, non estrae un foglio di carta, il tutto sotto lo sguardo acre del tedesco.

AT: Bene, eccolo! Signor Fred, questo è un messaggio per lei da parte del general manager di Friday Night Indoor War, Virgil Brown, Jr., tenga!

Alan Taylor allunga la mano verso Fred per consegnargli il foglio, ma il tedesco mantiene fisso lo sguardo sul dirigente finché questi, capita la situazione, non ritrae la mano un po' tremolante.

AT: Ok, glielo leggerò personalmente io per lei...allora...

Virgil Brown, Jr. ha scritto:
" Gentile signor Fred, mi dispiace disdire la concordata partecipazione al suo show, ma purtroppo ho avuto un importante impegno di lavoro che non ho potuto rinviare; mi impegno a presenziare ad un prossimo episodio del suo show, sperando che l'invito sia sempre valido, e per quanto riguarda l'appuntamento odierno, gentilmente Alan Taylor si è offerto di prendere il mio posto, dando la propria disponibilità a rispondere a qualsiasi domanda che lei voglia proporgli. Le faccio i più sinceri auguri di buon anno, in fede, Virgil Brown, Jr."


Una volta letto il messaggio, Alan Taylor, ripone il foglio nella tasca della sua giacca, dunque si ammutolisce. Fred lo osserva con sguardo ormai minaccioso, dunque con uno scatto si alza, indossa gli occhiali scuri e, dopo aver gettato a terra lo sgabello girevole, se ne va, lasciando solo Alan Taylor, che ora si asciuga la fronte bagnata dal sudore. Il collegamento si interrompe.


NEXT WEEK: Season premiere of Friday Night Indoor War


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