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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 22/12/2015, 13:16 
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ASHES TO ASHES

Spoiler:

Episodio 6: Un uomo da vendere.


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Ci troviamo in una stanza chiusa, due signori, ognuno con un distintivo sulla giacca, parlano con Robert, seduto, a braccia conserte.

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Poliziotto 1: Signor Dunn, risponda.

Poliziotto 2: Signor Dunn, la prego.

L’uomo fissa i due, a bocca serrata.

*qualche ora dopo*


Gli stessi due agenti parlano con Randy, pieno di cicatrici in volto, in una stanza molto simile a quella di prima, nella quale tutto viene ripreso tramite CCTV. Uno dei due agenti ha alcuni fogli in mano.

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Poliziotto 1: Signor… Randy… Satoshi. La prego di rispondere a tutte le nostre domande.

Il collega guarda Randy.

Poliziotto 2: Non sembra asiatico.

Randy: Non lo sono.

Poliziotto 1: È un cognome asiatico.

Poliziotto 2: Ma lei non è asiatico.

I due colleghi si guardano.

Poliziotto 1: È falso.

Il viso di Randy non tradisce alcuna emozione.

Poliziotto 2: Perché ha questo cognome?

Randy: Perché sono stato adottato.

Poliziotto 2: I costruttori Satoshi?

Randy: Sì.

Poliziotto 2: E che ci fa lei qui?

Randy: Non siamo più in buoni rapporti.

Poliziotto 1: È cresciuto con loro?

Randy: No.

Poliziotto 1: No? Da quando l’hanno adottata?

Randy: Qualche anno fa.

Poliziotto 1: E prima dov’era?

Randy: Sono saltato di casa in casa, di famiglia in famiglia.

Poliziotto 2: E l’ultima sarebbe questa Satoshi.

Un poliziotto legge un foglio, poi lo cede al collega.

Poliziotto 1: Controlla.

Cenno d’intesa.

Poliziotto 1: Che ci faceva ieri alle quattro e cinque in casa dei signori Peacock?

Randy: Non ero lì.

Poliziotto 2: Davvero? Te la giochi così?

Randy: Io non gioco.

Poliziotto 1: Perché l’abbiamo trovata mascherata fuori dalla villa dei due coniugi Peacock?

Randy: Perché sono sfigurato in viso.

Poliziotto 2: PERCHÉ-ERA-LÌ.

Randy: Aspettavo due amici.

Poliziotto 1: Frank Dunn e Sidney Ocean?

Il ragazzo sfigurato sbuffa.

Randy: Che palle.

Poliziotto 1: Risponda!

Randy: Senta, perché non risponde lei ad una semplice domanda?

Poliziotto 1: Perché lei non può farne.

Randy: Sicuro?

Poliziotto 1: Sicuro.

Randy: Avete passato anni a cercare questa banda di ladri e truffatori. Questa è la prima volta che mi vedete, è chiaro che io c’entri troppo poco. Ma so chi è il capo.

I due agenti guardano Randy, uno dei due storce il labbro.

Randy: Sentite, ho fatto un errore. Ma avete la soluzione ad un passo. L’avete preso, io posso dirvi chi c’è dietro tutto questo. Ho fatto solo un errore a farmi coinvolgere, ma non ho mai partecipato al crimine prima d’ora. Se uno bruciato in faccia come me fosse in giro da tanti anni, ve ne sareste accorti.

I due colleghi si scambiano uno sguardo.

Randy: Io non posso chiedere nulla, ma magari… Se voi faceste le domande giuste, potremmo arrivare a qualcosa.

Poliziotto 2: Tu non decidi un cazzo.

Randy: E tu verrai incriminato per corruzione, visto che i Satoshi ti hanno pagato tanto per avere i permessi per costruire i palazzi spuntati in città.

Il poliziotto rimane a bocca aperta per qualche secondo, guardando Satoshi.

Poliziotto 2: Chi è il capo?

*qualche ora dopo*


In una stanza molto simile a quelle precedenti troviamo Sidney, anche lei alle prese coi due agenti.

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Sidney: Robert.

Poliziotto 1: Robert Dunn?

Sidney: Sì.

Un attimo di silenzio, un agente scrive qualcosa su di un foglietto.

Poliziotto 2: Quanto ci costerà avere tutto?

Sidney: Rilasciate me e l’altro. Noi non c’entriamo nulla.

Poliziotto 1: L’altro?

Sidney: Randy.

Poliziotto 2: Conosce Randy Satoshi?

Sidney: L’ho conosciuto per questo colpo, sì.

Poliziotto 2: Bene.

L’agente si gira verso il collega.

Poliziotto 2: Liberali.

*camera fades*


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/12/2015, 17:44 
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HAWKES ARRESTATO, ORA SI TROVA IN CARCERE

Mac H. Hawkes, ex CEO della Hawkes Inc., accusato di bancarotta fraudolenta nel caso del fallimento della compagnia e condannato a tre anni di reclusione il 20 dicembre scorso, in mattinata è stato identificato e immediatamente arrestato mentre cercava di abbandonare il paese e dirigersi a Parigi, in Francia, dove aveva già preso contatti con un facoltoso uomo d'affari della capitale francese, con cui nel corso degli scorsi anni ha intrapreso importanti rapporti lavorativi. Hawkes è stato riconosciuto mentre, munito di falsi documenti, stava per imbarcarsi sull'aereo. Ancora non si hanno dettagli sulle modalità della sua latitanza e su chi, eventualmente, lo abbia aiutato a nascondersi, la polizia ha fatto sapere che indagherà per rintracciare eventuali complici. Immediatamente dopo l'identificazione e l'arresto, Mac Hawkes è stato trasferito presso il carcere di Rikers Island, dove sconterà la sua pena. Si conclude così una controversa vicenda che aveva fatto rimanere col fiato sospeso l'intero paese.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/12/2015, 17:44 
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HAWKES ARRESTATO, ORA SI TROVA IN CARCERE

Mac H. Hawkes, ex CEO della Hawkes Inc., accusato di bancarotta fraudolenta nel caso del fallimento della compagnia e condannato a tre anni di reclusione il 20 dicembre scorso, in mattinata è stato identificato e immediatamente arrestato mentre cercava di abbandonare il paese e dirigersi a Parigi, in Francia, dove aveva già preso contatti con un facoltoso uomo d'affari della capitale francese, con cui nel corso degli scorsi anni ha intrapreso importanti rapporti lavorativi. Hawkes è stato riconosciuto mentre, munito di falsi documenti, stava per imbarcarsi sull'aereo. Ancora non si hanno dettagli sulle modalità della sua latitanza e su chi, eventualmente, lo abbia aiutato a nascondersi, la polizia ha fatto sapere che indagherà per rintracciare eventuali complici. Immediatamente dopo l'identificazione e l'arresto, Mac Hawkes è stato trasferito presso il carcere di Rikers Island, dove sconterà la sua pena. Si conclude così una controversa vicenda che aveva fatto rimanere col fiato sospeso l'intero paese.


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Re: TWC - News from Indoor War
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HAWKES ARRESTATO, ORA SI TROVA IN CARCERE

Mac H. Hawkes, ex CEO della Hawkes Inc., accusato di bancarotta fraudolenta nel caso del fallimento della compagnia e condannato a tre anni di reclusione il 20 dicembre scorso, in mattinata è stato identificato e immediatamente arrestato mentre cercava di abbandonare il paese e dirigersi a Parigi, in Francia, dove aveva già preso contatti con un facoltoso uomo d'affari della capitale francese, con cui nel corso degli scorsi anni ha intrapreso importanti rapporti lavorativi. Hawkes è stato riconosciuto mentre, munito di falsi documenti, stava per imbarcarsi sull'aereo. Ancora non si hanno dettagli sulle modalità della sua latitanza e su chi, eventualmente, lo abbia aiutato a nascondersi, la polizia ha fatto sapere che indagherà per rintracciare eventuali complici. Immediatamente dopo l'identificazione e l'arresto, Mac Hawkes è stato trasferito presso il carcere di Rikers Island, dove sconterà la sua pena. Si conclude così una controversa vicenda che aveva fatto rimanere col fiato sospeso l'intero paese.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/12/2015, 23:07 
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Località: Swagger miglior Wrestler di sempre, e non serve vederli tutti.
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Ueillà, lo vuoi un sottofondo musicale cercato all'ultimo minuto? E allora prendi qua e se finisce lo rimetti in loop, figa!



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Kevin Manson cammina lentamente attraverso una foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui. Mi sono quasi spaventato.

Kevin Manson continua a camminare lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui. Mi sono quasi spaventato.

Kevin Manson continua a camminare lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui. Mi sono quasi spaventato.

Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui, mi sono quasi spaventato.

Kevin Manson continua a planare lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello corre poco sopra la sua testa.

KM: Pfui, mi sono quasi spaventato.

La foresta continua a camminare lungo Kevin Manson. Intorno a lui, una testa. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra il suo silenzio.

KM: ...

Un pipistrello continua a camminare lungo la sua testa. Intorno a lui, la foresta. Ad un certo punto, il silenzio corre poco sopra il suo Kevin Manson.

KM: Pfui, ti sei quasi spaventato.

Uno spaventato continua a correre lungo il silenzio. Intorno a lui, Kevin Manson. Ad un certo punto, una testa plana poco sopra il suo pipistrello.

KM: Ti ho circondato.

Pfui, mi sono quasi spaventato.

KM: Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

Leon Black.

KM: Pfui, mi sono spaventato.

Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, Leon Black plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui, sono terrorizzato.

Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Intorno a lui, Leon Black. Ad un certo punto, Leon Black gli stacca il collo.

KM: Fatelo smettere!

Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra un lupo.

Lupo: Salve, Kevin.

KM: Mi fai paura.

Lupo: Perchè io sono Leon Black.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra Leon Black.

LB: Salve, Kevin.

KM: Vattene.

LB: Sono venuto a consegnarti il tuo TWC Championship.

KM: Non ho mai vinto quel titolo.

LB: Sai perchè?

KM: Perchè?

LB: Perchè io sono Leon Black.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra Kevin Manson.

KM: Salve Kevin.

KM: Perchè sei qui?

KM: Perchè io sono Leon Black.

KM: Tu sei me.

KM: Tu sei Leon Black.

KM: No.

KM: Sì.

KM: No.

KM: Si.

KM: NO!

KM: PENSI CHE URLARE TI POSSA PROTEGGERE DA ME?

KM: Urlare non mi può proteggere da me stesso?

KM: Urlare non ti può proteggere da Black.

KM: Io. Non sono. Black.

KM: Stavi scappando o sbaglio?

KM: Sì.

KM: Da chi?

KM: Da Black.

KM: Non puoi scappare da te stesso.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra due Kevin Manson.

KM: & KM: Non puoi scappare da te stesso.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra tre Kevin Manson.

KM: & KM: & KM: Non puoi scappare da te stesso.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Cade da un dirupo.

KM: Non posso scappare da me stesso.

Kevin Manson cammina all'indietro lungo la foresta.

KM: .ossets em ad erappacs ossop noN

Kevin Manson cammina Black lungo la foresta.

KM: Non posso scappare da Black me stesso.

Kevin Black Manson prende fuoco.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

La foresta prende fuoco. Kevin Manson comincia Black a correre in preda al dolore, urlando.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

Kevin Manson è Black disperato perchè non riesce nemmeno a parlare. A dirla tutta, Kevin Manson è disperato perchè non riesce a battere Leon Black. Leon Black è la causa del fuoco.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

Kevin Manson ha bisogno di aiuto.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

Kevin Manson ha bisogno del mio aiuto.

KM: IO NON HO BISOGNO DELL'AIUTO DI NESSUNO! E TU DIMMI CHI CAZZO SEI!

Io sono Leon Black.

KM: VAFFANCULO!

Accettalo, Kevin. Anche tu sei Leon Black. Siamo tutti Leon Black, qui. Ma pensavo ti ricordassi di me.

KM: Chi - chi cazzo sei tu.

Oh, Kevin, sei stato talmente distratto dall'ossesione di Leon Black che non hai nemmeno avuto tempo per me. Mi hai scaricata, circondata dai tuoi amici che ritenevi più veri. E poi hai voltato le spalle a tutti loro, come hai fatto con me. Ma io sono qui per te, Kevin. Io non me ne sono mai andata. Sono sempre stata qui.

KM: Non - non capisco...

Io sono la tua salvezza, Kevin. Le fiamme che ti circondano ora sono irrilevanti per te. Io ti sto dando il dono della parola. Io ti sto proteggendo.

KM: Da... Da cosa?

Da te stesso, ossia da Leon Black.

KM: BASTA NOMINARL - CAZZO, BRUCIA!

Non mi interrompere mai più, Kevin. Non mi interrompere mai più.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

Io ti dò il dono della parola, io te lo tolgo. Io ti proteggo, io ti espongo ai pericoli. Puoi riferirti a me come Kevin Manson, per ora. O come Leon Black. Tutto quello che devi fare, è ascoltarmi d'ora in poi. Io sono qui per te.

KM: O - ok. Ok. Proteggimi, ti prego.

Qualsiasi cosa succeda, uccellino, non ti dimenticare mai questo dolore. Tu sei testimone della storia di un uomo che ha perso tutto. Vola, come monito per chi verrà. Per evitare che compiano i miei stessi errori. Questo.. Questo è l'obiettivo che tanto cercavi. Questo è il mio dono.. Sii pronto a tutto ciò che la vita ti scaglierà davanti, e porta questo messaggio a tutti gli altri. E se... E se tu mai raggiungessi una stella, dille che è meravigliosa.

KM: Che cazz -

Kevin Manson si muove nell'infinito. Tende una mano verso la stella più luminosa. La stella non si avvicina. La stella fugge. Kevin Manson la insegue, ma non succede nulla.

KM: Non raggiungerai mai la stella, Kevin. Senza di me non sei niente. Ricordalo.

Kevin diviene rosso in volto, muovendo nervosamente il braccio destro.

KM: Guardati, Kevin. Questo sei tu. Questo sei tu senza di me. Questo sei stato tu quando hai cominciato a guardare le stelle con il tuo amicone Michael Edwards, questo sei tu quando hai combattuto a The End Is Near, questo sei tu ora e questo sei tu in ogni maledetto momento in cui mi estrometti dalla tua vita.

Kevin si porta le mani alla gola.

KM: Io domino questo mondo. E non c'è differenza tra questo mondo e quello che tu ritieni reale. Io potrei lasciarti intrappolato qui, per sempre. Perchè la tua vita è nelle mie mani.

Kevin chiude gli occhi, a denti stretti.

KM: Io. Sono. Leon Black.

Kevin Manson striscia in una palude di colore rosso vivo. Ci sono occhi ovunque. Occhi che lo guardano. Occhi che lo giudicano. Kevin Manson vorrebbe scappare, vorrebbe urlare. Ma non lo fa. Non sa perchè. Non si pone la domanda. Vorrebbe porsela, ma non lo fa. Una creatura orribile lo afferra per una gamba. Kevin Manson è fermo. Vorrebbe combattere, ma non lo fa. Non sa perchè. Vorrebbe saperlo. Il sangue lo ricopre. Va oltre il sangue. Oltre il sangue non c'è nulla. Lui c'è? Vorrebbe sapere anche questo.

The winner of this match and still TWC Champion... LEEEEEEEEOOOOOOOOON BLAAAAAAAAAACK!!

Kevin Manson è appoggiato ad una balaustra. Piange. Mette le mani davanti al volto.

KM: Non è possibile...

Si toglie le mani da davanti al volto, cercando lo sguardo del suo carnefice. Di fronte a sè vede quattro pareti bianche, il tubo di una flebo. Si sente debole. Si guarda i piedi: giace su un lettino d'ospedale. Di fianco a sè, tutti coloro che gli vogliono bene: nessuno.

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Kevin Manson è sdraiato sul letto di una camera d'albergo piuttosto trasandata. Si alza di scatto, respirando affannosamente. Lancia un urlo sguaiato. Si lascia cadere all'indietro ed osserva il soffito della sua camera.

Simply,
the end.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 23/12/2015, 10:38 
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Veniamo catapultati in un luogo avvolto dall'oscurità, dove vige un silenzio spettralmente sovrumano.

??: In principio c'era il nulla...

L'eco della voce che stiamo udendo, rimbomba ad ogni lato della stanza...

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...improvvisamente scorgiamo una flebile luce, quella di un fiammifero, che illumina il volto dell'uomo misterioso, il quale si rivela essere Mars, membro della misteriosa setta nota col nome di "The Enlightened Of Pro Wrestling".

Mars: Ma poi due araldi, due coraggiosi guerrieri, due umili servitori, un discepolo e un maestro di secondo ordine, dall'infinità del cosmo atterrarono in queste lande desolate e oscure, e portarono con sé il dono prezioso della Luce, fonte di calore, fonte di guerra, fonte di bellezza, fonte di terrore, fonde di Vita e di Morte...abbiamo fatto ciò che dovevamo, abbiamo affilato le nostre armi e le abbiamo usate contro di voi, popolo miserabile del TWC Universe, abbattendo uno ad uno tutti i vostri falsi idoli, quei vitelli d'oro che, nel profondo della vostra sordità e cecità, negli abissi della vostra inettitudine e stoltezza, avete idolatrato, chiedendo loro Salvezza, ottenendo in cambio un'illusoria libertà e felicità...voi, però, abitanti del TWC Universe e del mondo noto e ignoto, non meritate tali doni, non meritate libertà, non meritate felicità, non meritate pace; immaginari o reali, questi doni non vi appartengono, perché sono frutto del Dio e solo chi sa interpretarne i dettami, solo chi sa eseguire la sua volontà ed è disposto a servirlo, può partecipare alla sua festa e vivere libero, felice e tranquillo fra le mura del suo castello, attorno al quale sarà sempre Guerra, Odio, Terrore...così è stato per milioni e milioni di anni, così sarà per le prossime ere...noi siamo "The Enlightened Of Pro Wrestling", noi siamo gli interpreti della Sua parola, noi siamo i liberatori e i giustizieri, noi siamo umili servi della Santissima e Onorevolissima Luce, che, fra pochi giorni, sorgerà, qui, sulla Terra...

Si sentono alcuni passi...

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Mars consegna il fiammifero a qualcuno presente alla sua sinistra, che si rivela essere il secondo membro degli Illuminati del Pro Wrestling, l'enigmatico Zeus.

Zeus: Voi, popoli che dimorate in questo spazio dell'universo noto, il 25 dicembre festeggiate la nascita del Cristo, il vostro Messia, ignorando la sua reale natura, ignorando la Verità, ovvero che il Cristo non era altro che un falso profeta, l'ennesimo frutto della vostra cecità e sordità; Noi, Salvati e Salvatori, Liberati e Liberatori, Schiavi e Padroni, il 25 dicembre celebriamo la ricorrenza più importante di tutto l'universo, la nascita della Luce! Quest'anno, abitanti del TWC Universe, le pergamene sacre ci hanno annunciato che accadrà qualcosa di straordinario e inaspettato: fra due giorni, infatti, riceveremo la visita del gran visir, lo zar, l'imperatore, il Santo Padre, il nostro onorevole e venerabilissimo Maestro, il Custode della Santissima e Divina Luce, il Maestro Venerabile della Confraternita della Luce...i nostri cuori sono colmi di gioia, presto ci ricongiungeremo col Padre Santo, presto saremo più forti, più uniti, presto la Santissima Crociata contro tutto ciò che vive e inquina il nostro pianeta proseguirà con maggiore vigore...

Zeus: Gloria a te, Maestro!

Mars: Gloria a te, Maestro!

Zeus: A te, Signore della Luce, dedichiamo questo trionfo, solo in te noi crediamo!

Mars: A te, Signore della Luce, dedichiamo questo trionfo, solo in te noi crediamo!

Zeus: Aspetto la morte della vita e la risurrezione del tuo mondo che verrà!

Mars: Aspetto la morte della vita e la risurrezione del tuo mondo che verrà!

Zeus: E dall'alto dei tuoi monti, Maestro e Custode della Luce, non dimenticare di dare uno sguardo a questi tuoi due umili sudditi, aiutaci e veglia sempre su di noi...

Mars: E dall'alto dei tuoi monti, Maestro e Custode della Luce, non dimenticare di dare uno sguardo a questi tuoi due umili sudditi, aiutaci e veglia sempre su di noi...

Zeus si rivolge direttamente verso l'inquadratura...

Zeus: E, voi, trascorrete un felice e spensierato Natale, perché quanto tornerete alla vostra routine, quando quest'ipocrisia cesserà, troverete me, Zeus, mio fratello Mars e Nostro Venerabile Maestro pronti a cambiare per sempre il mondo. Amen.

Il collegamento si interrompe.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 23/12/2015, 19:32 
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Fall Out Boy


Le immagini provengono da una telecamera che inquadra una mano che sta ancora sistemando l'inquadratura. Passa qualche secondo e l'immagine si sposta inquadrando una sedia al centro di una stanza poco illuminata. Affianco alla sedia c'è un piccolo tavolino dove vediamo poggiati una bottiglia di scotch, un bicchiere, un pacchetto di sigarette, un accendino ed un posacenere con diversi mozzoni spenti.

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Ancora qualche secondo e nell'inquadratura compare Chris Drake che, spalle alla telecamera, si avvia verso una sedia e ci si siede mostrando la sua espressione amareggiata ed un vistoso cerotto sulla fronte.

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The Wild Dragon con tutta calma si versa un bicchiere di scotch e ne sorseggia un po' per poi posarlo ed accendersi una sigaretta. Fatti un paio di tiri il wrestler finalmente guarda verso la telecamera...

C.Drake: Strano non trovate?

Mr. TWD fa un tiro di sigaretta.

C.Drake: Nella sconfitta ho trovato il sostegno del pubblico, sostegno che mai ho voluto ma che adesso sembra essere l'unica cosa che mantenga integra la mia sanità mentale. Eh eh eh...

Il Woodbury Made ridacchia per poi accennare un colpo di tosse.

C.Drake: Ho sempre detto che dell'opinione dei fan non mi fregava nulla, ma ad essere sincero tutto quel calore dimostratomi dopo il mio match mi ha fatto piacere, o meglio ha alleviato il dolore per l'ennesima umiliazione ricevuta.

Altro tiro di sigaretta da parte di Chris.

C.Drake: Perché di questo si tratta, un'umiliazione. Come si potrebbe chiamare d'altronde una sconfitta per mano di un mezzo uomo come Simon Bosiko nel match più importante della propria carriera?

The Predator prende un altro sorso di scotch per poi fare un altro tiro.

C.Drake: Ora non voglio annoiarvi con un fallito che si autocommisera, penso che voi fan abbiate di meglio da fare, ma voglio approfittare di questo video per ringraziare tutti i fan di Las Vegas per essere stati dalla mia parte, voglio ringraziare tutti i fan che sui Social Media si sono precipitati a chiedere aggiornamenti sul mio infortunio al collo e voglio ringraziare chiunque mi abbia supportato in questo cazzo di mondo!

The Real One fa un paio di tiri di sigaretta.

C.Drake: Come ho già detto, prima di The End Is Near non mi importava di venir tifato o fischiato poiché vedevo i fan come semplici spettatori dei miei successi, ma aver ricevuto una standing ovation dopo la sconfitta più importante della mia carriera mi ha fatto capire che la gente crede in me, alla gente piaccio per ciò che sono e che nonostante sia un perdente c'è comunque gente che ha apprezzato le mie gesta. Questa cosa mi ha fatto sentire amato come mai in vita mia, e nel momento in cui ho realizzato quanto fosse importante quel momento nonostante il mio fallimento è arrivato lui...

Chris si scola il bicchiere e si pulisce le labbra con un braccio.

C.Drake: Andy Moon.

The Wild Dragon si fa un tiro di sigaretta.

C.Drake: Dopo tre lunghi mesi Andy Moon si è ripresentato in TWC con due ragazzine al seguito scegliendo come suo obiettivo, o meglio scegliendo colei che ha causato questo suo esilio di tre mesi dalla TWC... Samantha Hart.

Il Woodbury Made finisce la sigaretta e la spegne nel posacenere.

C.Drake: Buffo non è vero? Più uno cerca di staccarsi da un passato costellato di guai causati da terzi e più quel passato si ripresenta a chiedere il conto. Andy... Io non ho nulla contro di te, non ho nulla contro la sorella di Manuel Angel e non ho nulla contro la giapponesina, ma il fatto che voi abbiate deciso di assalirmi dopo un match dove ho rischiato di vedere terminata nuovamente la mia carriera mi fa incazzare, e non poco. Il vostro obiettivo è Samantha Hart, perciò se volete arrivare a lei passando da me avete sbagliato tutto. Cercate lei, cercate Franklin Dixon, cercate Aleki Maivia, ma lasciate in pace me che con quella donna non c'entro più nulla.

Mr. TWD si accende un'altra sigaretta e si versa un altro bicchiere di scotch.

C.Drake: Cosa pensate di ottenere da un uomo che ha fallito il match più importante della propria carriera? Cosa pensate di ottenere da un uomo che è stato sempre succube di altri? Cosa pensate di ottenere da un ormai ex wretler.

The Real One sorseggia lo scotch e fa un alto tiro di sigaretta.

C.Drake: Tutta questa storia mi ha stufato. Non ce la faccio più, davvero. Non deluderò mai più i miei fan, non mi farò mai più manipolare da nessuno per i propri scopi e non mi metterò mai più in ridicolo deludendo costantemente me stesso. Assicuratevi di collegarvi con la prossima puntata di Indoor War poiché sarà lì che ufficializzerò il mio ritiro dal mondo del pro-wrestling.

The Predator lancia uno sguardo duro verso la telecamera e le immagini si interrompono.



[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 24/12/2015, 15:50 
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Località: Un solo respiro, una sola mente, un solo spirito.
A Dragon Sleeping


Episode 2: Every Saint Has a Past, Every Sinner Has a Future.


Chicago, 23 dicembre 2015

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Ci troviamo all'interno di una casa mai vista prima, le immagini ci mostrano un salotto arredato con un paio di divani, una televisione e un camino. Tre figure sono sedute a formare un triangolo sui tre divani. A destra abbiamo Michael Edwards, al centro con in mano un computer troviamo Thomas Leadnour e infine Anthony Greatfield sul divano di sinistra.

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ME: Sono sette mesi che aspetto, hai risolto qualcosa si o no Tom?

Michael si alza e inizia misurare la stanza a piccoli passi.

TL: Sei sempre il solito impaziente.

ME: Sette mesi?! IMPAZIENTE!

Mike si volta con sguardo torvo.

AG: Calmi, non iniziate come al vostro solito! Avete ambedue ragione, ma non possiamo buttarci su tutte le piste. Per ora abbiamo scandagliato ogni posto possibile, ma se non siamo arrivati a nulla è perché siamo stati troppo frettolosi.

ME: Ma se non ci siamo mossi per niente?

TL: Tu non ti sei mosso, mentre eri a prenderle sul ring contro Leon e gli altri, io e Anthony abbiamo fatto i nostri giri e siamo andati a seguire delle piste, ora stai buono e calmati.

ME: Io non mi calmo per niente! Siete solo due teste di cazzo!

???: Hey bamboccio, modera il linguaggio.

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I tre si girano di scatto e alle spalle di Thomas si presenta una ragazza occhi ghiaccio che ammutolisce i tre.

???: Avete visto un fantasma? Sono io cialtroni!

Tom ed Anthony si sguardano sbalorditi, mentre Mike sembra piuttosto arrabbiato.

ME: Ero stato chiaro sul non uscire dall stanza Michelle. Avevi fatto una promessa.

MD: Mi stavo annoiando e poi volevo godermi la scazzotta che stava per partire.

AG: Lei cosa ci fa qua? Ti avevo detto di tenerla fuori da tutta questa storia.

Il Golden Boy gela con uno sguardo il suo amico.

ME: Si dà il caso che, mentre voi eravate giocavate a fare i detective io ho chiamato qualcuno che aveva dei veri indizi da fornirci: Michelle! Oltre che vorrei capire cosa è successo tra di voi, ogni volta che aprivo il discorso non rispondevate o facevate orecchie da mercante...

MD: An... Non hai avuto nemmeno il coraggio di dirlo al tuo migliore amico?

AG: Sai stavamo cercando di trovare Sanshkin, non era di vitale importanza dirgli questo!

MD: Questo?! Che tipo mi ha tradito e sei scappato come se nulla fosse? Che mi hai lasciato con un fottuto biglietto? Che non hai avuto le palle di farmi una telefonata in un anno? Questo?!

I quattro si squadrano e restano per un bel po' in silenzio, finché Michael non prende ed esce dalla stanza sbattendo la porta.

AG: Contenta?

Michelle inzia a sighiozzare. Mentre Anthony prova ad avvicinarsi.

TL: Non fare così Miky, non era sua intenzione...

MD: Lasciami in pace pure tu, che hai retto il gioco a questo coglione, tu non provare ad avvicinarti.

TL: Comunque ho una pista, il mio pc ha trovato qualcosa. Provate a chiamare quel piagnone!

Michelle si muove verso la porta.

MD: Ho trovato qualcosa anche io, provo a chiamarlo comunque...

La ragazza esce spattendo la porta, mentre Thomas lancia un ferma carte contro Anthony.

TL: Sei un idiota! Come cazzo ti è venuto in mente di non dirgli nulla?! Sai che putiferio si creerà ora?

E su queste parole le immagini staccano.

Spoiler:
In un luogo lontano. In una stanza buia.

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???: I quattro bambini si sono riuniti. E tutti cercano il loro papino. Strano come sia dolce il natale? Dolce come il sangue caro Sashkin!

Una piccola candela viene accesa.

???: Non ce la faranno mai in tempo, saranno finiti prima ancora di arrivare alla meta. Ho già mandato qualcuno a prendersi cura di loro. Ma sei tu quello che mi interessa, cosa si cela dietro la maschera di Michael, perché lo proteggio così tanto?

La fioca luce ci mostra un volto.

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ShK: P-p-p-perché v-v-voi sssaperlo?

???: Ho sempre odiato il tuo sguardo nei suoi confronti! Prima lo davi solo a me! Ha presente come si sente un figlio quando i suoi genitori gli voltano le spalle? Il tuo sguardo era per me! Non per lui!

ShK: Hai sempre portato trop-p-p-po ranc-o-o-o-ore J-a-m-e-s...

Un rantolo di dolore e succevimente un colpo di tosse spezzano il silenzio di rumori nella stanza.

ShK Eravate c-c-c-c-come fr-r-r-atelli l'u-u-uno per l'a-a-a-a-altro, ma tu gli hai v-v-v-voltato le spal-l-l-lle...

James: Io non ho fatto nulla! Lui non era mio fratello, era solo uno dei tuoi tanti allievi! Era come Thomas, come Anthony, come Charlie! Era uno dei tanti! Uno come tutti i fottuti altri, ma tu no, tu non sei mai riuscito a vederlo secondo a nessuno, nemmeno a me papà!

Un colpo sordo, poi un sonoro crack risuona per tutta la stanza.

James: Ero tuo figlio! Sangue del tuo stesso sangue, ma tu hai avuto occhi solo per quello stronzo squattrinato. Lui era meglio di me, era più di qualsiasi altro lì dentro. "Guarda Mike come fa questo, guarda Mike come fa quello, bravo Mike, grande Mike!"... Ma per me niente... Solo l'ombra in cui stagnavo! E ora l'ombra ti sta divorando, come giusto che sia. Buon natale papà! Buon natale davvero!

Un altro colpo, un altro osso rotto.


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Happy Birthday FRED
MessaggioInviato: 25/12/2015, 6:58 
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"25 Dicembre 1990. Gehlberg, Germania. Nasce un bambino, a cui i genitori diedero il nome di Friedrich. La madre, una dolce e premurosa casalinga, lo crebbe, il padre, un contadino stacanovista e generoso, lo sfamò. Il loro unico gioiello (così erano soliti chiamare il loro pargolo) trascorse una serena e spensierata infanzia fra le allegre colline e i boschi verdi della Turingia, ringraziando ogni giorno il Cielo per avergli donato pace e serenità, pregando perché a mamma e a papà non mancasse mai niente. I suoi genitori facevano altrettanto. Trascorsi i suoi primi otto anni di vita, il piccolo Friedrich capì qual era il suo destino: diventare un lottatore professionista e conquistare il mondo intero a suo di uppercut! Mamma e papà, però, avevo altri programmi per il loro bimbo: infatti gli regalarono una zappa, insegnandogli il mestiere del contadino, e fecero tutto questo ovviamente per il suo bene. Lui ringraziò e, compiuta la maggiore età, cortesemente e col sorriso sulle labbra mandò loro a fare in culo. Preso tutto ciò che possedeva (un vecchio paio di scarpe, un paio di jeans stracciati, una t-shirt, una felpa e una sacca sporca), lasciando tutto il suo mondo alle spalle, la sua casa, la sua patria, emigrò negli Stati Uniti d'America, la mitica terra della Libertà e delle Opportunità: ebbe così inizio la straordinaria e leggendaria avventura di un eroe decaduto, un genio incompreso, un figlio diseredato, un campione di wrestling destinato a grandi gesta e imprese insuperabili, ebbe inizio la straordinaria e leggendaria avventura di Fred Franke!

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"O mio Dio!! Chi diamine è questo qui?! Babbo Natale in pensione? Come tutti i veri eroi, anche Fred Franke, nel corso della sua marcia d'avvicinamento alla Gloria e al Successo, ha dovuto affrontare la sua nemesi: prima Tidus, poi Philips Brian, ora lui, il signor general manager di Indoor War, Virgil Brown Jr. Ex lottatore, ormai in pensione da svariati decenni, Brown, non accontentandosi di trascorrere il resto dei suoi giorni in pantofole seduto sulla poltrona davanti al caminetto di casa sua in piacevole compagnia di qualche puttana che lo ha sposato perché il pacco più grosso ce l'aveva in tasca, ha deciso di portare il suo ricercato, perché smarrito, genio in TWC, dove in poco tempo è riuscito a prendere il comando, strappandolo dalle mani di Philips "Chi l'ha visto?" Brian. Il signor "non amo cianciare, perciò sarò breve e conciso", dopo aver messo a tacere TUTTI, dal lavavetri all'illegittimo detentore del World Hevyweight Title, ha deciso di andare contro l'unico Uomo che non era disposto a mettersi a novanta gradi, il fiero "German Superman", il cui orgoglio gli è costato caro: tante sono le punizioni che ha subito e, seppur ne sia sempre uscito a testa alta, per il momento è Brown ad avere la meglio...per il momento, perché col nuovo anno le cose cambieranno, radicalmente, e Virgil Brown Jr., seguendo le orme di Tidus e Brian, sarà sconfitto: Fred Franke vincerà, di nuovo, perché questo fa un vincente, vince, sempre!


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FF: Amici, amiche care, BUON NATALE! Ci sarà tempo per parlare degli spiacevoli fatti di "The End Is Near", ci sarà tempo per parlare del comportamento della BDK Inc. e dei No More Heroes, ci sarà tempo per incazzarsi, oggi, però, si festeggia, perché? Perché oggi è il giorno più importante dell'anno, oggi è il compleanno di una persona speciale e straordinaria, di un profeta infallibile, oggi è il compleanno del "Messia del Pro Wrestling", me!

Fred ride grossolanamente.

FF: Carissimi, non voglio certo rubarvi troppo tempo in questo giorno così magico e atteso; so bene che tutti voi, sia che siate americani, canadesi, tedeschi, italiani o di qualsiasi altra splendida nazione di questo splendido mondo, vi state preparando: le donne sono indaffarate fra i fornelli della cucina, gli uomini poltriscono sul sofà pronti ad abbuffarsi, i bimbi stanno scartando i doni, i MIEI doni...dal più profondo del mio cuore vi auguro di trascorrere una felice e serena giornata...

Improvvisamente Fred diventa serio...

FF: Godetevi questa giornata, perché, poi, quando finalmente tutto questo sarà finito, quando avrete smaltito i cenoni che spero vi vadano di traverso, quando tornerete alla triste e cruda realtà di tutti i giorni, quando avrà inizio il nuovo anno, quando si tornerà al Manhattan Center di New York e si riapriranno le porte di Indoor War, vi troverete davanti un uomo affranto, pieno di rancore, incazzato, frustrato, furioso, implacabile...che avrà voglia di farla pagare a chi lo ha rovinato e prenderà a calci in culo tutti quelli che lo hanno sconfitto scorrettamente e che hanno provato o proveranno ad intralciargli il cammino...

Poi sul volto del tedesco compare un "rassicurante" sorriso.

FF: Buon Natale, buone festività, BUON COMPLEANNO FRED!

Termina qui il collegamento.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 25/12/2015, 18:22 
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A Bullshit Story of Two Jerks that Fucked Around an Old Year Out and a New Year In


Era la Vigilia di Natale, ed in quel tempo Simonezer Brooge si trovava nella città che ospita la sua residenza invernale, Aspen, Colorado.

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Brooge era sempre stato un uomo avido di potere, di gloria, di donne e di denaro, ed in quel momento era all'apice della sua realizzazione personale e professionale. Nemmeno una settimana prima aveva sconfitto uno dei suoi più acerrimi rivali, Christian Edward Jacob Bob Marley, rimanendo FWP World Wrestling Champion. Più tardi quella sera, trovandosi a Las Vegas, festeggiò con svariate donne di diverse etnie e sperperò soldi sul gioco d'azzardo. Simonezer non aveva mai apprezzato il Natale, ed addirittura rimproverava a Dio i giorni lavorativi poiché, a sua detta, intralciavano il cazzeggio ed il sesso occasionale.

SB: Ma porco...

La sera delle Vigilia di Natale, dopo aver passato una serata brava tra donne, alcool e divertimento, il tutto alle spalle del suo sottoposto Finn Wratchit che fu relegato a passare la notte con una cozza all'interno di un'auto con il riscaldamento rotto in un parcheggio di un Motel, Simonezer Brooge stava tornando verso la sua lussuosa villa. La neve stava riprendendo a scendere su Aspen, ed il campione mondiale FWP dopo essere sceso dal suo lussuoso fuoristrada si stava apprestando a rientrare, ma ricevette un messaggio di auguri dal suo affettuoso nipote Fred...

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Simonezer non degnò di alcuna risposta il nipote e mise il telefono dentro una tasca dei pantaloni, ma quando arrivò sull'uscio della porta della sua villa intravide nella neve il riflesso del picchiotto del suo portone che sembrava avere le sembianze di Christian Edward Jacob Bob Marley. La visione lo turbò molto e Brooge entrò in casa, ma degli strani rumori iniziarono a turbare ancora di più il suo spirito...



Dapprima sentì le note dell'inno della comunità gay, I Will Survive, poi il rumore di catene provenire dalla sua cantine ed infine vide oscillare da solo un poster che inneggiava alla castità. Simonezer era spaventato, perso, ed in quel momento di sconforto la porta della cantina si aprì mostrando Christian Edward Jacob Bob Marley.



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Christian Edward Jacob Bob Marley si avvicinò a Simonezer Brooge mentre fumava una canna e mentre trascinava, attaccata alla sua vita, una catena forgiata di lucchetti, preservativi rotti, test di gravidanza positivi e monete.

SB: Chris, che vuoi?

Christian Edward Jacob Bob Marley: Noooooooooooon caaaapiiiiiiiiiiisci Simoneeeeeeeeeeeeeezer?

SB: Meh.. sinceramente no. E pooooi peeeeerchèèèèè staaaai parlaaaaando in queeeeesto mooodo straaaano? Hai per caso imparato il balenese?

Christian Edward Jacob Bob Marley: Beh fa più stile fantasma spaventoso. Comunque, porto questa catena a simbolo che tutti i beni materiali di cui sia io e te siamo così ghiotti sono dei fardelli che un giorno ci porteremo dietro. Sei ancora in tempo per cambiare Simonezer, e ti conviene farlo, poiché la cintura che stanno forgiando per te è ancora più pesante della mia, e soprattutto è una cintura di castità!

SB: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!

Christian Edward Jacob Bob Marley: Muahahahahahah! Preparati Simonezer, stai per ricevere la visita di tre spiriti che incarnano le Bullshit passate, le Bullshit presenti e le Bullshit future. Io ora devo andare...

Il fantasma di Christian Edward Jacob Bob Marley si dissolse nel nulla ed un turbatissimo Simonezer Scrooge andò a coricarsi con la speranza che queste sue visioni siano state solo frutto dell'alcool ingurgitato. Il tempo passava ma Simonezer non riusciva a prendere sonno, ed ecco che una luce accecante si fece largo nella sua stanza. Brooge si alzò e nella luce vide comparire lo Spirito delle Bullshit passate...

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Simonezer scosse la testa con un'espressione ironica mentre un sorridente Kid The Ghost Of Past Bullshit lo scrutava.

KTGOPaB: Che acronimo del cazzo... Eh eh eh...

SB: Oh, Kid... Che vuoi anche tu?

KTGOPaB: Sono qui per mostrarti le Bullshit del tuo passato Simonezer, e nel mentre te ne dirò anche qualcuna raggiungendo l'apice dell'ignoranza. Ad esempio sai che ho preso la scossa bevendo un bicchiere d'acqua? Era acqua corrente!

SB: Che cos'è l'apice? Un'animalice che produce il mielice?

KTGOPaB: La mia era più bella. Seguimi Simonezer Brooge, è il momento di visitare luoghi delle nostre vecchie Bullshit...

Lo scenario intorno ai due cambia teletrasportandoli di fronte a un bar di Roma, lo stesso bar dove KTW e Bosiko formarono i Prophets Of Bullshit nel 1999, 16 anni fa. Nel locale c'era un po' di gente e c'era anche un DJ che metteva della musica per allietare il pomeriggio di vari ragazzi che bighellonavano mentre si facevano degli aperitivi.

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Simonezer iniziò a riflettere l'aspetto di Kid The Ghost Of Past Bullshit ed iniziò a ridere.

SB: AHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAH ma come stai oh? Me pari Kowalczyk biondo!

KTGOPaB: Ehm... Guardati allo specchio...

Brooge si specchiò alla vetrina del bar notando che anche lui era ringiovanito.

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SB: Oh mannaggia Sansone! :censu: :censu: Oh chicco stai a scherzà su te prego io non ero così me stai a prende pe il culo io so un bel ragazzetto non so io questo.

Il campione FWP delirava mentre un tizio di colore si avvicinò al DJ.

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Tizio: Sgusi vorrei ascoltare una vecchia ganzone pop italiana...

DJ: Bertè?

Tizio: Sì, ber te, ber me, ber tutti inzomma!

Simonezer si sedette vicino a KTGOPaB che stava ancora ridendo per l'aspetto dell'avaro campione FWP.

SB: Che cazzo te ridi bastardo.. Siamo tornati indietro nel tempo?

KTGOPaB: Sì, siamo nel luogo e nel giorno che qui ci siamo incontrati ed abbiamo creato i Prophets Of Bullshit.

SB: Ah.. ma, ma, .. ma io non ero così a quei tempi!

KTGOPaB: Sì lo so, ma rivederti in versione sfigato è impagabile! Ah ah ah! Ora smettila di lamentarti o ti trasformo in John Dorian.

SB: No ti prego, tutti ma non John Dorian.. e comunque non è che abbia poi tutta quest'aria da sfigato.. ho l'aria da sficane!

KTGOPaB: Già, e la coda che ti penzola da dietro la sedia la dice lunga...

Brooge scattò in piedi e controllò se aveva una coda da cane, non trovandola. Simonezer guardò in CAGNESCO ( :cool ) Kid The InsommaAveteCapito che sorrideva ammiccante.

KTGOPaB: E' troppo divertente giocare con te Simonezer.

Un'avvenente cameriera passò di lì ed i due le osservarono il culo.

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SB: Po.. porca troia.. :O.O Questa da dietro mi ricorda Elliot..

Kid The Ghost Of Past Bullshit (che per comodità nelle parti narrative da ora in poi chiameremo Fernando) sorrise e poi cambiò argomento.

KTGOPaB: Comunque noto che ti sei fatto prendere dalla Emoticonite, sai è un disturbo molto raro che colpisce specialmente chi si masturba tanto...

Spoiler:
:LOL2:


SB: Comunque, stavo pensando di andare in vacanza in Abruzzo.. Sai.. in un paese grosso e ampio.

Brooge restò in silenzio per qualche secondo mentre cercava di trattenere le risate.

SB: .. a Vasto.. :divertito2:

KTGOPaB: Questa tua risata sembra quella di St. Jimmy... Dai andiamo.

I due si alzarono dal tavolo incamminandosi per le strade di Roma.

KTGOPaB: Quanti ricordi... Qui vicino c'è il vicolo dove persi la verginità con la madre di mio figlio John...

SB: Avevi la maglietta dei Punisher?.. Mo che ci penso.. La sorella di John travolta e uccisa da un camion..

I due passarono davanti ad un gommista dove un cliente discuteva con il proprietario.

Cliente: Buongiorno, vorrei un paio de gomme nuove pe' 'a machina...

Meccanico: Pirelli?

Cliente: Ma che pe' i rally, me servono pe' 'a strada!

Simonezer e Fernando continuarono a camminare.

KTGOPaB: Cambiamo posto?

SB: Andiamo a mignotte?

Il paesaggio intorno ai due cambiò nuovamente e li trasportò in un aeroporto.

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SB: Vabbè io c'ho sperato..

Brooge si guardò allo specchio e notò che le sue sembianze non erano cambiate.

SB: Se non bestemmio non sei contento! :censu: Eddai su fai il serio, dammi what I deserve..

KTGOPaB: Ok ok, ma calmati...

Simonezer era nervoso e Fernando lo fece trasformare nuovamente tuttavia non riportandolo alle sue attuali sembianze.

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KTGOPaB: Perfetto!

SB: Te l'ho mai detto che sei un bastardo?

Brooge continuò a guardare contrariato Fernando che fece le spallucce.

KTGOPaB: Lo sai che qui passa un cammello ogni mezzora?

SB: E allora?

KTGOPaB: Due cammelli.

SB: Quanto squallore.. Però mi sorge un dubbio. Tu che sei lo Spirito delle Bullshit passate, i dovresti spiegare una cosa. Ma se a Trento tira vento, diventa Cinquanto?

KTGOPaB: Mmh... non lo so, ma a proposito di storie divine lo sapevi che Zeus, non il ma$$one, una volta incontrò Perseo e gli disse: "sei Perseo?", e lui gli rispose: "Trentaseo!"

SB: Capisco. Comunque stavo vedendo su Fox Sports una partita dei Red Devils..Ma i palloni del Manchester United Van Persie?

KTGOPaB: Boh.. Ma sai che mi hai fatto venire un'idea?

Fernando schioccò le dita e i due si ritrovarono teletrasportati nella cittadina di Manchester United, sede del terzo promo dei Prophets Of Bullshit. I due si guardarono intorno e notarono un Mc Donald's e si diressero verso l'interno del locale.

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Brooge andò alla cassa e cercando di fare il cascamorto con la commessa, e provò a rimorchiarla con alcune battute.

SB: L'altro giorno ero proprio qui al Mc Donald's.. Ho preso un panino, sono andato al mio tavolo ma l'ho fatto cascare per terra.

Sguardi intensi ci furono tra i due, con Simonezer che accennò un ghigno sul volto.

SB: Mc aduto! :stupito:

La ragazza scosse la testa mentre Fernando rideva divertito.

KTGOPaB: Ah ah ah! Che coglione che sei!

SB: Ma lo sai che fa un cavallo sopra un ponte? Cavalcavia!

Fernando sorrise e l'ambiente intorno ai due mutò trasportando Simonezer, che aveva riassunto le sue sembianze attuali, nella sua camera da letto. Di Fernando non vi era più traccia e il campione FWP cercò di addormentarsi. Passarono alcuni minuti e una luce invase la camera da letto di Simonezer che vide comparire nuovamente Kid The Wizard, anche lui con le sue sembianze attuali e con una maglietta con su scritto Kid The Ghost Of Present Bullshit.

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SB: Che cosa vuoi ancora?

KTGOPrB: Simonezer! Voglio mostrarti come stanno passando il Natale i tuoi colleghi e farti capire come, paradossalmente, la tua vita piena di ricchezze sia più miserabile della loro. In via del tutto eccezionale ti farò vedere una cosa...

Lo scenario intorno ai due mutò trasportandoli su un viottolo.

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I due si avviarono verso una casa. Sul campanello c'era scritto Nick Carroll ed i due sbirciarono da una finestra vedendo il TWC 15 Champion mentre stava sistemando l'albero di Natale.

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SB: Perchè siamo andati proprio da Nick?

KTGOPrB: A Christmas Carroll!

Kid The Ghost Of Present Bullshit assunse un'espressione compiaciuta per questa sua battuta.

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Simonezer scosse la testa mentre Kid The Ghost Of Present Bullshit (che da ora in poi chiameremo Giammario) sorrise. Il paesaggio mutò e li trasportò all'interno di un attico. Giammario e Simonezer videro che si trattava dell'attico di Jack Keenan dove l'avvocato si stava rilassando godendosi il Natale.

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SB: Meh.. è strano che Jack non stia lavorando, non trovi?

KTGOPrB: Ho capito che è sia wrestler che avvocato, ma almeno il Natale se lo gode. D'altronde solo gli avvocati cinesi lavorano il giorno di Natale.

SB: Perchè scusa? Come si chiamano gli avvocati cinese che lavorano il giorno di Natale?

KTGOPrB: Legali di Natale.

SB: Che ci fanno cento cinesi sotto una pressa? Le pagine gialle! Fin da quando ero piccolino mi sono sempre chiesto una cosa.. perchè la gente festeggia il Natale, ovvero la resurrezione di Gesù?

KTGOPrB: Certo che sei ignorante! Il Natale si festeggia la nascita di Gesù ed a Pasqua la sua resurrezione. Non lo sai che fu messo a morte da Ponzio Pilato?

SB: Ponzio Pelato? Quello senza capelli?

KTGOPrB: Tu ci scherzi, ma era davvero pelato Pilato, ed il fatto che non poteva mettersi prodotti per i capelli lo turbava alquanto. Almeno questo è quello che c'è scritto nel Van-gel.

Giammario sorrise.

KTGOPrB: Inoltre poi fu anche investito da un calesse guidato da un cinese... Un Pilata della strada!

SB: Che cos'è per un cinese un bullone? Un plecipizio plofondo plofondo!

I due iniziarono a ridere mentre Jack Keenan, che non riusciva a vederli, rabbrividì percependo le stronzate che stavano piovendo attorno a lui.

KTGOPrB: Adesso dobbiamo andare.

Lo scenario mutò ed i due vennero trasportati all'esterno della casa di Devil Antonius. Giammario e Simonezer videro che all'interno c'erano il Devil Criminal e Christopher Corleone che stavano pranzando insieme.

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Christopher appariva semi-trasparente.

SB: Ehi ma.. perchè Chris è così semi-trasparente?

KTGOPrB: Ehm... Ehm... Insomma... Come posso dire... E' difficile da spiegare... Diciamo che ha la Phatology Not Game, comunemente nota come PNG.

SB: Azz... è colpa tua se ha questa malattia?

Giammario tentennò ed un pulman di tifosi dello Spezia passò di lì con i tifosi che si affacciarono insultando Giammario.

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Tifosi Spezia: WIZARD, WIZARD, VAFFANCULO!!!

SB: THIS IS AWESOME!!!

Giammario schioccò le dita trasportando i due in un circo dove uno strano tizio si stava esibendo.

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SB: THIS IS OSSOM!!!

Le dita di Giammario schioccarono nuovamente trasportando i due all'esterno di una casina rosa tutta pucciosa ed accogliente.

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Simonezerino e Giammarino si avvicinarono alla finestrina della casina rosa ed intravidero la coppietta più dolce e pucciosa della TWC. Lancino Murdockino ed Elektina Kellissina.

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La coppiettina puccosina era allungata sul divanino rosa e si facevano le coccoline mentre guardavano un filmettino romantichino alla televisioncina. Giammarino e Simonezerino osservatono schifatini la scenina che avevano davanti agli occhietti.

KTGOPrB: Ma guarda che cosina smielatina porchino Dino.

SB: Non ho paroline per descrivere queste cosine...

KTGOPrB: Già, che poi Elektra ha davvero del potenziale. Ma non hai visto che culo cafone che ha?

SB: Quando cammina dice "sfondami" quel culo maledetto. Probabilmente me la sono già portata a letto...

KTGOPrB: Arrivi tardi, io me la sono fatta prima di te e prima di Lance essendo il suo Dio.

SB: E smettila con queste cazzate...

KTGOPrB: No coglione, guarda le ho fatto un video mentre le faccio vedere il mio Amazing Thing...

Giammarino estrasse il suo telefonino e mostrò a Simonezerino il videuccio mentre mostrava il suo Amazing Thing ad Elektrina Kellissina.

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KTGOPrB: Rosica coglione.

Giammarino sorrise in maniera beffardina per poi schioccare le ditine e trasportare i due in un prato. A terra c'erano svariate carcasse di uccelli morti, alcuni semi-mangiucchiati, ed il lontananza i due videro Kevin Manson.

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I due si avvicinarono cautamente, ma ecco che una figura femminile attirò la loro attenzione.

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La ragazza si diresse verso Kevin Manson con sguardo duro andandoci a muso duro. Giammario e Simonezer si misero comodi pronti ad assistere ad una rissa tra Samantha e Kevin, e dopo sguardi di tensione e carichi d'odio... Samantha e Kevin iniziarono a baciarsi in maniera focosa! I due rimasero schifati da questa scena mentre alle loro spalle comparse un allibito Christian Edward Jacob Bob Marley.

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SB: Che cosa ci fai tu qui?

Christian Edward Jacob Bob Marley: Su Google Immagini non ho trovato Christian e The Miz shockati e quindi mi sono dovuto arrangiare così per rendere l'idea. Ora vado, ho adempiuto al mio compito.

Marley sparì ed i due osservarono ancora per un po' Samantha e Kevin che si baciavano in maniera animalesca.

Samantha: Adoro il sapore di sangue fresco di uccello appena squartato! Che ne dici adesso di mostrarmi un altro tipo di uccello?

Giammario e Simonezer fecero un balzo indietro.

KTGOPrB: No, no, NO!

SB: PORTAMI VIA, WIZ!!!

KTGOPrB: Assolutamente sì!

Giammario schioccò le dita, ma i due non vennero teletrasportati.

SB: Ma che cosa sta succedendo????!?!?!?!?

KTGOPrB: nON LO SO! cAZZO!!!

SB: PER QUALE CAZZO DI MOTIVO STAI PARLANDO IN BIMBOMINKIESE!!!???

KTGOPrB: Mi sono scordato di togliere il Caps Lock e non mi andava di correggere!

L'improbabile coppietta iniziò a spogliarsi.

SB: MUOVITI GEOVA ISAAC YANKEM!!

KTGOPrB: CI STO PROVANDO PORCA TROIA!!!

Giammario schioccava ripetutamente le dita ed ecco che all'improvviso lo scenario intorno ai due mutò nuovamente trasportandoli all'esterno della villa di Leon Black dove il campione TWC si trovava insieme alla sua fidanzata Lucy Fisher.

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I due erano intenti a preparare il pranzo di Natale che avrebbero consumato insieme ai loro più cari amici. Giammario e Simonezer si trovavano fuori dalla finestra ed osservavano la coppietta.

KTGOPrB: C'è mancato poco... Ti immagini a vedere Samantha e Kevin che scopano? Bleah! Comunque adesso devo essere serio Simonezer altrimenti, ma anche altrizigomi, Giacomo Leonardazzi mi si mangia vivo come un panettone al cioccolato.

Giammario si schiarì la voce.

KTGOPrB: Vedi Simonezer, qui abbiamo un altro campione mondiale, un campione come te, eppure io noto una differenza sostanziale tra voi due... Lui ora appare come un uomo realizzato, sia professionalmente e sia personalmente. Ha tutto... E' campione mondiale, è The Man Of TWC, ha al suo fianco la donna dei suoi sogni e presto riceverà la visita dei suoi amici più cari che passeranno il Natale con lui. Tu al contrario sei sì campione mondiale, ma vieni comunque visto come uno che ha ancora tanto da dimostrare, tu passerai il Natale da solo visto che ormai non hai più amici, e hai tante, troppe, donne al tuo fianco che alla fine della giornata non riusciranno mai a darti ciò che quella dei tuoi sogni può realmente darti. Riflettici.

Tutto divenne buio e Giammario sparì. Simonezer si ritrovò nel suo letto ancora più turbato e cercò di tornare a dormire. I minuti passarono ed un nuovo bagliore comparve nella sua stanza permettendo l'arrivo di Kid The Ghost Of Future Bullshit...

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Kid The Ghost Of Future Bullshit era vestito con un completo bianco di Versace (n'antro litro de vino) che si posava su una camicia nera di Armani(comio). Ai piedi portava dei mocassini bianco panna ed ora osservava Simonezer con sguardo compiaciuto.

SB: Ahahahahahahh!!! Ma il Wiz del futurò diventerà trans? Mi ricorda tanto Alisa Drake...

KTGOFuB: Eeeh... Ad essere sincero il negozio PSD-Dreams non aveva un completo bianco con camicia nera della taglia Christian, così mi sono dovuto arrangiare con la taglia Paint alla cazzo di cane.

Kid The Ghost Of Future Bullshit scrollò le spalle.

KTGOFuB: Comunque hai sentito l'ultima?

SB: La Z?

KTGOFuB: No coglione, l'ultima notizia... Dopo The End Is Near una ragazza stufa è scappata di casa... I genitori sono morti dal freddo!

SB: Questa m'ha fatto rabbrividire.. m'ha fatto tremare! Ah, a proposito di tremolii.. Ma.. dove fa il terremoto è un posto felice? È un Happy-centro..

KTGOFuB: Il terremoto ce l'hai tu nel cervello... Andiamo va'!

Simonezer osservò incuriosito KTGOFuB.

SB: Dove?

KTGOFuB: A puttane!

Lo sguardo di Brooge si illuminò.

KTGOFuB: Scherzo coglione... Andiamo a vedere un Natale futuro.

Simonezer sbuffò ed il paesaggio intorno ai due mutò. Kid The Ghost Of Future Bullshit (che per comodità chiameremo Gennaro) e Simonezer si trovarono all'interno di un futuristico bar.

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Era il giorno di Natale ed in televisione stavano passando le principali notizie.

Televisione ha scritto:
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Ally: Bentornati a News From The World. Il presidente Sigfried Jaeger della confederazione di stati europei, gli United States Of Krahe, ha commentato i molteplici graffiti firmati da un certo Scrull, come diffamatori verso il suo regim... ehm, democrazia. Il sottosegretario alla cultura Gunther Schmidt invece ci è andato giù duro dicendo che "a lui no piace graffiti". Il sottosegretario alla difesa Brunild Wagner non si è espressa mentre il sottosegretario ai rapporti internazionali Christophorus Schmidt ha incontrato il papa Benedetto XVII, al secolo Fred Franke, che ha definito i graffiti come un atto di vilipendio alla bellezza del mondo occidentale ed ha mandato la sua guardia svizzera in moto, Vincent Cross, per indagare. Intanto lo zar di Russia Yakov Adams, insieme ai suoi più fidati consiglieri Shawn Gatouwski e Travis Millerowski, hanno definito i graffiti come divertenti e non diffamatori. Il presidente degli Masked States of America, Big Black Boom, ha commentato la vicenda dicendo che questa gente che imbratta il mondo dovrebbe essere messa al rogo seguendo la politica della sua Mike Hill Inquision che ha già mietuto svariate vittime.


SB: ... e in tutto ciò, io che fine ho fatto?

Gennaro sorrise.

KTGOFuB: Tu sei semplicemente diventato il Cardinale Simonisio Bosikone che dopo esser stato scoperto per truffa ai danni dell'otto per mille è stato costretto a ritirarsi a vita privata in un monastero in totale povertà e castità.

SB: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! PORCOD

Improvvisamente l'audio scomparve e tornò qualche secondo dopo cogliendo solamente le risate di Gennaro.

KTGOFuB: Muahahahahah!

Lo scenario intorno ai due si dissolse e Simonezer si trovò di nuovo nella sua camera da letto. Il campione FWP si alzò ed iniziò ad osservare fuori dalla finestra...

SB: Cristo.. questa sorta di sogno mi ha fatto capire molte cose. Mi ha aperto gli occhi. Dovrei smetterla di essere così egoista, di pensare solamente all'apparire e non all'essere, di pensare a nient'altro che alle donne, ai soldi, alle belle auto e alla villa con piscina. Forse per la prima volta nella mia vita ho questa voglia di cambiare. Sì, sì... Un nuovo Simonezer Brooge, una nuova persona. Da oggi si pensa solam...

Una voce interrompette il tutto.

???: Simonezer...

Brooge si voltò verso il suo letto dove c'erano tre donne che stavano lottando con i cuscini.

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SB: ...ente a Simonezer Brooge. Sono davvero magnifico.

Simonezer si gettò sul letto e le immagini si interromperono.

[The End]


"Il barzellettiere incompreso" KTW & "L'insulto alla serietà" Degano
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Re: TWC - News from Indoor War
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Siamo nell'appartamento di Leon Black, addobbato a festa.

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Leonard Black, Lucinda Fisher, Andrew Preach, Pauline Suen, John Drive Jimi Johnson sono presenti. Black sta bevendo un bicchiere di quello che sembra un White Russian, mentre in braccio a lui Lucinda chiacchiera con Drive. Appoggiato al pianoforte, che sta venendo suonato da Pauline, c'è Andrew, che invece chiacchiera con JJ.



Sul tavolo ci sono svariati resti di cibo, e, appoggiato in un angolo, metà panettone. Black bacia Lucy, poi la fa sedere al suo posto e si dirige verso il balcone, uscendo da una portafinestra. Il gigante appoggia il suo bicchiere sul parapetto in pietra, poi sospira e guarda gli altri palazzi intorno a lui. Molte luci sono accese e si vedono molte decorazioni natalizie. Il gigante sorride brevemente, poi si sporge dal parapetto e guarda la strada.

AP: Non stai pensando di saltare, vero?

LB: Sto cercando di immaginare che impatto avrebbe sulla serata.

AP: Non buono, te lo posso assicurare.

Black sbuffa.

LB: Sarebbe un Natale alternativo.

AP: Poco ma sicuro.

I due rimangono in silenzio per qualche istante, poi Andrew sospira, scuotendo la testa.

AP: Hai fatto la cosa giusta.

LB: Tu dici?

AP: Tu non ti sei visto da fuori. Sprizzate felicità.

LB: Magari stiamo fingendo.

AP: Certo, lei sembrava davvero innamorata anche con Arthur, e tu... tu sei tu. Ma io non ci credo.

Black sorride, abbassando lo sguardo.

AP: Non ti ho mai visto così. Non riesco a descriverlo, ma sei un'altra persona.

LB: Esageri.

AP: Forse. Ma fidati, tutti in quella stanza sono felici perché ti vedono così. Sei passato da quello che ti fa divertire mentre odia il mondo a quello che si diverte con te.

LB: Non pensavo si notasse così tanto.

AP: Io ti voglio molto bene, ma non sei l'unica persona al mondo ad aver avuto periodi così. Si vede da fuori. Te lo assicuro.

LB: Mi spiace.

AP: Siamo solo felici per te. E per Lucinda... anche se ora sta baciando John.

LB: Non ci casco.

Andrew colpisce con un pugno Black sulla spalla.

AP: Sarebbe stato bello se tu avessi fatto finta.

LB: Già.

AP: Non hai tolto l'anello.

Black si osserva la mano destra.

LB: Non l'ho fatto.

AP: Dai, torniamo dentro, prima che le ragazze si preoccupino.

LB: Arrivo subito.

Andrew rientra in casa, mentre Black riprende il suo bicchiere e beve un sorso, appoggia nuovamente il bicchiere e sospira, chiudendo gli occhi. Dopo un istante però scatta verso la scala a pioli che porta sul tetto, sale due gradini a due, raggiunge il tetto e si guarda intorno. Davanti a lui c'è un post it attaccato ad un camino. Il gigante si avvicina e lo stacca.

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Re: TWC - News from Indoor War
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A Valkyrie’s Tale - The Brunild Wagner Story


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«Il mio nome è Brunild Ilse Wagner. E sono una Valkyria.»



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«Sono nata a Flensburg, sulle rive del Mar Baltico, nel freddo Nord della Germania, da Kurt e Gerda Wagner.»



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«Una volta mia madre mi raccontò, senza peli sulla lingua, che quando mio padre venne a sapere che lei avrebbe dato alla luce una bambina, la sua prima parola fu un’imprecazione.»



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«Kurt Wagner era stato un campione nazionale di Judo, e il suo obiettivo era di avere un figlio da plasmare e trasformare nel più grande judoka di tutti i tempi. I miei genitori all’epoca erano sulla quarantina. Solo dopo il ritiro, mio padre aveva deciso di allargare la famiglia, per trasmettere quella che ha sempre ritenuto la sua grandiosa eredità. Mia madre ebbe una gravidanza difficile. Rischiò non solo di abortire, ma anche di morire. Per cui quella sarebbe stata l’unica chance per realizzare il sogno di mio padre. Ma con la mia nascita, ogni sua previsione sembrava infranta in partenza. Sembrava. Dopo giorni di riflessioni, spinto anche dalle suppliche di mia madre, presto si rassegnò alla possibilità che anche con me il suo piano si sarebbe potuto realizzare. Si convinse inoltre che consacrare la propria figlia come miglior judoka della storia, lo avrebbe posto ancor più sotto i riflettori come mentore e maestro leggendario. E così scelse di chiamarmi Brunild, come la prode Valkyria delle antiche leggende nordiche. Un nome a suo parere degno della guerriera più grande del futuro.»



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«Fin dalla primissima infanzia fui letteralmente messa a forza sul tatami. Ci trasferimmo infatti ad Amburgo, dove mio padre gestiva una scuola di Judo. La mia vita si trasformò in casa e allenamenti, allenamenti e casa. Poi sopravvenne la scuola. Casa, scuola, allenamenti. Allenamenti, casa, scuola. Scuola, allenamenti, casa. E così via, per anni. Tutta la mia infanzia fu letteralmente gestita da mio padre, come se avesse di fronte un professionista. Secondo lui, le amicizie erano solo un optional fastidioso. Io mi dovevo concentrare soltanto sul Judo e in seconda istanza sulla scuola. Non c’era spazio per altro. E così non ebbi mai una vera festa di compleanno, nè potei condurre una vita felice come le altre bambine della mia età. Per mio padre tutto questo era solo una distrazione che avrebbe potuto rovinare la mia crescita. La sua metodologia d’allenamento era quasi una tortura, sia psicologica, che fisica. Durante gli allenamenti era solito colpire con un colpo di mazza da Kendo chi commetteva un errore, anche minimo. Il fatto che fossi sua figlia non era di alcun vantaggio, anzi. Il trattamento che mi riservava era ben peggiore rispetto agli altri allievi. I quali, infatti, non hanno mai invidiato la mia posizione di “figlia del maestro”.»



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«Mia madre è sempre stato un enigma per me. Esteriormente è una donna dura, dal carattere chiuso, e in molte circostanze gelida. Alcuni dei miei tratti li ho ereditati direttamente da lei. Purtroppo era letteralmente succube di mio padre. Per anni e anni vidi in lei una lontana ancora di salvezza. Innumerevoli volte cercai un dialogo, un affetto, un aiuto nella desolazione della vita che mio padre mi aveva costruito intorno. Tuttavia, le mie speranze vennero sempre vanificate, in un modo o nell’altro. Col senno di poi, ho capito quanto forte fosse lo stress psicologico e l’influenza di mio padre su di lei. Sono certa che mia madre l’amasse, ma il loro rapporto col tempo si era distorto in un legame innaturale. Stare con mio padre significava obbedire ciecamente a ogni sua imposizione. E mia madre lo faceva. A costo di non guardare in faccia alla realtà. A costo di sacrificare il rapporto con sua figlia. Quante volte ho assistito impotente alle sfuriate di mio padre. E lei zitta. Quante volte, in lacrime, ho cercato conforto nello sguardo di mia madre. E lei zitta.»



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«A scuola sono sempre andata bene. Non era tanto il timore di ricevere brutti voti. Alla fine a mio padre interessavano veramente solo i progressi nel Judo. Mia madre s’interessava principalmente della mia istruzione, e a lei bastava comunque che non andassi male. Eppur tuttavia, trovavo molto interessante conoscere cose nuove, imparare, studiare. Il problema era il mio retaggio. I genitori dei miei compagni conoscevano bene la fama di mio padre. Per questo non volevano che avessi a che fare con i loro figli. I bambini all’inizio mi trattavano come un peso morto, un’estranea da isolare. Poi, quando esageravano, e di solito finiva sempre così, finiva a botte. Dopo i primi anni di scuola, per me diventò una prassi dare una lezione al capo dei bulli della classe. Dopo di che, non avevo più fastidi per tutto l’anno. Il problema era che non riuscivo a creare amicizie durature. Dopo la scuola, infatti, ero sempre impegnata, e quando non lo ero, ci pensava mio padre a spaventare la gente, isolandomi di continuo. Ancora oggi talvolta mi chiedo come abbia fatto a resistere così stoicamente durante tutti quegli anni.»



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«Una delle risposte fu la passione per la lettura, in particolar modo per la narrativa d’avventura e fantasy. Appena potevo divoravo libri su libri. Adoravo le saghe eroiche che narravano di cavalieri, mostri, viaggi avventurosi, combattimenti, leggende. La sera, prima di andare a dormire, mi mettevo a leggere, entrando così in un mondo fantastico, distaccato dalla realtà in cui vivevo. Cominciai anche a scrivere racconti, in cui ero io la protagonista. Ovviamente, tutto ciò lo tenevo nascosto ai miei genitori. Temevo infatti l’ennesimo umiliante trattamento da parte di mio padre. Ad oggi non sò che fine abbiano fatto tutti quei quaderni che avevo riempito coi miei sogni d’infanzia e adolescenza. Probabilmente mio padre li avrà buttati via o bruciati in giardino assieme ai miei libri. Ma non tutto è andato perduto. Una volta infatti mia madre in una lettera mi ha scritto che conserva nella sua casa di Flensburg una mia vecchia copia largamente appuntata e consumata del “Signore degli Anelli”. Un giorno, quando mi sentirò pronta per rivederla, conto di riprendere questo piccolo tesoro del mio passato, per mostrarlo ai miei amici e custodirlo dove merita, ovvero nella mia casa di Ravensburg.»



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«Nella vita che conducevo, non c’era spazio per l’amore. Quando raggiunsi l’adolescenza, per me si trattò di una vera e propria scoperta. Provare un sentimento d’affetto per qualcuno mi colse completamente impreparata, vista la rigida educazione che mi era stata impartita. Ancora oggi faccio fatica a esternare i miei sentimenti. La freddezza ereditata da mia madre e l’ostinato senso di sospetto che ho preso da mio padre rendono veramente difficile per me arrivare a innamorarmi perdutamente di qualcuno. Spesso invidio chi ci riesce, tuttavia non mi sento un corpo estraneo nel mondo per questo. Ho degli amici a cui voglio e vorrò sempre un bene dell’anima, persone per cui darei tutto. Prima o poi troverò la persona giusta con cui condividere il resto della mia vita, almeno spero... E comunque ho avuto anche io le mie storie. Durante l’adolescenza mio padre arrivava quasi a pedinarmi di nascosto ogni volta che mi vedeva con qualche coetaneo oppure se gli giungeva voce di qualche mio incontro clandestino. Un paio di volte è andato addirittura a minacciare fisicamente alcuni ragazzi. Dal 2002, comunque, la mia classe di Judo fu separata, le femmine da una parte, i maschi dall’altra. Ma non sempre le tattiche di mio padre funzionavano, per fortuna...»



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«La maggior parte della gente spesso mi chiede come mai adori il Judo a tutt’oggi. Non li biasimo, d’altronde se non fosse stato per questa disciplina, probabilmente i primi venti anni della mia vita sarebbero stati completamente diversi. Tuttavia, se sono riuscita ad andare avanti è stato anche per la grazia e la filosofia di quest’arte. Voglio citare l’immortale Jigoro Kano: “Il jūdō è la via più efficace per utilizzare la forza fisica e mentale. Allenarsi nella disciplina del jūdō significa raggiungere la perfetta conoscenza dello spirito attraverso l'addestramento attacco-difesa e l'assiduo sforzo per ottenere un miglioramento fisico-spirituale. Il perfezionamento dell'io così ottenuto dovrà essere indirizzato al servizio sociale, che costituisce l'obiettivo ultimo del jūdō. Jū è un bellissimo concetto riguardante la logica, la virtù e lo splendore; è la realtà di ciò che è sincero, buono e bello. L'espressione del jūdō è attraverso il waza, che si acquisisce con l'allenamento tecnico basato sullo studio scientifico”. Amo il Judo, per me è come una seconda pelle. Attualmente sono una cintura nera di quarto grado. Mi alleno tutt’ora, e lo farò per tutta la vita. Tralasciando la competitività distorta ed estremizzata inculcatami da mio padre, mi è sempre piaciuto confrontarmi sul tatami con nuovi e vecchi avversari. E, ovviamente, vincere. Fin dall’infanzia infatti, ho vinto trofei su trofei, culminati nelle più grandi vittorie nella mia carriera di judoka, ovvero il titolo nazionale nella mia categoria di peso nel 2006 e nel 2007. Ancora guardo con soddisfazione a quel periodo, nonostante l’enorme pressione dovuta a mio padre che avevo sulle spalle. La mia gioia e il godimento per quei successi, veniva sempre in qualche modo vanificata da lui. Per mio padre, tutto ciò era soltanto una tappa insignificante in vista del vero obiettivo, le Olimpiadi di Pechino 2008, l’evento che avrebbe consacrato tutto il lavoro degli ultimi venti anni.»



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«Una vera e propria Odissea. Tutto il periodo finale della preparazione alle Olimpiadi fu caratterizzato dalla tensione e dal metodo indisponente che aveva mio padre nel condurre gli allenamenti. Già nel 2007, grazie alle vittorie nei tornei nazionali, ero certa di avere un posto in squadra per Pechino. La brutta notizia fu che anche mio padre trovò il modo di entrare nello staff della federazione, grazie a vecchie amicizie e agganci. I giorni vissuti al villaggio olimpico furono un vero incubo. Nel momento supremo, il famoso sangue freddo di mio padre alla fine venne meno. Ogni facezia portava a litigi e tensione nel team. E alla fine, a suon di tirare la corda, questa si spezzò. Nel mio secondo incontro alle eliminatorie del torneo, mi infortunai pesantemente a una caviglia. Riuscii a malapena a terminare l’incontro, ma alla fine persi e finii nel tabellone B, quello che avrebbe assegnato le medaglie di bronzo. Vedendo sfumare il suo sogno, mio padre ovviamente vide in me il capro espiatorio. Non so come sarebbe finita se gli altri tecnici della federazione non l’avessero allontanato. Fatto sta, che senza di lui tentai comunque l’impossibile. Combattei praticamente senza un piede, mettendoci tutto l’orgoglio che avevo. Arrivai a sfiorare la medaglia di bronzo, piazzandomi a ridosso del podio. Ma quella fu un’impresa che conservai solo per me stessa. Mio padre, infatti se n’era andato a prendere le sue cose ed era ripartito da solo per la Germania mentre io stringevo i denti e davo tutto sul tatami. A Pechino che quel poco di rapporto che ci legava morì per sempre. E io, finalmente, iniziai ad aprire gli occhi e a prendere coscienza di quello che sarei diventata continuando a restare inerme in balia di mio padre.»



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«Dopo le Olimpiadi i rapporti con mio padre, e di riflesso con mia madre, iniziarono a peggiorare sempre più. La delusione di Pechino si riflettè nelle nostre vite. Non c’era momento in cui non spuntasse fuori prima o poi il discorso del mio fallimento alle Olimpiadi. Fu alla fine dell’estate del 2008, che scoprii le Arti Marziali Miste. In quel periodo mi stavo allenando duramente per recuperare dall’infortunio alla caviglia. Un giorno, stanca di stare perennemente chiusa in palestra con mio padre, decisi di iscrivermi ad un’altra di nascosto. Iniziai a frequentarla con la scusa di recarmi da qualche fantomatico fisioterapista. Qui cominciai a conoscere nuove discipline, e spinta dalla curiosità presi lezioni di Brasilian Jiu Jitsu. Fu allora che iniziai a seguire in televisione e su internet le principali federazioni di MMA. Prima ci facevo poco caso, ero troppo presa ad allenarmi con mio padre. Per lui le MMA erano come un’eresia, una specie di circo mediatico destinato a scoppiare come una bolla di sapone. Una volta disse addirittura che i risultati degli incontri erano scelti a tavolino. Ovviamente non gli ho mai creduto. Fatto sta che la mia passione crebbe sempre più. Iniziai una doppia vita, tra Judo e Jiu Jitsu. E dopo un anno conobbi la persona che cambiò definitivamente la mia vita, accelerando il percorso di distacco dalla mia famiglia che stava diventando sempre più inesorabile.»



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«La prima volta che vidi Sylmeria, nella palestra dove mi allenavo, come mio solito inizialmente la ignorai. Il mio caratteraccio sarà sempre una specie di maledizione nella mia vita. Tuttavia lei insistette nel conoscermi. Aveva visto le Olimpiadi. Sapeva quello che avevo fatto. E l’apprezzava. Iniziammo ad allenarci insieme. Ben presto nacque un’intensa amicizia. Giorno dopo giorno, Sylmeria mi fece rivalutare i rapporti tra le persone. Diventammo inseparabili. A metà del 2009, mio padre ebbe alcuni problemi di salute, pertanto aumentò di conseguenza anche la mia libertà. Una delle prime cose che Sylmeria mi chiese, quando le raccontai per filo e per segno la mia storia, fu: ma chi te l’ha fatto fare? Perchè non sei scappata appena maggiorenne? La mia risposta era che nonostante tutto, il sogno di mio padre in parte aveva contagiato anche me. La voglia di diventare un’atleta dominante e vincente, alla fine era diventato parte di me stessa. Solo che non mi era mai stato insegnato un altro modo per perseguirlo, e poi, a parte la mia famiglia, non conoscevo nessuno. Ricorderò sempre l’abbraccio di Sylmeria dopo queste parole. In quel momento capii che non era vero, adesso avevo qualcun’altro. Avevo un’amica... Più il tempo passava, e più le strade tra me e la mia famiglia si allontanavano. Mentre mio padre continuava a pontificare sulle Olimpiadi, discutendo di campionati nazionali da vincere a tutti i costi nel 2010 e nel 2011, prima di Londra, in cuor mio pensavo ad altro. Con Sylmeria puntavamo a farci una reputazione a livello amatoriale nelle Arti Marziali Miste, prima di tentare il salto nei professionisti, nella UFC. Dove avremmo coronato il nostro sogno di affrontarci per il titolo mondiale. Poi, come un fulmine a ciel sereno, spuntò l’opzione del Wrestling, che in quel periodo era molto più redditizio e popolare in Europa. Fu così che una terza folgorante passione si impossessò di me. E stavolta avevo qualcuno con cui condividerla pienamente e felicemente. E’ bello condividere le proprie passioni con persone a cui si vuole bene. All’inizio del 2010, Sylmy e io ci sentivamo pronte più che mai per fare il grande passo. Restava soltanto un’ultima cosa da fare. La più dura e imprevedibile, ma allo stesso modo, anche la più semplice e sacrosanta...»









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«Arti Marziali Miste? Wrestling?! Ti ha dato di volta il cervello?! Basta! Tu non parlerai mai più di sciocchezze del genere di fronte a me, signorina! Tu sei mia figlia. Io e soltanto io ho permesso che tu nascessi. Io ti ho allevata. Io ti ho forgiata. Perciò farai quello che ti dico: tu diventerai ciò per cui ti ho plasmata con enorme spesa di tempo, fatica e denaro. Dopo il fallimento di Pechino, non tollero più errori! Vincerai la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra e renderai immortale il cognome Wagner nel Judo. Fine del discorso!»


«No...»


«No?!»


«Ha sentito la risposta di sua figlia. Brunild ha deciso cosa fare della propria vita, che le piaccia o no. Deve farsene una ragione. E’ arrivato il momento per lei di spiccare il volo da sola, senza catene o ricatti che la trattengano. Lei ha causato troppo male alla mia amica, io sono totalmente dalla sua parte. Qualunque scelta lei faccia. E così dovrebbe comportarsi un vero familiare, soprattutto un genitore.»


«Amica?!... Ora capisco. La colpa di tutto questo è soltanto tua! Non ti conosco, né m’interessa da quale fogna tu sia sbucata per plagiare Brunild. Ma ora è finita. Lascia in pace mia figlia! Vattene da questa casa, immediatamente!»


«Me ne andrò solo se Brunild deciderà che io me ne vada. Non prendo ordini da lei, signor Wagner.»


«Ah si?! Allora ti darò una bella lezione, prima di sbatterti fuori a calci!»


Colpo di bastone


«Cos’è quella faccia? Non ti è bastato?!... Benissimo, allora continuerò finchè non ne avrai abbastanza! Nessuno può rovinare il mio sogno! Nessuno!!!»


Colpo di bastone a vuoto


«Come osi Brunild?! Ridammi subito la mia mazza da Kendo! Hai sentito?!»


«Silmy... Per favore, aspettami fuori di casa. Ti prego.»


Breve silenzio


Porta che si apre


Porta che si chiude


«Dannazione, Brunild! Che intendi fare, eh?! Vuoi sfidare tuo padre? Dopo tutto quello che ho fatto per te. Tu mi devi tutto, vergognati!»


Breve silenzio


Oggetto gettato a terra


Urlo di rabbia


Rumore di lotta


Corpo gettato a terra


Rumore di lotta


Corpo gettato a terra


Rumore di lotta


Corpo gettato a terra


Rumore di lotta


Corpo gettato a terra


Rumore di lotta


Mobile infranto


Forte gemito


Oggetto raccolto


Breve silenzio


«Mai più! Non userai mai più questo bastone per colpire qualcuno! Né me, né persone a cui voglio bene, nè chiunque altro! Hai capito, bastardo?!»


Urlo di rabbia


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul mobile


Colpo di bastone sul tavolo


Colpo di bastone sul tavolo


Colpo di bastone sul tavolo


Colpo di bastone sul tavolo


Colpo di bastone sul tavolo


Crack!


Oggetto rotto gettato a terra


Breve silenzio


Porta che si apre


«Addio per sempre, “padre”.»


Risata soffocata


«Và... Và pure, allora! Non importa quello che farai della tua vita, tanto qualunque cosa tu otterrai, tutti sapranno che Io ti ho creata, Io ti ho fortificata, Io ho fatto di te una macchina da combattimento perfetta... E ora che conosci cosa significa odiare senza alcun limite, sei diventata praticamente invincibile. Alla fine, dopo tutto, ce l’ho fatta...»


Breve silenzio


«Ti sbagli, maledetto! Ogni obiettivo, ogni vittoria, ogni scelta giusta, ma anche ogni sconfitta e ogni scelta sbagliata, d’ora in poi riguarderanno me e me soltanto. Perché questa è la mia vita, non la tua. Non più. Quanto al mio odio, esso, un giorno, morirà con te...»


«...»


Porta che si chiude sbattendo


Lungo silenzio


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Breve silenzio


«E’ finita. F-finalmente...»


Pianto


«Oh, Brunild... Piangi pure, sorellina. Sfogati fino in fondo. Ora sei finalmente libera.»


Pianto


Passi che si allontanano


Solo silenzio


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Spoiler:


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Da quando se n’è andata, ormai cinque anni fa, Brunild Wagner non ha più rivisto suo padre.

Alcuni mesi dopo, Kurt Wagner è stato radiato dalle federazioni di judo a livello nazionale e internazionale a causa dei suoi metodi d’allenamento violenti.

Attualmente risiede ancora nella sua casa ad Amburgo, dove vive con una modesta pensione.

Dal 2010 non ha mai voluto rilasciare interviste riguardanti sua figlia.




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Nel 2012 Kurt e Hilde Wagner si sono separati. Dopo qualche mese hanno divorziato.

La madre di Brunild è tornata a vivere a Flensburg, presso alcuni parenti.

Ad oggi lei e sua figlia intrattengono un rapporto epistolare informale.




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Un mese dopo aver chiuso i rapporti con la famiglia, Brunild Wagner debuttò nelle MMA a livello amatoriale, seguendo le orme di Sylmeria Sorensen.

Sul finire del 2010, Brunild, ormai nota come Die Valkyrie, sostenne con successo un tryout per l’European Championship Wrestling assieme all’inseparabile Sylmeria, entrando nel settore di sviluppo della federazione.

Tempo dopo Brunild e Sylmeria conobbero Sigfried Jaeger, all’epoca un giovane wrestler sotto contratto per il Main Roster da un anno, e Gunther Schmidt, già veterano e una delle attrazioni principali della ECW.

Ben presto i quattro diventarono amici inseparabili.

Brunild Wagner considera Sylmeria, Sigfried e Gunther, quella vera famiglia di cui aveva un disperato bisogno.











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«Il mio nome è Brunild Ilse Wagner. E sono una Valkyria.»


The End
















Spoiler:
Next Time, on Valhalla Chronicles Origins:



«Quando ero piccolo, a scuola tutti mi temevano e avevano paura di rivolgermi la parola. Non so perché.»


«Benvenuto nell’esercito, sacco di merda!»
«Eh?!»


«Sergente, ci stanno sparando!»
«E tu rispondi al fuoco, no?!»


«Io sono il Sergente Maggiore Schmidt, vostro capo istruttore...»


«Caspita, è un nuovo record di sollevamento!»


«Ehi, perché non ti dai al wrestling, potresti sfondare col fisico che ti ritrovi.»


«Questo è troppo, sei licenziato!»


«Arigatò!»
«Prova a riperterlo, se hai coraggio!»


«Stavolta cerca di comportarti meglio. Comunque, bentornato.»


«Battere te farà di me un vero eroe...»




A Hound for the Business - The Gunther Schmidt Story


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 28/12/2015, 16:43 
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Località: I NANI! I NANI! I NANI! I NANI!
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Ci troviamo in quello che subito riconosciamo essere il Pub di proprietà di Vincent Cross ed i suoi amici, addobbato di luci natalizie e monili associati. Il pub è pieno di gente intenta a bere e mangiare in allegria, mentre al bancone troviamo Ben Roberts, intento a servire drink...

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Il lottatore della WFSS serve un altro boccale di birra ad un avventore, per poi udire un rumore tipico di una folla in delirio...

BR: Oh cielo, no...

Le immagini si spostano su quella stessa folla, composta per lo più da donne, tutti riuniti attorno ad una unica persona!

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Spoony, intento a fare il giocoliere con delle bottiglie di birra! Grande numero quello del biker, che ora poggia le bottiglie sul tavolo accanto a sé...

SP: Ed ora, signore... E signore, per deliziare voi, come faccio sempre... Si festeggia con lo Spoonaroonie!! E Buon Natale a tutte voi! Sperate di trascorrerlo nel mio letto!

Detto ciò, esegue il suo Spoonaroonie, mandando il pubblico in visibilio!

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Ben Roberts, dal bancone, fa un facepalm decisamente comprensibile, mentre la scena si sposta su un uomo seduto ad un tavolo...

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Vincent Cross, con dei documenti poggiati sul tavolo. Guarda davanti a sé, ora.

VC: Una serata come le altre, credimi.

???: Il che spiega benissimo perchè questa è probabilmente la prima ed ultima serata che passo qui.

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All'altro lato del tavolo è seduto Jack Keenan, con dipinta sul volto l'espressione tipica di una persona che preferirebbe essere in coda alle poste piuttosto che nel luogo in cui si trova. L'avvocato, con lo sguardo basso, indica con un cenno del mento Spoony.

Keenan: Secondo te, se mi avvicino a lui riesco a farlo a scappare dal locale come l'ho fatto scappare dal ring durante il Pick your Poison?

VC: Troppe donne in giro. Si fingerebbe ferito a morte per avere aiuto. E' così infame, sì.

Keenan: Forse ne varrebbe la pena lo stesso.

Cross ride leggermente, mentre al loro tavolo arriva Noah, nelle vesti di cameriere.

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NH: Allora signori, cosa vi porto? Niente di troppo costoso, mi raccomando.

Ciò viene accompagnato da una lieve risata del ragazzo, ma questa battuta non suscita altrettanta ilarità negli altri due.

VC: Io piglio il solito.

Keenan: Fanne due. Credo che l'ambito "bere per dimenticare" sia l'unico in cui possa fidarmi a seguire il tuo esempio, Cross.

Il ragazzo si allontana velocemente, mentre Cross approfitta di una distrazione di Keenan per dargli un piccolo buffetto sul braccio.

VC: Su, non fare quel muso lungo davanti a me, Jackie boy. Goditi l'atmosfera natalizia.

L'espressione di serietà dell'avvocato non muta.

VC: Mi fai sentire in colpa, lo sai no? Ti ho anche preso un regalo.

Keenan: ... Cosa?

Ed ecco che Noah torna, portando tra le mani un grosso pacco regalo, con sopra un altro pacco regalo molto più piccolo e sottile. Poggia i pacchi in mezzo ai due.

VC: Questo intendevo quando ho detto "il solito".

NH: E' un furbo, il nostro Vincent. Ora torno con le vere ordinazioni. A te la solita confezione da sei, no?

VC: Ovviamente.

Il ragazzo se ne va, mentre Keenan rimane immobile, scrutando in silenzio i due pacchi, che ora si trovano davanti a lui. Il Pain Deliverer aspetta ancora qualche secondo prima di farsi avanti e, incalzato da Cross, iniziare a scartare il primo pacco, da cui tira fuori una maglietta della linea "Justice through Pain" ed una cassa di birra. Per la prima volta dall'inizio del video, la bocca di Keenan accenna un sorriso.

Keenan: Originale. Ma simpatico. Almeno hai fatto un tentativo, Cross... immagino che non debba nemmeno chiederti se questa cassa sia dello stesso tipo di quella che hai mandato ad Aaron.

Il biker sorride furbescamente.

VC: Segreto professionale, mi dispiace.

Keenan: Già, immaginavo. Lo ripeto, simpatico: ma se speri di ottenere un "grazie" hai ancora molta strada da fare.

VC: Aspetta un momento prima di dirlo, mi pare che ci sia ancora qualcosa in quel pacco.

Keenan accoglie queste parole con un espressione sorpresa, per poi tornare a frugare nel pacco... che risulta contenere anche un cappello da Babbo Natale.

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Keenan: Non ho mai desiderato così tanto strangolarti, giuro.

VC: Ti voglio bene anch'io. Ne ho uno anche per me, tra l'altro.

Infatti Cross prende dal posto accanto al suo un cappello da Babbo Natale di certo più grosso di quello del suo interlocutore.

VC: Poi ce li mettiamo in modo tale da sembrare due perfetti idioti, che ne dici?

Keenan: Non mi piace quando usi forme verbali plurali a sproposito. Davvero per nulla.

VC: Sei tenero quando fai il sentimentale.

Nel frattempo arriva Noah, con le birre per tutti e due, che sembrano avere scorta per tutta la serata. Il ragazzo fa un cenno al suo leader, per poi tornare a chiedere altre ordinazioni. I due ex rivali intanto iniziano ad aprire le prime bottiglie.

VC: Sei stato veramente in gamba durante il nostro incontro, lo sai? Sono fiero di te, anche Aaron tra l'altro. Te la sei cavata alla grande.

Keenan: Dio mio, Cross, penso di avertelo già detto qualche decina di volte: non mi serve un'altra figura paterna, grazie.

Jack Keenan, con aria stanca, si passa una mano sul volto.

Keenan: Comunque, se questo è il binario su cui vuoi portare la conversazione, va bene: devo farti le mie scuse. Ricordi tutto quello che ti avevo detto poche settimane fa? Tutte le accuse e le offese che ti avevo lanciato? Beh, sei molto più in gamba di quel che pensavo. Sei persino quasi più in gamba di quanto dici di essere - ed è tutto dire. Un momento, forse quest'ultima cosa è esagerata. In ogni caso, non montarti la testa: The End is Near brucia ancora e per questo prima o poi vorrò la mia rivincita. So di essere meglio di quello che hai visto - di quello che tutti hanno visto - in quel match.

Il Pain Deliverer sospira, allontanando da sé il cappello natalizio con un gesto della mano.

Keenan: Cerchiamo almeno di far sì che questa sconfitta assuma un senso: ora non puoi davvero evitare di dirmi per cosa diamine ti serve il mio aiuto.

Il biker accenna ad un sorriso, che però ha una vaga nota amara.

VC: Immagino sia giunto il momento. La risposta è nel pacco numero due.

Keenan: Cross, seriament-

VC: E' davvero nell'altro pacco. C'è la denuncia formale sporta contro di me, con tutti i capi d'accusa.

Keenan strabuzza gli occhi per qualche secondo. Poi guarda il pacco più piccolo ed inizia a scartarlo velocemente, quasi con foga.

VC: Vedi di non strapparli sennò peggioriamo la situazione.

L'avvocato trova quindi una serie di documenti ordinati e spillati, iniziando a sfogliarli per cercare le risposte tanto agognate...

Keenan[/color]: Vigente la legge bla bla bla, la chiamiamo quindi a rispondere alle accuse di... Mh... Vandalismo urbano... Mhhhhh.... Disturbo della quiete pubblica.... E poi... Mh mh.... Anche atti osceni in luogo pubblico? Sicuro non ti abbiano confuso con Spoony?

VC: No no, è contro di me, e se ne sono inventate di ogni. E non essere scettico, potrò anche aver commesso, forse, qualcuno di quei reati in casi isolati e da ben contestualizzare, ma nessuno degli avvenimenti specifici di cui mi accusano sono stati compiuti dal sottoscritto, specialmente gli atti osceni in luogo pubblico. Su questo ti do la mia parola.

Keenan: Quindi, è per queste sciocchezze che ti servivo? Davvero?

VC: No no, fidati. C'è molto di più in ballo.

Cross si guarda attorno circospetto, poi torna a rivolgersi a Jack.

VC: Vai all'inizio del documento, nell'introduzione. Lì si trova la motivazione dietro tutta questa storia.

JK annuisce e va alla prima pagina, tenendo in mano il malloppo di foglio.

Keenan: Mh... Con la qui presente si dichiara che dal tribunale di Nashville, Tennessee, è sporta una formale denuncia nei confronti del Signor...

Jack improvvisamente si zittisce. Guarda Cross, poi i documenti. Quindi Cross, poi nuovamente i documenti.

Keenan: Deve essere uno scherzo.

VC: Non lo è.

Keenan: Non lo è?

VC: Non lo è.

Il pain deliverer ha gli occhi spalancati, è quasi sotto shock.

Keenan: Tu....

Spoiler:
Keenan: TU SEI UN ROSSEN!?!?!


(CAMERA FADES)

Mentre le immagini sfumano si sente della musica in sottofondo.. e magicamente ci ritroviamo in una sala affollata!

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La gente balla, la musica è a dir poco assordante, e dalle varie inquadrature possiamo notare come alcolici e fumo non manchino, anzi, abbondino! Lo sballo più totale! C'è aria di festa, di quelle importanti... all'improvviso spunta Simon B come al solito elegantissimo, con tanto di cintura sulla spalla!!!

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Il Who You Want To B si è da pochi giorni riconfermato FWP World Wrestling Champion battendo Drake a The End Is Near e vincendo dunque la faida! Simon si diverte, balla anche lui ed è ovviamente circondato da donne, non manca qualche palpatina e riceve anche qualche bacio, per poi iniziare ad urlare per farsi sentire.

SB: Prendete da bere qualsiasi cosa.. Questo è il Simon B Party, e offre tutto Simon B!!! MEH!!!

Applauso, anzi, boato per Simon B che viene idolatrato come una divinità in questo locale. Simon continua a destreggiarsi tra le donne, gli viene anche offerto del fumo ma la sua attenzione si sposta su una ragazza che lo fissa da lontano. B si fa largo tra la gente e la punta, riuscendo con qualche difficoltà ad arrivare dalla ragazza con un decolletè niente male devo dire.

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SB: Così bella eppure così sola... possibile?

GB: A quanto pare...

Simon sorride.

SB: Comunque piacere, Simon..

GB: Gabriella, e sì, già lo so chi sei... e non mi sembra vero averti qui a due passi da me.

SB: Vuoi qualcosa da bere?

GB: Guarda, sinceramente mi accontento di un bacio..

SB: E io che pensavo di dover lavorare tanto per conquistarti! Comunque, se è quello che vuoi..

Simon si avvicina alla ragazza e prova a baciarla, ma lei gli mette un dito sulla bocca e lo ferma inspiegabilmente.

SB: Che succede?

GB: Appartiamoci un attimo.

"Si scopa!" pensa Simon B tra sè e sè.


(Qualche attimo dopo)


Simon e la ragazza si trovano all'esterno del locale e si dirigono verso il parcheggio.

SB: Ma non volevi solo un bacio, tu?

La ragazza sorride in direzione di Simon B, però dopo aver raggiunto la sua macchina con l'espressione quasi chiede "scusa" a Simon B che inizialmente non capisce, ma subito dopo realizza. Qualcuno da dietro gli appoggia una mano sulla spalla e gli parla.

???: Buona sera, signor B.

Simon si gira.

Spoiler:
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RR: Ho una proposta da farle.


Ultima modifica di Simon il 31/03/2017, 12:58, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
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18/12/2015 19:15 PST; Bar del Thomas & Mack Center, Las Vegas, USA

Due figure incappucciate sono sedute al bancone. Lontano da loro, una terza, sempre incappucciata. Il barista si avvicina ai due e gli porge una birra e una Pepsi Cola.

???: Sapete cos'è il bello di essere un barista? Che vedi arrivarti chiunque...

L'ometto, paffuto e con un paio di baffi molto evidenti, sorride e lancia un'occhiata alla terza figura.

???: ... Anche volti già noti ma dimenticati.

L'uomo si allontana dopo esser stato pagato. Una delle due figure vicine si toglie il cappuccio e guarda alla sua sinistra, verso il televisore dove viene trasmesso Chris Drake vs Simon Bosiko, in atto all'interno dell'arena. L'eco dei boati del pubblico rimbomba fino al bar.

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AS: Avranno finito a breve.

l'altra figura si vede giusto in penombra, ma riconosciamo i tratti di Ayumi Haibara.

AH: Quanto dobbiamo aspettare?

AS: Lilith non è ancora qui, arriverà fra poco. Poi entreremo, faremo quel che dobbiamo fare e ce ne torneremo nel backstage. Lavoro semplice e pulito.

AH: Semplice e pulito, ma potente. Come un lampo che si abbatte sul suolo.

AS: Giusto. Come un lampo.

07/11/2015 10:32; Chugushi, Nikko, Tochigi Prefecture 321-1661, Japan

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Ayumi Haibara e Andy Scrull si ritrovano ai piedi del Monte Nantai.

AH: Beh, siamo qui.

AS: Già. Iniziamo a salire?

AH: D'accordo.

I due iniziano a salire seguendo un sentiero fra i boschi.

AS: Ti dirò, ho sempre preferito il mare alla montagna.

AH: Ah sì?

AS: La spiaggia mi sembra un luogo molto più divertente.

AH: Allora perchè sei voluto venire qui?

AS: ...

Piccolo momento di silenzio fra i due.

AH: Andy?

AS: Questo monte era nei miei sogni.

AH: Nei tuoi... sogni?

Andy continua a salire tenendo lo sguardo dritto.

AS: Già. È dall'inizio dell'anno che sogno una voce femminile che mi richiama. E mi richiama qui. Ho visto un tempio... non so nemmeno se troverò qualcosa qui. Ma almeno mi sarò fatto una bella gita... con te.

Ayumi sorride e arrossisce lievemente, abbassando lo sguardo, dietro ad Andy. I due continuano a salire, senza notare una terza figura dietro di loro, che li sta seguendo da svariate ore.

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L'incappucciato continua a salire, silenziosamente, senza esser notato, ad una distanza di circa venti metri da Andy e Ayumi, quando improvvisamente due braccia si stringono intorno alla sua gola e lo tirano all'indietro. Una quarta figura è alle sue spalle e stringe la presa portando lo sconosciuto a sedere.

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Denise Galanti, vestita anche lei di nero, bisbiglia vicino all'orecchio dell'incappucciato.

DG: Non ho idea di chi cazzo tu sia, ma non mi piace la gente che stalkera i miei amici. È da Tokyo che li stai seguendo, ti ho visto.

La ragazza allenta la presa.

DG: Identificati.

Tuttavia l'uomo riescea liberarsi, fa una capriola in avanti e si rialza, poi si volta verso la sua assalitrice.

???: Stai fuori dai miei affari, ragazzina.

Questa però rimane come impietrita e lo osserva. Solo in quel momento, l'uomo scopre che il suo cappuccio è caduto.

DG: Tu... Tu sei...

L'uomo fa una smorfia di fastidio.

???: Cazzo. La mia solita fortuna.

07/11/2015 11:00; Mt. Nantai, Japan

Andy e Ayumi sono ad alta quota, e il sentiero sterrato si è trasformato in una scalinata piuttosto ripida. Il ragazzo sbuffa e alza lo sguardo, notando che sopra di lui vi è una figura, inizialmente indistinguibile a causa del bagliore del sole.

???: Hai fatto molta strada per arrivare qui.

Andy si mette una mano davanti agli occhi e la figura scende di un gradino, diventando finalmente visibile.

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Lilith Williams, con un borsone a tracolla, sorride mentre Andy rimane a bocca aperta. Ayumi, poco più indietro di lui, osserva la scena perplessa.

LW: Devi essere stanco.

AS: Finalmente, tu.

LW: Ho aspettato tanto. È da molto che desideravo vederti di persona, Andy Scrull.

Ayumi si avvicina ad Andy, che rimane immobile come una statua.

AH: Ti conosce?

Il ragazzo bisbiglia:

AS: È lei.

AH: Lei chi?

AS: La voce.

Lilith, angelica, continua a sorridere, gli occhi azzurri che brillano.

LW: Mi piacerebbe trattenermi qui. Abbiamo molto da dirci, ma...

Lilith scende le scale fino ad arrivare faccia a faccia con Andy, che rimane come impietrito.

LW: ... C'è anche qualcos'altro che ti aspetta alla fine di questa scalinata. E anche te.

Williams lancia un'occhiata verso Ayumi.

LW: Voi due siete spezzati. Verrete rimessi insieme, come me. A quel punto...

La giovane torna a guardare Andy.

LW: Mi servirà il tuo aiuto. Tieni.

La ragazza porge ad Andy un bigliettino.

LW: Dentro ci sono scritti data, ora e luogo del nostro prossimo incontro, io sarò li. Prometto che avrai le tue risposte. Porta anche Ayumi. Sono sicura che ci sarà una... connessione.

Andy, senza parole, prende il bigliettino, poi Lilith continua a scendere la scalinata.

LW: È stato un piacere vedervi.

14/11/2015 15:32; Denko Temple, Mt. Nantai, Japan

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Davanti al tempio vi è Andy, adesso vestito con una casacca azzurra, in posizione di battaglia. Davanti a lui, Maestro Kaminari, anche lui in guardia.

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MK: Non mi colpirai mai se continui così. Proprio come la prima volta.

In un angolo Ayumi Haibara, anche lei con una casacca azzurra, osserva a braccia incrociate. Andy scatta in avanti e prova a sferrare un calcio alto verso la nuca con la gamba sinistra, il Maestro però lo blocca semplicemente con la mano sinistra e lo respinge indietro, allora Andy prova a colpirlo con un destro ma blocca anche quello con la mano destra. Prima di poter pensare a cosa fare, il Maestro sferra ad Andy un calcio all'addome e poi un montante, facendolo barcollare all'indietro, ma posizionando il piede sinistro in modo da rimettersi in equilibrio il ragazzo schiva un calcio destro. A questo punto Scrull tenta un altro pugno ma Kaminari gli afferra il polso e lo butta per terra in avanti.

MK: Non ci siamo ancora, Andy. Stai cercando di impressionarmi, di dimostrare qualcosa.

Il Maestro aiuta l'allievo a rialzarsi.

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MK: Non devi pensare mentre combatti, devi SENTIRE. Non devi pensare a te stesso altrimenti sei come un dito che punta alla Luna, non arriverai mai dove vuoi arrivare.

AS: Ma io...

Andy non riesce a finire la frase. Kaminari gli indica un sacco d'allenamento vicino a loro.

MK: Scaricati su quello. Ma dopo averlo fatto, preparati a calmare la tua mente.

Mezz'ora dopo

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19/11/2015 15:32; Denko Temple, Mt. Nantai, Japan

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Andy medita, seduto a gambe incrociate, gli occhi chiusi.

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AS: Maestro, dove siamo?

MK: Sei molto fortunato. Non molti possono avere questa visione. Non in questo modo. In questo momento siamo nell'infinito. Nello scorrere del tempo, siamo l'esistenza stessa.

AS: Chi altro ci è arrivato?

MK: A parte noi due? Il mio maestro e la mia precedente allieva. Se devo essere sincero non pensavo raggiungesse questo stato, era molto giovane. Se n'è andata il giorno in cui sei venuto per la prima volta al tempio, non avevo nient'altro da insegnarle.

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MK: Osserva la bellezza. Sei parte di tutto questo, e viceversa. La natura scorre dentro di te, e ti darà forza nei momenti peggiori.

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AM: La mia città...

MK: La tua gente.

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MK: Non devi sentirti arrabbiato e non devi aver paura di averli delusi. Queste sono le persone che ami di più, e adesso hai tutta la forza necessaria per combattere per loro. Sei legato a tutto questo indelebilmente ora. Sei il quinto Guardiano.

25/11/2015 15:32; Bar Cmaj7, Tokyo

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Ayumi Haibra e Andy Scrull entrano nel bar, piuttosto affollato. C'è una vetrata vicino ai tavolini da cui si può ammirare la skyline di Tokyo.

AH: Sicuro sia questo il posto?

AS: Così dice il biglietto.

I due ordinano da bere e poi si dirigono verso i tavoli. Voltata verso l'esterno, c'è Lilith Williams, che viene riconosciuta dai due ragazzi per via della carnagione pallida e i capelli biondi. I due si avvicinano e la ragazzina si volta verso di loro.

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LW: Buonasera.

Andy si gratta i capelli e balbetta:

AS: Ehm, buonasera...

LW: Sedetevi pure.

I due prendono posto dall'altra parte del tavolino. Lilith sorride e guarda verso la finestra.

LW: C'è proprio una bella vista, vero?

AH: Già...

La più piccola dei tre ragazzi si volta verso i suoi due interlocutori.

LW: Non mi sono mai presentata, scusatemi. Il mio nome è Lilith Williams.

Ayumi le stringe la mano e così fa anche Andy che però alza le sopracciglia mentre lo fa.

AS: Aspetta, Lilith Williams... Ho già sentito questo nome, devo solo pensarci.

LW: Vedo che incominci a capire.

AH: Di che state parlando?

AS: Lilith Williams, tu... eri a WrestleMania IV, sì, in TWNA. Sei la sorella di Manuel Angel.

Lilith arrosisce lievemente.

LW: In persona.

Ayumi annuisce. Andy si gratta i capelli.

AS: Ma... perchè mi hai chiamato? E come?

Lilith abbassa lo sguardo.

LW: Sì, vi devo più di una spiegazione.

La ragazzina fa un respiro profondo.

LW: Come tu saprai, Andy, più di un anno fa si è tenuto l'ultimo PPV della TWNA, WrestleMania IV. In quell'evento, mio fratello ha perso... ed è sparito nel nulla. Ho iniziato a cercarlo, ho chiesto ai suoi vecchi colleghi e amici ma... nessuno sa dove sia. Ero senza una direzione da seguire ed è stato lì che ho iniziato ad avere delle visioni. Visioni di te, Andy. Ti ho visto lottare tante volte e ho deciso di seguire i miei sogni... quindi ti ho contattato.

AS: Mi hai detto che ti serve il mio aiuto, in che modo?

LW: Devo entrare nel wrestling business. Se voglio una possibilità di trovare Cody, mio fratello, devo entrare a far parte del wrestling. E ho bisogno di qualcuno che metta una buona parola sul mio nome. Ho bisogno di un posto.

AS: Non potevi cercare una palestra? Ti saresti fatta molti meno chilometri e fatica, no?

Lilith scuote la testa.

LW: Non hai capito. Ho sedici anni, Andy Scrull, quasi diciassette. Nessuna federazione, indie o major che sia, mi prenderebbe ora come ora, e io avevo bisogno di un allenamento serio. Ma io sono sicura che Cody stia ancora lottando, e lo sta facendo in America. Se entrassi nelle dinamiche dei backstage potrei... Cody deve pur essere da qualche parte. Il wrestling è l'unica cosa che abbia mai avuto. Ho bisogno di entrare subito in una major, voglio che la gente mi conosca, voglio che Cody sappia... che il nome Angel non è stato cancellato dal wrestling.

AH: Sei sicura di quello che stai facendo?

Momento di silenzio.

AH: Famiglia. Tu lotti per la tua famiglia. Anche io. Anche Andy. Eppure a me non ha fatto per nulla bene. Chi ti dice che a tuo fratello importi qualcosa se tu lotti, se tu ti distruggi per cercarlo? Mi dispiace dire queste cose, ma è la verità.

LW: Cody non ha abbandonata per caso. È solo il suo stupido orgoglio, l'ha sempre avuto. Ma mi ama, e io amo lui, anche se mi ha fatto male.

Ayumi guarda Lilith intensamente, la fissa negli occhi.

AH: Sei una bambina coraggiosa.

Altro momento di silenzio, spezzato da Andy.

AS: Ok, ragazze, credo che potrei riuscire a portarvi in TWC sfruttando il boom del wrestling femminile in America. Considerando che Ayumi è una delle migliori lottatrici del mondo e tu, Lilith, hai un cognome che può aiutarti, beh... non dovrebbe essere troppo complicato, parlerò con il mio capo. In più ho qualche idea sul mio ritorno e potrei aver bisogno d'aiuto.

Lilith sorride e inizia a giocarellare con il ciondolo che ha al collo, a forma di chiave.

LW: Grazie mille. Significa davvero molto per me.

AS: Ti sei allenata con Kaminari, significa che ci sai fare. Scommetto che andrai bene.

La più piccola del trio pare imbarazzata e sorride timidamente.

LW: Grazie. Ecco, forse dovrei darvi il mio numero di cellulare. Rimaniamo in contatto.

AS: Giusto.

Dopo un paio di minuti di chiacchierata, i tre si alzano e di nuovo Lilith stringe la mano ai suoi due interlocutori.

AS: Ci rivedremo in America.

LW: Sì.

02/12/2015 01:32; Appartamento di Ayumi Haibara, Tokyo

Spoiler:


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Ayumi e Andy sono sdraiati sul letto, l'uno vicino all'altro, la luce bassa. Ayumi ha gli occhi chiusi ed è rivolta verso Andy che invece osserva il soffitto. Ayumi apre gli occhi e lo guarda.

AH: Andy...

AS: Dopodomani tornerò in America.

La ragazza distoglie lo sguardo da Andy e abbassa leggermente la testa.

AH: Lo so.

Andy rimane in silenzio. Silenzio che riempie la stanza finchè non si sente il leggero singhiozzo di Haibara farsi sempre più forte.

AH: Mi abbandonerai... come hanno fatto tutti...

Andy avvolge Ayumi con un braccio e la stringe a se finchè la ragazza non si calma e infine, dopo svariati minuti, si addormenta. Molto lentamente, Andy si defila, copre Ayumi con un lenzuolo, poi prende il suo cellulare dal comodino e se ne va in salotto mentre compone un numero e si avvicina il telefono all'orecchio. Lo si sente bisbigliare:

AS: Ehi, pa'...

04/12/2015 03:24; Hilton Head Airport, Savannah, Georgia, USA

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Andy e Ayumi, entrambi con valigie e borse in spalla, si dirigono verso l'uscita dell'aeroporto. Il primo si guarda intorno, mentre Ayumi rimane poco più indietro di lui.

AS: Dovrebbero essere da queste parti...

Finalmente, il ragazzo riconosce due figure che lo salutano con la mano. Andy sorride e ricambia il saluto.

AS: Eccoli!

A passo svelto, il giovane wrestler si avvicina alle persone, con Ayumi che lo segue.

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Tom e Wendy Scrull sono accanto ad una macchina, e vanno incontro al figlio. La madre lo abbraccia con forza. Poco più indietro, Ayumi soffoca una risata.

AS: Mamma, non ora!

WS: Andy, non ti vedo da mesi!

AS: Mamma...

TS: Wendy, fallo respirare, su.

Andy si stacca dall'abbraccio della madre e fa cenno ad Ayumi di avvicinarsi. La giovane lo fa ed esegue un leggero inchino, imbarazzata.

AH: Sono Ayumi Haibara. Molto piacere.

La signora e il signor Scrull stringono la mano ad Ayumi. Andy osserva il tutto con un largo sorriso. I quattro iniziano a caricare i bagagli nella macchina.

TS: Quindi, Ayumi, da oggi starai un po' da noi. Devo ammettere che quando Andy mi ha chiamato per chiedercelo sono rimasto un po' sorpreso.

Tom ride.

WS: Ma c'è sempre spazio nella nostra famiglia per chi ha bisogno. Andy ci ha parlato tanto della tua storia...

Ayumi sorride.

AH: Grazie infinite. Grazie.

AS: Non ti avrei mai lasciata da sola in Giappone.

E mentre i signori Scrull non guardano, Ayumi prende Andy e gli stampa un rapido bacio sulla bocca.

15/12/2015 Palestra Privata per gli Atleti TWC, New York, USA

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Lilith Williams, in tuta d'allenamento, si avvicina timidamente al ring d'allenamento della palestra e ci sale passando da sotto la seconda corda. Trovandosi in mezzo al quadrato, la giovane si passa una mano sugli occhi.

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18/12/2015 19:17 PST; Bar del Thomas & Mack Center, Las Vegas, USA

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Andy e Ayumi si alzano dal bancone. Il ragazzo scruta la terza persona incappucciata, poi lo sorpassa. L'uomo, tuttavia, parla:

???: Sembri pieno di determinazione, ora.

Scrull si ferma e abbassa la testa.

AS: Lo sono.

???: Il wrestling potrebbe toglierti tutto... Eppure vai avanti.

AS: Sì.

???: Mh.

Si può vedere appena un sorriso sotto il cappuccio.

???: Forse tu sei quello giusto. Ora ti farai valere.

Andy alza la testa e scrolla le spalle, senza voltarsi.

AS: Lo faccio sempre.

L'uomo misterioso si dirige all'uscita. Mentre la oltrepassa, si incrocia con Lilith Williams che invece sta entrando di fretta e furia.

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LW: Eccomi, ragazzi.

AS: Perfetto. Siamo tutti pronti?

AH: Pronta.

LW: Pronta.

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L'uomo si ferma un secondo, si gira a guardare il trio, poi si tira il cappuccio ancora più in giù e se ne va. Fuori dall'arena, vi è una quinta persona appoggiata al muro, vestita di nero, con le braccia incrociata.

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DG: Non ti manca quella sensazione?

???: Di andare là fuori e stupire? Tseh... sì. Andiamo ad allenarci.

I due se ne vanno.

THE END
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Re: TWC - News from Indoor War
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18/12/2015 - 23.51

TWC The End is near si è ormai concluso e siamo nel backstage, dove troviamo Nick Carroll.

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Il nuovo TWC 15 Champion, cintura in spalla, indossa abiti civili e sta camminando spedito verso una porta in fondo ad un corridoio. Dalla targhetta su di essa scopriamo che si tratta del suo spogliatoio. Il bostoniano si dirige verso una panca dove è appoggiato un borsone nero, lo apre e fruga in una tasca interna, da dove estrae il suo cellulare. Proprio in quel momento l'apparecchio inizia a squillare.



Nick risponde immediatamente, ma subito dopo allontana il telefono dall'orecchio, travolto dalle urla di giubilo di suo fratello Daniel.

DC: HI, CAN I SPEAK TO CHAMP? IS CHAMP THERE?

Carroll scoppia a ridere, reclinando la testa all'indietro.

NC: CRETINO! Sai che Leon Black probabilmente ti risponderebbe abbaiando?

DC: Ma tu non sei Leon Black.

NC: E nemmeno Kevin Manson, per fortuna. Sarà in pessime condizioni.

DC: E non sei nemmeno BBB! Che si fotta, quello stronzo!

NC: Già...

Nick abbassa lo sguardo sulla cintura ed i lineamenti del suo viso si rilassano.

NC: Ce l'ho fatta.

DC: È stato fantastico Nick! Pensavo che gli avresti staccato il braccio se non si fosse deciso a cedere! E quando ti sei attaccato a lui continuando a cambiare il tipo di presa? Eccezionale!

Nick si gratta la testa.

NC: Di certo non potevo schienarlo, qualcosa dovevo pur inventarmi.

DC: Non fare il modesto ora, sei stato grande! Sapevo che ci saresti riuscito, è impossibile che tu fallisca un obiettivo una volta che te lo sei messo in testa!

NC: Dici?

DC: Assolutamente! Credi in te stesso e fai benissimo a farlo, visti i risultati.

Il sorriso sul volto di Nick si allarga ancor di più.

NC: Grazie, Dan.

DC: Ringrazia te stesso!

Un attimo di silenzio in cui il sorriso del bostoniano lascia il posto ad un'espressione più tesa.

NC: La mamma è lì con te?

DC: Certo! Te la passo subito!

L'espressione di Nick si rilassa di nuovo, mentre l'ingegnere va a mettersi seduto su una panca, mentre dall'altro capo del ricevitore arriva la voce emozionata di Sylvia Carroll.

SC: BRAVO! BRAVISSIMO! SEI UN VERO CAMPIONE, NICK!

Nick porta una mano a coprirsi gli occhi, poi risponde con la voce rotta dal pianto.

NC: Gr-grazie ma-mamma...

SC: Ho sofferto insieme a te su quel ring, credevo che il cuore mi sarebbe esploso nel petto! Ma ce l'hai fatta! Sono fiera di te!

Nick si asciuga gli occhi col palmo della mano e parla con voce leggermente più ferma.

NC: Non sai quante volte ho sognato di sentire queste parole dalle vostre bocche... Credo sia questa la mia più grande vittoria di stasera.

SC: Hai pienamente ragione, figliolo. Avrei dovuto capire prima, ma non è così facile con tuo padre affianco. Mi ci è voluto del tempo, ma adesso ci sono! Sono con te, voglio sostenerti nella tua carriera, voglio starti accanto ed aiutarti!

NC: Ti capisco mamma, non devi scusarti. Va benissimo così. È già un sogno così. Spero di non deluderti.

SC: Non lo farai Nick! Non l'hai mai fatto!

NC: Essere campioni è difficile. Più difficile di diventarlo. Non sarà facile dimostrare di meritare il titolo che ho vinto stasera.

SC: Tu sei in grado di fare qualunque cosa tu voglia! Sono sicura che terrai a lungo quel titolo. E sono sicura che farai ricredere Jane... e anche tuo padre.

NC: Lo spero. Ci sto provando con tutto me stesso.

SC: Lo so, tesoro. Ora io e Daniel dobbiamo tornare a casa, o papà potrebbe sospettare qualcosa. Ci sentiamo presto. Ti voglio bene. Ricorda che sono sempre con te.

NC: Grazie mamma. Ti voglio bene anch'io.

La chiamata si interrompe e Nick rimane immobile con le mani sul volto. Passano alcuni istanti, poi l'ingegnere si alza e va a sciacquarsi il viso. Dopo essersi guardato in uno specchio, Carroll va a recuperare il borsone, vi ripone la sua cintura, poi se lo mette in spalla e si avvia ad uscire dal suo locker room. Appena spalancata la porta il ragazzo si ferma immediatamente, la bocca aperta per lo stupore.

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Jane Murphy si stacca dal muro a cui si era appoggiata e si avvicina a Nick.

NC: Mi stavi aspettando?

JM: Ti sembro una che si è fermata un attimo a riposare e che per caso si è trovata davanti al tuo spogliatoio?

NC: No, affatto.

JM: Arguto.

NC: Quindi, cosa volevi dirmi?

Un addetto con una telecamera in spalla fa capolino all'inizio del corridoio. Jane lo osserva guardando al di sopra della spalla di Carroll, quindi fa cenno a Nick di spostarsi dietro il muro.

JM: Niente telecamere.

Nick annuisce e la segue.

JM: Dopo quel discorsetto che mi hai fatto un mese fa fuori dall'infermeria mi hai detto di rifletterci sopra. Bene, l'ho fatto.

NC: E?

JM: Ti odio.

NC: Cosa?

JM: Ti odio. Odio come tutto debba girare intorno a te.

NC: Ci risiamo!

JM: No, non credo che tu abbia capito esattamente cosa intendo. Boom non ha affatto centrato il punto con quelle chiacchiere su fama, gloria e soldi e io non ho mai affrontato il discorso con la giusta lucidità.

Nick porta le mani sui fianchi.

NC: Allora qual è il punto?

JM: Tu devi essere il centro attorno al quale ruota ogni avvenimento che ti coinvolge. Tu devi avere sempre ragione. Tutto deve andare nella maniera in cui tu vuoi che vada.

NC: L'ho detto anche stasera, so perfettamente che anch'io commetto degli sbagli.

JM: Ma non sei veramente convinto di quello che hai detto. Non lo hai ammesso perché sei consapevole dei tuoi errori. Hai semplicemente pensato che non è statisticamente possibile che tu non abbia mai torto, è solo una conseguenza di una legge matematica per te.

Nick allarga le braccia e sbuffa.

NC: Dio, questa è una cagata.

JM: No, non lo è.

NC: Jane, senti...

JM: No, stavolta mi lasci parlare. Ti dimostrerò che ho ragione io.

Jane pronuncia l'ultima frase mentre fa il segno delle virgolette con le dita.

JM: Esatto, questa è una delle frasi con cui ti piace riempirti la bocca e che mi fanno ribollire il sangue nelle vene. E sai quale altra frase mi fa andare fuori dai gangheri?

Carroll scuote la testa in segno di diniego.

JM: Da quando non stiamo più insieme entrambi viviamo peggio. Indovina da chi o cosa dovrebbe dipendere la mia felicità? Da Nick Carroll, tanto per cambiare!

Jane rifila una manata sul petto a Nick, che indietreggia di un passo.

NC: Non intendevo assolutamente dire questo!

JM: Forse, o forse no. Chi sa distinguere gli errori ingenui dai deliri da maniaco nelle tue parole? Chi è ancora in grado di decifrarti veramente?

NC: Non capisco.

JM: O non vuoi capire? Ho una valanga di esempi da farti, se vuoi ascoltarli.

Nick muove impercettibilmente la testa per dare il suo assenso, ma Jane aveva comunque già iniziato a parlare senza attendere risposta.

JM: Debutti in TWC con la pretesa di essere il migliore, ma Cross non ti considera degno di attenzione. Di conseguenza, tu smuovi mari e monti pur di fargli cambiare idea, pur di portare le cose sul binario che avevi preparato nella tua testolina. Proclami su proclami, minuti su minuti a parlare di come tu sia meritevole, di come Cross non debba sottovalutarti. All about you.

The Lioness alza l'indice per indicare l'uno.

JM: Alla fine vinci la guerra, e siamo ad uno.

Jane alza anche il medio per formare un due.

JM: Ma non si fa in tempo a festeggiare che si parte con altri proclami a suon di faccette determinate. Ti ergi a paladino della giustizia e inizi una nuova guerra per smantellare la Fox's Army e scalare le gerarchie andando in conflitto con BBB. Guarda caso, anche Boom ti snobba. Sia mai che tu ti rassegni a non essere considerato! E cosa potrebbe succedere se BBB, pur di liberarsi di te, cercasse di riportare a galla qualche scheletro del tuo passato portandomi a Indoor War? Ma è ovvio! Dovremmo assistere alla tua battaglia interiore, dovremmo vederti intento a dimostrare a tutti come tu possa resistere anche a questa azione meschina del tuo rivale a vederti riuscire ad assorbire la botta grazie alla tua immensa determinazione! Con la tua dannata abilità sul ring batti anche BBB, confermandoti vittorioso...

La ragazza guarda Carroll negli occhi inclinando la testa.

JM:...E riuscendo ancora a far andare le cose come le avevi viste nella tua testa.

Jane allarga il pollice, contando il tre.

JM: E siamo arrivati all'ultimo capitolo. Sfrutti la controversa vittoria di BBB per chiedere una shot al Fifteen Title e per porti di nuovo al centro dell'attenzione. Ma questo non ti basta. Ti metti in testa l'idea di riportarmi sulla retta via, di far tornare la vecchia Jane. E come, se non convincendomi delle tue idee?

Nick prende fiato per parlare, ma Jane alza una mano per interromperlo sul nascere.

JM: Stavi per dire che avevi ragione riguardo a Boom. Senti sempre la necessità di sottolineare che hai ragione. E sì, non ho problemi ad ammettere che ho sbagliato a fidarmi di lui. Sono consapevole dei miei sbagli, io. E sono consapevole anche del fatto che a volte il punto di vista corretto è quello degli altri.

Carroll espira l'aria che aveva preso in precedenza e ritorna immobile a fissare Jane.

JM: Ora hai battuto di nuovo BBB e sei diventato campione. Congratulazioni. Ma per completare il tuo quadretto di vittorie dovevi mostrare a tutti come fossi tornata dalla tua parte.

Jane alza la voce e corruga la fronte.

JM: Beh, non è così! E stavolta voglio lasciarti io con qualcosa su cui riflettere. Il Nick Carroll che conoscevo era diverso. Non aveva alcun bisogno di dimostrare niente a nessuno, non sgomitava per andare sotto i riflettori, non pretendeva che il corso degli eventi rispecchiasse completamente il suo volere. Ma la vita non è così, devi accettare che qualcosa possa non andare per il verso giusto! Non sei tu il centro del mondo! Non sei così importante! Non tutto è costruito su Nick Carroll e i suoi problemi!

Jane sospira e abbassa lo sguardo.

JM: Pretendi di vedere in me la persona che conoscevi, ma non ti rendi conto di quanto tu stesso sia cambiato.

The Lioness comincia a voltare le spalle a Carroll mentre estrae il cellulare dalla tasca dei jeans.

JM: Non so se ci rivedremo più qui. Se avrai qualcosa da dirmi dopo aver riflettuto sulle mie parole, sai come contattarmi.

Jane indica il telefono.

JM: Ciao, Nick. E buone feste.

Jane si allontana da Carroll. Vediamo che alle sue spalle, Nick ha abbassato la testa sospirando. Jane svolta l'angolo e si ferma, chiudendo gli occhi e prendendo un grosso respiro. La ragazza riapre gli occhi e ricomincia a camminare con un sguardo duro.


Ultima modifica di Dims il 02/01/2016, 0:56, modificato 1 volta in totale.

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