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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 09/12/2015, 12:06 
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Sister

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DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Le immagini ci portano all'esterno della casa di Chris Drake in Woodbury, New Jersey.

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E' sera, ed in lontananza sentiamo il rumore di una macchina in avvicinamento. L'auto va a parcheggiarsi all'esterno della Drake's House ed ora vediamo proprio Chris uscire dal veicolo.

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The Wild Dragon chiude l'auto ed ora si avvia verso la propria abitazione, ma una volta arrivato nei pressi del portico nota che qualcuno e seduto sul dondolo.

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Miss Fortuna fissa il fratello con sguardo duro e Mr. TWD le lancia un'occhiata per poi mostrare un sorriso beffardo.

C.Drake: Sei sicura di volerlo fare?

Rachel: Mi dispiace Chris, ma non mi hai dato altra scelta.

La ragazza si alza dal dondolo mentre nei pressi dell'ingresso del portico vediamo comparire due loschi figuri.

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I due si mettono con le braccia incrociate a difesa dell'unica via di uscita mentre Rachel raggiunge Chris.

Rachel: Io ti avevo avvisato Chris, ma tu non solo hai deciso di fare di testa tua non seguendo i miei ordini, ma hai anche messo a dura prova la mia pazienza sputtanandomi on screen per più di un'occasione.

C.Drake: Quindi te la sei presa per il turn lesbo che ho dato al tuo personaggio?

Rachel: Anche. C'è da dire che però la scusa che ti sei inventato sul mio intervento per calmarti quando stavi per schiantare Samantha a Breaking Point è decisamente plausibile. Il punto è che io non voglio che il mondo si metta a parlare della mia vita sessuale, io non voglio che il mondo possa minimamente pensare che siamo fratello e sorella, io non voglio che gentaglia come Sigfried Jaeger ti faccia delle domande scomode in mondo visone.

C.Drake: Quindi vuoi ammazzarmi per queste cazzate?

La ragazza ridacchia.

Rachel: Ma che ammazzarti Chris! Sei pur sempre mio fratello... Il mio fratellino... Un fratello minore, e per tanto voglio semplicemente fare la brava sorella maggiore ed insegnarti un po' di educazione affinché tu non commetta più errori che possano compromettere un qualcosa più grande di te, della tua carriera e di tutte le cazzate che vai dicendo da un mese a questa parte.

C.Drake: Come ti ho già detto, non mi frega un cazzo di tutti i tuoi progetti, de Il Grande Piano, dell'Ordine di Fortuna e di tutto il resto. Io voglio solo concentrarmi sul vincere match e titoli per divenire il più grande wrestler di sempre. Voglio farti una domanda Rachel, secondo te perché mi sono comportato in questa maniera con te nell'ultimo mese? Indizio: non c'entra Alisa.

Rachel: So che quello sgorbio non c'entra nulla e so perché ti sei comportato ostilmente con me. Lo hai fatto per farmi capire che non devo interferire nella tua vita professionale con punizioni, stipulazioni svantaggiose ed altro. Ciò che non hai capito tu Chris è che con me non puoi azzardarti ad usare il ricatto. Come puoi solo pensare di usare il ricatto contro una donna che ha fatto di questo metodo la sua arma più letale?

Miss Fortuna si gratta il mento.

Rachel: Tu ad Indoor War hai dichiarato che a differenza di Simon B. non hai nulla da perdere e questo ti rende superiore a lui. Errore fratellino, tu hai qualcosa da perdere, come tutti d'altronde.

La giovane sorride in maniera diabolica.

Rachel: Samantha ha Sasha, Alisa ha te, nostra madre aveva noi, io ho la mia credibilità, Simon B. il titolo mondiale che tanto ha bramato per tutta la sua vita, e tu... eh eh eh, tu hai da perdere la tua carriera!

Il Woodbury Made osserva indispettito la sorella.

Rachel: Per quanto tu stia cercando di tenere separate la tua vita professionale e la tua vita personale, devi capire che le scelte che fai nel personale irrimediabilmente si riflettono nel professionale. Ti toglierò il match per il titolo mondiale allora? No, il rubber match tra Chris Drake e Simon B. per il FWP World Wrestling Championship vende, ed anche se si terrà in TWC aiuterà il marchio FWP a crescere. Ciò che farò è farti dare una "educata" dai miei due amici in modo che la prossima volta che ti verrà in mente di dire qualcosa di scomodo on screen ci penserai due volte, e se questa educata comprometterà il tuo stato fisico per il match titolato che hai tra meno di due settimane, beh sappi che sarà solo a causa del tuo comportamento da stronzo!

La ragazza schiocca le dita ed i due uomini raccolgono due mazze da baseball che avevano appoggiato a terra. Chris si volta verso di loro con un'espressione seccata per poi tornare a guardare la sorella.

C.Drake: Non ti dispiace se mi difendo?

Rachel: Fai pure.

The Predator accenna un sorriso per poi voltarsi di scatto e prendere un vaso di fiori e lanciarlo contro uno dei due energumeni che lo schiva all'ultimo istante. L'altro scagnozzo di Rachel raggiunge rapidamente Chris vibrando con colpo con la mazza da baseball che viene schivato da Mr. TWD con un movimento di lato. Intanto l'altro aggressore va con un colpo che viene schivato da Chris con una capriola che lo porta alle spalle dei due permettendogli di gettarsi alle spalle di uno intrappolandolo in una Sleeper Hold! Ma ecco che l'altro aggressore mena un potente colpo con la mazza da baseball sulla schiena del Woodbury Made! Drake accusa il colpo e molla il nemico, ed ora i due energumeni lo iniziano a colpire con violente bastonate che fanno finire rapidamente a terra The Wild Dragon. I due lo pestano con mazzate e Stomp per svariati secondi prima che Rachel schiocchi nuovamente le dita. Gli scagnozzi si bloccano ed ora una minacciosa Rachel si avvicina al fratello steso a terra dolorante mentre da una tasca estrae un coltello a serramanico.

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La ragazza si accovaccia e prende il braccio del fratello iniziandolo ad accarezzare con la lama del coltello.

Rachel: Ricordi cosa successe qui vicino undici anni fa? Eh eh eh, vorrei rivedere Alisa solo per guardare la cicatrice che le ho lasciato sul braccio.

Miss Fortuna mostra un sorriso sadico mentre impugna con forza il coltello... Ma attenzione! Qualcosa si appoggia sulla testa di Rachel. I due scagnozzi sono pietrificati mentre Rachel sentendo qualcosa dietro la sua nuca si volta trovando davanti a se una motociclista che le sta puntando contro una pistola!

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La CEO delle Fortuna Industries non perde per nulla la calma e lascia cadere il coltello a terra per poi alzarsi e mettere le mani in altro. La motociclista continua a puntarle la pistola contro ed ora Rachel lancia un'occhiata ai suoi scagnozzi che gettano a terra le mazze da baseball ed anche le pistole che avevano nelle fondine. Miss Fortuna posa lo sguardo sulla motociclista ed ora si inizia ad allontanare lentamente camminando all'indietro imitata dai suoi uomini. Una volta arrivati nei pressi della loro auto i due energumeni salgono mentre Rachel continua a guardare la motociclista mentre abbassa le mani.

Rachel: Sapevo che non vi avevamo distrutti totalmente, era impossibile una cosa del genere. Farò in modo che Nathan riceva i vostri saluti in prigione mentre tu fai in modo che Madison, Alisa o chiunque vi comandi ora riceva i miei.

La ragazza ammicca per poi salire in macchina e sgommare via. La motociclista resta ancora con la pistola puntata seguendo l'auto che si allontana per poi abbassare l'arma ed osservare Chris Drake che si tiene il collo mentre è ancora dolorante a terra. La motociclista scuote la testa per poi allontanarsi da The Predator che tuttavia le parla...

C.Drake: Ehi!

La motociclista si ferma mentre la luce di un lampione le si riflette alle spalle mostrando delle ciocche di capelli rossi che escono dal suo casco.

C.Drake: Grazie... di nuovo.

???: Non so di cosa tu stia parlando.

Chris se la ride mentre inizia a rialzarsi ancora dolorante.

C.Drake: Sì certo, come no.

The Predator è in piedi ora mentre continua a tenersi il collo, intanto la motociclista raggiunge la sua moto e sgomma via anche lei, in direzione opposta rispetto a quella presa da Rachel. Intanto le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]

























Spoiler:
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Sister


Vediamo la motociclista sfrecciare via con la sua moto.

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Dopo aver percorso diversi metri la moto si ferma e la motociclista scende togliendosi il casco.

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La ragazza estrae un telefono satellitare e fa partire velocemente una chiamata.

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???: A.

A: D.

D: Cosa è successo?

A: La Nemica ha attaccato.

D: Lui sta bene?

A: Sì.

D: E tu?

A: Anche.

D: Riferirò ad R.

A: Mi ha riconosciuta.

D: Chi?!

A: Lui.

D: Meno male, l'importante è che non ti riconosca la Nemica.

A: E se Lui glielo dicesse?

D: Improbabile. Ma non ti ha vista in volto vero?

A: No, si è ricordato di quando io e te salvammo lui e la sorella minore.

D: In undici anni sei cresciuta e sei cambiata, quando lo incontrerai nuovamente a lavoro scommetto che non ti riconoscerà.

A: Sei ottimista.

D: Devo esserlo. Tu continua a sorvegliarlo, io sono da R in attesa di iniziare l'operazione MOJ.

A: A presto D.

D: A presto A.

La ragazza riaggancia ed ora lancia uno sguardo verso l'orizzonte mentre le immagini si spostano totalmente portandoci in una stanza poco illuminata dove troviamo D. che sta riagganciando il telefono.

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L'uomo sospira mentre una voce distorta richiama la sua attenzione.

???: D.

D: Dimmi R.

R: Tua sorella ha svolto un ottimo lavoro, ma la parte difficile arriverà quando effettuerà il suo debutto sugli schermi del nemico.

D: Non ti deluderà.

R: Mai detto ciò. Ho detto che sarà difficile ma non sto dubitando delle capacità di A.

I due restano in silenzio per qualche istante.

R: Inoltre, se ci fosse il bisogno di specificarlo, non dubito nemmeno di te D. Se lo facessi non ti avrei mai assegnato l'incarico di indirizzare Tracy Schneider verso Simon B., non ti avrei mai assegnato l'incarico di infiltrarti nel backstage di Breaking Point e reperire informazioni su Il Grande Piano e non ti avrei mai assegnato il comando dell'operazione MOJ.

D: A proposito dell'operazione MOJ, siamo sicuri che troveremo la collaborazione sperata e che riusciremo nel nostro intento?

R: Ce la faremo, e lui collaborerà.

D: Dovrò essere molto persuasivo conoscendo il soggetto.

R: Già, ma alla fine vedrai che avremo il suo aiuto.

D: Farò del mio meglio.

R: So che lo farai, ed alla fine Jack Keenan sarà dei nostri!

Le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 14/12/2015, 19:40 
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Part 4: Next Chapter


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03/11/2015 12:04; Shibuya, Ristorante Ippudo, Tokyo

AS: Questo è il miglior cibo che io abbia mai mangiato.

Al tavolo del ristorante ci sono Andy Scrull e Ayumi Haibara, intenti a mangiare del ramen.

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AH: Beh, l'Ippudo fa il miglior ramen di tutta Tokyo, senza dubbio.

AS: Ti credo sulla parola.

Il ragazzo svuota il piatto e si pulisce la bocca con un tovagliolo.

AH: Il cibo in America com'è? Non è che abbia avuto molto tempo di provare, le volte che ci sono stata.

AS: Una schifezza. Ma se vuoi ingrassare, allora è il tuo paese ideale. Esiste una pizza la cui crosta è ripiena di salsicciotti, non scherzo.

AH: Suona... grasso.

AS: Lo è. Non mi sono mai fermato in Europa per un lungo periodo, ma ad un mio amico piace il cibo italiano, e mi sento di concordare con lui. C'è una regione in Italia dove fanno del tartufo buonissimo.

AH: Tartufo? Mai assaggiato.

AS: Credo sia abbastanza raro all'infuori della cucina europea. Costa parecchio.

AH: Probabilmente sarebbe piaciuto ai miei genitori, allora. Se qualcosa costa, a loro piace.

I due pagano il conto ed escono dal ristorante, passeggiando per le vie affollate di Tokyo.

AS: Ascolti musica anche non giapponese?

AH: Qualcosa. Mi piacciono i Kiss.

AS: Quale delle undici formazioni?

Ayumi ride.

AH: Una a caso.

AS: Uh. Mai ascoltato qualcosa di inglese? Intendo britannico.

AH: A parte i Beatles?

AS: Sì.

AH: Non credo.

AS: Dovresti ascoltare qualcosa dei Joy Division, sono fottutamente fighi. Oppure i Blur.

AH: Me li annoterò.

Andy se ne sta con le mani in tasca e sorride.

AS: Come ti senti?

Haibara sospira ma sorride anche lei.

AH: Bene, bene.

AS: Sicura?

AH: Sto bene, davvero. Tranquillo.

AS: Oggi dobbiamo parlare Kawada.

AH: Già. Basta hardcore e basta sangue. Sì.

Andy guarda l'amica di sottecchi, poi stringe le spalle.

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03/11/2015 14:24; Somewhere In Japan

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Una Lilith Williams dallo sguardo sbarrato se ne sta seduta su una sedia davanti ad un tavolino nel terrazzo del tempio, con la testa rivolta verso il panorama davanti a lei. Gli occhi della ragazza sono vitrei, fissi su un punto indefinito davanti a lei.

Sai che ti ho chiamato io qui
Credo di averti vista prima prima prima prima...


Potrei aver bisogno del tuo aiuto aiuto aiuto aiuto...


Aspetteremo il momento
Saremo come cacciatori cacciatori cacciatori...


???: Lilith?

La giovane sbatte le palpebre un paio di volte e si gira.

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MK: Tutto bene?

Il Maestro Kaminari poggia sul tavolino una tazza di té, davanti a Lilith. La ragazza per un secondo sembra stupita, poi sillaba la sua risposta:

LW: Tutto bene, maestro.

MK: Un'altra visione?

Lilith prende la sua tazza e con il cucchiaino gira lo zucchero sul fondo, mentre Kaminari si siede davanti a lei.

LW: Già. Sono sempre più forti. Come una tempesta che si avvicina.

MK: Probabile che sia proprio questo il punto. Il ragazzo si sta avvicinando, in qualche modo.

LW: Chissà perchè proprio lui, poi. Voglio dire, mi ricorda mio fratello, ma non c'è molto altro.

MK: A volte il destino ci accomuna a persone di cui non conosciamo l'esistenza... finché non le incontriamo. Non è così che funziona il mondo?

LW: Certo. Magari c'è qualcuno che tira i fili del gioco, al di sopra.

MK: Non mi sentirei di escluderlo... anzi.

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03/11/2015 22:56; Korakuen Hall, Tokyo

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Andy se ne sta appoggiato al muro, accanto ad una porta con la scritta in giapponese "ufficio". Il ragazzo, già pronto per uscire e con il borsone a tracolla, scorre delle immagini sul suo cellulare.

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Il giovane bisbiglia:

AS: Monte Nantai... sei ore di macchina da Tokyo...

Si sente del brusio proveniente dalla porta, poi Haibara esce, infuriata.

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AH: Andiamocene.

AS: Uh? Yumi?

La ragazza si incammina velocemente per il corridoio, verso l'uscita. Andy la segue poco dietro.

AS: Yumi? Che ti ha detto Kawada?

Haibara risponde con un filo di voce, secca:

AH: Mi ha licenziata.

AS: Cosa? Perché?!

Una volta fuori, Ayumi si appoggia al muro dell'edificio e incrocia le braccia. La sua voce trema, lo sguardo basso.

AH: Ha detto che non le serve a nulla una leggenda hardcore che non fa hardcore. Dovevo aspettarmelo. I soldi, contano sempre solo quelli.

AS: Beh, non è poi così un problema... dopotutto sei una delle migliori wrestler al mondo. Non faticherai a trovare booking.

La ragazza annuisce e sbollisce.

AH: Hai ragione.

I due rimangono per un po' fermi, lo sguardo di Haibara vaga da una parte all'altra della strada.

AH: Hai voglia di una birra?

AS: Abbiamo detto niente alcolici, Yumi.

AH: Hai ragione.

Altro momento di silenzio. Andy viene scosso da un leggero tremito, per via del clima rigido della notte novembrina.

AH: Pensi mi accetterebbero in TWC? Almeno per un paio di date.

Il ragazzo sorride.

AS: Certo! Con il boom del wrestling femminile in atto sono sicuro che non ci sarebbero problemi. Brian non avrò nulla in contrario anche se...

AH: Anche se?

AS: Penso dovrai darci un taglio con i painkillers.

AH: Oh... d'accordo. Avrei dovuto smettere lo stesso.

AS: Già. Ci metterò una buona parola.

AH: Grazie.

Altro momento di silenzio fra i due.

AS: Conosci un monte chiamato Nantai?

AH: Certo.

AS: Sai se c'è un tempio da quelle parti?

AH: Penso di si, ma non ci sono mai stata.

AS: Che ne dici di andarci nel weekend?

AH: Uh, perchè?

AS: Non so. Non ho visto molto del Giappone a parte Tokyo.

AH: Per me va bene, basta affittare una macchina.

I due iniziano a cammianare per il marciapiede. Andy chiude gli occhi per qualche secondo, ma invece del buio, si ritrova davanti due occhi blu a fissarlo.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 15/12/2015, 21:01 
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Ci troviamo a Las Vegas, "The Entertainment Capital of the World", dove a breve, all'interno del Thomas & Mack Center, avrà luogo il terzo special event della Total Wrestling Corporation, "The End Is Near". Mentre il Sole sta tramontando sull'orizzonte, le immagini ci conducono lungo una delle vie della "Città del peccato", dove incontriamo...

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...il "German Superman" Fred! Accompagnato dalle telecamere di TWC.com, la superstar della TWC passeggia, spensierato e sorridente; alcuni passanti lo riconoscono, c'è chi lo insulta, molti invece sono quelli che gli si avvicinano e, con un po' di imbarazzo, gli chiedono un autografo, a questi il tedesco non desta particolare attenzione, proseguendo attraverso una delle vie più affollate della città del Nevada.

FF: Che posso dire, la gente mi ama! E io amo Las Vegas, adoro Las Vegas: qui non c'è ipocrisia, non c'è etica, non ci sono moralisti...l'adoro!

A questo punto Fred entra in un locale, qui troviamo diversa gente seduta ai tavoli a bere, nella parte destra del locale due tavoli da biliardo e diverse slot machine, mentre nella parte sinistra troviamo un piccolo palchetto dove delle spogliarelliste fanno la lap dance. Fred si accomoda nella parte destra.
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Qui gran parte della clientela riconosce il German superman, il quale si siede ad un tavolo, dove un uomo gli offre una birra...

FF: No, buon'uomo, non bevo...gli sfigati bevono, io sono un campione!

Ricevuta questa risposta, l'uomo si rivolta indietro, offeso, Fred sorride, scuotendo la testa...

??: Ehi, tu!

Il tedesco si volta all'indietro...

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...Travis Miller, Shawn Gates!! Davanti a lui seduti ad un altro tavolo i trovano i due membri di "No More Heroes"...

SG: Se non la bevi dalla a me, è sempre un peccato sprecare una buona birra. A patto però che tu non abbia ancora bevuta, non che io sia germofobo, anzi, ma non mi va che mi si contagi qualche malattia crucca dal nome impronunciabile. O la calvizia. E poi dai Fred, quale sfigato entra in un locale di Las Vegas e non beve nemmeno una birra. Suvvia, è la città del peccato!

Gates prende una sigaretta dal pacchetto posizionato sopra il tavolo e la accende, dietro di lui è possibile notare un cartello con scritto "Vietato Fumare", divieto che però sembra essere ignorato da molta gente nel locale.

SG: Guardalo Trev, tutto solo, in un locale, a Las Vegas, senza bere, senza neppure il suo amichetto a fargli compagnia. Magari se la poteva bere lui quella birra.

Gates si ferma.

SG: Ah già, dimenticavo, lui preferisce rompersele in testa le birre.

Il wrestler di San Antonio sorride apertamente, Travis Miller accenna anche lui un sorriso.

FF: D'accordo, Gates: volevi la mia attenzione, bene, ce l'hai, che vuoi?! Anzi, che cazzo volete voi due?!

Gates e Miller rimangono in silenzio.

FF: Comunque, se Sean preferisce rompersele in testa, a me piace spaccarle in faccia alla gente, vogliamo fare una prova?! Guardati, Miller, come ti sei ridotto! Dal main event di War of Change a questo...insomma, che c'azzecca con te questo qui, una vecchia gloria, uno che in tutta la sua carriera ha vinto...NIENTE! Eppure è un vecchio!

Fred sorride, scuotendo la testa, mentre Miller lo osserva, serio.

FF: "No More Heroes"...non sarebbe più corretto "No More Main Event"?! Perché lo sai che con questo qui te li scordi i grandi successi, vero? Per me e per Sean questo è solo un momento di passaggio: venerdì vinceremo i titoli, ce li godremo per qualche tempo, li sbatteremo in faccia a chiunque voglia ostacolarci, poi, appena ci stuferemo, li lasceremo andare e guarderemo più in alto, perché NOI non siamo nati per stare in basso, non siamo nati per stare in mezzo ai Gates, ai Miller...

Miller guarda Gates.

TM: Shawn, io ho un impegno, e non ho tempo da perdere con gente come lui, ti dipiace?

SG: Figurati, ti capisco.

Miller si alza dalla sedia, prende il suo cappotto, fa un cenno di saluto al compagno di team e se ne va, ignorando completamente il tedesco; Gates poi si volta verso Fred e fa un tiro di sigaretta.

SG: Sai, Travis è un tipo onesto, non gli piacciono gli scontri impari, probabilmente ha capito che se già non sei capace di cavartela in uno scontro verbale contro uno di noi due metterti contro entrambi sarebbe stato un massacro.

Gates sorride, poi prosegue.

SG: Ad ogni modo. Oltre alle solite scemenze sulla mia età sembra che tu abbia messo sul tavolo un interessante spunto di conversazione. Vedi Freddy, ti posso chiamare Freddy vero? No, fermo, non rispondere. Non mi interessa il tuo permesso. Vedi Freddy il punto è che il mio compagno il main event di War Of Change l'ha guadagnato solo e soltanto grazie alle sue capacità, al suo talento ed al rispetto che gli mostrano i fans. Tu d'altro canto hai conquistato il main event di Night of Gold vincendo slealmente una buona parte degli incontri di qualificazione alle semifinali e tradendo un tuo compagno durante la semifinale, e tutta questa bella ragnatela di raggiri e tradimenti non è stata nemmeno frutto della tua zucca vuota. No, è stato tutto grazie a papà Foxy. Ovvio, con il Q.I. che ti ritrovi saresti a malapena capace di riuscire a risolvere uno di quei giochetti per bambini dove devi unire i puntini per formare la figura, figurati ideare un piano. Oh, adesso scommetto che dirai qualcosa sul fatto che mentre tu eri nel main event io facevo il timekeeper. Certo che facevo il timekeeper, la tua babysitter mi ha assegnato quel ruolo, a seguito di circostanze che non giocavano molto a mio favore, devo dire.

L'Ultimate Rebel guarda fisso il Tedesco, che ridacchia.

FF: Il timekeeper, fantastico!

Fred non riesce a trattenersi dalle risate, si alza dal suo tavolo e si siede a quello di Gates, il quale lo osserva, restando in silenzio.

FF: Che risate! Sai, vecchio mio, in realtà quella è stata una mia idea, geniale vero?! Gliela proposi per scherzo, ma a lui piacque così tanto che decise di metterla in pratica...che spasso! Gli sarò eternamente grato anche solo per questo, veramente geniale...comunque, vecchio mio, intanto IO so cosa significa avere delle responsabilità, essere un leader, essere l'uomo di punta di uno show intero, tu...te chi cazzo ti ha mai considerato? Forse alcuni nostalgici della vecchia TWNA, forse solo quei cretini, nessun'altro. Il punto, comunque, vecchio mio, è che, passi Miller, che comunque qualcosa di significativo qui o altrove l'ha fatto, ma tu non meriti di lottare per nessun titolo, non meriti di calcare nessun ring, sei una barzelletta, la vergogna di questo sport, perciò, Gates o quale diamine sia il tuo vero nome, vattene e torna da dove sei venuto, va ora che sei in tempo e lasciami in pace, Cristo Santo!

Il wrestler di San Antonio scrolla la cenere della sigaretta nel posacenere.

SG: Già, le tue capacità di leadership sono indiscusse. Sarà per questo che tutti i tuoi compagni ti si sono rivoltati contro. Sai, tu sei ancora in quella fase della tua vita dove credi di essere il migliore e che tutto ti sia dovuto. Lo si capisce per esempio dai tuoi molteplici soprannomi, nessuno dei quali ti è veramente riconosciuto. Avanti Fred, lo sai anche tu che nessuno ti considera "The Future Legend of Pro Wrestling.". Forse solo quel mentecatto di Olon, ma se già lui è destinato all'insuccesso perenne, non voglio immaginare i suoi manichini. Prima di poter proclamare di avere anche solo un decimo del mio talento ne hai ancora tanta di merda da mangiare. Ma tranquillo, venerdì inizierai ad averne un'assaggio.

Fred sospira.

FF: Sai una cosa? Hai ragione, penso davvero di essere il migliore, sono convintissimo che tutto mi spetti, così come moltissimi altri giovani, ma io, al contrario di loro, lo dimostrerò...non venerdì, quando insieme a mio fratello Sean conquisterò i titolo di campioni del mondo di coppia, che per me sono qualcosa di passaggio...farò vedere di essere il migliore, "The Future Legend of Pro Wrestling", non appena metterò con culo per terra te e tutti quei vecchi di merda, che credono di valere ancora o, perlomeno, di aver mai avuto un senso di esistere, e credono di avere il diritto di chiudermi la bocca, non appena Indoor War diventerà il "Fred Night Show" e mi sarà dato ciò che è mio, perché quel che è di Cesare, spetta a Cesare...contaci, vecchio!

Fred, serioso, si alza in piedi e osserva Gates, che scuote la testa, il tedesco sorride.

FF: Dimmi un po', Gates: il piccolo Jimmy sta bene?

Shawn Gates si fa serio.

FF: Si fa ancora le canne il tuo figliolo?

Fred ridacchia. Il wrestler di San Antonio con un gesto rapido lancia la sigaretta dietro di sè, si alza di scatto ed afferra il tedesco dal colletto della camicia con entrambe le mani, mettendosi faccia a faccia con lui, guardandolo in cagnesco.

SG: Non. Nominare. Mio. Figlio.

FF: Chi? Il piccolo Bob Marley?

Fred sorride indisponente. Gates tira un gancio destro al tedesco! Fred barcolla all'indietro, verso il suo tavolo, dove prende in mano la birra poco prima offertagli, e la rompe in testa a Gates!.

FF: Ti avevo detto che mi piace rompere le birre in testa alla gente.

L'Ultimate Rebel barcolla per diversi passi indietro, senza cadere, ma mostra un vistoso taglio vicino l'orecchio, poi trova appoggio in un tavolo da biliardo, Franke gli si avvicina con la bottiglia rotta nella mano destra, ma Gates afferra un stecca da biliardo e la sbatte in testa al tedesco! Franke lascia cadere la bottiglia stordito, l'ex Gaty ne approfitta per usare la stecca da biliardo per strangolare il tedesco, chiudendolo in una sleeper hold con essa. Franke reagisce con delle gomitate, portando il texano ad allentare la presa, poi lo spige per liberarsi completamente. Si gira e prova a colpire Gates con un big boot, che si abbassa e lo evita e a sua volta tenta di colpire il tedesco con un Gatykick, ma Fred anch'egli si abbassa e coglie l'occasione per sollevare il ribelle in posizione di powerbomb. Fred fa qualche passo, poi va per schiantare Gates nella zona delle spogliarelliste, ma Gates reversa la powerbomb in una hurricarrana! Fred impatta sul palo della lap dance! Le ballerine scappano, il tedesco si volta e vediamo che sta sanguinando dalla fronte! Gates si rialza, Fred, infuriato, si scaglia contro il texano, ma prima che riesca a raggiungerlo diverse guardie lo vanno a trattenere, Fred oppone resistenza, Gates si scaglia in salto contro Fred, accerchiato dalle guardie, ma ecco che le guardie si dividono in due gruppi, uno a trattenere il texano, l'altro il tedesco.

FF: Non finisce qui vecchiaccio!

Gates è il primo a venire scortato fuori, a causa della copiosa quantità di sangue sul suo viso, mentre le guardie lo trascinano rivolge un sorriso al tedesco.

SG: Ci vediamo venerdì, testa di cazzo.

Sull'immagine di un infuriato Fred le tramissioni si interrompono.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Le immagini provengono da New York City, la Mecca del wrestling mondiale e sede della miglior federazione del momento, la Total Wrestling Corporation.

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La videocamera vola sopra i grattacieli e le grandi strade della Grande Mela, quali la celebre 34th Street, dove si trova il famoso Manhattan Center e l’abitazione della mitica Bruderschaft Der Krahe Incorporated, o Soho, dove risiede il TWC World Heavyweight Champion, Leon Black. A un certo punto l’immagine sfuma, inquadrando un palazzo nel centro. Subito dopo si sposta all’interno di una delle stanze dell’edificio.

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Si tratta della sala d’attesa di una delle cliniche dentali più importanti di New York. E qui, seduti, troviamo “Superstar” Sigfried Jaeger e “The Hound” Gunther Schmidt.

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Il Corvo è intento a leggere una rivista.

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Sigfried accartoccia il giornale e lo butta sul tavolo posto al centro della sala d’attesa.

SGF: La solita stupida, nonché venduta, stampa americana.

Poi si rivolge al Mastino.

SGF: Gunther, hai mai notato che negli studi dentistici tengono sempre giornali e riviste vecchie di giorni, se non settimane, e piuttosto inutili? Bah!

Il Brutal Crow fa spallucce.

GNT: Nein. Io mai malato in vita di me. Fatto solo visite di sport und militare.

SGF: Ah.

Ma ecco che la segretaria si avvicina.

Segretaria: Signor Jaeger, prego. Tocca a lei.

SGF: Oh, finalmente. Ci becchiamo dopo, Mastino.

Il Corvo si alza e segue la donna, che lo accompagna lungo un corridoio fino a una porta aperta. Qui un’assistente lo invita a sedersi sulla poltrona da dentista.

Assistente: Il Dottor Isaac sarà presto da lei.

La donna esce poi dalla stanza, lasciando Jaeger a rigirarsi i pollici. Qualche secondo dopo si sente la porta aprirsi.

Doc Isaac: Buongiorno!

Jaeger, che non vede ancora il dottore, risponde sospirando.

SGF: Certo, come no. Avanti dottore, facciamola finita. Rivoglio il mio eroico sorriso.

Doc Isaac: Perfetto.

Si sente trafficare alle spalle del tedesco, che incuriosito si gira, ritrovandosi di fronte un gigantesco energumeno armato di siringa.

Spoiler:
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Jaeger sgrana gli occhi, inorridito. Poi piega la testa.

SGF: Eh? E questo che significa?!

Doc Isaac: Ora stia fermo, che devo addormentarla per benino.

SGF: Si certo, come no!

Improvvisamente Sigfried balza giù dalla sedia, mentre le immagini sfumano.


(Poco dopo – Studio dentistico, New York)


Le immagini riprendono un Gunther Schmidt piuttosto preso nel cercare di decifrare qualche rivista di moda in inglese. All’improvviso si sente del trambusto in lontananza. Qualche secondo dopo, compare un’impaurita assistente, che grida alla segretaria.

Assistente: Presto, chiama la polizia! Un paziente impazzito ha aggredito e pestato il Dottor Jacob Isaac!

Mentre la segretaria si mette subito all’opera, ecco sbucare un inferocito Sigfried Jaeger. Il Mastino butta via la rivista e si alza.

GNT: Tu fatto presto. Das ist Gut!

Ma il Corvo per tutta risposta mostra un mezzo sorriso sbilenco, evidenziando il buco tra i denti.

SGF: Presto un corno. Una specie di gigante malefico mi ha teso un’imboscata, e ho dovuto pestarlo prima di fuggire.

Sigfried e Gunther se ne vanno via dallo studio in fermento. Una volta fuori, i due prendono l’ascensore.

SGF: Dev’essere stato un piano dei nostri avversari. A occhio e croce ci sarà lo zampino di quel tanghero di Franke. Non ce li vedo Miller e Gates ridotti così male da mandare un sicario per farmi fuori. Comunque è strano, la federazione mi ha suggerito questo indirizzo. Che sia invece una vendetta di Junior?

GNT: Mmm. Storia non bella. Mastino ora dubbioso.

Una volta arrivati al piano terra, i due tedeschi lasciano l’edificio parlottando tra loro. Contemporaneamente vediamo alcuni poliziotti arrivare di corsa ed entrare nel palazzo da cui Sigfried e Gunther sono appena usciti.

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Giunti sulla strada, Gunther e Sigfried si guardano intorno in cerca di un taxi.

GNT: Ora tu come fa senza di denti?

Il Corvo sospira.

SGF: Semplice. Mi curo a casa mia.

Un taxi si ferma e i due vi salgono sopra. Poi riparte a manetta.

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E le immagini sfumano.


(Qualche tempo dopo – Monaco di Baviera, Germania)


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Le immagini riprendono davanti a un'importante clinica bavarese. Dopo qualche secondo, ecco uscire fuori Sigfried Jaeger e Gunther Schmidt.

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Il Corvo sorride e annuisce, mostrando una dentatura completa in primo piano.

SGF: Quando un eroe sorride, il mondo diventa un posto migliore per tutti.

Dopo un'occhiolino verso la telecamera, Jaeger dà una pacca sulla spalla dell’amico.

SGF: Dai, prima di partire per il Rendez-Vous di Las Vegas con Nildy e Chris, c’è tempo per fare un salto a Ravensburg.

GNT: Wunderbar! Io felice di vedere amici.

I due chiamano un taxi, salgono dentro, infine questo riparte ad alta velocità.

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Le immagini sfumano nuovamente.


(Ancora del tempo dopo - Birreria Räuberhöhle, Ravensburg)


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Vediamo inquadrata la celebre birreria Räuberhöhle, tradizionale luogo di ritrovo della BDK Inc. e i suoi amici. All’interno vige un clima festoso, e a un tavolo troviamo seduti Sigfried Jaeger e Gunther Schmidt.

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In loro compagnia ci sono “Piccolo” Ullrich Muller, Dieter Hoss “il Mancino” e Ludwig Weber “il Piagnone”.

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I cinque hanno appena ricevuto dei nuovi boccali pieni di birra, e li vediamo brindare.

GNT: A felice guarizione di Corvo! Skol!

LWG: Giusto! Ai nuovi denti del Corvo! Skol!

DTR: A Jaeger, che finalmente ha “ritrovato” il sorriso! Skol!

ULR: E infine, al dottor tal dei tali, picchiato per sbaglio dal nostro eroe! Skol!

Sigfried sbuffa.

SGF: E a voi minchioni che ho per amici! Skol!

Dopo il brindisi allegro, e una lunga sorsata di birra, Sigfried si rivolge a Piccolo Ullrich.

SGF: Hey, ma che fine ha fatto Fritz Paglia?

Il gigantesco boscaiolo fa spallucce.

ULR: Boh, è un pò che non si fa vedere in giro.

LWG: Chiedilo a Gunther casomai.

Il Monster Hunter aggrotta lo sguardo.

SGF: Eh?

DTR: Già. Da quando il Mastino gli ha trovato un nuovo lavoretto, di Fritz si sono perse le tracce.

LWG: Niente risposte al telefono.

ULR: A casa sua non apre nessuno.

Sigfried si gratta la barba.

SGF: Dì un pò, Gunther. Che tipo di lavoro gli avresti proposto? Mica sarà finito in galera, spero.

Il Mastino scoppia a ridere.

GNT: No, no. Io trovato lavoro pulito und estremo in facilità. Io stesso fatto in Japan e Afghanistan quando in spedizione di esercito.

Sigfried si fa sospettoso.

SGF: Beh, sentiamo.

GNT: Raccolta di tonno.

Gli amici restano esterrefatti.

SGF: Tonno?!

LWG: Ah ecco, insomma è imbarcato in un peschereccio.

DTR: Non ce lo facevo a fare il marinaio. Scelta coraggiosa.

ULR: Bah, non mi torna.

Jaeger sbuffa.

SGF: Logico che non torna. Quando mai c’è stato il mare in Afghanistan?!

Ma Gunther scuote la testa.

GNT: Tu no capito. In Japan chiama “tonno” raccolta di pezzi di gente che getta sotto treni. Questo è tonno che io intende.

Gli altri quattro fanno una faccia orripilata. Il Mastino ridacchia.

GNT: Afghanistan, guerra. Tanto tonno. Raccolta divertente.

SGF: Dì un pò, lo sai che mi stai facendo preoccupare, vero?

Il gigante bavarese fa spallucce e sorseggia la sua birra.

ULR: Ahi, mi sa che Fritz sarà rimasto scioccato.

LWG: Credo che tu abbia ragione. Si impressiona per il sangue, figuriamoci ritrovarsi a raccattare pezzi di persone.

DTR: Farò qualche chiamata agli istituti psichiatrici della regione. Magari l’hanno ricoverato.

Tutti e quattro comunque guardano male il Mastino.

GNT: Ehi, lui chiesto lavoro, io detto di ex-commilitare di Stuttgart. Io fatto azione di bontà.

SGF: Bah, non credo che Brunild prenderà molto bene la tua "azione di bontà", amico mio.

Il Mastino rabbrividisce. Poi sospira.

GNT: Io chiede scusa a lei, da uomo di vero.

Sigfried finisce la sua birra e si alza in piedi.

SGF: Tempo scaduto, ragazzi. Mi raccomando, fateci sapere che fine ha fatto Fritz. Ora però obbiamo partire per Las Vegas, e se facciamo ulteriore ritardo, Junior poi chi lo sente.

ULR: Come, dovresti già essere là?

SGF: Più o meno.

Il Corvo sorride e mostra il suo cellulare, pieno di chiamate non risposte da parte dei numeri della dirigenza TWC. I tre amici riacchiano scuotendo il capo.

LWG: Il solito fastidioso eroe.

DTR: Ti vogliamo bene anche per questo. Sappilo.

Il Best from the West annuisce, poi scambia una stretta di mano e una pacca sulle spalle con i suoi tre amici, infine esce dal locale assieme a Gunther. I due montano poi sull’ennesimo taxi, che parte spedito fino a svanire dalla visuale.

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E la linea s'interrompe definitivamente.







Fine delle Trasmissioni


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Re: TWC - News from Indoor War
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Le immagini provengono dal backstage del Thomas & Mack Center di Las Vegas. Il grande Special Event si è concluso da oltre un’ora, e via via le superstar stanno lasciando alla spicciolata l’arena.

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Improvvisamente vediamo inquadrata la BDK Inc. al gran completo, con titoli in bella vista e valigie alla mano. “Superstar” Sigfried Jaeger e “The Hunter” Christophorus Schmidt sono ben incerottati dopo il brutale Triangle Ladder Match disputato in serata. “The Armbreaker” Brunild Wagner, come sempre gira con cappuccio della felpa alzato, anche lei col volto segnato dalla battaglia senza esclusione di colpi combattuta contro la Spartana, Elektra Kellis. Infine c’è il colossale Gunther Schmidt, inoperoso in serata, ma assolutamente fiero dei propri compagni. I quattro camminano tranquillamente lungo il corridoio, quando poco più avanti si apre una porta, da cui emerge nientemeno che il TWC World Heavyweight Champion, Leon Black!

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Il campione dei campioni è già in borghese, e col titolo perennemente in spalla, sta per lasciare a sua volta l’arena. Black scorge il gruppo e resta immobile a osservarli, quando questi si fermano davanti a lui, con jaeger che si fa avanti. Sigfried e Leon si guardano a lungo, poi il tedesco dà un’occhiata fugace alla cintura in spalla dell’Unglorified Legend. Infine si congeda da lui con una breve frase.

SGF: Felice giorno di San Graziano. Ci vediamo l’anno prossimo, Champ.

LB: Giorno anche a te, Rex.

Sigfried Jaeger alza un sopracciglio, poi riprende il suo cammino. Ecco poi passare Christophorus Schmidt, che come sempre, apostrofa malamente il rivale di turno, non senza puntare a sua volta lo sguardo sul titolo mondiale.

CS: Goditi la gloria, finchè puoi. Presto tutto cambierà.

LB: Piacere anche a lei.

Il Berlin Brawler sbuffa e se ne va. Gunther Schmidt invece pare più gentile, cosa rara di questi tempi.

GNT: Tu fa augurio di feste a Thomas Bello. E dì che io no vuole regalo, e nè lui in casa di me.

LB: Ti augura buon Natale anche lui. Credo ti abbia preso una bicicletta elettrica.

Il Mastino si allontana pensieroso dopo quanto appreso. Infine ecco sfilare Brunild Wagner. La Valkyria osserva un attimo il WFSS Woman World Championship, stretto nella sua mano, infine guarda Black negli occhi e sospira.

BND: Oh, Leon...

Poi se ne va scuotendo il capo. Il gigante stringe il pugno destro e annuisce, per poi allontanarsi a sua volta. Le immagini sfumano.





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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 19/12/2015, 10:53 
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The real tale of Leonard Black

Le immagini ci mostrano Lucy Fisher, jeans e maglioncino, che osserva il mare dalla terrazza di una villetta che da direttamente sulla spiaggia.

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La ragazza ha i capelli raccolti in una coda ed un mezzo cuore d'argento gli pende al collo, rivolto verso l'interno. Lucy sospira lentamente, osservando una tazza di caffè fumante che è appoggiata sulla ringhiera a cui è appoggiata anche lei.

LF: Dovrei accendere il telefono.

La ragazza prende la tazza e beve un sorso, poi si stringe nelle spalle e rientra in casa, dove ha lasciato un libro aperto. Si siede quindi davanti allo stesso e inizia a leggerlo. Dopo qualche secondo però si alza nuovamente e chiude il libro. Lucy inizia a camminare per la casa, senza una apparente meta.

LF: Potrei chiamare Elektra. Mi farebbe bene. No, meglio di no. Non voglio accendere il telefono. Non voglio sentire nessuno.

La ragazza si sposta una ciocca dei capelli rossi dal viso, poi scoppia a piangere. Lentamente si sposta verso il letto, su cui si accascia, continuando a piangere.

LF: Mai più. Non devo innamorarmi mai più. Magari...

Lucy smette di piangere.

LF: Magari potremmo... No. Lucy, basta. Tu fai così, vuoi sempre le cose impossibili, e facendo così non ti accorgi di ferire chi ti ama. Ma forse quello che ti serve è un po' di solitudine. Sì, stare da sola, concentrarti sulla tua carriera.

La ragazza si corica sul letto, stiracchiandosi leggermente.

127 miglia a sud un ora e quarantatré minuti prima.


Le immagini ci mostrano Leonard Black, appoggiato alla sua Ford Mustang che osserva la pistola della pompa di benzina mentre il serbatoio si riempie.

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Il gigante ha su un paio di jeans grigi, una camicia bianca ed un gilet grigio davanti e blu dietro. Leonard fischietta, quando finalmente la pompa scatta. Allora il gigante si alza dalla macchina, estrae la pistola dal bocchettone e la rimette al suo posto. Poi estrae un portafogli dalla tasca dietro dei pantaloni e si dirige verso la cassa, fischiettando e lasciando una moneta nel salvadanaio a forma di Babbo Natale, sotto cui sta un cartoncino su cui qualcuno ha scritto a mano: "offerte x bambini". Leonard si avvicina alla commessa, una ragazza piuttosto giovane con capelli neri ed occhi nocciola, che sorride gentilmente, arrossendo leggermente dietro le lentiggini.

Commessa: Che pompa era?

LB: La numero tre.

La ragazza controlla un secondo sul computer, poi annuisce.

Commessa: Sono ventisei dollari. Ha visto il nostro albero di Natale?

La commessa indica un alberello bianco di mezzo metro, decorato con festoni rossi e dorati e lucine intermittenti.

LB: Molto bello.

Commessa: Mio padre diceva che non dovevo farlo, ma secondo me è un obbligo morale farlo.

Il gigante sorride.

LB: Sono d'accordo. Natale è una bellissima festa. E merita di essere festeggiata il più possibile.

Leonard estrae dal portafoglio due banconote da dieci dollari, una da cinque ed una da uno.

Commessa: Già. È bello passare del tempo con la propria famiglia.

LB: Per quanto possa essere strana.

Commessa: Per quanto possa essere strana. Dio la benedica signore.

LB: Anche a te.

Black esce dalla casupola e torna alla sua auto. Sedutosi al volante scoppia a ridere.

LB: Anche a te. Non ci posso credere. Andiamo Leonard quando inizi a parlare da solo non è un buon segno.

Il gigante riparte e si immette sulla strada, passando vicino a delle ville a schiera, tutte con le loro decorazioni natalizie. Leonard sfiora sorridendo la rotella per regolare il volume della radio. Lentamente si diffonde una musica festosa nella macchina e Black la canticchia a bocca chiusa, osservando la strada vuota.

LB: Ti ricordi Leonard il Natale del duemila dieci? Natale da solo. Il tuo primo Natale da solo. Il primo in cui avresti voluto festeggiarlo con qualcuno. Hai passato la giornata a camminare per la città. E poi ha iniziato a nevicare.

Leonard scuote la testa.

LB: Ed improvvisamente, non eri più solo. Fu strano. Tutti in strada, tutti insieme. Eravamo una famiglia unica.

Il gigante colpisce con una leggera manata il volante, poi prende il telefono, che ha appoggiato sul posto passeggeri, e chiama qualcuno, mettendo in vivavoce. Si sente qualche squillo, poi risponde una voce maschile.

???: Leonard, dove sei? Ho sentito Arthur e non riusciva praticamente a parlare.

LB: Non ti preoccupare. Senti, nel caso tutto vada per il verso sbagliato, sai che ti voglio bene, vero?

AP: Che cazzo stai dicendo? Non stai facendo qualcosa di stupido, vero?

LB: Sto facendo qualcosa di sbagliato ed estremamente egoista, quindi volevo che tu sapessi che per me sei fondamentale. Prima che io faccia l'irreparabile.

AP: Leonard, dove sei? Salto in macchina e sono da te.

LB: No, stai tranquillo. Senti, quest'anno cosa fate per Natale?

C'è qualche secondo di silenzio.

AP: Noi stiamo in casa, qui.

LB: Senti, ti va di venire da me?

AP: Se ti fa piacere sì. Però mi assicuri che non fai nulla di stupido?

LB: Andrew, grazie. Grazie di esserci.

AP: Una di quelle giornate?

LB: Mi sono solo ricordato del passato. Non voglio essere solo.

AP: Stai tranquillo. Il ventiquattro sera siamo da te.

LB: Grazie Andrew. Ci vediamo il ventiquattro.

AP: Sì. Sicuro che posso stare tranquillo?

LB: Sì. Ci sentiamo domani, ok?

AP: Ok. Ciao Leonard.

LB: Ciao Andrew.

Il gigante riattacca, poi accosta con la macchina in una piazzola e scende. Leonard si guarda attorno, annusando l'aria, poi fa un'altra telefonata.

LB: Ciao Jimi. Si, è un po' che non ci sentiamo.

JJ: ...

LB: Stavo pensando. Tu che fai a Natale?

JJ: ...

LB: Ottimo, senti, hai voglia di fare un salto da me? Ci sono anche Andrew e Pauline.

JJ: ...

LB: Certo che lo chiamo. Per chi mi hai preso?

JJ: ...

LB: Non ti preoccupare, sai che verrà.

JJ: ...

LB: Io ci provo JJ, se tutto va bene sì. Dai, ci vediamo il venticinque. Sì, per le undici va bene. Dai, ci vediamo.

Black mette giù, poi compone un altro numero. Dopo qualche secondo di silenzio, in cui Leonard trema leggermente per la temperatura, si sente che la persona all'altro capo del telefono ha risposto.

LB: John.

JD: ...

LB: Sto facendo. È bello sentirti.

JD: ...

LB: Lo so che sono un coglione, cosa credi?

JD: ...

LB: Grazie per ricordarmelo sempre. Troppo gentile.

Momento di silenzio.

LB: Senti... Tu a Natale cosa fai?

JD: ...

LB: Beh, se vuoi puoi venire da me. Ci sono anche Andrew, Pauline e JJ.

JD: ...

LB: Lo so. Lo so. Dai, è Natale. Lui ci tiene, lo sai.

JD: ...

LB: Dai, ti prometto che almeno alla vigilia lui non c'è. Fai questo sforzo.

JD: ...

LB: Grazie John. Ci vediamo il ventiquattro.

JD: ...

LB: Anche io. Ciao.

Il gigante sospira leggermente, poi compone un altro numero.

LB: Light?

LB: ...

LB: Lo so che è un sacco che non mi faccio sentire, ma anche tu hai il mio numero.

LB: ...

LB: Certo che sarebbe ridicolo. Non si capirebbe nulla. Ma tanto non è così.

LB: ...

LB: Senti, tu, Serena e Luke che fate per Natale?

LB: ...

LB: Peccato, vi avrei voluto invitare.

LB: ...

LB: So anche di essere in ritardo.

LB: ...

LB: Sì dai, se non fate nulla a capodanno vi invito per quello.

LB: ...

LB: Ok, allora ci sentiamo poi a Natale, così ci facciamo gli auguri e ci mettiamo d'accordo.

LB: ...

LB: Certo. Ciao.

Finalmente Black mette via il telefono, poi viene scosso da un brivido, allora rientra in macchina e riparte. Il gigante guida pigramente per le strade, fino ad entrare in una cittadina. Lì parcheggia vicino ad un bar, scende ed entra. Al suo interno c'è solo una coppia di avventori, seduta ad un tavolino. Leonard li saluta con un cenno del capo, poi si avvicina al bancone. Lì lo accoglie un uomo sulla quarantina, calvo e completamente glabro, che strizza leggermente gli occhi marroni mentre parla.

Barista: Buon Natale signore, cosa desidera?

LB: Qualcosa da mettere sotto i denti.

Barista: Ho dei tramezzini che ho fatto io.

LB: Dammene due. E del caffè.

Barista: Tonno e maionese o pomodoro e mozzarella?

LB: Fai uno ed uno.

Il barista si sposta ed inizia a preparare il cibo, mentre Black si appoggia blandamente al bancone.

Barista: Non voglio essere scortese, ma come mai è qui?

LB: Si sente tanto che non sono di queste parti?

Barista: Nemmeno io lo sono, quindi noto molto l'accento di qua. Lei invece non ne ha nessuno.

Leonard sorride, inclinando l'angolo sinistro della bocca.

LB: Sono di Chicago, ma abito a New York. Però sono stato tanto tempo in Europa e in Asia. Non ho mai avuto tempo di prendere un accento.

Barista: Particolare. Che lavoro fa?

LB: In realtà tanti e nessuno. Sono principalmente un lottatore, ma scrivo anche. Non saprei dare una risposta precisa.

Barista: Lottatore?

LB: Già. Con un fisico come questo, che altro potevo fare.

Barista: Ben detto. Ecco i tramezzini.

Il barista appoggia un piatto con due tramezzini tagliati a metà davanti a Black, poi gli versa una tazza di caffè americano.

LB: Grazie.

Il gigante morde un tramezzino.

LB: Hai fatto anche tu la maionese?

Barista: No, quella la fa mia moglie non le piace?

LB: No, è molto buona e si sente che è artigianale. Non so se possa funzionare molto, visto che non conosco nessuno che abita qui stabilmente, ma ti farò pubblicità.

Barista: Grazie.

Il gigante finisce la prima metà e beve un sorso di caffè, tranquillamente. Nel frattempo entra una signora di mezza età nel locale, tutta intabarrata in un pesante pastrano. Il barista la saluta calorosamente e va al tavolo a prendere le ordinazioni, mentre Black inizia a mangiare la prima metà dell'altro tramezzino. Lentamente il gigante finisce anche quella, poi il barista ritorna e si mette dietro il bancone.

Barista: Com'è quello?

LB: Buono, ma è migliore l'altro.

Barista: Ottimo. Dopo vuoi qualcosa d'altro? Ho qualche dolce natalizio.

LB: Hai il panettone?

Barista: Che?

Leonard ridacchia.

LB: È un dolce italiano. Lo adoro, ma non ce l'ha nessuno.

Barista: Se ritorni l'anno prossimo a Natale, ti prometto di averlo.

LB: Guarda che torno a controllare davvero.

Barista: Ci conto.

I due ridacchiano in contemporanea, poi Black beve un altro sorso di caffè. Mentre Leonard prende l'ultima metà del sandwich mozzarella e pomodoro l'anello d'argento che porta all'anulare della mano destra brilla.

Barista: Fidanzato?

LB: No, sennò lo porterei a sinistra.

Barista: Vero. Carino. Anche se non apprezzo tanto gli anelli sugli uomini.

LB: Vero, ma qualcosa di semplice per me funziona.

Barista: Sì, probabilmente sì.

LB: Tu non porti la vera?

Barista: A lavoro no. Si sporca troppo e non va bene a livello igienico.

LB: Giusto.

Black addenta l'ultima metà di sandwich, tranquillo. Il barista si allontana, portando qualcosa alla signora. Il gigante finisce il suo pasto, poi anche il caffè e infine estrae il portafogli, avvicinandosi alla cassa. Dopo qualche secondo torna il barista, sorridente.

Barista: Sono sette dollari.

Il gigante estrae una banconota da dieci.

LB: Non ce li ho giusti.

Barista: Tranquillo.

Il barista restituisce al gigante tre banconote da un dollaro, poi si avvicina all'espositore dei dolci e prende una ciambella, consegnandola al gigante in un sacchettino.

Barista: Questa te la offre la casa. Ciambella alla cannella.

LB: Non devi.

Barista: Sì invece. Così non ti rattrista troppo l'assenza del panettone.

LB: Allora grazie. Arrivederci.

Barista: Arrivederci. E buon Natale.

LB: Buon Natale.

Black esce con il sacchetto in mano ed entra in macchina fischiettando. Acceso il motore fa per avviarsi, quando squilla il telefono.

LB: Pronto? Oh, ciao Michael.

ME: ...

LB: No, non mi disturbi, non ti preoccupare.

ME: ...

LB: Sì, certo. Mi fa piacere.

ME: ...

LB: Massì, stai tranquillo. Buon Natale anche a te.

Il gigante riattacca e in quel momento gli arrivano due messaggi.

LB: Due chiamate perse. Andy e un numero che non so.

Il gigante compone quest'ultimo.

LB: Pronto?

???: ...

LB: Elektra, no che non mi disturbi.

EK: ...

LB: No, mi spiace. Non ho sentito Lucy negli ultimi giorni.

EK: ...

LB: No, non sta male. Diciamo che abbiamo litigato.

EK: ...

LB: Sì, la sto andando a trovare ora. Senti, quando ci ho parlato, ti faccio chiamare, ok?

EK: ...

LB: Ottimo. Buon Natale Elektra. Salutami Lance.

EK: ...

LB: Ottimo. Ciao.

Black invece richiama Andy.

LB: Ciao Andy.

AM: ...

LB: Immaginavo. Si, ma ci sentiamo ancora, non ti preoccupare.

AM: ...

LB: In questo momento sono in macchina.

AM: ...

LB: No, passo a casa Natale. Con un po' di gente. Tu spero famiglia.

AM: ...

LB: Ottimo. Dai, ci sentiamo a Natale così ci facciamo gli auguri.

AM: ...

LB: Anche a te. Ciao.

Il gigante sembra voler mettere giù il telefono, poi ci ripensa.

LB: Dai, le ultime due.

Il gigante compone un numero.

LB: Yakow, ciao.

YA: ...

LB: No, non sto spendendo un patrimonio. Sto usando Skype.

YA: ...

LB: Si che si può usare anche per chiamare i telefoni. Altrimenti come farei a...

YA: ...

LB: Tu sei vecchio dentro.

YA: ...

LB: Ma no, ti chiamavo per augurarti buone feste. Sempre a pensare al lavoro tu.

YA: ...

LB: E lo sai che sei il mio russo preferito. Almeno fra i viventi.

YA: ...

LB: Certo che sto attento a Miller. Lo tengo d'occhio.

YA: ...

LB: Cosa vuol dire che non ti fidi. Senti, stavo per chiamare anche lui. Che cosa devo fare di più?

YA: ...

LB: E sì che lo stavo chiamando. Volevo fargli gli auguri. Come a te.

YA: ...

LB: Sì, ti ho chiamato per farti gli auguri. Buon Natale vecchio.

YA: ...

LB: Va bene, ci sentiamo il venticinque. Ok, ciao.

Il gigante riattacca, poi fa un'altra chiamata.

LB: Travis.

TM: ...

LB: No, niente, ho appena sentito Yakow e volevo fare gli auguri anche a te.

TM: ...

LB: No che non è strano. Tu non fai gli auguri di Natale agli amici?

TM: ...

LB: Cosa vuol dire non ho amici?

TM: ...

LB: Dai su. Buon Natale, amico.

TM: ...

Black scoppia a ridere.

LB: Anche a te. Ci vediamo.

Leonard mette giù, poi sospira.

LB: Bene, fatto. Ma io ho telefonato tutto sto tempo con il motore acceso?

Il gigante scoppia a ridere di nuovo e parte, aprendo con la mano destra il sacchetto della ciambella e addentandola.

LB: Buona. Ci devo passare di nuovo per forza. Magari al ritorno una capatina... Vabbè, ci penso.

Black finisce la ciambella, poi inizia a cambiare stazioni radio. Finalmente si sintonizza su una dove stanno passando una canzone natalizia.



Il gigante canticchia Jingle Bell Rock, battendo la mano a ritmo sul volante, mentre la canzone sfuma. Al suo posto inizia a parlare uno speaker con la voce acuta e leggermente roca.

DJ: Salve criminali, io sono Devious Joker, e voi siete sempre sintonizzati su Nirvana Radio. Questo è l'Arkham Sound Hall, e abbiamo appena ascoltato Jingle Bells Rock. Ma non lasciatevi ingannare, siamo sempre sulla radio più rock d'America. Che bello Natale, non è vero? Gli alberi, la neve, i regali. Ed ovviamente i parenti. Ma sapete cosa mi ricorda sempre Natale? Il modo in cui ho incontrato la mia Harley. Era una giornata nevosa del duemilaundici. A quel tempo avevo un programma serale qui, l'Arkham After Hour. Fatto sta che era tardi quando sono uscito, prendo su la mia macchina e guido nella neve, andando piano piano verso casa, quando vedo una figura nella neve che sta girando attorno ad una macchina ferma. Accosto e le do una mano. Mi sono trovato davanti lei, la mia Harley, biondissima e bellissima. È stato amore a prima vista. E voi, criminali, come avete incontrato la vostra Harley? Dopo la prossima canzone, chiamatemi e ditemelo.



LB: Bury all your secrets in my skin. And come away with your innocence, and leave me with my sins.

Black canticchia la canzone, quasi a bocca chiusa, poi stringe il volante con entrambe le mani, fino a che le nocche non gli diventano bianche per l'assenza di sangue. Poi accosta, scende dalla macchina e si appoggia alla portiera del lato passeggero, sospirando. In quel momento passano due ragazze vestite da babbo Natale, una bionda e una mora.

Bionda: Tutto a posto signore?

LB: Sì, non preoccuparti. Troppi ricordi.

Mora: Se ha troppi ricordi, noi abbiamo la soluzione.

Bionda: Detto così è equivoco.

Mora: Ma no che non lo è.

LB: A voler essere precisi un po' sì.

La mora arrossisce parecchio, e si nasconde il viso dietro il cappello.

Bionda: Quello che la mia collega voleva dire è che stiamo raccogliendo soldi per la mensa dei poveri, ma per farlo vendiamo un dolce nuovissimo.

LB: Come si chiama?

Bionda: Panettone.

LB: Stai scherzando?

La bionda sgrana gli occhi azzurri.

Bionda: Perché?

LB: Ma perché il panettone è un dolce tipico italiano.

Bionda: A noi hanno detto che era un prodotto nuovissimo.

LB: Non più di tanto. Comunque quanto sono grandi?

La mora, che ha un sacco in spalla, lo mette giù e lo apre, tirando fuori una scatoletta.

Mora: Cento grammi. Che non ho la minima idea di cosa significhi.

LB: Ottimo, dammene tre.

Bionda: Sono sei dollari.

LB: Eccone dieci. Cercate di non finire nei guai, ok?

Bionda & Mora: Certo. Buon Natale.

LB: Buon Natale anche a voi.

Le due ragazze si allontanano, mentre Black osserva i tre panettoncini. Poi, apertone uno, lo assaggia.

LB: Ma dai, al cioccolato? Non è panettone questo!

Il gigante rientra in macchina, finendo il panettone che ha aperto e mettendo sul sedile passeggero quelli chiusi. Poi rimette in moto e riparte, uscendo finalmente dalla cittadina, arrivando ad una strada che costeggia il mare. Leonard osserva il paesaggio, muovendosi tranquillo per la strada leggermente increspata da curve. Passa a fianco alcune villette, chiaramente vuote ma abitate, accarezzando il volante, poi osserva una villa leggermente più piccola delle altre, quindi svolta in una stradina bianca, smuovendo la ghiaia, e parcheggia a fianco di una Alfa Romeo Giulietta.

Quattordici metri a sud e cinquanta secondi prima.


Lucy Fisher è raggomitolata sul letto abbracciata a un cuscino, e dorme singhiozzando. Dall'esterno improvvisamente arriva il rumore di una macchina e la ragazza si scuote leggermente, svegliandosi, poi si alza e si avvia verso la terrazza, camminando scalza. Quando esce, Leonard sta parcheggiando la sua Mustang. Il gigante scende dall'auto serio e silenzioso. Lentamente lui si avvicina alla terrazza, osservando Lucy, che a sua volta lo guarda, con gli occhi lucidi. Leonard poi si incammina verso il mare, dando le spalle alla ragazza. Fatto qualche passo Black sospira.

LB: I'm gonna walk to the water's edge...

Il gigante canta ad alta voce, arrivando con le scarpe sul bagnasciuga, dove l'acqua arriva a toccargli la punta delle calzature.

LB: Refuse to be cleansed, but struggle in...

Il gigante si volta verso la ragazza e sorride vagamente, socchiudendo gli occhi.

LB: Your crown don't fit, so vacate the throne...

Lucy esce dalla terrazza e va in spiaggia, camminando piano.

LB: And off with your head, I need a shoulder to cry on...

Il gigante si porta la mano destra sul cuore.

LB: I got a heart, I got a reason, to love you all, every single person. It's not at all our conversation, I'm looking for total dislocation.

Lucy nel frattempo è arrivata a pochi passi da Leonard.

LF: I always wake to sound of your voice...

Alla ragazza scende una lacrima sulla guancia.

LF: And I am floating on an ominous cloud...

Lucy indica il paesaggio.

LF: This dark land looming over the hill...

La ragazza sospira.

LF: Mantain a holy stance and protect your children...

Lucy improvvisamente sorride.

LF: I got a heart, I got a reason, to love you all, every single person. It's not at all our conversation, I'm looking for total dislocation.

LB: I got a tree, it's time to cut it, to it's knee, don't wanna rush it. We got to please, we have to glisten, as I remain in splendid isolation.

La ragazza fa un ulteriore passo avanti, arrivando a pochi centimetri da Black.

LF: I got a heart, I got a reason, to love you all, every single person. It's not at all our conversation, I'm looking for total dislocation.

I due si guardano negli occhi ed iniziano a cantare insieme.

LB&LF: I got a tree, it's time to cut it, to it's knee, don't wanna rush it. We got to please, we have to glisten, as I remain in splendid isolation.

Leonard sorride, mentre Lucy tocca con i piedi l'acqua.

LB&LF: Hey, you can be lost at the same time as being found. Hey, you can be lost at the same time as being found.

I due si osservano, ridendo, poi, piano piano, l'espressione di Black torna seria e lui si avvia verso l'entroterra, sedendosi sulla sabbia. Lucinda lo guarda per qualche istante, per poi correre dentro casa, sbattendosi dietro la porta. Leonard inizia a disegnare dei piccoli cerchi nella sabbia con l'indice, tremando leggermente per la temperatura e esalando una nebbiolina bianca. Dopo circa un minuto la ragazza riesce dalla villetta, con in braccio quello che sembra un piumone. Rapidamente si avvicina a Black e gli sorride, osservandolo.

LF: Non prendere freddo.

La ragazza passa la coperta a Leonard, che se l'avvolge intorno, sospirando. Lucinda si siede al suo fianco, guardandolo piegando la testa di lato. Cala il silenzio per qualche secondo, poi Black si gira, ricambiando lo sguardo della ragazza.

LB: Prima di tutto voglio che tu sappia questo. Non c'è nulla di più sbagliato che amare me. Io sono e sarò per sempre un mostro. Quindi non so nemmeno esattamente perché sono qui. So solo che non potevo farne a meno, per quanto sbagliato e terribile fosse. Vedi Lucinda, io sono nato con qualcosa dentro, di più profondo e grande delle persone normali. Io ho dentro di me un abisso oscuro, terribile, violento, un qualcosa di indomabile che mi spinge verso il male. Fin da piccolo ho provato una pulsione alla violenza, un piacere ineguagliabile al pensiero del dolore, del decadimento e della morte. Sono nato sapendo che la mia strada era quella del dittatore, del serial killer e del malvagio. Ma sono nato anche sapendo quanto tutto questo fosse sbagliato. Quanto l'oscurità in me fosse da disprezzare. E l'ho fatto, giorno dopo giorno, odiandomi per ciò che ero e che sono. Ho pensato più volte di uccidermi, di uccidere quel mostro che era in me. Ma, dentro di me, lui voleva vivere. Mi odiai ancora di più, per la mia incapacità, per la mia inettitudine, per il mio essere debole. Era così semplice la soluzione, così sensata, così giusta. Eppure non ci riuscivo. Ed è stato in quel momento che realizzai che avrei vissuto da solo per sempre. Potevo circondarmi di amici, certo, ma il vero me, quel concentrato di odio, disperazione, rabbia, frustrazione, dolore, non poteva trovare nessuno. Indossai la prima maschera delle mille che porto. Accettai la solitudine come pena per la mia inabilità. I miei non se ne accorsero. Mai. Vedevano in me una persona dolce e disponibile, ma non si chiesero mai chi io fossi davvero. Scappai di casa. Non li sopportavo più e non sopportavo più ferirli con le mie bugie. Non potevo fare altro. Iniziai a girare per l'Asia a cercare una filosofia che mi aiutasse. In occidente ne Nietzsche, ne Schopenhauer, ne Freud mi avevano aiutato. Ero pienamente d'accordo con loro su di me, ma trovavo ridicole le loro soluzioni. Esplorai il pensiero dei filosofi orientali, senza trovare una soluzione, ma diventando sempre più pericoloso, perfezionando le mie abilità. Fremevo all'idea del male che potevo fare con le mie mani. La mia parte peggiore adorava ciò che stavo diventando. Avrei potuto uccidere un uomo stritolandogli la testa con le mani. Poi, incontrai lei. Bellissima. Parlammo la prima volta, e lei intravide la mia parte peggiore. Mi fece innamorare di lei in maniera incondizionata. Capisci? Qualcuno in grado di capirti, di vedere ciò che sei, nonostante tutto. Ma fu qualcosa di istantaneo, poche ore dopo averla conosciuta, sparì dalla mia vita. Fu ancora più dura, ancora più difficile. Avevo sfiorato la speranza, e la avevo abbandonata. Dentro di me il buio peggiorò. Sentivo il bisogno fisico di lei, eppure non sapevo neppure dove fosse. Finché non la incontrai di nuovo, in Giappone. Fu incredibile. Sentii che era destino. E le dissi tutto, di me e di cosa ero. Lei mi accettò. Si innamorò di me, nonostante ciò che sono. Restammo insieme per tre mesi, poi dovemmo separarci di nuovo. Ma questa volta era diverso. Per quanto fossimo stati separati, sapevo che ci saremmo rincontrati. E fu così. Due volte, in India e in Cina. E finalmente in Cina iniziammo a vivere insieme. Ero felice. Non so come altro dire. Non ero più un mostro, ero solamente suo. Sapevo che lei mi avrebbe protetto da me stesso, e sapevo che lei mi avrebbe indicato la via. Era di più di amore. Era salvezza. Ci eravamo fatti una promessa. Avremmo passato il resto della nostra vita insieme. Non importa cosa fosse accaduto. Solo lei riuscì a mantenerla. Rimasi solo, ma non piansi. Non ne ero capace. Un solo sentimento mi cresceva da dentro. Una sola, gigantesca, unica, sorda rabbia. Non esisteva più quella maschera che mi ero creato, c'era solo una fredda e lucida volontà. Scappai dalla Cina. Tornai qui, in America, dieci anni dopo, per scoprire che i miei erano morti in un incendio. Non fui nemmeno triste. Estranei. Dentro di me erano morti le comprensione, la pena, l'affetto. Mi misi a fare ciò che sapevo fare, combattere. E sapevo che più dolore avrei inflitto, più sarei riuscito a sopportare la giornata. Smisi di dormire. La notte portava incubi e stanchezza, invece di riposo. Smisi di pensare a domani. Che senso ha il domani, quando sei solo? Poi ho incontrato te. E non me ne sono accorto. Tu, come lei, hai visto la mia parte nascosta, il mio io. Eppure non me ne sono accorto. Mi hai salvato, chiedendomi di salvarti. Hai fatto rinascere in me la speranza e l'amore. Eppure li ho ricacciati giù, spaventato. Non volevo succedesse di nuovo. No. Abbandonare la speranza per evitare il dolore. Questa la mia idea. E non lo feci nemmeno volontariamente. Non ce ne fu bisogno. Mi nascosi dietro un dito. E, come al solito, non ho fatto altro che fare soffrire chi mi sta intorno. Non so quando ti sei innamorata di me. Non so proprio dirlo, ma avrei dovuto capirlo. Ho avuto un'altra possibilità, e non capita a tutti. Eppure l'ho gettata via. Ed ora sono qui, ad implorare. Perché non ti merito, in nessun modo. Eppure ho dannatamente bisogno di te. Più di qualsiasi altra cosa. Io ti amo. Per quanto poco significhino queste tre parole, per me sono tutto. Perdonami. Perdonami per i giorni in cui ti ho ferita. Perdonami per quando ti ho illusa. Perdonami per ciò che sono.

Black abbassa lo sguardo di nuovo, mentre Lucinda continua ad osservarlo.

LF: Ho freddo.

Leonard osserva la ragazza, poi apre la coperta, permettendole di entrare, per poi riavvolgerla intorno a loro due. Lucinda appoggia il capo sulla spalla del gigante, mentre dai movimenti della coperta capiamo che gli ha cinto la vita con le braccia.

LF: Dillo di nuovo.

LB: Perdonami...

LF: Non quello. Prima.

Leonard sospira.

LB: Io ti amo.

La ragazza lo stringe ancora di più a se.

LF: Happiness is an allusion, hold me close to see me a little more until my body feels your magic touch and steals my skin before it rots. My castle is a great illusion.

Leonard sorride leggermente.

LB: Dovrebbe essere la mia canzone preferita, non la tua.

LF: Tu non sai quanto ti ho odiato. Non puoi capire. Ogni giorno mi svegliavo vedendoti, vedendo quella luce nei tuoi occhi. Chiedevi amore. Ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano, ogni volta che stavamo vicini, ogni volta che parlavamo solo io e te. Ed io ero sempre li, pronta a darti l'amore che volevi. Ed ogni volta, ogni singola volta, in cui mi mettevo con il cuore in mano, pensando mi avresti chiesto di darti l'amore di cui avevi bisogno, tu mi dicevi che ero come una sorella per te. Ho vissuto per te gli ultimi tre anni della mia vita. Non potevo immaginare una vita diversa da quella al tuo fianco. Anche a costo di essere solo tua amica, anche strappandomi il cuore dal petto. Eppure hai deciso che non meritavo nemmeno quello. Non meritavo neppure di fare questo sacrificio per te. Eppure anche quando ero qui, a piangere, l'unica cosa a cui riuscivo a pensare era che avevo perso l'occasione della mia vita.

LB: Lucinda... Perdonami.

LF: No. Non posso perdonarti. Non sono mai nemmeno stata arrabbiata con te. Ero solo furiosa con me stessa.

LB: Non dovevi esserlo. Io ho sprecato l'occasione della mia vita. Come sempre.

Lucinda guarda negli occhi Leonard, verde nel grigio, mentre il sole sta incendiando di rosso il mare.

LF: Dimmi che mi ami.

LB: Io ti amo.

LF: Di nuovo.

LB: Io ti amo.

LF: Promettimi che me lo dirai ogni mattina di ogni giorno. Promettimi che me lo dirai davanti ad ogni tramonto. Promettimi che non mi lascerai mai sola.

LB: Lucinda, io ti prometto che ogni mattina di ogni giorno, che davanti ad ogni tramonto, io ti amerò come ora, per sempre. Tu non sarai mai sola.

La ragazza lentamente avvicina il viso a quello del gigante.

LF: Ti amo.

I due si baciano a lungo. Quando finalmente si staccano rimangono a pochi millimetri uno dall'altro, sorridenti.

LF: Quindi d'ora in poi sei mio?

LB: Sì, con tutto me stesso.

LF: Io una strega e tu il mio cavaliere?

LB: Sì...

Leonard la osserva per qualche istante, poi ridacchia.

LB: Mi avevi detto che non giocavi ai videogiochi.

LF: Ho recuperato qualcosa.

LB: E sei partita da Final Fantasy VIII?

LF: Mi era piaciuta la tua entrata a Night of Gold.

Black ridacchia, annuendo.

LF: Ho giocato anche a Dark Souls.

LB: Lo hai finito?

LF: Sì. Però ci ho messo tantissimo.

LB: Immagino. Ti amo.

I due si baciano di nuovo.

LB: Però adesso giochi con me Final Fantasy X.

LF: È il tuo preferito?

LB: Sì. Ha la mia storia d'amore preferita.

LF: Raccontamela.

LB: Te la rovinerei. E poi vuoi proprio vedermi piangere?

LF: Magari vederti piangere...

Black solleva la ragazza di peso, mettendola a sedere sulle sue gambe, e poi abbracciandola da dietro.

LF: È bello essere abbracciata da te. Mi fa sentire protetta.

Il gigante da un bacio sul collo alla ragazza.

LF: Come hai fatto a trovarmi?

LB: Mi ricordo quello che dici. Me ne avevi parlato un po' di mesi fa.

LF: Non ci credo.

LB: È assolutamente vero.

La ragazza si appoggia al petto di Leonard, osservando il tramonto.

LF: Ho sognato tante volte una scena come questa.

LB: Fai dei bellissimi sogni.

LF: E tu, non mi hai mai sognato? Non hai mai sognato di baciarmi?

LB: Mi sforzerò di farlo d'ora in poi.

LF: Potevi anche dire una bugia dolce.

LB: No. Non voglio più mentirti. Mai. Non ti mentirò mai. Mai.

Black stringe la ragazza.

LF: Quindi non dovrò più utilizzare mezzucci per sapere del tuo passato?

LB: No, te lo giuro.

La ragazza sorride, mentre il cerchio solare è sceso sotto l'orizzonte e l'ultima luce del giorno rischiara la spiaggia.

LF: Com'è triste il mare d'inverno. Com'è solo.

LB: Sì, è triste il mare d'inverno, ma è bellissimo. Un gigante benevole e malinconico, che dorme quietamente.

LF: Quindi ti assomiglia.

LB: Io non sono bellissimo.

LF: Confermo.

Black fa il solletico alla ragazza, che si dimena per qualche secondo.

LB: Impertinente.

LF: Niente bugie, ricordi?

LB: Almeno il silenzio.

Lucinda scrolla il capo.

LF: No.

Leonard sospira.

LB: Va bene... Tonta.

LF: Ma... Non vale.

LB: Dicevo solo la verità.

LF: Impertinente.

Inizia una rapida lotta, che si conclude con Lucinda seduta sopra a Black, supino sulla sabbia.

LF: Vinto!

LB: Che sorpresa.

La ragazza si copre il viso coi capelli, soffiando via una ciocca in modo che si veda solamente un occhio verde.

LB: Te l'ho mai detto che hai degli occhi bellissimi?

LF: Sì, ma mai così.

Il gigante sorride, rimettendosi a sedere e abbracciando la ragazza nel farlo.

LB: Fra poco ci sarà buio.

LF: Sei nel poetico o nel pratico?

LB: Nel pratico, ma se vuoi scado nel poetico.

LF: Ma scadi pure nel poetico.

LB: Allora ti posso dire che il buio di fuori non potrà mai essere grande come il buio che ci portiamo dentro, ma che in ognuno di noi c'è anche una luce ben più forte di mille stelle.

LF: Ed è vero?

LB: Questo non lo so, ma so che la mia luce sei tu.

La ragazza ride per qualche istante.

LB: Dai, non era così brutta come frase.

LF: No, era molto bella. È solo che non sono ancora abituata a te.

LB: A me?

LF: Al mio cavaliere, alla mia guardia del corpo, al mio amante. È così strano e così bello, che non riesco a realizzarlo.

LB: E allora non realizzarlo. Fa in modo che ogni giorno ti sorprenda. Sarà ancora meglio.

La ragazza sorride, per poi baciare il gigante.

LF: Possiamo passare qui il resto della nostra vita?

LB: No, non possiamo. Lo sai. E poi per Natale ho inviato un po' di gente.

LF: Andrew, Pauline, Arthur e?

LB: Jimi e John, ma non Arthur.

LF: Avete litigato?

LB: Parecchio

LF: Parecchio?

LB: Mi ha sparato con un canne mozze. E io avrei potuto sparare a lui.

LF: Ti ha sparato?

LB: Legittima difesa.

LF: Mi stai prendendo in giro?

LB: No.

LF: Siete ancora interi tutti e due?

LB: Lui ha qualche graffio, ma nulla che un po' di tempo possa sistemare.

LF: Mi spiace. È colpa mia.

LB: A metà. Era lui a mettere su YouTube i miei video.

LF: Idiota. Deve averglielo consigliato Viola.

LB: Viola Lestrade?

LF: Già. Sono fidanzati.

LB: Non so se chiamarlo per scusarmi o per fargli le congratulazioni.

Il gigante da un bacio sul collo a Lucinda, che gli passa una mano fra i capelli.

LF: E cosa è successo in TWC mentre non c'ero? Il tuo match?

LB: Vinto. Ho schienato Kevin. Elektra invece ha perso il titolo. A tal proposito ti cercava prima.

LF: Mi spiace. Però sono contenta per Brunild. Si può essere contenti e tristi per la stessa cosa?

LB: Tu non sai quanto io sia felice in questo momento e quanto io sia triste.

LF: Perché sei triste?

LB: Perché sto pensando a tutto il tempo che ho sprecato. Se fossi stato più intelligente avrei capito quello che provavi e che provo tre anni fa. Adesso saremmo abbracciati davanti al camino a casa, e tu staresti dormicchiando sulla mia spalla, mentre in televisione passa un brutto film di Natale. Penso a quanti baci, quanto amore ho perso perché sono un idiota, e sono triste. Poi ti guardo e sono felice, perché ho capito dov'è il mio posto.

LF: Lo sapevo che eri un tenerone sotto sotto.

Leonard sorride, appoggiando la sua fronte contro quella della ragazza.

LB: The Witch and The Knight. Come ti pare?

LF: Non male. Abbiamo bisogno di un nome?

LB: Credi davvero che quando sapranno che siamo fidanzati non ci chiederanno di fare almeno una dozzina di match di coppia l'anno? Che ingenua che sei.

Lucinda si muove di scatto, mordendo dolcemente il naso di Leonard.

LF: Non sono ingenua. E in effetti non sarebbe male fare match assieme. Basta che non debba fare tutto io.

LB: Guarda che fra i due attualmente il campione del mondo sono io.

LF: Devi recuperare un bel po'.

LB: Solo sei, dai. Non è impossibile.

Black sorride, poi bacia ancora Lucy.

LB: Andiamo a casa?

LF: No.

LB: No?

LF: No.

LB: No.

LF: No.

LB: No.

LF: Direi che per stasera possiamo dormire qui.

LB: Non ho un pigiama.

LF: Non è un problema.

Black arrossisce leggermente.

LB: Ecco, a questo devo ancora abituarmi.

E mentre Lucy ridacchia, le immagini sfumano.


Ultima modifica di Il capitano il 21/12/2015, 11:20, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 20/12/2015, 8:05 
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HAWKES CONDANNATO, RICERCATO ORA IN TUTTO IL MONDO

New York - Nella giornata di ieri si è concluso il processo sul caso del fallimento della Hawkes Inc., avente come unico imputato l'imprenditore Mac H. Hawkes, accusato di bancarotta fraudolenta, con la sentenza di condanna ai danni dell'ex CEO della compagnia, che dovrà ora scontare tre anni di reclusione presso il carcere di Rikers Island. Hawkes, che nell'ultimo anno è divenuto noto al grande pubblico partecipando alla federazione di pro wrestling TWC col nome di Mr. Fox Olon, è fuggito e al momento il New York City Police Department, che ha promulgato un mandato di arresto internazionale, lo sta cercando. Si teme che il condannato, coinvolto in altri processi in relazione ad altre sue precedenti aziende, possa aver abbandonato il suolo degli Stati Uniti, sfruttando i suoi numerosi contatti in tutto il mondo.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 20/12/2015, 21:23 
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EVENTI AVVENUTI NELL'IMMEDIATO POST-END IS NEAR

Backstage. Spogliatoio di Murdock ed Elektra. La spartana è seduta a terra vicino alla porta. Gambe sdraiate vicino alle quali vi è il titolo FWP posato distrattamente. Schiena appoggiata contro il muro, gli occhi arrossati e gonfiati dalle lacrime che ancora sgorgano prepotentemente sul volto della greca. Con un braccio tiene una busta di ghiaccio premuta contro il labbro spaccato nel match mentre singhiozza piangendo con lo sguardo assente

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La porta dello spogliatoio si apre e si richiude violentemente dopo che Murdock è rientrato dopo il match disputato, ancora sudato e in ring-attire mentre si tiene una mano sul collo con una smorfia di dolore

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Nota le condizioni della sua compagna e sospira avvicinandosi a lei che continua a fissare il vuoto singhiozzando

LM:Da quanto tempo stai così?

ELK:Da quando sono tornata qui. Volevo sdraiarmi sulla panca per conservare un briciolo di dignità ma non ce la facevo. Quindi eccomi qui, seduta per terra come una pezzente, troppo debole persino per alzarmi.

La spartana alza le braccia al cielo per poi riabbassarle. Lance si china con una smorfia di dolore per sedersi vicino a lei e stringerla a sè ponendole un braccio attorno alle spalle

LM:Beh, fattelo dire, sei la pezzente più bella che abbia mai visto.

Elektra sfoggia un sorriso tra le lacrime per poi continuare a singhiozzare

ELK:Scusami... Ti avevo promesso niente più lacrime ed invece mi ritrovo a singhiozzare come una bambina. Scusami se ti ho deluso di nuovo, finisco sempre per deludere tutti...

Lance le avvicina la testa al petto accarezzandole i capelli

LM:Sai qual è la differenza tra una promessa e un giuramento? Una promessa può essere infranta senza alcun rimorso quindi per questa volta passi.

Il DD le da un bacio sulla testa mentre le sue lacrime gli bagnano il petto

LM:Non hai deluso proprio nessuno, piccola. Sei stata la guerriera più tosta e meravigliosa che ci sia mai stata, hai dimostrato tutto il tuo valore lottando strenuamente.

ELK:E non era abbastanza...

Elektra tira su col naso mentre poggia le sue braccia attorno al collo del ragazzo

ELK:Perdere mi fa infuriare... Specialmente oggi. Quello era il titolo di Lucy, il titolo che ha mantenuto per anni. Già sognavo di poter eguagliare il suo record ed invece dopo un paio di mesi è già tutto finito. Contro Brunild poi... Non voglio mai uscire da qui. Come farò a guardare Lucy negli occhi? Come potrò reggere un confronto con Brunild? Non ce la posso fare, non voglio più vedere nessun'altra persona al di fuori di te.

Lance le mette un dito sulle labbra zittendola dolcemente

LM:Ehi, non dimenticare mai chi sei. Sei la ragazza che ha detronizzato Lucy Fisher, che è diventata persino bicampionessa e tutto questo a soli pochi anni dagli inizi. Sei meravigliosa, vedi di non dimenticarlo mai. Perdere non è mai facile, lo so, ma devi imparare ad accettarlo; è parte del gioco.

Il diavolo custode le mette le mani sulla testa e le avvicina la fronte alla sua guardandola dritta negli occhi

LM:Lucy sarà felicissima come sempre di vederti e sarà fiera di vedere quanta determinazione hai dimostrato sul quadrato. E credo proprio che anche Brunild abbia capito di che pasta sei fatta, vedrai che ti guarderà con occhi diversi. Il mondo è così vasto, non rinchiuderti in una sola stanza. Non accontentarti, mai. Vai e conquista il mondo intero. Intesi?

Elektra tira su col naso annuendo timidamente per poi riaffondare la testa sul petto di Murdock

ELK:A te com'è andato il match? Scusami ma non ce l'ho fatta a vederlo.

LM:Beh, poteva andare meglio.

ELK:Ne hai prese tante, eh?

Lance guarda la compagna con uno sguardo fintamente arrabbiato

LM:Senti chi parla! La signorina che non riesce neanche ad arrivare alla panca. Dovresti vedere gli altri poi come li ho ridotti.

Elektra tira di nuovo su col naso accennando un sorriso mentre con il dorso della mano si asciuga le lacrime che continuano ad affluire sul suo volto

ELK:Adesso cosa farai?

LM:Semplice! Mi godrò le vacanze insieme alla ragazza più bella del mondo. In caso non l'avessi capito, tontolona, mi riferisco proprio a te.

Il Daredevil da un buffetto affettuoso sulla fronte della ragazza riuscendo a strapparle un altro sorriso mentre lei gli da una manata sul petto

LM:Dimmi qualsiasi luogo e ti ci porto subito. Anche la luna, se vuoi.

ELK:Andiamo a casa.

LM:Oh, come sei banale! Ogni tuo desiderio però sarà esaudito, casa sia.

Lance mette una mano sul muro e si rialza a fatica

LM:Su, in piedi!

ELK:Non credo di riuscirci...

LM:Vuoi proprio essere viziata, eh? E sia!

Lance si china e prende Elektra in braccio con una smorfia di dolore mentre lei le cinge le braccia attorno al collo mentre le immagini staccano


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 21/12/2015, 17:14 
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Sera, forse notte. Un campo di grano. E' presente un sentiero asfaltato approssimativamente, ma nelle vicinanze non vi è segno di alcuna abitazione o presenza umana. Non vi è segno nemmeno di qualche lampione o altre fonti di luce, ma il cielo non è ancora così scuro da impedire la vista. Un uomo giace sdraiato con la pancia sull'erba, i gomiti a far perno per sorreggere il mento.

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Kevin Manson, silenzioso e concentrato, continua ad osservare un punto fisso dinnanzi a sè con sguardo serio. L'oggetto del suo desiderio è un uccellino in gabbia, posizionato a trenta centimetri circa dalla sua faccia. Il silenzio di tomba è interrotto dal rumore di uno stormo di corvi, al quale l'uccellino risponde con un cinguettio. Il Painmaker sospira.

KM: Tu sei chiuso in gabbia, e loro stanno volando. Come ti senti?

Manson passa l'indice della mano destra sull'esile grata della gabbietta.

KM: Sai, ogni tanto mi chiedo quale sia lo scopo della tua vita. Cosa possa passare nella testa di un uccellino come te. Cinguetti per paura? Per ribellione? O per semplice noia? Forse cinguetti senza una ragione precisa, lo fai e basta. Per ricordare al mondo di esistere. Eppure no, è un controsenso, in quel caso il tuo canto avrebbe un senso razionale. O forse la ragione è proprio quella e tu non te ne accorgi. La tua razionalità è del tutto involontaria, e il vero modo di inquadrarti è quello di un patetico pennuto.

Kevin sbuffa.

KM: Nah, se esisti devi avere uno scopo. Un obiettivo. Qualcosa che almeno ti faccia sentire vivo, non per consapevolezza di esserlo, ma per l'incapacità di definire quel flusso di adrenalina che circola nelle tue vene e raggiunge il cervello con una parola diversa da "vita". E' per caso volare, uccellino? Alla fine, voi fate quello. Volate, vi nutrite, defecate. Forse urinate anche, ma nessuno ci fa mai caso. Forse ci sono altre cose a cui nessuno fa caso? Hai dei begli occhi. Vispi, quasi intelligenti. Eppure rimani un piccolo volatile con il cervello delle dimensioni del mio dito mignolo e a nessuno interesserà mai se quegli occhi dicano la verità sul tuo conto. Neppure a me, sarò sincero. A me interessa capire cosa ti renda felice di vivere e ti impaurisce al pensiero della morte.

Manson alza gli occhi al cielo, scuotendo la testa.

KM: La risposta più ovvia è che tu voglia volare. Uscire da questa gabbia, schizzare verso il cielo più veloce che puoi, respirare l'aria che diventa sempre più rarefatta ma sempre più tua, prezzo da pagare per l'accesso ad un mondo in cui sei il dominatore incontrastato. Sai, la gente andrebbe pazza per l'idea di volare. Hanno creato macchine per farlo, più in alto di te. Hanno creato una figura che li protegga e dia loro speranza, degli dei che - con buona approssimazione - hanno la semplice caratteristica di stare nei cieli, o forse addirittura oltre, guardandoci tutti da lassù. E non importa se non intervengono per aiutare la razza umana contro le ingiustizie o le tragedie, loro saranno sempre degni di venerazione perchè sono più in alto di noi, e quando moriremo ci apriranno finalmente le porte a quel regno tacitamente promesso a cui ogni uomo ammira. Sai, uccellino, detto tra noi: sono delle cazzate. Ma servono a farti capire quanto la razza umana invidi gli esserini come te, pur ritenendoli così miserabili ed idioti.

The Animal continua a guardare il cielo, sospirando.

KM: Eppure... Eppure è un capriccio. Tu sei abituato a sfrecciare per quelle distese azzurre facendoti osservare dalle creature che popolano la terra. Ed anche cagando loro in testa, che è meno d'atmosfera ma non per questo irrilevante nel nostro discorso. Le piccole cose. Un concetto relativo, peraltro. Per te, dominare i cieli ormai è un'abitudine. Qualcosa che dai per scontato. Che fascino ha? E' come camminare. Non hai nulla da perdere, nulla da guadagnare. Lo fai perchè puoi e sei abituato a farlo. C'è qualcosa da raggiungere, lassù? In questo momento, ne sono certo, no. Il cielo è coperto, non si vedono nemmeno le stelle... E probabilmente nemmeno ti interessano. Stupido, stupido uccellino.

Manson torna a posare lo sguardo a terra, strofinandosi tra pollice e indice un filo d'erba.

KM: Tu non guardi verso l'alto come noi. Tu guardi verso il basso. Quindi, forse ciò che ti rende davvero felice è cibarti. Ogni giorno ti fiondi verso il terreno cercando qualcosa che possa saziarti, che possa appagarti. Permettimi di escludere anche questo, uccellino. Il cibo è un mero mezzo per avere energia, che poi confluirà nel volo. Ma ne abbiamo già parlato prima e lo abbiamo escluso dalla lista. Quindi... Ci deve essere un altro modo per intendere l'atto di cibarsi. Forse, a te del sapore interessa poco. Non so nemmeno se tu abbia delle papille gustative. Quello che ti interessa, che ti fa sentire vivo, è stanare il fottuto lombrico che striscia al suolo, troneggiare dinnanzi a lui sapendo che non potrà mai fuggirti, fargli assimilare la sua fine dolorosa e stroncarne l'esistenza. Il sadico gusto di uccidere ciò che è più debole di te. Semplice violenza? Vendetta? Sofferenza?

Kevin alza con le unghie un po' di terra, quasi scavando. Afferra con le mani proprio un piccolo lombrico, che squadra da cima a fondo. Fatto ciò, lo lancia nella gabbietta, dove viene spezzato e rapidamente mangiato dal volatile.

KM: I tuoi occhietti non lasciano trasparire emozioni. Continuo a vederti come un tenero uccellino. Innocente creatura, non sai nemmeno cosa significhi togliere una vita, forse nemmeno perderla. Non sai cosa significhi la vita stessa. Oppure, quegli occhietti intelligenti riflettono perfettamente la tua indole e mi stai ingannando senza potermi capire, nè parlare.

Kevin si passa una mano davanti al volto, stropicciandosi gli occhi.

KM: E se fossi io ad essermi ingannato da solo? Sto sprecando il mio tempo a fare domande e cercare di entrare nella testa di uno stupidissimo uccellino. In quel caso, potrei essere io a non aver idea di cosa significhi davvero la vita. Dovrei imparare da te. Ma gli umani sono così, sbagliano da milioni di anni senza imparare mai dai loro errori, ostentando la capacità logica che li distingue da tutti gli altri a proprio svantaggio, senza accorgersene. Dopotutto, sono umano anch'io. Dopotutto, sono umano anch'io...

Manson ringhia debolmente.

KM: Sai, uccellino, mi ricordi alcune persone. Mi ricordi Lance Murdock, perchè proprio come te ama lanciarsi in cielo e rifiondarsi sulla terra. Per motivi diversi, certo, ma lo fate entrambi. Non puoi fare a meno di ricordarmi anche Michael Edwards. Siete entrambi invidiati da tutti, tu perchè sei nato con due fottute ed ingombranti ali che ti permettono di alzarti di qualche metro e lui per il suo ancor più fottuto talento naturale, sia sul ring che come presa col pubblico. Dannazione, tra coloro che vi invidiano ci sono io. Forse l'unico ad invidiarvi entrambi. Ed infine, mi ricordi Leon Black. Perchè... Beh, è molto più semplice. Mi ricordi Leon Black perchè vi odio entrambi.

Kevin si mette in piedi, alzando la gabbia di fronte a sè.

KM: Se tu avessi intelletto, ti staresti chiedendo perchè io ti debba odiare. Forse l'hai già capito, l'istinto animalesco in fondo è affascinante. Beh, vedi, tu non hai nulla da perdere. O almeno, non capirai mai di aver perso qualcosa, non avrai mai rimpianti, non sarai mai a terra. Metaforicamente e non, se vogliamo. Io sì. Io ho appena mancato l'occasione più importante della mia vita, e soffro. Soffro, soffro come tu non potrai soffrire mai. Non so cosa fare. Proprio come te. Ma tu, pur non sapendolo, farai qualcosa. Io no. Io non ho più la forza di fare nulla. Interviste, farmi vedere in qualsivoglia modo in giro, tornare su un ring di wrestling a prendere botte inutilmente, sforzarmi di trovare un modo di togliermi la vita, odiarmi. Sono tutte cose che non ho la forza di fare. Mi merito questa sofferenza? No. Ho avuto semplicemente la colpa di trovarmi di fronte a qualcuno più forte di me.

Manson apre lentamente la gabbietta. L'uccellino fa per uscire, ma viene afferrato dalla mano sinistra di Kevin. Il volatile comincia a schiamazzare e cercare di volare, chiuso nel saldo pugno di Kevin, che contrae i muscoli e sbuffa divenendo rosso in volto.

KM: La stessa colpa che hai avuto tu. Trovarti di fronte a qualcuno più forte di te. Perchè, uccellino. PERCHE' DOBBIAMO SOFFRIRE! E QUELLO CHE STAI PATENDO E' QUELLO CHE PATISCO IO OGNI GIORNO PER DIVERTIMENTO, PER AMBIZIONE, ED E' IL DOLORE PIU' INTENSO CHE TU POSSA PROVARE! SENTILO, SENTILO! LE TUE PICCOLE OSSA POTREBBERO SPEZZARSI DA UN MOMENTO ALL'ALTRO E LASCIARTI AGONIZZANTE SINO AL TUO ULTIMO RESPIRO! E RIMARRA' MENO INTENSO DEL DOLORE CHE STO PROVANDO IO ORA! PERCHE', BASTARDO DI UN UCCELLINO! PERCHE' NOI DUE SIAMO DESTINATI A SOFFRIRE SINO ALLA NOSTRA FINE? PERCHE' SIAMO DESTINATI AD ESSERE ODIATI DA TUTTI?!

Kevin strappa una piuma all'uccello, poi allenta piano piano la presa fino a renderla piuttosto comoda. Lo avvicina al proprio petto. Una lacrima gli scivola sulla mano, seguita rapidamente da una seconda che cade in testa alla creaturina.

KM: Qualsiasi cosa succeda, uccellino, non ti dimenticare mai questo dolore. Tu sei testimone della storia di un uomo che ha perso tutto. Vola, come monito per chi verrà. Per evitare che compiano i miei stessi errori. Questo.. Questo è l'obiettivo che tanto cercavi. Questo è il mio dono.. Sii pronto a tutto ciò che la vita ti scaglierà davanti, e porta questo messaggio a tutti gli altri. E se... E se tu mai raggiungessi una stella, dille che è meravigliosa.

Kevin Manson apre il palmo della mano e l'uccellino vola via. Si lascia cadere a terra, piangendo e coprendosi il volto con la mano sinistra. Con quella destra comincia a scavare, creando un buco abbastanza grande per inserirvi la gabbia di metallo. Ricopre tutto con la terra, poi si guarda la mano. E' sanguinante in seguito ad alcune ferite superificiali provocate proprio dal suo scavare. Osserva la piuma che tiene nella mano opposta. Ne intinge la punta nel sangue, poi si avvicina a fatica ad un albero e comincia a scrivere sulla corteccia. Passa poco più di un minuto, le parole scivolano dalla penna al legno. Quando pare finalmente aver finito, si allontana chiudendo le mani a pugno.

I've talked to a bird, imprisoned in a cage
Almost tried to kill him, blinded by my rage
I let him fly away, but I can't go nowhere
At least I was right, "the end was there"


(15 minuti più tardi)


Un verso abbastanza acuto si alza nel bosco. Si sente qualche rumore provenire dalle fronde degli alberi. Appena sotto ad uno di essi, vediamo svolazzare un corvo che tiene qualcosa nel becco. Un uccellino, spezzato in metà. Il corvo comincia a dilaniarne la carne, attirando l'attenzione di qualche compagno di caccia che si unisce al banchetto.

Simply,
the end.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/12/2015, 13:16 
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ASHES TO ASHES

Spoiler:

Episodio 6: Un uomo da vendere.


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Ci troviamo in una stanza chiusa, due signori, ognuno con un distintivo sulla giacca, parlano con Robert, seduto, a braccia conserte.

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Poliziotto 1: Signor Dunn, risponda.

Poliziotto 2: Signor Dunn, la prego.

L’uomo fissa i due, a bocca serrata.

*qualche ora dopo*


Gli stessi due agenti parlano con Randy, pieno di cicatrici in volto, in una stanza molto simile a quella di prima, nella quale tutto viene ripreso tramite CCTV. Uno dei due agenti ha alcuni fogli in mano.

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Poliziotto 1: Signor… Randy… Satoshi. La prego di rispondere a tutte le nostre domande.

Il collega guarda Randy.

Poliziotto 2: Non sembra asiatico.

Randy: Non lo sono.

Poliziotto 1: È un cognome asiatico.

Poliziotto 2: Ma lei non è asiatico.

I due colleghi si guardano.

Poliziotto 1: È falso.

Il viso di Randy non tradisce alcuna emozione.

Poliziotto 2: Perché ha questo cognome?

Randy: Perché sono stato adottato.

Poliziotto 2: I costruttori Satoshi?

Randy: Sì.

Poliziotto 2: E che ci fa lei qui?

Randy: Non siamo più in buoni rapporti.

Poliziotto 1: È cresciuto con loro?

Randy: No.

Poliziotto 1: No? Da quando l’hanno adottata?

Randy: Qualche anno fa.

Poliziotto 1: E prima dov’era?

Randy: Sono saltato di casa in casa, di famiglia in famiglia.

Poliziotto 2: E l’ultima sarebbe questa Satoshi.

Un poliziotto legge un foglio, poi lo cede al collega.

Poliziotto 1: Controlla.

Cenno d’intesa.

Poliziotto 1: Che ci faceva ieri alle quattro e cinque in casa dei signori Peacock?

Randy: Non ero lì.

Poliziotto 2: Davvero? Te la giochi così?

Randy: Io non gioco.

Poliziotto 1: Perché l’abbiamo trovata mascherata fuori dalla villa dei due coniugi Peacock?

Randy: Perché sono sfigurato in viso.

Poliziotto 2: PERCHÉ-ERA-LÌ.

Randy: Aspettavo due amici.

Poliziotto 1: Frank Dunn e Sidney Ocean?

Il ragazzo sfigurato sbuffa.

Randy: Che palle.

Poliziotto 1: Risponda!

Randy: Senta, perché non risponde lei ad una semplice domanda?

Poliziotto 1: Perché lei non può farne.

Randy: Sicuro?

Poliziotto 1: Sicuro.

Randy: Avete passato anni a cercare questa banda di ladri e truffatori. Questa è la prima volta che mi vedete, è chiaro che io c’entri troppo poco. Ma so chi è il capo.

I due agenti guardano Randy, uno dei due storce il labbro.

Randy: Sentite, ho fatto un errore. Ma avete la soluzione ad un passo. L’avete preso, io posso dirvi chi c’è dietro tutto questo. Ho fatto solo un errore a farmi coinvolgere, ma non ho mai partecipato al crimine prima d’ora. Se uno bruciato in faccia come me fosse in giro da tanti anni, ve ne sareste accorti.

I due colleghi si scambiano uno sguardo.

Randy: Io non posso chiedere nulla, ma magari… Se voi faceste le domande giuste, potremmo arrivare a qualcosa.

Poliziotto 2: Tu non decidi un cazzo.

Randy: E tu verrai incriminato per corruzione, visto che i Satoshi ti hanno pagato tanto per avere i permessi per costruire i palazzi spuntati in città.

Il poliziotto rimane a bocca aperta per qualche secondo, guardando Satoshi.

Poliziotto 2: Chi è il capo?

*qualche ora dopo*


In una stanza molto simile a quelle precedenti troviamo Sidney, anche lei alle prese coi due agenti.

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Sidney: Robert.

Poliziotto 1: Robert Dunn?

Sidney: Sì.

Un attimo di silenzio, un agente scrive qualcosa su di un foglietto.

Poliziotto 2: Quanto ci costerà avere tutto?

Sidney: Rilasciate me e l’altro. Noi non c’entriamo nulla.

Poliziotto 1: L’altro?

Sidney: Randy.

Poliziotto 2: Conosce Randy Satoshi?

Sidney: L’ho conosciuto per questo colpo, sì.

Poliziotto 2: Bene.

L’agente si gira verso il collega.

Poliziotto 2: Liberali.

*camera fades*


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Re: TWC - News from Indoor War
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HAWKES ARRESTATO, ORA SI TROVA IN CARCERE

Mac H. Hawkes, ex CEO della Hawkes Inc., accusato di bancarotta fraudolenta nel caso del fallimento della compagnia e condannato a tre anni di reclusione il 20 dicembre scorso, in mattinata è stato identificato e immediatamente arrestato mentre cercava di abbandonare il paese e dirigersi a Parigi, in Francia, dove aveva già preso contatti con un facoltoso uomo d'affari della capitale francese, con cui nel corso degli scorsi anni ha intrapreso importanti rapporti lavorativi. Hawkes è stato riconosciuto mentre, munito di falsi documenti, stava per imbarcarsi sull'aereo. Ancora non si hanno dettagli sulle modalità della sua latitanza e su chi, eventualmente, lo abbia aiutato a nascondersi, la polizia ha fatto sapere che indagherà per rintracciare eventuali complici. Immediatamente dopo l'identificazione e l'arresto, Mac Hawkes è stato trasferito presso il carcere di Rikers Island, dove sconterà la sua pena. Si conclude così una controversa vicenda che aveva fatto rimanere col fiato sospeso l'intero paese.


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Re: TWC - News from Indoor War
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HAWKES ARRESTATO, ORA SI TROVA IN CARCERE

Mac H. Hawkes, ex CEO della Hawkes Inc., accusato di bancarotta fraudolenta nel caso del fallimento della compagnia e condannato a tre anni di reclusione il 20 dicembre scorso, in mattinata è stato identificato e immediatamente arrestato mentre cercava di abbandonare il paese e dirigersi a Parigi, in Francia, dove aveva già preso contatti con un facoltoso uomo d'affari della capitale francese, con cui nel corso degli scorsi anni ha intrapreso importanti rapporti lavorativi. Hawkes è stato riconosciuto mentre, munito di falsi documenti, stava per imbarcarsi sull'aereo. Ancora non si hanno dettagli sulle modalità della sua latitanza e su chi, eventualmente, lo abbia aiutato a nascondersi, la polizia ha fatto sapere che indagherà per rintracciare eventuali complici. Immediatamente dopo l'identificazione e l'arresto, Mac Hawkes è stato trasferito presso il carcere di Rikers Island, dove sconterà la sua pena. Si conclude così una controversa vicenda che aveva fatto rimanere col fiato sospeso l'intero paese.


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Re: TWC - News from Indoor War
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HAWKES ARRESTATO, ORA SI TROVA IN CARCERE

Mac H. Hawkes, ex CEO della Hawkes Inc., accusato di bancarotta fraudolenta nel caso del fallimento della compagnia e condannato a tre anni di reclusione il 20 dicembre scorso, in mattinata è stato identificato e immediatamente arrestato mentre cercava di abbandonare il paese e dirigersi a Parigi, in Francia, dove aveva già preso contatti con un facoltoso uomo d'affari della capitale francese, con cui nel corso degli scorsi anni ha intrapreso importanti rapporti lavorativi. Hawkes è stato riconosciuto mentre, munito di falsi documenti, stava per imbarcarsi sull'aereo. Ancora non si hanno dettagli sulle modalità della sua latitanza e su chi, eventualmente, lo abbia aiutato a nascondersi, la polizia ha fatto sapere che indagherà per rintracciare eventuali complici. Immediatamente dopo l'identificazione e l'arresto, Mac Hawkes è stato trasferito presso il carcere di Rikers Island, dove sconterà la sua pena. Si conclude così una controversa vicenda che aveva fatto rimanere col fiato sospeso l'intero paese.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/12/2015, 23:07 
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Località: Swagger miglior Wrestler di sempre, e non serve vederli tutti.
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Ueillà, lo vuoi un sottofondo musicale cercato all'ultimo minuto? E allora prendi qua e se finisce lo rimetti in loop, figa!



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Kevin Manson cammina lentamente attraverso una foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui. Mi sono quasi spaventato.

Kevin Manson continua a camminare lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui. Mi sono quasi spaventato.

Kevin Manson continua a camminare lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui. Mi sono quasi spaventato.

Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui, mi sono quasi spaventato.

Kevin Manson continua a planare lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello corre poco sopra la sua testa.

KM: Pfui, mi sono quasi spaventato.

La foresta continua a camminare lungo Kevin Manson. Intorno a lui, una testa. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra il suo silenzio.

KM: ...

Un pipistrello continua a camminare lungo la sua testa. Intorno a lui, la foresta. Ad un certo punto, il silenzio corre poco sopra il suo Kevin Manson.

KM: Pfui, ti sei quasi spaventato.

Uno spaventato continua a correre lungo il silenzio. Intorno a lui, Kevin Manson. Ad un certo punto, una testa plana poco sopra il suo pipistrello.

KM: Ti ho circondato.

Pfui, mi sono quasi spaventato.

KM: Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, un pipistrello plana poco sopra la sua testa.

Leon Black.

KM: Pfui, mi sono spaventato.

Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Intorno a lui, silenzio. Ad un certo punto, Leon Black plana poco sopra la sua testa.

KM: Pfui, sono terrorizzato.

Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Intorno a lui, Leon Black. Ad un certo punto, Leon Black gli stacca il collo.

KM: Fatelo smettere!

Kevin Manson continua a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra un lupo.

Lupo: Salve, Kevin.

KM: Mi fai paura.

Lupo: Perchè io sono Leon Black.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra Leon Black.

LB: Salve, Kevin.

KM: Vattene.

LB: Sono venuto a consegnarti il tuo TWC Championship.

KM: Non ho mai vinto quel titolo.

LB: Sai perchè?

KM: Perchè?

LB: Perchè io sono Leon Black.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra Kevin Manson.

KM: Salve Kevin.

KM: Perchè sei qui?

KM: Perchè io sono Leon Black.

KM: Tu sei me.

KM: Tu sei Leon Black.

KM: No.

KM: Sì.

KM: No.

KM: Si.

KM: NO!

KM: PENSI CHE URLARE TI POSSA PROTEGGERE DA ME?

KM: Urlare non mi può proteggere da me stesso?

KM: Urlare non ti può proteggere da Black.

KM: Io. Non sono. Black.

KM: Stavi scappando o sbaglio?

KM: Sì.

KM: Da chi?

KM: Da Black.

KM: Non puoi scappare da te stesso.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra due Kevin Manson.

KM: & KM: Non puoi scappare da te stesso.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Finalmente, incontra tre Kevin Manson.

KM: & KM: & KM: Non puoi scappare da te stesso.

Kevin Manson ricomincia a correre lungo la foresta. Cade da un dirupo.

KM: Non posso scappare da me stesso.

Kevin Manson cammina all'indietro lungo la foresta.

KM: .ossets em ad erappacs ossop noN

Kevin Manson cammina Black lungo la foresta.

KM: Non posso scappare da Black me stesso.

Kevin Black Manson prende fuoco.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

La foresta prende fuoco. Kevin Manson comincia Black a correre in preda al dolore, urlando.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

Kevin Manson è Black disperato perchè non riesce nemmeno a parlare. A dirla tutta, Kevin Manson è disperato perchè non riesce a battere Leon Black. Leon Black è la causa del fuoco.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

Kevin Manson ha bisogno di aiuto.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

Kevin Manson ha bisogno del mio aiuto.

KM: IO NON HO BISOGNO DELL'AIUTO DI NESSUNO! E TU DIMMI CHI CAZZO SEI!

Io sono Leon Black.

KM: VAFFANCULO!

Accettalo, Kevin. Anche tu sei Leon Black. Siamo tutti Leon Black, qui. Ma pensavo ti ricordassi di me.

KM: Chi - chi cazzo sei tu.

Oh, Kevin, sei stato talmente distratto dall'ossesione di Leon Black che non hai nemmeno avuto tempo per me. Mi hai scaricata, circondata dai tuoi amici che ritenevi più veri. E poi hai voltato le spalle a tutti loro, come hai fatto con me. Ma io sono qui per te, Kevin. Io non me ne sono mai andata. Sono sempre stata qui.

KM: Non - non capisco...

Io sono la tua salvezza, Kevin. Le fiamme che ti circondano ora sono irrilevanti per te. Io ti sto dando il dono della parola. Io ti sto proteggendo.

KM: Da... Da cosa?

Da te stesso, ossia da Leon Black.

KM: BASTA NOMINARL - CAZZO, BRUCIA!

Non mi interrompere mai più, Kevin. Non mi interrompere mai più.

KM: LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK LEON BLACK

Io ti dò il dono della parola, io te lo tolgo. Io ti proteggo, io ti espongo ai pericoli. Puoi riferirti a me come Kevin Manson, per ora. O come Leon Black. Tutto quello che devi fare, è ascoltarmi d'ora in poi. Io sono qui per te.

KM: O - ok. Ok. Proteggimi, ti prego.

Qualsiasi cosa succeda, uccellino, non ti dimenticare mai questo dolore. Tu sei testimone della storia di un uomo che ha perso tutto. Vola, come monito per chi verrà. Per evitare che compiano i miei stessi errori. Questo.. Questo è l'obiettivo che tanto cercavi. Questo è il mio dono.. Sii pronto a tutto ciò che la vita ti scaglierà davanti, e porta questo messaggio a tutti gli altri. E se... E se tu mai raggiungessi una stella, dille che è meravigliosa.

KM: Che cazz -

Kevin Manson si muove nell'infinito. Tende una mano verso la stella più luminosa. La stella non si avvicina. La stella fugge. Kevin Manson la insegue, ma non succede nulla.

KM: Non raggiungerai mai la stella, Kevin. Senza di me non sei niente. Ricordalo.

Kevin diviene rosso in volto, muovendo nervosamente il braccio destro.

KM: Guardati, Kevin. Questo sei tu. Questo sei tu senza di me. Questo sei stato tu quando hai cominciato a guardare le stelle con il tuo amicone Michael Edwards, questo sei tu quando hai combattuto a The End Is Near, questo sei tu ora e questo sei tu in ogni maledetto momento in cui mi estrometti dalla tua vita.

Kevin si porta le mani alla gola.

KM: Io domino questo mondo. E non c'è differenza tra questo mondo e quello che tu ritieni reale. Io potrei lasciarti intrappolato qui, per sempre. Perchè la tua vita è nelle mie mani.

Kevin chiude gli occhi, a denti stretti.

KM: Io. Sono. Leon Black.

Kevin Manson striscia in una palude di colore rosso vivo. Ci sono occhi ovunque. Occhi che lo guardano. Occhi che lo giudicano. Kevin Manson vorrebbe scappare, vorrebbe urlare. Ma non lo fa. Non sa perchè. Non si pone la domanda. Vorrebbe porsela, ma non lo fa. Una creatura orribile lo afferra per una gamba. Kevin Manson è fermo. Vorrebbe combattere, ma non lo fa. Non sa perchè. Vorrebbe saperlo. Il sangue lo ricopre. Va oltre il sangue. Oltre il sangue non c'è nulla. Lui c'è? Vorrebbe sapere anche questo.

The winner of this match and still TWC Champion... LEEEEEEEEOOOOOOOOON BLAAAAAAAAAACK!!

Kevin Manson è appoggiato ad una balaustra. Piange. Mette le mani davanti al volto.

KM: Non è possibile...

Si toglie le mani da davanti al volto, cercando lo sguardo del suo carnefice. Di fronte a sè vede quattro pareti bianche, il tubo di una flebo. Si sente debole. Si guarda i piedi: giace su un lettino d'ospedale. Di fianco a sè, tutti coloro che gli vogliono bene: nessuno.

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Kevin Manson è sdraiato sul letto di una camera d'albergo piuttosto trasandata. Si alza di scatto, respirando affannosamente. Lancia un urlo sguaiato. Si lascia cadere all'indietro ed osserva il soffito della sua camera.

Simply,
the end.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 23/12/2015, 10:38 
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Veniamo catapultati in un luogo avvolto dall'oscurità, dove vige un silenzio spettralmente sovrumano.

??: In principio c'era il nulla...

L'eco della voce che stiamo udendo, rimbomba ad ogni lato della stanza...

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...improvvisamente scorgiamo una flebile luce, quella di un fiammifero, che illumina il volto dell'uomo misterioso, il quale si rivela essere Mars, membro della misteriosa setta nota col nome di "The Enlightened Of Pro Wrestling".

Mars: Ma poi due araldi, due coraggiosi guerrieri, due umili servitori, un discepolo e un maestro di secondo ordine, dall'infinità del cosmo atterrarono in queste lande desolate e oscure, e portarono con sé il dono prezioso della Luce, fonte di calore, fonte di guerra, fonte di bellezza, fonte di terrore, fonde di Vita e di Morte...abbiamo fatto ciò che dovevamo, abbiamo affilato le nostre armi e le abbiamo usate contro di voi, popolo miserabile del TWC Universe, abbattendo uno ad uno tutti i vostri falsi idoli, quei vitelli d'oro che, nel profondo della vostra sordità e cecità, negli abissi della vostra inettitudine e stoltezza, avete idolatrato, chiedendo loro Salvezza, ottenendo in cambio un'illusoria libertà e felicità...voi, però, abitanti del TWC Universe e del mondo noto e ignoto, non meritate tali doni, non meritate libertà, non meritate felicità, non meritate pace; immaginari o reali, questi doni non vi appartengono, perché sono frutto del Dio e solo chi sa interpretarne i dettami, solo chi sa eseguire la sua volontà ed è disposto a servirlo, può partecipare alla sua festa e vivere libero, felice e tranquillo fra le mura del suo castello, attorno al quale sarà sempre Guerra, Odio, Terrore...così è stato per milioni e milioni di anni, così sarà per le prossime ere...noi siamo "The Enlightened Of Pro Wrestling", noi siamo gli interpreti della Sua parola, noi siamo i liberatori e i giustizieri, noi siamo umili servi della Santissima e Onorevolissima Luce, che, fra pochi giorni, sorgerà, qui, sulla Terra...

Si sentono alcuni passi...

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Mars consegna il fiammifero a qualcuno presente alla sua sinistra, che si rivela essere il secondo membro degli Illuminati del Pro Wrestling, l'enigmatico Zeus.

Zeus: Voi, popoli che dimorate in questo spazio dell'universo noto, il 25 dicembre festeggiate la nascita del Cristo, il vostro Messia, ignorando la sua reale natura, ignorando la Verità, ovvero che il Cristo non era altro che un falso profeta, l'ennesimo frutto della vostra cecità e sordità; Noi, Salvati e Salvatori, Liberati e Liberatori, Schiavi e Padroni, il 25 dicembre celebriamo la ricorrenza più importante di tutto l'universo, la nascita della Luce! Quest'anno, abitanti del TWC Universe, le pergamene sacre ci hanno annunciato che accadrà qualcosa di straordinario e inaspettato: fra due giorni, infatti, riceveremo la visita del gran visir, lo zar, l'imperatore, il Santo Padre, il nostro onorevole e venerabilissimo Maestro, il Custode della Santissima e Divina Luce, il Maestro Venerabile della Confraternita della Luce...i nostri cuori sono colmi di gioia, presto ci ricongiungeremo col Padre Santo, presto saremo più forti, più uniti, presto la Santissima Crociata contro tutto ciò che vive e inquina il nostro pianeta proseguirà con maggiore vigore...

Zeus: Gloria a te, Maestro!

Mars: Gloria a te, Maestro!

Zeus: A te, Signore della Luce, dedichiamo questo trionfo, solo in te noi crediamo!

Mars: A te, Signore della Luce, dedichiamo questo trionfo, solo in te noi crediamo!

Zeus: Aspetto la morte della vita e la risurrezione del tuo mondo che verrà!

Mars: Aspetto la morte della vita e la risurrezione del tuo mondo che verrà!

Zeus: E dall'alto dei tuoi monti, Maestro e Custode della Luce, non dimenticare di dare uno sguardo a questi tuoi due umili sudditi, aiutaci e veglia sempre su di noi...

Mars: E dall'alto dei tuoi monti, Maestro e Custode della Luce, non dimenticare di dare uno sguardo a questi tuoi due umili sudditi, aiutaci e veglia sempre su di noi...

Zeus si rivolge direttamente verso l'inquadratura...

Zeus: E, voi, trascorrete un felice e spensierato Natale, perché quanto tornerete alla vostra routine, quando quest'ipocrisia cesserà, troverete me, Zeus, mio fratello Mars e Nostro Venerabile Maestro pronti a cambiare per sempre il mondo. Amen.

Il collegamento si interrompe.


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