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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 26/04/2016, 23:04 
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Località: I NANI! I NANI! I NANI! I NANI!
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Spoiler:

Roadman: Sour.


Ci troviamo in un grande ufficio tappezzato in colori neutri, tonalità di grigio e bianco su ogni oggetto presente al suo interno. Alcuni bonsai sono piazzati per tutto l'ufficio, in particolare uno sulla scrivania, accanto al computer e al telefono fisso. Vi sono tre sedie in pelle, due davanti la scrivania ed una dietro. Seduto, davanti al computer dell'ufficio, troviamo Virgil Brown, intento a digitare sulla tastiera.

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Il General Manager fissa lo schermo mentre batte velocemente i tasti. Passano alcuni secondi, poi si sente bussare alla porta. Brown non distoglie lo sguardo dal PC.

VB: Avanti!

La porta si apre... Ed ecco che fa capolino Vincent Cross, aka Reginald Rossen.

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VC: Non aveva paura che entrasse un delinquente?

VB: Non avrebbe oltrepassato il terzo piano, si fidi.

Cross va a sedersi davanti alla scrivania, mettendosi comodo sulla sedia. Passano alcuni secondi in cui si sente solamente il battere dei pulsanti sulla tastiera del PC.

VC: Se la disturbo posso tornare dopo.

VB: No, non mi disturba. L'ho convocata io, dopotutto.

Passano altri secondi.

VB: Immagino sia perché sto digitando al computer invece che parlare con lei, signor, mi aiuti, Rossen o Cross? Come preferisce?

VC: Cross.

VB: Capisco, signor Cross, capisco.

Cross tiene le mani giunte.

VC: Allora, per cosa mai mi ha convocato? Spero niente di grave.

Brown smette di digitare tutto d'un tratto.

VB:Lasci che le spieghi.

Si volta, appoggia le mani sulla scrivania, guardando fisso negli occhi il proprio dipendente.

VB: Signor Cross, l'ho convocata qui per un motivo: suo fratello. Suo fratello è diventato una seria minaccia alla mia gestione.

VC: Beh, se mi convoca qui solo per questo...

VB: Mi lasci continuare.

Cross ascolta con attenzione.

VB: Io ho molti nemici come lei ha visto, e suo fratello sulla lista non è più ammissibile. La cosa che più noto però, signor Cross, è che lei non sembra volersi liberare di suo fratello.

VC: Come, scusi?

VB: Ha capito bene. Lei potrebbe, ma non viole. Suo fratello, lasci che glielo dica, in confronto a lei è nulla. Non riuscirebbe mai a dominarla o a batterla. Sarebbe semplice per uno come lei far sì che non sia più un pericolo, allontanarlo dalla TWC.

VC: Non è così semplice, signor Brown.

VB: Lo so che non lo è, signor Cross, ma lei deve trovare il modo di uscirne. Lei è un lottatore capace, ne sono sicuro. E cosa è allora che la trattiene dal fare la cosa giusta? Cosa?

Vincent rimane con la testa bassa, respirando lentamente. Poi la alza, guardando verso il General Manager.

VC: Io non odio mio fratello, signor Brown.

Virgil ascolta con attenzione.

VC: Sarà uno stronzo, sarà un bastardo coglione disposto a tutto, e potrei andare avanti con gli epiteti... Ma non riesco a non capire perché fa così e l motivo pertutte le cose infami che ha fatto. Se fosse cresciuto nella mia famiglia capirebbe. Mio padre... non so come si comporti ora, e non voglio saperlo. Ma all'epoca... era parecchio dura. Era molto esigente, il vecchio, col piccolo Richard. Il terzogenito che avrebbe mandato avanti l'impresa di famiglia. Io ero il secondogenito portato per le attività letterarie, il fratello maggiore a cui lui doveva ispirarsi, ma poi... scappai. E dopo vari casini eccomi qua. Più che abbandonare mio padre ho abbandonato lui, mio fratello minore. Il piccolo Rodney, il quartogenito, è stato protetto da Rowena su mia richiesta personale, era l'unica con cui mi tenessi in contatto. E' venuto su bene, lui, diventerà un grande avvocato un giorno, decisamente meglio di me. Ma Richard... Richard è diverso. Richard vuole ottenere tutta l'azienda di famiglia per dimostrare che non è uno scapestrato, che sa gestire l'alta società, che è lui il fratello migliore e che può soddisfare tutte le aspettative che gli sono state addossate sin dalla nascita. Devo nascondere Rodney per evitare che possa fargli qualcosa, e Rowena sta combattendo una causa legale simile a quella che ho combattuto io... mi manca già il vecchio Jackie Boy... Dicevo, capisce che è un gran casino. E in tutto questo non ho assolutamente voglia di ricontattare i miei genitori. Sarebbe stupido, non necessario, non so come altro definirlo. Non voglio coinvolgere, a questo punto, altre persone in questa faccenda. Devo risolverla da solo. O con Simon B, che tanto è già coinvolto. Ma quello mi odia, e come dargli torto, in effetti in certe cose ho un po' esagerato. Mi ricorda molto Richard, sono parecchio simili, molto insicuri. Dovevo adottare un approccio differente, ma ora non posso più lamentarmi,. Devo andare avanti con quello che ho e risolvere finalmente questa situazione.

Cross inizia a respirare profondamente. Guarda Brown che nel frattempo tiene tra le mani una matita in equilibrio e lo fissa.

VC: Wow, credo di aver parlato più adesso che in tutta la mia carriera in TWC.

VB: Le ha fatto bene, signor Cross, si fidi. A questo punto posso dire di comprendere il suo punto di vista, ma non di condividerlo pienamente. Se lei non si affretterà a risolvere la cosa, dovrò delegarlo a qualcun altro, e credo proprio che sarà necessario farlo.

VC: Chi?

VB: Capirà poi. Ma lascia che le dica una cosa: io non solo riesco a smuovere le montagne, ma riesco proprio a farle spostare di chilometri e chilometri se voglio. E suo fratello non è affatto una montagna per me.

Brown posa la matita.

VB: Sono stato chiaro, signor Cross?

Reginald rimane a testa bassa per qualche secondo, poi alza il volto per guardare Brown negli occhi.

VC: Cristallino.

VB: Bene, ben-

Il GM viene interrotto dal risuonare del telefono dell'ufficio. Virgil si sporge per controllare il numero, sbuffa ed alza la cornetta.

VB: Sì, è urgente? Ditemi pure.

Cross si alza per andare alla finestra, mentre in sottofondo si sente il parlottare di Brown al telefono. Guarda il paesaggio, respira lentamente. Poi apre la grande finestra, sporgendosi fuori e respirando a pieni polmoni. Quindi si allontana, rimane in piedi osservando Virgil Brown.

VB: Sì, sì, d'accordo. Le dica di aspettare massimo un paio di minuti, io e il signor Cross abbiamo finito di parlare.

Il General Manager appoggia la cornetta.

VC: Allora, posso andarmene...

VB: Non ancora, la chiamata riguarda ancora lei, Cross. C'è una persona che vuole vederla con la massima urgenza, almeno così ha detto la signora.

Il lottatore spalanca gli occhi.

VC: "La signora"!? Non sarà mica mia madre vero!? No, tutto ma lei qui no!

Cross inizia a guardarsi intorno con frenesia, si avvicina alla finestra e sembra seriamente intenzionato a scavalcarla, mentre Brown si passa la mano destra sul viso.

VB: Si rilassi per amor del cielo, non è sua madre.

VC: Se mi sta mentendo giuro che le distruggo l'ufficio.

VB: Lei la sta aspettando fuori. Vada pure. Buona giornata, signor Cross.

VC: Salve.

Reginald si avvia alla porta, la apre, si gira verso Brown ma questi è già tornato a scrivere al computer. Sospirando, esce dall'ufficio...

VC: Ok, chi è che volev-

Il lottatore si ferma all'improvviso, dopo aver visto....

Spoiler:
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... LisaLisa, che si è appena inchinata dinanzi a lui!

LA: Piacere di conoscerla, Cross-San.

La donna fa un profondo respiro.

LA: Ho un favore da chiederle.



Spoiler:
In futura revisione. Brrr.


Ultima modifica di Simon il 31/03/2017, 22:40, modificato 3 volte in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 27/04/2016, 11:36 
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Revelation

Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questi promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questi promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Le immagini inquadrano un grosso yatch che solca il mare a velocità moderata.

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Dopo una rapida panoramica dell'imbarcazione sulla quale leggiamo il nome "Frye", le immagini si spostano a prua dove notiamo Chris Drake appoggiato ad un parapetto mentre fuma una sigaretta godendosi la brezza.

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Passano alcuni secondi ed alle spalle di Chris vediamo aprirsi una porta dalla quale esce sua sorella Alisa.

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La ragazza raggiunge il fratello che non appena si accorge della sua presenza le sorride leggermente.

C.Drake: Finito di parlare con i tuoi amici strambi?

Alisa: Saranno pure strambi, ma hai visto che nave?

C.Drake: E' una figata in effetti.

Alisa: Comunque non abbiamo ancora finito... Vogliono parlare con te.

The Predator mostra un sorriso amaro per poi fare un tiro di sigaretta e gettarla in mare.

C.Drake: Lo avevo immaginato dal momento che mi hai chiesto di accompagnarti qui. In genere queste cose le fai da sola.

Alisa: Chris io...

C.Drake: Tranquilla Ali. Solo la prossima volta evita di dirmi una bugia.

Miss TWD abbassa la testa.

Alisa: Mi dispiace Chris... E che certe volte è necessario.

Chris annuisce leggermente per poi dare una pacca sulla spalla della sorella.

C.Drake: Non fa nulla Ali, capisco che per queste cose ci sia bisogno di riservatezza.

Alisa: Sì... Ma mi dispiace anche che tu debba essere coinvolto. So che tu vuoi solo essere un wrestler e che con questa guerra tu non voglia aver niente a che fare, e se non me lo avesse espressamente chiesto R non ti avrei mai portato qui.

The Predator scuote leggermente la testa accennando ancora un leggero sorriso.

C.Drake: R ha quasi rotto il cazzo. Coraggio, entriamo e vediamo cosa vogliono da me.

I Drake Siblings si avviano verso la porta dalla quale è uscita Alisa e vi entrano. Una volta dentro la nave percorrono un corridoio che li porta all'interno di un salotto lussuoso dove ad attendere i due ci sono alcuni uomini e donne tra i quali spicca Alexandra.

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Chris si guarda intorno mostrando un sorriso beffardo.

C.Drake: Che dire, vi trattate bene.

???: Quando si ha una buona disponibilità economica direi che la si possa sfruttare per un bel quartier generale.

The Predator, riconoscendo la voce, si gira di scatto verso essa notando la presenza di un sorridente Kid The Wizard appoggiato su un muro in disparte.

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Wiz si stacca dal muro e leggermente zoppicante si avvia verso Chris mostrando anche una cicatrice sulla guancia destra. The Undisputed Legend intanto lo fissa con sguardo serio, e non appena i due arrivano a pochi centimetri di distanza vediamo Kid The Wizard iniziare a sorridere.

KTW: Beh, lascia che mi congratuli con te Undisputed Legend.

Kid The Wizard allunga una mano verso Chris che se la guarda per qualche istante.

C.Drake: Grazie Wiz, ma per divenire tale ho dovuto sconfiggere colui che era, è e sempre sarà The Legend Of Legends, perciò lascia anche a me il piacere di congratularmi con colui che mi ha spinto al mio limite facendomi finalmente liberare tutto il mio potenziale.

I due si stringono la mano con forza, e mentre Wiz sorride vediamo Chris restare serio.

KTW: Alla fine l'hai completata anche tu la March Out Of The Darkness eh?

C.Drake: Ci puoi giurare.

Ed ecco che Chris finalmente sorride leggermente verso Wiz per poi staccare la propria mano da quella dell'idolo/rivale.

KTW: Ora tu ti starai chiedendo cosa ci faccio qui insieme al Freedom Club, la neo-Confraternita del Chaos per intenderci...

C.Drake: Lo so che hai legami con loro da diversi anni, ciò che mi stavo chiedendo cosa ci facessi io qui.

KTW: Hai detto bene Chris, ho dei legami nonostante non sia un membro effettivo della fazione. Stessa cosa valeva per Samantha e stessa cosa vale per te.

The Predator mostra un sorriso beffardo.

C.Drake: Ti sbagli Wiz, io non ho alcun legame con questa fazione o con l'Ordine di Fortuna, o meglio i miei legami con queste fazioni sono le mie sorelle, ma nonostante ciò ho già detto e ridetto ad entrambe che con questa vostra guerra io non voglio averci niente a che fare.

KTW: Sono d'accordo con la tua presa di posizione, ma purtroppo ci sono delle cose da cui non ci si può tirare indietro.

C.Drake: Non me ne frega un cazzo, la mia vita è il wrestling e se volete usarmi per qualche vostra mossa contro l'Ordine posso già dirvi che la mia risposta è no!

Alisa: Chris...

L'attenzione di Chris e di Wiz viene catturata da Alisa.

Alisa: Io ti capisco e sono assolutamente d'accordo con te così come lo è Wiz, così come lo sono i presenti e così come lo è R, ma...

La ragazza sospira.

Alisa: E' successa una cosa che solo tu puoi sbrogliare.

Chris osserva la sorella con sguardo confuso.

Alexandra: Alisa ha ragione Chris, e se non fossi la nostra unica possibilità non ti avremmo mai chiesto questo favore.

The Predator posa il suo sguardo su The Red Hazard.

Alexandra: Mio fratello Deryck, non so se ti ricordi di lui...

C.Drake: Sì lo ricordo.

Alexandra: Beh, lui sta seguendo da diversi mesi una certa persona allo stesso modo in cui seguiva te ed Alisa quando eravate ragazzini ed avevate bisogno di protezione, ed ora questa certa persona ha bisogno di aiuto, aiuto che solo tu puoi dargli.

Chris sospira per poi passarsi una mano tra i capelli.

C.Drake: Punto uno: perché solo io posso dare aiuto a questa persona? Punto due: chi è questa persona? Punto tre: cosa ci guadagno io ad aiutarla?

Wiz ridacchia.

KTW: E meno male che il taccagno è Jack Keenan...

The Predator fulmina con lo sguardo un sorridente Kid The Wizard.

C.Drake: Paragonami un'altra volta a quella merda umana e la cicatrice in faccia non sarà nulla in confronto a ciò che ti farò!

The Legend Of Legends alza le mani con fare beffardo mentre Chris torna a guardare Alexandra.

C.Drake: Allora Alexandra, vuoi rispondere alle mie tre domande?

Ma ecco che Alisa prende la parola attirando l'attenzione del fratello.

Alisa: Ti rispondo io Chris... Allora tu non ci guadagni nulla se non la stima dei presenti visto che ci renderesti un immenso favore alla luce del fatto che la persona in questione è Sasha Hart, la nipote di Samantha, e tu sei l'unico che può riuscire a salvarla poiché sei l'unico che può relazionarsi con Samantha senza che parta uno scontro a fuoco.

Chris osserva interdetto la sorella per poi iniziare a ridere.

C.Drake: Ah ah ah! Scusami tanto Ali, ma questa è una cazzata di proporzioni allucinanti! Posso capire se andaste tu o Wiz, lì sì che Samantha probabilmente vi sparerebbe contro, ma perché non può farlo Deryck, Alexandra, uno dei vostri uomini o addirittura questo fantomatico R stesso?!

KTW: Semplice Chris. Deryck ed Alexandra sono spie, infiltrati, agenti fantasma. La loro affiliazione al Freedom Club deve restare assolutamente segreta e non possiamo permettere che una persona fortemente instabile come Samantha scopra chi siano realmente. Stessa cosa per R la cui identità è nota solo ai presenti in questa stanza ed a Nathan Auditore. Gli uomini del Freedom Club invece non verrebbero ascoltati da Samantha poiché li scambierebbe per gli uomini dell'Ordine di Fortuna che sono sulle sue tracce.

The Predator assume un'espressione confusa.

KTW: Tu non lo sai ancora Chris, ma Samantha ha abbandonato l'Ordine di Fortuna ed ora è nascosta in un appartamento di Toronto che anni fa le regalai io proprio per proteggere Sasha in caso di problemi simili. Nessuno sa di questo posto eccetto io e Deryck, che con il benestare di R ho indirizzato appositamente lì proprio per tenere sott'occhio l'evolversi della situazione.

C.Drake: E scusatemi, perché lei dovrebbe accettare di parlare con me? Non so se ricordate, ma l'ultima volta che ci siamo visti io la stavo per strangolare e lei mi ha tirato una sediata in testa. Non è che siamo proprio amiconi eh...

Alisa: Lo sappiamo Chris, ma nonostante ciò tu l'unico che possa quanto meno provare ad instaurare un dialogo con lei per convincerla a consegnarci Sasha Hart.

The Undisputed Legend mostra una smorfia seccata e Wiz gli posa una mano sulla spalla attirando la sua attenzione.

KTW: Come ti hanno già detto Alisa ed Alexandra, non ti avremmo mai chiesto un favore del genere se non fossi davvero la nostra unica possibilità...

Chris scansa la mano di Wiz.

C.Drake: Scusami Wiz, ma perché prima dici che hai solo dei legami qui e poi parli al plurale come se fossi un effettivo membro del Freedom Club? Cos'è che non mi stai dicendo?!

Kid The Wizard diventa estremamente serio.

KTW: Che la protezione di Sasha Hart è una mia priorità.

The Predator sorride in maniera ironica.

C.Drake: Quindi fammi capire, io dovrei rischiare la pelle e gettarmi in una guerra che non voglio combattere al solo scopo di fare un favore a te salvando una ragazzina che conosco a malapena?!

I due wrestler vanno faccia a faccia scambiandosi sguardi duri mentre Alexandra inizia a tremare di rabbia ed ora si avvicina a passo deciso verso Chris stampandogli un poderoso ceffone in faccia! I presenti si mettono immediatamente in allerta mentre The Red Hazard osserva con sguardo furioso un impassibile Chris Drake che la fissa dall'alto verso il basso.

Alexandra: Sei un pezzo di merda Chris! Un pezzo di merda incapace di mostrare la minima riconoscenza! Io e mio fratello abbiamo protetto per anni te ed Alisa, ed ora che ti stiamo chiedendo un favore tu rifiuti da egoista del cazzo!

C.Drake: Non vi ho mai chiesto di proteggerci, io non vi devo niente.

Ed ecco che anche Alisa colpisce Chris con uno schiaffo! The Predator si mette una mano sulla guancia mentre osserva con espressione interdetta la sorella che fissa furiosa il fratello.

Alisa: Ma ti rendi conto di cosa cazzo stai dicendo Chris?!

Altro schiaffo di Alisa al fratello!

Alisa: Possibile che tu debba essere così insensibile?!

Schiaffo! Schiaffo!!! SCHIAFFO!!! Chris non reagisce e subisce i colpi dalla sorella che ora solleva il polsino che ha al braccio destro mettendo davanti gli occhi del fratello la cicatrice che ha sul braccio.

Alisa: Se non fosse stato per Alexandra io sarei potuta morire quando ero solo una ragazzina! Se non fosse stato per Alexandra tu saresti potuto morire lo scorso autunno! Se non fosse stato per R che ci ha donato la casa in cui viviamo ora, saremmo finiti sotto a un ponte!

Gli occhi di Alisa si riempiono di lacrime.

Alisa: Io so che la storia di Jack Keenan ti ha turbato nel profondo Chris, ma non puoi fare così con delle persone che ripongono in te le loro speranze, non puoi fare così con chi ci ha protetto per anni e non puoi fare così con me. Sono profondamente delusa Chris... Vaffanculo!

La ragazza fa vibrare un nuovo schiaffo ma questa volta il fratello lo blocca. I due si scambiano un lungo sguardo ed ora Chris abbassa la mano di Alisa, restando comunque fisso su di lei.

C.Drake: Affanculo andateci voi. Tutti voi.

The Predator si gira di spalle e si incammina verso l'uscita della cabina, ma ecco che una voce attira la sua attenzione.

R: Chris.

La voce di R, che per la prima volta riusciamo a sentire non criptata, riconosciamo essere femminile ed ora un interdetto Chris si gira verso la fonte della voce che proviene da una porta socchiusa.

R: Prima che tu te ne vada voglio che parli con me.

La porta si apre ed una silhouette femminile si intravede nel riflesso dell'oblò della nave.

R: They may Call Me R...

La donna entra nella stanza rivelandosi a Chris Drake...

Spoiler:
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R: ... but you can call me Mom.

Chris osserva con sguardo spalancato la madre mentre le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 27/04/2016, 17:01 
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IO NON HO PAURA.


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Cita:
JR: The following contest is scheduled for one fall, and it is for the TWC World Heavyweight Championship! Introducing first, the challenger...


Respira. Respira più forte. Non vedi nulla. Senti a malapena.

Cita:
LB: ...Stasera camminerai per un sentiero oscuro...


È buio. Buio, più buio e ancora più buio. E sei da solo, Andy, solo. Respira.

Cita:
Un bambino in costume da bagno, su un trampolino molto alto sopra una piscina. Si sporge, guardando sotto di se, timoroso.


Destino. Illuditi. Lotta. Elimina. Tristezza. Terrore. Accanimento.

Cita:
JR: And his opponent... he is the current reigning and first ever TWC World Heavyweight Champion... Black...


Tremi. Tremi, l'hai sempre fatto. Hai paura. Calma.

Cita:
Un ragazzino è sdraiato su un prato, con un occhio nero e un labbro spaccato. Osserva il cielo. Piange.


Menti. Sai che non sei forte. Dici solo di esserlo. Mentivi. Ma non importa ora. Calma.

Cita:
Non riuscirai a diventare un lottatore. Non ne hai la stoffa.


Basta.

Cita:
Tutto quello che hai fatto non vale nulla. Non hai saltato.


No.

Cita:
Tutto quello che hai fatto non vale nulla. Non ti sei difeso.


Basta.

Cita:
Tutto quello che hai fatto non vale nulla. Non vincerai.


NESSUNO MI DICE QUELLO CHE POSSO O NON POSSO FARE.

Cita:
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... Heartbeat Overdrive!


Spoiler:


IO NON HO PAURA


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Ora vai e salta!

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Ora vai e combatti!

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IO NON HO PAURA!


I will keep on running onward, even though I’m out of breath
Today, I challenge my limits, for a glimpse of tomorrow

This whole world is in fast forward,
And I’m always left behind
I reach the summit but they’re flying higher

They ask, but I can’t explain it –
How I’m not discouraged by it
It’s quite the opposite – I can’t get enough

I will seize the day
No matter what it throws my way, it cannot keep me grounded
Evolving every step, reborn a new me

You’ll never hear me say: “I think I’m at my limit ” – No,
I’ll soar beyond that boundary
NO, THANK YOU, come on, let's aim up higher

SO WHAT – If I don’t know what lies in store
SO WHAT – That’s never stopped me before
SO WHAT – I don’t care about our odds – I’m a dreamer

YEAH, I’M A BELIEVER

It’s not easy to keep going – motivation’s running thin
I know my dream’s unrealistic … No, I don’t need reminding

In these moments, under pressure, when you feel it closing in
You’re the one - be the one to believe in

I keep searching for an answer
But I can’t keep it together
Does anybody know what path I should take?

I won’t hesitate
Because this dream that I’ll create, it cannot be misguided
By simple regret, and thoughts of “what if”
So, I’ll take my next step, but if you were to cheer me on,
I’d soar beyond that boundary
OH, THANK YOU, this was worth all the heartache

SO WHAT – If I’ve still got a ways to go
SO WHAT – “It won’t be easy”, yeah I know
SO WHAT – I’ll leave the doubt behind because I’m a dreamer

YEAH, I’M A BELIEVER

What’s this frenzy of emotion?
It feels so right in this moment
Until I understand all that’s left unknown,
I will continue racing on ahead










Spoiler:
Questo è un promo che può sembrare inutile e atipico. È più per me stesso che per chiunque altro.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 27/04/2016, 22:21 
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V FOR VENDICATORS


Spoiler:
DISCLAIMER

Questo promo è fruibile solo dagli utenti, i personaggi non coinvolti non sono a conoscenza degli eventi narrati.




Saturday 04/09/2016, 22.25 p.m. - San Antonio, Texas. One Day After Indoor War.

Casa Gates. Shawn Gates è seduto su una poltrona davanti ad una finestra che da sul vialetto di casa. Accanto alla poltrona un piccolo tavolino con sopra una tazza piena di caffè, un pacco di sigarette, un accendino ed un posacenere. Nella mano destra di Gates, puntato grossolanamente fuori dalla finestra, un vecchio fucile a canne mozze. Nel posacenere una sigaretta va consumandosi, l'aria nella stanza è pesante, la barba di Gates incolta. Il texano indossa una canotta bianca e dei jeans. La stanza è quasi totalmente buia, solo alcune candele emanano una luce fioca, buona parte della stanza è illuminata solamente dalla luce della luna. Davanti a Gates, poggiata sulle sue gambe una lettera.

Lettera ha scritto:
So che non è colpa tua
So che tu non c'entri
So che era l'ultima cosa che volevi
So che dovrei starti vicino
So che non sto facendo quello che dovrei fare
Ma ho paura
Ho bisogno di tempo
Ho bisogno di andare via
Non so se mi ami davvero
So che dici di amarmi
Ma non so se hai mai smesso di amare Judith
So che penserai che non è così
Ma so che non lo ammetterai mai
Ho paura che possano venire a prendere anche me
Non so se ti amo davvero
Ho bisogno di tempo
So che non ti dovrei lasciare nel momento del bisogno
Ma sono un essere umano, e ho paura.
Quando rincaserai da IW troverai questa lettera
Io sarò già su un aereo per l'Irlanda.
Ti voglio tanto bene Shawn
Ma non so se ti amo.
Ed ho paura.
Ci ritroveremo un giorno.
Non è finita.

-Rebecca


Gates stringe il fucile, guardando verso la finestra.

Somewhere. 04/09/16 - Several hours after Indoor War

Buio. Freddo. Umido. Perchè i miei capelli sono bagnati? Dove sono? Respira. Ordina le idee. Ieri ero ad Indoor War. Mi batte forte il cuore. Mi manca il fiato. Dove sono? Perché sono quì? Mi manca il fiato. Dove sono? Ho paura.


Rumore metallico di una porta pesante che si apre. Entra una luce bianca. Rumore metallico di una porta pesante che si chiude. Rumore di passi. Una luce fredda viene accesa, illuminando tutto l'ambiente.

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Ho paura.


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La stanza quasi vuota. Davanti a Jimmy solo una scrivania piena di attrezzi di vario tipo, sulla scrivania, anche una vecchia radio con mangiacassette. Sul pavimento macchie rosse. Sul muro macchie di muffa.

SM: Chiedo scusa per la muffa. Non abbiamo avuto tempo di trovare un posto migliore.

Morgan sorride, Jimmy non risponde.

SM: Oh che sbadato! Piacere Jimmy, sono Sean Morgan, ma sicuramente già lo sai. Sai, invece, perché sei qui, Jimmy?

JM: No.

Jimmy deglutisce.

SM: Beh, sai.. Non è colpa tua. No, anzi, tu non c'entri proprio niente! L'unica colpa che hai è di essere figlio di quel lurido bastardo di Shawn Gates.

Sean si avvicina minacciosamente a Jimmy.

SM: È lui il responsabile di tutto questo, è lui la causa per cui tu in questo momento ti trovi qui e non sdraiato sul divano a casa tua! Bastava solo che accettasse di concedere a me e Fred una shot per i titoli di coppia, ma evidentemente la sua ossessione per quelle cinture è più forte del suo amore paterno.

Morgan sorride, Jimmy deglutisce la saliva.

JM: Cosa vuoi farmi?

The Orphan distoglie lo sguardo del ragazzo e inizia a girare per la stanza con un ghigno sempre stampato in faccia. Si ferma davanti alla scrivania e inizia a prendere in mano diversi oggetti, un cacciavite, un paio di forbici, una chiave inglese..

SM: Voglio solo divertirmi con te. In modo che tu esca da qui come una persona.. diversa!

Jimmy deglutisce ancora.

JM Sono stato pestato altre volte.

SM: Sei fuori strada, ragazzino. Non farti intimorire da questi attrezzi, sono qui giusto per non lasciare la stanza troppo vuota. Non voglio violentarti in alcun modo, sei pur sempre un minorenne e non ho intenzione di avere dei casini con la legge in questo momento. Iniziamo il divertimento con un po' di musica!

Il membro dei Dawn of Empire accende il mangiacassette della radio.



Morgan inizia a fischiettare la canzone.

SM: Dreams aren't bad, I had turned back.. I love the girl.. But God only knows it's.. Getting hard to see the sun coming through..

The Unstoppable Machine inizia ad applaudire.

SM: Pura poesia, cazzo!

Il Vendicatore entrato con Morgan, fino a quel momento immobile, passa un fascicolo a Morgan, che lo sfoglia.

SM: Allora, correggimi se sbaglio. Jimmy Gates nasce il primo gennaio del 1999, all'età di due anni la madre, Judith, muore e il padre, il nostro eroico Shawn Gates, pone ancora una volta il suo amore paterno per ultimo e decide di abbandonare il povero neonato davanti alla porta di un orfanotrofio. Già da neonato i tuoi genitori han capito cosa avevano messo alla luce e han deciso di liberarsene il più in fretta possibile, preferendo addirittura la morte. Non c'è male come inizio, non trovi?

JM: C-come conosci mia madre?

SM: Conosco tutto di te, ragazzino. Ma andiamo avanti che mi sto iniziando a divertire, tu no?

JM: Fare questo non ti porterà a niente!

Sean Morgan sorride.

SM: Dopo 5 anni, il nostro protagonista ha la brillante idea di fuggire dall'orfanotrofio per poi tornare dopo un giorno. Brillante! Nel 2006, inoltre, il bambino inizia la scuola, ma le sue difficoltà sono già ben visibili e queste lo portano a marinare la scuola dopo nemmeno un anno di frequenza. Nello stesso anno viene convinto da una donna presente nell'orfanotrofio a non prendere una brutta strada, come già era ben indirizzato, e di tornare a scuola. Ecco questa è curiosa, quale persona vorrebbe mai salvare un bambino come te? Perché non lasciarti continuare nel tuo percorso di autodistruzione che ti avrebbe portato ad una vita piatta e insoddisfacente come avresti meritato?

JM: Non sono fatti tuoi. Quella donna per me era come una madre.

SM: Nel 2009 ecco che il nostro paladino torna prepotentemente in scena, Jimmy infatti riceve una lettera da Shawn Gates, che ricordiamo essere il padre e colui che ha abbandonato il nostro protagonista davanti ad un orfanotrofio. Shawn promette al figlio che un giorno si rincontreranno e questa per me è la prima vera minaccia subita dal povero Jimmy. Ma forse è ancora troppo piccolo per capirlo, o troppo stupido e vede la lettera come una cosa positiva. Per i due anni successivi, però, Jimmy non si rende protagonista di nessun fatto rilevante, ma ecco che nel 2011 scappa definitivamente dall'orfanotrofio, l'unico posto che garantiva al nostro bambino una casa e del cibo. Ancora un'ottima decisione presa, non ti smentisci mai!

JM: Io, io non potevo più restare lì dentro...

SM: Il 2011 di Jimmy, però è appena cominciato. Dopo aver abbandonato l'oratorio, il dodicenne si imbatte nel padre, ma, la parte più divertente di tutto questo, è che nessuno dei due riconosce l'altro e pensano di essere due perfetti sconosciuti. Solo più tardi un test del DNA rivela la parentela e Jimmy va a vivere con Shawn seguendolo pure nell'avventura, fallimentare come sempre, in TWNA. A quell'anno risale pure la prima cotta del nostro dodicenne in piena fase ormonale, che viene rifiutato. Sarà il primo due di picche di una lunga serie, vero? D'altronde a chi può piacere un bambino che assomiglia ad un nano malefico è presente già la barba a dodici anni? Rispondo io, a nessuno!

Morgan procede nella lettura e non da nemmeno il tempo a Jimmy di rispondere.

SM: Oh, ecco che questo foglio prontamente mi risponde. Nel 2013 ecco un altro due di picche per il nostro ormai quattordicenne. L'ultima cotta risale all'anno scorso ed è in corso tutt'ora ma penso che nessuno sia interessato a conoscere tale sfortunata ragazza per cui sorvoliamo su questi punto. Questo invece è già più interessante: nel 2015 Jimmy inizia a fare abituale uso di marijuana, un uso salutare di ashish e, ad una festa, prova pure l'ecstasy. Insomma, se c'era ancora una speranza con te, l'hai buttata nel cesso con le tue stesse mani. Qualche dichiarazione a riguardo?

JM: Tu non sai di quello che stai parlando...

SM: Eccoci arrivati al 2016, anno in cui il nostro protagonista ha subito uno strabiliante, quanto improvviso cambiamento fisico. Ed ora, la mia parte preferita, vari dati sparsi su Jimmy Gates.

Sean sorride, poi prende un lungo respiro ed inizia a leggere il rimanente del foglio tutto d'un fiato.

SM: Non ha amici stretti, tranne uno, un ragazzo di colore che frequenta la sua stessa classe. Con gli altri compagni intrattiene rapporti più o meno amichevoli. Ha un buon rapporto con Shawn, ma non lo considera del tutto un padre, anche se vorrebbe, visto che porta ancora rancore per l'abbandono.

The Orphan respira, poi piega il foglio e lo passa di nuovo al Vendicatore vicino a lui. Successivamente la sua attenzione torna su Jimmy, con il wrestler TWC che mostra un ghigno in volto.

SM: Allora ti stai divertendo?

Jimmy abbassa la testa, il respiro si fa pesante mentre tira su col naso

SM: Ma guarda, il nostro ospite sta piangendo.. Sei un essere debole, proprio come tuo padre Shawn!

JM: Tu... tu non sai niente di mio padre.

SM: Immagino che Judith non rimpianga affatto di essere morta, guardando la fine che avete fatto voi due.

JM: IO TI AMMAZZO!

Jimmy si dimena piangendo istericamente, ma impossibilitato ad alzarsi dalle corde che lo legano alla sedia. Morgan sorride alle parole di Jimmy, poi guarda verso il vendicatore.

SM: Il nostro tempo col ragazzino è quasi scaduto. Ci vuole qualcosa per ricordare questo piacevole e divertente incontro, hai per caso una macchina fotografica? No no, aspetta, ho trovato di meglio! Facciamo in modo di lasciargli qualcosa sulla pelle in modo che ogni volta che vorrà ricordare questa giornata gli basterà guardare il dorso della sua mano e si ricorderà immediatamente di noi due!

Vendicatore: Potremmo tagliargli un dito.

SM: Assolutamente no! È solo un ragazzino, non vogliamo farlo soffrire così tanto. Pensavo, invece, ad un simpatico tatuaggio. Anzi. Un 'ncisione con il simbolo dei Vendicatori, in modo da rimanere sempre ben impressi nella sua mente!

Di scatto il Vendicatore si lancia su Jimmy bloccandolo, mentre Sean va lentamente verso la scrivania. Arrivato lì, prende in mano un cacciavite, guarda verso il figlio di Shawn Gates, scuote la testa e lo posa. Morgan prende un paio di forbici, guarda verso Jimmy, scuote la testa e lo posa. La stessa scena si ripete con una chiave inglese e con un coltellino. Morgan, frustrato, ribalta la scrivania e la colpisce con diversi calci. Una volta calmato, si mette mano alla tasca e tira fuori un bisturi. Il membro dei DotE guarda l'oggetto, poi guarda il ragazzo, riguarda l'oggetto e, stavolta, sorride. Si dirige verso il ragazzino che, nel frattempo, cerca di liberarsi dalla presa del Vendicatore, ma con scarsi risultati. Jimmy piange, Morgan gli passa una mano sulle guance asciugandogli le lacrime.

SM: Non piangere, è il momento più bello di questi tuoi inutili diciassette anni!

Con forza Sean prende la mano di Jimmy e la blocca con la propria mano sinistra mentre nella destra tiene il bisturi. Lentamente avvicina la lama al dorso della mano di Jimmy e inizia ad incidere un cerchio. Un urlo risuona forte nella stanza. È un urlo di dolore. La mano del Vendicatore si poggia sulla bocca del prigioniero impedendogli di esprimere con la voce il proprio dolore. Dolore che però si esprime comunque attraverso gli occhi, gonfi e socchiusi, da cui fuoriescono continuamente lacrime. Nel frattempo, Morgan ha finito di incidere pure la V all'interno del cerchio ed il simbolo dei Vendicatori è ora completo. Un flusso di sangue fuoriesce da quell'incisione, ma Sean se ne frega e lancia via il bisturi.

SM: Finito! È un capolavoro!


Sunday 05/09/2016, 04.00 a.m. - San Antonio, Texas. One Day After Indoor War.

Due colpi di fucile rintuonano su San Antonio, seguiti dal rumore di vetri rotti e da quello di una macchina che sgomma in lontananza.

SG: JIMMY!

La porta di casa Gates si spalanca, e il texano si precipita nel giardino di casa. Davanti a lui, sul prato, Jimmy, con dello scotch sulla bocca. Gates si avvicina al figlio di corsa e gli toglie il nastro adesivo da sopra le labbra.

SG: Come stai?

JM: Bene, credo.

Shawn abbraccia intensamente Jimmy, una fine lacrima scende sulla guancia del Ribelle.

SG: Non succederà mai più.

JM: Lo so papà.

L'abbraccio continua per diversi secondi, poi si allenta. Gates nota la mano di Jimmy.

SG: E questo?!

JM: Non è niente di grave. Passerà.

Shawn abbraccia nuovamente il figlio.

JM: Dov'è Rebecca?

SG: Ne parliamo dopo.

L'abbraccio si scioglie nuovamente.

JM: Papà.

SG: Dimmi.

JM: Voglio imparare a difendermi. Voglio che tu mi alleni.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 27/04/2016, 23:27 
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[...continua]


Fuori dalla chiesa Lance si incammina verso la sua auto quando riceve una telefonata dal suo amico irlandese Barry Quinn

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LM:Barry, vecchio orso irlandese! Quanto tempo che non ci si sente, a cosa devo questa occasione?

BQ:...

LM:Davvero? Che bello, sarà come ai vecchi tempi. Sai quando più o meno?

BQ:...

LM:Perfetto. Ci sarà anche la tua signora, vero? Ancora devi farmela conoscere, maledetto.

BQ:...

LM:Certamente. Non appena arrivate venite subit... Scusami, Barry, forse prima sarebbe meglio discuterne con Elektra. Non voglio lasciarla ancora all'oscuro, anche se si tratta di una scemenza.

BQ:...

LM:Già... Grazie per la comprensione. Ci sentiamo presto, orsacchione!

[una quindicina di minuti dopo]



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La notte è calata su Hell's Kitchen mentre le immagini ci portano dentro l'appartamento di Lance ed Elektra. Le luci sono spente e l'ambiente è illuminato solo grazie alla luce esterna che filtra dai finestroni. Nella penombra si sente un rumore sordo che si ripete e si scorge una sagoma: quella di Elektra.

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Distesa sul divano con una felpa con zip, aperta, sopra ad una canotta bianca. Con lo sguardo perso nel vuoto del soffitto continua a lanciare una pallina da tennis su di esso e riprenderla. Continua a lanciare la palla e riprenderla fin quando si sente la toppa della serratura girare e la porta si apre. La luce viene accesa ed Elektra stringe gli occhi ormai abituati al buio. Davanti a lei si erge la sagoma di Lance.

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In mano un mazzo di rose rosse che porge verso la ragazza. La spartana si sposta mettendosi seduta. Osserva con espressione vuota il salvatore e gli strappa di mano il mazzo di rose. Lo osserva e lo poggia sul tavolino lì vicino per poi incrociare le braccia e guardare il suo ragazzo, senza proferire parola, con un sopracciglio alzato

LM:Ancora non vuoi parlarmi?

La spartana scuote la testa

LM:Le rose ti sono piaciute però, vero? Hai avuto sempre un debole per le rose.

Il Preacher fa a malapena in tempo a finire la frase che Elektra prende il mazzo e lo stropiccia tra le mani per poi gettarlo a terra ed alzare di nuovo il sopracciglio fissando Lance

LM:L'hai fatto solo per ripicca, eddai... So che ti starai dannando per quelle rose.

Lance tenta un sorriso ma Elektra si alza in piedi e gli rifila uno schiaffo

ELK:Mi hai mentito... In faccia! Hai rivelato una mia confidenza che doveva rimanere personale in mondovisione... al diretto interessato per di più! Hai rovinato una delle poche amicizie che ero riuscita a farmi. Jane probabilmente è incazzata nera con me e non ne ho idea se vorrà parlarmi. Lo sai quant'è difficile per me fidarmi di una persona e tu, proprio tu, mi tradisci in questo modo. Come diavolo faccio a fidarmi di te, Lancelot? Come?!

Murdock abbassa lo sguardo massaggiandosi la guancia e risponde con tono serio mentre Elektra è rossa in volto e sprofonda nel divano con le mani tra i capelli e lo sguardo nel vuoto

LM:Scusa. Ho sbagliato. Non ho calcolato affatto questa evenienza e non me l'aspettavo. Ti ho tagliata fuori ed è imperdonabile. Spero solo che tu comprenda le mie intenzioni.

ELK:Certo che le capisco, idiota! Se non le avessi comprese me ne sarei già andata. Sei fortunato che io ti ami così schifosamente tanto. Ti rendi conto di ciò che hai fatto, Lancelot? Tu per me eri la colonna portante, ed ora l'ho vista sgretolarsi di fronte a me. Ti amo e continuerò a farlo, per sempre. Qualcosa però si è incrinato e non so se si possa riaggiustare.

Elektra si mette le mani sul volto

ELK:E sei fortunato che ti ho promesso di non piangere più di fronte a te. Non sai quanto sia difficile trattenere le lacrime ultimamente.

LM:Capisco... Me lo sono meritato in fondo. Ho rovinato la cosa più bella che avevo.

Lance sospira sempre a sguardo basso mentre Elektra, col volto nascosto tra le mani, cerca di trattenere i singhiozzi

LM:Senti... Poco fa mi ha telefonato Barry. Ha detto che a breve si trasferirà qui in America, ha ottenuto un contratto con la TDPW. Voleva celebrare il suo arrivo negli States con una cena a quattro dove finalmente ci presenterà la sua fidanzata. Stavo per dirgli di sì però visto quanto successo ultimamente ho preferito avvisarti. Che cosa ne pensi?

Elektra scosta le mani dal volto e fissa il Preacher

ELK:Apprezzo il gesto ma non cambierà le cose.

LM:Non era mia intenzione.

ELK:Lo so...

Elektra sbuffa guardando verso il soffitto

ELK:Mi dispiacerebbe per Barry, è un momento importante per lui. Digli che va bene... Per favore, possiamo farla qui da noi? Non me la sento di stare in un locale pieno di gente. Non in questo momento. Spero solo che la fidanzata non mi rivolga la parola per tutta la sera...

Lance annuisce

LM:Nessun problema. Grazie mille.

Elektra rimane a fissare il soffitto mentre il Savior esce dalla stanza dopo averla osservata per alcuni secondi. Rimasta sola la spartana tira con rabbia la pallina da tennis contro l'interruttore, spegnendo la luce e rompendo lo switch. Nel buio si odono soltanto i suoi singhiozzi.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Siamo nella palestra ufficiale TWC. L'ora è tarda e l'ambiente è illuminato solamente dalla fioca luce proveniente da un debole lampadario appeso al soffitto. A causa dell'ora la palestra è vuota, fatta eccezione per Elektra Kellis

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In canottiera nera e pantaloni di tuta dello stesso colore si aggira nervosa attorno al ring. Continua ad andare in su e giù in preda al panico e sembra che lo stia facendo da tempo. Ansiosa si congiunge le mani sul petto e continua a camminare quando la porta si spalanca e lei si ferma

ELK:Menomale... Temevo che non arrivassi più. Immagino tu non abbia voglia di allenarti con me, puoi almeno darmi la possibilità di riappacificarmi? Io ci tengo a te, davvero...

??? Davvero eh?

L'interlocutore di Elektra fa un passo avanti entrando nel cono di luce prodotto dal lampadario.

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Jane Murphy getta il suo borsone subito a lato della porta e si rivolge di nuovo alla greca alzando un sopracciglio.

JM: Ed esattamente, per quale motivo dovrei crederti? Perché dovrei volermi riappacificare con te?

Elektra si avvicina leggermente a Jane con passo indeciso e le parla con voce tremolante

ELK:P-perché siamo amiche ormai, no? In queste poche volte che ci siamo viste qua dentro per allenarci non ci siamo trovate in sintonia? N-non ti ho forse aiutata la prima volta che ci siamo viste? O-ormai sento di avere un legame con te, romperlo mi devasterebbe. Ormai dovrei esserci abituata ed invece ogni volta è come la prima...

La leonessa sorride scuotendo la testa.

JM: È proprio questo il punto. Eravamo in sintonia. Mi hai aiutato molto, sembravi una vera amica. Ma se lo fossi stata davvero non saresti andata a spiattellare le mie cose a Murdock!

La voce di Jane comincia a salire di tono.

JM: Una vera amica non mi avrebbe considerato semplicemente come una pedina da usare per favorire i loschi piani del proprio uomo! Ed è questo quello che hai fatto!

Elektra abbassa lo sguardo ed inizia a parlare con voce più calma

ELK:Hai frainteso tutto. Lancelot è probabilmente l'unica persona al mondo con la quale io riesca a confidarmi. Quindi, scusami tanto se rivelo dei segreti all'unica persona che ho. Ce l'ho con lui molto più di te per quanto ha fatto, credimi, mi ha distrutta questa cosa. Ti prego però di credermi, non è come lo vuoi dipingere. Non c'è alcun piano malefico, tutto quello che voleva era farvi riavvicinare. E' quello che vuoi tu e quello che vuole lui... Non ci vedo nulla di sbagliato quindi.

JM: Sai cosa c'è di sbagliato?

La Murphy urla agitando le braccia.

JM: C'è che nessuno vi ha chiesto di intromettervi in questa situazione! Questa è una cosa che dobbiamo risolvere io e Nicholas, senza che tu e Murdock vi mettiate in mezzo cercando di giocare a fare Cupido!

Jane volge le spalle a Elektra, allontanandosi da lei di qualche passo. La rossa si ferma e si mette le mani sui fianchi, per poi fare dietrofont e mettersi di nuovo davanti alla greca.

JM: Non c'è nessun motivo per cui dovrei fidarmi di Murdock! Nessuno! E non c'è nessun motivo per il quale dovrei fidarmi ancora di te, dopo che hai trasformato una confidenza del genere in un racconto da spiattellare ai quattro venti!

Elektra si passa una mano sul volto ed alza lo sguardo fronteggiando Jane con occhi lucidi

ELK:Non riesci a capire che questa è l'ultima cosa che avrei voluto? Pensi davvero che volevo che tutto questo diventasse pubblico? Tu e Carroll siete davvero fatti l'una per l'altro...

La spartana tira su col naso asciugandosi le lacrime che scendono col palmo della mano

ELK:Qualcuno cerca di aiutarvi e tutto quello a cui pensate sono gli sporchi piani che possano mai tramare. Sai, ogni tanto vi farebbe bene mettervi nei panni degli altri, uno cerca di dare una mano ed invece si ritrova osteggiato da chiunque. Guarda tu, mi ritrovo a difendere Lancelot quando vorrei staccargli la testa in questo momento...

La greca scuote la testa con un riso amaro in mezzo alle lacrime

ELK:Se vuoi avercela con Lancelot fallo pure, non ti biasimo. Ma ti prego, credimi quando ti dico che non era minimamente mia intenzione che succedesse tutto questo. Non puoi farmi questo.

Jane digrigna i denti e stringe i pugni.

JM: Ci risiamo. Tu hai sbagliato, tu potevi evitare quello che è successo, ed ora vieni qui a fare la parte della povera ragazza innocente e impaurita! Stai provando a rovesciare le parti, ma io non ci casco! Potrai aver fregato tutti gli altri con i tuoi modi ed i tuoi comportamenti, ma non me! Dietro le apparenze nascondi qualcos'altro, esattamente come Murdock. Solo che tu sei ancora più brava a non darlo a vedere!

Elektra sospira sconsolata. Si appoggia all'apron del ring e singhiozza nel silenzio per poi recuperare il suo borsone ed indossare la sua giacca di pelle.

ELK:Sai, forse hai ragione. Devo proprio essere una brutta persona altrimenti non capisco perché continua a succedermi tutto questo. Colpa mia che do retta a Lancelot...

La spartana si incammina verso l'uscita mentre si passa il dorso della mano sugli occhi

ELK:Colpa mia che credo davvero di poter essere come tutti gli altri ed amalgamarmi nella società. Colpa mia che penso di poter avere delle persone attorno a me. Sola come un cane, questo è il mio destino.

Si dirige verso la porta singhiozzando. Afferra la maniglia e si gira verso Jane

ELK:Ciao Jane, sappi che ho apprezzato molto il tempo passato assieme. Peccato sia stato così poco... Ti voglio bene.

Jane, le mani sempre strette a pugno, si gira di nuovo di spalle alla greca.

JM: Vai via, Elektra.

La greca annuisce amareggiata ed abbassa lo sguardo aprendo la porta. Dallo breve spiraglio si ode il pesante scroscio della pioggia che ha iniziato a battere insistentemente ed Elektra scompare nella pioggia. Jane sospira e rimane qualche secondo a occhi chiusi, poi apre i pugni e si osserva le mani, sulle quali scorrono alcune gocce di sangue.
All'esterno, Elektra alza lo sguardo al cielo coperto. Le lacrime si mischiano alla pioggia sul suo volto. Sotto la pioggia battente inizia a vagare senza meta mentre tutti gli altri passanti cercano rifugio dall'acqua. Prende il telefono dalla tasca e va sulla rubrica, fermandosi sul contatto di Lance. Rimane ad osservare lo schermo che si bagna per qualche secondo e poi decide di scorrere in giù, arrivando al contatto di Lucy. Fissa lo schermo ancora più a lungo ma alla fine ributta il telefono in tasca e continua a camminare fregandosene della pioggia che la inzuppa da capo a piedi. Un violento temporale si prepara a scuotere New York, ma è il suo cuore il paese più straziato.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 28/04/2016, 19:36 
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Le immagini provengono da Ravensburg, la ridente cittadina tedesca posta ai piedi delle Alpi, vicino al Lago di Costanza, nella Germania Meridionale.

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Dopo una breve panoramica della città, vediamo inquadrato il Krähennest, o Nido dei Corvi, noto per essere l’abitazione di “Superstar” Sigfried Jaeger, nonchè vero e proprio punto di ritrovo per la Bruderschaft Der Krahe Incorporated e i loro amici.

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L’immagine sfuma nuovamente e inquadra la spaziosa cucina dell’abitazione del Corvo. E’ prima mattina, e troviamo Sigfried Jaeger intento a fare colazione.

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Mentre beve un po’ di succo di frutta, il Best from the West guarda verso la finestra e sorride per la bella giornata. Ogni tanto lo vediamo prendere il cellulare, scrivere qualcosa, poi riporlo. Eccolo alzarsi e mettere la caffettiera, già preparata, sul fuoco. Quando ecco risuonare il campanello d’ingresso. Il Corvo guarda l’orologio, che segna le 8:00 in punto del mattino, e sorride.

SGF: Puntuale come un orologio svizzero.

Sigfried si alza e va alla porta, che apre, ritrovandosi di fronte nientemeno che Brunild “The Armbreaker” Wagner.

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Jaeger fa un sorriso.

SGF: Guten Morgen, Nildy. Entra.

La Valkyria, in tuta e col cappuccio della felpa alzato, sorride di rimando, e segue il Best from the West, chiudendosi la porta alle spalle. I due vanno in cucina.

SGF: Caffè?

BND: Sì, grazie.

La Valkyria va a sedersi mentre il Corvo prepara due tazze.

SGF: Serviti pure, questa è come fosse anche casa tua e del Mastino.

Brunild prende una fetta biscottata e inizia a mangiarsela con calma, restando in silenzio, finchè Sigfried non arriva col caffè e si accomoda al tavolo assieme a lei.

BND: Allora? Ci sono novità da Köln?

Il Corvo annuisce.

SGF: E’ da un quarto d'ora che smessaggio nel nostro gruppo di WhatsApp col Mancino. Dice che sono arrivati al palazzo dello sport da pochi minuti.

BND: Ottimo. Il Mastino come sta?

SGF: E come vuoi che stia. Teso come una corda di violino, ma estremamente ottimista, come sempre. Poi vabbè, con Agnes a guardarlo farà di tutto per non deluderla e dare le piste ai suoi avversari.

BND: Speriamo non esageri e si faccia male.

SGF: Tranquilla, sa quello che fa. E’ troppo in gamba il nostro Gunther.

Brunild annuisce.

SGF: Peccato non essere là, ma quando si tratta di aiutare un amico in crisi, non mi tiro mai indietro, lo sai.

BND: Sì, lo so.

Improvvisamente la Valkyria sospira.

BND: Quello che non so, Sig, è il motivo del tuo comportamento della settimana scorsa nell’ufficio di Junior.

Jaeger guarda la ragazza negli occhi.

SGF: Pensavo lo avessi intuito, Nildy. Quel mostro di Black stava cercando di mettermi in difficoltà con ogni mezzo. E quando ha tentato di tirare in ballo te e Gunther non c’ho visto più e ho stoppato la bruscamente conversazione. Quell’uomo cerca sempre di mettere in soggezione il prossimo ogni volta in cui ha un confronto, manco fosse una divinità o il depositario ultimo della verità. E questo inizia a essere irritante.

Il Best from the West sorseggia un pò di caffè.

SGF: Ma con me deve stare attento. Gli ho già detto che non mi piace il gioco a cui sta giocando. Nessuno può trattarmi come una marionetta nelle sue mani. Nessuno.

Brunild annuisce e beve dalla propria tazza.

SGF: Ormai è questione di tempo. Di questo passo la corda si spezzerà, e quello che accadrà dopo potrebbe essere assolutamente imprevedibile, sia per lui, che per me. Inizio a essere stanco di parlare di me stesso ogni volta che lo incontro. Oramai a confronto, quello psicologo fallito di Murdock è un dilettante.

Lo Smiling Crow annuisce.

BND: Su molte cose posso darti ragione, Sig. Come due anni fa, ti trovi di fronte alla sfida più importante della carriera, contro un altro avversario che rasenta livelli di perfezione, sia sul ring, che fuori di esso. Posso solo provare a immaginare quale sia il tuo tumulto interiore. E ammiro il tuo autocontrollo e il modo con cui ti stai barcamenando tra sfide sul ring e scontri verbali puntata dopo puntata, nonostante la Spada di Damocle del Main Event di War of Change sia sempre più incombente.

Sigfried annuisce.

BND: Tuttavia, ci sono dei comportamenti non mi aspetto da uno come te. Il Sigfried che conosco fin da quando arrivai all’European Championship Wrestling, non sarebbe mai arrivato a minacciare velatamente la compagna di un suo rivale.

Il Corvo alza una mano per chiarire subito le cose.

SGF: Sai bene che l’ho fatto per provocare una reazione a quella specie di Iceberg senziente da due quintali. Non cadrei mai così in basso da mettere le mani addosso a una donna e aggredirla in modo gratuito e infame, come abbiamo visto fare ad alcuni animali che si spacciano per nostri colleghi.

Sigfried guarda negli occhi Brunild.

SGF: Cosa stai cercando di fare, Nildy?

La Valkyria replica immediatamente.

BND: Tu sei un eroe, Sig. Lo sei sempre stato, e sempre lo sarai per me, per Gunther, per i tuoi genitori e per tutte le persone che ti vogliono bene. E allora, perché non provi a tornare sulla strada che ti ha reso un grande ai nostri occhi. Se proprio non t’interessa più di quello che pensano gli altri, se proprio è finito per sempre il tuo rapporto col pubblico, coi colleghi e con chi non ti conosce, prova almeno farlo per noi, i tuoi amici.

Jaeger aggrotta lo sguardo.

BND: Il mio non è un ultimatum, Sig. Ci mancherebbe. Sai benissimo che io, Gunther, e gli altri ti spalleggeremo sempre, qualsiasi cosa succeda. Non solo per la promessa che ho fatto a lei. Non solo perché noi siamo la Bruderschaft Der Krahe e il nostro motto è “All are One, and One is All”. Ma perché ti vogliamo bene, e per me sei come un fratello. Ti chiedo solo di riflettere.

Brunild continua a parlare.

BND: In tutti quei discorsi e analisi di Black, in tutte quelle frecciate che tira, e in questo suo tentativo di scavare dentro di te alla ricerca della tua vera essenza, in vedo una possibilità. O meglio, una speranza... La speranza che davvero tutto torni come un tempo. Come quando noi quattro eravamo realmente felici, oltre che fieri di quello che facevamo e di come le persone ci vedevano.

Il Best from the West resta in silenzio a lungo. Dopo un sorso di caffè, si gira e guarda fuori.

SGF: Non perdere il tuo tempo guardando al passato, Sigfried. Non stai andando in quella direzione...

Sigfried si gira verso Brunild.

SGF: Tra le massime di mio padre, questa è una di quelle che più mi hanno fatto riflettere. Quello che mi chiedi di prendere in considerazione è un'illusione, Nildy. L'illusione di fare tabula rasa e tornare al nostro antico sogno... Un sogno che abbiamo vissuto realmente. Un sogno unico e irripetibile. Un sogno che è irrimediabilmente finito. Tutti noi siamo stati duramente risvegliati da quel sogno. Dal nostro sogno. Traditi da coloro per cui ci siamo sempre sacrificati. E i danni che ci portiamo dietro da quel risveglio sono ormai parte di noi. E lo saranno forse per sempre.

Jaeger scuote il capo e sospira.

SGF: Adesso quello che sto facendo non è altro che restituire con gli interessi le ferite che mi hanno inferto. No, amica mia, non si torna più indietro. Il rischio di essere ferito nell’anima un’altra volta e forse distrutto definitivamente è troppo alto. Non mi resta che andare avanti, senza mai voltare le spalle, Nildy. Devo avanzare lungo la nuova strada che sto tracciando col sudore e col sangue, continuando a spazzare via ogni ostacolo. Senza guardare in faccia a nessuno. Senza fidarmi di nessuno che non sia uno di voi. Senza avere pietà di nessuno. E il prossimo ostacolo che blocca la mia strada è Leon Black. L'ostacolo più difficile. L'ultimo ostacolo...

Il Monster Hunter s'interrompe e nella stanza cala il silenzio. I due sorseggiano il loro caffè, immersi nei propri pensieri, quando ecco suonare nuovamente alla porta.

SGF: Ecco Ullrich.

Sigfried finisce il caffè, si alza e ripone la tazza nel lavello.

SGF: Possiamo andare.

Brunild annuisce, passa la sua tazza Sigfried, dopo di che si alza e i due se ne vanno mentre le immagini sfumano.

(Tempo dopo – Boschi nei dintorni di Ravensburg.)


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Le immagini mostrano i boschi e le rigogliose distese erbose ad alcuni kilometri di distanza da Ravensburg. Qui vediamo procedere un fuoristrada nero. Alla guida si trova Sigfried Jaeger, accanto a lui è “Piccolo” Ullrich Muller, mentre seduta nel sedile di dietro, scorgiamo una silenziosa Brunild Wagner.

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Mentre guida sulla strada sterrata, il Corvo inizia a parlare.

SGF: Insomma, sono settimane che è scomparso. Non viene più alla segheria. E nemmeno si fa vedere in birreria.

ULR: Esatto. Dopo aver fatto quel lavoro extra assieme a quel commilitone del Mastino è tornato stravolto. Sembrava allucinato, aveva paura perfino di parlare. La cosa è andata avanti per un pò, poi un giorno non si è più fatto vivo. Volatilizzato.

BND: La cosa è preoccupante. Accidenti a Gunther e al suo “tonno”...

Sigfried cambia argomento.

SGF: Come avete individuato questo posto?

ULR: Il Piagnone e il Mancino sono riusciti a rintracciare telefonicamente alcuni suoi parenti la settimana scorsa. Pare che questa baita appartenga alla sua famiglia da molti anni. Ci vanno raramente. Il posto perfetto per nascondersi e rimanere isolati da tutto e da tutti.

SGF: Povero Fritz. Talmente segnato da vincere perfino il timore che aveva per Goldman il divoratore di alci e venire qui a isolarsi.

Ullrich scuote il capo.

ULR: Piuttosto io mi chiedo come abbia fatto a tirare avanti senza televisione a questo punto. Lui non può vivere senza Alarm für Cobra 11. E' risaputo.

Brunild sbuffa.

BND: Quando il Mastino torna da Köln lo prendo a calci...

A un certo punto l’auto arriva in uno spiazzo isolato. La strada termina di fronte a un edificio in legno seminascosto tra gli alberi.

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Sigfried parcheggia. I tre scendono dal fuoristrada guardandosi intorno. Il Corvo si avvia verso la porta dell’abitazione.

SGF: Avanti, facciamola finita.

Il tedesco prova ad aprire la porta, ma è chiuso a chiave.

SGF: Fritz! Apri, sono Sigfried!

Dall’interno non si sente alcun rumore.

SGF: Avanti, apri! Sono qui con Ullrich e Brunild.

Stavolta il Best from the West sente un urlo soffocato e del movimento provenire da dentro. Poi una voce.

???: Andate via! Lasciatemi stare!

Jaeger si gira verso “Piccolo” Ullrich.

SGF: No che non lo lasciamo stare. Vai Ullrich...

Il Corvo si sposta. “Piccolo” Ullrich annuisce, poi prende la rincorsa e sfonda la porta con una spallata. Mentre Brunild resta fuori, riluttante a entrare, Jaeger e Muller si fanno avanti. La baita è avvolta nella semioscurità.

ULR: Che luogo ameno, eh Sig?

SGF: Già...

I due arrivano nella stanza principale, completamente in disordine. Qui vediamo sistemato al centro un televisore con attaccato un lettore blu-ray e sparpagliati davanti alcuni cofanetti. Il Corvo, col cellulare in modalità torcia, ne raccoglie uno.

SGF: Alarm für Cobra 11. Staffel 4.

Il Deadly Crow scuote il capo.

SGF: Le pessime abitudini non muoiono mai.

ULR: Hey Sig, guarda qua.

Jaeger si gira e trova “Piccolo” Ullrich con un mano la cartaccia di un grosso pacco di patatine. I due si guardano intorno. La stanza è piena di cartacce di ogni tipo di snack.

SGF: Per Oden. Mai vista una cosa del genere.

A un certo punto, quella che sembra una massa di coperte buttate su un divano si smuove, mostrando la testa di una persona.

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Sigfried e Ullrich fanno un balzo all’indietro, presi alla sprovvista.

SGF: Thor salvaci. Fritz come cavolo ti sei ridotto?! Sei diventato una specie di barbone eremita tipo Reverend Silver.

Fritz Mayer scuote il capo. Gli occhi stravolti.

FTZ: Tu non puoi capire Corvo. Io vedo la gente morta. Anche voi siete morti?

Piccolo Ullrich fa un ulteriore passo indietro.

ULR: Questa faccenda inizia a mettermi i brividi.

Il Corvo sbuffa.

SGF: Fritz, comincio a seccarmi. Esci fuori di lì, ti riportiamo a casa.

Ma Fritz torna a seppellirsi tra le coperte.

FTZ: No! Vedo gente morta, non è uno scherzo!

Sigfried si gira verso Ullrich e gli dice qualcosa a bassa voce.

SGF: Dovrei avere un pò di zolfo nel fuoristrada. Portamelo assieme un accendino. Ti faccio vedere come esce di corsa da questo chalet il buon Fritz.

Mentre in due si fanno una risatina, Fritz Paglia continua a parlottare.

FTZ: Morti. Solo morti. Io vedo... Nildy?!

La videocamera ruota, mostrando Brunild Wagner che osserva la scena. Anche lei è entrata nella baita.

FTZ: Oh, Nildy. Anche tu sei mortaaaaah…

La Valkyria si fa avanti e prende Fritz Paglia per un orecchio, tirandolo fuori dall’ammasso di coperte.

BND: Fritz Mayer! Non fare l’idiota e vedi di riprenderti immediatemente!

Di fronte alla scena, Sigfried e Ullrich sorridono.

ULR: Uhm. Chiara ed efficace...

SGF: Come sempre d’altronde.

Brunild si gira e li guarda in tralice.

BND: Voi due, invece di chiacchierare, datevi una mossa. Aprite le finestre, cambiate l’aria e mettete in ordine. Io vedo se c’è qualcosa da bere in questo posto.

Poi punta il dito su Fritz.

BND: Tu, invece datti una lavata, puzzi come un caprone di montagna.

FTZ: Ma io vedo...

Paglia deglutisce di fronte allo sguardo omicida di Brunild.

FTZ: Agl’ordini!

(Circa un'ora dopo - Baita nella foresta, Ravensburg)


Le immagini riprendono mostrando la baita ordinata e illuminata. Sigfried e Ullrich appoggiano dei sacchi neri vicion alla porta e poi si mettono sul divano, mentre Fritz, lavato e sbarbato è seduto su una sedia che beve un caffè caldo, sotto l'algido sguardo di Brunild.

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Il Corvo prende la parola.

SGF: Fammi capire Fritz, ti sei chiuso qui dentro campando di patatine, troiai vari, birra e passando il tempo a guardare le repliche di questa serie tv strampalata? Pazzesco.

ULR: Almeno potevi guardarti tutto Spiel der Throne. E’ appena cominciata la sesta stagione.

Paglia sgrana gli occhi e si guarda intorno, turbato.

FTZ: Da quando l’amico del Mastino mi ha portato a fare quel lavoro, ho perso il sorriso. Ora ho paura di tutto e di tutti. Voi non potete capire. Scandagliare sotto i treni in cerca di pezzi di persone. Una cosa abominevole...

ULR: Beh, qualcuno dovrà pur farlo.

FTZ: Sì, ma non io. Sono una personcina gioviale ed estremamente sensibile. Non un rozzo tanghero di centotrenta kili che non ha paura di nulla!

La Valkyria scuote il capo.

BND: Datti una calmata, Fritz. Il Mastino è una persona particolare, certo. Volevi un lavoretto extra ben pagato, e lui te ne ha proposto uno. Che poi sia una cosa orripilante da fare, quello è un altro discorso.

ULR: La pesca del "tonno". Che lavori...

SGF: Ma poi quanti kili di "tonno" hai raccolto alla fin fine?

FTZ: Non rigirare il dito nella piaga, Corvo!

BND: Certo che potevi chiedere prima di cosa si trattava, no?

SGF: Oppure potevi dartela a gambe se proprio non volevi farlo.

Fritz sospira sconsolato.

FTZ: E come facevo, quel suo amico è una specie di orco, grosso quanto lui. Per poco non mi ha lussato una spalla con un una semplice pacca sulla schiena.

ULR: Dai, ora che ci siamo noi ti tranquillizzi. Poi torniamo insieme a Ravensburg, c’è da fare alla segheria.

FTZ: Non so se voglio tornare. Dopo Stuttgart, come andavo in giro e qualcuno mi parlava mi sembrava di trovarmi di fronte cadaveri ambulanti che chiedevano di essere raccolti in un sacco. E la notte è peggio. Non riesco più a dormire. Ho paura e faccio brutti sogni.

Jaeger scuote il capo. Poi il suo volto si illumina.

SGF: Qui bisogna affrontare di petto la situazione.

BND: Uhm?

SGF: Mi è venuta un’idea. Ci pensiamo noi a cancellare i brutti ricordi e a farti tornare quello di un tempo, stà tranquillo.

ULR: Intendi per caso prenderlo a bastonate in testa? Io ci sto.

La Valkyria guarda male Muller, che si ritrae, poi si gira verso Sigfried.

BND: Cosa intendi fare, Sig? Non lo vedi in che condizioni è?!

SGF: Tempo al tempo, Nildy. Fidati di me. Ho un piano infallibile per riportare in auge il nostro Fritz.

Di fronte al sorriso del Corvo, lo Smiling Crow si acciglia ancor di più.

BND: Inizio a preoccuparmi fin da ora…

Le immagini sfumano.

(Poco tempo dopo - Baita nella foresta, Ravensburg)


Il video riprende mostrando i quattro che stanno salendo sul fuoristrada, in procinto di tornare a Ravensburg.

SGF: Avanti, mangia-patatine a sbafo. Te ne torni alla civiltà con noialtri.

ULR: Forza Fritz. Comportati da uomo, hai di fronte una Valkyria. Intendi deluderla per caso? Sei caduto così in basso, amico mio?

Improvvisamente il petto di Paglia si gonfia.

FTZ: N-no! Certo che no! Andiamo!!!

Sigfried dà una pacca a Fritz Mayer, che fa un salto dallo spavento. Jaeger sorride e fa spallucce.

SGF: Ci vorrà un mesetto, ma ti assicuro che alla fine questa faccenda sarà solo un ricordo.

Brunild sospira e sale in macchina.

BND: Speriamo...

Una volta che tutti e quattro sono dentro il fuoristrada, Ullrich si sfrega le mani.

ULR: Forza ragazzi. Non vedo l’ora di sapere come è andata a finire col Mastino a Köln. In questo posto dimenticato da Oden i cellulari non prendono. Corvo, dici che sia riuscito a farsi squalificare?

SGF: Bah, ci sta. La cosa non mi meraviglierebbe.

FTZ: Ehm. Che cosa ha combinato il Mastino? Non mi dite che si è iscritto a quella famosa gara di rutti che fanno ogni anno e io me lo sono perso, eh?!

Mentre Brunild scuote il capo e si mette le cuffie alle orecchie, Sigfried e Ullrich ridacchiano.

SGF: Te lo spieghiamo per strada. Comunque bentornato tra noi, Fritz Paglia.

Il fuoristrada parte sgommando sullo sterrato. E le immagini sfumano definitivamente.





Fine delle trasmissioni




Spoiler:
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Spoiler:
Siamo nuovamente all’interno del Krahennest di Ravensburg.

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Vediamo Sigfried Jaeger seduto sul proprio letto, immobile, in silenzio. Dopo qualche secondo il tedesco si gira e guarda verso il comodino, sopra il quale campeggia ancora la cornice con la fotografia di Sylmerya Sorensen. Il Corvo allunga una mano e fa per aprire il cassetto del comodino. Poi si ferma, scuote il capo e si alza parlando a bassa voce tra sé e sé.

SGF: Non stai andando in quella direzione...

Dopo di che il Best from the West lascia la stanza con passo deciso e si chiude la porta alle spalle.



Where should i go
To the right where nothing is left
To the left where nothing is right
Up where everything is down
Or down where everything is up...



Ultima modifica di Elban Rattlesnake il 29/04/2016, 9:48, modificato 1 volta in totale.

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Re: TWC - News from Indoor War
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Mother

Spoiler:
DISCLAIMER!

I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Ci troviamo sulla Frye, la nave che serve da quartier generale mobile del Freedom Club, fazione nata dalle ceneri della Confraternita del Chaos.

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Le immagini si spostano rapidamente all'interno dello yatch, precisamente in un salotto dove i membri di spicco del Freedom Club sono riuniti.

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Kid The Wizard, Alisa Drake, Alexandra e quattro altri membri del Club hanno tutti lo sguardo puntato sul leader della fazione, Madison Grimes, che ora sorride dolcemente.

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Il sorriso della donna è indirizzato al figlio Chris Drake, che ora la osserva a bocca spalancata essendo questa la prima volta in cui la vede dopo che diciotto anni fa Madison fu costretta a fuggire di casa per via del suo abbandono all'Ordine di Fortuna.

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I presenti sono tutti in silenzio, ed ora dopo qualche altro istante in cui non si sente volare una mosca sentiamo Madison parlare, rivolgendosi al figlio.

Madison: Ciao Chris.

Il sorriso della donna si allarga ancora di più mentre Chris, senza dire una parola, la raggiunge a passo svelto per poi abbracciarla forte. Gli occhi di Madison si fanno immediatamente lucidi mentre Chris inizia a piangere decisamente emozionato da questo incontro. Anche gli occhi di Alisa si riempiono di lacrime, ed ora dopo diversi istanti in cui Chris e Madison sono rimasti abbracciati, scoppia in un pianto emozionato attirando l'attenzione del fratello e della madre. Madison sorride verso la figlia imitata da Chris, che tuttavia mostra solo un mezzo sorriso mentre inizia ad asciugarsi le lacrime con la manica del suo giubbotto.

Alisa: S-Scusatemi... E che questa scena la sognavo da tanto e...

Madison: Ali...

Miss TWD alza lo sguardo verso la madre che intanto le sorride dolcemente.

Madison: Non c'è bisogno che giustifichi le tue emozioni.

La ragazza sorride ed annuisce verso la madre, non riuscendo comunque a trattenere le lacrime di gioia.

Madison: Va a prendere un po' d'aria insieme a tutti gli altri, io e Chris abbiamo un po' di cose da dirci.

Miss Drake annuisce decisa per poi avviarsi verso l'uscita della stanza imitata del resto dei presenti. Una volta svuotatasi la stanza vediamo Chris e Madison l'uno davanti l'altra, ed ora si scambiano un sorriso reciproco.

Madison: Chris...

C.Drake: Sì mamma?

Madison: Ti va se ci sediamo?

C.Drake: Ma certo!

Chris e Madison vanno ad accomodarsi su due poltrone distinte ed ora si scambiano un nuovo fugace sguardo per poi restare in silenzio. Passano diversi secondi in cui Chris giocherella con i pollici tenendo lo sguardo distolto dalla madre prima che Madison stessa interrompa nuovamente il silenzio.

Madison: Allora Chris...

Chris si gira repentinamente verso Madison.

Madison: Non mi dici niente? Sono diciotto anni infondo che non ci vediamo, qualcosa da raccontarmi la dovresti avere.

Il ragazzo arrossisce leggermente ed abbassa lo sguardo.

C.Drake: Ho così tante domande da farti, e ci sono talmente tante cose che voglio dirti, che voglio raccontarti... Non so proprio dove iniziare.

Chris lancia una nuova fugace occhiata alla madre che gli sorride dolcemente.

Madison: Inizio io allora Chris...

La donna sospira.

Madison: Ti chiedo umilmente scusa per tutto figlio mio.

Il wrestler alza lo sguardo di scatto restando piuttosto interdetto.

Madison: Quando avevi solo dieci anni io ti ho abbandonato, così come ho abbandonato Alisa che di anni ne aveva sette e così come ho abbandonato Rachel che invece ne aveva dodici. Ciò che ho fatto è imperdonabile agli occhi di un figlio, e passata l'emozione iniziale capirò se non vorrai più vedermi. Però credimi Chris, io sono andata via di casa perché ho dovuto per il mio ed il vostro bene.

C.Drake: Lo so.

La madre di Chris resta leggermente interdetta.

C.Drake: La sera in cui comunicasti a mio padre la scelta di lasciare l'Ordine di Fortuna ero sveglio, ed ho ascoltato tutto. Non ce l'ho mai avuta con te per essertene andata, come avrei potuto infondo? Ciò che ho provato per te in questi diciotto anni è stato solo amore incondizionato, nostalgia e speranza che tu stessi bene.

Gli occhi di Madison si fanno nuovamente lucidi.

Madison: Alisa ha ragione, tu sì che sai come far emozionare una donna...

Una lacrima cala sul viso di Madison mentre Chris annuisce con un leggero sorriso. I due restano in silenzio per qualche istante, ma questa volta è il ragazzo ad interromperlo.

C.Drake: Se posso saperlo, cosa hai fatto in questi diciotto anni?

Madison: Ma certo che puoi saperlo, dal momento in cui mi sono rivelata a te non c'è più alcun segreto tra di noi.

La madre di Chris sorride dolcemente verso il figlio.

Madison: Allora Chris, dopo che fuggii dall'Ordine di Fortuna venni contattata quasi immediatamente dalla Confraternita del Chaos. Loro erano disposti ad offrirmi asilo in cambio di informazioni sull'Ordine, informazioni che gli diedi e che spinsero i confratelli a fidarsi di me. Ci vollero un paio d'anni, ma alla fine venni iniziata nella Confraternita e grazie a ciò potei mandare Deryck ed Alexandra, anche loro all'epoca iniziati da poco, a proteggere te ed Alisa dall'Ordine di Fortuna visto che venni a sapere della vostra fuga da casa. Gli anni passarono e con il mio duro lavoro come agente fantasma mi guadagnai la stima ed il rispetto dei vertici, ma per via di questo mio status segreto non potetti incontrare Alisa quando lei fu iniziata tre anni fa, e la cosa mi logorò dentro. Poi, la scorsa estate, ci fu la purga della Confraternita del Chaos con migliaia di uomini arrestati insieme al nostro Mentore Nathan Auditore. Gli unici che si salvarono fummo proprio noi agenti fantasma, vista l'assenza di nostri dati nei database della Confraternita, ed allora mi feci forza ed iniziai a contattare coloro che erano rimasti in libertà, tra cui tua sorella Alisa, dando vita al Freedom Club ed utilizzando dei nomi in codice per identificarci in modo da restare anonimi anche in caso d'intercettazioni da parte dell'Ordine di Fortuna.

Chris arriccia un labbro, leggermente stizzito.

C.Drake: Certo che ultimamente Alisa è brava a nascondermi le cose...

Madison: Non prendertela con tua sorella Chris, ha dovuto tenerti nascosta questa cosa, anzi sono stata io che le ho detto di farlo. Quando è tornata dopo la settimana trascorsa insieme a te a gennaio era a pezzi e non riusciva a sopportare l'idea di averti tenuto all'oscuro del fatto che ci eravamo rincontrate, che io stavo bene e che presto ci saremmo rivisti anche io e te. Ma purtroppo Chris la mia identità deve restare assolutamente segreta, ne va del destino del Freedom Club, e non potevamo permetterci di rischiare.

C.Drake: Lo capisco, ma ciò non toglie che sono amareggiato. Questa vostra guerra mi ha condizionato, mi sta condizionando e penso continuerà a condizionarmi pesantemente la vita nonostante io non voglia averci nulla a che fare.

Madison: Mi dispiace Chris, non è nostra intenzione coinvolgerti.

C.Drake: E allora perché volete che vada io da Samantha e Sasha Hart?

Madison: Per i motivi che ti hanno spiegato gli altri. Tu sei davvero l'unico che possa adempiere a questa missione, ne va del bene di quella povera ragazza che con questa guerra c'entra meno di te. Sasha si è trovata strappata alla sua vita di adolescente spensierata, venendo catapultata in una realtà dove vive ogni sua giornata con il timore che possa venire uccisa da gente malintenzionata per motivi che nemmeno riesce a comprendere. Infondo la sua unica colpa è quella di essere la nipote di Samantha Hart.

Chris si gratta il mento per qualche istante per poi tornare a guardare negli occhi la madre.

C.Drake: Ok lo faccio, ma sia chiaro che questa è la prima e l'ultima volta che mi getto in una missione folle per il Freedom Club!

Mrs. Grimes sorride compiaciuta.

Madison: Hai fatto la scelta giusta Chris, sono fiera di te.

C.Drake: Però prima di spiegarmi il piano ed iniziare i preparativi che ne dici se parlassimo un altro po' del più e del meno?

La donna sorride dolcemente.

Madison: Mi farebbe tantissimo piacere Chris.



C.Drake: Bene, allora non so hai visto in televisione, ma un mese fa ho realizzato il mio sogno di divenire campione mondiale quando...

Chris continua a raccontare le sue gesta ad una sorridente Madison che ogni tanto vediamo ridere quando la gesticolazione del figlio si fa buffa e teatrale. Anche Chris mentre parla non riesce a togliersi il sorriso dalla faccia ed ora le immagini si dissolvono facendoci vedere Madison che sta raccontando qualcosa ad un rapito Chris. Nuova dissolvenza ed ora vediamo Chris in piedi che si mette una mano alla gola per poi farsi da solo una Chokeslam sul divano, mimando quella subita da parte di Kid The Wizard a Path Of Legends con Madison che va a passare una mano sulla schiena del figlio, guardandolo anche un po' preoccupata. Ancora una dissolvenza e questa volta vediamo Madison con una sigaretta spenta in bocca mentre sembra cimentarsi nell'imitazione di qualcuno causando delle risate nel figlio. Di nuovo una dissolvenza in cui vediamo Chris impugnare il suo pacchetto di sigarette come fa di solito con il microfono mentre si cimenta nelle sue classiche gesticolazioni che fa quando tiene un promo nel ring. Dissolvenza ed ora vediamo che anche Alisa ha raggiunto i due, ed insieme al fratello stanno riproducendo la scena di quando hanno smascherato Rachel in diretta ad Indoor War sotto lo sguardo serio di Madison. Ennesima dissolvenza che ci porta a vedere Chris seduto sul divano mentre Alisa e Madison, in piedi, stanno mimando una qualche situazione che hanno vissuto insieme in questi mesi. Altra dissolvenza in cui troviamo tutti e tre in piedi che stanno parlottando tra di loro per poi lasciarsi andare ad un abbraccio collettivo. Chris ed Alisa stringono forte la madre che vediamo emozionata nell'essersi finalmente riunita con i suoi figli...

[To Be Continued...]


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Re: TWC - News from Indoor War
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I fatti raccontati in questo promo sono intesi per essere fruiti solo dai lettori e non dai wrestler o dal pubblico in storyline. Pertanto ciò che accadrà in questo promo non potrà essere citato nelle storyline poiché nessuno sa che questi fatti sono avvenuti eccetto i protagonisti degli stessi.


Ci troviamo all'interno dell'appartamento segreto di Samantha Hart a Toronto, Canada.

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E' quasi sera, ed appoggiata con una spalla ad una finestra troviamo Samantha Hart che sta osservando il tramonto mentre sta finendo di rollare una canna.

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La ragazza ha lo sguardo fisso verso lo skyline di Toronto e rolla la canna senza nemmeno guardare. Una volta finito la giovane si mette la canna in bocca, ma poco prima che possa accenderla sentiamo bussare alla porta. Samantha si gira di scatto verso la porta spalancando gli occhi, ed ora sentiamo dei passi in veloce avvicinamento che portano Sasha Hart nel soggiorno dell'appartamento.

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Anche la giovane Sasha ha un'espressione sbigottita in viso per questa inaspettata visita, ed ora Samantha le fa cenno con lo sguardo di farsi indietro per poi avviarsi verso una cassettiera, aprire un cassetto ed estrarre la famigerata Smith & Wesson appartenuta a sua sorella Michelle.

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Sentiamo nuovamente bussare alla porta e, mentre Sasha va a ripararsi dietro al divano, Samantha si avvia a passo felpato verso la porta puntando la sua pistola contro essa. Una volta arrivata nei pressi della porta sentiamo nuovamente bussare e Samantha utilizza l'occhio magico per vedere chi ci sia dall'altro lato...

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Non appena Samantha vede Chris Drake fa un leggero balzo indietro per poi girarsi verso Sasha e mostrare un'espressione interdetta.

Sasha: Chi è zia?

La Hart Princess non risponde e torna a guardare la porta mantenendo la pistola puntata. Passano alcuni secondi e sentiamo la voce di Chris provenire dall'esterno...

C.Drake: Dai apri, lo so che siete lì dentro!

Passa qualche istante in cui Samantha tentenna...

Samantha: Vai via!

C.Drake: Col cazzo! Per arrivare qui ho dovuto fare delle pazzie non indifferenti, quindi non me ne vado.

Ancora qualche altro secondo di silenzio.

C.Drake: Solo ora mi rendo conto che il termine pazzie usato da me può far pensare a qualche atteggiamento folle, ma in realtà intendevo pazzie nel senso di peripezie per non farmi scoprire da qualche agente dell'Ordine.

The Angel Of Violence sbuffa.

Samantha: Per tua informazione ho una pistola puntata contro la porta, perciò vai via o sparo!

C.Drake: Aspetta...

Passano diversi secondi.

C.Drake: Mi sono spostato e sono fuori dalla linea di fuoco. Posso restare qui fin quando vuoi Samy.

La ragazza sbuffa ancora mentre Sasha esce dalla sua copertura e raggiunge la zia.

Sasha: Sembra determinato.

Samantha: Fin troppo... Sicuro è stata quella demente della sorella a mandarlo qui, ma mi chiedo come possa aver scoperto questo posto.

Sasha: Può averglielo detto Alex, infondo è stato lui a darti questo appartamento.

La Hart Princess mostra una smorfia stizzita per poi rivolgersi nuovamente a Chris.

Samantha: Ehi coglione!

C.Drake: Dimmi.

Samantha: Perché sei qui? Chi ti manda? Come hai scoperto questo posto?

C.Drake: Sono qui per aiutarvi, mi manda Kid The Wizard che mi ha rivelato questo nascondiglio.

Nuova smorfia stizzita da Samantha che ora si gira verso una compiaciuta Sasha.

Samantha: Bell'intuito Sasha.

Sasha: Sono troppo forte. Comunque facciamolo entrare, magari potremmo affidare l'hard disk da consegnare ad Alisa direttamente a lui.

Samantha: Forse, ma prima devo capire le sue reali intenzioni constatando se posso fidarmi o meno.

Le due si scambiano uno sguardo d'intesa e poi Samantha va ad aprire la porta trovandosi davanti il corridoio vuoto. La ragazza si guarda intorno ma ecco che sentiamo il rischiarirsi di una voce che richiama l'attenzione di Samantha verso l'alto. La Hart Princess alza la testa notando Chris Drake appeso ad una lampada sul soffitto! Il wrestler salta giù mentre Samantha gli punta immediatamente la pistola contro.

C.Drake: Calma Samy, non c'è bisogno di quella...

Samantha: Decido io di cosa ci sia bisogno o meno SpiderChris.

The Predator sorride in maniera beffarda.

C.Drake: Però devi ammettere che come postazione antifuoco era geniale.

Samantha: Entra, coglione.

La Hart Princess abbassa la pistola ed insieme a Chris Drake entra nella casa. La ragazza chiude la porta alle sue spalle mentre Sasha raggiunge subito Chris.

Sasha: Ciao Chris! Come stai?

La giovane arrossisce leggermente.

C.Drake: Potrebbe andare meglio. Tu invece come stai Sasha?

Sasha: Anche a me potrebbe andare meglio, questa situazione è davvero strana. Tra Ordine di Fortuna e roba varia non ci sto capendo più nulla...

Chris sorride dolcemente verso la ragazza per poi darle una leggera pacca sulla spalla. Fatto ciò rivolge le sue attenzioni ad una stizzita Samantha che lo fissa.

C.Drake: Tu come te la passi Samy?

Samantha: Finiscila con questa pantomima e vai subito al sodo. In che modo vuoi aiutarci e che cazzo vuole quella merda di Wiz?!

The Undisputed Legend annuisce leggermente.

C.Drake: Mettiamoci comodi, vi va?

Samantha: No! Dimmi che cazzo vuoi e poi vattene affanculo!

La ragazza osserva con sguardo duro Chris che diventa serio ed inizia a fissare Samantha.

Sasha: Zia Samy... Chris...

I due continuano a fissarsi.

Sasha: Chris... Zia Samy...

The Angel Of Violence inizia a picchettare con le dita sulla sua pistola mentre non distoglie lo sguardo da Chris Drake.

Sasha: LA VOLETE SMETTERE?!

L'attenzione dei due viene catturata da Sasha che osserva entrambi con sguardo duro e con respiro pesante. La Baby Hart prende un profondo respiro per poi andarsi a sedere sul divano con fare scocciato. Chris e Samantha seguono con lo sguardo Sasha, ed ora il Woodbury Made raggiunge la giovane andandosi a sedere su una poltrona. Samantha sbuffa nuovamente e raggiunge i due, sedendosi sul divano affianco la nipote.

Sasha: Siete come bambini quando fate così.

Samantha: No Sasha, è che proprio non riesco a digerire la presenza di questo coglione.

C.Drake: Io invece non riesco a digerire il fatto che per cercare di aiutare una stronza che mi ha rovinato la vita, in cambio ricevo una pistola puntata contro.

Samantha: Punto numero uno, nessuno ha chiesto il tuo aiuto. Punto numero due, se non fosse stato per me tu non avresti mai battuto Kid The Wizard, ma grazie eh.

C.Drake: Lo avrei battuto lo stesso poiché sono il Best In The Business.

Samantha: Sei solo il Best In The Incest.

Sasha: Insomma!

La giovane alza nuovamente la voce attirando l'attenzione dei due.

Sasha: Sapete cosa? Ammazzatevi tra di voi.

La Baby Hart si alza dal divano e si dirige verso la sua stanza, ma ecco che Chris Drake richiama la sua attenzione.

C.Drake: Aspetta Sasha.

La ragazza si blocca e si gira verso Chris.

C.Drake: Cosa faresti se ti dicessi che sono venuto qui per darti l'occasione di fuggire e di metterti al sicuro?

La Baby Hart osserva incuriosita The Predator.

C.Drake: Da quello che ho capito tua zia ti ha spiegato tutto riguardo l'Ordine di Fortuna, e quindi sai che sei in forte pericolo ora. Io posso portarti in un posto sicuro dove saresti costantemente protetta da persone fidate e da Kid The Wizard. Tutto ciò che devi fare è venire con me stasera.

La giovane Sasha assume uno sguardo pensieroso mentre Samantha si intromette nel discorso.

Samantha: Ma che cazzo dici Chris?! Pensi davvero che lascerò andar via Sasha con un lunatico fuori controllo come te?!

C.Drake: Sempre meglio che restare con una che ha fallito nell'unica responsabilità che aveva verso di lei, ovvero proteggerla da gentaglia come quelli dell'Ordine di Fortuna...

La Hart Princess mostra un sorriso amaro per poi puntare la pistola in faccia a Chris Drake! Lo sguardo della donna si fa estremamente duro e Sasha assiste inerme e con sguardo spaventato alla scena.

Samantha: Tendi a dimenticare chi abbia la pistola tra le mani Chris... Questo non è un ring di wrestling, qui non puoi dire ciò che ti pare senza conseguenze.

La ragazza assume un'espressione stizzita.

Samantha: Che poi come cazzo ti permetti di giudicare? Tu non sei nessuno per dire ciò che ho azzeccato e ciò che ho sbagliato con mia nipote, perciò vedi di cominciare a regolarti con le parole o non esiterò a spappolarti la faccia!

The Angel Of Violence abbassa la pistola mentre un impassibile Chris la fissa dritta negli occhi.

C.Drake: E va bene Samy, starò zitto. Infondo ciò che avevo da dire l'ho detto, ora tocca a Sasha parlare e dirci cosa vuole fare.

Samantha: Forse tu non hai capito che la decisione la prendo io!

C.Drake: Sasha non è una ragazzina ed è in grado di scegliere cosa sia meglio per lei.

Samantha: Lo so io cosa è meglio per lei, ed al momento non è andare con gente di cui non mi fido, gente come quel bastardo di Wiz che ha già dimostrato di non sapersi prendere cura delle persone che ripongono le sue speranze in lui, un coglione bipolare e sua sorella spastica!

Chris alza un sopracciglio.

C.Drake: Al momento? Spiegati meglio.

Samantha: Fatti i cazzi tuoi.

The Predator sbuffa, ma ecco che una spazientita Sasha si avvicina ai due e torna a sedersi sul divano.

Sasha: Te lo spiego io.

Samantha: Sasha no.

Sasha: Invece sì zia poiché lui è l'unico che possa consegnare quella cosa ad Alisa. Capisco che non ti piaccia ne lui ne sua sorella, ma questa è l'occasione che stavamo aspettando e non possiamo farcela sfuggire.

Samantha: Ma non lo vedi quanto è stronzo?! Non posso affidare a lui quella cosa, finirebbe per perderla o per farsela rubare.

Sasha: Sai benissimo che non è così. In quella cosa ci sono informazioni troppo preziose anche per lui e per sua sorella.

Chris Drake, che ha seguito con lo sguardo lo scambio di battute tra le due Hart, si gratta la testa confuso.

C.Drake: Ehm... Di cosa state parlando?

La Hart Princess sospira.

Samantha: Di questo...

La ragazza abbassa la zip della felpa per poi mettersi una mano nel reggiseno. Chris sorride sornione per poi alzarsi, fare le spallucce e sbottonarsi i pantaloni!

Samantha: Ma che hai capito idiota?!

Chris appare interdetto mentre Sasha si mette una mano davanti la bocca ed inizia a ridacchiare.

C.Drake: Ah... Non si scop... Avevo capit... Scusate ragazze, colpa mia!

The Predator si riallaccia i pantaloni e torna a sedersi mentre Sasha si è fatta rossa e continua a ridacchiare. Samantha scuote la testa accennando un leggero sorriso per poi estrarre dal suo reggiseno l'hard disk di Nathan Auditore.

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Chris osserva con sguardo curioso il mini driver che penzola da una mano di Samantha.

C.Drake: Mmh... Sbaglio o mi sembra di aver già visto questo coso?

Samantha: Non sbagli Chris, questo è l'hard disk che io e Franklin Dixon rubammo dalla sede centrale della Confraternita del Chaos la scorsa estate. Qui dentro sono raccolte tutte le informazioni che Rachel Fortuna ha consegnato all'Interpol per far incarcerare Nathan Auditore e gran parte dei confratelli del Chaos.

C.Drake: Scusami Samantha, ma se Rachel ha consegnato le informazioni alla polizia come mai adesso hai tu il driver?

Samantha: Le informazioni ricevute dall'Interpol sono state copiate in altri driver, mentre le originali sono sempre rimaste in questo qui che quasi due settimane fa ho rubato dalla sede delle Fortuna Industries proprio in previsione del mio abbandono all'Ordine.

Chris sorride compiaciuto.

C.Drake: Sei una furbissima puttana!

Samantha: Smettila di lusingarmi.

I due si scambiano un fugace sorriso.

C.Drake: Ma non capisco cosa possa farsene Alisa...

Samantha: Semplice Chris. Qui dentro non solo ci sono le informazioni che hanno fatto incarcerare Nathan Auditore, ma ci sono anche delle informazioni che possano far incarcerare tuo padre Philip Fortuna.

Chris strabuzza gli occhi.

Samantha: Anzi, è pieno d'informazioni che se consegnate alle autorità porterebbero allo smantellamento dell'Ordine di Fortuna ed il conseguente arresto di migliaia di loro cavalieri. Inoltre tuo padre si prenderebbe una bella e longeva condanna visto che nel corso di queste due settimane sono riuscita a modificare le informazioni che hanno permesso l'incarcerazione di Nathan facendo ricadere tutte le accuse su di lui.

C.Drake: Come è possibile?

Samantha: Beh, Nathan è stato incarcerato per via di documenti scritti che riportavano la sua firma, ma non c'è una foto, un video od una traccia audio che possa incriminarlo. Alla luce di ciò non mi ci è voluto molto per modificare quei documenti facendo risultare tuo padre il mandante dei crimini commessi dalla Confraternita del Chaos. In poche parole se questo driver finisse alle autorità Philip Fortuna verrebbe arrestato con l'accusa di essere il capo di due associazioni per delinquere, mentre Nathan verrebbe rilasciato beccandosi anche un risarcimento per l'errore giudiziario.

C.Drake: E gli altri confratelli arrestati?

Samantha: Resteranno in carcere. Ognuno di loro aveva un profilo negli archivi della Confraternita del Chaos munito di informazioni personali, foto ed altro. L'unica cosa che cambierebbe per loro è che risulterebbero uomini di Philip invece che di Nathan.

C.Drake: Ma sei sicura che possa funzionare?

Samantha: Sicurissima. Come ti ho già detto, Nathan non ha alcun profilo registrato, nessuna foto, nessun video, niente di niente che possa realmente incriminarlo se non dei documenti che in questo driver sono stati perfettamente alterati. Tu mi hai definito una furbissima puttana, ma non scordare che Nathan è un furbissimo figlio di puttana!

La Hart Princess sorride leggermente.

Samantha: Naturalmente i file sono tutti criptati, ma quel nano di tua sorella Alisa può tranquillamente decifrarli e consegnarli alle autorità. Fatto ciò Nathan Auditore sarà libero e l'Ordine di Fortuna verrà smantellato e di conseguenza smetterà di cercare me e Sasha. Tuttavia per sicurezza affiderò mia nipote comunque a Nathan che per rispetto di Michelle sicuramente si prenderà cura di lei.

C.Drake: E per quanto riguarda Rachel? Noto che non l'hai minimamente nominata...

La ragazza sospira.

Samantha: Purtroppo lei essendo l'erede di Philip si è ben tenuta distaccata dall'Ordine di Fortuna per quanto riguarda l'apparenza. Su di lei l'unico profilo rintracciabile è quello di CEO delle Fortuna Industries e Chairwoman della FWP, ed agli occhi delle autorità vale tanto quanto un semplice dipendente delle Industries o della Promotion. Anche Philip non ha un profilo, ma tramite le documentazioni ed una traccia audio che ho registrato l'ultima volta che l'ho visto e che ho inserito nel driver, per lui non c'è scampo. Al limite Rachel potrebbe venire indagata visto che la sua voce si sente nel file audio, ma per un bel po' non ce la toglieremo dalle palle. Anche lei è una furbissima puttana.

C.Drake: Confermo.

I due si scambiano uno sguardo d'intesa, poi Chris accenna un sorriso.

C.Drake: Grazie.

Samantha: Non ringraziarmi, lo sto facendo solo per essere libera e per proteggere Sasha.

La ragazza consegna a Chris il driver.

Samantha: Mi raccomando coglione, vedi di far arrivare questo dispositivo al nano. Non fare una delle tue solite cazzate, per favore.

C.Drake: Tranquilla, sono bravo a tenere le cose. Non per nulla ho tenuto l'Interpromotional World Wrestling Championship contro tutto e contro tutti, anche contro di te.

Chris fa un occhiolino a Samantha che di tutta risposta sorride leggermente.

Samantha: A posteriori meglio così. Il fatto che tu sia ancora FWP...

C.Drake: Interpromotional...

Samantha: Va be', Interpromotional World Wrestling Champion, è uno sfregio notevole a quella troia di tua sorella Rachel.

C.Drake: Tutto bene quel che finisce bene eh... Beh Samy, che ci prepari da mangiare?

Samantha: Cazzo vuoi?

C.Drake: E' ora di cena ed io ho appuntamento con chi mi ha portato qui domani mattina. Certo potrei andare a mangiare in un fast food e passare la notte in un Bed and Breakfast, ma lasciarmi in giro per Toronto con l'hard disk addosso non penso che sia molto sicuro.

Samantha: Quindi dovresti passare la notte qui?

C.Drake: Quella che ancora non ha posato la pistola sei tu, quindi non sei nella posizione di lamentarti.

La ragazza sbuffa per poi alzarsi, riporre la pistola nel cassetto da dove l'ha presa ed avviarsi verso la cucina.

Samantha: Io vado a preparare un panino per me e uno per Sasha, se lo vuoi anche tu ti alzi e te lo fai.

La Hart Princess lascia il salotto mentre Chris e Sasha si scambiano uno sguardo.

Sasha: Lei è sì un po' stronza, ma tu sei un bel provocatore Chris.

I due si sorridono.

C.Drake: Non ti nascondo che un po' mi piace farla incazzare.

Chris e Sasha se la ridono tra di loro per poi alzarsi e dirigersi verso la cucina...

(Tre ore dopo...)


Ci troviamo sul terrazzo dell'appartamento di Samantha Hart dove troviamo la ragazza che sta fumando una canna appoggiata al muro e mentre punta il suo sguardo vacuo sullo skyline di Toronto.

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Passa qualche secondo e la porta del balcone si apre e ne esce Chris Drake. Samantha gli lancia una fugace occhiata distratta, ed il Woodbury Made la raggiunge andandosi ad appoggiare con le mani sulla ringhiera del terrazzo.

C.Drake: Sasha si è addormentata.

La Hart Princess resta in silenzio.

C.Drake: E quindi alla fine hai capito che quelli lì ti stavano solo sfruttando per i loro scopi. Beh, alla buon'ora Samantha.

Samantha: L'avevo capito da un bel pezzo Chris.

La giovane fa un tiro.

Samantha: Il punto è che non potevo mollarli per via dei ricatti su Sasha, ed inoltre coltivavo ancora la speranza che alla fine questo loro sfruttamento sarebbe stato ripagato con la mia vendetta su Kid The Wizard. Mi sbagliavo.

C.Drake: Alla fine però hai conseguito il tuo scopo. Kid The Wizard è stato sconfitto davanti al mondo intero e tu hai potuto mettergli le mani addosso.

Samantha: Già...

The Angel Of Violence sorride leggermente per poi fare un altro tiro alla canna.

Samantha: Tu non puoi immaginare la libidine che ho avuto nel schiacciargli i coglioni ed intrappolarlo nella Hart Princess' Revenge. Ed a proposito di coglioni, nell'Hell In A Cell ho ben notato che sei davvero bravo a mordere cazzi.

La ragazza ridacchia mentre Chris la osserva con uno sguardo ironico.

C.Drake: With any means necessary, ricordi questa frase?

Samantha: Nah, secondo me sei ricchione!

C.Drake: Hm, se vuoi posso dimostrarti il contrario seduta stante.

Samantha: Sì come no... Vuoi fare due tiri?

C.Drake: Perché no?

The Goddess passa la canna a The Predator che fa un tiro, strozzandosi.

C.Drake: Porca troia, è roba forte!

Samantha: No, sei tu che sei un frocetto.

C.Drake: Ripeto, se vuoi posso dimostrarti il contrario.

Samantha: Però attento con quella roba che stai fumando, potrebbe non alzarsi il tuo Chris D.

Chris fa un tiro e lancia un'occhiata a Samantha.

C.Drake: Quindi ci stai pensando?

Samantha: No, non ho voglia di scopare.

C.Drake: Samantha Hart che non ha voglia di scopare è un qualcosa di praticamente impossibile.

Samantha: Beh sono quattro mesi che non scopo, e non ne sento il bisogno per ora.

The Predator, che stava facendo un tiro, nel sentire l'affermazione di Samantha si strozza nuovamente ed inizia a tossire sotto lo sguardo divertito della ragazza. Una volta ripresosi Chris, occhi rossissimi, guarda stupefatto Samantha.

C.Drake: Quattro mesi?!

Samantha: Yes.

C.Drake: Quindi la cosa sessualmente più attiva che hai fatto ultimamente è stato strizzare le palle di Andy Moon ad Indoor War?

Samantha: Credo proprio di sì, ma alla fine è come se avessi toccato una vagina.

Chris inizia a ridere di gusto.

C.Drake: Ah ah ah!

La Hart Princess sorride leggermente.

Samantha: Cosa?

C.Drake: Sto ripensando a quel segmento con Andy Moon. Quando gli messo le mani sulle palle è calato il gelo in Gorilla Position e c'ero solo io che ridevo come un coglione. Poi hai cominciato a parlare del mio Chris D. e mi sono trovato costretto ad uscire.

Samantha: Lo conosco bene il tuo Chris D., d'altronde mi ci sono divertita ai tempi di Dragon Drake. E' un peccato che tu ora lo stia dando solo ad Alisa...

Chris assume uno sguardo contrariato.

C.Drake: No Samantha, adesso però mi devi spiegare cos'è questa fissa che hai da quasi un anno ormai! Cioè fosse una battuta lanciata così lo capirei pure, ma cazzo non perdi occasione di farneticare su un presunto rapporto incestuoso tra me e mia sorella.

Samantha: Semplice Chris. Voi due vivete insieme da quindici anni, vi abbracciate, vi date i bacetti, ed avete un rapporto ossessivo. Penso sia scontato che vivendo da soli da ragazzi sia capitato che mentre tu uscivi dalla doccia c'era Alisa che passava lì per caso, e lei da brava maiala non si è lasciata sfuggire l'occasione di prendertelo in...

C.Drake: Ok basta così!

Chris assume una smorfia disgustata mentre Samantha sorride compiaciuta.

Samantha: Ci ho preso?

C.Drake: No, e lasciami dire che sei una pervertita con forti squilibri mentali!

Samantha: Lo so.

La ragazza ridacchia e Chris posa il suo sguardo su di lei per poi scuotere la testa. Fatto ciò fa un tiro alla canna che però è spenta.

C.Drake: Fammi accendere.

Samantha: No, ripassamela che te la stai fumando tutta tu.

C.Drake: Tossica...

Chris da la canna a Samantha che l'accende e continua a fumarla.

Samantha: Comunque auguri passati. L'altro ieri era il tuo compleanno.

The Predator alza un sopracciglio.

C.Drake: Wow! Non pensavo ti ricordassi del mio compleanno. Comunque grazie per gli auguri.

La ragazza fa le spallucce mentre sul viso di Chris compare un leggero sorriso.

C.Drake: Sai, se non mi avessi impiantato un chip per il controllo mentale schiavizzandomi per quasi un anno, se non avessi minacciato di morte mia sorella in mondo visione e se non mi avessi puntato una pistola questa sera, potresti essermi quasi simpatica alla fin fine...

Samantha: Tu invece mi saresti stato sul cazzo in qualsiasi universo ed in qualsiasi circostanza. Little Wiz ti facevi chiamare... Ma vaffanculo!

La Hart Princess da un buffetto a Chris per poi ridacchiare nuovamente.



I due restano in silenzio per diversi secondi prima che Samantha riprenda a parlare...

Samantha: Ti va di fumarla alla turca?

C.Drake: Un tiro a testa? Perché no?

Chris si stacca dalla ringhiera e Samantha si stacca dal muro. I due si posizionano l'uno a pochi centimetri dall'altra, e la ragazza fa un tiro per poi farne fare uno a Chris, di nuovo un tiro lei e poi un tiro lui. Mentre il procedimento va avanti i due avvicinano sempre di più. Nuovo tiro di Samantha, nuovo tiro di Chris, altro tiro di Samantha, altro tiro di Chris, i loro nasi si sfiorano... I due iniziano a guardarsi negli occhi ed ora Samantha, restando fissa nello sguardo di Chris, fa un nuovo tiro per poi farne fare un altro a Chris. Tiro di Samantha, tiro di Chris... Samantha abbassa la canna. Chris alza lentamente una mano scostando una ciocca di capelli dal viso di Samantha che accenna un leggero sorriso contraccambiato da Chris. Passa qualche istante di rumoroso silenzio prima che Chris stampi un leggero bacio sulle labbra di Samantha. I due si staccano ed ora è Samantha che stampa un bacio sulle labbra di Chris. Nuovo scambio di sguardi tra i due che ora si avvicinano l'un l'altra per poi iniziarsi a baciare appassionatamente. Samantha fa cadere la canna a terra ed ora salta in braccio a Chris che la prende al volo posizionandole entrambe le mani sul fondo schiena per poi appoggiarla spalle al muro e continuare a baciarla. Dopo qualche secondo Chris stacca Samantha dal muro e con la mano destra apre la porta del terrazzo per poi entrare in casa con Samantha ancora avvinghiata a lui e si dirige deciso verso la camera da letto della ragazza. Una volta lì Chris appoggia Samantha di schiena sul letto e continua a baciarla con passione per poi staccarsi da lei, togliersi la t-shirt e gettarsi nuovamente sulla ragazza sussurrandole qualcosa...

C.Drake: Aspetta... Cazzo...

La giovane inizia a ridere per poi dare un piccolo morso al collo di Chris.

C.Drake: Ouch!

Samantha: E questo non è niente Chris...

La ragazza ribalta il suo amante mettendolo schiena sul letto e gli sale su andandosi a sedere sulle sue parti intime per poi dondolarsi leggermente e togliersi la canotta restando in reggiseno. Samantha prende le mani di Chris e se le posa sul seno per poi mostrare un sorrisetto compiaciuto.

Samantha: Come ti ho detto prima sono quattro mesi che non vado a letto con un uomo. Sei ben consapevole che dopo che avrò finito con te l'Hell In A Cell ti sembrerà una passeggiata di salute?

C.Drake: Sono pronto a correre il rischio.

I due si sorridono e poi Samantha si stende su Chris iniziandolo a baciare con passione, e le immagini si interrompono...

(Il mattino seguente...)


Le immagini ci portano nella camera da letto di Samantha dove troviamo la ragazza che sta dormendo, sola, nel suo letto.

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Passa qualche istante e la ragazza si sveglia, sorridendo e cercando con la mano Chris Drake che tuttavia non c'è. Samantha si alza dal letto, con il corpo nudo nascosto dalle lenzuola che porta con se, per poi raggiungere una sedia e prendere la sua canotta. Fatto ciò lascia cadere le lenzuola restando schiena scoperta e si mette la canotta ed un paio di pantaloncini posizionati anch'essi sulla sedia. Fatto ciò si dirige verso la cucina, anch'essa vuota. Samantha si acciglia e poi va in camera di Sasha trovandola vuota e con il letto disfatto. Un'espressione preoccupata si fa largo sul viso della ragazza che ora inizia a cercare a nipote in tutte le stanze trovandole vuote.



La ragazza mostra un'espressione furiosa per poi emettere un sonoro urlo...

Samantha: CHRIS, FIGLIO DI PUTTANAAAAAAAAAAA!!!

Le immagini si interrompono...












Spoiler:
Le immagini riprendono all'interno di un auto dove troviamo Chris Drake.

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Il wrestler sta guidando su una strada fuori città poco trafficata, ed affianco a lui c'è un'accigliata Sasha Hart.

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Sasha: Chris...

C.Drake: Dimmi tutto Sasha.

Sasha: Mi sento in colpa ad essere scappata così da zia Samy.

Chris mette i suoi occhiali da sole.

C.Drake: Era necessario.

Sasha: Ma non potevamo aspettare che Philip venisse arrestato e che Nathan venisse liberato?

C.Drake: Purtroppo no. Non sappiamo se questo piano si concretizzerà senza intoppi, e quindi ti porto subito da Kid The Wizard. Lui si prenderà cura di te, e se poi Nathan sarà davvero rilasciato allora anche lui baderà a te. Che poi anche tua zia Samantha e tua madre Michelle scapparono di casa come hai fatto tu, diciamo che hai onorato una tradizione della famiglia Hart.

Sasha: Quando pensi che potrò rivedere zia Samy?

C.Drake: Non lo so, spero per te presto. Ora Samantha deve ricostruire la sua vita.

La giovane mostra un sorrisetto.

Sasha: Venire a letto con te è stato il primo passo?

Chris sorride.

C.Drake: Scusa... Pensavamo stessi dormendo.

Sasha: Stavo dormendo, ma quei versi animaleschi avrebbero svegliato chiunque.

The Predator se la ride per qualche istante prima di fermarsi ad uno Stop. Passano diversi secondi in cui nessuna macchina attraversa l'incrocio, e Sasha si guarda intorno interdetta.

Sasha: Perché ci siamo fermati?

Chris non risponde e dopo qualche secondo vediamo arrivare una moto alle spalle della macchina dell'Undisputed Legend. La moto si accosta affianco all'auto di Chris ed il motociclista si toglie il casco...

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Chris e Deryck si scambiano un cenno d'intesa e poi D si rimette il casco e parte a tutta velocità verso l'orizzonte. The Predator sorride per poi partire anche lui seguendo Deryck. Le immagini si interrompono.

[To Be Continued...]


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Ke-ke-ke-ke-ke-keh
MessaggioInviato: 30/04/2016, 1:57 
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Consequences


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Il collegamento si apre all'interno della Zanna Glaciale. Questa sembra in piena attività, con diversi individui che si allenano sia sul ring che agli attrezzi. Nella palestra fa il suo ingresso Travis Miller, che dopo essere entrato nell'edificio si precipita immediatamente verso l'ufficio di Gorislav.

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Una volta arrivato bussa rapidamente alla porta ed entra nella stanza, trovando Victor Hammett impegnato con delle scartoffie.

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VH: Trav, spero non sia un'altra visita nostalgica.

TM: Sono venuto a controllare come stesse il Maestro Kowalczyk, non è qui?

VH: No, è a casa sua a riprendersi, ti aspettavi davvero fosse già tornato al lavoro?

TM: Beh, negli ultimi giorni sembrava stare meglio.

Victor accenna una risata.

VH: Negli ultimi giorni... gli hai fatto visita almeno una volta da quando è stato ritrovato? è ancora ben lontano dal poter tornare a gestire un posto del genere.

TM: Ok, nessun problema, farò un salto a casa sua allora. Tu hai bisogno di una mano qui con la palestra?

VH: Me la cavo benissimo da solo, tranquillo.

TM: Ottimo, allora torno appena stacchi. Ci vediamo più tardi, Vic.

Miller fa per andarsene uscendo dalla stanza.

VH: Non farlo mai più, Travis.

Il Child of Ice si ferma e rientra.

TM: Cosa?

VH: Non avresti dovuto invitare il Maestro ad un vostro show, non farlo di nuovo.

TM: Era un momento importante per la mia carriera, volevo solo ne facesse parte, non mi pare di aver fatto nulla di male.

VH: Lo hai messo in pericolo.

TM: E' un uomo adulto grosso come me e te messi assieme, parli come se fosse un bambino.

VH: E' un uomo di oltre 45 anni con un braccio ingessato, ed oltre a questo è stato anche un nome di rilievo della TWNA ed è legato a te. Questo lo ha reso un bersaglio facile. Tu hai lasciato un individuo del genere da solo in uno spogliatoio pieno di wrestler desiderosi di farsi una reputazione con qualunque mezzo possibile. Ci hai almeno riflettuto per un secondo prima di invitarlo?

TM: Non l'hanno aggredito e rapito per farsi un nome, volevano solo un vantaggio contro di me.

VH: Non mi importa nulla di chi l'abbia fatto o perché, è successo e tu hai comunque la colpa, non avresti dovuto portarlo in un posto del genere. Lo hai esposto a rischi molto gravi, è stato seriamente irresponsabile da parte tua.

TM: Victor, io non sono responsabile della sua salute, è capace di scegliere da solo, se nemmeno lui ci ha visto alcun rischio ed ha accettato di venire direi che...

VH: Ha accettato di venire solo perché voleva tornare in quell'ambiente, è solo un fottuto vecchio a cui piace vivere nel passato!

Tra i due cala il silenzio per qualche secondo.

VH: Devi essere più attento prima di introdurre un tuo caro in un ambiente come lo spogliatoio di una federazione di wrestling, in questo business chiunque può diventare un bersaglio. Il Maestro Kowalczyk questo lo sa benissimo, ma l'idea di poter tornare in un'arena anche solo per assistere ad uno spettacolo del genere gli ha offuscato la ragione. Sarebbe in grado di mollare ogni cosa per poter salire su un ring un'ultima volta, ed è per questo che ogni tanto devi essere in grado di ragionare per lui ed evitare che faccia qualche idiozia. Ha una moglie ed una figlia a cui badare, come credi si siano sentite loro quando hanno sentito della sua scomparsa?

Travis abbassa lo sguardo.

VH: E questa palestra poi... non sarà probabilmente mai in grado di fare nulla su un ring che abbia un impatto maggiore sulla nostra disciplina rispetto a quello che ha fatto con la Zanna Glaciale. Lui non se ne rende nemmeno conto di cosa fa qui dentro, di quante carriere riesca a plasmare, di quanto riesca ad insegnare ai propri studenti. E' solo grazie a lui se oggi esistono Victor Hammett e Travis Miller, lo sai vero? senza Kowalczyk a quest'ora staremmo ancora lottando negli scantinati del Regno Unito per riuscire a pagarci la cena. Noi siamo quelli cresciuti con il sogno di diventare wrestler di successo, ma è stato il Maestro ad aver dato vita alle nostre carriere, e lui non se ne rende conto ma tu sì. Cerca di ragionarci seriamente la prossima volta prima di compiere di nuovo un errore simile, chiaro?

Travis rimane in silenzio per qualche secondo.

TM: Il Maestro Kowalczyk non sarà mai più messo in pericolo, te lo assicuro.

VH: Grazie... Ah, ovviamente mi aspetto che tu la faccia pagare a chiunque l'abbia conciato in quel modo.

TM: Non oseranno mai più mettere piede su un ring dopo che li avremo presi a calci, stanne certo.

VH: Lo voglio sperare, anche perché se tu non dovessi essere in grado di farcela sappi che ci penserò io stesso.

TM: Non ce ne sarà bisogno, tranquillo. Ci vediamo.

VH: A dopo, Trav.

Travis si allontana dall'ufficio e su queste immagini il collegamento si chiude.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Bernie Cruz, membro del Consiglio d'Amministrazione della TWC, sarà l'ospite speciale del prossimo episodio di Friday Night Indoor War, che si terrà venerdì prossimo presso la Van Andel Arena, Grand Rapids: dopo essere saltato alla ribalta per le sue posizioni contrarie all'amministrazione di Virgil Brown, Jr., per la prima volta Bernie Cruz comparirà in uno show della TWC e, come da lui stesso annunciato attraverso i social network, terrà un discorso sul futuro della federazione, "perché la TWC e il nostro pubblico hanno bisogno di un futuro in cui credere e in cui identificarsi". Quali saranno i contenuti del suo discorso? Quali saranno invece le conseguenze e l'impatto che avrà sulle dinamiche della TWC? L'appuntamento è a settimana prossima!


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Re: TWC - News from Indoor War
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Genesys of a Hero - The Sigfried Jaeger Story


Spoiler:


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«Il mio nome è Sigfried Jaeger. E sono un Eroe.»



AVVISO AI NAVIGANTI

Spoiler:
Onde non rendere il testo letteralmente illeggibile visto lo sfondo blu scuro, ma anche per un significato vagamente allegorico riguardante il passato e il presente del protagonista, la parte testuale di Sigfried passa dal colore nero al colore bianco.



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Schiamazzi di bambini

Rumore di pallonata

«Passa la palla Heinrich! Forza!»

«Tieni Sig!»

«Al volo Ullrich!»

«No, non passarla a quel cucciolo d’orso.»

«Ehi, fate giocare anche me!»

«No, tu sei un orso, lento e incapace!»

«Lascia giocare Ullrich con noi, dai.»

«La palla è mia e decido io Sig. “Piccolo” è lento, è uno sfigato e ha i piedi quadrati.»

«Sei cattivo, lo sai?»

«Non dargli retta. Ora te la passo io.»

«Ah sì? Prendi questo, orso.»

«Ehi attento!»

Forte rimbalzo

Splash

«Ecco, l’hai fatta cadere nel fiume. Complimenti!»

«Sigfried! Sigfried! Torna a casa, è quasi ora di cena!»

«Si, mamma! Arrivo subito!»

Rumore di corsa

«La prendo io! E’ vicina alla sponda!»

«No, aspetta Ullrich. Può essere pericoloso!»

«Ci sono quas...»

Corpo che cade in acqua

«Aiut...»

«Ullrich! Resisti, vengo a prenderti!»

Corpo che cade in acqua

«Sig! S-sig! A-aiuto!»

«E-eccomi, ti tengo Ullrich. C-calmati. Heinrich! Heinrich! D-dacci una mano!»

Rumore di passi che si allontano velocemente

«D-dove scappi! Vigliacco!»

«N-non ce la faccio, Sig...»

«Reggiti Ullrich. La corrente è fort...»

«Aiut...»

«N-no!»

«Sono qui Sigfried! Aggrappatevi!»

Rumore di corpi tirati fuori dall'acqua

«P-papà!»

«E’ tutto a posto Sig.»

«Stai bene Ullrich?»

«S-si. H-ho freddo.»

«Vieni. Ti portiamo dai tuoi genitori.»

«G-grazie signor Jaeger. Grazie Sig.»


***


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«...E così, quando ho visto Ullrich in acqua mi è venuto istintivo aiutarlo.»

«Avresti dovuto chiamare subito qualcuno. Non hai nemmeno pensato alle possibili conseguenze? Saresti potuto affogare assieme a lui, lo sai?»

«M-ma Ullrich è un mio amico ed era in pericolo. Scusa mamma se non ho pensato a cosa fare sul momento...»

«Non ti scusare Sig. E’ solo che mi sono molto spaventata. L’importante è che tu e Ullrich adesso stiate bene. Vieni qui e fatti abbracciare.»

Abbraccio

«Sigfried.»

«Si, papà?»

«Sono fiero di te, figlio mio.»




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Rumore di passi sull'erba

«Sediamo ci qua.»

«Va bene.»

«Ti racconterò una vecchia storia, Sigfried. La tramandano di padre in figlio gli indiani Cherokee. Ascolta bene, perché anche questa è una lezione per il tuo futuro.»

«Sì, papà.»

«Un uomo anziano racconta a suo nipote: “Figlio mio, dentro tutti noi si svolge una continua battaglia tra due lupi. Uno è malvagio. La sua essenza è rabbia, gelosia, avarizia, senso d’inferiorità, menzogna ed egoismo. L’altro lupo è buon. E la sua essenza è gioia, pace, amore, speranza, umiltà, gentilezza, empatia e verità.” Allora il ragazzino ripensa alle parole dell’uomo anziano e chiede: “Nonno, quale dei due vince?” L’uomo anziano rispose pazientemente: “Quello che tu nutri”.»

«Uhm.»

«Dentro di noi, Sig, sono presenti tutti quanti i valori più alti, così come i difetti peggiori dell’umanità. Sta a noi scegliere la via giusta, la strada che porta a fare del bene verso gli altri. Ogni tanto, però, ma questo solo in alcuni rari casi, tra tutte le persone che fanno del bene, emerge qualcuno talmente puro da essere definito con un solo appellativo: un eroe.»

«Papà, che cos’è un eroe?»

«Un eroe è colui che agisce senza alcun interesse personale, ma solo per spirito di servizio e di sacrificio per il prossimo. E’ colui che combatte i torti e le negligenze. E’ colui che aiuta gli altri senza pensarci due volte. E’ colui che dà speranza. E’ colui che col suo esempio migliora la vita delle persone che gli stanno intorno. E questi sono solo alcune delle notevoli di caratteristiche che fanno di un uomo un eroe, figlio mio.»

«Ho capito papà… Ma allora quando mi sono gettato in acqua per aiutare Ullrich, mi sono comportato da eroe?»

Risata

«Più o meno, Sig. Sei stato oltremodo coraggioso. Forse troppo spericolato e incosciente. Ma comunque quello è stato un piccolo grande atto d’eroismo. Ma non montarti la testa eh!»

«No, no, papà... Però voglio dirti una cosa. Da grande voglio diventare un eroe. Te lo prometto.»

«Sono parole importanti Sigfried. Un eroe non rompe mai una promessa. Ricordalo. Il tempo dirà se sarai in grado di mantenere il tuo proposito, figliolo. Ma qualunque cosa succeda, tua madre e io saremo sempre al tuo fianco.»

Abbraccio




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«Mamma! Papà! Guardate, ho trovato un piccolo corvo!»

«Oh, Sig. Dove lo hai preso?»

«Qui vicino.C’era un nido caduto in terra con questo piccolino dentro. Possiamo tenerlo?»

«Non lo so. Armin?»

«Per favore. Ci penserò io stesso a crescerlo e curarlo.»

«Se te ne assumerai tu la responsabilità allora va bene. Ma ricorda Sigfried. Il corvo è un animale di buon augurio secondo le antiche credenze che seguiamo. E’ il simbolo di Oden. Perciò non puoi essere negligente e non trattarlo come un passatempo temporaneo. Mi deluderesti molto.»

«Non lo farò papà. Giuro.»

«Allora d’accordo.»

«Evvai!»

Abbraccio

«Grazie papà.»

Abbraccio

«Grazie mamma.»

Pigolio

«Credo che ti chiamerò Riki.»

Pigolio

«Proprio così. Riki, il fedele corvo dell’eroe.»

«Riki?»

«Fumetti, papà. Fumetti.»

«Ah...»




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«Ehi, ragazzino. Dacci qualche euro che abbiamo sete.»

«M-ma io ho solo i soldi per la colazione...»

«Hai sentito?! Portaci rispetto e dacci tutto quello che hai, altrimenti...»

Rumore di passi che si avvicinano

«Altrimenti cosa?! Hey voi. Perchè non ve la prendete con me?!»

«Acc... C’è Jaeger.»

«Umph. Andiamocene, quello è un duro.»

Rumore di passi che si allontanano

«Bravi, andate via! Tu, invece come stai?»

«I-io? Bene.»

«Ottimo. E mi raccomando, se quei tangheri dovessero importunarti di nuovo, digli che sei un mio amico. Io sono Sigfried Jaeger, e non permetto a nessuno di fare il gradasso con chi non si può difendere in questa scuola.»

«D’accordo. G-grazie, Sigfried Jaeger. Sei proprio una brava persona.»

Rumore di passi che si allontanano

«Di niente...»




Immagine


Rumore di freccetta che si pianta

«Centro.»

«E’ già tutto predisposto, cari miei. Farò Legge e diventerò un avvocato di successo. Seguendo le orme di mio padre ovviamente.»

«Ecco, quello secondo me è il lavoro più noioso che esiste. Sempre a studiare scartoffie e a perdere tempo nei tribunali.»

Freccetta staccata dal bersaglio

«Beh, si guadagna bene però. Che me ne frega del tempo perso se poi potrò girare con un Mercedes nuovo di zecca.»

«Uhm. La cosa non è da sottovalutare.»

Rumore di freccetta che si pianta

«Centro.»

«Che ne pensi Sig?»

«Penso che i soldi non siano tutto nella vita. No, non farei mai e poi mai l’avvocato. Se c’è una cosa che più mi disgusta oltretutto è lo scendere a compromessi pur di vincere a ogni costo.»

Freccetta staccata dal bersaglio

«Tu, Ullrich? Che farai?»

«Me ne andrò a Ravensburg da mio zio. Gestisce una segheria, ma è vecchio e ha bisogno di una mano. E poi a me non è mai piaciuto studiare.»

Rumore di freccetta che si pianta

«Centro.»

«E tu che vuoi fare quando finirai di studiare, Sig? Sentiamo, và.»

«Diventerà un campione di freccette, o un cecchino. Questo è poco ma sicuro.»

«Si certo, e camperà con due spiccioli.»

Freccetta staccata dal bersaglio

«Ho già deciso quale sarà la mia strada. Sarò un wrestler professionista. Lotterò seguendo i valori che mi hanno insegnato i miei genitori. Sarò un esempio da seguire. E farò felici le persone ogni volta che verranno a vedermi.»

«Uff... Ancora con questa storia dell’eroe. Basta, io me ne vado.»

Rumore di passi che si allontanano

Porta che si chiude

«Lascialo perdere, Sig. Heinrich è solo un superficiale, incapace di sognare qualcosa di più grande che vada aldilà del mero accumulo di denaro. Io adoro stare a contatto con la natura, e lavorare con mio zio a Ravensburg mi darà la possibilità di non finire a guadagnarmi il pane in qualche tetra città della Ruhr. E poi ho diversi amici laggiù con cui condividere il mio tempo e la mia vita.»

«Sai Ullrich, i miei genitori hanno una vecchia casa in disuso a Ravensburg. Un giorno la vorrei rimettere a nuovo e chessò, magari vivere là tra un viaggio e l’altro.»

«Ottimo, così resteremo in contatto, amico mio. Non vedo l’ora di seguire le tue imprese. Diventerai un mito.»

«Su quello ci puoi giurare, Ullrich.»

Rumore di freccetta che si pianta

«Centro.»




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«E’ questa allora la tua decisione, Sig?»

«Sì mamma. So che magari non era quello che speravi, ma dentro di me sento che se non seguissi questo sogno, un giorno potrei pentirmene per sempre.»

«Ascoltami. Fin da bambino sapevamo che c’era qualcosa di speciale in te, figlio mio. In questi anni hai mostrato e dimostrato più volte di essere una persona buona, gentile e giusta. E adesso hai un luminoso futuro davanti. Diventerai un grande, se non il migliore, qualunque sia la strada che tu deciderai di intraprendere. Lo sento. A tal proposito tuo padre e io ne abbiamo discusso da tempo. Quando sei nato ci siamo ripromessi che ti avremmo educato a fare del bene, che ti avremmo amato incondizionatamente e sostenuto in tutte le tue decisioni, una volta giunto il momento di spiccare il volo. Che ti avremmo spronato, consigliato e aiutato in ogni modo possibile, se necessario. Perché questo è quello che che ci dice il cuore, Sigfried. Perché questo è quello che dovrebbero fare un padre e una madre per i propri figli.»

«Oh, mamma. Grazie di cuore.»

Abbraccio

«Ora che hai deciso, Sigfried, sappi che la strada che seguirai sarà irta di ostacoli, tentazioni, false ricompense e soprattutto delusioni atroci. Dovrai fortificare la tua anima per sopravvivere all’impatto con quel mondo, e magari un giorno lasciare un segno indelebile.»

«Lo so, papà. Non ti preoccupare. Il segno che lascerò non sarà mai dimenticato. Perché sarà Sigfried Jaeger, l’eroe, a lasciare quel segno.»

«Molto bene figliolo. Molto bene.»




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Chiasso di allenamenti

Rumore di caduta

«Avanti Jaeger, rialzati!»

«S-subito, coach!»

«Pausa ragazzi! Jaeger, vieni qua.»

«Si, coach!»

«Quelle gomitate non erano affatto male. Però hai ancora tanto da imparare. Ascoltami bene: in Europa se vuoi diventare qualcuno nel wrestling o vieni qui, o vai in Inghilterra, oppure prendi armi e bagagli e ti trasferisci in Russia. Gli inglesi si credono chissà chi e usano metodi da pappemolli. I metodi dei russi, invece, sono brutali e incivili. Qui a Stoccarda noi creiamo campioni.»

«Capisco.»

«Se il mio metodo è troppo ostico per te, allora faresti bene ad andartene a cercare qualche altra palestra disposta ad allenarti, oppure puoi sempre dedicarti a qualche altra disciplina di lotta. Perchè io sono uno che non perde il suo tempo con la gente. Intesi?!»

«Io non rinuncerò mai al mio sogno! Non la deluderò, coach!»

«Questo è lo spirito giusto, Jaeger. E ora fammi vedere qualche nuovo progresso. La pausa è finita!»




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«Allora, cos’hai da propormi stavolta, Dietrich?»

«Ho per le mani un fenomeno, Gerhard. Non solo è un talento naturale come pochi, ma è anche uno che riga dritto, che ascolta i consigli, che si è fatto subito benvolere da tutti, e soprattutto si sacrifica dando tutto se stesso negli allenamenti. Questo ragazzo ha un cuore immenso. E’ il primo a presentarsi alla scuola di wrestling e l’ultimo ad andarsene, giorno dopo giorno. In un anno gli ho insegnato quasi tutto quello che sò, ma c’è di più. Oltre ad assorbire metodicamente tutte le nozioni che gli stiamo trasmettendo,sta acquisendo e creando un proprio stile originale, tutto da solo. In trent’anni non ho allenato nessun atleta forte come questo ragazzo. E’ la verità.»

«Ottimo allora. Sono contento di quello che dici. E quale sarebbe il nome di questo talento?»

«Sigfried Jaeger. Il suo nome è Sigfried Jaeger. E scommetto quello che vuoi, Hans. Jaeger diventerà subito qualcuno nel business. Il futuro è arrivato in European Championship Wrestling.»

«Bene, verrò a visionarlo al più presto allora. E se mi convincerà lo testerò subito nel Main Roster.»

«Non avere fretta, Hans.»

«Ah no? Quando me lo daresti allora?»

«Al ritmo odierno, ancora qualche mese per fargli affinare la tecnica e avrai un Main Eventer coi fiocchi, impossibile da bruciare.»

«Ok. In questo caso potremmo pure fargli fare esperienza in qualche piccolo show locale nel frattempo. Giusto per farlo abituare a lottare di fronte al pubblico.»

«D’accordo. Anche se devo dirti una cosa. C’è gente che si sta iscrivendo alla mia scuola solo per poter venire a vederlo e allenarsi con lui...»

«Ah...»




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«Papà, mamma. E’ arrivato il momento. Il promoter della ECW ha chiamato coach Dietrich. Mi unirò al roster principale la settimana prossima.»

«Oh, Sig! Che bella notizia!»

Abbraccio

«Grazie mamma.»

«Sono orgogliosa di te, figlio mio.»

«Bene Sig. Il momento che aspettavi finalmente è arrivato e sono fiero di te. Ma ricorda la tua promessa, figliolo. Sigfried, tu puoi ergerti al di sopra di tutti quanti, e puoi dare alla gente quello di cui hanno più bisogno, la speranza di diventare delle persone migliori. Tutto questo grazie al tuo esempio. Tutto grazie al tuo valore. Tutto questo grazie al tuo eroismo.»

«Non ho scordato, nè scorderò mai la mia promessa. Io diventerò un eroe. Non fallirò, papà.»

Stretta di mano

«Adesso però, devo trovarmi un soprannome credibile.»

Corvo che gracchia

«Cosa c’è Riki? Vuoi venire anche tu in ECW a farmi compagnia?»

«Magari. Quando non ci sei quel corvo ci fa sempre ammattire. Sente la tua mancanza. Ormai ti considera un corvo come lui.»

Silenzio

«Che hai detto, mamma?»

«Che ti considera un cor...»

«Corvo. Sigfried il Corvo. Ecco il mio soprannome!»

«Un ottimo soprannome, direi. Non ti resta che farlo conoscere al mondo intero.»

«Sì...»




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«Benvenuto in ECW, ragazzo!»

Stretta di mano

«La ringrazio, signor promoter.»

«Ti stai costruendo una buona nomea. I trainer ECW che hanno avuto a che fare con te sembrano entusiasti. Ma per me, se hai convinto uno come Dietrich giù a Stoccarda, vuol dire che non c’è alcun dubbio sul tuo reale talento. Sappi che ho già in mente qualcosa di grosso per te.»

«Non vedo l’ora di dimostrare quello che sò fare sul ring, signor promoter.»

«Tranquillo, presto vedremo cosa saprai fare. Perchè il tuo avversario sarà un idolo di questa federazione: The Hound, Gunther Schmidt.»

«Ne sono onorato, signor promoter. Affrontare uno come lui è un sogno che si avvera. Grazie.»


***


«Magnifico incontro, Jaeger! Tu e il Mastino li avete letteralmente fatti impazzire là fuori.»

«Sono contento. Questo è proprio quello che sognavo di fare nella vita.»

«Devo ammetterlo, non ho mai visto uno come te. E sono nel business da molti anni, Sigfried Jaeger. Tu sei veramente il Best from the West.»

Stretta di mano

«Ed è solo l’inizio, signor promoter. Si fidi di me...»




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«Posso sedermi?»

«Certo, Mastino.»

Silenzio

Rumore di penna che scrive

«Hey, cos'è che stai facendo, Corvo?»

«Non lo vedi? Sto scrivendo una lettera.»

«Una lettera?! Non credo di averne mai scritta una in tutta la mia vita. Ci ho provato un paio di volte, ma era troppo noioso... Per chi è?»

«Conosci Sylmeria Sorensen?»

«Uhm. Una delle nuove lottatrici. Non mi dire che ti sei invaghito di lei.»

«Dal primo momento, Mastino. Anzi, dal primo istante, direi.»

«E le mandi una lettera d’amore?! Guarda che non siamo nell’800, Corvo. Ti spiego io una tattica infallibile per conquistare una donna. Dalle mie parti funziona sempre.»

Sospiro

«Sentiamo.»

«Allora. Dopo l’allenamento, bello sudato, ti vai a sedere nei paraggi di Sylmeria, mettendo in mostra i muscoli e fissandola. Dopo di che, appena lei si accorge di te, tu pronunci queste semplici parole, facendo uno sguardo minaccioso: Sylmeria, vuoi venire con me?!»

«C-cosa?!»

«Successo assicurato. La tecnica bavarese non fallisce mai.»

«Mh. Penso proprio che userò la tecnica classica che usa dalle mie di parti, in Baden-Wuttemberg. La inviterò ad uscire, magari a cena fuori. Parleremo tutta la sera di noi. E al momento di congedarci, le consegnerò la mia lettera.»

«Bah. Voi siete troppo molli. L’amore è azione, non convenevoli. Proprio come un combattimento sul ring. E a proposito di ring, faresti meglio ad allenarti di più dopo la ripassata che ti ho dato la settimana scorsa.»

«Siamo due pari nella serie, Mastino. Ricordatelo. Ma non ti preoccupare, sarò più che pronto per la bella. Ho una nuova finisher pronta per te. Sai cos’è Ragnarok?»

«Lo so benissimo. E’ quello che ti accadrà dopodomani, Corvo.»

«Umph. Vedremo. Brindiamo?»

«Chiaro.»

«Vinca il migliore?»

«Vinca il migliore, cioè io!»

Sospiro

«Skol!»

«Skol!»


***


Spoiler:
Carissima Sylmeria,

Se leggerai questa lettera vorrà dire che finalmente ho trovato il coraggio di proporti di uscire con me, dopo giorni e giorni all’insegna della titubanza, di strani consigli di amici, e soprattutto della paura di un rifiuto. E che inoltre la serata sarà stata piacevole per entrambi, come spero con tutto il cuore... Sai, finora non ho mai conosciuto il vero amore, ma se esiste per definizione, credo che quello che sto iniziando a provare per te sia la cosa che più vi si avvicina. Ciò che ho provato la prima volta che ti ho vista, infatti, non lo scorderò mai. Perchè mai mi era capitata una cosa del genere. E’ bastato uno sguardo, ed ero tuo. Perchè, Sylmeria, la prima volta che ti ho incontrata, è stato amore. Più di un semplice colpo di fulmine. Molto di più. Tu eri appena arrivata al Performance Center, e ti stavi allenando assieme alla tua amica Wagner. Io, che ancora non ti avevo mai incrociata in federazione, stavo salendo sul ring a provare alcune mosse coi trainer. Poi ti ho vista e nella mia vita, tutto è cambiato. Parlare con te, vederti sorridere, vedere il tuo sguardo luminoso posarsi su di me, mi rende vulnerabile come mai mi era capitato finora. Tuttavia, allo stesso modo stare a contatto con te mi fa sentire una persona migliore. E mi infonde coraggio e soprattutto tranquillità. Spero che queste poche righe malmesse di un eroe in difficoltà possano contribuire un minimo a chiarirti le idee su quali siano i miei pensieri nei tuoi confronti, mia dolce Sylmeria. Nella speranza che quello di stasera tra noi sia solo uno splendido inizio. Tuo,



Sigfried




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«Ehilà Mastino!»

«Corvo. Valkyrie.»

«Ciao, Mastino.»

«Che stai combinando ancora qui?»

«Questo pupazzo non vuole darmi le chiavi della mia camera.»

«Certo, se lo trattassi un pò meglio...»

«Qui in Baviera usa così.»

«Veramente...»

«Zitto, tu, signore della reception.»

«Ok...»

«Noi siamo già stati a posare le nostre valigie e abbiamo incrociato il promoter. Ha detto che abbiamo la serata libera, prima dello show di domani.»

«Andiamo a fare una passeggiata, Sig?»

«Certo, Sylmy.»

«Tu che fai, Nildy?»

«Credo che vi lascerò da soli, piccioncini. E vedrò di fare in modo che il Mastino non finisca per essere cacciato anche da questo hotel.»

«Eh?!...»

«Bene, allora lascio questo bestione nelle tue mani, Nildy. Ah e comunque ragazzi, ci vediamo stasera. Voglio esporvi un’idea...»

«Uhm. D’accordo. Dove ci becchiamo?»

«C’è una birreria molto caratteristica qui vicino. Vi chiamiamo dopo e ci troviamo lì.»

«Ok. Ci vediamo dopo. Ma dimmi una cosa, Corvo. Di che idea stai parlando?»

«Aspetta e lo scoprirai, amico mio. E’ qualcosa di molto importante, che ridefinirà il nostro futuro. Qualcosa che cambierà tutto, per sempre...»


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Spoiler:


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Armin e Annerose Jaeger tutt’ora vivono nella loro casa di Wolfach. Oltre al vecchio corvo Riki, hanno anche un grosso mastino, di nome Otto, regalatogli dal figlio qualche anno fa.

Anche se si vedono raramente a causa degli impegni di lavoro del figlio, il legame d'affetto tra Sigfried e i suoi genitori è e resterà indissolubile.

Dopo gli studi, Ullrich Muller, più noto come “Piccolo” Ullrich, si trasferì a Ravensburg, dove attualmente gestisce la segheria di suo zio. Lui e Sigfried sono rimasti grandi amici e si frequentano tutt’ora.

Heinrich Greim, una volta diventato avvocato, fece una carriera abbastanza mediocre. Considerato poco affidabile, tutt’ora si occupa di cause minori per lo studio di famiglia.

Dietrich Van Hasselt gestisce tutt'ora la sua scuola di wrestling di Stuttgart. Ad oggi non ha ancora scovato nessun talento che abbia mai raggiunto i picchi di Sigfried Jaeger.

Il quinto match decisivo tra Sigfried Jaeger e Gunther Schmidt si disputò a Frankfurt nel principale show stagionale della ECW, che attirò la cifra record di spettatori.

Alla fine vinse il Corvo, che ebbe la meglio sul Mastino utilizzando la sua nuova finisher, Ragnarok.

Al loro primo appuntamento, Sigfried non ebbe il coraggio di dare la sua lettera a Sylmeria. Alcuni mesi dopo che si erano messi insieme, lei la trovò tra le sue cose. Tutt’ora pare che la conservi tra i ricordi più cari.

Ad oggi Sigfried Jaeger è considerato il wrestler tedesco più famoso e carismatico del mondo.











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«Il mio nome è Sigfried Jaeger. E sono un Eroe.»


The End















Spoiler:
Next Time, on Valhalla Chronicles Origins:



«Uhm. Ci hai proprio portati in un posticino ameno, Corvo.»


«Quello che accadrà stasera cambierà del tutto le nostre vite.»


«Da soli siamo vulnerabili, ma se saremo uniti, niente potrà mai fermarci. Niente e nessuno.»


«Il nostro corvo coraggioso e temerario. Non vedo soprannome migliore per te.»


«Ho io il nome ideale per quest’alleanza. Tenetevi forte!»


«Sarà questo il nostro motto d’ora in poi.»


«Amici per sempre... Skol!»


«Dai, facciamoci una foto!»


«Ehi! Fatela finite di blaterare canzonacce, nazisti inutili!»


«Peggior inizio di sodalizio tra eroi di tutti i tempi direi...»




Birth of a Brotherhood - The Bruderschaft Der Krahe Story


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 02/05/2016, 16:55 
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BEHIND THE GATES
THESE DAYS




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San Antonio - Fort Sam Houston National Cemetery

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Il sole illumina il cimitero di Fort Sam Houston. I grandi cancelli neri sono aperti. Accanto a questi, il tendone di un fioraio. Shawn Gates prende di fretta un mazzo di crisantemi, paga con una banconota da venti dollari e lascia il resto al fioraio, andando via salutando con una mano. Attraversa i grandi cancelli neri del cimitero, cammina un po' guardandosi a torno, strizzando gli occhi in lontananza mettendosi la mano sulla fronte per coprire il sole. Il texano indossa una giacca nera aperta su una camicia blu scuro, dei jeans e delle timberland. Continua a guardare nel mare di lapidi che copre il terreno del cimitero di Fort Sam Houston, quando, soddisfatto, si toglie la mano dalla fronte per dirigersi con passo deciso verso una lapide disposta in posizione marginale.

Lapide ha scritto:
Judith Mayers 1980 - 2001
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May her soul rest in peace and her son grow happy.


Shawn Gates si siede a gambe incrociate davanti alla lapide, estrae dal taschino della camicia un pacco di Lucky Strikes Red Morbide, ne estrae una e la accende col suo zippo. Da un paio di tiri guardando di volta in volta la lapide, il cielo e gli alberi che circondano il cimitero. A diverse lapidi di distanza da lui altre persone visitano i loro cari. L'atmosfera è silenziosa, il vento fresco smuove le foglie degli alberi, il rumore di foglie è l'unico rumore che si sente, insieme a quello della combustione del tabacco

SG: Lo so, lo so. E' un po' che non mi faccio vivo.

Tiro di sigaretta.

SG: Sono stato piuttosto impegnato nell'ultimo anno. Non ho scuse comunque. Ho tante cose da raccontarti, però.

Gates continua a fumare, guardandosi intorno di tanto in tanto.

SG: Sono tornato nel business, sai. Il ritorno non è stato dei migliori purtroppo, ma mi sono rifatto in seguito. Ho incontrato un tizio, si chiama Travis, eabbiamo fatto squadra, adesso siamo campioni di coppia, ma soprattutto lo considero un amico. Strano vero? Io con un nuovo amico, chi l'avrebbe mai detto.

Shawn sorride.

SG: A proposito di amici, il vecchio Jim gira per le indies continuando a fare il manager, niente di nuovo. Povero ragazzo, la gente lo ricorda solo per la storia con Bosiko. Comunque, ti dicevo, questo Travis mi piace, un giorno sarà un grande campione, lo spero per lui. Ho anche incontrato un ragazza, circa nove mesi fa. Il suo nome è Rebecca. E' un irlandese piuttosto simpatica che ho incontrato durante un tour a Dublino. Una cosa tira l'altra e ci siamo messi insieme. Lo so, lo so cosa starai pensando. Un'altra relazione mandata a puttane, giusto? Giusto, ma non è colpa mia stavolta. E' scappata via, ma mi ha lasciato una lettera, nella lettera diceva che ti amo ancora. Inquietante, no? Ma sto parlando con una lapide, in effetti.

Gates da un tiro alla sigaretta.

SG: E' solo che non credo di avere quel problema dopo quindici anni. Questo è il tipo di problema che puoi avere dopo cinque anni. Ma non dopo quindici. E' solo che non trovo una come te. E forse non sono nemmeno interessato a trovarla in fondo. Non ne faccio un dramma. Sai bene che so stare solo, e poi ho Jimmy. Dovresti vederlo com'è cresciuto. Negli ultimi mesi è davvero cambiato, fisicamente e mentalmente. E' un ragazzo forte, il nostro Jimmy. Qualche settimana fa ha subito una brutta esperienza, di cui non ho tanta voglia di parlare. Ma il punto è che non si è abbandonato al dolore neppure per un momento, no, ha deciso subito di reagire. Ha la tua stessa passione. E la mia faccia tosta, ovviamente. Mi ha detto di voler imparare a combattere, quindi ho deciso di allenarlo. Da un paio di settimane ogni giorno lo faccio allenare. Flessioni, cardio, pesi, corsa. Sta anche imparando i fondamentali: le cadute, i lanci dalle corde, questo tipo di cose. Settimana prossima lo accompagno a fare un piccolo intervento alla mano, gli devono coprire una cicatrice con della pelle. Non sto qui a raccontarti cosa gli è successo di preciso, non sono venuto qui per parlare delle cose brutte, e credo che voi morti abbiate problemi peggiori di cui occuparvi. Se solo tu potessi vederlo Jimmy. E' diventato davvero un bel ragazzo, quella parte l'ha presa da te. Ogni tanto lo vedo con la testa fra le nuvole, credo si sia preso una cotta, ma non vuole dirmi per chi.

Il texano sorride e da un altro tiro di sigaretta.

SG: Il nostro rapporto nelle ultime settimane sta migliorando. Da quando se ne è andata Rebecca passiamo molto più tempo insieme. Non fraintendermi, passa comunque molto tempo fuori casa con un suo amico di cui non ricordo il nome. Ma passiamo più tempo insieme, e non abbiamo nemmeno litigato ultimamente. L'altro giorno abbiamo visto "Il Buono il Brutto e il Cattivo" insieme alla televisione, non so se gli sia piaciuto, pigiava tutto il tempo sul suo telefono invece di godersi le scene, ma comunque prima nemmeno gli passava dalla testa di vedersi un film con me, quindi credo che si possano considerare progressi.

Tiro di sigaretta, respiro profondo.

SG: Mi manchi Judith, ogni tanto mi manchi. Non lo nascondo. Lo so, lo so che sono passati quindici anni, ma non sempre riesco a darmi pace su come è andata a finire. La vita è ingiusta, ma questo te l'ho detto tante volte. Anche tanto tempo fa, quando facevamo colazione alla tavola calda, al tavolo vicino la finestra, con l'egocentrismo che solo i vent'anni sapevano darci, la convinzione che il mondo girasse intorno a noi, la convinzione di poter trovare nel nostro rapporto una via di fuga dal mondo che ci circondava, mentre ascoltavamo i Kinks e guardavamo film di Clint Eastwood. Anche se in fondo non ti sono mai piaciuti quei film.

Gates da un'altro tiro.

SG: Se c'è una cosa che ho imparato in trentasei anni è che la vita non smette mai di essere ingiusta, ma ogni tanto noi smettiamo di accorgercene. E non è un male.[/i]

Qualcuno va a sedersi davanti alla lapide, accanto al Ribelle

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SG: E tu che ci fai qui?

JM: Passavo davanti al cimitero e ho visto la tua macchina.

SG: Sei mai venuto qui prima?

JM: Sì.

Gates annuisce.

JM: Non mi hai mai parlato tanto di lei.

SG: Non mi hai mai chiesto di farlo.

JM: Lo sto facendo adesso.

SG: Era ciò che non sono io.

JM: Dimmi di più.

SG: Va bene.

Gates inizia a raccontare a Jimmy della madre. Il figlio ascolta con interesse, annuendo, sorridendo a seconda della storia, mentre gli occhi gli si illuminano ad ogni parola del padre. E mentre Shawn continua a raccontare delle madre al figlio le immagini si vanno allontanando, mostrandoci il cimitero dall'altro, il cielo azzurro e i cumuli di nuvole che lo macchiano, andando poi in dissolvenza.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 02/05/2016, 22:11 
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Le immagini riprendono l'interno dell'appartamento newyorchese di Jack Keenan. In primo piano troviamo proprio il Pain Deliverer, intento ad appoggiare la telecamera su una superficie dinanzi a sè: in un angolo dell'inquadratura vediamo invece Quill, che, seduto sul divano, sta osservando la vita serale di New York da una finestra, lo sguardo perso nel vuoto. Il vecchio non si muove, nè pare intenzionato a farlo. Jack Keenan, senza apparentemente darci peso, inizia a parlare.

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Keenan: Ladies and Gentlemen, my name is Jack Keenan and I deliver Pain.

Pausa per Keenan, che ne approfitta per schiarirsi la voce.

Keenan: Per chi lo avesse dimenticato, questa non è una semplice formula di introduzione. Questa è la pura e semplice verità. Niente di più, niente di meno. Da un anno il TWC Universe sente questa frase e forse aveva iniziato a darla per scontata, se non a non tenerla minimamente in considerazione; magari persino a chiedersi se non fosse, in effetti, una frase vuota, un semplice elemento da aggiungere ad un "personaggio", quale quello del Pain Deliverer. Un "personaggio", peraltro, magari affascinante, ma che alla lunga era andato a perdersi in un clichè e non aveva dimostrato nulla, in fondo. Per chiunque avesse pensato così, spero che quel che è successo nel corso dell'ultimo Indoor War sia stato una risposta adeguata.

Keenan aggiusta la telecamera davanti a sè, allontanandola di qualche centimetro dal suo viso.

Keenan: Sapete, è buffo: quello che ho appena detto mi ha ricordato una chiacchierata che ho fatto con Chris Drake poco più di un mese fa, all'Indoor War successivo ad Alpha Horizon. In quell'occasione, Chris mi ha detto che un mio difetto è quello di essere prevedibile.

Il Pain Deliverer soffoca una risata.

Keenan: Sono prevedibile ora, Chris?

JK dedica un altro momento di silenzio ed un sorriso beffardo all'inquadratura.

Keenan: Negli ultimi giorni ho sentito un po' da chiunque indiscrezioni o domande sul perchè io abbia tradito Chris Drake, il povero Chris Drake, che dopo la vittoria contro KTW sembrava finalmente aver trovato una parvenza di equilibrio. Questione interessante, tutto sommato: in un universo parallelo, è possibile che The Wolfpack abbiano sconfitto la BDK e siano sulla strada per un match per i titoli di coppia. Io non ne sono convinto, sinceramente, ma andiamo con ordine. Ho deciso di girare questo video per dare una spiegazione definitiva e dettagliata a quanto che è successo ad Indoor War, in modo da non dovermi più ripetere. Spero di essere stato chiaro in questo.

Jack Keenan si schiarisce nuovamente la voce.

Keenan: Partiamo dal principio: War of Change I, un anno fa. Nel primo match del primo Special Event targato TWC di sempre, Jack Keenan affrontava Chris Drake - o Dragon Drake, se preferite. Non credo serva nemmeno ricordare come andò a finire: Low Blow, Divine Revenge, pinfall. Poco importa del fatto che avrei già dovuto vincere quell'incontro almeno un paio di volte per squalifica: quello che le statistiche ricordano e ricorderanno è che il primo match del primo Special Event della storia della TWC fu una sconfitta di Jack Keenan.

Il Pain Deliverer sospira, scuotendo la testa.

Keenan: Non è per questo che ho abbandonato Chris Drake contro la Bruderschaft der Krahe, nè il fatto che, ultimamente, questa sconfitta mi sia stata ricordata e - in un certo senso - rinfacciata da molti, in primis Drake stesso. No, aspettare un anno per vendicare una sconfitta e architettare un piano lungo quasi due mesi per farlo sarebbe stato decisamente ossessivo. Il nostro lavoro è fatto così, le sconfitte sono parte del gioco. Il problema è che quella con Drake non è stata che la prima di una lunga serie.

Altra pausa, altro sospiro.

Keenan: Schmidt. Murdock. Cross. Carroll. Tutti incontri - tranne quello con Cross - con qualcosa di importante sul piatto, tutti incontri che rappresentavano una grande occasione. Ogni singola volta ho sfiorato quell'occasione, ogni singola volta ci sono arrivato un po' più vicino, ma non sono mai riuscito a raggiungerla. Eppure, continuavo a sentirmi dire che ero uno dei migliori su quel fottuto ring; al tempo stesso avevo un buon successo in una carriera al di fuori del quadrato, quella in tribunale; pertanto, continuavo a dirmi che quella era la strada giusta. Tutto questo fino a quando non è arrivata una voce fuori dal gruppo, una voce scomoda, fastidiosa.

Jack Keenan allunga un braccio verso la telecamera, spostandola poi leggermente verso la figura di Quill, ancora intenta a guardare le luci della città fuori dalla finestra.

Keenan: Inizialmente, pensavo che un'idea come quella di Quill non fosse nemmeno concepibile. Mi ero abituato a pensare di poter fare qualsiasi cosa volessi al mio massimo livello ed ero convinto che la cosa stesse davvero funzionando. Poi, pian piano, le sue parole hanno iniziato a fare breccia: ho iniziato a chiedermi se non potesse essere un buon consiglio rivedere le mie priorità, se non potesse essere vero che mi stavo accontentando di un ruolo in secondo piano, che mi stavo rammollendo. Ho continuato a non prestarci troppa attenzione, ma poi è arrivato il banco di prova definitivo: Alpha Horizon, Jack Keenan vs Nick Carroll per il 15 Championship.

Jack Keenan sospira profondamente, di nuovo.

Keenan: In fondo, non poteva esserci banco di prova migliore di quello: anche Nick svolge una doppia carriera, inoltre era - lo è tuttora, tutto sommato - alla continua ricerca di un equilibrio. Se la tesi di Quill era che io dividevo eccessivamente le energie e la concentrazione fra ring e tribunale, beh, anche Carroll non scherzava. Così, l'ho affrontato, in uno degli incontri più tosti di tutta la mia carriera. Un momento di quel match mi è rimasto particolarmente impresso: ad un certo punto mi sono ritrovato ad essere l'unico uomo in piedi sul ring - Nick e l'arbitro erano a terra - ed ho preso in mano la cintura del 15 Championship. Era l'occasione perfetta per colpire Carroll, magari per chiudere il match. Non l'ho fatto. Mi sono fermato. Non ho voluto che andasse così. E, quando mi sono girato, come ricompensa ho ricevuto un Superkick. Il match poi è continuato e, nel momento in cui Nick Carroll ha resistito per oltre un minuto e mezzo alla Pain Injection, così come nel momento in cui, all'overtime, mi ha ridotto in stato di quasi incoscienza a furia di ginocchiate in faccia, ho capito che Nick Carroll mi aveva dato le risposte che cercavo. Mi aveva fatto vedere che quello che ho mostrato per oltre un anno, quello che ho portato qui in TWC, non è il vero Jack Keenan. Non è il vero Pain Deliverer. Quill aveva ragione.

Quill, che è ancora ripreso dalla telecamera, non ha neppure un sussulto nel sentire quest'ultima affermazione.

Keenan: Non è stata una decisione facile, io e lui abbiamo un passato complicato alle spalle, ma l'ho contattato. Lui ha sempre saputo qual è la strada che ho scelto ancora anni fa, ero stupido a negarlo, e mi ha consigliato una strategia. Dovevo ripartire: Quill mi ha detto di non precludermi alcuna possibilità, sin dopo Alpha Horizon. Per questo, da un lato mi ha consigliato di sfidare Black, cosa che non avevo mai fatto per orgoglio personale, ma effettivamente non avevo nulla da perdere; dall'altro, di tornare in contatto con il mio "vecchio amico" Chris Drake, che proprio in quel momento era #1 Contender per l'FWP Championship. Una cintura, qualsiasi cintura, in questo business, è essenziale: non è questione di essere materialisti, è puro realismo. Una cintura può legittimare chiunque come il migliore, in uno specifico ambito: era esattamente quello che inseguivo da mesi, nulla di più, nulla di meno. Justice through Pain, ricordate? Ebbene, non sono riuscito a sconfiggere Black, ma nel frattempo il buon Chris Drake, quel Chris Drake che ero tornato a frequentare, è diventato FWP Champion.

JK si scrocchia le nocche.

Keenan: Coincidenza perfetta, non trovate? A questo punto, è bastato aspettare: aspettare di finire il processo in difesa di Cross, per chiudere definitivamente la mia carriera di avvocato; aspettare di guadagnarmi tutta la stima dei gemelli Drake. Non che sia stato difficile: quei due ne hanno passate così tante che, non appena qualcuno offre loro un po' di comprensione, complicità, persino amore, abbassano completamente le difese. In questo modo sono nati The Wolfpack. Qualcuno potrebbe dire che, se quello che cerco è un titolo, avrei potuto puntare ai titoli di coppia: il processo, d'altronde, era già avviato. Come dicevo prima, non la penso così: Chris Drake è abbastanza famoso per i suoi "colpi di testa", non potevo fidarmi davvero di lui. Dovevo anticiparlo, in un certo senso. Così ho atteso, ancora, il match fra Chris Drake e KTW di Path of Legends: se Chris si fosse confermato campione, non ci sarebbe stato più nulla tra me e il suo titolo. E così è stato.

Jack Keenan prende un sorso d'acqua da una bottiglietta che ha vicino a sè.

Keenan: Il match contro la Bruderschaft der Krahe rappresentava semplicemente l'occasione perfetta per completare questo lavoro. E' vero, con Sig e compagnia ci sono state un po' di incomprensioni, ma la priorità era Drake. Non c'era più motivo di nascondersi. Arrivato il momento, quando mi sono trovato davanti Chris, mi è sembrato giusto aggiungere un tocco vagamente personale alla cosa: Low Blow, Divine Revenge. Tutto ha funzionato alla perfezione.

Il Pain Deliverer regala un sorriso beffardo all'inquadratura.

Keenan: La prossima domanda è: e ora? Aspettate e vedrete, potrei rispondere, ma credo sia ben chiaro quale sia il mio obiettivo. Chris Drake mi ha già promesso in due diverse occasioni un match e penso che, dopo Indoor War, voglia questo incontro come mai prima d'ora. Bene, io sono pronto quando vuole. Ad una condizione, però: il suo Interpromotional Championship deve essere in palio. Non ho mai seguito più di tanto l'FWP, nè mi importa che ora sia una federazione chiusa: quello che mi interessa è che quel titolo può dare lustro a me e che io posso dare lustro a quel titolo. Ho posto la mia condizione, ora aspetto la tua risposta, Chris. Già che ci sono, però, prima di chiudere il video voglio farti un'altra domanda, l'ultima.

Jack Keenan avvicina il volto alla telecamera.

Keenan: Sono prevedibile ora, Chris Drake?


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 04/05/2016, 16:11 
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Località: Swagger miglior Wrestler di sempre, e non serve vederli tutti.
Una stanza d'hotel. Piccola. Dalla forte illuminazione possiamo dedurre che è giorno, probabilmente primo pomeriggio. La luce si riflette sul pavimento e sulla mobilia da due finestre di media grandezza, evidenziando alcuni oggetti in disordine. Pezzi di carta strappati e piegati, un paio di stivali neri a quattro metri di distanza l'uno dall'altro, un tappeto piegato nell'angolo in basso a destra e buttato per terra con una fastidiosa inclinazione che mostra un lungo e grasso dito medio a qualsiasi convenzione di simmetria stabilita nelle ultime quattro decadi.. Poi attaccato alla parte un letto, con le coperte buttate giù e riverse sul lato sinistro. Sul letto c'è qualcuno.

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Kevin Manson giace sul letto mordendosi il labbro, appoggiato sul proprio fianco destro. E' ancora in tenuta da ring, con la sua classica maglietta nera, pantaloncini dello stesso colore, bende sulle mani e ginocchiere anch'esse nere. Mugugna qualcosa.

KM: La mia priorità è Superman..

Colpisce il muro con un pigro pugno.

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Bende nere

Delle fasciature di stoffa, di colore nero.
Solitamente utilizzate per coprire una ferita, possono ricoprire più ruoli a seconda di chi sia il loro possessore. C'è chi ne è attratto e le usa come semplice ornamento, o chi se ne avvale per non mostrare al prossimo qualcosa. Si ipotizza che, in alcuni casi, esse possano accompagnare la vita di un uomo. Un oggetto così semplice, testimonianza di gioie e dolori. Di vittorie e fallimenti. Quelle consunte a ricordare ciò che è stato, quelle nuove di zecca ad accompagnare ciò che sarà. Ed il presente, letteralmente a portata di mano.


KM: Joker è una mia responsabilità...

Il Tear Suppressor si gira sul letto, mettendosi in posizione supina.

KM: Facciamo un paragone: Kevin Manson è Joker, Sigfried Jaeger è Superman impazzito e io, Leon Black, sono Batman..

Manson emette un verso a metà tra un mugugno ed un ringhio, mettendosi seduto e toccando con i piedi per terra.

KM: Pensavo che solo quel coglione del secondo Powell si sarebbe paragonato a quel bastardo in calzamaglia. Pfui.

The Animal si mette in piedi, con le mani serrate a pugno.

KM: "Kevin Manson è una tua creazione".

Il Painmaker fa qualche passo, tirando un calcio ad una sedia di legno e rovesciandola al suolo con un tonfo.

KM: IO NON SONO UNA CREATURA DI LEON BLACK!

Spinge il tavolo, facendo cadere anche quello.

KM: IO NON SONO COME LEON BLACK!

E' la volta di uno specchio. I vetri schizzano per qualche metro, disperdendosi un po' ovunque all'interno del piccolo appartamento.

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Cocci di vetro

Taglienti scheggie di vetro riverse al suolo.
L'uomo fatica per natura ad accettarsi per come è, e nulla è in grado di rifletterlo con così tanta brutale sincerità come uno specchio. Come reagire di fronte agli occhi di sè stesso? Alcuni, senza più l'appiglio delle menzogne a tenerli a galla, preferiscono risolvere il problema assicurandosi di non cadere più nella trappola della propria coscienza. Almeno, fino al prossimo riflesso.


KM: IO - NON SONO - LEON BLACK!

L'urlo, a pieni polmoni, riecheggia nella stanza mentre si sentono un paio di cani dal piano di sopra abbaiare ritmicamente, stimolati o spaventati dalle grida del wrestler TWC.

KM: "Andy, tu diventerai un eroe.. Sigfried sarà il mio erede e tu sarai il suo... Senti come ti acclamano ogni volta, Andy... Sei un grande amico. Io vedo il potenziale nelle persone".

Manson molla un calcio al frigorifero.

KM: TU NON VEDI UN CAZZO! SE SOLO NON TI FOSSI COMPORTATO IN QUEL MODO QUELLA VOLTA, NON SAREMMO MAI ARRIVATI A TANTO! TI SAREBBE BASTATO RICONOSCERE LE MIE CAPACITA'! TI SAREBBE BASTATO EVITARE DI SMINUIRMI DAVANTI A TUTTI LORO!

Kevin, in calzini, zoppica, poi va a prendere lo stivale sinistro e se lo infila.

KM: ED ORA NON POTRO' PIU' DIMOSTRARE A NESSUNO CHE IO AVEVO RAGIONE! MALEDETTO SIGFRIED JAEGER! MALEDETTO VIRGIL BROWN! MALEDETTA CHAMBER!

Kevin, con il fiatone, sgrana gli occhi, zoppicando verso l'altro stivale.

KM: Maledetto... M-maledetto An... Maledetto Andy Moon...

The Animal si ferma un attimo, abbassando lo sguardo. Si stropiccia gli occhi con il dorso della mano, poi infila lo stivale destro.

KM: E MALEDETTO LADDER MATCH! COSA CAZZO ME NE FACCIO DI UN MATCH PER IL TITOLO TWC CONTRO QUALCUNO DIVERSO DA LEON BLACK! COSA CAZZO ME NE FACCIO!

Eccolo rovistare tra le moltitudini di oggetti per terra, mentre il pianto di un bambino nella stanza di fianco si aggiunge alle simpatiche doti da tenore dei sovracitati cani dei tizi al piano di sopra.

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Culla vuota

Una culla di legno dipinto, vuota ormai da tempo.
All'interno di essa c'è un orsacchiotto, i cui occhi paiono aver perso la luminosità che un tempo era loro propria. Saranno due bottoni neri, ma non vi è dubbio alcuno che abbiano comunicato tanto per qualcuno. Ora, sembrano guardarsi intorno attendendo con ansia il proprio padrone perduto.. Ma non vi è più spazio per le influenze di Lasseter in qualcuno che, ormai, ha perso l'innocenza stessa.


KM: Maledetto Leon Black.. Che bisogno avevi di rovinare la mia vita... Cosa ci hai guadagnato...

Eccolo afferrare un mazzo di chiavi. Si rialza, poi ne infila una nella toppa con violenza. Suono metallico. Non ci entra. Ci prova con una seconda, nulla da fare. Passa in rassegna le chiavi girandosele nervosamente tra le mani e facendo cadere il mazzo.

KM: COSA CI HAI GUADAGNATO!

Si china, raccoglie il mazzo di chiavi, ne prova ancora un paio finchè non trova quella giusta ed apre la porta. Fatto ciò spalanca la porta e se la richiude alle spalle sbattendola in modo poco educato, tutto sotto gli occhi della padrona di quello che ora ci appare come un motel.

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Kevin Manson si allontana ignorando la vecchia, che comincia a muovere vorticosamente il braccio sinistro inveendo contro il lottatore.

Vecchia: Signor Man -

KM: MUORI DI CANCRO!

Il Painmaker scende le scale a passi veloci, arrivando al piano terra. Piazza un'altra chiave, dopo un solo tentativo, nella toppa ed apre la porta principale. Lancia il mazzo alle sue spalle ed esce verso la strada.

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Chiave della stanza 13

Una chiave piuttosto vecchia, ormai desueta in un ambiente moderno.. Forse, superata già alla sua epoca.
I bambini, si sa, non hanno grandi pretese. Basta loro un piccolo spazio per vivere grandi avventure seguendo la loro fantasia. E, perchè no, un manifesto che delimiti il loro territorio: un foglio di carta con un numero scritto con una calligrafia stentata è l'ideale. Area di giochi, ma anche area di salvezza. Innumerevoli volte la vecchia chiave è stata girata nella toppa polverosa, il più velocemente possibile. La vita non è un gioco. Non solo, preciserebbero alcuni individui più ottimisti. Chi è stato segnato prematuramente da certi problemi, tuttavia, tende a non dare loro ascolto.


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Le telecamere inquadrano Kevin Manson allontanarsi lungo una strada, capo chino e passo veloce.

???: Ehi!

KM: MUORI DI CANC -

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Kevin fulmina con lo sguardo l'uomo misterioso, oggi vestito con un lungo cappotto marrone, poi ha un gesto di stizza e ricomincia il suo cammino accellerando il passo. Lo stesso fa anche il tizio calvo, che lo afferra per un braccio. Manson si gira di scatto e lo afferra per il colletto della t-shirt.

KM: Pensavo di essere stato abbastanza chiaro con quel calcio in faccia! Non ho tempo per te. Fuori dalla mia vita, ora, o stavolta finisco il lavoro.

The Animal digrigna i denti, mentre il suo interlocutore ricambia lo sguardo duro rimanendo in silenzio per qualche secondo.

???: Colpiscimi, allora. Tornerò. Staccami la mandibola a calci e imparerò a comunicare a gesti. Smettila di fare il bambino, Kevin Manson, ed ascolta ciò che questo fottuto vecchio ha da dirti.

Il Painmaker scuote la testa.

KM: No.

Kevin spintona via l'uomo misterioso, poi gli volta nuovamente le spalle.

???: Continua così, Kevin, va bene! La tua trasformazione in Leon Black continua sempre più velocemente.

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Vecchio poster

Poster leggermente sbiadito raffigurante un noto supereroe.
Chi non ha mai aspirato a diventare un eroe? Le persone hanno bisogno di qualcuno in cui credere. Qualcuno da amare. Qualcuno che li protegga. Questo stesso poster è stato un'ispirazione ed un monito: "Voglio essere amato da tutti. Non importa quanti cattivi incontrerò, farò come lui e diventerò anch'io un supereroe. Il migliore del mondo".


Manson si ferma, serrando a pugno le mani e cominciando a tremare.

???: Che c'è, Kev, fa male? La verità fa male? Eppure sei tu che stai scegliendo di essere così, quindi non capisco dove stia il problema. Ripensa alla tua prima conversazione con Bl -

KM: CI RIPENSO OGNI GIORNO DELLA MIA VITA!

Kevin torna ad incrociare lo sguardo del pelato, rosso in volto e con le vene delle tempie piuttosto gonfie. Qualche secondo di silenzio, spezzato da un sospiro dell'uomo calvo.

???: Lo immagino, Kevin. E non capisco perchè tu non ci stia pensando in questo momento. La prima volta che hai parlato con lui, sei stato immediatamente sminuito ed allontanato. Bollato come tutto fumo e niente arrosto. Perchè? Penso che tu te lo chieda spesso. Non riesci a rispondere, no? Beh, potrei dirti che non ha effettivamente senso. Potrei dirti che Leonard aveva paura di cosa aveva davanti. E potrei dirti che tu ti stai comportando così con me per la stessa ragione. Non riesci a vedere le analogie? Mi stai ignorando, senza avermi dato una ragione valida per questo. E probabilmente hai paura di cosa potrei dirti. Ti ho detto di essere la chiave del tuo passato, e sai che lo sono. Te lo leggo in faccia. Ed hai paura. Hai paura di quello che puoi essere stato. Hai paura di avere nuovi fantasmi sulle spalle. Soprattutto, hai paura che non serva a niente, e che ti ritroveresti senza scuse a giustificare un nuovo fallimento contro Black.

Kevin va a muso duro con il tizio misterioso, puntandogli contro l'indice della mano destra.

KM: No! Io ti ho dato fiducia già una volta, razza di sconosciuto del cazzo, ed ho accettato la sfida di Sigfried Jaeger. Indovina un po'? E' stato solo un errore, perchè in due figa di settimane era praticamente impossibile che io mi riprendessi dallo shock della Chamber e fossi al 100% per un match così importante! E non solo non hai l'umiltà di ammettere di essere stato utile come un vibratore di quattro centimetri, ma vieni anche a mettere il coltello nella piaga mostrando il tuo fottuto cranio senza capelli mentre me ne sto andando e dandomi del bambino! Spiegami, come cazzo mi sarei dovuto comportare? Eh?

???: -

KM: E' UNA DOMANDA RETORICA! SANTO DIO, HAI ANCHE IL CORAGGIO DI RISPONDERE?! DOVRESTI SOLO ABBASSARE IL CAPO, GIRARE I TACCHI E NON FARTI VEDERE MAI PIU'!

Manson molla un calcio ad un cassonetto della spazzatura lì vicino. Segue un attimo di silenzio, rotto dal fiatone di The Animal.

???: Hai finito?

KM: Speravo che avessi finito tu.

L'individuo misterioso sospira.

???: Eviterei di risponderti a punti, ma non posso transigere. Cominciamo con la cosa più importante: la sconfitta per squalifica con Jaeger è solo ed unicamente colpa tua.

Manson spalanca gli occhi, corrucciato.

???: E' inutile che mi guardi così. Prenditi le tue responsabilità. Non puoi cercare una scusa o un'attenuante ogni volta.

Il Painmaker va a muso duro con il mystery man.

KM: Ascoltami bene, perchè te lo dirò una volta ed una volta soltanto. Io non cerco scuse. Ogni mia singola sconfitta è una ferita indelebile. Dopo il Fatal Four Way di TEIN, non ho più potuto vivere. Era tutto per me, quel match. Non ho chiuso occhi, funestato da incubi che non puoi neanche immaginarti. Mi sono provocato più ferite e lividi di quanti tu ne abbia mai visti o avuti in vita tua. Sono stato all'inferno. Non quello che i religiosi usano per mettere paura agli idioti che ci credono come loro, non quello dominato da un uomo capra che spara fiammate dal culo alzando un forcone. Quello reale. Quello che rischia di annullare e distruggere un individuo. L'autoimplosione era ad un passo, perchè sapevo di aver fallito e sapevo che la colpa era mia e solo mia. Ma mi sono rialzato. Ne sono uscito. E mi sono ricostruito un'occasione in tre mesi, altrettanto importante. Avrei avuto Black, da solo, nel match più importante dell'anno...

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Cappio

Un semplice cappio.
Il nodo della corda è molto resistente, segno dell'ineluttabilità della decisione presa. Si nutre della tenera carne di chi ha deciso che è finita. Ma potrà mai essere finita, per gli individui nati con la determinazione di un sognatore?


Kevin continua a guardarsi il pugno, che gronda sangue.

KM: E poi... Ho fallito. Fidati, avrei voluto inventarmi una scusa. Avrei voluto avere una giustificazione. Non ne avevo. E son tornato all'inferno, dove l'avevo lasciato. Anzi, forse stavolta era ancora più buio. Aveva preso le mie misure - fai una battuta sul peso e ti ammazzo qui ed ora -, sapeva come terrorizzarmi ancora di più. Indovina? Non se n'è ancora dato quell'inferno. E ho l'impressione che non se ne andrà mai più. L'ultima cosa di cui ho bisogno, in questo momento, è un seccatore.

???: Seccatore? Chi ti dice che io sia un seccatore? Pensi che un seccatore si impegnerebbe così tanto per venirti incontro?

Il Tear Suppressor abbozza un sorriso amaro.

KM: Lo so cosa sei. O un fan sfegatato che ha deciso di volersi sentire importante, o un semplice tizio che ha bisogno di visibilità e mi ha visto come la preda più facile. Mentalmente instabile, no? Me lo hanno detto in tanti. Per un certo periodo, mi hanno persino convinto che io lo fossi. Peccato che, no. Non sono pazzo. Non sono diverso. E non sono stupido, quindi puoi smetterla con la tua pantomima. Non ho intenzione di assecondare uno sconosciuto che si mette a parlarmi di punto in bianco dell'unica cosa sulla quale non potrei contraddirlo. Il mio passato... Cazzo, astuto, lo riconosco. Ti sei informato sul vuoto di memoria e l'hai sfruttato. Giù il cappello.

Il tizio misterioso molla un ceffone a Manson.

???: Smettila. Da quell'inferno non ti ci tirerai fuori da solo. Ti sei sempre lamentato di essere da solo, di essere emarginato, e quando qualcuno ti si avvicina tu lo prendi a calci in faccia e lo rendi oggetto di mille teorie complottistiche. Continui a dare giudizi basati sul nulla, pensando di avere sempre ragione. Pretendendo, anzi, di aver ragione. Pretendendo di essere il detentore dell'unico vero sapere e di avere una specie di sesto senso nel capire quali siano le persone che valgono qualcosa e quali no. Indovina un po'? Sempre più Leon Black. Ti sei messo un costumino di Batman improvvisato anche tu, solo che non stai sminuendo Joker. Stai sminuendo Robin. Ed è altrettanto sbagliato.

Il tizio calvo regala uno sguardo duro a Kevin, che dal canto suo abbassa lo sguardo. Passa qualche secondo. Il tizio calvo dà le spalle a Manson, allontanandosi a passi lenti. The Animal alza la testa, osservandolo andare via con occhi vitrei. Poi ha un sussulto.

KM: Ehi...

L'uomo misterioso continua il suo percorso.

KM: Ehi! EHI!

Si gira. Kevin esita.

KM: F-... Fatti vedere ad Indoor War. Sai dove trovarmi. In quel cazzo di backstage fanno entrare cani e porci, ma se facessero storie dì che ti manda Kevin Manson.

Il tizio misterioso sorride.

KM: Un'ultima cosa. Io non mi fido di te. Ricordatelo. E, invece di pensare al mio passato, comincia a dirmi come ti chiami.

Attimi di silenzio.

???: Paul. Paul Myers.

I due si scambiano uno sguardo intenso. Dopo un'altra manciata di secondi, Kevin Manson gira i tacchi e se ne va. Paul Myers osserva la sua figura farsi sempre più piccola, poi gli volta le spalle e si controlla una tasca interna del cappotto. Estrae una foto e ci soffia sopra.

Spoiler:
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Foto consunta
Scattata in occasione del sedicesimo compleanno di Kenneth Myers. Il sorriso sui volti di entrambi sembra forzato, come se non scorresse buon sangue tra i due. Non è il primo caso di persone che mettono da parte le loro divergenze in un'atmosfera di festa e non sarà l'ultimo. Certi legami, in fondo, sono indissolubili.


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